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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Biomasse</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>DAL PETROLIO AL SOLE</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 10:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 26 maggio &#8211; ore 20.30. Presso la sala conferenze dell&#8217;Hotel Ala d&#8217;Oro, Lugo &#8211; Corso Matteotti, 56 Il petrolio sta per finire: quanto ne resta? Esaurito il petrolio, cosa accadrà? Che significato ha la curva di consumo del petrolio (Picco di Hubbert)? Quali sono gli impatti del consumo di combustibili fossili sull&#8217;ambiente? Che alternative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 26 maggio &#8211; ore 20.30. Presso la sala conferenze dell&#8217;Hotel Ala d&#8217;Oro,  Lugo &#8211; Corso Matteotti, 56</p>
<p>Il petrolio sta per finire: quanto ne resta?<br />
Esaurito il petrolio, cosa accadrà?<br />
Che significato ha la curva di consumo del petrolio (Picco di Hubbert)?<br />
Quali sono gli impatti del consumo di combustibili fossili sull&#8217;ambiente?<br />
Che alternative abbiamo?<br />
L&#8217;energia solare potrà mai sostituire quella prodotta oggi dai combustibili fossili?<br />
E le biomasse, sono realmente sostenibili?<br />
L&#8217;Italia su quali energie vede il proprio futuro?<br />
Ne parliamo con il</p>
<p>Prof. UGO BARDI</p>
<p>Docente del Dipartimento di Chimica dell&#8217;Università di Firenze e Presidente dell&#8217;ASPO Italia. L&#8217;ASPO, www.aspoitalia.it, è un&#8217;associazione internazionale composta principalmente da scienziati che studiano il consumo dei combustibili fossili (Teoria di Hubbert) e le possibili alternative.</p>
<p>www.verdilugo.it</p>
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		<title>Una centrale a biomasse inguai&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 12:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Biomasse]]></category>
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		<description><![CDATA[Una centrale a biomasse inguaia Stella Arrestato in un&#8217;indagine campana http://ff.im/-2rDg4]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una centrale a biomasse inguaia Stella Arrestato in un&#8217;indagine campana http://ff.im/-2rDg4</p>
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		<title>L&#8217;inceneritore di Biomasse di Forlimpopoli non si farà</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 07:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Biomasse]]></category>
		<category><![CDATA[Forlimpopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Inceneritori]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; di pochi giorni fa la notizia che la centrale a biomasse di Forlimpopoli non si farà. La SFIR ha modificato il progetto, e con un investimento di 10 milioni di euro garantirà il posto di tutti i lavoratori dell&#8217;ex zuccherificio. Nessun &#8220;termovalorizzatore&#8221; &#124; inceneritore di prodotti agricoli, per fortuna. Complimenti a tutti coloro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; di pochi giorni fa la notizia che la centrale a biomasse di Forlimpopoli non si farà. La SFIR ha modificato il progetto, e con un investimento di 10 milioni di euro garantirà il posto di tutti i lavoratori dell&#8217;ex zuccherificio.</p>
<p>Nessun &#8220;termovalorizzatore&#8221; | inceneritore di prodotti agricoli, per fortuna. Complimenti a tutti coloro che hanno lavorato insieme per evitare che ancora una volta si cogliesse l&#8217;occasione di aumentare il carico di inquinamento dell&#8217;aria della nostra Provincia, salvaguardando comunque i lavoratori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Centrale a Biomasse Forlimpopoli &#8211; un esempio di democrazia</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 11:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Biomasse]]></category>
		<category><![CDATA[Inceneritori]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sindaco di Forlimpopoli (DS, futuro partito democratico) non vuole che a Forlimpopoli a ridosso del centro si costruisca una centrale a biomasse da 22 megawatt. Il Ministro De Castro, Margherita (futuro partito democratico), sembra abbia ribattuto con un ultimatum: o approvate la centrale o la approvo io. Gli altri Sindaci del comprensorio non sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sindaco di Forlimpopoli (DS, futuro partito democratico)  non vuole che a Forlimpopoli a ridosso del centro si costruisca una centrale a biomasse da 22 megawatt.<br />
Il Ministro De Castro, Margherita (futuro partito democratico), sembra abbia ribattuto con un ultimatum: o approvate la centrale o la approvo io. Gli altri Sindaci del comprensorio non sono stati invitati, o lo sono stati in ritardo (diversa la versione dell&#8217;assessore all&#8217;Ambiente di Forlì rispetto a quella dell&#8217;ultimo articolo su RomagnaOggi.it).<br />
Un esempio di democrazia.</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo su RomagnaOggi.it:<br />
<a rel="nofollow" href="http://www.romagnaoggi.it/showarticle_terzolivello.php?site=forli&amp;articleID=257773&amp;section=news/forli" class="broken_link">FORLIMPOPOLI &#8211; Sfir, il ministero accelera sulla centrale a biomasse</a></p>
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		<title>La centrale a Biomasse non si farà a Forlì</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 08:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Biomasse]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;assessore all&#8217;ambiente Palmiro Capacci di Rifondazione Comunista ha deramato un cominicato stampa nel quale afferma che il mancato invito del Comune di Forlì alla riunione di Roma sul grosso impianto a biomasse proposto dalla SFIR è una chiara indicazione che questo non si farà nel territorio del nostro comune. Buone notizie? Certo. Questo però non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/10/immagine-1.png"><img src='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/10/immagine-1.thumbnail.png' title='Distribuzione metalli pesanti inceneritore Coriano' alt="immagine 1.thumbnail La centrale a Biomasse non si farà a Forlì"  /></a>L&#8217;assessore all&#8217;ambiente Palmiro Capacci di Rifondazione Comunista ha deramato un cominicato stampa nel quale afferma che il mancato invito del Comune di Forlì alla riunione di Roma sul grosso impianto a biomasse proposto dalla SFIR è una chiara indicazione che questo non si farà nel territorio del nostro comune. Buone notizie? Certo.<br />
Questo però non mi rincuora, perché il territorio di Forlì non è protetto da una cupola di vetro (per fortuna, altrimenti soffocheremmo), e non solo per questo motivo dobbiamo valutare tutte le maggiori fonti di emissione di inquinanti che vengono proposte nel nostro territorio.<span id="more-2392"></span></p>
<p>Se l&#8217;ipotesi fosse quella di fare l&#8217;impianto a Forlimpopoli, sede dell&#8217;attuale area industriale SFIR, il suo impatto negativo andrebbe a peggiorare la qualità dell&#8217;aria della zona più colpita dall&#8217;inquinamento degli inceneritori di Coriano di Forlì. Basta guardare la <a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/10/immagine-1.png">cartina dello studio Enhance Health</a> (presa dalla <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/04/13/relazione-dello-studio-enhance-health-su-coriano/">relazione</a>) sulla ricaduta dei metalli pesanti per capire che la diffusione ha una direttrice che parte da nord-ovest e va verso sud-est di Forlì, proprio verso l&#8217;area SFIR di Forlimpopoli e la nuova area industriale Querzoli-Ferretti.</p>
<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/10/s657545.jpg"><img src='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/10/s657545.thumbnail.jpg' title='Mappa inquinamento NOx Europa' alt="s657545.thumbnail La centrale a Biomasse non si farà a Forlì"  /></a>Il Piano Energetico Regionale parla di un sostanziale pareggio energetico della nostra regione: produciamo più o meno quello che consumiamo. Dal punto di vista dell&#8217;indipendenza energetica, quindi, questo impianto è inutile. Sappiamo che la pianura padana è tra le più inquinate d&#8217;Europa, ed invece di tentare di risanare questo debito nei confronti della salute della popolazione non perdiamo occasione per incrementarlo.</p>
<p>Del resto abbiamo appena aperto l&#8217;IRST. Diventeremo -nostro malgrado- il punto di eccellenza nella ricerca sui tumori.</p>
