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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Consiglio Comunale</title>
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		<title>Demagogia cartacea</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 12:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La recente e sterile polemica sul fronte della presunta fornitura di iPad ai parlamentari europei mi riporta alla mente un calcolo che feci, nel 2004, appena diventato consigliere comunale. Dovete sapere che i consiglieri comunali ricevono tanto di quel materiale cartaceo da far impallidire di paura una foresta: tutte le delibere, le bozze, i documenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La recente e sterile polemica sul fronte della presunta fornitura di iPad ai parlamentari europei mi riporta alla mente un calcolo che feci, nel 2004, appena diventato consigliere comunale.</p>
<p>Dovete sapere che i consiglieri comunali ricevono tanto di quel materiale cartaceo da far impallidire di paura una foresta: tutte le delibere, le bozze, i documenti a corredo, le convocazioni, etc.</p>
<p>E&#8217; chiaro e giustificato il motivo: senza i documenti ricevuti sia in forma preliminare per le commissioni prima del Consiglio sia nella convocazione dello stesso le riunioni non avrebbero nemmeno senso.</p>
<p>Tra l&#8217;altro non tutto viene inviato: le mappe dei piani urbanistici, ad esempio, sono a disposizione ma non vengono copiate per i consiglieri.</p>
<p>Feci, quindi, un rapido calcolo di quanto spendeva l&#8217;amministrazione per tagliare alberi necessari a questo processo democratico: una enormità. Alla quale andava aggiunta anche la spesa per la consegna a domicilio, ovviamente. <span id="more-4193"></span></p>
<p>E proposi, quindi, di investire nella dotazione di portatili per i consiglieri sprovvisti del mezzo, a patto che rifiutassero la versione cartacea.</p>
<p>Avrebbe permesso un risparmio di decine di migliaia di euro, nella durata del mandato, e qualche cosa in più in termini di funzionalità: ad esempio i consiglieri avrebbero potuto inoltrare la documentazione completa ai loro esperti,<strong> pubblicarla in anticipo per farla conoscere ai cittadini.</strong></p>
<p>Tutto questo, forse proprio per quest&#8217;ultimo motivo, non fu possibile, perché di fatto la fruizione delle versioni elettroniche era impedita o resa particolarmente macchinosa dalla tecnologia utilizzata.</p>
<p>Fino all&#8217;ultimo anno, ad esempio, le 40 delibere di cui era composto un consiglio comunale erano da scaricare singolarmente. Il pdf unico, spedito via posta elettronica, è stata una concessione dell&#8217;ultimo momento permessa grazie alla buona volontà  dei dipendenti comunali.</p>
<p>Questo per dire che se ci fermiamo al primo step, che consiste nella dotazione di un iPad o di un portatile alla persona che svolge il ruolo politico, perdiamo un grosso pezzo del puzzle.</p>
<p>Se questo rappresenta solo un regalo o un benefit destinato a rimanere sotto il tavolo a far  spessore, allora non è cosa buona.</p>
<p>Ma se servisse a portare avanti il processo di digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti amministrativi e politici, allora tutti ne guadagneremmo un po&#8217;: <strong>in trasparenza, in CO2, in alberi non tagliati, in spesa corrente evitata, in energia  non consumata.</strong></p>
<p>Quindi, invece di essere invidiosi, potremmo semplicemente accettare che un progetto di questo tipo potrebbe esserci utile, ed indirizzare meglio la nostra arrabbiatura verso le tonnellate di carta che sprechiamo ogni anno.</p>
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		<title>Il costo della discussione</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 08:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Romagnaoggi pubblica un resoconto dei costi del Consiglio Comunale di Forlì, nel quale si fornisce il dato di questi primi mesi di nuova amministrazione. Ogni consiglio, scrive, costa poco meno di 5000€. Quindi, scrive, è positivo che nei primi 6 mesi ci siano stati 5 consigli in meno. Ci sono ancora margini di miglioramento, scrive. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Romagnaoggi pubblica un <a href="http://www.romagnaoggi.it/forli/2010/2/18/152249/">resoconto dei costi del Consiglio Comunale</a> di Forlì, nel quale si fornisce il dato di questi primi  mesi di nuova amministrazione. Ogni consiglio, scrive, costa poco meno di 5000€.<br />
Quindi, scrive, è positivo che nei primi 6 mesi ci siano stati 5 consigli in meno. Ci sono ancora margini di miglioramento, scrive.</p>
<p>Considerando che la media dei consigli nella scorsa amministrazione era di 2 al mese, 5 in meno in 6 mesi non sono una sciocchezza, ma quasi un dimezzamento. Ricordiamo che quella prima ancora vedeva un consiglio alla settimana.</p>
<p>Visto che tra il 2004 ed il 2009 i consigli duravano 4-5 ore, e che di certo questi non sono più lunghi, come si fa a dire che questa riduzione non ha inficiato nella qualità della discussione, e che ci sono ancora margini di miglioramento?</p>
<p>La partecipazione e la democrazia hanno un costo. Per fare un bilancio bisogna anche pensare ai <strong>costi delle decisioni sbagliate</strong> che si prendono senza un adeguato dibattito.</p>
<p>I costi veri della politica sono quelli delle mancate decisioni, delle cose fatte senza un confronto, degli errori non corretti prima delle realizzazioni perché non c&#8217;è stata una vera analisi prima, delle cose fatte fuori dal controllo di persone elette democraticamente.</p>
<p>Se continuiamo con questa demagogia sui costi (apparenti) della politica, prima o poi qualcuno si alzerà in piedi a chiedere con forza la monarchia, che non soffre certamente dei costi di funzionamento degli organi democraticamente eletti.</p>
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		<title>A Forlì una centrale nucleare?</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 11:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi segnala un amico lettore che nella puntata di Ambiente Italia di sabato 20 luglio, in onda su rai 3 dopo il tg delle 14:15, al minuto 13 della trasmissione è apparsa una strana mappa relativa al nucleare con Forlì tra le fortunate, non commentata tra l&#8217;altro in nessun modo dalla trasmissione. La trasmissione si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi segnala un amico lettore che nella puntata di Ambiente Italia di sabato 20 luglio, in onda su rai 3 dopo il tg delle 14:15, al minuto 13 della trasmissione è apparsa una strana mappa relativa al nucleare con Forlì tra le fortunate, non commentata tra l&#8217;altro in nessun modo dalla trasmissione.</p>
