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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Politica</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>I politici che ci giudicano</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Dice Bene Gilioli. Sono sinceramente sbalordito dalle parole dei nostri nuovi ministri, che dicono come dobbiamo comportarci, quali devono essere le nostre speranze, quale dev&#8217;essere il nostro futuro. Dall&#8217;alto della loro età media di 63 anni. Tra i miei colleghi di università, in tanti hanno cambiato paese per trovare una professione corrispondente al loro percorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2012/i-politici-che-ci-giudicano/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Dice Bene <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/02/06/in-fila-per-tre/" rel="nofollow" >Gilioli</a>.</p>
<p>Sono sinceramente sbalordito dalle parole dei nostri nuovi ministri, che dicono come dobbiamo comportarci, quali devono essere le nostre speranze, quale dev&#8217;essere il nostro futuro. Dall&#8217;alto della loro età media di 63 anni.</p>
<p>Tra i miei colleghi di università, in tanti hanno cambiato paese per trovare una professione corrispondente al loro percorso di studi: chi negli USA, chi in Svizzera, chi in Lussemburgo, chi in giro per l&#8217;Asia. Per non parlare dei più romantici, che cercano di resistere facendo comunque il Giro d&#8217;Italia. Gli altri hanno cambiato mestiere.</p>
<p>Quindi smettano di prenderci in giro, con il discorso del lavoro vicino a mamma. E&#8217; chiaro che vorremmo lavorare vicino ai nostri familiari, ai nostri affetti, alle nostre amicizie. E&#8217; una cosa normale, chiaro? <strong>La vita è più importante del lavoro</strong>, del quale quest&#8217;ultimo è parte integrante, non il contrario!</p>
<p>Siamo nell&#8217;era della telematizzazione, della globalizzazione, del tutto il Mondo è connesso, ma abbiamo meno possibilità di lavorare dove vorremmo rispetto ai nostri nonni, che hanno fatto spesso enormi sacrifici, con la speranza e la certezza di poter tornare, un giorno, a raccogliere il cuore dove l&#8217;avevano lasciato.</p>
<p>Smettano di giudicare i nostri sogni e comincino a pensare a come realizzarli.</p>
<p>Se proprio sono in vena di giudizi e riforme, possono partire col giudicare e sistemare per primo il loro Mondo, fatto di plusvalenze da 18 milioni di euro in un giorno o di tanti mucchietti di bonifici da 149&#8217;000€, o dei loro stessi figli, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/posto-fisso-monti-monotono-figlia-ministro-fornero/189284/" rel="nofollow" >ai quali evidentemente</a> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/martone-sfigato-ordinario/186394/" rel="nofollow" >l&#8217;insegnamento della mobilità</a> non è stato impartito correttamente.</p>
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		<title>Sulla monotonia di Monti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[In una vita incentrata completamente sul lavoro finalizzato al consumo, le parole di Monti sulla monotonia del posto fisso non mi stupiscono. Facile dirlo per chi fa parte della minoranza di persone che possono permettersi anni senza una occupazione grazie a entrate precedenti (fisse) da capogiro. Quelle persone lì, che non rischiano di dormire sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2012/sulla-monotonia-di-monti/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>In una vita incentrata completamente sul lavoro finalizzato al consumo, le parole di Monti sulla monotonia del posto fisso non mi stupiscono. </p>
<p>Facile dirlo per chi fa parte della minoranza di persone che possono permettersi anni senza una occupazione grazie a entrate precedenti (fisse) da capogiro.</p>
<p>Quelle persone lì, che non rischiano di dormire sotto un tetto, che non devono pensare a strategie economiche per pagare le bollette, che non sono preoccupate per il destino dei figli, <strong>vedono il lavoro come un divertimento</strong>, non una necessità.</p>
<p>Anche perché, se così non fosse, si ritirerebbero e vivrebbero nella tranquillità dei loro rendimenti. </p>
<p>Purtroppo, come dicevo, questa fetta è una assoluta minoranza, che non rappresenta affatto la popolazione.<br />
L&#8217;Italia è fatta di persone che fanno fatica. Fatica vera. Persone che hanno paura di saltare uno stipendio perché tutta la loro vita, con mutui, rate e tanto altro, dipende da una architettura fatta di fragili fondamenta. </p>
<p>Fondamenta che non reggono al cliente che non paga una grossa fornitura, o alla banca che decide che uno stipendio fisso da solo non basta a garantire un finanziamento necessario alla casa o ad un investimento di innovazione.</p>
<p>Quindi Monti, con la sua monotonia, se ne torni a casa. Lasci spazio a chi sa cosa significa fare fatica e poggiarsi, quelle volte che può, su quel poco di sicurezza rimasto.</p>
<p>Di emozioni forti ce ne sono in abbondanza, sia dentro sia fuori l&#8217;orario di lavoro, senza che questo Governo metta altri contributi alla trama.</p>
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		<title>Portavoce, non Leader</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Ius Soli]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaella Pirini]]></category>

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		<description><![CDATA[In merito alla sciocchezza scritta da Grillo sul suo blog sullo ius soli è già stato scritto molto. Mi limito a dire che la questione è importante (al contrario di quello che dice lui) e non andrebbe liquidata in quel modo. Su ogni argomento si potrebbe rispondere che c&#8217;è qualcosa di più importante di cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2012/portavoce-non-leader/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>In merito alla sciocchezza scritta da Grillo sul suo blog sullo ius soli è già stato scritto molto. Mi limito a dire che la questione è importante (al contrario di quello che dice lui) e non andrebbe liquidata in quel modo. Su ogni argomento si potrebbe rispondere che c&#8217;è qualcosa di più importante di cui parlare.</p>
<p>Alla lunga ragionando in questo modo non si fa mai nulla: pensandola così alla fine non si prende in mano nessun problema, perché &#8220;c&#8217;erano argomenti più importanti all&#8217;ordine del giorno&#8221;.</p>
<p>Comunque, mi ha stupito una parte della risposta di Raffaella Pirini, consigliera comunale 5 stelle di Forlì. Oltre a dirsi d&#8217;accordo con lui sul tema, e questo è legittimo anche se non sono dello stesso parere, dice: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/grillo-contro-cittadinanza-figli-dimmigrati-bufera-rete-cambia-nome-lega-stelle/186370/" rel="nofollow" >“Grillo è il portavoce del movimento, non il leader.”.</a></p>
<p>La parola leader deriva da &#8220;lead&#8221;, guidare. Portavoce di un partito/movimento invece è chi parla in nome e per conto dello stesso. <strong>Il portavoce è un ruolo molto più forte, politicamente parlando</strong>: esprime in pubblico le idee del gruppo. Il leader invece è una persona che guida. </p>
<p>Sempre molto importante, ma la differenza è che si può non concordare una idea del proprio leader, e farsi comunque guidare perché tutto il resto si è d&#8217;accordo, mentre l&#8217;idea che esprime il portavoce è a nome del gruppo, e quindi andrebbe (in una democrazia) concordata con lo stesso prima di essere proferita. </p>
<p>Tanto più che il sito beppegrillo.it, dove queste parole del portavoce sono state scritte, è secondo il &#8220;non statuto&#8221; <strong>la sede del movimento</strong>, e le proposte che qui vengono presentate, sempre da statuto, sono l&#8217;oggetto e la finalità delle liste che vengono presentate alle elezioni.</p>
<p>E comunque ognuno è libero di pensare quel che vuole, ed io continuo a pensare che portavoce e leader debbano essere votati e controllati, in un movimento/partito.</p>
