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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Tecnologia</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>KDS, tecnologia italiana per r&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 13:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[KDS, tecnologia italiana per risparmiare benzina? http://t.co/RwslciKX]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>KDS, tecnologia italiana per risparmiare benzina? http://t.co/RwslciKX</p>
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		<title>Jobs Santo Subito</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 19:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi spiace per Jobs, ma i commenti di questi giorni mi sembrano un tantino su di giri. Jobs ha realizzato, tramite la sua azienda, enormi profitti vendendo in passato computer e di recente oggetti di design. Un design che univa una buona progettazione estetica alla semplicità d&#8217;uso dei device, più vicini alle persone che ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi spiace per Jobs, ma i commenti di questi giorni mi sembrano un tantino su di giri.<br />
Jobs ha realizzato, tramite la sua azienda, enormi profitti vendendo in passato computer e di recente oggetti di design. Un design che univa una buona progettazione estetica alla semplicità d&#8217;uso dei device, più vicini alle <strong>persone</strong> che ai programmatori.</p>
<p>Però, però.</p>
<p>I suoi prodotti dialogavano quasi esclusivamente con gli altri prodotti della stessa azienda. Fosse stato per lui, la tecnologia personal sarebbe stata monomarca.</p>
<p>I suoi prodotti erano diventati uno status symbol a tal punto che troppe persone si sono spesso private di necessità maggiori per riuscire a sfoggiare l&#8217;ultima versione di un iQualcosa, spesso per utilizzarlo solo come ostentazione di lusso.</p>
<p><a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&#038;cod=15826" rel="nofollow" >Come dice Stallman</a>, la prigione per gli utenti di Jobs era &#8220;<em>cool</em>&#8220;, a differenza di quella passata di moda creata da Microsoft.<br />
Per mettere un altro mattoncino di questa prigione in troppi hanno fatto la fila fuori dai negozi per precedere gli altri futuri felici possessori.</p>
<p>Jobs non ha inventato l&#8217;mp3, ha utilizzato questa invenzione a fini commerciali, e del resto non sembra nemmeno così importante: nessuno, parlando di diffusione digitale dei media, sa chi sono i veri inventori delle tecnologie che ci hanno aiutato in questo.</p>
<p>Jobs non ha inventato i personal computer, o gli smartphone.</p>
<p>Era certamente un formidabile <strong>uomo brand</strong>, capace di far crescere o calare i profitti di un gruppo multinazionale semplicemente presentandosi al talk di presentazione commerciale di un nuovo prodotto.</p>
<p><a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/423694/" rel="nofollow" >Ma non esageriamo</a>, <strong>Steve Jobs non ha cambiato il Mondo, e per fortuna non l&#8217;ha cambiato come avrebbe voluto lui.</strong></p>
<p>Ci sono elenchi di persone che più di lui hanno cambiato la storia dell&#8217;informatica ed hanno permesso quello che abbiamo oggi e quello che verrà domani, ma nessuno al di fuori degli addetti ai lavori li ricorderà mai. </p>
<p>Diamo loro un po&#8217; dello spazio dedicato in questi anni alla pubblicità gratuita che in questi anni abbiamo fatto alla Apple.</p>
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		<title>Cellulare Muletto</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 18:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per fare un &#8220;divertente&#8221; tuffo nel recente passato tecnologico, basta portare il proprio telefono in assistenza e ricevere, in cambio, un bel muletto. Nel mio caso un Nokia 1200. Speriamo che questo percorso, con la rubrica stampata su carta per insufficienza di memoria, duri poco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/04/nokia_1200.jpg" alt="nokia 1200 Cellulare Muletto" title="nokia_1200" width="126" height="126" class="alignnone size-full wp-image-4394" />Per fare un &#8220;divertente&#8221; tuffo nel recente passato tecnologico, basta portare il proprio telefono in assistenza e ricevere, in cambio, un bel muletto.<br />
Nel mio caso un Nokia 1200.</p>
<p>Speriamo che questo percorso, con la rubrica stampata su carta per insufficienza di memoria, duri poco.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Demagogia cartacea</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 12:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La recente e sterile polemica sul fronte della presunta fornitura di iPad ai parlamentari europei mi riporta alla mente un calcolo che feci, nel 2004, appena diventato consigliere comunale. Dovete sapere che i consiglieri comunali ricevono tanto di quel materiale cartaceo da far impallidire di paura una foresta: tutte le delibere, le bozze, i documenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La recente e sterile polemica sul fronte della presunta fornitura di iPad ai parlamentari europei mi riporta alla mente un calcolo che feci, nel 2004, appena diventato consigliere comunale.</p>
<p>Dovete sapere che i consiglieri comunali ricevono tanto di quel materiale cartaceo da far impallidire di paura una foresta: tutte le delibere, le bozze, i documenti a corredo, le convocazioni, etc.</p>
<p>E&#8217; chiaro e giustificato il motivo: senza i documenti ricevuti sia in forma preliminare per le commissioni prima del Consiglio sia nella convocazione dello stesso le riunioni non avrebbero nemmeno senso.</p>
<p>Tra l&#8217;altro non tutto viene inviato: le mappe dei piani urbanistici, ad esempio, sono a disposizione ma non vengono copiate per i consiglieri.</p>
<p>Feci, quindi, un rapido calcolo di quanto spendeva l&#8217;amministrazione per tagliare alberi necessari a questo processo democratico: una enormità. Alla quale andava aggiunta anche la spesa per la consegna a domicilio, ovviamente. <span id="more-4193"></span></p>
<p>E proposi, quindi, di investire nella dotazione di portatili per i consiglieri sprovvisti del mezzo, a patto che rifiutassero la versione cartacea.</p>
<p>Avrebbe permesso un risparmio di decine di migliaia di euro, nella durata del mandato, e qualche cosa in più in termini di funzionalità: ad esempio i consiglieri avrebbero potuto inoltrare la documentazione completa ai loro esperti,<strong> pubblicarla in anticipo per farla conoscere ai cittadini.</strong></p>
<p>Tutto questo, forse proprio per quest&#8217;ultimo motivo, non fu possibile, perché di fatto la fruizione delle versioni elettroniche era impedita o resa particolarmente macchinosa dalla tecnologia utilizzata.</p>
<p>Fino all&#8217;ultimo anno, ad esempio, le 40 delibere di cui era composto un consiglio comunale erano da scaricare singolarmente. Il pdf unico, spedito via posta elettronica, è stata una concessione dell&#8217;ultimo momento permessa grazie alla buona volontà  dei dipendenti comunali.</p>
<p>Questo per dire che se ci fermiamo al primo step, che consiste nella dotazione di un iPad o di un portatile alla persona che svolge il ruolo politico, perdiamo un grosso pezzo del puzzle.</p>
<p>Se questo rappresenta solo un regalo o un benefit destinato a rimanere sotto il tavolo a far  spessore, allora non è cosa buona.</p>
<p>Ma se servisse a portare avanti il processo di digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti amministrativi e politici, allora tutti ne guadagneremmo un po&#8217;: <strong>in trasparenza, in CO2, in alberi non tagliati, in spesa corrente evitata, in energia  non consumata.</strong></p>
<p>Quindi, invece di essere invidiosi, potremmo semplicemente accettare che un progetto di questo tipo potrebbe esserci utile, ed indirizzare meglio la nostra arrabbiatura verso le tonnellate di carta che sprechiamo ogni anno.</p>
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		<title>Stop agli occhiali 3d</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 07:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una decisione del Consiglio Superiore di Sanità vieta gli occhiali non monouso. Questo significa, in sostanza, che gli unici occhiali 3D a poter essere utilizzati saranno quelli passivi, che provocano più fastidi di quelli attivi. Se il problema da risolvere era quello delle possibili trasmissioni di batteri, non bastava prendere una decisione sull&#8217;effetto da ottenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/15/news/stop_occhiali_3d-2681652/" rel="nofollow" >decisione del Consiglio Superiore di Sanità vieta gli occhiali non monouso</a>. Questo significa, in sostanza, che gli unici occhiali 3D a poter essere utilizzati saranno quelli passivi, che provocano più fastidi di quelli attivi.</p>
<p>Se il problema da risolvere era quello delle possibili trasmissioni di batteri, non bastava prendere una decisione sull&#8217;effetto da ottenere (zero batteri) piuttosto che decidere la tecnologia utilizzabile? Chi ha fatto decine di migliaia di euro di investimenti nelle tecnologie migliori, avrebbe semplicemente potuto sterilizzare gli occhiali, come fa il barbiere con le lamette.</p>
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		<title>E con gli ebook reader anche i libri di testo liberi</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 08:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei prossimi anni si diffonderanno, finalmente, i lettori elettronici di libri. Quei dispositivi che permettono di leggere su inchiostro digitale, uno schermo che non affatica gli occhi, i pdf ed i libri in altri formati, proprietari o aperti con l&#8217;e-pub. Questo significa, al di là della rivoluzione della distribuzione dei prodotti culturali, anche una evoluzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei prossimi anni si diffonderanno, finalmente, i lettori elettronici di libri. Quei dispositivi che permettono di leggere su inchiostro digitale, uno schermo che non affatica gli occhi, i pdf ed i libri in altri formati, proprietari o aperti con l&#8217;e-pub.</p>
<p>Questo significa, al di là della rivoluzione della distribuzione dei prodotti culturali, anche una<strong> evoluzione per la scuola</strong>: i libri di testo non subiranno più la minaccia degli editori, pronti a cambiare poche pagine ogni anno per uccidere l&#8217;usato e continuare politiche speculative sui prezzi.<br />
Chiunque, compresi gruppi di genitori, docenti ed istituzioni, potrà iniziare un progetto per la realizzazione di libri di testo aperti, senza il problema della stampa e della distribuzione. </p>
<p>Immaginate una scuola dove all&#8217;inizio dell&#8217;anno non c&#8217;è bisogno di diventare matti per farsi dare elenchi dei libri adottati (spesso nemmeno mai aperti durante l&#8217;anno) e pagare centinaia di euro per il diritto all&#8217;istruzione. </p>
<p>Immaginate una scuola dove il primo giorno i docenti potranno consegnare un cd con i libri di testo e gli appunti necessari. </p>
<p>Immaginate una scuola dove i ragazzi delle elementari non devono sopportare decine di chili di libri da selezionare con cura ogni sera, e zaini costruiti con le ruote per poter essere trascinati.</p>
<p>Immaginate libri che possono diventare, con il tempo, anche multimediali (al posto delle foto, filmati, quiz, esercizi anche divertenti).</p>
<p>L&#8217;unico problema è che nessuno immagina una scuola così, ancora. Ma diamoci tempo.</p>
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		<title>Hai rotto le balle</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 08:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa pagina riassume in maniera divertente alcuni dei vizi peggiori di chi ignora il galateo nell&#8217;uso dell&#8217;email. Da condividere preventivamente, possibilmente senza catene di Sant&#8217;Antonio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa <a href="http://hairottoleballe.com/etiquette" rel="nofollow" >pagina</a> riassume in maniera divertente alcuni dei vizi peggiori di chi ignora il galateo nell&#8217;uso dell&#8217;email. Da condividere preventivamente, possibilmente senza catene di Sant&#8217;Antonio.</p>
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		<title>Firma per un museo del flipper a Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 21:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi sanno che Bologna era la capitale della produzione mondiale di flipper. L&#8217;associazione culturale no-profit TILT! ha raccolto una enorme collezione di flipper, videogiochi, giochi meccanici prodotti dal 1871 ad oggi, il cui valore è stato riconosciuto l&#8217;anno scorso anche dall&#8217;UNESCO. Questa associazione intende aprire al pubblico, senza fini di lucro, questa collezione con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/11/childsm2.jpg" alt="childsm2 Firma per un museo del flipper a Bologna" title="Flipper" width="156" height="100" class="alignleft size-full wp-image-4012" />Pochi sanno che Bologna era la capitale della produzione mondiale di flipper. L&#8217;associazione culturale no-profit TILT! ha raccolto una enorme collezione di flipper, videogiochi, giochi meccanici prodotti dal 1871 ad oggi, il cui valore è stato riconosciuto l&#8217;anno scorso anche dall&#8217;UNESCO. </p>
<p>Questa associazione intende aprire al pubblico, senza fini di lucro, questa collezione con un Museo del Flipper. Per questo motivo raccoglie le firme per chiedere al Comune di Bologna un capannone o un luogo per rendere possibile questa esibizione permanente:</p>
<p><strong><a href="http://www.tilt.it/flipper_pinball/firma_per_il_museo_del_flipper/" rel="nofollow" >La tua firma per il Museo del Flipper!</a></strong></p>
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		<title>Roberto Balzani: Programma della coalizione per le Elezioni Amministrative 2009 nel Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:29:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Roberto Balzani IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/" rel="nofollow" >sindaco di Roberto Balzani</a></strong></p>
