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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Politica</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Un bell&#8217;esempio di coerenza</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 18:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qui dicono che Renzo Bossi abbia conseguito la sua laurea in Albania. Lo stesso per Gli inquirenti sospetterebbero che i diplomi siano stati pagati (!!!) con soldi pubblici (!!!) destinati alla Lega Nord.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/lega-nella-cartella-family-laurea-albania-renzo-bossi/217243/" rel="nofollow" >Qui dicono che Renzo Bossi abbia conseguito la sua laurea in Albania.</a><br />
Lo stesso per<br />
Gli inquirenti sospetterebbero che i diplomi siano stati <strong>pagati </strong> (!!!) con <strong>soldi pubblici</strong> (!!!) destinati alla Lega Nord. </p>
<p><iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12786486?rel=0" width="510" height="426" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Cosa fare dei rimborsi elettorali</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 17:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni, giustamente, si fa un gran parlare di come cambiare il sistema dei rimborsi elettorali. Voglio aggiungere i miei due centesimi alla discussione. Prima di tutto una constatazione: i partiti maggiori (PD e PDL in prima fila) hanno prima sottratto i rimborsi alle liste minori e poi non hanno saputo che farsene. Ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni, giustamente, si fa un gran parlare di come cambiare il sistema dei rimborsi elettorali.<br />
Voglio aggiungere i miei due centesimi alla discussione.<br />
Prima di tutto una constatazione: i partiti maggiori (PD e PDL in prima fila) hanno prima sottratto i rimborsi alle liste minori e poi non hanno saputo che farsene. Ad esempio prima delle elezioni europee del 2009 hanno alzato lo sbarramento sotto il quale i rimborsi elettorali venivano concessi, rigirandoli alle liste maggiori, e probabilmente innalzeranno questo sbarramento anche per Politiche e Regionali.</p>
<p><strong>Io credo, in assoluta controcorrente, che un finanziamento pubblico ai partiti serva</strong>. Dovrebbe semmai essere vietato quello <strong>privato </strong>oltre una certa soglia: per me è molto più preoccupante che una grossa azienda con grossi interessi finanzi la campagna elettorale o le casse di un partito. Tanto per fare qualche esempio, basta pensare alle quote di partecipazione delle aziende private alle feste di partito, oppure alle quote di partecipazione degli enti pubblici alle manifestazioni private, come i Meeting di Comunione e Liberazione. La politica americana, per quanto mi riguarda, non ha nulla di invidiabile, nemmeno sulle modalità di finanziamento della stessa.</p>
<p>A cosa servono i finanziamenti ai partiti? La domanda da farsi è questa. Se non servono a nulla, perché la politica è un hobby e non servono soldi per le sedi e per le strutture, ancorché virtuali, allora si possono abolire.<br />
Bisogna però ricordare che anche il sito di Grillo costa un sacco di quattrini. Se non sbaglio, una cifra dell&#8217;ordine di centinaia di migliaia di euro l&#8217;anno, del tutto giustificate dal lavoro che ci sta dietro.<br />
Pensare che i cittadini, dal nulla, si autofinanzino con cifre di quella portata è secondo me molto ingenuo.<span id="more-7004"></span></p>
<p>Il movimento di Grillo funziona anche grazie alla sua immagine pubblica (che non dovrebbe essere un prerequisito all&#8217;accesso alla politica) ed alle sue disponibilità economiche. Oggi gli stessi grillini rigirano in azioni politiche parte del loro stipendio percepito grazie alla presenza nelle istituzioni, così come del resto fanno altri partiti, e non lo restituiscono allo stesso ente pubblico. L&#8217;idea di fare un convegno in meno ed un ricorso al TAR in più non è nuova ma la condivido appieno.</p>
<p>Questo significa che i signori che possono permettersi grandi somme di tasca propria avranno un accesso privilegiato alla politica rispetto a chi ha semplicemente buone idee. Anche se a bilancio sarebbe facile dire di aver risparmiato qualche denaro, sono strasicuro che verrebbero spese somme maggiori.<br />
Basta pensare a cosa possono fare persone con cattive intenzioni, o sostenute da grandi interessi.</p>
<p>Quindi, se vogliamo proprio pensare ai conti pubblici, molto meglio entrare nella qualità delle scelte fatte e nei costi indiretti della politica, piuttosto che rimanere alla superficie dei soldi spesi direttamente. Puzzano molto di più perché sono esposti direttamente all&#8217;aria aperta dagli scandali, ma sono molto meno impattanti dei rifiuti sotterrati in tanti anni di cattiva politica.</p>
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		<title>Spinoza sull&#8217;articolo 18.</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 15:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Riforma dell’articolo 18, la Fornero invoca il modello tedesco. Per ogni assunto verranno licenziati dieci operai.&#8221; Fonte: Spinoza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Riforma dell’articolo 18, la Fornero invoca il modello tedesco. Per ogni assunto verranno licenziati dieci operai.&#8221;</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.spinoza.it/2012/03/30/miseria-e-mobilita/" rel="nofollow" >Spinoza</a></p>
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		<title>Il copyright di Grillo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 17:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Non statuto]]></category>

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		<description><![CDATA[2 anni fa sottolineai quanto fosse sbagliato scrivere ed accettare un &#8220;non statuto&#8221; che mettesse nelle mani di un singolo la proprietà di nome, dominio (sede della non associazione) e mezzi di comunicazione. Oggi viene la dimostrazione che quel pezzo di carta può essere usato contro lo stesso movimento, per zittire in maniera antidemocratica un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2 anni fa sottolineai <a href="http://alessandroronchi.net/2010/democrazia-partecipata/">quanto fosse sbagliato scrivere ed accettare un &#8220;non statuto&#8221; che mettesse nelle mani di un singolo la proprietà di nome, dominio (sede della non associazione) e mezzi di comunicazione.</a></p>
