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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Risultati della ricerca  &#187;  Inquinamento+Atmosferico</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Due referendum per Forlì</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 11:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì]]></category>
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		<category><![CDATA[Comune Aperto]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico l&#8217;articolo che ho inviato per il prossimo numero di Comune Aperto E&#8217; da poco partita la raccolta di firme per la presentazione di due referendum per la città di Forlì, uno per attivare il porta a porta in tutto il comune ed uno per l’attivazione di isole ambientali. Da anni a Forlì si parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico l&#8217;articolo che ho inviato per il prossimo numero di <strong>Comune Aperto</strong></p>
<p>E&#8217; da poco partita la raccolta di firme per la presentazione di due referendum per la città di Forlì, uno per attivare il porta a porta in tutto il comune ed uno per l’attivazione di isole ambientali.</p>
<p>Da anni a Forlì si parla di questi temi, ma ad oggi non è stato ancora fatto un solo passo in questa direzione, per colpa di interessi che contrastano con l&#8217;attuazione delle necessarie politiche di tutela della sicurezza e della salute.</p>
<p>La lezione di Napoli dovrebbe insegnare che la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata sono il primo e necessario passo per evitare disastri ecologici e l&#8217;esaurimento di discariche e polmoni del nostro territorio.<span id="more-2865"></span></p>
<p>Tutti gli esperti che hanno fatto due conti sanno che facendo un porta a porta come quello di Forlimpopoli in tutta la Provincia di Forlì-Cesena l&#8217;inceneritore di Forlì sarebbe sovradimensionato ed inutile. Le autorizzazioni vietano l&#8217;importazione di rifiuti da fuori provincia, quindi un impegno in questo senso ridurrebbe in maniera consistente sia il combustibile per il nuovo impianto sia le polveri che siamo costretti ad inalare ogni giorno.<br />
Ovviamente questi calcoli li ha fatti anche chi riceve incentivi per incenerire rifiuti, e per questo motivo una proposta promossa dai Verdi e votata da tutto il Consiglio Comunale non è ancora stata presa in considerazione.<br />
Tra le cause di inquinamento ovviamente non ci sono solo inceneritori ed industrie, ed una grande fetta di sostanze nocive e cancerogene vengono dal traffico cittadino. Spesso l&#8217;abuso dell&#8217;automobile è dovuto all&#8217;abuso dell&#8217;automobile, in un circolo vizioso che vede la gente scegliere il mezzo pericoloso ed inquinante a causa della pericolosità delle strade per i mezzi alternativi.<br />
Occorre quindi ribaltare la situazione, procedendo per passi piccoli ma decisi e mettendo in sicurezza aree vocate per loro natura alla mobilità dolce: le zone commerciali di pregio, le aree davanti alle scuole ed agli asili, le zone residenziali.<br />
Le isole ambientali sono lo strumento che privilegia e tutela la circolazione dei pedoni, delle biciclette e favorisce velocità e comodità delle navette di trasporto pubblico, con il risultato immediato di una riduzione degli incidenti stradali, dell&#8217;inquinamento acustico e di quello atmosferico.<br />
Noi pensiamo che oggi la parola debba tornare ai cittadini, che con la loro firma oggi ed il voto al referedum domani potranno dire la loro su questi due temi così importanti, fino ad oggi ignorati dalla nostra amministrazione.<br />
Tutti i residenti di Forlì possono firmare ai banchetti che vengono organizzati e pubblicizzati anche sul blog www.alessandroronchi.net, oppure in orario d&#8217;ufficio presso l&#8217;informapiù di Piazza XC Pacifici, accanto alla Piazzetta della Misura.<br />
Chiunque può aderire al comitato promotore ed aiutarci in questa campagna per ridare voce ai forlivesi, che è attualmente composto da una varietà di persone provenienti dal mondo associativo e politico.<br />
« Non basteranno la paura della catastrofe ecologica o i primi infarti e collassi della nostra civiltà. Ci vorrà una spinta positiva” (Alex Langer) </p>
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		<title>Due referendum per la città di Forlì</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 09:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
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		<description><![CDATA[La Sinistra L&#8217;Arcobaleno di Forlì ed alcune importanti associazioni cittadine presentano due referendum a Forlì. Uno per attivare il porta a porta in tutto il comune ed uno per l&#8217;attivazione di isole ambientali. Invito tutti gli interessati ad aderire all&#8217;iniziativa contattandomi (è ancora possibile firmare il documento di presentazione dei referedum), il cui prossimo passo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/03/primaedopo.jpg' alt="primaedopo Due referendum per la città di Forlì"  title="foto Due referendum per la città di Forlì " /><br />
La Sinistra L&#8217;Arcobaleno di Forlì ed alcune importanti associazioni cittadine presentano due <strong>referendum</strong> a Forlì. Uno per attivare il porta a porta in tutto il comune ed uno per l&#8217;attivazione di <a href="http://www.comune.tn.it/comune/progetti/reti/isole_ambientali_index.htm" class="broken_link" rel="nofollow">isole ambientali</a>.</p>
<p>Invito tutti gli interessati ad aderire all&#8217;iniziativa contattandomi (è ancora possibile firmare il documento di presentazione dei referedum), il cui prossimo passo sarà la discussione in Comune sulla legittimità e successivamente la raccolta delle firme di sottoscrizione dei quesiti.</p>
<p>Allego il Comunicato Stampa, il testo dei quesiti ed i primi firmatari della proposta.<span id="more-2716"></span></p>
<p><em>« Non basteranno la paura della catastrofe ecologica o i primi infarti e collassi della nostra civiltà. Ci vorrà una spinta positiva”<br />
(Alex Langer) </em></p>
<p>La parola ai cittadini. </p>
<p>In un momento in cui la partecipazione al voto sconta un deficit di sovranità popolare dovuta alla vigente legge elettorale, ci proponiamo di attivare uno strumento di consultazione diretta per consentire ai cittadini di esprimersi su questioni fondamentali per la comunità locale. </p>
<p>Vivere città più salubri dipende certo dai comportamenti individuali ma in primis discende dalle scelte e dai modelli  organizzativi che gli amministratori sanno realizzare. </p>
<p>Traffico congestionato, rifiuti ancora massicciamente avviati all’incenerimento non sono conseguenze inevitabili delle città di oggi e, fra queste, di Forlì ma effetti indesiderati e negativi di modelli cittadini inefficienti che si possono superare in poco tempo. </p>
<p>I ritardi con cui la nostra città si presenta negli anni 2000 sono specchio di schemi urbani obsoleti, brillantemente abbandonati da svariati decenni in tantissime città europee e italiane che ben si guardano dal tornare indietro. </p>
<p>I traguardi sono ambiziosi ma raggiungibili nel breve periodo se perseguiti con il coinvolgimento diretto dei cittadini che, informati e ascoltati, devono essere protagonisti del cambiamento. </p>
<p>Una città più moderna e più vivibile è capace di coniugare le esigenze apparentemente conflittuali dei suoi abitanti garantendo loro sicurezza sulle strade, quartieri a misura di persona, pulizia, igiene urbana e smaltimento dei rifiuti senza spreco di risorse, nel rispetto dell’ambiente e, quindi, della salute di tutti. </p>
<p>Per promuovere un progetto concreto di città sostenibile, i sottoscrittori delle proposte referendarie si presentano alla città per rilanciare il dibattito su politiche avanzate di gestione corretta della risorsa-rifiuto e dei problemi legati al diritto alla mobilità, con due proposte chiare nei contenuti e negli obiettivi. </p>
<p>E’ la città che deve discutere e confrontarsi per decidere del suo prossimo futuro con uno sguardo al domani delle nostre più giovani generazioni. </p>
<p>Ai suoi cittadini il diritto/dovere di dare indirizzi precisi agli amministratori che ne dovranno seguire le indicazioni.</p>
<p><strong>Oggetto: Promozione Referendum Consultivi – Istanza ai sensi dell’art. 9 del Regolamento per Istituzione Referendum Consultivo Comunale.<br />
</strong> </p>
<p>I sottoscritti cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di Forlì, come richiamato in oggetto, depositano istanza scritta contenente i termini dei quesiti che si intendono sottoporre a consultazione referendaria. </p>
<p><strong>QUESITO 1 </strong></p>
<p><em>Volete che nel territorio urbanizzato del Comune di Forlì&#8217; siano realizzate isole ambientali in cui si privilegi la circolazione di pedoni, biciclette, navette di trasporto pubblico, con particolare attenzione alla riqualificazione delle vie commerciali anche del Centro, ai tratti adiacenti le scuole, e alle zone residenziali per favorire la sicurezza dell&#8217;utenza debole e la riduzione dell&#8217;inquinamento acustico ed atmosferico? </em></p>
<p><strong>QUESITO 2 </strong><br />
<em>Volete  che sull’intero territorio del Comune di Forlì venga attuata la raccolta dei rifiuti solidi urbani con il metodo della raccolta differenziata porta a porta, per favorire la riduzione, il riutilizzo, il riciclo dei materiali fino a raggiungere – entro un anno &#8211; almeno il 70% di differenziata di qualità ?  </em></p>
<p>I Sottoscrittori per il “Comitato Promotore”:<br />
Fausto Pardolesi<br />
Alessandro Ronchi<br />
Sandra Morelli<br />
Giampaolo Bassetti<br />
Denis Valenti<br />
Marco Paci<br />
Loris Stradaioli<br />
Paolo Temeroli<br />
Massimo Tesei<br />
Aldo De Bellis<br />
Euro Camporesi<br />
Donatello Caroli</p>
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		<title>Le Ciminiere ed i tubi di scappamento</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Aug 2007 16:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Inceneritori]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo ed inoltro questo bel comunicato stampa del WWF di Forlì: Le ciminiere e i tubi di scappamento In diverse occasioni, durante i pubblici dibattiti sul traffico tenutisi nelle ultime settimane (Foro boario, Circoscrizioni 3 e 1, Ex-Avis), dal pubblico si sono levate &#8220;invettive&#8221; che affermavano: &#8220;il traffico non inquina! Sono gli inceneritori i veri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo ed inoltro questo bel comunicato stampa del WWF di Forlì: </p>
<p><strong>Le ciminiere e i tubi di scappamento</strong></p>
<p>In diverse occasioni, durante i pubblici dibattiti sul traffico tenutisi nelle ultime settimane (Foro boario, Circoscrizioni 3 e 1, Ex-Avis), dal pubblico si sono levate &#8220;invettive&#8221; che affermavano: &#8220;il traffico non inquina! Sono gli inceneritori i veri inquinatori!&#8221;.</p>
<p>Sappiamo che tesi opposte e &#8220;speculari&#8221;, (altrettanto errate e depistanti) sono contenute nei vari documenti elaborati dagli enti &#8211; ARPA ed AUSL &#8211; preposti ad analizzare la situazione della nostra aria e ad autorizzare le emissioni in atmosfera.</p>
<p>Evidentemente la mistificazione regna sovrana anche, purtroppo, grazie a chi le fornisce la grancassa.<span id="more-2289"></span></p>
<p>Leggere sui giornali di &#8220;100 cittadini inferociti&#8221; presenti all&#8217;incontro dell&#8217;Ex Avis, quando invece erano circa 40, dei quali la metà assolutamente non contrari alle nuove ZTL e gli altri commercianti ed altre persone non residenti in centro (ad iniziare dal Sig. Lauro BIONDI da Casemurate), non rende infatti un grande servizio alla verità.</p>
<p>A parte un residente in via Bonoli, che ha parlato però di extracomunitari e non di traffico, l&#8217;unico residente in zona intervenuto in tale incontro era favorevole alle ZTL, salvo poi essere interrotto da persone non residenti e presenti apparentemente solo per fomentare ad arte una protesta contro lo schieramento politico avverso.</p>
<p>Il cittadino parlava di effetto serra, di cui tutti siamo responsabili, gli altri urlavano che l&#8217;unico ad inquinare è l&#8217;inceneritore.</p>
<p>Nessun organo di informazione ha poi riportato che vi sono state discussioni e divergenze di opinioni tra il pubblico.</p>
<p>Una nota rappresentante locale di Forza Italia si è poi spinta fino al grottesco, accusando il WWF di non aver fatto nulla contro gli inceneritori.</p>
<p>Ad ogni modo, il nodo cruciale, che ci deve vedere tutti impegnati sulla partita &#8220;ARIA&#8221; sta nel comprendere che non si può essere veramente &#8220;contro&#8221; l&#8217;inquinamento atmosferico, se non si è favorevoli alla &#8220;raccolta differenziata domiciliare&#8221; ed alla &#8220;mobilità sostenibile&#8221;.</p>
<p>Ciò significa che, se si vogliono ridurre i rifiuti è necessario fare un vero &#8220;porta a porta&#8221;, così come, se si vuole migliorare la mobilità e ridurre le emissioni da traffico, questo deve essere limitato con vere ZTL, piuttosto che con false, o simboliche &#8220;isole pedonali&#8221;.</p>
<p>Il WWF potrà, pertanto, sedersi allo stesso tavolo solo con chi condivide le priorità della realizzazione delle ZTL (ricordiamo che anche le corsie preferenziali degli autobus sono delle aree di limitazione del traffico) e del sistema &#8220;porta a porta&#8221;.</p>
<p>In entrambi i casi è fondamentale il contributo di consapevolezza e di cooperazione di amministratori, tecnici e cittadini, contro ogni strumentalizzazione di chi vuole considerare prioritario il traffico in antitesi all&#8217;incenerimento, o viceversa, a seconda dei propri interessi particolari.</p>
<p>Le tesi sostenute nei documenti di ARPA ed AUSL (Studio Coriano), ad esempio, si basano su una contrapposizione traffico-inceneritore inesistente, secondo la quale il traffico inquina infinitamente di più dell&#8217;inceneritore.</p>
<p>In realtà il &#8220;sistema città&#8221; non si può scindere, ed occorre agire su tutte le singole fonti inquinanti, avente ciascuna il proprio specifico potenziale di rischio per la salute e l&#8217;ambiente. Solo così si arriverà anche a responsabilizzare ogni singolo cittadino, informandolo sul proprio &#8220;contributo&#8221; all&#8217;inquinamento complessivo in funzione del suo comportamento, tanto in materia di mobilità quanto di gestione dei rifiuti.</p>
<p>WWF &#8211; Sezione di Forlì </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>AGROFER 2007 &#8211; Salone delle Agroenergie, Risparmio energetico, Bioedilizia</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2007 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>

