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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Risparmio Energetico</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Franco Battaglia vuole scaldarci col nucleare</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 07:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Franco Battaglia, passato alla &#8220;storia&#8221; per aver dichiarato che Cernobyl causò solo 58 morti, in questi giorni non può fare a meno di cogliere la ghiotta occasione di accusare i Verdi di aver fatto partire in Italia il conto energia, e con questo l&#8217;avvio dell&#8217;installazione dei pannelli fotovoltaici. Secondo lui, ovviamente, quei soldi andavano spesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2012/franco-battaglia-vuole-scaldarci-col-nucleare/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Franco Battaglia, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=LBoAFt-YNLY" rel="nofollow" >passato alla &#8220;storia&#8221; per aver dichiarato che Cernobyl causò solo 58 morti</a>, in questi giorni non può fare a meno di cogliere la ghiotta occasione di <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/e_adesso_scaldatevi_e_accendete_luce_fotovoltaico/08-02-2012/articolo-id=571028-page=0-comments=1" rel="nofollow" >accusare i Verdi di aver fatto partire in Italia il conto energia</a>, e con questo l&#8217;avvio dell&#8217;installazione dei pannelli fotovoltaici. Secondo lui, ovviamente, quei soldi andavano spesi nel nucleare.</p>
<p>Inizia parlando del fatto che i Verdi non sono più in Parlamento (e questo è vero) e dicendo che i cittadini con il voto avrebbero decretato non solo l&#8217;uscita dalle due camere e dal Governo, ma anche tolto loro il loro diritto di parlare.</p>
<p>Battaglia però dimentica, nello strumentalizzare in modo indegno i morti ed i disastri di questi giorni, del fatto che i cittadini hanno votato contro il nucleare meno di un anno fa.</p>
<p>Dimentica anche che tra le cose avviate in quel Governo Prodi con i Verdi c&#8217;è stata anche la detrazione del 55% per le spese di riqualificazione energetica degli edifici, opportunità sfruttata da molti proprio per coibentare ed isolare i palazzi dal caldo d&#8217;estate e dal freddo d&#8217;inverno.</p>
<p>Dimentica che i problemi i cittadini non li stanno avendo dentro casa, dove il riscaldamento non ha smesso di funzionare, ma fuori casa e per le strade.</p>
<p>Dimentica che nemmeno il nucleare porta riscaldamento nelle case, a meno di farlo dentro le città e sfruttare il teleriscaldamento, cosa che nemmeno i nuclearisti più stupidi si sentirebbero di proporre. Infatti il nucleare nel Mondo viene utilizzato per produrre energia elettrica, non calore.</p>
<p>Questo in sintesi il Battaglia pensiero:<br />
<em>&#8220;Deciso no al fotovoltaico e deciso no all’eolico: gli impianti esistenti andrebbero smantellati, ché sono inutili, dannosi e costosi. No al petrolio, che non va bruciato per produrre elettricità. E no, deciso no, ai rigassificatori. Sì al nucleare, che va riavviato. Sì al carbone, il cui uso va incrementato. Ni al gas: urgerebbe ridurne l’uso.&#8221;</em></p>
<p>Se volete divertirvi e leggerlo tutto, l&#8217;articolo è su quello stupendo quotidiano che è <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/e_adesso_scaldatevi_e_accendete_luce_fotovoltaico/08-02-2012/articolo-id=571028-page=0-comments=1" rel="nofollow" >&#8220;Il Giornale&#8221;.</a></p>
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		<title>Bando per la rimozione dell&#8217;amianto e l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 20:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla Regione Emilia-Romagna 10 milioni di euro per favorire e promuovere la qualificazione ambientale ed energetica del sistema produttivo regionale. L’opportunità è destinata alle piccole e medie imprese dell’Emilia-Romagna. Bologna, 19 gennaio 2011 - Nove milioni di euro per favorire la rimozione dell’amianto, la coibentazione e l’installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici, più un milione per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/bando-per-la-rimozione-dellamianto-e-linstallazione-di-impianti-fotovoltaici/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><em>Dalla Regione Emilia-Romagna 10 milioni di euro per favorire e promuovere la qualificazione ambientale ed energetica del sistema produttivo regionale. L’opportunità è destinata alle piccole e medie imprese dell’Emilia-Romagna.</em></p>
<blockquote>
<p>Bologna, 19 gennaio 2011 - Nove milioni di euro per favorire la rimozione dell’amianto, la coibentazione e l’installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici, più un milione per la sola sostituzione dei tetti di amianto. Sono questi gli obiettivi del bando, finanziato con risorse provenienti dal POR FESR e regionali, per la concessione di contributi alle  piccole e medie imprese emiliano-romagnole.</p>
<p>Il provvedimento è stato proposto congiuntamente dall’assessore alle Attività produttive e Piano energetico, Gian Carlo Muzzarelli, e dall’assessore all’Ambiente Sabrina Freda.</p>
<p>Tra gli obiettivi del bando quello di favorire e promuovere la qualificazione ambientale ed energetica del sistema produttivo regionale. Ciò attraverso il sostegno alla realizzazione di interventi finalizzati alla qualificazione ambientale dei luoghi adibiti a sedi di lavoro, promuovendo la rimozione e lo smaltimento dei manufatti contenenti cemento-amianto dove presenti ma anche sostenendo la realizzazione di interventi finalizzati a promuovere il risparmio energetico nella climatizzazione degli edifici adibiti a sedi di lavoro nonché l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia prodotta tramite la fonte solare con l’installazione di impianti fotovoltaici.</p>
<p>«Si tratta di un progetto atteso che ha già suscitato l’interesse di tanti imprenditori. In coerenza con le politiche di corretta gestione del territorio e lo sviluppo delle Aree produttive ecologicamente attrezzate, abbiamo scelto di sostenere la riqualificazione delle imprese innestando nuove scelte energetico-ambientali al fine di migliorare le performance dell’impresa stessa, e contribuire a rilanciare una crescita sostenibile ed intelligente», ha spiegato l’assessore alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli.</p>
<p>«Un beneficio per migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro e la creazione di opportunità energetiche. Questo bando &#8211; ha rilevato l’assessore all’Ambiente Sabrina Freda &#8211; è fondamentale proprio perché si inserisce pienamente nelle politiche della sostenibilità. Oltre all’eliminazione dell’amianto, infatti, prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti: un segnale chiaro sull’ubicazione degli impianti che devono essere posizionati sui tetti e non su suolo agricolo per contenere il più possibile il consumo di territorio».</p>
<p>Le domande di contributo dovranno essere compilate esclusivamente tramite una specifica applicazione web, le cui modalità di accesso e di utilizzo saranno rese disponibili, almeno dieci giorni prima dell’apertura dei termini per la presentazione delle stesse, sul sito della Regione Emilia-Romagna ai seguenti indirizzi: http://emiliaromagna.si-impresa.it, www.ermesambiente.it e su questo portale.</p>
<p>La trasmissione delle domande di contributo, tramite posta elettronica certificata e trasmissione della copia cartacea per raccomandata, dovrà essere effettuata, pena la non ammissibilità delle stesse, nel periodo intercorrente tra il 1° aprile 2011 e il 2 maggio  2011, entro le ore 16.</p>
<p>Il contributo è rivolto esclusivamente alle  piccole e medie imprese emiliano-romagnole aventi sede legale e/o operativa nel territorio dell’Emilia-Romagna e non potrà essere superiore a 150 mila euro per ciascun beneficiario. Alla valutazione tecnica delle domande di contributo provvederà un nucleo di valutazione composto da collaboratori appartenenti all’assessorato Attività produttive e dell’assessorato Ambiente.</p>
<p>fonte: <a href="http://fesr.regione.emilia-romagna.it/news-archivio/un-bando-per-la-rimozione-dellamianto-e-linstallazione-di-impianti-fotovoltaici" rel="nofollow" >Un bando per la rimozione dell&#8217;amianto e l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici — POR &#8211; FESR</a>.</p></blockquote>
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		<title>A Forlì una centrale nucleare?</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 11:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/centrale-nucleare-forli/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Mi segnala un amico lettore che nella puntata di Ambiente Italia di sabato 20 luglio, in onda su rai 3 dopo il tg delle 14:15, al minuto 13 della trasmissione è apparsa una strana mappa relativa al nucleare con Forlì tra le fortunate, non commentata tra l&#8217;altro in nessun modo dalla trasmissione.</p>
<p>La trasmissione si può vedere su RAI TV:</p>
<p>http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c41da238-a054-449b-ab4d-905fa046c9ec.html?p=0</p>
<p>Il Consiglio Comunale di Forlì ha votato recentemente un mio ordine del giorno che dichiarava il territorio di Forlì <strong>LIBERO DAL NUCLEARE</strong>, per sottolineare la <strong>contrarietà della Città all&#8217;installazione di una centrale nel nostro Comune</strong>, tenendo in considerazione ovviamente che la scelta di una città fuori Provincia avrebbe comunque gli stessi problemi.<span id="more-3903"></span></p>
<p>Non so da dove provenga questa mappa, ma bisogna fare almeno un paio considerazioni. </p>
<p>La prima riguarda coloro che mi accusarono di strumentalizzare un problema inesistente, perché il nostro Comune, a loro dire, non avrebbe avuto questo rischio. Questa mappa è la prova che, ancora una volta, si sbagliavano oppure erano in malafede.</p>
<p>La seconda è che oggi il centrodestra che non ha votato quell&#8217;ordine del giorno deve assumersi la responsabilità di quella decisione e spiegarci se intende veramente perseguire anche a livello locale, come sta facendo a livello nazionale, la scelta di costruire impianti di produzione di energia nucleare invece di aprire la strada, come tutti i governi più avanzati nel resto del Mondo, al risparmio energetico ed alle energie rinnovabili.</p>
<p>Lo stesso devono fare tutte le forze politiche, dicendo con trasparenza da che parte stanno.</p>
<p>La campagna elettorale è finita e le buone intenzioni devono trasformarsi in decisioni concrete a tutti i livelli.</p>
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		<title>Forlì, Elezioni: l&#8217;importanza del vostro consenso</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra 3 giorni scade il mio mandato come Consigliere Comunale. Sono stati 5 anni intensi, pieni di imprevisti e di grandi temi da affrontare. Ho cercato di comunicare con tutti i mezzi che avevo, a partire da questo blog, ogni mia decisione importante, coinvolgendo le persone che erano interessate a partecipare. La bacheca di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/forli-elezioni-importanza-del-vostro-consenso/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/06/elezioni-2009-vota-ronchi.jpg" rel="nofollow" ><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/06/elezioni-2009-vota-ronchi-275x300.jpg" alt="elezioni 2009 vota ronchi 275x300 Forlì, Elezioni: limportanza del vostro consenso" title="elezioni-2009-vota-ronchi" width="275" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3872" /></a>Tra 3 giorni scade il mio mandato come Consigliere Comunale. Sono stati 5 anni intensi, pieni di imprevisti e di grandi temi da affrontare. Ho cercato di comunicare con tutti i mezzi che avevo, a partire da questo blog, ogni mia decisione importante, coinvolgendo le persone che erano interessate a partecipare.</p>
<p>La bacheca di questo blog mi segnala 2,727 articoli e circa 7000 commenti. Questo non per autocompiacimento, ma per avere qualche dato sullo sforzo che tutto questo ha comportato in questi anni.</p>
<p>Quasi tutti gli altri consiglieri hanno avuto un ruolo più facile del mio. Prima in maggioranza, poi all&#8217;opposizione, per mantenere una posizione coerente con le proposte che avevamo fatto ai cittadini. <strong>Le strade dritte incontrano le montagne</strong>: in Politica c&#8217;è chi continua la sua direzione faticando nella scalata, chi torna indietro per non dover salire e chi cerca di affiancarle per trovarsi più o meno vicino alla meta.</p>
<p>In questa campagna elettorale ho avuto il piacere di conoscere molte persone che non avevo mai visto, ma con le quali avevo un rapporto &#8220;elettronico&#8221;: si aggiornavano tramite questo sito, leggevano i miei articoli su Comune Aperto, mi chiedevano informazioni via email. </p>
<p>Spesso, in questi anni, sono servito quasi come un ufficio dell&#8217;amministrazione per reperire informazioni velocemente. Forse molto più uno strumento utile che un politico.</p>
<p>Questo però ha creato in molti l&#8217;<strong>idea che tutto questo fosse non solo dovuto, ma quasi scontato.</strong><span id="more-3871"></span></p>
<p>Il mio mandato scade tra 3 giorni. Finalmente si torna al giudizio delle persone, che devono decidere se tutti questi sforzi sono stati utili e <strong>meritevoli di una continuità</strong>, pur nel miglioramento dovuto ad una esperienza che 5 anni fa non avevo.</p>
<p>In Parlamento i Verdi non hanno ottenuto seggi forse anche perché si riteneva, sbagliando, che le loro idee fossero finalmente patrimonio comune, inglobate nel finto nuovo che avanzava. Abbiamo visto in questi mesi di nuovo Parlamento quanto sbagliata fosse quella valutazione, con un dietro-front di anni in diversi aspetti dell&#8217;innovazione legislativa legata alla nuova economia verde (a tal proposito vi consiglio di <a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1085598,00.html" rel="nofollow" >guardare il pezzo sul risparmio energetico dell&#8217;ultima puntata di Report</a>).</p>
<p>Così in Comune: senza i Verdi mancherebbe una tutela su certi temi che troppo spesso diamo per scontati, come la salute e la salvaguardia dei beni comuni, che certamente non lo sono.</p>
<p>Poche volte ho chiesto una mano, ma questo è certamente un momento di svolta per la nostra città ed ho bisogno del vostro aiuto.<br />
<strong>Mi piacerebbe poter seminare in un terreno finalmente fertile tutte le proposte che ripetiamo da anni</strong>, come l&#8217;innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione, i nuovi diritti per gli utenti della rete, il software libero, il risparmio energetico, le energie rinnovabili, la filiera corta e così via, potrei continuare per ore.</p>
<p><strong>Ma senza un sostegno di chi ha apprezzato e sostiene queste idee tutto ciò non sarà possibile.</strong></p>
<p>Parlate con gli amici e confrontatevi sulla vostra scelta di voto, dalla discussione nasce un miglioramento reciproco, inviate loro il materiale che ho pubblicato o questo stesso appello. Se ritenete che io la abbia meritata, datemi la vostra preferenza e presentatemi ad altre persone di vostra conoscenza, magari più distratte o meno partecipi di voi alla vita politica della nostra città.</p>
<p>Stampate questo fac simile con le indicazioni per comune, circoscrizioni e provincia o inoltratelo in forma elettronica:<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/06/fac-simile-comune-3-schede-alessandro-ronchi-forli2.jpg" rel="nofollow" ><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/06/fac-simile-comune-3-schede-alessandro-ronchi-forli_small.jpg" alt="fac simile comune 3 schede alessandro ronchi forli small Forlì, Elezioni: limportanza del vostro consenso" title="fac-simile-comune-3-schede-alessandro-ronchi-forli_small" width="500" height="73" class="alignleft size-full wp-image-3867" /></a><br />
<br clear="all" /></p>
<p>Io vi ringrazio sin d&#8217;ora e prometto che nel caso di una mia riconferma mi presterò sempre con lo stesso impegno mostrato in questi 5 anni.</p>
<p><strong>5 anni fa sono stato eletto per un solo voto</strong>, considerate ognuno di questi come quello decisivo e non date per scontato che altri faranno come voi. </p>
<p>Gli altri non fanno mai nulla da soli,<strong>l&#8217;impegno e la partecipazione sono sempre svolti insieme ed in gruppo.</strong></p>
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		<title>Roberto Balzani: Programma della coalizione per le Elezioni Amministrative 2009 nel Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Roberto Balzani IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-programma-sindaco-2009-forli/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/" rel="nofollow" >sindaco di Roberto Balzani</a></strong></p>
<p><strong>IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI</strong></p>
<p>In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e futuro alla nostra città.</p>
<p>L’attuale crisi non è solo finanziaria, ma anche morale e sociale. Per questo, l’amministrazione che verrà dovrà lavorare insieme e per i cittadini. I metodi che intendiamo utilizzare sono la trasparenza, la partecipazione e l’informazione.</p>
<p>I progetti saranno accessibili attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, come ad esempio il portale web del comun, perché ciascuno possa contribuire con proprie proposte e controllare i risultati. Partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, verificare.<span id="more-3755"></span></p>