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		<title>Sull&#8217;impianto di digestione anaerobica da biomassa di S. Pietro in Campiano</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 11:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biomasse]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì sera sono stato all&#8217;assemblea pubblica organizzata in occasione della realizzazione dell&#8217;impianto di digestione anaerobica da biomassa in costruzione a S.Pietro in Campiano (nel ravennate), in via Erbosa 25. La proprietà dell&#8217;impianto è AGRIENERGY a.r.l., la stessa che ha presentato il famoso impianto a biomasse di cui abbiamo parlato diverse volte, anche all&#8217;assemblea pubblica a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/03/digestore_anaerobico_s_pietro_campiano_ravenna.JPG" title="Digestore Anaerobico S. Pietro in Campiano (Ravenna)"><img id="image2042" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/03/digestore_anaerobico_s_pietro_campiano_ravenna.miniatura.JPG" alt=" Sullimpianto di digestione anaerobica da biomassa di S. Pietro in Campiano"  title="foto Sullimpianto di digestione anaerobica da biomassa di S. Pietro in Campiano " /></a>Martedì sera sono stato all&#8217;assemblea pubblica organizzata in occasione della realizzazione dell&#8217;impianto di digestione anaerobica da biomassa in costruzione a S.Pietro in Campiano (nel ravennate), in via Erbosa 25.</p>
<p>La proprietà dell&#8217;impianto è AGRIENERGY a.r.l., la stessa che ha presentato il famoso impianto a biomasse di cui abbiamo parlato diverse volte, anche all&#8217;<a href="http://www.alessandroronchi.net/2006/04/01/rifiuti-e-biomasse-energie-rinnovabili/">assemblea pubblica a Pievequinta.</a></p>
<p>Va detto che i digestori anaerobici non sono inceneritori. Non hanno un camino e non bruciano rifiuti. Incamerano scarti vegetali e deiezioni animali per produrre biogas, che viene poi utilizzato da un motore che produce calore ed energia elettrica.<span id="more-2043"></span><br />
Sono impianti di piccole dimensioni, sotto il megawatt di potenza (la centrale di cui sopra era decine di volte più potente), che <em>possono</em> essere la soluzione ottimale per chiudere un ciclo energetico: gli allevamenti e le coltivazioni producono biomassa come scarto di lavorazione e necessitano di riscaldamento, energia elettrica e concime, il risultato della digestione anaerobica.</p>
<p>L&#8217;impianto di S.Pietro in Campiano, però, soffre di diverse problematiche.<br />
Prima di tutto, vista la sua piccola dimensione in termini di potenza non ha bisogno di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) o di Screening. Dal punto di vista autorizzativo necessita solo del via libera di ARPA ed USL e della dichiarazione di inizio attività per quanto riguarda l&#8217;autorizzazione a costruire. Quella zona, infatti, a ridosso di case e vicino ad una scuola, è indicata dal Piano Regolatore come zona industriale. Su questo probabilmente si sarebbero dovute fare osservazioni all&#8217;approvazione del PRG. Per la mancanza di V.I.A. ed autorizzazioni edilizie non è passato niente in consiglio di Circoscrizione ed in Consiglio Comunale a Ravenna, ed i cittadini non sono potuti intervenire attraverso i loro rappresentanti (tra i quali, è giusto ricordare, non è stato eletto nessun candidato dei Verdi alle ultime elezioni).</p>
<p>Questo è stato accompagnato anche dalla mancanza di informazione da parte del proprietario nei confronti del paese e del vicinato. Anche se non dovuto per legge, una lettera che spiegava cosa si andava a realizzare avrebbe contribuito a sbollire gli animi.</p>
<p>I cittadini, una volta partiti i lavori, non hanno ricevuto le informazioni che chiedevano, e la richiesta di una assemblea è stata soddisfatta dopo mesi dall&#8217;inizio lavori.</p>
<p>Sono intervenuto all&#8217;assemblea esponendo, queste ed altre perplessità, che riassumo brevemente:</p>
<p>l&#8217;ingegnere del proponente ha parlato di impianto simile a quello di trattamento dei fanghi di depurazione (quello che finisce nelle nostre fogne), cercando di tranquillizzare i cittadini sulla non pericolosità dell&#8217;impianto. Purtroppo il paragone non è particolarmente azzeccato, visti i problemi sui controlli e sulla gestione dello spandimento dei fanghi che ha coinvolto la provincia di Forlì-Cesena nel 2004.</p>
<p>Ho chiesto da quale raggio chilometrico si è ipotizzato di far provenire i materiali per il digestore. 65 tonnellate al giorno di materiale, di cui 10 di liquami, non sono pochi e bisognerebbe stare attenti sul bilancio energetico, che potrebbe diventare negativo qualora i camion consumassero più energia di quella prodotta dall&#8217;impianto.</p>
<p>Ho chiesto coerenza. Nella serata di martedì è stato ripetuto continuamente, in particolar modo dai responsabili di ARPA ed USL, che non è un impianto pericoloso come gli inceneritori o le centrali a biomasse. Ho chiesto che la stessa cosa venisse ripetuta anche nelle assemblee pubbliche su inceneritori e centrali a biomasse, nelle quali i tecnici di ARPA ed USL cercano spesso di convincere i cittadini che questi impianti non sono affatto pericolosi (delle due l&#8217;una).</p>
<p>Ho chiesto una programmazione: visto che questi impianti di fatto non subiscono gli iter autorizzativi giustamente complessi degli impianti di produzione più grossi e degli impianti per la gestione dei rifiuti, bisogna controllare che non spuntino come funghi incontrollati e fuori programmazione, cosa che ridurrebbe la possibilità di utilizzare gli scarti locali ed indurrebbe i proprietari ad importare biomasse dall&#8217;esterno, cosa inutile dal punto di vista energetico.</p>
<p>Dobbiamo stare attenti che le misure per la produzione di energia da biomasse non diventino un modo per consumare più energia di quella che producono, sostenuta solo dai pesanti incentivi pubblici (l&#8217;impianto di S.Pietro in Campiano ha ricevuto 600&#8217;000€ dalla regione).</p>
<p>Ho chiesto inoltre la possibilità di installare sistemi per il monitoraggio in continuo delle emissioni (NOx in particolare). Visto che l&#8217;impianto non dovrebbe avere problemi di emissioni, non c&#8217;è nessun problema a dimostrarlo ed a tranquillizzare i cittadini.</p>
<p>I cittadini ora chiedono una &#8220;attenta, seria e puntuale azione di controllo&#8221; da parte degli enti preposti per vigilare sull&#8217;attività dell&#8217;impianto, ed una piantumazione di siepi ad alto fusto nei confini. Sono richieste sensate e condivisibili, che il proprietario farebbe bene a soddisfare per riacquisire un po&#8217; di quella fiducia che ha perso. </p>
<p>Sugli enti di controllo ci sarebbe da fare un discorso più ampio ed approfondito, a partire dalla gestione economica che li sostiene ed i conflitti di interesse che portano i realizzatori di consulenze e piani di gestione a fare anche i controllori. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pecoraro a Cesena alla Fiera Agrofer</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 07:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministro dell&#8217;Ambiente e Presidente Nazionale dei Verdi sarà a Cesena all&#8217;Agrofer, la fiera delle agroenergie, del risparmio energetico e della bioedilizia, alla fine della mattinata di Giovedì 29. Io sfrutterò l&#8217;occasione per visitare anche la fiera, ed invito tutti i lettori a partecipare, sarà una bella occasione per sostenere il risparmio energetico e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministro dell&#8217;Ambiente e Presidente Nazionale dei Verdi sarà a Cesena all&#8217;<a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/03/24/agrofer-2007-salone-delle-agroenergie-risparmio-energetico-bioedilizia/">Agrofer, la fiera delle agroenergie, del risparmio energetico e della bioedilizia</a>, alla fine della mattinata di Giovedì 29.</p>
<p>Io sfrutterò l&#8217;occasione per visitare anche la fiera, ed invito tutti i lettori a partecipare, sarà una bella occasione per sostenere il risparmio energetico e le fonti di energia veramente rinnovabili, e rilanciare con forza la necessità di eliminare anche gli impianti di incenerimento non ancora realizzati (compreso quello di Forlì) dall&#8217;elenco di quelli che godranno dei contributi per le energie pulite.</p>
<p>Accorrete numerosi e passate parola!</p>
<p>Per approfondimenti:<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/01/31/cip6-verso-la-soluzione/">Cip6 Verso la soluzione</a><br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/03/24/agrofer-2007-salone-delle-agroenergie-risparmio-energetico-bioedilizia/">AGROFER 2007 &#8211; Salone delle Agroenergie, Risparmio energetico, Bioedilizia</a></p>
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		<title>Chiusa la centrale elettrica a biomasse di Bando d&#8217;Argenta</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2006/chiusa-centrale-elettrica-biomasse-bando-argenta/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Dec 2006 22:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NOTIZIA BATTUTA DALL&#8217;ANSA ORE 11.07: Chiusa centrale elettrica a Ferrara, Indagati vertici società di gestione La centrale elettrica -ufficialmente funzionante a biomasse- di Bando d&#8217;Argenta, nel Ferrarese, è stata sequestrata dal Noe dei carabinieri di Bologna al termine di accertamenti che avrebbero evidenziato macroscopiche irregolarità nella gestione dell&#8217;impianto. Nel mirino, soprattutto, la natura delle biomasse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>NOTIZIA BATTUTA DALL&#8217;ANSA ORE 11.07:</p>
