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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Agricoltura</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>A me la patata piace BIO</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 14:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdiforlicesena.org/2010/a-noi-la-patata-piace-bio-sabato-mattina-in-piazza-dante-distribuiremo-patate-biologiche-nostrate-al-mercato-di-piazza-dante/"></a><a href="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/03/t_shirt_patata_OGM.jpg"><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/03/t_shirt_patata_OGM-140x150.jpg" alt="t shirt patata OGM 140x150 A me la patata piace BIO" title="A me la patata piace BIO" width="140" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-4143" /></a></p>
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		<title>Comune Aperto: an sè tot precis ( non siamo tutti uguali )</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 08:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico anche qui l&#8217;ultimo articolo scritto per Comune Aperto, il bollettino informativo dell&#8217;amministrazione Forlivese:</p>
<p>Siamo in campagna elettorale. Il dibattito è già scaduto in toni propagandistici e spot pubblicitari, ma io non utilizzerò questo ultimo spazio per urlare più forte degli altri. Le proposte si giudicano con i fatti, non con le parole.</p>
<p>Cercherò, invece, di fare un breve bilancio di questa esperienza, di quanto è stato fatto e di quanto è naturalmente ancora da fare.</p>
<p>Ricordo, nel discorso di apertura dell&#8217;attuale Consiglio Comunale di 5 anni fa, la mia voce emozionata e la grande voglia di fare qualcosa per la mia città.</p>
<p>Pensavo, e penso ancora, che una buona azione potesse portare ad un miglioramento del nostro benessere, e che una Politica seria dovesse cercare di superare le demagogie del “son tutti uguali”.</p>
<p>Chi cerca di ingannarvi con questa storia compie un atto gravissimo: complica la vita ai politici onesti e la facilita a quelli che hanno secondi fini.</p>
<p>Pensavo, erroneamente, che il ruolo del consigliere fosse relativamente semplice, che bastasse dire cose giuste o avere il consenso dei cittadini per far valere le proprie idee. La possibilità dei cittadini di cambiare le cose è molto più grande di quello che si vuole far credere, e si realizza attraverso il  dare il proprio voto alle persone serie, il proprio impegno, il proprio aiuto concreto a chi fa la cosa giusta.<span id="more-3751"></span></p>
<p>Ricordo ancora la conferenza stampa di presentazione del sito web che avevo aperto come strumento di trasparenza, per raccogliere le idee dei cittadini e confrontarmi con loro senza intermediari. Non venne nessun giornalista.</p>
<p>Ho bene in mente i discorsi che facevo sulle nuove tecnologie ed il software libero, sulla filiera corta, sui gruppi di acquisto solidale, su una nuova economia verde basata su una giusta misura e sulle energie rinnovabili.</p>
<p>Oggi avere un blog per comunicare la politica è diventato uno standard, nel 2004 eravano 3 in tutta Italia. Oggi non è uno scandalo sentire ripetere ad Obama gli stessi discorsi sul risparmio energetico o sul New Green Deal che facevano urlare all&#8217;estremismo dei Verdi. La stessa visione conservatrice e poco lungimirante si scagliava contro l&#8217;agricoltura biologica o contro le proposte di tutela del nostro San Domenico, ed oggi cerca di attribuirsene impropriamente tutti gli onori.</p>
<p>Gli stessi che cercano di sminuire i Verdi cercando di farli vedere come un movimento capace solo di dire no, in realtà hanno rifiutato molte più proposte innovative di chiunque altro.</p>
<p>In Consiglio Comunale sono uno dei pochi che non ha mai alzato la voce, nemmeno nei momenti di rabbia e forte dissenso. Sapevo che le proposte costruttive di un ventiquattrenne ecologista erano dure da digerire in un ambiente sostanzialmente privo di rinnovamento.</p>
<p>Forlì ha bisogno, come tutte le città, di un po&#8217; di coraggio. Di evolvere, innovarsi, anche cambiare abitudini se è necessario per la nostra salute e la nostra qualità della vita.</p>
<p>Qualunque sia la vostra opinione, date una mano concreta a chi ritenete abbia fatto un lavoro serio ed onesto, con la trasparenza negli obiettivi e concretezza nelle proposte.</p>
<p><em>Anche se il nostro maggio, ha fatto a meno del vostro coraggio, se la paura di guardare, vi ha fatto chinare il mento, se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento, anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti. (De Andrè)<br />
</em></p>
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		<title>Forlì territorio libero da OGM, approvato ordine del giorno in Consiglio</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 08:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri il consiglio comunale ha votato (dopo un anno dalla mia presentazione) l&#8217;ordine del giorno contro gli OGM. Allego il testo. ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD UN IMPEGNO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE PRODUZIONI TIPICHE DAI POSSIBILI EFFETTI NEGATIVI CONNESSI ALL&#8217;IMPIEGO DI O.G.M.. Il Consigliere comunale Alessandro Ronchi, ha presentato in data 13 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/11/ogm-150x150.gif" alt="ogm 150x150 Forlì territorio libero da OGM, approvato ordine del giorno in Consiglio" title="cibo ogm? No grazie" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3458" />Ieri il consiglio comunale ha votato (dopo un anno dalla mia presentazione) l&#8217;ordine del giorno contro gli OGM. Allego il testo.</p>
<p>ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD UN IMPEGNO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE PRODUZIONI TIPICHE DAI POSSIBILI EFFETTI NEGATIVI CONNESSI ALL&#8217;IMPIEGO DI O.G.M..<br />
Il Consigliere comunale Alessandro Ronchi, ha presentato in data 13 novembre 2007, l’Ordine del giorno nel testo di seguito riportato: “Considerato<span id="more-3457"></span></p>
<p>1) CHE la Coalizione ITALIAEUROPA &#8211; LIBERI DA OGM, costituita dalle Organizzazioni di rappresentanza dell&#8217;agricoltura; dell&#8217;artigianato, della piccola e media industria, del commercio e della grande distribuzione agroalimentare; del consumerismo, dell&#8217;ambientalismo e della cooperazione internazionale, ha promosso un Dibattito nazionale, dal 15 settembre al 15 novembre 2007, al fine del pronunciamento diretto dei cittadini perché l&#8217;agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo del Paese, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile, innovativo e libero da ogm;</p>
<p>2) CHE l&#8217;applicazione del principio di precauzione comporta l&#8217;adozione di decisioni cautelative allorquando, in presenza di rischi gravi o irreversibili, non sia ancora possibile stabilire con certezza, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, un&#8217;esatta relazione tra causa ed effetto;</p>
<p>3) CHE l&#8217;introduzione nell&#8217;ambiente di organismi modificati legata, soprattutto, all&#8217;utilizzazione in agricoltura di sementi e varietà vegetali connesse a forme di sfruttamento intensivo, facendo largo impiego di mezzi tecnici, quali insetticidi, diserbanti e fitofarmaci in genere, può avere effetti negativi sulla diversità biologica delle forme viventi, per la riduzione della capacità di adattarsi e resistere al processo, graduale e continuo, di evoluzione naturale;</p>
<p>4) CHE il rapporto del Centro Comune di Ricerche della UE ha evidenziato l&#8217;impossibilità di far convivere agricoltura transgenica e agricoltura biologica e convenzionale, affermando che l&#8217;agricoltura biologica sarebbe irreversibilmente compromessa dalla contaminazione da OGM e paventando, inoltre, forti rischi di perdita di competitivita per l&#8217;agricoltura convenzionale; </p>
<p>5) CHE la presenza sul territorio di coltivazioni transgeniche può comportare il rischio di contaminazione genetica, con conseguente gravissimo danno all&#8217;ambiente, alle risorse naturali ed alle coltivazioni<br />
convenzionali e biologiche, anche in relazione all&#8217;irreversibilità delle ricadute sull&#8217;ambiente e sull&#8217;ecosistema;</p>
<p>6) CHE il territorio regionale/provinciale/comunale vanta un variegatissimo e prezioso patrimonio alimentare, caratterizzato da una forte identità territoriale, tradizionale e culturale della produzione agricola e che non si può consentire la perdita di queste ricchezze, a causa dell&#8217;ingegnerizzazione dei<br />
prodotti tipici e naturali e della commistione di geni di diversa origine, che avrebbero evidenti ripercussioni negative sulla specificità delle nostre coltivazioni e sulla loro distribuzione territoriale;</p>
<p>7) CHE è indispensabile evitare che in un territorio destinato alla produzione di qualità vengano inserite piante geneticamente modificate, dal momento che la loro interazione ridurrebbe irrimediabilmente il valore della specificità, e che l&#8217;identità storica di ciascun prodotto finirebbe con il venir meno, risultando compromesse le vocazioni colturali di alcune aree produttive;</p>
<p>8) CHE l&#8217;attenzione e l&#8217;informazione sulla qualità dei prodotti e sulla tracciabilità dei cibi rappresentano il motore dello sviluppo dei sistemi locali e consentono di incrementare la competitivita merceologica ed il valore aggiunto in agricoltura;</p>
<p>9) CHE la riforma della P.A.C, prevede un particolare impegno per il rispetto agro ambientale e per la produzione di alimenti di alta qualità e che pertanto è importante garantire, promuovere e conservare un modello di agricoltura basato sul rispetto dell&#8217;ambiente ed in grado di valorizzare le produzioni di origine e tradizionali;</p>
<p>10) CHE tra i compiti della Regione/Provincia/Comune vi è anche l&#8217;attuazione di una politica per la difesa del suolo, la tutela e valorizzazione dell&#8217;ambiente e delle risorse naturali e la prevenzione delle calamità;</p>