<p>Ci impegniamo a ricercare e sostenere nuove e più avanzate possibilità di lavoro, partendo da una nuova economia che sfrutti le potenzialità dell’innovazione, della ricerca, e sappia recuperare e salvaguardare quelle tradizionali.</p>
<p>In questo contesto è necessario un mutamento anche della politica, che sappia dimostrare di rappresentare con chiarezza gli ideali e gli interessi della collettività contrapposti a quelli particolari, riconquistando alla partecipazione tante persone apatiche e deluse. La politica locale deve partire da un maggiore coinvolgimento dei cittadini dal basso. Occorre che i cittadini partecipino, decidano e poi verifichino, Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto.</p>
<p>Il comune, inoltre, deve assumere un compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i muti alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte.</p>
<p><strong>ASCOLTO, PARTECIPAZIONE, DECISIONE, VERIFICA, TRASPARENZA</strong><br />
<strong>Il cambiamento facciamolo insieme</strong></p>
<p>La democrazia partecipata è il metodo con il quale la coalizioni si propone di governare nel prossimo quinquennio la città e il territorio. Ciò non significa svilire il ruolo e lo spazio della legittima rappresentanza dei cittadini, ma incrementare la fascia delle persone coinvolte nei processi decisionali. Per raggiungere tale ambizioso obiettivo, è tuttavia necessario partire dal vertice. Passione, competenza, spirito di servizio, capacità di fare squadra sono le caratteristiche accomunano le donne e gli uomini della nuova coalizione. Ne fanno parte tante persone libere, disinteressate, dotate di forti principi morali e democratici, che non intendono tramutarsi in professionisti della politica, servizio al quale promettono di dedicare non più di due mandati.</p>
<p><strong>Un obiettivo e un impegno assoluti: la trasparenza</strong><br />
1.Gli eletti debbono dar prova di estrema trasparenza, dando massima visibilità ai propri redditi per non creare dubbi sul servizio reso alla comunità. L’anagrafe degli eletti può implementare quanto già previsto dalla vigente normativa comunale, così come l’applicazione del Codice etico europeo, sottoscritto da eletti e amministratori, anche attraverso la diffusione trasparente degli ambiti di interesse privato che eventualmente riguardino gli amministratori. Occorre affermare la parità di genere per aumentare la presenza femminile, includere giovani e individui selezionati sulla base del merito, costituire una squadra di persone appassionate e perbene.<br />
2.La nomina dei rappresentanti comunali nelle società partecipate deve avvenire sulla base di bandi che selezionino i candidati sulla base di specifici profili di competenza. Limite dei due mandati ed eliminazione del cumulo degli incarichi sono i principi ai quali intendiamo rigorosamente attenerci.<br />
3.In apertura di mandato, il sindaco verificherà insieme con il consiglio comunale la condizione delle Società partecipate, per valutarne l’apporto offerto al pubblico interesse, la struttura della governance, le possibilità di ulteriori semplificazioni e risparmi, dopo quelli già operati nella passata legislatura. Dell’intero sistema delle partecipate si renderà conto alla cittadinanza in pubbliche riunioni, in modo che siano chiare impegni ed obiettivi dell’amministrazione.</p>
<p><strong>Il confronto è il nostro metodo, insieme il nostro motto</strong></p>
<p>La coalizione s’impegna, indipendentemente dall’esito delle consultazioni e dai risultati conseguiti dalle singole liste, a promuovere periodiche riunioni di maggioranza, affinché il progetto politico comune sia affermato nelle istituzioni e nelle città. Nello stesso tempo, propone di diffondere, utilizzando in primo luogo la comunicazione elettronica, iniziative ed idee emerse in sede di civica rappresentanza, in modo da rendere effettivo il protagonismo del consiglio e più chiara la sua funzione d’indirizzo e di cuore della democrazia forlivese.</p>
<p>La partecipazione, inoltre, va promossa e spinta a livello territoriale, da un lato dotando di maggiori risorse le circoscrizioni per gl’interventi più immediati, dall’altro, rispondendo tempestivamente alle domande dei quartieri. La legittimazione dei livelli di democrazia decentrata sono fondamentali per accrescere la capacità di ascolto dell’amministrazione. Non solo. Occorre utilizzare lo strumento già ampiamente sperimentato di assemblee di cittadini su singoli temi, rapide e ben organizzate affinché siano chiari temi e proposte – sia nei territori sia in città – può divenire, insieme col potenziamento della rete civica, un veicolo efficace di coinvolgimento, con immediati riscontri sull’azione amministrativa.</p>
<p>Le presenza dei rappresentanti eletti degli studenti universitari nella civica assemblea, costituisce un valore cui il prossimo consiglio comunale darà adeguata risposta.</p>
<p>La verifica dei risultati, infine, viene assunta come garanzia degl’impegni nei confronti della cittadinanza. Il pubblico monitoraggio di ciò che sta avvenendo (con rapporti periodici trasferiti in rete), a livello dei progetti maggior rilievo, offre agli elettori e ai cittadini l’opportunità di rendersi conto in tempo reale delle capacità gestionali dell’amministrazione e anche della complessità dei problemi o degli ostacoli presentatisi in corso d’opera. Il bilancio partecipato costituisce un logico punto d’arrivo per questo processo, che s’intende realizzare entro il secondo esercizio di questa amministrazione.</p>
<p><strong>UN NUOVO RUOLO PER FORLI’</strong></p>
<p>Forlì è una città di medie dimensioni, connotata da un buon livello di vita, da un elevato standard di servizi sociali, da un ottimo livello di offerta formativa, da una lunga tradizione di collaborazione fra i vari attori economici, sociali e istituzionali e da una vivace cultura associativa. Tale profilo, sicuramente alto rispetto a tante altre realtà del nostro paese si deve alla coesione, al senso civico e al lavoro dei suoi cittadini, oltre che alla solidità delle amministrazioni di sinistra e di centro-sinistra, che hanno assicurato nel corso di molti decenni un costante incremento del proprio capitale umano e sociale. </p>
<p>Una delle caratteristiche più originali tanto della realtà urbana quanto del mondo rurale è costituita da un solido e coeso tessuto sociale, favorita da politiche inclusive da parte degli attori pubblici, sostenuti da un diffuso consenso a livello d’individui e di sodalizi. In questa dinamica culturale consiste un valore assolutamente qualificante, che intendiamo rivendicare con orgoglio contro l’egoismo, la frantumazione dei legami di prossimità e la sollecitazione, spesso latente, dell’odio xenofobo praticati da gran parte della destra. La responsabilità della nuova coalizione consiste, dunque, da un lato nella riaffermazione di un’idea di amministrazione pubblica locale storicamente vocata all’integrazione sociale, all’eliminazione progressiva delle disuguaglianze e alla protezione dei più deboli, senza distinzioni; dall’altro nella proposta di un rinnovato protagonismo forlivese, declinato non in senso municipalistico, ma in funzione di più solidi ed estesi legami territoriali.</p>
<p><strong>Forlì deve tornare ad essere capoluogo</strong></p>
<p>Forlì, nel contesto del comprensorio e in accordo con gli altri centri romagnoli, può e deve esercitare un ruolo significativo, fungendo da propulsore delle comunità di più esigue dimensioni, per quanto attiene l’organizzazione di taluni servizi qualificati, l’elaborazione di politiche comuni da tradurre in regolamenti condivisi, la programmazione territoriale, la sollecitazione al compimento di alcune basilari reti infrastrutturali (a partire dalle rete di comunicazione evolute). </p>
<p>E, d’altro canto, costruendo con le altre principali città romagnole una reale politica di sistema, inevitabile per risolvere le grandi questioni infrastrutturali (porti, aeroporti, grandi direttrici, snodi logistici, ecc.), ponendo l’accendo sulla complementarietà delle funzioni ed evitando sprechi, per dar seguito alle politiche di area vasta (nel settore della sanità, dei trasporti, ecc.) promosse dalla Regione.</p>
<p> V’è la consapevolezza, tuttavia, che tale ruolo sarà effettivo solo se sarà infranto il muro del municipalismo deteriore e le relazioni inter-comunali saranno caratterizzate da una cultura progettuale comune. Dovrà essere affrontato e risolto il problema del dualismo fra i due maggiori centri urbani della provincia, superando una divisione antica che produce costi e duplicazioni di servizi e di strutture e che limita la capacità di programmazione. Della qual cosa saremo strenui sostenitori all’interno del contesto romagnolo. </p>
<p>Come? Attraverso un esame periodico e regolare delle questioni aperte e delle prospettive d’azione fra gli amministratori locali che saranno eletti nella tornata di giugno. Poiché la nuova coalizione possiede una politica del territorio ed è in grado di governarla, lo scambio di esperienze e la comune progettualità risalterà come indicazione di una nuova qualità della politica in Romagna.</p>
<p><strong>Diamo risposte concrete alla crisi: aiutiamo le famiglie, proteggiamo il lavoro</strong></p>
<p>Gli effetti della pesante crisi mondiale sono assai visibili anche in un territorio connotato da un’imprenditoria diffusa come il nostro. La contrazione della domanda e le difficoltà connesse all’accesso al credito hanno messo in difficoltà numerose aziende di media e piccola dimensione, con riflessi durissimi sul piano dell’occupazione. E’ chiaro che l’amministrazione comunale, nel prossimo quinquennio, dovrà dedicare il massimo appoggio ai soggetti travolti da questa temperie: i lavoratori e le imprese da una parte e le famiglie dall’altra.</p>
<p>Circa i primi, è necessaria una politica straordinaria di aiuto, in grado di mettere a disposizione risorse crescenti per attuare una politica di sgravi nelle tariffe (mense scolastiche, trasporti, trasporti scolastici, ecc.) a immediato vantaggio delle famiglie dei lavoratori in difficoltà. Ulteriori interventi devono riguardare il potenziamento di strumenti già disponibili, a sollievo del costo delle utenze e degli affitti destinando a tal fine  in maniera progressiva parte dei dividendi di Hera. Si tratterà di valutare nei prossimi mesi, se questi interventi saranno sufficienti, oppure se occorrerà pensare ad interventi aggiuntivi o di natura diversa evitando di disperdere risorse in servizi che non sono più efficaci a sanare i nuovi bisogni, ripensando agli interventi in modo da corrispondere adeguatamente alle necessità emergenti e allo stesso tempo riorganizzando i contributi economici, creando una frequenza maggiore nella verifica delle fasce di reddito in mode da intercettare immediatamente i cambiamenti economici delle famiglie.</p>
<p><strong>Il nostro sostegno alle imprese</strong><br />
Circa le imprese, occorre osservare che le istituzioni locali si sono mosse tempestivamente sul versante del rafforzamento dei Consorzi Fidi. E’ tuttavia di vitale importanza offrire il massimo supporto affinché la congiuntura non produca una drastica contrazione del nostro patrimonio imprenditoriale. </p>
<p>La competizione si affronta con interventi intensivi., sostenendo la ricerca e l&#8217;innovazione, favorendo chi sperimenta nuove produzioni e attività, che producono risparmio energetico e rispetto ambientale. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) delle nuove tecnologie. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’Università deve essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il Polo tecnologico aeronautico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Semplifichiamo la vita ai cittadini, rendiamo amica la pubblica amministrazione</strong><br />
A questo proposito, l’offerta dell’amministrazione può interessare vari settori:</p>
<p>Una decisa opera di semplificazione e di sburocratizzazione, attraverso una revisione delle procedere ed una riorganizzazione dei servizi amministrativi (anche ai fini di assicurare tempi certi nelle autorizzazioni amministrative), nell’ovvio rispetto delle legislazione vigente e in base ad una valorizzazione rigorosamente meritocratica delle grandi risorse umane interne. L’efficienza e la rapidità della risposta amministrativa sono una priorità per tutti i cittadini. </p>
<p>Riteniamo indispensabile, inoltre, contrastare il processo puramente demagogico che alimenta la convinzione che la pubblica amministrazione sia sempre e comunque una macchina burocratica e farraginosa, investendo sulla valorizzazione delle competenze interne, riducendo le consulenze esterne, verificando non solo forme di coordinamento o di radicale ristrutturazione del livello dirigenziale (direttore generale, city manager, ecc.), ma introducendo anche approfondimenti intermedi che favoriscano la soluzione delle criticità, cercando nel contempo formule di rilancio dell’immagine della pubblica amministrazione.   </p>
<p>Inoltre, in questo momento di ristrettezze economiche, una migliore ed oculata destinazione dei mezzi finanziari e l’impiego dell&#8217;innovazione tecnologica potrebbero liberare delle importanti risorse a favore della collettività. </p>
<p>In questa situazione occorre attivare, motivandola adeguatamente, ogni risorsa umana disponibile all&#8217;interno dell’amministrazione comunale per costruire un più efficiente modello di gestione dei servizi  comunali. </p>
<p><strong>Qualità e sicurezza degli insediamenti, innovazione negli impianti, riduzione dei costi energetici</strong></p>
<p>L’individuazione di un’offerta insediativa di qualità, con alte dotazioni tecnologiche, bassi impatti ambientali, alta efficienza energetica. La qualificazione dello sviluppo rappresenta una sfida nella transizione da un epoca connotata da alti consumi (di energia e di territorio) ad una dominata da una logica di risparmio (dalle risorse ai rifiuti). L’amministrazione comunale può fungere da battistrada, stimolando apposite politiche d’incoraggiamento e di sperimentazione d’impianti destinati alla produzione delle energie rinnovabili, utilizzando il proprio patrimonio, collegandosi all’esperienza di altri comuni del territorio, contribuendo all’abbattimento della bolletta energetica pubblica. </p>
<p><strong>Valorizziamo il sapere e mettiamo in rete la conoscenza</strong></p>
<p>C’è inoltre l’esigenza di rafforzare le infrastrutture immateriali del nostro territorio anche in termini di relazioni e scambi di conoscenza e tecnologia tra il mondo economico e l’insediamento universitario. Alcune iniziative sono già state assunte, ma l’esigenza di raccordare meglio il patrimonio di saperi prodotto dall’Università con la quotidiana esperienza dei cittadini e delle imprese è un’esigenza percepita e diffusa. Anche in questo caso, l’amministrazione, con interventi mirati e a costi contenuti indirizzati ai laureati più brillanti, può testimoniare la praticabilità di un percorso di progressivo arricchimento qualitativo dello sviluppo locale (dal settore dell’intercettazione di risorse di finanziamento internazionale a quello della progettazione delle pratiche di partecipazione e di concertazione; dallo stimolo al ridisegno della città alle politiche ambientali). </p>
<p><strong>Il nostro progetto è il sistema Romagna</strong></p>
<p>La costruzione del sistema romagnolo non può prescindere da alcune fondamentali visioni dello sviluppo infrastrutturale, particolarmente importanti in una fase di ripensamento e di riorganizzazione degli assetti produttivi. I perni di questa politica di area vasta, peraltro ancora declinata a livello di governance, sono tradizionalmente rappresentati dall’integrazione fra il porto di Ravenna, l’aeroporto di Forlì (del quale è avviato il processo di privatizzazione), l’interporto di Cesena e lo scalo merci di Villa Selva il potenziamento della Cervese fino al raccordo con l’E-45, la connessione fra Forlì e Cesena, la riorganizzazione del sistema fieristico, la collocazione del capoluogo fra i grandi assi del nord-est e il centro Italia (Toscana, attraverso la SS 67/valle del Tevere). Lo strumento di questa integrazione sarà l’attuazione di quanto già previsto dagli studi scientifici multidisciplinari come il progetto SISTEMA, che coniuga trasporto pubblico ed opere necessarie. E’ chiaro che, coerentemente con l’impostazione fin ad ora espressa, tanto più queste opere avranno una prospettiva di connessione armonica con il territorio, quanto minore sarà il loro impatto ambientale.<br />
Ciò significa, in altri termini, che esse non possono non essere calate all’interno di un processo volto da un lato all’agevolazione delle funzioni produttive, dall’altro alla difesa di alti standard di qualità della vita. Il  recupero della via Emilia storica – contestuale alla connessione fra Forlì e Cesena e alla risoluzione della questione del flusso del traffico pesante – a mezzi pubblici innovativi e a percorsi ciclabili, ben testimonia lo stretto rapporto, oggi non solo praticabile, ma necessario fra qualità dello sviluppo e qualità ambientale. </p>
<p><strong>IL CENTRO STORICO: IL LUOGO DELLA NOSTRA IDENTITÀ</strong><br />
Un luogo di abitazioni, di commerci, di cultura </p>
<p>Anni di riflessioni e di tentativi hanno posto in evidenza un dato: la questione del centro storico di Forlì, che pure interessa direttamente circa un decimo della popolazione residente, ma che riveste un grande significato identitario, culturale ed economico-sociale, si può affrontare attraverso una visione progettuale che tenga insieme salvaguardia, tutela del suo tessuto, valorizzazione della sua qualità ambientale e garanzia di una accessibilità determinata dalle sue caratteristiche, promozione di un qualificato reinsediamento di attività commerciali e artigianali, il recupero – mercé incoraggiamenti e agevolazioni &#8211; della sua funzione abitativa. </p>