<p>La trasmissione si può vedere su RAI TV:</p>
<p>http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c41da238-a054-449b-ab4d-905fa046c9ec.html?p=0</p>
<p>Il Consiglio Comunale di Forlì ha votato recentemente un mio ordine del giorno che dichiarava il territorio di Forlì <strong>LIBERO DAL NUCLEARE</strong>, per sottolineare la <strong>contrarietà della Città all&#8217;installazione di una centrale nel nostro Comune</strong>, tenendo in considerazione ovviamente che la scelta di una città fuori Provincia avrebbe comunque gli stessi problemi.<span id="more-3903"></span></p>
<p>Non so da dove provenga questa mappa, ma bisogna fare almeno un paio considerazioni. </p>
<p>La prima riguarda coloro che mi accusarono di strumentalizzare un problema inesistente, perché il nostro Comune, a loro dire, non avrebbe avuto questo rischio. Questa mappa è la prova che, ancora una volta, si sbagliavano oppure erano in malafede.</p>
<p>La seconda è che oggi il centrodestra che non ha votato quell&#8217;ordine del giorno deve assumersi la responsabilità di quella decisione e spiegarci se intende veramente perseguire anche a livello locale, come sta facendo a livello nazionale, la scelta di costruire impianti di produzione di energia nucleare invece di aprire la strada, come tutti i governi più avanzati nel resto del Mondo, al risparmio energetico ed alle energie rinnovabili.</p>
<p>Lo stesso devono fare tutte le forze politiche, dicendo con trasparenza da che parte stanno.</p>
<p>La campagna elettorale è finita e le buone intenzioni devono trasformarsi in decisioni concrete a tutti i livelli.</p>
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		<title>Tanti saluti e grazie</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 08:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiude qui una esperienza, che oggi, nello sconforto dei risultati, difficilmente riesco a definire positiva. Servirà qualche giorno per digerire l&#8217;amarezza e tornare a vedere quanto di bello c&#8217;è stato. 5 anni di consiglio comunale, di battaglie, di fatica, milioni di parole dette e scritte. La qualità della mia vita da oggi migliorerà. Finalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiude qui una esperienza, che oggi, nello sconforto dei risultati, difficilmente riesco a definire positiva.<br />
Servirà qualche giorno per digerire l&#8217;amarezza e tornare a vedere quanto di bello c&#8217;è stato.<br />
5 anni di consiglio comunale, di battaglie, di fatica, milioni di parole dette e scritte.</p>
<p>La qualità della mia vita da oggi migliorerà. </p>
<p>Finalmente un po&#8217; di tempo da dedicare agli affetti, agli amici, alla famiglia, ed a tutte quelle cose che nell&#8217;affanno del volontariato in politica per forza di cose avevano la coperta un po&#8217; troppo tirata.</p>
<p>L&#8217;analisi del voto questa volta è molto semplice: la lista civica di Grillo e Clan-destino ha tolto i voti necessari ai Verdi per eleggere il consigliere ed a Balzani per superare il ballottaggio. Ha preso dai Verdi, dall&#8217;IDV, e bricioli da Rifondazione. Nulla al PD ed al centro-destra, che ieri ha festeggiato brindando al suo alleato. <strong>La lista non ha aggiunto un consigliere comunale ecologista</strong>, ha semplicemente sostituito me, consigliere dei Verdi. Si è assunta questa responsabilità e mi auguro che faccia meglio. L&#8217;inizio non è dei migliori: lottare contro Balzani ma non contro Bulbi ha portato al ballottaggio l&#8217;unico sindaco che nel territorio si era speso su temi comuni ed indebolito questa posizione rispetto a quella, totalmente diversa, del presidente provinciale. </p>
<p>Finisce qui il mio prestito alla politica. Il mio lavoro mi piace e mi riempie di cose da fare, finalmente potrò tornare a dedicargli il tempo necessario. Finalmente potrò occuparmi solo dei temi che mi interessano, invece di studiare tutto, perché un consigliere solo deve sapere tutto.</p>
<p>Anche queste pagine, per forza di cose, subiranno intense modifiche. Parlando della mia vita, torneranno a trattare temi meno locali e più legati alla mia professione ed ai miei interessi. </p>
<p>In ogni caso parleranno meno.</p>
<p>Ringrazio tutte le persone che mi sono state accanto in questi anni, che hanno condiviso con me la strada fino all&#8217;ultimo e messo al primo posto con me questo impegno.</p>
<p>A tutte quelle che ne hanno scelto un&#8217;altra, magari dando per scontato che saremmo riusciti a fare il nostro pezzo parallelo, auguro un buon cammino ed una maggiore consapevolezza delle conseguenze del camminare a testa bassa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elezioni Forlì: Cambiare sì, ma in meglio.</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 12:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggo la lettera spedita alla stampa da Luciano Iurich a nome di Forlì Futura, che non sarà presente nelle schede perché priva di sottoscrizioni di elettori. Risponde in difesa della lista che ha deciso di appoggiare dopo che il suo progetto è fallito, dando la colpa agli cittadini che avrebbero paura di cambiare. Prima di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo la lettera spedita alla stampa da Luciano Iurich a nome di Forlì Futura, che non sarà presente nelle schede perché priva di sottoscrizioni di elettori.<br />
Risponde in difesa della lista che ha deciso di appoggiare dopo che il suo progetto è fallito, dando la colpa agli cittadini che avrebbero paura di cambiare.</p>
<p>Prima di dare la colpa agli elettori, ognuno deve farsi un esame di coscienza. Un vero ricambio richiede persone e progetti migliori di quelli che si vogliono sostituire, non basta essere diversi per garantire una maggiore qualità.<br />
Se così fosse avremmo una lista diversa per ogni elettore di Forlì, con buona pace della rappresentatività.<br />
Dobbiamo smetterla di pensare che l&#8217;inesperienza totale sia di per sè un valore, che il disinteresse verso la politica sia un motivo di candidatura: è lo stesso sistema che porta le veline al Consiglio di Ministri e gli amici degli amici in Parlamento.</p>
<p>Per fortuna non sono tutti uguali, e saper cogliere il rinnovamento che ha basi solide e non demagogiche non è un compito difficile.<span id="more-3820"></span></p>
<p>Forse per inesperienza o per strumentale disattenzione Iurich cerca di far coincidere la candidatura del Sindaco Balzani con il Partito Democratico, ignorando la pluralità delle altre liste che lo sostengono.<br />