<p>RITENENDO OPPORTUNO UN IMPEGNO RIVOLTO<br />
- alla tutela del territorio e delle produzioni tipiche dai possibili effetti negativi connessi all&#8217;impiego ed alla coltivazione di organismi geneticamente modificati;</p>
<p>- all&#8217;attività di informazione e di educazione alimentare;<br />
- al recupero di metodologie, sia agronomiche che di trasformazione, specifiche e tradizionali;<br />
- al rilancio dei prodotti legati al territorio ed all&#8217;identità culturale dei luoghi, ottenuti nel rispetto dei parametri dei disciplinari </p>
<p>IL CONSIGLIO IMPEGNA LA GIUNTA<br />
1) a dichiarare il territorio regionale/provinciale/comunale libero da OGM, nel rispetto del principio di precauzione e nelle more della messa a punto di idonei protocolli di sicurezza che, sulla base degli indirizzi comunitari, disponga la valutazione, su scala locale, dei rischi relativi all&#8217;impatto dell&#8217;emissione deliberata nell&#8217;ambiente di organismi geneticamente modificati e dei rischi relativi all&#8217;impatto sui sistemi agrari e naturali;</p>
<p>2) a mettere in atto ogni intervento di competenza dell’amministrazione sul controllo di qualità degli alimenti agricolo-forestali e di allevamento prodotti nel territorio;</p>
<p>3) a realizzare iniziative finalizzate allo sviluppo, alla promozione ed alla valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari del territorio ed alla certificazione delle produzioni locali;</p>
<p>4) a creare un tavolo di intesa tra produttori, industrie di trasformazione e di distribuzione del settore alimentare al fine di valorizzare i prodotti tipici, tradizionali e a denominazione protetta;</p>
<p>5) a selezionare tra le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense pubbliche (includendo quindi le mense scolastiche) soltanto quelle che garantiscano il non utilizzo di alimenti contenenti O.G.M. ed a prevedere l&#8217;inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso in occasione delle prossime<br />
gare d&#8217;appalto di ogni mensa pubblica.</p>
<p>6) ad aderire e sottoscrivere i contenuti del Dibattito nazionale promosso dalla Coalizione  ITALIAEUROPA &#8211; LIBERI DA OGM che coniuga gli obiettivi economici di sostenibilità del made in italy agroalimentare con il valore della ricoesione sociale: elementi essenziali di un Paese che, insieme,<br />
voglia tornare ad essere protagonista in Europa e nel mondo.</p>
<p>Firmato<br />
Alessandro Ronchi.</p>
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		<title>Il latte aumenta di prezzo? Prendilo alla spina!</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 06:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti forlimpopolesi e forlivesi sapranno già di cosa sto per parlare: si tratta dei distributori di latte alla spina che vengono caricati ogni mattina da allevatori locali con latte biologico. Si inserisce la moneta, si riempie la propria bottiglia e si abbattono rifiuti e spese di trasporto, oltre che ridurre i passaggi dal produttore al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti forlimpopolesi e forlivesi sapranno già di cosa sto per parlare: si tratta dei distributori di latte alla spina che vengono caricati ogni mattina da allevatori locali con latte biologico. Si inserisce la moneta, si riempie la propria bottiglia e si abbattono rifiuti e spese di trasporto, oltre che ridurre i passaggi dal produttore al consumatore.</p>
<p>Per vedere dove si trova il distributore più vicino oggi c&#8217;è anche un sito creato appositamente, dove è possibile fare le segnalazioni e richiedere nuovi distributori:<br />
<a href="http://www.milkmaps.com/">http://www.milkmaps.com/</a></p>
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		<title>AGROFER 2007 &#8211; Salone delle Agroenergie, Risparmio energetico, Bioedilizia</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2007 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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		<description><![CDATA[AGROFER 2007 &#8211; Salone delle Agroenergie, Risparmio energetico, Bioedilizia &#8211; Seconda Edizione Data : dal 29/03/2007 al 30/03/2007 Luogo : Fiera di Cesena &#8211; Via Dismano, 3845 &#8211; Pievesestina di Cesena (FC) La questione energetica rappresenta sempre di più un elemento strategico delle politiche ambientali e di quelle economiche. La necessità di produrre energie da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.fo.camcom.it/trasversale/calev/visual/dettagli.jsp?ID=843&#038;back=/domini/fo.camcom/index.jsp">AGROFER 2007 &#8211; Salone delle Agroenergie, Risparmio energetico, Bioedilizia &#8211; Seconda Edizione</a><br />
Data : dal 29/03/2007 al 30/03/2007<br />
Luogo : Fiera di Cesena &#8211; Via Dismano, 3845 &#8211; Pievesestina di Cesena (FC)</p>
<p>La questione energetica rappresenta sempre di più un elemento strategico delle politiche ambientali e di quelle economiche. La necessità di produrre energie da fonti rinnovabili, vista la scarsità di combustibili di origine fossile, l’inquinamento atmosferico determinato dalle elevate emissioni di CO2, gli adempimenti per i Paesi sottoscrittori previsti dal Protocollo di Kyoto, è riconosciuta come priorità da tutti i documenti di politica nazionale e comunitaria.</p></blockquote>
<p><span id="more-2033"></span></p>
<blockquote><p>
L’Italia in questo settore presenta un’arretratezza ormai pluridecennale: pur auspicate nei documenti di politica energetica fin dagli anni ’80, le fonti rinnovabili a tutt’oggi forniscono ancora un contributo limitato al sistema energetico nazionale rispetto alle loro possibilità.<br />
La Politica Agricola Comune, nell’ambito della multifunzionalità, riconosce la produzione di<br />
energie rinnovabili come nuova opportunità di reddito per le imprese agricole prevedendo che una<br />
percentuale di queste possano diventare “agri-energetiche”, in forma singola o associata in distretti energetici territoriali, in grado di immettere energia sul mercato.<br />
Successive direttive comunitarie incentivano la produzione e l’uso dei biocarburanti, nonché<br />
l’impiego di fonti energetiche ottenute da biomasse forestali, agricole e di scarto.<br />
Il settore agricolo può diventare quindi un importante protagonista nel campo delle energie<br />
rinnovabili attraverso colture dedicate, biomasse agroforestali, residui zootecnici e agroindustriali,<br />
fonti solari o eoliche che potranno produrre elettricità, calore, biocombustibili.<br />
Sono queste le tematiche alla base della 2a Edizione di AGROFER &#8211; Salone delle Agroenergie,<br />
Risparmio energetico, Bioedilizia che, dopo il successo della prima edizione, Cesena Fiera e<br />
Centrale-Osservatorio Agroambientale ripropongono per il 29-30 Marzo 2007.</p>
<p>L’iniziativa, realizzata in collaborazione con C.R.P.V, CENTURIA-RIT, AGESS, C.I.S.E,<br />
ENEA- ERG Laboratorio Energia, Istituto Nazionale di Bioarchitettura, CNA Econaturale,<br />
rappresenta un momento di informazione, promozione e divulgazione sulle energie rinnovabili, di confronto tra i soggetti coinvolti nelle nuove filiere.</p>
<p>Nell’ambito della manifestazione sono previsti gli eventi di seguito presentati.</p>
<p>La partecipazione è GRATUITA.</p>
<p><a href="http://www.fo.camcom.it/trasversale/calev/visual/dettagli.jsp?ID=843&#038;back=/domini/fo.camcom/index.jsp">AGROFER 2007 &#8211; Salone delle Agroenergie, Risparmio energetico, Bioedilizia &#8211; Seconda Edizione</a></p></blockquote>
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		<title>WWF : &#8220;A rischio 8,3 miliardi di fondi UE a causa della caccia nelle ZPS&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Sep 2006 02:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico un comunicato proveniente dal WWF a mio parere molto interessante: I fondi per lo sviluppo rurale sono vincolati al rispetto delle Direttive dell&#8217;Unione Europea L&#8217;Unione Europea potrebbe bloccare l&#8217;erogazione all&#8217;Italia di 8,3 miliardi di euro, stanziati come fondi per lo sviluppo rurale e l&#8217;agricoltura per i prossimi sette anni, a causa del contenzioso tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico un comunicato proveniente dal WWF a mio parere molto interessante:</p>
<blockquote><p>I fondi per lo sviluppo rurale sono vincolati al rispetto delle Direttive dell&#8217;Unione Europea</p>
<p>L&#8217;Unione Europea potrebbe bloccare l&#8217;erogazione all&#8217;Italia di 8,3 miliardi di euro, stanziati come fondi per lo sviluppo rurale e l&#8217;agricoltura per i prossimi sette anni, a causa del contenzioso tra l&#8217;Italia e l&#8217;Europa sulla pessima applicazione in Italia delle Direttive Europee in materia di conservazione e tutela della fauna selvatica e della biodiversità. Questa la probabile conclusione, secondo il WWF, se l&#8217;Italia non adeguerà la propria normativa in materia di conservazione della biodiversità.</p></blockquote>
<p><span id="more-1693"></span><br />
Come noto la tutela della biodiversità rappresenta per l&#8217;Unione Europea uno dei temi strategici della nuova programmazione dei fondi agricoli 2007-2013 e costituiscono quindi un vincolo oggettivo per l&#8217;approvazione dei programmi di sviluppo rurale. In altre parole, se l&#8217;Italia non garantirà immediatamente la modifica delle proprie leggi e, soprattutto, il rigido controllo sull&#8217;operato delle Regioni in materia di tutela della fauna selvatica e di caccia, l&#8217;UE potrebbe bloccare, da gennaio 2007, l&#8217;approvazione e l&#8217;erogazione dei fondi per l&#8217; agricoltura al nostro Paese. L&#8217;Italia si troverebbe a dover far fronte comunque agli obblighi comunitari di attuazione della Rete Natura 2000 e delle misure per la biodiversità previste, ma senza l&#8217;aiuto europeo.</p>
