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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Risultati della ricerca  &#187;  Informazione+Qualita</title>
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		<title>Roberto Balzani: Programma della coalizione per le Elezioni Amministrative 2009 nel Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Roberto Balzani IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">sindaco di Roberto Balzani</a></strong></p>
<p><strong>IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI</strong></p>
<p>In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e futuro alla nostra città.</p>
<p>L’attuale crisi non è solo finanziaria, ma anche morale e sociale. Per questo, l’amministrazione che verrà dovrà lavorare insieme e per i cittadini. I metodi che intendiamo utilizzare sono la trasparenza, la partecipazione e l’informazione.</p>
<p>I progetti saranno accessibili attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, come ad esempio il portale web del comun, perché ciascuno possa contribuire con proprie proposte e controllare i risultati. Partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, verificare.<span id="more-3755"></span></p>
<p>Ci impegniamo a ricercare e sostenere nuove e più avanzate possibilità di lavoro, partendo da una nuova economia che sfrutti le potenzialità dell’innovazione, della ricerca, e sappia recuperare e salvaguardare quelle tradizionali.</p>
<p>In questo contesto è necessario un mutamento anche della politica, che sappia dimostrare di rappresentare con chiarezza gli ideali e gli interessi della collettività contrapposti a quelli particolari, riconquistando alla partecipazione tante persone apatiche e deluse. La politica locale deve partire da un maggiore coinvolgimento dei cittadini dal basso. Occorre che i cittadini partecipino, decidano e poi verifichino, Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto.</p>
<p>Il comune, inoltre, deve assumere un compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i muti alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte.</p>
<p><strong>ASCOLTO, PARTECIPAZIONE, DECISIONE, VERIFICA, TRASPARENZA</strong><br />
<strong>Il cambiamento facciamolo insieme</strong></p>
<p>La democrazia partecipata è il metodo con il quale la coalizioni si propone di governare nel prossimo quinquennio la città e il territorio. Ciò non significa svilire il ruolo e lo spazio della legittima rappresentanza dei cittadini, ma incrementare la fascia delle persone coinvolte nei processi decisionali. Per raggiungere tale ambizioso obiettivo, è tuttavia necessario partire dal vertice. Passione, competenza, spirito di servizio, capacità di fare squadra sono le caratteristiche accomunano le donne e gli uomini della nuova coalizione. Ne fanno parte tante persone libere, disinteressate, dotate di forti principi morali e democratici, che non intendono tramutarsi in professionisti della politica, servizio al quale promettono di dedicare non più di due mandati.</p>
<p><strong>Un obiettivo e un impegno assoluti: la trasparenza</strong><br />
1.Gli eletti debbono dar prova di estrema trasparenza, dando massima visibilità ai propri redditi per non creare dubbi sul servizio reso alla comunità. L’anagrafe degli eletti può implementare quanto già previsto dalla vigente normativa comunale, così come l’applicazione del Codice etico europeo, sottoscritto da eletti e amministratori, anche attraverso la diffusione trasparente degli ambiti di interesse privato che eventualmente riguardino gli amministratori. Occorre affermare la parità di genere per aumentare la presenza femminile, includere giovani e individui selezionati sulla base del merito, costituire una squadra di persone appassionate e perbene.<br />
2.La nomina dei rappresentanti comunali nelle società partecipate deve avvenire sulla base di bandi che selezionino i candidati sulla base di specifici profili di competenza. Limite dei due mandati ed eliminazione del cumulo degli incarichi sono i principi ai quali intendiamo rigorosamente attenerci.<br />
3.In apertura di mandato, il sindaco verificherà insieme con il consiglio comunale la condizione delle Società partecipate, per valutarne l’apporto offerto al pubblico interesse, la struttura della governance, le possibilità di ulteriori semplificazioni e risparmi, dopo quelli già operati nella passata legislatura. Dell’intero sistema delle partecipate si renderà conto alla cittadinanza in pubbliche riunioni, in modo che siano chiare impegni ed obiettivi dell’amministrazione.</p>
<p><strong>Il confronto è il nostro metodo, insieme il nostro motto</strong></p>
<p>La coalizione s’impegna, indipendentemente dall’esito delle consultazioni e dai risultati conseguiti dalle singole liste, a promuovere periodiche riunioni di maggioranza, affinché il progetto politico comune sia affermato nelle istituzioni e nelle città. Nello stesso tempo, propone di diffondere, utilizzando in primo luogo la comunicazione elettronica, iniziative ed idee emerse in sede di civica rappresentanza, in modo da rendere effettivo il protagonismo del consiglio e più chiara la sua funzione d’indirizzo e di cuore della democrazia forlivese.</p>
<p>La partecipazione, inoltre, va promossa e spinta a livello territoriale, da un lato dotando di maggiori risorse le circoscrizioni per gl’interventi più immediati, dall’altro, rispondendo tempestivamente alle domande dei quartieri. La legittimazione dei livelli di democrazia decentrata sono fondamentali per accrescere la capacità di ascolto dell’amministrazione. Non solo. Occorre utilizzare lo strumento già ampiamente sperimentato di assemblee di cittadini su singoli temi, rapide e ben organizzate affinché siano chiari temi e proposte – sia nei territori sia in città – può divenire, insieme col potenziamento della rete civica, un veicolo efficace di coinvolgimento, con immediati riscontri sull’azione amministrativa.</p>
<p>Le presenza dei rappresentanti eletti degli studenti universitari nella civica assemblea, costituisce un valore cui il prossimo consiglio comunale darà adeguata risposta.</p>
<p>La verifica dei risultati, infine, viene assunta come garanzia degl’impegni nei confronti della cittadinanza. Il pubblico monitoraggio di ciò che sta avvenendo (con rapporti periodici trasferiti in rete), a livello dei progetti maggior rilievo, offre agli elettori e ai cittadini l’opportunità di rendersi conto in tempo reale delle capacità gestionali dell’amministrazione e anche della complessità dei problemi o degli ostacoli presentatisi in corso d’opera. Il bilancio partecipato costituisce un logico punto d’arrivo per questo processo, che s’intende realizzare entro il secondo esercizio di questa amministrazione.</p>
<p><strong>UN NUOVO RUOLO PER FORLI’</strong></p>
<p>Forlì è una città di medie dimensioni, connotata da un buon livello di vita, da un elevato standard di servizi sociali, da un ottimo livello di offerta formativa, da una lunga tradizione di collaborazione fra i vari attori economici, sociali e istituzionali e da una vivace cultura associativa. Tale profilo, sicuramente alto rispetto a tante altre realtà del nostro paese si deve alla coesione, al senso civico e al lavoro dei suoi cittadini, oltre che alla solidità delle amministrazioni di sinistra e di centro-sinistra, che hanno assicurato nel corso di molti decenni un costante incremento del proprio capitale umano e sociale. </p>
<p>Una delle caratteristiche più originali tanto della realtà urbana quanto del mondo rurale è costituita da un solido e coeso tessuto sociale, favorita da politiche inclusive da parte degli attori pubblici, sostenuti da un diffuso consenso a livello d’individui e di sodalizi. In questa dinamica culturale consiste un valore assolutamente qualificante, che intendiamo rivendicare con orgoglio contro l’egoismo, la frantumazione dei legami di prossimità e la sollecitazione, spesso latente, dell’odio xenofobo praticati da gran parte della destra. La responsabilità della nuova coalizione consiste, dunque, da un lato nella riaffermazione di un’idea di amministrazione pubblica locale storicamente vocata all’integrazione sociale, all’eliminazione progressiva delle disuguaglianze e alla protezione dei più deboli, senza distinzioni; dall’altro nella proposta di un rinnovato protagonismo forlivese, declinato non in senso municipalistico, ma in funzione di più solidi ed estesi legami territoriali.</p>
<p><strong>Forlì deve tornare ad essere capoluogo</strong></p>
<p>Forlì, nel contesto del comprensorio e in accordo con gli altri centri romagnoli, può e deve esercitare un ruolo significativo, fungendo da propulsore delle comunità di più esigue dimensioni, per quanto attiene l’organizzazione di taluni servizi qualificati, l’elaborazione di politiche comuni da tradurre in regolamenti condivisi, la programmazione territoriale, la sollecitazione al compimento di alcune basilari reti infrastrutturali (a partire dalle rete di comunicazione evolute). </p>
<p>E, d’altro canto, costruendo con le altre principali città romagnole una reale politica di sistema, inevitabile per risolvere le grandi questioni infrastrutturali (porti, aeroporti, grandi direttrici, snodi logistici, ecc.), ponendo l’accendo sulla complementarietà delle funzioni ed evitando sprechi, per dar seguito alle politiche di area vasta (nel settore della sanità, dei trasporti, ecc.) promosse dalla Regione.</p>
<p> V’è la consapevolezza, tuttavia, che tale ruolo sarà effettivo solo se sarà infranto il muro del municipalismo deteriore e le relazioni inter-comunali saranno caratterizzate da una cultura progettuale comune. Dovrà essere affrontato e risolto il problema del dualismo fra i due maggiori centri urbani della provincia, superando una divisione antica che produce costi e duplicazioni di servizi e di strutture e che limita la capacità di programmazione. Della qual cosa saremo strenui sostenitori all’interno del contesto romagnolo. </p>
<p>Come? Attraverso un esame periodico e regolare delle questioni aperte e delle prospettive d’azione fra gli amministratori locali che saranno eletti nella tornata di giugno. Poiché la nuova coalizione possiede una politica del territorio ed è in grado di governarla, lo scambio di esperienze e la comune progettualità risalterà come indicazione di una nuova qualità della politica in Romagna.</p>
<p><strong>Diamo risposte concrete alla crisi: aiutiamo le famiglie, proteggiamo il lavoro</strong></p>
<p>Gli effetti della pesante crisi mondiale sono assai visibili anche in un territorio connotato da un’imprenditoria diffusa come il nostro. La contrazione della domanda e le difficoltà connesse all’accesso al credito hanno messo in difficoltà numerose aziende di media e piccola dimensione, con riflessi durissimi sul piano dell’occupazione. E’ chiaro che l’amministrazione comunale, nel prossimo quinquennio, dovrà dedicare il massimo appoggio ai soggetti travolti da questa temperie: i lavoratori e le imprese da una parte e le famiglie dall’altra.</p>
<p>Circa i primi, è necessaria una politica straordinaria di aiuto, in grado di mettere a disposizione risorse crescenti per attuare una politica di sgravi nelle tariffe (mense scolastiche, trasporti, trasporti scolastici, ecc.) a immediato vantaggio delle famiglie dei lavoratori in difficoltà. Ulteriori interventi devono riguardare il potenziamento di strumenti già disponibili, a sollievo del costo delle utenze e degli affitti destinando a tal fine  in maniera progressiva parte dei dividendi di Hera. Si tratterà di valutare nei prossimi mesi, se questi interventi saranno sufficienti, oppure se occorrerà pensare ad interventi aggiuntivi o di natura diversa evitando di disperdere risorse in servizi che non sono più efficaci a sanare i nuovi bisogni, ripensando agli interventi in modo da corrispondere adeguatamente alle necessità emergenti e allo stesso tempo riorganizzando i contributi economici, creando una frequenza maggiore nella verifica delle fasce di reddito in mode da intercettare immediatamente i cambiamenti economici delle famiglie.</p>
<p><strong>Il nostro sostegno alle imprese</strong><br />
Circa le imprese, occorre osservare che le istituzioni locali si sono mosse tempestivamente sul versante del rafforzamento dei Consorzi Fidi. E’ tuttavia di vitale importanza offrire il massimo supporto affinché la congiuntura non produca una drastica contrazione del nostro patrimonio imprenditoriale. </p>
<p>La competizione si affronta con interventi intensivi., sostenendo la ricerca e l&#8217;innovazione, favorendo chi sperimenta nuove produzioni e attività, che producono risparmio energetico e rispetto ambientale. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) delle nuove tecnologie. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’Università deve essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il Polo tecnologico aeronautico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Semplifichiamo la vita ai cittadini, rendiamo amica la pubblica amministrazione</strong><br />
A questo proposito, l’offerta dell’amministrazione può interessare vari settori:</p>
<p>Una decisa opera di semplificazione e di sburocratizzazione, attraverso una revisione delle procedere ed una riorganizzazione dei servizi amministrativi (anche ai fini di assicurare tempi certi nelle autorizzazioni amministrative), nell’ovvio rispetto delle legislazione vigente e in base ad una valorizzazione rigorosamente meritocratica delle grandi risorse umane interne. L’efficienza e la rapidità della risposta amministrativa sono una priorità per tutti i cittadini. </p>
<p>Riteniamo indispensabile, inoltre, contrastare il processo puramente demagogico che alimenta la convinzione che la pubblica amministrazione sia sempre e comunque una macchina burocratica e farraginosa, investendo sulla valorizzazione delle competenze interne, riducendo le consulenze esterne, verificando non solo forme di coordinamento o di radicale ristrutturazione del livello dirigenziale (direttore generale, city manager, ecc.), ma introducendo anche approfondimenti intermedi che favoriscano la soluzione delle criticità, cercando nel contempo formule di rilancio dell’immagine della pubblica amministrazione.   </p>
<p>Inoltre, in questo momento di ristrettezze economiche, una migliore ed oculata destinazione dei mezzi finanziari e l’impiego dell&#8217;innovazione tecnologica potrebbero liberare delle importanti risorse a favore della collettività. </p>
<p>In questa situazione occorre attivare, motivandola adeguatamente, ogni risorsa umana disponibile all&#8217;interno dell’amministrazione comunale per costruire un più efficiente modello di gestione dei servizi  comunali. </p>
<p><strong>Qualità e sicurezza degli insediamenti, innovazione negli impianti, riduzione dei costi energetici</strong></p>
<p>L’individuazione di un’offerta insediativa di qualità, con alte dotazioni tecnologiche, bassi impatti ambientali, alta efficienza energetica. La qualificazione dello sviluppo rappresenta una sfida nella transizione da un epoca connotata da alti consumi (di energia e di territorio) ad una dominata da una logica di risparmio (dalle risorse ai rifiuti). L’amministrazione comunale può fungere da battistrada, stimolando apposite politiche d’incoraggiamento e di sperimentazione d’impianti destinati alla produzione delle energie rinnovabili, utilizzando il proprio patrimonio, collegandosi all’esperienza di altri comuni del territorio, contribuendo all’abbattimento della bolletta energetica pubblica. </p>
<p><strong>Valorizziamo il sapere e mettiamo in rete la conoscenza</strong></p>
<p>C’è inoltre l’esigenza di rafforzare le infrastrutture immateriali del nostro territorio anche in termini di relazioni e scambi di conoscenza e tecnologia tra il mondo economico e l’insediamento universitario. Alcune iniziative sono già state assunte, ma l’esigenza di raccordare meglio il patrimonio di saperi prodotto dall’Università con la quotidiana esperienza dei cittadini e delle imprese è un’esigenza percepita e diffusa. Anche in questo caso, l’amministrazione, con interventi mirati e a costi contenuti indirizzati ai laureati più brillanti, può testimoniare la praticabilità di un percorso di progressivo arricchimento qualitativo dello sviluppo locale (dal settore dell’intercettazione di risorse di finanziamento internazionale a quello della progettazione delle pratiche di partecipazione e di concertazione; dallo stimolo al ridisegno della città alle politiche ambientali). </p>
<p><strong>Il nostro progetto è il sistema Romagna</strong></p>
<p>La costruzione del sistema romagnolo non può prescindere da alcune fondamentali visioni dello sviluppo infrastrutturale, particolarmente importanti in una fase di ripensamento e di riorganizzazione degli assetti produttivi. I perni di questa politica di area vasta, peraltro ancora declinata a livello di governance, sono tradizionalmente rappresentati dall’integrazione fra il porto di Ravenna, l’aeroporto di Forlì (del quale è avviato il processo di privatizzazione), l’interporto di Cesena e lo scalo merci di Villa Selva il potenziamento della Cervese fino al raccordo con l’E-45, la connessione fra Forlì e Cesena, la riorganizzazione del sistema fieristico, la collocazione del capoluogo fra i grandi assi del nord-est e il centro Italia (Toscana, attraverso la SS 67/valle del Tevere). Lo strumento di questa integrazione sarà l’attuazione di quanto già previsto dagli studi scientifici multidisciplinari come il progetto SISTEMA, che coniuga trasporto pubblico ed opere necessarie. E’ chiaro che, coerentemente con l’impostazione fin ad ora espressa, tanto più queste opere avranno una prospettiva di connessione armonica con il territorio, quanto minore sarà il loro impatto ambientale.<br />
Ciò significa, in altri termini, che esse non possono non essere calate all’interno di un processo volto da un lato all’agevolazione delle funzioni produttive, dall’altro alla difesa di alti standard di qualità della vita. Il  recupero della via Emilia storica – contestuale alla connessione fra Forlì e Cesena e alla risoluzione della questione del flusso del traffico pesante – a mezzi pubblici innovativi e a percorsi ciclabili, ben testimonia lo stretto rapporto, oggi non solo praticabile, ma necessario fra qualità dello sviluppo e qualità ambientale. </p>
<p><strong>IL CENTRO STORICO: IL LUOGO DELLA NOSTRA IDENTITÀ</strong><br />
Un luogo di abitazioni, di commerci, di cultura </p>
<p>Anni di riflessioni e di tentativi hanno posto in evidenza un dato: la questione del centro storico di Forlì, che pure interessa direttamente circa un decimo della popolazione residente, ma che riveste un grande significato identitario, culturale ed economico-sociale, si può affrontare attraverso una visione progettuale che tenga insieme salvaguardia, tutela del suo tessuto, valorizzazione della sua qualità ambientale e garanzia di una accessibilità determinata dalle sue caratteristiche, promozione di un qualificato reinsediamento di attività commerciali e artigianali, il recupero – mercé incoraggiamenti e agevolazioni &#8211; della sua funzione abitativa. </p>
<p>Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità: a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato (che entro la legislatura dobbiamo portare per estensione al livello medio degli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna), connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’inclusione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile.<br />
Un luogo a misura di bambino</p>
<p>La soluzione della questione della viabilità pesante attraverso il completamento della tangenziale consente di ripensare la vita del centro secondo nuove prospettive. L’idea che esso possa diventare uno spazio adeguato ai tempi più lenti delle persone e delle biciclette, a misura di bambino, vocato alla socialità, all’incontro e insieme ad un commercio di qualità e di nicchia, pare ormai una visione diffusa. L’immagine di un medio centro nord-europeo, dotato di servizi pubblici efficienti e nello stesso tempo in grado di rispondere alle domande dei residenti così come di coloro che vi accedono per lavoro o per loisir, rappresenta un obiettivo ragionevolmente perseguibile. </p>
<p><strong>Un luogo di qualità connesso al territorio</strong></p>
<p>Il modello delle “isole ambientali” pare un progetto concretamente perseguibile. Come? A. Attraverso un progressivo allargamento delle zone pedonali, delle ZTL, delle vie a traffico veicolare assai rallentato, con conseguente promozione di attività sociali e ricreative negli spazi pubblici; B. Con una politica dei parcheggi capaci di liberare ampi spazi dal traffico veicolare e dalla sosta; C. Rendendo fluido e attraente il trasporto pubblico mercé corsie dedicate; D. Sviluppando percorsi ciclabili assai ampi e interconnessi, che dal cuore di Forlì possano poi espandersi verso il territorio e intersecare le periferie e la campagna, seguendo itinerari anche in parte diversi dalle vie a maggiore scorrimento; E. Intervenendo, come già hanno fatto il comune la Fondazione della Cassa dei Risparmi, su alcuni immobili o isolati, per favorirne il recupero e il riuso. E’ chiaro che, per tenere insieme questi obiettivi, e soprattutto per sincronizzarli, rendendoli plausibili, occorre un approccio ben congegnato e ben spiegato, al quale potrebbero contribuire – oltre agli uffici – anche i dipartimenti universitari e gli ordini professionali del settore, che potrebbero trovare – dopo una fase di adeguato rodaggio – in un urban center un luogo di coagulo e di confronto. Una volta testimoniata la scelta esplicita a favore di una riqualificazione reale del centro, non episodica ma strutturale, è verosimile pensare che tante risorse anche private rifluirebbero sul centro storico.</p>
<p><strong>Uno spazio per la cultura</strong></p>
<p>Il centro storico è anche sinonimo di vita culturale, giacché contiene la maggior parte del patrimonio forlivese ed è sede di musei prestigiosi come il San Domenico, del Teatro “Diego Fabbri”, della Biblioteca “Saffi”, delle Raccolte Piancastelli, ecc. E’ vero che, in un’epoca di tagli e di contrazione della spesa, la cultura tende a subire gli effetti peggiori. E’ vero anche, tuttavia, che, da una parte, l’investimento sul San Domenico, supportato e “lanciato” dalla politica delle “grandi mostre” della Fondazione della Cassa dei Risparmi, esige comunque un impegno pubblico e una progettualità alla quale l’amministrazione non può sottrarsi, rendendo il luogo perno della “vocazione culturale” cittadina. Dall’altro, non va trascurata la necessità di conservare i nostri beni culturali &#8211;  partire da Palazzo Gaddi e dal Palazzo del Merenda -, esercitando la tutela prevista dall’ordinamento e soprattutto la loro restituzione alla città.<br />
In particolare va portato a compimento il completamento del San Domenico, recuperando il rapporto con gli spazi urbani circostanti, demolendo il parcheggio attuale e riconfigurando l&#8217;intera area entro la legislatura. Dovrà essere acquisito alla città l&#8217;ex Eridania, mettendola dapprima in sicurezza e prevedendone un recupero in linea con le funzioni culturali riservate dalla legge ad un immobile vincolato. Nel corso della legislatura, si dovrà inoltre provvedere alla destinazione di straordinari complessi di pregio come la Rocca di Caterina Sforza e l’adiacente cittadella, il convento di Santa Maria della Ripa, salvaguardandone l’interesse pubblico e la funzione all’interno della maglia del centro. Dovrà inoltre essere recuperata a funzioni culturali l&#8217;ex fornace Maceri Malta, connettendola col parco urbano.</p>
<p><strong>Un luogo aperto, di incontri e integrazione</strong></p>
<p>E ancora: aprire la città, facendo diventare ogni sua parte un luogo di incontro, di conoscenza, di vita collettiva. Essere e vivere insieme e non isolati deve essere l&#8217;obiettivo di una nuova città più vivibile e sicura. Organizzare e formare volontari che rendano sicuro l&#8217;attraversamento delle strade, l&#8217;uscita dalle scuole, i percorsi casa scuola, contrastando la maggiore minaccia per la sicurezza dei cittadini rappresentata dal traffico.<br />
Favorire la conoscenza reciproca dei cittadini, a cominciare da quelli che provengono da altri territori o paesi, al fine di far conoscere l&#8217;identità, i costumi, i caratteri, le consuetudini , la storia e le regole comuni che caratterizzano la realtà locale.<br />
Promuovere esposizioni, manifestazioni, incontri sportivi, culturali e gastronomici, raccolte di storie e testimonianze come momenti di reciproca conoscenza e anche di integrazione.</p>
<p>In generale, l’idea che gli spazi aperti del cuore della città possano tornare ad essere vissuti, partecipati, resi attivi dai giovani e dai cittadini, rappresenta una grande scommessa per il centro-sinistra.<br />
Occorre pensare più organicamente alla funzione culturale come ponte sociale per l’integrazione della dimensione folklorico-dialettale, della dimensione nazionale (umanistica e scientifica) e della dimensione propria dei migranti. La coesistenza e l’incontro fra queste tre culture – alle quali può contribuire il diffuso e vivace associazionismo cittadino &#8211; rappresenta un obiettivo della nuova amministrazione. A queste va aggiunta, comune a tutte, il sostegno alla cultura musicale, alla cui salvaguardia e promozione l’amministrazione deve dedicarsi.</p>
<p><strong>L’elemento simbolo del più vasto e prezioso paesaggio forlivese</strong></p>
<p>Forlì ha scoperto da poco, anche grazie alle “grandi mostre”, una vocazione turistica che va potenziata e incoraggiata attraverso la valorizzazione non solo del nostro patrimonio culturale, ma anche dei beni paesaggistici e di quelli più legati alla tradizione (sotto questo profilo, la gastronomia potrebbe essere utilizzata come una straordinaria opportunità di connessione e d’incontro fra le diverse culture presenti in città). Il territorio, le colline, i siti di pregio sotto il profilo geologico e preistorico debbono essere prima di tutti riscoperti dai cittadini, e poi “cuciti” attraverso percorsi appropriati, all’interno di una trama che spinga poi in direzione degli altri comuni, delle vallate, dell’Appennino da un lato e del mare, dall’altro. Gli argini dei fiumi Ronco e Montone già prefigurano percorsi cicloturistici assai affascinanti, capaci di connettere ambienti desueti e di restituire un’immagine della Romagna in molti purtroppo offuscata.</p>
<p><strong>LE TRE SICUREZZE: NELLE STRADE, SUL LAVORO, NELLE CASE</strong></p>
<p><strong>Proteggiamo la vita di tutti</strong><br />
Prendiamo poi un altro impegno. Il nostro obiettivo è ridurre a zero i morti sulle strade e combattere la piaga inaccettabile per un paese civile degli incidenti sul lavoro.<br />
L&#8217;insicurezza nelle strade e nel lavoro non sono problemi senza soluzioni, da ritenere inevitabili ed inaffrontabili. Il comune deve porsi come obiettivo quello di arrivare a zero morti sulle strade e nei cantieri. In entrambi i casi la sicurezza si ottiene con controlli più efficaci. Nella mobilità occorre incentivare e tutelare la mobilità alternativa all&#8217;automobile e ridurre le vetture circolanti a vantaggio di una migliore fruibilità di tutti. Occorre creare corsie preferenziali per i mezzi pubblici, aumentare e ricucire le piste ciclabili le ZTL e zone pedonali, creare isole ambientali anche fuori dal centro storico in zone dove è necessaria maggiore sicurezza, attivare sistemi di logistica per le merci onde evitare l&#8217;inutile circolazione di mezzi pesanti ed inquinanti.<br />
Mettiamo in sicurezza il nostro patrimonio edilizio<br />
Intendiamo portare a compimento la messa in sicurezza antisismica di tutti gli edifici strategici del comune di Forlì (scuole, ospedali, caserme, uffici pubblici) ed avviare in collaborazione con le professioni tecniche la valutazione delle condizioni vulnerabilità del patrimonio edilizio residenziale e produttivo al fine di indirizzare gli interventi che assicurino la riduzione dei rischi e la sicurezza dei cittadini in ogni luogo dove  essi si trovino ad operare e vivere.</p>
<p><strong>WELFARE,  SANITÀ, FORMAZIONE</strong><br />
<strong>Proteggiamo i più deboli e non lasciamo solo chi ha bisogno</strong></p>
<p>Il livello di welfare, nel territorio forlivese, è assai elevato. La copertura del sistema, pubblico e privato, in genere ben integrato, assicura livelli di assistenza notevoli, tanto nella fascia della popolazione anziana, quanto in quella della prima infanzia. I principali problemi che il futuro riserverà riguardano: A. I vincoli di spesa, data la contrazione delle risorse. L’amministrazione promuoverà ogni azione politica per sostenere l’ alta protezione sociale da sempre assicurata dal centro-sinistra, sia pure in quadro finanziario compromesso a causa della crisi, anche ripensando la riorganizzazione dei servizi. B. L’accentuazione di alcuni elementi strutturali, come l’incremento della quota di popolazione ultra-sessantacinquenne, tende a produrre un’alterazione della domanda, fino ad ora soddisfatta dalle strutture del sistema locale. In questo caso, la proposta è quella di attivare politiche di coinvolgimento sociale per gli anziani delle coorti più recenti ancora in piena attività a favore dell’infanzia, del monitoraggio delle condizioni di vita nei quartieri, della promozione culturale, riservando maggiori risorse – com’è logico – ai grandi anziani (ultra-settantacinquenni). </p>
<p><strong>Aiutiamo e difendiamo la famiglia</strong></p>
<p>La difesa della famiglia e quindi il sostegno attivo, in termini di aiuti e di servizi, ai nuclei con figli,  partire da quelli  numerosi, senza distinzioni di sorta. D. La continuazione delle politiche d’integrazione riservata ai migranti, curando, da un lato, la diffusione delle lingua italiana e degli elementari principi della cittadinanza democratica e, dall’altro, guardando con favore la realizzazione di luoghi di ritrovo e di libero incontro, aperti anche alla cittadinanza. E. La necessità di un piano per eliminare progressivamente le barriere architettoniche e favorire la realizzazione di un tessuto urbana pienamente fruibile da parte dei disabili. F. Un rilancio della politica della casa che veda aumentare la dotazione di edilizia sociale e agevolata attraverso nuovi investimenti pubblici così come attraverso il coinvolgimento del privato sociale, della cooperazione, della Fondazione.</p>
<p><strong>Offriamo ancora più alti standard di qualità nel nostro sistema sanitario</strong></p>
<p>Circa la sanità, è bene sottolineare la qualità dell’offerta forlivese, a partire dall’Ospedale Civile e dall’Irst (il cui riconosciuto livello – nel contesto regionale e nazionale – è testimoniato dalla trasformazione in Ircs). D’altro canto, a partire dai Nuclei di cura primaria, i presidi sanitari territoriali si sono moltiplicati, così come i dispositivi per intercettare una quota dei pazienti prima dell’accesso diretto alla struttura ospedaliera. Esistono tuttora difficoltà a livello di gestione della liste d’attesa e del pronto soccorso: l’amministrazione s’impegna a premere sulla direzione generale dell’AUSL, affinché – anche sotto questo profilo – il già alto consenso assicurato dalla cittadinanza alla nostra sanità risulti pienamente acquisito.<br />
L’interesse prioritario del centro-sinistra va in due direzioni principali: la conservazione, nella costituenda area vasta, dei livelli di qualità  raggiunti dal sistema sanitario locale, a partire dalla selezione di specialisti e ricercatori sulla base esclusiva del merito clinico e scientifico; la difesa, a livello di territorio, delle fondamentali azioni di prevenzione diffusa, tanto attraverso opportune campagne informative, quanto attraverso servizi resi direttamente alla cittadinanza, assumendo un atteggiamento culturale che si pone di fronte ai problemi del cittadino  prevedendo quanto può danneggiarlo e ponendo  attenzione  a tutto ciò che può migliorare  la  qualità della sua vita.</p>
<p><strong>La formazione e l’istruzione siano le fondamenta della crescita civile ed economica della nostra popolazione</strong></p>
<p>La formazione, infine, vede la nostra città collocata ai primi posti nazionali. La fascia pre-scolare è storicamente fra i vanti del nostro comune (i bisogni crescenti determinati dall’incremento di  queste coorti di bambini costituiranno una priorità); quella elementare e media vede l’abnegazione di una classe d’insegnanti dotati di capacità e di spirito di servizio, cui spetta far fronte alla prima integrazione dei giovani migranti e al disagio sociale di molti adolescenti con risorse sempre più scarse; quella superiore può contare su strutture talora eccellenti. Occorre un impegno sostanziale dell’amministrazione per completare e integrare le ore di sostegno e/o compresenza in affiancamento agli insegnanti di sostegno alle disabilità con operatori qualificati. Quanto alla scuola non statale, l’integrazione col pubblico – nel nostro comune – è da considerarsi acquisita. Certo, l’attuazione della cosiddetta “riforma Gelmini”, promossa dalla destra, sta colpendo duramente l’intero sistema formativo del paese, riducendo il monte ore, eliminando il tempo pieno, costringendo gli istituti a far i conti con risorse sempre più scarse. E’ necessario, da parte dell’amministrazione, provvedere da un lato alla valorizzazione sociale del corpo insegnante, ingiustamente colpito dalle politiche governative; e, dall’altro, alla dotazione di supporti, possibilmente utilizzabili da parte di più istituti per ovvie ragioni di economia, per assicurare il mantenimento degli attuali standard formativi.</p>