<p><strong>IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI</strong></p>
<p>In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e futuro alla nostra città.</p>
<p>L’attuale crisi non è solo finanziaria, ma anche morale e sociale. Per questo, l’amministrazione che verrà dovrà lavorare insieme e per i cittadini. I metodi che intendiamo utilizzare sono la trasparenza, la partecipazione e l’informazione.</p>
<p>I progetti saranno accessibili attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, come ad esempio il portale web del comun, perché ciascuno possa contribuire con proprie proposte e controllare i risultati. Partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, verificare.<span id="more-3755"></span></p>
<p>Ci impegniamo a ricercare e sostenere nuove e più avanzate possibilità di lavoro, partendo da una nuova economia che sfrutti le potenzialità dell’innovazione, della ricerca, e sappia recuperare e salvaguardare quelle tradizionali.</p>
<p>In questo contesto è necessario un mutamento anche della politica, che sappia dimostrare di rappresentare con chiarezza gli ideali e gli interessi della collettività contrapposti a quelli particolari, riconquistando alla partecipazione tante persone apatiche e deluse. La politica locale deve partire da un maggiore coinvolgimento dei cittadini dal basso. Occorre che i cittadini partecipino, decidano e poi verifichino, Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto.</p>
<p>Il comune, inoltre, deve assumere un compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i muti alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte.</p>
<p><strong>ASCOLTO, PARTECIPAZIONE, DECISIONE, VERIFICA, TRASPARENZA</strong><br />
<strong>Il cambiamento facciamolo insieme</strong></p>
<p>La democrazia partecipata è il metodo con il quale la coalizioni si propone di governare nel prossimo quinquennio la città e il territorio. Ciò non significa svilire il ruolo e lo spazio della legittima rappresentanza dei cittadini, ma incrementare la fascia delle persone coinvolte nei processi decisionali. Per raggiungere tale ambizioso obiettivo, è tuttavia necessario partire dal vertice. Passione, competenza, spirito di servizio, capacità di fare squadra sono le caratteristiche accomunano le donne e gli uomini della nuova coalizione. Ne fanno parte tante persone libere, disinteressate, dotate di forti principi morali e democratici, che non intendono tramutarsi in professionisti della politica, servizio al quale promettono di dedicare non più di due mandati.</p>
<p><strong>Un obiettivo e un impegno assoluti: la trasparenza</strong><br />
1.Gli eletti debbono dar prova di estrema trasparenza, dando massima visibilità ai propri redditi per non creare dubbi sul servizio reso alla comunità. L’anagrafe degli eletti può implementare quanto già previsto dalla vigente normativa comunale, così come l’applicazione del Codice etico europeo, sottoscritto da eletti e amministratori, anche attraverso la diffusione trasparente degli ambiti di interesse privato che eventualmente riguardino gli amministratori. Occorre affermare la parità di genere per aumentare la presenza femminile, includere giovani e individui selezionati sulla base del merito, costituire una squadra di persone appassionate e perbene.<br />
2.La nomina dei rappresentanti comunali nelle società partecipate deve avvenire sulla base di bandi che selezionino i candidati sulla base di specifici profili di competenza. Limite dei due mandati ed eliminazione del cumulo degli incarichi sono i principi ai quali intendiamo rigorosamente attenerci.<br />
3.In apertura di mandato, il sindaco verificherà insieme con il consiglio comunale la condizione delle Società partecipate, per valutarne l’apporto offerto al pubblico interesse, la struttura della governance, le possibilità di ulteriori semplificazioni e risparmi, dopo quelli già operati nella passata legislatura. Dell’intero sistema delle partecipate si renderà conto alla cittadinanza in pubbliche riunioni, in modo che siano chiare impegni ed obiettivi dell’amministrazione.</p>
<p><strong>Il confronto è il nostro metodo, insieme il nostro motto</strong></p>
<p>La coalizione s’impegna, indipendentemente dall’esito delle consultazioni e dai risultati conseguiti dalle singole liste, a promuovere periodiche riunioni di maggioranza, affinché il progetto politico comune sia affermato nelle istituzioni e nelle città. Nello stesso tempo, propone di diffondere, utilizzando in primo luogo la comunicazione elettronica, iniziative ed idee emerse in sede di civica rappresentanza, in modo da rendere effettivo il protagonismo del consiglio e più chiara la sua funzione d’indirizzo e di cuore della democrazia forlivese.</p>
<p>La partecipazione, inoltre, va promossa e spinta a livello territoriale, da un lato dotando di maggiori risorse le circoscrizioni per gl’interventi più immediati, dall’altro, rispondendo tempestivamente alle domande dei quartieri. La legittimazione dei livelli di democrazia decentrata sono fondamentali per accrescere la capacità di ascolto dell’amministrazione. Non solo. Occorre utilizzare lo strumento già ampiamente sperimentato di assemblee di cittadini su singoli temi, rapide e ben organizzate affinché siano chiari temi e proposte – sia nei territori sia in città – può divenire, insieme col potenziamento della rete civica, un veicolo efficace di coinvolgimento, con immediati riscontri sull’azione amministrativa.</p>
<p>Le presenza dei rappresentanti eletti degli studenti universitari nella civica assemblea, costituisce un valore cui il prossimo consiglio comunale darà adeguata risposta.</p>
<p>La verifica dei risultati, infine, viene assunta come garanzia degl’impegni nei confronti della cittadinanza. Il pubblico monitoraggio di ciò che sta avvenendo (con rapporti periodici trasferiti in rete), a livello dei progetti maggior rilievo, offre agli elettori e ai cittadini l’opportunità di rendersi conto in tempo reale delle capacità gestionali dell’amministrazione e anche della complessità dei problemi o degli ostacoli presentatisi in corso d’opera. Il bilancio partecipato costituisce un logico punto d’arrivo per questo processo, che s’intende realizzare entro il secondo esercizio di questa amministrazione.</p>
<p><strong>UN NUOVO RUOLO PER FORLI’</strong></p>
<p>Forlì è una città di medie dimensioni, connotata da un buon livello di vita, da un elevato standard di servizi sociali, da un ottimo livello di offerta formativa, da una lunga tradizione di collaborazione fra i vari attori economici, sociali e istituzionali e da una vivace cultura associativa. Tale profilo, sicuramente alto rispetto a tante altre realtà del nostro paese si deve alla coesione, al senso civico e al lavoro dei suoi cittadini, oltre che alla solidità delle amministrazioni di sinistra e di centro-sinistra, che hanno assicurato nel corso di molti decenni un costante incremento del proprio capitale umano e sociale. </p>
<p>Una delle caratteristiche più originali tanto della realtà urbana quanto del mondo rurale è costituita da un solido e coeso tessuto sociale, favorita da politiche inclusive da parte degli attori pubblici, sostenuti da un diffuso consenso a livello d’individui e di sodalizi. In questa dinamica culturale consiste un valore assolutamente qualificante, che intendiamo rivendicare con orgoglio contro l’egoismo, la frantumazione dei legami di prossimità e la sollecitazione, spesso latente, dell’odio xenofobo praticati da gran parte della destra. La responsabilità della nuova coalizione consiste, dunque, da un lato nella riaffermazione di un’idea di amministrazione pubblica locale storicamente vocata all’integrazione sociale, all’eliminazione progressiva delle disuguaglianze e alla protezione dei più deboli, senza distinzioni; dall’altro nella proposta di un rinnovato protagonismo forlivese, declinato non in senso municipalistico, ma in funzione di più solidi ed estesi legami territoriali.</p>
<p><strong>Forlì deve tornare ad essere capoluogo</strong></p>
<p>Forlì, nel contesto del comprensorio e in accordo con gli altri centri romagnoli, può e deve esercitare un ruolo significativo, fungendo da propulsore delle comunità di più esigue dimensioni, per quanto attiene l’organizzazione di taluni servizi qualificati, l’elaborazione di politiche comuni da tradurre in regolamenti condivisi, la programmazione territoriale, la sollecitazione al compimento di alcune basilari reti infrastrutturali (a partire dalle rete di comunicazione evolute). </p>
<p>E, d’altro canto, costruendo con le altre principali città romagnole una reale politica di sistema, inevitabile per risolvere le grandi questioni infrastrutturali (porti, aeroporti, grandi direttrici, snodi logistici, ecc.), ponendo l’accendo sulla complementarietà delle funzioni ed evitando sprechi, per dar seguito alle politiche di area vasta (nel settore della sanità, dei trasporti, ecc.) promosse dalla Regione.</p>
<p> V’è la consapevolezza, tuttavia, che tale ruolo sarà effettivo solo se sarà infranto il muro del municipalismo deteriore e le relazioni inter-comunali saranno caratterizzate da una cultura progettuale comune. Dovrà essere affrontato e risolto il problema del dualismo fra i due maggiori centri urbani della provincia, superando una divisione antica che produce costi e duplicazioni di servizi e di strutture e che limita la capacità di programmazione. Della qual cosa saremo strenui sostenitori all’interno del contesto romagnolo. </p>
<p>Come? Attraverso un esame periodico e regolare delle questioni aperte e delle prospettive d’azione fra gli amministratori locali che saranno eletti nella tornata di giugno. Poiché la nuova coalizione possiede una politica del territorio ed è in grado di governarla, lo scambio di esperienze e la comune progettualità risalterà come indicazione di una nuova qualità della politica in Romagna.</p>
<p><strong>Diamo risposte concrete alla crisi: aiutiamo le famiglie, proteggiamo il lavoro</strong></p>
<p>Gli effetti della pesante crisi mondiale sono assai visibili anche in un territorio connotato da un’imprenditoria diffusa come il nostro. La contrazione della domanda e le difficoltà connesse all’accesso al credito hanno messo in difficoltà numerose aziende di media e piccola dimensione, con riflessi durissimi sul piano dell’occupazione. E’ chiaro che l’amministrazione comunale, nel prossimo quinquennio, dovrà dedicare il massimo appoggio ai soggetti travolti da questa temperie: i lavoratori e le imprese da una parte e le famiglie dall’altra.</p>
<p>Circa i primi, è necessaria una politica straordinaria di aiuto, in grado di mettere a disposizione risorse crescenti per attuare una politica di sgravi nelle tariffe (mense scolastiche, trasporti, trasporti scolastici, ecc.) a immediato vantaggio delle famiglie dei lavoratori in difficoltà. Ulteriori interventi devono riguardare il potenziamento di strumenti già disponibili, a sollievo del costo delle utenze e degli affitti destinando a tal fine  in maniera progressiva parte dei dividendi di Hera. Si tratterà di valutare nei prossimi mesi, se questi interventi saranno sufficienti, oppure se occorrerà pensare ad interventi aggiuntivi o di natura diversa evitando di disperdere risorse in servizi che non sono più efficaci a sanare i nuovi bisogni, ripensando agli interventi in modo da corrispondere adeguatamente alle necessità emergenti e allo stesso tempo riorganizzando i contributi economici, creando una frequenza maggiore nella verifica delle fasce di reddito in mode da intercettare immediatamente i cambiamenti economici delle famiglie.</p>
<p><strong>Il nostro sostegno alle imprese</strong><br />
Circa le imprese, occorre osservare che le istituzioni locali si sono mosse tempestivamente sul versante del rafforzamento dei Consorzi Fidi. E’ tuttavia di vitale importanza offrire il massimo supporto affinché la congiuntura non produca una drastica contrazione del nostro patrimonio imprenditoriale. </p>
<p>La competizione si affronta con interventi intensivi., sostenendo la ricerca e l&#8217;innovazione, favorendo chi sperimenta nuove produzioni e attività, che producono risparmio energetico e rispetto ambientale. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) delle nuove tecnologie. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’Università deve essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il Polo tecnologico aeronautico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Semplifichiamo la vita ai cittadini, rendiamo amica la pubblica amministrazione</strong><br />
A questo proposito, l’offerta dell’amministrazione può interessare vari settori:</p>
<p>Una decisa opera di semplificazione e di sburocratizzazione, attraverso una revisione delle procedere ed una riorganizzazione dei servizi amministrativi (anche ai fini di assicurare tempi certi nelle autorizzazioni amministrative), nell’ovvio rispetto delle legislazione vigente e in base ad una valorizzazione rigorosamente meritocratica delle grandi risorse umane interne. L’efficienza e la rapidità della risposta amministrativa sono una priorità per tutti i cittadini. </p>
<p>Riteniamo indispensabile, inoltre, contrastare il processo puramente demagogico che alimenta la convinzione che la pubblica amministrazione sia sempre e comunque una macchina burocratica e farraginosa, investendo sulla valorizzazione delle competenze interne, riducendo le consulenze esterne, verificando non solo forme di coordinamento o di radicale ristrutturazione del livello dirigenziale (direttore generale, city manager, ecc.), ma introducendo anche approfondimenti intermedi che favoriscano la soluzione delle criticità, cercando nel contempo formule di rilancio dell’immagine della pubblica amministrazione.   </p>