<p>Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità: a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato (che entro la legislatura dobbiamo portare per estensione al livello medio degli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna), connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’inclusione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile.<br />
Un luogo a misura di bambino</p>
<p>La soluzione della questione della viabilità pesante attraverso il completamento della tangenziale consente di ripensare la vita del centro secondo nuove prospettive. L’idea che esso possa diventare uno spazio adeguato ai tempi più lenti delle persone e delle biciclette, a misura di bambino, vocato alla socialità, all’incontro e insieme ad un commercio di qualità e di nicchia, pare ormai una visione diffusa. L’immagine di un medio centro nord-europeo, dotato di servizi pubblici efficienti e nello stesso tempo in grado di rispondere alle domande dei residenti così come di coloro che vi accedono per lavoro o per loisir, rappresenta un obiettivo ragionevolmente perseguibile. </p>
<p><strong>Un luogo di qualità connesso al territorio</strong></p>
<p>Il modello delle “isole ambientali” pare un progetto concretamente perseguibile. Come? A. Attraverso un progressivo allargamento delle zone pedonali, delle ZTL, delle vie a traffico veicolare assai rallentato, con conseguente promozione di attività sociali e ricreative negli spazi pubblici; B. Con una politica dei parcheggi capaci di liberare ampi spazi dal traffico veicolare e dalla sosta; C. Rendendo fluido e attraente il trasporto pubblico mercé corsie dedicate; D. Sviluppando percorsi ciclabili assai ampi e interconnessi, che dal cuore di Forlì possano poi espandersi verso il territorio e intersecare le periferie e la campagna, seguendo itinerari anche in parte diversi dalle vie a maggiore scorrimento; E. Intervenendo, come già hanno fatto il comune la Fondazione della Cassa dei Risparmi, su alcuni immobili o isolati, per favorirne il recupero e il riuso. E’ chiaro che, per tenere insieme questi obiettivi, e soprattutto per sincronizzarli, rendendoli plausibili, occorre un approccio ben congegnato e ben spiegato, al quale potrebbero contribuire – oltre agli uffici – anche i dipartimenti universitari e gli ordini professionali del settore, che potrebbero trovare – dopo una fase di adeguato rodaggio – in un urban center un luogo di coagulo e di confronto. Una volta testimoniata la scelta esplicita a favore di una riqualificazione reale del centro, non episodica ma strutturale, è verosimile pensare che tante risorse anche private rifluirebbero sul centro storico.</p>
<p><strong>Uno spazio per la cultura</strong></p>
<p>Il centro storico è anche sinonimo di vita culturale, giacché contiene la maggior parte del patrimonio forlivese ed è sede di musei prestigiosi come il San Domenico, del Teatro “Diego Fabbri”, della Biblioteca “Saffi”, delle Raccolte Piancastelli, ecc. E’ vero che, in un’epoca di tagli e di contrazione della spesa, la cultura tende a subire gli effetti peggiori. E’ vero anche, tuttavia, che, da una parte, l’investimento sul San Domenico, supportato e “lanciato” dalla politica delle “grandi mostre” della Fondazione della Cassa dei Risparmi, esige comunque un impegno pubblico e una progettualità alla quale l’amministrazione non può sottrarsi, rendendo il luogo perno della “vocazione culturale” cittadina. Dall’altro, non va trascurata la necessità di conservare i nostri beni culturali &#8211;  partire da Palazzo Gaddi e dal Palazzo del Merenda -, esercitando la tutela prevista dall’ordinamento e soprattutto la loro restituzione alla città.<br />
In particolare va portato a compimento il completamento del San Domenico, recuperando il rapporto con gli spazi urbani circostanti, demolendo il parcheggio attuale e riconfigurando l&#8217;intera area entro la legislatura. Dovrà essere acquisito alla città l&#8217;ex Eridania, mettendola dapprima in sicurezza e prevedendone un recupero in linea con le funzioni culturali riservate dalla legge ad un immobile vincolato. Nel corso della legislatura, si dovrà inoltre provvedere alla destinazione di straordinari complessi di pregio come la Rocca di Caterina Sforza e l’adiacente cittadella, il convento di Santa Maria della Ripa, salvaguardandone l’interesse pubblico e la funzione all’interno della maglia del centro. Dovrà inoltre essere recuperata a funzioni culturali l&#8217;ex fornace Maceri Malta, connettendola col parco urbano.</p>
<p><strong>Un luogo aperto, di incontri e integrazione</strong></p>
<p>E ancora: aprire la città, facendo diventare ogni sua parte un luogo di incontro, di conoscenza, di vita collettiva. Essere e vivere insieme e non isolati deve essere l&#8217;obiettivo di una nuova città più vivibile e sicura. Organizzare e formare volontari che rendano sicuro l&#8217;attraversamento delle strade, l&#8217;uscita dalle scuole, i percorsi casa scuola, contrastando la maggiore minaccia per la sicurezza dei cittadini rappresentata dal traffico.<br />
Favorire la conoscenza reciproca dei cittadini, a cominciare da quelli che provengono da altri territori o paesi, al fine di far conoscere l&#8217;identità, i costumi, i caratteri, le consuetudini , la storia e le regole comuni che caratterizzano la realtà locale.<br />
Promuovere esposizioni, manifestazioni, incontri sportivi, culturali e gastronomici, raccolte di storie e testimonianze come momenti di reciproca conoscenza e anche di integrazione.</p>
<p>In generale, l’idea che gli spazi aperti del cuore della città possano tornare ad essere vissuti, partecipati, resi attivi dai giovani e dai cittadini, rappresenta una grande scommessa per il centro-sinistra.<br />
Occorre pensare più organicamente alla funzione culturale come ponte sociale per l’integrazione della dimensione folklorico-dialettale, della dimensione nazionale (umanistica e scientifica) e della dimensione propria dei migranti. La coesistenza e l’incontro fra queste tre culture – alle quali può contribuire il diffuso e vivace associazionismo cittadino &#8211; rappresenta un obiettivo della nuova amministrazione. A queste va aggiunta, comune a tutte, il sostegno alla cultura musicale, alla cui salvaguardia e promozione l’amministrazione deve dedicarsi.</p>
<p><strong>L’elemento simbolo del più vasto e prezioso paesaggio forlivese</strong></p>
<p>Forlì ha scoperto da poco, anche grazie alle “grandi mostre”, una vocazione turistica che va potenziata e incoraggiata attraverso la valorizzazione non solo del nostro patrimonio culturale, ma anche dei beni paesaggistici e di quelli più legati alla tradizione (sotto questo profilo, la gastronomia potrebbe essere utilizzata come una straordinaria opportunità di connessione e d’incontro fra le diverse culture presenti in città). Il territorio, le colline, i siti di pregio sotto il profilo geologico e preistorico debbono essere prima di tutti riscoperti dai cittadini, e poi “cuciti” attraverso percorsi appropriati, all’interno di una trama che spinga poi in direzione degli altri comuni, delle vallate, dell’Appennino da un lato e del mare, dall’altro. Gli argini dei fiumi Ronco e Montone già prefigurano percorsi cicloturistici assai affascinanti, capaci di connettere ambienti desueti e di restituire un’immagine della Romagna in molti purtroppo offuscata.</p>
<p><strong>LE TRE SICUREZZE: NELLE STRADE, SUL LAVORO, NELLE CASE</strong></p>
<p><strong>Proteggiamo la vita di tutti</strong><br />
Prendiamo poi un altro impegno. Il nostro obiettivo è ridurre a zero i morti sulle strade e combattere la piaga inaccettabile per un paese civile degli incidenti sul lavoro.<br />
L&#8217;insicurezza nelle strade e nel lavoro non sono problemi senza soluzioni, da ritenere inevitabili ed inaffrontabili. Il comune deve porsi come obiettivo quello di arrivare a zero morti sulle strade e nei cantieri. In entrambi i casi la sicurezza si ottiene con controlli più efficaci. Nella mobilità occorre incentivare e tutelare la mobilità alternativa all&#8217;automobile e ridurre le vetture circolanti a vantaggio di una migliore fruibilità di tutti. Occorre creare corsie preferenziali per i mezzi pubblici, aumentare e ricucire le piste ciclabili le ZTL e zone pedonali, creare isole ambientali anche fuori dal centro storico in zone dove è necessaria maggiore sicurezza, attivare sistemi di logistica per le merci onde evitare l&#8217;inutile circolazione di mezzi pesanti ed inquinanti.<br />
Mettiamo in sicurezza il nostro patrimonio edilizio<br />
Intendiamo portare a compimento la messa in sicurezza antisismica di tutti gli edifici strategici del comune di Forlì (scuole, ospedali, caserme, uffici pubblici) ed avviare in collaborazione con le professioni tecniche la valutazione delle condizioni vulnerabilità del patrimonio edilizio residenziale e produttivo al fine di indirizzare gli interventi che assicurino la riduzione dei rischi e la sicurezza dei cittadini in ogni luogo dove  essi si trovino ad operare e vivere.</p>
<p><strong>WELFARE,  SANITÀ, FORMAZIONE</strong><br />
<strong>Proteggiamo i più deboli e non lasciamo solo chi ha bisogno</strong></p>
<p>Il livello di welfare, nel territorio forlivese, è assai elevato. La copertura del sistema, pubblico e privato, in genere ben integrato, assicura livelli di assistenza notevoli, tanto nella fascia della popolazione anziana, quanto in quella della prima infanzia. I principali problemi che il futuro riserverà riguardano: A. I vincoli di spesa, data la contrazione delle risorse. L’amministrazione promuoverà ogni azione politica per sostenere l’ alta protezione sociale da sempre assicurata dal centro-sinistra, sia pure in quadro finanziario compromesso a causa della crisi, anche ripensando la riorganizzazione dei servizi. B. L’accentuazione di alcuni elementi strutturali, come l’incremento della quota di popolazione ultra-sessantacinquenne, tende a produrre un’alterazione della domanda, fino ad ora soddisfatta dalle strutture del sistema locale. In questo caso, la proposta è quella di attivare politiche di coinvolgimento sociale per gli anziani delle coorti più recenti ancora in piena attività a favore dell’infanzia, del monitoraggio delle condizioni di vita nei quartieri, della promozione culturale, riservando maggiori risorse – com’è logico – ai grandi anziani (ultra-settantacinquenni). </p>
<p><strong>Aiutiamo e difendiamo la famiglia</strong></p>
<p>La difesa della famiglia e quindi il sostegno attivo, in termini di aiuti e di servizi, ai nuclei con figli,  partire da quelli  numerosi, senza distinzioni di sorta. D. La continuazione delle politiche d’integrazione riservata ai migranti, curando, da un lato, la diffusione delle lingua italiana e degli elementari principi della cittadinanza democratica e, dall’altro, guardando con favore la realizzazione di luoghi di ritrovo e di libero incontro, aperti anche alla cittadinanza. E. La necessità di un piano per eliminare progressivamente le barriere architettoniche e favorire la realizzazione di un tessuto urbana pienamente fruibile da parte dei disabili. F. Un rilancio della politica della casa che veda aumentare la dotazione di edilizia sociale e agevolata attraverso nuovi investimenti pubblici così come attraverso il coinvolgimento del privato sociale, della cooperazione, della Fondazione.</p>
<p><strong>Offriamo ancora più alti standard di qualità nel nostro sistema sanitario</strong></p>
<p>Circa la sanità, è bene sottolineare la qualità dell’offerta forlivese, a partire dall’Ospedale Civile e dall’Irst (il cui riconosciuto livello – nel contesto regionale e nazionale – è testimoniato dalla trasformazione in Ircs). D’altro canto, a partire dai Nuclei di cura primaria, i presidi sanitari territoriali si sono moltiplicati, così come i dispositivi per intercettare una quota dei pazienti prima dell’accesso diretto alla struttura ospedaliera. Esistono tuttora difficoltà a livello di gestione della liste d’attesa e del pronto soccorso: l’amministrazione s’impegna a premere sulla direzione generale dell’AUSL, affinché – anche sotto questo profilo – il già alto consenso assicurato dalla cittadinanza alla nostra sanità risulti pienamente acquisito.<br />
L’interesse prioritario del centro-sinistra va in due direzioni principali: la conservazione, nella costituenda area vasta, dei livelli di qualità  raggiunti dal sistema sanitario locale, a partire dalla selezione di specialisti e ricercatori sulla base esclusiva del merito clinico e scientifico; la difesa, a livello di territorio, delle fondamentali azioni di prevenzione diffusa, tanto attraverso opportune campagne informative, quanto attraverso servizi resi direttamente alla cittadinanza, assumendo un atteggiamento culturale che si pone di fronte ai problemi del cittadino  prevedendo quanto può danneggiarlo e ponendo  attenzione  a tutto ciò che può migliorare  la  qualità della sua vita.</p>
<p><strong>La formazione e l’istruzione siano le fondamenta della crescita civile ed economica della nostra popolazione</strong></p>
<p>La formazione, infine, vede la nostra città collocata ai primi posti nazionali. La fascia pre-scolare è storicamente fra i vanti del nostro comune (i bisogni crescenti determinati dall’incremento di  queste coorti di bambini costituiranno una priorità); quella elementare e media vede l’abnegazione di una classe d’insegnanti dotati di capacità e di spirito di servizio, cui spetta far fronte alla prima integrazione dei giovani migranti e al disagio sociale di molti adolescenti con risorse sempre più scarse; quella superiore può contare su strutture talora eccellenti. Occorre un impegno sostanziale dell’amministrazione per completare e integrare le ore di sostegno e/o compresenza in affiancamento agli insegnanti di sostegno alle disabilità con operatori qualificati. Quanto alla scuola non statale, l’integrazione col pubblico – nel nostro comune – è da considerarsi acquisita. Certo, l’attuazione della cosiddetta “riforma Gelmini”, promossa dalla destra, sta colpendo duramente l’intero sistema formativo del paese, riducendo il monte ore, eliminando il tempo pieno, costringendo gli istituti a far i conti con risorse sempre più scarse. E’ necessario, da parte dell’amministrazione, provvedere da un lato alla valorizzazione sociale del corpo insegnante, ingiustamente colpito dalle politiche governative; e, dall’altro, alla dotazione di supporti, possibilmente utilizzabili da parte di più istituti per ovvie ragioni di economia, per assicurare il mantenimento degli attuali standard formativi.</p>
<p><strong>Consolidamento e rilancio della presenza universitaria</strong></p>
<p>L’insediamento universitario forlivese, infine, va considerato fra i casi di successo del decentramento bolognese. Le Facoltà sono in genere di medio-alta qualità, ben radicate e con un buon numero di studenti. La realizzazione del campus, da parte dell’Alma Mater, porterà alla creazione di un’autentica cittadella del sapere, destinata a rivitalizzare un’area intera del centro storico. Bisogna considerare che i tagli portati al bilancio delle Università italiane, nel 2009-10 e nel 2010-11, genereranno una contrazione dell’offerta formativa ed una condizione di maggiore difficoltà, soprattutto per le realtà di più recente consolidamento. In questo quadro, pensare ad un’espansione dell’insediamento attraverso l’arrivo di nuove Facoltà o Corsi di Laurea, è pura illusione. Ciò che è materialmente praticabile pare, piuttosto: A. Il completamento della filiera formativa, con la piena acquisizione di dottorati e di scuole di specializzazione; B. La realizzazione di strutture di ricerca e di laboratori, a partire da quelli che interessano il Polo Tecnologico-Aeronautico, in connessione col tessuto delle imprese. Si potrebbe pensare – data la presenza di ricercatori nella nostra sede – a linee di studio dedicate alle energie rinnovabili e alle loro tecnologie; C. L’implementazione dell’internazionalizzazione, già molto elevata a Forlì, tanto per ciò che riguarda la mobilità degli studenti, quanto per ciò che riguarda docenti e gruppi di ricerca. D. La progressiva integrazione dei Poli di Forlì e di Cesena, ai fini di una gestione razionale delle risorse e del decentramento. Il comune, tanto attraverso Ser.in.Ar, quanto direttamente, nei propri rapporti con il Polo, il pro-rettore alle Romagne e il Rettorato, s’impegna ad appoggiare questa politica.</p>
<p><strong>LE FRONTIERE DELLA LEGALITÀ</strong><br />
Legalità e integrazione: due condizioni per la sicurezza</p>
<p>La questione della legalità ingloba il tema della sicurezza e lo rende parte di un progetto più generale. Proprio l’amministrazione, col proprio esempio di trasparenza, di comunicazione e di efficienza, si colloca al centro di una nuova  cultura della legalità. A partire da qui, possono essere intraprese importanti iniziative volte all’incentivazione e alla diffusione di questo messaggio: A. Attraverso la scuola (senza che ciò si traduca in una sottrazione di ore, già scarne, alle discipline curriculari, ma mercé la proposta di elementi di civismo declinabili a seconda delle materie più appropriate); B. La pratica sportiva, da incoraggiare nelle giovani generazioni come mezzo di formazione ai sani principi di solidarietà e di responsabilità; C. Le politiche d’integrazione sociale e culturali nel rispetto della lettera e dello spirito della carta costituzionale, nonché della Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione.</p>
