Tilt Shift – The city Of Samba

Il tilt shift è una tecnica foto/cinematografica che aumenta lo sfuocato dei piani non centrali dell’immagine, dando l’impressione di mostrare un “modellino” o scene lillipuziane. Questo bellissimo video mostra Rio de Janeiro, ed in particolare le scene del carnevale sono surreali e molto divertenti. Regalatevi 5 minuti di stupore:

Made by Jarbas Agnelli and Keith Loutit


Disinteresse

Assolutamente d’accordo.

Ebbene, a mio parere fregarsene di quello che succede nel posto in cui si vive rifiutandosi di assumere una posizione sulle problematiche che lo animano sarà pure un atteggiamento legittimo, ma non rappresenta il massimo della responsabilità: e sono convinto che la classe politica del nostro paese si sia trasformata nella “casta” di cui tanto si parla in questi anni proprio grazie a quel disinteresse, che le ha consentito di agire indisturbata e consolidare le proprie rendite di posizione ai danni della collettività.

via METILPARABEN: Gli sdegnati che forse sono solo pigri.


Una ciminiera di 89 metri

Scopro oggi che è possibile, secondo il Consiglio di Stato, che un cementificio con una torre da 89 metri di altezza nei cuore del Parco dei Colli Euganei, migliori addirittura il paesaggio anziché deturparlo.

Fonte: La Stampa – “Il cementificio migliora il paesaggio”


Divide et impera

La lotta di questi anni tra tutte le più grandi aziende del web è sulla aggregazione dei servizi. Google vuole farti da sistema operativo, accogliere i tuoi documenti, gestire la tua posta, possedere il tuo telefono cellulare, e ricordarsi i tuoi gusti personali. Peggio ancora Facebook, che fa della sfera personale e privata delle persone un nemico da abbattere.

Il problema è che gli aspetti della nostra vita sono tanti. Per esempio se siamo fortunati abbiamo un lavoro, e magari non vogliamo mescolare completamente quello che facciamo per campare con il nostro tempo libero.

Le big web companies partono dalla volontà di avere un filo conduttore di tutta la nostra vita, allo scopo di conoscerci meglio per venderci di più (pubblicità, servizi, profilazioni, ecc.). Ed in parte fanno finta di volerci accontentare, generando “cerchie” di contatti tra le quali separare i nostri contenuti. Salvo poi scoprire che stanno mantenendo i nostri dati più privati per scopi tutt’altro che trasparenti (vedi Twitter con i numeri di cellulare).

Quello che mettete su Facebook è su Facebook ed è di Facebook, non più vostro. Ed è normale, partendo da questi presupposti, che Facebook usi la nostra faccia per convincere i nostri amici a guardare una pubblicità.

Questo quello che vogliono loro. Ma noi che cosa vogliamo? » Leggi il resto di Divide et impera


Ilva di Taranto, perizia choc:…

Ilva di Taranto, perizia choc: “90 morti all’anno per emissioni nocive della fabbrica” http://t.co/0qksqDHf