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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Pensieri</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Lo stipendio di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Antonio Stella]]></category>
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		<category><![CDATA[Stipendi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tanto mi viene la curiosità di sapere gli stipendi di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Penso sarebbe opportuno che li pubblicassero, e li renderebbe più credibili nelle loro accuse alle varie caste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2012/lo-stipendio-di-gian-antonio-stella-e-sergio-rizzo/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Ogni tanto mi viene la curiosità di sapere gli stipendi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Rizzo" rel="nofollow" >Sergio Rizzo</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Antonio_Stella" rel="nofollow" >Gian Antonio Stella</a>. </p>
<p>Penso sarebbe opportuno che li pubblicassero, e li renderebbe più credibili nelle loro accuse alle varie caste.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuova Stazione Tiburtina (Roma)</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 19:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[La pavimentazione superiore della Nuova Stazione Tiburtina è lucida e liscia. Bella, finché lucida e pulita. Quando piove, e sicuramente se mai farà ghiaccio, diventa un&#8217;ottima pista da pattinaggio. Per ogni caduta ed infortunio che questa idea provocherà, al &#8220;genio&#8221; che l&#8217;ha partorita dovrebbero applicare il contrappasso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/nuova-stazione-tiburtina-roma/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/12/dsc0017wnf-300x198.jpg" alt="dsc0017wnf 300x198 Nuova Stazione Tiburtina (Roma)" title="Stazione Tiburtina" width="300" height="198" class="alignnone size-medium wp-image-4516" /></p>
<p>La pavimentazione superiore della Nuova Stazione Tiburtina è lucida e liscia. </p>
<p>Bella, finché lucida e pulita.</p>
<p>Quando piove, e sicuramente se mai farà ghiaccio, diventa un&#8217;ottima pista da <strong>pattinaggio</strong>.</p>
<p>Per ogni caduta ed infortunio che questa idea provocherà, al &#8220;genio&#8221; che l&#8217;ha partorita dovrebbero applicare il contrappasso.</p>
<p><a href="http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1423874&#038;page=161>Foto by MZero</a></p>
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		<title>Italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 18:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[trenitalia]]></category>

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		<description><![CDATA[Tema: La regola è che se acquisti un biglietto Trenitalia con prenotazione e sfrutti una tariffa promozionale, non puoi più cambiare l&#8217;orario. Svolgimento: I due di fianco a me hanno prenotato ad un orario diverso, sfruttando la tariffa agevolata del ritorno in giornata. Però vogliono cambiarlo, &#8220;tanto torniamo in giornata&#8221;. Hanno capito benissimo, alla terza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/italiani/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><strong>Tema</strong>: La regola è che se acquisti un biglietto Trenitalia con prenotazione e sfrutti una tariffa promozionale, non puoi più cambiare l&#8217;orario.</p>
<p><strong>Svolgimento</strong>: I due di fianco a me hanno prenotato ad un orario diverso, sfruttando la tariffa agevolata del ritorno in giornata.<br />
Però vogliono cambiarlo, &#8220;tanto torniamo in giornata&#8221;. Hanno capito benissimo, alla terza ripetizione del controllore, che dovrebbero rifare il biglietto perché lui non può cambiargli la prenotazione, ma per la quarta volta lo supplicano di chiudere un occhio sulla regola.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli elenchi del telefono</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 17:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consegnare gli elenchi del telefono a metà Agosto, lasciandoli in terra davanti al cancello di casa, significa dare un significativo vantaggio a potenziali topi d&#8217;appartamento, che possono sapere se sei a casa o in vacanza. Non era già abbastanza facile?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/gli-elenchi-del-telefono/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Consegnare gli <strong>elenchi del telefono</strong> a metà Agosto, lasciandoli in terra davanti al cancello di casa, significa dare un significativo vantaggio a potenziali topi d&#8217;appartamento, che possono sapere se sei a casa o in vacanza.<br />
Non era già abbastanza facile?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vianello e Mondaini spodestano Falcone e Borsellino?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 09:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Borsellino]]></category>
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		<description><![CDATA[Sembra che il Comune di Parma voglia cambiare nome al Parco Falcone e Borsellino, intitolandolo a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Al di là dell&#8217;oscenità del solo pensiero, questa decisione sarebbe con ogni probabilità impugnabile. Per assegnare il nome ad un bene pubblico la legge impone che passino almeno 10 anni dalla morte del personaggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/vianello-e-mondaini-spodestano-falcone-e-borsellino/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/09/choc-a-parma-il-parco-falcone-e-borsellino-sostituito-con-vianello-e-mondaini/150536" rel="nofollow" >Sembra</a> che il Comune di Parma voglia cambiare nome al Parco Falcone e Borsellino, intitolandolo a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.</p>
