Sul blocco dei talk show evidentemente non era stato spiegato tutto

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Via Metilparaben e Francesco Costa:

La norma approvata dalla commissione di vigilanza sulla Rai (su iniziativa del deputato radicale Beltrandi) non “sospende” i talk show, non li “taglia”, non li “oscura”, tantomeno li “censura”. La norma prevede invece una più esigente e rigida applicazione di una legge votata dal centrosinistra diversi anni fa e – a quel che mi risulta – tutt’altro che ripudiata: la par condicio. Ballarò, Annozero e compagnia potranno tranquillamente andare in onda, purché si preoccupino di ospitare in studio esponenti di tutti i partiti, garantendo loro parità di tempo e spazi. Se non vorranno strutturare così i loro programmi, potranno spostarli in un’altra fascia oraria e lasciare il prime time a tribune politiche che obbediscano a quei criteri. Lo scandalo semplicemente non c’è. Anzi, c’è: è nella norma approvata durante la stessa sessione col voto compatto di Pdl e Pd (unico contrario sempre il radicale Beltrandi, ma correggetemi se sbaglio) che prevede che i partiti che non hanno superato lo sbarramento del 4 per cento alle elezioni europee non siano rappresentati nelle tribune politiche e nei talk show di cui sopra. Una misura insensata, iniqua e scandalosa.


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