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		<description><![CDATA[AGROFER 2007 &#8211; Salone delle Agroenergie, Risparmio energetico, Bioedilizia &#8211; Seconda Edizione Data : dal 29/03/2007 al 30/03/2007 Luogo : Fiera di Cesena &#8211; Via Dismano, 3845 &#8211; Pievesestina di Cesena (FC) La questione energetica rappresenta sempre di più un elemento strategico delle politiche ambientali e di quelle economiche. La necessità di produrre energie da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.fo.camcom.it/trasversale/calev/visual/dettagli.jsp?ID=843&#038;back=/domini/fo.camcom/index.jsp">AGROFER 2007 &#8211; Salone delle Agroenergie, Risparmio energetico, Bioedilizia &#8211; Seconda Edizione</a><br />
Data : dal 29/03/2007 al 30/03/2007<br />
Luogo : Fiera di Cesena &#8211; Via Dismano, 3845 &#8211; Pievesestina di Cesena (FC)</p>
<p>La questione energetica rappresenta sempre di più un elemento strategico delle politiche ambientali e di quelle economiche. La necessità di produrre energie da fonti rinnovabili, vista la scarsità di combustibili di origine fossile, l’inquinamento atmosferico determinato dalle elevate emissioni di CO2, gli adempimenti per i Paesi sottoscrittori previsti dal Protocollo di Kyoto, è riconosciuta come priorità da tutti i documenti di politica nazionale e comunitaria.</p></blockquote>
<p><span id="more-2033"></span></p>
<blockquote><p>
L’Italia in questo settore presenta un’arretratezza ormai pluridecennale: pur auspicate nei documenti di politica energetica fin dagli anni ’80, le fonti rinnovabili a tutt’oggi forniscono ancora un contributo limitato al sistema energetico nazionale rispetto alle loro possibilità.<br />
La Politica Agricola Comune, nell’ambito della multifunzionalità, riconosce la produzione di<br />
energie rinnovabili come nuova opportunità di reddito per le imprese agricole prevedendo che una<br />
percentuale di queste possano diventare “agri-energetiche”, in forma singola o associata in distretti energetici territoriali, in grado di immettere energia sul mercato.<br />
Successive direttive comunitarie incentivano la produzione e l’uso dei biocarburanti, nonché<br />
l’impiego di fonti energetiche ottenute da biomasse forestali, agricole e di scarto.<br />
Il settore agricolo può diventare quindi un importante protagonista nel campo delle energie<br />
rinnovabili attraverso colture dedicate, biomasse agroforestali, residui zootecnici e agroindustriali,<br />
fonti solari o eoliche che potranno produrre elettricità, calore, biocombustibili.<br />
Sono queste le tematiche alla base della 2a Edizione di AGROFER &#8211; Salone delle Agroenergie,<br />
Risparmio energetico, Bioedilizia che, dopo il successo della prima edizione, Cesena Fiera e<br />
Centrale-Osservatorio Agroambientale ripropongono per il 29-30 Marzo 2007.</p>
<p>L’iniziativa, realizzata in collaborazione con C.R.P.V, CENTURIA-RIT, AGESS, C.I.S.E,<br />
ENEA- ERG Laboratorio Energia, Istituto Nazionale di Bioarchitettura, CNA Econaturale,<br />
rappresenta un momento di informazione, promozione e divulgazione sulle energie rinnovabili, di confronto tra i soggetti coinvolti nelle nuove filiere.</p>
<p>Nell’ambito della manifestazione sono previsti gli eventi di seguito presentati.</p>
<p>La partecipazione è GRATUITA.</p>
<p><a href="http://www.fo.camcom.it/trasversale/calev/visual/dettagli.jsp?ID=843&#038;back=/domini/fo.camcom/index.jsp">AGROFER 2007 &#8211; Salone delle Agroenergie, Risparmio energetico, Bioedilizia &#8211; Seconda Edizione</a></p></blockquote>
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		<title>I servizi pubblici non dovrebbero andare su Second Life</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/i-servizi-pubblici-non-dovrebbero-andare-su-second-life/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 16:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho visto un servizio televisivo che spiegava come la Regione Toscana stia investendo denaro pubblico per acquistare un&#8217;isola sul videogioco Second Life, per farsi pubblicità. Questo, unito alla notizia simile riguardante la Farnesina, ed al nuovo spettacolo di Beppe Grillo, mi ha fatto riflettere su quello che potrebbe essere il futuro del rapporto tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho visto un servizio televisivo che spiegava come la<a href="http://web20.excite.it/news/1826/Farnesina_e_Regione_Toscana_su_Second_Life" class="broken_link" rel="nofollow"> Regione Toscana stia investendo denaro pubblico per acquistare un&#8217;isola sul videogioco Second Life</a>, per farsi pubblicità.</p>
<p>Questo, unito alla notizia simile riguardante la <a href="http://www.itnews.it/news/2007,183,ln,0310,,,131617.html">Farnesina</a>, ed al <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/03/20/reset-sul-nuovo-spettacolo-di-grillo/">nuovo spettacolo di Beppe Grillo,</a> mi ha fatto riflettere su quello che potrebbe essere il futuro del rapporto tra amministrazioni pubbliche e questo videogioco.<span id="more-2027"></span></p>
<p>Devo fare una premessa, noiosa ma necessaria: sono anche io un appassionato di videogiochi e gioco con il computer da quando i miei genitori mi hanno acquistato un Commodore 64. Ho giocato molto ad Ultima Online, che è un videogioco online di massa simile per certi aspetti a Second Life, ma ambientato in un medioevo fantasy. Non sono quindi tra quelli che dicono che i videogiochi fanno male, che spingono i ragazzi a buttarsi dai grattacieli perché pensano di poter volare, o cose del genere.</p>
<p>Quello che voglio capire è se è un bene o no che vengano spesi soldi pubblici su un videogioco, per dare servizi ai cittadini. L&#8217;opinione che mi sono fatto è che finché si rimane nel campo della pubblicità e della promozione turistica va tutto bene,<strong> ma non si deve arrivare al punto di aprire servizi ai cittadini su queste piattaforme</strong>. Non è una idea troppo strana, lo fanno già alcune aziende. Si apre un ufficio virtuale e si offre la possibilità di fare domande ad operatori pagati per rispondere, come se fossero in un ufficio pubblico, ma dietro all&#8217;interfaccia del videogioco.</p>
<p>Sono, tra l&#8217;altro, un fermo sostenitore della necessità di ampliare i servizi pubblici messi a disposizione attraverso internet, per diminuire la necessità degli spostamenti fisici, come concreta possibilità di riduzione dell&#8217;inquinamento atmosferico veicolare.</p>
<p>Credo, però, che l&#8217;idea di aprire servizi su Second Life, o su qualsiasi altro prodotto proprietario di questo tipo, sia molto pericolosa e non sappresenti un vantaggio per nessuno.</p>
<p>Prima di tutto è necessario pensare all’<strong>accessibilità dei servizi pubblici</strong> come ad un <strong>valore</strong>, che non va rispettato solo nel caso dell’abbattimento delle barriere architettoniche. </p>
<p>Se si procede in questa direzione, aprendo help desk e front office su Second Life, si escludono da questi servizi le persone con difficoltà uditive e visive, che usano apparecchi appositi per navigare. Basta guardare <a href="http://secondlife.com/corporate/sysreqs.php">i requisiti tecnici del videogioco</a> per capire che non tutti possono permetterselo, e che sono automaticamente esclusi gli utenti Linux, oltre a quelli che hanno acquistato il nuovo sistema operativo di Microsoft o che hanno mantenuto quello vecchio. Questo impedisce la concorrenza sui sistemi operativi, su un settore, quello dei servizi pubblici su internet, che dovrebbe essere il più possibile standard (non solo a parole, come quelle spese dai vari ministri dell&#8217;informazione, mai seguite da vincoli concreti).</p>
<p>Inoltre S.L. è un videogioco a pagamento che necessita di banda larga, quindi non tutti i cittadini possono accedervi. Vengono esclusi quasi tutti gli abitanti delle montagne e delle campagne, che continuano a subire l&#8217;ennesima separazione dell&#8217;Italia, questa volta tra chi è raggiunto dal servizio e da chi non lo è.</p>
<p>Il fatto che sia un videogioco proprietario implica anche un&#8217;altro rischio. Ora ha un costo, ma questo potrebbe aumentare con l&#8217;aumento dell&#8217;interesse delle persone. Se gestito da una sola azienda senza interfacce standard che permettano la concorrenza, tutti i servizi implementati su questa piattaforma rischierebbero un aumento dei costi elevato sia per le amministrazioni sia per gli utenti.</p>
<p>Con i tempi che corrono, non mi pare il caso.</p>
<p>Meglio dedicare più attenzione ai servizi web, cercando di aumentare l&#8217;offerta e la facilità d&#8217;uso, e ridurre i casi che obbligano gli utenti ad utilizzare browser ed applicazioni proprietarie.</p>
<p>Se si vuole creare un software libero multipiattaforma che serva per visualizzare una realtà virtuale dove inserire servizi, ben venga, a patto che sia accessibile anche per chi non può vedere e/o non può sentire. Le barriere informatiche che creiamo oggi sono e saranno un costo aggiuntivo che possiamo permetterci di evitare.</p>
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		<title>Lo stato di attuazione della revisione del codice ambientale</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Feb 2007 12:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Come molti di voi sapranno Sauro Turroni sta lavorando alla revisione del decreto legislativo 152/2006 &#8220;Norme in materia ambientale&#8221;. Il testo è fondamentale per tutta una serie di argomenti, dai rifiuti alla tutela del suolo, passando per la valutazione di impatto ambientale, la tutela delle acque, la riduzione dell&#8217;inquinamento atmosferico ed il risarcimento dei danni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come molti di voi sapranno Sauro Turroni sta lavorando alla revisione del decreto legislativo 152/2006 &#8220;Norme in materia ambientale&#8221;. Il testo è fondamentale per tutta una serie di argomenti, dai rifiuti alla tutela del suolo, passando per la valutazione di impatto ambientale, la tutela delle acque, la riduzione dell&#8217;inquinamento atmosferico ed il risarcimento dei danni ambientali.<br />
Allego qui una bozza che descrive lo stato di attuazione di questo lavoro, aggiornato al 15 Febbraio 2007.<span id="more-1964"></span></p>
<blockquote><p>STATO DI ATTUAZIONE DELLA REVISIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO 152/2006<br />
Al 15 febbraio 2007</p>
<p>La revisione del dlgs 152/2006 sta procedendo secondo la procedura prevista dalla legge 308/2004 ed anche secondo le modalità di consultazione stabilite dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio del 7 giugno 2005 (G.U. n.138 del 16 giugno 2005) concernente “modalità di consultazione delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali e delle associazioni nazionali riconosciute per la tutela dell’ambiente e per la tutela dei consumatori, ai fini della predisposizione dei decreti legislativi attuativi della legge 15 dicembre 2004”.<br />
Tali modalità sono state modificate, sotto il profilo sostanziale, ampliando le fasi di consultazione, la prima delle quali  viene effettuata su  documenti di indirizzo, sottoposti preliminarmente alla valutazione del Ministro, la seconda sulla bozza dei testi  di modifica.</p>
<p>Lo stato dei lavori è il seguente:</p>
<p>1)Il primo correttivo è stato approvato con il dlgs n. 284 dell’8.11.2006, pubblicato sulla G.U. del 24.11.2006, n.274.</p>
<p>2)Il secondo decreto correttivo , adottato dal Consiglio dei Ministri in data 12 ottobre 2006, è attualmente all’esame della Conferenza Unificata. Vi è stato un rallentamento nell’esame del testo dello schema di decreto dovuto a diversi fattori che sono stati superati dopo l’incontro in sede tecnica fra i rappresentanti del Ministero, le cinque regioni del gruppo tecnico ristretto costituito a novembre e ANCI e UPI  tenutosi il 7 febbraio 2007. Il giorno 15.2.07 si è inoltre tenuta la riunione degli Assessori regionali (il cui esito &#8211; positivo con condizioni &#8211; è stato comunicato informalmente) che avrebbe indicato la data del 1° marzo 2007 per l’esame conclusivo del testo del secondo decreto correttivo da parte della Conferenza Unificata . Il 2° correttivo come è noto contiene modifiche alla parte III, assai parziali, e alla IV, più consistenti e oggetto delle note prese di posizione di parte del mondo imprenditoriale.</p>
<p>Dopo il parere della Conferenza Unificata il testo del correttivo sarà trasmesso per i pareri di competenza alle Commissioni parlamentari per tornare poi in Consiglio dei Ministri per la seconda lettura. Il testo approvato nella seconda lettura sarà poi sottoposto nuovamente alle Commissioni parlamentari. Un nuovo loro parere è necessario per la definitiva terza lettura in Consiglio dei Ministri. </p>
<p>3)Parte II del dlgs 152/2006 – VAS – VIA &#8211; IPPC </p>
<p>Il Comitato per la revisione del 152 ha predisposto un documento che fissa i criteri e i principi di modifica, secondo le nuove modalità di consultazione avviate, che è stato sottoposto ai componenti del CESPA, alle associazioni ambientaliste e dei consumatori in data 9.1.2007.<br />
Alcuni degli auditi hanno inviato contributi al Comitato.<br />
In precedenza sono stati acquisiti altri contributi, fra i quali per completezza è doveroso segnalare quello predisposto da APAT.<br />
In seguito con le regioni è stato portato a termine il lavoro di stesura di un testo relativo alla intera parte 2°, comprensivo di allegati.<br />
Il testo è sottoposto alla consultazione con il CESPA, associazioni ambientaliste e dei consumatori convocati per lunedì 19.2.2007.<br />
Conclusa questa fase di consultazione, il testo potrà essere diramato ai diversi Ministeri per l’avvio dell’iter di approvazione.</p>
<p>4) Parte III del dlgs 152/2006. Distretti idrografici e  Acque</p>
<p>Il Comitato di studio, dopo un lungo lavoro con le regioni, le autorità di bacino e alcune associazioni, acquisiti anche i risultati di importanti seminari, ha predisposto un documento che fissa i criteri e i principi di modifica per la parte III del dlgs 152/2006.<br />
Il documento è stato presentato dal Ministro dell’ambiente agli assessori regionali nella riunione del 7 dicembre 2006.<br />
Il 15 febbraio 2007 le regioni si sono riunite per esprimere le proprie valutazioni conclusive.<br />
I risultati della riunione, comunicati informalmente, sono nella sostanza positivi.<br />
Le regioni nei prossimi giorni presenteranno un loro documento al Ministro e una richiesta di incontro al fine di stabilire il quadro politico all’interno del quale potrà essere effettuata la successiva fase di stesura dei testi.</p>
<p>5)Parte IV – Bonifiche </p>
<p>Il Comitato di studio, acquisiti anche i risultati di importanti seminari, ha predisposto un documento che fissa i criteri e i principi di modifica per la parte IV del dlgs 152/2006, limitatamente alle bonifiche dei siti contaminati.<br />