<p>Al di là dell&#8217;oscenità del solo pensiero, questa decisione sarebbe con ogni probabilità impugnabile.</p>
<p>Per assegnare il nome ad un bene pubblico la legge impone che passino <strong>almeno 10 anni dalla morte del personaggio</strong>, almeno che non si tratti di personaggi illustri tali da avere una DEROGA dal Prefetto alla legge (ad esempio Giovanni Paolo II).</p>
<p>Quest&#8217;obbligo, giusto, serve appunto ad evitare che ogni funerale venga strumentalizzato, e che le intitolazioni vengano effettuate per celebrare personaggi popolari, ma non storici.</p>
<p>E non è la stessa cosa.</p>
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		<title>Scanu vs Vecchioni</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 09:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Milano Roberto Vecchioni, gli Afterhours, Samuel e Max dei Subsonica, i Casinò Royale, Marta sui tubi, Ministri e Dente suoneranno per la chiusura della campagna elettorale del candidato Pisapia. A sostegno della Moratti Ron, Valerio Scanu e Paolo Meneguzzi. Toh! Fonte: Il fatto quotidiano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/scanu-vs-vecchioni/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/05/paolo_meneguzzi.jpg" alt="paolo meneguzzi Scanu vs Vecchioni" title="Paolo Meneguzzi" width="180" height="260" class="alignnone size-full wp-image-4408" /></p>
<p>A Milano Roberto Vecchioni, gli Afterhours, Samuel e Max dei Subsonica, i Casinò Royale, Marta sui tubi, Ministri e Dente suoneranno per la chiusura della campagna elettorale del candidato Pisapia.</p>
<p>A sostegno della Moratti <strong>Ron, Valerio Scanu e Paolo Meneguzzi.</strong></p>
<p>Toh!</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/10/milano-musicisti-in-campo-per-i-candidativalerio-scanu-sfida-roberto-vecchioni/110264/" rel="nofollow" > Il fatto quotidiano</a></p>
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		<title>Un desiderio comune</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 07:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera non penso che Benigni abbia fatto solo un pezzo di televisione, credo che abbia poggiato un mattoncino di Storia. Ci ha ricordato, perché lo avevamo dimenticato, che abbiamo perso il desiderio per un futuro migliore e comune. La barbarie si batte con la cultura ed il senso del bene comune, e per spiegarcelo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/un-desiderio-comune/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Ieri sera non penso che Benigni abbia fatto solo un pezzo di televisione, credo che abbia poggiato un mattoncino di <strong>Storia</strong>.<br />
Ci ha ricordato, perché lo avevamo dimenticato, che abbiamo perso il desiderio per <strong>un futuro migliore e comune</strong>.</p>
<p>La barbarie si batte con la <strong>cultura ed il senso del bene comune</strong>, e per spiegarcelo ha utilizzato la storia d&#8217;Italia, piena di persone incredibili che, insieme e mettendo da parte il campare alla giornata, hanno prima pensato e poi costruito il nostro futuro.</p>
<p>Che è stato bello, ogni volta che abbiamo messo l&#8217;io dietro al noi.</p>
<p>Penso che quest&#8217;ora di Benigni debba essere mostrata a scuola. Non so quanto possa durare la sua carica di ottimismo e positivo patriottismo, ma comunque è qualcosa che lascia un segno positivo ed una voglia di recuperare un desiderio comune.</p>
<p>Ognuno ha le proprie idee su come questo desiderio possa attuarsi, e sarebbe sciocco pensare che possano e debbano essere per forza asfaltate dall&#8217;omologazione. La diversità è una cosa reale e concreta, utile a farci convivere nel rispetto reciproco e delle regole che ci diamo insieme. </p>
<p>La cosa importante è vincere l&#8217;indifferenza &#8211; come spiega l&#8217;altro bellissimo pezzo di Gramsci letto da Luca e Paolo &#8211; e farci recuperare lo stimolo per riflettere ed andare avanti oltre il carpe diem.</p>
<p>Se condividi, non aspettare domani, inizia subito con l&#8217;essere ottimista e desideroso di un migliore futuro.<br />
Non verrà costruito da altri, quindi ognuno dovrà mettere il suo mattoncino.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Buon Anno!</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 11:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ti auguro sinceramente di trascorrere un 2011 bellissimo, specialmente se hai deciso di non bombardare i vicini e terrorizzare i loro animali con dei petardi. Spegnerò il mio telefono molto prima della mezzanotte, affinché i tentativi di svuotare gli abbonamenti natalizi di SMS non mi rovinino il brindisi. Se accetti un consiglio, fai altrettanto: tanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2010/buon-anno/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><a href="http://www.flickr.com/photos/pinksherbet/3996006572/" rel="nofollow"  title="Happy Party People Toasting Cheers Holding Champagne Glasses free creative commons by Pink Sherbet Photography, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2550/3996006572_922da392c8.jpg" width="339" height="500" alt="3996006572 922da392c8 Buon Anno!"  title="foto Buon Anno! " /></a></p>
<p>Ti auguro sinceramente di trascorrere un 2011 bellissimo, specialmente se hai deciso di non bombardare i vicini e terrorizzare i loro animali con dei petardi.</p>
<p>Spegnerò il mio telefono molto prima della mezzanotte, affinché i tentativi di svuotare gli abbonamenti natalizi di SMS non mi rovinino il brindisi.</p>
<p>Se accetti un consiglio, fai altrettanto: tanti messaggi tutti uguali non ti avvicineranno di certo agli amici e parenti che non hai a fianco.</p>