<p>Inoltre, in questo momento di ristrettezze economiche, una migliore ed oculata destinazione dei mezzi finanziari e l’impiego dell&#8217;innovazione tecnologica potrebbero liberare delle importanti risorse a favore della collettività. </p>
<p>In questa situazione occorre attivare, motivandola adeguatamente, ogni risorsa umana disponibile all&#8217;interno dell’amministrazione comunale per costruire un più efficiente modello di gestione dei servizi  comunali. </p>
<p><strong>Qualità e sicurezza degli insediamenti, innovazione negli impianti, riduzione dei costi energetici</strong></p>
<p>L’individuazione di un’offerta insediativa di qualità, con alte dotazioni tecnologiche, bassi impatti ambientali, alta efficienza energetica. La qualificazione dello sviluppo rappresenta una sfida nella transizione da un epoca connotata da alti consumi (di energia e di territorio) ad una dominata da una logica di risparmio (dalle risorse ai rifiuti). L’amministrazione comunale può fungere da battistrada, stimolando apposite politiche d’incoraggiamento e di sperimentazione d’impianti destinati alla produzione delle energie rinnovabili, utilizzando il proprio patrimonio, collegandosi all’esperienza di altri comuni del territorio, contribuendo all’abbattimento della bolletta energetica pubblica. </p>
<p><strong>Valorizziamo il sapere e mettiamo in rete la conoscenza</strong></p>
<p>C’è inoltre l’esigenza di rafforzare le infrastrutture immateriali del nostro territorio anche in termini di relazioni e scambi di conoscenza e tecnologia tra il mondo economico e l’insediamento universitario. Alcune iniziative sono già state assunte, ma l’esigenza di raccordare meglio il patrimonio di saperi prodotto dall’Università con la quotidiana esperienza dei cittadini e delle imprese è un’esigenza percepita e diffusa. Anche in questo caso, l’amministrazione, con interventi mirati e a costi contenuti indirizzati ai laureati più brillanti, può testimoniare la praticabilità di un percorso di progressivo arricchimento qualitativo dello sviluppo locale (dal settore dell’intercettazione di risorse di finanziamento internazionale a quello della progettazione delle pratiche di partecipazione e di concertazione; dallo stimolo al ridisegno della città alle politiche ambientali). </p>
<p><strong>Il nostro progetto è il sistema Romagna</strong></p>
<p>La costruzione del sistema romagnolo non può prescindere da alcune fondamentali visioni dello sviluppo infrastrutturale, particolarmente importanti in una fase di ripensamento e di riorganizzazione degli assetti produttivi. I perni di questa politica di area vasta, peraltro ancora declinata a livello di governance, sono tradizionalmente rappresentati dall’integrazione fra il porto di Ravenna, l’aeroporto di Forlì (del quale è avviato il processo di privatizzazione), l’interporto di Cesena e lo scalo merci di Villa Selva il potenziamento della Cervese fino al raccordo con l’E-45, la connessione fra Forlì e Cesena, la riorganizzazione del sistema fieristico, la collocazione del capoluogo fra i grandi assi del nord-est e il centro Italia (Toscana, attraverso la SS 67/valle del Tevere). Lo strumento di questa integrazione sarà l’attuazione di quanto già previsto dagli studi scientifici multidisciplinari come il progetto SISTEMA, che coniuga trasporto pubblico ed opere necessarie. E’ chiaro che, coerentemente con l’impostazione fin ad ora espressa, tanto più queste opere avranno una prospettiva di connessione armonica con il territorio, quanto minore sarà il loro impatto ambientale.<br />
Ciò significa, in altri termini, che esse non possono non essere calate all’interno di un processo volto da un lato all’agevolazione delle funzioni produttive, dall’altro alla difesa di alti standard di qualità della vita. Il  recupero della via Emilia storica – contestuale alla connessione fra Forlì e Cesena e alla risoluzione della questione del flusso del traffico pesante – a mezzi pubblici innovativi e a percorsi ciclabili, ben testimonia lo stretto rapporto, oggi non solo praticabile, ma necessario fra qualità dello sviluppo e qualità ambientale. </p>
<p><strong>IL CENTRO STORICO: IL LUOGO DELLA NOSTRA IDENTITÀ</strong><br />
Un luogo di abitazioni, di commerci, di cultura </p>
<p>Anni di riflessioni e di tentativi hanno posto in evidenza un dato: la questione del centro storico di Forlì, che pure interessa direttamente circa un decimo della popolazione residente, ma che riveste un grande significato identitario, culturale ed economico-sociale, si può affrontare attraverso una visione progettuale che tenga insieme salvaguardia, tutela del suo tessuto, valorizzazione della sua qualità ambientale e garanzia di una accessibilità determinata dalle sue caratteristiche, promozione di un qualificato reinsediamento di attività commerciali e artigianali, il recupero – mercé incoraggiamenti e agevolazioni &#8211; della sua funzione abitativa. </p>
<p>Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità: a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato (che entro la legislatura dobbiamo portare per estensione al livello medio degli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna), connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’inclusione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile.<br />
Un luogo a misura di bambino</p>
<p>La soluzione della questione della viabilità pesante attraverso il completamento della tangenziale consente di ripensare la vita del centro secondo nuove prospettive. L’idea che esso possa diventare uno spazio adeguato ai tempi più lenti delle persone e delle biciclette, a misura di bambino, vocato alla socialità, all’incontro e insieme ad un commercio di qualità e di nicchia, pare ormai una visione diffusa. L’immagine di un medio centro nord-europeo, dotato di servizi pubblici efficienti e nello stesso tempo in grado di rispondere alle domande dei residenti così come di coloro che vi accedono per lavoro o per loisir, rappresenta un obiettivo ragionevolmente perseguibile. </p>
<p><strong>Un luogo di qualità connesso al territorio</strong></p>
<p>Il modello delle “isole ambientali” pare un progetto concretamente perseguibile. Come? A. Attraverso un progressivo allargamento delle zone pedonali, delle ZTL, delle vie a traffico veicolare assai rallentato, con conseguente promozione di attività sociali e ricreative negli spazi pubblici; B. Con una politica dei parcheggi capaci di liberare ampi spazi dal traffico veicolare e dalla sosta; C. Rendendo fluido e attraente il trasporto pubblico mercé corsie dedicate; D. Sviluppando percorsi ciclabili assai ampi e interconnessi, che dal cuore di Forlì possano poi espandersi verso il territorio e intersecare le periferie e la campagna, seguendo itinerari anche in parte diversi dalle vie a maggiore scorrimento; E. Intervenendo, come già hanno fatto il comune la Fondazione della Cassa dei Risparmi, su alcuni immobili o isolati, per favorirne il recupero e il riuso. E’ chiaro che, per tenere insieme questi obiettivi, e soprattutto per sincronizzarli, rendendoli plausibili, occorre un approccio ben congegnato e ben spiegato, al quale potrebbero contribuire – oltre agli uffici – anche i dipartimenti universitari e gli ordini professionali del settore, che potrebbero trovare – dopo una fase di adeguato rodaggio – in un urban center un luogo di coagulo e di confronto. Una volta testimoniata la scelta esplicita a favore di una riqualificazione reale del centro, non episodica ma strutturale, è verosimile pensare che tante risorse anche private rifluirebbero sul centro storico.</p>
<p><strong>Uno spazio per la cultura</strong></p>
<p>Il centro storico è anche sinonimo di vita culturale, giacché contiene la maggior parte del patrimonio forlivese ed è sede di musei prestigiosi come il San Domenico, del Teatro “Diego Fabbri”, della Biblioteca “Saffi”, delle Raccolte Piancastelli, ecc. E’ vero che, in un’epoca di tagli e di contrazione della spesa, la cultura tende a subire gli effetti peggiori. E’ vero anche, tuttavia, che, da una parte, l’investimento sul San Domenico, supportato e “lanciato” dalla politica delle “grandi mostre” della Fondazione della Cassa dei Risparmi, esige comunque un impegno pubblico e una progettualità alla quale l’amministrazione non può sottrarsi, rendendo il luogo perno della “vocazione culturale” cittadina. Dall’altro, non va trascurata la necessità di conservare i nostri beni culturali &#8211;  partire da Palazzo Gaddi e dal Palazzo del Merenda -, esercitando la tutela prevista dall’ordinamento e soprattutto la loro restituzione alla città.<br />
In particolare va portato a compimento il completamento del San Domenico, recuperando il rapporto con gli spazi urbani circostanti, demolendo il parcheggio attuale e riconfigurando l&#8217;intera area entro la legislatura. Dovrà essere acquisito alla città l&#8217;ex Eridania, mettendola dapprima in sicurezza e prevedendone un recupero in linea con le funzioni culturali riservate dalla legge ad un immobile vincolato. Nel corso della legislatura, si dovrà inoltre provvedere alla destinazione di straordinari complessi di pregio come la Rocca di Caterina Sforza e l’adiacente cittadella, il convento di Santa Maria della Ripa, salvaguardandone l’interesse pubblico e la funzione all’interno della maglia del centro. Dovrà inoltre essere recuperata a funzioni culturali l&#8217;ex fornace Maceri Malta, connettendola col parco urbano.</p>
<p><strong>Un luogo aperto, di incontri e integrazione</strong></p>
<p>E ancora: aprire la città, facendo diventare ogni sua parte un luogo di incontro, di conoscenza, di vita collettiva. Essere e vivere insieme e non isolati deve essere l&#8217;obiettivo di una nuova città più vivibile e sicura. Organizzare e formare volontari che rendano sicuro l&#8217;attraversamento delle strade, l&#8217;uscita dalle scuole, i percorsi casa scuola, contrastando la maggiore minaccia per la sicurezza dei cittadini rappresentata dal traffico.<br />
Favorire la conoscenza reciproca dei cittadini, a cominciare da quelli che provengono da altri territori o paesi, al fine di far conoscere l&#8217;identità, i costumi, i caratteri, le consuetudini , la storia e le regole comuni che caratterizzano la realtà locale.<br />
Promuovere esposizioni, manifestazioni, incontri sportivi, culturali e gastronomici, raccolte di storie e testimonianze come momenti di reciproca conoscenza e anche di integrazione.</p>
<p>In generale, l’idea che gli spazi aperti del cuore della città possano tornare ad essere vissuti, partecipati, resi attivi dai giovani e dai cittadini, rappresenta una grande scommessa per il centro-sinistra.<br />
Occorre pensare più organicamente alla funzione culturale come ponte sociale per l’integrazione della dimensione folklorico-dialettale, della dimensione nazionale (umanistica e scientifica) e della dimensione propria dei migranti. La coesistenza e l’incontro fra queste tre culture – alle quali può contribuire il diffuso e vivace associazionismo cittadino &#8211; rappresenta un obiettivo della nuova amministrazione. A queste va aggiunta, comune a tutte, il sostegno alla cultura musicale, alla cui salvaguardia e promozione l’amministrazione deve dedicarsi.</p>
<p><strong>L’elemento simbolo del più vasto e prezioso paesaggio forlivese</strong></p>
<p>Forlì ha scoperto da poco, anche grazie alle “grandi mostre”, una vocazione turistica che va potenziata e incoraggiata attraverso la valorizzazione non solo del nostro patrimonio culturale, ma anche dei beni paesaggistici e di quelli più legati alla tradizione (sotto questo profilo, la gastronomia potrebbe essere utilizzata come una straordinaria opportunità di connessione e d’incontro fra le diverse culture presenti in città). Il territorio, le colline, i siti di pregio sotto il profilo geologico e preistorico debbono essere prima di tutti riscoperti dai cittadini, e poi “cuciti” attraverso percorsi appropriati, all’interno di una trama che spinga poi in direzione degli altri comuni, delle vallate, dell’Appennino da un lato e del mare, dall’altro. Gli argini dei fiumi Ronco e Montone già prefigurano percorsi cicloturistici assai affascinanti, capaci di connettere ambienti desueti e di restituire un’immagine della Romagna in molti purtroppo offuscata.</p>
<p><strong>LE TRE SICUREZZE: NELLE STRADE, SUL LAVORO, NELLE CASE</strong></p>
<p><strong>Proteggiamo la vita di tutti</strong><br />
Prendiamo poi un altro impegno. Il nostro obiettivo è ridurre a zero i morti sulle strade e combattere la piaga inaccettabile per un paese civile degli incidenti sul lavoro.<br />
L&#8217;insicurezza nelle strade e nel lavoro non sono problemi senza soluzioni, da ritenere inevitabili ed inaffrontabili. Il comune deve porsi come obiettivo quello di arrivare a zero morti sulle strade e nei cantieri. In entrambi i casi la sicurezza si ottiene con controlli più efficaci. Nella mobilità occorre incentivare e tutelare la mobilità alternativa all&#8217;automobile e ridurre le vetture circolanti a vantaggio di una migliore fruibilità di tutti. Occorre creare corsie preferenziali per i mezzi pubblici, aumentare e ricucire le piste ciclabili le ZTL e zone pedonali, creare isole ambientali anche fuori dal centro storico in zone dove è necessaria maggiore sicurezza, attivare sistemi di logistica per le merci onde evitare l&#8217;inutile circolazione di mezzi pesanti ed inquinanti.<br />
Mettiamo in sicurezza il nostro patrimonio edilizio<br />
Intendiamo portare a compimento la messa in sicurezza antisismica di tutti gli edifici strategici del comune di Forlì (scuole, ospedali, caserme, uffici pubblici) ed avviare in collaborazione con le professioni tecniche la valutazione delle condizioni vulnerabilità del patrimonio edilizio residenziale e produttivo al fine di indirizzare gli interventi che assicurino la riduzione dei rischi e la sicurezza dei cittadini in ogni luogo dove  essi si trovino ad operare e vivere.</p>
<p><strong>WELFARE,  SANITÀ, FORMAZIONE</strong><br />
<strong>Proteggiamo i più deboli e non lasciamo solo chi ha bisogno</strong></p>