<p><strong>Consolidamento e rilancio della presenza universitaria</strong></p>
<p>L’insediamento universitario forlivese, infine, va considerato fra i casi di successo del decentramento bolognese. Le Facoltà sono in genere di medio-alta qualità, ben radicate e con un buon numero di studenti. La realizzazione del campus, da parte dell’Alma Mater, porterà alla creazione di un’autentica cittadella del sapere, destinata a rivitalizzare un’area intera del centro storico. Bisogna considerare che i tagli portati al bilancio delle Università italiane, nel 2009-10 e nel 2010-11, genereranno una contrazione dell’offerta formativa ed una condizione di maggiore difficoltà, soprattutto per le realtà di più recente consolidamento. In questo quadro, pensare ad un’espansione dell’insediamento attraverso l’arrivo di nuove Facoltà o Corsi di Laurea, è pura illusione. Ciò che è materialmente praticabile pare, piuttosto: A. Il completamento della filiera formativa, con la piena acquisizione di dottorati e di scuole di specializzazione; B. La realizzazione di strutture di ricerca e di laboratori, a partire da quelli che interessano il Polo Tecnologico-Aeronautico, in connessione col tessuto delle imprese. Si potrebbe pensare – data la presenza di ricercatori nella nostra sede – a linee di studio dedicate alle energie rinnovabili e alle loro tecnologie; C. L’implementazione dell’internazionalizzazione, già molto elevata a Forlì, tanto per ciò che riguarda la mobilità degli studenti, quanto per ciò che riguarda docenti e gruppi di ricerca. D. La progressiva integrazione dei Poli di Forlì e di Cesena, ai fini di una gestione razionale delle risorse e del decentramento. Il comune, tanto attraverso Ser.in.Ar, quanto direttamente, nei propri rapporti con il Polo, il pro-rettore alle Romagne e il Rettorato, s’impegna ad appoggiare questa politica.</p>
<p><strong>LE FRONTIERE DELLA LEGALITÀ</strong><br />
Legalità e integrazione: due condizioni per la sicurezza</p>
<p>La questione della legalità ingloba il tema della sicurezza e lo rende parte di un progetto più generale. Proprio l’amministrazione, col proprio esempio di trasparenza, di comunicazione e di efficienza, si colloca al centro di una nuova  cultura della legalità. A partire da qui, possono essere intraprese importanti iniziative volte all’incentivazione e alla diffusione di questo messaggio: A. Attraverso la scuola (senza che ciò si traduca in una sottrazione di ore, già scarne, alle discipline curriculari, ma mercé la proposta di elementi di civismo declinabili a seconda delle materie più appropriate); B. La pratica sportiva, da incoraggiare nelle giovani generazioni come mezzo di formazione ai sani principi di solidarietà e di responsabilità; C. Le politiche d’integrazione sociale e culturali nel rispetto della lettera e dello spirito della carta costituzionale, nonché della Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione.</p>
<p><strong>Sicurezza: rendiamola percepibile ai cittadini</strong></p>
<p>Quanto al tema più specifico della sicurezza, dopo aver sottolineato il dato – fornito da fonti ufficiali – di una condizione forlivese in linea con le realtà meno preoccupanti del paese e della regione, va rilevata la necessità di una forte visibilità del ruolo dell’amministrazione a fianco dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e delle forze di Polizia Nazionali. Si tratta di una funzione tutt’altro che accessoria, che i cittadini debbono avere ben chiara. Quanto alle iniziative più concrete, si propone: A. Il potenziamento del servizio di Polizia Municipale, attraverso una riorganizzazione interna che veda la compressione dei carichi di lavoro puramente amministrativi e la parallela riduzione di funzioni esclusivamente di rappresentanza. B. L’aumento della presenza di agenti della Polizia Municipale sulle strade. C. La realizzazione della nuova sede.</p>
<p><strong>Più agenti, più cittadini, più attività nelle strade e nelle piazze</strong></p>
<p>Il centro-sinistra rigetta completamente, invece, la proposta populista di dar vita a ronde di cittadini in funzione di appoggio agli agenti. Noi crediamo che questa iniziativa, oltre a nascondere un preciso progetto xenofobo e ad affermare principi di destra inaccettabili e del tutto opposti agli sforzi compiuti in direzione dell’inclusione e dell’integrazione sociale, rischi di creare confusione e di distogliere paradossalmente una quota delle forze preposte alla sicurezza dal precipuo obiettivo di controllare il contesto urbano. Noi ci schieriamo apertamente a favore delle forze dell’ordine e del loro continuo lavoro di monitoraggio del territorio.<br />
L’esperienza degli assistenti civici, contrariamente al modello populista delle ronde, peraltro già sperimentata nel nostro comune, può inoltre costituire un elemento di aiuto e di supporto a chi è istituzionalmente preposto a tutelare la sicurezza.<br />
Ciò che è augurabile, semmai, è la presenza di liberi cittadini per strada, ossia il ripristino, mercé apposite iniziative, incoraggiate ad esempio da una revisione della pubblica illuminazione (magari alimentata da energia rinnovabile), di una vivace vita serale nello spazio pubblico, autentico antidoto contro i rischi della micro-criminalità, da un lato, e, dall’altro, della politicizzazione squadrista delle città. </p>
<p><strong>UNA POLITICA PUBBLICA PER L’AMBIENTE</strong></p>
<p><strong>Territorio e risorse naturali sono beni finiti e non riproducibili</strong></p>
<p>La politica ambientale è un punto qualificante di questo programma. Crediamo che spazio per uno sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile  come nei tempi trascorsi. In primo luogo, perché il territorio è un bene finito, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza.</p>
<p><strong>Una città bella</strong></p>
<p>Per la Forlì del futuro sono necessari la definizione dei limiti della città, magari attraverso un’ampia cintura verde, l’uso appropriato ed eccezionale della pratica delle varianti e la subordinazione di nuove espansioni alla completa attuazione delle attuali previsioni di sviluppo urbanistico, produttivo ed industriale. </p>
<p><strong>Una città responsabile</strong></p>
<p>Già la passata amministrazione ha compiuto progressi nella raccolta differenziata. La futura amministrazione procederà immediatamente lungo questa strada, attraverso la realizzazione  del sistema di raccolta differenziata porta a porta sull’intero territorio comunale. Perché? In primo luogo, perché in questo modo si spingono i cittadini a ridurre la produzione dei rifiuti e a praticare una disciplina fondata sul rispetto ambientale, che ha un valore civico ed educativo. In secondo luogo, perché – se collegata all’esperienza di altri comuni – la differenziata spinta può generare attività economiche legate al riciclo, anche a livello locale. Si tratta, quindi, di promuovere anche l’insediamento di nuove attività economiche. In terzo luogo, perché, aumentando la raccolta differenziata, sarà possibile battersi con maggior forza per ridurre la quota di rifiuti destinati all’inceneritore. Per ciò che riguarda la parte indifferenziata destinata all’incenerimento, occorre rendere effettiva la pre-selezione secco/umido, per la quale sono previsti appositi procedimenti a tutt’oggi non effettuati.</p>
<p><strong>Una città monitorata</strong></p>
<p>Accanto a questo obiettivo, si colloca poi un’attenzione decisamente forte per il monitoraggio delle emissioni, effettuato da autorità indipendenti, a partire da quelle degl’inceneritori e per una campagna costante d’informazione e di sollecitazione della mobilitazione collettiva intorno alla questione ambientale dando seguito alle indicazioni contenute nel PPGR e alla costituzione di autonomi comitati di controllo composti da cittadini per la verifica della tracciabilità e del suo corretto percorso di differenziazione.</p>
<p><strong>Una città che non accresce l’effetto serra</strong></p>
<p>Il centro-sinistra è consapevole che la maggior parte delle emissioni di anidride carbonica dipendono dal traffico veicolare e dal riscaldamento degli edifici. Per questo, l’impostazione di una nuova politica della mobilità &#8211;  a partire dal centro storico – e di una applicazione graduale ma sistematica di fonti di produzione energetica rinnovabile contribuiscono a disegnare il profilo di una Forlì moderna, orientata verso una gestione delle risorse non riproducibili (a partire dai terreni e dai combustibili) attenta e sempre più prudente, e però decisa a sperimentare tecnologie innovative e a creare opportunità di crescita economica e di lavoro. </p>
<p><strong>Una città con servizi economici ed efficienti</strong></p>
<p>D’altro canto, proprio questa consapevolezza indica la via di una ferma pressione sulle aziende multiutility, affinché esse cooperino con questa impostazione, sempre più diffusa in Italia e in Occidente: e dunque l’amministrazione, attraverso un’ampia campagna di coinvolgimento dell’opinione pubblica, intende esercitare fino in fondo il proprio ruolo di difensore dei cittadini utenti (dal controllo tariffario alla qualità dei servizi, ecc.) assai più che quello di azionista pubblico. Così come giustamente pretendono, del resto, non solo i singoli, ma anche molte imprese del territorio. Il primato delle interesse pubblico va riaffermato in generale anche nel caso di tutte le partecipate, assicurando ai cittadini il controllo sulle risorse essenziali alla comunità.</p>
<p><strong>L’acqua: un bene pubblico prezioso</strong></p>
<p>L’acqua è un bene essenziale per tutti i cittadini: per questo è fondamentale che impianti e reti rimangano saldamente in mano pubblica. Ciò, peraltro, impone di migliorare la qualità della risorsa distribuita, di razionalizzare l’uso di fonti e impianti, di avere maggiore attenzione per i problemi ambientali ed energetici, d’indirizzarsi verso una politica tariffaria che penalizzi gli elevati consumi e gli sprechi e nello stesso tempo favorisca le famiglie numerose.</p>
<p><strong>Una città con una cintura verde</strong></p>
<p>I boschi di Ladino e Farrazzano, i parchi fluviali del Montone e del Ronco, i siti di pregio paesaggistico e ambientale come i Sabbioni, i percorsi lungo gli argini e la rete dei canali di Schiavonia e di Ravaldino, la prima fascia collinare rappresentano parti di una cintura verde, della quale partecipa la nostra campagna, la cui tutela è importante per il benessere della cittadinanza e per la vivibilità dello spazio comunale. Si tratta di “patrimonio”, secondo la definizione del Piano territoriale della Regione. Ebbene, questa patrimonio va tutelato alla stregua dei beni culturali tradizionali, e tanto più per i rischi che corre e per la sua irriproducibilità. Il centro-sinistra è consapevole che questa posizione non significa affatto opposizione allo sviluppo: significa, piuttosto, declinare e qualificare lo sviluppo economico, rendendolo ordinato, innovativo, ambientalmente compatibile. Non si tratta di un sogno: è quanto accade in molte realtà europee, e non da oggi.</p>
<p><strong>Una città dall’alto senso civico e amica degli animali</strong></p>
<p>Forlì ha saputo affrontare per tempo &#8211; anche e soprattutto grazie al contributo delle associazioni protezioniste &#8211; il dilagante problema del randagismo animale con l&#8217;avvio di politiche e strutture di servizio per la sua gestione. Consapevoli che ciò non basta, ci impegniamo a rilanciare la nostra azione per prevenire e contrastare gli abbandoni sul territorio per favorire e consolidare una pacifica e serena convivenza uomo-animale. Sarà evidente il salto di qualità verso politiche virtuose che &#8211; coinvolgendo l&#8217;associazionismo attivo anche attraverso formazione ad hoc &#8211; potranno produrre una sostanziale riduzione dei costi sostenuti oggi da tutti i cittadini per l&#8217;incivile comportamento di pochi, liberando così risorse importanti che saranno reinvestite nel benessere animale e, di conseguenza, della collettività.</p>
<p><strong>LA GENERAZIONE DEL FUTURO</strong><br />
<strong>I giovani protagonisti oggi </strong><br />
E chiaro che una Forlì “europea”, aperta, integrata, solidale, una Forlì in cui sia piacevole vivere e lavorare, rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato in particolare alla generazioni più giovani. Saranno esse a completare, se lo vorranno, il disegno qui abbozzato. Ciò comporta alcune conseguenze. Anzitutto, l’assunzione, da parte dell’amministrazione, non già della “questione giovanile” come tema fra gli altri (ma lo steso potrebbe dirsi della “questione femminile”, naturalmente), quanto dell’elemento generazionale – così come quello di genere – quale veicolo, interprete privilegiato del cambiamento. Il che significa, da una parte, riconoscere la rilevanza di taluni nodi ancora irrisolti (i luoghi dell’aggregazione diffusa, di stampo associativo formale o informale, musicale o ricreativo; la mensa universitaria; lo stimolo di attività commerciali in linea con i tempi della generazione – serali e notturni). Dall’altro, osservare il tanto che si è fatto – sotto il profilo delle pratiche sportive, ad esempio; ma anche del recupero di luoghi importanti, come la Fabbrica delle Candele, attraverso al quale promuovere il libero sviluppo della creatività dei giovani. Dall’altro ancora, la preoccupazione per il crescente disagio degli adolescenti, in misura preoccupante soggetti a forme di rifiuto sistematico dell’offerta formativa ma anche estranei del tutto al civismo, ai vincoli di socialità. E’ questo un ambito che deve attrarre l’analisi e la ricerca dell’amministrazione. Perché, oltre che gestire, occorre anche studiare e capire.</p>
<p><strong>Due gemme : l’associazionismo e il volontariato</strong><br />
Siamo certi che riceveremo un grande aiuto da una risorsa formidabile della nostra città; l’associazionismo. Esso rappresenta, in moltissimi, campi, un formidabile aiuto per l’amministrazione pubblica. Ebbene, associazionismo e volontariato, dall’ambito sociale a quello della protezione civile, passando per i tanti altri contesti della vita cittadina, costituiscono i naturali interlocutori di un’amministrazione di centro-sinistra: ad essi andranno le cure della giunta e dei consiglieri, i quali assicurano fin d’ora piena disponibilità all’ascolto e fattiva collaborazione.<br />
Un aspetto importante, tanto dell’associazionismo quanto della vita sociale locale, caro a tutte le generazioni ma in particolare alle più giovani, è la pratica sportiva. Forlì può vantare una notevole dotazione d’impianti, ottimi livelli di partecipazione da parte della cittadinanza e squadre di rilievo nazionale in diverse discipline. A questa esperienza, che va custodita e alimentata come un tesoro particolarmente prezioso, il centro-sinistra riserverà risorse ed energie, consapevole del valore morale, civico, fisico che essa produce. Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi crescano forti e sani e che i nostri cittadini si mantengono in forma in età matura: tutta la comunità ne trarrà giovamento.</p>
<p><strong>Non una sfida, ma un progetto nell’interesse di tutti per il futuro della nostra comunità</strong><br />
Abbiamo cercato di scrivere un programma leggibile e di mettere nero su bianco impegni anche ambiziosi, ma – riteniamo &#8211; alla portata degli anni difficili che ci aspettano. Il nostro compito, del resto, è quello di proporre un progetto della Forlì futura e di passarlo a giovani cui spetterà un compito arduo e forse più difficile del nostro. Il centro-sinistra, nella nostra città, è convinto di potersi mettere al servizio della comunità per questo grande obiettivo, che oggi appare profondamente controcorrente, tanto lontana è la politica nazionale governativa dai nostri valori e dai nostri propositi. Eppure, forse anche per questo, val la pena di raccogliere la sfida.</p>
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		<title>Il Digitale terrestre è una tecnologia costosa, limitata, già obsoleta</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 13:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho scritto più volte in tempi non sospetti, che il digitale terrestre è una tecnologia inutile. Di solito si cambiano le abitudini (e gli elettrodomestici) per andare verso sistemi migliori, mentre il digitale terrestre non è altro che un tentativo di mantenere lo status quo della comunicazione radio-televisiva (pochissime reti in mano a pochissime aziende). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto più volte in <a href="http://www.alessandroronchi.net/2006/informazione-di-qualita/">tempi</a> <a href="http://www.alessandroronchi.net/2004/150-euro-per-il-digitale-terrestre/">non sospetti</a>, che il digitale terrestre è una tecnologia inutile. Di solito si cambiano le abitudini (e gli elettrodomestici) per andare verso sistemi migliori, mentre il digitale terrestre non è altro che un tentativo di mantenere lo<strong> status quo della comunicazione radio-televisiva</strong> (pochissime reti in mano a pochissime aziende).<br />
Oggi si potrebbe fare molto altro, a partire dal satellitare in chiaro per finire alle <strong> web TV</strong>.</p>
<p>Una cosa positiva è che finalmente anche qualche grosso quotidiano inizia a mettere in dubbio questa tecnologia:</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/economia/09_gennaio_30/grasso_433b436a-eea1-11dd-ba39-00144f02aabc.shtml">Digitale terrestre, prime sconfitte &#8211; Corriere della Sera</a></p>
<blockquote><p>per mantenere molti trasmettitori attivi ci vuole l&#8217;energia che illuminerebbe una città<br />
Gli esperti tv: «Tecnologia costosa, limitata, obsoleta» Esperienza difficile in Sardegna. E si guarda al satellite</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Forlì territorio libero da OGM, approvato ordine del giorno in Consiglio</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 08:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri il consiglio comunale ha votato (dopo un anno dalla mia presentazione) l&#8217;ordine del giorno contro gli OGM. Allego il testo. ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD UN IMPEGNO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE PRODUZIONI TIPICHE DAI POSSIBILI EFFETTI NEGATIVI CONNESSI ALL&#8217;IMPIEGO DI O.G.M.. Il Consigliere comunale Alessandro Ronchi, ha presentato in data 13 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/11/ogm-150x150.gif" alt="ogm 150x150 Forlì territorio libero da OGM, approvato ordine del giorno in Consiglio" title="cibo ogm? No grazie" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3458" />Ieri il consiglio comunale ha votato (dopo un anno dalla mia presentazione) l&#8217;ordine del giorno contro gli OGM. Allego il testo.</p>
<p>ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD UN IMPEGNO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE PRODUZIONI TIPICHE DAI POSSIBILI EFFETTI NEGATIVI CONNESSI ALL&#8217;IMPIEGO DI O.G.M..<br />
Il Consigliere comunale Alessandro Ronchi, ha presentato in data 13 novembre 2007, l’Ordine del giorno nel testo di seguito riportato: “Considerato<span id="more-3457"></span></p>
<p>1) CHE la Coalizione ITALIAEUROPA &#8211; LIBERI DA OGM, costituita dalle Organizzazioni di rappresentanza dell&#8217;agricoltura; dell&#8217;artigianato, della piccola e media industria, del commercio e della grande distribuzione agroalimentare; del consumerismo, dell&#8217;ambientalismo e della cooperazione internazionale, ha promosso un Dibattito nazionale, dal 15 settembre al 15 novembre 2007, al fine del pronunciamento diretto dei cittadini perché l&#8217;agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo del Paese, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile, innovativo e libero da ogm;</p>
<p>2) CHE l&#8217;applicazione del principio di precauzione comporta l&#8217;adozione di decisioni cautelative allorquando, in presenza di rischi gravi o irreversibili, non sia ancora possibile stabilire con certezza, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, un&#8217;esatta relazione tra causa ed effetto;</p>
<p>3) CHE l&#8217;introduzione nell&#8217;ambiente di organismi modificati legata, soprattutto, all&#8217;utilizzazione in agricoltura di sementi e varietà vegetali connesse a forme di sfruttamento intensivo, facendo largo impiego di mezzi tecnici, quali insetticidi, diserbanti e fitofarmaci in genere, può avere effetti negativi sulla diversità biologica delle forme viventi, per la riduzione della capacità di adattarsi e resistere al processo, graduale e continuo, di evoluzione naturale;</p>
<p>4) CHE il rapporto del Centro Comune di Ricerche della UE ha evidenziato l&#8217;impossibilità di far convivere agricoltura transgenica e agricoltura biologica e convenzionale, affermando che l&#8217;agricoltura biologica sarebbe irreversibilmente compromessa dalla contaminazione da OGM e paventando, inoltre, forti rischi di perdita di competitivita per l&#8217;agricoltura convenzionale; </p>
<p>5) CHE la presenza sul territorio di coltivazioni transgeniche può comportare il rischio di contaminazione genetica, con conseguente gravissimo danno all&#8217;ambiente, alle risorse naturali ed alle coltivazioni<br />
convenzionali e biologiche, anche in relazione all&#8217;irreversibilità delle ricadute sull&#8217;ambiente e sull&#8217;ecosistema;</p>
<p>6) CHE il territorio regionale/provinciale/comunale vanta un variegatissimo e prezioso patrimonio alimentare, caratterizzato da una forte identità territoriale, tradizionale e culturale della produzione agricola e che non si può consentire la perdita di queste ricchezze, a causa dell&#8217;ingegnerizzazione dei<br />
prodotti tipici e naturali e della commistione di geni di diversa origine, che avrebbero evidenti ripercussioni negative sulla specificità delle nostre coltivazioni e sulla loro distribuzione territoriale;</p>
<p>7) CHE è indispensabile evitare che in un territorio destinato alla produzione di qualità vengano inserite piante geneticamente modificate, dal momento che la loro interazione ridurrebbe irrimediabilmente il valore della specificità, e che l&#8217;identità storica di ciascun prodotto finirebbe con il venir meno, risultando compromesse le vocazioni colturali di alcune aree produttive;</p>
<p>8) CHE l&#8217;attenzione e l&#8217;informazione sulla qualità dei prodotti e sulla tracciabilità dei cibi rappresentano il motore dello sviluppo dei sistemi locali e consentono di incrementare la competitivita merceologica ed il valore aggiunto in agricoltura;</p>
<p>9) CHE la riforma della P.A.C, prevede un particolare impegno per il rispetto agro ambientale e per la produzione di alimenti di alta qualità e che pertanto è importante garantire, promuovere e conservare un modello di agricoltura basato sul rispetto dell&#8217;ambiente ed in grado di valorizzare le produzioni di origine e tradizionali;</p>
<p>10) CHE tra i compiti della Regione/Provincia/Comune vi è anche l&#8217;attuazione di una politica per la difesa del suolo, la tutela e valorizzazione dell&#8217;ambiente e delle risorse naturali e la prevenzione delle calamità;</p>
<p>RITENENDO OPPORTUNO UN IMPEGNO RIVOLTO<br />
- alla tutela del territorio e delle produzioni tipiche dai possibili effetti negativi connessi all&#8217;impiego ed alla coltivazione di organismi geneticamente modificati;</p>
<p>- all&#8217;attività di informazione e di educazione alimentare;<br />
- al recupero di metodologie, sia agronomiche che di trasformazione, specifiche e tradizionali;<br />
- al rilancio dei prodotti legati al territorio ed all&#8217;identità culturale dei luoghi, ottenuti nel rispetto dei parametri dei disciplinari </p>
<p>IL CONSIGLIO IMPEGNA LA GIUNTA<br />
1) a dichiarare il territorio regionale/provinciale/comunale libero da OGM, nel rispetto del principio di precauzione e nelle more della messa a punto di idonei protocolli di sicurezza che, sulla base degli indirizzi comunitari, disponga la valutazione, su scala locale, dei rischi relativi all&#8217;impatto dell&#8217;emissione deliberata nell&#8217;ambiente di organismi geneticamente modificati e dei rischi relativi all&#8217;impatto sui sistemi agrari e naturali;</p>
<p>2) a mettere in atto ogni intervento di competenza dell’amministrazione sul controllo di qualità degli alimenti agricolo-forestali e di allevamento prodotti nel territorio;</p>
<p>3) a realizzare iniziative finalizzate allo sviluppo, alla promozione ed alla valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari del territorio ed alla certificazione delle produzioni locali;</p>
<p>4) a creare un tavolo di intesa tra produttori, industrie di trasformazione e di distribuzione del settore alimentare al fine di valorizzare i prodotti tipici, tradizionali e a denominazione protetta;</p>
<p>5) a selezionare tra le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense pubbliche (includendo quindi le mense scolastiche) soltanto quelle che garantiscano il non utilizzo di alimenti contenenti O.G.M. ed a prevedere l&#8217;inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso in occasione delle prossime<br />
gare d&#8217;appalto di ogni mensa pubblica.</p>
<p>6) ad aderire e sottoscrivere i contenuti del Dibattito nazionale promosso dalla Coalizione  ITALIAEUROPA &#8211; LIBERI DA OGM che coniuga gli obiettivi economici di sostenibilità del made in italy agroalimentare con il valore della ricoesione sociale: elementi essenziali di un Paese che, insieme,<br />
voglia tornare ad essere protagonista in Europa e nel mondo.</p>
<p>Firmato<br />
Alessandro Ronchi.</p>
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		<title>H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 08:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Compagnia teatrale ITINERARIA presenta &#8220;H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221; (200 repliche in due anni) Lunedì 27 Ottobre 2008 ore 20.45 alla Sala San Luigi, in via L. Nenni 12 &#8211; FORLI&#8217;- INGRESSO GRATUITO organizzato dall&#8217;Associazione SORRISI DAL MONDO Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi Interpreti: Fabrizio De Giovanni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Compagnia teatrale ITINERARIA presenta &#8220;<strong>H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità</strong>&#8221; (200 repliche in due anni)  Lunedì 27 Ottobre 2008 ore 20.45 alla Sala San Luigi, in via L. Nenni 12 &#8211; FORLI&#8217;-</p>
<p>INGRESSO GRATUITO</p>
<p>organizzato dall&#8217;Associazione SORRISI DAL MONDO</p>
<p>Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi<span id="more-3239"></span></p>
<p>Interpreti: Fabrizio De Giovanni e Lorella De Luca<br />
Regia: Emiliano Viscardi<br />
Musiche originali: Augusto Ripari<br />
Allestimenti tecnici e scenografici: Maria Chiara Di Marco<br />
Datore Luci e macchinista: Eliel Ferreira<br />
Assistente alla regia: Aldo Bianchi<br />
Light designer: Giorgio Romano<br />
Contributi video: Dario Barezzi<br />
Operatore video: Sergio Cavandoli<br />
Post-produzione video: Franco Valtellina<br />
Testo: Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni</p>
<p>Con la partecipazione di: Roberto Carusi che ha prestato la voce per i video.</p>
<p>Per informazioni:<br />
Associazione Culturale e Teatrale Itineraria – Cologno Monzese (MI)<br />
Tel. 02/25396361- 335.8393331<br />
e-mail itinerariateatro@gmail.com<br />
sito internet www.itineraria.it</p>
<p>(cliccando sul logo &#8220;H2Oro&#8221; è possibile scaricare tutto il materiale relativo allo spettacolo)</p>
<p>H2Oro<br />
  L&#8217;acqua un diritto dell&#8217;umanità</p>
<p>Da un progetto di Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara Di Marco nasce questo spettacolo di teatro-documento per sostenere il diritto all&#8217;acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del &#8220;Bel Paese&#8221;, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti.</p>
<p>L&#8217;acqua non deve diventare &#8220;l&#8217;oro blu&#8221; del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato &#8220;l&#8217;oro nero&#8221; del secolo XX. L&#8217;acqua deve invece essere considerata come bene comune, patrimonio dell&#8217;umanità. L&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l&#8217;acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell&#8217;area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future. Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi della privatizzazione dell&#8217;acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell&#8217;acqua, delle guerre dell&#8217;acqua e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione dell&#8217;acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della necessità di contrastare e invertire l&#8217;indirizzo di mercificazione e privatizzazione. Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all&#8217;insegna del denaro, ma della dignità umana.</p>
<p>Spettacolo premiato  nel 2006 con una targa d&#8217;argento dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Realizzato con il Patrocinio del &#8220;Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull&#8217;Acqua&#8221; e del &#8220;Centro Nuovo Modello di Sviluppo&#8221; di Vecchiano, ha ricevuto in seguito il Patrocinio del Ministero delle Politiche agricole e forestali, del Ministero della Pubblica Istruzione Università e Ricerca, della Presidenza della Regione Lombardia e della Provincia di Lodi.</p>
<p>GOLIA E&#8217; NUDO</p>
<p>&#8220;H2Oro – l&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221; è una produzione dell&#8217;Associazione Culturale e Teatrale ITINERARIA in forma di teatro-documento.</p>
<p>Essa si pone in quel filone di testimonianze civili, portate attraverso il teatro, che questa Associazione propone – da oltre dieci anni – ai suoi soci e a un pubblico, indistintamente, di cittadini, studenti, frequentatori di biblioteche e organizzazioni di volontariato.</p>
<p>Fabrizio De Giovanni è, con Lorella De Luca, interprete dello spettacolo che si è – per così dire – &#8220;cucito addosso&#8221; affinché le sconvolgenti verità di cui si fa portavoce acquistino (ancorché ampiamente ed autorevolmente documentate) un&#8217;ulteriore credibilità anche in versione scenica.</p>
<p>L&#8217;attore/autore si è avvalso della collaborazione dello storico Ercole Ongaro, già felicemente autore di altre due produzioni teatrali di Itineraria (l&#8217;una sulla Costituzione, l&#8217;altra sui diritti dei bambini) che tuttora si replicano, ma anche di Emiliano Viscardi per la regia, di Maria Chiara Di Marco per l&#8217;apparato scenico, di Dario Barezzi per i contributi filmati. E non a caso: la varietà dei linguaggi e degli strumenti non è tanto una moda in voga nel teatro attuale quanto, piuttosto, una scelta di necessità. Affrontando infatti temi di urgente attualità quale, tra gli altri, è quello dell&#8217;acqua e mettendosi (come amava dire Don Milani) &#8220;dalla parte dell&#8217;ultimo&#8221;, imprescindibile è l&#8217;esigenza di volgere a buon fine quegli stessi accattivanti mezzi di comunicazione che quotidianamente aggrediscono la società contemporanea ed in particolare le giovani generazioni.</p>
<p>Itineraria – nella convinzione di poter contribuire alla consapevolizzazione degli spettatori sui problemi determinanti per il futuro dell&#8217;umanità – è particolarmente orgogliosa del fatto che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi abbia concesso allo spettacolo &#8220;H2Oro&#8221; una targa d&#8217;argento (come, a suo tempo, allo spettacolo sulla Costituzione e a quello sui diritti dell&#8217;infanzia).</p>
<p>&#8220;Che fare?&#8221;: è l&#8217;interrogativo che tormenta spesso gli spettatori degli spettacoli di Itineraria sui temi dell&#8217; odierna mondialità, ma anche sui nodi più aggrovigliati di un recente passato per non dimenticare: la Shoah, la Resistenza, l&#8217;esodo del popolo palestinese.</p>
<p>Sentirsi interrogati è prendere coscienza della realtà dei molti &#8220;senza voce&#8221; cui può dar voce la gente di teatro. È scoprire – con il bimbo della famosa fiaba di Andersen – che l&#8217;imperatore è nudo. È capire che la piccola fionda di Davide può, alla lunga, abbattere i molti Golia del potere che opprime. </p>
<p>Roberto Carusi<br />
(presidente di Itineraria)</p>
<p>SCALETTA dello spettacolo:</p>
<p>&#8220;H2ORO &#8211; L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221;</p>
<p>-        Filmato di apertura<br />
-        monologo sulla scarsità dell&#8217;acqua<br />
-        monologo sull&#8217;acqua come diritto e non come bene economico<br />
-        monologo su mercificazione dell&#8217;acqua e Manifesto Contratto Mondiale<br />
-        introduzione alla Rivolta di Cochabamba<br />