Il documento, che tiene anche conto dei limiti tabellari, considerati un utile strumento da privilegiare nella situazione italiana rispetto ad altri metodi di bonifica, è pronto per essere sottoposto alla valutazione del Ministro per poi essere proposto alla consultazione con le parti imprenditoriali, sindacali ed associative.<br />
Preliminarmente occorre sottolineare che è stata predisposta una norma transitoria emendativa del testo del secondo correttivo relativo alle bonifiche, così come è risultata dopo l’esame in preconsiglio dei ministri.<br />
L’articolato della parte IV bonifiche potrà essere preparato in tre settimane, conclusa la fase di consultazione.</p>
<p>6)Consorzi degli imballaggi, albo, autorità regolatrice. </p>
<p>Su questi temi il lavoro sta procedendo . Per la parte relativa ai consorzi sono state effettuate alcune consultazioni preliminari, in particolare con Anci. E’ in corso di predisposizione una bozza di documento che fissa gli obiettivi e i criteri di modifica del dlgs 152/06 che deve essere sottoposto all’esame del Comitato nei prossimi giorni.<br />
Il rinvio della scadenza dei termini per le modifiche agli statuti dei consorzi approvato dal Senato il 14/2/07 rende più agevole una valutazione approfondita degli obiettivi che si intendono raggiungere.<br />
Le modifiche relative all’Albo ed anche alle parti riguardanti registri di carico e scarico, MUD ed altri adempimenti burocratici e amministrativi con l’obiettivo della semplificazione sono allo studio e dipendono in parte dall’esito del lavoro in corso riguardante il sistema per la tracciabilità dei rifiuti di cui alla legge finanziaria 2007.<br />
 Per quanto concerne l’autorità regolatrice viene costantemente seguito il lavoro interministeriale che ha  prodotto finora un disegno di legge sulle Autorità nonché il prossimo decreto sulla pubblicità dell’acqua.</p>
<p>7)Danno ambientale.  </p>
<p>L’Ufficio Legislativo  di questo Ministero ha predisposto un primo documento che fissa i criteri e i principi di modifica per la parte VI del dlgs 152/2006.<br />
Il documento, che deve essere completato a breve, deve poi raccordarsi con la parte relativa alle bonifiche che costituiscono un aspetto dell’attività risarcitoria e riparatrice del danno.</p>
<p>8)Aria. </p>
<p>Alcuni componenti il Comitato di studio con la collaborazione delle ARPA, hanno predisposto un documento che fissa i criteri e i principi di modifica per la parte V del dlgs 152/2006, nonché una bozza di articolato comprensivo di tabelle  ed allegati.<br />
I documenti sono pronti per essere sottoposti ad una prima valutazione da parte del Comitato di studio per poi essere proposti al Ministro. Tenuto conto della estrema tecnicità delle norme in questione si sta valutando anche la opportunità di implementare il Comitato con ulteriori professionalità in materia.</p>
<p>9)Controlli. </p>
<p>Il tema dei controlli, già oggetto di una primo esame e anche di una bozza di articolato durante la fase di predisposizione del 2° correttivo, sarà affrontato solo in una fase successiva alla attuale, non appena saranno definiti tutti i cardini della riscrittura del testo.<br />
Occorre ricordare che il tema dei controlli nelle precedenti fasi di discussione è stato affrontato sotto due profili : quello della verifica sul campo delle attività in essere, e quello della  azione preventiva  che si sostanzia nell’attività conoscitiva e nella predisposizione di linee guida e di parametri a cui devono uniformarsi le attività che si svolgono nell’ambiente.</p>
<p>10)Tracciabilità dei rifiuti. </p>
<p>E’ attualmente allo studio un progetto preliminare per la tracciabilità dei rifiuti, volto a rendere più snelle le procedure burocratiche relative al trasporto e allo smaltimento dei rifiuti nonché maggiormente certe le movimentazioni degli stessi, anche al fine di contrastare i gravi fenomeni di criminalità nel settore.</p>
<p>NOTA CONCLUSIVA </p>
<p>I correttivi, allo stato attuale delle cose, saranno dunque 4. I primi due sono noti, il terzo sarà limitato alla parte II, VIA, VAS, IPPC, ormai pronto per la diramazione.<br />
Allo stato non è possibile individuare una data certa per la conclusione del 2° correttivo. Da  tale data dipenderà la modifica della restante parte della IV parte, quella non compresa nel testo attualmente in itinere. Senza conoscere con esattezza il testo finale dell’articolato del 2° correttivo è impossibile predisporre ulteriori proposte di modifica per la parte IV.<br />
Le modifiche conclusive di parte IV faranno quindi parte del quarto ed ultimo correttivo che comprenderà anche tutte le altre parti modificate, III acque, V aria, VI danno.<br />
Il quarto ed ultimo correttivo comprenderà anche una parte iniziale di principi, alla quale sta lavorando l’Ufficio Legislativo, nonché una norma di coordinamento per “assemblare “ tutte le norme che nel frattempo sono state oggetto di modifica in diversi provvedimenti.</p>
<p>Sauro Turroni </p></blockquote>
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		<title>Inquinamento atmosferico e danni alla salute</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 08:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo ed inoltro l&#8217;ultimo numero del bollettino di ISDE Italia, dedicato all&#8217;inquinamento atmosferico ed i danni alla salute, scritto da un comitato scientifico costituito da medici. INQUINAMENTO ATMOSFERICO E DANNI ALLA SALUTE L&#8217;Associazione Medici per l&#8217;Ambiente (ISDE Italia) in relazione a temi di grande attualità &#8211; riportati con ampio risalto sulla stampa, ma spesso dibattuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo ed inoltro l&#8217;ultimo numero del bollettino di ISDE Italia, dedicato all&#8217;inquinamento atmosferico ed i danni alla salute, scritto da un comitato scientifico costituito da medici.</p>
<p><strong>INQUINAMENTO ATMOSFERICO E DANNI ALLA SALUTE</strong></p>
<p>L&#8217;Associazione Medici per l&#8217;Ambiente (ISDE Italia) in relazione a temi di grande attualità &#8211; riportati con ampio risalto sulla stampa, ma spesso dibattuti in modo superficiale e o addirittura fuorviante &#8211; valuta che considerare trascurabile il rischio da inquinamento atmosferico sia un&#8217;operazione scientificamente infondata ed eticamente scorretta e ritiene di dovere rendere di pubblico dominio le seguenti considerazioni.<span id="more-1887"></span></p>
<p>1) Vi è da tempo l&#8217;incontrovertibile evidenza del ruolo causale dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria nell&#8217;aumentare la frequenza di danni acuti, subacuti e cronici alla salute, nonché di effetti nocivi a lungo termine particolarmente preoccupanti in quanto riguardano i bambini e le generazioni a venire. Lo spettro di patologie la cui frequenza risulta aumentata in relazione al grado di inquinamento atmosferico va dalle malattie cardiocircolatorie alle affezioni respiratorie, ai tumori.</p>
<p>2) Vi è un sostanziale consenso da parte dei ricercatori scientifici sul ruolo rilevante dei fattori ambientali nella genesi del cancro ed in questo contesto è innegabile il ruolo che anche l&#8217;inquinamento atmosferico comporta.</p>
<p>3) I principali studi condotti in Europa ed U.S.A. sulla correlazione fra inquinamento atmosferico e cancro al polmone sono concordi nel valutare che per ogni 10 µg/m3 di PM 2.5 si registra un incremento tra l&#8217;8% ed il 14% di neoplasie polmonari. Si ricorda che l&#8217;OMS ha stimato la quota di decessi attribuibili a valori di PM10 oltre 20µg/m3 in 13 città italiane con oltre 200.000 abitanti sulla base dei valori di PM10 registrati negli anni 2002-2004. La stima è di 8220 morti/anno di cui 742 morti/anno per cancro del polmone.<br />
Si stima che in Europa le morti premature/anno per polveri sottili ( PM2.5) siano 348.000.</p>
<p>4) Non può non destare allarme il drammatico aumento di tumori che si prevede nei Paesi in via di sviluppo e l&#8217;incremento che si registra nel nostro continente specie nel sesso femminile e, soprattutto, in bambini ed adolescenti: in Europa negli ultimi 30 anni si è registrato un incremento dell&#8217;1,2 % annuo dei tumori fra 0 e 14 anni  e dell&#8217;1,4% tra i 14-19 anni.</p>
<p>5) L&#8217;enfasi data alla riduzione della mortalità per cancro specie nel sesso maschile &#8211; quale segnale di una inversione di tendenza nei confronti delle patologie neoplastiche &#8211; può essere fuorviante e indurre a sottostimare l&#8217;aumento dell&#8217;incidenza dei nuovi casi di cancro e di patologie associate  all&#8217;inquinamento. I miglioramenti registrati in campo oncologico sono da ascriversi alle migliori procedure diagnostiche e terapeutiche e al prolungamento della sopravvivenza che si ha nelle fasi avanzate della malattia. Tali risultati, sicuramente importanti, sono tuttavia spesso ottenuti con terapie molto costose che solo raramente permettono di raggiungere una completa e definitiva guarigione e che comportano un percorso di sofferenze e di difficile vita.<br />
Non dimentichiamo che la Medicina ha registrato i suoi più grandi successi (ad es. nelle malattie infettive) quando, per una corretta prassi di prevenzione primaria e secondaria (miglioramento delle condizioni igienico/ambientali, vaccinazioni ecc.), l&#8217;incidenza di alcune malattie si è drasticamente ridotta.</p>
<p>6) Troppo spesso viene identificata la prevenzione del cancro con la sua diagnosi precoce, (possibile tramite screening solo per alcune forme di tumore): questa confusione dei termini distrae dal concetto che la vera prevenzione del cancro, e di molte altre malattie cronico-degenerative, consiste nella Prevenzione Primaria, ossia nella riduzione della esposizione di tutta la popolazione agli agenti cancerogeni, mutageni e teratogeni, con particolare riferimento alla protezione dei soggetti più vulnerabili e suscettibili.</p>
<p>7) Una seria politica di tutela sui luoghi di lavoro ha ridotto una parte delle neoplasie professionali, ma spesso ci si dimentica che le sostanze tossiche e nocive non cessano di essere tali una volta uscite dalle fabbriche: i gravi danni prodotti sull&#8217;ambiente e sulla salute di intere popolazioni da grandi insediamenti industriali presenti in numerose località italiane dovrebbero essere di monito per chi ancora cerca di imporre programmi di sviluppo industriale &#8220;selvaggio&#8221;.</p>
<p>8) Può essere fuorviante attribuire la maggior incidenza di cancro principalmente allo stile di vita (dieta-attività fisica-fumo): nessuno di noi mette in discussione il  ruolo del fumo di tabacco, ma appare assurdo continuare a sottovalutare gli effetti dell&#8217;inquinamento a cui l&#8217;intera popolazione è esposta (da catena alimentare, traffico veicolare, impianti industriali, smaltimento dei rifiuti, sostanze chimiche e farmacologiche utilizzate in agricoltura &#8211; zootecnia etc).</p>
<p>9) Se davvero si vuol cercare di invertire il trend degli ultimi decenni, le ingenti risorse oggi impiegate sul versante della diagnosi e della terapia, dovrebbero essere investite anche in Prevenzione Primaria, che appare come l&#8217;unica in grado di ridurre gli enormi costi umani ed economici che queste malattie comportano.</p>
<p>10) È assolutamente necessario che ad affrontare una tematica tanto delicata siano persone per le quali possano essere totalmente esclusi possibili conflitti d&#8217;interessi.</p>
<p>ISDE Italia &#8211; Referenti territoriali e Comitato Tecnico Scientifico:<br />
Baccari Franco (Campobasso), Beccastrini Stefano (Arezzo), Bianchi Fabrizio (Pisa), Burgio Ernesto (Palermo), Cancemi Gioacchino (Massa), Carlozzo Bianca Maria (Bologna), Caroselli Antonio (Rieti), Cherubini Mariano (Trieste), Costani Gloria (Mantova), Crosignani Paolo (Milano), Diaferia Giorgio (Torino), Fabbri Fabrizio (Roma), Faggioli Antonio (Bologna), Falliti Giuseppe (Messina), Forestiere Francesco (Roma), Frusi Mario (Cuneo), Gasparini Luigi (Ferrara), Generoso Massino (Firenze), Gennaro Valerio (Genova), Gentilini Patrizia (Forlì), Giacchi Mariano (Siena), Grasso Anna (Siena), Guerra Manrico (Parma), Laghi Ferdinando (Cosenza), Lauriola Paolo (Modena), Licari Silvano (Caltannissetta), Migaleddu Vincenzo (Sassari), Miligi Lucia (Firenze), Mocci Mauro (Civitavecchia), Panti Antonio (Firenze), Petronio Maria Grazia (Pisa), Picano Eugenio (Pisa), Porcile Gianfranco (Cuneo), Reali Daniela (Pisa), Romagnoli Alessandra (Grosseto), Romizi Roberto (Arezzo), Sabatini Viviana (Bologna), Sciacca Santi (Catania), Seniori Costantini Adele (Firenze), Tomatis Lorenzo (Trieste), Tucci Pier Luigi (Firenze), Valerio Federico (Genova), Vantaggi Giovanni (Gubbio), Ventura Mariateresa (Bari), Vigotti Mariangela (Pisa), Vineis Paolo (Londra),  Zamaro Gianna (Udine).</p>
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		<title>Finanziaria. Verdi: vale il principio ‘chi piu’ inquina piu’ paga’ ma evitare effetti paradosso</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Oct 2006 06:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Portale della Federazione dei Verdi &#8211; Finanziaria. Verdi: vale il principio ‘chi piu’ inquina piu’ paga’ ma evitare effetti paradosso “La Finanziaria su alcuni temi ambientali ha fatto passi in avanti, ma dobbiamo fare in modo che nel percorso parlamentare ci sia ancora piu&#8217; attenzione ai grandi temi dell&#8217;ambiente e la lotta all’inquinamento atmosferico è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdi.it/apps/econews.php?id=11254">Portale della Federazione dei Verdi &#8211; Finanziaria. Verdi: vale il principio ‘chi piu’ inquina piu’ paga’ ma evitare effetti paradosso</a></p>