<p>Nella letterina dei desideri per il prossimo anno metterei un po&#8217; più di speranza ed un bel grappolo di fiducia. E&#8217; da un po&#8217; che ne scarseggia e sono sicuro che con un pizzico in più di questi due ingredienti questo posto sarebbe migliore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ecco, non diventerò mai uomo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 19:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 10 giugno su «Sette» è uscito un articolo che raccontava la storia di Massimiliano De Cinque, un ragazzo di 39 anni che «resuscita» computer per poi regalarli a chi ne ha bisogno (www.progettonuovavita.it). Il limite superiore di anni sotto il quale rientra la definizione di ragazzo aumenta più velocemente della mia età. Fonte: xy2.corriere.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2010/ecco-non-diventero-mai-uomo/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><blockquote><p>Il 10 giugno su «Sette» è uscito un articolo che raccontava la storia di Massimiliano De Cinque, un <strong>ragazzo di 39 anni</strong> che «resuscita» computer per poi regalarli a chi ne ha bisogno (www.progettonuovavita.it).</p></blockquote>
<p>Il limite superiore di anni sotto il quale rientra la definizione di ragazzo aumenta più velocemente della mia età.</p>
<p>Fonte: <a href="http://xy2.corriere.it/2010/08/una_bella_storia.html" rel="nofollow" >xy2.corriere.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La strada sbagliata</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 12:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi abbiamo 2 strade. La prima è quella di tagliare costi e diritti fino a diventare lavoratori cinesi per competere con i lavoratori cinesi sul fronte dei diritti e dei costi. La seconda è quella di capire che qualcosina, in questi ultimi 20 anni, abbiamo sbagliato. E&#8217; più difficile, ma in fondo si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2010/la-strada-sbagliata/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Oggi abbiamo 2 strade.</p>
<p>La prima è quella di tagliare costi e diritti fino a diventare lavoratori cinesi per competere con i lavoratori cinesi sul fronte dei diritti e dei costi.</p>
<p>La seconda è quella di capire che qualcosina, in questi ultimi 20 anni, abbiamo sbagliato.</p>
<p>E&#8217; più difficile, ma in fondo si tratta di capire che non possiamo fare a meno del mare e possiamo fare a meno del petrolio nell&#8217;acqua, che non possiamo fare a meno dell&#8217;acqua e che possiamo fare a meno delle bottiglie di plastica, che possiamo fare a meno delle tette rifatte ma non possiamo fare a meno di curare le persone malate.</p>
<p>Purtroppo stiamo percorrendo la prima, felici e contenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il costo della discussione</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 08:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Romagnaoggi pubblica un resoconto dei costi del Consiglio Comunale di Forlì, nel quale si fornisce il dato di questi primi mesi di nuova amministrazione. Ogni consiglio, scrive, costa poco meno di 5000€. Quindi, scrive, è positivo che nei primi 6 mesi ci siano stati 5 consigli in meno. Ci sono ancora margini di miglioramento, scrive. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2010/il-costo-della-discussione/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Romagnaoggi pubblica un <a href="http://www.romagnaoggi.it/forli/2010/2/18/152249/" rel="nofollow" >resoconto dei costi del Consiglio Comunale</a> di Forlì, nel quale si fornisce il dato di questi primi  mesi di nuova amministrazione. Ogni consiglio, scrive, costa poco meno di 5000€.<br />
Quindi, scrive, è positivo che nei primi 6 mesi ci siano stati 5 consigli in meno. Ci sono ancora margini di miglioramento, scrive.</p>
<p>Considerando che la media dei consigli nella scorsa amministrazione era di 2 al mese, 5 in meno in 6 mesi non sono una sciocchezza, ma quasi un dimezzamento. Ricordiamo che quella prima ancora vedeva un consiglio alla settimana.</p>
<p>Visto che tra il 2004 ed il 2009 i consigli duravano 4-5 ore, e che di certo questi non sono più lunghi, come si fa a dire che questa riduzione non ha inficiato nella qualità della discussione, e che ci sono ancora margini di miglioramento?</p>
<p>La partecipazione e la democrazia hanno un costo. Per fare un bilancio bisogna anche pensare ai <strong>costi delle decisioni sbagliate</strong> che si prendono senza un adeguato dibattito.</p>
<p>I costi veri della politica sono quelli delle mancate decisioni, delle cose fatte senza un confronto, degli errori non corretti prima delle realizzazioni perché non c&#8217;è stata una vera analisi prima, delle cose fatte fuori dal controllo di persone elette democraticamente.</p>
<p>Se continuiamo con questa demagogia sui costi (apparenti) della politica, prima o poi qualcuno si alzerà in piedi a chiedere con forza la monarchia, che non soffre certamente dei costi di funzionamento degli organi democraticamente eletti.</p>
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		<title>Ho sonno e sto mangiando</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 10:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con le nuove tecnologie abbiamo reso così tanto facile scrivere, che quasi nessuno si prende più la briga di leggere e studiare le cose a fondo. Si vedono così tante persone che condividono contenuti che non hanno verificato o letto, specialmente su Facebook, che forse una delle sfide più dure del futuro sarà proprio il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2010/ho-sonno-e-sto-mangiando/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Con le nuove tecnologie abbiamo reso così tanto facile scrivere, che quasi nessuno si prende più la briga di leggere e studiare le cose a fondo.</p>