-        filmato: &#8220;Cochabamba: Suor Antonietta Potente&#8221;<br />
-        monologo su Coca Cola nel mondo e caso inglese<br />
-        lettura: La Coca Cola è fuorilegge?<br />
-        filmato: &#8220;progetto fondamentalista della Coca-Cola&#8221;<br />
-        monologo su Le guerre per l&#8217;acqua e L&#8217;acqua in Palestina/Israele<br />
-        monologo su Le guerre per i fiumi<br />
-        monologo su Le dighe nel mondo<br />
-        conclusione prima parte citazione don Milani e Gandhi<br />
-        poesia Nando Dalla Chiesa musicata<br />
-        monologo su L&#8217;Italia e l&#8217;acqua minerale<br />
-        monologo su Parametri: acqua potabile/acqua minerale<br />
-        monologo su Le multinazionali dell&#8217;acqua minerale e le concessioni<br />
-        monologo su &#8220;Mineracqua&#8221; e il ricatto pubblicitario<br />
-        filmato: &#8220;Trasparenza: le analisi invisibili&#8221;<br />
-        filmato: &#8220;Vox populi&#8221;<br />
-        monologo su L&#8217;informazione indipendente e il consumo critico<br />
-        monologo su La mafia e l&#8217;acqua<br />
-        monologo su il miracolo di Agrigento, Sanpellegrino/Nestlè<br />
-        monologo su Gli sprechi strutturali<br />
-        monologo su Gli scempi con caso Mugello/TAV<br />
-        monologo su Il caso Milano<br />
-        monologo su Cosa fare noi-qui-ora<br />
-        filmato: &#8220;Jacopo Fo: risparmiare l&#8217;acqua nel quotidiano&#8221;<br />
-        monologo su L&#8217;acquedotto pugliese e Petrella ex presidente<br />
-        monologo su La Toscana e la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua<br />
-        monologo su Napoli e Padre Alex Zanotelli<br />
-        monologo su S. Giuliano M.se &#8220;Fontane con le bollicine&#8221;<br />
-        monologo su Bagnacavallo &#8220;Riduttori di flusso&#8221;<br />
-        conclusione spettacolo, citazione Gesualdi/Sara Ongaro<br />
-        montaggio poetico/finale</p>
<p>[Durata totale 90 minuti circa]</p>
<p>Articolo tratto da &#8220;Peacereporter&#8221;</p>
<p>Un palcoscenico sull&#8217;acqua<br />
Uno spettacolo racconta i problemi legati allo sfruttamento dell&#8217;acqua<br />
di Dolores Carnemolla<br />
La scena è nuda: un leggìo da una parte, uno sgabello dall&#8217;altra, al centro uno schermo, dapprima spento. Poi si accendono immagini di battaglie prese in prestito dal cinema: conflitti dall&#8217;età della pietra ai nostri giorni. Un uomo sale sul palcoscenico rivolgendosi agli spettatori: senza preamboli comincia a parlare dei problemi relativi alla scarsità dell&#8217;acqua, di questioni che hanno generato aspre ostilità a causa dell&#8217;oro blu. È un attore? Non sembra stia &#8220;recitando&#8221;: il suo tono, benché impostato, è di una autenticità disarmante. L&#8217;argomento che sta esponendo è cosa di tutti i giorni,  quello che dovrebbe essere un monologo è in realtà l&#8217;inizio di un dialogo tra la sua voce che ci informa sui fatti e le coscienze di chi sta ad ascoltare.</p>
<p>Così comincia &#8220;H2oro-l&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221;: produzione dell&#8217;Associazione Culturale e Teatrale Itineraria, sui palcoscenici alternativi di tutta Italia da marzo ad ottobre.<br />
La forma è quella del  teatro-documento, lo scopo è quello di rendere consapevole la società civile del fatto che l&#8217;acqua è un bene comune e  averne accesso è un diritto fondamentale. Fabrizio De Giovanni è, con Lorella De Luca, autore-attore di questo spettacolo scritto con la collaborazione di Ercole Onagro. La rappresentazione si avvale di linguaggi e contributi diversi (letture di documenti, video) ben amalgamati dalla regia di Emiliano Viscardi e dall&#8217;apparato scenico di Maria Chiara Di Marco.</p>
<p>Come si apprende dal libro di Vandana Shiva, &#8220;Le guerre dell&#8217;acqua&#8221; (Fabrizio De Giovanni ne legge qualche passo significativo) l&#8217;acqua è insufficiente in Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana  e Stati Uniti e le guerre dell&#8217;acqua non sono un evento del futuro: sono già in atto veri e propri conflitti in ogni società. Che si tratti del Punjab o della Palestina, spesso la violenza politica nasce dalla competizione per appropriarsi delle scarse e vitali risorse idriche. Molti di questi conflitti politici sono celati: chi controlla il potere maschera le guerre dell&#8217;acqua, facendole apparire come scontri etnici o religiosi.</p>
<p>Ogni giorno 30.000 persone muoiono per cause connesse alla scarsità di acqua o alla sua cattiva qualità o igiene. La Comunità Internazionale continua a rifiutare il concetto che l&#8217;acqua è un diritto di tutti, preferendo trattarla come un bene economico, soggetto alle leggi del mercato e accessibile solo a chi può permetterselo. Il programma per lo sviluppo delle nazioni Unite ha dimostrato che l&#8217;obiettivo di rendere accessibile l&#8217;acqua all&#8217;intera umanità è economicamente realizzabile. Non sono le tecnologie né le risorse che mancano, dipende dalla volontà di chi compie scelte politiche ed economiche: negando ai poveri l&#8217;accesso all&#8217;acqua, privatizzandone la distribuzione e inquinando pozzi e fiumi. La pretesa di vendere l&#8217;acqua è pari a quella di vendere l&#8217;aria: rivendicare il diritto alla disponibilità di acqua potabile significa difendere il diritto di vivere per tutti gli esseri viventi.</p>
<p>In 70 minuti di spettacolo si apprendono tante scomode verità, ma anche indicazioni utili a capire il problema e quindi ad assumere gli atteggiamenti giusti, anche nelle abitudini quotidiane: rifiutare, ad esempio, il ricatto delle pubblicità che inducono all&#8217;acquisto dell&#8217;acqua in bottiglia o evitare gli sprechi giorno dopo giorno.<br />
L&#8217;invito di H2oro è quello di collaborare insieme per creare &#8220;democrazie dell&#8217;acqua&#8221;.<br />
Come scrive Vandana Shiva, &#8220;se costruiamo la democrazia, costruiamo la pace&#8221;.</p>
<p>H2Oro, il teatro-documento che mancava</p>
<p>di Barbara D&#8217;Amico 15/10/2007</p>
<p>&#8220;Uno spettacolo teatrale per sostenere il diritto all&#8217;acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del &#8216;Bel Paese&#8217;, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti&#8221;, recita l&#8217;introduzione sulla locandina di questo spettacolo quasi del tutto sconosciuto, fino a ieri. E non servirebbero altre descrizioni se non fosse che H2Oro, più che un semplice spettacolo, è una vera e propria impresa. L&#8217;acqua come bene comune, come diritto inalienabile dell&#8217;uomo, la sua fragilità e la gravissima crisi che rischia di portarci ad un&#8217;ulteriore serie di conflitti per il predominio di questa risorsa principe: non è facile tradurre un messaggio così complesso in esperienza da palcoscenico, eppure la Compagnia Itineraria di Roberto Carusi ci riesce inaugurando un nuovo genere teatrale, quello del Teatro- Documento appunto, a metà strada tra la commedia e l&#8217;inchiesta &#8211; diversa dalla satira &#8211; in cui &#8220;l&#8217;acqua&#8221; è solo l&#8217;ultima arrivata dopo esperimenti scenici sui diritti dell&#8217;infanzia, sulla Shoàh e sulla Costituzione.</p>
<p>Il progetto nasce in modo travagliato. E&#8217; Fabrizio De Giovanni &#8211; scuola di Dario Fo e Franca Rame nonché protagonista di H2Oro &#8211; ad abbozzare l&#8217;idea dello spettacolo. &#8220;Ogni qualvolta ci siamo scontrati con i diritti umani questi, in qualche modo, erano e sono connessi all&#8217;acqua&#8221;, ha dichiarato in una recente intervista. E sono proprio le connessioni tra diritti umani e crisi idrica che lo spingono a documentarsi verso la fine degli anni Novanta facendogli scoprire un mondo parallelo, fatto di quelle che definisce assurdità e negazioni di un bene fondamentale. &#8220;E&#8217; pazzesco! Lo sapevate che i parametri di qualità per l&#8217;acqua potabile sono più restrittivi di quelli previsti per l&#8217;acqua in bottiglia? O che con 1 euro le multinazionali acquistano 100 mila litri d&#8217;acqua potabile che poi rivendono in bottiglia a un prezzo enorme?&#8221;, denuncia anche fuori dal teatro. Il materiale è mastodontico, il tema scomodo, ma dopo anni di tentativi la Compagnia, con la decisiva collaborazione della scenografa Maria Chiara di Marco, riesce a dargli forma.</p>
<p>De Giovanni porta, così, in scena un monologo di quasi due ore intervallato sapientemente dai filmati di Dario Barezzi e dalle testimonianze scritte di giornalisti, studiosi e premi Nobel sulla carenza dell&#8217;acqua e sulla speculazione dell&#8217;imbottigliamento delle risorse idriche. E&#8217; questo, infatti, uno dei temi centrali della pièce che punta il dito contro la privatizzazione delle acque potabili da parte delle multinazionali e contro l&#8217;Italia, prima consumatrice al mondo &#8211; anche prima degli Stati Uniti &#8211; di acqua in bottiglia. Esilaranti le interviste alle persone comuni che dichiarano di bere &#8220;acqua normale&#8221; &#8211; cioè in bottiglia &#8211; anziché &#8220;strana&#8221; come quella del rubinetto. Come ilare è il tentativo del protagonista di capire cosa debba fare per ottenere l&#8217;analisi dell&#8217;acqua che beve: un&#8217;odissea infinita fatta di rimpalli tra uffici comunali, asl e telefoni chiusi in faccia .</p>
<p>Il messaggio è chiaro: bevete acqua del rubinetto. A provarne l&#8217;assoluta sicurezza sono dati scientifici e studi che, con un colossale lavoro di ricerca, De Giovanni ha saputo raccogliere e sistematizzare. Da Giuseppe Altamore a Riccardo Petrella &#8211; studioso della &#8220;petrolizzazione&#8221; dell&#8217;acqua &#8211; le fonti si dimostrano eccellenti e trasformano H2Oro in una vera e propria inchiesta dall&#8217;alto contenuto informativo ma dai toni scomodi. Talmente scomodi da renderne invisa la replica nei principali teatri italiani. Fatta eccezione per Milano e Firenze, dopo ben 122 repliche ed una targa d&#8217;argento rilasciata da Carlo Azeglio Ciampi, H2Oro non riesce ad approdare a Roma. &#8220;Teatri pieni&#8221;, pare abbia risposto l&#8217;assessorato alla cultura della capitale. In realtà &#8220;rischiamo denunce e querele ad ogni spettacolo ormai&#8221;, dichiara De Giovanni alla platea alla fine della replica dello scorso 6 ottobre proprio a Firenze, mentre distribuisce etichette auto-prodotte da incollare sulle bottiglie di plastica. Il marchio recita &#8220;Acqua S.Rubinetto &#8211; L&#8217;acqua che non pesa sulla spesa&#8221; ed è il modo più efficace, secondo Itineraria, per riuscire a bere acqua potabile dando uno smacco alle multinazionali. H2Oro è allora un piccolo grande terremoto che si inserisce in quella battaglia coraggiosamente condotta già da padre Alex Zanotelli. Perché l&#8217;acqua è un bene fondamentale, non una merce.</p>
<p>Fabrizio De Giovanni (Milano, 1967)</p>
<p>Nel 1991 prende parte con la Compagnia teatrale di Dario Fo e Franca Rame a Parliamo di donne e nel 1998 a Marino libero! Marino è innocente!, spettacolo per la riapertura del &#8220;Caso Sofri&#8221;.</p>
<p>E&#8217; tra i fondatori della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi con la quale ha preso parte, dal 1994, a tutti gli spettacoli prodotti. Dal 2000 presta la voce alle marionette della storica Compagnia Carlo Colla e figli di Milano. </p>
<p>Nel 2005 ha preso parte alle registrazioni della trasmissione di Raidue &#8220;Il teatro in Italia&#8221; con Dario Fo e Giorgio Albertazzi. Da allora ha preso parte a tutte le nuove produzioni di Dario Fo.</p>
<p>Dal 1992 opera anche nell&#8217;ambito della promozione della lettura con incontri rivolti sia ai bambini che agli adulti, in collaborazione con biblioteche e scuole. Dal 1995 collabora alla produzione di audio libri e audiovisivi scolastici per gli Editori: Fabbri, Giunti, Sedes, Loescher, Lang, Petrini, RCS, Cideb e  Salani (Roal Dahl).</p>
<p>Associazione Culturale e Teatrale Itineraria &#8211; Cologno Monzese (Mi) via Goldoni, 18</p>
<p>tel. 02.25396361 &#8211; 02.2538451- 335.8713663 &#8211; h2oro@itineraria.it &#8211; www.itineraria.it</p>
<p>INTERVISTA A ERCOLE ONGARO (co-autore del testo)</p>
<p>Perché ha scritto questo testo?</p>
<p>Come cittadino mi sono sentito interpellato dai processi in atto di mercificazione e privatizzazione dell&#8217;acqua e ho pensato che anche con la forma teatrale potevo contribuire a far prendere coscienza della pericolosità di quanto sta avvenendo in questo settore. Il primo segnale per il risveglio della mia coscienza civica mi è venuto dalla rivolta dell&#8217;acqua dei poveri di Cochabamba: quell&#8217;episodio non soltanto mi ha confermato che noi Paesi ricchi del Nord del mondo siamo causa dei disastri del Sud, del loro impoverimento nel caso specifico della privatizzazione della loro acqua, ma anche mi ha fatto intuire dove noi stiamo andando: verso un futuro che consegna beni comuni fondamentali al dominio di ristretti gruppi finanziari, permettendo loro di farli diventare una potente macchina di profitti.<br />
Su cosa si è fondato per costruire il testo?</p>
<p>Mi sono documentato, allo stesso modo nel quale mi documento per il mio lavoro di ricerca storica: ho letto molta bibliografia sull&#8217;argomento, ho studiato i documenti che il variegato movimento di resistenza alla mercificazione dell&#8217;acqua ha prodotto in diverse situazioni locali e poi ho costruito un percorso narrativo semplice ma efficace. Quanto accade a livello locale, la microstoria, è solitamente l&#8217;elemento determinante che aiuta a capire i processi generali, mondiali, e che porta al coinvolgimento personale. Il confronto con Fabrizio De Giovanni ha poi arricchito la mia ricerca e dato un ritmo al testo in vista della sua realizzazione scenica.</p>
<p>Ma un movimento dal basso, locale, può incidere su processi che hanno il loro contesto nella globalizzazione mondiale?</p>
<p>Penso proprio di sì. Può sembrare impossibile, ma proprio nel caso dell&#8217;acqua si è visto realizzato l&#8217;obiettivo per il quale il movimento di base ha lottato: dove il movimento ha saputo mantenere la mobilitazione, ci sono state inversioni di rotta impensabili fino a qualche tempo prima, si sono interrotti processi di privatizzazione già molto avanzati, si sono stracciati impegni già presi. Io stesso, che faccio parte della Rete di Lilliput di Lodi ho potuto constatarlo per quanto riguarda Lodi e il Lodigiano, dove si è passati da un orientamento privatizzatore a uno che garantisce l&#8217;acqua come bene comune. Resistere a ogni tentativo di espropriazione dei beni comuni significa salvare le basi su cui si fonda una società democratica. Mi auguro che anche attraverso questo spettacolo cresca la presa di coscienza tra i cittadini e li spinga a interessarsi alla difesa dei beni comuni in generale e dell&#8217;acqua in particolare.</p>
<p>Quale lezione possiamo trarre dai risultati finora raggiunti?</p>
<p>La certezza che la storia non è finita, che non dobbiamo farci convincere che non ci resta che la sconfitta. Sarebbe la più grande, e definitiva, vittoria delle multinazionali e del potere finanziario. Se è stato possibile invertire il vento della privatizzazione dell&#8217;acqua, vuol dire che è possibile proporsi cambiamenti di più vasta portata. E comunque è fondamentale tenere insieme i due livelli: il cambiamento delle strutture e il cambiamento del proprio comportamento, delle proprie scelte personali. Non scindere, ma coniugare i due livelli, tenendo fermo lo sguardo e la direzione del cammino verso l&#8217;utopia di una società che progetta il proprio futuro non all&#8217;insegna del denaro ma della dignità di tutti gli uomini.</p>
<p>LA COMPAGNIA TEATRALE ITINERARIA</p>
<p>Costituita da una quindicina di attori e tecnici, realizza rappresentazioni nei diversi settori dello spettacolo, potendo contare su competenze molteplici. Ne fanno parte infatti attori e attrici, musicisti, doppiatori, tecnici, registi, scenografi, artisti di strada, animatori. La gamma di proposte spettacolari è quindi estremamente varia e, non di rado, supportata da incontri con interpreti, autori, critici. Ciò consente al pubblico che segue i lavori della Compagnia di approfondire il proprio rapporto con il teatro, o di accostarvisi per la prima volta, con la garanzia di una elevata qualità culturale, sempre sostenuta tuttavia dalla piacevolezza dell&#8217;interesse e dello svago.</p>
<p>Nella rassegna di spettacoli di Teatro-documento &#8220;Per non dimenticare&#8221; Itineraria propone anche &#8220;Bambini esclusi&#8221; sulla condizione dell&#8217;infanzia nel mondo, &#8220;Voci dalla Shoah&#8221; dalle testimonianze di tre sopravvissuti ad Auschwitz, &#8220;Dove è nata la nostra Costituzione&#8221;, &#8220;La vergogna e la memoria&#8221; sulla Resistenza e &#8220;Mia terra, patria mia&#8221; sulla situazione palestinese.</p>
<p>Itineraria si occupa costantemente anche di promozione della lettura, dando vita ad incontri per bambini e ragazzi mirati a comunicare il &#8220;piacere della lettura&#8221; e recital letterari che accostino o riavvicinino gli adulti al piacere del libro.</p>
<p>L&#8217;ASSOCIAZIONE CULTURALE E TEATRALE ITINERARIA</p>
<p>ITINERARIA è un&#8217;associazione culturale e teatrale sorta 12 anni fa a Cologno Monzese (dove ha sede in via Goldoni 18) e svolge attività nel campo dello spettacolo.</p>
<p>In collaborazione con molte biblioteche civiche, ITINERARIA svolge un&#8217;intensa attività di promozione della lettura, destinata – ovviamente con diverse modalità e distinti momenti – sia agli adulti sia ai bambini. Ha ideato, organizzato e condotto per anni, un concorso nazionale di cabaret, finalizzato alla scoperta e alla valorizzazione di autori e interpreti &#8220;intelligenti&#8221;, con ampio consenso di pubblico e di critica. L&#8217;Associazione svolge incontri e corsi formativi, prevalentemente per la lettura ad alta voce, nell&#8217;ambito di Scuole ed Enti locali.</p>
<p>Nel &#8220;teatro da camera&#8221; della propria sede, ITINERARIA organizza serate, con periodicità settimanale, in cui si rappresentano produzioni della Compagnia Stabile dell&#8217;Associazione (che si avvale dell&#8217;apporto di professionisti e volontari) si organizzano cineforum e incontri con personalità del mondo dello spettacolo, si presentano spettacoli ospiti.</p>
<p>Da anni l&#8217;Associazione propone agli iscritti lo sconto su biglietti per gli spettacoli in scena a Milano, ma anche e soprattutto un orientamento critico degli spettatori.</p>
<p>Le letture sceniche predisposte e realizzate dalla Compagnia teatrale ITINERARIA si avvalgono di montaggi di testi di carattere letterario, teatrale, documentario. In quest&#8217;ultimo settore degne di nota sono le letture che trattano della Resistenza, della Shoah, della Costituzione, della situazione palestinese, dei Diritti dei bambini (lavoro realizzato in collaborazione con l&#8217;Unicef) e la più recente sul tema dell&#8217;acqua patrimonio dell&#8217;umanità.</p>
<p>Vanno infine ricordate le letture sceniche commissionate a ITINERARIA dai Servi di Maria per commemorare David Maria Turoldo con le rappresentazioni di due suoi testi, nonché la collaborazione con la Pro Civitate Christiana di Assisi.</p>
<p>Da alcuni anni ITINERARIA coordina una scuola di teatro in cui sono docenti esperti delle varie competenze teatrali. Può vantare inoltre frequenti momenti di animazione per i più piccoli con gruppi specializzati di clown ed educatrici qualificate.</p>
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		<title>I quotidiani vendono meno. L&#8217;informazione è ancora viva?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 19:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Gilioli pubblica una interessante tabella che mostra pesanti segni meno sulle vendite di quasi tutti i quotidiani nazionali. Ci sono un paio di considerazioni da fare. Primo, che l&#8217;agosto 2008 è stato successivo al periodo delle elezioni politiche, che hanno saturato la voglia di sentire parlare di politica e di approfondimenti. Secondo, è probabilmente vero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/10/02/cera-una-volta-ledicola">Gilioli</a> pubblica una interessante tabella che mostra pesanti segni meno sulle vendite di quasi tutti i quotidiani nazionali.  Ci sono un paio di considerazioni da fare. Primo, che l&#8217;agosto 2008 è stato successivo al periodo delle elezioni politiche, che hanno saturato la voglia di sentire parlare di politica e di approfondimenti.<br />
Secondo, è probabilmente vero che oggi la gente <strong>legge di più in rete</strong> e quindi smette di acquistare i quotidiani, ma prima di esultare bisognerebbe capire se <strong>nel passaggio la qualità dell&#8217;informazione recepita aumenta o diminuisce.</strong><br />
In rete si ha estrema libertà di scelta, si possono approfondire i temi preferiti, leggere intere enciclopedie su un singolo problema. La mia impressione, però, è che <strong>in rete la capacità di attenzione diminuisce drasticamente</strong> a causa delle modalità di fruizione (in ufficio, tra una email e l&#8217;altra&#8230;).  </p>
<p>A questo punto dell&#8217;articolo il 90% dei lettori avrà già smesso di leggermi.<strong> Fosse stato in una colonna di un quotidiano, probabilmente la percentuale sarebbe stata maggiore.</strong></p>
<p>In rete quindi passa di più il messaggio immediato, dalle due alle quattro righe, ed è anche per questo che i quotidiani online mettono pochissimi caratteri in prima pagina per ogni articolo, molti meno rispetto alle versioni cartacee.<span id="more-3204"></span></p>
<p>Se un argomento è difficile, anche se interessante, spesso in rete lo si inserisce nei segnalibri e si rimanda &#8211; spesso all&#8217;infinito &#8211; la lettura.</p>
<p>Forse il cambio degli strumenti con i quali leggeremo le pagine web in futuro modificherà ancora questi comportamenti, e <strong>gli ebook reader sapranno coniugare le comodità ed i pregi di entrambi i media informativi.</strong></p>
<p>In questo contesto bisogna anche aggiungere una riflessione sui <strong>contributi all&#8217;editoria</strong>. Oggi vengono pagati in forma di rimborso spese  (ad esempio sulle spese della carta), <strong>mentre penso si dovrebbero applicare come detassazione dei contributi per i giornalisti che ci lavorano.</strong></p>
<p>I contributi così come sono oggi incentivano anche l&#8217;abbattimento di alberi per le copie invendute, mentre la produzione di informazione è indipendente dalla produzione di carta: se pensiamo che il giornalismo d&#8217;inchiesta o quello di approfondimento debba per forza passare per il volontariato, dovremo abituarci a vedere sempre meno informazione di qualità (anche per il rischio sempre maggiore per gli informatori volontari di subire perquisizioni, querele e denunce per stampa clandestina).</p>
<p>L&#8217;ultima riga la dedico a <strong>Grillo</strong>. Dopo la sua battaglia per il Parlamento Pulito ha raddoppiato il numero di inquisiti in Parlamento, dopo quella sulla casta dei giornalisti gli incentivi sono stati ridotti e gli unici a rischiare la chiusura sono i piccoli quotidiani, slegati dai grandi poteri economici.</p>
<p>Dobbiamo esultare del risultato? Il futuro migliore passa da una <strong>informazione sostenuta dai grandi gruppi industriali, piegata dalla pubblicità? </strong></p>
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		<title>Alla Fiera SapEur un incontro pubblico sui Gruppi di Acquisto Solidale</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 00:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[GAS]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppi di Acquisto Solidale]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione della manifestazione SAPEUR presso la fiera di Forlì, Domenica 20 gennaio ore 11.00 &#8211; presso lo Stand 229 Pad. G si svolgerà un incontro dal titolo &#8220;I gruppi di acquisto solidale locali: un modo diverso di fare la spesa&#8221;. Qualche informazione sulla fiera: SapEur, giunta alla sua 5a edizione va a posizionarsi sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della manifestazione SAPEUR presso la fiera di Forlì, Domenica 20 gennaio ore 11.00 &#8211; presso lo Stand 229 Pad. G si svolgerà un incontro dal titolo &#8220;I gruppi di acquisto solidale locali: un modo diverso di fare la spesa&#8221;.<span id="more-2593"></span></p>
<p>Qualche informazione sulla fiera:</p>
<p>SapEur, giunta alla sua 5a edizione va a posizionarsi sul mercato italiano in modo significativo, diventando un appuntamento importante, con oltre 30.000 visitatori, di cui oltre 3000 operatori, e più di 200 espositori, con una notevole risonanza su stampa, tv e radio nazionali. SapEur anche in questa nuova edizione va a consolidare gli straordinari risultati dei precedenti anni affermandosi come un importante palcoscenico dove poter rappresentare la qualità delle produzioni artigianali ed il mondo dell’enogastronomia tipica, con un sempre maggiore successo che ha fatto in modo di far conoscere al grande pubblico la preziosità dei sapori e delle tradizioni locali italiane.</p>
<p>OBIETTIVI STRATEGICI<br />
>> far conoscere al maggior numero di operatori del settore alimentare e di pubblico interessato i prodotti delle migliori aziende nazionali ed estere, per diffondere una cultura dell’alimentazione che metta al centro dell’attenzione la genuinità, la bontà e la tradizione.<br />
>> favorire il miglioramento della competitività dell&#8217;intero sistema agro-alimentare puntando sulla qualità dei prodotti, sulla sicurezza dei processi produttivi e sulla tutela dell&#8217;ambiente e della salute.</p>
<p>L’ESPOSIZIONE<br />
>> totalmente commerciale si rivolge solamente alle produzioni artigianali di piccola distribuzione e soprattutto alle diversità da preservare e da portare in attenzione come patrimonio.<br />
>> sarà un’opportunità per l’industria alimentare di consolidare il proprio mercato di qualità e di poter ritornare agli antichi sapori attraverso l’acquisto consapevole di prodotti genuini.</p>
<p>SARANNO PRESENTI<br />
>> Milano Whisky Festival<br />
>> Il tagliere delle paste dimenticate<br />
>> Esposizione di vini e oli da tutta italia<br />
>> Tutti i tipi di pane artigianale<br />
>> Artigianato tipico<br />
>> Formaggi e salumi dalla valle d’aosta alla sicilia<br />
>> Editoria specializzata</p>
<p>NOVITA&#8217; 2008<br />
padiglione riservato alla PICCOLA FIERA DEL CAFFE’ TIPICO</p>
<p>APERTURA AL PUBBLICO<br />
dalle ore 10.00 alle 21.00</p>
<p>COSTO INGRESSO<br />
>> biglietto intero 3 euro<br />
>> biglietto ridotto* 1 euro<br />
*riduzione valida solo se compilato il coupon</p>
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		<title>Perché la proposta di legge elettorale è un furto</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 10:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Le legge elettorale è forse la questione più importante di tutte. Una cattiva legge porta a cattivi rappresentanti che faranno scelte sbagliate su tutti i nostri problemi. Un po&#8217; come l&#8217;informazione, è alla base della democrazia reale di un paese. Il sistema che è stato proposto in questi giorni è un tentativo non velato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le legge elettorale è forse la questione più importante di tutte</strong>. Una cattiva legge porta a cattivi rappresentanti che faranno scelte sbagliate su tutti i nostri problemi. <strong>Un po&#8217; come l&#8217;informazione, è alla base della democrazia reale di un paese.</strong></p>
<p>Il sistema che è stato proposto in questi giorni è un tentativo non velato di far diventare l&#8217;Italia un sistema bipartitico, alla americana. Il riferimento del PD  al partito democratico USA acquista sempre più significati. Vi spiego perché.<span id="more-2538"></span></p>
<p>Se ho 100 posti e faccio un proporzionale con sbarramento al 5%, chi ha il 5% ha 5 posti, chi ha il 10% ha 10 posti e gli scarti di chi rimane fuori dallo sbarramento vengono ridistribuiti sempre in proporzione, oppure a partire da chi ha &#8220;più resto&#8221;.</p>
<p>Questo sistema è il proporzionale.</p>
<p>I Comuni hanno, in aggiunta, l&#8217;indicazione del Sindaco (e quindi la sua elezione diretta), delle liste (in maniera proporzionale), <strong>le preferenze all&#8217;interno delle liste</strong>, il premio di maggioranza e nei comuni più grandi il ballottaggio.</p>
<p><strong>Questo sistema a mio parere è perfetto</strong>: tutti i partiti hanno tanti rappresentanti quanti sono i voti che prendono, il Sindaco ha una maggioranza stabile grazie al premio di maggioranza, i cittadini sono rappresentanti dalle liste che hanno votato con la stessa percentuale dei voti che queste hanno ottenuto (quindi più voti più conti, come è normale che sia).</p>
<p><strong>Non ci sono collegi.</strong></p>
<p><strong>Tutte le altre complicazioni della legge servono per premiare qualcuno a scapito della scelta degli elettori.</strong> Una legge elettorale complicata serve a non far comprendere cosa si vota, ed a spostare in maniera forzata voti allontanandoli dalla scelta dei cittadini.</p>
<p>Torniamo all&#8217;esempio dei 100 posti da assegnare. Se si inseriscono 20 collegi, si alza lo sbarramento in maniera implicita, rubando voti da una lista per darli a chi ha la lista con più voti. Funziona a calamita, e le calamite oggi sono il PD da un lato e FI dall&#8217;altro.<br />
Se un collegio elegge 5 persone, ognuno in media deve avere il 100%/(5+1) dei voti in media.<br />
Ciò significa che per eleggere un candidato dovrò avere il 17% dei voti, più o meno. Non si tratta, quindi di uno sbarramento leggero, ma di un sistema scientifico per rubare voti.<br />
Meno collegi si fanno più basso è lo sbarramento, quindi l&#8217;aumento dei collegi è matematicamente a favore dei partiti più grossi.</p>
<p><strong>Voglio ricordare che l&#8217;affluenza alle urne, e quindi la qualità della democrazia, nei sistemi bipartitici è tra i più bassi in assoluto</strong>: si sceglie sempre il meno peggio tra due grandi poli che in pratica hanno differenze minime, perché si rubano tra loro voti al centro.</p>
<p>Oggi, quindi, se fossimo furbi andremmo in piazza a protestare per il tentativo di rubarci i voti.</p>
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		<title>Mozione sull&#8217;accesso pubblico al Sapere</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2007 11:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>

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		<description><![CDATA[Allego il testo della mia mozione a favore del software libero ed alla cultura libera. A differenza delle altre presentate in Italia c&#8217;è un riferimento importante anche alle opere finanziate con denaro pubblico, per le quali si richiede la pubblicazione con licenza libera in formato elettronico su un sito predisposto dal Comune. Verrà discussa prossimamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.alessandroronchi.net/2007/06/25/mozione-sullaccesso-pubblico-al-sapere/copyleft/' rel='attachment wp-att-2199' title='Copyleft'><img src='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/06/110px-copyleftsvg.png' alt="110px copyleftsvg Mozione sullaccesso pubblico al Sapere"  title="foto Mozione sullaccesso pubblico al Sapere " /></a>Allego il testo della mia mozione a favore del software libero ed alla cultura libera. A differenza delle altre presentate in Italia c&#8217;è un riferimento importante anche alle opere finanziate con denaro pubblico, per le quali si richiede la pubblicazione con licenza libera in formato elettronico su un sito predisposto dal Comune. Verrà discussa prossimamente in Consiglio Comunale, vi terrò aggiornati sulla data probabile e sull&#8217;esito del dibattito.<span id="more-2198"></span></p>
<p>MOZIONE SULL’ACCESSO PUBBLICO AL SAPERE E LA LIBERA FRUIZIONE DELLE OPERE DELL’INGEGNO. </p>
<p>Il Consigliere comunale Alessandro Ronchi del Gruppo consiliare Verdi, ha presentato in data 12 giugno 2007, la mozione nel testo di seguito riportato:</p>
<p><strong>Premesso che</strong></p>
<p>    * L’accesso pubblico al sapere e la libera fruizione delle opere dell’ingegno rappresentano un minimo comune denominatore per iniziative tra loro diverse (Open Access, Free / Open Content, Free Open Source Software – Sofftware libero, web Accessibility, No Trusted Computing), che si occupano di problemi diversi, ma che trovano una base condivisa nello sviluppo “aperto” della società della Conoscenza;<br />
    * Le pubbliche Amministrazioni hanno la possibilità di incentivare la produzione di opere dell’ingegno ed aumentare la loro distribuzione sul territorio, incrementandone i benefici per la popolazione, semplicemente utilizzando licenze d’uso diverse da quelle attuali e privilegiando le opere liberamente fruibili;<br />
    * Il Cittadino, per mantenere il rapporto di fiducia verso la Pubblica Amministrazione, ha il diritto di poter liberamente accedere alle informazioni pubbliche e pertanto la codifica di tali dati non deve essere legata ad un singolo proprietario;</p>
<p><strong>Considerato che</strong></p>