<p>Dopo la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nell&#8217; aprile 2006, il Governo ha dovuto approvare d&#8217;urgenza un decreto legge che prevede misure di controllo dell&#8217;attività venatoria ed altre attività impattanti nelle &#8220;zone di protezione speciale&#8221; (ZPS), aree vincolate dall&#8217;Europa per la conservazione degli uccelli selvatici, e riporta le normative italiane nei limiti stabiliti dall&#8217;Europea rispetto alla cosiddetta &#8216;caccia in deroga&#8217; a specie protette.</p>
<p>Il Decreto legge, ora in discussione alla Camera dei Deputati per la conversione in legge, potrebbe ora essere modificato in senso peggiorativo a causa delle pesanti pressioni del mondo venatorio e delle regioni italiane.<br />
&#8220;Ritengo veramente intollerabile che un&#8217;infinitesima minoranza della popolazione italiana (meno dell&#8217;1 % di cacciatori) possa pretendere di disporre a piacimento, e per puro &#8216;divertimento&#8217;, della fauna selvatica che è, secondo le leggi italiane ed europee e la Corte Costituzionale &#8216;patrimonio indisponibile dello Stato&#8217; e &#8216;valore trasversale&#8217;. Ancora più grave se, Parlamento Governo e Regioni cederanno a queste pressioni e causeranno la perdita di 8 miliardi di euro agli agricoltori italiani.&#8221; &#8211; conclude Fulco Pratesi del WWF Italia -&#8221;La soluzione migliore per tutelare la fauna selvatica sarebbe vietare la caccia, come succede in alcuni paesi europei, e limitare altre attività impattanti nelle ZPS; se questo non fosse possibile nell&#8217;immediato, una mediazione ancora accettabile resta il testo dell&#8217;attuale decreto del Governo, che pure fa concessioni e aperture rilevanti all&#8217;attività venatoria.&#8221;</p>
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		<title>Biomasse e Filiera Corta</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2006 15:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Biomasse. Questa parola sembra essere il cavallo di battaglia di chi pensa di risollevare l&#8217;agricoltura dalla sua crisi strutturale. Così, da un giorno all&#8217;altro, vengono presentati tre progetti di nuovi inceneritori di biomasse, tutti nella stessa area, troppo vicini alle abitazioni ed alle altre fonti di inquinamento. Uno di questi tre progetti è già stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Biomasse. Questa parola sembra essere il cavallo di battaglia di chi pensa di risollevare l&#8217;agricoltura dalla sua crisi strutturale. Così, da un giorno all&#8217;altro, vengono presentati tre progetti di nuovi inceneritori di biomasse, tutti nella stessa area, troppo vicini alle abitazioni ed alle altre fonti di inquinamento. Uno di questi tre progetti è già stato presentato nel 2004 a Finale Emilia (MO), dove è stato respinto, ed ora viene riproposto da noi in quella che, secondo alcune menti “illuminate”, dovrebbe diventare il primo polo per le biomasse d&#8217;Italia. Basta il buon senso per capire che questa non è la soluzione al problema della nostra agricoltura, ma una proposta temporanea che rischia di compromettere in maniera definitiva il grosso patrimonio che abbiamo accumulato con il tempo: l&#8217;esperienza e la capacità dei nostri agricoltori.</p>
<p>Le biomasse sono una fonte energetica da non scartare a priori, ma qualsiasi persona ragionevole capirebbe che non ha senso, in vista del prossimo continuo aumento del costo del petrolio, importare il cibo da paesi lontani e sfruttare i nostri campi solo per bruciarne il raccolto.<span id="more-3090"></span></p>
<p>Questo è un problema tremendamente serio, che andrebbe affrontato con i dovuti approfondimenti: nel terzo millennio non possiamo affidare la nostra alimentazione alle incognite legate all&#8217;assenza di controlli e di diritti dei lavoratori dei paesi dai quali stiamo importando cibo e patologie, e non lo sarebbe nemmeno se ignorassimo i più banali criteri di precauzione per tutelare la nostra salute. Anche sul piano economico, basta pensare al continuo aumento del prezzo dei combustibili dovuto alla continua espansione della domanda ed al superamento del picco di produzione, che andranno a pesare sul trasporto delle merci e quindi sui prezzi al consumo.</p>
<p>Invece di investire sulle ristrutturazioni necessarie a consumare meno energia per ottenere gli stessi confort, come ad esempio avviene in Germania, cerchiamo affannosamente di costruire grosse centrali, che hanno l&#8217;unico scopo di far guadagnare poche persone a scapito di tutte le altre.<br />
In questo modo saremo sempre costretti a rincorrere le falle ed a tappare i buchi di una gestione dell&#8217;energia che fa acqua da tutte le parti.</p>
<p>In questi giorni è stato detto da più parti che l&#8217;agricoltura biologica ha retto la crisi meglio delle altre tipologie di produzione. I Verdi propongono e sponsorizzano da anni un sistema agricolo che prediliga la filiera corta e la produzione di qualità allo stesso prezzo di quella attuale, ma con maggiori garanzie per la salute, per i lavoratori, per l&#8217;economia.</p>
<p>Questa sarebbe la soluzione adatta alla crisi del settore: meno importazioni dai paesi che non hanno adeguati controlli, prezzi onesti perché dettati solo dai costi di produzione e non da troppi passaggi intermedi, meno sprechi di energia per il trasporto a lunga distanza.</p>
<p>Se utilizzeremo tutti i nostri campi per produrre materiale da bruciare rischieremo da un lato di mettere la nostra economia locale al giogo degli incentivi incerti e temporanei, la cui sospensione causerà il fallimento immediato di queste produzioni, dall&#8217;altro perderemmo tutte quelle capacità che i nostri agricoltori hanno accumulato negli anni.</p>
<p>Per fare questo servono politiche coerenti a tutti i livelli istituzionali, che guardino al medio-lungo periodo con intelligenza: non possiamo più rimandare le soluzioni serie, semplici ed efficaci, altrimenti ci troveremo in una crisi ben più grave di quella attuale. Spostiamo gli investimenti sperperati sulle grandi opere più inutili in aiuti concreti al rilancio della nostra economia, ed otterremo risultati migliori di quelli che ci hanno accompagnato negli ultimi anni.</p>
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		<title>Biomasse: le grandi centrali sono fuori gioco</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jul 2006 10:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Bologna, 12 luglio 2006)- Due importanti convegni hanno affrontato il tema dell’utilizzo delle biomasse per fini energetici:uno promosso dalla regione Emilia-Romagna sulla forestazione ed uno promosso dalla CGIL sul tema bieticolo-saccarifero. Ad entrambi ha partecipato la capogruppo dei Verdi in Emilia-Romagna Daniela Guerra, intervenendo in merito alla possibilità di utilizzare biomasse per impianti energetici. “Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Bologna, 12 luglio 2006)- Due importanti convegni hanno affrontato il tema dell’utilizzo delle biomasse per fini energetici:uno promosso dalla regione Emilia-Romagna sulla forestazione ed uno promosso dalla CGIL sul tema bieticolo-saccarifero.</p>
<p>Ad entrambi ha partecipato la capogruppo dei Verdi in Emilia-Romagna Daniela Guerra, intervenendo in merito alla possibilità di utilizzare biomasse per impianti energetici.</p>
<p>“Le grandi centrali a biomasse (20,30,40 MW) che i privati stanno proponendo ad alcuni Enti locali (Conselice, Russi, Finale Emilia) non rispondono a logiche di filiera e non hanno nessun legame col territorio. Le rese per ettaro, sia quantitative che economiche conducono inevitabilmente al reperimento sul mercato estero dei materiali da bruciare, con buona pace della riconversione dei nostri agricoltori che dell’ambiente, sul quale graveranno i costi di trasporto.”<br />
<span id="more-829"></span><br />
Diverso il discorso per piccole “caldaie” che utilizzano le biomasse per produrre calore,  magari dotate di sistemi di microgenerazione in grado di produrre anche energia elettrica.</p>
<p>No, dunque, a scelte estemporanee che rincorrono esclusivamente  i certificati verdi e che inevitabilmente nel futuro, cessando gli aiuti, si rivolgerebbero al “combustibile” più a buon mercato, ovvero i rifiuti.</p>
<p>“E’ un peccato &#8211; conclude Guerra- che impianti insostenibili come quelli proposti inficino la possibilità di lavorare con serietà al tema delle biomasse e dei biocarburanti nell’ambito dello sviluppo delle fonti rinnovabili associate alla riduzione degli sprechi.”</p>
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		<title>Lettera sulle biomasse</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2006 08:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il testo che segue è scaturito da un incontro con gli istituzionali chiamati direttamente in causa nella Provincia di Ravenna. In allegato un documento già inviato alla Federazione Nazionale dei Verdi in febbraio. Nella nostra Provincia stanno proliferando richieste per centrali di incenerimento di biomasse, senza la verifica preventiva della necessaria produttività locale. Si profila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo che segue è scaturito da un incontro con gli istituzionali chiamati direttamente in causa nella Provincia di Ravenna.<br />
In allegato un documento già inviato alla Federazione Nazionale dei Verdi in febbraio.<br />
<span id="more-826"></span>Nella nostra Provincia stanno proliferando richieste per centrali di incenerimento di biomasse, senza la verifica preventiva della necessaria produttività locale.<br />
Si profila invece, a priori, l&#8217;ipotesi di chiedere maggiori sovvenzioni comunitarie per le produzioni agroenergetiche.<br />
Questo riguarda non soltanto gli zuccherifici soggetti a dismissione, ma altri impianti già esistenti, di cui si richiede l&#8217;ampliamento.</p>
<p>Il ricatto occupazionale è una costante a cui gli amministratori devono trovare, nell&#8217;urgenza, valide alternative.<br />