<p>Il livello di welfare, nel territorio forlivese, è assai elevato. La copertura del sistema, pubblico e privato, in genere ben integrato, assicura livelli di assistenza notevoli, tanto nella fascia della popolazione anziana, quanto in quella della prima infanzia. I principali problemi che il futuro riserverà riguardano: A. I vincoli di spesa, data la contrazione delle risorse. L’amministrazione promuoverà ogni azione politica per sostenere l’ alta protezione sociale da sempre assicurata dal centro-sinistra, sia pure in quadro finanziario compromesso a causa della crisi, anche ripensando la riorganizzazione dei servizi. B. L’accentuazione di alcuni elementi strutturali, come l’incremento della quota di popolazione ultra-sessantacinquenne, tende a produrre un’alterazione della domanda, fino ad ora soddisfatta dalle strutture del sistema locale. In questo caso, la proposta è quella di attivare politiche di coinvolgimento sociale per gli anziani delle coorti più recenti ancora in piena attività a favore dell’infanzia, del monitoraggio delle condizioni di vita nei quartieri, della promozione culturale, riservando maggiori risorse – com’è logico – ai grandi anziani (ultra-settantacinquenni). </p>
<p><strong>Aiutiamo e difendiamo la famiglia</strong></p>
<p>La difesa della famiglia e quindi il sostegno attivo, in termini di aiuti e di servizi, ai nuclei con figli,  partire da quelli  numerosi, senza distinzioni di sorta. D. La continuazione delle politiche d’integrazione riservata ai migranti, curando, da un lato, la diffusione delle lingua italiana e degli elementari principi della cittadinanza democratica e, dall’altro, guardando con favore la realizzazione di luoghi di ritrovo e di libero incontro, aperti anche alla cittadinanza. E. La necessità di un piano per eliminare progressivamente le barriere architettoniche e favorire la realizzazione di un tessuto urbana pienamente fruibile da parte dei disabili. F. Un rilancio della politica della casa che veda aumentare la dotazione di edilizia sociale e agevolata attraverso nuovi investimenti pubblici così come attraverso il coinvolgimento del privato sociale, della cooperazione, della Fondazione.</p>
<p><strong>Offriamo ancora più alti standard di qualità nel nostro sistema sanitario</strong></p>
<p>Circa la sanità, è bene sottolineare la qualità dell’offerta forlivese, a partire dall’Ospedale Civile e dall’Irst (il cui riconosciuto livello – nel contesto regionale e nazionale – è testimoniato dalla trasformazione in Ircs). D’altro canto, a partire dai Nuclei di cura primaria, i presidi sanitari territoriali si sono moltiplicati, così come i dispositivi per intercettare una quota dei pazienti prima dell’accesso diretto alla struttura ospedaliera. Esistono tuttora difficoltà a livello di gestione della liste d’attesa e del pronto soccorso: l’amministrazione s’impegna a premere sulla direzione generale dell’AUSL, affinché – anche sotto questo profilo – il già alto consenso assicurato dalla cittadinanza alla nostra sanità risulti pienamente acquisito.<br />
L’interesse prioritario del centro-sinistra va in due direzioni principali: la conservazione, nella costituenda area vasta, dei livelli di qualità  raggiunti dal sistema sanitario locale, a partire dalla selezione di specialisti e ricercatori sulla base esclusiva del merito clinico e scientifico; la difesa, a livello di territorio, delle fondamentali azioni di prevenzione diffusa, tanto attraverso opportune campagne informative, quanto attraverso servizi resi direttamente alla cittadinanza, assumendo un atteggiamento culturale che si pone di fronte ai problemi del cittadino  prevedendo quanto può danneggiarlo e ponendo  attenzione  a tutto ciò che può migliorare  la  qualità della sua vita.</p>
<p><strong>La formazione e l’istruzione siano le fondamenta della crescita civile ed economica della nostra popolazione</strong></p>
<p>La formazione, infine, vede la nostra città collocata ai primi posti nazionali. La fascia pre-scolare è storicamente fra i vanti del nostro comune (i bisogni crescenti determinati dall’incremento di  queste coorti di bambini costituiranno una priorità); quella elementare e media vede l’abnegazione di una classe d’insegnanti dotati di capacità e di spirito di servizio, cui spetta far fronte alla prima integrazione dei giovani migranti e al disagio sociale di molti adolescenti con risorse sempre più scarse; quella superiore può contare su strutture talora eccellenti. Occorre un impegno sostanziale dell’amministrazione per completare e integrare le ore di sostegno e/o compresenza in affiancamento agli insegnanti di sostegno alle disabilità con operatori qualificati. Quanto alla scuola non statale, l’integrazione col pubblico – nel nostro comune – è da considerarsi acquisita. Certo, l’attuazione della cosiddetta “riforma Gelmini”, promossa dalla destra, sta colpendo duramente l’intero sistema formativo del paese, riducendo il monte ore, eliminando il tempo pieno, costringendo gli istituti a far i conti con risorse sempre più scarse. E’ necessario, da parte dell’amministrazione, provvedere da un lato alla valorizzazione sociale del corpo insegnante, ingiustamente colpito dalle politiche governative; e, dall’altro, alla dotazione di supporti, possibilmente utilizzabili da parte di più istituti per ovvie ragioni di economia, per assicurare il mantenimento degli attuali standard formativi.</p>
<p><strong>Consolidamento e rilancio della presenza universitaria</strong></p>
<p>L’insediamento universitario forlivese, infine, va considerato fra i casi di successo del decentramento bolognese. Le Facoltà sono in genere di medio-alta qualità, ben radicate e con un buon numero di studenti. La realizzazione del campus, da parte dell’Alma Mater, porterà alla creazione di un’autentica cittadella del sapere, destinata a rivitalizzare un’area intera del centro storico. Bisogna considerare che i tagli portati al bilancio delle Università italiane, nel 2009-10 e nel 2010-11, genereranno una contrazione dell’offerta formativa ed una condizione di maggiore difficoltà, soprattutto per le realtà di più recente consolidamento. In questo quadro, pensare ad un’espansione dell’insediamento attraverso l’arrivo di nuove Facoltà o Corsi di Laurea, è pura illusione. Ciò che è materialmente praticabile pare, piuttosto: A. Il completamento della filiera formativa, con la piena acquisizione di dottorati e di scuole di specializzazione; B. La realizzazione di strutture di ricerca e di laboratori, a partire da quelli che interessano il Polo Tecnologico-Aeronautico, in connessione col tessuto delle imprese. Si potrebbe pensare – data la presenza di ricercatori nella nostra sede – a linee di studio dedicate alle energie rinnovabili e alle loro tecnologie; C. L’implementazione dell’internazionalizzazione, già molto elevata a Forlì, tanto per ciò che riguarda la mobilità degli studenti, quanto per ciò che riguarda docenti e gruppi di ricerca. D. La progressiva integrazione dei Poli di Forlì e di Cesena, ai fini di una gestione razionale delle risorse e del decentramento. Il comune, tanto attraverso Ser.in.Ar, quanto direttamente, nei propri rapporti con il Polo, il pro-rettore alle Romagne e il Rettorato, s’impegna ad appoggiare questa politica.</p>
<p><strong>LE FRONTIERE DELLA LEGALITÀ</strong><br />
Legalità e integrazione: due condizioni per la sicurezza</p>
<p>La questione della legalità ingloba il tema della sicurezza e lo rende parte di un progetto più generale. Proprio l’amministrazione, col proprio esempio di trasparenza, di comunicazione e di efficienza, si colloca al centro di una nuova  cultura della legalità. A partire da qui, possono essere intraprese importanti iniziative volte all’incentivazione e alla diffusione di questo messaggio: A. Attraverso la scuola (senza che ciò si traduca in una sottrazione di ore, già scarne, alle discipline curriculari, ma mercé la proposta di elementi di civismo declinabili a seconda delle materie più appropriate); B. La pratica sportiva, da incoraggiare nelle giovani generazioni come mezzo di formazione ai sani principi di solidarietà e di responsabilità; C. Le politiche d’integrazione sociale e culturali nel rispetto della lettera e dello spirito della carta costituzionale, nonché della Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione.</p>
<p><strong>Sicurezza: rendiamola percepibile ai cittadini</strong></p>
<p>Quanto al tema più specifico della sicurezza, dopo aver sottolineato il dato – fornito da fonti ufficiali – di una condizione forlivese in linea con le realtà meno preoccupanti del paese e della regione, va rilevata la necessità di una forte visibilità del ruolo dell’amministrazione a fianco dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e delle forze di Polizia Nazionali. Si tratta di una funzione tutt’altro che accessoria, che i cittadini debbono avere ben chiara. Quanto alle iniziative più concrete, si propone: A. Il potenziamento del servizio di Polizia Municipale, attraverso una riorganizzazione interna che veda la compressione dei carichi di lavoro puramente amministrativi e la parallela riduzione di funzioni esclusivamente di rappresentanza. B. L’aumento della presenza di agenti della Polizia Municipale sulle strade. C. La realizzazione della nuova sede.</p>
<p><strong>Più agenti, più cittadini, più attività nelle strade e nelle piazze</strong></p>
<p>Il centro-sinistra rigetta completamente, invece, la proposta populista di dar vita a ronde di cittadini in funzione di appoggio agli agenti. Noi crediamo che questa iniziativa, oltre a nascondere un preciso progetto xenofobo e ad affermare principi di destra inaccettabili e del tutto opposti agli sforzi compiuti in direzione dell’inclusione e dell’integrazione sociale, rischi di creare confusione e di distogliere paradossalmente una quota delle forze preposte alla sicurezza dal precipuo obiettivo di controllare il contesto urbano. Noi ci schieriamo apertamente a favore delle forze dell’ordine e del loro continuo lavoro di monitoraggio del territorio.<br />
L’esperienza degli assistenti civici, contrariamente al modello populista delle ronde, peraltro già sperimentata nel nostro comune, può inoltre costituire un elemento di aiuto e di supporto a chi è istituzionalmente preposto a tutelare la sicurezza.<br />
Ciò che è augurabile, semmai, è la presenza di liberi cittadini per strada, ossia il ripristino, mercé apposite iniziative, incoraggiate ad esempio da una revisione della pubblica illuminazione (magari alimentata da energia rinnovabile), di una vivace vita serale nello spazio pubblico, autentico antidoto contro i rischi della micro-criminalità, da un lato, e, dall’altro, della politicizzazione squadrista delle città. </p>
<p><strong>UNA POLITICA PUBBLICA PER L’AMBIENTE</strong></p>
<p><strong>Territorio e risorse naturali sono beni finiti e non riproducibili</strong></p>
<p>La politica ambientale è un punto qualificante di questo programma. Crediamo che spazio per uno sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile  come nei tempi trascorsi. In primo luogo, perché il territorio è un bene finito, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza.</p>
<p><strong>Una città bella</strong></p>
<p>Per la Forlì del futuro sono necessari la definizione dei limiti della città, magari attraverso un’ampia cintura verde, l’uso appropriato ed eccezionale della pratica delle varianti e la subordinazione di nuove espansioni alla completa attuazione delle attuali previsioni di sviluppo urbanistico, produttivo ed industriale. </p>
<p><strong>Una città responsabile</strong></p>
<p>Già la passata amministrazione ha compiuto progressi nella raccolta differenziata. La futura amministrazione procederà immediatamente lungo questa strada, attraverso la realizzazione  del sistema di raccolta differenziata porta a porta sull’intero territorio comunale. Perché? In primo luogo, perché in questo modo si spingono i cittadini a ridurre la produzione dei rifiuti e a praticare una disciplina fondata sul rispetto ambientale, che ha un valore civico ed educativo. In secondo luogo, perché – se collegata all’esperienza di altri comuni – la differenziata spinta può generare attività economiche legate al riciclo, anche a livello locale. Si tratta, quindi, di promuovere anche l’insediamento di nuove attività economiche. In terzo luogo, perché, aumentando la raccolta differenziata, sarà possibile battersi con maggior forza per ridurre la quota di rifiuti destinati all’inceneritore. Per ciò che riguarda la parte indifferenziata destinata all’incenerimento, occorre rendere effettiva la pre-selezione secco/umido, per la quale sono previsti appositi procedimenti a tutt’oggi non effettuati.</p>
<p><strong>Una città monitorata</strong></p>
<p>Accanto a questo obiettivo, si colloca poi un’attenzione decisamente forte per il monitoraggio delle emissioni, effettuato da autorità indipendenti, a partire da quelle degl’inceneritori e per una campagna costante d’informazione e di sollecitazione della mobilitazione collettiva intorno alla questione ambientale dando seguito alle indicazioni contenute nel PPGR e alla costituzione di autonomi comitati di controllo composti da cittadini per la verifica della tracciabilità e del suo corretto percorso di differenziazione.</p>
<p><strong>Una città che non accresce l’effetto serra</strong></p>
<p>Il centro-sinistra è consapevole che la maggior parte delle emissioni di anidride carbonica dipendono dal traffico veicolare e dal riscaldamento degli edifici. Per questo, l’impostazione di una nuova politica della mobilità &#8211;  a partire dal centro storico – e di una applicazione graduale ma sistematica di fonti di produzione energetica rinnovabile contribuiscono a disegnare il profilo di una Forlì moderna, orientata verso una gestione delle risorse non riproducibili (a partire dai terreni e dai combustibili) attenta e sempre più prudente, e però decisa a sperimentare tecnologie innovative e a creare opportunità di crescita economica e di lavoro. </p>