<p>Chiusa centrale elettrica a Ferrara, Indagati vertici società di gestione</p>
<p>La centrale elettrica -ufficialmente funzionante a biomasse- di Bando d&#8217;Argenta, nel Ferrarese, è stata sequestrata dal Noe dei carabinieri di Bologna al termine di accertamenti che avrebbero  evidenziato macroscopiche irregolarità nella gestione dell&#8217;impianto. Nel  mirino, soprattutto, la natura delle biomasse utilizzate. Indagati i vertici della società di gestione dell&#8217;impianto e i responsabili tecnici della  gestione della centrale.</p></blockquote>
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		<title>Niente biomasse alla Sfir</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Nov 2006 12:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul Resto del Carlino di questa mattina c&#8217;è una notizia molto interessante, che riguarda la SFIR di Forlimpopoli. Pare che l&#8217;idea di realizzare un mega impianto per la produzione di energia da biomasse sia naufragata. I motivi? Servirebbe troppo materiale da bruciare, e pare che in Romagna non ce ne sia bisogno. Niente di diverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul Resto del Carlino di questa mattina c&#8217;è una notizia molto interessante, che riguarda la SFIR di Forlimpopoli. Pare che l&#8217;idea di realizzare un mega impianto per la produzione di energia da biomasse sia naufragata. I motivi? Servirebbe troppo materiale da bruciare, e pare che in Romagna non ce ne sia bisogno.<br />
Niente di diverso da quello che stiamo dicendo, in ogni occasione, da mesi, ed una buona risposta <a href="http://www.alessandroronchi.net/2006/10/08/forli-distretto-delle-bioenergie/">a chi diceva, qualche mese fa, che Forlì dovesse diventare il distretto nazionale per le centrali a biomasse.</a></p>
<p>Link:<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2006/08/02/interrogazione-su-centrali-ed-aria/">Biomasse: Interrogazione su centrali ed aria</a><br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2006/07/26/pedalata-contro-le-centrali-a-biomasse/">Pedalata contro le centrali a biomasse</a><br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2006/07/13/biomasse-le-grandi-centrali-sono-fuori-gioco/">Biomasse: Le grandi centrali sono fuori gioco</a><br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2006/07/12/lettera-sulle-biomasse/">Lettera sulle biomasse</a></p>
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		<title>Forlì distretto delle bioenergie?</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Oct 2006 18:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scopro con disappunto da una notizia sul sito ProRinnovabili che Forlì starebbe per diventare il primo distretto per le bioenergie in Italia. Bagnara parla con disprezzo delle &#8220;singole e casuali&#8221; idee sul fronte delle biomasse, mentre proprio le piccole centrali sono le uniche ad avere un bilancio energetico positivo (ed anche economico, se escluse le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scopro con disappunto da una <a href="http://www.prorinnovabili.it/?p=915" class="broken_link" rel="nofollow">notizia sul sito ProRinnovabili</a> che Forlì starebbe per diventare<strong> il primo distretto per le bioenergie in Italia.</strong><br />
Bagnara parla con disprezzo delle &#8220;singole e casuali&#8221; idee sul fronte delle biomasse, mentre proprio le piccole centrali sono le uniche ad avere un bilancio energetico positivo (ed anche economico, se escluse le sovvenzioni europee).<br />
Questa intervista è preoccupante, perché ha due possibili interpretazioni: se da un lato è positivo che esista una programmazione, e quindi anche una limitazione, delle centrali elettriche a biomasse, dall&#8217;altro bisogna rendersi conto che non può pensare di rendere una zona sola il centro per la produzione di energia da coltivazioni non food.</p>
<p>Questo non avrebbe assolutamente senso perché il rischio è quello di perdere la capacità di un territorio, sviluppata lentamente, sulle coltivazioni agricole. Dall&#8217;altro puntare su coltivazioni non food creerebbe necessità di importare cibo da zone lontane, aggravando il bilancio energetico della zona invece di alleggerirlo dalla dipendenza del petrolio.</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong>: Ho ricevuto un contributo da parte di un lettore, che pubblico qui:<br />
<a id="p1752" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/11/un-contributo-allarticolo-forli-distretto-bioenergie.pdf">Un contributo all&#8217;articolo Forlì distretto bioenergie</a></p>
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		<title>Biomasse e Filiera Corta</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2006 15:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Biomasse. Questa parola sembra essere il cavallo di battaglia di chi pensa di risollevare l&#8217;agricoltura dalla sua crisi strutturale. Così, da un giorno all&#8217;altro, vengono presentati tre progetti di nuovi inceneritori di biomasse, tutti nella stessa area, troppo vicini alle abitazioni ed alle altre fonti di inquinamento. Uno di questi tre progetti è già stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Biomasse. Questa parola sembra essere il cavallo di battaglia di chi pensa di risollevare l&#8217;agricoltura dalla sua crisi strutturale. Così, da un giorno all&#8217;altro, vengono presentati tre progetti di nuovi inceneritori di biomasse, tutti nella stessa area, troppo vicini alle abitazioni ed alle altre fonti di inquinamento. Uno di questi tre progetti è già stato presentato nel 2004 a Finale Emilia (MO), dove è stato respinto, ed ora viene riproposto da noi in quella che, secondo alcune menti “illuminate”, dovrebbe diventare il primo polo per le biomasse d&#8217;Italia. Basta il buon senso per capire che questa non è la soluzione al problema della nostra agricoltura, ma una proposta temporanea che rischia di compromettere in maniera definitiva il grosso patrimonio che abbiamo accumulato con il tempo: l&#8217;esperienza e la capacità dei nostri agricoltori.</p>
<p>Le biomasse sono una fonte energetica da non scartare a priori, ma qualsiasi persona ragionevole capirebbe che non ha senso, in vista del prossimo continuo aumento del costo del petrolio, importare il cibo da paesi lontani e sfruttare i nostri campi solo per bruciarne il raccolto.<span id="more-3090"></span></p>
<p>Questo è un problema tremendamente serio, che andrebbe affrontato con i dovuti approfondimenti: nel terzo millennio non possiamo affidare la nostra alimentazione alle incognite legate all&#8217;assenza di controlli e di diritti dei lavoratori dei paesi dai quali stiamo importando cibo e patologie, e non lo sarebbe nemmeno se ignorassimo i più banali criteri di precauzione per tutelare la nostra salute. Anche sul piano economico, basta pensare al continuo aumento del prezzo dei combustibili dovuto alla continua espansione della domanda ed al superamento del picco di produzione, che andranno a pesare sul trasporto delle merci e quindi sui prezzi al consumo.</p>
<p>Invece di investire sulle ristrutturazioni necessarie a consumare meno energia per ottenere gli stessi confort, come ad esempio avviene in Germania, cerchiamo affannosamente di costruire grosse centrali, che hanno l&#8217;unico scopo di far guadagnare poche persone a scapito di tutte le altre.<br />
In questo modo saremo sempre costretti a rincorrere le falle ed a tappare i buchi di una gestione dell&#8217;energia che fa acqua da tutte le parti.</p>
<p>In questi giorni è stato detto da più parti che l&#8217;agricoltura biologica ha retto la crisi meglio delle altre tipologie di produzione. I Verdi propongono e sponsorizzano da anni un sistema agricolo che prediliga la filiera corta e la produzione di qualità allo stesso prezzo di quella attuale, ma con maggiori garanzie per la salute, per i lavoratori, per l&#8217;economia.</p>
<p>Questa sarebbe la soluzione adatta alla crisi del settore: meno importazioni dai paesi che non hanno adeguati controlli, prezzi onesti perché dettati solo dai costi di produzione e non da troppi passaggi intermedi, meno sprechi di energia per il trasporto a lunga distanza.</p>
<p>Se utilizzeremo tutti i nostri campi per produrre materiale da bruciare rischieremo da un lato di mettere la nostra economia locale al giogo degli incentivi incerti e temporanei, la cui sospensione causerà il fallimento immediato di queste produzioni, dall&#8217;altro perderemmo tutte quelle capacità che i nostri agricoltori hanno accumulato negli anni.</p>
<p>Per fare questo servono politiche coerenti a tutti i livelli istituzionali, che guardino al medio-lungo periodo con intelligenza: non possiamo più rimandare le soluzioni serie, semplici ed efficaci, altrimenti ci troveremo in una crisi ben più grave di quella attuale. Spostiamo gli investimenti sperperati sulle grandi opere più inutili in aiuti concreti al rilancio della nostra economia, ed otterremo risultati migliori di quelli che ci hanno accompagnato negli ultimi anni.</p>