<p>Si vedono così tante persone che condividono contenuti che non hanno verificato o letto, specialmente su Facebook, che forse una delle sfide più dure del futuro sarà proprio il riconoscimento dell&#8217;autorevolezza. </p>
<p>Oggi siamo in una fase di <strong>transizione</strong>, dove la scoperta dei social network con le loro semplici possibilità comunicative ci ha fatto perdere un po&#8217; di vista lo scopo.  </p>
<p>Un po&#8217; come i blog e gli account twitter degli inizi, dove si trovavano molti più <em>&#8220;sto mangiando&#8221;</em> ed ho <em>&#8220;sonno&#8221;</em>, di quanti i contatti ed i &#8220;follower&#8221; potessero veramente assorbirne.</p>
<p>Forse è solo questione di tempo, quindi.</p>
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		<title>Il nostro futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 08:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; è (più che altro) nelle nostre mani, non in quelle di Dio, dei maghi e degli economisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2010/il-nostro-futuro/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>&#8230; è (più che altro) nelle <strong>nostre</strong> mani, <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_03/papa-futuro-dio-non-maghi-economisti_62156fa2-f861-11de-bb47-00144f02aabe.shtml"rel="nofollow" >non in quelle di Dio, dei maghi e degli economisti.</a></p>
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		<title>Un limite alla stupidità</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 19:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una volta che finalmente si trova un sistema efficace per dimezzare gli incidenti mortali in autostrada arriva qualcuno con la proposta stupida di alzare i limiti di velocità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/un-limite-alla-stupidita/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Una volta che finalmente si trova un sistema efficace per <a href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/10/15/125474-miracolo_tutor_incidenti_mortali.shtml" rel="nofollow" >dimezzare gli incidenti mortali</a> in autostrada arriva qualcuno con la proposta stupida di alzare i limiti di velocità.</p>
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		<title>Internet Uccide la Democrazia.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 21:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio essere chiaro, io penso che la rete abbia enormi potenzialità anche nel migliorare il rapporto dei cittadini con la politica. Da anni il principale scopo del mio tempo libero sul web è proprio l&#8217;attivismo. Per questo avrei dovuto aggiungere un &#8220;per adesso, purtroppo&#8221; nel titolo. Il problema che voglio affrontare riguarda invece l&#8217;uso che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/internet-uccide-la-democrazia/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Voglio essere chiaro, io penso che la rete abbia enormi potenzialità anche nel migliorare il rapporto dei cittadini con la politica. Da anni il principale scopo del mio tempo libero sul web è proprio l&#8217;attivismo.</p>
<p>Per questo avrei dovuto aggiungere un &#8220;per adesso, purtroppo&#8221; nel titolo.</p>
<p>Il problema che voglio affrontare riguarda invece l&#8217;uso che gli utenti oggi fanno di internet per questioni politiche, e <strong>della fede irrazionale verso i nuovi strumenti come portatori di nuova e migliore democrazia.</strong><br />
Del resto la situazione  attuale dimostra che da quanto internet esiste non è affatto aumentata la partecipazione, o la tutela degli interessi dei cittadini, e non tutti i paesi dove il web è più utilizzato sono esempi di democrazie aperte e partecipate.</p>
<p>L&#8217;aumento dell&#8217;uso di internet sarà una componente essenziale della democrazia che mi immagino in futuro, ma di certo non è sufficiente.<span id="more-4048"></span></p>
<p><strong>Oggi la partecipazione politica su web, purtroppo, non ha aumentato il peso delle nostre azioni, ma l&#8217;ha circoscritto.</strong> La protesta è stata come inserita nel piccolo (quanto crescente) spazio che si è ritagliata nel web, finora senza influenza nella vita reale. Basta pensare al peso che i candidati maggiormente sostenuti dagli internettiani hanno poi nelle competizioni elettorali.</p>
<p>Basta aprire ogni giorno <strong>Facebook</strong> per capire di cosa parlo: migliaia di gruppi, di petizioni, di sondaggi, <strong>che non hanno assolutamente nessuna ricaduta nella società.</strong></p>
<p>Non è colpa del web, ma nostra: internet ha reso più facile per tutti fare queste cose, e queste cose sono diventate talmente facili e diffuse da diventare <strong>inutili</strong>.</p>
<p>Una volta una raccolta firme era una operazione complessa, che richiedeva un impegno di mesi. Oggi basta qualche minuto per farla partire, e se è abbastanza demagogica ed emotivamente coinvolgente il successo (in termini numerici) è assicurato.</p>
<p>Ma il numero di queste petizioni, come dimostra l&#8217;esempio della raccolta di firme settimanali di Repubblica, ne ha completamente azzerato l&#8217;importanza.</p>
<p>Il numero di messaggi, di temi che ci raggiungono ogni giorno è talmente elevato che l&#8217;attenzione che rivolgiamo a questi dura pochi istanti. Siamo preoccupati per un minuto della strage di animali in Nepal, poi un altro minuto per la fame nel Mondo, uno sulla violenza contro le donne ed immediatamente dopo ci sentiamo appagati del nostro impegno sociale. Detto fatto, tutto nascosto nel cassetto delle migliaia di cose importanti, pronti per la prima serata con la De Filippi.</p>
<p>Io credo che si debba fare un passo in avanti. Forse l&#8217;evoluzione avverrà naturalmente, forse dovremo dargli una spinta.<br />