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		<title>Porta Portese</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 18:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[mercato dell'usato]]></category>
		<category><![CDATA[Porta Portese]]></category>

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		<description><![CDATA[Porta Portese, uno dei principali mercati dell&#8217;usato italiani, è un mercato quasi interamente abusivo. Gli operatori in questo caso vorrebbero pagare ed essere regolarizzati. Vorrebbero un bando. Quelli con licenza &#8220;regolare&#8221; sono circa 500 su 1400. Le virgolette sono dovute al fatto che pare che pure per alcune di quelle la concessione sia stata data [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2012/porta-portese/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Porta Portese, uno dei principali mercati dell&#8217;usato italiani, è un mercato quasi interamente abusivo.<br />
Gli operatori in questo caso <strong>vorrebbero pagare</strong> ed essere regolarizzati. Vorrebbero un bando.<br />
Quelli con licenza &#8220;regolare&#8221; sono circa 500 su 1400.<br />
Le virgolette sono dovute al fatto che pare che pure per alcune di quelle la concessione sia stata data senza bando, quindi comunque da rivedere.</p>
<p>Eppure nulla.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/porta-portese-terra-nessuno/186154/" rel="nofollow" >Il Fatto Quotidiano ne fa un servizio</a></p>
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		<title>Legge elettorale</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 20:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Porcata]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il fallimento dei quesiti referendari sulla legge elettorale si parla di una iniziativa parlamentare sul tema. Questo significa che chi dovrà decidere come selezionare i futuri parlamentari sarà chi è stato eletto con questa legge porcata. Mi immagino già quale prodigio di equità e democrazia potrà essere proposta con queste premesse, in un momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2012/legge-elettorale/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Dopo il fallimento dei quesiti referendari sulla legge elettorale si parla di una iniziativa parlamentare sul tema. </p>
<p>Questo significa che chi dovrà decidere come selezionare i futuri parlamentari sarà chi è stato eletto con questa legge porcata.</p>
<p>Mi immagino già quale prodigio di equità e democrazia potrà essere proposta con queste premesse, in un momento in cui la politica gode della pessima fama che si è meritata in questi anni.</p>
<p>La mia ipotesi è che rimetteranno una forma di preferenza, ma faranno in modo che le forze ora fuori dal parlamento, che rappresentano una fetta molto larga di cittadinanza, fuori rimangano.</p>
<p>E penso che i tre partiti che sostengono il Governo di Monti faranno in modo di prendersi un po&#8217; dei voti anche dei due partiti oggi all&#8217;opposizione, se decideranno di non coalizzarsi.</p>
<p>Magari è solo una ipotesi. </p>
<p>Magari</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La lotta alla Casta ad occhi chiusi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 19:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le tanto richieste modifiche alla pensione dei parlamentari, attuate nel 2007 dal Governo Prodi, hanno ottenuto l&#8217;interessante controindicazione che oggi il nostro Parlamento voterebbe qualsiasi merdata per evitare di andare alle elezioni. Una volta su questioni importanti cadeva il Governo e spesso si tornava ad elezioni, e l&#8217;attenzione all&#8217;elettorato era chiaramente maggiore perché non c&#8217;era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2012/la-lotta-alla-casta-ad-occhi-chiusi/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Le tanto richieste modifiche alla pensione dei parlamentari, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/23/attaccati-alla-legislatura-se-b-cade-perdono-la-pensione/122989/" rel="nofollow" >attuate nel 2007 dal Governo Prodi</a>, hanno ottenuto l&#8217;<strong>interessante controindicazione che oggi il nostro Parlamento voterebbe qualsiasi merdata</strong> per evitare di andare alle elezioni.</p>
<p>Una volta su questioni importanti cadeva il Governo e spesso si tornava ad elezioni, e l&#8217;attenzione all&#8217;elettorato era chiaramente maggiore perché non c&#8217;era la certezza di continuare per 5 anni.</p>
<p>Oggi nulla è cambiato sui privilegi veri della politica, e dove si è messo mano invece di ottenere un vantaggio per lo Stato (ed in cascata tutti noi), è accaduto il contrario.</p>
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		<title>La nuova politica</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 03:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La comunicazione politica oggi: &#8220;Buone Feste&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2012/la-nuova-politica/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><img title="buone feste" class="alignnone" alt="wpid IMG043 La nuova politica" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2012/01/wpid-IMG043.jpg" /></p>
<p>La comunicazione politica oggi: &#8220;Buone Feste&#8221;.</p>
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		<title>Democrazia diretta (da un singolo)</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 12:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Grillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che è accaduto in regione Emilia Romagna al gruppo dei grillini è meritevole di una discussione. Indipendentemente da quello che sceglieranno di fare, è un esempio di come funziona la democrazia rappresentativa e come secondo alcuni funzionerebbe la democrazia diretta. Riassumo brevemente: un eletto grillino promuove una risoluzione per salvare finanziamenti pubblici del quotidiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2012/democrazia-diretta-da-un-singolo/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Quello che è accaduto in regione Emilia Romagna al gruppo dei grillini è meritevole di una discussione. Indipendentemente da quello che sceglieranno di fare, è un esempio di come funziona la democrazia rappresentativa e come secondo alcuni funzionerebbe la democrazia diretta.</p>
<p>Riassumo brevemente: un eletto grillino promuove una risoluzione per salvare finanziamenti pubblici del quotidiano l&#8217;Unità. Una cosa sulla quale Grillo è contrario, ed infatti scrive sul suo blog che il suo consigliere può andarsene altrove.</p>
<p>Lo stesso fece con altri eletti grazie alla sua spinta (De Magistris, ad esempio) o non eletti ma da lui sostenuti (ad esempio Montanari). Prima grande amore incondizionato e irrazionale, poi lo sciaquone.</p>
<p>Proprio pochi giorni prima i 2 grillini in regione avevano rimesso il loro mandato ai loro &#8220;sostenitori&#8221;, in maniera molto mediatica e molto finta.</p>
<p>In realtà sarebbe giusto che un gruppo/associazione/non-chiamiamolo-partito che fa eleggere un candidato poi ne discuta l&#8217;operato e lo guidi. E&#8217; la democrazia rappresentativa e partecipativa.<br />
L&#8217;idea tanto sbandierata di democrazia diretta non funziona: diretta da chi? E&#8217; questo il punto.</p>
<p>Così chi guida il giudizio, oggi, rimane una persona sola. Una democrazia eterodiretta ed un gruppo di persone che la seguono acriticamente.<span id="more-4544"></span></p>
<p>Favia dice che non è possibile creare una associazione che discuta queste cose e gestisca le risorse messe a disposizione dai consiglieri (che oggi transitano troppo sui loro conti correnti): non sarebbe previsto dal non-statuto.</p>
<p><strong>Beh, è una grande cavolata.</strong></p>
<p>E&#8217; giusto che chi sostiene e lavora per eleggere un consigliere possa discutere del suo operato. <strong>Chiederne le dimissioni</strong> ed eventualmente rinnegarne l&#8217;azione. Non sarebbe giusto automatizzarne la rimozione dalle istituzioni, ma questo è un altro discorso.</p>