<p><strong>Una città con servizi economici ed efficienti</strong></p>
<p>D’altro canto, proprio questa consapevolezza indica la via di una ferma pressione sulle aziende multiutility, affinché esse cooperino con questa impostazione, sempre più diffusa in Italia e in Occidente: e dunque l’amministrazione, attraverso un’ampia campagna di coinvolgimento dell’opinione pubblica, intende esercitare fino in fondo il proprio ruolo di difensore dei cittadini utenti (dal controllo tariffario alla qualità dei servizi, ecc.) assai più che quello di azionista pubblico. Così come giustamente pretendono, del resto, non solo i singoli, ma anche molte imprese del territorio. Il primato delle interesse pubblico va riaffermato in generale anche nel caso di tutte le partecipate, assicurando ai cittadini il controllo sulle risorse essenziali alla comunità.</p>
<p><strong>L’acqua: un bene pubblico prezioso</strong></p>
<p>L’acqua è un bene essenziale per tutti i cittadini: per questo è fondamentale che impianti e reti rimangano saldamente in mano pubblica. Ciò, peraltro, impone di migliorare la qualità della risorsa distribuita, di razionalizzare l’uso di fonti e impianti, di avere maggiore attenzione per i problemi ambientali ed energetici, d’indirizzarsi verso una politica tariffaria che penalizzi gli elevati consumi e gli sprechi e nello stesso tempo favorisca le famiglie numerose.</p>
<p><strong>Una città con una cintura verde</strong></p>
<p>I boschi di Ladino e Farrazzano, i parchi fluviali del Montone e del Ronco, i siti di pregio paesaggistico e ambientale come i Sabbioni, i percorsi lungo gli argini e la rete dei canali di Schiavonia e di Ravaldino, la prima fascia collinare rappresentano parti di una cintura verde, della quale partecipa la nostra campagna, la cui tutela è importante per il benessere della cittadinanza e per la vivibilità dello spazio comunale. Si tratta di “patrimonio”, secondo la definizione del Piano territoriale della Regione. Ebbene, questa patrimonio va tutelato alla stregua dei beni culturali tradizionali, e tanto più per i rischi che corre e per la sua irriproducibilità. Il centro-sinistra è consapevole che questa posizione non significa affatto opposizione allo sviluppo: significa, piuttosto, declinare e qualificare lo sviluppo economico, rendendolo ordinato, innovativo, ambientalmente compatibile. Non si tratta di un sogno: è quanto accade in molte realtà europee, e non da oggi.</p>
<p><strong>Una città dall’alto senso civico e amica degli animali</strong></p>
<p>Forlì ha saputo affrontare per tempo &#8211; anche e soprattutto grazie al contributo delle associazioni protezioniste &#8211; il dilagante problema del randagismo animale con l&#8217;avvio di politiche e strutture di servizio per la sua gestione. Consapevoli che ciò non basta, ci impegniamo a rilanciare la nostra azione per prevenire e contrastare gli abbandoni sul territorio per favorire e consolidare una pacifica e serena convivenza uomo-animale. Sarà evidente il salto di qualità verso politiche virtuose che &#8211; coinvolgendo l&#8217;associazionismo attivo anche attraverso formazione ad hoc &#8211; potranno produrre una sostanziale riduzione dei costi sostenuti oggi da tutti i cittadini per l&#8217;incivile comportamento di pochi, liberando così risorse importanti che saranno reinvestite nel benessere animale e, di conseguenza, della collettività.</p>
<p><strong>LA GENERAZIONE DEL FUTURO</strong><br />
<strong>I giovani protagonisti oggi </strong><br />
E chiaro che una Forlì “europea”, aperta, integrata, solidale, una Forlì in cui sia piacevole vivere e lavorare, rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato in particolare alla generazioni più giovani. Saranno esse a completare, se lo vorranno, il disegno qui abbozzato. Ciò comporta alcune conseguenze. Anzitutto, l’assunzione, da parte dell’amministrazione, non già della “questione giovanile” come tema fra gli altri (ma lo steso potrebbe dirsi della “questione femminile”, naturalmente), quanto dell’elemento generazionale – così come quello di genere – quale veicolo, interprete privilegiato del cambiamento. Il che significa, da una parte, riconoscere la rilevanza di taluni nodi ancora irrisolti (i luoghi dell’aggregazione diffusa, di stampo associativo formale o informale, musicale o ricreativo; la mensa universitaria; lo stimolo di attività commerciali in linea con i tempi della generazione – serali e notturni). Dall’altro, osservare il tanto che si è fatto – sotto il profilo delle pratiche sportive, ad esempio; ma anche del recupero di luoghi importanti, come la Fabbrica delle Candele, attraverso al quale promuovere il libero sviluppo della creatività dei giovani. Dall’altro ancora, la preoccupazione per il crescente disagio degli adolescenti, in misura preoccupante soggetti a forme di rifiuto sistematico dell’offerta formativa ma anche estranei del tutto al civismo, ai vincoli di socialità. E’ questo un ambito che deve attrarre l’analisi e la ricerca dell’amministrazione. Perché, oltre che gestire, occorre anche studiare e capire.</p>
<p><strong>Due gemme : l’associazionismo e il volontariato</strong><br />
Siamo certi che riceveremo un grande aiuto da una risorsa formidabile della nostra città; l’associazionismo. Esso rappresenta, in moltissimi, campi, un formidabile aiuto per l’amministrazione pubblica. Ebbene, associazionismo e volontariato, dall’ambito sociale a quello della protezione civile, passando per i tanti altri contesti della vita cittadina, costituiscono i naturali interlocutori di un’amministrazione di centro-sinistra: ad essi andranno le cure della giunta e dei consiglieri, i quali assicurano fin d’ora piena disponibilità all’ascolto e fattiva collaborazione.<br />
Un aspetto importante, tanto dell’associazionismo quanto della vita sociale locale, caro a tutte le generazioni ma in particolare alle più giovani, è la pratica sportiva. Forlì può vantare una notevole dotazione d’impianti, ottimi livelli di partecipazione da parte della cittadinanza e squadre di rilievo nazionale in diverse discipline. A questa esperienza, che va custodita e alimentata come un tesoro particolarmente prezioso, il centro-sinistra riserverà risorse ed energie, consapevole del valore morale, civico, fisico che essa produce. Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi crescano forti e sani e che i nostri cittadini si mantengono in forma in età matura: tutta la comunità ne trarrà giovamento.</p>
<p><strong>Non una sfida, ma un progetto nell’interesse di tutti per il futuro della nostra comunità</strong><br />
Abbiamo cercato di scrivere un programma leggibile e di mettere nero su bianco impegni anche ambiziosi, ma – riteniamo &#8211; alla portata degli anni difficili che ci aspettano. Il nostro compito, del resto, è quello di proporre un progetto della Forlì futura e di passarlo a giovani cui spetterà un compito arduo e forse più difficile del nostro. Il centro-sinistra, nella nostra città, è convinto di potersi mettere al servizio della comunità per questo grande obiettivo, che oggi appare profondamente controcorrente, tanto lontana è la politica nazionale governativa dai nostri valori e dai nostri propositi. Eppure, forse anche per questo, val la pena di raccogliere la sfida.</p>
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		<title>Il Digitale terrestre &#232; u&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 13:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<title>Il Digitale terrestre è una tecnologia costosa, limitata, già obsoleta</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 13:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho scritto più volte in tempi non sospetti, che il digitale terrestre è una tecnologia inutile. Di solito si cambiano le abitudini (e gli elettrodomestici) per andare verso sistemi migliori, mentre il digitale terrestre non è altro che un tentativo di mantenere lo status quo della comunicazione radio-televisiva (pochissime reti in mano a pochissime aziende). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto più volte in <a href="http://www.alessandroronchi.net/2006/informazione-di-qualita/" rel="nofollow" >tempi</a> <a href="http://www.alessandroronchi.net/2004/150-euro-per-il-digitale-terrestre/" rel="nofollow" >non sospetti</a>, che il digitale terrestre è una tecnologia inutile. Di solito si cambiano le abitudini (e gli elettrodomestici) per andare verso sistemi migliori, mentre il digitale terrestre non è altro che un tentativo di mantenere lo<strong> status quo della comunicazione radio-televisiva</strong> (pochissime reti in mano a pochissime aziende).<br />
Oggi si potrebbe fare molto altro, a partire dal satellitare in chiaro per finire alle <strong> web TV</strong>.</p>
<p>Una cosa positiva è che finalmente anche qualche grosso quotidiano inizia a mettere in dubbio questa tecnologia:</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/economia/09_gennaio_30/grasso_433b436a-eea1-11dd-ba39-00144f02aabc.shtml" rel="nofollow" >Digitale terrestre, prime sconfitte &#8211; Corriere della Sera</a></p>
<blockquote><p>per mantenere molti trasmettitori attivi ci vuole l&#8217;energia che illuminerebbe una città<br />
Gli esperti tv: «Tecnologia costosa, limitata, obsoleta» Esperienza difficile in Sardegna. E si guarda al satellite</p></blockquote>
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		<title>Facebook, la banalità, la rete e l&#8217;usabilità</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 13:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gilioli scrive un articolo dicendo che su facebook tutto è appiattito: la fame nel mondo e l&#8217;amore per il Muppet show. Mantellini risponde dicendo che è il Mondo ad appiattire tutto, dato che l&#8217;interesse della gente è ben lontano dall&#8217;essere concentrato solo sui grandi temi. Io penso che Mantellini abbia ragione, del resto basta guardare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/12/30/linsostenibile-leggerezza-di-facebook/" rel="nofollow" >Gilioli</a> scrive un articolo dicendo che su facebook tutto è appiattito: la fame nel mondo e l&#8217;amore per il Muppet show. <a href="http://www.mantellini.it/?p=6206#comments" rel="nofollow" >Mantellini</a> risponde dicendo che è il Mondo ad appiattire tutto, dato che l&#8217;interesse della gente è ben lontano dall&#8217;essere concentrato solo sui grandi temi.</p>
<p>Io penso che Mantellini abbia ragione, del resto basta guardare le catene di Sant&#8217;antonio via email per capire che le stupidaggini si diffondono più delle cose serie ed i problemi di difficile soluzione.</p>
<p>Penso, però, che <strong>Facebook non abbia la stessa distribuzione di banalità</strong> di altri pezzi di rete, ma ne sia più immerso. <span id="more-3533"></span></p>
<p>Il motivo, a mio parere, sta nella facilità d&#8217;ingresso: aprire un account su Facebook e creare pagine, gruppi, quiz e contenuti è molto più semplice che aprire un blog o pubblicare un bollettino cartaceo ed avere lo stesso audience. </p>
<p>Lo stesso avviene anche nel confrontare internet alla stampa cartacea: pubblicare un quotidiano è più difficile di pubblicare un blog. Aprire un blog è possibile anche per chi non ha nulla da dire.</p>
<p>Dovremmo chiederci se la facilità d&#8217;ingresso di queste tecnologie sia positiva o negativa, e la risposta è scontata. Selezionando i contenuti buoni, i blog hanno qualcosa da aggiungere di diverso e di valore rispetto al media cartaceo, e<strong> Facebook ed i social network probabilmente* aggiungeranno valore al resto</strong>, scremando le scemenze.</p>
<p>* Il problema principale di Facebook rimane la sua struttura centralizzata su una unica società. Se la rete distribuita si spostasse verso un ulteriore <strong>monopolio</strong>, perderebbe valore, invece di acquisirne.</p>
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		<title>Quale innovazione tecnologica vorresti vedere nel 2009?</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 13:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2009 a me piacerebbe vedere introdotti o maggiormente diffusi nel mercato: - i pannelli fotovoltaici a basso costo - lettori ebook di largo consumo per leggere romanzi, libri e quotidiani in formato elettronico - nuovi veicoli elettrici E voi? Sarebbe bello fare una classifica, dite la vostra (facciamo 3 idee a testa)!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2009 a me piacerebbe vedere introdotti o maggiormente diffusi nel mercato:<br />
- i pannelli fotovoltaici a basso costo<br />
- lettori ebook di largo consumo per leggere romanzi, libri e quotidiani in formato elettronico<br />
- nuovi veicoli elettrici</p>
<p>E voi? Sarebbe bello fare una classifica, dite la vostra (facciamo 3 idee a testa)!</p>
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		<title>Tecnologia &#8211; iBoobs per il tuo&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 02:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tecnologia &#8211; iBoobs per il tuo videofonino http://ff.im/rzUv]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tecnologia &#8211; iBoobs per il tuo videofonino http://ff.im/rzUv</p>
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		<title>Dalla Regione Lazio incentivi per la mobilità elettrica</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2008/dalla-regione-lazio-incentivi-per-la-mobilita-elettrica/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 07:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[Scooter Elettrici]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[veicoli elettrici]]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione Lazio investe 500 mila euro per un bando per l&#8217;incentivazione all&#8217;acquisto di veicoli elettrici ed elettrodomestici efficienti, pari al 30% della spesa sostenuta. Pensiamo, comunque, di mettere in moto un meccanismo virtuoso, dimostrando che è possibile muoversi nella città non soltanto con i mezzi inquinanti, alimentati da combustibili fossili, ma che la tecnologia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Lazio investe 500 mila euro per un bando per l&#8217;incentivazione all&#8217;acquisto di veicoli elettrici ed elettrodomestici efficienti, pari al 30% della spesa sostenuta.</p>