<p>“La Finanziaria su alcuni temi ambientali ha fatto passi in avanti, ma dobbiamo fare in modo che nel percorso parlamentare ci sia ancora piu&#8217; attenzione ai grandi temi dell&#8217;ambiente e la lotta all’inquinamento atmosferico è senza meno uno dei prioritari”. Lo ha dichiarato il deputato Verde Camillo Piazza, che per i Verdi segue la Finanziaria alla Camera, che sulle polemiche relative alla tassa sui Suv ha spiegato: “Nella Finanziaria deve valere il principio che chi più inquina, più paga, e la tassa sui Suv va in questa direzione anche se i Verdi stanno lavorando affinché ci sia una tassazione legata all&#8217;inquinamento delle auto con misure fatte in modo intelligente per evitare effetti paradosso o ghettizzanti. In questo modo, ad esempio, i Suv a trazione ibrida, che sono meno inquinanti, non sarebbero penalizzati da tasse ulteriori. Per questo motivo – continua Piazza &#8211; abbiamo presentato un emendamento al decreto fiscale in discussione in commissione Bilancio che chiede una revisione dei meccanismi nel settore auto disincentivanti sulla base delle caratteristiche relative ai consumi, all’emissione di CO2 prodotto, alla potenza effettiva, alle dimensioni e al peso”. “Non si tratta – conclude l’esponete Verde &#8211; di penalizzare un settore o l’altro ma di voler fare concretamente qualcosa per migliorare lo stato di salute del nostro pianeta e il suo livello di vivibilità”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SESTO POTERE &#8211; FORLì-CESENA: AL VIA PROGETTO &#8220;RESPIRA&#8221;</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2006/sesto-potere-infomedia-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Oct 2006 07:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[SESTO POTERE &#8211; Infomedia italia: FORLì-CESENA: AL VIA PROGETTO &#8220;RESPIRA&#8221; (Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 16 ottobre 2006 &#8211; Con l&#8217;inizio del nuovo Anno Scolastico 2006-2007 ricominciano le attività del Progetto di educazione alla qualità dell&#8217;aria e alla mobilità sostenibile &#8220;Respira!&#8221;, coordinato da ATR, Agenzia per la Mobilità della Provincia di Forlì-Cesena. Le Scuole Primarie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&amp;rifcat=110&amp;Rid=96562" class="broken_link" rel="nofollow">SESTO POTERE &#8211; Infomedia italia: FORLì-CESENA: AL VIA PROGETTO &#8220;RESPIRA&#8221;</a></p>
<blockquote><p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 16 ottobre 2006 &#8211; Con l&#8217;inizio del nuovo Anno Scolastico 2006-2007 ricominciano le attività del Progetto di educazione alla qualità dell&#8217;aria e alla mobilità sostenibile &#8220;Respira!&#8221;, coordinato da ATR, Agenzia per la Mobilità della Provincia di Forlì-Cesena.</p>
<p>Le Scuole Primarie di Cesena e Forlì saranno coinvolte in attività didattiche di sensibilizzazione con attività pratiche ed esperimenti.</p>
<p>A Cesena è prevista l&#8217;attivazione di 12 laboratori curati da Anima Mundi a favore di altrettante classi, della durata di 8 ore ciascuno (1 ora di programmazione con insegnanti, 3 incontri di 2 ore ciascuno con gli alunni, 1 ora di verifica) con i seguenti contenuti di massima:<br />
- l&#8217;aria che respiriamo e l&#8217;inquinamento atmosferico;<br />
- conseguenze di una mobilità insostenibile;<br />
- viabilità cittadina e spostamenti casa-scuola;<br />
- gli aspetti positivi della mobilità sostenibile.</p></blockquote>
<p>Leggi l&#8217;articolo intero su SestoPotere.com:<br />
<a href="http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&amp;rifcat=110&amp;Rid=96562" class="broken_link" rel="nofollow">SESTO POTERE &#8211; Infomedia italia: FORLì-CESENA: AL VIA PROGETTO &#8220;RESPIRA&#8221;</a></p>
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		<title>Interrogazione su centrali ed aria</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Aug 2006 15:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico l&#8217;interrogazione di Daniela Guerra presentata all&#8217;assemblea legislativa regionale. Premesso che : * la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, per il mancato rispetto dei valori di inquinamento atmosferico previsti da due direttive europee; * le Amministrazioni provinciali, ai sensi dell’art. 122 della Legge Regionale n. 3/1999, devono elaborare e approvare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico l&#8217;interrogazione di Daniela Guerra presentata all&#8217;assemblea legislativa regionale.<br />
Premesso che :</p>
<p>* la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, per il mancato rispetto dei valori di inquinamento atmosferico previsti da due direttive europee;</p>
<p>* le Amministrazioni provinciali, ai sensi dell’art. 122 della Legge Regionale n. 3/1999, devono elaborare e approvare i Piani di Risanamento dell’Aria;<br />
<span id="more-842"></span><br />
* tali piani prevedono la zonizzazione del territorio provinciale per distinguere quelle parti dello stesso territorio dove c’è il rischio di superamento del valore limite e/o delle soglie di allarme per una serie di inquinanti, e che quindi necessitano di piani e programmi a lungo termine, da quelle zone dove i valori della qualità dell’aria sono inferiori al valore limite e quindi necessitano solamente di un piano di mantenimento;</p>
<p>* fra le attività produttive con emissione in atmosfera elencate nei piani è presente anche la categoria “Q01 Produzione di energia elettrica”;</p>
<p>* in questi mesi si sono ipotizzati numerosi progetti di centrali per la produzione di energia elettrica da biomasse e recentemente la società proponente il progetto di centrale in località Durazzanino (Forlì) ha presentato integrazioni alla Valutazione d’Impatto Ambientale e ciò lascia intendere la volontà di proseguire;</p>
<p>si interroga</p>
<p>il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore competente per conoscere:</p>
<p>* se si ritiene compatibile con gli obiettivi dei Piani di Risanamento dell’Aria l’approvazione di progetti per la realizzazione di centrali per la produzione di energia elettrica, che hanno un forte impatto sui livelli di particolato e di ossidi di azoto, in zone classificate A, dove è già presente il rischio di superare i limiti di emissione;</p>
<p>* se tali scelte non confliggono con la legge regionale sulla qualità dell’aria e con gli accordi di programma sottoscritti dalla Regione, dalle Province e dai Comuni e se ciò non rischi di aggravare le sanzioni dell’Unione Europea.</p>
<p>Daniela Guerra</p>
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		<title>Nuove licenze taxi solo a veicoli non inquinanti</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2006 12:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>

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		<description><![CDATA[La proposta dell&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente della Toscana (da Eco dalle Città): Artusa: «Nuove licenze ai taxi solo se poco inquinanti» La proposta dell´assessore regionale: «Vincoliamo a questa condizione la liberalizzazione del settore prevista dalla riforma Bersani» FIRENZE. «Ma sì, liberalizziamo pure i taxi, legando le nuove licenze a veicoli meno inquinanti». La proposta arriva dall&#8217;assessore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif"><strong>La proposta dell&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente della Toscana (<a href="http://www.ecodallecitta.it/notizia.php?id=5435">da Eco dalle Città</a>):<br />
</strong></font></p>
<p align="left"><font size="2" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">Artusa: «Nuove licenze ai taxi solo se poco inquinanti» La proposta dell´assessore regionale: «Vincoliamo a questa condizione la liberalizzazione del settore prevista dalla riforma Bersani»</font></p>
<p><font size="2" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">FIRENZE. «Ma sì, liberalizziamo pure i taxi, legando le nuove licenze a veicoli meno inquinanti». La proposta arriva dall&#8217;assessore all&#8217;ambiente della Regione Toscana Marino Artusa, che conta così di ridurre l&#8217;impatto delle emissioni delle auto. «Il mio giudizio sul decreto Bersani sulle liberalizzazioni è positivo &#8211; dice Artusa &#8211; cerchiamo però di approfittare di questa riforma, facendo un passo avanti anche per la qualità dell&#8217;aria dei centri urbani. Ad esempio quando si tratterà di stabilire le regole riguardanti la concessione delle nuove licenze per i taxi, perché non legarle all&#8217;utilizzo di mezzi meno inquinanti?».<br />
«E&#8217; un&#8217;opportunità interessante», prosegue l&#8217;esponente verde, che rilancia: «Nel momento in cui ci sarà l&#8217;approvazione definitiva del decreto, sarebbe importante introdurre delle regole che vincolino la concessione delle nuove licenze all&#8217;utilizzo di auto a gas, ibride e a gpl. Non solo, penso che i mezzi che saranno destinati a circolare nei centri urbani dovrebbero essere alimentati solo ad energia elettrica». «Sarebbe un modo concreto per affrontare il problema del peso del traffico automobilistico nell&#8217;inquinamento<br />
atmosferico -conclude Artusa &#8211; ed in particolare del PM10 e PM 2.5, argomento su cui sono impegnate la Regione e 24 città toscane che hanno in corso un protocollo specifico per l&#8217;inquinamento atmosferico».</font></p>
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		<title>Lettera sulle biomasse</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2006/lettera-sulle-biomasse/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2006 08:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Biomasse]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo che segue è scaturito da un incontro con gli istituzionali chiamati direttamente in causa nella Provincia di Ravenna. In allegato un documento già inviato alla Federazione Nazionale dei Verdi in febbraio. Nella nostra Provincia stanno proliferando richieste per centrali di incenerimento di biomasse, senza la verifica preventiva della necessaria produttività locale. Si profila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo che segue è scaturito da un incontro con gli istituzionali chiamati direttamente in causa nella Provincia di Ravenna.<br />
In allegato un documento già inviato alla Federazione Nazionale dei Verdi in febbraio.<br />
<span id="more-826"></span>Nella nostra Provincia stanno proliferando richieste per centrali di incenerimento di biomasse, senza la verifica preventiva della necessaria produttività locale.<br />
Si profila invece, a priori, l&#8217;ipotesi di chiedere maggiori sovvenzioni comunitarie per le produzioni agroenergetiche.<br />
Questo riguarda non soltanto gli zuccherifici soggetti a dismissione, ma altri impianti già esistenti, di cui si richiede l&#8217;ampliamento.</p>
<p>Il ricatto occupazionale è una costante a cui gli amministratori devono trovare, nell&#8217;urgenza, valide alternative.<br />
Facciamo notare che difficilmente la produzione agricola locale è in grado di sopperire all&#8217;alimentazione di queste centrali (mentre sappiamo che, in centrali simili già esistenti, sono bruciati rifiuti, quando manca il materiale prodotto in zona) e che in alcuni casi (Unigrà di Conselice, Oleificio Tampieri di Faenza) già si prospetta l&#8217;importazione di oli tropicali.<br />
L&#8217;utilizzo dei contributi comunitari e dei certificati verdi sarebbe un guadagno iniziale per i soli imprenditori, mentre l&#8217;inquinamento atmosferico, la modifica del traffico stradale legato al trasporto,  gli effetti sulle risorse idriche,l&#8217;aumento degli effetti della combustione -che noi, in pianura padana, non possiamo assolutamente permetterci &#8211; e ancora altro, sono tutti da considerare.</p>
<p>La situazione locale, dove ad esempio già sono sperimentate piccole centrali per la produzione di biogas in allevamenti zootecnici, favorirebbe sbocchi diversi dell&#8217;utilizzo delle biomasse, senza impoverire i terreni (come invece avverrebbe con l&#8217;incenerimento) anzi<br />
arricchendoli.</p>
<p>Gli istituzionali nei Comuni della  Provincia di Ravenna stanno affrontando quella che si prospetta come una vera emergenza, per cui chiediamo un sostegno effettivo con atti concreti a cui appoggiarci, come per esempio l&#8217;informazione puntuale su quanto avviene in Regione e nei Ministeri.</p>
<p>Alleghiamo intanto un documento condiviso, che parzialmente modifica (con una puntualizzazione importante) quello inviato a febbraio e su cui avemmo risposta dal Dott. Fabrizio Fabbri, senza, peraltro, alcun seguito.<br />
In attesa di una risposta in tempi brevi, ringraziamo.</p>
<p>Per la Federazione Provinciale:<br />
Isa Mariani &#8211; coordinamento istituzionali della Provincia di Ravenna</p>
<p>Stefano Argnani &#8211; Assessore Comune di Faenza<br />
Gianluigi Castellari &#8211; Assessore Comune di Russi<br />
Luciano Lama &#8211; Consigliere Comune di Conselice<br />
Riccardo Morfino &#8211; Consigliere Comune di Russi<br />
Alberto Visani &#8211; Consigliere Comune di Faenza</p>
<p><strong>BIOMASSE E AGRICOLTURA</strong></p>
<p>A fronte di un&#8217;agricoltura che a livello locale, ma non solo, versa in stato comatoso e in assenza di una qualsivoglia prospettiva di rilancio produttivo, si moltiplicano  sul nostro territorio le iniziative e i progetti di valorizzazione delle biomasse agricole per scopi energetici:<br />
ampi territori rurali, come quello di Russi ad esempio, dove la pesante riorganizzazione del settore saccarifero ha portato alla chiusura del locale stabilimento saccarifero, guardano pertanto con estremo interesse all&#8217;evolversi di  questi progetti che potrebbero creare nuove opportunità per il settore primario e per l&#8217;indotto collegato.</p>
<p>&#8221; Va però fatta anche un&#8217;ulteriore considerazione: le biomasse sono da considerarsi una fonte rinnovabile? E come incidono sui cambiamenti climatici (produzione di CO2?)L&#8217;utilizzo delle biomasse va considerato rinnovabile se quanto sottraggo all&#8217;ambiente naturale o agricolo corrisponde a quanto nuovamente sarà riprodotto: in un anno posso togliere all&#8217;ambiente tanti quintali di biomassa, quanti in quell&#8217;anno l&#8217;ambiente riprodurrà o naturalmente o artificialmente (coltivazioni agricole o riforestazioni). Non è rinnovabile la deforestazione del sud del mondo o il disboscamento delle nostre montagne.<br />
Per la CO2 il problema è un po&#8217; più complicato. Infatti, teoricamente, se tanti sono i quintali che si bruciano quanti quelli che si producono annualmente, la CO2 prodotta dalla combustione sarà circa uguale a quella inglobata dalle piante, grazie alla fotosintesi. Tuttavia, se consideriamo che le coltivazioni (erbacee o arboree) richiedono impiego di fertilizzanti chimici di sintesi e fitofarmaci, oltre a macchine agricole e trasporto dei prodotti, ciò significa che sono richieste grandi quantità di energia di origine fossile che produce CO2. Pertanto il bilancio non è più in equilibrio, perché vi è una produzione netta di CO2 a causa dell&#8217;impiego di energia fossile, non rinnovabile: le biomasse utilizzabili devono dunque essere o naturali o prodotte biologicamente.&#8221; (G.Tamino)</p>
<p>E&#8217; parere diffuso inoltre che l&#8217;uso migliore delle biomasse, dal punto di vista dell&#8217;efficienza energetica del processo,  non sia la conversione in energia elettrica, ma piuttosto la trasformazione in energia termica, cioè in calore, oppure la produzione di combustibili<br />
solidi (pellets), liquidi (biodiesel, etanolo) o gassosi (biogas), meglio ancora se queste produzioni sono integrate fra loro.</p>