<strong>Tutti sanno tirare un sassolino nello stagno, in pochi riescono a tenere duro spingendo una roccia pesante.</strong></p>
<p><strong>Questa roccia è piena di responsabilità ed impegno</strong>. Finché le nostre azioni saranno prive di responsabilità ed impegno personali, come l&#8217;adesione al nuovo gruppo di Facebook contro la violenza sulle cimici della Nuova Zelanda, sarà solo tempo perso. Al limite metterà pace nelle nostre coscienze, limitando così la necessità di un impegno concreto.</p>
<p>Quando finalmente inizieremo a metterci la faccia, sudando un po&#8217; per costruire consenso su questioni non universali, quando inizieremo a rischiare su questioni spinose e prese di posizioni scomode, allora avremo fatto questo passo.</p>
<p>Finché l&#8217;attivismo politico sul web sarà semplice, di convenienza, quasi inesistente nella sua comodità, allora internet non sarà affatto uno strumento utile per la democrazia. Per questo guardo con attenzione alla manifestazione contro Berlusconi, anche se non mi piace la solita demagogia del &#8220;noi siamo altro&#8221; per slegarsi da ogni responsabilità pregressa e futura di chi potrebbe condividere lo stesso pezzo di strada.</p>
<p>Per carità, venga pure anche dell&#8217;altro, ma creare venti movimenti nuovi l&#8217;anno (con durata annuale) per cercare di raccogliere più gente non ha nessun senso.</p>
<p>Se e quando questo diventerà pesante, se saremo capaci di spostare finalmente qualche roccia, allora forse si apriranno strade finora inesplorate e probabilmente molto utili.</p>
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		<title>I call center hanno rotto</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 13:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualsiasi interruzione del proprio lavoro ha dei costi. Controllare la posta, rispondere al telefono, rispondere al collega. Quando sono voluti e necessari, anche per prendere una pausa, è un conto. Però ricevere ogni giorno almeno 2 o 3 chiamate dai call center che vogliono venderti un nuovo contratto di telefonia, regalarti meravigliosi vantaggi (temporanei), toglierti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/i-call-center-hanno-rotto/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/11/call-center-300x196.jpg" alt="call center 300x196 I call center hanno rotto" title="call-center" width="300" height="196" class="alignleft size-medium wp-image-4037" />Qualsiasi interruzione del proprio lavoro ha dei costi. Controllare la posta, rispondere al telefono, rispondere al collega. Quando sono voluti e necessari, anche per prendere una pausa, è un conto.<br />
Però ricevere ogni giorno almeno 2 o 3 chiamate dai call center che vogliono venderti un nuovo contratto di telefonia, regalarti meravigliosi vantaggi (temporanei), toglierti il peso di canoni (e spesso anche della linea, che non funziona più per mesi), è veramente troppo.</p>
<p>Non ci si può difendere: il numero dell&#8217;azienda è presente negli elenchi telefonici e non si può eliminare se si vogliono ricevere anche le chiamate buone. A casa basta non avere un numero fisso. Provateci, oggi non è poi così necessario.</p>
<p>Però si può fare un tentativo, con qualche semplice passaggio:</p>
<ol>
<li> a chiunque vi offra qualcosa per telefono rispondete con un NO secco e non acquistate mai nulla. Se lo facciamo tutti, smetteranno di chiamarci. Anche se (dicono) sia gratis, se è l&#8217;affare della vita, se il Mondo grazie a quell&#8217;acquisto verrà salvato.</li>
<li>Tenete un piccolo registro dove segnare chi vi chiama, con una crocetta dopo ogni nuovo tentativo (non preoccupatevi, anche il NO del punto primo non li avrà fermati, riproveranno continuamente per capire se avete cambiato idea) </li>
<li>Condividete l&#8217;informazione del punto precedente con gli amici, ed una volta raggiunta una buona casistica, cambiate veramente operatore verso chi vi ha importunato meno</li>
</ol>
<p>Lo stesso vale per gli SMS pubblicitari, ovviamente. Prima di cambiare ne ricevevo almeno 2 al giorno (tanto per loro è gratis) e così facendo hanno perso un cliente.</p>
<p><strong>Se ne perdessero qualche migliaio cambierebbero strategia di marketing.</strong></p>
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		<title>AAAAAAAA SONO IN CARENZA DI AFFETTO!!!?</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 13:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Senza parole (Da Yahoo Answers):]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/aaaaaaaa-sono-in-carenza-di-affetto/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Senza parole (Da Yahoo Answers):<br />
<a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=ApvRWAJ.RE3rvN4lhgOxV8vWLnRG;_ylv=3?qid=20091114162047AAKnhsd"rel="nofollow" ><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/11/carenza_di_affetto.jpeg" alt=" AAAAAAAA SONO IN CARENZA DI AFFETTO!!!?" title="Carenza di Affetto" width="613" height="309" class="alignleft size-full wp-image-4033" /></a></p>
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		<title>Fantastisco Spinoza</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 22:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Berlusconi: &#8220;Sono il miglior premier della storia&#8221;. Be&#8217;, in genere i migliori sono quelli che se ne vanno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/fantastisco-spinoza/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><a href="http://www.spinoza.it/2009/onna-con-te" rel="nofollow" >Berlusconi: &#8220;Sono il miglior premier della storia&#8221;. Be&#8217;, in genere i migliori sono quelli che se ne vanno.</a></p>