<p>Oggi viene la dimostrazione che quel pezzo di carta può essere usato contro lo stesso movimento, per zittire in maniera antidemocratica un suo rappresentante.</p>
<p>Grillo ha infatti fatto inviare dal suo (personale) studio legale una diffida all&#8217;utilizzo di nome e simbolo, sulla base di che non si sa:</p>
<blockquote><p>“la sua iniziativa politica, nella misura in cui venga ricondotta al movimento animato da Beppe Grillo deve ritenersi non autorizzata e, dunque, illecito l’uso del nome e dell’immagine del mio cliente oltre che del marchio di cui egli è esclusivo titolare”.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/espulsione-tavolazzi-stelle-arriva-diffida-grillo/200941/" rel="nofollow" >Il fatto quotidiano.</a></p>
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		<title>Un accordo sulla legge lettorale non è per forza positivo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 18:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In quasi tutti i quotidiani oggi si plaude all&#8217;ipotesi di un accordo dei 3 partiti maggiori sulla riforma della legge elettorale. Indipendentemente dai contenuti della proposta, ovviamente. Io credo invece che non sia troppo auspicabile che i 3 partiti maggiori, eletti con la peggiore legge elettorale della nostra Repubblica, in una situazione di crisi (giustificata) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In quasi tutti i quotidiani oggi si plaude all&#8217;ipotesi di un accordo dei 3 partiti maggiori sulla riforma della legge elettorale.<br />
Indipendentemente dai contenuti della proposta, ovviamente.</p>
<p>Io credo invece che non sia troppo auspicabile che i 3 partiti maggiori, eletti con la peggiore legge elettorale della nostra Repubblica, in una situazione di crisi (giustificata) del consenso pubblico, siano i promotori delle nuove regole con le quali verranno scelti i prossimi rappresentanti dei cittadini a livello nazionale.</p>
<p>Il dubbio che le regole siano ritagliate opportunamente allo scopo di salvare il salvabile dell&#8217;insieme dei loro culetti è molto, ma molto, elevato.</p>
<p>Spero quindi che l&#8217;informazione svolga il suo ruolo ed approfondisca il più possibile le conseguenze dei vari tecnicismi proposti, ricordando che la regola generale che <strong>leggi elettorali complicate servono per spostare consensi e voti dai legittimi proprietari ad indebiti destinatari.</strong></p>
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		<title>Uno vale Uno.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 19:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due righe in merito all&#8217;espulsione di Tavolazzi dal Movimento 5 Stelle da parte di Grillo, a causa della sua partecipazione ad un evento dove ci si chiedeva come organizzare la democrazia interna del movimento. Qualunque organizzazione democratica deve permettere la discussione dei propri iscritti ed aderenti. Non si può, sulla base di un non-statuto, vietarlo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due righe in merito all&#8217;espulsione di Tavolazzi dal Movimento 5 Stelle da parte di Grillo, a causa della sua partecipazione ad un evento dove ci si chiedeva come organizzare la democrazia interna del movimento.</p>
<p>Qualunque organizzazione democratica deve permettere la discussione dei propri iscritti ed aderenti. Non si può, sulla base di un non-statuto, vietarlo. Tra l&#8217;altro le associazioni, prima ancora dei partiti, devono dotarsi di strumenti che definiscono con assoluta chiarezza le regole per l&#8217;iscrizione e l&#8217;espulsione. E sicuramente il dialogo non può essere un motivo di incompatibilità con i fini associativi.</p>
<p>Sto quindi con quella parte del movimento che sta protestando contro queste azioni unilaterali di Grillo. Se è vero che uno vale uno, a decidere se questo è giusto o meno dovrebbero essere almeno gli attivisti. Se, come dicono, fosse sempre la rete intera a dover decidere, allora potrebbero fare un sondaggio sull&#8217;espulsione. </p>
<p>Invece <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/19/grillo-espelle-anche-ribelli-cento-potranno-usare-simbolo/198645/" rel="nofollow" > in un Post Scriptum Grillo espelle anche i grillini di Cento.</a></p>
<p>A questo punto probabilmente una grossa fetta del movimento dovrà prendere le distanze dal capo impazzito ed andare per la propria strada, proseguendo il proprio impegno con una ragionevole certezza di non essere alle dipendenze di nessuno.<br />
Oppure, non vedo altre alternative, dovranno dotarsi finalmente di uno statuto comune con regole che limitino il potete del capo e diano la possibilità di scelta agli attivisti/iscritti/simpatizzanti.</p>
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		<title>Disinteresse</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 07:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Assolutamente d&#8217;accordo. Ebbene, a mio parere fregarsene di quello che succede nel posto in cui si vive rifiutandosi di assumere una posizione sulle problematiche che lo animano sarà pure un atteggiamento legittimo, ma non rappresenta il massimo della responsabilità: e sono convinto che la classe politica del nostro paese si sia trasformata nella &#8220;casta&#8221; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Assolutamente d&#8217;accordo.</p>
<blockquote><p>Ebbene, a mio parere fregarsene di quello che succede nel posto in cui si vive rifiutandosi di assumere una posizione sulle problematiche che lo animano sarà pure un atteggiamento legittimo, ma non rappresenta il massimo della responsabilità: e sono convinto che la classe politica del nostro paese si sia trasformata nella &#8220;casta&#8221; di cui tanto si parla in questi anni proprio grazie a quel disinteresse, che le ha consentito di agire indisturbata e consolidare le proprie rendite di posizione ai danni della collettività.</p>
<p>via <a href="http://metilparaben.blogspot.com/2012/03/gli-sdegnati-che-forse-sono-solo-pigri.html" rel="nofollow" >METILPARABEN: Gli sdegnati che forse sono solo pigri</a>.</p></blockquote>