<p>E&#8217; proprio questo il problema. Finché le cose stanno nel vago e nell&#8217;astratto, non c&#8217;è discussione da fare. Quando si entra nel pratico, anche l&#8217;interpretazione del proprio programma può farsi complicata, ed è giusto che non sia &#8220;la rete&#8221; a discuterne, ma le persone attraverso gli strumenti che ritengono più opportuni.</p>
<p>Perché la rete in quanto tale è un insieme di persone che in maggioranza non è in accordo con il gruppo/associazione/non-chiamatelo-partito. </p>
<p>Auguro veramente ai grillini di capire che qui sta il passo avanti che devono compiere: sono elettoralmente forti, e devono dotarsi di regole per discutere e decidere, perché senza regole non c&#8217;è democrazia diretta, ma solo marionette e scelte eterodirette.</p>
<p>Se vogliono dimostrare che la discussione sull&#8217;operato degli eletti è vera e non una operazione di marketing politico, devono farne un&#8217;altra ora. Si riuniscano nella forma che vogliono e scelgano se ha ragione Grillo oppure Defranceschi, perché entrambe le cose non sono compatibili, e decidano quali conseguenze ha questa scelta.</p>
<p>Se il gruppo deciderà che Defranceschi ha sbagliato, potrà chiedere di ritirare la risoluzione, fare qualcosa oppure chiederne le dimissioni.</p>
<p>Fargli dire di andarsene dal capo non è democrazia.</p>
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		<title>Sull&#8217;ICI della Chiesa non ci siamo</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2011/sullici-della-chiesa-non-ci-siamo/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 06:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[laicità]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; vero, Bagnasco ha dato una disponibilità generica ad aprire un dibattito sul tema. Fermo restando che «in linea di principio, la normativa vigente è giusta, perchè riconosce il valore sociale delle attività svolte da una pluralità di enti no profit e, fra questi, gli enti ecclesiastici». Non ci siamo ancora, mi spiace.. Anche le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/sullici-della-chiesa-non-ci-siamo/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>E&#8217; vero, <a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/433772/" rel="nofollow" >Bagnasco ha dato una disponibilità generica</a> ad aprire un dibattito sul tema. Fermo restando che «in linea di principio, la normativa vigente è giusta, perchè riconosce il valore sociale delle attività svolte da una pluralità di enti no profit e, fra questi, gli enti ecclesiastici».</p>
<p><strong>Non ci siamo ancora, mi spiace.</strong>. </p>
<p>Anche le case delle famiglie hanno un enorme valore sociale e non sono fruite a fini di lucro, eppure verranno chiamate a contribuire al risanamento delle finanze pubbliche.</p>
<p>Inoltre, tra le righe, si ammette che questo valore sociale è riconosciuto per &#8220;una pluralità di enti no profit&#8221;, non tutti.<br />
Quindi al limite l&#8217;esenzione dovrebbe essere per il fine, e quindi distribuito a tutti coloro che lo perseguono, non destinato ad alcuni tra quelli che lo esercitano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il decreto Salva Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 19:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il decreto di Monti è il 5° in ordine di tempo per quest&#8217;anno. Siccome le prime 4 ce le siamo già dimenticate, le rielenco: Decreto Sviluppo 2011 Manovra Correttiva 2011 (40 miliardi) Manovra Bis di Ferragosto Legge di Stabilità 2012 (Legge Finanziaria 2012) Fonte: Fisco e Tasse Quindi la 5° manovra di Monti, sarà forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/il-decreto-salva-italia/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Il decreto di Monti è il 5° in ordine di tempo per quest&#8217;anno. Siccome le prime 4 ce le siamo già dimenticate, le rielenco:</p>
<ol>
<li>Decreto Sviluppo 2011</li>
<li>Manovra Correttiva 2011 (40 miliardi)</li>
<li>Manovra Bis di Ferragosto</li>
<li>Legge di Stabilità 2012 (Legge Finanziaria 2012)</li>
</ol>
<p><a href="http://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/10592-tutte-le-manovre-2011-un-riepilogo-per-non-perdersi.html" rel="nofollow" >Fonte: Fisco e Tasse</a></p>
<p>Quindi la 5° manovra di Monti, sarà forse essenziale per entità, ma sicuramente non obbligata nelle misure. Scegliere di colpire questo o quel settore è una scelta politica, non tecnica. Volete un esempio? La TAV Torino Lione costa circa 20 miliardi (molto probabilmente sottostimati). I nuovi caccia F35 pare costeranno 16 miliardi di euro. Il costo dell&#8217;esenzione dell&#8217;ICI sugli immobili della Chiesa circa mezzo miliardo l&#8217;anno, mentre 1,5 miliardi l&#8217;anno costa l&#8217;insegnamento della religione cattolica nelle scuole. La Fornero dice che si possono fare modifiche: non si sa come, visto che il decreto è già stato votato e temporaneamente è già valido e già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Alla conversione in legge, tra 60 giorni, si tornerà indietro su alcuni tagli già fatti? Inoltre chiedono che eventuali modifiche siano in pareggio sui conti, ma non ci dicono la portata delle singole iniziative, quindi è impossibile.</p>
<p>Detto questo, ho notato che in molti hanno commentato positivamente o negativamente la manovra sulla base di indiscrezioni, sciocchezze, sulla capacità oratoria di Monti o sulle lacrime della Fornero. In pochi, anche vista la complessità, hanno letto il testo del decreto almeno in parte, ed <strong>in pochi hanno commentato il metodo utilizzato per salvare l&#8217;Italia</strong>: un decreto legge.</p>
<p>I decreti legge sono provvisori e vanno convertiti in legge in Parlamento. Ora, si potrebbe discutere sull&#8217;urgenza nella quale ci troviamo, ma alcune misure intraprese sono talmente strutturali ed importanti da rendere l&#8217;uso del Decreto un precedente pericoloso.</p>
<p>Al di là della sostanza, i decreti vengono sovrautilizzati per evitare il voto del Parlamento. Ma il Parlamento è l&#8217;organo Istituzionale che più ci rappresenta, quello che abbiamo votato. La Costituzione mette nelle mani del Parlamento la responsabilità di rappresentarci, e proprio per questo non votiamo direttamente il Presidente del Consiglio.<span id="more-4513"></span></p>
<p>Ora, anche dando per scontato che Monti ed i suoi Ministri siano la persone più oneste del Mondo, con questo Governo e questo decreto abbiamo visto scavalcare ancora una volta la Costituzione. Possiamo essere d&#8217;accordo con le misure o no, ma questo non cambia il fatto che la democrazia abbia delle regole. Quando queste non vengono rispettate, si toglie un pezzo di democrazia. Quando agiva in questo modo Berlusconi in molti, giustamente, lo criticavano. La mano è cambiata, ma quello che era sbagliato prima è sbagliato ancora, <strong>con l&#8217;aggravante che nessuno ha mai votato per Monti, in Italia.</strong></p>
<p>Del resto la manovra contiene tutte misure assolutamente discutibili: nel senso che si possono accettare, convidere o contestare, ma nessuna delle quali è obbligatoria.</p>
<p>La complessità delle modifiche è tale che l&#8217;informazione è assolutamente parziale e gli approfondimenti che ho visto non scalfiscono nemmeno la pelle delle misure. I giudizi seri si fanno conoscendo le materie, lo diamo per scontato oppure giochiamo anche oggi al bar sport, facendo tutti gli allenatori?</p>
<p>Faccio 3 esempi:</p>
<p>- La manovra tocca il numero di consiglieri provinciali. Non tocca il numero dei componenti della Giunta. Così a fronte di un massimo di 10 consiglieri (che vengono eletti direttamente) avremo giunte di 15-20 componenti, nominati dal Presidente provinciale. <strong>Questo è molto peggio della soppressione dell&#8217;Ente, perché si toglie ai cittadini la possibilità di scegliere quali saranno i loro rappresentanti</strong>, aumentando la percentuale minima per l&#8217;elezione di un componente e riducendo le capacità di controllo dei cittadini nei confronti dell&#8217;amministrazione.</p>