Facciamo notare che difficilmente la produzione agricola locale è in grado di sopperire all&#8217;alimentazione di queste centrali (mentre sappiamo che, in centrali simili già esistenti, sono bruciati rifiuti, quando manca il materiale prodotto in zona) e che in alcuni casi (Unigrà di Conselice, Oleificio Tampieri di Faenza) già si prospetta l&#8217;importazione di oli tropicali.<br />
L&#8217;utilizzo dei contributi comunitari e dei certificati verdi sarebbe un guadagno iniziale per i soli imprenditori, mentre l&#8217;inquinamento atmosferico, la modifica del traffico stradale legato al trasporto,  gli effetti sulle risorse idriche,l&#8217;aumento degli effetti della combustione -che noi, in pianura padana, non possiamo assolutamente permetterci &#8211; e ancora altro, sono tutti da considerare.</p>
<p>La situazione locale, dove ad esempio già sono sperimentate piccole centrali per la produzione di biogas in allevamenti zootecnici, favorirebbe sbocchi diversi dell&#8217;utilizzo delle biomasse, senza impoverire i terreni (come invece avverrebbe con l&#8217;incenerimento) anzi<br />
arricchendoli.</p>
<p>Gli istituzionali nei Comuni della  Provincia di Ravenna stanno affrontando quella che si prospetta come una vera emergenza, per cui chiediamo un sostegno effettivo con atti concreti a cui appoggiarci, come per esempio l&#8217;informazione puntuale su quanto avviene in Regione e nei Ministeri.</p>
<p>Alleghiamo intanto un documento condiviso, che parzialmente modifica (con una puntualizzazione importante) quello inviato a febbraio e su cui avemmo risposta dal Dott. Fabrizio Fabbri, senza, peraltro, alcun seguito.<br />
In attesa di una risposta in tempi brevi, ringraziamo.</p>
<p>Per la Federazione Provinciale:<br />
Isa Mariani &#8211; coordinamento istituzionali della Provincia di Ravenna</p>
<p>Stefano Argnani &#8211; Assessore Comune di Faenza<br />
Gianluigi Castellari &#8211; Assessore Comune di Russi<br />
Luciano Lama &#8211; Consigliere Comune di Conselice<br />
Riccardo Morfino &#8211; Consigliere Comune di Russi<br />
Alberto Visani &#8211; Consigliere Comune di Faenza</p>
<p><strong>BIOMASSE E AGRICOLTURA</strong></p>
<p>A fronte di un&#8217;agricoltura che a livello locale, ma non solo, versa in stato comatoso e in assenza di una qualsivoglia prospettiva di rilancio produttivo, si moltiplicano  sul nostro territorio le iniziative e i progetti di valorizzazione delle biomasse agricole per scopi energetici:<br />
ampi territori rurali, come quello di Russi ad esempio, dove la pesante riorganizzazione del settore saccarifero ha portato alla chiusura del locale stabilimento saccarifero, guardano pertanto con estremo interesse all&#8217;evolversi di  questi progetti che potrebbero creare nuove opportunità per il settore primario e per l&#8217;indotto collegato.</p>
<p>&#8221; Va però fatta anche un&#8217;ulteriore considerazione: le biomasse sono da considerarsi una fonte rinnovabile? E come incidono sui cambiamenti climatici (produzione di CO2?)L&#8217;utilizzo delle biomasse va considerato rinnovabile se quanto sottraggo all&#8217;ambiente naturale o agricolo corrisponde a quanto nuovamente sarà riprodotto: in un anno posso togliere all&#8217;ambiente tanti quintali di biomassa, quanti in quell&#8217;anno l&#8217;ambiente riprodurrà o naturalmente o artificialmente (coltivazioni agricole o riforestazioni). Non è rinnovabile la deforestazione del sud del mondo o il disboscamento delle nostre montagne.<br />
Per la CO2 il problema è un po&#8217; più complicato. Infatti, teoricamente, se tanti sono i quintali che si bruciano quanti quelli che si producono annualmente, la CO2 prodotta dalla combustione sarà circa uguale a quella inglobata dalle piante, grazie alla fotosintesi. Tuttavia, se consideriamo che le coltivazioni (erbacee o arboree) richiedono impiego di fertilizzanti chimici di sintesi e fitofarmaci, oltre a macchine agricole e trasporto dei prodotti, ciò significa che sono richieste grandi quantità di energia di origine fossile che produce CO2. Pertanto il bilancio non è più in equilibrio, perché vi è una produzione netta di CO2 a causa dell&#8217;impiego di energia fossile, non rinnovabile: le biomasse utilizzabili devono dunque essere o naturali o prodotte biologicamente.&#8221; (G.Tamino)</p>
<p>E&#8217; parere diffuso inoltre che l&#8217;uso migliore delle biomasse, dal punto di vista dell&#8217;efficienza energetica del processo,  non sia la conversione in energia elettrica, ma piuttosto la trasformazione in energia termica, cioè in calore, oppure la produzione di combustibili<br />
solidi (pellets), liquidi (biodiesel, etanolo) o gassosi (biogas), meglio ancora se queste produzioni sono integrate fra loro.</p>
<p>Vogliamo dunque ricordare che un impianto per produrre energia da biomasse, del tipo di quelli prospettati sinora,  altro non è che un inceneritore, e per questo crediamo che sia bene subito sgombrare il campo da una serie di equivoci,  anche per non illudere il mondo<br />
agricolo disorientato e numerosi lavoratori dal futuro incerto,  pronti a dar fiducia a progetti ancora poco chiari.</p>
<p>Quello che va assolutamente evidenziato è che per la produzione di energia elettrica da biomasse, un impianto di media grandezza deve poter produrre almeno 10 o 12 Mw ,   ciò richiede la disponibilità, nei dintorni ,di  terreni coltivati appositamente per ricavare almeno 10.000 tonnellate di legno all&#8217;anno, con tutto quello che ciò comporta, dai costi del trasporto, fino ai costi stessi delle biomasse che in Italia non sono paragonabili a quelli irrisori dell&#8217;Est Europa, che già approdano al porto di Ravenna  mettendo  in dubbio le possibili rendite dei coltivatori locali.</p>
<p>Osservato che il processo di conversione delle biomasse in energia comporta grosse perdite  di rendimento, ci chiediamo innanzi tutto quanto l&#8217;industria può pagare all&#8217;agricoltore le biomasse appositamente coltivate: i dati disponibili segnalano che in assenza di sostegni alle produzioni, questo prezzo pagato  resti troppo basso per stimolare l&#8217;agricoltore a modificare i propri piani colturali.</p>
<p>Posto poi anche che un impianto da 10 Mw individui un favorevole bacino produttivo di circa 1.000 ettari  che ne  assicuri l&#8217;attività, vorremmo garanzie che in caso di carenza di biomassa non si ricorra a scorciatoie pericolose, fra le tante attualmente sul mercato, e primo fra tutti il CDR, ossia Combustibile Da Rifiuto che altro non è che rifiuto urbano<br />
triturato e imballato, nel quale più derivati dal petrolio (plastica) sono presenti  più resa calorifica ottiene.</p>
<p>Per quanto detto non escludiamo che esista una possibilità di impiegare proficuamente le biomasse: basti pensare all&#8217;uso termico domestico e condominiale, o al pellet, un combustibile ecologico prodotto pressando la polvere derivante dalla sfibratura dei residui legnosi. In Svezia , dove il pellet è incentivato,  se ne consumano circa 1 milione di<br />
tonnellate all&#8217;anno. Bisogna anche guardare con attenzione alla produzione di bio-carburanti che vanno però debitamente incentivati e resi obbligatori per norma. Restiamo perplessi invece per le generiche e frettolose prospettive di riconversione industriale apprese dalla stampa e  da qualche Amministratore poco informato.</p>
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		<title>Fattorie aperte 2006</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2006/fattorie-aperte-2006/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 May 2006 18:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avvicinare i cittadini alla campagna, guidarli nel riscoprire il legame che esiste tra la terra e la tavola attraverso la conoscenza delle nostre produzioni agroalimentari: è nato con questo obiettivo, nel 1999, il progetto “Fattorie aperte ai consumatori”, promosso dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con le Amministrazioni provinciali e l’Osservatorio Agroambientale di Cesena, iniziativa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--fine titolo--><!--inizio corpo--></p>
<p align="justify">Avvicinare i cittadini alla campagna, guidarli nel riscoprire il legame che esiste tra la terra e la tavola attraverso la conoscenza delle nostre produzioni agroalimentari: è nato con questo obiettivo, nel 1999, il progetto “Fattorie aperte ai consumatori”, promosso dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con le Amministrazioni provinciali e l’Osservatorio Agroambientale di Cesena, iniziativa che arriva oggi alla quinta edizione.</p>
<p align="justify"><strong>Nell’anno 2006 le domeniche interessate dall’iniziativa sono, a livello regionale, il 14 e 21 maggio. </strong></p>
<p align="justify">Ci sarà l’occasione per trascorrere una giornata diversa dal solito, alla scoperta della campagna e delle aziende agricole, in mezzo al verde, passeggiando nei campi, osservando da vicino gli animali e, soprattutto, assaggiando i prodotti tipici delle nostre terre, magari coltivati secondo le regole dell’agricoltura biologica e integrata. <span id="more-719"></span></p>
<p align="justify">Questa iniziativa è molto importante per conoscere e valorizzare i sapori e la cultura del mondo rurale, in un momento di grande attenzione per la sicurezza alimentare, per il rispetto della natura e dell&#8217;ambiente.</p>
<p align="justify">I consumatori hanno perso da troppo tempo il legame con il mondo della produzione agroalimentare, e comprendere i meccanismi di produzione può servire a riannodare quel filo spezzato, e recuperare un rapporto sereno con il cibo e la natura.</p>
<p align="justify">Anche perché è l’azienda agricola, che si presenta come luogo di produzione, ma anche come custode del territorio, l’attore principale di questo processo di comunicazione di conoscenze ed esperienze.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.alessandroronchi.net/forli/wp-content/uploads/2006/05/Forl%C3%AC-Cesena2006.pdf">Lista delle fattorie aperte al pubblico nel nostro territorio</a><br />