Il progetto comune di <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Roberto Balzani</a> è sostenuto da liste con radici diverse, ed è bugiardo chi sovrappone l&#8217;eredità democristriana con la base ampia, civica e plurale che sostiene questa candidatura.<br />
I Verdi, ad esempio, sono assolutamente altro, ed hanno fatto questa scelta perché il programma di Balzani è un progetto innovativo e concreto.</p>
<p>Forse Iurich ignora che si vota anche per il Consiglio Comunale, oltre che per il Sindaco, ed ogni lista con un sostegno minimo ha i suoi candidati ed i suoi sottoscrittori.<br />
Saranno gli elettori a scegliere chi, tra queste liste e questi candidati, meriterà fiducia, determinando in questo modo le scelte del Consiglio nel prossimo mandato.</p>
<p>Una fiducia che ad oggi non è stata data a chi si è presentato privo di idee e privo di un progetto credibile per la città.<br />
Gli elettori sono attenti, basta saper uscire dall&#8217;autoreferenzialità e dall&#8217;egocentrismo per coglierne gli umori e rappresentarli degnamente.</p>
<p><strong>Guarda come si vota:</strong><br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/05/fac-simile-comune-3-schede-alessandro-ronchi-forli.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/05/fac-simile-comune-3-schede-alessandro-ronchi-forli-300x43.jpg" alt="fac simile comune 3 schede alessandro ronchi forli 300x43 Elezioni Forlì: Cambiare sì, ma in meglio." title="Fac Simile Comune Forlì Alessandro Ronchi Elezioni amministrative" width="300" height="43" class="alignleft size-medium wp-image-3843" /></a><br clear="all" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Forlì Elezioni amministrative 2009: Elenco dei Candidati dei Verdi per Balzani</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 08:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo è l&#8217;elenco dei candidati dei Verdi per Balzani per il Consiglio Comunale di Forlì: N. Cognome e nome Luogo e data di nascita 1 RONCHI ALESSANDRO FORLI 12/04/1980 2 PARDOLESI FAUSTO FORLI 23/12/1957 3 MORELLI SANDRA FORLI 10/08/1955 4 PONTILLO GIUSEPPE DETTO PAOLO FORLI 21/09/1957 5 NALDINI NICOLETTA CESENA 08/01/1977 6 CAROLI DONATELLO FORLI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/05/verdi_per_balzani6-150x150.png" alt="verdi per balzani6 150x150 Forlì Elezioni amministrative 2009: Elenco dei Candidati dei Verdi per Balzani" title="Verdi Per Balzani Forlì" width="150" height="150" class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3799" /><br clear="all" /><br />
Questo è l&#8217;elenco dei <strong>candidati</strong> dei <strong>Verdi per Balzani</strong> per il <strong>Consiglio Comunale</strong> di <strong>Forlì</strong>:<span id="more-3798"></span></p>
<table width="500px" border="2" cellspacing="0">
<tr valign="top">
<td height="12"><font size="3" face="Century Gothic"><b>N.</b></font></td>
<td><font size="3" face="Century Gothic"><b>Cognome e nome</b></font></td>
<td><font size="3" face="Century Gothic"><b>Luogo e data di nascita</b></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="6"><font size="3" face="Century Gothic"><b>1</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">RONCHI ALESSANDRO </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  12/04/1980</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="9"><font size="3" face="Century Gothic"><b>2</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">PARDOLESI FAUSTO    </font>
  </td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  23/12/1957</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="2"><font size="3" face="Century Gothic"><b>3</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">MORELLI SANDRA  </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  10/08/1955</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="12"><font size="3" face="Century Gothic"><b>4</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">PONTILLO GIUSEPPE DETTO PAOLO    </font>
  </td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  21/09/1957</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="10"><font size="3" face="Century Gothic"><b>5</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">NALDINI NICOLETTA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">CESENA                               <wbr><br />
  08/01/1977</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="8"><font size="3" face="Century Gothic"><b>6</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">CAROLI DONATELLO  </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  30/07/1940</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="10"><font size="3" face="Century Gothic"><b>7</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">ERANI CLAUDIO</font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  11/05/1947</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="13"><font size="3" face="Century Gothic"><b>8</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">BARASI CARMEN </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  15/10/1955</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="6"><font size="3" face="Century Gothic"><b>9</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">BORRONI FERDINANDO </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">MEDICINA (BO)                          <wbr><br />
  14/12/1955</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="9"><font size="3" face="Century Gothic"><b>10</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">CASADEI MASSIMO </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  13/10/1951</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="12"><font size="3" face="Century Gothic"><b>11</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">BAFFIONI CATIA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  21/04/1949</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="12"><font size="3" face="Century Gothic"><b>12</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">BANDINI ANDREA</font></td>
<td><font size="2" face="Arial">CASTROCARO TERME T. d. SOLE (FC)<br />
  30/11 /1948</font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="15"><font size="3" face="Century Gothic"><b>13</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">BELLAVISTA EDDA BRUNA</font></td>
<td><font size="2" face="Arial">RIMINI                        <wbr><br />