<p>- <strong>il taglio dell&#8217;indicizzazione Istat delle pensioni colpisce in particolar modo le pensioni medio-basse</strong>. Vengono salvate quelle fino a 950€. Quelle tra 3 volte e 5 volte il minimo erano già indicizzate al 70%, mentre quelle sopra le 5 volte già prima del decreto erano state de-indicizzate. Quindi la manovra Monti toglie, per il prossimo anno,  il 2,6% (previsionale indice Istat per il 2012) a chi prende dai 950€ ai 1443€, l&#8217;1,82% dai 1443 ai 2405€, 20€ in tutto a chi prende più di quella cifra. Quindi chi colpisce maggiormente? Non i più ricchi, come ci viene raccontato.</p>
<p>- Nel decreto si cambia la tariffa dei rifiuti. Verrà calcolata sulla base della superficie dell&#8217;immobile, e non si dice come faranno i comuni che applicano già la tariffa puntuale (si paga in base ai rifiuti realmente prodotti) e quelli che intendono farlo. In più, la tariffa ricoprirà per una quota &#8220;gli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti&#8221;. Questo è esattamente il contrario di quello che hanno chiesto i cittadini, per l&#8217;acqua, nel referendum votato a Giugno 2011 (non molto tempo fa, ricordate?), che chiedeva l&#8217;eliminazione del recupero tramite tariffa del capitale investito.<br />
<strong>Significa, in buona sostanza, che se il gestore dei rifiuti decide di costruire un inceneritore, il suo costo andrà in tariffa e noi lo pagheremo anche se nemmeno un chilogrammo di rifiuti ci andrà a finire</strong>. Che è l&#8217;esatto contrario del principio delle privatizzazioni e del libero mercato: le aziende assumono un rischio d&#8217;impresa per fornire un servizio, il cui costo unitario va in concorrenza con quello di altre aziende.</p>
<p>- Con il sistema contributivo non sarebbe necessario mettere limiti minimi di età o di anni di lavoro alla pensione. Se ho versato abbastanza, con un calcolo della aspettativa media di vita ed una rivalutazione del capitale contribuito, potrei andare in pensione anche dopo 10 anni. Ovviamente la misura sarebbe commisurata alla contribuzione, e probabilmente non sarebbe sufficiente, ma dovrebbero lasciare al singolo la decisione, e limitare i vincoli minimi alla fruizione della pensione minima. Ogni altra norma sarebbe solo utile a far cassa, e sarebbe aggiuntivo rispetto ad un sistema esclusivamente previdenziale. Tra l&#8217;altro obbligare al lavoro chi potrebbe andare in pensione, limita i posti di lavoro ed accentra la ricchezza su pochi invece di distribuirla: uno che ha guadagnato 4 volte la media potrebbe decidere di andare in pensione dopo 10 anni e prendere 1/4 di quello che prenderebbe lavorando 40 anni, avere comunque un entrata sufficiente per vivere e lasciando spazio ad altri. Non sarebbe questa la libertà? Quella libertà di cui parlano tutti e che tanti partiti mettono nei propri simboli e nei propri discorsi?</p>
<p><strong>Questo per dire che nel merito se ne possono dire tantissime, e sarebbe giusto farlo.</strong> Dovrebbero farlo soprattutto i nostri Parlamentari, eventualmente anche dando un limite massimo ai tempi necessari per la discussione. Invece diamo per buono il tutto, alcuni addirittura &#8220;senza se e senza ma&#8221;.</p>
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		<title>I costi della Chiesa</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 19:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[€ 6.086.565.703 Questa l&#8217;ultima stima aggiornata dall&#8217;UAAR sui costi della Chiesa per lo Stato Italiano. Ovviamente nessuna delle voci citate è stata toccata dall&#8217;ultima manovra di Monti. L’UAAR parte dall&#8217;assunto che le religioni (tutte) le dovrebbe sostenere chi le professa. Ciò non accade, quantomeno in Italia, grazie a un numero considerevole di leggi e normative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/i-costi-della-chiesa/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>€ 6.086.565.703<br />
Questa l&#8217;ultima <a href="http://www.icostidellachiesa.it/" rel="nofollow" >stima aggiornata dall&#8217;UAAR sui costi della Chiesa per lo Stato Italiano.</a><br />
Ovviamente nessuna delle voci citate è stata toccata dall&#8217;ultima manovra di Monti.</p>
<blockquote><p>
L’UAAR parte dall&#8217;assunto che le religioni (tutte) le dovrebbe sostenere chi le professa. Ciò non accade, quantomeno in Italia, grazie a un numero considerevole di leggi e normative emanate in favore delle comunità di fede. </p></blockquote>
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		<title>Gli italiani ed il nuovo che avanza</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 17:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono proprio curioso di sapere quanto durerà il colpo di fulmine che oggi hanno gli italiani nei confronti del neopremier Monti. E&#8217; vero, tolto B. tutto il resto purché sia. Però come si fa ad essere contenti a prescindere? E&#8217; abbastanza facile: oggi tutti pensano che i sacrifici toccheranno ad altri. E quando si parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/gli-italiani-ed-il-nuovo-che-avanza/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Sono proprio curioso di sapere quanto durerà il colpo di fulmine che oggi hanno gli italiani nei confronti del neopremier Monti.<br />
E&#8217; vero, tolto B. tutto il resto purché sia. </p>
<p>Però  come si fa ad essere contenti a prescindere? E&#8217; abbastanza facile: <strong>oggi tutti pensano che i sacrifici toccheranno ad altri</strong>. E quando si parla di equità, trovandosi ovviamente sempre dalla parte del giusto, ogni italiano pensa che finalmente il Governo darà loro (o toglierà agli altri) il giusto.</p>
<p>Non è una difficile previsione, quella della futura delusione collettiva.</p>
<p>Del resto è bastato che si uscisse per un momento dal vago, entrando nel merito di nucleare ed ogm, per scatenare le giuste critiche.</p>
<p>Perché i tecnici possono pur essere bravissimi tecnici, ma la direzione che devono prendere deve essere dettata dalla politica, non viceversa. E la politica deve prendere in considerazione la scienza ma anche sapere quali sono i suoi limiti.</p>
<p>Volevo ricordare solo un minimo dettaglio: i migliori economisti tecnici del Mondo non hanno mai messo in dubbio una crescita continua, e prendendolo come dogma non sono mai riusciti a prevedere nessuna crisi con anticipo. Semplicemente ogni modello di analisi si basa su astrazioni necessarie per gestire la complessità dei sistemi, e spesso queste semplificazioni si portano dietro enormi errori sui risultati. </p>
<p>Oggi proprio queste persone dovrebbero scegliere per noi come dobbiamo uscire dalla crisi?</p>
<p>Un tecnico meccanico potrebbe dirmi che non ha senso rincorrere dietro ai problemi dell&#8217;auto del nonno, sempre più frequenti e sempre più costosi. Ciò nonostante potrei voler mantenere quel mezzo perché è diventato storico, o più semplicemente perché la mia felicità dipende anche dagli affetti, e non soltanto dai calcoli matematici di convenienza economica.</p>
<p>Per questo spero che questa fase duri lo stretto necessario, e poi <strong>si torni a ragionare di politica</strong>, di critica al PIL come indicatore di obiettivi ed ai limiti di questo sistema, di come cambiare per distribuire maggiore equità, di cosa fare per rendere questo pezzo di Pianeta abitabile anche per i nostri figli.</p>
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		<title>Mi dimetto ma non mollo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 22:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/mi-dimetto-ma-non-mollo/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><a href="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/11/berlusconi_si_dimette_ma_non_molla.jpg"><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/11/berlusconi_si_dimette_ma_non_molla-300x222.jpg" alt="berlusconi si dimette ma non molla 300x222 Mi dimetto ma non mollo" title="berlusconi si dimette ma non molla (Il Foglio)" width="300" height="222" class="alignnone size-medium wp-image-4485" /></a></p>