<a href="http://www.osservatorioagroambientale.org/" /></p>
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		<title>Tavola Rotonda sul Parco Fluviale del Fiume Ronco</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2005 07:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comitato del Parco Fluviale del fiume Ronco, promuove la tavola rotonda PARCO FLUVIALE del FIUME RONCO, QUALE OPPORTUNITA&#8217; PER AMBIENTE, AGRICOLTURA E SVILUPPO DEL TERRITORIO Sabato 28 maggio 2005 ore 9,30, Presso il Cinema Verdi del Comune di Forlimpopoli relatori - Dr Gianluca Bagnara Assessore Provinciale all&#8217;agricoltura - Dr Roberto Riguzzi Assessore Provinciale all&#8217;Ambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato del Parco Fluviale del fiume Ronco, promuove la tavola rotonda<br />
<strong>PARCO FLUVIALE  del FIUME RONCO, QUALE OPPORTUNITA&#8217; PER AMBIENTE, AGRICOLTURA E SVILUPPO DEL TERRITORIO</strong><br />
Sabato  28 maggio 2005 ore 9,30, Presso il Cinema Verdi del Comune di Forlimpopoli</p>
<p>relatori<br />
-         Dr Gianluca Bagnara  Assessore Provinciale all&#8217;agricoltura<br />
-         Dr Roberto Riguzzi  Assessore Provinciale all&#8217;Ambiente<br />
-         Dr Foscolo Foschi direttore Museo Ornitologico di Forlì<br />
-         Dr Frabizio Borghesi Istituto Fauna selvatica<br />
-         Dr Franco Scarponi direttore ARPA Forlì<br />
-         moderatore  Paola Centofanti  presidente del Comitato del Parco del fiume Ronco</p>
<p>Diapositive su Habitat e Vegetazione a cura del Dr Sergio Guidi</p>
<p><strong>Pomeriggio  ore 15.00 visita guidata all&#8217;Oasi di Magliano e  partenza<br />
dall&#8217;agriturismo la Sarzola loc. Magliano (FC) </strong></p>
<p>Con il patrocinio di Provincia di Forlì-Cesena, di ARPA Forlì-Cesena, e dei comuni di Forlimpopoli, Bertinoro, Forlì, Meldola. </p>
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		<title>Zanzara tigre, animali &#8230;.e problematiche sanitarie</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2005 11:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Zanzara tigre, animali &#8230;.e problematiche sanitarie Continuano i mercoledì di fine mese di ARPA l&#8217;Agenzia Regionale per la Prevenzione e l&#8217;Ambiente, serate tematiche organizzate in collaborazione con AUSL Provincia Forlì-Cesena e Centro Educazione Ambientale La Cócla, questa volta saranno di scena le problematiche legate agli animali &#8220;sinantropi&#8221; che condividono cioè ambienti dove vive l&#8217;uomo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Zanzara tigre, animali &#8230;.e problematiche sanitarie </p>
<p>Continuano i mercoledì di fine mese di ARPA l&#8217;Agenzia Regionale per la Prevenzione e l&#8217;Ambiente, serate tematiche organizzate in collaborazione con AUSL Provincia Forlì-Cesena e Centro Educazione Ambientale La Cócla, questa volta saranno di scena le problematiche legate agli animali &#8220;sinantropi&#8221; che condividono cioè ambienti dove vive l&#8217;uomo e da cui ricavano sostentamento.</p>
<p>La serata avrà inizio alle ore 20,30 di mercoledì 25 maggio presso la sede de La Cócla in Via Anderlini, 59 a Forlì (la strada della Casa di Riposo Pietro Zangheri).</p>
<p>Durante l&#8217;incontro il Dott. Claudio Milandri Veterinario presso il Dipartimento di Sanità Pubblica parlerà delle problematiche legate ai piccioni: tipologie, caratteristiche riproduttive, problematiche legate alla conservazione dei beni monumentali e dei cornicioni, e di colonie feline e randagismo; mentre la Dott.ssa Roberta Colonna Entomologa Centro Agricoltura Ambiente di Crevalcore interverrà approfondendo le criticità dovute alla presenza della zanzara tigre, sue caratteristiche, modalità di riproduzione e istruzioni per evitarne il proliferarsi.</p>
<p>Al termine della serata è previsto un dibattito di approfondimento in occasione del quale sarà possibile fare domande ai relatori. </p>
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		<title>La Filiera Corta: vendita dal produttore al consumatore</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2005 06:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione Italiana per l&#8217;Agricoltura Biologica (AIAB), che ha come obiettivo quello di diffondere sul territorio la pratica della vendita diretta per diminuire i costi dei cibi biologici, propone una iniziativa Venerdì 14 gennaio 2005 alle ore 20.30, c/o saletta Banca di Forlì &#8211; via Bruni, 2. Durante le serate verranno presentati: - Il progetto &#8220; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione Italiana per l&#8217;Agricoltura Biologica (AIAB), che ha come obiettivo quello di diffondere sul territorio la pratica della vendita diretta per diminuire i costi dei cibi biologici, propone una iniziativa Venerdì 14 gennaio 2005 alle ore 20.30, c/o saletta Banca di Forlì &#8211; via Bruni, 2.</p>
<p>Durante le serate verranno presentati:<br />
- Il progetto &#8220; filiera corta&#8221; a marchio Garanzia AIAB finanziato dall&#8217;Unione Europea<br />
- L&#8217;Associazione fra produttori biologici e consumatori denominata &#8220;Poderi di Romagna&#8221;<br />
- Il progetto di costituzione della Cooperativa  Sociale &#8220;Alla Sorgente&#8221; per la gestione della &#8220;piattaforma commerciale&#8221;, dei punti vendita e dell&#8217;incontro tra domanda e offerta.<br />
Inoltre gli intervenuti potranno prendere parte ad una degustazione di prodotti da agricoltura biologica.</p>
<p>Questo è il volantino della serata:<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/files/serataincontroaiabforl.pdf" title="Serata Incontro AIAB">Serata Incontro AIAB</a></p>
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		<title>Scadenza bando per l&#8217;informatica in Agricolutura</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2004 06:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(26/6/2004 19:01) &#124; PROVINCIA FORLì-CESENA: CONTRIBUTI PER L&#8217;INFORMATICA IN AGRICOLTURA (Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 26 giugno 2004 &#8211; Sono disponibili i contributi per la diffusione di nuove tecnologie informatiche e telematiche in agricoltura. Al riguardo la Provincia di Forlì-Cesena ha presentato un progetto per la diffusione di nuove tecnologie informatiche e telematiche nelle aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p> (26/6/2004 19:01)  | PROVINCIA FORLì-CESENA: CONTRIBUTI PER L&#8217;INFORMATICA IN AGRICOLTURA<br />
(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 26 giugno 2004 &#8211; Sono disponibili i contributi per la diffusione di nuove tecnologie informatiche e telematiche in agricoltura. Al riguardo la Provincia di Forlì-Cesena ha presentato un progetto per la diffusione di nuove tecnologie informatiche e telematiche nelle aziende agricole, predisponendo un apposito avviso pubblico.<br />
Il Dirigente del Servizio Agricoltura, in ossequio alla delibera della Giunta Provinciale con cui è stato approvato il programma provinciale dei Servizi di Sviluppo Agroalimentare, comprendente anche un progetto per la diffusione delle nuove tecnologie informatiche e telematiche nelle aziende agricole, ha approvato con propria determinazione il relativo avviso pubblico per la diffusione di tecnologie informatiche in agricoltura, utilizzano i fondi impegnati con determinazione n. 89982/03.<br />
La Provincia di Forlì-Cesena precisa che le domande dovranno essere presentate alla stessa amministrazione entro il 30 giugno 2004 utilizzando l&#8217;apposito modulo in calce al testo del bando allegato.<br />
Le domande presentate prima del 15/04/2004 e dopo il 30/06/2004 non verranno prese in considerazione.<br />
Altre informazioni inerenti l&#8217;argomento sono reperibili sul sito del Servizio Agricoltura e Spazio Rurale della Provincia di Forlì-Cesena: www.provincia.forli-cesena.it/agricoltura.<br />
(Sesto Potere) </p></blockquote>
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		<title>Fattorie Aperte &#8211; 16 e 23 Maggio 2004</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2004 10:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avvicinare i cittadini alla campagna, guidarli nel riscoprire il legame che esiste tra la terra e la tavola attraverso la conoscenza delle nostre produzioni agroalimentari: è stato questo l&#180;obiettivo, nel 1999, del progetto &#8220;Fattorie Aperte&#8221;, promosso dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con le Amministrazioni provinciali e Osservatorio Agroambientale, oggi alla sesta edizione. Le 256 fattorie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avvicinare i cittadini alla campagna, guidarli nel riscoprire il legame che esiste tra la terra e la tavola attraverso la conoscenza delle nostre produzioni agroalimentari: è stato questo l&#180;obiettivo, nel 1999, del progetto &#8220;Fattorie Aperte&#8221;, promosso dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con le Amministrazioni provinciali e Osservatorio Agroambientale, oggi alla sesta edizione.</p>
<p>Le 256 fattorie aderenti apriranno le loro porte, mettendo in vetrina saperi e sapori e facendoci riscoprire assieme ai prodotti la figura dell&#180;agricoltore che in nome di quella &#180;multifunzionalità&#180; che sta cambiando il volto delle nostre aziende agricole, non solo coltiva, ma spesso confeziona, ospita e insegna. Molte di esse seguono metodi di coltivazione biologica (122 le bio) 78 sono aziende agrituristiche, 182 vendono direttamente i loro prodotti, 135 sono fattorie didattiche accreditate.</p>