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		<title>I politici che ci giudicano</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dice Bene Gilioli. Sono sinceramente sbalordito dalle parole dei nostri nuovi ministri, che dicono come dobbiamo comportarci, quali devono essere le nostre speranze, quale dev&#8217;essere il nostro futuro. Dall&#8217;alto della loro età media di 63 anni. Tra i miei colleghi di università, in tanti hanno cambiato paese per trovare una professione corrispondente al loro percorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dice Bene <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/02/06/in-fila-per-tre/" rel="nofollow" >Gilioli</a>.</p>
<p>Sono sinceramente sbalordito dalle parole dei nostri nuovi ministri, che dicono come dobbiamo comportarci, quali devono essere le nostre speranze, quale dev&#8217;essere il nostro futuro. Dall&#8217;alto della loro età media di 63 anni.</p>
<p>Tra i miei colleghi di università, in tanti hanno cambiato paese per trovare una professione corrispondente al loro percorso di studi: chi negli USA, chi in Svizzera, chi in Lussemburgo, chi in giro per l&#8217;Asia. Per non parlare dei più romantici, che cercano di resistere facendo comunque il Giro d&#8217;Italia. Gli altri hanno cambiato mestiere.</p>
<p>Quindi smettano di prenderci in giro, con il discorso del lavoro vicino a mamma. E&#8217; chiaro che vorremmo lavorare vicino ai nostri familiari, ai nostri affetti, alle nostre amicizie. E&#8217; una cosa normale, chiaro? <strong>La vita è più importante del lavoro</strong>, del quale quest&#8217;ultimo è parte integrante, non il contrario!</p>
<p>Siamo nell&#8217;era della telematizzazione, della globalizzazione, del tutto il Mondo è connesso, ma abbiamo meno possibilità di lavorare dove vorremmo rispetto ai nostri nonni, che hanno fatto spesso enormi sacrifici, con la speranza e la certezza di poter tornare, un giorno, a raccogliere il cuore dove l&#8217;avevano lasciato.</p>
<p>Smettano di giudicare i nostri sogni e comincino a pensare a come realizzarli.</p>
<p>Se proprio sono in vena di giudizi e riforme, possono partire col giudicare e sistemare per primo il loro Mondo, fatto di plusvalenze da 18 milioni di euro in un giorno o di tanti mucchietti di bonifici da 149&#8217;000€, o dei loro stessi figli, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/posto-fisso-monti-monotono-figlia-ministro-fornero/189284/" rel="nofollow" >ai quali evidentemente</a> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/martone-sfigato-ordinario/186394/" rel="nofollow" >l&#8217;insegnamento della mobilità</a> non è stato impartito correttamente.</p>
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		<title>Sulla monotonia di Monti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[In una vita incentrata completamente sul lavoro finalizzato al consumo, le parole di Monti sulla monotonia del posto fisso non mi stupiscono. Facile dirlo per chi fa parte della minoranza di persone che possono permettersi anni senza una occupazione grazie a entrate precedenti (fisse) da capogiro. Quelle persone lì, che non rischiano di dormire sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una vita incentrata completamente sul lavoro finalizzato al consumo, le parole di Monti sulla monotonia del posto fisso non mi stupiscono. </p>
<p>Facile dirlo per chi fa parte della minoranza di persone che possono permettersi anni senza una occupazione grazie a entrate precedenti (fisse) da capogiro.</p>
<p>Quelle persone lì, che non rischiano di dormire sotto un tetto, che non devono pensare a strategie economiche per pagare le bollette, che non sono preoccupate per il destino dei figli, <strong>vedono il lavoro come un divertimento</strong>, non una necessità.</p>
<p>Anche perché, se così non fosse, si ritirerebbero e vivrebbero nella tranquillità dei loro rendimenti. </p>
<p>Purtroppo, come dicevo, questa fetta è una assoluta minoranza, che non rappresenta affatto la popolazione.<br />
L&#8217;Italia è fatta di persone che fanno fatica. Fatica vera. Persone che hanno paura di saltare uno stipendio perché tutta la loro vita, con mutui, rate e tanto altro, dipende da una architettura fatta di fragili fondamenta. </p>
<p>Fondamenta che non reggono al cliente che non paga una grossa fornitura, o alla banca che decide che uno stipendio fisso da solo non basta a garantire un finanziamento necessario alla casa o ad un investimento di innovazione.</p>
<p>Quindi Monti, con la sua monotonia, se ne torni a casa. Lasci spazio a chi sa cosa significa fare fatica e poggiarsi, quelle volte che può, su quel poco di sicurezza rimasto.</p>
<p>Di emozioni forti ce ne sono in abbondanza, sia dentro sia fuori l&#8217;orario di lavoro, senza che questo Governo metta altri contributi alla trama.</p>
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		<title>Portavoce, non Leader</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In merito alla sciocchezza scritta da Grillo sul suo blog sullo ius soli è già stato scritto molto. Mi limito a dire che la questione è importante (al contrario di quello che dice lui) e non andrebbe liquidata in quel modo. Su ogni argomento si potrebbe rispondere che c&#8217;è qualcosa di più importante di cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In merito alla sciocchezza scritta da Grillo sul suo blog sullo ius soli è già stato scritto molto. Mi limito a dire che la questione è importante (al contrario di quello che dice lui) e non andrebbe liquidata in quel modo. Su ogni argomento si potrebbe rispondere che c&#8217;è qualcosa di più importante di cui parlare.</p>
<p>Alla lunga ragionando in questo modo non si fa mai nulla: pensandola così alla fine non si prende in mano nessun problema, perché &#8220;c&#8217;erano argomenti più importanti all&#8217;ordine del giorno&#8221;.</p>
<p>Comunque, mi ha stupito una parte della risposta di Raffaella Pirini, consigliera comunale 5 stelle di Forlì. Oltre a dirsi d&#8217;accordo con lui sul tema, e questo è legittimo anche se non sono dello stesso parere, dice: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/grillo-contro-cittadinanza-figli-dimmigrati-bufera-rete-cambia-nome-lega-stelle/186370/" rel="nofollow" >“Grillo è il portavoce del movimento, non il leader.”.</a></p>
<p>La parola leader deriva da &#8220;lead&#8221;, guidare. Portavoce di un partito/movimento invece è chi parla in nome e per conto dello stesso. <strong>Il portavoce è un ruolo molto più forte, politicamente parlando</strong>: esprime in pubblico le idee del gruppo. Il leader invece è una persona che guida. </p>