  11/01/1943</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="7"><font size="3" face="Century Gothic"><b>14</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">CATACCHIO ANNAMARIA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  30/01/1956</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="10"><font size="3" face="Century Gothic"><b>15</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">DERNI DENIS  </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  30/08/1962</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="12"><font size="3" face="Century Gothic"><b>16</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FANTINI MASSIMO</font></td>
<td><font size="2" face="Arial">S. SOFIA (FC)                          <wbr><br />
  06/01/1959</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="6"><font size="3" face="Century Gothic"><b>17</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">BELLI GIOVANNA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">CESENA                        <wbr><br />
  28/03/1944</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="9"><font size="3" face="Century Gothic"><b>18</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">GAVELLI GIANNI </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLÌ                               <wbr><br />
  23/09/1979</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="9"><font size="3" face="Century Gothic"><b>19</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">GENSINI IVO </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">BERTINORO (FC)                          <wbr><br />
  22/10 /1950</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="11"><font size="3" face="Century Gothic"><b>20</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">GIARDINI SILVIA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLÌ                               <wbr><br />
  11/11/1967</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="5"><font size="3" face="Century Gothic"><b>21</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">GIORGETTI GIANLUIGI </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLÌ                               <wbr><br />
  08/11/1969</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="7"><font size="3" face="Century Gothic"><b>22</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">GUIDI ANNA MARIA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">MELDOLA (FC)                          <wbr><br />
  09/12/1963</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="9"><font size="3" face="Century Gothic"><b>23</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">MALMESI CLAUDIO</font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLÌ                               <wbr><br />
  01/12/1954</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="5"><font size="3" face="Century Gothic"><b>24</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">MILANDRI MASSIMO </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  24/12/1954</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="8"><font size="3" face="Century Gothic"><b>25</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">MINI FEDERICA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  22/09/1978</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="11"><font size="3" face="Century Gothic"><b>26</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">MORDENTI MADDALENA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLÌ                               <wbr><br />
  09/03/1979</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="2"><font size="3" face="Century Gothic"><b>27</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">PIOVACARI GIAN PIERO</font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  15/03/1963</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="9"><font size="3" face="Century Gothic"><b>28</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">RAVAIOLI LUCIANA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLÌ                               <wbr><br />
  04/01/1952</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="5"><font size="3" face="Century Gothic"><b>29</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">RICCI MARIA CLAUDIA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLÌ                               <wbr><br />
  17/10/1970</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="10"><font size="3" face="Century Gothic"><b>30</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">RONDONI ROBERTA detta BEBA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                         <wbr><br />
  25/08/1974</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="6"><font size="3" face="Century Gothic"><b>31</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">RUFFILLI LORENA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLÌ                                      <wbr><br />
  15/01/1955</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="15"><font size="3" face="Century Gothic"><b>32</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">SALVATORELLI MARIA CHIARA  </font>
  </td>
<td><font size="2" face="Arial">SAVIGNANO SUL RUBICONE (FC)<br />
  19/02/1949</font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="15"><font size="3" face="Century Gothic"><b>33</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">SEMPRINI FABIO </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLÌ                               <wbr><br />
  20/05/1944</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="8"><font size="3" face="Century Gothic"><b>34</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">SERRA ALESSANDRO</font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLI                                       <wbr><br />
  08/02/1966</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="15"><font size="3" face="Century Gothic"><b>35</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">TAGLIATA DONATELLA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">DOVADOLA (FC)                          <wbr><br />
  23/05/1950</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="15"><font size="3" face="Century Gothic"><b>36</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">TOLO GIUSEPPE</font></td>
<td><font size="2" face="Arial">DOVADOLA (FC)                          <wbr><br />
  18/03/1962</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="15"><font size="3" face="Century Gothic"><b>37</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">TURCHI  VALENTINA</font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLÌ (FC)                                       <wbr><br />