<p><a href="http://www.ermesagricoltura.it/Archivio-contenuti/La-pagina-del-consumatore/Agriturismo-e-itinerari-enogastronomici/Itinerari-enogastronomici/Fattorie-didattiche/Fattorie-aperte/Edizione-2004">Un&#180;apposita guida indica le aziende suddivise per provincia</a>, segnalando le fattorie biologiche con una coccinella, riportando indirizzi, caratteristiche produttive e attività che si possono svolgere al loro interno in queste due giornate. Una &#8220;mappa&#8221; della produzione agroalimentare ed enogastronomica del territorio, suddivisa in nove itinerari provinciali, da Piacenza a Rimini presenta  proposte e percorsi alla scoperta delle fasi di produzione e trasformazione dei prodotti tipici del territorio: i salumi, il Parmigiano Reggiano, l&#180;Aceto Balsamico di Modena e Reggio Emilia per l&#180;area emiliana; il vino, l&#180;olio, l&#180;ortofrutta per l&#180;area romagnola.</p>
<p>La guida &#8220;Fattorie Aperte&#8221; è reperibile presso gli Assessorati Agricoltura della Regione e delle Province e presso la Regione Emilia-Romagna &#8211; Urp</p>
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		<title>L&#8217;equita&#8217; in mostra ad Ancona</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2003 16:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eco&#38;Equo nasce il 20 novembre prossimo ad Ancona. Si parla e si esponde sul tema dell&#8217;equità dello sviluppo e del commercio insieme alla diffusione di pratiche e politiche meno insostenibili per il nostro pianeta. Numerosi i convegni di rilievo, non ancora ad oggi presenti sul sito della fiera. Vi svelo in anteprima (ne sono coinvolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecoandequo.it">Eco&amp;Equo </a>nasce il 20 novembre prossimo ad Ancona. Si parla e si esponde sul tema dell&#8217;equità dello sviluppo e del commercio insieme alla diffusione di pratiche e politiche meno insostenibili per il nostro pianeta. </p>
<p>Numerosi i convegni di rilievo, non ancora ad oggi presenti sul sito della fiera. Vi svelo in anteprima (ne sono coinvolto in prima persona) i temi: acqua, petrolio, commercio equo, OGM, agricoltura biologica.</p>
<p>Chi vuole visitare la fiera ha tutti gli elementi sul sito e l&#8217;ingresso libero a richiesta. Mandate pure un email o lasciate un commento con un vostro recapito telematico ;-) Sponsor: <a href="http://www.wwf.it/marche">WWF Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;economia del nobile sentiero: ripensare alla globalizzazione/2</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2003 15:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il workshop punta di diamante della tre giorni di Rimini è stato senza dubbio quello su Acqua o petrolio? I beni della natura vivente non hanno acquirenti. Ospite donore Lester Brown, noto ai più per essere il curatore dello State of the World, pubblicazione annuale del World Watch Institute sullo stato di salute del pianeta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il workshop punta di diamante della tre giorni di Rimini è stato senza dubbio quello su Acqua o petrolio? I beni della natura vivente non hanno acquirenti.<br />
Ospite donore<a href="http://www.lifegate.it/lg/ambiente.nsf/tutti/94ebd4453b42d936c1256c6100410a0b"> Lester Brown</a>, noto ai più per essere il curatore dello State of the World, pubblicazione annuale del World Watch Institute sullo stato di salute del pianeta Terra, pubblicato in Italia da Edizioni Ambiente.</p>
<p>Lester Brown ha incentrato le sue preoccupazioni ambientali per il futuro che ci attende puntando lattenzione sullacqua e sul cibo, oltre che sul riscaldamento globale.<br />
In questo momento Cina, USA e India, i granai del mondo, fondano la propria agricoltura si un eccesso di pompagio delle falde ad uso irriguo. Ad aggiungersi quindi alla crisi idrica prossima ventura cè il riscaldamento globale. Un grado di aumento della temperatura media porta ad una riduzione stimata della produzione di granaglie a livello mondiale del 10%. Lindicatore economico simbolo del 21esimo secolo non sarà più il PIL o il DOW Jones ma il prezzo del cibo. I segni di questo giro di boa si stanno già manifestando. La Cina ha raggiunto del 1999 il picco della sua produzione e da allora sta cominciando a rivolgersi al mercato per il suo fabbisogno interno.</p>
<p>Tre sono gli ambiti sui quali intervenire prima di giungere al punto di non ritorno: laumento della produttività, la riduzione della crescita demografica mondiale e la ricerca di una stabilità politica.<br />
Ridurre i consumi dellacqua è possibile. Per farlo è necessario secondo Lester Brown dare il giusto prezzo alla stessa e attivare nuove pratiche irrigue volte al risparmio, privilegiano le colture di qualità che richiedono meno acqua, insieme ad una revisione complessiva dei processi industriali.<br />
La popolazione. Secondo lo scenario medio ONU al 2040 sulla Terra saremo in 7,4 miliardi. Per avere un ambiente salvaguardato è indispensabile garantire alluomo un ambiente sociale favorevole con servizi sanitari ed educazione almeno a livello base.</p>
<p>Energia, economia e politica internazionale sono stati i temi della conclusione di Lester Brown.<br />
Sullenergia si deve puntare massicciamente <a href="http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/energia/20030707113332621821.html" class="broken_link" rel="nofollow">sulleolico </a>(gli ambientalisti italiani dovrebbero ascoltare bene) perché ha caratteristiche uniche (ne ha dette sei ma me ne ricordo solo cinque): abbondante, economica, pulita, diffusa, senza emissioni. Il passo successivo saranno le celle a combustibile.<br />
Stoccata pure alleconomia che non comprende al suo interni i costi ambientali, falsando il gioco. Se il capitalismo collasserà, lo farà perché non dice la verità ecologica.<br />
Cambiare si può? Sarà costoso? La risposta positiva è data da un parallelismo con gli anni 40. Nel 1942 gli USA, per far fronte allingresso in guerra, in poco tempo modificarono il proprio sistema industriale civile per la produzione di veicoli e attrezzature belliche. Lo stesso, con la volontà, si potrebbe fare oggi, per sterzare verso tecnologie e produzioni in grado di essere meno insostenibili.<br />
Ultimo pensiero per il terrorismo. Secondo Brown (come smentirlo?) Bin Laden avrà vinto la sua partita se avrà successo nel distogliere la nostra attenzione dai problemi veri dello sviluppo economico e della sua incompatibilità con il sistema naturale. Non possiamo permetterglielo.</p>
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		<title>L&#8217;agricoltura al Vertice</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2003 12:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>I negoziati portano a galla la questione del doppio standard: i paesi del Nord, Usa in testa,si dichiarano liberisti ma sovvenzionano i propri agricoltori. E per di più quelli del Sud devono fare i conti anche con l&#8217;invasione del transgenico<br />
Il diario di Legambiente</strong></p>
<p>da Cancùn<br />
Emanuele Profumi</p>
<p>Dopo la morte del sindacalista sudcoreano Il movimento ha ripreso le attività assembleari con il segno del lutto al braccio. Tutti si chiedono se dopo le dichiarazioni del G21 (l&#8217;unione dei paesi poveri che ha rifiutato le proposte di Usa e Ue), i negoziati sull&#8217;agricoltura siano a un punto morto. Ieri mattina<br />
Cancun, il corteo<br />
alla fine della conferenza stampa dei G9 &#8211; gruppo formato da alcuni paesi del Nord del mondo (come Israele e Svizzera) e da alcuni paesi poveri (come la Bulgaria) &#8211; Joseph Deiss, delegato del governo svizzero e coordinatore del gruppo, ci spiega: «La maggiore differenza tra noi e il gruppo del G21 riguarda le questioni delle riduzioni tariffarie e dell&#8217;accesso al mercato. Per noi, per esempio, nelle trattative è centrale la questione degli standard ambientali. Tuttavia siamo completamente d&#8217;accordo sulla loro posizione in merito alla liberalizzazione delle esportazioni: i governi non devono sovvenzionarle con i sussidi». Confermando così le divisioni profonde tra i 146 paesi che partecipano al Wto rispetto alle regole per il governo mondiale del mercato agricolo.</p>
<p>A fine mattinata invece, alcuni paesi africani (Benin, Burkina Faso, Ciad e Mali) hanno tenuto una conferenza stampa sul problema specifico del cotone: le loro economie, fortemente sostenute da quest&#8217;attività, sono in crisi a causa delle sovvenzioni del governo Usa alle proprie piantagioni, che ammontano a una cifra pari al Pil di tutti i paesi africani produttori di cotone. Oltre 10 milioni di persone che in Africa occidentale dipendono dalla questa coltivazione pagano le conseguenze di questa situazione. David Casablanca, portavoce spagnolo di Oxfam, l&#8217;associazione di Ong impegnata nel chiedere un cambiamento delle politiche e delle relazioni internazionali nel segno dell&#8217;equità, ritiene che «quello che accade tra gli Usa e le quattro nazioni africane è il termometro di quello che potrà avvenire più in generale nei negoziati agricoli». Per adesso i paesi africani e la Oxfam stanno esercitando la propria pressione sulla presidenza del Wto affinché convinca gli Usa a ridurre o eliminare le proprie sovvenzioni. Ma la superpotenza fa orecchie da mercante e nella conferenza stampa pomeridiana non lancia alcun segnale di apertura.</p>
<p>Ma proprio in quella sede un gruppo di attivisti di Greenpeace ha interrotto la conferenza leggendo un documento che confermava l&#8217;entrata in vigore del protocollo di Cartagena sulla &#8220;biosafety&#8221;, la biosicurezza, che impedisce ai paesi che la sottoscrivono esportare prodotti transgenici. Il blitz, concluso con un pugno di mais messicano &#8220;ogm free&#8221; lanciato sul tavolo della conferenza, è servito anche a denunciare la &#8220;biopirateria&#8221; della multinazionale del biotech Monsanto, che impone la vendita di mais modificato al Messico. Sul tema degli organismi geneticamente manipolati ai negoziati di Cancun si sta fra l&#8217;altro consumando una nuova puntata dello scontro Usa-Unione Europea. Gli Sati uniti infatti hanno denunciato lŽUe al Wto perché la scelta di Bruxelles di applicare il principio di precauzione impedisce di fatto la vendita di prodotti Usa.