<p>Sempre molto importante, ma la differenza è che si può non concordare una idea del proprio leader, e farsi comunque guidare perché tutto il resto si è d&#8217;accordo, mentre l&#8217;idea che esprime il portavoce è a nome del gruppo, e quindi andrebbe (in una democrazia) concordata con lo stesso prima di essere proferita. </p>
<p>Tanto più che il sito beppegrillo.it, dove queste parole del portavoce sono state scritte, è secondo il &#8220;non statuto&#8221; <strong>la sede del movimento</strong>, e le proposte che qui vengono presentate, sempre da statuto, sono l&#8217;oggetto e la finalità delle liste che vengono presentate alle elezioni.</p>
<p>E comunque ognuno è libero di pensare quel che vuole, ed io continuo a pensare che portavoce e leader debbano essere votati e controllati, in un movimento/partito.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;idiota in politica htt&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;idiota in politica http://t.co/ThAEliRi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idiota in politica http://t.co/ThAEliRi</p>
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		<title>Porta Portese</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 18:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Porta Portese, uno dei principali mercati dell&#8217;usato italiani, è un mercato quasi interamente abusivo. Gli operatori in questo caso vorrebbero pagare ed essere regolarizzati. Vorrebbero un bando. Quelli con licenza &#8220;regolare&#8221; sono circa 500 su 1400. Le virgolette sono dovute al fatto che pare che pure per alcune di quelle la concessione sia stata data [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Porta Portese, uno dei principali mercati dell&#8217;usato italiani, è un mercato quasi interamente abusivo.<br />
Gli operatori in questo caso <strong>vorrebbero pagare</strong> ed essere regolarizzati. Vorrebbero un bando.<br />
Quelli con licenza &#8220;regolare&#8221; sono circa 500 su 1400.<br />
Le virgolette sono dovute al fatto che pare che pure per alcune di quelle la concessione sia stata data senza bando, quindi comunque da rivedere.</p>
<p>Eppure nulla.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/porta-portese-terra-nessuno/186154/" rel="nofollow" >Il Fatto Quotidiano ne fa un servizio</a></p>
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		<title>Legge elettorale</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 20:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il fallimento dei quesiti referendari sulla legge elettorale si parla di una iniziativa parlamentare sul tema. Questo significa che chi dovrà decidere come selezionare i futuri parlamentari sarà chi è stato eletto con questa legge porcata. Mi immagino già quale prodigio di equità e democrazia potrà essere proposta con queste premesse, in un momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il fallimento dei quesiti referendari sulla legge elettorale si parla di una iniziativa parlamentare sul tema. </p>
<p>Questo significa che chi dovrà decidere come selezionare i futuri parlamentari sarà chi è stato eletto con questa legge porcata.</p>
<p>Mi immagino già quale prodigio di equità e democrazia potrà essere proposta con queste premesse, in un momento in cui la politica gode della pessima fama che si è meritata in questi anni.</p>
<p>La mia ipotesi è che rimetteranno una forma di preferenza, ma faranno in modo che le forze ora fuori dal parlamento, che rappresentano una fetta molto larga di cittadinanza, fuori rimangano.</p>
<p>E penso che i tre partiti che sostengono il Governo di Monti faranno in modo di prendersi un po&#8217; dei voti anche dei due partiti oggi all&#8217;opposizione, se decideranno di non coalizzarsi.</p>
<p>Magari è solo una ipotesi. </p>
<p>Magari</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La lotta alla Casta ad occhi chiusi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 19:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Le tanto richieste modifiche alla pensione dei parlamentari, attuate nel 2007 dal Governo Prodi, hanno ottenuto l&#8217;interessante controindicazione che oggi il nostro Parlamento voterebbe qualsiasi merdata per evitare di andare alle elezioni. Una volta su questioni importanti cadeva il Governo e spesso si tornava ad elezioni, e l&#8217;attenzione all&#8217;elettorato era chiaramente maggiore perché non c&#8217;era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le tanto richieste modifiche alla pensione dei parlamentari, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/23/attaccati-alla-legislatura-se-b-cade-perdono-la-pensione/122989/" rel="nofollow" >attuate nel 2007 dal Governo Prodi</a>, hanno ottenuto l&#8217;<strong>interessante controindicazione che oggi il nostro Parlamento voterebbe qualsiasi merdata</strong> per evitare di andare alle elezioni.</p>
<p>Una volta su questioni importanti cadeva il Governo e spesso si tornava ad elezioni, e l&#8217;attenzione all&#8217;elettorato era chiaramente maggiore perché non c&#8217;era la certezza di continuare per 5 anni.</p>
<p>Oggi nulla è cambiato sui privilegi veri della politica, e dove si è messo mano invece di ottenere un vantaggio per lo Stato (ed in cascata tutti noi), è accaduto il contrario.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La nuova politica</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 03:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La comunicazione politica oggi: &#8220;Buone Feste&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="buone feste" class="alignnone" alt="wpid IMG043 La nuova politica" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2012/01/wpid-IMG043.jpg" /></p>