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		<title>A proposito di fannulloni ed assenteismo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 07:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brunetta assente a Venezia E la sua lista cambia nome Ma questo succede sempre quando le candidature ad enti locali si intrecciano con quelle nazionali, sperando nella popolarità per aggiungere consensi. Non ci sarebbe mai abbastanza tempo per un incarico solo, figuriamoci con due o più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/a-proposito-di-fannulloni-ed-assenteismo/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/7-novembre-2011/brunetta-assente-venezia-sua-lista-cambia-nome-1902077977540.shtml" rel="nofollow" >Brunetta assente a Venezia E la sua lista cambia nome</a></p>
<p>Ma questo succede sempre quando le candidature ad enti locali si intrecciano con quelle nazionali, sperando nella popolarità per aggiungere consensi. Non ci sarebbe mai abbastanza tempo per un incarico solo, figuriamoci con due o più.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prevenzione e manutenzione</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 05:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo dico spesso, politicamente paga di più risolvere una emergenza e tappare un problema diventato insopportabile dalla popolazione, piuttosto che evitare che questo si presenti. Tozzi parla, su La Stampa, proprio di prevenzione in merito ai disastri causati dalle piogge di questi giorni. Lettura consigliata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/prevenzione-e-manutenzione/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Lo dico spesso, politicamente paga di più risolvere una emergenza e tappare un problema diventato insopportabile dalla popolazione, piuttosto che evitare che questo si presenti.</p>
<p>Tozzi <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=9364" rel="nofollow" >parla, su La Stampa, proprio di prevenzione in merito ai disastri causati dalle piogge di questi giorni.</a><br />
<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=9364" rel="nofollow" >Lettura consigliata.</a></p>
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		<title>Sinistra Ecologia e Mele</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 21:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei proprio sapere cosa è venuto in mente a chi, dentro al Partito di Vendola, ha deciso di studiare, realizzare, far stampare ed appendere dei manifesti con il simbolo del partito fuso a quello della multinazionale americana, colpita recentemente dal lutto del suo ex presidente. Veramente, sarebbe molto interessante capire come è stata partorita l&#8217;idea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/sinistra-ecologia-e-mele/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><a href="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/10/STEVE-comunista.jpg"><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/10/STEVE-comunista.jpg" alt="STEVE comunista Sinistra Ecologia e Mele" title="Steve Jobs &amp; Sinistra Ecologia e Libertà" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-4464" /></a>Vorrei proprio sapere cosa è venuto in mente a chi, dentro al Partito di Vendola, ha deciso di studiare, realizzare, far stampare ed appendere dei manifesti con il simbolo del partito fuso a quello della multinazionale americana, colpita recentemente dal lutto del suo ex presidente.</p>
<p>Veramente, sarebbe molto interessante capire come è stata partorita l&#8217;idea, chi ha pensato che era buona, chi ha stampato chiudendo gli occhi il manifesto, chi lo ha affisso senza guardarlo (immagino, come consuetudine romana, senza autorizzazione).</p>
<p>Ma come può non &#8220;saltare la testa&#8221;, all&#8217;interno del partito, di chi ha pensato che fondere il proprio simbolo con quello di una multinazionale <a href="http://www.melablog.it/post/1958/svelati-gli-stabilimenti-ipod-su-apple-lombra-dello-sfruttamento" rel="nofollow" >accusata in passato di produrre i propri oggetti tramite lavoratori cinesi sottopagati e sfruttati</a>?</p>
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		<title>Il partito del popolo della rete</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 19:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì il &#8220;popolo della rete&#8221; protesta contro la norma ammazza blog. Come ha scritto giustamente Mantellini in un suo recente articolo, non esiste più un popolo della rete. Questa idea di una separazione etica, politica ed ideologica tra chi usa la rete e chi non lo fa è un retaggio che ci portiamo dietro dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/il-partito-del-popolo-della-rete/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Giovedì il &#8220;popolo della rete&#8221; protesta contro la norma ammazza blog.</p>
<p>Come <a href="http://punto-informatico.it/3273810/PI/Commenti/contrappunti-popolo-della-rete.aspx" rel="nofollow" >ha scritto giustamente Mantellini</a> in un suo recente articolo, non esiste più un popolo della rete. Questa idea di una separazione etica, politica ed ideologica tra chi usa la rete e chi non lo fa è un retaggio che ci portiamo dietro dal passato.</p>
<p>Dieci, quindici anni fa probabilmente aveva un senso. C&#8217;era chi usava Ebay USA perché quello italiano ancora non esisteva, chi usava la posta elettronica disconnettendosi tra lo scaricamento dei messaggi e l&#8217;invio delle risposte, chi chattava su IRC.</p>
<p>L&#8217;insieme delle persone che è entrata per prima su internet era selezionato, sia sulla base delle possibilità economiche sia sulla base delle conoscenze (dirette o indirette) che ne permettevano l&#8217;utilizzo.</p>
<p>Allora, sebbene generalizzare troppo sia sempre sbagliato, questa nicchia meritava forse un suo nome. Un po&#8217; come l&#8217;insieme di chi in questi ultimi anni ha deciso di spegnere definitivamente la TV. <strong>Il popolo che ha mandato a cagare il digitale terrestre.</strong></p>
<p>Sicuramente non tutti già allora avevano una idea comune, ma il popolo della rete esisteva, piuttosto ignorato dal resto dei media.</p>
<p>Oggi qualsiasi iniziativa nasca dal web è fatta dal &#8220;popolo della rete&#8221;. Così se qualcuno fondasse un partito del &#8220;Popolo della Rete&#8221;, probabilmente verrebbe citato gratuitamente per anni a venire.</p>
<p>Io faccio parte del popolo della rete per definizione: internetdipendente, ho un blog dal 2003, sono registrato con scarso interesse a tutti i social network, ho fatto del web il mio lavoro.</p>
<p>E nonostante condivida le ragioni di questa specifica protesta contro la norma ammazza blog, non sempre condivido quello che viene attribuito al &#8220;popolo della rete&#8221;.</p>
<p>Anche perché il &#8220;popolo della rete&#8221; oggi rappresenta ormai il 50% della popolazione italiana, <a href="http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCCV_USOINTPC" rel="nofollow" >secondo l&#8217;Istat</a>. La maggioranza, non più una nicchia.</p>
<p>Quindi i giornalisti dovrebbero evitare questa definizione e trovarne altre più consone, a meno che tutto quel 50% non sia compatto ed in contrasto con il restante 50%.</p>
<p>Anche chi non usa internet potrebbe essere contrario ad una legge che obbliga la rettifica anche nei confronti di affermazioni vere e verificate fatte su internet (perché dovrei rettificare una cosa vera?), e qualche utente del web potrebbe tranquillamente essere favorevole o indifferente.</p>