<p>Vogliamo dunque ricordare che un impianto per produrre energia da biomasse, del tipo di quelli prospettati sinora,  altro non è che un inceneritore, e per questo crediamo che sia bene subito sgombrare il campo da una serie di equivoci,  anche per non illudere il mondo<br />
agricolo disorientato e numerosi lavoratori dal futuro incerto,  pronti a dar fiducia a progetti ancora poco chiari.</p>
<p>Quello che va assolutamente evidenziato è che per la produzione di energia elettrica da biomasse, un impianto di media grandezza deve poter produrre almeno 10 o 12 Mw ,   ciò richiede la disponibilità, nei dintorni ,di  terreni coltivati appositamente per ricavare almeno 10.000 tonnellate di legno all&#8217;anno, con tutto quello che ciò comporta, dai costi del trasporto, fino ai costi stessi delle biomasse che in Italia non sono paragonabili a quelli irrisori dell&#8217;Est Europa, che già approdano al porto di Ravenna  mettendo  in dubbio le possibili rendite dei coltivatori locali.</p>
<p>Osservato che il processo di conversione delle biomasse in energia comporta grosse perdite  di rendimento, ci chiediamo innanzi tutto quanto l&#8217;industria può pagare all&#8217;agricoltore le biomasse appositamente coltivate: i dati disponibili segnalano che in assenza di sostegni alle produzioni, questo prezzo pagato  resti troppo basso per stimolare l&#8217;agricoltore a modificare i propri piani colturali.</p>
<p>Posto poi anche che un impianto da 10 Mw individui un favorevole bacino produttivo di circa 1.000 ettari  che ne  assicuri l&#8217;attività, vorremmo garanzie che in caso di carenza di biomassa non si ricorra a scorciatoie pericolose, fra le tante attualmente sul mercato, e primo fra tutti il CDR, ossia Combustibile Da Rifiuto che altro non è che rifiuto urbano<br />
triturato e imballato, nel quale più derivati dal petrolio (plastica) sono presenti  più resa calorifica ottiene.</p>
<p>Per quanto detto non escludiamo che esista una possibilità di impiegare proficuamente le biomasse: basti pensare all&#8217;uso termico domestico e condominiale, o al pellet, un combustibile ecologico prodotto pressando la polvere derivante dalla sfibratura dei residui legnosi. In Svezia , dove il pellet è incentivato,  se ne consumano circa 1 milione di<br />
tonnellate all&#8217;anno. Bisogna anche guardare con attenzione alla produzione di bio-carburanti che vanno però debitamente incentivati e resi obbligatori per norma. Restiamo perplessi invece per le generiche e frettolose prospettive di riconversione industriale apprese dalla stampa e  da qualche Amministratore poco informato.</p>
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		<title>Materiale aXinfo &#8211; Aperitivo tematico sull&#8217;inquinamento di Forlì</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jun 2006 08:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringrazio ancora Andrea Zanfini per la disponibilità a parlare di questo tema al secondo aperitivo tematico organizzato al Caffé della Borsa. Pubblico qui il materiale che ha utilizzato: - Traccia aperitivo tematico sull&#8217;inquinamento atmosferico di Forlì - Tabelle delle emissioni - Presentazione tesi Zanfini Il prossimo appuntamento sarà martedì prossimo, stessa ora stesso posto (18.30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio ancora Andrea Zanfini per la disponibilità a parlare di questo tema al <a href="http://www.alessandroronchi.net/forli/2006/06/16/axinfo-aperitivo-tematico-sullinquinamento-di-forli/ ">secondo aperitivo tematico organizzato al Caffé della Borsa.</a></p>
<p>Pubblico qui il materiale che ha utilizzato:</p>
<p>- <a href="http://www.alessandroronchi.net/forli/wp-content/uploads/2006/06/traccia%20aXinfo%20Zanfini.pdf">Traccia aperitivo tematico sull&#8217;inquinamento atmosferico di Forlì</a><br />
- <a href="http://www.alessandroronchi.net/forli/wp-content/uploads/2006/06/TABELLE%20emissioni.pdf">Tabelle delle emissioni</a></p>
<p>- <a href="http://www.alessandroronchi.net/forli/wp-content/uploads/2006/06/PresentazioneZanfini.pdf">Presentazione tesi Zanfini</a></p>
<p>Il prossimo appuntamento sarà martedì prossimo, stessa ora stesso posto (18.30 &#8211; Caffé della Borsa).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>aXinfo &#8211; Aperitivo tematico sull&#8217;inquinamento di Forlì</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2006/axinfo-aperitivo-tematico-sullinquinamento-di-forli/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jun 2006 13:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 20 ore 18.30 al Caffé della Borsa, Piazza Saffi Forlì, si terrà il secondo aperitivo informativo, incentrato questa volta sul tema dell&#8217;inquinamento atmosferico da veicoli ed i risultati ottenuti per il Comune di Forlì, con Andrea Zanfini, che ha fatto su questo la propria tesi di laurea (pubblicata anche qui: http://www.alessandroronchi.net/forli/2006/02/03/valutazione-delle-emissioni-da-parte-del-parco-veicolare-dellarea-urbana-di-forli) Come per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 20 ore 18.30 al Caffé della Borsa, Piazza Saffi Forlì, si terrà il secondo aperitivo informativo, incentrato questa volta sul tema dell&#8217;inquinamento atmosferico da veicoli ed i risultati ottenuti per il Comune di Forlì, con Andrea Zanfini, che ha fatto su questo la propria tesi di laurea (pubblicata anche qui:</p>
<p>http://www.alessandroronchi.net/forli/2006/02/03/valutazione-delle-emissioni-da-parte-del-parco-veicolare-dellarea-urbana-di-forli)</p>
<p>Come per il primo appuntamento ognuno paga per quello che beve, l&#8217;argomento se possibile non verrà trattato a senso unico ma sarà possibile dare contributi, fare domande e proporre idee.</p>
<p>Vi prego di diffondere la notizia ai vostri contatti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Settimana Ecologica: seconda edizione</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2006/settimana-ecologica-seconda-edizione/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 May 2006 22:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandroronchi.net/?p=726</guid>
		<description><![CDATA[La Sez. WWF di Forlì organizza, dal 15 al 21 maggio, la seconda edizione della &#8220;Settimana Ecologica WWF&#8221;. Gli argomenti di quest&#8217;anno sono: - il car sharing del WWF Forlì: parte il progetto - inquinamento atmosferico e mobilità¬ - inquinamento atmosferico e verde urbano - energia da biomasse - acqua e biodiversità, acqua e privatizzazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Sez. WWF di Forlì organizza, dal 15 al 21 maggio, la seconda edizione della &#8220;Settimana Ecologica WWF&#8221;.</p>
<p>Gli argomenti di quest&#8217;anno sono:<br />
- il car sharing del WWF Forlì: parte il progetto<br />
- inquinamento atmosferico e mobilità<br />¬<br />
- inquinamento atmosferico e verde urbano<br />
- energia da biomasse<br />
- acqua e biodiversità, acqua e privatizzazioni<br />
- filiera agricola corta e gruppi d&#8217;acquisto solidali<br />
- bioarchitettura e energie rinnovabili</p>
<p>il programma generale lo trovate sul sito <a href="http://www.wwf.it/forli">www.wwf.it/forli</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Considerazioni sul piano provinciale dei rifiuti</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2006/considerazioni-sul-piano-provinciale-dei-rifiuti/</link>
		<comments>http://alessandroronchi.net/2006/considerazioni-sul-piano-provinciale-dei-rifiuti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 12:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Come già scritto, domani il piano dei rifiuti andrà in Consiglio Provinciale. Ricevo e faccio mie le considerazioni scritte da Davide Fabbri, in linea con tutte le decisioni dell&#8217;esecutivo dei Verdi (del quale faccio parte) e del consiglio Federale. Il partito, quindi, la pensa così. PIANO PROVINCIALE per la GESTIONE DEI RIFIUTI (PPGR) Analisi, proposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come già scritto, domani il piano dei rifiuti andrà in Consiglio Provinciale. Ricevo e faccio mie le considerazioni scritte da Davide Fabbri, in linea con tutte le decisioni dell&#8217;esecutivo dei Verdi (del quale faccio parte) e del consiglio Federale.</p>
<p>Il partito, quindi, la pensa così.<br />
<span id="more-548"></span></p>
<blockquote><p>PIANO PROVINCIALE per la GESTIONE DEI RIFIUTI (PPGR)</p></blockquote>
<blockquote><p>Analisi, proposte e considerazioni<br />
di Davide Fabbri<br />
dell’Esecutivo Provinciale dei Verdi</p>
<p>Il presente documento cerca di mettere in evidenza i dubbi e le perplessità sul Piano Gestione Rifiuti elaborato dall’Amministrazione Provinciale, formulando al tempo stesso proposte di merito.</p>
<p>Il Piano Provinciale non promuove un cambiamento del registro nelle politiche sui rifiuti.</p>
<p>Il Piano, valevole per il decennio 2005 – 2015, si caratterizza sui seguenti aspetti (in sintesi i contenuti e gli obiettivi di rilievo):</p>
<p>- Realizzazione immediata del mega inceneritore di Coriano di Forlì da 120.000 t/anno: riteniamo ingiustificato l’assunto della necessità di un inceneritore di tale potenzialità, che si vuole autorizzare senza neppure attendere i risultati di un più efficiente sistema di R.D.<br />
- Incremento della produzione dei rifiuti (aumento dell’1% annuo), in netto contrasto con i principi di “Agenda 21” e in direzione opposta rispetto agli obiettivi indicati nel protocollo di Kyoto<br />
- Aumento conferimento rifiuti presso inceneritori<br />
- Stabilità nei conferimenti rifiuti presso discariche<br />
- La previsione di incremento della raccolta differenziata (35,4% al 2007, 50,4% al 2009, 60% al 2014) si limita pertanto ad una dichiarazione di intenti, poiché prevalgono nel Piano da un lato politiche di forte incenerimento e di conferimento in discariche dei rifiuti, e dall’altro è carente la strategia per il perseguimento delle % previste di raccolta differenziata<br />
- Non viene fatta una valutazione attenta relativa agli aumenti degli impatti ambientali degli inceneritori per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico</p>
<p>Come si vede, nulla di nuovo sotto il sole; tale gestione dei rifiuti, basata sulle modalità di smaltimento attraverso l’incenerimento e la discarica, ignora colpevolmente che esse deprimono e rendono ancora più difficile il perseguimento di politiche di prevenzione, riduzione, riciclo e recupero dei materiali presenti nelle diverse frazioni dei rifiuti; tale politica la reputiamo inaccettabile, letteralmente tossica per la salute e per l’ambiente.</p>
<p>E pensare che una svolta delle politiche sui rifiuti sarebbe necessaria.<br />
Basta osservare i dati della raccolta differenziata nella nostra Provincia.<br />
La RD dei rifiuti nel nostro territorio provinciale sta segnando il passo.<br />
La nostra provincia – con il 22% &#8211; è ultima nella graduatoria regionale per quanto riguarda le percentuali di R.D.<br />
E’ quanto emerge dai dati raccolti dall’Autorità Regionale sui rifiuti:<br />
Reggio Emilia  42,1%<br />
Ravenna         35%<br />
Ferrara           33%<br />
Modena          32,5%<br />
Piacenza         32,2%<br />
Parma            28%<br />
Rimini            25%<br />
Bologna         24,9%<br />
Forli-Cesena   22%</p>
<p>Per i Verdi è indispensabile opporsi alla costruzione di enormi e sovradimensionati inceneritori come quello di Coriano di Forlì, che, se realizzati, metteranno in un angolo le politiche di raccolta differenziata: far prevalere l’incenerimento dei rifiuti significa contrastare nettamente le politiche di raccolta differenziata e il loro riciclo; è inammissibile e ingiustificabile sostenere che sia compatibile sviluppare elevati livelli di raccolta differenziata dei RSU e contestualmente promuovere il loro inquinante incenerimento, chiamato eufemisticamente “termovalorizzazione”.</p>
<p>Qui si vuole riconoscere:<br />
a) la incompatibilità e intrinseca contrapposizione fra riciclo e incenerimento<br />
b) l’inceneritore è fonte di pesante inquinamento dell’atmosfera:  la miscela di materie incenerite è imprevedibile e mutevole nel tempo, varia a seconda del processo di separazione, il che rende continuamente variabile e imprevedibile la composizione dei gas che escono dai camini e inefficace qualsiasi operazione di abbattimento dell’inquinamento atmosferico</p>
<p>Lo smaltimento dei rifiuti in Italia è disciplinato dal Decreto “Ronchi”; tale decreto stabilisce chiaramente che il problema dei rifiuti deve essere risolto, anche con adeguati finanziamenti, con i seguenti principali interventi (art. 4):<br />
- reimpiego e riciclaggio delle merci usate e dei rifiuti<br />
- altre forme di recupero di materia prima dai rifiuti<br />
- misure economiche e condizioni di appalto che prevedono l’impiego dei materiali recuperati dai rifiuti<br />
Per ultimo il decreto prevede la “utilizzazione dei rifiuti come combustibile per produrre energia”.<br />
Il Decreto precisa che le operazioni di gestione dei rifiuti devono far diminuire la quantità dei rifiuti destinati ad operazioni di smaltimento, cioè alle discariche e all’incenerimento.<br />
Il Piano dell’Amministrazione Provinciale non fa propri gli obiettivi principali del decreto – reimpiego, recupero, raccolta differenziata di materiali riciclabili, riciclo, riprogettazione delle merci e dei manufatti – che offrirebbero – se attuati &#8211; una grande occasione per una importante svolta tecnico-scientifica ed industriale.</p>
<p>Occorre costruire una reale alternativa ad un sistema di raccolta e smaltimento finale dei rifiuti che sta mostrando tutti i suoi limiti.</p>
<p>Si propone di:</p>
<p>· trasformare l’attuale sistema di raccolta fatto con cassonetti stradali, che ha un limite strutturale di raccolta differenziata non superiore al 30-35%, in una raccolta “porta a porta”, domiciliare, con l’eliminazione di tutti i contenitori stradali; un sistema che, ovunque applicato, ha dato risultati anche superiori al 70% di materiale inviato a riciclaggio, oltre ad indurre ad una diminuzione della produzione di rifiuti del 20%, il tutto agli stessi costi complessivi attualmente sostenuti dai cittadini della Provincia di Forli-Cesena;</p>
<p>· promuovere la riduzione dei rifiuti attraverso il compostaggio domestico, la riduzione dei beni usa e getta, specie nelle iniziative pubbliche, la definizione di accordi di programma per ridurre l’uso degli imballaggi negli esercizi commerciali, l’uso della distribuzione alla spina per detersivi e bevande, e qualsiasi altra azione che si traduca in una riduzione concreta dei rifiuti.</p>
<p>Proposte quindi, capaci di incentivare la riduzione effettiva dei rifiuti prodotti, e il deciso aumento delle quote di rifiuti avviati a riciclaggio, soluzioni che rappresentano i cardini della nuova politica di gestione dei rifiuti.</p>