<p>La comunicazione politica oggi: &#8220;Buone Feste&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Democrazia diretta (da un singolo)</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 12:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello che è accaduto in regione Emilia Romagna al gruppo dei grillini è meritevole di una discussione. Indipendentemente da quello che sceglieranno di fare, è un esempio di come funziona la democrazia rappresentativa e come secondo alcuni funzionerebbe la democrazia diretta. Riassumo brevemente: un eletto grillino promuove una risoluzione per salvare finanziamenti pubblici del quotidiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che è accaduto in regione Emilia Romagna al gruppo dei grillini è meritevole di una discussione. Indipendentemente da quello che sceglieranno di fare, è un esempio di come funziona la democrazia rappresentativa e come secondo alcuni funzionerebbe la democrazia diretta.</p>
<p>Riassumo brevemente: un eletto grillino promuove una risoluzione per salvare finanziamenti pubblici del quotidiano l&#8217;Unità. Una cosa sulla quale Grillo è contrario, ed infatti scrive sul suo blog che il suo consigliere può andarsene altrove.</p>
<p>Lo stesso fece con altri eletti grazie alla sua spinta (De Magistris, ad esempio) o non eletti ma da lui sostenuti (ad esempio Montanari). Prima grande amore incondizionato e irrazionale, poi lo sciaquone.</p>
<p>Proprio pochi giorni prima i 2 grillini in regione avevano rimesso il loro mandato ai loro &#8220;sostenitori&#8221;, in maniera molto mediatica e molto finta.</p>
<p>In realtà sarebbe giusto che un gruppo/associazione/non-chiamiamolo-partito che fa eleggere un candidato poi ne discuta l&#8217;operato e lo guidi. E&#8217; la democrazia rappresentativa e partecipativa.<br />
L&#8217;idea tanto sbandierata di democrazia diretta non funziona: diretta da chi? E&#8217; questo il punto.</p>
<p>Così chi guida il giudizio, oggi, rimane una persona sola. Una democrazia eterodiretta ed un gruppo di persone che la seguono acriticamente.<span id="more-4544"></span></p>
<p>Favia dice che non è possibile creare una associazione che discuta queste cose e gestisca le risorse messe a disposizione dai consiglieri (che oggi transitano troppo sui loro conti correnti): non sarebbe previsto dal non-statuto.</p>
<p><strong>Beh, è una grande cavolata.</strong></p>
<p>E&#8217; giusto che chi sostiene e lavora per eleggere un consigliere possa discutere del suo operato. <strong>Chiederne le dimissioni</strong> ed eventualmente rinnegarne l&#8217;azione. Non sarebbe giusto automatizzarne la rimozione dalle istituzioni, ma questo è un altro discorso.</p>
<p>E&#8217; proprio questo il problema. Finché le cose stanno nel vago e nell&#8217;astratto, non c&#8217;è discussione da fare. Quando si entra nel pratico, anche l&#8217;interpretazione del proprio programma può farsi complicata, ed è giusto che non sia &#8220;la rete&#8221; a discuterne, ma le persone attraverso gli strumenti che ritengono più opportuni.</p>
<p>Perché la rete in quanto tale è un insieme di persone che in maggioranza non è in accordo con il gruppo/associazione/non-chiamatelo-partito. </p>
<p>Auguro veramente ai grillini di capire che qui sta il passo avanti che devono compiere: sono elettoralmente forti, e devono dotarsi di regole per discutere e decidere, perché senza regole non c&#8217;è democrazia diretta, ma solo marionette e scelte eterodirette.</p>
<p>Se vogliono dimostrare che la discussione sull&#8217;operato degli eletti è vera e non una operazione di marketing politico, devono farne un&#8217;altra ora. Si riuniscano nella forma che vogliono e scelgano se ha ragione Grillo oppure Defranceschi, perché entrambe le cose non sono compatibili, e decidano quali conseguenze ha questa scelta.</p>
<p>Se il gruppo deciderà che Defranceschi ha sbagliato, potrà chiedere di ritirare la risoluzione, fare qualcosa oppure chiederne le dimissioni.</p>
<p>Fargli dire di andarsene dal capo non è democrazia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sull&#8217;ICI della Chiesa non ci siamo</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 06:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; vero, Bagnasco ha dato una disponibilità generica ad aprire un dibattito sul tema. Fermo restando che «in linea di principio, la normativa vigente è giusta, perchè riconosce il valore sociale delle attività svolte da una pluralità di enti no profit e, fra questi, gli enti ecclesiastici». Non ci siamo ancora, mi spiace.. Anche le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero, <a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/433772/" rel="nofollow" >Bagnasco ha dato una disponibilità generica</a> ad aprire un dibattito sul tema. Fermo restando che «in linea di principio, la normativa vigente è giusta, perchè riconosce il valore sociale delle attività svolte da una pluralità di enti no profit e, fra questi, gli enti ecclesiastici».</p>
<p><strong>Non ci siamo ancora, mi spiace.</strong>. </p>
<p>Anche le case delle famiglie hanno un enorme valore sociale e non sono fruite a fini di lucro, eppure verranno chiamate a contribuire al risanamento delle finanze pubbliche.</p>
<p>Inoltre, tra le righe, si ammette che questo valore sociale è riconosciuto per &#8220;una pluralità di enti no profit&#8221;, non tutti.<br />
Quindi al limite l&#8217;esenzione dovrebbe essere per il fine, e quindi distribuito a tutti coloro che lo perseguono, non destinato ad alcuni tra quelli che lo esercitano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il decreto Salva Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 19:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il decreto di Monti è il 5° in ordine di tempo per quest&#8217;anno. Siccome le prime 4 ce le siamo già dimenticate, le rielenco: Decreto Sviluppo 2011 Manovra Correttiva 2011 (40 miliardi) Manovra Bis di Ferragosto Legge di Stabilità 2012 (Legge Finanziaria 2012) Fonte: Fisco e Tasse Quindi la 5° manovra di Monti, sarà forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il decreto di Monti è il 5° in ordine di tempo per quest&#8217;anno. Siccome le prime 4 ce le siamo già dimenticate, le rielenco:</p>
<ol>
<li>Decreto Sviluppo 2011</li>
<li>Manovra Correttiva 2011 (40 miliardi)</li>
<li>Manovra Bis di Ferragosto</li>
<li>Legge di Stabilità 2012 (Legge Finanziaria 2012)</li>
</ol>
<p><a href="http://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/10592-tutte-le-manovre-2011-un-riepilogo-per-non-perdersi.html" rel="nofollow" >Fonte: Fisco e Tasse</a></p>