<p><strong>Sicurezza: rendiamola percepibile ai cittadini</strong></p>
<p>Quanto al tema più specifico della sicurezza, dopo aver sottolineato il dato – fornito da fonti ufficiali – di una condizione forlivese in linea con le realtà meno preoccupanti del paese e della regione, va rilevata la necessità di una forte visibilità del ruolo dell’amministrazione a fianco dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e delle forze di Polizia Nazionali. Si tratta di una funzione tutt’altro che accessoria, che i cittadini debbono avere ben chiara. Quanto alle iniziative più concrete, si propone: A. Il potenziamento del servizio di Polizia Municipale, attraverso una riorganizzazione interna che veda la compressione dei carichi di lavoro puramente amministrativi e la parallela riduzione di funzioni esclusivamente di rappresentanza. B. L’aumento della presenza di agenti della Polizia Municipale sulle strade. C. La realizzazione della nuova sede.</p>
<p><strong>Più agenti, più cittadini, più attività nelle strade e nelle piazze</strong></p>
<p>Il centro-sinistra rigetta completamente, invece, la proposta populista di dar vita a ronde di cittadini in funzione di appoggio agli agenti. Noi crediamo che questa iniziativa, oltre a nascondere un preciso progetto xenofobo e ad affermare principi di destra inaccettabili e del tutto opposti agli sforzi compiuti in direzione dell’inclusione e dell’integrazione sociale, rischi di creare confusione e di distogliere paradossalmente una quota delle forze preposte alla sicurezza dal precipuo obiettivo di controllare il contesto urbano. Noi ci schieriamo apertamente a favore delle forze dell’ordine e del loro continuo lavoro di monitoraggio del territorio.<br />
L’esperienza degli assistenti civici, contrariamente al modello populista delle ronde, peraltro già sperimentata nel nostro comune, può inoltre costituire un elemento di aiuto e di supporto a chi è istituzionalmente preposto a tutelare la sicurezza.<br />
Ciò che è augurabile, semmai, è la presenza di liberi cittadini per strada, ossia il ripristino, mercé apposite iniziative, incoraggiate ad esempio da una revisione della pubblica illuminazione (magari alimentata da energia rinnovabile), di una vivace vita serale nello spazio pubblico, autentico antidoto contro i rischi della micro-criminalità, da un lato, e, dall’altro, della politicizzazione squadrista delle città. </p>
<p><strong>UNA POLITICA PUBBLICA PER L’AMBIENTE</strong></p>
<p><strong>Territorio e risorse naturali sono beni finiti e non riproducibili</strong></p>
<p>La politica ambientale è un punto qualificante di questo programma. Crediamo che spazio per uno sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile  come nei tempi trascorsi. In primo luogo, perché il territorio è un bene finito, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza.</p>
<p><strong>Una città bella</strong></p>
<p>Per la Forlì del futuro sono necessari la definizione dei limiti della città, magari attraverso un’ampia cintura verde, l’uso appropriato ed eccezionale della pratica delle varianti e la subordinazione di nuove espansioni alla completa attuazione delle attuali previsioni di sviluppo urbanistico, produttivo ed industriale. </p>
<p><strong>Una città responsabile</strong></p>
<p>Già la passata amministrazione ha compiuto progressi nella raccolta differenziata. La futura amministrazione procederà immediatamente lungo questa strada, attraverso la realizzazione  del sistema di raccolta differenziata porta a porta sull’intero territorio comunale. Perché? In primo luogo, perché in questo modo si spingono i cittadini a ridurre la produzione dei rifiuti e a praticare una disciplina fondata sul rispetto ambientale, che ha un valore civico ed educativo. In secondo luogo, perché – se collegata all’esperienza di altri comuni – la differenziata spinta può generare attività economiche legate al riciclo, anche a livello locale. Si tratta, quindi, di promuovere anche l’insediamento di nuove attività economiche. In terzo luogo, perché, aumentando la raccolta differenziata, sarà possibile battersi con maggior forza per ridurre la quota di rifiuti destinati all’inceneritore. Per ciò che riguarda la parte indifferenziata destinata all’incenerimento, occorre rendere effettiva la pre-selezione secco/umido, per la quale sono previsti appositi procedimenti a tutt’oggi non effettuati.</p>
<p><strong>Una città monitorata</strong></p>
<p>Accanto a questo obiettivo, si colloca poi un’attenzione decisamente forte per il monitoraggio delle emissioni, effettuato da autorità indipendenti, a partire da quelle degl’inceneritori e per una campagna costante d’informazione e di sollecitazione della mobilitazione collettiva intorno alla questione ambientale dando seguito alle indicazioni contenute nel PPGR e alla costituzione di autonomi comitati di controllo composti da cittadini per la verifica della tracciabilità e del suo corretto percorso di differenziazione.</p>
<p><strong>Una città che non accresce l’effetto serra</strong></p>
<p>Il centro-sinistra è consapevole che la maggior parte delle emissioni di anidride carbonica dipendono dal traffico veicolare e dal riscaldamento degli edifici. Per questo, l’impostazione di una nuova politica della mobilità &#8211;  a partire dal centro storico – e di una applicazione graduale ma sistematica di fonti di produzione energetica rinnovabile contribuiscono a disegnare il profilo di una Forlì moderna, orientata verso una gestione delle risorse non riproducibili (a partire dai terreni e dai combustibili) attenta e sempre più prudente, e però decisa a sperimentare tecnologie innovative e a creare opportunità di crescita economica e di lavoro. </p>
<p><strong>Una città con servizi economici ed efficienti</strong></p>
<p>D’altro canto, proprio questa consapevolezza indica la via di una ferma pressione sulle aziende multiutility, affinché esse cooperino con questa impostazione, sempre più diffusa in Italia e in Occidente: e dunque l’amministrazione, attraverso un’ampia campagna di coinvolgimento dell’opinione pubblica, intende esercitare fino in fondo il proprio ruolo di difensore dei cittadini utenti (dal controllo tariffario alla qualità dei servizi, ecc.) assai più che quello di azionista pubblico. Così come giustamente pretendono, del resto, non solo i singoli, ma anche molte imprese del territorio. Il primato delle interesse pubblico va riaffermato in generale anche nel caso di tutte le partecipate, assicurando ai cittadini il controllo sulle risorse essenziali alla comunità.</p>
<p><strong>L’acqua: un bene pubblico prezioso</strong></p>
<p>L’acqua è un bene essenziale per tutti i cittadini: per questo è fondamentale che impianti e reti rimangano saldamente in mano pubblica. Ciò, peraltro, impone di migliorare la qualità della risorsa distribuita, di razionalizzare l’uso di fonti e impianti, di avere maggiore attenzione per i problemi ambientali ed energetici, d’indirizzarsi verso una politica tariffaria che penalizzi gli elevati consumi e gli sprechi e nello stesso tempo favorisca le famiglie numerose.</p>
<p><strong>Una città con una cintura verde</strong></p>
<p>I boschi di Ladino e Farrazzano, i parchi fluviali del Montone e del Ronco, i siti di pregio paesaggistico e ambientale come i Sabbioni, i percorsi lungo gli argini e la rete dei canali di Schiavonia e di Ravaldino, la prima fascia collinare rappresentano parti di una cintura verde, della quale partecipa la nostra campagna, la cui tutela è importante per il benessere della cittadinanza e per la vivibilità dello spazio comunale. Si tratta di “patrimonio”, secondo la definizione del Piano territoriale della Regione. Ebbene, questa patrimonio va tutelato alla stregua dei beni culturali tradizionali, e tanto più per i rischi che corre e per la sua irriproducibilità. Il centro-sinistra è consapevole che questa posizione non significa affatto opposizione allo sviluppo: significa, piuttosto, declinare e qualificare lo sviluppo economico, rendendolo ordinato, innovativo, ambientalmente compatibile. Non si tratta di un sogno: è quanto accade in molte realtà europee, e non da oggi.</p>
<p><strong>Una città dall’alto senso civico e amica degli animali</strong></p>
<p>Forlì ha saputo affrontare per tempo &#8211; anche e soprattutto grazie al contributo delle associazioni protezioniste &#8211; il dilagante problema del randagismo animale con l&#8217;avvio di politiche e strutture di servizio per la sua gestione. Consapevoli che ciò non basta, ci impegniamo a rilanciare la nostra azione per prevenire e contrastare gli abbandoni sul territorio per favorire e consolidare una pacifica e serena convivenza uomo-animale. Sarà evidente il salto di qualità verso politiche virtuose che &#8211; coinvolgendo l&#8217;associazionismo attivo anche attraverso formazione ad hoc &#8211; potranno produrre una sostanziale riduzione dei costi sostenuti oggi da tutti i cittadini per l&#8217;incivile comportamento di pochi, liberando così risorse importanti che saranno reinvestite nel benessere animale e, di conseguenza, della collettività.</p>
<p><strong>LA GENERAZIONE DEL FUTURO</strong><br />
<strong>I giovani protagonisti oggi </strong><br />
E chiaro che una Forlì “europea”, aperta, integrata, solidale, una Forlì in cui sia piacevole vivere e lavorare, rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato in particolare alla generazioni più giovani. Saranno esse a completare, se lo vorranno, il disegno qui abbozzato. Ciò comporta alcune conseguenze. Anzitutto, l’assunzione, da parte dell’amministrazione, non già della “questione giovanile” come tema fra gli altri (ma lo steso potrebbe dirsi della “questione femminile”, naturalmente), quanto dell’elemento generazionale – così come quello di genere – quale veicolo, interprete privilegiato del cambiamento. Il che significa, da una parte, riconoscere la rilevanza di taluni nodi ancora irrisolti (i luoghi dell’aggregazione diffusa, di stampo associativo formale o informale, musicale o ricreativo; la mensa universitaria; lo stimolo di attività commerciali in linea con i tempi della generazione – serali e notturni). Dall’altro, osservare il tanto che si è fatto – sotto il profilo delle pratiche sportive, ad esempio; ma anche del recupero di luoghi importanti, come la Fabbrica delle Candele, attraverso al quale promuovere il libero sviluppo della creatività dei giovani. Dall’altro ancora, la preoccupazione per il crescente disagio degli adolescenti, in misura preoccupante soggetti a forme di rifiuto sistematico dell’offerta formativa ma anche estranei del tutto al civismo, ai vincoli di socialità. E’ questo un ambito che deve attrarre l’analisi e la ricerca dell’amministrazione. Perché, oltre che gestire, occorre anche studiare e capire.</p>
<p><strong>Due gemme : l’associazionismo e il volontariato</strong><br />
Siamo certi che riceveremo un grande aiuto da una risorsa formidabile della nostra città; l’associazionismo. Esso rappresenta, in moltissimi, campi, un formidabile aiuto per l’amministrazione pubblica. Ebbene, associazionismo e volontariato, dall’ambito sociale a quello della protezione civile, passando per i tanti altri contesti della vita cittadina, costituiscono i naturali interlocutori di un’amministrazione di centro-sinistra: ad essi andranno le cure della giunta e dei consiglieri, i quali assicurano fin d’ora piena disponibilità all’ascolto e fattiva collaborazione.<br />
Un aspetto importante, tanto dell’associazionismo quanto della vita sociale locale, caro a tutte le generazioni ma in particolare alle più giovani, è la pratica sportiva. Forlì può vantare una notevole dotazione d’impianti, ottimi livelli di partecipazione da parte della cittadinanza e squadre di rilievo nazionale in diverse discipline. A questa esperienza, che va custodita e alimentata come un tesoro particolarmente prezioso, il centro-sinistra riserverà risorse ed energie, consapevole del valore morale, civico, fisico che essa produce. Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi crescano forti e sani e che i nostri cittadini si mantengono in forma in età matura: tutta la comunità ne trarrà giovamento.</p>
<p><strong>Non una sfida, ma un progetto nell’interesse di tutti per il futuro della nostra comunità</strong><br />
Abbiamo cercato di scrivere un programma leggibile e di mettere nero su bianco impegni anche ambiziosi, ma – riteniamo &#8211; alla portata degli anni difficili che ci aspettano. Il nostro compito, del resto, è quello di proporre un progetto della Forlì futura e di passarlo a giovani cui spetterà un compito arduo e forse più difficile del nostro. Il centro-sinistra, nella nostra città, è convinto di potersi mettere al servizio della comunità per questo grande obiettivo, che oggi appare profondamente controcorrente, tanto lontana è la politica nazionale governativa dai nostri valori e dai nostri propositi. Eppure, forse anche per questo, val la pena di raccogliere la sfida.</p>
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		<title>Comune Aperto: an sè tot precis ( non siamo tutti uguali )</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 08:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/comune-aperto-an-se-tot-precis-non-siamo-tutti-uguali/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Pubblico anche qui l&#8217;ultimo articolo scritto per Comune Aperto, il bollettino informativo dell&#8217;amministrazione Forlivese:</p>
<p>Siamo in campagna elettorale. Il dibattito è già scaduto in toni propagandistici e spot pubblicitari, ma io non utilizzerò questo ultimo spazio per urlare più forte degli altri. Le proposte si giudicano con i fatti, non con le parole.</p>
<p>Cercherò, invece, di fare un breve bilancio di questa esperienza, di quanto è stato fatto e di quanto è naturalmente ancora da fare.</p>
<p>Ricordo, nel discorso di apertura dell&#8217;attuale Consiglio Comunale di 5 anni fa, la mia voce emozionata e la grande voglia di fare qualcosa per la mia città.</p>
<p>Pensavo, e penso ancora, che una buona azione potesse portare ad un miglioramento del nostro benessere, e che una Politica seria dovesse cercare di superare le demagogie del “son tutti uguali”.</p>
<p>Chi cerca di ingannarvi con questa storia compie un atto gravissimo: complica la vita ai politici onesti e la facilita a quelli che hanno secondi fini.</p>
<p>Pensavo, erroneamente, che il ruolo del consigliere fosse relativamente semplice, che bastasse dire cose giuste o avere il consenso dei cittadini per far valere le proprie idee. La possibilità dei cittadini di cambiare le cose è molto più grande di quello che si vuole far credere, e si realizza attraverso il  dare il proprio voto alle persone serie, il proprio impegno, il proprio aiuto concreto a chi fa la cosa giusta.<span id="more-3751"></span></p>
<p>Ricordo ancora la conferenza stampa di presentazione del sito web che avevo aperto come strumento di trasparenza, per raccogliere le idee dei cittadini e confrontarmi con loro senza intermediari. Non venne nessun giornalista.</p>
<p>Ho bene in mente i discorsi che facevo sulle nuove tecnologie ed il software libero, sulla filiera corta, sui gruppi di acquisto solidale, su una nuova economia verde basata su una giusta misura e sulle energie rinnovabili.</p>
<p>Oggi avere un blog per comunicare la politica è diventato uno standard, nel 2004 eravano 3 in tutta Italia. Oggi non è uno scandalo sentire ripetere ad Obama gli stessi discorsi sul risparmio energetico o sul New Green Deal che facevano urlare all&#8217;estremismo dei Verdi. La stessa visione conservatrice e poco lungimirante si scagliava contro l&#8217;agricoltura biologica o contro le proposte di tutela del nostro San Domenico, ed oggi cerca di attribuirsene impropriamente tutti gli onori.</p>
<p>Gli stessi che cercano di sminuire i Verdi cercando di farli vedere come un movimento capace solo di dire no, in realtà hanno rifiutato molte più proposte innovative di chiunque altro.</p>
<p>In Consiglio Comunale sono uno dei pochi che non ha mai alzato la voce, nemmeno nei momenti di rabbia e forte dissenso. Sapevo che le proposte costruttive di un ventiquattrenne ecologista erano dure da digerire in un ambiente sostanzialmente privo di rinnovamento.</p>
<p>Forlì ha bisogno, come tutte le città, di un po&#8217; di coraggio. Di evolvere, innovarsi, anche cambiare abitudini se è necessario per la nostra salute e la nostra qualità della vita.</p>
<p>Qualunque sia la vostra opinione, date una mano concreta a chi ritenete abbia fatto un lavoro serio ed onesto, con la trasparenza negli obiettivi e concretezza nelle proposte.</p>
<p><em>Anche se il nostro maggio, ha fatto a meno del vostro coraggio, se la paura di guardare, vi ha fatto chinare il mento, se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento, anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti. (De Andrè)<br />
</em></p>
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		<title>Earth Hour: una occasione mancata</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 09:39:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato Sera il capitano della Roma ha spento in diretta TV le luci del Colosseo, dicendo che il nostro è l&#8217;unico pianeta che abbiamo e quindi dobbiamo rispettarlo. L&#8217;occasione era l&#8217;Earth Hour, una &#8220;ola&#8221; organizzata dal WWF di città che hanno deciso di ricordare l&#8217;importanza dell&#8217;impegno sul risparmio energetico spegnendo luci di monumenti, istituzioni, edifici pubblici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/earth-hour-ocasione-mancata/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Sabato Sera il capitano della Roma ha spento in diretta TV le luci del Colosseo, dicendo che il nostro è l&#8217;unico pianeta che abbiamo e quindi dobbiamo rispettarlo.<br />