<p>Le Amministrazioni dei Comuni più importanti in questo territorio (Cesena e Forlì) e l’Amministrazione Provinciale si devono riappropriare delle proprie prerogative, dando un alt al concessionario del servizio HERA spa, che finora ha preteso di far adeguare le politiche dei Comuni e della Provincia al proprio piano industriale, e di dettare le politiche ambientali e dei servizi degli Enti Locali.</p>
<p>Il Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti si è adeguato e appiattito sul piano industriale del gestore Hera spa, mirato a fare business coi rifiuti che, attraverso la distorta interpretazione del Decreto “Ronchi”, prevede la moltiplicazione dello smaltimento tramite inceneritori e una politica di raccolta finalizzata a questo obiettivo, senza alcun impegno rivolto alla qualità del servizio ed alla salvaguardia della salute dei cittadini e dell’ambiente.</p>
<p>La situazione delle politiche sui rifiuti è tale da imporre una revisione radicale degli approcci al problema fino ad ora adottati. Cosa che il piano non introduce.</p>
<p>Ricordiamo che il decreto “Ronchi”, che recepisce le più importanti direttive europee in tema di rifiuti, ha introdotto nel nostro paese un moderno sistema di gestione dei rifiuti, informato a tre principi fondamentali più volte enunciati anche nella normativa europea e italiana:<br />
- la riduzione della produzione di rifiuti, obiettivo che riveste carattere di assoluta priorità e al quale devono essere subordinati sia l’organizzazione della raccolta che il perseguimento della valorizzazione dei rifiuti prodotti;<br />
- la valorizzazione di tutte le frazioni recuperabili dei rifiuti, nei limiti della compatibilità con i vincoli di ordine tecnico, economico e ambientale esistenti;<br />
- il conferimento e la raccolta differenziata dei rifiuti (RD), sia urbani che industriali.<br />
Questi tre principi rappresentano altrettanti perni di una svolta radicale rispetto al precedente &#8211; e ancora in gran parte vigente &#8211; sistema di gestione dei rifiuti, sostanzialmente fondato sulla raccolta indifferenziata dei rifiuti sia urbani che industriali e sulla pratica dello smaltimento del rifiuto tal quale tramite incenerimento e interramento; pratica che ha di fatto portato ad una crescita pressoché continua della quantità di rifiuti prodotti, al di fuori di qualsiasi meccanismo di autoregolazione del sistema.<br />
La proposta di Piano Rifiuti non tiene doverosamente conto di questa necessaria inversione di rotta.<br />
Fino ad ora i residui della produzione e del consumo, non potendoli eliminare, sono stati nascosti (interrandoli nelle discariche) o “trasferiti” in atmosfera (mediante combustione &#8211; incenerimento), nel suolo e nelle acque come scorie e reflui, lasciando in eredità alle generazioni future il loro carico inquinante.<br />
Inoltre non si può continuare ad allontanare i rifiuti da un insediamento se non a scapito di un insediamento diverso: le lotte e le mobilitazioni contro le localizzazioni di nuovi e vecchi impianti di smaltimento dei rifiuti sono la dimostrazione che non esiste più una &#8220;terra di nessuno&#8221; dove sbarazzarsi dei propri residui.<br />
Alla base del nuovo sistema di gestione previsto dalle normative è che si deve imparare a convivere con i residui della produzione e del consumo; che, proprio per questo, devono essere gestiti innanzitutto in modo da minimizzarne la quantità e la pericolosità; in modo da facilitarne al massimo la re-immissione in nuovi cicli produttivi; quando ciò non sia possibile, in modo da consentirne la restituzione all’ambiente da cui provengono senza alterare gli equilibri dell’ecosistema in cui sono immessi e riducendo al massimo il disagio delle persone che entrano a contatto con una o più fasi del loro ciclo.</p>
<p>Nella civiltà dei consumi &#8211; e soprattutto in quella dominata dal principio dell’usa  e getta – le nostre città si sono trasformata in un enorme imbuto dove convergono merci provenienti da tutto il globo per essere &#8220;macinate&#8221; e trasformate, in un periodo sempre più breve, in rifiuti inutilizzabili.<br />
Questo meccanismo si è rivelato insostenibile sia dal punto di vista ambientale, sia, sempre più, anche dal punto di vista economico.<br />
Una gestione dei rifiuti urbani volta al recupero e alla valorizzazione dei residui del consumo può rivelarsi una leva fondamentale per imprimere una svolta alla logica dissipativa che presiede, a livello globale, al funzionamento del sistema produttivo.<br />
L&#8217;obiettivo a cui puntare – e che il Piano Provinciale trascura completamente &#8211; è rappresentato da quella che in termini tecnici si chiama &#8220;economia ad emissione zero&#8221;, vale a dire un sistema economico in cui gli input di ogni processo produttivo siano costituiti in via prioritaria dai residui del consumo o di altri processi produttivi, riducendo ai minimi termini tanto la produzione di residui non riutilizzabili, quanto la pressione sull’ambiente per estrarre risorse vergini.<br />
Anche se, allo stato attuale delle conoscenze tecniche e dell&#8217;organizzazione economica, un progetto del genere può avere solo un valore regolativo, è importante che la gestione dei rifiuti sia finalizzata non solo a massimizzare la quota dei residui sottoposta a riciclaggio, o ad altre forme di recupero, ma anche e soprattutto a individuare ed evidenziare nuove possibilità di recupero non ancora sfruttate.<br />
Questo sarà tanto più facile quanto più i consumatori e il sistema distributivo saranno messi in grado, dalle metodiche di conferimento e raccolta adottate, di analizzare meglio le caratteristiche dei propri consumi per promuovere una riduzione dei prodotti che generano rifiuti o un più facile recupero di questi ultimi.<br />
Seguendo l’ordine di priorità indicato dalla normativa europea, nazionale e regionale, il Piano Gestione Rifiuti avrebbe dovuto dare la massima priorità alle iniziative tese alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti urbani prodotti. La riduzione dei rifiuti andrebbe perseguita su due diversi piani:<br />
Azioni dirette<br />
Sono quelle che rientrano nelle competenze istituzionali degli enti locali. Tra queste:<br />
- accordi di programma &#8211; da riproporre, possibilmente, a livello provinciale  &#8211; con le associazioni dei ristoratori, dei gestori di pubblici esercizi, dei commercianti, della grande distribuzione e della distribuzione organizzata, per promuovere la riduzione degli imballaggi superflui e la sostituzione degli imballaggi a perdere con imballaggi a rendere, utilizzando protocolli di comportamento concordati e premiando i comportamenti virtuosi con un marchio di qualità ambientale assegnato da un apposito comitato, marchio che potrà essere utilizzato come strumento promozionale e tradursi anche in beneficio finanziario attraverso uno sconto sulla tariffa;<br />
- maggiore controllo sui conferimenti di rifiuti speciali e assimilabili al circuito di raccolta dei RSU da parte di piccole imprese industriali, artigiane o commerciali, anche attraverso la promozione &#8211; insieme ad altri soggetti &#8211; di servizi di raccolta di queste tipologie di rifiuti specificamente rivolte a questa categoria di utenza;</p>
<p>- promozione di un’indagine su tutte le forniture utilizzate dagli uffici e dai servizi comunali e, eventualmente anche da altre amministrazioni pubbliche o private che ne facciano richiesta, per studiare le possibilità di una loro sostituzione con prodotti che generino meno rifiuti, o rifiuti più facilmente gestibili a livello di RD e di recupero;<br />
- promozione di &#8220;ecocentri&#8221; per la raccolta, il recupero e l’eventuale re-immissione su mercati paralleli dell’usato, di una vasta tipologia di rifiuti ingombranti, o di loro componenti ancora utilizzabili;<br />
- promozione di servizi di assistenza a feste e manifestazioni pubbliche che mettano a disposizione stoviglie pluriuso evitando &#8211; contestualmente ad una sua penalizzazione in sede di tariffazione del servizio di nettezza urbana &#8211; il ricorso a stoviglie usa e getta,<br />
- promozione e incentivazione del compostaggio domestico;<br />
- campagne di educazione ambientale indirizzate alle scuole, alle associazioni professionali e volontarie, agli operatori della comunicazione, volte a diffondere una maggiore conoscenza delle origini, della destinazione finale, degli impatti ambientali e delle possibilità di recupero degli articoli di maggiore uso corrente; in modo da rendere i cittadini-utenti più responsabili nei confronti delle proprie scelte di acquisto. In questa direzione andrà valorizzata al massimo le opportunità offerte dalla RD come occasione per riflettere sui propri consumi e sui vantaggi e i costi, economici e ambientali, di ogni singolo acquisto.<br />
Azioni indirette<br />
Sono le azioni che non rientrano nelle competenze attuali degli enti locali, ma rispetto alle quali questi possono e devono assumere un ruolo attivo, di individuazione, di elaborazione, di proposta e di pressione sui centri decisionali competenti, per promuovere una riconversione del sistema produttivo in direzione di una maggiore sostenibilità:<br />
- organizzare la RD in forma sufficientemente diversificata &#8211; non solo per frazione conferita, ma anche per tipologia di utente &#8211; da mettere in grado gli enti locali  di raccogliere e sintetizzare, attraverso una consultazione con le categorie interessate &#8211; tutte le indicazioni, relative a possibili modifiche dei prodotti, degli imballaggi o delle loro modalità di distribuzione atte a ridurre le quantità di rifiuti prodotti, o a renderne più facile l’identificazione merceologica, la raccolta, il trattamento e il recupero. Questa attività dovrà diventare oggetto di una consultazione periodica con gli operatori interessati e, attraverso di essa, andranno raccolte e validate indicazioni operative da presentare agli organismi interessati: il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), i Ministeri dell’Ambiente e dell’Industria, le Associazioni di settore, gli Istituti di ricerca, ecc.<br />
- promuovere campagne di comunicazione per dissuadere sia gli operatori commerciali che la generalità dei cittadini dall’uso di prodotti che creano particolari problemi alla gestione dei rifiuti e che possono essere sostituiti da beni di utilità equivalente, ma meno problematici dal punto di vista ambientale.</p>
<p>LA RACCOLTA DIFFERENZIATA<br />
La raccolta differenziata nei Comuni della nostra Provincia è ferma al palo.<br />
I dati forniti dalla Provincia indicano una situazione abbastanza desolante per quanto riguarda la raccolta differenziata.<br />
La Provincia di Forlì-Cesena è collocata all’ultimo posto in Regione per quanto riguarda le percentuali di R.D.<br />
Siamo passati dal 10,8% nel 1997 al 22,6% nel 1999, mentre negli ultimi cinque anni è stata registrata una situazione di stabilità e di leggero calo.<br />
Si ritiene pienamente raggiungibile l’obiettivo del 35 % in peso della R.D. dei R.S.U. entro il 2006 e realistico proporre l’obiettivo del 50 % entro il 2008, 70% entro il 2009, a patto di non realizzare la nuova linea di incenerimento di rifiuti da 120.000 t/anno.<br />
Gli strumenti principali da attivare a questo fine devono essere:<br />
- una azione generale e sistematica di informazione dei cittadini e degli utenti sull’andamento della R.D. &#8211; da svilupparsi sia con campagne promozionali di pubblicità-progresso che attraverso un intenso colloquio con i media &#8211; tesa a rendere totalmente trasparente l’operazione; evidenziando pubblicamente i dati relativi ai quantitativi raccolti, alla loro qualità, ai risultati dei trattamenti a cui vengono sottoposti, ai relativi costi, alla destinazione dei materiali, ai benefici occupazionali, agli ostacoli incontrati nella loro vendita o cessione. Ciò nella convinzione che il modo migliore per motivare i cittadini-utenti a collaborare con il nuovo sistema sia quello di renderli partecipi e consapevoli dei costi, dei benefici e degli ostacoli in cui si incorre;<br />
- una modulazione delle tre principali metodiche di raccolta (porta a porta, cassonetti stradali, centri di conferimento) in funzione delle caratteristiche edilizie e urbanistiche degli insediamenti serviti, della composizione socio-professionale dell’utenza, della tipologia dei rifiuti prodotti dalle diverse categorie di operatori economici serviti, in modo da fornire al servizio di raccolta il massimo di &#8220;domiciliazione&#8221; e di &#8220;personalizzazione&#8221; possibili, anche grazie all’utilizzo di strumenti informatici di catalogazione dell’utenza e di ottimizzazione dei percorsi di raccolta;<br />
- l’adeguamento a queste esigenze delle attrezzature, della logistica, degli strumenti di governo del servizio e soprattutto della professionalità degli operatori della raccolta, in modo che il passaggio al nuovo sistema di RD nasca da motivazioni condivise dal personale e faciliti la comunicazione &#8211; al massimo livello di articolazione possibile &#8211; tra utenti e operatori del servizio.<br />
Gli enti locali si devono inoltre impegnare  per favorire o agevolare il reperimento di uno sbocco commerciale o &#8211; in mancanza di questo &#8211; ambientalmente compatibile, per tutte le frazioni dei rifiuti provenienti dalla RD o dalla selezione e dal trattamento della residua frazione indifferenziata.<br />
In particolare:<br />
- avviando le frazioni secche della RD, a imprese di stoccaggio, di selezione o impegnate nel riutilizzo diretto dei materiali raccolti. Lo sbocco per questi materiali e la remunerazione del costo aggiuntivo comportato dalla loro raccolta in forma differenziata dovrebbero essere garantiti dal CONAI, nell’ambito degli accordi di programma tra questo organismo, l’ANCI e i Ministeri dell’Ambiente e dell’Industria.<br />
- avviando la frazione organica e quella verde provenienti dalla R.D. a compostaggio, per la produzione di compost verde (di qualità certificata)<br />
- promuovendo il conferimento, la selezione e il trattamento dei rifiuti ingombranti secondo modalità che ne garantiscano il massimo recupero secondo una sequenza che preveda: valutazione dello stato del bene; restauro, riparazione e re-immissione del bene recuperabile sul mercato dell’usato; smontaggio e messa in sicurezza del bene non recuperabile; recupero e commercializzazione di componenti; selezione e compattazione dei materiali omogenei da avviare al riciclaggio.<br />
Si propone inoltre di promuovere una nuova occupazione: è una ricaduta e un beneficio importantissimo, anche se non ne costituisce l’obiettivo prioritario, dato che le finalità fondamentale delle nostre proposte sono la tutela ambientale, la riduzione degli scarti, fino al limite di un’economia a emissione zero, nel lungo periodo.<br />