<p>Quindi la 5° manovra di Monti, sarà forse essenziale per entità, ma sicuramente non obbligata nelle misure. Scegliere di colpire questo o quel settore è una scelta politica, non tecnica. Volete un esempio? La TAV Torino Lione costa circa 20 miliardi (molto probabilmente sottostimati). I nuovi caccia F35 pare costeranno 16 miliardi di euro. Il costo dell&#8217;esenzione dell&#8217;ICI sugli immobili della Chiesa circa mezzo miliardo l&#8217;anno, mentre 1,5 miliardi l&#8217;anno costa l&#8217;insegnamento della religione cattolica nelle scuole. La Fornero dice che si possono fare modifiche: non si sa come, visto che il decreto è già stato votato e temporaneamente è già valido e già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Alla conversione in legge, tra 60 giorni, si tornerà indietro su alcuni tagli già fatti? Inoltre chiedono che eventuali modifiche siano in pareggio sui conti, ma non ci dicono la portata delle singole iniziative, quindi è impossibile.</p>
<p>Detto questo, ho notato che in molti hanno commentato positivamente o negativamente la manovra sulla base di indiscrezioni, sciocchezze, sulla capacità oratoria di Monti o sulle lacrime della Fornero. In pochi, anche vista la complessità, hanno letto il testo del decreto almeno in parte, ed <strong>in pochi hanno commentato il metodo utilizzato per salvare l&#8217;Italia</strong>: un decreto legge.</p>
<p>I decreti legge sono provvisori e vanno convertiti in legge in Parlamento. Ora, si potrebbe discutere sull&#8217;urgenza nella quale ci troviamo, ma alcune misure intraprese sono talmente strutturali ed importanti da rendere l&#8217;uso del Decreto un precedente pericoloso.</p>
<p>Al di là della sostanza, i decreti vengono sovrautilizzati per evitare il voto del Parlamento. Ma il Parlamento è l&#8217;organo Istituzionale che più ci rappresenta, quello che abbiamo votato. La Costituzione mette nelle mani del Parlamento la responsabilità di rappresentarci, e proprio per questo non votiamo direttamente il Presidente del Consiglio.<span id="more-4513"></span></p>
<p>Ora, anche dando per scontato che Monti ed i suoi Ministri siano la persone più oneste del Mondo, con questo Governo e questo decreto abbiamo visto scavalcare ancora una volta la Costituzione. Possiamo essere d&#8217;accordo con le misure o no, ma questo non cambia il fatto che la democrazia abbia delle regole. Quando queste non vengono rispettate, si toglie un pezzo di democrazia. Quando agiva in questo modo Berlusconi in molti, giustamente, lo criticavano. La mano è cambiata, ma quello che era sbagliato prima è sbagliato ancora, <strong>con l&#8217;aggravante che nessuno ha mai votato per Monti, in Italia.</strong></p>
<p>Del resto la manovra contiene tutte misure assolutamente discutibili: nel senso che si possono accettare, convidere o contestare, ma nessuna delle quali è obbligatoria.</p>
<p>La complessità delle modifiche è tale che l&#8217;informazione è assolutamente parziale e gli approfondimenti che ho visto non scalfiscono nemmeno la pelle delle misure. I giudizi seri si fanno conoscendo le materie, lo diamo per scontato oppure giochiamo anche oggi al bar sport, facendo tutti gli allenatori?</p>
<p>Faccio 3 esempi:</p>
<p>- La manovra tocca il numero di consiglieri provinciali. Non tocca il numero dei componenti della Giunta. Così a fronte di un massimo di 10 consiglieri (che vengono eletti direttamente) avremo giunte di 15-20 componenti, nominati dal Presidente provinciale. <strong>Questo è molto peggio della soppressione dell&#8217;Ente, perché si toglie ai cittadini la possibilità di scegliere quali saranno i loro rappresentanti</strong>, aumentando la percentuale minima per l&#8217;elezione di un componente e riducendo le capacità di controllo dei cittadini nei confronti dell&#8217;amministrazione.</p>
<p>- <strong>il taglio dell&#8217;indicizzazione Istat delle pensioni colpisce in particolar modo le pensioni medio-basse</strong>. Vengono salvate quelle fino a 950€. Quelle tra 3 volte e 5 volte il minimo erano già indicizzate al 70%, mentre quelle sopra le 5 volte già prima del decreto erano state de-indicizzate. Quindi la manovra Monti toglie, per il prossimo anno,  il 2,6% (previsionale indice Istat per il 2012) a chi prende dai 950€ ai 1443€, l&#8217;1,82% dai 1443 ai 2405€, 20€ in tutto a chi prende più di quella cifra. Quindi chi colpisce maggiormente? Non i più ricchi, come ci viene raccontato.</p>
<p>- Nel decreto si cambia la tariffa dei rifiuti. Verrà calcolata sulla base della superficie dell&#8217;immobile, e non si dice come faranno i comuni che applicano già la tariffa puntuale (si paga in base ai rifiuti realmente prodotti) e quelli che intendono farlo. In più, la tariffa ricoprirà per una quota &#8220;gli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti&#8221;. Questo è esattamente il contrario di quello che hanno chiesto i cittadini, per l&#8217;acqua, nel referendum votato a Giugno 2011 (non molto tempo fa, ricordate?), che chiedeva l&#8217;eliminazione del recupero tramite tariffa del capitale investito.<br />
<strong>Significa, in buona sostanza, che se il gestore dei rifiuti decide di costruire un inceneritore, il suo costo andrà in tariffa e noi lo pagheremo anche se nemmeno un chilogrammo di rifiuti ci andrà a finire</strong>. Che è l&#8217;esatto contrario del principio delle privatizzazioni e del libero mercato: le aziende assumono un rischio d&#8217;impresa per fornire un servizio, il cui costo unitario va in concorrenza con quello di altre aziende.</p>
<p>- Con il sistema contributivo non sarebbe necessario mettere limiti minimi di età o di anni di lavoro alla pensione. Se ho versato abbastanza, con un calcolo della aspettativa media di vita ed una rivalutazione del capitale contribuito, potrei andare in pensione anche dopo 10 anni. Ovviamente la misura sarebbe commisurata alla contribuzione, e probabilmente non sarebbe sufficiente, ma dovrebbero lasciare al singolo la decisione, e limitare i vincoli minimi alla fruizione della pensione minima. Ogni altra norma sarebbe solo utile a far cassa, e sarebbe aggiuntivo rispetto ad un sistema esclusivamente previdenziale. Tra l&#8217;altro obbligare al lavoro chi potrebbe andare in pensione, limita i posti di lavoro ed accentra la ricchezza su pochi invece di distribuirla: uno che ha guadagnato 4 volte la media potrebbe decidere di andare in pensione dopo 10 anni e prendere 1/4 di quello che prenderebbe lavorando 40 anni, avere comunque un entrata sufficiente per vivere e lasciando spazio ad altri. Non sarebbe questa la libertà? Quella libertà di cui parlano tutti e che tanti partiti mettono nei propri simboli e nei propri discorsi?</p>