  13/01/1973</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="15"><font size="3" face="Century Gothic"><b>38</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">TURCHI ANNA RITA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">FORLÌ (FC)                          <wbr><br />
  23/12/1955</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="15"><font size="3" face="Century Gothic"><b>39</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">TURCI ELIA</font></td>
<td><font size="2" face="Arial">MELDOLA  (FC)                          <wbr><br />
  11/03/1962</wbr></font></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td height="15"><font size="3" face="Century Gothic"><b>40</b></font></td>
<td><font size="2" face="Arial">VETTORI PATRIZIA </font></td>
<td><font size="2" face="Arial">PARMA<br />
  22/05/1957</font></td>
</tr>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Consiglio Comunale di Forl&amp;#23&#8230;</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2009/consiglio-comunale-di-forl23/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 00:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>

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		<description><![CDATA[Consiglio Comunale di Forl&#236;: Chi c&#8217;era e chi dormiva http://ff.im/-2qSnW]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio Comunale di Forl&#236;: Chi c&#8217;era e chi dormiva http://ff.im/-2qSnW</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Politica, Forlì: Consiglio Comunale, chi c&#8217;era e chi dormiva</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2009/politica-forli-consiglio-comunale-presenze/</link>
		<comments>http://alessandroronchi.net/2009/politica-forli-consiglio-comunale-presenze/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 23:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[comunali]]></category>
		<category><![CDATA[Comune]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ronchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla rassegna stampa del Comune, un articolo che parla della presenza dei consiglieri comunali di Forlì. - Consiglio Comunale di Forlì: Chi c&#8217;era e chi dormiva - Li avete votati? Ecco cos&#8217;hanno fatto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla rassegna stampa del Comune, un articolo che parla della presenza dei consiglieri comunali di Forlì.</p>
<p>- <a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/consiglio-comunale-chi-era-chi-dormiva.pdf'>Consiglio Comunale di Forlì: Chi c&#8217;era e chi dormiva</a></p>
<p>- <a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/ecco-cosa-hanno-fatto.pdf'>Li avete votati? Ecco cos&#8217;hanno fatto</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un giardino sostituirà il mostro di Piazza Guido da Montefeltro</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2009/giardino-piazza-guido-da-montefeltro/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 19:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>
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		<category><![CDATA[concorso]]></category>
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		<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>
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		<category><![CDATA[Piazza Guido da Montefeltro]]></category>
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		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[San Domenico]]></category>
		<category><![CDATA[Traffico]]></category>

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		<description><![CDATA[20 ANNI DOPO . RIEVOCAZIONE STORICA DEL 1° COLPO DI PICCONE AL PARCHEGGIO “BUNKER” DI PIAZZA GUIDO DA MONTEFELTRO Lunedì 20 aprile i Verdi di Forlì hanno fatto una rievocazione dello storico corteo che nel 1989, guidato dall’onorevole Anna Donati, si recò al parcheggio bunker ( allora si chiamava così) di piazza Guido da Montefeltro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/giardino-piazza-guido-da-montefeltro/img_4401-11/' title='img_4401-11'><img width="150" height="99" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_4401-11-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 4401 11 150x99 Un giardino sostituirà il mostro di Piazza Guido da Montefeltro" title="img_4401-11" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/giardino-piazza-guido-da-montefeltro/img_4401-2/' title='img_4401-2'><img width="150" height="99" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_4401-2-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 4401 2 150x99 Un giardino sostituirà il mostro di Piazza Guido da Montefeltro" title="img_4401-2" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/giardino-piazza-guido-da-montefeltro/img_4401-41/' title='img_4401-41'><img width="150" height="99" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_4401-41-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 4401 41 150x99 Un giardino sostituirà il mostro di Piazza Guido da Montefeltro" title="img_4401-41" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/giardino-piazza-guido-da-montefeltro/img_4401-51/' title='img_4401-51'><img width="150" height="99" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_4401-51-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 4401 51 150x99 Un giardino sostituirà il mostro di Piazza Guido da Montefeltro" title="img_4401-51" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/giardino-piazza-guido-da-montefeltro/img_4401-91/' title='img_4401-91'><img width="150" height="99" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_4401-91-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 4401 91 150x99 Un giardino sostituirà il mostro di Piazza Guido da Montefeltro" title="img_4401-91" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/giardino-piazza-guido-da-montefeltro/img_4401-10/' title='img_4401-10'><img width="150" height="99" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_4401-10-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 4401 10 150x99 Un giardino sostituirà il mostro di Piazza Guido da Montefeltro" title="img_4401-10" /></a>

<p>20 ANNI DOPO . RIEVOCAZIONE STORICA DEL 1° COLPO DI PICCONE AL PARCHEGGIO “BUNKER” DI PIAZZA GUIDO DA MONTEFELTRO</p>
<p>Lunedì 20 aprile i Verdi di Forlì hanno fatto una rievocazione dello storico corteo che nel 1989, guidato dall’onorevole Anna Donati, si recò al parcheggio bunker ( allora si chiamava così) di piazza Guido da Montefeltro per dare le prime picconate ad un’opera che costituiva e costituisce ancora la vergogna per la nostra città.</p>