Tuttavia è evidente che una gestione articolata e accurata dei diversi flussi di materiali ricavabili dai rifiuti costituisce una fonte di nuova occupazione e di eventuale nuova imprenditorialità, in larga parte a costo zero, soprattutto sul lungo periodo: vale a dire finanziabile con i risparmi realizzati abbandonando un sistema di smaltimento improntato allo spreco (inceneritori e discariche), ambientalmente dannoso e, alla lunga, anche molto costoso. Le nuove opportunità occupazionali possono intervenire:<br />
- nella fase della raccolta, soprattutto nella raccolta porta-a-porta e nella gestione degli eco-centri:<br />
- nella selezione, nel restauro e nella commercializzazione di beni durevoli ancora utilizzabili, sottratti al flusso dei rifiuti;<br />
- nelle fasi dello stoccaggio, della selezione e del trattamento delle frazioni tradizionali (o secche) dei RSU (vetro, carta, plastica, legno, metalli), che richiederanno un sicuro aumento di capacità, ma, verosimilmente, anche soluzioni più sofisticate di selezione e commercializzazione;<br />
- nella fase dello smontaggio, della messa in sicurezza e del recupero di componenti dei beni durevoli (a partire dagli autoveicoli e dagli elettrodomestici);<br />
- nelle attività di ricerca&amp;sviluppo, sia tecnica che economica, di nuovi processi, nuovi prodotti e nuovi mercati per i materiali riciclati;<br />
- nelle attività di comunicazione, educazione e informazione, che sono una componente essenziale di tutto un nuovo modello di gestione dei rifiuti;<br />
- nel supporto al governo complessivo del ciclo, che è una vera e propria attività di pianificazione e che richiede l’attivazione di numerose professionalità qualificate.</p>
<p>Cesena, 3 febbraio 2006</p>
<p>Davide Fabbri<br />
Consigliere comunale dei Verdi di Cesena (FC)<br />
Componente Esecutivo Provinciale dei Verdi di Forlì-Cesena<br />
Tel 0547.600294 – 333.1296915<br />
e-mail: davide.fa@virgilio.it</p></blockquote>
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		<title>Interrogazione in Regione sulla Centrale a Biomasse</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2006 15:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è il testo dell&#8217;interrogazione presentata da Daniela Guerra al Consiglio Regionale dell&#8217;Emilia-Romagna sulla centrale a biomasse che si intende realizzare a Casemurate. Bologna, 16 gennaio 2006 Al Presidente dell’Assemblea legislativa regionale INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Premesso che: - La società Agricola Agrichallenge srl ha presentato il progetto di una centrale elettrica alimentata a bio-masse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è il testo dell&#8217;interrogazione presentata da Daniela Guerra al Consiglio Regionale dell&#8217;Emilia-Romagna sulla centrale a biomasse che si intende realizzare a Casemurate.</p>
<blockquote><p> Bologna, 16 gennaio 2006</p>
<p>                                                                                                              Al Presidente<br />
dell’Assemblea legislativa regionale </p>
<p>INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA</p>
<p>Premesso che:</p>
<p>-	La società Agricola Agrichallenge srl ha presentato il progetto di una centrale elettrica alimentata a bio-masse da costruirsi nella frazione di Casemurate in provincia di Forlì;</p>
<p>-	i proponenti dichiarano che tale struttura servirà a produrre corrente elettrica utilizzando come combustibile scarti delle lavorazioni agricole, della lavorazione del legname, sfalci e potature;</p>
<p>-	nel progetto è previsto che la centrale produrrà 22 Megawatt di energia, bruciando 170 mila tonnellate all’anno di combustibile, e si prevede di utilizzare 7 mila ettari di terreno circostante con coltivazioni da usarsi come combustibile; </p>
<p>-	il progetto è in fase di scoping preliminare di Valutazione di Impatto Ambientale, come previsto dalla LR n. 9/99;</p>
<p>Tutto ciò premesso si</p>
<p>INTERROGA</p>
<p>la Giunta regionale e l’Assessore competente in materia al fine di sapere:</p>
<p>-	come pensa la Regione di riuscire a mantenere entro la norma i valori delle più note sostanze inquinanti permettendo la costruzione di un nuovo impianto industriale nel Comune di Forlì, tenendo conto del fatto che il documento “Linee di indirizzo per l’espletamento delle funzioni degli Enti locali in materia di inquinamento atmosferico” approvato nell’anno 2001 classifica la zona come “territorio ad elevata attività antropica e industriale” e la inserisce tra i territori di ZONA A, ovvero “territori più densamente popolati nei quali sono presenti stabilimenti industriali che per potenzialità produttiva o per numero possono provocare un elevato inquinamento atmosferico, con probabile rischio di episodi acuti di inquinamento”;</p>
<p>-	se nello scoping la Regione prevederà che lo studio d’impatto ambientale faccia anche un bilancio complessivo di emissione di gas serra,tenendo conto anche di tutte le emissioni provocate dal trasporto dei materiali;</p>
<p>-	se prima di autorizzare impianti di tal genere non sia opportuno attendere il Piano Energetico Regionale e i suoi indirizzi che, auspichiamo, si orientino in maniera prioritaria alla promozione e sostegno di impianti di microcogenerazione.</p>
<p>                                                                                                    Daniela Guerra
</p></blockquote>
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		<title>Primo blocco del Traffico</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2006 09:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico un comunicato dall&#8217;Assessore alla Mobilità Sostenibile del Comune di Forlì Sandra Morelli Il dibattito, utilissimo, dopo il primo blocco del traffico evidenzia contraddizioni più apparenti che reali fra i provvedimenti in essere: quali effetti? Blocco inefficace? Quali interventi strutturali? Ecc… Il blocco del traffico è una misura contingente che serve e viene adottata SOLO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico un comunicato dall&#8217;Assessore alla Mobilità Sostenibile del Comune di Forlì Sandra Morelli</p>
<blockquote><p>Il dibattito, utilissimo, dopo il primo blocco del traffico evidenzia contraddizioni più apparenti che reali fra i provvedimenti in essere: quali effetti? Blocco inefficace? Quali interventi strutturali? Ecc…</p>
<p>Il blocco del traffico è una misura contingente che serve e viene adottata SOLO per contrastare l’emergenza sanitaria (non di mobilità), prodotta dal continuo superamento dei limiti di legge sulla presenza delle polveri ultrasottili nell’aria che respiriamo.</p>
<p>Gli interventi strutturali, al contrario, sono interventi per modificare la mobilità e, in particolare, per favorire modalità di spostamento diverse dall’uso dell’auto privata: trasporto pubblico, piste ciclabili, percorsi pedonali, zone “30”, rotatorie per fluidificare il traffico, incentivi per trasformare le auto a benzina in auto alimentate a gpl o gas metano….</p>
<p>Gli uni non sono in contraddizione con gli altri ma si attuano – come avviene a Forlì – contemporaneamente proprio perché integrativi ed entrambi necessari.<br />
<span id="more-526"></span><br />
La richiesta di interventi strutturali – condivisa ovviamente e perseguita nei fatti dall’Amministrazione Comunale – non può diventare però una sorta di “richiamo” fine a sé stesso!<br />
Anche gli interventi strutturali – da tutti voluti a gran voce – trovano ostacolo alla loro realizzazione perché modificano l’uso delle strade, le abitudini consolidate e richiedono collaborazione e disponibilità al cambiamento.</p>
<p>Fare una pista o un percorso ciclabile, quando si interviene sulle strade esistenti (per le nuove il discorso è diverso perché si possono progettare fin dall’inizio comprendendo tutti gli usi che si faranno di quella determinata strada) può voler dire sottrarre spazio alle auto e, in particolare, alla loro sosta su carreggiata o sui marciapiedi… E a questo, spesso,  cittadini, commercianti, pendolari, ecc.. si oppongono fermamente.</p>
<p>Potenziare il Trasporto Pubblico non significa solo mettere più corse &#8211; anche perché nelle ore di punta i nostri autobus passano ogni 10 minuti &#8211; ma garantire che possano rispettare questi tempi e, pertanto, dare loro corsie preferenziali, accesso a zone della città  che non possono essere raggiunte con la propria auto, e così via…</p>
<p>Sugli effetti del blocco del traffico.<br />
Questi devono impedire che le immissioni di inquinanti continuino come niente fosse in presenza di una criticità sanitaria.<br />
Quando l’aria è già satura di polveri è irresponsabile continuare a immetterne. L’effetto perseguito, pertanto, non è quello di far calare automaticamente la percentuale di PM10 sospesa in atmosfera ma ridurne la produzione.</p>
<p>Concordo totalmente con la richiesta delle associazioni di categoria tesa a far sì che i provvedimenti di limitazione della circolazione vengano estesi in maniera omogenea su tutto il territorio provinciale compresi, quindi, tutti i comuni della nostra provincia.</p>
<p>L’inquinamento atmosferico, infatti, non si ferma al cartello “Forlì” o “Cesena” ma si presenta identico su tutto l’agglomerato territoriale che è l’ambito ampio su cui, oltretutto e giustamente, si misura la presenza degli inquinanti. E’ logico &#8211; oltre che scientificamente appurato &#8211; dire che non c’è differenza fra le polveri presenti nell’aria di Forlì o Cesena e quella degli altri comuni lungo la Via Emilia!</p>
<p>Incentivi.<br />
Lo stato e, in particolare questo governo, non sta dando alcun incentivo a nessuno e tanto meno ai comuni. Anzi manca totalmente, a livello centrale, una qualsiasi politica e/o scelta strategica e strutturale (appunto!) per affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico.</p>
<p>Al contrario il Comune di Forlì (ed entro breve anche la Regione Emilia-Romagna) ha stanziato &#8211; con risorse del proprio bilancio – 40.000 euro per favorire la trasformazione delle auto alimentate a benzina con carburanti meno inquinanti: gpl e gas metano.<br />
Questi incentivi sono rivolti a tutti i cittadini che hanno auto non catalizzate e, quindi, ancora più inquinanti delle altre.</p>
<p>Non è il primo inverno (e non sarà l’ultimo) in cui ci si scontra col problema gravissimo dell’inquinamento atmosferico da polveri.<br />
E’ un bene che ci sia questo forte dibattito fra i cittadini ma non esistono rimedi “miracolosi” e le polveri non spariranno (magari, bastasse) con un semplice atto amministrativo. </p>
<p>Anche usare di meno l’auto privata è un provvedimento strutturale.</p>
<p>Andare di più in bicicletta … è un intervento strutturale.</p>
<p>Usare di più il mezzo pubblico … è un intervento strutturale.</p>
<p>Scegliere carburanti meno inquinanti della benzina e del gasolio per la proprio auto o veicolo commerciale … è un provvedimento strutturale…</p>
<p>Il mix di azioni è vastissimo e dipende dal contributo di tutti: amministratori in primis ma anche singoli cittadini.</p></blockquote>
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		<title>Inquinamento atmosferico e polveri sottili: la qualità dell&#8217;aria nella Provincia FC</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2005 14:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[LUNEDÌ 12 DICEMBRE 2005 alle ORE 21.00 in PIAZZA G. B. MORGAGNI, 9 a FORLI’ (presso la Sala del Consiglio Provinciale) Arpa in collaborazione con: Amministrazione Provinciale, AUSL di Forlì ed il C.E.A. “La Cócla “, nell’ambito degli incontri InformAzione Ambiente, organizza una serata sul tema “INQUINAMENTO ATMOSFERICO E POLVERI SOTTILI, LA QUALITA’ DELL’ARIA NELLA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LUNEDÌ  12 DICEMBRE 2005  alle ORE 21.00 in PIAZZA  G. B. MORGAGNI, 9 a FORLI’<br />
(presso la Sala del Consiglio Provinciale) </p>
<p>Arpa  in collaborazione con: Amministrazione Provinciale, AUSL di Forlì ed il C.E.A. “La Cócla “, nell’ambito degli incontri InformAzione Ambiente, organizza una serata sul tema<br />
 “INQUINAMENTO ATMOSFERICO E POLVERI SOTTILI, LA QUALITA’ DELL’ARIA NELLA PROVINCIA DI FORLI’-CESENA”</p>
<p>Saranno presenti all’iniziativa<br />
l’Ass. alla Qualificaz. e  Sviluppo Ambientale   Dott. Roberto Riguzzi<br />
il Direttore della Sezione Arpa  Forlì &#8211; Cesena   Dott. Franco Scarponi<br />
<span id="more-496"></span><br />
relazioneranno:<br />
Dott.ssa Carla Nizzoli<br />
Inquinamento atmosferico<br />
(Dirigente Arpa Forlì-Cesena)</p>
<p>Dott. Andrea Mecati<br />
La nuova rete di monitoraggio<br />
(Dirigente Arpa Forlì-Cesena)</p>
<p>Dott.ssa. Morena Cantarelli<br />
Evidenza di effetti sulla salute provocati dall’inquinamento atmosferico<br />
(Dirigente Medico Dipartimento Sanità Pubblica Ausl Forlì)</p>
<p>Dott. Cristian Silvestroni<br />
Strategie per il risanamento<br />
(Servizio Ambiente e Sicurezza del Territorio Provincia Forlì-Cesena)</p>
<p>Nell’occasione verrà distribuita la pubblicazione:<br />
“Air book  La qualità dell’aria nella Provincia di Forlì-Cesena  Report  2002- 2003- 2004” </p>
<p>Seguirà un dibattito con gli intervenuti.</p>
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		<title>Andiamo a scuola a piedi (walk to school day)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2005 07:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Forlì]]></category>
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		<description><![CDATA[L’11 Settembre scorso è stato pubblicato uno studio dell’Istat, che denuncia la pigrizia degli italiani. Primi tra tutti, in questa triste classifica, sono gli scolari, accusati di mangiare troppo e di fare troppo poco movimento fisico, causando un aumento delle percentuali di obesi fin dall’età preadolescenziale. Il presidente della Federazione Italiana dei Medici Pediatri, Dott. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’11 Settembre scorso è stato pubblicato uno studio dell’Istat, che denuncia la pigrizia degli italiani. Primi tra tutti, in questa triste classifica, sono gli scolari, accusati di mangiare troppo e di fare troppo poco movimento fisico, causando un aumento delle percentuali di obesi fin dall’età preadolescenziale. Il presidente della Federazione Italiana dei Medici Pediatri, Dott. Pier Luigi Tucci, accusa i genitori di dare il cattivo esempio, non camminando a piedi e non utilizzando la bicicletta, e lancia una proposta che potrebbe risolvere il problema: assicurare ai figli la possibilità di fare almeno 30 minuti al giorno di attività fisica continuativa, semplicemente andando e tornando da scuola a piedi o in bicicletta.<br />
<span id="more-404"></span><br />