L&#8217;occasione era l&#8217;<a href="http://www.wwf.it/oradellaterra/" rel="nofollow" >Earth Hour</a>, una &#8220;ola&#8221; organizzata dal WWF di città che hanno deciso di ricordare l&#8217;importanza dell&#8217;impegno sul risparmio energetico spegnendo luci di monumenti, istituzioni, edifici pubblici e privati.<br />
All&#8217;evento, avvenuto in <strong>3900</strong> città del Mondo, purtroppo Forlì non ha partecipato.<br />
Peccato, un&#8217;altra occasione mancata per mostrare il nostro rispetto per l&#8217;ambiente.</p>
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		<title>Anche io m&#8217;illumino di meno</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 08:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo qualche edizione, finalmente si parla ovunque dell&#8217;iniziativa m&#8217;illumino di meno. Il risparmio energetico è una fonte di denaro che oggi dobbiamo sfruttare, e l&#8217;iniziativa assume un significato ancora più importante ora che il Governo, tra le altre cose (*), tenta di eliminare i vincoli per le nuove costruzioni. (*) altra perla è un emendamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/anche-io-millumino-di-meno/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/02/millumino2009.jpg" rel="nofollow" ><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/02/millumino2009-105x150.jpg" alt="millumino2009 105x150 Anche io millumino di meno" title="millumino2009" width="105" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3627" /></a>Dopo qualche edizione, finalmente si parla ovunque dell&#8217;iniziativa m&#8217;illumino di meno. </p>
<p>Il risparmio energetico è una fonte di denaro che oggi dobbiamo sfruttare, e l&#8217;iniziativa assume un significato ancora più importante <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/via-le-rinnovabili-nel-decreto-milleproroghe/" rel="nofollow" >ora che il Governo, tra le altre cose (*), tenta di eliminare i vincoli per le nuove costruzioni.</a></p>
<p>(*) altra perla è un emendamento che libera gli elenchi del telefono antecedenti al 2005 alle aziende pubblicitarie, che potranno chiamarci anche senza il nostro consenso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ripristinate le detrazioni per il risparmio energetico</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 20:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La buona notizia è che anche grazie alle pressioni fatte con la catena di blog ed il grande dibattito che è stato aperto su questo tema le detrazioni delle spese volte al risparmio energetico degli edifici sono state salvate. Per i dettagli leggete kuda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/ripristinate-le-detrazioni-per-il-risparmio-energetico/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>La buona notizia è che anche grazie alle pressioni fatte con la catena di blog ed il grande dibattito che è stato aperto su questo tema le <a href="http://fiore.iworks.it/blog/2009/01/05/detrazioni-irpef-per-il-risparmio-energetico-e-lora-degli-emendamenti/" rel="nofollow" target="_blank" >detrazioni</a> delle spese volte al risparmio energetico degli edifici sono state salvate. Per i dettagli leggete <strong><a href="http://blog.libero.it/KudaBlog/6288993.html" rel="nofollow" target="_blank" >kuda</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Incentivi 55% risparmio energetico: si votano gli emendamenti</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 11:53:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I blog incatenati contro la soppressione delle detrazioni del 55% per il risparmio energetico sono diventati 98. Anche grazie a questa iniziativa sono stati presentati numerosi emendamenti alla norma, alcuni dei quali propongono la cancellazione totale delle novità peggiorative, o la rimozione della retroattività. Si voterà giovedì 8, venerdì 9 ed, eventualmente, sabato 10 gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/incentivi-55-risparmio-energetico-si-votano-gli-emendamenti/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>I blog incatenati contro la soppressione delle detrazioni del 55% per il risparmio energetico sono diventati 98. Anche grazie a questa iniziativa sono stati presentati numerosi emendamenti alla norma, alcuni dei quali propongono la cancellazione totale delle novità peggiorative, o la rimozione della retroattività. Si voterà giovedì 8, venerdì 9 ed, eventualmente, sabato 10 gennaio 2009.</p>
<blockquote><p>Il 18 dicembre la Commissione Ambiente della Camera ha chiesto di sopprimere i commi da 4 a 11 dell&#8217;articolo 29, eliminare la retroattività della norma, in modo da accogliere le domande presentate per l&#8217;anno 2008, evitare di porre limiti per gli anni successivi e cancellare la procedura del silenzio-rifiuto da parte dell&#8217;Agenzia delle Entrate.<br />
Intanto è scaduto il termine entro cui l&#8217;Agenzia delle Entrate doveva pubblicare sul proprio sito Internet il modello da utilizzare per presentare l&#8217;istanza di accesso alla detrazione del 55%. Ma del modulo ancora non vi è traccia.<br />
Si attendono infine gli emendamenti più volte promessi da Tremonti, ma non ancora depositati.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://blog.libero.it/KudaBlog/6239254.html" rel="nofollow" >Kuda</a></p>
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		<title>Via gli incentivi al risparmio energetico: il commento di un perito installatore.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 08:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico un bel commento di Max sugli effetti del recente provvedimento del Governo che mette una mano pesante ai contributi per gli investimenti sul risparmio energetico (firmate la petizione) Aggiornamento: Tremonti sta facendo marcia indietro sulla retroattività del provvedimento. Il resto comunque rimane valido. Sign for Decreto Legge n&#176; 185, no all&#039;art. 29 Cari amici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2008/via-gli-incentivi-al-risparmio-energetico-il-commento-di-un-perito-installatore/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Pubblico un bel commento di Max sugli effetti del recente provvedimento del Governo che mette una mano pesante ai contributi per gli investimenti sul risparmio energetico (<a href="http://firmiamo.it/decretoleggen185art29noallaretroattivit" rel="nofollow" >firmate la petizione</a>)</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong>: Tremonti sta facendo marcia indietro sulla retroattività del provvedimento. Il resto comunque rimane valido.</p>
<blockquote><p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://firmiamo.it/flash/180150black.swf" width="180" height="150" id="flaMovie" class="right" style="float:right;"><param name="movie" value="http://firmiamo.it/flash/180150black.swf" /><param name="quality" value="medium" /><param name="bgcolor" value="#99CC33" /><param name="FlashVars"value="host=firmiamo.it&#038;url=decretoleggen185art29noallaretroattivit" /><p><a href="http://firmiamo.it/decretoleggen185art29noallaretroattivit" rel="nofollow" >Sign for Decreto Legge n&deg; 185, no all&#039;art. 29</a></p>
<p> </object>Cari amici e clienti<br />
ho letto e riletto incredulo e poi sconcertato il testo dell&#8217;art.29  del D.L. 185  (denominato &#8220;decreto legge anticrisi&#8221;) in merito alle nuove disposizione per l&#8217;accesso alle detrazioni fiscali del 55% per interventi di risparmio energetico. In particolare, mi sconvolge il fatto che il provvedimento in oggetto,<strong> intervenga con efficacia retroattiva a ridurre drasticamente l&#8217;entità di un contributo</strong>.</p>
<p>LE SPESE SOSTENUTE NEL 2008<br />
Se dividiamo il totale dei fondi che il Governo ha destinato con il D.L. a tale scopo per il 2009 riferita agli interventi del 2008  (82,7 milioni di €)  con la proiezione delle domande per il 2008 presentate ad ENEA  (c.a. 140.000  ad oggi sono  90.700) otteniamo per ciascuna domanda il contributo di c.a. 600 €.<br />
Come noto l&#8217;ammontare del contributo richiesto normalmente è molto superiore, pertanto questo sciagurato intervento legislativo, <strong>priverà inevitabilmente moltissimi cittadini del contributo che hanno chiesto e che noi tecnici gli abbiamo consentito di richiedere</strong>. Si può stimare<strong> nel 10% la quota di copertura totale</strong> del finanziamento in rapporto al totale degli investimenti.</p>
<p>Toccherà inoltre ai cittadini l&#8217;onere aggiuntivo di inoltrare una ulteriore domanda all&#8217;Agenzia delle Entrate per chiedere di ottenere il contributo, e toccherà ai tecnici l&#8217;onere di spiegare l&#8217;inspiegabile di tutto ciò ai cittadini.</p>
<p>GLI EFFETTI DEVASTANTI DEL PROVVEDIMENTO<br />
Se verranno confermate queste misure tutto il settore SANO del risparmio energetico e delle energie alternative, rischia di ricevere un colpo mortale, proprio nel momento del decollo definitivo.</p></blockquote>
<p><span id="more-3483"></span></p>
<blockquote>
<p><strong>Sono nate e stanno nascendo molte nuove aziende nel settore, costituite soprattutto da giovani ragazzi volenterosi e pieni di sani principi</strong>. Molte di queste aziende, contavano su una legge emanata due anni fa che dava certezza di investimenti per i prossimi anni. Queste certezze stanno venendo meno.</p>
<p>Finalmente stavamo combattendo in maniera attiva l&#8217;inquinamento e la dipendenza energetica dall&#8217;estero, diminuendo i consumi del settore civile che rappresenta più del 40% del consumo di energia primaria del nostro Paese. Adesso non abbiamo più l&#8217;aiuto certo su cui facevamo affidamento.</p>
<p>Saluti dal dePerito Max Barzanti<br />
Barzanti &#038; Gessi srl</p>
<p>In calce alcune magre consolazioni e flebili speranze:<br />
1) Chi ha fatto domanda per il 55%(risparmio energetico) può usufruire delle detrazioni del 36% in 10 anni<br />
2) Un decreto legge deve poi essere convertito in legge per divenire efficace a tutti gli effetti. Non è la prima volta che nei testi di conversione si verificano dei cambiamenti ai testi dei disegni legge, per cui nonostante il preallarme generale non mi butterei ora sotto il treno..<br />
3)Dicono &#8220;ognuno ha i politici che si merita&#8221;. Io non me li merito non so voi
</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>La Giusta Misura per uscire dalla Crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 09:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo clima di crisi economica i furbetti tentano di sfruttare il panico per fare, come al solito, i propri interessi, seguiti da chi, al governo del territorio o del nostro Paese, si trova a dover proporre soluzioni per uscirne. Recentemente il Governo ha limitato le possibilità per i privati e le imprese di ottenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2008/la-giusta-misura-per-uscire-dalla-crisi/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>In questo clima di crisi economica i <strong>furbetti</strong> tentano di sfruttare il panico per fare, come al solito, i propri interessi, seguiti da chi, al governo del territorio o del nostro Paese, si trova a dover proporre soluzioni per uscirne.</p>
<p>Recentemente il Governo ha <strong>limitato le possibilità</strong> per i privati e le imprese di ottenere incentivi e detrazioni sugli interventi per il <strong>risparmio energetico.</strong></p>
<p>Nello stesso tempo ha parlato della necessità di <strong>aumentare i consumi</strong>, senza parlare di cosa e come si debba consumare in una società sostenibile economicamente ed ecologicamente tentando, invano, di tornare ad un sistema che strutturalmente non si regge in piedi.</p>
<p>Dalla concorrenza al ribasso su prezzi e diritti di chi lavora, alla rincorsa alla disoccupazione, allo sfruttamento di tutte le risorse come se fossero infinite ed a costo zero.<span id="more-3481"></span></p>
<p>Se c&#8217;è un insegnamento che dovremmo trarre da questa situazione è proprio il segnale chiaro della necessità di regole sensate ed uguali per tutti, di una economia che si basa sulle reali necessità e disponibilità del territorio, di risparmio nell&#8217;uso delle risorse che sono finite e non rinnovabili.</p>
<p>E&#8217; per questo che il taglio agli incentivi alle energie alternative ed al risparmio energetico è una iniziativa gravissima e stupida: se c&#8217;è una cosa che deve crescere, in tutto il Pianeta, è proprio il lavoro che porta alle famose tre sostenibilità: sociale, economica ed ambientale.</p>
<p>Lo stesso vale per il contesto locale, nel quale la crisi rischia di diventare il pretesto con il quale concedere sfruttamento del territorio senza regole ed in maniera discrezionale, non uguale per tutti.</p>
<p>In questo momento devono essere date possibilità di crescita alle aziende che intendono investire sul territorio, ma allo stesso tempo si deve fare molta attenzione alla speculazione, che è una delle cause del crollo dei mercati finanziari.</p>
<p>Il passato recente dimostra che i nostri dubbi erano fondati, che costruire più del necessario non porta solo problemi ambientali e sociali ma alimentano anche bolle che, allo scoppio, mettono in crisi soprattutto i più deboli.</p>
<p>Oggi chi crede che l&#8217;ambiente sia un costo da tagliare in momenti di ristrettezze economiche, purtroppo non ha compreso le grandi occasioni che abbiamo perso e stiamo perdendo.<br />
Se avessimo lavorato di più in passato sul risparmio energetico avremmo creato posti di lavoro non delocalizzabili in Cina, pagati senza continui sostegni pubblici ma con il taglio dei consumi di fonti fossili provenienti quasi esclusivamente dall&#8217;estero, ed allo stesso tempo migliorando la qualità del nostro Paese. </p>
<p>Il Sole ed il Vento non salgono di prezzo da un anno all&#8217;altro, al contrario del Petrolio.<br />
Lo stesso ragionamento si può fare per l&#8217;acqua, che da bene comune si vuole trasformare in risorsa privata, per i rifiuti che gettiamo e bruciamo e che rappresentano uno spreco continuo di materie prime che importiamo dall&#8217;estero.</p>
<p>Purtroppo questa concezione di una economia nuova, di cui ha recentemente trattato un bell&#8217;articolo sul Sole 24 Ore (non proprio un quotidiano ecologicamente estremista) e che ha giustamente riempito la campagna elettorale di Obama, è totalmente sconosciuto a tutti i partiti oggi presenti nel nostro Parlamento. </p>
<p>Mentre sulle sciocchezze si possono inscenare teatrini, sul ritorno al nucleare, sulle opere inutili e su tante altre questioni che oggi dovrebbero prendere una strada diversa assistiamo a continui inciuci e strette di mano sottobanco.<br />
Oggi più che mai è necessario un cambiamento, un passaggio verso la giusta misura delle cose, non ad una crescita fine a sè stessa dei consumi. Altrimenti non usciremo dalla crisi, ed a questa continueranno a seguirne ciclicamente altre.</p>
<p>Aggiornamento: potete leggere dettagli sull&#8217;iniziativa del Governo su <a href="http://www.senamion.it/2008/12/01/detrazioni-55-per-risparmio-energetico-affossate/" rel="nofollow" >Senamion</a></p>
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		<title>Risparmio energetico in piscina grazie al braccialetto</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 09:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Interessanti le novità apportate alla gestione delle piscine di Cesenatico e Savignano, gestiti da Around Sport. Grazie ad un braccialetto elettronico si ipotizza di risparmiare 900mila litri di acqua in un anno. L&#8217;innovazione passa sempre di più per la riduzione dell&#8217;utilizzo di acqua, energia, dei beni di consumo e delle materie prime. Fonte: La società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2008/risparmio-energetico-in-piscina-grazie-al-braccialetto/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><a href="http://www.lasocietacooperativa.it/notizie/con-il-braccialetto-per-risparmiare-acqua-ed-energia" rel="nofollow" >Interessanti le novità apportate alla gestione delle piscine di Cesenatico e Savignano</a>, gestiti da <strong>Around Sport</strong>. Grazie ad un braccialetto elettronico si ipotizza di risparmiare 900mila litri di acqua in un anno.</p>
<p>L&#8217;innovazione passa sempre di più per la riduzione dell&#8217;utilizzo di acqua, energia, dei beni di consumo e delle materie prime.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.lasocietacooperativa.it/notizie/con-il-braccialetto-per-risparmiare-acqua-ed-energia" rel="nofollow" >La società cooperativa</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un DPEF anche per l&#8217;ambiente</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/un-dpef-anche-per-lambiente/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jun 2007 14:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il documento di Programmazione Economico-Finanziaria appena approvato contiene diversi vantaggi. Come abbiamo letto sulla stampa di questi giorni alcuni tra i più importanti riguardano pensioni basse, giovani, ammortizzatori sociali, infrastrutture e ricerca. Ma molti capitoli di questo documento sono incentrati sull&#8217;ambiente, come scrive anche il Ministro Pecoraro Scanio sul suo blog. Partiamo dal clima. Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2007/un-dpef-anche-per-lambiente/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Il documento di Programmazione Economico-Finanziaria appena approvato contiene diversi vantaggi. Come abbiamo letto sulla stampa di questi giorni alcuni tra i più importanti riguardano pensioni basse, giovani, ammortizzatori sociali, infrastrutture e ricerca.<br />