<p>L&#8217;uso di definizioni studiate a tavolino è uno strumento fondamentale e pericolosissimo, capace di muovere consenso e dissenso. Non dimentichiamoci che è bastato l&#8217;aggettivo radicale appiccicato ad arte su alcuni gruppi politici per eliminarli dal Parlamento italiano.</p>
<p>Facciamo così, d&#8217;ora in avanti potrete usare questo nome a patto che chiediate il consenso a tutti gli utenti del web, ogni volta. Ok?</p>
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		<title>Gli anticasta che piacciono tanto alla casta</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 19:25:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi consiglio di leggere questo articolo di Mao Valpiana, Presidente del Movimento Nonviolento, scritto per Terra. Lo condivido in pieno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/gli-anticasta-che-piacciono-tanto-alla-casta/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Vi consiglio di leggere <a href="http://www.terranews.it/opinioni/2011/07/gli-anti-casta-che-tanto-piacciono-alla-vera-casta" rel="nofollow" >questo articolo di Mao Valpiana</a>, Presidente del Movimento Nonviolento, scritto per Terra. Lo condivido in pieno.</p>
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		<title>Bella la scusa umanitaria</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 12:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Seguendo il filo logico di chi in questi giorni è contrario a far pagare l&#8217;ICI agli immobili commerciali della Chiesa perché aiuta la povera gente, tutti i volontari di qualsiasi associazione umanitaria ne dovrebbero essere esenti. Lo stesso vale per l&#8217;8&#215;1000: io vorrei darlo ad associazioni non religiose che hanno scopi benefici, ma la mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/bella-la-scusa-umanitaria/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Seguendo il filo logico di chi in questi giorni è contrario a far pagare l&#8217;ICI agli immobili commerciali della Chiesa perché aiuta la povera gente, tutti i volontari di qualsiasi associazione umanitaria ne dovrebbero essere esenti.</p>
<p>Lo stesso vale per l&#8217;8&#215;1000: io vorrei darlo ad associazioni non religiose che hanno scopi benefici, ma la mia scelta non è possibile perché finiscono alla Chiesa ed alle altre religioni dell&#8217;elenco anche quelli di chi sceglie lo Stato.</p>
<p>A me va bene che sia incentivata la beneficenza, ci mancherebbe. Però uno Stato Laico per farlo incentiverebbe la beneficenza, non una sola delle organizzazioni che aiutano i deboli. Anche perché a lato di questo noi finanziamo anche altre cose che non dovrebbero esserlo affatto: gli insegnanti di religione, le professioni meramente religiose, le associazioni che difendono i dogmi religiosi presso le istituzioni che dovrebbero essere laiche e tanto ancora.</p>
<p>Ma visto che non si può tassare la Chiesa perché aiuta i poveri (non come fine primario, ovviamente), allora dovremmo essere favorevoli all&#8217;esenzione dalle tasse di qualsiasi associazione che ha anche uno scopo umanitario tra le postille del proprio statuto.</p>
<p>Senza controlli &#8211; per carità &#8211; su come i soldi della stessa vengano amministrati.</p>
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		<title>Idee per una manovra</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 18:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La maxi manovra del Governo è stata presentata. Non tutta ancora è di pubblico dominio, immagino che i dettagli &#8220;migliori&#8221; verranno snocciolati durante le vacanze estive degli italiani. In nome della produttività, vengono smantellati alcuni diritti acquisiti in tanti anni. Conquiste importanti che servivano a bilanciare l&#8217;enorme potere sulla persona posseduto dal datore di lavoro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/idee-per-una-manovra/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>La maxi manovra del Governo è stata presentata. Non tutta ancora è di pubblico dominio, immagino che i dettagli &#8220;migliori&#8221; verranno snocciolati durante le vacanze estive degli italiani. In nome della produttività, vengono smantellati alcuni diritti acquisiti in tanti anni. Conquiste importanti che servivano a bilanciare l&#8217;enorme potere sulla persona posseduto dal datore di lavoro. </p>
<p>Tutto questo porterà ad una nuova crescita? Penso di no.<br />
Del resto, sinceramente, della crescita cinese faccio volentieri a meno, se il prezzo da pagare è lo stile di vita delle persone che la abitano.</p>
<p>Però non basta, bisognerebbe portare qualche idea diversa, ed io qualcuna ce l&#8217;avrei.</p>
<p>Tanto per cominciare, sui costi della politica ragionerei in maniera molto diversa dal PD, che propone di dimezzare i parlamentari. Questa idea, proposta anche da &#8220;<em>illustri</em>&#8221; anticasta come Stella e Rizzo, serve a mio parere solo a diminuire il potere già ridicolo della politica nei confronti dell&#8217;economia e dei veri poteri forti. Tanto per citare una controindicazione forte, <strong>verrebbe dimezzato il costo per comprare la maggioranza in Parlamento.</strong> <span id="more-4448"></span></p>
<p>I costi della politica veri sono quelli che ricadono dalle scelte fatte dalle istituzioni. Se sostituissimo i parlamentari con un piccione, facendogli scegliere del nostro futuro, avremmo risparmiato veramente? La soluzione vera, a mio parere, sarebbe una revisione giusta delle leggi elettorali a tutti i livelli, che premino le persone giuste e smantellino le decisioni antidemocratiche come la nomina dei parlamentari e l&#8217;acquisto delle poltrone.</p>
<p>Poi adeguerei veramente gli stipendi ed i benefit a quelli degli altri paesi europei simili a noi. Senza demagogie, che fanno male più dei privilegi.</p>
<p>Nei consigli comunali, costa di più stipendiare un consigliere, oppure lasciare fare tutti i controlli a funzionari e macchina amministrativa? Di questo non si parla mai, ma se la politica viene fatta come hobby serale, come vorrebbe anche Grillo, poi comprarne il voto diventa più facile, ed evitare che il politico studi e si impegni una prassi. Altrimenti le decisioni verranno prese in altre sedi rispetto a quelle democratiche, ed i Consigli si riempiranno di disoccupati e pensionati.</p>
<p>Altro punto importante è quello della lotta alla criminalità organizzata ed all&#8217;evasione fiscale.<br />
Una misura necessaria sarebbe quella di limitare l&#8217;uso del denaro contante. Oltre all&#8217;evasione, permetterebbe di controllare pizzo e tangenti, tanto per iniziare.<br />
Un&#8217;altra potrebbe essere la <strong>legalizzazione delle droghe leggere</strong>: abbiamo provato con la repressione, ma abbiamo solo riempito le carceri senza diminuire il numero di chi ne fa uso. Gli USA sono tra gli stati più intransigenti, eppure il numero di fruitori è tra i più alti.<br />
Legalizzandole si potrebbero controllare, <strong>tassare come il tabacco</strong> (che ricordiamoci fa morire) e l&#8217;alcol, e si potrebbero utilizzare in modo diverso i tribunali e le forze dell&#8217;ordine che oggi a questo si dedicano.<br />
E togliere una fetta di mercato alla criminalità, che male non fa.</p>
<p>Poi bisognerebbe mettere in contrapposizione gli interessi di chi acquista e chi vende: se entrambi hanno un vantaggio nell&#8217;acquisto senz&#8217;Iva e senza tasse, il rischio del nero è sempre alle porte. Un esempio l&#8217;abbiamo avuto: con le detrazioni del 55% per le ristrutturazioni energetiche, tutti i lavori effettuati erano regolarmente contabilizzati. Si potrebbe fare qualcosa di simile in tanti settori, e mantenere operazioni di quel tipo in edilizia per ridurre la nostra dipendenza energetica dall&#8217;estero in cambio di manovalanza locale (che è totalmente positivo).</p>
<p>Invece di facilitare chiusura ed apertura di aziende, cosa che porta ad un gran numero di abusi, licenziamenti, fatture non pagate, e così via, si potrebbe pensare a sostenere le aziende che resistono ed assumono. Le nuove iniziative vanno sostenute, ma si può ridimensionare il fenomeno delle convenienze varie e poco nobili.<br />