<p>    * La diffusione delle tecnologie informatiche nella società e nel mondo del lavoro e delle professioni è alla base di quella che viene definita oggi come e-democracy e costituisce uno strumento ormai imprescindibile per garantire a tutti i cittadini il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero (art. 21 Costituzione), per rendere effettiva la libertà dell’arte, della scienza e del loro insegnamento (art. 33 Costituzione) e per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la loro effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3 Costituzione);<br />
    * Nelle Linee guida del Governo per lo sviluppo della società dell’informazione, si dichiara il software libero (open source), vantaggioso in termini di contenimento dei prezzi, trasparenza (e quindi sicurezza), non dipendenza da un singolo fornitore, elevata riusabilità, accessibilità per le piccole realtà di sviluppo (economie locali).<br />
    * Il Software libero risponde all’esigenza di dare concreta attuazione, soprattutto da parte delle pubbliche amministrazioni  (Stato, Regioni, Province, Comuni, Università, Scuole,&#8230;..), ai principi di buon andamento, economicità, partecipazione, libertà di manifestazione del pensiero, libertà scientifica e libertà di insegnamento, pluralismo informatico;<br />
    * Il software non libero o proprietario, attualmente molto diffuso, limita l’esercizio delle libertà fondamentali degli utenti e degli operatori professionali, favorisce la posizione dominante di pochi produttori e fornitori monopolistici e comporta restrizioni alla concorrenza ed al mercato dei diversi settori informatici;<br />
    * La sempre maggiore necessità di migliorare l’efficienza e l’efficacia degli investimenti, anche nel campo delle tecnologie dell’informazione, da parte degli enti pubblici, impone alle amministrazioni la ricerca delle possibilità di riuso delle soluzioni già realizzate, in un’ottica di positivo scambio di esperienze e di ottimizzazione delle risorse, come indicato tra le principali linee strategiche del CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica  nella Pubblica Amministrazione). Il software libero e le opere liberamente ridistribuibili in quest’ottica permette un notevole incremento delle opportunità di riuso del materiale già acquistato da altre amministrazioni, ed in un’ottica di coordinamento dei diversi enti garantisce un notevole risparmio di risorse pubbliche;</p>
<p><strong>impegna</strong></p>
<p>Il Sindaco e la Giunta comunale</p>
<p>    * A svolgere un’indagine conoscitiva sull’impegno delle risorse informatiche all’interno degli uffici comunali, tesa a verificare ed attuare le possibilità di introdurre e/o diffondere l’utilizzo del software libero all’interno dell’Amministrazione, alla luce dei benefici rilevabili in termini economici, di funzionalità e di promozione delle libertà fondamentali;<br />
    * Ad impegnarsi per adottare formati aperti e gli standard disponibili sull’accessibilità per le comunicazioni con i cittadini; a promuovere il riuso dei beni immateriali acquistati (software, documentazione, corsi online, ecc.) collaborando con altri enti locali, per migliorare l’offerta dei servizi e l’efficacia dell’impiego delle risorse;<br />
    * A distribuire tutti i beni immateriali culturali finanziati interamente o con una partecipazione dell’Amministrazione Comunale o delle società con una partecipazione del Comune con quota superiore al 30%, sotto una forma che permetta:<br />
         1. la pubblica, libera e legale accessibilità e fruibilità, in particolare attraverso Internet<br />
         2. la completa accessibilità, includendo quindi tutte le tecnologie per garantire l’utilizzo da parte dei diversamente abili<br />
         3. una qualità idonea a garantire una buona fruibilità<br />
    * Ad obbligare gli autori dei beni immateriali culturali di cui sopra a rilasciare le loro opere con licenze d’uso Copyright che permettono dopo un anno al massimo dalla loro pubblicazione:<br />
   1. La possibilità di riprodurre e ridistribuire liberamente e senza oneri l’opera<br />
   2. la loro persistente indipendenza da eventuali diritti ulteriori connessi all’esercizio del diritto d’autore<br />
   3. la loro piena disponibilità libera da misure tecnologiche di protezione dalla produzione.</p>
<p>    * A pubblicare dopo un anno al massimo dalla pubblicazione le opere di cui sopra sul sito web del Comune, ovvero un nuovo sito predisposto dall’Amministrazione, per distribuire i beni immateriali culturali finanziati totalmente o parzialmente, direttamente o indirettamente dall’Ente.</p>
<p>Firmato<br />
Alessandro Ronchi</p>
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		<title>Una scomoda verità a Forlì</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2007 11:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Una scomoda verità &#8211; Il film documentario di Al Gore sui mutamenti climatici da venerdì 9 marzo al Cinema Apollo di Forlì, spettacoli alle ore 20:30 e 22:30. Prezzi ridotti per i soci WWF. Una Scomoda verità &#8211; il film documentario di Al Gore da pochi giorni premiato con due premi Oscar (miglior documentario lungometraggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una scomoda verità &#8211; Il film documentario di Al Gore sui mutamenti climatici da venerdì 9 marzo al Cinema Apollo di Forlì, spettacoli alle ore 20:30 e 22:30. <strong>Prezzi ridotti per i soci WWF.</strong></p>
<p>Una Scomoda verità &#8211; il film documentario di Al Gore da pochi giorni premiato con due premi Oscar (miglior documentario lungometraggio e miglior canzone originale).<br />
Con un taglio caratterizzato da ottimo rigore scientifico e grande abilità divulgativa, l&#8217;ex Vicepresidente USA Al Gore ci guida all&#8217;interno della controversa e attualissima tematica del cambiamento climatico che il nostro Pianeta sta subendo a causa delle attività umane. Ormai non vi sono più dubbi a livello scientifico che il cambiamento climatico si sia innescato;<span id="more-1998"></span> si tratta di capire come l&#8217;intera umanità e le singole comunità locali possano attivarsi per modificare in positivo il modo di vivere e di organizzare la propria economia e impedire così che la situazione degeneri ulteriormente. Il prezzo è la futura qualità di vita, nostra e delle nuove generazioni, su questa Terra. Si invitano pertanto anche i Dirigenti scolastici degli istituti del comprensorio forlivese a sensibilizzare i propri studenti e a proporre la visione di questo importante documentario.</p>
<p>Molto gentilmente il proprietario del Cinema Apollo &#8211; Sig. Maurizio Lombardi, socio WWF &#8211; ha contattato la Sezione WWF di Forlì per offrire maggiori opportunità di informazione e coinvolgimento della cittadinanza forlivese. Sarà così possibile, per chi si recherà a vedere il film, ricevere gratuitamente materiale informativo sui cambiamenti climatici e sul problema energetico, nonché:</p>
<p>- per i soci WWF: ingresso a tariffa ridotta (4,50 Euro anziché 7 Euro), esibendo la tessera dell&#8217;Associazione valida per il periodo in corso;</p>
<p>- per tutti gli spettatori: previo contatto con la sezione WWF di Forlì (tel: 0543 23913), esibendo il biglietto di ingresso &#8211; possibilità di ricevere a offerta libera un manuale aggiornato per il risparmio energetico nelle abitazioni, una lampada a basso consumo e il check up gratuito per ridurre i consumi energetici nella propria casa. Il check up sarà a cura di ditte locali appositamente convenzionate con il WWF.</p>
<p>Forlì, 07/03/07</p>
<p>WWF Sezione di Forlì      </p>
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		<title>Più controlli sulle pubblicità ingannevoli delle lobby delle minerali in bottiglia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 11:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Verdi al governo: &#8220;Più controlli sulle pubblicità spesso ingannevoli delle lobby delle minerali in bottiglia&#8221; Stop allo spot e più sostegno all’acqua che sgorga dal rubinetto a prezzi molto competitivi, di buona qualità e monitorata pressoché in continuo. I Verdi hanno presentato una mozione alla Camera per chiedere di regolamentare gli spot sulle acque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdi.it/apps/news.php?id=13401">I Verdi al governo: &#8220;Più controlli sulle pubblicità spesso ingannevoli delle lobby delle minerali in bottiglia&#8221;</a></p>
<p>Stop allo spot e più sostegno all’acqua che sgorga dal rubinetto a prezzi molto competitivi, di buona qualità e monitorata pressoché in continuo. I Verdi hanno presentato una mozione alla Camera per chiedere di regolamentare gli spot sulle acque minerali e i messaggi ingannevoli spesso utilizzati dalle compagnie per propagandare acque di fonte, prelevate a costi irrisori grazie a concessioni regionali, a scapito di quelle di acquedotti che ormai nella stragrande maggioranza dei casi non hanno nulla da invidiare alle acque in bottiglia.<span id="more-1991"></span></p>
<p>La mozione chiede inoltre al Governo di sostenere iniziative di informazione circa la qualità delle acque degli acquedotti italiani e ad intervenire con opportuni provvedimenti affinché, come sollecitato dalla conferenza Stato-Regioni, “tutte le Regioni uniformino la propria legislazione in modo da obbligare le imprese utilizzatrici ad un congruo ed equo pagamento di un bene, quello dellacqua, che fa parte del demanio pubblico”.</p>
<p>La mozione è sottoscritta dai deputati Camillo Piazza, Angelo Bonelli, Marco Boato, Arnold Cassola, Grazia Francescato, Marco Lion, Tommaso Pellegrino, Roberto Poletti, Giuseppe Trepiccione. </p>
<p>Nel testo gli esponenti del Sole che ride  chiedono inoltre al governo di attivarsi per “regolamentare e limitare gli spazi pubblicitari per le acque minerali e di stabilire regole chiare e non ingannevoli sulle qualità delle acque vendute”.</p>
<p>Per convincere i consumatori a comperare l&#8217;acqua in bottiglia, “nel 2005 gli imbottigliatori hanno acquistato spazi pubblicitari per 379 milioni di euro”, notano i Verdi, e tutto questo per battere un concorrente particolare, che è appunto l&#8217;acqua degli acquedotti: buona, a parte qualche rara eccezione, controllata più dell&#8217;acqua in bottiglia e in continuo, come hanno dimostrato diverse inchieste, comoda perché arriva in casa direttamente dai rubinetti e poco costosa.</p>
<p>L&#8217;acqua in bottiglia, spiegano, &#8220;fa dunque concorrenza ad un bene comune, come ha riconosciuto anche l&#8217;antitrust nel maggio del 2005 nel caso Mineracqua contro Acea”.</p>
<p>In vent&#8217;anni i consumi di acqua in bottiglia nel nostro paese sono triplicati e di conseguenza anche la produzione di bottiglie di plastica: “oggi ogni italiano ne consuma in media 188 litri l&#8217;anno, quasi otto volte la media mondiale”. Per arginare il consumo di acqua nelle bottiglie di plastica, e di conseguenza la produzione di rifiuti, i Verdi hanno ottenuto di inserire in Finanziaria un emendamento che tassa i produttori.</p>
<p>Anche se le acque sotterranee fanno parte del demanio pubblico, i Verdi ricordano che in 14 regioni su 20 le aziende “pagano solo un canone di coltivazione” irrisorio: la Nestlè, ad esempio, che vende nel mondo 19 miliardi di litri d&#8217;acqua, “in Trentino imbottiglia tra i 90 e i 110 milioni di litri, ma paga al Comune di Pejo meno di 30 mila euro l&#8217;anno”.</p>
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		<title>Vita, blog e politica. Bilancio di una esperienza</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/vita-blog-e-politica-bilancio-di-una-esperienza-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Jan 2007 11:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mia esperienza con i blog inizia nel 2003. Allora ero un rappresentante nel Consiglio Studentesco dell&#8217;Università degli Studi di Bologna, iscritto a Scienze dell&#8217;Informazione, un corso di laurea di informatica. Una delle prime cose che feci, appena eletto rappresentante degli studenti del mio corso, nel 2000, fu quello di ottenere, vincendo molte resistenze, l&#8217;apertura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia esperienza con i blog inizia nel 2003. Allora ero un rappresentante nel Consiglio Studentesco dell&#8217;Università degli Studi di Bologna, iscritto a Scienze dell&#8217;Informazione, un corso di laurea di informatica.<br />
Una delle prime cose che feci, appena eletto rappresentante degli studenti del mio corso, nel 2000, fu quello di ottenere, vincendo molte resistenze, l&#8217;apertura di un forum su internet per le discussioni sui problemi del corso di laurea, a partire da quelli più banali, come la cronica mancanza di carta nelle stampanti.<span id="more-3380"></span><br />
Era una idea poco innovativa e molto semplice, alla quale però quasi nessuno aveva mai pensato. Chi aveva avuto questa idea prima di me non era riuscito a portarla avanti, per le troppe resistenze di un ambiente poco propenso ad accettare critiche.<br />
Questo strumento, che vive ancora oggi, mi permise di ottenere una certa visibilità nella politica studentesca, per il semplice fatto di essere riuscito a dare voce ai problemi che prima venivano solo sussurrati attraverso il passaparola. La partecipazione politica degli studenti era praticamente nulla, e questo strumento permetteva ai meno svogliati di seguire cosa accadeva, proporre soluzioni ed impegnarsi in prima persona spendendo veramente poco tempo, con la possibilità di evitare grazie al filtro dello strumento eventuali ripercussioni sulla carriera universitaria, paura infondata ma diffusa.<br />
Nel Giugno del 2003 installai il mio primo blog. Lo utilizzavo, più che altro, per parlare di software libero e del rapporto tra nuovi strumenti di comunicazione informatica e partecipazione politica.<br />
Nel 2004 ne aprii un secondo, dedicato esclusivamente alla mia candidatura politica all&#8217;interno del partito dei Verdi. L&#8217;esperienza politica universitaria era terminata e, forte di questo lavoro, volevo cercare di proseguire il mio esperimento di partecipazione informatica anche nella politica locale.</p>
<p>L&#8217;esperimento: il lancio della candidatura via blog<br />
Ricordo che fu la prima tornata elettorale, in Italia, che vide un primo timido utilizzo dei blog: i candidati che ne avevano uno erano veramente pochi. Oltre a me ed a Beppe Caravita, che non venne eletto, non ricordo nessun altro nome. Posso dire quindi di essere stato il secondo candidato blogger in Italia, ed il primo ad essere eletto, seppure in un contesto locale.<br />
Questo, per chi lo volesse leggere, l&#8217;annuncio della mia candidatura:</p>
<p>http://www.alessandroronchi.net/2004/04/21/esperimento-ronchi/∞</p>
<p>L&#8217;esperienza di quell&#8217;anno, e quelle successive, dimostrarono che non bastava un blog per essere eletti. Il grande sforzo in termini di tempo non veniva ripagato in consensi elettorali, conveniva ancora investire su volantini, manifesti ed annunci sui quotidiani. La mia elezione è stata influenzata poco dal blog in termini assoluti, ma senza il blog non sarei stato eletto. Se avessi ottenuto due sole preferenze in meno nelle elezioni del 2004, infatti, non sarei diventato un Consigliere Comunale.<br />
In campagna elettorale proposi la stesura di un programma su wiki che permettesse a tutti di partecipare, chiaramente all&#8217;interno del programma della coalizione ed il partito per il quale mi presentavo.<br />
Non partecipò quasi nessuno, anche per la mancanza di una conoscenza diffusa di questi strumenti oggi molto più famosi grazie a Wikipedia, ma una bozza di programma venne scritto e pubblicato e su quelle linee guida mi muovo ancora, chiaramente con l&#8217;enorme gap di esperienza tra quel momento ed oggi, a quasi tre anni di attività politica locale.<br />
Da qui viene la prima considerazione importante: un blog, così come qualsiasi sito internet, ha bisogno di tempo per ottenere consenso ed un insieme di affezionati lettori / partecipanti. I blog aperti un mese prima delle elezioni, quindi, sono totalmente inutili, così come quelli chiusi il giorno dopo, perché rappresentano un tradimento delle aspettative di comunicazione tanto sottolineate in campagna elettorale.<br />
Questa regola non è ancora chiara a molti dei quali hanno utilizzato i blog per scopi elettorali fino alle ultime elezioni politiche, dove quasi ogni candidato ne aveva uno. Molti di questi oggi hanno blog lasciati in disuso, che probabilmente riapriranno un giorno prima delle prossime elezioni. Fatto in questo modo questo lavoro è totalmente inutile. La visibilità che si ottiene con questi strumenti è nulla, e le visite dipendono solamente dalle persone che già conoscono il candidato e vogliono approfondirne le proposte prima delle elezioni. Per queste cose basta un unico file con i dettagli che non si riescono ad inserire nei manifesti elettorali.<br />
Dalla mia elezione il numero dei blog gestiti da me è variato molto: ne avevo già due, uno politico ed uno personale, e ne aprii altri due, uno tecnico informatico e l&#8217;altro per consigli pratici sulla riduzione del nostro impatto ambientale.</p>
<p>Le statistiche<br />
Nel settembre del 2006 ho deciso che il tempo necessario per l&#8217;aggiornamento e la difficoltà di separare discussioni personali, tecniche e politiche fossero troppo elevate, ed ho fuso i miei 4 blog nel contenitore attuale, www.alessandroronchi.net, importando tutti i vecchi articoli.<br />
E&#8217; difficile, quindi, fare valutazioni sul successo in termini di visite del mio blog politico: ad oggi ricevo circa 400-500 visite giornaliere, in leggero aumento nel tempo, calate drasticamente per ragioni tecniche al momento del cambiamento di indirizzo. Nel Novembre del 2006 ho ricevuto 12&#8217;000 visite.<br />
In termini assoluti, quindi, il numero di persone che riesco a raggiungere con il mio blog è inferiore a quello della stampa locale: ogni giorno vengono letti circa 10&#8217;000-15&#8217;000 quotidiani nella mia città, tra bar, rassegne stampa ed edicole.<br />
Bisogna inoltre considerare che le visite di un sito italiano hanno una provenienza sparsa per tutta la penisola, che un centinaio di persone ricevono tutti i miei aggiornamenti via email tramite newsletter e feed RSS, e qualcuna di più i miei messaggi nelle varie mailing list alle quali sono iscritto. Un&#8217;altra differenza importante tra visite su web e lettori della carta stampata è che i primi solitamente leggono quello che cercano e quindi sono più interessati, mentre i secondi leggono in maniera spesso poco approfondita le notizie del giorno, principalmente di cronaca.<br />
Questi dati sono importanti: in valore assoluto l&#8217;uso di internet per ottenere informazioni politiche è ancora molto scarso, anche se in continuo aumento. Questo dipende, secondo alcuni autorevoli esperti, dall&#8217;uso che fa di internet il cittadino italiano: solo in piccola parte sostituisce la televisione per la ricerca di informazioni. L&#8217;aumento del numero di connessioni 24 ore su 24 dipende più dalla volontà di scaricare musica e film e di giocare in rete, piuttosto che dalla necessità di avere un canale di comunicazione multidirezionale, di una biblioteca e di una edicola sempre aggiornata e sempre aperta.<br />
Alcuni blog hanno ottenuto certamente un successo notevole, come ha dimostrato Beppe Grillo, ma quando questo porta ad un cambiamento dello stile e dei contenuti di chi pubblica a mio parere perde molto del valore comunicativo: allargando il target spesso diminuisce la qualità e la precisione nel trattare gli argomenti.<br />
E&#8217; dimostrato che la maggior affluenza di visitatori è ottenuta dai siti che vengono aggiornati 2-3 volte al giorno. Le persone, però, non riescono ad occuparsi di un problema ogni 2 ore, e quindi preferiscono leggere siti con notizie leggere e divertenti, il contrario esatto della comunicazione politica. La cosa importante, quindi, è quella di non cadere nell&#8217;errore di trasformare la comunicazione politica da cosa seria ad argomento leggero e divertente, da prendere con superficialità.</p>
<p>La scelta del target<br />
C&#8217;è chi pensa che la comunicazione politica debba adeguarsi alla comunicazione veloce e decide di scrivere 3-4 righe al massimo per ogni argomento, cercando di attirare gente tramite grossi titoli, finti scandali, considerazioni superficiali e perché no, qualche gossip.<br />
Io ho scelto la strada opposta, ho sempre pensato che fosse meglio attirare l&#8217;attenzione di un paio di categorie di persone: quelle che sono interessate nello specifico ad un singolo problema, e cercano quindi informazioni dettagliate sui motori di ricerca e nell&#8217;archivio storico, e quelle che la pensano in maniera simile a me e credono giusto quello che faccio, fino a darmi un sostegno concreto nelle mie attività politiche.<br />
Il mio blog, quindi, non è la sostituzione dei comunicati stampa, dei manifesti elettorali e delle interviste in televisione, ma uno strumento attraverso il quale ottengo l&#8217;attenzione di poche persone, le stesse che potrebbero darmi un voto di preferenza alle elezioni perché sanno cosa ho fatto negli anni precedenti, il mio impegno, e non votano sulla base di un bel sorriso in una pubblicità 2 metri per 3.<br />
Le persone poco interessate alla politica non cercheranno informazioni, a meno che queste non coinvolgano direttamente il loro giardino ed i loro interessi.<br />
Quelle più interessate, invece, hanno solitamente pochi strumenti per informarsi, e quei pochi sono scomodi e disincentivanti.<br />
Fatte queste considerazioni, il bilancio dell&#8217;uso del blog come strumento di partecipazione è estremamente positivo. Ho incontrato diverse persone interessanti, ne ho fatte mettere in comunicazione altre, ho aperto discussioni anche molto vivaci su temi scottanti, dove quasi sempre ha prevalso il buon senso e la civiltà.</p>
<p>L&#8217;archivio storico<br />
Una cosa che ritengo fondamentale è l&#8217;archivio storico delle mie attività e dei documenti politici più importanti. Grazie al motore di ricerca chiunque può cercare informazioni di qualche anno fa sui temi che un giorno, per diversi motivi, possono tornare di interesse.<br />
Faccio un esempio per spiegarmi meglio. Sull&#8217;inceneritore di Forlì il dibattito politico è nato molto tempo fa. Si parla della costruzione del nuovo impianto da almeno dieci anni, se non di più. Dal 2004 il dibattito ha ottenuto una accelerazione, subito dopo le elezioni. Ancora oggi molti cittadini non conoscono i dettagli di questo progetto e delle scelte politiche/economiche ne ne stanno alla base. Alcuni, in ritardo, si stanno interessando ora al tema, e mi chiedono quali sono le alternative o altri dettagli. Queste persone hanno la possibilità, oggi, di ripercorrere le discussioni già fatte, facendomi risparmiare tempo e rendendo più efficaci le ricerche storiche per argomento. Possono sapere, oggi, cosa ho detto e fatto due anni fa, chi si è mosso per primo, e scoprire ad esempio il cambiamento di posizione di alcuni partiti prima e dopo l&#8217;intervento pubblico preoccupato dei medici della mia città.<br />
Questo strumento offre la possibilità di avere un quadro chiaro, sebbene filtrato dalla mia visione dei fatti, e di capire l&#8217;evoluzione delle posizioni, comprese le mie.<br />
I politici raramente ammettono di aver cambiato idea: questo è a mio parere un segno di debolezza che impedisce una evoluzione del dibattito, alla luce di nuove informazioni. La possibilità di avere un archivio storico pubblico diminuisce la possibilità di mascherare i cambiamenti di opinione, li mette quasi in evidenza, e diminuisce la loro importanza negativa, chiaramente quando avvengono alla luce del sole e con il consenso della propria base elettorale.<br />
Le posizioni dei cittadini cambiano, la rigidità dei rappresentanti dovrebbe smussarsi, mantenendo però ben salda la coerenza, la trasparenza ed il mandato elettorale che hanno ottenuto.</p>
<p>La partecipazione dei cittadini<br />
Questo mi porta ad un&#8217;altra considerazione importante: la partecipazione dei cittadini.<br />
Spesso si sente il lamento di chi pensa di non avere gli strumenti per incidere sui cambiamenti della nostra società. Le stesse persone, con questa idea presa a scusante, mancano completamente all&#8217;appello quando la partecipazione diventa una opportunità. La partecipazione politica richiede essenzialmente quattro cose, in ordine di importanza: voglia, tempo, informazione e strumenti. Chi pensa che siano solo gli strumenti a dare vita a movimenti di partecipazione alla vita pubblica vede solo una piccola porzione del problema. Certamente sono necessarie delle libertà fondamentali, alla base di ogni democrazia: la possibilità effettiva dei cittadini di dare il proprio contributo attivo alle decisioni. Questo, di fatto, in Italia esiste già: i Partiti sono uno strumento aperto, ai quali ci si può iscrivere ed iniziare una propria battaglia. Qualsiasi posizione, se minoritaria, è difficile da promuovere. Sarebbe però sbagliato pensare come positivi strumenti di partecipazione che impongano soluzioni non condivise dalla cittadinanza.<br />
Il problema principale, oggi in Italia, è che i cittadini pensano ai partiti ed alle liste civiche come strumenti estranei alla loro natura, immobili ed immodificabili. Questo pensiero è alla base del problema: se tutti pensassero che è possibile fare qualcosa, a partire dall&#8217;impegno personale, oggi avremmo una situazione politica migliore, una rappresentatività maggiore ed un minore distacco tra istituzioni e vita privata.<br />
Serve, prima di tutto, la voglia di fare. Senza quella, non si sposta nemmeno un granello di sabbia. Poi serve il tempo, che viene diviso secondo le nostre priorità. Tornando al discorso di prima, se ognuno di noi facesse la sua parte attivamente, ne servirebbe una quantità inferiore distribuita più equamente.<br />
E veniamo all&#8217;informazione: senza conoscere e studiare i problemi, non si possono proporre soluzioni decenti. Abbiamo bisogno di qualsiasi tipo di informazione: la divulgazione, che serve per conoscere l&#8217;esistenza di un problema, e l&#8217;approfondimento, che serve per capirlo nel dettaglio.<br />
I blog possono servire l&#8217;una e l&#8217;altra necessità: nella prima difficilmente riescono a scavalcare gli strumenti classici, come televisione e carta stampata, e quando ci riescono lo fanno per la fiducia del lettore nell&#8217;autore.<br />
Ma la seconda necessità di informazione, l&#8217;approfondimento, è la chiave di volta che a mio parere dovrebbe spingere i politici ed i cittadini a dialogare attraverso i blog.<br />
La partecipazione politica viene dopo l&#8217;approfondimento, secondo strumenti vecchi e nuovi: volantinaggio, Agenda 21, discussioni su forum, mailing list e commenti sui blog.<br />
Inoltre permette una diminuzione del distacco tra cittadini e rappresentanti, perché crea un canale di comunicazione diretto.</p>
<p>Approfondimento –> coscienza –> partecipazione<br />
Senza lo sforzo di comprendere i problemi, qualsiasi giudizio diventa pre-giudizio senza effetti positivi nel dibattito politico. Con i pregiudizi si riescono solo a far scontrare la forza dei voti e quella degli interessi economici, non necessariamente gli uni contro gli altri. Quando invece l&#8217;approfondimento permette un giudizio assennato, le posizioni si scontrano sulla base di proposte ragionate, concrete, si possono superare più facilmente i pesi dei grandi attori economici, si può pensare al futuro al di là della prossima scadenza elettorale.<br />
Un blog, da solo, è solamente uno strumento che permette un aggiornamento facile ed immediato. Chi scrive perde tempo solo nello scrivere, non nel mantenere archivi, gestire commenti, spostare pagine.<br />
Ma se il blog viene mantenuto da un lato con dati sempre aggiornati e dall&#8217;altro con riferimenti per approfondimenti e riflessioni che richiedono anche un maggiore sforzo temporale, allora diventa uno strumento di partecipazione che rimane nel tempo.<br />
Questo è il grande vantaggio di internet: i limiti naturali al dibattito vengono superati, richiedendo come uniche necessità tempo e voglia per offrire informazione e partecipazione.<br />
Pensiamo ai dibattiti pubblici. Per partecipare occorre:<br />
non avere impegni: tutte le persone devono trovare il tempo per sincronizzare le altre attività ed avere la stessa disponibilità<br />
spostarsi: richiede tempo, denaro, la vicinanza con il luogo d&#8217;incontro, inquinamento<br />
essere interessato all&#8217;argomento nello stesso istante in cui si dibatte: chi si interessa il giorno dopo, magari per passaparola, è tagliato fuori dalla discussione<br />
Tutto questo, su internet, viene superato. I blog permettono, a chi lo desidera, una partecipazione concreta all&#8217;attività politica attraverso il dibattito, per sfociare nella maggior parte dei casi ad una partecipazione classica attraverso il voto, la raccolta di firme, il sostegno attraverso il tesseramento ad un partito, le discussioni pubbliche.<br />
Gli strumenti di partecipazione su internet, quindi, possono essere un aiuto fondamentale per capire che è possibile partecipare, approfondire i problemi e capire cosa fare per portare avanti la propria posizione.</p>
<p>Il sistema elettorale<br />
La possibilità di entrare in contatto diretto con persone anche lontane permetterebbe oggi il superamento della localizzazione dei candidati da eleggere. La separazione in collegi senza l&#8217;indicazione delle preferenze non favorisce la scelta di candidati del territorio, ma separa i voti di chi potrebbe ottenere consensi sparsi per territori più ampi. Così viene favorita la scelta all&#8217;interno del partito di posizionare i candidati nei collegi sicuri, e disincentivata la possibilità per un candidato di raccogliere voti fuori dal proprio territorio.<br />
Per le elezioni europee, ad esempio, non ha nessun senso che due candidati con lo stesso pacchetto di voti, uno in un unico collegio ed uno per tutto il territorio nazionale, debbano ottenere risultati diversi per la scelta di istituire otto collegi interregionali. Tutto ciò limita notevolmente sia la partecipazione politica dei cittadini, che non possono esprimere il loro consenso al candidato che preferiscono, sia la potenzialità degli strumenti di comunicazione su internet, che permettono un abbattimento delle barriere dovute alla distanza fisica.<br />
Questo è un problema importante, che contribuisce negativamente al desiderio di partecipazione dei cittadini e quindi direttamente pesa anche sulla qualità delle decisioni che vengono prese dalle istituzioni composte su mandato elettorale.</p>
<p>Conclusioni<br />
Nonostante siano ancora poco utilizzati, credo che lo sviluppo di questi strumenti sia inevitabile, come lo è stato per il passaggio dai comizi per strada a quelli in televisione. A differenza del passato, però, questi strumenti non dovrebbero essere solo una riproposizione attraverso nuovi media degli stessi messaggi, come la quasi totalità dei candidati e dei partiti intende ancora oggi, ma un mezzo di comunicazione nuova capace di catalizzare l&#8217;attenzione sui temi e di incrementare la voglia di partecipazione dei cittadini.<br />
Il mio obiettivo, dopo tutto, è non è solo quello di aumentare il consenso che mi sostiene, necessario per portare avanti con forza le idee che propongo, ma di spingere altri a seguire i miei stessi propositi attivamente: se dall&#8217;azione di una persona scaturisce quella di un&#8217;altra, le possibilità di ottenere il risultato saranno almeno raddoppiate.<br />
Se queste azioni vengono spinte dai pregiudizi quasi mai il loro contributo diventa positivo, ma se anche una piccola attività viene mossa dall&#8217;analisi attenta e dalla ragione, allora la situazione cambia notevolmente.<br />
In fondo la cosa importante è che, qualunque sia la persona che lo ottiene, il problema venga risolto nella maniera che ci auspichiamo.</p>
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		<title>La Finanziaria Verde al Senato</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Dec 2006 20:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblico un lungo articolo di Natale Ripamonti che riassume gli interventi Verdi all&#8217;interno della legge finanziaria appena approvata dal Parlamento, suddivisa per argomenti (ambiente, agricoltura ed alimentazione, Energia e Turismo, lavoro e precariato, politiche sociali, misure fiscali, infrastrutture e trasporti, varie) Ambiente Caccia, ZPS ed ZSC: l&#8217;inserimento di una disposizione (articolo 1 comma 1226) che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico un lungo articolo di Natale Ripamonti che riassume gli interventi Verdi all&#8217;interno della legge finanziaria appena approvata dal Parlamento, suddivisa per argomenti (ambiente, agricoltura ed alimentazione, Energia e Turismo, lavoro e precariato, politiche sociali, misure fiscali, infrastrutture e trasporti, varie)</p>
<p>Ambiente</p>