Ma molti capitoli di questo documento sono incentrati sull&#8217;ambiente, come scrive anche il <a href="http://www.pecoraroscanio.it/index.php?mod=blog&#038;func=comments3&#038;alias=Un_DPEF_per_Kyoto" rel="nofollow" >Ministro Pecoraro Scanio sul suo blog</a>.<span id="more-2204"></span></p>
<p><strong>Partiamo dal clima.</strong><br />
Si è stabilito che bisogna “coniugare la necessità di garantire le risorse energetiche per sostenere la crescita economica con la tutela delle risorse naturali e i cambiamenti climatici. Efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili e pulite, rappresentano anche la strada per la riduzione della dipendenza energetica dall’estero, condizione particolarmente sensibile nel nostro Paese.”<br />
Per questo “Le linee generali di intervento proposte dall’Europa richiederanno all’Italia un deciso aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili”.<br />
Ed “Il Governo italiano si impegna, inoltre, a favorire l’uso sostenibile delle biomasse e dei biocombustibili, favorendo filiere nazionali da realizzarsi in collaborazione con gli operatori agricoli che nel settore dell’agro-energia possono trovare ampi spazi di crescita.”</p>
<p>Nel DPEF si identificano poi 5 ambiti di azione che richiamano le priorità ambientali dell’Unione Europea:</p>
<p>    * Azioni di tutela ambientale con nuove regole che derivano dall’applicazione dell’autorizzazione ambientale integrata (IPPC) e del regolamento comunitario sul controllo e registrazione delle sostanze chimiche (REACH). Altrettanto deve essere fatto in relazione agli impianti industriali a rischio d’incidente rilevante ricadenti sotto le disposizioni della Direttiva Severo.<br />
    * Una corretta gestione del territorio è indispensabile per trovare misure di &#8216;adattamento&#8217; che saranno individuate a conclusione della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici capaci di arginare situazioni estreme, aggravate dai mutamenti climatici in corso. Riguardo a questo, si ribadisce la centralità della Direttiva Acque che consente una visione integrata della gestione idrica e pone come obiettivo fondamentale il miglioramento della qualità delle acque…<br />
    * L&#8217;Italia dovrà rafforzare l&#8217;azione nel settore della biodiversità, sia mantenendo alto il sostegno alle aree protette, sia attraverso interventi per la tutela di specie e habitat, sia attraverso il completamento di tutti gli strumenti di programmazione e gestione, quali la carta della natura e la rete ecologica.<br />
    * Occorre procedere al recupero ambientale di siti contaminati. […] In relazione ai rifiuti, va invertita la tendenza all&#8217;aumento della produzione di rifiuti, garantita la gestione integrata del ciclo dei rifiuti e una corretta raccolta differenziata.<br />
    * La tutela dell&#8217;ambiente marino richiede che vengano individuate azioni e specifici accordi che portino, in primo luogo, a una maggiore tutela delle specie più a rischio; in secondo luogo, a razionalizzare e aumentare il livello di sicurezza dei traffici, infine, a prevenire forme di inquinamento che possono aumentare gli impatti antropici sulle fasce costiere.</p>
<p>Ma il punto più importante del DPEF, ritengo sia quello sugli Obiettivi di Kyoto che mirano ad ottenere un taglio complessivo delle emissioni di oltre 70 milioni di tonnellate.</p>
<p>Ed eccoli, gli interventi previsti:</p>
<p>Contrasto ai Cambiamenti climatici e al suoi effetti</p>
<p><strong>TRASPORTI</strong><br />
Predisposizione di un Piano Nazionale sulla Mobilità Sostenibile nelle aree urbane in situazione di crisi ambientale che porti a un forte potenziamento del trasporto pubblico;<br />
Parametrazione della tassa di circolazione in base alle emissioni di C02 per chilometro;<br />
Facilitazione di accesso alla rete di distribuzione di gas metano a uso di autotrazione;<br />
Promozione di utilizzo collettivo di mezzi di mobilità (car-sharing, car-pooling, ecc.);<br />
Realizzazione di infrastrutture utili al trasporto collettivo elettrificato;<br />
Diversificazione del trasporto merci su lunghe distanze a favore di trasporto su rotaia e cabotaggio, nonché promozione dell’intermodalità;<br />
Conversione del trasporto pubblico a trazione elettrica e/o a carburanti a basso tasso di emissioni di C02 (metano, biocarburanti, GPL, ecc.);<br />
Estensione e facilitazione di accesso, nonché promozione della sicurezza, ad aree pedonali e piste ciclabili in ambiente urbano;<br />
Agevolazione alla conversione dei mezzi di trasporto privati a trazione elettrica e/o a carburanti a basso tasso di emissioni di CO2 (metano, biocarburanti, GPL, ecc);<br />
Incentivi alla conversione della flotta circolante ai limiti previsti dallo standard Euro 5;<br />
Istituzione di un mercato di scambio regionale dì quote di emissione per interventi in settori non regolamentati dall&#8217;ordinamento comunitario;<br />
Promozione di un adeguato sistema di monitoraggio volto a sostenete l&#8217;introduzione del trasporto aereo nel sistema emission trading in ambito comunitario.</p>
<p><strong>ENERGIA TERMOELETTRICA</strong><br />
Rimodulazionc della fiscalità dell&#8217;energia elettrica sulla base di benchmark unico di emissione pct KWh prodotto;<br />
Promozione impianti di piccola trigenerazione diffusa e di cogenerazione;<br />
Graduale  adeguamento   della rete  di distribuzione rispondente  alle necessita della produzione energetica diffusa;<br />
Graduale programmazione della sostituzione di fonti fossili ad alta emissione di C02.</p>
<p><strong>FONTI RINNOVABILI</strong><br />
Revisione dei meccanismi di incentivo di produzione elettrica da fonti rinnovabili.attraverso l&#8217;erogazione di certificati verdi e conto energia;<br />
Stabilizzazione degli incentivi in conto energia per sostenere la produzione di energia da fonte solare fotovoltaica e solare termodinamica a concentrazione;<br />
Realizzazione di almeno 500 MW installati di energia da fonte solare termodinamica a concentrazione;<br />
Stabilizzazione per gli incentivi volti alla promozione del solate termico per la produzione di acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento;<br />
Promozione teleriscaldamento per grandi utenze da solare termico (solarthermie);<br />
Interventi di autoimprenditorialità nel comparto della produzione di componenti e tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili;<br />
Sviluppo della piattaforma nazionale per la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili;<br />
Sviluppo del potenziale da Fonte eolica, da moto ondoso e forze maremotrici, nonché definizione delle competenze per interventi off-shore;<br />
Incentivazione e semplificazione autorizzativa dell&#8217;uso del micro e piccolo eolico e del micro-idroelettrico;<br />
Promozione dell&#8217;uso della tecnica di geotermia a bassa entalpia.</p>
<p><strong>EFFICIENZA E RISPARMIO ENERGETICO</strong><br />
Realizzazione del Piano nazionale di efficienza energetica degli edifici delle Pubbliche Amministrazioni;<br />
Semplificazione dell&#8217;accesso da parte della Pubblica Amministrazione a meccanismi di finanziamento tramite terzi, anche con assunzione della posizione di garanzia;<br />
Promozione del mercato dei servizi energetici;<br />
Prolungamento dei certificati bianchi, anche al fine di farne Fonte di garanzia su posizione debitoria;<br />
Realizzazione del Piano Nazionale dell&#8217;Illuminazione Pubblica, nonché promozione di sistemi di illuminazione ad alta efficienza;<br />
Promozione di sistemi passivi contro la dispersione di rete;<br />
Istituzione di un mercato di scambio regionale di quote di emissione per interventi in settori non regolamentati dall&#8217;ordinamento comunitario;<br />
Consolidamento delle politiche atte a rinnovare il parco degli elettrodomestici a vantaggio di prodotti ad alta efficienza e basso consumo;<br />
Coinvolgimento del sistema della Piccole e Medie Imprese per l&#8217;adozione di misure di contenimento della domanda dell&#8217;energia primaria e del suo uso efficiente, anche attraverso modifiche alla legislazione in materia di appalti pubblici per beni e servizi.</p>
<p><strong>RICICLAGGIO RIFIUTI</strong><br />
Definizione di obiettivi minimi di riciclaggio di materiali provenienti dalla raccolta differenziata di rifiuti solidi urbani, ai fini dell&#8217;assegnazione dei certificati bianchi;<br />
Incentivazione della produzione di biogas proveniente dalla digestione anaerobica della materia organica, inclusa quella proveniente da rifiuti solidi urbani;<br />
Riduzione dell&#8217;uso degli imballaggi primari e promozione di imballaggi a minor contenuto di carbonio ed effettivamente riciclabili.</p>
<p><strong>EDILIZIA</strong><br />
Promozione di misure nel settore edile per la riduzione della domanda di energia primaria;<br />
Armonizzazione del regolamenti edilizi anche ai fini della piena applicazione del D. Lgs. 311/2006;<br />
Defiscalizzazione  delle   tecniche   di   bioedilizia  nella   nuova   edificazione  e   nella ristrutturazione del patrimonio immobiliare esistente;<br />
Promozione dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento a bassa intensità energetica;<br />
Stabilizzazione degli interventi fiscali volti al miglioramento energetico degli edifici;<br />
Introduzione di parametri di risparmio energetico e idrico tra i criteri prioritari di accesso a finanziamenti e contratti pubblici nel settore edile.</p>
<p><strong>AGRICOLTURA E FORESTE</strong><br />
Incremento della microcogenerazione da biomasse legnose, da scarti e residui agricoli e della trasformazione alimentare;<br />
Interventi, di promozione di energie rinnovabili per il riscaldamento delle serre;<br />
Promozione della produzione di biocarburanri da filiera corta;<br />
Promozione delle pratiche agricole che consentono l&#8217;incremento del contenuto di carbonio nel suolo;<br />
Istituzione e mantenimento del Registro dei SINK forestali di carbonio.</p>
<p><strong>DIFESA E CONSUMO DEL SUOLO</strong><br />
Misure di conservazione del suolo organico anche ai fini dell&#8217;assorbimento della CO2;<br />
Riformulazione della normativa in materia urbanistica finalizzata alla riduzione del consumo del territorio e alla difesa del paesaggio;<br />
Definitone di Piani di salvaguardia costiera anche ai fini dell&#8217;adattamento ai cambiamenti climatici;<br />
Parametrazione, in occasione dei trasferimenti erariali dallo Stato agli End locali, di adeguati criteri premiali per la conservazione del territorio;<br />
Completamento delle operazioni di bonifica dei siti contaminati, nonché promozione, agevolazione e semplificazione al fine della stipula di accordi di programma, anche<br />
finalizzati alla riconversione a siti di produzione di energia da fonti rinnovabili.</p>
<p><strong>BIODIVERSITA&#8217; E AREE PROTETTE</strong><br />
Definizione di un Piano di Protezione della Biodiversità volto alla salvaguardia delle aree di maggior vulnerabilità climatica;<br />
Completamento della Rete Natura 2000, della Carta della Natura e della Rete Ecologica;<br />
Armonizzazione delle competenze istituzionali per la programmazione di aree vaste, in particolare montane e fluviali;<br />
Impegno  al raggiungimento  degli obiettivi individuati a livello internazionale nella Convenzione per la Salvaguardia della Biodiversità, noto come Contdown 2010;<br />
Rafforzare la rete della aree marine protette e dei parchi geominerari.</p>
<p><strong>ACQUA E RISPARMIO IDRICO</strong><br />
Rifinanziamcnto   del  Piano   Irriguo   Nazionale   finalizzato   alla   manutenzione   e all&#8217;ammodernamento della rete e delle infrastrutture e all&#8217;incremento della capacità di<br />
invaso;<br />
Promozione delle tecnologie di risparmio idrico per l&#8217;irrigazione e il settore agricolo, nonché per gli usi industriali e domestici;<br />
Rimodulazione delle tariffe di concessione per attingere le acque in falda a scopi alimentari;<br />
Definizione  del Piano  di Monitoraggio  dei pozzi artesiani,  finalizzato  anche  alla repressione dei prelievi abusivi;<br />
Definizione di una opportuna strategia volta alla prevenzione e riduzione degli inquinanti nei corpi idrici superficiali e sotterranei;<br />
Rilancio della Direttiva Acque 2000/60/CE anche attraverso la definizione dei distretti Idrografici.</p>
<p><strong>INNOVAZIONE TECNOLOGICA</strong><br />
Definizione e regolamentazione dei Piani di Innovazione Strategici, volti al rafforzamento di attività di ricerca non sufficientemente remunerative, anche attraverso il ricorso a<br />
risorse e competenze pubbliche (Università, Enti di ricerca, ENEA, ecc.);<br />
Orientamento alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili delle risorse rientranti tra gli oneri generali di sistema gestiti dalla Cassa conguaglio per il settore<br />
elettrico;<br />
Istituzione dell’Italian Carbon Found per acquisizione dei Crediti di Emissione derivanti da meccanismi CDM e JI previsti dal protocollo di Kyoto.</p>
<p>Nei prossimi giorni cercheremo di capire insieme quanto questo DPEF sia innovativo per la difesa dell&#8217;ambiente.</p>
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		<title>ORDINE DEL GIORNO Sul Piano Energetico Ambientale Comunale di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 13:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Vista la delibera in adozione sul PIANO ENERGETICO AMBIENTALE COMUNALE ed in particolare il contenuto della scheda relativa alla promozione della diffusione di impianti solari termici negli edifici; IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA - la II^ Commissione a discutere dell’attuazione del Piano Energetico Ambientale anche attraverso l’adeguamento di tutti i regolamenti coinvolti, a partire dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2007/ordine-del-giorno-sul-piano-energetico-ambientale-comunale-di-forli/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>- Vista la delibera in adozione sul PIANO ENERGETICO AMBIENTALE COMUNALE ed in particolare il contenuto della scheda relativa alla promozione della diffusione di impianti solari termici negli edifici;</p>
<p>IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA</p>
<p>- la II^ Commissione a discutere dell’attuazione del Piano Energetico Ambientale anche attraverso l’adeguamento di tutti i regolamenti coinvolti, a partire dal regolamento edilizio;</p>
<p>SOLLECITA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE<br />
- a promuovere sul territorio investimenti volti ad incrementare il risparmio energetico pubblico e privato, anche attraverso accordi con le banche ed i privati per la concessione di finanziamenti agevolati finalizzati agli adeguamenti strutturali degli edifici;</p>
<p>- a partecipare all’iniziativa “mi illumino di meno” promossa dalla trasmissione radiofonica CATERPILLAR (RADIO 2), dal Ministero dell’Ambiente e da quello delle Attività Produttive, riducendo a scopo dimostrativo i consumi energetici del COMUNE nella giornata del 16 Febbraio e promuovendo le azioni utili allo scopo sul territorio.</p>
<p>Firmato</p>
<p>Alessandro Ronchi (Gruppo Verdi, primo firmatario).</p>
<p>L’ordine del giorno è stato votato da tutta la maggioranza. </p>
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		<title>Mozione approvata dal Senato sulla conferenza di Nairobi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2006 23:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Senato ha recentemente approvato una mozione che contiene diversi impegni, tra i quali la revisione dei certificati verdi e degli incentivi alla produzione di energia da fonti assimilate alle energie rinnovabili. Speriamo bene. Segue il testo della mozione, che ho ricevuto da ASPO Italia. Mozioni sulla Conferenza di Nairobi (1-00039) (testo 2) (Approvata dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2006/mozione-approvata-dal-senato-sulla-conferenza-di-nairobi/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Il Senato ha recentemente approvato una mozione che contiene diversi impegni, tra i quali la revisione dei certificati verdi e degli incentivi alla produzione di energia da fonti assimilate alle energie rinnovabili. Speriamo bene.</p>
<p>Segue il testo della mozione, che ho ricevuto da ASPO Italia.<span id="more-1760"></span></p>
<p><strong>Mozioni sulla Conferenza di Nairobi</strong><br />
(1-00039) (testo 2) (Approvata dal Senato il 07 novembre 2006)</p>
<p>RONCHI, MATTEOLI, FERRANTE, MUGNAI, DE PETRIS, PIGLIONICA, BELLINI, CONFALONIERI, MOLINARI, SCOTTI, FAZIO, SODANO, BATTAGLIA Antonio, LIBE’, BARBATO. – </p>
<p>Il Senato,<br />
premesso che:<br />
dal 6 al 17 novembre 2006 si terrà a Nairobi la II Conferenza delle parti (157 Paesi) che hanno ratificato il Protocollo di Kyoto (MOP2) sia per proseguire il confronto avviato alla Conferenza del 2005 a Montreal che per aggiornare il protocollo e individuare i nuovi impegni al termine del primo periodo di verifica 2008-2012;<br />