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		<title>Pedalata contro le centrali a biomasse</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jul 2006 15:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comitato Romagnolo per la Tutela della Salute In collaborazione con il Clan-Destino ha organizzato Una pedalata per la salute. PER ESPRIMERE CONTRARIETÀ alla costruzione di una megacentrale a biomasse a Casemurate (FC), alla costruzione di altri impianti simili nel nostro territorio, agli aumenti ingiustificati degli inceneritori di Forlì PER SOSTENERE L’OPPORTUNITÀ DI SCELTE ALTERNATIVE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato Romagnolo per la Tutela della Salute In collaborazione con il Clan-Destino ha organizzato Una pedalata per la salute.</p>
<p>PER ESPRIMERE CONTRARIETÀ alla costruzione di una megacentrale a biomasse a Casemurate (FC), alla costruzione di altri impianti simili nel nostro territorio, agli aumenti ingiustificati degli inceneritori di Forlì</p>
<p>PER SOSTENERE L’OPPORTUNITÀ DI SCELTE ALTERNATIVE RISPETTOSE DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE</p>
<p>Domenica 30 Luglio 2006 Ore 09,00 PEDALATA PER LA SALUTE</p>
<p><span id="more-837"></span>PARTENZE</p>
<p>1)Presso la Chiesa di Casemurate di Forlì &#8211; Via Serachieda, 3 &#8211; Casemurate &#8211; Forlì (FC)<br />
2)Presso il Parcheggio di fronte alla Fiera di Forlì &#8211; Via Punta di Ferro  &#8211; Forlì (FC)</p>
<p>I due gruppi percorreranno la Via Cervese nei due sensi per incontrarsi a Carpinello (punto di ristoro) e poi rientreranno per la stessa strada.</p>
<p>Per informazioni telefonare al 3484619699 oppure 3387298580</p>
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		<title>Biomasse: le grandi centrali sono fuori gioco</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jul 2006 10:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Bologna, 12 luglio 2006)- Due importanti convegni hanno affrontato il tema dell’utilizzo delle biomasse per fini energetici:uno promosso dalla regione Emilia-Romagna sulla forestazione ed uno promosso dalla CGIL sul tema bieticolo-saccarifero. Ad entrambi ha partecipato la capogruppo dei Verdi in Emilia-Romagna Daniela Guerra, intervenendo in merito alla possibilità di utilizzare biomasse per impianti energetici. “Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Bologna, 12 luglio 2006)- Due importanti convegni hanno affrontato il tema dell’utilizzo delle biomasse per fini energetici:uno promosso dalla regione Emilia-Romagna sulla forestazione ed uno promosso dalla CGIL sul tema bieticolo-saccarifero.</p>
<p>Ad entrambi ha partecipato la capogruppo dei Verdi in Emilia-Romagna Daniela Guerra, intervenendo in merito alla possibilità di utilizzare biomasse per impianti energetici.</p>
<p>“Le grandi centrali a biomasse (20,30,40 MW) che i privati stanno proponendo ad alcuni Enti locali (Conselice, Russi, Finale Emilia) non rispondono a logiche di filiera e non hanno nessun legame col territorio. Le rese per ettaro, sia quantitative che economiche conducono inevitabilmente al reperimento sul mercato estero dei materiali da bruciare, con buona pace della riconversione dei nostri agricoltori che dell’ambiente, sul quale graveranno i costi di trasporto.”<br />
<span id="more-829"></span><br />
Diverso il discorso per piccole “caldaie” che utilizzano le biomasse per produrre calore,  magari dotate di sistemi di microgenerazione in grado di produrre anche energia elettrica.</p>
<p>No, dunque, a scelte estemporanee che rincorrono esclusivamente  i certificati verdi e che inevitabilmente nel futuro, cessando gli aiuti, si rivolgerebbero al “combustibile” più a buon mercato, ovvero i rifiuti.</p>
<p>“E’ un peccato &#8211; conclude Guerra- che impianti insostenibili come quelli proposti inficino la possibilità di lavorare con serietà al tema delle biomasse e dei biocarburanti nell’ambito dello sviluppo delle fonti rinnovabili associate alla riduzione degli sprechi.”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera sulle biomasse</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2006 08:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il testo che segue è scaturito da un incontro con gli istituzionali chiamati direttamente in causa nella Provincia di Ravenna. In allegato un documento già inviato alla Federazione Nazionale dei Verdi in febbraio. Nella nostra Provincia stanno proliferando richieste per centrali di incenerimento di biomasse, senza la verifica preventiva della necessaria produttività locale. Si profila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo che segue è scaturito da un incontro con gli istituzionali chiamati direttamente in causa nella Provincia di Ravenna.<br />
In allegato un documento già inviato alla Federazione Nazionale dei Verdi in febbraio.<br />
<span id="more-826"></span>Nella nostra Provincia stanno proliferando richieste per centrali di incenerimento di biomasse, senza la verifica preventiva della necessaria produttività locale.<br />
Si profila invece, a priori, l&#8217;ipotesi di chiedere maggiori sovvenzioni comunitarie per le produzioni agroenergetiche.<br />
Questo riguarda non soltanto gli zuccherifici soggetti a dismissione, ma altri impianti già esistenti, di cui si richiede l&#8217;ampliamento.</p>
<p>Il ricatto occupazionale è una costante a cui gli amministratori devono trovare, nell&#8217;urgenza, valide alternative.<br />
Facciamo notare che difficilmente la produzione agricola locale è in grado di sopperire all&#8217;alimentazione di queste centrali (mentre sappiamo che, in centrali simili già esistenti, sono bruciati rifiuti, quando manca il materiale prodotto in zona) e che in alcuni casi (Unigrà di Conselice, Oleificio Tampieri di Faenza) già si prospetta l&#8217;importazione di oli tropicali.<br />
L&#8217;utilizzo dei contributi comunitari e dei certificati verdi sarebbe un guadagno iniziale per i soli imprenditori, mentre l&#8217;inquinamento atmosferico, la modifica del traffico stradale legato al trasporto,  gli effetti sulle risorse idriche,l&#8217;aumento degli effetti della combustione -che noi, in pianura padana, non possiamo assolutamente permetterci &#8211; e ancora altro, sono tutti da considerare.</p>
<p>La situazione locale, dove ad esempio già sono sperimentate piccole centrali per la produzione di biogas in allevamenti zootecnici, favorirebbe sbocchi diversi dell&#8217;utilizzo delle biomasse, senza impoverire i terreni (come invece avverrebbe con l&#8217;incenerimento) anzi<br />
arricchendoli.</p>
<p>Gli istituzionali nei Comuni della  Provincia di Ravenna stanno affrontando quella che si prospetta come una vera emergenza, per cui chiediamo un sostegno effettivo con atti concreti a cui appoggiarci, come per esempio l&#8217;informazione puntuale su quanto avviene in Regione e nei Ministeri.</p>
<p>Alleghiamo intanto un documento condiviso, che parzialmente modifica (con una puntualizzazione importante) quello inviato a febbraio e su cui avemmo risposta dal Dott. Fabrizio Fabbri, senza, peraltro, alcun seguito.<br />
In attesa di una risposta in tempi brevi, ringraziamo.</p>
<p>Per la Federazione Provinciale:<br />
Isa Mariani &#8211; coordinamento istituzionali della Provincia di Ravenna</p>
<p>Stefano Argnani &#8211; Assessore Comune di Faenza<br />
Gianluigi Castellari &#8211; Assessore Comune di Russi<br />
Luciano Lama &#8211; Consigliere Comune di Conselice<br />
Riccardo Morfino &#8211; Consigliere Comune di Russi<br />
Alberto Visani &#8211; Consigliere Comune di Faenza</p>
<p><strong>BIOMASSE E AGRICOLTURA</strong></p>
<p>A fronte di un&#8217;agricoltura che a livello locale, ma non solo, versa in stato comatoso e in assenza di una qualsivoglia prospettiva di rilancio produttivo, si moltiplicano  sul nostro territorio le iniziative e i progetti di valorizzazione delle biomasse agricole per scopi energetici:<br />
ampi territori rurali, come quello di Russi ad esempio, dove la pesante riorganizzazione del settore saccarifero ha portato alla chiusura del locale stabilimento saccarifero, guardano pertanto con estremo interesse all&#8217;evolversi di  questi progetti che potrebbero creare nuove opportunità per il settore primario e per l&#8217;indotto collegato.</p>
<p>&#8221; Va però fatta anche un&#8217;ulteriore considerazione: le biomasse sono da considerarsi una fonte rinnovabile? E come incidono sui cambiamenti climatici (produzione di CO2?)L&#8217;utilizzo delle biomasse va considerato rinnovabile se quanto sottraggo all&#8217;ambiente naturale o agricolo corrisponde a quanto nuovamente sarà riprodotto: in un anno posso togliere all&#8217;ambiente tanti quintali di biomassa, quanti in quell&#8217;anno l&#8217;ambiente riprodurrà o naturalmente o artificialmente (coltivazioni agricole o riforestazioni). Non è rinnovabile la deforestazione del sud del mondo o il disboscamento delle nostre montagne.<br />