<p>Ora, a venti anni di distanza di quel gesto simbolico, che venne effettuato dopo alcuni anni dalle prime proposte di demolizione che i Verdi fecero in tutte le sedi, i picconatori sono tornati al parcheggio in piazza G.da Montefeltro , ridandoci dentro col piccone.</p>
<p>Naturalmente, come in tutti gli anniversari, è stata stappata una bottiglia di spumante.</p>
<p>L’amministrazione comunale ci ha messo un quarto di secolo per maturare l’idea di abbattere un mostro in cemento, generatore di traffico, che inizialmente, a dispetto delle tardive prese di posizioni contrarie maturate dopo la dura battaglia scatenata dai Verdi, vide il consenso unanime di tutte, dicasi tutte, le forze politiche presenti in Consiglio Comunale.<span id="more-3768"></span></p>
<p>Le uniche obiezioni che erano venute, ad opera realizzata, riguardavano la pavimentazione in materiale sintetico di colore verdastro, che si diceva essere utilizzata nei ponti delle portaerei, che avrebbe dovuto essere sostituito dal più consono ed italico porfido. (Poi i cemento si sfaldò e il plastico e indistruttibile materiale delle portaerei cominciò a sbriciolarsi e si dovettero spendere altre somme per riparare i guasti ).</p>
<p>Ancora 3 o 4 anni fa, nonostante ormai fosse diffusa ad ogni livello della cittadinanza la consapevolezza che il parcheggio bunker dovesse essere demolito, in occasione del concorso di progettazione per la nuova sistemazione di piazza Guido da Montefeltro, prevalsero nella amministrazione le posizioni degli ultimi giapponesi che volevano mantenere almeno qualche pezzo del parcheggio , tanto che alcuni gruppi di progettazione, tra i quali quello composto da tutti coloro che avevano iniziato la battaglia contro la devastazione costituita da teatro e parcheggio, fecero ricorso al TAR perché, a bando pubblicato, venne dettata la condizione del mantenimento di parte del mostro in cemento.</p>
<p>Ora tutti, anche quelli che nel 1981 , quando il bunker venne approvato, lo condividevano ( o forse dormivano ) sono diventati sostenitori dell’abbattimento che oggi 20 aprile, finalmente si vota in consiglio comunale, all’interno di un piano- progetto, come al solito in variante a strumenti urbanistici precedentemente approvati.</p>
<p>I Verdi da sempre contestano il metodo della variante continua del PRG e dei suoi strumenti attuativi a seconda delle sopravvenienti nuove situazioni, senza un quadro di insieme : ciò ha causato molte conseguenze negative per la nostra città, tra le quali proprio il parcheggio, e non voteranno a favore di questo nuovo progetto, anche se contiene la previsione della demolizione dell’opera peggiore che abbia finora mortificato la nostra città, che viene chiamata impropriamente barcaccia, denominazione con cui si cerca di nobilitare una bruttura che nulla ha a che fare con l’opera del Bernini che abbellisce Piazza di Spagna.</p>
<p>Si ripropongono infatti ben 2 piani di parcheggio, nuove volumetrie per migliaia di metri cubi, ancora terziario, si ricostruiscono “quinte” che nulla hanno a che vedere con l’antico tessuto urbano della città, il tutto con la motivazione dei costi dell’opera e della necessità di reperire tramite le edificazioni concesse a privati investitori le risorse necessarie.</p>
<p>I Verdi sono contrari a questa concezione mercantile dell’urbanistica, soprattutto perché sarebbero ceduti nuovi suoli pubblici della città per le solite smanie di grandezza.</p>
<p>Si inauguri una stagione di sobrietà, si demolisca il parcheggio, si facciano alcune opere di sistemazione a raso della piazza prospiciente i musei del San Domenico, si recuperino, ricostruendoli alcuni orti storici del convento, che ancora oggi in altre parti della città continuano ad essere cancellati da nuovo cemento. Ecco quanto propongono i Verdi.</p>
<p>Forlì, 20/04/09</p>
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		<title>Roberto Balzani: Programma della coalizione per le Elezioni Amministrative 2009 nel Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Roberto Balzani IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">sindaco di Roberto Balzani</a></strong></p>
<p><strong>IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI</strong></p>
<p>In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e futuro alla nostra città.</p>
<p>L’attuale crisi non è solo finanziaria, ma anche morale e sociale. Per questo, l’amministrazione che verrà dovrà lavorare insieme e per i cittadini. I metodi che intendiamo utilizzare sono la trasparenza, la partecipazione e l’informazione.</p>
<p>I progetti saranno accessibili attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, come ad esempio il portale web del comun, perché ciascuno possa contribuire con proprie proposte e controllare i risultati. Partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, verificare.<span id="more-3755"></span></p>
<p>Ci impegniamo a ricercare e sostenere nuove e più avanzate possibilità di lavoro, partendo da una nuova economia che sfrutti le potenzialità dell’innovazione, della ricerca, e sappia recuperare e salvaguardare quelle tradizionali.</p>
<p>In questo contesto è necessario un mutamento anche della politica, che sappia dimostrare di rappresentare con chiarezza gli ideali e gli interessi della collettività contrapposti a quelli particolari, riconquistando alla partecipazione tante persone apatiche e deluse. La politica locale deve partire da un maggiore coinvolgimento dei cittadini dal basso. Occorre che i cittadini partecipino, decidano e poi verifichino, Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto.</p>
<p>Il comune, inoltre, deve assumere un compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i muti alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte.</p>
<p><strong>ASCOLTO, PARTECIPAZIONE, DECISIONE, VERIFICA, TRASPARENZA</strong><br />
<strong>Il cambiamento facciamolo insieme</strong></p>
<p>La democrazia partecipata è il metodo con il quale la coalizioni si propone di governare nel prossimo quinquennio la città e il territorio. Ciò non significa svilire il ruolo e lo spazio della legittima rappresentanza dei cittadini, ma incrementare la fascia delle persone coinvolte nei processi decisionali. Per raggiungere tale ambizioso obiettivo, è tuttavia necessario partire dal vertice. Passione, competenza, spirito di servizio, capacità di fare squadra sono le caratteristiche accomunano le donne e gli uomini della nuova coalizione. Ne fanno parte tante persone libere, disinteressate, dotate di forti principi morali e democratici, che non intendono tramutarsi in professionisti della politica, servizio al quale promettono di dedicare non più di due mandati.</p>