contemporaneamente, nella stessa sede e negli stessi giorni, si terrà anche l’XI Conferenza delle parti che hanno ratificato la Convenzione sui cambiamenti climatici (189 Paesi), la COP11, che comprende anche Paesi che non hanno ratificato il protocollo, ma che hanno accettato di proseguire il confronto per definire le modalità di raggiungimento dell’obiettivo a lungo termine della Convenzione, per promuovere la ricerca e lo sviluppo di tecnologie volte a limitare l’impatto sul clima delle emissioni di gas serra e per favorire l’accesso a tali tecnologie anche ai Paesi in via di sviluppo;<br />
la Commissione europea, nella comunicazione COM-2005-35 al Consiglio ed al Parlamento europeo, ha affermato: «I cambiamenti climatici sono una realtà. (&#8230;) I dieci anni più caldi mai registrati sono tutti concentrati dal 1991 in poi. Le concentrazioni di gas serra sono le più elevate degli ultimi 450.000 anni. (&#8230;) L’UE è riuscita ad abbattere le proprie emissioni del 3% rispetto al 1990, ma manca ancora molto per raggiungere l’obiettivo di riduzione dell’8% fissato dal Protocollo di Kyoto. (&#8230;) Anche se le politiche già adottate saranno attuate, è probabile che le emissioni su scala planetaria aumenteranno nei prossimi vent’anni, imponendo riduzioni delle emissioni mondiali pari almeno al 15% rispetto ai valori del 1990 entro il 2050. Tra il 2030 e il 2065 il contributo cumulativo dei paesi sviluppati e quello dei paesi in via di sviluppo dovrebbe essere lo stesso. Si può pertanto dedurre che se l’UE dimezzasse le proprie emissioni entro il 2050, non ci sarebbero conseguenze significative sulle concentrazioni atmosferiche se altri paesi responsabili di ingenti emissioni non procederanno ad analoghi tagli consistenti.»;<br />
mentre le emissioni globali dal 1990 al 2003 sono aumentate del 18%, le trattative internazionali sul clima registrano notevoli difficoltà: gli Stati Uniti mantengono le loro riserve sul Protocollo di Kyoto al quale continuano a non aderire; i Paesi in via di sviluppo sono in genere restii a contenere le proprie emissioni di gas serra: le misure per ridurre le emissioni di gas serra sono onerose, ma molto meno onerose delle conseguenze dei cambiamenti climatici sia nei paesi industrializzati che in quelli di nuova industrializzazione;<br />
in Italia, Paese che ha ratificato il Protocollo di Kyoto con la legge 1º giugno 2002, n. 120, secondo i dati ufficiali, trasmessi al Segretariato della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici il 14 aprile 2006, le emissioni dei gas serra nel 2004 sono salite a 583,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti (Mt CO2 eq.), a fronte di un impegno di riduzione delle emissioni a 485,8, con una distanza dall’obiettivo del Protocollo di Kyoto pari a 97, 7 Mt CO2 eq.: un aumento del 13% a fronte di un impegno di riduzione, entro il 2008-2012, del 6,5%;<br />
gli aumenti più consistenti di emissioni di gas serra dal 1990 al 2004 in Italia hanno riguardato il settore dei trasporti (da 104 Mt CO2 a 132,6, con un aumento del 27,5%) ed il settore della produzione di energia termoelettrica (da 108,9 Mt CO2 a 127,3, con un aumento del 17%). Nel settore dei trasporti l’aumento delle emissioni di CO2 negli ultimi anni sembra frenare (dal 2000 al 2004 l’aumento è stato del 6,5%), nel settore termoelettrico invece sembra accelerare (dal 2000 al 2004 l’aumento è stato dell’8,5%). Nel settore civile e terziario dal 1990 al 2004 l’aumento è stato pari al 10,6%. Sostanzialmente in linea con l’obiettivo di Kyoto risultano i settori dell’industria manifatturiera e delle costruzioni con un calo delle emissioni nel periodo citato del 3,8%, e quello dell’agricoltura, con un calo delle emissioni del 6,8%;<br />
il mancato raggiungimento dell’obiettivo di riduzione di emissioni di gas serra per l’Italia comporterebbe un costo non solo ambientale, ma anche economico, rilevante. Il periodo di verifica degli obiettivi di Kyoto inizia nel 2008; oggi il prezzo della tonnellata di CO2 presenta incertezza e variabilità ancora notevoli, ma è ragionevolmente prevedibile che si stabilizzerà verso l’alto. Supponendo un costo medio dei meccanismi flessibili pari a 15 euro la tonnellata, se la distanza dall’obiettivo si confermasse intorno ai 100 milioni di tonnellate, l’Italia dovrebbe sborsare circa 1,5 miliardi di euro l’anno, fra acquisti di diritti di emissione e progetti di cooperazione per realizzare tali riduzioni all’estero. Se poi, come pare necessario e probabile, dopo il 2012 vi fossero ulteriori e ancora più impegnativi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra e l’Italia vi giungesse impreparata, i costi potrebbero diventare veramente proibitivi;<br />
i settori regolati dalla direttiva 2003/87/CE, che contribuiscono per circa il 38% delle emissioni totali dei gas serra nazionali, sulla base dello schema del Piano di Assegnazione 2008-2012 avviato in consultazione con i settori interessati nel luglio del 2006, rispetto all’assegnazione 2005-2007, sono chiamati ad una impegnativa riduzione di emissioni: tale impegno, oneroso, riflette, da una parte, i ritardi accumulati da una parte di essi, ma dall’altra anche i ritardi in altri settori, non regolati dalla citata direttiva, come i trasporti ed il settore civile;<br />
le emissioni di gas serra derivano in larga parte dall’uso di combustibili fossili (nel 2005 l’Italia ne ha consumati 185,9 Mtep, cioè milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) importati per il 91%. Il costo dell’energia primaria importata è stato nel 2005 pari a circa 36,5 miliardi di euro. Tenendo conto del mix attuale dei combustibili fossili consumati in Italia, l’obiettivo di Kyoto comporterebbe una riduzione dal 15 al 20% del consumo di combustibili fossili (in relazione, a quali combustibili si riducono di più, dato il diverso contenuto di CO2 nelle emissioni). Ciò comporterebbe una riduzione della bolletta energetica del Paese circa della stessa percentuale: dai 5 ai 7 miliardi di euro all’anno;<br />
tali riduzioni dei consumi di combustibili fossili andrebbero ricercate nel settore dei trasporti (che consuma il 60% del petrolio che l’Italia importa), in quello dell’energia elettrica, degli usi civili e del terziario, con misure di efficienza energetica e di risparmio, con sviluppo del cabotaggio, del trasporto su ferro e collettivo, con un maggiore e consistente impegno per la produzione e l’uso di fonti rinnovabili e pulite per generare energia elettrica, calore e carburanti, con possibili ricadute positive tecnologiche, produttive e occupazionali,</p>
<p>impegna il Governo:<br />
ad operare, insieme all’Unione europea e nel suo ambito, per affrontare il secondo periodo, dopo il 2008-2012, con politiche e misure, concordate in ambito internazionale, più efficaci ed incisive, necessarie per contrastare l’aumento delle concentrazioni di gas che concorrono ad un preoccupante cambiamento del clima, ridurre in modo adeguato tali emissioni, attuare misure di prevenzione e di adattamento;<br />
ad operare al fine di ampliare la partecipazione alle iniziative in atto per affrontare cambiamenti climatici secondo il principio della responsabilità comune, differenziata negli oneri;<br />
poiche´ 6 Paesi (Stati Uniti, Canada, Russia, Giappone, Cina e India), insieme all’Unione europea producono il 75% delle emissioni mondiali di gas serra, a sostenere gli sforzi tesi ad attivare e a trovare un’intesa in questo «G7» per il clima;<br />
a sostenere la ricerca e il cambiamento tecnologico, l’economia della conoscenza, poiché le misure necessarie per far fronte al cambiamento climatico influiranno sulle modalità di produzione e di utilizzo dell’energia nel mondo e stanno promuovendo innovazione, cambiamenti di beni, servizi e consumi, determinando anche nuove condizioni per la competitività economica sui mercati;<br />
ad attuare il Protocollo di Kyoto come occasione per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e la fattura delle importazioni energetiche del Paese, per l’innovazione nel settore dei trasporti, della mobilità e della logistica, il risparmio delle famiglie nei consumi civili e domestici, l’innovazione del sistema di produzione di energia elettrica e di calore, l’efficienza energetica, l’innovazione tecnologica e l’occupazione;<br />
ad aggiornare la delibera CIPE 123/2002 ed il relativo Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra in modo da far fronte alla accresciuta distanza (97,7 Mt CO2) dall’obiettivo di Kyoto;<br />
ad integrare tale Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra in un programma nazionale energetico-ambientale, concordato con le Regioni, definito con il Parlamento, in una sede stabile istituzionale di coordinamento, aggiornamento e monitoraggio dei risultati, al fine di avere un quadro unitario coerente, di riferimento e di indirizzo;<br />
a rafforzare la ricerca ed il supporto tecnico alla diffusione delle politiche e delle misure che concorrono alla riduzione delle emissioni di gas serra, all’aumento dell’efficienza e del risparmio energetico, alla diffusione della produzione e dell’uso di fonti rinnovabili;<br />
a prestare grande attenzione al settore dei trasporti, della mobilità e della logistica, in cui le misure per la riduzione della congestione del traffico urbano e delle emissioni locali che suscitano preoccupazioni, come le polveri sottili e il potenziamento, l’adeguamento, l’ammodernamento del sistema ferroviario e di quello portuale, rilevanti per il Paese, hanno ricadute decisive anche per la riduzione delle emissioni di gas serra;<br />
a fare dell’efficienza e del risparmio energetico una effettiva priorità, poiché consente una riduzione sempre più rilevante dei costi di produzione, con un recupero di competitività, e un significativo risparmio per le famiglie, oltre a ridurre le emissioni di gas serra;</p>
<p>a promuovere con maggiore efficacia lo sviluppo di tutte le fonti energetiche rinnovabili (idriche, geotermiche, eoliche, solari, biomasse) per la produzione di energia elettrica, di calore e di carburanti, superando i certificati verdi e l’incentivazione delle fonti non rinnovabili assimilate, con un sistema incentivante, differenziato per fonte, senza tetti, accessibile, certo e di lunga durata, assicurando il collegamento con le reti di distribuzione e procedure di localizzazione e di autorizzazione più semplici, in grado di garantire le necessarie valutazioni ambientali, territoriali ed economiche, in tempi più rapidi, con trasparenza per i cittadini e per gli operatori;</p>
<p>a sostenere, in rapporto con le piccole e medie imprese largamente prevalenti nel sistema produttivo nazionale, con particolare riferimento ai loro distretti, la piccola cogenerazione distribuita, di energia elettrica e di calore, che consente maggiore efficienza e più alti rendimenti, migliora le condizioni di concorrenza, con benefici economici ed ambientali; a sostenere lo sviluppo dei distretti agro-energetici in modo che l’agricoltura possa valorizzare sia le risorse rinnovabili disponibili sul territorio (solare, idrica, eolica) sia quelle direttamente producibili o ricavabili dalle proprie attività (biogas, biocarburanti, biomasse), sia da attività di forestazione e manutenzione dei boschi, in modo da produrre, insieme ai benefici ambientali, un’integrazione del reddito per gli agricoltori, contrastando l’abbandono delle campagne in corso;</p>
<p>a sostenere la ricerca e la sperimentazione della cattura e del sequestro sicuro della CO2, che potrebbe consentire un utilizzo pulito dei combustibili fossili e dell’idrogeno (un vettore potenzialmente in grado di consentire l’accumulo ed il trasporto dell’energia rinnovabile ed un suo successivo uso pulito con impieghi ad elevata efficienza energetica);<br />
ad adoperarsi attivamente affinché i Paesi in via di sviluppo siano tenuti in debita considerazione nel futuro regime internazionale per la lotta al cambiamento climatico, nel pieno rispetto dei loro interessi vitali riguardanti la promozione del loro sviluppo economico e la lotta alla povertà;<br />
a sostenere nelle sedi competenti, la riduzione degli investimenti della Banca mondiale in combustibili fossili ed un aumento esponenziale del sostegno all’efficienza energetica, rinnovabili su piccola scala e risparmio energetico, riconsiderando altresì il ruolo della Banca nel supporto ai meccanismi di flessibilità (permessi di emissione e Clean Development Mechanism) previsti dal Protocollo di Kyoto.</p>
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		<title>MOZIONE RISPARMIO ENERGETICO</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2005 09:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL CONSIGLIO COMUNALE DI FORLÌ PREMESSO * che l&#8217;energia è un bene prezioso che non può essere sprecato e la questione energetica è uno dei temi su cui si gioca il futuro del nostro pianeta; * che la prima fonte di energia è il risparmio energetico, inteso non come rinuncia ma come mantenimento del benessere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2005/mozione-risparmio-energetico/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>IL CONSIGLIO COMUNALE DI FORLÌ</p>
<p>PREMESSO</p>
<p>    * che l&#8217;energia è un bene prezioso che non può essere sprecato e la questione energetica è uno dei temi su cui si gioca il futuro del nostro pianeta;<br />
    * che la prima fonte di energia è il risparmio energetico, inteso non come rinuncia ma come mantenimento del benessere con minore approvvigionamento da fonti energetiche;<br />
    * che il risparmio energetico attiva un sistema virtuoso che, nel rispetto dell&#8217;ambiente, produce anche benefici per la diminuzione della spesa pubblica e, assieme allo sfruttamento delle fonti rinnovabili, può già essere una valida alternativa alla costruzione di nuove centrali;<br />
    * che un valido strumento per utilizzare meno e meglio risorse e beni consiste negli Acquisti Verdi (Green Public Procurement), recentemente introdotti dall&#8217;Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena e già adottati anche dal nostro Comune, con il quali si prevede l&#8217;introduzione nei bandi pubblici della richiesta di mezzi e tecnologie che favoriscano il risparmio energetico;<br />
    * che il 16 Febbraio è entrato in vigore il Protocollo di Kyoto che impegna anche le amministrazioni locali al rispetto dei vincoli imposti alle emissioni di inquinanti in atmosfera;<br />
    * che è da poco stata approvata la Legge Regionale sull&#8217;Energia, che agli articoli 4 e 5 prevede gli ambiti di intervento dei Comuni per la riduzione dei consumi energetici;</p>
<p>IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE</p>
<p>    * a farsi promotrice, presso le sedi idonee, di iniziative che abbiano lo scopo di incentivare il risparmio energetico all&#8217;interno della pubblica amministrazione, nelle aziende locali e nelle abitazioni private, anche sfruttando gli ambiti di intervento previsti dalla Legge Regionale sull&#8217;Energia per la riduzione dei consumi energetici;</p>
<p>    * a sfruttare l&#8217;introduzione e l&#8217;uso degli &#8220;Acquisti Verdi&#8221; per incentivare il risparmio energetico;</p>
<p>    * a ridurre sprechi, inefficienze ed usi impropri dell&#8217;energia nelle proprie sedi anche attraverso le società private ESCO (Energy Service Company), che realizzano a proprie spese le ristrutturazioni energetiche richiedendo in cambio, per un numero di anni fissato contrattualmente, i risparmi energetici che riescono ad ottenere;</p>
<p>14/03/2005 </p>
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		<title>Programma Elettorale Alessandro Ronchi 2004</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2004 08:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ambiente ed Ecologia Economia e rispetto per il nostro futuro Lo sviluppo della società non può prescindere dalla sostenibilità del nostro operato. Troppo spesso, in nome di una crescita economica, si ignorano le normali regole del buon senso e si agisce senza pensare che possa esistere un domani. in questo campo credo che sia necessario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2004/programma-elettorale-alessandro-ronchi-2004/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Ambiente ed Ecologia</p>
<p>Economia e rispetto per il nostro futuro</p>
<p>Lo sviluppo della società non può prescindere dalla sostenibilità del nostro operato. Troppo spesso, in nome di una crescita economica, si ignorano le normali regole del buon senso e si agisce senza pensare che possa esistere un domani.<br />
in questo campo credo che sia necessario valutare sempre con occhio critico l&#8217;impatto ambientale dei progetti che vengono portati avanti, favorendo un economia basata anche sul rispetto del nostro territorio e di noi stessi. Questo obbiettivo non è contrastante con lo sviluppo economico, si tratta di cercare di indirizzare le imprese a fare business in maniera adeguata, favorendo la ricerca sulle energie rinnovabili, sulla riduzione delle emissioni industriali, sul risparmio energetico e su tutti quei settori che possano ridurre il nostro impatto con il territorio. Altri paesi nel mondo hanno già iniziato a guadagnare su queste opportunità, creando un mercato su settori per noi ancora inesplorati.<br />
Ritengo quindi opportuno che anche il nostro territorio inizi un processo di questo tipo, favorendo allo stesso tempo economia locale e rispetto per l&#8217;ambiente.<span id="more-3368"></span></p>
<p>Il bilancio ambientale locale</p>