Per la CO2 il problema è un po&#8217; più complicato. Infatti, teoricamente, se tanti sono i quintali che si bruciano quanti quelli che si producono annualmente, la CO2 prodotta dalla combustione sarà circa uguale a quella inglobata dalle piante, grazie alla fotosintesi. Tuttavia, se consideriamo che le coltivazioni (erbacee o arboree) richiedono impiego di fertilizzanti chimici di sintesi e fitofarmaci, oltre a macchine agricole e trasporto dei prodotti, ciò significa che sono richieste grandi quantità di energia di origine fossile che produce CO2. Pertanto il bilancio non è più in equilibrio, perché vi è una produzione netta di CO2 a causa dell&#8217;impiego di energia fossile, non rinnovabile: le biomasse utilizzabili devono dunque essere o naturali o prodotte biologicamente.&#8221; (G.Tamino)</p>
<p>E&#8217; parere diffuso inoltre che l&#8217;uso migliore delle biomasse, dal punto di vista dell&#8217;efficienza energetica del processo,  non sia la conversione in energia elettrica, ma piuttosto la trasformazione in energia termica, cioè in calore, oppure la produzione di combustibili<br />
solidi (pellets), liquidi (biodiesel, etanolo) o gassosi (biogas), meglio ancora se queste produzioni sono integrate fra loro.</p>
<p>Vogliamo dunque ricordare che un impianto per produrre energia da biomasse, del tipo di quelli prospettati sinora,  altro non è che un inceneritore, e per questo crediamo che sia bene subito sgombrare il campo da una serie di equivoci,  anche per non illudere il mondo<br />
agricolo disorientato e numerosi lavoratori dal futuro incerto,  pronti a dar fiducia a progetti ancora poco chiari.</p>
<p>Quello che va assolutamente evidenziato è che per la produzione di energia elettrica da biomasse, un impianto di media grandezza deve poter produrre almeno 10 o 12 Mw ,   ciò richiede la disponibilità, nei dintorni ,di  terreni coltivati appositamente per ricavare almeno 10.000 tonnellate di legno all&#8217;anno, con tutto quello che ciò comporta, dai costi del trasporto, fino ai costi stessi delle biomasse che in Italia non sono paragonabili a quelli irrisori dell&#8217;Est Europa, che già approdano al porto di Ravenna  mettendo  in dubbio le possibili rendite dei coltivatori locali.</p>
<p>Osservato che il processo di conversione delle biomasse in energia comporta grosse perdite  di rendimento, ci chiediamo innanzi tutto quanto l&#8217;industria può pagare all&#8217;agricoltore le biomasse appositamente coltivate: i dati disponibili segnalano che in assenza di sostegni alle produzioni, questo prezzo pagato  resti troppo basso per stimolare l&#8217;agricoltore a modificare i propri piani colturali.</p>
<p>Posto poi anche che un impianto da 10 Mw individui un favorevole bacino produttivo di circa 1.000 ettari  che ne  assicuri l&#8217;attività, vorremmo garanzie che in caso di carenza di biomassa non si ricorra a scorciatoie pericolose, fra le tante attualmente sul mercato, e primo fra tutti il CDR, ossia Combustibile Da Rifiuto che altro non è che rifiuto urbano<br />
triturato e imballato, nel quale più derivati dal petrolio (plastica) sono presenti  più resa calorifica ottiene.</p>
<p>Per quanto detto non escludiamo che esista una possibilità di impiegare proficuamente le biomasse: basti pensare all&#8217;uso termico domestico e condominiale, o al pellet, un combustibile ecologico prodotto pressando la polvere derivante dalla sfibratura dei residui legnosi. In Svezia , dove il pellet è incentivato,  se ne consumano circa 1 milione di<br />
tonnellate all&#8217;anno. Bisogna anche guardare con attenzione alla produzione di bio-carburanti che vanno però debitamente incentivati e resi obbligatori per norma. Restiamo perplessi invece per le generiche e frettolose prospettive di riconversione industriale apprese dalla stampa e  da qualche Amministratore poco informato.</p>
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		<title>Dopo lo zucchero&#8230; la centrale a biomasse è una opportunità per il futuro?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 May 2006 08:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DOPO LO ZUCCHERO&#8230;LA CENTRALE A BIOMASSE E&#8217; UN&#8217;OPPORTUNITA&#8217; PER IL FUTURO? A Russi, presso il teatro Jolly mercoledì 7 giugno 2006 alle ore 20.45 interverranno: PROF. GIANNI TAMINO &#8211; docente di biologia presso l&#8217;Università di Padova, esperto in biotecnologie DOTT. STEFANO MONTANARI &#8211; direttore scientifico dell&#8217;Istituto Nanodiagnostics di Modena DOTT. FILIPPO MAZZANTI &#8211; assessore all&#8217;ambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DOPO LO ZUCCHERO&#8230;LA CENTRALE A BIOMASSE E&#8217; UN&#8217;OPPORTUNITA&#8217;<br />
PER IL FUTURO?</p>
<p>A Russi, presso il teatro Jolly</p>
<p>mercoledì 7 giugno 2006 alle ore 20.45</p>
<p>interverranno:</p>
<p>PROF. GIANNI TAMINO &#8211; docente di biologia presso l&#8217;Università<br />
di Padova, esperto in biotecnologie</p>
<p>DOTT. STEFANO MONTANARI &#8211; direttore scientifico dell&#8217;Istituto<br />
Nanodiagnostics di Modena</p>
<p>DOTT. FILIPPO MAZZANTI &#8211; assessore all&#8217;ambiente del comune di<br />
Argenta (esperienza della centrale di Bando d&#8217;Argenta)</p>
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		<title>Metti il coperchio sulle pentole</title>
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		<pubDate>Fri, 12 May 2006 08:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa il Ministro delle Attività Produttive Scajola, per fronteggiare la crisi energetica dovuta al taglio delle forniture del metano da parte della Russia, ha chiesto agli italiani di mettere il coperchio sopra le pentole. Oltre a questo invito ha previsto, con un decreto, la riapertura delle centrali ad olio combustibile, chiuse perché inquinanti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa il Ministro delle Attività Produttive Scajola, per fronteggiare la crisi energetica dovuta al taglio delle forniture del metano da parte della Russia, ha chiesto agli italiani di mettere il coperchio sopra le pentole. Oltre a questo invito ha previsto, con un decreto, la riapertura delle centrali ad olio combustibile, chiuse perché inquinanti, vecchie e costose, ed una riduzione delle temperature dei riscaldamenti a 18 gradi (al posto dei canonici 20).<br />
Questa emergenza ha fatto capire agli italiani che non è stato fatto nulla, in tutti questi anni, per ridurre la nostra dipendenza energetica dalle fonti non rinnovabili importate dall&#8217;estero.<br />
Qualcuno di questi, sull&#8217;onda emotiva degli allarmismi, ha riproposto persino il ricorso al nucleare, tecnologia ormai abbandonata anche da chi lo ha sfruttato negli anni passati.<span id="more-3363"></span><br />
Antieconomico, pericoloso e legato alla disponibilità di Uranio che non è abbondante in forma utilizzabile allo scopo, il nucleare sarebbe l&#8217;ennesima beffa che non risolve il problema.<br />
Nessun governo italiano, fino ad oggi, ha saputo metter mano alla fonte più economica, ecologica ed abbondante nel nostro paese: il risparmio energetico.<br />
In effetti l&#8217;idea non attrae molto l&#8217;attenzione. Non richiama l&#8217;idea di abbondanza, della mitica opulenza di una società “sviluppata”, che non conosce confini alla crescita.<br />
Probabilmente per essere veramente efficace, come concetto, dovrebbe chiamarsi diversamente. Anziché risparmio energetico, quindi, utilizzerò in questo articolo “leggerezza energetica”. Un po&#8217; come le barrette per perdere peso, un metodo per essere felici e meno in colpa verso il prossimo che stiamo inquinando.<br />
Se la pensiamo come fonte, la leggerezza energetica è un bene che stiamo sprecando.<br />
Buttereste dalla finestra centinaia di euro? In realtà in Italia lo stiamo facendo.<br />
Basta fare un confronto tra i consumi energetici degli edifici in Italia, Svezia e Germania. In Svezia lo standard per l’isolamento termico degli edifici non autorizza perdite di calore superiori a 60 kWh al metro quadro all’anno. In Germania le perdite sono mediamente di 200 kWh al metro quadro all’anno. In Italia si raggiungono punte di 500 kWh/m2/anno.<br />
Mentre noi, da anni, teniamo gli occhi chiusi e non guardiamo al di là di ieri, negli altri paesi si stanno attuando politiche che permettono di essere meno inquinanti, meno dipendenti dai combustibili fossili e dai prezzi che gli altri stabiliscono per noi.<br />
Mentre è ridicolo che un Ministro arrivi a discutere dei tappi per le pentole, appare chiaro che, prima o poi, dovremo affrontare il problema con la serietà che merita.<br />
Mentre noi pensiamo a come sfruttare gli incentivi europei per falsificare il mercato della produzione delle energie rinnovabili, c&#8217;è chi pensa a ridurre le necessità di energia a parità di qualità della vita ed al contempo a realizzare veri mercati alternativi per l&#8217;approvvigionamento. Gli esempi da seguire sono sempre gli stessi, non dobbiamo guardare nemmeno troppo lontano. Se investissimo in ricerca sulle rinnovabili, compresa la leggerezza energetica, potremmo risolvere nella maniera adeguata quello che sarà il problema di questo secolo, assieme all&#8217;acqua.<br />