<p><strong>Questo per dire che nel merito se ne possono dire tantissime, e sarebbe giusto farlo.</strong> Dovrebbero farlo soprattutto i nostri Parlamentari, eventualmente anche dando un limite massimo ai tempi necessari per la discussione. Invece diamo per buono il tutto, alcuni addirittura &#8220;senza se e senza ma&#8221;.</p>
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		<title>I costi della Chiesa</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 19:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[€ 6.086.565.703 Questa l&#8217;ultima stima aggiornata dall&#8217;UAAR sui costi della Chiesa per lo Stato Italiano. Ovviamente nessuna delle voci citate è stata toccata dall&#8217;ultima manovra di Monti. L’UAAR parte dall&#8217;assunto che le religioni (tutte) le dovrebbe sostenere chi le professa. Ciò non accade, quantomeno in Italia, grazie a un numero considerevole di leggi e normative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>€ 6.086.565.703<br />
Questa l&#8217;ultima <a href="http://www.icostidellachiesa.it/" rel="nofollow" >stima aggiornata dall&#8217;UAAR sui costi della Chiesa per lo Stato Italiano.</a><br />
Ovviamente nessuna delle voci citate è stata toccata dall&#8217;ultima manovra di Monti.</p>
<blockquote><p>
L’UAAR parte dall&#8217;assunto che le religioni (tutte) le dovrebbe sostenere chi le professa. Ciò non accade, quantomeno in Italia, grazie a un numero considerevole di leggi e normative emanate in favore delle comunità di fede. </p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli italiani ed il nuovo che avanza</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 17:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono proprio curioso di sapere quanto durerà il colpo di fulmine che oggi hanno gli italiani nei confronti del neopremier Monti. E&#8217; vero, tolto B. tutto il resto purché sia. Però come si fa ad essere contenti a prescindere? E&#8217; abbastanza facile: oggi tutti pensano che i sacrifici toccheranno ad altri. E quando si parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono proprio curioso di sapere quanto durerà il colpo di fulmine che oggi hanno gli italiani nei confronti del neopremier Monti.<br />
E&#8217; vero, tolto B. tutto il resto purché sia. </p>
<p>Però  come si fa ad essere contenti a prescindere? E&#8217; abbastanza facile: <strong>oggi tutti pensano che i sacrifici toccheranno ad altri</strong>. E quando si parla di equità, trovandosi ovviamente sempre dalla parte del giusto, ogni italiano pensa che finalmente il Governo darà loro (o toglierà agli altri) il giusto.</p>
<p>Non è una difficile previsione, quella della futura delusione collettiva.</p>
<p>Del resto è bastato che si uscisse per un momento dal vago, entrando nel merito di nucleare ed ogm, per scatenare le giuste critiche.</p>
<p>Perché i tecnici possono pur essere bravissimi tecnici, ma la direzione che devono prendere deve essere dettata dalla politica, non viceversa. E la politica deve prendere in considerazione la scienza ma anche sapere quali sono i suoi limiti.</p>
<p>Volevo ricordare solo un minimo dettaglio: i migliori economisti tecnici del Mondo non hanno mai messo in dubbio una crescita continua, e prendendolo come dogma non sono mai riusciti a prevedere nessuna crisi con anticipo. Semplicemente ogni modello di analisi si basa su astrazioni necessarie per gestire la complessità dei sistemi, e spesso queste semplificazioni si portano dietro enormi errori sui risultati. </p>
<p>Oggi proprio queste persone dovrebbero scegliere per noi come dobbiamo uscire dalla crisi?</p>
<p>Un tecnico meccanico potrebbe dirmi che non ha senso rincorrere dietro ai problemi dell&#8217;auto del nonno, sempre più frequenti e sempre più costosi. Ciò nonostante potrei voler mantenere quel mezzo perché è diventato storico, o più semplicemente perché la mia felicità dipende anche dagli affetti, e non soltanto dai calcoli matematici di convenienza economica.</p>
<p>Per questo spero che questa fase duri lo stretto necessario, e poi <strong>si torni a ragionare di politica</strong>, di critica al PIL come indicatore di obiettivi ed ai limiti di questo sistema, di come cambiare per distribuire maggiore equità, di cosa fare per rendere questo pezzo di Pianeta abitabile anche per i nostri figli.</p>
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		<title>Mi dimetto ma non mollo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 22:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/11/berlusconi_si_dimette_ma_non_molla.jpg"><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/11/berlusconi_si_dimette_ma_non_molla-300x222.jpg" alt="berlusconi si dimette ma non molla 300x222 Mi dimetto ma non mollo" title="berlusconi si dimette ma non molla (Il Foglio)" width="300" height="222" class="alignnone size-medium wp-image-4485" /></a></p>
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		<title>A proposito di fannulloni ed assenteismo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 07:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
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		<description><![CDATA[Brunetta assente a Venezia E la sua lista cambia nome Ma questo succede sempre quando le candidature ad enti locali si intrecciano con quelle nazionali, sperando nella popolarità per aggiungere consensi. Non ci sarebbe mai abbastanza tempo per un incarico solo, figuriamoci con due o più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/7-novembre-2011/brunetta-assente-venezia-sua-lista-cambia-nome-1902077977540.shtml" rel="nofollow" >Brunetta assente a Venezia E la sua lista cambia nome</a></p>
<p>Ma questo succede sempre quando le candidature ad enti locali si intrecciano con quelle nazionali, sperando nella popolarità per aggiungere consensi. Non ci sarebbe mai abbastanza tempo per un incarico solo, figuriamoci con due o più.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prevenzione e manutenzione</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 05:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo dico spesso, politicamente paga di più risolvere una emergenza e tappare un problema diventato insopportabile dalla popolazione, piuttosto che evitare che questo si presenti. Tozzi parla, su La Stampa, proprio di prevenzione in merito ai disastri causati dalle piogge di questi giorni. Lettura consigliata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo dico spesso, politicamente paga di più risolvere una emergenza e tappare un problema diventato insopportabile dalla popolazione, piuttosto che evitare che questo si presenti.</p>