<p>Occorre conoscere, quantificare, valutare e gestire &#8211; ogni anno &#8211; ciò che influisce sull&#8217;ambiente e sul nostro territorio come, ad esempio, quanti rifiuti sono stati prodotti, quanta acqua è stata consumata, quanto suolo è rimasto inedificato, se e come è aumentato o diminuito il verde, il livello di inquinamento dell&#8217;aria, quanta energia è stata prodotta e consumata, quante risorse sono state sottratte oppure rese disponibili, etc.<br />
Il bilancio ambientale locale è uno strumento che deve contenere non solo dati numerici (fisici e/o monetari), ma anche indicazioni circa i risultati ambientali delle politiche attuate o da attuare da parte dell&#8217;amministrazione pubblica.<br />
Il bilancio ambientale deve seguire lo stesso iter dei documenti pubblici di bilancio con la specifica finalità di integrare la variabile ambientale nel processo decisionale pubblico di governo.</p>
<p>NO ad altre centrali elettriche ed agli inceneritori</p>
<p>La riduzione dello spreco di risorse energetiche e l&#8217;introduzione di una adeguata politica che premi e favorisca la raccolta differenziata sono due temi fondamentali in ogni programma portato avanti dai Verdi da sempre. Ora, a differenza di quello che si poteva dire in passato, esistono esempi di realtà dove queste politiche hanno funzionato ed hanno dimostrato che una riduzione del nostro impatto ambientale, a tutto vantaggio della nostra stessa salute, è possibile.<br />
Per questo si può dire NO alla centrale termoelettrica ELETTRA, e NO a nuovi inceneritori, se vengono promosse alternative valide per la risoluzione del problema rifiuti ed energetico.</p>
<p>NO agli organismi geneticamente modificati</p>
<p>In Europa l&#8217;80% della popolazione è contraria all&#8217;importazione ed alla produzione di OGM. Ciò nonostante, l&#8217;unione europea permette l&#8217;importazione di una ventina di prodotti geneticamente modificati, anche per non incorrere su sanzioni amministrative da parte del WTO, che effettua continue pressioni sui nostri governi per permettere alle produzioni americane di essere vendute anche da noi. Gli OGM non risolveranno il problema della fame nel mondo, soprattutto se la ricerca viene lasciata esclusivamente in mano alle grandi multinazionali del settore, che brevettano le loro scoperte e rendono dipendenti dalle loro forniture i contadini. A livello locale è necessario mantenere un sistema rigido di controlli per determinare la provenienza delle sementi da coltivazione, e permettere ai cittadini di essere consapevoli di quello che stanno per acquistare e mangiare.</p>
<p>Prodotti Biologici</p>
<p>I prodotti derivanti da coltivazioni biologiche, sempre più richiesti e sempre più utilizzati nelle nostre tavole, sono il frutto di una continua ricerca di metodologie per la produzione senza pesticidi o elementi chimici. A livello locale occorre facilitare tramite adeguate risorse la produzione che rispetta questi criteri ed intensificare i controlli post-produzione per offrire maggiori garanzie al cittadino che effettua questa scelta consapevole.</p>
<p>Informazione e politica partecipativa</p>
<p>Ritengo sia necessario portare avanti un programma di partecipazione attiva dei cittadini nella vita politica comunale attraverso sistemi di comunicazione innovativi. A questo scopo si deve valutare la messa in opera di sistemi che garantiscano queste possibilità, partendo dall&#8217;opera dei partiti e delle persone.</p>
<p>Informazione verso ai cittadini delle politiche comunali</p>
<p>I cittadini devono poter informarsi sulle questioni della politica comunale, ma anche nazionale, alle quali sono interessati. In questo modo si fornisce anche un modo per il controllo dell&#8217;operato delle forze politiche, ed al contempo una partecipazione attiva che permetta di operare al meglio e in maniera più vicina possibile agli interessi di tutti i cittadini.<br />
Attraverso nuovi strumenti di informazione su internet, è possibile ed importante creare degli spazi dove i cittadini possano partecipare alla vita politica e capire le decisioni che si stanno prendendo.</p>
<p>E&#8217; necessario quindi creare una sorta di piazza virtuale dove discutere, quindi, con il vantaggio di poter partecipare a qualsiasi ora della giornata, tenendo sempre traccia dei discorsi. Un luogo dove sia anche possibile tracciare la storia delle decisioni, l&#8217;iter delle idee che passano attraverso le nostre amministrazioni politiche ed i governi nazionali ed europei.</p>
<p>Veicolazione delle iniziative politiche proposte dai cittadini</p>
<p>I cittadini devono poter comunicare ai loro politici i dettagli sulle questioni che ritengono rilevanti, per permettere loro di portarle avanti attraverso gli adeguati strumenti della politica amministrativa comunale.</p>
<p>Creazione di nuovi spazi per il dialogo politico</p>
<p>I cittadini devono inoltre trovare un nuovo spazio per la discussione dei temi centrali della politica, affinché con il dialogo si arrivi ad una decisione ragionevole sulle questioni, assieme all&#8217;aiuto dei politici che poi dovranno portare avanti queste decisioni.</p>
<p>Programma Continuo</p>
<p>Tramite internet ed i nuovi strumenti di comunicazione è possibile mantenere vivo un programma politico, che si distacchi dal solito e solo contesto elettorale. Il programma elettorale può quindi diventare uno strumento che accompagni le iniziative del candidato alle elezioni, che una volta eletto potrà pubblicare informazioni su come procedono gli obbiettivi che si era predisposto, aggiungere di nuovi e mostrare il suo operato ai cittadini, che possono svolgere un ruolo di controllo ed allo stesso tempo un ruolo attivo, partecipando alla stesura del programma continuo del candidato che hanno votato. Se verrò eletto queste pagine saranno affiancate quindi da un resoconto di come sto muovendomi per portare a termine i punti che ho proposto in campagna elettorale, ed allo stesso tempo raccogliere altre idee per procedere oltre quello che è stato detto in questa fase.</p>
<p>Sicurezza e Privacy del cittadino</p>
<p>Telesorveglianza</p>
<p>In questi ultimi mesi le amministrazioni locali hanno installato un sistema di telesorveglianza, simile a quello utilizzato da città molto più grandi e con maggiori problemi di sicurezza. L&#8217;installazione di telecamere per controllare il territorio, come ha osservato anche il garante della privacy, non aumenta la sicurezza dei cittadini, perché risulta inefficace nella riduzione dei crimini. La videosorveglianza, inoltre, deve rispettare i provvedimenti del garante per la privacy, quindi le immagini devono rimanere per una durata molto limitata nel tempo ed i cittadini devono essere avvertiti con appositi cartelli della presenza delle telecamere. In ogni caso, la politica della telesorveglianza a Forlì dev&#8217;essere completamente rivista, in favore di altre soluzioni. Soluzioni che partano con l&#8217;obbiettivo di invertire l&#8217;idea dei cittadini che un certo livello di illegalità sia normale ed accettabile.<br />
Chi è disposto a rinunciare alle proprie libertà in cambio di un po&#8217; di sicurezza non merita ne la libertà ne la sicurezza &#8211; B.Franklin</p>
<p>Politiche giovanili</p>
<p>Aiuti alle iniziative imprenditoriali provenienti dai giovani</p>
<p>Finito il percorso formativo scolastico ed extra scolastico i giovani si trovano spesso nel problema di pensare ad un impegno lavorativo soddisfacente. Le iniziative imprenditoriali promosse dai giovani hanno diverse facilitazioni e risorse esclusive dedicate, ma manca una adeguata comunicazione di queste possibilità che arrivi veramente ai destinatari. Credo che in primo luogo sia fondamentale che questa situazione migliori, e successivamente di concerto con le associazioni di categoria ed i gruppi interessati si possano trovare ulteriori forme di aiuto per le fasi di avvio e di mantenimento delle attività imprenditoriali giovanili</p>
<p>Facilitare l&#8217;impiego stabile dei giovani disoccupati</p>
<p>Nel nostro comune il tasso di disoccupazione giovanile è relativamente basso, ma questo non toglie priorità al problema, che rimane centrale nella vita delle persone. Spesso e sempre con maggiore rilevanza l&#8217;impiego giovanile è reso problematico da contratti senza una adeguata assistenza previdenziali (i vecchi Contratti di Collaborazione Coordinata e Continuativa ed i nuovi Contratti a Progetto) oppure da contratti di apprendistato che non sono realmente formativi e vengono utilizzati solamente per risparmiare sugli stipendi e sulle tasse. Questo problema, diffuso in tutto il nostro paese, può essere ridimensionato tramite adeguate forme di informazione rivolte sia a chi sta cercando lavoro sia a chi è in cerca di personale. Oltre all&#8217;informazione, si devono studiare adeguate forme di sostegno ed aiuto che vadano a compensare le maggiori spese sostenute da chi offre lavori a tempo indeterminato, in modo da diminuire le percentuali di impieghi non stabili a favore di una maggiore sicurezza sul futuro dei dipendenti.</p>
<p>Accessibilità</p>
<p>Eliminazione delle barriere architettoniche</p>
<p>Il comune si deve fare carico di controllare che non vengano create nuove barriere architettoniche che ostacolino l&#8217;accesso ai servizi pubblici da parte dei cittadini disabili. Oltre a questo, si deve procedere con maggiore solerzia di quella attuale nella eliminazione degli ostacoli che ancora sono presenti nel nostro territorio. I cittadini devono avere le stesse possibilità di accesso ai servizi, in maniera totalmente indipendente dalla salute fisica, dalle capacità motorie e dal tipo di servizio offerto.</p>
<p>Scuola</p>
<p>La scuola come fucina di progetti culturali</p>
<p>In questo periodo di svalutazione dell&#8217;importanza della formazione da parte del governo, credo sia necessario fare tutto il possibile affinché la scuola torni al centro delle attività culturali delle nostre città. Lavoro precario, continue necessità di aggiornamento rendono fondamentale per il cittadino una formazione continua anche dopo anni di lavoro, non solo prima dell&#8217;inserimento nell&#8217;attività professionale.<br />
Le scuole, quindi, devono farsi promotrici di iniziative rivolte non solo ai ragazzi, ma anche ai lavoratori che intendano continuare la loro formazione per un miglioramento delle condizioni di lavoro.<br />
Si devono incentivare i progetti di formazione informatica, linguistica, specialistica, riutilizzando le strutture già disponibili in orari di inutilizzo e realizzando nuovi strumenti, tenendo in seria considerazione anche la formazione a distanza.</p>
<p>La scuola nell&#8217;era dell&#8217;informazione</p>
<p>I nuovi strumenti disponibili per la veicolazione delle informazioni promettono agli istituti scolastici potenzialità finora rimaste inespresse. Attraverso un miglioramento della connettività verso la rete internet, un adeguamento dei laboratori alle nuove esigenze, una connessione tra istituti diversi, la fruizione di nuovi spazi comuni, sarà possibile fornire sempre più servizi a vantaggio dei cittadini, favorendo allo stesso tempo l&#8217;utilizzo delle professionalità interne alle scuole ed incentivando gli stessi docenti che dimostrino buone capacità progettuali.</p>
<p>Università</p>
<p>Promozione dei progetti universitari all&#8217;interno degli spazi del Comune</p>
<p>L&#8217;Università all&#8217;interno della città deve essere non una scatola chiusa, ma un luogo dove sviluppare cultura e far progredire insieme Città ed Ateneo. Gli spazi universitari devono rimanere aperti alle iniziative degli studenti, ed essere anche vetrina dell&#8217;Università verso la Città. Le sedi decentrate del nostro Ateneo sono purtroppo molto legate agli orari di lezione, mentre con adeguato personale potrebbero rimanere aperte anche come luogo di scambio culturale per i giovani iscritti, per iniziative legate ai corsi di studio ed agli ambienti di ricerca sviluppati all&#8217;interno delle nostre sedi. In questo dobbiamo avvicinarci al modo di utilizzare gli spazi culturali universitari di Bologna, ed allontanarci dal modello scolastico al quale le riforme stanno invece portandoci.</p>
<p>Incentivi allo sviluppo dell&#8217;Università all&#8217;interno delle sedi di Forlì e Cesena</p>
<p>Si deve cercare il massimo sviluppo possibile delle sedi universitarie all&#8217;interno del Comune di Forlì e quello di Cesena, dove con sviluppo non si intende un numero di iscritti che sia in continua crescita, ma un processo che porti a valorizzare agli occhi della comunità internazionale i corsi di laurea locali. Si deve quindi puntare a cercare di migliorare il sistema universitario dell&#8217;Ateneo di Bologna nella Provincia, partecipando attivamente come amministrazione nella gestione degli spazi concessi all&#8217;Università, cercando di migliorare la vita degli studenti, dei ricercatori, e cercando di attrarre ed insediare al contempo i migliori professori che il nostro Ateneo produce, fornendo una valida alternativa alla mobilità verso altre sedi ritenute più prestigiose.</p>
<p>Dialogo con le Associazioni Studentesche</p>
<p>Per tutta una serie di motivi da parte dei partiti locali non è mai stata posta la necessaria attenzione al dialogo tra amministratori locali ed associazioni di studenti universitari. Tramite appositi canali, invece, si dovrà migliorare questo rapporto, che non potrà che migliorare la vivibilità della provincia per gli studenti ed al contempo incentivare una crescita culturale e sociale che parta dalle sedi universitarie e giunga a beneficio di tutti i cittadini.</p>
<p>Spazi per attività culturali e sociali</p>
<p>Maggiore spazio dedicato alle associazioni culturali</p>
<p>La nostra provincia è una delle zone con il più elevato tasso di associazionismo d&#8217;Italia, ed anche per questo è spesso indicata come una delle zone più vivibili d&#8217;Italia. Questo dato incoraggiante non deve però demotivare l&#8217;incentivazione dell&#8217;aggregazione sociale e culturale nei nostri Comuni, ma essere un ulteriore motivo per promuovere iniziative ed aperture di nuovi spazi per l&#8217;associazionismo e l&#8217;aggregazione dei cittadini. L&#8217;aggregazione e lo scambio culturale devono essere presi in seria considerazione come valori di vivibilità di una città, per lo sviluppo ulteriore della cultura del vivere insieme con profitto e dedizione verso i propri scopi all&#8217;interno della società.</p>
<p>Promozione iniziative di aggregazione sociale dirette ai giovani</p>
<p>Il Comune e la provincia devono cercare di promuovere le iniziative che tendano ad attrarre i giovani nel tempo libero, attraverso la creazione ed il mantenimento di attività che permettano di disincentivare il movimento verso altre sedi. Favorire l&#8217;associazionismo e l&#8217;aggregazione è una parte importante di questo processo.</p>
<p>Associazioni</p>
<p>Dialogo con le associazioni</p>
<p>Le associazioni culturali e di volontariato sono uno strumento importante per la crescita qualitativa della vita cittadina e coprono quasi tutti gli ambiti di impegno sociale che si possano trovare a livello locale ed internazionale.<br />
Spesso il dialogo con le associazioni viene delegato ad uffici per le politiche giovanili o Uffici di Relazione con il Pubblico comunali. Io credo che sia importante mantenere un contatto sempre attivo con queste realtà, perché tramite il loro impegno attivo finalizzato al miglioramento della nostra società spesso hanno la possibilità di vedere i problemi da punti di vista obiettivi e proporre soluzioni che i partiti e le amministrazioni locali ignorano.<br />
I gruppi associativi, quindi, devono poter avere adeguati strumenti di comunicazione con le amministrazioni ed i consiglieri, per una collaborazione attiva e di profitto per la nostra città.</p>
<p>Informatica all&#8217;interno della pubblica amministrazione</p>
<p>Formati aperti e software libero nelle PA</p>
<p>Credo sia necessario portare avanti un progetto comune che renda migliore il rapporto dei cittadini con gli strumenti informatici messi a disposizione dalle pubbliche amministrazioni, ed al contempo migliorare la produttività dei sistemi di gestione interna, diminuendo la spesa pubblica per questi capitoli del bilancio.<br />
Per questo motivo sono promotore di un appello ai candidati delle elezioni amministrative che riguarda l&#8217;uso dell&#8217;informatica all&#8217;interno delle pubbliche amministrazioni, che condivido in tutti i suoi punti e mi impegno a sostenere con tutti gli strumenti che mi saranno forniti.<br />
A questo punto del programma quindi si deve aggiungere il contenuto di questa proposta:<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2004/proposta-di-programma-per-i-candidati-alle-elezioni-amministrative/" rel="nofollow" >http://www.alessandroronchi.net/2004/proposta-di-programma-per-i-candidati-alle-elezioni-amministrative/</a></p>
<p>Per quanto riguarda Forlì e Provincia, il mio obbiettivo sarà quello di presentare una mozione simile a quelle approvate a Firenze o Siena:<br />
<a href="http://softwarelibero.it/portale/legislazione/mozione_comune_siena.shtml" rel="nofollow" >http://softwarelibero.it/portale/legislazione/mozione_comune_siena.shtml</a><br />
tenendo conto anche delle proposte di legge regionali sul pluralismo informatico presentate dai Verdi:<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2004/norme-pluralismo-informatico-adozione-software-libero-pubblica-amministrazione/" rel="nofollow" >http://www.alessandroronchi.net/2004/norme-pluralismo-informatico-adozione-software-libero-pubblica-amministrazione/</a></p>
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