Così come è risibile il provvedimento di Scajola, lo stesso modo di ragionare ci viene di fronte anche dietro casa.<br />
L&#8217;ultima novità è il progetto di un inceneritore di biomasse presentato per Casemurate di Forlì. Poco lontano dal centro del Capoluogo, all&#8217;interno di un centro abitato in mezzo alla campagna, vorrebbero costruire una centrale elettrica che produce energia bruciando 170&#8217;000 tonnellate di biomasse all&#8217;anno.<br />
Per fare un confronto i tre inceneritori attuali di Hera e di Mengozzi di Coriano bruciano insieme 70&#8217;000 tonnellate di rifiuti ogni anno.<br />
Nella categoria delle biomasse rientra quasi di tutto: dalla legna all&#8217;erba, dai fanghi di depurazione alla cacca delle galline.<br />
Siccome non produciamo così tanta “biomassa”, probabilmente dovremmo importarla da fuori Provincia, come è capitato ad Argenta, dove viene importato legname dal Canada.<br />
Anche quelle che sono energie rinnovabili, quindi, rischiano di diventare solo un business legato agli incentivi europei, dal bilancio energetico negativo (entra nel ciclo più energia di quella che esce) e conti economici viziati temporaneamente dai certificati verdi.<br />
Purtroppo di leggero, in quello che facciamo, c&#8217;è solo il modo di pensare.<br />
Prima o poi il sole ci scioglierà le ali.</p>
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		<title>I Verdi e le biomasse</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2006 21:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico la lettera scritta da Fausto Pardolesi, portavoce dei Verdi di Forlì, in risposta a Lauro Biondi che scrive contro i Verdi riguardo l&#8217;iniziativa di Martedì sulle biomasse.  L&#8217;esponente repubblicano Biondi se la prende con il partito dei Verdi per una iniziativa svolta a Pievequinta martedì, su biomasse, inceneritori e incentivi alle fonti di energioa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico la lettera scritta da Fausto Pardolesi, portavoce dei Verdi di Forlì, in risposta a Lauro Biondi che scrive contro i Verdi riguardo l&#8217;iniziativa di <a href="http://www.alessandroronchi.net/forli/2006/04/01/rifiuti-e-biomasse-energie-rinnovabili/">Martedì sulle biomasse. </a></p>
<blockquote><p>L&#8217;esponente repubblicano Biondi se la prende con il partito dei Verdi per una iniziativa svolta a Pievequinta martedì, su biomasse, inceneritori e incentivi alle fonti di energioa rinnovabili.<br />
Quale  presidente della circoscrizione n. 4 del comune di Forlì ho seguito dall&#8217;inizio la vicenda e mi sono fatto la convinzione che le iniziative proposte sono dettate da un interese legittimo ma esclusivo del proponente che sfrutta l&#8217;incentivo destinato alle energie rinnovabili.<br />
I Verdi hanno organizzato una iniziativa sul territorio su un argomento di interesse pubblico invitando a parlarne il vicepresidente della commissione ambiente del senato sen. Sauro Turroni e il prof. Maurizio Pallante esperto di energia. per spiegare con chiarezza una posizione politica. <span id="more-662"></span><br />
Nessuna strumentalizzazione ne tradimento di nessuna maggioranza.<br />
Se si pensa agli  enormi quantitativi di materie da incenerire tratte da colture dedicate è facile capire come l&#8217;energia utilizzata per coltivare, raccogliere trasportare questi prodotti porta il bilancio energetico dell&#8217;operazione a un saldo poco interessante mentre il bilancio economico può attirare capitali enormi (decine di milioni di euro) grazie agli incentivi. Quello ambientale e&#8217; negativo per la doppia combustione.<br />
Ecco perchè parliamo di inganno delle biomasse.<br />
Mi meraviglia il repubblicano Biondi che vuole insegnare come ci si deve comportare all&#8217;interno delle maggioranze visto che il nostro messaggio l&#8217;altra sera è stato coerente con il programma dell&#8217;Unione che dice che bisogna ridurre i consumi di energia elettrica del 10% nei prossimi 5 anni.<br />
Noi verdi siamo favorevoli alle energie rinnovabili, che devono essere incrementate e diffuse nel territorio con piccoli e piccolissimi impianti per dare un contributo al bilancio energetico.<br />
Si è parlato di decrescita felice e migliore qualita&#8217; della vita, cose che Biondi ritiene l&#8217;opposto del &#8220;progresso&#8221; che ritiene di incarnare.<br />
In fondo è giusto così: Biondi è repubblicano, di La malfa, che fa parte della coalizione di centrodestra.</p></blockquote>
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		<title>Rifiuti e biomasse: energie rinnovabili?</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Apr 2006 12:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 4  Aprile 2006 con Maurizio Pallante e Sauro Turroni si terrà un incontro pubblico dal titolo &#8220;RIFIUTI E BIOMASSE: ENERGIE RINNOVABILI?&#8221; Presso il Palazzo MORATTINI-MONSIGNANI (ex scuola elementare) in via Armelino, 33 &#8211; Pievequinta (FC) &#8211; ore 21.00]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 4  Aprile 2006 con Maurizio Pallante e Sauro Turroni si terrà un incontro pubblico dal titolo &#8220;RIFIUTI E BIOMASSE: ENERGIE RINNOVABILI?&#8221; Presso il Palazzo MORATTINI-MONSIGNANI (ex scuola elementare) in via Armelino, 33 &#8211; Pievequinta (FC) &#8211; ore 21.00</p>
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		<title>Comitato Romagnolo Tutela Salute</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2006 10:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì scorso è nato il Comitato Romagnolo Tutela Salute, di cui è stato nominato presidente Sergio Tommasini. &#8220;Con questa iniziativa cerchiamo di sensibilizzare la gente sul problema delle Centrali a Biomasse ed in generale sui problemi che ne derivano per la qualità della vita dei cittadini. Siete tutti invitati a partecipare all’iniziativa che è nata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì scorso è nato il <strong> Comitato Romagnolo Tutela Salute</strong>, di cui è stato nominato presidente Sergio Tommasini.</p>
<blockquote><p>&#8220;Con questa iniziativa cerchiamo di sensibilizzare la gente sul problema delle Centrali a Biomasse ed in generale sui problemi che ne derivano per la qualità della vita dei cittadini.</p>
<p>Siete tutti invitati a partecipare all’iniziativa che è nata da Casemurate di Forlì ma che è aperta a tutti e a tutte le esperienze e le proposte che possono venire dall’esterno.</p>
<p>Spero di rivedervi all’Assemblea di cui trovate allegato il <a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/03/Volantino%2006-03-20.doc">Volantino</a>.</p>
<p>Saluti da Fabio Tommasini.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/forli/wp-content/uploads/2006/03/06-03-14-Rassegna%20stampa1.doc">Rassegna Stampa</a></p>
<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/forli/2006/02/03/petizione-contro-la-centrale-a-biomasse/">Petizione Contro la centrale a biomasse</a></p></blockquote>
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		<title>COMUNICATO STAMPA: Centrale elettrica a biomasse a Conselice.</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Mar 2006 13:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche Conselice dunque si candiderebbe a ospitare (il condizionale è d’obbligo) una centrale a biomasse, se sarà approvato un progetto nato sull’onda dell’irrefrenabile ricerca di fonti alternative al petrolio che scarseggia, ma soprattutto per poter usufruire dei lauti incentivi assegnati dall’ENEL a chi produce energia da fonti rinnovabili . Il mondo rurale del nostro territorio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche Conselice dunque si candiderebbe a ospitare (il condizionale è d’obbligo) una centrale a biomasse, se sarà approvato un progetto nato sull’onda dell’irrefrenabile ricerca di fonti alternative al petrolio che scarseggia, ma soprattutto per poter usufruire dei lauti incentivi assegnati dall’ENEL a chi produce energia da fonti rinnovabili . <span id="more-603"></span>Il mondo rurale del nostro territorio, che da tempi non sospetti produce biomasse alimentari e non, intanto assiste con trepidante attesa a questa corsa progettuale che investe febbrilmente tutta la Provincia, nella speranza di potersi vedere riconosciuto un ruolo all’interno della filiera produttiva delle biomasse, la cui coltivazione potrebbe dare un significativo contributo anche economico alla ormai cronica crisi d’identità in cui versa l’agricoltura in generale. Nello specifico, nel progetto che l’Unigrà spa ha depositato a febbraio di quest’anno, si prevede di produrre energia elettrica utilizzando tre mastodontici motori marini a ciclo diesel. Questi saranno alimentati in piccola parte da sottoprodotti della lavorazione dei grassi, e in misura prevalente da olii alimentari di palma e cocco importati dai lontani mercati asiatici, con un peggioramento certo della qualità dell’aria, dovuto alle emissioni di ossidi di azoto e polveri sottili e con ricadute su un ampio comprensorio esteso da Conselice fino a Lugo giungendo a interessare i territori dei