SEAF e l’aeroporto di Forlì
Questo articolo è stato pubblicato 7 anni 21 giorni giorni fa quindi alcune informazioni potrebbero non essere più valide. Fai una ricerca nel sito per trovare contenuti più aggiornati sullo stesso tema.Ieri in seconda commissione abbiamo visto uno stralcio dei conti di SEAF, la società che gestisce il nostro aeroporto. La situazione è pessima: circa un milione di euro di passivo, causato in gran parte dagli investimenti infrastrutturali necessari al trasferimento dei voli da Bologna. Il numero dei passeggeri trasferiti è stato molto inferiore al previsto, quindi non tutti gli investimenti sono stati utilizzati e coperti dai ritorni forniti dalle royalty dei viaggiatori.
In commissione abbiamo visto quindi la delibera per il risanamento del bilancio e per l’aumento di capitale di SEAF resosi necessario a causa dell’aumento del numero di passeggeri (prima ancora del trasferimento). 500’000€ circa che il Comune dovrà versare quest’anno e nei prossimi 2-3 anni per garantire la sopravvivenza dell’aeroporto. Ricordo che l’aumento della tassa ICI che abbiamo avuto quest’anno ha prodotto un aumento delle entrate di circa 700’000€, e che questo buco di bilancio di SEAF non era preventivato.
Nel mio intervento ho chiesto che venissero chiariti i benefici della struttura per la città, che subisce i disagi senza vederne un ritorno in termini commerciali e di indotto. La maggior parte dei viaggiatori sono diretti all’estero, mentre quelli in entrata arrivano per la nostra costa e non si fermano a Forlì. Viene quindi da chiedersi perché il Comune debba sostenere da solo le spese, quando i vantaggi di questa struttura sono spalmati su un territorio più ampio.
Ho ricordato inoltre che il nostro aeroporto è ancora fuori norma per quanto riguarda la zonizzazione acustica e la sicurezza, e che gli investimenti fatti per l’aumento del numero dei passeggeri hanno escluso questi interventi che sono invece necessari, oltre che molto importanti.
I cittadini di Forlì, quindi, continueranno a vedersi aumentare le tasse locali per poter coprire i difetti del bilancio del loro aeroporto, senza mai vedere una attenzione alle norme che tutelano la loro sicurezza ed i disagi dal punto di vista ambientale?
Una visione un po’ più lungimirante da parte del direttore e del Consiglio di Amministrazione di SEAF non avrebbe certamente portato ad una situazione del genere: oltre il danno, la beffa.
Alessandro