<p>Caccia, ZPS ed ZSC: l&#8217;inserimento di una disposizione (articolo 1 comma 1226) che consentirà di avviare a risoluzione una serie di procedure di infrazione comunitarie in materia di tutela della fauna e degli habitat. Il comma, introdotto dal Senato prescrive alle regioni ed alle province autonome di attuare entro tre mesi le misure di conservazione per le zone speciali di conservazione (ZSC) e per le zone di protezione speciale (ZPS) finalizzate ad evitare il degrado degli habitat e la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate  sulla base di linee guida per la gestione delle aree della rete «Natura 2000». <span id="more-1830"></span>Si demanda ad un decreto del Ministro dell’ambiente la definizione dei criteri minimi uniformi per l’adozione delle misure speciali di conservazione dell’habitat , in tal modo reintroducendo nella Finanziaria una norma soppressa nel corso dell’esame da parte dell’Assemblea della Camera, e migliorandola con la garanzia di evitare tutele difformi nel territorio. Nell&#8217;ambito della procedura d’infrazione n. 2006/2131 la Commissione europea aveva  rilevato che ben tredici regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Umbria, Calabria, Lombardia, Veneto, Sardegna e Liguria) avevano legiferato sulle deroghe in materia di caccia in contrasto con le direttive comunitarie . Con l&#8217;approvazione del comma 1226 sarà quindi possibile porre rimedio alla decadenza del decreto-legge n. 251/2006</p>
<p>Fondo di solidarietà acqua: (comma 1284) l’istituzione di un fondo di solidarietà finalizzato a promuovere il finanziamento esclusivo di progetti ed interventi, in ambito nazionale e internazionale, atti a garantire l&#8217;accesso al bene comune acqua. In virtù di tale norma sarà possibile promuovere interventi a basso impatto ambientale, approvati con decreto del Ministro dell&#8217;ambiente e del Ministro degli Esteri, in accordo con le regioni, i quali verranno finanziati con un piccolo contributo (0,1 centesimi di euro) per ogni bottiglia di acqua minerale o da tavola in materiale plastico venduta al pubblico. Questo contributo favorirà la cultura dell&#8217;uso razionale dell’acqua, risorsa scarsa e bene comune prezioso, e la riduzione degli imballaggi in plastica, posto che esso riguarda unicamente le bottiglie in materiale plastico. Il contributo sarà a carico delle società concessionarie che imbottigliano e commercializzano l&#8217;acqua minerale. Nella risoluzione del Parlamento europeo approvata il 15 marzo 2006 in occasione del quarto Forum mondiale dell&#8217;acqua, tale risorsa viene dichiarata &#8220;bene comune dell&#8217;umanità”, il cui accesso “costituisce un diritto fondamentale della persona umana”.</p>
<p>Sostenibilità ambientale consumi della PA: ( commi 1126-1128 ) il finanziamento e l&#8217;attuazione di un Piano d&#8217;azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione, che prevede l&#8217;adozione di misure volte all&#8217;integrazione delle esigenze di sostenibilità ambientale nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche, sulla base di criteri quali la riduzione dell&#8217;uso delle risorse naturali, la sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con fonti rinnovabili, la riduzione della produzione di rifiuti e delle emissioni inquinanti, la riduzione dei rischi ambientali nell&#8217;uso dei materiali .Tale Piano darà finalmente attuazione alla politica di acquisti cosiddetti verdi da parte della P.A., nel rispetto di alcuni criteri ambientali e sociali nella scelta di prodotti o servizi, indicata comunemente con il termine di Green Public Procurement (GPP). Con il comma 1126 viene assicurato il  monitoraggio sull&#8217;attuazione del Piano, che dovrà essere predisposto dal Ministero dell’ambiente, con il concerto dei Ministri dell’economia e dello sviluppo economico, d’intesa con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e sottoposto all’approvazione dalla CONSIP Spa. Nel comma 1127 vengono indicate le principali categorie merceologiche per le quali dovranno essere perseguiti gli obiettivi di sostenibilità ambientale. In tal modo si completa e si perfeziona quanto previsto dal D.Lgs. n. 152/2006 ( cd. Codice ambientale ) e si completa quanto già previsto dalle linee guida approvate dall&#8217;Unione europea per taluni settori.</p>
<p>Monitoraggio interventi difesa del suolo: (comma 1132) l’approvazione di procedure che assicurano un miglior  coordinamento dei dati e degli interventi in materia di difesa del suolo e dissesto idrogeologico, per consentire l&#8217;ottimizzazione e l&#8217;efficienza delle risorse, in prospettiva della revisione del codice dell&#8217;ambiente che impegnerà le competenti commissioni parlamentari nel 2007, in piena integrazione con il sistema informativo unico e la rete nazionale integrati di rilevamento e sorveglianza introdotti dalla legge sulla difesa del suolo n. 183 del 1989 . Le regioni , le amministrazioni e gli enti territoriali trasmetteranno trimestralmente al Ministero dell’ambiente e all’APAT tutte le informazioni riguardanti le attività di propria competenza in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche e prevenzione del dissesto idrogeologico.</p>
<p>Bonifiche aree Porto Marghera e Polo Chimico di Mantova: con i commi 867 e seguenti vengono finalmente sbloccati i finanziamenti delle opere di bonifica per le aree di Porto Marghera e del Polo chimico Laghi di Mantova, consentendo l&#8217;utilizzo per il ripristino ambientale delle risorse che erano state versate allo Stato dalle aziende che hanno inquinato questi due siti ma che erano stati bloccati dalla Finanziaria 2005. Per queste specifiche bonifiche si autorizza la spesa complessiva di 209 milioni di euro per il quadriennio 2007-2010 (52 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 e 53 milioni per l’anno 2010), in modo da assicurare  gli interventi previsti per la messa in sicurezza d’emergenza e la bonifica di queste due aree industriali  che rientrano tra i siti inquinati di interesse nazionale . Per il recupero di queste risorse pubbliche è stata fondamentale anche l’intensa attività portata avanti in questi ultimi anni con la Magistratura tramite cui, attraverso l’applicazione della normativa sul danno ambientale, sono stati recuperati ben 529,56 milioni di euro, attraverso la sottoscrizione di numerosi accordi transattivi tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio, Magistrato alle Acque di Venezia e soggetti privati”.</p>
<p>Bonifiche Militari: Il comma 898, introdotto dal Senato, autorizza l’istituzione, nell’ambito dello stato di previsione della spesa del Ministero della difesa, di un fondo di conto capitale, destinato alle bonifiche delle aree militari, sia dismesse che attive, e di pertinenza dei poligoni militari di tiro, nonché delle unità navali, effettuate d’intesa con il Ministero dell’ambiente, anche mediante l’impiego del genio militare. La dotazione del fondo è di 25 milioni di euro</p>
<p>Interventi sanitari a favore del personale militare e civile contaminato: per l’anno 2007 viene autorizzata la spesa di 10 milioni di euro a valere sulle risorse stanziate per le missioni all’estero per interventi a favore del personale militare e civile affetto da infermità, invalidità o inabilità permanente a causa di  contaminazioni  nelle aree interessate da conflitti per i quali siano in corso missioni internazionali e di assistenza umanitaria e dei poligoni di tiro nazionali e zone adiacenti, nei quali siano sperimentati munizionamenti e sistemi di armamento.</p>
<p>INFS: I commi 471 e 472, introdotti al Senato con emendamenti Verdi, prevedono il trasferimento dell’attività di vigilanza sull’Istituto nazionale per la fauna selvatica dalle competenze della Presidenza del Consiglio alle competenze del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del ministro per gli affari regionali. Prevedono inoltre la riorganizzazione dell’ente, che ha il compito di censire il patrimonio ambientale costituito dalla fauna selvatica, di studiarne lo stato, l&#8217;evoluzione ed i rapporti con le altre componenti ambientali, di elaborare progetti di intervento ricostitutivo o migliorativo sia delle comunità animali sia degli ambienti al fine della riqualificazione faunistica del territorio nazionale e di collaborare con gli organismi dei Paesi della Comunità europea . In tal modo l&#8217;ente sarà messo in condizioni di controllare e valutare gli interventi faunistici operati dalle regioni, di esprimere i pareri tecnico-scientifici richiesti dallo Stato e dalle regioni, con particolare riferimento all’esercizio dell’attività venatoria.</p>
<p>Controllo e tracciabilità dei Rifiuti: In materia di rifiuti si segnala l&#8217;approvazione di una norma, al comma 1116, che, in sede di riparto delle risorse del Fondo unico investimenti per la difesa del suolo e tutela ambientale , riserva una quota non inferiore a 5 milioni di euro alla realizzazione di un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti, in funzione della sicurezza nazionale, nell’esigenza di prevenzione e repressione dei gravi fenomeni di criminalità organizzata nell’ambito dello smaltimento illecito dei rifiuti. Tale disposizione accompagnerà la revisione dei registri prevista dallo schema di riordino del codice ambientale.</p>
<p>Parchi nazionali: Il comma 940 prevede, al fine di garantire i livelli occupazionali nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, e del Parco nazionale della Maiella, l’erogazione a favore   di una somma, pari a 2 milioni di euro, a decorrere dall’anno 2007, allo scopo di stabilizzare il personale fuori ruolo operante presso tali enti. Le relative stabilizzazioni si effettuano nei limiti dello stanziamento previsto e nel rispetto delle normative vigenti in materia di assunzioni, anche in soprannumero.</p>
<p>Dismissioni immobili delle Ferrovie S.p.A.: Sui beni immobili non più strumentali alla gestione caratteristica dell’impresa ferroviaria, di proprietà di Ferrovie dello Stato spa o delle società dalla stessa direttamente o indirettamente controllate, che siano ubicati in aree naturali protette in territori sottoposti a vincolo paesaggistico, in caso di alienazione degli stessi é riconosciuto, al comma 265, il diritto di prelazione degli enti locali e degli altri soggetti pubblici gestori delle aree protette.  </p>
<p>Interventi di tutela ambientale in Calabria e Sicilia: con il comma 1558 la quota degli stanziamenti finalizzati dal governo di centro-destra  alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina  recentemente destinati  alla tutela dell’ambiente e  alla difesa del suolo nelle regioni Sicilia e Calabria non saranno più trasferite allo stato di previsione del ministero delle infrastrutture bensì saranno gestite direttamente dal ministero dell’ambiente mediante iscrizione delle risorse nel relativo stato di previsione.</p>
<p>Politiche a favore degli animali</p>
<p>Prevenzione Randagismo: finanziamento aggiuntivo  di 1 milione di euro per ciascun anno del triennio 2007-2009 e  introduzione al comma 831 di una modifica della legge 281 del 1991 che impone di destinare una  quota non inferiore al 60 per cento delle risorse stanziate dallo Stato per la lotta al randagismo trasferite alle Regioni ed ai Comuni per  la sterilizzazione degli animali da affezione.</p>
<p>Agricoltura e Alimentazione</p>
<p>Agricoltura Biologica (comma 1088) &#8211; L&#8217;emendamento accolto finanzia, con uno stanziamento di 10 milioni di euro all&#8217;anno per tre anni, il &#8220;Piano nazionale d&#8217;azione per l&#8217;agricoltura biologica e i prodotti biologici&#8221;. Si tratta di uno strumento di grande rilievo per sostenere lo sviluppo del settore con azioni rivolte all&#8217;informazione dei consumatori, allo sviluppo della ricerca, al rafforzamento della filiera, con particolare riferimento alla distribuzione. E&#8217; la prima volta che viene finanziato in Italia un Piano d&#8217;azione nazionale per il settore del biologico con risorse adeguate, mentre i nostri più diretti concorrenti (Francia, Spagna, Germania) hanno già da anni programmato interventi di sostegno.</p>
<p>Certificazione prodotti di qualità (commi 289-290) &#8211; L’emendamento accolto consente alle imprese agricole e alimentari che propongono prodotti a denominazione d&#8217;origine (DOP e IGP) e biologici di dedurre in credito di imposta il 50% degli oneri necessari alla certificazione obbligatoria della qualità, prevista dalla regolamentazione comunitaria in materia. Lo stesso emendamento consente alle imprese di dedurre in credito d&#8217;imposta le spese necessarie alla registrazione nei Paesi extra UE dei marchi protetti, un intervento concreto per prevenire la contraffazione del &#8216;made in Italy&#8217; alimentare (il cosiddetto italian sounding) che ha raggiunto purtroppo vette preoccupanti.</p>
<p>Agroenergie (commi 380-383) – Gli emendamenti accolti determinano una piccola rivoluzione nel settore delle agroenergie a vantaggio della microgenerazione diffusa. Viene previsto un &#8216;certificato verde&#8217; specifico che premia i piccoli impianti a biomasse alimentati nell&#8217;ambito di filiere corte, con materia prima agricola, zootecnica e forestale prodotta con pratiche ambientalmente sostenibili. Viene inoltre prevista l&#8217;esenzione da accise per l&#8217;olio vegetale puro utilizzato come biocarburante, se autoprodotto in azienda o in consorzi associati.</p>
<p>Apicoltura (comma 1069) – L’emendamento accolto incentiva una pratica importante per l’agricoltura e l’ambiente, quella dell’apicoltura nomadistica che si effettua con lo spostamento delle arnie negli ecosistemi più idonei a seconda del ciclo stagionale di fioritura delle piante. Viene concesso agli apicoltori interessati (circa 10.000) il gasolio agricolo con accisa ridotta.</p>
<p>Società agricole (commi 1096-1097) – L’emendamento introduce  una nuova forma giuridica della società agricola, costituita degli imprenditori agricoli associati che intendono trasformare e commercializzare il proprio prodotto, allo scopo di favorire l’associazione dei produttori e di accorciare la filiera fra origine e consumo. Alle società agricole, comprese quelle cooperative, viene inoltre riconosciuta la facoltà di avvalersi del regime fiscale agevolato del reddito agrario previsto dall’art.32 del DPR 917/86.</p>
<p>Energia e Turismo</p>
<p>CIP6 (comma 91): Gli incentivi per l’energia pulita, 4 miliardi di euro l’anno,  saranno dal 1° gennaio 2007 destinati esclusivamente alle fonti rinnovabili e non più anche alle assimilate.  L’Italia è l’unico Paese che fino ad oggi ha destinato l’80% di tali risorse, previste dall’ordinamento comunitario, a incenerimento di rifiuti e di scarti di raffinazione.   L’accordo con il Governo prevedeva che non fosse possibile finanziare nuovi impianti di questo tipo. Purtroppo un errore tecnico nella redazione del testo, riconosciuto dallo stesso Governo in aula, ha lasciato un margine per il proseguimento di questa situazione, anche per impianti che non siano già operativi, ma i Verdi continueranno a monitorare per la correzione dell’errore e l’eliminazione di questa vera e propria truffa che sono gli incentivi alle fonti assimilate.</p>
<p>Turismo ecocompatibile (comma 732): per quanto riguarda il turismo e il paesaggio, la finanziaria prevede un fondo per il settore, ivi compresi obiettivi storici del comparto, come l’unità di gestione e proprietà e l’aumento del dimensionamento aziendale. Grazie all&#8217;emendamento dei Verdi sono stati garantiti tre obiettivi fondamentali dal punto di vista della salvaguardia paesaggistica: il primo è il pieno rispetto del codice per il paesaggio, il secondo è che gli aumenti dimensionali non possono essere fatti a scapito dell’ambiente e il terzo è che deve essere avviato un intervento organico di sostegno al turismo ecocompatibile. Concretamente, di concerto con la maggioranza, abbiamo confermato che la crescita del turismo passa attraverso un turismo di qualità e rispettoso dell’ambiente, e non attraverso la costruzione di ciclopici ecomostri.</p>
<p>Pannelli fotovoltaici negli edifici di nuova costruzione (c.350): è stata rafforzata,  la norma introdotta dai Verdi alla camera,  che obbliga l’istallazione di pannelli fotovoltaici negli edifici di nuova costruzione.  Si specifica che la soglia minima di 0,2 Kw si riferisce a ciascuna unità abitativa presente nell’edificio di nuova costruzione, garantendo così un forte impulso a questa fonte energetica che consentirebbe di abbassare notevolmente la bolletta energetica nazionale nel pieno rispetto dell’ambiente.</p>
<p>Lavoro e  precariato</p>
<p>Salvaguardia  retribuzione  co.co.co. e co.co.pro (c. 774):  inserita la norma di salvaguardia delle retribuzioni dei co.co.co. e co.co.pro. secondo la quale l’incremento contributivo   non può in ogni caso determinare una riduzione del compenso netto percepito dal lavoratore superiore ad un terzo dell’aumento dell’aliquota.  Inoltre la norma prescrive che in ogni caso, i compensi corrisposti ai lavoratori a progetto devono essere proporzionati alla quantità e qualità del lavoro eseguito e devono tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per prestazioni di analoga professionalita’, anche sulla base dei contratti collettivi nazionali di riferimento. E&#8217; la prima volta che si inserisce una norma che correla direttamente il lavoro precario ai contratti nazionali di lavoro e quindi alla condizione dei lavoratori a tempo indeterminato.</p>
<p>Malattia, Maternità e congedi parentali lavoratori co.co.co e co.co.pro. (c.790): ai lavoratori a progetto e categorie assimilate iscritti alla gestione separata   è corrisposta un’indennità giornaliera di malattia a carico dell’INPS entro il limite massimo di giorni pari a un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro e comunque non inferiore a 20 giorni nell’arco dell’anno solare, con esclusione degli eventi morbosi di durata inferiore a quattro giorni.</p>
<p>Maternità a rischio lavoratori  co.co.co. e co.co.pro. (c.793): introdotta una maggiore tutela per le lavoratrici co.co.co e co.co.pro in caso di maternità a rischio con la possibilità di allungare il periodo di congedo parentale.</p>
<p>Assunzione personale istituti zooprofilattici (c.567): Al fine di dare continuita’ alle attivita’ di sorveglianza epidemiologica, prevenzione e sperimentazione di cui alla legge 19 gennaio 2001, n. 3, gli Istituti zooprofilattici sperimentali sono autorizzati a procedere all’assunzione di personale a tempo indeterminato,  in particolare alla stabilizzazione del personale precario, che sia in servizio da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtu’ di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 ovvero che sia stato in servizio per almeno tre anni anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge purche’ abbia superato o superi prove selettive di natura concorsuale. A tal fine  lo stanziamento annuo della legge 19 gennaio 2001, n. 3 e’ rideterminato in euro 30.300.000.  </p>
<p>Politiche sociali</p>
<p>Consulta lotta AIDS (c.811) : rifinanziamento di 500.000 annui euro, a decorrere dal 2007,  per il funzionamento della Consulta del Volontariato per la Lotta contro l’Aids  al fine della realizzazione di programmi di informazione e prevenzione nella lotta contro la diffusione dell’epidemia da Hiv.</p>
<p>Legge Bacchelli (c. 1281): rifinanziamento di 250.000 euro per ciascuno degli anni del triennio 2007-2009 della legge n. 440 dell&#8217;8 agosto 1985 che prevede l&#8217;assegnazione di un assegno straordinario vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell&#8217;arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza.</p>
<p>Pensione Superstiti (c.776):   per le pensioni di reversibilita` sorte a decorrere dall’entrata in vigore della legge 8 agosto 1995, n. 335, indipendentemente dalla data di decorrenza della pensione diretta, l’indennita` integrativa speciale gia` in godimento dal dante causa  e` attribuita nella misura percentuale prevista per il trattamento di reversibilita (comunisti italiani)</p>
<p>Misure fiscali</p>
<p>Incapienti (comma 4): E’ stata approvata una norma programmatoria diretta a dare una prima risposta al problema dei c.d.  incapienti cioè di quei contribuenti che pur avendone diritto, non possono beneficiare delle agevolazioni e delle detrazioni fiscali, a causa di una reddito imponibile troppo basso o addirittura esentato da imposizione fiscale. La norma prevede che le maggiori entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale sono destinate, qualora permanenti, a riduzioni della pressione fiscale finalizzata al conseguimento degli obiettivi di sviluppo ed equità sociale, dando priorità a misure di sostegno del reddito di soggetti incapienti ovvero appartenenti alle fasce di reddito più basse. Si tratta di un importante segnale che dà una prima risposta ad uno degli aspetti rimasti irrisolti di questa manovra. L’emendamento presentati dai Verdi interveniva, invece,  direttamente in sede di presentazione della prossima dichiarazione dei redditi prevedendo il rimborso delle somme a credito fino ad un importo di 500 euro a contribuente.</p>
<p>Detrazioni fiscali a favore dei cittadini italiani residenti all’estero (c. 1324): introdotta la norma che consente ai cittadini italiani non residenti di usufruire delle detrazioni per familiari a carico, per lavoro dipendente e per particolari tipologie di redditi  </p>
<p>Soppressione ticket pronto soccorso (c. 798): accolta in parte la richiesta dei Verdi di sopprimere i ticket sanitari: eliminato solo il ticket per i &#8220;codici verde&#8221; (media urgenza)  mentre viene confermato, per tutti gli assistiti non esenti, un aumento di 4 euro per “i codice bianco”  (senza urgenza)  </p>
<p>Varie</p>
<p>Editoria: reitegrate, per poco più di 37 milioni di euro nel 2007,  le provvidenze per il settore dell&#8217;editoria che erano state ridotte di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007 e 2008 dal decreto-legge Bersani di luglio. L&#8217;emendamento dei Verdi aveva chiesto il ripristino integrale delle risorse per il biennio.</p>
<p>Comodati d’uso dei libri (c. 283):   è stato accolto   un emendamento   volto a garantire che, tra le forme di accesso alla gratuità dei libri, sia possibile per i comuni utilizzare, oltre al sistema già in uso di buoni libro, il sistema del comodato d’uso dei libri, un utile sistema capace anche di ridurre il turn over di nuove edizioni, con benefici effetti di riduzione di spesa anche sul totale degli allievi.</p>
<p>Graduatorie insegnati (comma 262):   nell’ambito della stabilizzazione di 150.000 insegnanti precari, si prevede che le graduatorie attraverso le quali si selezionano gli insegnanti per le supplenze lunghe e per l’accesso non vengano eliminate, come disponeva il testo iniziale bensì diventino  ad esaurimento, similmente alla proposta  dei Verdi di lasciarle in essere.</p>
<p>Infrastrutture e Trasporti</p>
<p>Non solo investimenti ma fondo per mobilità sostenibile e trasporto pendolari<br />
Per quanto riguarda il settore infrastrutture, trasporti e mobilità la Finanziaria 2007 già in avvio ha mostrato un forte strappo con i cinque anni precedenti di governo aumentando le risorse disponibili per investimenti ferroviari, stradali, e portuali. Ma le vere novità sono costituite dal Fondo per la mobilità sostenibile (270 milioni di euro nel triennio) a sostegno della mobilità urbana e delle innovazioni da adottare insieme alle città assediate dal traffico motorizzato privato (dal comma 1121 al comma 1123), che verrà gestito d&#8217;intesa tra il Ministro per l&#8217;Ambiente ed il Ministro dei Trasporti, e dal il Fondo per il trasporto pendolari (commi 1031 e 1032), che servirà all&#8217;acquisto di treni, tram e bus al servizio del trasporto locale (300 milioni di euro per tre anni).</p>
<p>Dopo il passaggio alla Camera erano disponibili per gli investimenti mediamente 8 miliardi per ognuno degli anni del triennio 2007/2009, ulteriormente aumentati con la discussione al Senato. Si rammenta che le risorse dell’ultima finanziaria del governo Berlusconi ammontavano a circa un miliardo per le infrastrutture strategiche, mentre gli investimenti ferroviari erano statai azzerati e quelli per l&#8217;Anas dimezzati.</p>
<p>Le modifiche apportate al Senato hanno contribuito a migliorare la Finanziaria in termini di qualità, correggendo provvedimenti già presenti in funzione di una maggiore sostenibilità ambientale, e quantità, aumentando le risorse a disposizione.</p>
<p>Uno dei provvedimenti di maggior peso è stato quello ai commi 1230 e 1231 che, riformulati dal Governo sulla base degli emendamenti presentati, ha aumentato le risorse disponibili per il rinnovo del contratto dei lavoratori del Trasporto Pubblico Locale portando le risorse da 60 a 190 milioni di euro, consentendo in questo modo di chiudere la vertenza in corso. Da sottolinerare che una parte dell&#8217;incremento delle risorse è derivato dal taglio ai sostegni all&#8217;autotrasporto, dopo le critiche dei Verdi a questa misura.</p>
<p>Gli investimenti e le risorse per le ferrovie<br />
Un secondo aspetto rilevante e positivo riguarda l’aumento dei finanziamenti relativi alle Ferrovie, al fine di evitarne il fallimento e per rilanciare il settore ferroviario ordinario, limitando i fondi per l’AC/AV alle sole tratte con cantieri in corso TO-MI-NA (commi 964/976). Il Governo ha presentato un nuovo articolato che fa pulizia anche della società ISPA e dei debiti che questa aveva assunto per la realizzazione dell&#8217;AC/AV TO-MI-NA: in pratica il governo di centrodestra aveva tentato di portare fuori dal bilancio dello Stato questi investimenti per evitare che pesassero sul rapporto debito/pil, ma Eurostat si era opposta a questo espediente. Il testo presentato dal Governo mette fine alla vicenda, riportando gli investimenti dentro il bilancio dello Stato. E&#8217; evidente che questa operazione di pulizia sui debiti occulti per l&#8217;AC/AV, ne ha riportato alla luce i costi enormi di realizzazione con la previsione di investimenti per 8.100 per il periodo 2007-2021, di cui 400 milioni per il 2007, 1.300 milioni per il 2008 e 1.600 per l&#8217;anno 2009 (comma 964). Da sottolineare che queste risorse andranno esclusivamente al completamento indispensabile delle tratte in corso di realizzazione TO-MI-NA, inclusi i nodi urbani, e non invece per nuove tratte come afferma chiaramente  la norma.</p>
<p>Per la rete ferroviaria esistente la Legge Finanziaria 2007 destina 3.200 milioni di euro per gli anni 2007-2008 di cui il 50% dovrà essere destinato agli investimenti sulla rete regionale e locale (comma 974). Rispetto ai tagli dello scorso anno che avevano annientato le risorse per le ferrovie esistenti, si torna ad investire ma nei prossimi anni il fondo dovrà essere incrementato, mentre dovranno progressivamente ridursi le risorse destinate all&#8217;Alta velocità, man mano che viene completato l&#8217;asse Torino-Milano-Napoli.</p>
<p>Per il servizio ferroviario sono destinate anche altre risorse: 400 milioni di euro per la ricapitalizzazione di Trenitalia (comma 971) e per l&#8217;incremento di 311 milioni di euro nel 2007 dei corrispettivi degli oneri di servizio per il trasporto regionale e metropolitano (comma 973), che non veniva aggiornato dall&#8217;anno 2000. A queste si aggiungono risorse per la ferrovia Parma-La Spezia (48 milioni di euro per gli anni 2007/2008) e la riserva per la ferrovia Aosta-Chivasso per 40 milioni di euro complessivi per gli anni 2007/2008.</p>
<p>Le risorse per la legge obiettivo<br />
Le risorse per la legge obiettivo sono fissate (comma 977) in circa 3.300 milioni di euro di investimenti nel trienno attivati da mutui quindicennali di investimenti da 100 milioni di euro per tre anni. Di queste risorse ben un miliardo di euro circa è destinato all’intervento della Pedemontana Lombarda (comma 979) con la previsione nel testo di una società regionale Anas/regione Lombardia a cui sono trasferiti dall&#8217;Anas SPA i poteri di soggetto concedente sia per la Pedemontana, che per l’autostrada Bre-Be-Mi e la Tangenziale Est Esterna di Milano.</p>
<p>I Verdi hanno contestato in ogni modo durante l&#8217;iter della Legge Finanziaria al Senato questa decisione di costituire una società regionale concedente che avrà in mano tutto le leve decisionali con i concessionari. Implicitamente sarà l&#8217;avvio di tante società regionali in competizione tra loro, che avranno come scopo realizzare, in modo scoordinato, tante infrastrutture autostradali, con lo Stato che rinuncia, anche sulle opere strategiche, ad assumere decisoni e a selezionare gli investimenti. Una strategia che i Verdi non condividono e su cui continueranno ad impegnarsi. Allo stesso modo i Verdi avevano chiesto che una parte delle risorse prenotate per la pedemontana Lombarda fosse destinato al miglioramento del trasporto ferroviario per i pendolari della Lombardia, ma nel testo del maxiemendamento su cui il Governo ha chiesto la fiducia è rimasta purtroppo solo una generica indicazione e non vincoli alla destinazione delle risorse. Positivo infine nel medesimo comma 979, il finanziamento a valere sulla Legge Obiettivo per la realizzazione del tratto della metropolitana di Milano M4 Sforza Policlinico-Linate.</p>
<p>Va infine sottolineato che l&#8217;anno 2007 sarà rilevante per le decisoni che dovranno essere assunte dalla coalizione dell&#8217;Unione sulla legge obiettivo: coerentemente con il programma elettorale  dovremo selezionare la lista delle opere utili e far partire l&#8217;iter normativo per le modifiche delle procedure previste dalla Legge obiettivo, in particolare sulla VIA e sul ripristino della Conferenza dei servizi decisoria con le istituzioni locali.</p>
<p>Le novità per il rilancio dei porti<br />
In questo ambito è da sottolineare la disponibilità dei finanziamenti per il rilancio dei porti, l&#8217;autonomia finanziaria e gestionale per il rilancio dell’economia marittima e le nuove procedure per il dragaggio nei siti portuali inquinati e riconosciute aree a rischio da bonificare.</p>
<p>Con la Finanziaria si provvede a determinare l’autonomia finanziaria delle Autorità portuali a decorrere dall’anno 2007 (commi 982 e successivi) con le competenze sul gettito sia delle tassa erariali (articolo 2, comma 1, del d. l. n. 47/74, smi), sia della tassa di ancoraggio di cui alla legge  n.82/1963, e smi. Resta ferma l’attribuzione alle Autorità portuali del gettito della tassa sulle merci sbarcate e imbarcate. Le autorità portuali potranno applicare una addizionale su tasse, canoni e diritti per l’espletamento dei compiti di vigilanza e per la fornitura di servizi di sicurezza previsti nei piani di sicurezza portuali, ma si assumono gli oneri degli interventi di manutenzione dei porti. E’ istituito inoltre dal 2007 un fondo perequativo presso il Ministero dei trasporti di 50 milioni di euro ripartita tra le Autorità portuali che peraltro saranno razionalizzate tenendo conto della rilevanza nazionale ed internazionale dei porti, del collegamento con le reti strategiche nazionali ed internazionali, del volume dei traffici e della capacità di autofinanziamento.</p>
<p>Il testo della Finanziaria dopo il passaggio in Senato prevede, oltre che l’estenzione delle tasse di ancoraggio e di criteri di sicurezza ambientale internazionali per la rottamazione dei traghetti (comma 1046), anche maggiori risorse, che dovranno necessariamente aumentare nei prossimi anni, per diverse misure utili al settore marittimo: il completamento dei sistemi portuali (comma 1004), l’avvio degli interventi per eliminare i &#8220;colli di bottiglia&#8221; del sistema logistico nazionale e per realizzare le interconnessioni stradali e ferroviarie fra hub portuali e interporti (comma 1044); per i mezzi e le strutture delle capitanerie di porto.</p>
<p>Dopo un duro confronto sul tema del dragaggio, necessario a superare la norma permissiva in materia di escavazioni dei siti inquinati prima inserita nel decreto fiscale e poi tolta per l’opposizione dei Verdi, si è raggiunto un accordo tra i Ministri competenti dell’Ambiente, delle infrastrutture e dei Trasporti capace di coniugare le esigenze di tutela dell&#8217;ambiente e di bonifica dei siti, con quelle di escavazioni dei fondali e di sviluppo dell’economia marittima e del cabotaggio (comma 996). Il nuovo testo si è reso necessario per evitare un continuo braccio di ferro sull’argomento, con il rischio continuo di sorprese normative peggiorative, che erano state riproposte anche in questa legge Finanziaria.<br />
Il nuovo testo evita  le storture, come i dragaggi nelle “more della bonifica”, e semplifica l&#8217;iter autorizzativo agli escavi per le Autorità portuali, mantenendo le prerogative del Ministero dell&#8217;Ambiente. I dragaggi nel nuovo testo si fanno contestualmente ai progetti di bonifica autorizzati dal Ministro dell&#8217;Ambiente. Anche le casse di colmata verranno autorizzate d&#8217;intesa tra il Ministro delle Infrastrutture ed il Ministro dell&#8217;Ambiente. Inoltre se il materiale escavato risulterà inquinato, dovrà essere bonificato. Infine la tipologia di analisi al fine di valutare lo stato di inquinamento è previsto che sarà stabilita da un Regolamento emesso dal Ministro dell&#8217;Ambiente.</p>