Comuni di Argenta, Medicina e Massa Lombarda. Appare evidente che le tanto invocate biomasse in questo caso saranno reperite in aree economicamente depresse, dove il costo di tali materie prime è molto limitato, tanto da renderne conveniente il trasporto via nave fino al porto di Ravenna, da dove poi, questa volta su camion cisterna, gli olii saranno portati alla destinazione finale per essere bruciati. Ogni giorno dunque a Conselice ben 229.000 litri di olii alimentari provenienti in larga misura dall’altra parte del globo verrebbero bruciati, per alimentare un impianto da 50 MW di potenza incentivato dall&#8217;ENEL con i soldi dei contribuenti, che pagano in bolletta un’apposita voce di spesa per iniziative di tal fatta. Ogni ora poi a Conselice ulteriori 30 metri cubi di acqua sarebbero prelevati dal sottosuolo per produrre vapore, in un’area già fortemente interessata da gravi fenomeni di subsidenza che hanno determinato in questi ultimi 30 anni l’abbassamento del suolo comunale di circa 1 metro, con ripercussioni sulle capacità produttive dei terreni agricoli. Gli agricoltori di casa nostra possono quindi continuare a vivere i propri incubi quotidiani, e cercare di sopravvivere tirando a campare alla giornata: per loro non c’è assolutamente nulla di interessante in questo progetto. Visto poi che attualmente la Regione sta valutando con procedura apposita l’impatto ambientale della centrale, c’è da chiedersi quanto possa essere considerato sostenibile un impianto che per funzionare richiede l’apposito spostamento di merci, seppur considerabili biomasse a termini di legge, da zone così lontane, dove peraltro la coltivazione di Palme viene condotta secondo criteri devastanti, nella logica folle di distruggere le foreste tropicali per far posto alle piantagioni. Alessandro Todisco – capogruppo Verdi Provincia di Ravenna Luciano Lama – capogruppo Verdi Comune di Conselice</p>
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		<title>Rifiuti e biomasse: energia rinnovabile?</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Mar 2006 13:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 14 marzo ore 21.00 Sala Circoscrizione 3 &#8211; Foro Boario, FORLI&#8217; INCONTRO PUBBLICO &#8220;RIFIUTI E BIOMASSE: ENERGIE RINNOVABILI?&#8221; Interverranno Sen. Sauro Turroni, Vicepresidente Commissione Ambiente Senato On. Paolo Cento, Deputato Verde Maurizio Pallante, esperto di risparmio energetico ed energie rinnovabili AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: a causa del faccia a faccia televisivo Prodi-Berlusconi che avverrà martedì 14 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 14 marzo ore 21.00<br />
<a href="http://mappe.virgilio.it/tc/mappa.jsp?com1=forli%27+%28fc%29&amp;to1=Piazza+Foro+Boario&amp;civ1=&amp;rg=15&amp;pv=fc&amp;cx=12.05334&amp;cy=44.22905&amp;lx=12.05334&amp;ly=44.22905&amp;z=0.6&amp;lv=1&amp;ct=&amp;st=&amp;cs=&amp;nm=&amp;al=default&amp;type=null&amp;d=1" class="broken_link" rel="nofollow">Sala Circoscrizione 3 &#8211; Foro Boario, FORLI&#8217;</a></p>
<p>INCONTRO PUBBLICO<br />
&#8220;RIFIUTI E BIOMASSE: ENERGIE RINNOVABILI?&#8221;</p>
<p>Interverranno</p>
<p>Sen. Sauro Turroni, Vicepresidente Commissione Ambiente Senato</p>
<p>On. Paolo Cento, Deputato Verde</p>
<p>Maurizio Pallante, esperto di risparmio energetico ed energie rinnovabili</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: a causa del faccia a faccia televisivo Prodi-Berlusconi che avverrà martedì 14 alle ore 21, stessa ora e data dell<a href="http://www.alessandroronchi.net/forli/2006/03/11/rifiuti-e-biomasse-energia-rinnovabile/">&#8216;incontro sui rifiuti e biomasse organizzato dai verdi in circoscrizione 3</a>, quest&#8217;ultimo verrà rimandato a data da destinarsi.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ed il rifiuto divenne polvere</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2005 15:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi anni in Italia abbiamo visto la costruzione di un numero sempre maggiore di inceneritori, spesso chiamati termovalorizzatori per nasconderne l&#8217;immagine negativa.<br />
Il fine che porta alla progettazione di questi nuovi impianti è, come al solito, solamente economico. </p>
<p>Il decreto Legislativo del 29 Dicembre 2003, n 387, che aveva il compito di attuare la direttiva europea 2001/77, ha incluso nella lista delle fonti energetiche rinnovabili anche il combustibile da rifiuto, una sorta di selezione della spazzatura ad alto contenuto calorico.<br />
Più semplicemente, visto che in Italia era inesistente una seria programmazione della produzione dell&#8217;energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili (come il solare, le biomasse, etc), sono stati inclusi in questa definizione anche gli inceneritori, per avere la possibilità di finanziarli con appositi contributi.</p>
<p>In questo momento, quindi, lo stato spende i nostri soldi per fornire contributi all&#8217;incenerimento dei rifiuti (il Cip6), ed investe denaro pubblico per diffondere nella nostra aria polveri sottili ed inquinanti anche cancerogeni.<br />
Questo fatto è gravissimo, e poche persone ne sono a conoscenza: se non ci fossero questi incentivi, non sarebbe economicamente vantaggioso l&#8217;incenerimento dei rifiuti. </p>
<p>Come potrete certamente immaginare, se non fosse vantaggioso dal punto di vista meramente lucrativo, le aziende che gestiscono lo smaltimento, le Province, i Comuni e lo Stato stesso sposterebbero la loro attenzione dall&#8217;incenerimento alla riduzione dei volumi dei rifiuti ed al potenziamento del recupero di materia con la raccolta differenziata. In aggiunta a tutto questo, per completare il quadro, gli Stati che compongono l&#8217;Unione Europea prima o poi interverranno su questo finanziamento pubblico offerto in maniera così contrastante con lo scopo della direttiva. Invece che premiare le fonti rinnovabili, si finanzia l&#8217;incenerimento dei rifiuti, e non c&#8217;è nessun equilibrio di trattamento economico tra le imprese che operano nei diversi stati dell&#8217;Unione.</p>
<p>Il termine stesso utilizzato per questa pratica, termovalorizzazione, è stato coniato da zero e pensato per dare l&#8217;idea che un recupero dell&#8217;energia sia possibile e vantaggioso. Quando si cerca un nome nuovo per qualcosa che non ne avrebbe bisogno, si sta cercando di aggirare un problema o confondere le idee a qualcuno.<br />
Ora noi compriamo petrolio, produciamo una bottiglia di plastica, la usiamo una volta e la gettiamo, poi la bruciamo. In questo ciclo, lo spreco di energia è immane e l&#8217;ultimo passaggio non ci fa recuperare nemmeno il 15% di quella impiegata. Questo non può certamente essere considerato un passaggio positivo, oppure una valorizzazione termica ed energetica.</p>
<p>Capito questo, risulta veramente difficile comprendere alcune politiche di gestione dei rifiuti che non vedono altro che lo smaltimento in discarica dopo la termovalorizzazione. Se queste politiche sono destinate a portare svantaggi anche economici, e certamente non hanno nessun vantaggio per l&#8217;ambiente e la salute dei cittadini, non hanno più senso di esistere.<br />
Perché, allora, insistere su questo piano? Probabilmente perché una riduzione della produzione dei rifiuti da destinare allo smaltimento non conviene a chi gestisce questo servizio. Ma questo interesse è palesemente discordante con quello dei cittadini, che devono sapere che esiste una alternativa, già applicata in varie parti d&#8217;Italia con successo, che è vantaggiosa sia per le nostre tasche sia per la nostra salute.</p>
<p>Altrove i cittadini pagano per i rifiuti che producono, e questo premia le bollette di chi è più sensibile e diligente. Questo, in una qualsiasi comunità che beneficia dei buoni comportamenti di tutti, dovrebbe essere un obiettivo primario.</p>
<p>Nel terzo millennio abbiamo tutta l&#8217;esperienza necessaria per capire come incentivare i buoni comportamenti e disincentivare quelli sbagliati dei cittadini. Purtroppo non si può pensare che l&#8217;etica basti a spingere le persone: proprio per questo esistono regole, leggi, leve fiscali ed altri mille strumenti. L&#8217;uso di questi strumenti per incentivare fonti di danni seri all&#8217;ambiente ed alla salute è criminale, ma con i problemi di informazione che abbiamo nel nostro paese, certi comportamenti vengono celati e diventano normale amministrazione.</p>
<p>Ed il rifiuto diventa polvere e malattia, altro che energia.</p>