</p></blockquote>
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		<title>Ogm, nuove norme sulla biosicurezza</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2003 12:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le nazioni che intendono trasportare organismi transgenici «dovranno darne notifica al paese che li importa». Questa la prescrizione principale del protocollo di Cartagena, in vigore da ieri L&#8217;Unione europea più protetta dai rischi che l&#8217;ambiente e la salute umana possono correre per l&#8217;uso di Organismi geneticamente modificati. È entrata in vigore ieri una normativa internazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
<b>Le nazioni che intendono trasportare organismi transgenici «dovranno darne notifica al paese che li importa». Questa la prescrizione principale del protocollo di Cartagena, in vigore da ieri</b></p>
<p>L&#8217;Unione europea più protetta dai rischi che l&#8217;ambiente e la salute umana possono correre per l&#8217;uso di Organismi geneticamente modificati. È entrata in vigore ieri una normativa internazionale sulla biosicurezza, il protocollo di Cartagena, che offre un quadro legale per il trasporto transfrontaliero di Ogm.</p>
<p>Le nazioni che intendono trasportare<br />
Biotech: contestazioni a Bionova<br />
organismi transgenici «dovranno darne notifica al paese che li importa», con lo scopo &#8211; secondo quanto riporta un comunicato della Commissione Ue &#8211; di «fornire informazioni necessarie a permettere allo stato importatore di prendere decisioni adeguate» al riguardo.</p>
<p>«Il protocollo di Cartagena stabilisce un insieme di regole internazionali fondamentali sugli Ogm» ha spiegato il commissario Ue per l&#8217;ambiente, Margot Wallstrom. Anche i paesi in via di sviluppo ne trarranno vantaggio, «dato che spesso &#8211; ha concluso il commissario &#8211; non hanno le risorse per valutare i rischi legati alle biotecnologie&#8221;.</p>
<p>Sono 57 gli stati che hanno aderito finora e l&#8217;Italia non ha ancora ratificato l&#8217;accordo. «Chiediamo al governo di ratificarlo al più presto &#8211; riferisce Federica Ferrario di Greenpace &#8211; augurandoci che la questione Ogm non rientri dalla finestra a Cancun, visto che l&#8217;agricoltura è il tema dominante dei negoziati».</p>
<p>Il Wto non è secondo Greenpeace l&#8217;istituzione appropriata per giudicare sugli accordi internazionali e non dovrebbe allargare le sue competenze. «Il Wto promuove il libero commercio a tutti i costi ignorando la protezione dell&#8217;ambiente &#8211; prosegue Ferrario &#8211; Ogni discussione sulle relazioni tra ambiente e commercio all&#8217;interno dei negoziati può finire solo con l&#8217;ambiente subordinato ai principi neoliberisti».</p>
<p>12 settembre 2003<br />
Raffaele Lupoli
</p></blockquote>
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		<title>Biologico. Torna &#8220;Sana&#8221;: cibi, vestiti ed eco-case in mostra</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2003 12:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riapre i battenti oggi, e fino al 14 settembre, a Bologna &#8220;sana&#8221;, la grande &#8220;piazza del mercato naturale&#8221;. Secondo le previsioni degli organizzatori ben 85.000 visitatori prenderanno d&#8217;assalto la 15 edizione della manifestazione dedicata al biologico e tutto quanto e&#8217; amico dell&#8217;ambiente: 17 padiglioni, per 90.000 metri quadrati con 1.600 espositori in arrivo da 34 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Riapre i battenti oggi, e fino al 14 settembre, a Bologna &#8220;sana&#8221;, la grande &#8220;piazza del mercato naturale&#8221;. Secondo le previsioni degli organizzatori ben 85.000 visitatori prenderanno d&#8217;assalto la 15 edizione della manifestazione dedicata al biologico e tutto quanto e&#8217; amico dell&#8217;ambiente: 17 padiglioni, per 90.000 metri quadrati con 1.600 espositori in arrivo da 34 nazioni. Il campionario in esposizione racchiude tutto il mondo del benessere a 360 gradi: dall&#8217;alimentazione bio, alla medicine naturali, all&#8217;ambiente, ma anche la bioedilizia, la moda ecologica e i giocattoli &#8220;sicuri&#8221;. Un grande mercato su cui puntare a giudicare dai dati snocciolati in previsione dell&#8217;evento. La crescita del mercato dell&#8217;alimentazione bio<br />
nel mondo, ad esempio, e&#8217; del 15% annuo. Ha toccato nel 2002 i 29 miliardi di euro, di cui 13 in Europa, 11 negli USA e 5 in Giappone. La 15 edizione di &#8220;Sana&#8221; strizza l&#8217;occhio, dunque, al mercato internazionale portando in fiera una nutrita presenza di espositori e operatori provenienti da tutto il mondo. Quest&#8217;anno per la prima volta anche una novita&#8217; d&#8217;oltreoceano: avra&#8217; luogo a New York, il 3 e il 4 novembre 2003, la prima edizione di Sana-USA, &#8220;first organic and typical italian quality food and wine expo&#8221;. Sette sono i padiglioni che &#8220;Sana&#8221; dedica all&#8217;alimentazione biologica, radice storica della manifestazione. Qui le aziende espositrici presentano a pubblico e operatori un campionario incredibilmente vasto di prodotti biologici e tipici certificati. L&#8217;italia, spiegano gli organizzatori di &#8220;Sana&#8221;, riveste un ruolo leader nella produzione bio in Europa con circa 1,2 milioni di ettari dedicati all&#8217;agricoltura biologica, pari al 25%<br />
dell&#8217;intera produzione europea e seconda al mondo dopo gli Stati Uniti. Grande fermento anche nella ristorazione collettiva: i dati riportati registrano infatti 522 mense scolastiche bio (delle quali il 9,5% utilizza interamente o almeno al 70% ingredienti bio) e 176 ristoranti bio (ovvero che utilizzano al 50% ingredienti bio). Ampio spazio al commercio equo e solidale, a cui e&#8217; dedicata un&#8217;apposita area espositiva e il convegno dal titolo: &#8220;commercio equo e solidale nel mondo: l&#8217;impatto economico e la responsabilita&#8217; sociale delle imprese&#8221;. Cinque padigioni, poi, sono riservati alla salute e alle medicine naturali comprensivi di tutte le diverse tecniche cosiddette &#8220;alternative&#8221; alle cure tradizionali. &#8220;sana&#8221; stima che, nel mondo, l&#8217;80% dell&#8217;intera popolazione fa ricorso a terapie<br />
non convenzionali. Nell&#8217;area tematica dell&#8217;ambiente sono presentate invece le tendenze di un approccio ecologico del vivere, ossia le tecnologie che adottano combustibili eco-compatibili e fonti di energia rinnovabile, come il fotovoltaico, eolico e biomassa. Altre soluzioni arrivano dalla bio-architettura che, attraverso il recupero paesaggistico, integra materiali, strutture, impianti, arredi, in armonia con le caratteristiche del luogo. La bioedilizia rappresenta infatti un settore in forte crescita nel nord est, in trentino alto adige e nelle grandi citta&#8217;, registrando piu&#8217; di 700 aziende certificate per l&#8217;eco-sostenibilita&#8217; con l&#8217;obiettivo di arrivare a quota 6.000 nel 2005.</p></blockquote>
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		<title>Agricoltura. La FIAO, Bio Bank, Coop Italia e Esselunga smentiscono i dati sul calo dei consumi di biologico</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2003 12:52:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Federazione Italiana per l&#8217;Agricoltura Organica, che associa alcune fra le principali realtà del biologico nazionale e la maggior parte degli organismi di certificazione autorizzati dal Mipaf, Bio Bank, Coop Italia e Esselunga, con riferimento alle notizie diffuse dalle agenzie di stampa nei giorni scorsi riguardo alla situazione del biologico in Italia manifestano la loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
La Federazione Italiana per l&#8217;Agricoltura Organica, che associa alcune fra le principali realtà del biologico nazionale e la maggior parte degli organismi di certificazione autorizzati dal Mipaf, Bio Bank, Coop Italia e Esselunga, con riferimento alle notizie diffuse dalle agenzie di stampa nei giorni scorsi riguardo alla situazione del biologico in Italia manifestano la loro preoccupazione per un&#8217;informazione incompleta e scorretta sulla realtà del settore. 1) I sequestri in Sicilia: notizia del 27 dicembre 2002 Fiao e Bio Bank rilevano come le notizie battute da alcune agenzie sugli scandali che hanno coinvolto aziende siciliane produttrici di ortaggi risalgono in realtà a dicembre del 2002. La loro diffusione a quasi un anno di distanza, a pochi giorni dall&#8217;apertura del principale appuntamento fieristico delle produzioni biologiche a livello nazionale, appare quantomeno sospetta ed ha lo scopo evidente di danneggiare l&#8217;immagine di un<br />
settore comunque in crescita. 2) I dati su aziende e superfici al 31.12.02: calano le aziende al sud e crescono nel centro nord, crescono ovunque trasformazione e distribuzione. I dati sulla situazione del settore in Italia a dicembre del 2002 elaborati da Coldiretti sono, secondo Fiao e Bio Bank , incompleti. Se è vero che le aziende agricole sono diminuite rispetto al 2001 a livello nazionale, il calo è limitato a Regioni come la Sicilia, la Sardegna e la Calabria, dove l&#8217;enorme sviluppo avutosi in questi anni non si è accompagnato a una crescita adeguata dell&#8217;organizzazione locale della produzione e della distribuzione. Il biologico aumenta invece in maniera significativa nell&#8217;italia del Nord e del Centro: per le aziende + 11% al Nord e + 27% al Centro e per le superfici invariate al Nord e + 18% al Centro. Ovunque crescono le industrie di trasformazione (+ 13%) e la distribuzione. Fiao e Bio Bank sottolineano come l&#8217;Italia rimanga il principale produttore in Europa di biologico e che i prodotti presenti nelle catene della distribuzione organizzata nazionale continuano ad essere per la maggior parte di provenienza italiana, mentre l&#8217;aumento delle importazioni è dovuto proprio alla crescita continua della domanda di prodotto. 3) I consumi: pubblicati i vecchi dati di Ismea del 2002. La rettifica di Ismea assegna un + 20,7% di crescita alla spesa delle famiglie per il bio Per quanto riguarda i consumi è sufficiente dire che l&#8217;ismea con un proprio comunicato stampa di giugno 2003 ha rettificato e aggiornato i vecchi dati riportati da Coldiretti, titolando il proprio comunicato: &#8220;Cresce del 20,7% la spesa 2002 delle famiglie italiane per il consumo domestico di prodotti biologici confezionati&#8221;. Sempre ISMEA rileva un aumento su base annua dei volumi di prodotto acquistato di gran lunga maggiori, che a fronte di un aumento delle spesa delle famiglie più contenuto significano prezzi di vendita in calo, a dimostrazione dell&#8217;effetto positivo derivante dall&#8217;aumento dei volumi di mercato e dalla presenza della distribuzione organizzata. I<br />
numeri riportati da ISMEA sono oltretutto confermati dall&#8217;andamento delle vendite di prodotti biologici nel primo semestre del 2003 nelle due principali catene della gdo italiana (Coop e Esselunga), che registrano un dato medio di aumento delle vendite di oltre il 23% che per alcune referenze, il cui numero complessivo sugli scaffali è oltretutto in continua crescita, supera anche il 40%. Il biologico, concludono Fiao e Bio Bank, si conferma quindi come uno dei settori più vitali dell&#8217;intero comparto agroalimentare nazionale, l&#8217;unico dotato di un sistema di controllo puntuale che vede una importante e costante sinergia fra organismi autorizzati e autorità pubbliche, tale da garantire sempre i consumatori che acquistano prodotti confezionati e regolarmente etichettati.