<p>ANAS e Sicurezza stradale<br />
Il testo della Finanziaria 2007 prevede norme sul finanziamento e sull’attività dell’Anas, che si aggiungono a quanto previsto dal decreto fiscale con la riscrittura delle regole sulle concessioni autostradali al fine di tutelare realmente l&#8217;interesse pubblico e a rendere trasparente il rapporto dello Stato con le imprese concessionarie pubbliche e private. La finanziaria prevede l’obbligo per Anas SPA di predisporre un nuovo piano economico-finanziario riferito alla durata della concessione (comma 1018 e successivi), il cui limite massimo sale da 30 a 50 anni e prevede la sottoscrizione di una convenzione unica. All’Anas viene destinato una quota parte del canone annuo a carico degli enti concessionari (circa 40 milioni di euro annui) e il nuovo sovrapprezzo istituito sulle tariffe di pedaggio autostradale (circa 150 milioni di euro annui). Inoltre è prevista la soppressione del Fondo centrale di garanzia per le autostrade e ferrovie metropolitane, che ammonta a circa 2.373,00 milioni di euro, e l’ingresso dell’Anas nella gestione del patrimonio. Sono inoltre previsti investimenti funzionali per 1,560 milioni di euro nel 2008 e 2009.</p>
<p>Con il passaggio al Senato si è introdotto l&#8217;aumento, dal 2007,dal 2%al 2,4%dei proventi netti dei pedaggi che le concessionarie autostradali devono pagare all&#8217;Anas (comma 1020). Tali maggiori risorse, dell’ordine di circa 100 milioni di euro andranno ad alimentare il Fondo Fs. Si è inoltre previsto il concerto del Ministero dell’Ambiente e dei Trasporti sul nuovo piano economico-finanziario dell’Anas e sull’elenco delle opere infrastrutturali di nuova realizzazione (comma 1022.</p>
<p>Per quanto riguarda la sicurezza dei trasporti si demanda al Ministero dei trasporti a provvedere, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, all’aggiornamento del Piano nazionale della sicurezza stradale (comma 1035). Per il finanziamento delle attività connesse all’attuazione, alla valutazione di efficacia ed all’aggiornamento del Piano è autorizzata la spesa di 53 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Inoltre per consolidare ed accrescere l’attività del Ministero dei trasporti per la prevenzione in materia di circolazione ed antinfortunistica stradale (comma 1036), è autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, finalizzata: alla realizzazione di azioni per diffondere i valori della sicurezza stradale; assicurare una adeguata informazione agli utenti; rafforzare i controlli su strada anche attraverso l’implementazione di idonee attrezzature tecniche; migliorare gli standards di sicurezza dei veicoli.</p>
<p>Qualche risultato per la politica dei trasporti sostenibili<br />
Nella legge Finanziaria 2007 vanno sottolineati i contributi destinati al riequilibrio modale attraverso l’aumento dei nuovi investimenti in infrastrutture ferroviarie a discapito dei delle modalità di trasporto non sostenibili e dell’autotrasporto. In tal senso è bene segnalare:<br />
-        Il fondo di investimenti in infrastrutture ferroviarie attraverso gli introiti derivanti da ulteriori sovrapprezzi sui pedaggi autostradali, da istituire per specifiche tratte della rete, da destinare in quota parte anche all’acquisto di materiale rotabile per i servizi ferroviari regionali e metropolitani (comma 1022);<br />
-        l’applicazione della direttiva Eurovignette 2006/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, che modifica la direttiva 1999/62/CE relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune infrastrutture, da destinare a nuovi investimenti ferroviari (comma 1017) e su cui sarà necessario il concerto del Ministro delle Infrastrutture con il Ministro dei Trasporti.</p>
<p>Uno specifico punto di preoccupazione rispetto all’impianto complessivo della Legge Finanziaria riguarda la certezza di alcune delle risorse destinate ad investimenti nei trasporti e infrastrutture che derivano dal trasferimenti all&#8217;Inps del TFR da parte dei lavoratori dipendenti. Risulta evidente che molti capitoli di investimenti, da quelli ferroviari a quelli Anas, sono legati alla effettiva capienza di questo fondo e quindi dopo il 30 giugno 2007si renderà necessaria una verifica per valutare la consistenza reale del fondo, ed in di  caso di scostamento sarà indispensabile un intervento correttivo e/o integrativo sugli investimenti.</p>
<p>In conclusione con questa legge finanziaria 2007, si torna a fare anche politica dei trasporti oltre che destinare risorse per investimenti infrastrutturali; mentre le città, la mobilità urbana ed il trasporto pendolari rientrano nell&#8217;agenda del Governo. Ma restano alcune ombre assai negative che come Verdi vogliamo sottolineare e sulle quali ci siamo impegnati nell&#8217;iter al Senato con scarso successo: le risorse robuste destinate ancora all&#8217;autotrasporto e l&#8217;assenza di incentivi al trasporto combinato. Scelte miopi che non guardano lontano mentre si continua ad agitare la bandierina della logistica e dell&#8217;intermodalità. Scelte strategiche per le quali, come verdi, continueremo ad impegnarci nei prossimi mesi.</p>
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		<title>La mia Tesi: Gestione del versioning in sistemi di data warehouse</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2006 12:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa pagina contiene le informazioni relative alla mia tesi di laurea, discussa il 21/7/2005 a Cesena. Files: testo-definitivotar testo della tesi ALMA MATER STUDIORUM &#8211; UNIVERSITÀ DI BOLOGNA SEDE DI CESENA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL&#8217;INFORMAZIONE Tesi di Laurea in Sistemi Informativi Relatore Chiar.mo Prof. Matteo Golfarelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa pagina contiene le informazioni relative alla mia tesi di laurea, discussa il 21/7/2005 a Cesena.</p>
<p>Files:<br />
<a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/10/testo-definitivotar.bz2'>testo-definitivotar</a><br />
<a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/10/gestioneversioning.pdf'>testo della tesi</a></p>
<p>ALMA MATER STUDIORUM &#8211; UNIVERSITÀ DI BOLOGNA<br />
SEDE DI CESENA<br />
FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI<br />
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL&#8217;INFORMAZIONE</p>
<p>Tesi di Laurea in Sistemi Informativi<br />
Relatore<br />
Chiar.mo Prof. Matteo Golfarelli </p>
<p>Presentata da<br />
Alessandro Ronchi</p>
<p>Sessione I<br />
Anno Accademico 2004/05 </p>
<p>Introduzione<br />
&#8220;L&#8217;inizio è la parte più importante di un lavoro.&#8221;<br />
(Platone)</p>
<p>I data warehouse sono database specializzati per l&#8217;uso nel campo della business intelligence, finalizzati al supporto delle decisioni in ambito aziendale.</p>
<p>L&#8217;uso di sistemi di data warehouse è aumentato rapidamente all&#8217;interno del mondo industriale nell&#8217;ultimo decennio, e questo successo è dovuto essenzialmente al contributo che hanno saputo apportare all&#8217;efficienza ed all&#8217;efficacia dei processi decisionali all&#8217;interno del dominio aziendale e scientifico. Questa ampia diffusione è stata sostenuta dagli importanti risultati della ricerca in questo campo, volti ad incrementare le performance delle interrogazioni e la qualità dei dati, così come dal rapido sviluppo dei tool commerciali.</p>
<p>A differenza di quanto accade nei database operazionali, nei data warehouse i problemi che riguardano la storicizzazione delle informazioni hanno un impatto maggiore, dato che le interrogazioni coinvolgono periodi di tempo solitamente più lunghi. Diventa comune, infatti, il caso in cui venga richiesto di lavorare su insiemi di dati che corrispondono a lunghi intervalli di tempo, corrispondenti a definizioni intensionali potenzialmente disomogenee, progettate per soddisfare esigenze diverse. Il problema emerge ovviamente all&#8217;aumentare del tempo di vita del sistema, dato che le evoluzioni necessarie che non sono state gestite determineranno inevitabilmente un distacco maggiore tra la realtà e la sua rappresentazione all&#8217;interno del database, con il rischio che questo diventi presto obsoleto ed inutilizzabile.</p>
<p>Fino ad ora la ricerca si è interessata principalmente ai cambiamenti del livello dei dati, prendendo in considerazione quindi le modifiche alle istanze delle gerarchie di aggregazione. Alcuni prodotti commerciali permettono effettivamente di gestire e tenere traccia dei cambiamenti dei dati e di supportare interrogazioni dei cubi basati su scenari temporali differenti.</p>
<p>A livello intensionale il problema è più complesso, poiché lo schema del data warehouse può cambiare per gestire l&#8217;evoluzione dei requisiti aziendali. Possono quindi rendersi necessarie nuove misure e proprietà, mentre altre possono con il tempo risultare obsolete ed inutili. Si può considerare come esempio il caso in cui si aggiunga un livello di dettaglio nella descrizione delle categorie dei prodotti, aggiungendo una sotto-categoria: lo schema di riferimento dovrà mutare per tenere in considerazione questa nuova necessità.</p>
<p>Le soluzioni possibili per questo problema possono essere suddivise in due categorie distinte: l&#8217;evoluzione ed il versioning degli schemi. La prima permette di modificare lo schema in base ai cambiamenti necessari, perdendo le definizioni precedenti, mentre la seconda permette di tenere traccia delle modifiche ed utilizzare le diverse definizioni in base al contesto della formulazione delle interrogazioni. Il versioning a livello degli schemi nei data warehouse fino a questo momento è stato solo parzialmente esplorato e non esistono sistemi commerciali di supporto al progettista che permettano di gestire i cambiamenti dei modelli.</p>
<p>Lo scopo di questa tesi è quello di analizzare il problema temporale nei data warehouse, di presentare un approccio per la gestione del versioning e di realizzare un prototipo di sistema per la modellazione degli schemi e la gestione delle versioni. Questo prototipo dovrà supportare la gestione delle history degli schemi concettuali ed il backporting assistito delle nuove modifiche alla versione corrente negli schemi aumentati delle versioni precedenti. In questo modo sarà quindi possibile evitare l&#8217;obsolescenza degli schemi concettuali, garantire una minore distanza tra i modelli e la realtà modellata, ed allo stesso tempo rendere disponibili i vecchi dati per le interrogazioni inter-schema che coinvolgono versioni temporali diverse della history degli schemi.</p>
<p>L&#8217;organizzazione di questo lavoro di tesi prevede una introduzione dello stato dell&#8217;arte delle basi di dati temporali, analizzato all&#8217;interno del secondo capitolo, ed un successivo approfondimento delle peculiarità del problema del tempo all&#8217;interno dei data warehouse, contenuto nel terzo capitolo. Nel quarto capitolo viene introdotto un approccio per la risoluzione del problema, mentre nel quinto viene mostrato il lavoro di progettazione del prototipo di gestione del versioning.</p>
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		<title>Linux Day 2006 a Forlì</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2006 06:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 28 Ottobre si terrà la sesta edizione del Linux Day, evento nazionale dedicato GNU/Linux e al software libero. In tutte le principali città d&#8217;Italia si articola una serie di eventi che concorrono alla buona riuscita della manifestazione nazionale, promossa dall&#8217;Italian Linux Society (ILS) con lo scopo di promuovere Linux, il software libero e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 28 Ottobre si terrà la sesta edizione del Linux Day, evento nazionale dedicato GNU/Linux e al software libero.</p>
<p>In tutte le principali città d&#8217;Italia si articola una serie di eventi che concorrono alla buona riuscita della manifestazione nazionale, promossa dall&#8217;Italian Linux Society (ILS) con lo scopo di promuovere Linux, il software libero e le forme di diffusione libera della cultura.</p>
<p>A Forlì anche quest&#8217;anno ad organizzare l&#8217;evento è l&#8217;associazione culturale di promozione sociale FoLUG, una delle prime nate sul tema in Italia, in collaborazione con il Comune ed il Polo Scientifico didattico di Forlì. L&#8217;evento si terrà dalle<strong> ore 10 alle ore 18</strong> presso la sede della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, in via Oberdan n° 2.</p>
<p><span id="more-1728"></span>  Durante la giornata verranno effettuate dimostrazioni pratiche e presentazioni tematiche, il cui programma è pubblicato sul sito <a href="http://www.folug.org">www.folug.org,</a> e verrà fornita assistenza gratuita per l&#8217;installazione e la configurazione di software libero a chi porterà il proprio computer.</p>
<p>Tra gli argomenti che verranno trattati durante la giornata ci saranno sicurezza, utilizzo di software libero come sistema multimediale centralizzato, I blog con WordPress, le licenze d&#8217;uso Creative Commons, Wikipedia, etc.</p>
<p>Il software libero è diventato uno strumento di uso comune, spesso sfruttato senza comprenderne filosofia e modalità di produzione. In realtà metodi e filosofia del software libero sono insieme strumenti di promozione sociale, capaci di cambiare la abitudini delle persone e contribuire al miglioramento della qualità della vita, grazie ai contributi che possono fornire alla libertà di comunicazione e decentralizzazione delle fonti di informazione.</p>
<p>Ai visitatori verranno distribuiti gratuitamente, fino ad saurimento scorte, materiale informativo e CD-Rom con software libero realizzati dal Comune di Forlì. Per qualsiasi informazione è possibile contattare l&#8217;associazione tramite l&#8217;indirizzo email folug-cons@lists.linux.it.</p>
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		<title>Articolo comune aperto, seconda versione</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 09:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Siccome Comune Aperto non verrà distribuito prima del 25 di Giugno, ho dovuto riscrivere l&#8217;articolo che avevo precedentemente preparato sul referendum. Questa volta l&#8217;ho dedicato all&#8217;informazione, potete leggerlo in anticipo nel wiki dove raccolgo tutti gli articoli. Link diretto: Per una informazione di qualità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siccome Comune Aperto non verrà distribuito prima del 25 di Giugno, ho dovuto riscrivere <a href="http://www.alessandroronchi.net/wiki/ArtReferendumCostituzione2006">l&#8217;articolo che avevo precedentemente preparato sul referendum.</a></p>
<p>Questa volta l&#8217;ho dedicato all&#8217;informazione, potete leggerlo in anticipo nel <a href="http://www.alessandroronchi.net/wiki/ListaArticoli">wiki dove raccolgo tutti gli articoli.</a></p>
<p>Link diretto: <a href="http://www.alessandroronchi.net/wiki/ArtInformazioneDiQualita">Per una informazione di qualità</a></p>
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		<title>Informazione di qualità</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 08:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni Fassino assicura attraverso una intervista che le nomine della futura RAI saranno basate sulla competenza e sulla professionalità, ricordandoci e ricordandosi che non si sceglie un direttore di tg o di rete in base all&#8217;appartenenza politica. Questa presa di posizione è molto importante, anche se forse non sufficiente, soprattutto alla luce di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni Fassino assicura attraverso una intervista che le nomine della futura RAI saranno basate sulla competenza e sulla professionalità, ricordandoci e ricordandosi che non si sceglie un direttore di tg o di rete in base all&#8217;appartenenza politica.</p>
<p>Questa presa di posizione è molto importante, anche se forse non sufficiente, soprattutto alla luce di quanto è successo con il Governo precedente, che ha coscienziosamente epurato i personaggi scomodi. Così con il tristemente famoso editto bulgaro l&#8217;ex Presidente del Consiglio ha “ripulito” i nostri schermi da Santoro, Luttazzi ed Enzo Biagi.<span id="more-3354"></span></p>
<p>Con i precedenti governi le diverse posizioni in Rai erano stabilite sulla base di equilibri politici, ma mai con così tanta veemenza erano state rimosse idee critiche nei confronti di un Governo, che oltretutto in questo caso aveva a disposizione altre tre televisioni private di propaganda. Non pago di questo risultato con la legge Gasparri sulle telecomunicazioni si è voluto dare un altro calcio alla pluralità dell&#8217;informazione, aggiungendo la farsa del digitale terrestre, finanziando con denaro pubblico i decoder, in gran parte venduti da Mediaset per la visione di contenuti Mediaset. Con leggi ad personam si è scavalcato quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, che aveva deciso che Rete 4 doveva smettere all&#8217;inizio del 2004 di occupare irregolarmente le frequenze di proprietà di Europa 7 e trasmettere sul satellite.</p>
<p>Sebbene i nuovi mezzi di comunicazione, internet in primis, conquistino ogni anno uno spazio sempre più rilevante, a livello internazionale stiamo perdendo sempre più quota rispetto agli altri paesi, a causa di politiche non sempre lungimiranti. Incentivare il digitale terrestre quando attraverso internet sarebbe possibile guardare programmi a richiesta dove e quando vuole l&#8217;utente è solo un modo per rimandare una rivoluzione già in atto, rimanendo pericolosamente arretrati nel campo dell&#8217;informazione rispetto al resto del mondo. Per preoccuparsi basta pensare alla diffusione della banda larga in Italia, posseduta solo dal 13% delle famiglie contro l&#8217;80% del Nord Europa, o alla percentuale di famiglie che usano la rete, quasi la metà di quanto accade in Danimarca. Del resto scontiamo il peso di una rete di aziende di telecomunicazioni che non hanno interesse nell&#8217;investire in questo settore, preferendo mezzi più costosi, e di una legislazione che permette di avere in Italia costi per la connessione quadruplicati rispetto alle vicine Germania e Francia.<br />
Se questo può sembrare a priva vista un problema limitato e settoriale, bisogna ricordare che il lavoro oggi dipende fortemente dalla capacità di fare, recepire e soprattutto comunicare informazioni. Qualsiasi battaglia politica, per quanto importante, risulta persa senza una adeguata conoscenza del problema e la mancanza di pluralità di informazione è un problema causa di altri mali in molte delle democrazie occidentali. La possibilità di votare, ad esempio, è un diritto fortemente limitato se l&#8217;informazione è gestita da una sola persona, perché si instaura un regime basato sulla mobilitazione mediatica.</p>
<p>I Verdi a livello nazionale ed a livello locale hanno sostenuto la proposta di legge di iniziativa popolare Per Un&#8217;altra TV e continueranno a raccogliere firme fino alla fine di Giugno.<br />
Lo scopo di questa proposta è sanare la duplice anomalia italiana nel campo dei mezzi di comunicazione audiovisivi, oggi la prima priorità italiana: da una parte, il duopolio Rai-Mediaset che impedisce l&#8217;emergere di nuovi attori e limita il pluralismo; dall&#8217;altra, il controllo politico esercitato sul servizio pubblico radiotelevisivo, che non ha pari nel mondo democratico. Questa legge si basa sul sistema tedesco, che garantisce l&#8217;assoluta indipendenza editoriale dei canali pubblici, quindi non sarebbe una rivoluzione senza precedenti.</p>
<p>Mancano pochi giorni alla scadenza della raccolta di firme, quindi invitiamo tutti i cittadini a firmare la proposta. Per informazioni sui banchetti potete chiedere ai Verdi in Comune oppure controllare su Comitato Forlivese Per Un&#8217;altra TV∞</p>
<p>Alessandro Ronchi, capogruppo dei Verdi In Consiglio Comunale a Forlì</p>
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		<title>Documento Congiunto del Tavolo delle associazioni in merito al PPGR</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Mar 2006 17:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico il documento sottoscritto dal tavolo delle associazioni, che comprende: Isde medici per l&#8217;ambiente, Ape confedilizia, WWF sezione di Forlì, Sinistra Ecologista, ARCI nuova associazione, Sinistra Ecologista Forlì, Italia Nostra sezione Forlì, Clan Destino, Comitato Romagnolo Tutela Salute, ARRT (ass.ne Romagnola per la ricerca tumori), AIL (ass.neItaliana contro leucemie linfomie mieloma)sez.provinciale, Assidantcolf, Sezione giovani Confedilizia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico il documento sottoscritto dal tavolo delle associazioni, che comprende:</p>
<p>Isde medici per l&#8217;ambiente, Ape confedilizia, WWF sezione di Forlì, Sinistra Ecologista, ARCI nuova associazione, Sinistra Ecologista Forlì, Italia Nostra sezione Forlì, Clan Destino, Comitato Romagnolo Tutela Salute, ARRT (ass.ne Romagnola per la ricerca tumori), AIL (ass.neItaliana contro leucemie linfomie mieloma)sez.provinciale, Assidantcolf, Sezione giovani Confedilizia, Associazione Malattie Rare,<br />
Assocasalinghe</p>
<blockquote><p>DOCUMENTO CONGIUNTO DEL “TAVOLO DELLE  ASSOCIAZIONI” IN MERITO AL PIANO PROVINCIALE GESTIONE RIFIUTI (PPGR)</p>
<p>Varie Associazioni della Provincia di Forlì – Cesena sensibili alle tematiche ambientali si sono riunite collegialmente, dando vita al “Tavolo delle Associazioni”, per formulare una serie di proposte per una diversa e più coerente politica di gestione dei rifiuti e per manifestare il loro dissenso in seguito all&#8217;adozione del PPGR da parte della Amministrazione Provinciale che non ha tenuto in alcuna considerazione né la partecipazione dei cittadini né le proposte da loro avanzate: esempio eclatante è stata l’inaspettata e ingiustificata interruzione del forum di Agenda 21.</p>
<p>Diversamente dalle realtà confinanti &#8211; Ravenna, Faenza, Rimini &#8211; che hanno detto no agli inceneritori proposti da HERA,  a Forlì sono state avviate, e quasi portate a termine, le procedure per il raddoppio dell’impianto di incenerimento della ditta Mengozzi Srl e la costruzione del nuovo impianto richiesto dalla Società Hera SpA, prima ancora di approvare il PPGR.<br />
<span id="more-620"></span><br />
Il Piano adottato non considera in alcun modo che una corretta e coerente politica di gestione dei rifiuti va strettamente correlata e subordinata al rispetto dell&#8217;ecosistema, alla qualità dell&#8217;ambiente con particolare riguardo all&#8217;emergenza derivante dall&#8217; inquinamento dell&#8217; aria e alla tutela della salute. Anzi, riguardo a quest’ultimo aspetto, il Piano ignora totalmente le preoccupazioni manifestate a livello locale con l’appello sottoscritto da oltre 400 medici e a livello nazionale con il documento della Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia.</p>
<p>Riguardo la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclo e il recupero dei materiali (Politica delle “R”) le azioni previste dal PPGR sono insufficienti per raggiungere obiettivi di qualità e non compare assolutamente alcun progetto di raccolta differenziata  &#8220;porta a porta&#8221; con applicazione della  tariffa puntuale.</p>
<p>Tale metodo, sostitutivo di quello con cassonetto stradale, è l&#8217; unico in grado di raggiungere in tempi brevi elevate percentuali di raccolta differenziata mediante il coinvolgimento dei cittadini, la loro responsabilizzazione e l&#8217;incentivazione ai comportamenti virtuosi .</p>
<p>L&#8217;incenerimento non può essere il perno della politica di gestione dei rifiuti, come invece appare chiaramente nel Piano, ma dovrebbe occupare un ruolo marginale dopo che tutte le opzioni alternative e possibili per il trattamento della frazione indifferenziata siano state studiate e valutate.</p>
<p>Il 27 luglio 2005 l’Unione Europea ha messo sotto procedura di infrazione l’Italia perché concede &#8211; unico paese al Mondo &#8211; contributi economici agli impianti di incenerimento, avendo equiparato i rifiuti alle fonti energetiche rinnovabili.</p>
<p>D’altra parte l’incenerimento dei rifiuti non può essere considerato una forma di recupero energetico, non solo perché l’aspetto dello smaltimento è nettamente prevalente sull’esigua frazione di energia recuperata (sentenze C228 e C458 della Corte di Giustizia Europea), ma soprattutto perché con una raccolta differenziata spinta ed il conseguente riutilizzo e recupero dei materiali si otterrebbe un risparmio energetico da 2 a  5 volte superiore a parità di rifiuto “termovalorizzato”.</p>
<p>In ogni  caso quindi la quantità di combustibile da rifiuto (CDR) da incenerire non deve superare la potenzialità installata di 45.000 tonn/a (pari al 15% del rifiuto totale previsto, pena il fallimento della Politica delle ”R”) per soddisfare gli impegni del protocollo di Kyoto sulle emissioni dei gas serra e rispettare i nuovi limiti imposti dalle normative della Comunità Europea che entreranno in vigore dopo il 2012.</p>
<p>Inoltre la capienza delle discariche esistenti e le leggi che ne regolano il conferimento consentono di soddisfare, a medio e  lungo termine, le esigenze di autosufficienza della Provincia, anche perché con l&#8217;aumento della raccolta differenziata &#8211; tramite il sistema “porta a porta” &#8211; e della biostabilizzazione si ridurrebbero drasticamente i quantitativi di rifiuti da smaltire.</p>
<p>Le Associazioni appartenenti al “Tavolo delle Associazioni” presenteranno osservazioni puntuali al PPGR, continueranno nell’opera di informazione e di sensibilizzazione dei cittadini, chiederanno di incontrare l’Assessore Regionale all&#8217;ambiente e i Gruppi consiliari regionali e si riservano di utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla legge per far valere i diritti dei cittadini.</p>
<p>Forlì, 10 marzo 2006</p></blockquote>
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		<title>Considerazioni sul piano provinciale dei rifiuti</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2006/considerazioni-sul-piano-provinciale-dei-rifiuti/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 12:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Come già scritto, domani il piano dei rifiuti andrà in Consiglio Provinciale. Ricevo e faccio mie le considerazioni scritte da Davide Fabbri, in linea con tutte le decisioni dell&#8217;esecutivo dei Verdi (del quale faccio parte) e del consiglio Federale. Il partito, quindi, la pensa così. PIANO PROVINCIALE per la GESTIONE DEI RIFIUTI (PPGR) Analisi, proposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come già scritto, domani il piano dei rifiuti andrà in Consiglio Provinciale. Ricevo e faccio mie le considerazioni scritte da Davide Fabbri, in linea con tutte le decisioni dell&#8217;esecutivo dei Verdi (del quale faccio parte) e del consiglio Federale.</p>
<p>Il partito, quindi, la pensa così.<br />
<span id="more-548"></span></p>
<blockquote><p>PIANO PROVINCIALE per la GESTIONE DEI RIFIUTI (PPGR)</p></blockquote>
<blockquote><p>Analisi, proposte e considerazioni<br />
di Davide Fabbri<br />
dell’Esecutivo Provinciale dei Verdi</p>
<p>Il presente documento cerca di mettere in evidenza i dubbi e le perplessità sul Piano Gestione Rifiuti elaborato dall’Amministrazione Provinciale, formulando al tempo stesso proposte di merito.</p>
<p>Il Piano Provinciale non promuove un cambiamento del registro nelle politiche sui rifiuti.</p>
<p>Il Piano, valevole per il decennio 2005 – 2015, si caratterizza sui seguenti aspetti (in sintesi i contenuti e gli obiettivi di rilievo):</p>
<p>- Realizzazione immediata del mega inceneritore di Coriano di Forlì da 120.000 t/anno: riteniamo ingiustificato l’assunto della necessità di un inceneritore di tale potenzialità, che si vuole autorizzare senza neppure attendere i risultati di un più efficiente sistema di R.D.<br />
- Incremento della produzione dei rifiuti (aumento dell’1% annuo), in netto contrasto con i principi di “Agenda 21” e in direzione opposta rispetto agli obiettivi indicati nel protocollo di Kyoto<br />
- Aumento conferimento rifiuti presso inceneritori<br />
- Stabilità nei conferimenti rifiuti presso discariche<br />
- La previsione di incremento della raccolta differenziata (35,4% al 2007, 50,4% al 2009, 60% al 2014) si limita pertanto ad una dichiarazione di intenti, poiché prevalgono nel Piano da un lato politiche di forte incenerimento e di conferimento in discariche dei rifiuti, e dall’altro è carente la strategia per il perseguimento delle % previste di raccolta differenziata<br />
- Non viene fatta una valutazione attenta relativa agli aumenti degli impatti ambientali degli inceneritori per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico</p>
<p>Come si vede, nulla di nuovo sotto il sole; tale gestione dei rifiuti, basata sulle modalità di smaltimento attraverso l’incenerimento e la discarica, ignora colpevolmente che esse deprimono e rendono ancora più difficile il perseguimento di politiche di prevenzione, riduzione, riciclo e recupero dei materiali presenti nelle diverse frazioni dei rifiuti; tale politica la reputiamo inaccettabile, letteralmente tossica per la salute e per l’ambiente.</p>
<p>E pensare che una svolta delle politiche sui rifiuti sarebbe necessaria.<br />
Basta osservare i dati della raccolta differenziata nella nostra Provincia.<br />
La RD dei rifiuti nel nostro territorio provinciale sta segnando il passo.<br />
La nostra provincia – con il 22% &#8211; è ultima nella graduatoria regionale per quanto riguarda le percentuali di R.D.<br />
E’ quanto emerge dai dati raccolti dall’Autorità Regionale sui rifiuti:<br />
Reggio Emilia  42,1%<br />
Ravenna         35%<br />
Ferrara           33%<br />
Modena          32,5%<br />
Piacenza         32,2%<br />
Parma            28%<br />
Rimini            25%<br />
Bologna         24,9%<br />
Forli-Cesena   22%</p>
<p>Per i Verdi è indispensabile opporsi alla costruzione di enormi e sovradimensionati inceneritori come quello di Coriano di Forlì, che, se realizzati, metteranno in un angolo le politiche di raccolta differenziata: far prevalere l’incenerimento dei rifiuti significa contrastare nettamente le politiche di raccolta differenziata e il loro riciclo; è inammissibile e ingiustificabile sostenere che sia compatibile sviluppare elevati livelli di raccolta differenziata dei RSU e contestualmente promuovere il loro inquinante incenerimento, chiamato eufemisticamente “termovalorizzazione”.</p>
<p>Qui si vuole riconoscere:<br />
a) la incompatibilità e intrinseca contrapposizione fra riciclo e incenerimento<br />
b) l’inceneritore è fonte di pesante inquinamento dell’atmosfera:  la miscela di materie incenerite è imprevedibile e mutevole nel tempo, varia a seconda del processo di separazione, il che rende continuamente variabile e imprevedibile la composizione dei gas che escono dai camini e inefficace qualsiasi operazione di abbattimento dell’inquinamento atmosferico</p>
<p>Lo smaltimento dei rifiuti in Italia è disciplinato dal Decreto “Ronchi”; tale decreto stabilisce chiaramente che il problema dei rifiuti deve essere risolto, anche con adeguati finanziamenti, con i seguenti principali interventi (art. 4):<br />
- reimpiego e riciclaggio delle merci usate e dei rifiuti<br />
- altre forme di recupero di materia prima dai rifiuti<br />
- misure economiche e condizioni di appalto che prevedono l’impiego dei materiali recuperati dai rifiuti<br />
Per ultimo il decreto prevede la “utilizzazione dei rifiuti come combustibile per produrre energia”.<br />
Il Decreto precisa che le operazioni di gestione dei rifiuti devono far diminuire la quantità dei rifiuti destinati ad operazioni di smaltimento, cioè alle discariche e all’incenerimento.<br />
Il Piano dell’Amministrazione Provinciale non fa propri gli obiettivi principali del decreto – reimpiego, recupero, raccolta differenziata di materiali riciclabili, riciclo, riprogettazione delle merci e dei manufatti – che offrirebbero – se attuati &#8211; una grande occasione per una importante svolta tecnico-scientifica ed industriale.</p>
<p>Occorre costruire una reale alternativa ad un sistema di raccolta e smaltimento finale dei rifiuti che sta mostrando tutti i suoi limiti.</p>
<p>Si propone di:</p>
<p>· trasformare l’attuale sistema di raccolta fatto con cassonetti stradali, che ha un limite strutturale di raccolta differenziata non superiore al 30-35%, in una raccolta “porta a porta”, domiciliare, con l’eliminazione di tutti i contenitori stradali; un sistema che, ovunque applicato, ha dato risultati anche superiori al 70% di materiale inviato a riciclaggio, oltre ad indurre ad una diminuzione della produzione di rifiuti del 20%, il tutto agli stessi costi complessivi attualmente sostenuti dai cittadini della Provincia di Forli-Cesena;</p>