La cassa integrazione sostiene chi lascia a casa la gente. Perché non dare ossigeno a chi invece la fa lavorare?<br />
Un contratto a tempo indeterminato deve costare meno all&#8217;impresa di quello a progetto, altrimenti si userà sempre quest&#8217;ultimo anche per coprire necessità strutturali e continue, non solo come eccezione.</p>
<p>Sui lavoratori, poi, bisognerebbe obbligare ad un registro delle presenze, elettronico o cartaceo, che contenga gli orari dei dipendenti il giorno prima, ed ingressi ed uscite in tempo reale. Troppo diffusa la prassi di assumere a mezza giornata persone che lavorano tutto il giorno, guardacaso sempre presenti alle visite degli ispettori.</p>
<p>Incentiverei poi la produzione a Km 0, favorendo l&#8217;acquisto di prodotti locali anche con sgravi. Poi obbligherei l&#8217;indicazione di provenienza di ogni prodotto. Il mercato sia libero, così come la possibilità di scegliere di evitare i pomodori cinesi. Se non smettiamo di acquistare tutto dall&#8217;estero, come pensiamo di sopravvivere nel lungo termine?</p>
<p>Investimenti pubblici: stiamo tagliando la ristrutturazione delle scuole, la manutenzione delle strade, l&#8217;acquisto di mezzi pubblici per fare opere inutili che investimenti non sono, perché non hanno ricadute adeguate per l&#8217;economia locale e nazionale. Si spende non per necessità, ma perché si deve spendere, ed oggi non possiamo più permettercelo. Facciamo invece quello che serve, distribuendo anche contemporaneamente il denaro pubblico a molte più imprese e molti più lavoratori.</p>
<p>Per non farla più lunga di così, la mia idea è un po&#8217; questa: per migliorare i conti dobbiamo inseguire la legalità, rendondola però percorribile. Per le aziende, imposizioni giuste e sostenibili e controlli severi, sulle persone meno ipocrisia, sugli investimenti pubblici un occhio di riguardo in più: meglio tante piccole opere necessarie piuttosto che grandi ed inutili piramidi, che accentrano il denaro pubblico sulle mani di pochi.</p>
<p>Ma oggi si decide di tagliare, di tassare, di eliminare diritti, usando la crisi anche come pretesto.</p>
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		<title>Vianello e Mondaini spodestano Falcone e Borsellino?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 09:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra che il Comune di Parma voglia cambiare nome al Parco Falcone e Borsellino, intitolandolo a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Al di là dell&#8217;oscenità del solo pensiero, questa decisione sarebbe con ogni probabilità impugnabile. Per assegnare il nome ad un bene pubblico la legge impone che passino almeno 10 anni dalla morte del personaggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/vianello-e-mondaini-spodestano-falcone-e-borsellino/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/09/choc-a-parma-il-parco-falcone-e-borsellino-sostituito-con-vianello-e-mondaini/150536" rel="nofollow" >Sembra</a> che il Comune di Parma voglia cambiare nome al Parco Falcone e Borsellino, intitolandolo a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.</p>
<p>Al di là dell&#8217;oscenità del solo pensiero, questa decisione sarebbe con ogni probabilità impugnabile.</p>
<p>Per assegnare il nome ad un bene pubblico la legge impone che passino <strong>almeno 10 anni dalla morte del personaggio</strong>, almeno che non si tratti di personaggi illustri tali da avere una DEROGA dal Prefetto alla legge (ad esempio Giovanni Paolo II).</p>
<p>Quest&#8217;obbligo, giusto, serve appunto ad evitare che ogni funerale venga strumentalizzato, e che le intitolazioni vengano effettuate per celebrare personaggi popolari, ma non storici.</p>
<p>E non è la stessa cosa.</p>
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		<title>Borghezio: strage Norvegia colpa della società multirazziale</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 08:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo Borghezio la strage norvegese, ad opera di un norvegese, è colpa della società multirazziale. Quindi se uno che nasce e vive tutta la sua vita nel suo paese, per paura dell&#8217;immigrazione, uccide un centinaio di persone, è colpa dell&#8217;immigrazione, non colpa del razzismo e della follia di questa persona. Il problema più grave, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/borghezio-strage-norvegia-colpa-della-societa-multirazziale/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/26/borghezio-la-strage-di-oslo-colpa-della-societa-multirazziale-che-fa-schifo/147822/" rel="nofollow" >Secondo Borghezio</a> la strage norvegese, ad opera di un norvegese, è colpa della società multirazziale. </p>
<p>Quindi se uno che nasce e vive tutta la sua vita nel suo paese, per paura dell&#8217;immigrazione, uccide un centinaio di persone, è colpa dell&#8217;immigrazione, non colpa del razzismo e della follia di questa persona.</p>
<p>Il problema più grave, di questo scaricar colpe e strumentalizzare stragi, è quando il pazzo dirà di sentire le voci o di aver paura del babau. Come facciamo in quel caso? Aboliamo il babau per legge?</p>
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		<title>Staccarsi dall&#8217;Università di Bologna</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 20:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La proposta della Lega Nord di staccare le facoltà Romagnole dall&#8217;Università di Bologna, la più antica università del Mondo Occidentale, è talmente sciocca che persino i leghisti dovrebbero lamentarsi, sentendola pronunciare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/staccarsi-dalluniversita-di-bologna/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>La proposta della <a href="http://www.romagnaoggi.it/forli/2011/7/19/198676/" rel="nofollow" >Lega Nord di staccare le facoltà Romagnole dall&#8217;Università di Bologna</a>, la più antica università del Mondo Occidentale, è talmente <strong>sciocca</strong> che persino i leghisti dovrebbero lamentarsi, sentendola pronunciare.</p>
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		<title>No assemblea no party</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 09:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Posto che il problema delle scelte comuni all&#8217;interno di un gruppo non è affatto di banale risoluzione, l&#8217;ultima discussione dentro al partito di Grillo è interessante non tanto per aumentare la portata della polemica, ma per capire quali decisioni prenderà la base in risposta a quelle imposte dall&#8217;alto. Grillo dice che la sostanza dei partiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/no-assemblea-no-party/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p>Posto che il problema delle scelte comuni all&#8217;interno di un gruppo non è affatto di banale risoluzione, <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/131056/il-golpe-della-casaleggio-e-di-beppe-grillo-sul-movimento/" rel="nofollow" >l&#8217;ultima discussione dentro al partito di Grillo è interessante</a> non tanto per aumentare la portata della polemica, ma per capire quali decisioni prenderà la base in risposta a quelle imposte dall&#8217;alto.</p>
<p>Grillo dice che la sostanza dei partiti è</p>
<blockquote><p>L’organizzazione in correnti, le strutture fisiche, i riferimenti territoriali, i pacchetti di voti, le assemblee nazionali, regionali, provinciali che propongono le liste degli eletti, che prendono decisioni per i cittadini, i leader e i leaderini, il finanziamento pubblico.</p></blockquote>
<p>Lasciando stare gli elementi demagogici che servono a trainare concetti che non lo sono, vorrei analizzare brevemente la critica di Grillo.<br />
Ovviamente il difetto dei partiti non è nella parola con la quale si indicano, ma, secondo lui, in come sono organizzati: <strong>assemblee nazionali, regionali, provinciali che decidono le liste dei candidati.</strong></p>