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		<title>Energie rinnovabili, la ricetta controblack-out e  povertà</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Aug 2003 11:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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 (ANSA) &#8211; ROMA &#8211; Da piu&#8217; di un anno gli uffici del CSIRO, il piu&#8217; importante centro di ricerca australiano, e&#8217; completamente solarizzata. A Sacramento in California, imprese costruttrici e industrie di produzione di energia stanno costruendo interi quartieri serviti da sistemi fotovoltaici. Tra 5 anni negli USA anche singole abitazioni potranno essere riscaldate, refrigerate e illuminate con l&#8217;applicazione di un nuovo sistema solare termico che combina il ciclo del vapore, utilizzato nelle grandi centrali elettriche, con il ciclo di assorbimento e refrigerazione, utilizzato nei grandi impianti di refrigerazione. Il sistema ha una potenza di 5 kW ed e&#8217; in grado di ottimizzare il ciclo in base alla domanda di calore, freddo ed elettricita&#8217; raggiungendo standard elevatissimi di efficienza e una riduzione dei costi della meta&#8217; anche rispetto agli impianti solari termoelettrici. In Australia dal 1987, si svolge la World Solar Challange, una gara internazionale di auto solari, che ogni anno registra la partecipazione di nuovi prototipi. Si tratta solo di alcuni esempi delle innumerevoli applicazioni delle energie rinnovabili che non rappresentano soltanto la componente piu&#8217; sostenibile ed inesauribile del sistema energetico, ma anche un motore di crescita sociale e di lotta alla povertà. Entro il 2010 le energie rinnovabili potrebbero rispondere alla domanda di energia di un miliardo di persone, meta di quelle che oggi non hanno accesso all elettricita , 800 milioni delle quali vivono in paesi in via di sviluppo. Il Vertice di Johannesburg ha lanciato un appello ai paesi industrializzati perché si impegnino nel &#8221;diversificare l&#8217;offerta di energia ed incrementare la quota delle fonti rinnovabili per aumentarne il contributo sull&#8217;offerta energetica globale, rimuovendo le distorsioni del mercato, prendendo in considerazione la ristrutturazione della tassazione ed eliminando progressivamente i sussidi per le fonti dannosi&#8221;. Non si tratta di una sollecitazione inutile: le fonti convenzionali (fossili e nucleare) ricevono oggi sussidi annuali, a livello mondiale, per oltre 300 miliardi di dollari, che potrebbero invece alimentare la ricerca applicata e la diffusione di energie pulite. Ma anche i governi dei paesi industrializzati, allarmati dalle previsioni di un aumento della domanda globale di energia, che tra il 2000 e il 2030 subira un incremento di oltre il 60 per cento, la cui risposta sara affidata in larga parte ai combustibili fossili. Nel 2001 l UE ha emanato una direttiva, la 2001/77/CE del Parlamento e del Consiglio relativa alla promozione dell energia prodotta da fonti rinnovabili. Il provvedimento impone agli Stati membri, gli attuali quindici ma anche a quelli in via di adesione, di intraprendere le misure necessarie per raggiungere entro il 2010 una quota del 12% di produzione da fonti rinnovabili. Ambiente: Energie rinnovabili. Italia in campo per fonti piu verdi Il nostro Paese con la legge 1 giugno 2001 di ratifica e esecuzione del Protocollo di Kyoto dispone di individuare le politiche nazionali che consentano di conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni anche attraverso il miglioramento dell efficienza energetica e un maggiore utilizzo delle energie rinnovabili. Il provvedimento indica come priorita l accelerazione delle iniziative di ricerca e sperimentazione per l introduzione dell idrogeno come combustibile nei sistemi energetici e di trasporto, per la realizzazione di impianti di produzione di energia con biomasse e per l utilizzazione del solare termico, di impianti eolici e fotovoltaici e per la produzione di energia dal combustibile generato dai rifiuti solidi urbani. Anche la delibera CIPE che rivede le linee guida per la nazionali per riduzione delle emissioni, prevede che per il periodo 2008-2012 il contributo all abbattimento dei gas serra derivante dalle rinnovabili salga fino a 75TWh, in linea quindi con gli obiettivi comunitari. Nel 2001 il fabbisogno interno lordo di elettricita (consumi finali e perdite) e stato di 305 TWh, ma si prevede un incremento del 2% circa l anno. Le rinnovabili costituiscono quindi un alternativa indispensabile per rispondere all aumento della domanda e per ridurre la dipendenza dalle fonti e dagli approvvigionamenti tradizionali, petrolio e fossili. Una circolare del Ministro delle Attivita Produttive ha recentemente proposto obiettivi indicativi nazionali di consumo di elettricita prodotta da fonti rinnovabili per il periodo 2003-2012. ma come raggiungerli? Alcune misure sono gia state adottate: si tratta di quelle di attuazione del piano energetico 1988, delle leggi 9/91 e 10/91, del provvedimento CIP 6/92 che ha dato impulso alla diffusione delle rinnovabili e dal quale trae origine il sistema dei certificati verdi, ma soprattutto delle disposizioni in materia di ristrutturazione del sistema e del mercato energetico. Altre misure gia adottate, ma che richiedono perfezionamenti, concernono il quadro complesso delle competenze e delle procedure autorizzative, anche in relazione al potenziamento dei compiti e dei poteri delle Regioni. Un altro problema centrale e rappresentato dalla regolamentazione degli obblighi di collegamento alla rete, che ha subito un accelerazione grazie alla delibera n.50/02 dell Autorita per l energia elettrica e il gas con la quale e stata avviata una ridefinitone delle procedure sia per gli utenti che per gli impianti. Ma altre misure verranno prese al più presto. Entro settembre dovranno essere emanati i decreti di attuazione della Comunitaria 2001, per individuare gli obiettivi futuri di consumo di elettricita da fonti rinnovabili, imponendo l approvvigionamento sul territorio nazionale o da paesi che abbiano adottato politiche analoghe a quelle nazionali.<br />
Un provvedimento attuativo dovra garantire che i regimi di sostegno siano compatibili con le regole di mercato , favorendo la competitività e i vantaggi delle energie pulite, anche mediante la semplificazione delle procedure amministrative. Il provvedimento includera anche i rifiuti tra le fonti energetiche ammesse a beneficiare del regime riservato alle rinnovabili. Ambiente: Energie rinnovabili. Facciamole costare meno L impegno a promuovere energie sostenibili e inesauribili con il target del 12% entro il 2010, e stato riconfermato dai ministri europei dell Ambiente e dell Energia riunitisi la settimana scorsa per un consiglio informale che ha voluto mettere le basi per un modello europeo di integrazione tra politiche energetiche e ambientali. Il confronto e proseguito idealmente sul filone avviato dal lavoro svolto dalla task force istituita dal G8 di Okinawa del 2000 e concluso al G8 di Genova, mirato proprio a identificare azioni e misure per incoraggiare e promuovere l uso delle rinnovabili. La task force nel suo rapporto finale stilato dai due presidenti, un italiano, il Direttore Genrale del Ministero dell Ambiente Corrado Clini e l inglese Mark Mody Stuart, presidente della Shell, aveva offerto alcune indicazioni di massima per aprire il mercato delle rinnovabili, rimuovendo gli ostacoli che ne impediscono la diffusione e la competitivita rispetto alle fonti tradizionali. E vero infatti che il costo delle energie rinnovabili tende a diminuire con l aumento dei volumi, ma nella maggior parte dei casi non e&#8217; ancora direttamente competitivo con le alternative convenzionali, soprattutto a causa dei costi elevati di installazione di reti ad hoc e per la conversione delle strutture già esistenti. Secondo il rapporto , che e stato fatto proprio dai rappresentanti dei Grandi nel G8, i paesi industrializzati dovranno destinare maggiori risorse ai trust fund delle agenzie finanziarie internazionali, per realizzare progetti provenienti dal settore privato. Nel lungo periodo le industrie dovranno essere incoraggiate ad assumere impegni volontari per procurare e utilizzare le energie rinnovabili. Le agenzie bilaterali e multilaterali dovrebbero promuovere le rinnovabili nei progetti di sviluppo, quando il loro uso costituisca l&#8217;opzione a minor costo, sulla base dell&#8217;analisi del ciclo di vita. E dal canto loro i governi dovrebbero adeguare le loro politiche alle disponibilita dei consumatori a sostenere i costi per l&#8217;utilizzo delle fonti rinnovabili, utilizzando i meccanismi di mercato nazionali: agevolazioni, incentivi e quote pre-determinate nel portafoglio dell&#8217;energia. I paesi industrializzati, e l&#8217;Europa in prima fila attraverso i suoi Programmi per l Ambiente e per la Ricerca e lo Sviluppo, devono dare maggiore sostegno alla sperimentazione e all&#8217;applicazione di tecnologie di sfruttamento delle rinnovabili favorendone il trasferimento nei paesi in via di sviluppo. Una condizione essenziale per l&#8217;ampliamento del mercato del settore delle energie pulite infatti consiste nella cooperazione ambientale, prendendo come modello l attivita della GEF, Global Environment Facility, della Banca Mondiale, dell&#8217;United Nations Development Program e di numerosi donatori bilaterali e privati, a dimostrazione che investire nello sviluppo sostenibile rappresenta un opportunita di crescita e di profitto.(ANSA).
</p></blockquote>
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