<p>· promuovere la riduzione dei rifiuti attraverso il compostaggio domestico, la riduzione dei beni usa e getta, specie nelle iniziative pubbliche, la definizione di accordi di programma per ridurre l’uso degli imballaggi negli esercizi commerciali, l’uso della distribuzione alla spina per detersivi e bevande, e qualsiasi altra azione che si traduca in una riduzione concreta dei rifiuti.</p>
<p>Proposte quindi, capaci di incentivare la riduzione effettiva dei rifiuti prodotti, e il deciso aumento delle quote di rifiuti avviati a riciclaggio, soluzioni che rappresentano i cardini della nuova politica di gestione dei rifiuti.</p>
<p>Le Amministrazioni dei Comuni più importanti in questo territorio (Cesena e Forlì) e l’Amministrazione Provinciale si devono riappropriare delle proprie prerogative, dando un alt al concessionario del servizio HERA spa, che finora ha preteso di far adeguare le politiche dei Comuni e della Provincia al proprio piano industriale, e di dettare le politiche ambientali e dei servizi degli Enti Locali.</p>
<p>Il Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti si è adeguato e appiattito sul piano industriale del gestore Hera spa, mirato a fare business coi rifiuti che, attraverso la distorta interpretazione del Decreto “Ronchi”, prevede la moltiplicazione dello smaltimento tramite inceneritori e una politica di raccolta finalizzata a questo obiettivo, senza alcun impegno rivolto alla qualità del servizio ed alla salvaguardia della salute dei cittadini e dell’ambiente.</p>
<p>La situazione delle politiche sui rifiuti è tale da imporre una revisione radicale degli approcci al problema fino ad ora adottati. Cosa che il piano non introduce.</p>
<p>Ricordiamo che il decreto “Ronchi”, che recepisce le più importanti direttive europee in tema di rifiuti, ha introdotto nel nostro paese un moderno sistema di gestione dei rifiuti, informato a tre principi fondamentali più volte enunciati anche nella normativa europea e italiana:<br />
- la riduzione della produzione di rifiuti, obiettivo che riveste carattere di assoluta priorità e al quale devono essere subordinati sia l’organizzazione della raccolta che il perseguimento della valorizzazione dei rifiuti prodotti;<br />
- la valorizzazione di tutte le frazioni recuperabili dei rifiuti, nei limiti della compatibilità con i vincoli di ordine tecnico, economico e ambientale esistenti;<br />
- il conferimento e la raccolta differenziata dei rifiuti (RD), sia urbani che industriali.<br />
Questi tre principi rappresentano altrettanti perni di una svolta radicale rispetto al precedente &#8211; e ancora in gran parte vigente &#8211; sistema di gestione dei rifiuti, sostanzialmente fondato sulla raccolta indifferenziata dei rifiuti sia urbani che industriali e sulla pratica dello smaltimento del rifiuto tal quale tramite incenerimento e interramento; pratica che ha di fatto portato ad una crescita pressoché continua della quantità di rifiuti prodotti, al di fuori di qualsiasi meccanismo di autoregolazione del sistema.<br />
La proposta di Piano Rifiuti non tiene doverosamente conto di questa necessaria inversione di rotta.<br />
Fino ad ora i residui della produzione e del consumo, non potendoli eliminare, sono stati nascosti (interrandoli nelle discariche) o “trasferiti” in atmosfera (mediante combustione &#8211; incenerimento), nel suolo e nelle acque come scorie e reflui, lasciando in eredità alle generazioni future il loro carico inquinante.<br />
Inoltre non si può continuare ad allontanare i rifiuti da un insediamento se non a scapito di un insediamento diverso: le lotte e le mobilitazioni contro le localizzazioni di nuovi e vecchi impianti di smaltimento dei rifiuti sono la dimostrazione che non esiste più una &#8220;terra di nessuno&#8221; dove sbarazzarsi dei propri residui.<br />
Alla base del nuovo sistema di gestione previsto dalle normative è che si deve imparare a convivere con i residui della produzione e del consumo; che, proprio per questo, devono essere gestiti innanzitutto in modo da minimizzarne la quantità e la pericolosità; in modo da facilitarne al massimo la re-immissione in nuovi cicli produttivi; quando ciò non sia possibile, in modo da consentirne la restituzione all’ambiente da cui provengono senza alterare gli equilibri dell’ecosistema in cui sono immessi e riducendo al massimo il disagio delle persone che entrano a contatto con una o più fasi del loro ciclo.</p>
<p>Nella civiltà dei consumi &#8211; e soprattutto in quella dominata dal principio dell’usa  e getta – le nostre città si sono trasformata in un enorme imbuto dove convergono merci provenienti da tutto il globo per essere &#8220;macinate&#8221; e trasformate, in un periodo sempre più breve, in rifiuti inutilizzabili.<br />
Questo meccanismo si è rivelato insostenibile sia dal punto di vista ambientale, sia, sempre più, anche dal punto di vista economico.<br />
Una gestione dei rifiuti urbani volta al recupero e alla valorizzazione dei residui del consumo può rivelarsi una leva fondamentale per imprimere una svolta alla logica dissipativa che presiede, a livello globale, al funzionamento del sistema produttivo.<br />
L&#8217;obiettivo a cui puntare – e che il Piano Provinciale trascura completamente &#8211; è rappresentato da quella che in termini tecnici si chiama &#8220;economia ad emissione zero&#8221;, vale a dire un sistema economico in cui gli input di ogni processo produttivo siano costituiti in via prioritaria dai residui del consumo o di altri processi produttivi, riducendo ai minimi termini tanto la produzione di residui non riutilizzabili, quanto la pressione sull’ambiente per estrarre risorse vergini.<br />
Anche se, allo stato attuale delle conoscenze tecniche e dell&#8217;organizzazione economica, un progetto del genere può avere solo un valore regolativo, è importante che la gestione dei rifiuti sia finalizzata non solo a massimizzare la quota dei residui sottoposta a riciclaggio, o ad altre forme di recupero, ma anche e soprattutto a individuare ed evidenziare nuove possibilità di recupero non ancora sfruttate.<br />
Questo sarà tanto più facile quanto più i consumatori e il sistema distributivo saranno messi in grado, dalle metodiche di conferimento e raccolta adottate, di analizzare meglio le caratteristiche dei propri consumi per promuovere una riduzione dei prodotti che generano rifiuti o un più facile recupero di questi ultimi.<br />
Seguendo l’ordine di priorità indicato dalla normativa europea, nazionale e regionale, il Piano Gestione Rifiuti avrebbe dovuto dare la massima priorità alle iniziative tese alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti urbani prodotti. La riduzione dei rifiuti andrebbe perseguita su due diversi piani:<br />
Azioni dirette<br />
Sono quelle che rientrano nelle competenze istituzionali degli enti locali. Tra queste:<br />
- accordi di programma &#8211; da riproporre, possibilmente, a livello provinciale  &#8211; con le associazioni dei ristoratori, dei gestori di pubblici esercizi, dei commercianti, della grande distribuzione e della distribuzione organizzata, per promuovere la riduzione degli imballaggi superflui e la sostituzione degli imballaggi a perdere con imballaggi a rendere, utilizzando protocolli di comportamento concordati e premiando i comportamenti virtuosi con un marchio di qualità ambientale assegnato da un apposito comitato, marchio che potrà essere utilizzato come strumento promozionale e tradursi anche in beneficio finanziario attraverso uno sconto sulla tariffa;<br />
- maggiore controllo sui conferimenti di rifiuti speciali e assimilabili al circuito di raccolta dei RSU da parte di piccole imprese industriali, artigiane o commerciali, anche attraverso la promozione &#8211; insieme ad altri soggetti &#8211; di servizi di raccolta di queste tipologie di rifiuti specificamente rivolte a questa categoria di utenza;</p>
<p>- promozione di un’indagine su tutte le forniture utilizzate dagli uffici e dai servizi comunali e, eventualmente anche da altre amministrazioni pubbliche o private che ne facciano richiesta, per studiare le possibilità di una loro sostituzione con prodotti che generino meno rifiuti, o rifiuti più facilmente gestibili a livello di RD e di recupero;<br />
- promozione di &#8220;ecocentri&#8221; per la raccolta, il recupero e l’eventuale re-immissione su mercati paralleli dell’usato, di una vasta tipologia di rifiuti ingombranti, o di loro componenti ancora utilizzabili;<br />
- promozione di servizi di assistenza a feste e manifestazioni pubbliche che mettano a disposizione stoviglie pluriuso evitando &#8211; contestualmente ad una sua penalizzazione in sede di tariffazione del servizio di nettezza urbana &#8211; il ricorso a stoviglie usa e getta,<br />
- promozione e incentivazione del compostaggio domestico;<br />
- campagne di educazione ambientale indirizzate alle scuole, alle associazioni professionali e volontarie, agli operatori della comunicazione, volte a diffondere una maggiore conoscenza delle origini, della destinazione finale, degli impatti ambientali e delle possibilità di recupero degli articoli di maggiore uso corrente; in modo da rendere i cittadini-utenti più responsabili nei confronti delle proprie scelte di acquisto. In questa direzione andrà valorizzata al massimo le opportunità offerte dalla RD come occasione per riflettere sui propri consumi e sui vantaggi e i costi, economici e ambientali, di ogni singolo acquisto.<br />
Azioni indirette<br />
Sono le azioni che non rientrano nelle competenze attuali degli enti locali, ma rispetto alle quali questi possono e devono assumere un ruolo attivo, di individuazione, di elaborazione, di proposta e di pressione sui centri decisionali competenti, per promuovere una riconversione del sistema produttivo in direzione di una maggiore sostenibilità:<br />
- organizzare la RD in forma sufficientemente diversificata &#8211; non solo per frazione conferita, ma anche per tipologia di utente &#8211; da mettere in grado gli enti locali  di raccogliere e sintetizzare, attraverso una consultazione con le categorie interessate &#8211; tutte le indicazioni, relative a possibili modifiche dei prodotti, degli imballaggi o delle loro modalità di distribuzione atte a ridurre le quantità di rifiuti prodotti, o a renderne più facile l’identificazione merceologica, la raccolta, il trattamento e il recupero. Questa attività dovrà diventare oggetto di una consultazione periodica con gli operatori interessati e, attraverso di essa, andranno raccolte e validate indicazioni operative da presentare agli organismi interessati: il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), i Ministeri dell’Ambiente e dell’Industria, le Associazioni di settore, gli Istituti di ricerca, ecc.<br />
- promuovere campagne di comunicazione per dissuadere sia gli operatori commerciali che la generalità dei cittadini dall’uso di prodotti che creano particolari problemi alla gestione dei rifiuti e che possono essere sostituiti da beni di utilità equivalente, ma meno problematici dal punto di vista ambientale.</p>
<p>LA RACCOLTA DIFFERENZIATA<br />
La raccolta differenziata nei Comuni della nostra Provincia è ferma al palo.<br />
I dati forniti dalla Provincia indicano una situazione abbastanza desolante per quanto riguarda la raccolta differenziata.<br />
La Provincia di Forlì-Cesena è collocata all’ultimo posto in Regione per quanto riguarda le percentuali di R.D.<br />
Siamo passati dal 10,8% nel 1997 al 22,6% nel 1999, mentre negli ultimi cinque anni è stata registrata una situazione di stabilità e di leggero calo.<br />
Si ritiene pienamente raggiungibile l’obiettivo del 35 % in peso della R.D. dei R.S.U. entro il 2006 e realistico proporre l’obiettivo del 50 % entro il 2008, 70% entro il 2009, a patto di non realizzare la nuova linea di incenerimento di rifiuti da 120.000 t/anno.<br />
Gli strumenti principali da attivare a questo fine devono essere:<br />
- una azione generale e sistematica di informazione dei cittadini e degli utenti sull’andamento della R.D. &#8211; da svilupparsi sia con campagne promozionali di pubblicità-progresso che attraverso un intenso colloquio con i media &#8211; tesa a rendere totalmente trasparente l’operazione; evidenziando pubblicamente i dati relativi ai quantitativi raccolti, alla loro qualità, ai risultati dei trattamenti a cui vengono sottoposti, ai relativi costi, alla destinazione dei materiali, ai benefici occupazionali, agli ostacoli incontrati nella loro vendita o cessione. Ciò nella convinzione che il modo migliore per motivare i cittadini-utenti a collaborare con il nuovo sistema sia quello di renderli partecipi e consapevoli dei costi, dei benefici e degli ostacoli in cui si incorre;<br />
- una modulazione delle tre principali metodiche di raccolta (porta a porta, cassonetti stradali, centri di conferimento) in funzione delle caratteristiche edilizie e urbanistiche degli insediamenti serviti, della composizione socio-professionale dell’utenza, della tipologia dei rifiuti prodotti dalle diverse categorie di operatori economici serviti, in modo da fornire al servizio di raccolta il massimo di &#8220;domiciliazione&#8221; e di &#8220;personalizzazione&#8221; possibili, anche grazie all’utilizzo di strumenti informatici di catalogazione dell’utenza e di ottimizzazione dei percorsi di raccolta;<br />
- l’adeguamento a queste esigenze delle attrezzature, della logistica, degli strumenti di governo del servizio e soprattutto della professionalità degli operatori della raccolta, in modo che il passaggio al nuovo sistema di RD nasca da motivazioni condivise dal personale e faciliti la comunicazione &#8211; al massimo livello di articolazione possibile &#8211; tra utenti e operatori del servizio.<br />
Gli enti locali si devono inoltre impegnare  per favorire o agevolare il reperimento di uno sbocco commerciale o &#8211; in mancanza di questo &#8211; ambientalmente compatibile, per tutte le frazioni dei rifiuti provenienti dalla RD o dalla selezione e dal trattamento della residua frazione indifferenziata.<br />
In particolare:<br />
- avviando le frazioni secche della RD, a imprese di stoccaggio, di selezione o impegnate nel riutilizzo diretto dei materiali raccolti. Lo sbocco per questi materiali e la remunerazione del costo aggiuntivo comportato dalla loro raccolta in forma differenziata dovrebbero essere garantiti dal CONAI, nell’ambito degli accordi di programma tra questo organismo, l’ANCI e i Ministeri dell’Ambiente e dell’Industria.<br />
- avviando la frazione organica e quella verde provenienti dalla R.D. a compostaggio, per la produzione di compost verde (di qualità certificata)<br />
- promuovendo il conferimento, la selezione e il trattamento dei rifiuti ingombranti secondo modalità che ne garantiscano il massimo recupero secondo una sequenza che preveda: valutazione dello stato del bene; restauro, riparazione e re-immissione del bene recuperabile sul mercato dell’usato; smontaggio e messa in sicurezza del bene non recuperabile; recupero e commercializzazione di componenti; selezione e compattazione dei materiali omogenei da avviare al riciclaggio.<br />
Si propone inoltre di promuovere una nuova occupazione: è una ricaduta e un beneficio importantissimo, anche se non ne costituisce l’obiettivo prioritario, dato che le finalità fondamentale delle nostre proposte sono la tutela ambientale, la riduzione degli scarti, fino al limite di un’economia a emissione zero, nel lungo periodo.<br />
Tuttavia è evidente che una gestione articolata e accurata dei diversi flussi di materiali ricavabili dai rifiuti costituisce una fonte di nuova occupazione e di eventuale nuova imprenditorialità, in larga parte a costo zero, soprattutto sul lungo periodo: vale a dire finanziabile con i risparmi realizzati abbandonando un sistema di smaltimento improntato allo spreco (inceneritori e discariche), ambientalmente dannoso e, alla lunga, anche molto costoso. Le nuove opportunità occupazionali possono intervenire:<br />
- nella fase della raccolta, soprattutto nella raccolta porta-a-porta e nella gestione degli eco-centri:<br />
- nella selezione, nel restauro e nella commercializzazione di beni durevoli ancora utilizzabili, sottratti al flusso dei rifiuti;<br />
- nelle fasi dello stoccaggio, della selezione e del trattamento delle frazioni tradizionali (o secche) dei RSU (vetro, carta, plastica, legno, metalli), che richiederanno un sicuro aumento di capacità, ma, verosimilmente, anche soluzioni più sofisticate di selezione e commercializzazione;<br />
- nella fase dello smontaggio, della messa in sicurezza e del recupero di componenti dei beni durevoli (a partire dagli autoveicoli e dagli elettrodomestici);<br />
- nelle attività di ricerca&amp;sviluppo, sia tecnica che economica, di nuovi processi, nuovi prodotti e nuovi mercati per i materiali riciclati;<br />
- nelle attività di comunicazione, educazione e informazione, che sono una componente essenziale di tutto un nuovo modello di gestione dei rifiuti;<br />
- nel supporto al governo complessivo del ciclo, che è una vera e propria attività di pianificazione e che richiede l’attivazione di numerose professionalità qualificate.</p>
<p>Cesena, 3 febbraio 2006</p>
<p>Davide Fabbri<br />
Consigliere comunale dei Verdi di Cesena (FC)<br />
Componente Esecutivo Provinciale dei Verdi di Forlì-Cesena<br />
Tel 0547.600294 – 333.1296915<br />
e-mail: davide.fa@virgilio.it</p></blockquote>
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		<title>Parte la programmazione di eventi al nuovo MEGAforlì</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 08:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì]]></category>

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		<description><![CDATA[28-29 GENNAIO: PARTE LA PROGRAMMAZIONE DI EVENTI AL NUOVO MEGAFORLÌ Dopo l’apertura (26 gennaio, dalle 9 alle 22), a partire dal 28 gennaio il MEGAforlì lancia la programmazione di eventi che caratterizzerà il centro. Innanzitutto, sabato 28 alle 18, la presentazione del nuovo romanzo di Nevio Galeati Improvvisazioni per chitarra e batteria (Foschi Editore, 2005) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>28-29 GENNAIO: PARTE LA PROGRAMMAZIONE DI EVENTI AL NUOVO MEGAFORLÌ</p>
<p>Dopo l’apertura (26 gennaio, dalle 9 alle 22), a partire dal 28 gennaio il MEGAforlì lancia la programmazione di eventi che caratterizzerà il centro.</p>
<p>Innanzitutto, sabato 28 alle 18, la presentazione del nuovo romanzo di Nevio Galeati Improvvisazioni per chitarra e batteria (Foschi Editore, 2005) di cui l’autore discuterà insieme a Eraldo Baldini.</p>
<p>Contemporaneamente, dalle 18 alle 19, le Winx, le sei fatine trendy dell’omonimo cartone animato (Winx Club) diventato ormai un successo internazionale, in occasione del loro tour Winx Power Show, incontrano i fans al centro di MEGAforlì, davanti alla sede di Biglietti&amp;Biglietti.</p>
<p>Infine, domenica 29 alle 17, la presentazione della mostra di illustratori per editoria “Quattordici matite per una fantasia”, con le illustrazioni dei libri di Stefano Bordiglioni &#8211; che intratterrà il pubblico.</p>
<p>Segue il programma.<br />
<span id="more-537"></span><br />
PROGRAMMA</p>
<p><strong>Sabato 28 gennaio, ore 18 – Eraldo Baldini e Nevio Galeati discutono di Improvvisazioni per chitarra e batteria (Foschi Editore, 2005), di Nevio Galeati. </strong></p>
<p>La musica è spesso strumento unificante e pacificatore, ma in questo nuovo romanzo di Nevio Galeati (Foschi Editore, novembre 2005, pp. 240, € 11,9) la musica diventa il link che congiunge le culture: strumento primario di integrazione. </p>
<p>Improvvisazioni per chitarra e batteria è, infatti, un giallo dai risvolti umani profondi e attuali, un testo nel cui intreccio si mescolano pregiudizi e solidarietà, omicidi e arguzie investigative, misteri e svelamenti. </p>
<p>A sciogliere l’intricato caso è chiamato Luca Corsini, investigatore privato, affiancato dal capo della Squadra mobile di Ravenna, Michele D’Arcangelo, seriamente impegnato a tenere a bada, oltre alla criminalità urbana, anche la propria gastrite. I due devono interpretare alcuni episodi di razzismo molto insoliti nell’ospitale Romagna in cui, in un’atmosfera fangosa e avvolta dal gelo, alcuni extracomunitari di origini africane ricevono minacce per posta, subiscono l’incendio del tugurio in cui vivono e si trovano in pericolo di vita… Con un effetto domino tutte queste circostanze, grazie all’intelligenza dei Nostri, porteranno allo scioglimento dell’intreccio e alla “improvvisata” riconciliazione culturale.</p>
<p>Fra le grandi qualità dell’autore, Nevio Galeati, c’è lo stile sobrio e veloce con frequenti cambi dalla 1° alla 3° persona e intelligenti invenzioni linguistiche.</p>
<p>[…] D’Arcangelo decise che l’Anacidol era meglio del toscano. Glielo aveva consigliato un amico: Luca Corsini, il rompiscatole con l’assurda idea di lavorare come investigatore privato […] Chissà dove stava combinando guai quella mattina… </p>
<p>Avevo il naso freddo perché, nonostante tutto, mi ostinavo a dormire con le finestre socchiuse anche in pieno inverno […]</p>
<p>L’autore ha pubblicato, a partire dal 1983, alcuni racconti gialli a puntate sia su &#8220;L&#8217;Unità&#8221; sia su &#8220;Il Resto del Carlino&#8221;. Nel 1996 ha dato alle stampe la raccolta Il contrabbandiere duro come un sasso (Ed. Cooperativa Libraria e d&#8217;Informazione); nel 1999, il romanzo Telefonate e birra, d&#8217;autunno (I Fiori Blu); nel 2001 la raccolta di racconti Otto alla rovescia (Allori Edizioni). Nel 2004 il suo racconto Adriatica è stato pubblicato nella raccolta Oltre la nebbia curata da Eraldo Baldini (Foschi Editore); mentre nel 2005 un altro raccolto, Antenati, è uscito su “Delitti di Carta”, rivista storica di letteratura gialla curata da Renzo Cremante e Loriano Macchiavelli.</p>
<p><strong>Sabato 28 gennaio, ore 18-19- Le Winx incontrano i fans nel nuovo MEGAforlì.</strong></p>
<p>In occasione della data di Cesena del 12 febbraio 2006 del loro tour Winx Power Show, le Winx incontrano i loro fans. Le sei fatine trendy, divenute famosissime grazie all’omonimo cartoon Winx Club, firmeranno gli autografi a tutti i loro fans che interverranno. Questo incontro speciale si terrà davanti alla nuova sede di Biglietti&amp;Biglietti, al centro di MEGAforlì.</p>
<p>Durante quest’ora, sarà possibile acquistare i biglietti per lo spettacolo, che si terrà domenica 12 febbraio alle ore 17,00 presso il Nuovo Teatro Carisport di Cesena, con uno sconto del 15%.</p>
<p><strong>Domenica 29 gennaio, ore 17 &#8211;  “Quattordici matite per una fantasia”: inaugurazione della mostra di illustratori per ragazzi con spettacolo dello scrittore Stefano Bordiglioni.</strong></p>
<p>Stefano Bordiglioni lavora come insegnante in una scuola elementare di Forlì. È laureato in pedagogia a Bologna, con una tesi sperimentale sulla creatività infantile. Da qualche anno, per una serie di fortunate combinazioni, ha iniziato a scrivere favole, racconti e storie per ragazzi. Nell’arco di pochi anni (1996-2005), molte di queste sono state pubblicate da Einaudi Ragazzi, Einaudi Scuola, E.Elle, Emme ed altri editori di narrativa per l&#8217;infanzia. Con le sue pubblicazioni o con racconti ha vinto in questi anni diversi premi letterari e concorsi, fra i quali il premio intitolato a “Gianni Rodari”, il premio “Hans Christian Andersen-Baia delle Favole” ed il premio “Colette Rosselle” della fondazione Bassi Montanelli di Fucecchio. Ha anche prodotto, in collaborazione con alcune colleghe, due libri di lettura per la scuola elementare (3a-4a-5a) ed un libro per le vacanze dalla prima alla quinta. Ha scritto anche per il teatro: per la compagnia del teatro dell’arca di Forlì ha sceneggiato la “Guerra alla grande melanzana” (per la regia di Franco Palmieri), nel 1998 per il teatro per ragazzi. Per la televisione ha scritto i testi della trasmissione  ZONA FRANKA, un gioco interattivo per ragazzi in onda al pomeriggio su RAI 3 dall&#8217;ottobre 2000 al giugno 2002.</p>
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		<title>Inquinamento atmosferico e polveri sottili: la qualità dell&#8217;aria nella Provincia FC</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2005 14:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[LUNEDÌ 12 DICEMBRE 2005 alle ORE 21.00 in PIAZZA G. B. MORGAGNI, 9 a FORLI’ (presso la Sala del Consiglio Provinciale) Arpa in collaborazione con: Amministrazione Provinciale, AUSL di Forlì ed il C.E.A. “La Cócla “, nell’ambito degli incontri InformAzione Ambiente, organizza una serata sul tema “INQUINAMENTO ATMOSFERICO E POLVERI SOTTILI, LA QUALITA’ DELL’ARIA NELLA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LUNEDÌ  12 DICEMBRE 2005  alle ORE 21.00 in PIAZZA  G. B. MORGAGNI, 9 a FORLI’<br />
(presso la Sala del Consiglio Provinciale) </p>
<p>Arpa  in collaborazione con: Amministrazione Provinciale, AUSL di Forlì ed il C.E.A. “La Cócla “, nell’ambito degli incontri InformAzione Ambiente, organizza una serata sul tema<br />
 “INQUINAMENTO ATMOSFERICO E POLVERI SOTTILI, LA QUALITA’ DELL’ARIA NELLA PROVINCIA DI FORLI’-CESENA”</p>
<p>Saranno presenti all’iniziativa<br />
l’Ass. alla Qualificaz. e  Sviluppo Ambientale   Dott. Roberto Riguzzi<br />
il Direttore della Sezione Arpa  Forlì &#8211; Cesena   Dott. Franco Scarponi<br />
<span id="more-496"></span><br />
relazioneranno:<br />
Dott.ssa Carla Nizzoli<br />
Inquinamento atmosferico<br />
(Dirigente Arpa Forlì-Cesena)</p>
<p>Dott. Andrea Mecati<br />
La nuova rete di monitoraggio<br />
(Dirigente Arpa Forlì-Cesena)</p>
<p>Dott.ssa. Morena Cantarelli<br />
Evidenza di effetti sulla salute provocati dall’inquinamento atmosferico<br />
(Dirigente Medico Dipartimento Sanità Pubblica Ausl Forlì)</p>
<p>Dott. Cristian Silvestroni<br />
Strategie per il risanamento<br />
(Servizio Ambiente e Sicurezza del Territorio Provincia Forlì-Cesena)</p>
<p>Nell’occasione verrà distribuita la pubblicazione:<br />
“Air book  La qualità dell’aria nella Provincia di Forlì-Cesena  Report  2002- 2003- 2004” </p>
<p>Seguirà un dibattito con gli intervenuti.</p>
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		<title>Inceneritore: prossimi appuntamenti</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2005 20:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Inceneritori]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[In materia di rifiuti alle porte si affacciano diversi appuntamenti che coinvolgeranno nel dibattito la città e i cittadini, quanto mai attenti alla questione e sensibilizzati da una informazione diffusa e puntuale. Questo l&#8217;elenco degli appuntamenti, ai quali parteciperanno anche esponenti importanti delle amministrazioni: * Assemblea pubblica nella Circoscrizione n. 3 alla sala del Foro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In materia di rifiuti alle porte si affacciano diversi appuntamenti che coinvolgeranno nel dibattito la città  e i cittadini, quanto mai attenti alla questione e sensibilizzati da una informazione diffusa e puntuale.<br />
Questo l&#8217;elenco degli appuntamenti, ai quali parteciperanno anche esponenti importanti delle amministrazioni:</p>
<p>*       Assemblea  pubblica nella Circoscrizione n. 3 alla sala del Foro Boario mercoledì 16 novembre alle ore 21,00<br />
*       Assemblea  pubblica nella Circoscrizione n. 1 alla sala del centro anziani via Nullo, 25,  giovedì 17 novembre alle ore 21,00<br />
*       Un pubblico incontro alla Sala Zambelli della Camera di Commercio alle 21 di lunedì 21  novembre indetto dalle ACLI cittadine, interverranno il Presidente della Provincia Bulbi, il Sindaco di Forlì Masini , l&#8217;Onorevole Sedioli, moderatore Pierantonio Zavatti.<br />
*       Assemblea  pubblica nella Circoscrizione n. 5 al pattinodromo comunale via Ribolle martedì 22 novembre alle ore 21,00<br />
*       Assemblea  pubblica nella Circoscrizione n. 2 alla sala della Circoscrizione via Sillaro 42 alla Cava mercoledì 23 novembre alle ore 20,30,<br />
*       La seconda commissione comunale con audizione dei medici e scienziati che hanno sottoscritto un documento critico e dettagliato, giovedì 24 novembre ore 16 (data ed orario da confermare)<br />
*       Assemblea  pubblica nella Circoscrizione n. 4 al Teatro Novelli presso la parrocchia Santa Rita nel Quartiere Ronco lunedì 28 novembre alle ore 21,00;</p>
<p>Agli incontri nelle Circoscrizioni saranno presenti il Sindaco di Forlì Nadia Masini, l&#8217;Assessore alla qualità ambientale Palmiro  Capacci, l&#8217;Assessore alle politiche di welfare Loretta Bertozzi, rappresentanti di Provincia, ARPA, HERA e AUSL.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Articolo:Influenza aviaria: pandemia, business o entrambi?</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2005/articoloinfluenza-aviaria-pandemia-business-o-entrambi-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2005 13:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[In uno degli ultimi numeri di Schegge abbiamo parlato di rischio e di percezione del rischio. Dicevamo, ancora lontani dall’allarme di questi ultimi giorni, che le persone si preoccupano per quello che vedono, e solitamente osservano con maggiore attenzione quello che viene fatto loro notare. L’influenza aviaria ci fornisce, purtroppo, una ulteriore possibilità di riflettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.alessandroronchi.net/files/h5n1.jpg' alt="h5n1 Articolo:Influenza aviaria: pandemia, business o entrambi?"  title="foto Articolo:Influenza aviaria: pandemia, business o entrambi? " />In uno degli ultimi numeri di Schegge abbiamo parlato di rischio e di percezione del rischio. Dicevamo, ancora lontani dall’allarme di questi ultimi giorni, che le persone si preoccupano per quello che vedono, e solitamente osservano con maggiore attenzione quello che viene fatto loro notare.<br />
L’influenza aviaria ci fornisce, purtroppo, una ulteriore possibilità di riflettere sulle differenze tra la visibilità di un problema e la sua reale consistenza.<span id="more-1578"></span></p>
<p>I media, d’altra parte, non forniscono un quadro serio della situazione e delle cause che potrebbero scatenare una vera e propria diffusione nell’uomo.<br />
Nei giorni scorsi, infatti, è passata l’informazione errata che per emarginare i rischi della diffusione dell’aviaria è stato introdotto l’obbligo di etichettatura delle carni. In realtà questa nuova regolamentazione ha avuto una gestazione molto più lunga, che deriva non tanto dagli attuali allarmismi, piuttosto dai vantaggi economici che ne derivano per le produzioni locali.<br />
Quella che è una scelta del tutto condivisibile e che se verrà introdotta nella maniera adeguata permetterà una maggiore consapevolezza sulla provenienza del cibo è diventata una pubblicità negativa per le carni avicole.<br />
Quando leggiamo un articolo, dobbiamo sempre chiederci qual’è lo scopo di chi scrive, su quale lato pende tra il fare informazione e la necessità di vendere un prodotto.<br />
Se il prodotto è indipendente dalla qualità dell’informazione, spesso il bisogno di portare a casa uno stipendio prevarica l’etica del comunicatore, e di certo vende di più un falso allarmismo rispetto ad una analisi seria e pacata.</p>
<p>Tornando all’influenza aviaria, bisogna essere consapevoli del fatto che per passare dagli uccelli acquatici, i principali portatori del virus influenzale, all’uomo serve un passaggio intermedio, rappresentato dagli allevamenti dei maiali. In una intervista che ho pubblicato sul mio podcast CopiaCarbone.org∞ Mauro Delogu, ricercatore del Dipartimento Sanità Pubblica Veterinaria e Patologia Animale dell’Università di Bologna, ci fornisce qualche informazione in più di quelle che ci passano i telegiornali.<br />
Spiega, ad esempio, che si può parlare di pandemia solo quando il virus riesce a mutare ed ad adattarsi particolarmente bene all’uomo, con la possibilità di trasmissione diretta da individuo ad individuo, ed acquisire la possibilità di uccidere le persone, che non possiedono gli anticorpi adatti a difendersi a questa nuova minaccia.<br />
La minaccia di una nuova pandemia non avviene solamente attraverso l’adattamento dei virus animali, ma può anche arrivare dalla mutazione spontanee di virus già presenti nella popolazione umana: attenzione, quindi, all’uso di questo termine.<br />
Mentre ci preoccupiamo troppo di evitare di mangiare la carne di pollo, assolutamente innocua perché sterilizzata, esageriamo nell’acquisto e nell’uso degli antivirali sull’uomo e negli allevamenti, esponendoci a grossi rischi a causa dell’adattamento dei virus alle contromisure preventive.<br />
Questo ovviamente non significa che gli allevamenti intensivi non producano problemi ambientali ed etici, dal momento che gli animali vivono in spazi inferiori ad un foglio A4, ma dal punto di vista della diffusione del virus sono ragionevolmente sicuri.</p>
<p>I produttori dei farmaci e dei vaccini hanno brevettato i loro prodotti, e questo è un altro problema che dovremo affrontare. Se esiste veramente una soluzione al problema, la vendita a costi elevati da parte delle case farmaceutiche dividerà la popolazione mondiale in due grosse classi: chi può permettersi la sicurezza e chi invece non ha i soldi necessari per farlo.<br />
E’ eticamente giusto?<br />