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		<title>Che brutta politica</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 22:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I cori beceri di Salvini non sono la cosa peggiore, di questi tempi. Purtroppo questa politica rappresenta un degrado della società che non accenna a rallentare. E quello che mi rattrista non è tanto la sceneggiata di questo Parlamentare, Europarlamentare e consigliere Comunale di Milano, una goccia in un mare già grosso e turbolento. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/che-brutta-politica/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>I <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200907articoli/45315girata.asp" rel="nofollow" >cori beceri di Salvini</a> non sono la cosa peggiore, di questi tempi. Purtroppo questa politica rappresenta un degrado della società che non accenna a rallentare. E quello che mi rattrista non è tanto la sceneggiata di questo Parlamentare, Europarlamentare e consigliere Comunale di Milano, una goccia in un mare già grosso e turbolento.</p>
<p>Ma il fatto che se si rivotasse domani questa persona raccoglierebbe più voti di ieri.</p>
<p>E, an passant, anche il fatto che nessuno fino ad oggi si fosse scandalizzato per le <strong>tre elezioni contemporanee</strong>, ad sottolineare che in giro non c&#8217;è evidentemente nulla di meglio da presentare agli elettori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ecclestone: Hitler sapeva far funzionare le cose</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 19:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il patron della formula 1: Meglio i regimi totalitari alla democrazia, meglio Adolf Hitler per la sua capacità di «saper far funzionare le cose» che i politici moderni. E ancora Saddam Hussein era l’unico in grado di controllare l’Iraq, così come i talebani con l’Afghanistan. (&#8230;) Il 78enne multimilionario britannico nel corso di un’intervista al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/ecclestone-hitler-sapeva-far-funzionare-le-cose/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Il patron della formula 1: </p>
<blockquote><p>Meglio i regimi totalitari alla democrazia, meglio <strong>Adolf Hitler</strong> per la sua capacità di «saper far funzionare le cose» che i politici moderni. E ancora Saddam Hussein era l’unico in grado di controllare l’Iraq, così come i talebani con l’Afghanistan. (&#8230;)</p>
<p>Il 78enne multimilionario britannico nel corso di un’intervista al Times ha stigmatizzato la debolezza dei politici contemporanei, ancora più evidente al cospetto delle virtù delle «forti leadership». «Al di là del fatto che alla fine è stato cacciato e persuaso a fare cose che non so se voleva fare, Hitler era nella condizione di comandare molta gente e di far funzionare le cose &#8211; le parole di Ecclestone -. Alla fine si è perso e non è stato un buon dittatore perchè o sapeva che le cose andavano in una certa direzione e ciononostante ha insistito, oppure ha lasciato che andassero così. Quindi non è stato un dittatore».</p></blockquote>
<p>Non ci si può sollevare da un giudizio con la considerazione che questo <strong>pensiero folle </strong>proviene &#8220;solo&#8221; dal presidente della F1. </p>
<p>In realtà questo ragionamento è la conclusione logica di un percorso che parte dalla <strong>demolizione del valore della democrazia</strong> e dal disinteresse per le sue regole e conseguenze.</p>
<p>Vi consiglio di leggere il libro di Paolo Cortesi <a href="http://www.ibs.it/code/9788854112193/cortesi-paolo/quando-mussolini-non.html" rel="nofollow" >&#8220;Quando Mussolini non era Fascista&#8221;</a> ed individuare i molti parallelismi che si possono scovare con l&#8217;attualità. </p>
<p>Purtroppo <strong>Ecclestone</strong> non è affatto una eccezione, ma ha semplicemente fatto l&#8217;errore di citare Hitler nel mezzo di considerazioni qualunquiste sull&#8217;efficienza dello Stato, purtroppo molto più diffuse.</p>
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		<title>Massimo Gramellini è un grande.</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 08:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La maggioranza degli umani, e la quasi unanimità degli italiani, non considera il bene pubblico una proprietà di tutti, ma di nessuno, o al limite degli altri, quindi saccheggiabile e deturpabile a volontà. Leggete tutto il suo pezzo: Aridatece er Colosseo &#8211; LASTAMPA.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/massimo-gramellini/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><blockquote><p>La maggioranza degli umani, e la quasi unanimità degli italiani, non considera il bene pubblico una proprietà di tutti, ma di nessuno, o al limite degli altri, quindi saccheggiabile e deturpabile a volontà. </p></blockquote>
<p>Leggete tutto il suo pezzo: <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&#038;ID_articolo=623&#038;ID_sezione=56&#038;sezione=" rel="nofollow" >Aridatece er Colosseo &#8211; LASTAMPA.it</a></p>
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		<title>Comune Aperto: an sè tot precis ( non siamo tutti uguali )</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 08:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico anche qui l&#8217;ultimo articolo scritto per Comune Aperto, il bollettino informativo dell&#8217;amministrazione Forlivese: Siamo in campagna elettorale. Il dibattito è già scaduto in toni propagandistici e spot pubblicitari, ma io non utilizzerò questo ultimo spazio per urlare più forte degli altri. Le proposte si giudicano con i fatti, non con le parole. Cercherò, invece, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/comune-aperto-an-se-tot-precis-non-siamo-tutti-uguali/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Pubblico anche qui l&#8217;ultimo articolo scritto per Comune Aperto, il bollettino informativo dell&#8217;amministrazione Forlivese:</p>