<p>Ora bisognerebbe fare un passo indietro e ricordarsi chi è che ha deciso i candidati di Grillo. Di certo non i cittadini tramite assemblee pubbliche, ma nella migliore delle ipotesi i membri del gruppo locale, nella peggiore qualcun altro a livello nazionale chiedendone al limite una riconferma del gruppo locale.</p>
<p>E&#8217; fisiologico che sia così: i cittadini non sono tutti attivisti del gruppo, e se ci fossero elezioni pubbliche verrebbero elette persone scelte da chi poi vota qualcun altro. Ma in assenza di assemblee che decidano chi candidare e le decisioni da intraprendere, con regole molto chiare e trasparenti, manca la democrazia interna al gruppo. Le decisioni non potranno che essere eterodirette, antidemocratiche, imposte dall&#8217;alto. E le mossette alla &#8220;rimetto agli elettori il mandato&#8221;, fatte con la sicurezza che le dimissioni non saranno possibili, sono solo un modo furbetto per imporre le proprie scelte pennellandole di finta apertura democratica.</p>
<p>La nostra Costituzione è stata scritta da persone che sapevano cosa significava la dittatura ed avevano toccato con mano che le nuove dittature si potevano costruire con il consenso. Nell&#8217;articolo 49, non casualmente, parla di &#8220;metodo democratico&#8221; come vincolo per l&#8217;organizzazione dei partiti che concorrono a determinare la politica nazionale.</p>
<p>Non c&#8217;è una vera democrazia senza che questa entri anche nelle organizzazioni che preparano le liste da candidare. Perché se in un menù ci sono solo portate alle quali siamo allergici, non potremo scegliere altro. Non è un difetto solo del partito di Grillo, ma di tutti i partiti che si reggono esclusivamente sulla figura di un leader.</p>
<p>Io mi auguro quindi che la parte dei grillini che comprende questa necessità aumenti e prevalga sul resto, che seguirebbe le istruzioni del capo qualunque esse siano, <strong>perché la democrazia è una cosa complicata e difficile, ma necessaria.</strong> In più, non basta invocarla, ma bisogna praticarla, ed oggi ci sono nuovi strumenti a disposizione per allargare la partecipazione.</p>
<p><strong>A volte il rischio è che le scelte comuni non siano quelle volute dal capo</strong>, ma questo è il <strong>motivo e lo scopo</strong> per il quale si spende così tanto tempo e così tanti sforzi per mantenerla viva.</p>
<p>Altrimenti l&#8217;equivalente sarebbe dare in mano al capo lo scettro, risparmiando anche quattrini e tempo che oggi dedichiamo alle elezioni.</p>
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		<title>Meritocrazia.</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 12:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Meritocrazia. Tutti concordano, a parole, sul fatto che serva affidarsi alle persone migliori per riportare il treno del Paese sui binari giusti. La Costituzione è molto chiara. Per garantire questo principio ed ostacolare i clientelismi, le raccomandazioni e la corruzione, i padri della nostra Democrazia scelsero di scrivere in modo inequivocabile l&#8217;articolo 97: “Agli impieghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><g:plusone href="http://alessandroronchi.net/2011/meritocrazia/" size="medium" count="false"></g:plusone></div><p><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/06/image.jpg" alt="image Meritocrazia." title="image" width="569" height="213" class="alignnone size-full wp-image-4430" /><br clear="all" /></p>
<p>Meritocrazia.<br />
Tutti concordano, a parole, sul fatto che serva affidarsi alle persone migliori per riportare il treno del Paese sui binari giusti.</p>
<p>La <strong>Costituzione</strong> è molto chiara.<br />
Per garantire questo principio ed ostacolare i clientelismi, le raccomandazioni e la corruzione, i padri della nostra Democrazia scelsero di scrivere in modo inequivocabile l&#8217;articolo 97: <em>“Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”.</em></p>
<p>Il concorso pubblico potrà avere i suoi difetti, ma è l&#8217;unico strumento che garantisce una selezione di merito, se organizzato secondo regole rigide ed assoluta trasparenza.</p>
<p><strong>Pochi sanno che in Italia esistono decine di migliaia di persone, già vincitrici o idonee, che non vengono chiamate</strong> per diverse ragioni: il blocco delle assunzioni, la burocrazia e la volontà di selezionare diversamente il personale.<br />
<strong>Forse la più importante è proprio l&#8217;ultima.</strong></p>
<p>Praticamente tutte le amministrazioni pubbliche usano contratti precari per una fetta percentuale sempre crescente di dipendenti, scavalcando tranquillamente la nostra carta costituzionale.<span id="more-4429"></span></p>
<p>I motivi di questa scelta non sono sempre di carattere economico.<br />
Altrimenti non vedremmo casi in cui nonostante autorizzazioni già firmate, denaro disponibile e già destinato e decine di passaggi burocratici adempiuti, i vincitori e gli idonei rimangono comunque in attesa della raccomandata.</p>
<p><strong>Saltando a piè pari i concorsi si superano con estrema agilità anche le garanzie di trasparenza che questi forniscono</strong>. Assumendo personale non scelto in maniera trasparente, chi ha in mano le redini può garantirsi potere discrezionale sulla selezione, con tutti i rischi di possibili illeciti che questo comporta. </p>
<p>Come ciliegina sulla torta, vengono poi i concorsi di “stabilizzazione”, che garantiscono enormi vantaggi diretti ed indiretti a chi già lavora in maniera precaria e quindi <strong>permettono di fissare a tempo indeterminato scelte fatte incostituzionalmente.</strong></p>
<p>Trovarsi nella situazione di essere vincitore di un concorso, attendere 4 o 5 anni dal bando al risultato e vivere alla giornata per mesi o anni di attesa dalla notizia della propria vittoria, non è affatto semplice.</p>
<p>Vero, i vincitori di concorsi pubblici, sempre più rari, si trovano nella fetta dei più “fortunati”, quelli che hanno una speranza in più di molti altri.<br />
Ma è una speranza guadagnata spesso con anni di sacrifici, di studi, di selezioni, e pure di denaro proprio speso in ricorsi amministrativi.<br />
Vedersi scavalcati da chi probabilmente può annoverare una amicizia strategica, e vedersi lasciati soli dalla gran parte dei sindacati, dal Governo e dal Parlamento, rischia di trasformare la speranza in depressione e sfiducia nel proprio Paese.</p>
<p>Vengono infatti presentati emendamenti bipartisan in Parlamento per assicurare proroghe e deroghe per garantire la continuità ai lavoratori interinali (vedi <a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-942852/dl-sviluppo-emendamento-bipartisan/#ixzz1OiXyilss" rel="nofollow" >1</a> e <a href="http://inps.usb.it/index.php?id=20&#038;tx_ttnews[tt_news]=30523&#038;cHash=69ee191ee8&#038;MP=63-121" rel="nofollow" >2</a>)</p>
<p>I vincitori e gli idonei rimangono compostamente in fila e si vedono continuamente scavalcati da chi non ne ha il diritto.<br />
Il 20 di Giugno alcuni di questi, organizzati dal <strong><a href="http://comitatoxxviiottobre.jimdo.com/" rel="nofollow" >Comitato XXVII Ottobre</a></strong> cercheranno di farsi capire e vedere.</p>
<p>Le <a href="http://comitatoxxviiottobre.jimdo.com/agenda-ed-eventi/manifestazione-20-giugno-2011/" rel="nofollow" >considerazioni e le richieste di questo comitato</a> sono totalmente condivisibili e probabilmente sarebbero scontate, in un paese normale: Vi invito a leggerle e a diffonderle.</p>
<p>Purtroppo il rischio è che la disillusione porti molti ad arrendersi e a smettere di rivendicare un diritto costituzionale per mancanza di ascolto, <strong>ma cambiare si può.</strong></p>
<p>Speriamo di riuscire a rompere il muro di gomma che ci circonda, e far arrivare alla gente la giusta domanda sulla situazione attuale: <strong>chi ci guadagna?</strong></p>
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