La ricerca privata non è l’unica strada per arrivare ai vaccini, e certamente un governo o una organizzazione sovranazionale avrebbe la capacità ed il dovere di risolvere il problema in maniera tale da garantire un vaccino che sia di pubblico dominio.</p>
<p>Quando una multinazionale può trarre profitto da uno svantaggio diffuso nella popolazione, la nostra preoccupazione dovrebbe accentuarsi notevolmente, nonostante la quasi assoluta mancanza di informazione. Abbiamo già assaggiato più volte le cause del conflitto di interessi tra le major e la popolazione, per esempio nei paesi nei quali è stata privatizzata l’acqua potabile: la gente che ha sete non può permettersi di evitare di acquistare l’acqua per sopravvivere, ed è costretta a pagare più del valore del bene per farlo.</p>
<p>Se qualcuno può trarre grossi vantaggi economici dalla diffusione della pandemia, chi ci assicura che questa non verrà provocata appositamente?</p>
<p>Siamo capaci di inventarci malattie immaginarie, come è accaduto in America con l’ADHD (“Malattia da deficienza di attenzione e iperattività”) che si “cura” con il Metalfenidato (Ritalin) e che crea una dipendenza che spesso sfocia nell’abuso di cocaina, dubito fortemente che eviteremo per questioni etico-morali di favorire la diffusione di un virus dalle potenzialità economiche ancora maggiori.</p>
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		<title>Il programma di Pecoraro per le primarie</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2005 23:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[I verdi di Forlì sostengono ed invitano a votare il presidente Alfonso Pecoraro Scanio alle primarie del 16 ottobre affinché le tematiche e le istanze ambientaliste siano rappresentate adeguatamente all&#8217;interno del programma dell&#8217;Unione. Potete trovare ogni informazione sul presidente nazionale dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio e sulla sua candidatura, al sito www.pecoraroprimarie.it. Pecoraro Scanio si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I verdi di Forlì sostengono ed invitano a votare il presidente Alfonso Pecoraro Scanio alle primarie del 16 ottobre affinché le tematiche e le istanze ambientaliste siano rappresentate adeguatamente all&#8217;interno del programma dell&#8217;Unione.</p>
<p>Potete trovare ogni informazione sul presidente nazionale dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio e sulla sua candidatura, al sito <a href="http://www.pecoraroprimarie.it" class="broken_link" rel="nofollow">www.pecoraroprimarie.it</a>. </p>
<p>Pecoraro Scanio si candita a rappresentare nell&#8217;Unione 13 priorità programmatiche, allegate a questo articolo.<br />
<span id="more-419"></span><br />
            <strong>PIU&#8217; AMBIENTE, PACE, DIRITTI E SOLIDARIETA&#8217; NELL&#8217;UNIONE</strong></p>
<p>                    1.. Difendere la Costituzione. Più democrazia e partecipazione.<br />
                    2.. Pace e democrazia. Riforma dell&#8217;Onu, cooperazione internazionale, disarmo e nonviolenza, lotta alle povertà. Globalizzare i diritti.<br />
                    3.. Riforma economica e fiscale per l&#8217;innovazione, la sostenibilità e la solidarietà. Reddito sociale di cittadinanza e lotta al precariato. Riconoscere le nuove professioni.<br />
                    4.. Donne e giovani. Mezzogiorno. Aree interne e montane, piccoli comuni: opportunità per il rilancio economico e sociale dell&#8217;Italia.<br />
                    5.. Nuovo piano per infrastrutture davvero utili e rilancio della mobilità sostenibile. Riforma della politica energetica e dei rifiuti.<br />
                    6.. Legge urbanistica nazionale. Beni comuni. Recupero e tutela del patrimonio artistico e storico.<br />
                    7.. Agricoltura, artigianato, piccole imprese, turismo e cultura: settori su cui investire davvero.<br />
                    8.. Per un&#8217;informazione libera. Il pluralismo culturale e tematico. Internet e software libero.<br />
                    9.. Diritto alla salute. Per tutti. Benessere e promozione dello sport.<br />
                    10.. Uno stato laico garante dei diritti di tutti. Difesa della scuola pubblica. Pacs.<br />
                    11.. Giustizia, legalità e sicurezza. Ecologia della politica e trasparenza nella Pubblica amministrazione. Diritti dei consumatori.<br />
                    12.. Immigrazione e cittadinanza. Riforma del welfare. Politiche di tolleranza, lotta all&#8217;emarginazione e al disagio.<br />
                    13.. Tutela della biodiversità e diritti per i nostri amici animali.</p>
<p>Le 13 Priorità programmatiche del candidato Pecoraro Scanio per l&#8217;Unione, all&#8217;interno del <a href="http://www.alessandroronchi.net/forli/index.php/archives/2005/10/05/progetto-per-litalia-i-principi-e-le-azioni-dellunione/">Progetto per l&#8217;Italia: I principi e le azioni dell&#8217;Unione</a><br />
<strong>Premessa</strong></p>
<p>Futuro. Una parola semplice che oggi più che mai suscita due sensazioni contrastanti: speranza e preoccupazione. Vogliamo restituire speranza e fiducia ad una società che è costretta, per scelte sbagliate, a guardare al proprio futuro con preoccupazione.</p>
<p>Mai come in questi ultimi anni sono stati messi in crisi valori che erano considerati il fondamento del vivere civile e della convivenza. Gli interessi privati, e spesso l’affarismo, hanno sopraffatto gli interessi pubblici e una miriade di nuove norme hanno minato la certezza del diritto e di un diritto uguale per tutti.</p>
<p>I Verdi, le realtà arcobaleno e i tanti comitati di cittadini mobilitati per queste primarie ritengono che nel nostro Paese occorra ripartire da quei valori e propongono l’ambiente e la solidarietà come chiavi per indirizzare le nuove scelte che dovranno essere compiute.</p>
<p>L’ambiente, quindi, non come ambito tematico isolato ma come riferimento trasversale per indirizzare le politiche economiche, l’innovazione, la gestione del territorio, i nuovi diritti e i nuovi doveri, la promozione di nuova cultura e sensibilità, di un rispetto che possa portare alla convivenza pacifica dei popoli. La solidarietà deve saper mettere al centro l’altruismo come valore. La solidarietà è la scelta strategica capace di guidare i rapporti tra le persone, gli stati, il Nord e il Sud del mondo.</p>
<p>Abbiamo visto come dietro la guerra si nascondano formidabili interessi economici legati allo sfruttamento delle risorse naturali. E’ chiaro a tutti come la povertà di molti paesi del mondo sia legata a scelte economiche globali che mirano a mantenere nelle mani di pochi risorse naturali che invece dovrebbero essere accessibili a tutti.</p>
<p>L’immigrazione, per esempio, è innanzi tutto fuga da questa povertà. E noi, paesi sviluppati grazie anche allo sfruttamento di risorse naturali non nostre, abbiamo la responsabilità di dare risposte serie e concrete di solidarietà.</p>
<p>La corretta gestione delle risorse naturali e la solidarietà, dunque, sono le chiavi su cui si gioca il futuro del mondo in termini di pace o guerra, di convivenza o conflitto, di ricchezza di pochi o benessere di molti, di povertà diffusa o dignità di vita. Offrono modalità più efficienti di produrre e soddisfare i bisogni di tutti, limitando i consumi di risorse non inesauribili; di arginare gli sconvolgimenti di sistemi e cicli naturali causati da forme di inquinamento che si trasformano sempre più spesso in catastrofi e malattie.</p>
<p>L’ambiente in Italia ha incredibili potenzialità che la politica sino ad oggi non ha saputo cogliere. La bellezza e le risorse del nostro paese, sopravvissute a speculazioni e scempi, rappresentano il punto da cui partire. Questo significa operare su due fronti: preservare questi beni, naturali ed artistici, che rappresentano intrinsecamente il nostro essere, valorizzarli in modo corretto, senza snaturarli, quale volano di uno sviluppo diffuso che recuperi e promuova in termini di qualità tradizioni, prodotti, forme di ospitalità, restauri ed interventi di recupero. Ma questo certamente non basta. E’ essenziale coniugare il recupero con l’innovazione. In Italia, infatti, l’innovazione, tecnologica ma non solo, in troppi settori è rimasta arretrata.</p>
<p>L’unione, quindi, di qualità ed innovazione sono alla base dell’unica credibile ipotesi di rilancio economico del nostro paese. Nell’industria come nell’agricoltura la sfida ai nuovi mercati non potrà mai essere vincente se basata solo su parametri legati ai costi di produzione, ma deve appunto imporre parametri di qualità e innovazione che proprio nella chiave “ambiente” trovano la loro principale ragione d’essere.</p>
<p>L’Italia ha il dovere di tutelare i propri tesori anche al di là della risorsa che questi rappresentano. Proteggerli perché il nostro patrimonio artistico è davvero un patrimonio di tutta l’umanità, proteggerli perché la diversità biologica che caratterizza il nostro patrimonio naturalistico è la più importante d’Europa ed è strettamente connessa alla qualità della vita di tutti. Sui beni artistici e naturali si è tentato di fare mercimonio e i beni dello Stato, il demanio, le aree protette sono stati messi a rischio da tentativi di vendita, di sfruttamento improprio. Si è perso il senso del valore della tutela, quale garanzia della conservazione di uno straordinario patrimonio collettivo che si è voluto vedere solo in funzione delle sua potenziale capacità di “fare cassa”.</p>
<p>Questa dissennata scelta, insieme alla politica dei condoni edilizi, delle sanatorie paesaggistiche, del rilancio dell’edilizia senza regole e pianificazione, delle grandi infrastrutture cosiddette pubbliche, ha aggravato lo stato di sofferenza e di crisi inteso come territorio, paesaggio, centri storici, borghi antichi, boschi, coste, fiumi e montagne e ha provocato un enorme spreco di denaro pubblico senza alcun beneficio per i cittadini.</p>
<p>Chiediamo di ripensare le politiche di gestione del territorio, dei beni culturali e naturali. Proponiamo di superare la logica delle megaopere pubbliche e di riaffermare quella della manutenzione ordinaria e straordinaria di cui questo paese ha bisogno. Un grande progetto, quindi, per realizzare interventi calibrati e legati al territorio in cui si inseriscono, funzionali alle esigenze reali e concreti della gente, dai trasporti pubblici agli acquedotti; dal consolidamento degli edifici nelle aree a rischio sismico e la messa in sicurezza delle aree dissestate ad un piano di recupero e ricostruzione in bioedilizia per le periferie e le aree degradate. Creando così occupazione e una risposta all’emergenza abitativa.</p>
<p>Chiediamo di immaginare uno sviluppo che non sia semplicemente sinonimo di crescita. Uno sviluppo nella direzione di una maggiore qualità della vita slegato dalla crescita scriteriata di consumi, di territorio occupato, di rifiuti prodotti. Uno sviluppo dove l’ ambiente dia all’economia anche parametri diversi rispetto a quelli del solo prodotto interno lordo, che offra la possibilità il dare un valore reale e tangibile ai beni naturali, siano essi l’acqua che consumiamo, l’aria che respiriamo, il suolo che usiamo o le risorse che importiamo.</p>
<p>Chiediamo che i principi di solidarietà e di rispetto per la dignità delle persone siano al centro dell’agire politico. L’obiettivo è quello di un benessere fisico, psichico ed economico in cui siano effettivamente garantiti a tutti il diritto alla vita, all’istruzione, alla casa, ad un lavoro stabile, ad un reddito dignitoso, alla salute e alla sicurezza. Anche sul piano internazionale l’azione di governo deve guardare alla promozione dei diritti della persona, dei principi democratici e di giustizia sociale. In particolare, è necessario che il governo sia protagonista di una campagna internazionale per l’abolizione della pena di morte, per la piena ed effettiva applicazione della Carta dei diritti dell’uomo e delle altre convenzioni internazionali a tutela delle persone.<br />
Perché questo sia possibile occorre riacquistare fiducia nelle istituzioni, riaffermare l’importanza del rispetto delle leggi come presupposto di convivenza, ridare all’educazione la capacità di far conoscere il valore delle cose comuni e di come la vita degli uomini sia inscindibilmente legata a tutta la vita del pianeta.</p>
<p>Occorre riaffermare quel senso di partecipazione alla cosa pubblica che responsabilizzi tutti e renda tutti partecipi, ridare protagonismo alle forme di aggregazione capaci di esprimere progetti comuni, di sostenere azioni affinché nessuno possa sentirsi escluso.</p>
<p>Ci poniamo l’obiettivo di dare un segno di discontinuità non solo rispetto a ciò che ha caratterizzato quest’ultima disastrosa legislatura, ma anche rispetto alla tradizionale cultura economica e industriale che rischia di riproporre, anche nella coalizione di centrosinistra, scelte sbagliate.</p>
<p><strong>1) Difendere la Costituzione. Più democrazia e partecipazione.</strong></p>
<p>Attuare le riforme necessarie per garantire un vero federalismo, valorizzando la centralità degli enti locali nel rispetto del principio di sussidiarietà. No alla devolution. Riconoscimento della tutela dell’ambiente tra i diritti costituzionali. Bilancio e urbanistica partecipati. Voto alle elezioni amministrative per gli immigrati e nuova legge sulla cittadinanza. Riformare l’istituto referendario per restituire valore alla partecipazione popolare.</p>
<p><strong>2) Pace e democrazia. Riforma dell’Onu, cooperazione internazionale, disarmo e nonviolenza, lotta alle povertà. Globalizzare i diritti.</strong></p>
<p>Ritirare immediatamente le truppe italiane dall’Iraq. Avviare la riduzione delle spese militari nel corso della prossima legislatura e destinare i fondi risparmiati alla cooperazione internazionale, alla costituzione di corpi civili di pace, al potenziamento delle nostre forze di polizia e dell’intelligence internazionale per la lotta al terrorismo. Riformare l’Onu e il Wto per perseguire una politica di pace attraverso la lotta a povertà e ingiustizie, estendendo diritti e tutele. Introduzione della Tobin Tax. Ripristinare i vincoli previsti dalla L.185/90 sull’importazione ed esportazione delle armi. Cancellare il debito dei paesi poveri. Sostenere il commercio equo e solidale con incentivi fiscali ed eliminando i dazi all’importazione per questi prodotti. Liberare il nostro paese dal nucleare militare.</p>
<p><strong>3) Riforma economica e fiscale per l’innovazione, la sostenibilità e la solidarietà. Reddito sociale di cittadinanza e lotta al precariato. Riconoscere le nuove professioni.</strong></p>
<p>Perseguire l’equità fiscale, reintroducendo le tasse di successione per i grandi patrimoni, tassando adeguatamente le transazioni finanziarie e le speculazioni. Lotta all’evasione. Ridurre il carico fiscale sul lavoro, le nuove attività e i professionisti. Pensioni sicure e dignitose. Introdurre il reddito sociale di cittadinanza. Lotta al precariato: estendere diritti e tutele a tutti i lavoratori. Cancellare le norme che istituzionalizzano la precarietà. Promuovere l’occupazione anche con piani di sostegno dell’industria per innovazione e ambiente puntando alla produzione di beni destinati al miglioramento della qualità della vita. Piano di riqualificazione edilizia delle periferie e delle aree degradate con uso di tecnologie avanzate e bioedilizia. Riconoscere le nuove professioni e riformare gli ordini. </p>
<p><strong>4) Donne e giovani. Mezzogiorno. Aree interne e montane, piccoli comuni: opportunità per il rilancio economico e sociale dell’Italia.</strong></p>
<p>Le donne e i giovani sono tenuti ai margini delle responsabilità decisionali. Servono misure concrete di sostegno all’imprenditoria giovanile e femminile. Atti di governo per aumentare la partecipazione alla vita economica e istituzionale. Il rilancio del Sud è un dovere e un’opportunità per tutto il paese. Iniziative per rimuovere gli ostacoli legali e illegali allo sviluppo del mezzogiorno. Garantire al Sud parità di condizioni bancarie e assicurative con il resto d’Italia. Rilanciare e riqualificare l’azione a favore dell’imprenditorialità giovanile, a partire dal prestito d’onore e l’I.G. Diffondere modelli di turismo sostenibile, come l’agriturismo e il turismo rurale di qualità.</p>
<p><strong>5) Nuovo piano per infrastrutture davvero utili e rilancio della mobilità sostenibile. Riforma della politica energetica e dei rifiuti.</strong></p>
<p>Nuovo Piano delle infrastrutture utili. Cancellare i devastanti progetti avviati dal governo di centrodestra a partire dal Ponte sullo Stretto di Messina, il MoSE di Venezia, la TAV in Valsusa e l’autostrada della Maremma, utilizzando le risorse per il potenziamento delle reti ferroviari e le vie del mare (cabotaggio), nonché il completamento delle reti idriche. Incentivare il trasporto pubblico nelle città, estendere le aree verdi e le piste ciclabili. Attuare una riforma dell’energia incentrata su risparmio ed efficienza, la produzione diffusa da fonti rinnovabili a partire dal solare per evitare il ricorso al carbone. Attuare la tariffa dei rifiuti, avviare la separazione tra materia organica e secca ed incentivare la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio per superare il ricorso agli inceneritori. Realizzare piani antirumore per il traffico aereo e stradale.</p>
<p><strong>6) Legge urbanistica nazionale. Beni comuni. Recupero e tutela del patrimonio artistico e storico.</strong></p>
<p>Difendere i beni comuni a partire dal no alla privatizzazione dell’acqua. Varare la Legge urbanistica nazionale per promuovere un corretto assetto del territorio e vietare definitivamente i condoni edilizi. Attuare un piano nazionale per la tutela del mare dei fiumi e delle coste. Investire nel recupero e nella tutela del patrimonio artistico, storico ed archeologico del paese. Abolire la Patrimonio spa. Varare un piano nazionale contro l’elettrosmog.</p>
<p><strong>7) Agricoltura, artigianato, piccole imprese, turismo e cultura: settori su cui investire davvero.</strong></p>
<p>Sostenere e promuovere l’agricoltura biologica, tipica e di qualità con attenzione anche al settore della pesca. Riconoscere al mondo agricolo il ruolo di presidio territoriale. Impedire la diffusione degli Ogm. Garantire la sicurezza alimentare. Norme di garanzia per i consumatori: etichette e filiere. Sostenere e difendere le piccole imprese, quelle artigianali, la nascita e lo sviluppo di cooperative, in particolare sociali, e il noprofit. Puntare sul turismo di qualità ecocompatibile. Valorizzazione e tutela delle tradizioni enogastronomiche italiane come veicolo di promozione del territorio. Nuova legge, sul modello francese, per cinema e audiovisivo, musica, teatro, arte e altre attività culturali.</p>
<p><strong>8) Per un’informazione libera. Il pluralismo culturale e tematico. Internet e software libero.</strong></p>
<p>Abolire la legge Gasparri e riformare il settore superando gli oligopoli pubblicitari. Bloccare ogni forma di privatizzazione della Rai, la più grande industria culturale del paese. Valorizzare le professionalità presenti nel servizio pubblico radiotelevisivo. Garantire il pluralismo tematico e culturale prima che partitico. Sostegno dell’emittenza locale, regionale e interregionale. Difendere la libertà dell’informazione e della comunicazione anche combattendo la brevettazione del sapere e incentivando lo sviluppo di software non proprietari.</p>
<p><strong>9) Diritto alla salute. Per tutti. Benessere e promozione dello sport.</strong></p>
<p>Arrestare la devolution nella sanità. Garantire i diritti dei malati. Rafforzare i controlli per verificare il livello dei servizi offerti. Massima tutela per le fasce sociali più deboli. Valorizzare tutte le professionalità nel settore sanitario. Riconoscimento per le medicine non convenzionali e le discipline bionaturali. Promozione delle attività sportive con attenzione a quelle non agonistiche. Rafforzare la lotta al doping.</p>
<p><strong>10) Uno stato laico garante dei diritti di tutti. Difesa della scuola pubblica. Pacs.</strong></p>
<p>Abolire la legge Moratti e garantire il diritto allo studio con l’estensione dell’obbligo ai diciotto anni. Riconoscere la centralità della scuola pubblica con adeguati investimenti. Valorizzare la professionalità del corpo docente con retribuzioni adeguate ai livelli europei e l’aggiornamento professionale. Investire sulla ricerca e l’università. Approvare i Pacs e le leggi antidiscriminazioni.</p>
<p><strong>11) Giustizia, legalità e sicurezza. Ecologia della politica e trasparenza nella Pubblica amministrazione. Diritti dei consumatori.</strong></p>
<p>Piano nazionale di lotta alle mafie, facilitare la confisca dei beni della malavita. Varare la legge contro la corruzione e per la confisca degli arricchimenti illeciti. Ridurre i compensi destinati agli eletti ed alti funzionari a livello nazionale, regionale e locale riportandoli alle medie europee. Approvare il codice del buongoverno sul modello spagnolo. Impedire a rappresentanti istituzionali di cumulare più incarichi pubblici retribuiti. Approvare la ‘class action’ e nuovi diritti per consumatori e risparmiatori.</p>
<p><strong>12) Immigrazione e cittadinanza. Riforma del welfare. Politiche di tolleranza, lotta all’emarginazione e al disagio.</strong></p>
<p>Chiudere i Cpt. Varare forme di accoglienza e abolire la Bossi-Fini. Abrogare le leggi ‘ad personam’ del centrodestra e la riforma dell’ordinamento giudiziario. Promuovere riforme garantendo l’indipendenza della magistratura, l’effettivo diritto della difesa e la rapidità dei procedimenti. Tutela delle vittime dei reati. Approvare il codice dei reati ambientali. Invertire l’attuale politica di rigore verso gli emarginati e di impunità per i potenti. Rilanciare le politiche sociali abbandonando la centralità di quelle repressive in tema di tossicodipendenze. Avviare un piccolo ‘Piano Marshall’ per le carceri italiane finalizzato a migliorare le condizioni di vita e il reinserimento sociale. Valorizzare le misure alternative alla detenzione. Istituire il Garante nazionale dei diritti dei detenuti. Attuare politiche sociali volte alla prevenzione dei crimini e depenalizzare i reati minori. Riproporre l’amnistia per i reati minori e sociali. Diritti dei diversamente abili. Sostegno alle persone non autosufficienti. Sostegno alle famiglie, in particolare a quelle con i bambini. Tutela dei minori e diritto agli asili nido per tutti i bambini. Sostegno al volontariato laico e cattolico.</p>
<p><strong>13) Tutela della biodiversità e diritti per i nostri amici animali.</strong></p>
<p>Difendere e potenziare la rete delle aree protette con adeguate risorse.Lavori verdi. Impedire deroghe ed ogni altra forma di peggioramento della legge sulla caccia e tutelare gli animali selvatici con l’estensione ed il collegamento fra le aree protette. Avviare un Piano nazionale per il sostegno alla ricerca con metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali che riduca da subito il ricorso alla vivisezione con l’obiettivo del suo definitivo superamento entro dieci anni.</p>
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		<title>Agenda 21 sul piano rifiuti</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2005 21:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Inceneritori]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblico la lettera scritta da Fausto Pardolesi sull&#8217;incontro di Agenda 21 sul piano dei rifiuti. Striscioni e bandiere (anche verdi) in piazza Morgagni. no all&#8217;inceneritore si al riciclo. La sala è stracolma, il caldo è torrido (forse l&#8217;incenerimento comincia da qui). I facilitatori del forum di A21 Marotta e Costa, hanno il compito arduo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico la lettera scritta da Fausto Pardolesi sull&#8217;incontro di Agenda 21 sul piano dei rifiuti.</p>
<blockquote><p>
Striscioni e bandiere (anche verdi) in piazza Morgagni. no all&#8217;inceneritore si al riciclo.<br />
La sala è stracolma, il caldo è torrido (forse l&#8217;incenerimento comincia da qui).<br />
I facilitatori del forum di A21 Marotta e Costa, hanno il compito arduo di organizzare i lavori.<br />
Le tre riunioni separate proposte nella convocazione paiono inutili, i temi sono troppo simili e si sceglie il tavolo unico.<br />
Si parte con una fila continua e di interventi critici al piano e propositivi di un percorso alternativo, non entro nel dettaglio i contenuti sono quelli di sempre, riduzione, riuso, riciclo, poi valutazione delle necessità di incenerimento.<span id="more-346"></span><br />
Sinistra ecologista, tantissimi cittadini, rifondazione, clandestino, verdi, articolano critiche e proposte , Zanniboni di Romagna Riformista e popolare pone l&#8217;accento sulla territorialità. Unico Amministratore presente Palmiro Capacci come spettatore. Vengono scritte con difficoltà su grandi tabelloni di cartone appoggiati su un grande tavolo proposte critiche obiezioni.<br />
Tanti parlano e riparlano nessuna voce discorde, è evidente che non c&#8217;è in giro nessuno che sia di opinione diversa se non in Hera, o fra gli amministratori locali.<br />
Marotta e l&#8217;altro intervengono poco e lasciano fare.<br />
Alla fine si cerca di sintetizzare in punti che vengono posti ai voti e approvati all&#8217;unanimità come richieste specifiche all&#8217;Amministrazione Provinciale che verranno pubblicati sul sito della Provincia fra qualche giorno nello spazio Agenda 21:</p>
<p>1.Rispetto delle fasi temporali richieste dal Forum di Agenda 21. Prossimo incontro a settembre, con comunicazione degli esperti scelti dal Forum.<br />
Richiesta di sospensione degli iter autorizzativi degli inceneritori di Hera e Mengozzi, sospensione delle discussioni della bozza di PPGR e abolizione della Bozza di PPGR stilata dall&#8217;amministrazione precedente.<br />
2.Responsabilizzazione degli Amministratori nelle scelte (responsabili delle scelte che fanno). Richiesta la loro presenza nei prossimi Forum di Agenda 21.<br />
3.La filosofia della bozza di PPGR attuale non è condivisa dal Forum (No alla terza linea dell&#8217;inceneritore)<br />
4.Creazione di un Piano alternativo che deve partire dalla Raccolta Differenziata porta a porta e deve essere stilato da tecnici di fiducia del Forum di Agenda 21 (pagati dall&#8217;Amministraz. Provinciale)<br />
5.Richiesta di maggiori informazioni puntuali sui dati contenuti nella bozza di PPGR.<br />
6.Il piano alternativo deve essere inserito in un contesto di V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) e, quindi, tenere conto di tutti gli altri piani e viceversa (qualità dell&#8217;aria, energetico, salute, traffico e PTCP).<br />
7.Devono essere dati supporto, informazioni, incentivi e coinvolgimento alle aziende.<br />
8.Coinvolgimento, informazione ed educazione ai cittadini dall&#8217;asilo con didattiche adeguate volte al perseguimento della riduzione dei rifiuti e alla sensibilizzazione del riutilizzo e riciclo attraverso protocolli adeguati.</p>
<p>Ho pensato di mandare questo promemoria ai giornali perché l&#8217;importante momento di democrazia e di dibattito di ieri sera, non resti chiuso in quella sala ma esca e si sappia e non possano i nostri amministratori continuare cocciuti sulla loro strada.<br />
Si propone di ripartire a settembre in una data abbondantemente preannunciata, in spazi maggiori (le condizioni logistiche della saletta erano veramente difficili e tre ore li non sono state rette da molti) con un invito esteso a tutti: cittadini, associazioni e realtà interessate.<br />
Così come per la presa di posizione dei medici della nostra provincia, che è un dato rilevante che inquieta la coscienza di tutte le persone, l&#8217;esigenza che la partecipazione non sia un paravento dietro al quale continuare ad agire come nulla fosse.<br />
Non può essere liquidato dagli amministratori locali con un&#8217;alzata di spalle il contributo, la volontà e l&#8217;impegno dei cittadini.<br />
Lo scetticismo è ancora alto perché la decisione di fare un nuovo inceneritore sembra presa a prescindere, ma una crepa nella convinzione di andare avanti comunque, contro tutto e contro tutti, forse comincia ad aprirsi.</p>
<p>20.7.05 Fausto Pardolesi</p></blockquote>
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		<title>Agrofertil, l&#8217;intervento dell&#8217;Assessore Riguzzi</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2005 15:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Inceneritori]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sesto Potere pubblica un intervento dell&#8217;assessore alla qualità ambientale della Provincia di Forlì-Cesena sul problema dell&#8217;Agrofertil, una azienda che a Santa Sofia opera per il trattamento della pollina, senza adeguate misure per ridurre l&#8217;impatto ambientale (specialmente l&#8217;odore, insopportabile per i cittadini che hanno costituito un apposito comitato). L&#8217;azienda in passato ha ottenuto 28 permessi provvisori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&amp;rifcat=110&amp;Rid=59919" class="broken_link" rel="nofollow">Sesto Potere</a> pubblica un intervento dell&#8217;assessore alla qualità ambientale della Provincia di Forlì-Cesena sul problema dell&#8217;Agrofertil, una azienda che a Santa Sofia opera per il trattamento della pollina, senza adeguate misure per ridurre l&#8217;impatto ambientale (specialmente l&#8217;odore, insopportabile per i cittadini che hanno costituito un apposito comitato).<br />
L&#8217;azienda in passato ha ottenuto 28 permessi provvisori consecutivi dalla Giunta precedente, che le hanno permesso di operare in mancanza di una autorizzazione definitiva. Questi permessi, scaduti il 30 Giugno scorso, non sono stati più rinnovati, ed è chiaro che si debba giungere ad una soluzione definitiva al problema.</p>
<p><a href="http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&amp;rifcat=110&amp;Rid=59919" class="broken_link" rel="nofollow">AZIENDA &#8220;AGROFERTIL&#8221; DI SANTA SOFIA. L&#8217;INTERVENTO DELL&#8217;ASSESSORE RIGUZZI</a><br />
<span id="more-336"></span></p>
<blockquote><p>
(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 12 luglio 2005 &#8211; Sulla vicenda &#8220;Agrofertil&#8221;, tornata in questi giorni in primo piano, con notizie apparse sugli organi d&#8217;informazione, l&#8217;assessore allo sviluppo e qualità ambientale della Provincia di Forlì-Cesena , Roberto Riguzzi, rilasciato la seguente dichiarazione:</p>
<p>&#8220;Fra le tante eredità &#8220;pesanti&#8221; ricevute da questa Amministrazione c&#8217;è la questione Agrofertil che la Giunta Comunale e quella Provinciale, scaturite dalle elezioni del 2004, hanno immediatamente affrontato spingendo l&#8217;Azienda a sostenere un importante onere finanziario (386.000,00 Euro), pur in un periodo di pesante crisi dell&#8217;avicoltura della Val Bidente. Questo in evidente controtendenza rispetto al passato, quando con un mercato avicolo più florido tali investimenti non sono stati fatti. Sono previsti interventi strategici per ridurre gli impatti di Agrofertil e verranno continuati i monitoraggi ed i controlli, per valutare se e quali ulteriori interventi siano eventualmente necessari. L&#8217;Agrofertil svolge un&#8217;attività importante, trasformando le deiezioni degli allevamenti in fertilizzante indispensabile per la nostra agricoltura. Questa soluzione è la più ecologica per la gestione di questi scarti, e consente di chiudere il ciclo del carbonio riportandolo nel terreno per migliorarne la fertilità. L&#8217;alternativa a questa soluzione è la discarica, o l&#8217;inceneritore, oppure la chiusura degli allevamenti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Comune di Santa Sofia e Provincia &#8211; aggiunge l&#8217;assessore Riguzzi &#8211; ritengono strategico il riuso in agricoltura della pollina, e stanno operando fattivamente perché questo avvenga senza pregiudizio per la qualità della vita dei cittadini di Santa Sofia e per la tutela dell&#8217;ambiente. Con questi obiettivi, in meno di un anno, abbiamo convinto l&#8217;azienda ad investire in politiche ambientali ingenti risorse. E&#8217; opportuno precisare che gli interventi concordati sono, in parte, assistiti da un contributo della Regione Emilia Romagna&#8221;.</p>
<p>L&#8217;assessore allo sviluppo e qualità ambientale della Provincia di Forlì-Cesena comunica che è stato trasmesso, dalla Ditta al Ministero dell&#8217;Ambiente un altro progetto che prevede nuovi capannoni e pressurizzazione totale.</p>
<p>&#8220;Ci auguriamo &#8211; conclude Riguzzi &#8211; che il Ministero all&#8217;Ambiente sappia onorare l&#8217;impegno assunto, peraltro mai ufficialmente portato a conoscenza di questa Provincia.<br />
Che sia cambiata &#8220;aria&#8221; rispetto al passato è ormai evidente a tutti, e la prima a rendersene conto è proprio l&#8217;azienda, che sta collaborando in modo concreto per andare a soluzione dei suoi impatti aziendali, con la consapevolezza che non sono gli sconti ambientali che permettono di rimanere sul mercato&#8221;.(Sesto Potere) </p></blockquote>
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