<p>Siamo in campagna elettorale. Il dibattito è già scaduto in toni propagandistici e spot pubblicitari, ma io non utilizzerò questo ultimo spazio per urlare più forte degli altri. Le proposte si giudicano con i fatti, non con le parole.</p>
<p>Cercherò, invece, di fare un breve bilancio di questa esperienza, di quanto è stato fatto e di quanto è naturalmente ancora da fare.</p>
<p>Ricordo, nel discorso di apertura dell&#8217;attuale Consiglio Comunale di 5 anni fa, la mia voce emozionata e la grande voglia di fare qualcosa per la mia città.</p>
<p>Pensavo, e penso ancora, che una buona azione potesse portare ad un miglioramento del nostro benessere, e che una Politica seria dovesse cercare di superare le demagogie del “son tutti uguali”.</p>
<p>Chi cerca di ingannarvi con questa storia compie un atto gravissimo: complica la vita ai politici onesti e la facilita a quelli che hanno secondi fini.</p>
<p>Pensavo, erroneamente, che il ruolo del consigliere fosse relativamente semplice, che bastasse dire cose giuste o avere il consenso dei cittadini per far valere le proprie idee. La possibilità dei cittadini di cambiare le cose è molto più grande di quello che si vuole far credere, e si realizza attraverso il  dare il proprio voto alle persone serie, il proprio impegno, il proprio aiuto concreto a chi fa la cosa giusta.<span id="more-3751"></span></p>
<p>Ricordo ancora la conferenza stampa di presentazione del sito web che avevo aperto come strumento di trasparenza, per raccogliere le idee dei cittadini e confrontarmi con loro senza intermediari. Non venne nessun giornalista.</p>
<p>Ho bene in mente i discorsi che facevo sulle nuove tecnologie ed il software libero, sulla filiera corta, sui gruppi di acquisto solidale, su una nuova economia verde basata su una giusta misura e sulle energie rinnovabili.</p>
<p>Oggi avere un blog per comunicare la politica è diventato uno standard, nel 2004 eravano 3 in tutta Italia. Oggi non è uno scandalo sentire ripetere ad Obama gli stessi discorsi sul risparmio energetico o sul New Green Deal che facevano urlare all&#8217;estremismo dei Verdi. La stessa visione conservatrice e poco lungimirante si scagliava contro l&#8217;agricoltura biologica o contro le proposte di tutela del nostro San Domenico, ed oggi cerca di attribuirsene impropriamente tutti gli onori.</p>
<p>Gli stessi che cercano di sminuire i Verdi cercando di farli vedere come un movimento capace solo di dire no, in realtà hanno rifiutato molte più proposte innovative di chiunque altro.</p>
<p>In Consiglio Comunale sono uno dei pochi che non ha mai alzato la voce, nemmeno nei momenti di rabbia e forte dissenso. Sapevo che le proposte costruttive di un ventiquattrenne ecologista erano dure da digerire in un ambiente sostanzialmente privo di rinnovamento.</p>
<p>Forlì ha bisogno, come tutte le città, di un po&#8217; di coraggio. Di evolvere, innovarsi, anche cambiare abitudini se è necessario per la nostra salute e la nostra qualità della vita.</p>
<p>Qualunque sia la vostra opinione, date una mano concreta a chi ritenete abbia fatto un lavoro serio ed onesto, con la trasparenza negli obiettivi e concretezza nelle proposte.</p>
<p><em>Anche se il nostro maggio, ha fatto a meno del vostro coraggio, se la paura di guardare, vi ha fatto chinare il mento, se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento, anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti. (De Andrè)<br />
</em></p>
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		<title>Prevenire è meglio che ricostruire</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 07:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad ogni tragedia deve seguire un tempo per l&#8217;analisi, che ci aiuti a ridurre le possibilità che questo accada di nuovo. Una considerazione generica da fare è che la politica degli spot televisivi è inadeguata a rispondere ad una primaria esigenza: la prevenzione. Mentre tutti oggi fanno a gara per apparire e cercare di fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/prevenire-meglio-che-ricostruire/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Ad ogni tragedia deve seguire un tempo per l&#8217;<strong>analisi</strong>, che ci aiuti a ridurre le possibilità che questo accada di nuovo. Una considerazione generica da fare è che la politica degli spot televisivi è inadeguata a rispondere ad una primaria esigenza: la <strong>prevenzione</strong>.</p>
<p>Mentre tutti oggi fanno a gara per apparire e cercare di fare sciacallaggio politico sul terremoto, dovremmo riflettere quanto questa esposizione dell&#8217;emergenza faccia bene soprattutto a chi queste emergenze non cerca di evitarle. Lo stesso è accaduto a Napoli, dove per anni non si è fatto nulla e non si è cercato di uscire dal commissariamento, tutt&#8217;ora in piedi.</p>
<p>Le emergenze costano alla  collettività molto di più della loro prevenzione, ma <strong>la prevenzione è invisibile per l&#8217;elettorato</strong> e quindi alla selezione della classe dirigente del nostro Paese. Non viene premiato, ad esempio, un investimento per una scuola che già c&#8217;era per la sua messa in sicurezza. Meglio creare una nuova grande opera e sperare che nulla accada. O sotto sotto sperare che accada per sfruttare la ricostruzione.</p>
<p>Così, senza che nessuno alzasse la voce, anche questo Governo ha tagliato i fondi contro il dissesto idrogeologico, <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo436523.shtml" rel="nofollow" >quelli alla protezione civile</a> e pochi mesi fa con il <strong>testo della Gelmini<a href="http://scuoleinpiazza.wordpress.com/2008/11/26/da-cittadinanzaattiva-i-tagli-della-gelmini-sui-fondi-per-la-sicurezza-degli-edifici/" rel="nofollow" > sono stati dimezzati i fondi per gli adeguamenti antisismici delle scuole. </a></strong><span id="more-3735"></span></p>