</p></blockquote>
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		<title>La carica delle biocittà</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2003 11:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nasce al Sana di Bologna l&#8217;Associazione delle città del bio. Fra le prime ad aderire: Roma, Napoli, Ancona e Siracua Ci sono le città del vino, dell&#8217;olio e adesso anche del biologico. In occasione di Sana, la fiera del bio che apre oggi a Bologna, l&#8217;Aiab (Associazione Italiana per l&#8217;Agricoltura Biologica) presenta l&#8217;Associazione delle città [...]]]></description>
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<b>Nasce al Sana di Bologna l&#8217;Associazione delle città del bio. Fra le prime ad aderire: Roma, Napoli, Ancona e Siracua</b></p>
<p>Ci sono le città del vino, dell&#8217;olio e adesso anche del biologico. In occasione di Sana, la fiera del bio che apre oggi a Bologna, l&#8217;Aiab (Associazione Italiana per l&#8217;Agricoltura Biologica) presenta l&#8217;Associazione delle città del bio, quelle maggiormente impegnate in progetti come la ristorazione biologica, l&#8217;informazione e l&#8217;orientamento dei cittadini verso un consumo etico e consapevole, la promozione di uno sviluppo ecosostenibile, l&#8217;impiego di tecniche e di prodotti ecocompatibili.</p>
<p>Prime adesioni: Roma, Napoli, Ancona, Siracusa, Grugliasco (To), Borgaro Torinese, Alessandria, Varese Ligure (Sp), S. Casciano Val di Pesa (Fi), Marsicovetere (Pz). Fra degustazioni, laboratori didattici e sfilate di moda &#8216;tutta canapa&#8217;, il biologico alimenta anche qualche polemica.</p>
<p>La Coldiretti aveva parlato di un settore biologico che per la prima volta nel 2002 ha perso colpi, con la riduzione di produttori e superfici. Replica la Cia: il biologico nel nostro Paese non è in crisi, anzi continua a mostrare evidenti segni di consolidamento. La Confederazione italiana agricoltori guidata da Massimo Pacetti parla di settore in buona salute: Nei primi otto mesi del 2003 è aumentato il numero delle aziende e degli ettari coltivati nel Centro e Nord Italia e sono in crescita sia i consumi delle famiglie che l&#8217;industria di trasformazione e la distribuzione.<br />
Resta il fatto che, anche secondo dati ministeriali, il numero dei produttori e gli ettari coltivati l&#8217;anno scorso sono calati. E Aiab conferma il trend anche in Emilia Romagna dove nel 2002 si sono perse circa 180 aziende bio (-3,5%), soprattutto per la mancanza di finanziamenti regionali adeguati e di sostegno ai costi di certificazione, sopportati per intero dalle aziende.</p>
<p>Cia e Anabio ammettono la contrazione, che però sarebbe dovuta sostanzialmente al fatto che sono uscite dal sistema di controllo e certificazione quelle imprese che non sono riuscite a trovare, per collocazione marginale o per scarsità di produzione, un loro mercato.<br />
Tra l&#8217;altro, queste aziende, insiste la Cia, pur uscendo dal sistema nel 90 per cento dei casi continuano a praticare l&#8217;agricoltura biologica. E questo perché il sistema di controllo è oneroso e totalmente a carico dell&#8217;impresa. Anche Consortium (Consorzio biologico di Pavia al quale aderiscono 60 imprese del settore) contesta l&#8217;immagine di un settore che arretra: Anzi, gli italiani  preoccupati per gli Ogm e la sicurezza alimentare, stanno acquistando sempre più prodotti biologici. Quanto al calo delle aziende  sostiene Consortium  sarebbe limitato a Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia. Nella altre regioni si registra un sostanziale saldo positivo sia per le aziende di trasformazione che per quelle agricole e zootecniche.
</p></blockquote>
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		<title>Giovedì 11 inaugura il SANA</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2003 18:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(IMMEDIAPRESS) &#8211; Bologna, 9 Settembre 2003 &#8211; LAssessore Agricoltura, Ambiente e Sviluppo sostenibile Regione Emilia Romagna Guido Tampieri, in rappresentanza dellOn. Vasco Errani, Presidente Regione Emilia Romagna, inaugurerà, giovedì 11 settembre alle ore 10,30 presso il Centro Servizi di BolognaFiere, la 15^ edizione di SANA, Il Salone Internazionale del Naturale, Alimentazione, Salute, Ambiente. Interverranno, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
(IMMEDIAPRESS) &#8211; Bologna, 9 Settembre 2003 &#8211; LAssessore Agricoltura, Ambiente e Sviluppo sostenibile Regione Emilia Romagna Guido Tampieri, in rappresentanza dellOn. Vasco Errani, Presidente Regione Emilia Romagna, inaugurerà, giovedì 11 settembre alle ore 10,30 presso il Centro Servizi di BolognaFiere, la 15^ edizione di SANA, Il Salone Internazionale del Naturale, Alimentazione, Salute, Ambiente.<br />
Interverranno, in rappresentanza del Ministro Giovanni Alemanno, lOn. Luca Bellotti, Comitato Nazionale per lAgricoltura Biologica ed Eco-compatibile presso il MiPAF, e il Dr. Luigi Mastrobuono, Amministratore Delegato di BolognaFiere.<br />
Molte saranno le personalità politiche provenienti da tutte le Regioni italiane che presenzieranno allevento.</p>
<p>Alla cerimonia di inaugurazione seguirà un suggestivo spettacolo allestito in collaborazione con il Consorzio Canapaitalia.</p>
<p>Per il quindicesimo anno consecutivo, SANA torna in Fiera a Bologna, dove avrà luogo da giovedì 11 a domenica 14 settembre, con 16 padiglioni, 1.600 espositori provenienti da tutto il mondo, 60 convegni, decine di eventi e iniziative speciali.</p>
<p>Tra i 13 appuntamenti convegnistici in scaletta nella giornata di apertura del Salone, segnaliamo Commercio equo e solidale nel mondo: limpatto economico e la responsabilità sociale delle imprese, organizzato da SANA con la sponsorizzazione di Coop Italia e di Emil Banca (ore 10.00, sala ARMONIA Business Club  pad. 36 1° piano), Gli imballaggi per lortofrutta e lambiente: innovazione, sicurezza e qualità, organizzato da CSO  Centro Servizi Ortofrutticoli, in collaborazione con CPR System e con lAssessorato Agricoltura, Ambiente e Sviluppo sostenibile della Regione Emilia Romagna (ore 11.00, sala MADRIGALE Business Club  pad. 36 1° piano), Biologico e canali distributivi. Le esperienze emergenti, organizzato da Distilleria EcoEditoria, in collaborazione con SANA (ore 12.30, sala VERDE, Palazzo dei Congressi), Bio Eco Cosmesi AIAB: due anni dallidea, un anno di applicazione, 20 aziende e 500 prodotti sul mercato, organizzato da AIAB, Associazione Italiana per lAgricoltura Biologica e ICEA, Istituto per la Certificazione Etico e Ambientale (ore 14.30, sala NOTTURNO Centro Servizi blocco D 1° piano), Il Sistema informativo dellagricoltura biologica: le istituzioni a confronto, organizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali in collaborazione con SANA (ore 15.00, sala MADRIGALE Business Club  pad. 36 1° piano), Biobarometro, Il SANO supporto al vostro marketing, organizzato da Demoskopea, Greenplanet.net, Consortium, in collaborazione con SANA (ore 16.30, sala CONCERTO Centro Servizi blocco D 1° piano) e I prodotti biologici e tipici italiani nel mondo: esportare negli U.S.A. Tendenze del mercato, normative e certificazione, organizzato da SANA e ICE, Istituto Nazionale per il Commercio Estero (ore 17.00, sala ARMONIA Business Club Pad. 36, 1° piano).</p>
<p>Numerosi anche gli eventi espositivi che arricchiranno la 15^ edizione del Salone: dalla mostra Commercio Equo e Solidale, a cura di SANA (pad. 22), a quella Ecologia è Design. Esposizione di prodotti di Design Ecocompatibile, a cura di SANA in collaborazione con lArch. Sonia Perini (pad. 35); da Le arti in fabbrica. Il modello innovativo di recupero di aree industriali dimesse, a cura di Angelo Grassi (pad. 35), a Canapa. Ritorno al futuro. Materia, scenografia, comunicazione, animazione, a cura di Consorzio Canapaitalia (Quadriportico Centro Servizi). E poi il Giardino Bio-Energetico, ideato e realizzato da Marco Nieri e Rovatti Giardini in collaborazione con SANA (pad. 35), il 1° Campionato Mondiale di BIOPIZZA, organizzato dal ConsorzioNIP Nazionale Italiana Pizzaioli in collaborazione con SANA (pad. 32 Stand ConsorzioNIP C44), LAtelier di SANA: Il Colore. Sfilate di moda ecologica (tutti i giorni alle ore 12.00 e 16,30 presso il pad.33). E ancora SANALANDIA, il primo padiglione fieristico interamente dedicato al gioco e alleducazione eco-compatibile dei più piccoli, a cura di SANA (pad. 24), e degustazioni, incontri, dimostrazioni dal vivo, oltre a tutte le ultime novità naturali in tema di Alimentazione, Salute e Ambiente.</p>
<p>In fiera a Bologna dall11 al 14 settembre, SANA torna a riproporre con forza la filosofia delleco-compatibilità, dellecologia, della sostenibilità dei consumi.</p>
<p>Per ulteriori informazioni:</p>
<p>Gustavo Capella<br />
Fiere e Comunicazioni<br />
Press Office and PR Manager<br />
gcapella@fierecom.it<br />
Tel in fiera: 051 282329</p>
<p>Lea Barzani<br />
Fiere e Comunicazioni<br />
Ufficio Stampa SANA<br />
lbarzani@fierecom.it<br />
Tel in fiera: 051 282358
</p></blockquote>
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