<blockquote><p>Pensiamo, comunque, di mettere in moto un meccanismo virtuoso, dimostrando che è possibile muoversi nella città non soltanto con i mezzi inquinanti, alimentati da combustibili fossili, ma che la tecnologia ci consente oggi di fare ricorso a veicoli altrettanto validi, altrettanto efficaci che, al contrario, non inquinano. Questo, inoltre, aiuterebbe i cittadini ad alleggerire i costi di gestione di questi mezzi, utilizzando energia elettrica, così da non sopportare il peso di dover fare il pieno di benzina, in un momento in cui è estremamente onerosa&#8221;.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.regione.lazio.it/web2/main/sala_stampa/news_dettaglio.php?id=3037" rel="nofollow" >Regione Lazio</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Better Place: Auto elettriche + Energia Rinnovabile + Tecnologia Batterie</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2008/better-place-auto-elettriche-energia-rinnovabile-tecnologia-batterie/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 07:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[Auto]]></category>
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		<description><![CDATA[Better Place è un progetto che punta a creare una rete per la mobilità elettrica, per ottenere l&#8217;indipendenza energetica globale e libertà dal petrolio. L&#8217;azienda punta a risolvere la domanda: &#8220;Cosa faresti per trasformare il Mondo in un posto migliore?&#8221; Via Simone Brunozzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.betterplace.com/" rel="nofollow" ><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3025" title="Better place: auto elettriche + Energia Rinnovabile + Tecnologia Batterie" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/08/bpl9156_betterplacelogo-150x150.jpg" alt="bpl9156 betterplacelogo 150x150 Better Place: Auto elettriche + Energia Rinnovabile + Tecnologia Batterie" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.betterplace.com/" rel="nofollow" >Better Place</a> è un progetto che punta a creare una rete per la mobilità elettrica, per ottenere l&#8217;indipendenza energetica globale e libertà dal petrolio. L&#8217;azienda punta a risolvere la domanda: <em>&#8220;Cosa faresti per trasformare il Mondo in un posto migliore?&#8221;</em></p>
<p>Via <a href="http://www.brunozzi.it/2008/08/29/un-posto-migliore/" rel="nofollow" class="broken_link">Simone Brunozzi</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Curriculum Vitae</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 12:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
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		<description><![CDATA[Informazioni personali Stato civile: Celibe Nazionalità: Italiana Data di nascita: 12/04/1980 Luogo di nascita: Forlì Istruzione 1994 -1999 : Diploma di Maturità scientifica conseguita presso il Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci Di Calcoli di Forlì, FC, con la seguente votazione complessiva: 93/100 2005: Laurea Vecchio Ordinamento in Scienze dell&#8217;Informazione presso la Facoltà di Scienze matematiche Fisiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>
        
    </p>
</p>
<h3>
        Informazioni personali<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                Stato civile: Celibe
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Nazionalità: Italiana
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Data di nascita: 12/04/1980
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Luogo di nascita: Forlì</p>
</li>
</ul>
<h3>
        Istruzione<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                1994 -1999 : Diploma di Maturità scientifica conseguita presso il Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci Di Calcoli di Forlì, FC, con la seguente<br />
                votazione complessiva: 93/100
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2005: Laurea Vecchio Ordinamento in Scienze dell&#8217;Informazione presso la Facoltà di Scienze matematiche Fisiche e Naturali dell&#8217;Università di<br />
                Bologna, con sede a Cesena, con la seguente valutazione finale: 107/110.</p>
</li>
</ul>
<h3>
        Lavoro di tesi<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                <b>Gestione del versioning in sistemi di data warehouse: </b><br />
                analisi, progettazione ed implementazione di un prototipo per il DW engineering attraverso grafi ciclici che supporta il versioning, realizzato<br />
                su tecnologia java/swing/XML. Il progetto di tesi è stato successivamente presentato all&#8217;International Conference on Data Engineering del 2007<br />
                tenutosi ad Istanbul.</p>
</li>
</ul>
<h3>
        Interessi lavorativi<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                Analisi e specifica dei requisiti
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Ingegneria del software e sistemi informativi
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Progettazione Database e Business Intelligence
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Applicazioni Web complesse</p>
</li>
</ul>
<h3>
        Lingue straniere<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                Ottima conoscenza dell&#8217;inglese</p>
</li>
</ul>
<h3>
        Esperienze di lavoro<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                2001: Docente di un corso di informatica riservato a studenti universitari.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2001: Collaborazione con il Quotidiano &#8220;La Voce&#8221;
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2001- 2002: Liceo Scientifico Paulucci di Calcoli, Forlì (FC): Amministratore della rete e tecnico di laboratorio.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2002-2003: Rivista &#8220;Inter.net&#8221;: Collaborazione con la rivista nazionale dedicata alle tecnologie della rete.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2002: Collaborazione per lo sviluppo del catalogo prodotti online per una ditta metallurgica.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2003: ITAER Forlì: Docente di un corso di Linux per professori
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2003-2005: ITAER Forlì: Docente di tre corsi su Linux per studenti
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2003: EgoCreanet: Docente di un corso Linux di Base per professionisti
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2003: Yacme SRL: Analisi e realizzazione di un applicativo java/XML client/server per la gestione di flussi di dati aziendali
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2004: Tutor corsi ForTIC livello C per la provincia di Forlì-Cesena
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2005-2011: SOASI Sviluppo Software e Sistemi Open Source, presso la quale sono stati seguiti, tra gli altri, progetti relativi a:
            </p>
<ul>
<li>
<p>
                        Sviluppo di sistemi informativi per pubbliche amministrazioni
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Analisi, Progettazione e Sviluppo di applicazioni informative complesse basate su interfaccia WEB per amministrazioni pubbliche ed<br />
                        aziende private
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Corsi di formazione per l&#8217;ottimizzazione degli strumenti web per i motori di ricerca (Search Engine Optimization)
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Monitoraggio online di impianti di produzione energetica fotovoltaica
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Progettazione e realizzazione di piattaforme e-commerce, con gestione automatizzata dei riordini presso fornitori, alimentazione<br />
                        database prodotti da molteplici fonti, gestione dei flussi documentali amministrativi
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Web Services
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Gestione di applicazioni web geografiche</p>
<p>
                    </p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h3>
        Attività extralavorative<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                1997-2004: Fondatore e presidente dalla data di registrazione del Forlì Linux User Group, associazione nata nel 1997 senza scopo di lucro con<br />
                l&#8217;obiettivo di diffondere l&#8217;informatica ed il software libero.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2000 – 2004: Rappresentante degli studenti nel consiglio di corso di Laurea di Scienze dell&#8217;informazione di Bologna, sede di Cesena.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2002-2004: Rappresentante degli studenti nel Consiglio Studentesco dell&#8217;università di Bologna e della Facoltà SSMMFFNN Unibo.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2004-2009: Consigliere Comunale a Forlì.
            </p>
</li>
</ul>
<p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Rottamare le televisioni?</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/rottamare-le-televisioni/</link>
		<comments>http://alessandroronchi.net/2007/rottamare-le-televisioni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 07:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[A breve entreranno in vigore le direttive europee per i rifiuti elettronici. Invece di spingere verso la riparazione di televisioni che al primo piccolo difetto vengono buttate nel bidone si pensa rottamazione delle tv che non hanno il digitale terrestre. A parte l&#8217;indubbia indecenza di tentare la respirazione bocca a bocca ad una tecnologia (il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/2006/04/27/riparare-televisioni-e-monitor-invece-di-buttarli/" rel="nofollow" href='http://www.alessandroronchi.net/2007/06/27/rottamare-le-televisioni/televisione-digitale-terrestre/' rel='attachment wp-att-2202' title='Televisione Digitale Terrestre'><img src='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/06/180px-digital-tv-box_med_boxerkort.thumbnail.jpg' alt="180px digital tv box med boxerkort.thumbnail Rottamare le televisioni?"  title="foto Rottamare le televisioni? " /></a>A breve entreranno in vigore le direttive europee per i rifiuti elettronici. Invece di spingere verso <a >la riparazione di televisioni che al primo piccolo difetto vengono buttate nel bidone</a> si pensa <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2026934" rel="nofollow" >rottamazione delle tv che non hanno il digitale terrestre</a>.</p>
<p>A parte l&#8217;indubbia indecenza di tentare la respirazione bocca a bocca ad una tecnologia (il digitale terrestre) nata morta, mi pare che tutto questo nell&#8217;era di internet, della televisione satellitare e di quella in rete, sia una bella stupidata.</p>
<p>Di quelle che fanno pensare <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cui_prodest%3F" rel="nofollow" >cui prodest?</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>ASPO-Italia: Eolo contro cinquino elettrico</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/aspo-italia-eolo-contro-cinquino-elettrico/</link>
		<comments>http://alessandroronchi.net/2007/aspo-italia-eolo-contro-cinquino-elettrico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2007 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità elettrica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandroronchi.net/2007/06/18/aspo-italia-eolo-contro-cinquino-elettrico/</guid>
		<description><![CDATA[Ugo Bardi scrive un articolo interessante sul confronto tra la macchina ad aria compressa e la cinquecento elettrica. In sostanza dice che la gente ha bisogno di una ipotesi impossibile, non di una alternativa attuale che però comporta piccole limitazioni (le stesse del prototipo che verrà ad aria compressa, tra l&#8217;altro). Da leggere: ASPO-Italia: Eolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.alessandroronchi.net/2007/06/18/aspo-italia-eolo-contro-cinquino-elettrico/eolo-contro-il-cinquino-elettrico/' rel='attachment wp-att-2160' title='Eolo contro il Cinquino elettrico'><img src='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/06/eolocinquino.thumbnail.jpg' alt="eolocinquino.thumbnail ASPO Italia: Eolo contro cinquino elettrico"  title="foto ASPO Italia: Eolo contro cinquino elettrico " /></a>Ugo Bardi scrive un articolo interessante sul confronto tra la macchina ad aria compressa e la cinquecento elettrica. In sostanza dice che la gente ha bisogno di una ipotesi impossibile, non di una alternativa attuale che però comporta piccole limitazioni (le stesse del prototipo che verrà ad aria compressa, tra l&#8217;altro).<br />
Da leggere:<br />
<a href="http://aspoitalia.blogspot.com/2007/06/eolo-contro-cinquino-elettrico.html" rel="nofollow" >ASPO-Italia: Eolo contro cinquino elettrico</a> <span id="more-2159"></span></p>
<blockquote><p>L’interpretazione è che la gente non vuole veramente cambiare; cerca una scusa per evitarlo. Si rende conto che viaggiare a emissioni zero è possibile con le macchine elettriche, ma anche che è un piccolo sacrificio: meno autonomia, la seccatura di dover ricaricare, e altre cose. Per cui, c&#8217;è chi sogna di una macchina impossibile &#8211; la Eolo &#8211; e si autoconvince che è colpa del complotto dei malvagi petrolieri se non è in vendita. Se solo ci fosse, allora si, ma nel frattempo, ahimé, dobbiamo continuare con le nostre SUV&#8230;..</p>