<p>Ieri sera Di Pietro, a porta a porta, sembrava non avere mai fatto il ministro per le infrastrutture, e chiedeva di spostare soldi da queste alla messa in sicurezza degli edifici pubblici. Vorrei chiedergli, molto umilmente, perché avanza ora questa proposta e non quando aveva la delega al Governo e la possibilità di realizzarla.</p>
<p>Lo stesso per i comuni, che <strong>troppo spesso nei loro piani investimenti vedono rimandati gli interventi per la sicurezza rispetto ad opere più visibili</strong>, più elettoralmente soddisfacenti.</p>
<p>Poi viene la <strong>ricostruzione</strong>.</p>
<p>Berlusconi, secondo il ministro La Russa, avrebbe già individuato l&#8217;area dove far sorgere <strong>L&#8217;Aquila 2.</strong><br />
Invece di ricostruire la città, il rischio concreto è quello che si sfrutti la tragedia per ignorare ancora una volta la storia e l&#8217;urbanistica, creando casermoni popolari fuori dal tessuto  esistente ed ottenendo un doppio risultato: <strong>l&#8217;abbandono della città storica e la creazione di nuove aree a rischio degrado.</strong></p>
<p>Forse sarebbe meglio aiutare la ricostruzione dei privati, piuttosto che pensare ai grandi appalti che rischiano di lievitare costi e tempi. </p>
<p>Il<strong> rifiuto degli aiuti internazionali</strong>, probabilmente solo una facciata per mostrare i muscoli di fronte alla comunità internazionale &#8211; quando invece sarebbe opportuno sfruttare la solidarietà di chi cerca di contribuire -, è doppiamente grave.</p>
<p>Primo, perché <strong>non possiamo permetterci di rifiutare risorse importanti</strong> da destinare ad un territorio che ha subito miliardi di danni. Tra qualche mese queste proposte d&#8217;aiuto verranno a mancare, per la disattenzione dei media internazionali.</p>
<p>Secondo, perché i finanziamenti internazionali permetterebbero forse <strong>un occhio in più sopra i percorsi della ricostruzione</strong>, evitando sprechi e lungaggini, e richiederebbero quella maggiore trasparenza utile ad evitare le infiltrazioni degli sciacalli.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che non serve all&#8217;Abruzzo, ora, è l&#8217;ennesima dimostrazione del modo tutto italiano di saper sfruttare le emergenze per i guadagni di pochi. </p>
<p>Il rischio delle deleghe in bianco che vengono chieste col pretesto di diminuire i tempi è proprio quello di saltare i percorsi democratici a tutela della trasparenza, di promuovere gare d&#8217;appalto furbette, di fare della crisi lo strumenti di spot elettorali e guadagni personali.</p>
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		<title>Il premier scolaretto.</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 00:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi ultimi giorni si è fatto rimproverare dalla Regina Elisabetta per i suoi schiamazzi, ha detto parolacce ai suoi compagni di scuola (chiamando zoccola la Meloni e dicendo che i ministri erano andati al cesso invece di lavorare), ha fatto uno scherzetto col cellulare alla prima della classe (la Merkel), è stato assente ingiustificato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/il-premier-scolaretto/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>In questi ultimi giorni si è fatto rimproverare dalla <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&#038;ID_articolo=606&#038;ID_sezione=56&#038;sezione="target="_blank" rel="nofollow" >Regina Elisabetta per i suoi schiamazzi</a>, ha detto parolacce ai suoi compagni di scuola (chiamando <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=EmImP2QMQ4Y"target="_blank" rel="nofollow" >zoccola</a></em> la Meloni e dicendo che i ministri erano andati al <em><a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/5389977/5"target="_blank" rel="nofollow" >cesso</a></em> invece di lavorare), ha fatto uno <a href="http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2009/04/04/Nato_la_Merkel_aspetta_ma_Berlusconi_e_al_telefono.html"target="_blank" rel="nofollow" >scherzetto</a> col cellulare alla prima della classe (la Merkel), <a href="http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsid=113351"target="_blank" rel="nofollow" >è stato assente ingiustificato al cerimoniale Nato.</a><br />
Poi nega tutto, con il suo solito &#8220;non sono stato io&#8221;.</p>
<p>Sono l&#8217;unico a vergognarsi ed arrabbiarsi per la pessima immagine che dà di noi al Mondo il nostro primo ministro?<br />
Qualcuno trova divertenti queste trovate da scuola elementare?</p>
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		<title>Il tronco di Daria Bignardi</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 13:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nello studio della trasmissione &#8220;L&#8217;era glaciale&#8221; di Daria Bignardi c&#8217;è un enorme tronco d&#8217;albero tagliato. Non se sia vero oppure sia una costruzione scenica, ma in ogni caso lo trovo piuttosto inutile e triste. Preferivo la sobrietà delle Invasioni Barbariche: oggi sarebbe ancora più importante dare segnali opposti a questo, ed iniziare a parlare della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2009/il-tronco-di-daria-bignardi/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Nello studio della trasmissione &#8220;L&#8217;era glaciale&#8221; di Daria Bignardi c&#8217;è un enorme tronco d&#8217;albero tagliato.<br />
Non se sia vero oppure sia una costruzione scenica, ma in ogni caso lo trovo piuttosto <strong>inutile e triste.</strong></p>
<p>Preferivo la sobrietà delle Invasioni Barbariche: oggi sarebbe ancora più importante dare segnali opposti a questo, ed iniziare a parlare della<strong> giusta misura delle cose</strong>, anche nella comunicazione.</p>
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