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	<title>Commenti a: I commercianti meno pessimisti dei consumatori?</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Di: ALESSANDRO</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2009/commercianti-meno-pessimisti-dei-consumatori/#comment-31274</link>
		<dc:creator>ALESSANDRO</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 08:30:24 +0000</pubDate>
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		<description>SONO PIENAMENTE IN SINTONIA CON QUESTO INTERVENTO , IN FONDO LO DICEVA 40 ANNI FA&#039; RFK CON L&#039;ILLUMINISTICO INTERVENTO SUL PIL....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SONO PIENAMENTE IN SINTONIA CON QUESTO INTERVENTO , IN FONDO LO DICEVA 40 ANNI FA&#8217; RFK CON L&#8217;ILLUMINISTICO INTERVENTO SUL PIL&#8230;.</p>
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		<title>Di: Paolo Marani</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2009/commercianti-meno-pessimisti-dei-consumatori/#comment-31241</link>
		<dc:creator>Paolo Marani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 09:34:13 +0000</pubDate>
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		<description>Il paradosso della recessione è proprio questo!

Assistiamo ad un evidente fenomeno di &quot;deflazione&quot;, in cui il potere di acquisto cresce per tutti coloro che riescono a mantenersi il lavoro (per chi lo perde invece, sono c@#&amp;i amari).

Al netto, il settore industriale, quello con maggiore intensità di capitale, è quello che risente maggiormente della crisi, li i soldi letteralmente spariscono, prima le risorse finanziarie (azioni) poi quelle reali (liquidità per gli investimenti).

Ci saranno molti meno soldi in giro, pertanto i prezzi sono OBBLIGATI a scendere, talvolta anche in maniera irrazionale.

Gli acquisti crescono, le case si svalutano, mediamente girano molti meno soldi, la moneta si rafforza, non esportiamo più nemmeno uno spillo.

Il PIL non può che calare, ma se si riesce con gli ammortizzatori sociali a tenere a freno la disoccupazione, non è detto che il BENESSERE, ciò che davvero più importa, debba calare per forza.

Anzi, forse la crisi è benefica per certi aspetti, come la febbre lo è per una malattia, ci obbliga tutti ad essere più cauti e sobri nei nostri consumi, si spreca di meno, rinascono vecchi mestieri dimenticati (hanno aperto i ciabattini a cesena, incredibile), alla fine si riscopre un approccio più felice e meno consumistico al vivere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il paradosso della recessione è proprio questo!</p>
<p>Assistiamo ad un evidente fenomeno di &#8220;deflazione&#8221;, in cui il potere di acquisto cresce per tutti coloro che riescono a mantenersi il lavoro (per chi lo perde invece, sono c@#&amp;i amari).</p>
<p>Al netto, il settore industriale, quello con maggiore intensità di capitale, è quello che risente maggiormente della crisi, li i soldi letteralmente spariscono, prima le risorse finanziarie (azioni) poi quelle reali (liquidità per gli investimenti).</p>
<p>Ci saranno molti meno soldi in giro, pertanto i prezzi sono OBBLIGATI a scendere, talvolta anche in maniera irrazionale.</p>
<p>Gli acquisti crescono, le case si svalutano, mediamente girano molti meno soldi, la moneta si rafforza, non esportiamo più nemmeno uno spillo.</p>
<p>Il PIL non può che calare, ma se si riesce con gli ammortizzatori sociali a tenere a freno la disoccupazione, non è detto che il BENESSERE, ciò che davvero più importa, debba calare per forza.</p>
<p>Anzi, forse la crisi è benefica per certi aspetti, come la febbre lo è per una malattia, ci obbliga tutti ad essere più cauti e sobri nei nostri consumi, si spreca di meno, rinascono vecchi mestieri dimenticati (hanno aperto i ciabattini a cesena, incredibile), alla fine si riscopre un approccio più felice e meno consumistico al vivere.</p>
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