<p>E&#8217; un po&#8217; l&#8217;inverso della storia della volpe e l&#8217;uva. La volpe si autoconvince che l&#8217;uva che non può raggiungere è acerba. Invece, alcuni si autoconvincono che l&#8217;Eolo che non possono comprare è una meraviglia di perfezione. Il giorno in cui le Eolo si trovassero dai concessionari, ho il dubbio che l&#8217;entusiasmo generale si raffredderebbe alquanto.</p>
<p>Può darsi che mi sbagli; comunque pare che una versione ibrida della Eolo sarà messa in vendita nel prossimo futuro dalla ditta indiana Tata. Vedremo se avrà successo, ma notate che NON sarà una macchina a emissioni zero. <strong>Continuo a chiedermi come mai abbiamo una tecnologia perfettamente funzionante per veicoli a zero emissioni e ci ostiniamo a non utilizzarla.</strong></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Acquisti intelligenti</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2006/acquisti-intelligenti/</link>
		<comments>http://alessandroronchi.net/2006/acquisti-intelligenti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 01:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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		<description><![CDATA[Voglio fare una riflessione pre-Natalizia sulla corsa all&#8217;acquisto, classica di periodi come questo, ma che certamente si può generalizzare. Una volta quando si acquistava qualcosa, indipendentemente dal fatto che fosse un elettrodomestico o una cassa di mele, si aveva un contatto diretto con una persona che aveva trascorso una vita nella vendita di quel prodotto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio fare una riflessione pre-Natalizia sulla corsa all&#8217;acquisto, classica di periodi come questo, ma che certamente si può generalizzare.</p>
<p>Una volta quando si acquistava qualcosa, indipendentemente dal fatto che fosse un elettrodomestico o una cassa di mele, si aveva un contatto diretto con una persona che aveva trascorso una vita nella vendita di quel prodotto. Anche chi vendeva un frigorifero era lo stesso negoziante che ci aveva venduto il precedente. Se da un acquisto di un prodotto al suo sostituto trascorreva troppo poco tempo, si cambiava negozio o si aveva qualcuno obbligato ad ascoltare le nostre lamentele, che modificavano il magazzino del negozio.</p>
<p>Soprattutto per quanto riguarda gli elettrodomestici ed i prodotti tecnologici, <strong>oggi siamo arrivati all&#8217;usa e getta di oggetti anche molto costosi sia per le nostre tasche sia per il futuro smaltimento dopo il disuso</strong>.<span id="more-1817"></span></p>
<p>Chi ci vende le cose è uno dei tanti dipendenti di un grande magazzino, e difficilmente ricorderemo la sua faccia per lamentarci di un malfunzionamento. Anche l&#8217;assistenza non viene più effettuata tramite il negozio come interfaccia, e le responsabilità vengono rimbalzate dal venditore al distributore, e da questo al produttore.</p>
<p>La gara dei prezzi fa in modo che la tendenza generale si sposti dall&#8217;acquisto sensato a quello sfrenato. Un televisore una volta durava 10 anni, oggi con tutti i passi avanti che ha fatto la tecnologia non si superano i 3-4.</p>
<p><strong>Si valuta, spesso e per necessità, il costo di acquisizione di un prodotto, ma non si fanno i conti con quello d&#8217;esercizio</strong>, con diverse conseguenze: i prodotti con consumi minori solitamente hanno costi iniziali leggermente più alti, e per questo vengono scartati nonostante il bilancio a medio termine sia a loro favore. La stessa cosa accade per la <strong>robustezza</strong> e l&#8217;<strong>affidabilità</strong>: quello che dura costa di più ma vive più del necessario per ripagarsi questa spesa. Come ultimo svantaggio, la forsennata sostituzione degli oggetti funzionanti che abbiamo, a causa della continua e forzata obsolescenza del mercato, non ci permette di approfondire l&#8217;acquisto che stiamo per fare, e <strong>spesso la mancanza di tempo dedicato alla valutazione dei prodotti si traduce in una prematura necessità di sostituzione.</strong></p>
<p>Oggi, però, abbiamo qualche strumento in più. Ad esempio è possibile scambiarsi pareri gratuitamente su internet: esistono diversi strumenti, a partire dai siti che confrontano prezzi e recensioni ai newsgroup di appassionati. Non è un caso che gli strumenti per lo scambio di recensioni, feedback, consigli per gli acquisti siano tra i più utilizzati da chi cerca informazioni per gli acquisti su internet. Oggi la rete è una fonte di informazione preziosa anche per questo, uno strumento capace di fornire confronti e consigli capaci di spostare fette importanti di mercato.</p>
<p>Per il mio compleanno, in Aprile, ho acquistato una fotocamera digitale nuova. Anche per passione ho cercato recensioni su internet, per evitare brutte sorprese. La marca non è una garanzia ed a parità di costi esiste sempre una varietà di scelta con risultati anche molto diversi.<br />
Sono stato contento di aver dedicato un po&#8217; di tempo alla scelta, perché stavo per acquistare un modello più costoso che non aveva nulla di più di quella che ho preso. La ricerca mi ha permesso inoltre di capire qualcosa di più sul funzionamento e cercare quello che si adattava di più alle mie esigenze, in mezzo ad una offerta anche troppo vasta di prodotti scadenti.</p>
<p>Un altro esempio è quello delle stampanti per computer. Esistono dei modelli che costano pochissimo, ma che funzionano solo con ricariche costosissime.<strong> Quasi sempre il mantenimento di un bene è più oneroso del suo acquisto iniziale</strong>, ma più difficile da calcolare (come ad esempio il consumo energetico).</p>
<p>Tutto questo per dire che è sempre meglio dedicare un po&#8217; di tempo per pensare a quello che stiamo per acquistare:<br />
- ci serve veramente?<br />
- esiste qualcosa di meglio, allo stesso prezzo?<br />
- posso risparmiare nel tempo, pagando poco di più ora?<br />
- posso trovare usato quello che cerco?<br />
- Durerà nel tempo? Sarà possibile ripararlo senza doverlo sostituire in blocco?<br />
- chi ha acquistato lo stesso prodotto, è stato contento o avrebbe cambiato la sua scelta?</p>
<p>Queste informazioni si trovano su internet, ma possono esserci anche fornite da un onesto e bravo negoziante che abbia un minimo di tempo da dedicarci.<br />
Il consiglio e l&#8217;assistenza di una persona esperta possono anche pesare sul prezzo, ma a conti fatti questa consulenza serve per evitare di buttare dopo pochi mesi quello che abbiamo appena acquistato. </p>
<p>Solo con un acquisto più attento si possono ridurre i consumi energetici, le sostituzioni inutili, ottenendo prodotti migliori risparmiando denaro.</p>
<p>Abbiamo gli strumenti per informarci, sfruttiamoli per migliorare il mercato.</p>
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		<title>Metti il coperchio sulle pentole</title>
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		<pubDate>Fri, 12 May 2006 08:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa il Ministro delle Attività Produttive Scajola, per fronteggiare la crisi energetica dovuta al taglio delle forniture del metano da parte della Russia, ha chiesto agli italiani di mettere il coperchio sopra le pentole. Oltre a questo invito ha previsto, con un decreto, la riapertura delle centrali ad olio combustibile, chiuse perché inquinanti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa il Ministro delle Attività Produttive Scajola, per fronteggiare la crisi energetica dovuta al taglio delle forniture del metano da parte della Russia, ha chiesto agli italiani di mettere il coperchio sopra le pentole. Oltre a questo invito ha previsto, con un decreto, la riapertura delle centrali ad olio combustibile, chiuse perché inquinanti, vecchie e costose, ed una riduzione delle temperature dei riscaldamenti a 18 gradi (al posto dei canonici 20).<br />
Questa emergenza ha fatto capire agli italiani che non è stato fatto nulla, in tutti questi anni, per ridurre la nostra dipendenza energetica dalle fonti non rinnovabili importate dall&#8217;estero.<br />
Qualcuno di questi, sull&#8217;onda emotiva degli allarmismi, ha riproposto persino il ricorso al nucleare, tecnologia ormai abbandonata anche da chi lo ha sfruttato negli anni passati.<span id="more-3363"></span><br />
Antieconomico, pericoloso e legato alla disponibilità di Uranio che non è abbondante in forma utilizzabile allo scopo, il nucleare sarebbe l&#8217;ennesima beffa che non risolve il problema.<br />
Nessun governo italiano, fino ad oggi, ha saputo metter mano alla fonte più economica, ecologica ed abbondante nel nostro paese: il risparmio energetico.<br />
In effetti l&#8217;idea non attrae molto l&#8217;attenzione. Non richiama l&#8217;idea di abbondanza, della mitica opulenza di una società “sviluppata”, che non conosce confini alla crescita.<br />
Probabilmente per essere veramente efficace, come concetto, dovrebbe chiamarsi diversamente. Anziché risparmio energetico, quindi, utilizzerò in questo articolo “leggerezza energetica”. Un po&#8217; come le barrette per perdere peso, un metodo per essere felici e meno in colpa verso il prossimo che stiamo inquinando.<br />
Se la pensiamo come fonte, la leggerezza energetica è un bene che stiamo sprecando.<br />
Buttereste dalla finestra centinaia di euro? In realtà in Italia lo stiamo facendo.<br />
Basta fare un confronto tra i consumi energetici degli edifici in Italia, Svezia e Germania. In Svezia lo standard per l’isolamento termico degli edifici non autorizza perdite di calore superiori a 60 kWh al metro quadro all’anno. In Germania le perdite sono mediamente di 200 kWh al metro quadro all’anno. In Italia si raggiungono punte di 500 kWh/m2/anno.<br />
Mentre noi, da anni, teniamo gli occhi chiusi e non guardiamo al di là di ieri, negli altri paesi si stanno attuando politiche che permettono di essere meno inquinanti, meno dipendenti dai combustibili fossili e dai prezzi che gli altri stabiliscono per noi.<br />
Mentre è ridicolo che un Ministro arrivi a discutere dei tappi per le pentole, appare chiaro che, prima o poi, dovremo affrontare il problema con la serietà che merita.<br />
Mentre noi pensiamo a come sfruttare gli incentivi europei per falsificare il mercato della produzione delle energie rinnovabili, c&#8217;è chi pensa a ridurre le necessità di energia a parità di qualità della vita ed al contempo a realizzare veri mercati alternativi per l&#8217;approvvigionamento. Gli esempi da seguire sono sempre gli stessi, non dobbiamo guardare nemmeno troppo lontano. Se investissimo in ricerca sulle rinnovabili, compresa la leggerezza energetica, potremmo risolvere nella maniera adeguata quello che sarà il problema di questo secolo, assieme all&#8217;acqua.<br />
Così come è risibile il provvedimento di Scajola, lo stesso modo di ragionare ci viene di fronte anche dietro casa.<br />
L&#8217;ultima novità è il progetto di un inceneritore di biomasse presentato per Casemurate di Forlì. Poco lontano dal centro del Capoluogo, all&#8217;interno di un centro abitato in mezzo alla campagna, vorrebbero costruire una centrale elettrica che produce energia bruciando 170&#8217;000 tonnellate di biomasse all&#8217;anno.<br />
Per fare un confronto i tre inceneritori attuali di Hera e di Mengozzi di Coriano bruciano insieme 70&#8217;000 tonnellate di rifiuti ogni anno.<br />
Nella categoria delle biomasse rientra quasi di tutto: dalla legna all&#8217;erba, dai fanghi di depurazione alla cacca delle galline.<br />
Siccome non produciamo così tanta “biomassa”, probabilmente dovremmo importarla da fuori Provincia, come è capitato ad Argenta, dove viene importato legname dal Canada.<br />
Anche quelle che sono energie rinnovabili, quindi, rischiano di diventare solo un business legato agli incentivi europei, dal bilancio energetico negativo (entra nel ciclo più energia di quella che esce) e conti economici viziati temporaneamente dai certificati verdi.<br />
Purtroppo di leggero, in quello che facciamo, c&#8217;è solo il modo di pensare.<br />
Prima o poi il sole ci scioglierà le ali.</p>
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		<title>Riparare televisioni e monitor invece di buttarli</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Apr 2006 17:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un amico ha aperto un sito dove spiega il suo passatempo da bravo perito elettronico: ##### (indirizzo cancellato perché il sito non esiste più) Ripara monitor ed apparecchiature elettroniche, alcune delle quali destinate alla discarica, per ridurre il nostro impatto ambientale con il sempre maggiore richiamo all&#8217;usa e getta anche nei grandi elettrodomestici. L&#8217;invito che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un amico ha aperto un sito dove spiega il suo passatempo da bravo perito elettronico:<br />
##### (indirizzo cancellato perché il sito non esiste più)</p>
<p>Ripara monitor ed apparecchiature elettroniche, alcune delle quali destinate alla discarica, per ridurre il nostro impatto ambientale con il sempre maggiore richiamo all&#8217;usa e getta anche nei grandi elettrodomestici.</p>
<p>L&#8217;invito che fa è quello di cercare di evitare di buttare via ciò che non funziona, che riteniamo obsoleto, ma che ancora può essere ripristinato ed avere una seconda vita. Gli elettrodomestici nuovi ed economici spesso sono fatti per durare solo il tempo della garanzia, per essere sostituiti, mentre la razionalità vorrebbe che con la tecnologia aumenti anche la durata delle cose che costruiamo.<br />
Contattatelo se avete qualche monitor o qualche televisore che non funziona, prima di buttarlo via. Avrete fatto un favore anche all&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>Aggiornamento 6/2/2012</strong>: Nonostante questo articolo sia stato scritto tanti anni fa, ancora in tanti mi scrivono chiedendomi come si ripara il loro televisore. <strong>Io non so riparare televisori</strong>, vi consiglio di cercare un tecnico che lavori vicino a casa vostra. </p>
<p>Se avete dei dubbi, scrivete un commento a questo articolo, magari qualcun altro saprà rispondervi, ma non aspettatevi la soluzione e non scrivetemi in privato, è inutile. Quello che so lo scrivo qui.</p>