<p>Tozzi <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=9364" rel="nofollow" >parla, su La Stampa, proprio di prevenzione in merito ai disastri causati dalle piogge di questi giorni.</a><br />
<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=9364" rel="nofollow" >Lettura consigliata.</a></p>
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		<title>Sinistra Ecologia e Mele</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 21:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei proprio sapere cosa è venuto in mente a chi, dentro al Partito di Vendola, ha deciso di studiare, realizzare, far stampare ed appendere dei manifesti con il simbolo del partito fuso a quello della multinazionale americana, colpita recentemente dal lutto del suo ex presidente. Veramente, sarebbe molto interessante capire come è stata partorita l&#8217;idea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/10/STEVE-comunista.jpg"><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/10/STEVE-comunista.jpg" alt="STEVE comunista Sinistra Ecologia e Mele" title="Steve Jobs &amp; Sinistra Ecologia e Libertà" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-4464" /></a>Vorrei proprio sapere cosa è venuto in mente a chi, dentro al Partito di Vendola, ha deciso di studiare, realizzare, far stampare ed appendere dei manifesti con il simbolo del partito fuso a quello della multinazionale americana, colpita recentemente dal lutto del suo ex presidente.</p>
<p>Veramente, sarebbe molto interessante capire come è stata partorita l&#8217;idea, chi ha pensato che era buona, chi ha stampato chiudendo gli occhi il manifesto, chi lo ha affisso senza guardarlo (immagino, come consuetudine romana, senza autorizzazione).</p>
<p>Ma come può non &#8220;saltare la testa&#8221;, all&#8217;interno del partito, di chi ha pensato che fondere il proprio simbolo con quello di una multinazionale <a href="http://www.melablog.it/post/1958/svelati-gli-stabilimenti-ipod-su-apple-lombra-dello-sfruttamento" rel="nofollow" >accusata in passato di produrre i propri oggetti tramite lavoratori cinesi sottopagati e sfruttati</a>?</p>
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		<title>Il partito del popolo della rete</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 19:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì il &#8220;popolo della rete&#8221; protesta contro la norma ammazza blog. Come ha scritto giustamente Mantellini in un suo recente articolo, non esiste più un popolo della rete. Questa idea di una separazione etica, politica ed ideologica tra chi usa la rete e chi non lo fa è un retaggio che ci portiamo dietro dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì il &#8220;popolo della rete&#8221; protesta contro la norma ammazza blog.</p>
<p>Come <a href="http://punto-informatico.it/3273810/PI/Commenti/contrappunti-popolo-della-rete.aspx" rel="nofollow" >ha scritto giustamente Mantellini</a> in un suo recente articolo, non esiste più un popolo della rete. Questa idea di una separazione etica, politica ed ideologica tra chi usa la rete e chi non lo fa è un retaggio che ci portiamo dietro dal passato.</p>
<p>Dieci, quindici anni fa probabilmente aveva un senso. C&#8217;era chi usava Ebay USA perché quello italiano ancora non esisteva, chi usava la posta elettronica disconnettendosi tra lo scaricamento dei messaggi e l&#8217;invio delle risposte, chi chattava su IRC.</p>
<p>L&#8217;insieme delle persone che è entrata per prima su internet era selezionato, sia sulla base delle possibilità economiche sia sulla base delle conoscenze (dirette o indirette) che ne permettevano l&#8217;utilizzo.</p>
<p>Allora, sebbene generalizzare troppo sia sempre sbagliato, questa nicchia meritava forse un suo nome. Un po&#8217; come l&#8217;insieme di chi in questi ultimi anni ha deciso di spegnere definitivamente la TV. <strong>Il popolo che ha mandato a cagare il digitale terrestre.</strong></p>
<p>Sicuramente non tutti già allora avevano una idea comune, ma il popolo della rete esisteva, piuttosto ignorato dal resto dei media.</p>
<p>Oggi qualsiasi iniziativa nasca dal web è fatta dal &#8220;popolo della rete&#8221;. Così se qualcuno fondasse un partito del &#8220;Popolo della Rete&#8221;, probabilmente verrebbe citato gratuitamente per anni a venire.</p>
<p>Io faccio parte del popolo della rete per definizione: internetdipendente, ho un blog dal 2003, sono registrato con scarso interesse a tutti i social network, ho fatto del web il mio lavoro.</p>
<p>E nonostante condivida le ragioni di questa specifica protesta contro la norma ammazza blog, non sempre condivido quello che viene attribuito al &#8220;popolo della rete&#8221;.</p>
<p>Anche perché il &#8220;popolo della rete&#8221; oggi rappresenta ormai il 50% della popolazione italiana, <a href="http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCCV_USOINTPC" rel="nofollow" >secondo l&#8217;Istat</a>. La maggioranza, non più una nicchia.</p>
<p>Quindi i giornalisti dovrebbero evitare questa definizione e trovarne altre più consone, a meno che tutto quel 50% non sia compatto ed in contrasto con il restante 50%.</p>
<p>Anche chi non usa internet potrebbe essere contrario ad una legge che obbliga la rettifica anche nei confronti di affermazioni vere e verificate fatte su internet (perché dovrei rettificare una cosa vera?), e qualche utente del web potrebbe tranquillamente essere favorevole o indifferente.</p>
<p>L&#8217;uso di definizioni studiate a tavolino è uno strumento fondamentale e pericolosissimo, capace di muovere consenso e dissenso. Non dimentichiamoci che è bastato l&#8217;aggettivo radicale appiccicato ad arte su alcuni gruppi politici per eliminarli dal Parlamento italiano.</p>
<p>Facciamo così, d&#8217;ora in avanti potrete usare questo nome a patto che chiediate il consenso a tutti gli utenti del web, ogni volta. Ok?</p>
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