In quest’ottica il Comune di Forlì il 6 Ottobre ha aderito alla giornata internazionale “Walk to School Day” (andiamo a scuola a piedi) organizzando – tramite l’Assessorato alla Mobilità Sostenibile – una iniziativa che ha visto la partecipazione di 8 plessi scolastici – statali e parificati, numerosi insegnanti, centinaia di alunni e famiglie con la collaborazione di ATR, ACI, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI, Guardie Ecologiche Volontarie, comitati di quartiere e Polizia Municipale. </p>
<p>La “prova su strada” di vari percorsi  sicuri casa-scuola si è svolta col patrocinio dell’ANCI Emilia-Romagna e della Provincia di Forlì-Cesena.</p>
<p>Lo spirito di questa importante iniziativa è quello di contribuire in maniera positiva allo studio di una mobilità diversa, che aiuti a sviluppare una città sempre più a misura d’uomo e di bambino. Ma a giovare dei percorsi casa-scuola sicuri non saranno solamente i bambini: con la loro introduzione aumenta la vivibilità della città e, come dice Tucci,  “coinvolgendo gli anziani che spesso accompagnano i piccoli o sorvegliano le aree pedonali vicino alle scuole, si favorisce un proficuo scambio tra le generazioni”.</p>
<p>I mezzi di trasporto che utilizziamo sistematicamente per raggiungere il luogo di lavoro e di studio devono adattarsi alle nostre esigenze di mobilità,  mentre spesso accade l’esatto contrario. Troppo frequentemente questa scelta viene forzata dalla difficoltà di garantire la necessaria sicurezza a chi si sposta con mezzi deboli, come ad esempio le biciclette ed i pedoni.<br />
La scelta del mezzo più conveniente per gli spostamenti ripetitivi, spesso molto brevi, deve invece avvenire con la consapevolezza che il tragitto che si compie è sicuro. Questo è un diritto che i cittadini devono imparare a sfruttare ed a richiedere con sempre maggiore forza. Si può fare molto, ed un miglioramento della sicurezza delle nostre strade è tutt’altro che irraggiungibile, come dimostrano le iniziative già messe in atto dal Comune.</p>
<p>Serve però un ulteriore passo in avanti, affinché questi progetti non finiscano in un giorno di festa domenicale o di sensibilizzazione all’interno delle scuole, ma diventino un corpo unico con tutte le altre politiche messe in atto dall’amministrazione, a partire dallo sviluppo delle aree di nuova urbanizzazione. Il primo passo da compiere, in questa direzione, è l’approvazione del Piano Generale del Traffico Urbano, che è stato discusso prima della pausa estiva e che verrà riproposto ed adottato in Consiglio Comunale a breve.</p>
<p>A giovarne non saranno solo la salute ed il benessere dei cittadini, ma anche la vivibilità stessa della nostra città, come del resto delineato dalle politiche comunitarie in materia di mobilità, sicurezza ed inquinamento atmosferico.</p>
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		<title>Giornata europea senz&#8217;auto</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2005 11:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GIOVEDI’ 22 SETTEMBRE, FORLI’ ADERISCE ALLA “GIORNATA EUROPEA SENZ’AUTO” Dalle ore 15 alle 18 Corso della Repubblica apre a pedoni e ciclisti. Allestite postazioni di noleggio gratuito di biciclette. Per l’occasione il biglietto di corsa semplice del trasporto pubblico ATR sarà valido per l’intera giornata. Il Comune di Forlì aderisce alla “Giornata Europea Senz’Auto” in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GIOVEDI’ 22 SETTEMBRE, FORLI’ ADERISCE ALLA “GIORNATA EUROPEA SENZ’AUTO”<br />
Dalle ore 15 alle 18 Corso della Repubblica apre a pedoni e ciclisti. Allestite postazioni di noleggio gratuito di biciclette. Per l’occasione il biglietto di corsa semplice del trasporto pubblico ATR sarà valido per l’intera giornata.<span id="more-393"></span><br />
Il Comune di Forlì aderisce alla “Giornata Europea Senz’Auto” in programma giovedì 22 settembre 2005.<br />
Una iniziativa che si svolge a livello internazionale e che punta ad attirare l’attenzione sulla necessità di contrastare l’inquinamento atmosferico e sull’importanza di adottare comportamenti quotidiani attenti alla qualità dell’ambiente. Accogliendo l’appello lanciato da Leonardo Domenici, Presidente nazionale dell’Anci (Associazione dei Comuni italiani), una zona della città aprirà le porte a nuovi modi di circolazione. Fulcro dell’iniziativa forlivese sarà Corso della Repubblica dove dalle ore 15 alle 18, verrà privilegiata la circolazione di pedoni, ciclisti e trasporto pubblico con la sola possibilità di traffico automobilistico concessa ai residenti. L’accesso sarà consentito, oltre che ai residenti, ai mezzi delle forze dell’ordine e di pronto soccorso, ai veicoli delle persone disabili e a quelli in uscita. Contemporaneamente verrà attivata una postazione per il noleggio gratuito di biciclette nella zona di ingresso di Corso della Repubblica e sarà potenziata la postazione già esistente ai giardini pubblici di piazzale della Vittoria. Per l’occasione, il biglietto di corsa semplice dei mezzi di trasporto pubblico ATR sarà valido per l’intera giornata. Nella mattinata di giovedì 22 settembre, inoltre, sarà organizzato un incontro per presentare ulteriori iniziative.</p>
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		<title>WWF: Inceneritori &#8211; Stop ai percorsi burocratici</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2005 10:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche il WWF di Forlì ha diramato un comunicato stampa sui due inceneritori di Hera e di Mengozzi, i cui percorsi burocratici non sono affatto inarrestabili di fronte ad un serio confronto politico. INCENERITORI: STOP AI PERCORSI BUROCRATICI SI RIAPRA IL CONFRONTO POLITICO l&#8217;appello del WWF alla Giunta Provinciale COMUNICATO STAMPA Il tempo sta trascorrendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il WWF di Forlì ha diramato un comunicato stampa sui due inceneritori di Hera e di Mengozzi, i cui percorsi burocratici non sono affatto inarrestabili di fronte ad un serio confronto politico.</p>
<blockquote><p>
<a href="http://www.alessandroronchi.net/forli/index.php/archives/2005/05/25/wwf-inceneritori-stop-ai-percorsi-burocratici/#more-306"><strong>INCENERITORI: STOP AI PERCORSI BUROCRATICI<br />
SI RIAPRA IL CONFRONTO POLITICO</strong><br />
l&#8217;appello del WWF alla Giunta Provinciale</a></p></blockquote>
<p><span id="more-294"></span></p>
<blockquote><p>
COMUNICATO STAMPA<br />
Il tempo sta trascorrendo e i palazzi continuano a tacere. Ma dietro all&#8217;assordante silenzio dei nostri governanti procedono, a quanto pare spedite, le pratiche autorizzative per i due raddoppi di potenzialità degli impianti di incenerimento dei rifiuti di Hera e Mengozzi. E&#8217; questa la sostanza delle recenti dichiarazioni dell&#8217;Assessore Riguzzi, al quale il WWF ora chiede pubblicamente di compiere finalmente un atto politico, svincolandosi da un&#8217; impostazione burocratica (e anche, francamente &#8220;pilatesca&#8221;) per la quale ormai gli iter di approvazione sarebbero inarrestabili. Si riapra dunque il dibattito sui rifiuti e sull&#8217;incenerimento, mai veramente riaperto dopo i fatti del 9 settembre e tanto più dopo quanto emerso nel convegno WWF di sabato 21 maggio, dedicato alla gestione dei rifiuti speciali. In tale occasione, infatti, il direttore di ARPA Scarponi ha chiaramente confermato (evviva la sincerità!) che la situazione dell&#8217;inquinamento atmosferico a Forlì (e, più in generale, in gran parte della regione) è drammatica, a causa delle caratteristiche climatiche e delle quantità di gas emesse. Logica conseguenza del ragionamento di Scarponi: in un quadro di tale gravità non si dovrebbe procedere al raddoppio delle potenzialità di due importanti fonti inquinanti quali gli inceneritori di Hera e della ditta Mengozzi.<br />
Di fronte ad una realtà dei fatti così palese non si può procedere per inerzia e la politica ha il dovere di trovare i percorsi e le risposte opportune con l&#8217;obiettivo, condiviso dalla stragrande maggioranza dell&#8217;opinione pubblica, di ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell&#8217;aria<br />
e gestire i rifiuti secondo i criteri più avanzati della sostenibilità ambientale.<br />
Diversamente, non si farà altro che allargare il solco fra società e istituzioni ed alimentare il sentimento di diffidenza del popolo inquinato, al quale non rimarrà alternativa che scendere in piazza.</p>
<p>WWF Sezione di Forlì
</p></blockquote>
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		<title>Nuovo decreto legge sull&#8217;incenerimento dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2005 07:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 29 Aprile è stato approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo decreto legge di recepimento della direttiva 2000/76 sull&#8217;incenerimento dei rifiuti. Il testo completo del decreto si trova sul sito della presidenza del Consiglio dei Ministri Dal comunicato stampa del ministero competente: Il decreto si applica agli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 29 Aprile è stato approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo decreto legge di recepimento della direttiva 2000/76 sull&#8217;incenerimento dei rifiuti.<br />
<a href="http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=25122">Il testo completo del decreto si trova sul sito della presidenza del Consiglio dei Ministri</a><br />
Dal comunicato stampa del ministero competente:</p>
<blockquote><p>Il decreto si applica agli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti e stabilisce le misure e le procedure finalizzate a prevenire e ridurre gli effetti negativi sull&#8217;ambiente, in particolare l&#8217;inquinamento atmosferico, del suolo, delle acque superficiali e sotterranee, nonché i rischi per la salute umana che ne derivino.</p>
<p>Il provvedimento, in particolare, regola tutte le fasi dell&#8217;incenerimento dei rifiuti, dal momento della ricezione nell&#8217;impianto fino alla corretta gestione e smaltimento delle sostanze residue:</p>
<p>- disciplina i valori limite di emissione degli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti;</p>
<p>- i metodi di campionamento, di analisi e di valutazione degli inquinanti derivanti dagli stessi impianti;</p>
<p>- i criteri e le norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché le condizioni di esercizio degli impianti, con particolare riferimento alle esigenze di assicurare una elevata protezione dell&#8217;ambiente contro le emissioni causate dall&#8217;incenerimento e dal coincenerimento dei rifiuti;</p>
<p>- i criteri temporali di adeguamento degli impianti già esistenti alle disposizioni del presente decreto.</p>
<p>Il provvedimento, infine, prevede che i cittadini possano accedere a tutte le informazioni, così da essere coinvolti nelle eventuali opportune decisioni.</p></blockquote>
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		<title>Ciclo di incronti promossi da ARPA</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2005 22:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 25 aprile 2005 - La Sezione provinciale Arpa di Forlì-Cesena, in collaborazione con la Provincia di Forlì-Cesena, l&#8217;Azienda USL di Forlì e il Centro educazione ambientale &#8220;la Còcla&#8221; promuove una serie di incontri rivolti alle associazioni ambientali, alle istituzioni pubbliche e private, a tutta la cittadinanza, sulle tematiche ambientali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&amp;rifcat=110&amp;Rid=54497" class="broken_link" rel="nofollow">(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 25 aprile 2005 </a>- La Sezione provinciale Arpa di Forlì-Cesena, in collaborazione con la Provincia di Forlì-Cesena, l&#8217;Azienda USL di Forlì e il Centro educazione ambientale &#8220;la Còcla&#8221; promuove una serie di incontri rivolti alle associazioni ambientali, alle istituzioni pubbliche e private, a tutta la cittadinanza, sulle tematiche ambientali di maggiore attualità.</p>
<p>Gli incontri si terranno presso la sala del centro CEA la Còcla in via Fausto Anderlini, 59 (Forlì) alle ore 20,30.</p>
<p>Segue il programma degli incontri.<br />
<span id="more-260"></span><br />
Mercoledì 27 aprile 2005<br />
Aerobiologico &#8211; Spore, pollini e allergie<br />
- La previsione dei pollini allergenici sulla salute<br />
- Il monitoraggio erobiologico<br />
- Le allergie respiratorie</p>
<p>Mercoledì 25 maggio 2005<br />
Animali in città: nemici &#8211; amici<br />
- Animali sinantropi (colonie feline, piccioni,ecc): nemici o amici?<br />
- Zanzara tigre: amica della città nemica dei cittadini</p>
<p>Mercoledì 15 giugno 2005<br />
Tutela ambientale e allevamenti zootecnici<br />
- Gli spandimenti agronomici<br />
- Gestione corretta degli allevamenti e misure preventive contro le mosche</p>
<p>Mercoledì 28 settembre 2005<br />
Controllo degli alimenti<br />
- La tutela della salute dei consumatori<br />
- Rischio chimico e microbiologico<br />
- Attività di vigilanza nell&#8217;ambito della produzione biologica<br />
- presentazione del &#8220;progetto di laboratorio&#8221; sui contolli alimentari della classe 5^ indirizzo tecnico Liceo scientifico &#8220;F. Paulucci di Calboli&#8221; di Forlì</p>
<p>Mercoledì 26 ottobre 2005<br />
CEM &#8211; Campi elettromagnetici<br />
- Le ispezioni, i controlli e le autorizzazioni in campo<br />
- Le reti di monitoraggio<br />
- Evidenze di effetti sulla salute da inquinamento elettromagnetico</p>
<p>Mercoledì 23 novembre 2005<br />
Inquinamento atmosferico &#8211; Polveri sottili<br />
- Inquinamento atmosferico<br />
- Le reti di monitoraggio<br />
- L&#8217;evidenza degli effetti sulla salute provocati dall&#8217;inquinamento atmosferico.<br />
(Sesto Potere)</p>
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		<title>161 Mld di euro di inquinamento</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2005 07:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Unione Europea potrebbe risparmiare fino a 161 miliardi di euro all&#8217;anno riducendo le morti causate da inquinamento atmosferico, secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. L&#8217;inquinamento atmosferico riduce la vita media dell&#8217;europeo di 8.6 mesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Unione Europea potrebbe risparmiare fino a 161 miliardi di euro all&#8217;anno riducendo le morti causate<br />
da inquinamento atmosferico, <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/4444191.stm">secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità.</a> L&#8217;inquinamento atmosferico riduce la vita media dell&#8217;europeo  di 8.6 mesi.</p>
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