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		<title>Nulla di vero tranne gli occhi</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2005 10:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Significativo che questo sia il titolo dell&#8217;ultimo romanzo di Faletti. Mantellini scrive un articolo molto interessante su Punto-Informatico, in anteprima sul suo blog. A questo proposito, volevo aggiungere al discorso fatto in precedenza (credo che sia stato tra i più commentati della storia di questo blog), un paragrafo tratto dal libro di Lessig, Cultura Libera: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Significativo che questo sia il titolo dell&#8217;ultimo romanzo di Faletti. <a href="http://www.mantellini.it" rel="nofollow" >Mantellini</a> scrive un <a href="http://www.mantellini.it/2005_06_19_archivio.htm#111919199688224416" rel="nofollow" class="broken_link">articolo</a> molto interessante su <a href="http://www.punto-informatico.it" rel="nofollow" >Punto-Informatico</a>, in anteprima sul suo blog.</p>
<p>A questo proposito, volevo aggiungere al <a href="http://www.alessandroronchi.net/index.php/archives/2005/06/16/faletti-lopen-source-e-gli-amanuensi/" rel="nofollow" >discorso fatto in precedenza</a> (credo che sia stato tra i più commentati della storia di questo blog), un paragrafo tratto dal libro di Lessig, <a href="http://www.liberacultura.it/index.php?p=25" rel="nofollow" class="broken_link">Cultura Libera</a>:<br />
<span id="more-1500"></span><br />
<!--adsense--></p>
<blockquote><p>&#8230; non c&#8217;è nulla di sbagliato o di sorprendente nella campagna dell&#8217;industria produttrice di contenuti per tutelarsi dalle dannose conseguenze dell&#8217;innovazione tecnologica. E io sono l&#8217;ultimo a sostenere che il cambiamento prodotto dalla tecnologia di Internet non abbia avuto un profondo impatto sugli affari di tale industria o, come spiega John Seely Brown, sulla sua &#8220;architettura delle entrate&#8221;.</p>
<p>Ma il solo fatto che un particolare settore d&#8217;interesse chieda il sostegno del governo non significa che tale sostegno vada accordato. E solo perché la tecnologia ha indebolito un determinato modo di lavorare, non significa che il governo debba intervenire per sostenere quel vecchio comportamento. La Kodak, per esempio, ha perso fino al 20 per cento del mercato della fotografia tradizionale a causa delle tecnologie emergenti delle macchine fotografiche digitali 05. Qualcuno pensa forse che il governo debba proibirne la produzione soltanto per sostenere la Kodak?</p></blockquote>
<p>Dobbiamo tutelarci dai legislatori e fare le nostre battaglie politiche, per difenderci da chi utilizza gli ignoranti come Faletti per portare avanti la sua battaglia. </p>
<p>Solo con l&#8217;interesse di tutti possiamo vincere la battaglia contro chi vuole farci tornare al medioevo dell&#8217;informazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Forlì non esiste un problema per l&#8217;elettrosmog. O quasi.</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2005 09:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo delle leggi nazionali che impongono dei limiti per le emissioni di onde elettromagnetiche da parte delle antenne, i controlli dicono che questi limiti sono ampiamente rispettati, ma questo non significa che la preoccupazione dei cittadini nei confronti delle nuove installazioni sia immotivato. Prima di tutto bisogna proteggere dalle emissioni gli asili nido e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo delle leggi nazionali che impongono dei limiti per le emissioni di onde elettromagnetiche da parte delle antenne, i controlli dicono che questi limiti sono ampiamente rispettati, ma questo non significa che la preoccupazione dei cittadini nei confronti delle nuove installazioni sia immotivato.<br />
Prima di tutto bisogna proteggere dalle emissioni gli asili nido e le scuole materne, ma anche i parchi gioco e tutti gli altri luoghi di accesso per l&#8217;infanzia, per proteggere i bambini da eventuali rischi, dato che per loro il rischio è più elevato.<span id="more-3376"></span><br />
Poi bisogna riappropriarsi della capacità di programmazione delle installazioni, per discutere insieme con i cittadini, senza ipocrisie, le zone più adatte per costruire nuove antenne se ne hanno la necessità. Le richieste fatte dai cittadini sono più che legittime: è necessaria una maggiore informazione sulle nuove installazioni, affinché si possa conoscere la programmazione dei gestori e fare proposte di modifica.<br />
E&#8217; semplicemente folle che per legge gestori diversi non possano condividere le stesse antenne, con la naturale conseguenza della moltiplicazione degli impianti. Se questo fosse possibile, allo stato attuale potremmo avere ⅓ o Œ delle antenne esistenti.<br />
La tecnologia UMTS, quella della videocomunicazione, obbliga ad un aumento del numero degli impianti, a causa delle diverse frequenze con le quali lavora.<br />
L&#8217;organizzazione mondiale della sanità ad oggi non riesce a fornire informazioni adeguate sull&#8217;impatto a lungo termine che questo tipo di onde ha sulla nostra salute, ma esperimenti sui topi hanno dimostrato un aumento dell&#8217;incidenza del cancro con l&#8217;esposizione ravvicinata ad una antenna trasmittente. Non esiste, in pratica, un limite minimo di emissioni che eviti con certezza problemi per la salute.Sappiamo per certo che l&#8217;esposizione ad una fonte di elettrosmog provoca un riscaldamento dei tessuti, e per un telefono cellulare significa un riscaldamento del cervello.<br />
Il cervello è estremamente sensibile alle differenze di temperatura, anche minime, ed anche se esistono studi contrastanti sugli effetti, possiamo pensare con ragionevole certezza che questo riscaldamento non faccia bene alle nostre cellule grigie. Per questo motivo è consigliabile tenere il cellulare lontano dalle orecchie, tramite vivavoce o auricolari, soprattutto quando questo inizia la chiamata (è il momento di maggiore intensità delle onde).<br />
Questo non significa che si debba aver paura solo dei cellulari: le onde elettromagnetiche sono prodotte anche dagli elettrodomestici (televisori, radiosveglie, computer, lavatrici) e dagli elettrodotti, per fare solo qualche esempio importante, quindi dovremmo fare attenzione a tutto quello che incide sull&#8217;elettrosmog.<br />
L&#8217;impatto emotivo che provoca l&#8217;installazione di una antenna è molto più forte a causa della visibilità dell&#8217;impianto e dalla preoccupazione verso una tecnologia che è molto recente. A volte capita che non venga accettata una nuova installazione nei pressi di un edificio, per precauzione, ma allo stesso tempo non si hanno problemi ad edificare nuove strutture nei pressi di una antenna, come se la preesistenza di questa modificasse la sua presunta pericolosità.<br />
Dovremmo affrontare questo problema in maniera più rigorosa, mettendo sempre al primo piano la nostra salute, rispetto ai vantaggi economici delle grandi aziende della comunicazione.<br />
Non tutti sanno che al diminuire del segnale, il cellulare aumenta le sue emissioni per migliorare la ricezione. E&#8217; quindi molto peggio avere in tasca un cellulare senza campo (in questi casi è meglio spegnerlo), piuttosto che una antenna a qualche centinaio di metri.<br />
Il limite di legge per le emissioni dei cellulari, infatti, è molto più permissivo rispetto a quello delle antenne: circa 30 V/m contro 6 V/m.<br />
Cerchiamo di agire in maniera più prudente: un bambino di 10 anni non ha bisogno di un telefono cellulare, soprattutto se rappresenta un rischio per la sua salute.<br />
Infine sarebbe opportuno scegliere telefoni che abbiano la minore emissione possibile, anche per dare un segnale al mercato: esiste un metodo per misurarla e viene indicato con l&#8217;acronimo SAR, ed ogni produttore è obbligato ad allegare i livelli di emissione al manuale del cellulare.<br />
La paura, da sempre, è un meccanismo di autodifesa eccezionale.<br />
Una maggiore consapevolezza, però, non può che aiutarci a calibrare meglio i nostri timori sui pericoli più importanti.</p>
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		<title>Il rendimento delle auto elettriche e dell’idrogeno</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2004 01:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Andrea mi manda, in privato, una serie di conti sui rendimenti delle auto elettriche e quelle ad idrogeno (con motore a celle di combustibile ed a scoppio). I dati, se comparati, restituiscono una indicazione importante sulla tecnologia ad oggi più vantaggiosa. Faccio in anticipo le conclusioni, prima dei dati: Le auto elettriche sono più vantaggiose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fangian.org/" rel="nofollow" >Andrea</a> mi manda, in privato, una serie di conti sui rendimenti delle auto elettriche e quelle ad idrogeno (con motore a celle di combustibile ed a scoppio). <strong>I dati, se comparati, restituiscono una indicazione importante sulla tecnologia ad oggi più vantaggiosa</strong>. Faccio in anticipo le conclusioni, prima dei dati: <strong>Le auto elettriche sono più vantaggiose rispetto a quelle ad idrogeno, perché a parità di energia prodotta ne viene dispersa molta meno, grazie ad un rendimento notevolmente più alto.</strong><ins datetime="2004-11-14T2:6:24-0:00"> L&#8217;unico vantaggio dell&#8217;idrogeno riguarda gli equilibri economici della distribuzione del carburante: mentre un&#8217;auto elettrica si può ricaricare ovunque, per l&#8217;idrogeno serve un distributore professionale </ins>(perché comunque è pericoloso e difficile da produrre in proprio), ed un cambiamento del carburante non modificherebbe la situazione delle compagnie di distribuzione. Per questo motivo probabilmente in futuro vedremo maggiori spinte verso l&#8217;idrogeno, rispetto all&#8217;elettrico, ma questo non ci deve trarre in inganno: dobbiamo cercare di renderci indipendenti dai combustibili fossili prima possibile, e non potremo farlo con facilità se rimarremo ancorati a sistemi che su 100 unità di energia ne lasciamo 6 allo stadio finale, quello che permette alle vetture di muoversi. <strong>Questo dato è importante: per ogni 6 chilometri che facciamo, con l&#8217;idrogeno ne lasciamo indietro 94 dispersi nel nulla.</strong></p>
<p><strong>Tabella generale dei rendimenti</strong></p>
<p>Rendimento di una centrale termoelettrica 45% (se va bene, tenuta pulita, ecc)<br />
Rendimento di una linea di trasporto di energia elettrica 80% (se avete dati migliori, documentati, passatemeli , per favore)<br />
Rendimento di un processo di elettrolisi 70% (la pirolisi costa un sacco di più dal punto di vista energetico, per quel che ricordo)<br />
Rendimento di un motore a combustione interna, ciclo otto 25% max, se si parla di un motore di autovettura puo` essere anche inferiore, in città<br />
Rendimento di un accumulatore elettrico 85-90%<br />
Rendimento di un motore elettrico 90-95%<br />
Inoltre, in sistema (auto + motore elettrico + accumulatore + sistema di regolazione elettronico con recupero) permette di recuperare l&#8217;energia cinetica ricaricando le batterie al posto di dissiparla con il riscaldamento dei freni<br />
Rendimento di una cella a combustibile 20-40% (ma credo che il valore giusto sia quello basso: 20%)</p>
<p><strong>Quindi vediamo i vari casi partendo da una quantità iniziale di energia fossile (petroli/carbone/metano/uranio)<br />
</strong></p>
<p><strong>1) Caso auto elettrica</strong><br />
inizio 100 unità di energia;<br />
trasformo in elettricità, 40%, restano 40 unità; trasporto l&#8217;energia, 80%, restano 32 unità;<br />
accumulo in batterie, 85%, restano 27.2 unità;<br />
la uso con motore elettrico, 90%, uso 24,48 unità, recuperando nelle frenate.<br />
Sintesi: auto elettrica tradizionale, quasi 25% di rendimento globale, e l&#8217;energia è ben utilizzata e prodotta in centrale (minimo inquinamento &#8220;tecnicamente possibile&#8221; ad oggi).<br />
<strong>2) Caso auto elettrica con cella a combustibile ad idrogeno.</strong><br />
inizio 100 unità di energia;<br />
trasformo in elettricità, 40%, restano 40 unità; trasporto l&#8217;energia, 80%, restano 32 unità;<br />
elettrolisi dell&#8217;acqua, 70%, restano 22,4 unità;<br />
tralascio le perdite per trasportare l&#8217;idrogeno liquido ed i problemi per lo &#8220;smaltimento dell&#8217;ossigeno&#8221;, problema sempre trascurato.<br />
trasformo idrogeno in energia elettrica, 30% (ottimistico), restano 6,72 unità di energia;<br />
la uso con motore elettrico, 90%, uso 6.05 unità di energia.<br />
<ins datetime="2004-11-14T2:6:24-0:00">Sintesi: auto elettrica ad idrogeno, circa il 6% di rendimento globale, comunque l&#8217;auto deve avere accumulatori (per recupero sulle frenate e spunto in accelerazione) e deve avere un serbatoio contenete idrogeno liquido ad una temperatura bassissima ed una pressione alta. Oltre al problema della produzione di CO2 in centrale (la stessa di prima) c&#8217;è anche il problema dell&#8217;ossigeno (un eccesso di ossigeno crea grossi problemi di incendi e problemi alla vita umana).<br />
</ins></p>
<p><strong>3) Caso auto ad idrogeno con motore tradizionale.</strong><br />
inizio 100 unità di energia;<br />
trasformo in elettricità, 40%, restano 40 unità; trasporto l&#8217;energia, 80%, restano 32 unità;<br />
elettrolisi dell&#8217;acqua, 70%, restano 22,4 unità;<br />
tralascio le perdite per trasportare l&#8217;idrogeno liquido e distribuirlo.<br />
la uso con motore a scoppio, 25% (ottimistico), uso 5.6 unità di energia (e, a meno di auto ibrida, non recupero le frenate).<br />
<ins datetime="2004-11-14T2:6:24-0:00">Sintesi: auto tradizionale ad idrogeno, circa il 6% di rendimento globale. Restano gli stessi problemi del caso 2.<br />
</ins></p>
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