<p><strong>Un obiettivo e un impegno assoluti: la trasparenza</strong><br />
1.Gli eletti debbono dar prova di estrema trasparenza, dando massima visibilità ai propri redditi per non creare dubbi sul servizio reso alla comunità. L’anagrafe degli eletti può implementare quanto già previsto dalla vigente normativa comunale, così come l’applicazione del Codice etico europeo, sottoscritto da eletti e amministratori, anche attraverso la diffusione trasparente degli ambiti di interesse privato che eventualmente riguardino gli amministratori. Occorre affermare la parità di genere per aumentare la presenza femminile, includere giovani e individui selezionati sulla base del merito, costituire una squadra di persone appassionate e perbene.<br />
2.La nomina dei rappresentanti comunali nelle società partecipate deve avvenire sulla base di bandi che selezionino i candidati sulla base di specifici profili di competenza. Limite dei due mandati ed eliminazione del cumulo degli incarichi sono i principi ai quali intendiamo rigorosamente attenerci.<br />
3.In apertura di mandato, il sindaco verificherà insieme con il consiglio comunale la condizione delle Società partecipate, per valutarne l’apporto offerto al pubblico interesse, la struttura della governance, le possibilità di ulteriori semplificazioni e risparmi, dopo quelli già operati nella passata legislatura. Dell’intero sistema delle partecipate si renderà conto alla cittadinanza in pubbliche riunioni, in modo che siano chiare impegni ed obiettivi dell’amministrazione.</p>
<p><strong>Il confronto è il nostro metodo, insieme il nostro motto</strong></p>
<p>La coalizione s’impegna, indipendentemente dall’esito delle consultazioni e dai risultati conseguiti dalle singole liste, a promuovere periodiche riunioni di maggioranza, affinché il progetto politico comune sia affermato nelle istituzioni e nelle città. Nello stesso tempo, propone di diffondere, utilizzando in primo luogo la comunicazione elettronica, iniziative ed idee emerse in sede di civica rappresentanza, in modo da rendere effettivo il protagonismo del consiglio e più chiara la sua funzione d’indirizzo e di cuore della democrazia forlivese.</p>
<p>La partecipazione, inoltre, va promossa e spinta a livello territoriale, da un lato dotando di maggiori risorse le circoscrizioni per gl’interventi più immediati, dall’altro, rispondendo tempestivamente alle domande dei quartieri. La legittimazione dei livelli di democrazia decentrata sono fondamentali per accrescere la capacità di ascolto dell’amministrazione. Non solo. Occorre utilizzare lo strumento già ampiamente sperimentato di assemblee di cittadini su singoli temi, rapide e ben organizzate affinché siano chiari temi e proposte – sia nei territori sia in città – può divenire, insieme col potenziamento della rete civica, un veicolo efficace di coinvolgimento, con immediati riscontri sull’azione amministrativa.</p>
<p>Le presenza dei rappresentanti eletti degli studenti universitari nella civica assemblea, costituisce un valore cui il prossimo consiglio comunale darà adeguata risposta.</p>
<p>La verifica dei risultati, infine, viene assunta come garanzia degl’impegni nei confronti della cittadinanza. Il pubblico monitoraggio di ciò che sta avvenendo (con rapporti periodici trasferiti in rete), a livello dei progetti maggior rilievo, offre agli elettori e ai cittadini l’opportunità di rendersi conto in tempo reale delle capacità gestionali dell’amministrazione e anche della complessità dei problemi o degli ostacoli presentatisi in corso d’opera. Il bilancio partecipato costituisce un logico punto d’arrivo per questo processo, che s’intende realizzare entro il secondo esercizio di questa amministrazione.</p>
<p><strong>UN NUOVO RUOLO PER FORLI’</strong></p>
<p>Forlì è una città di medie dimensioni, connotata da un buon livello di vita, da un elevato standard di servizi sociali, da un ottimo livello di offerta formativa, da una lunga tradizione di collaborazione fra i vari attori economici, sociali e istituzionali e da una vivace cultura associativa. Tale profilo, sicuramente alto rispetto a tante altre realtà del nostro paese si deve alla coesione, al senso civico e al lavoro dei suoi cittadini, oltre che alla solidità delle amministrazioni di sinistra e di centro-sinistra, che hanno assicurato nel corso di molti decenni un costante incremento del proprio capitale umano e sociale. </p>
<p>Una delle caratteristiche più originali tanto della realtà urbana quanto del mondo rurale è costituita da un solido e coeso tessuto sociale, favorita da politiche inclusive da parte degli attori pubblici, sostenuti da un diffuso consenso a livello d’individui e di sodalizi. In questa dinamica culturale consiste un valore assolutamente qualificante, che intendiamo rivendicare con orgoglio contro l’egoismo, la frantumazione dei legami di prossimità e la sollecitazione, spesso latente, dell’odio xenofobo praticati da gran parte della destra. La responsabilità della nuova coalizione consiste, dunque, da un lato nella riaffermazione di un’idea di amministrazione pubblica locale storicamente vocata all’integrazione sociale, all’eliminazione progressiva delle disuguaglianze e alla protezione dei più deboli, senza distinzioni; dall’altro nella proposta di un rinnovato protagonismo forlivese, declinato non in senso municipalistico, ma in funzione di più solidi ed estesi legami territoriali.</p>
<p><strong>Forlì deve tornare ad essere capoluogo</strong></p>
<p>Forlì, nel contesto del comprensorio e in accordo con gli altri centri romagnoli, può e deve esercitare un ruolo significativo, fungendo da propulsore delle comunità di più esigue dimensioni, per quanto attiene l’organizzazione di taluni servizi qualificati, l’elaborazione di politiche comuni da tradurre in regolamenti condivisi, la programmazione territoriale, la sollecitazione al compimento di alcune basilari reti infrastrutturali (a partire dalle rete di comunicazione evolute). </p>
<p>E, d’altro canto, costruendo con le altre principali città romagnole una reale politica di sistema, inevitabile per risolvere le grandi questioni infrastrutturali (porti, aeroporti, grandi direttrici, snodi logistici, ecc.), ponendo l’accendo sulla complementarietà delle funzioni ed evitando sprechi, per dar seguito alle politiche di area vasta (nel settore della sanità, dei trasporti, ecc.) promosse dalla Regione.</p>
<p> V’è la consapevolezza, tuttavia, che tale ruolo sarà effettivo solo se sarà infranto il muro del municipalismo deteriore e le relazioni inter-comunali saranno caratterizzate da una cultura progettuale comune. Dovrà essere affrontato e risolto il problema del dualismo fra i due maggiori centri urbani della provincia, superando una divisione antica che produce costi e duplicazioni di servizi e di strutture e che limita la capacità di programmazione. Della qual cosa saremo strenui sostenitori all’interno del contesto romagnolo. </p>
<p>Come? Attraverso un esame periodico e regolare delle questioni aperte e delle prospettive d’azione fra gli amministratori locali che saranno eletti nella tornata di giugno. Poiché la nuova coalizione possiede una politica del territorio ed è in grado di governarla, lo scambio di esperienze e la comune progettualità risalterà come indicazione di una nuova qualità della politica in Romagna.</p>
<p><strong>Diamo risposte concrete alla crisi: aiutiamo le famiglie, proteggiamo il lavoro</strong></p>
<p>Gli effetti della pesante crisi mondiale sono assai visibili anche in un territorio connotato da un’imprenditoria diffusa come il nostro. La contrazione della domanda e le difficoltà connesse all’accesso al credito hanno messo in difficoltà numerose aziende di media e piccola dimensione, con riflessi durissimi sul piano dell’occupazione. E’ chiaro che l’amministrazione comunale, nel prossimo quinquennio, dovrà dedicare il massimo appoggio ai soggetti travolti da questa temperie: i lavoratori e le imprese da una parte e le famiglie dall’altra.</p>
<p>Circa i primi, è necessaria una politica straordinaria di aiuto, in grado di mettere a disposizione risorse crescenti per attuare una politica di sgravi nelle tariffe (mense scolastiche, trasporti, trasporti scolastici, ecc.) a immediato vantaggio delle famiglie dei lavoratori in difficoltà. Ulteriori interventi devono riguardare il potenziamento di strumenti già disponibili, a sollievo del costo delle utenze e degli affitti destinando a tal fine  in maniera progressiva parte dei dividendi di Hera. Si tratterà di valutare nei prossimi mesi, se questi interventi saranno sufficienti, oppure se occorrerà pensare ad interventi aggiuntivi o di natura diversa evitando di disperdere risorse in servizi che non sono più efficaci a sanare i nuovi bisogni, ripensando agli interventi in modo da corrispondere adeguatamente alle necessità emergenti e allo stesso tempo riorganizzando i contributi economici, creando una frequenza maggiore nella verifica delle fasce di reddito in mode da intercettare immediatamente i cambiamenti economici delle famiglie.</p>
<p><strong>Il nostro sostegno alle imprese</strong><br />
Circa le imprese, occorre osservare che le istituzioni locali si sono mosse tempestivamente sul versante del rafforzamento dei Consorzi Fidi. E’ tuttavia di vitale importanza offrire il massimo supporto affinché la congiuntura non produca una drastica contrazione del nostro patrimonio imprenditoriale. </p>
<p>La competizione si affronta con interventi intensivi., sostenendo la ricerca e l&#8217;innovazione, favorendo chi sperimenta nuove produzioni e attività, che producono risparmio energetico e rispetto ambientale. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) delle nuove tecnologie. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’Università deve essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il Polo tecnologico aeronautico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Semplifichiamo la vita ai cittadini, rendiamo amica la pubblica amministrazione</strong><br />
A questo proposito, l’offerta dell’amministrazione può interessare vari settori:</p>
<p>Una decisa opera di semplificazione e di sburocratizzazione, attraverso una revisione delle procedere ed una riorganizzazione dei servizi amministrativi (anche ai fini di assicurare tempi certi nelle autorizzazioni amministrative), nell’ovvio rispetto delle legislazione vigente e in base ad una valorizzazione rigorosamente meritocratica delle grandi risorse umane interne. L’efficienza e la rapidità della risposta amministrativa sono una priorità per tutti i cittadini. </p>
<p>Riteniamo indispensabile, inoltre, contrastare il processo puramente demagogico che alimenta la convinzione che la pubblica amministrazione sia sempre e comunque una macchina burocratica e farraginosa, investendo sulla valorizzazione delle competenze interne, riducendo le consulenze esterne, verificando non solo forme di coordinamento o di radicale ristrutturazione del livello dirigenziale (direttore generale, city manager, ecc.), ma introducendo anche approfondimenti intermedi che favoriscano la soluzione delle criticità, cercando nel contempo formule di rilancio dell’immagine della pubblica amministrazione.   </p>
<p>Inoltre, in questo momento di ristrettezze economiche, una migliore ed oculata destinazione dei mezzi finanziari e l’impiego dell&#8217;innovazione tecnologica potrebbero liberare delle importanti risorse a favore della collettività. </p>
<p>In questa situazione occorre attivare, motivandola adeguatamente, ogni risorsa umana disponibile all&#8217;interno dell’amministrazione comunale per costruire un più efficiente modello di gestione dei servizi  comunali. </p>
<p><strong>Qualità e sicurezza degli insediamenti, innovazione negli impianti, riduzione dei costi energetici</strong></p>
<p>L’individuazione di un’offerta insediativa di qualità, con alte dotazioni tecnologiche, bassi impatti ambientali, alta efficienza energetica. La qualificazione dello sviluppo rappresenta una sfida nella transizione da un epoca connotata da alti consumi (di energia e di territorio) ad una dominata da una logica di risparmio (dalle risorse ai rifiuti). L’amministrazione comunale può fungere da battistrada, stimolando apposite politiche d’incoraggiamento e di sperimentazione d’impianti destinati alla produzione delle energie rinnovabili, utilizzando il proprio patrimonio, collegandosi all’esperienza di altri comuni del territorio, contribuendo all’abbattimento della bolletta energetica pubblica. </p>
<p><strong>Valorizziamo il sapere e mettiamo in rete la conoscenza</strong></p>
<p>C’è inoltre l’esigenza di rafforzare le infrastrutture immateriali del nostro territorio anche in termini di relazioni e scambi di conoscenza e tecnologia tra il mondo economico e l’insediamento universitario. Alcune iniziative sono già state assunte, ma l’esigenza di raccordare meglio il patrimonio di saperi prodotto dall’Università con la quotidiana esperienza dei cittadini e delle imprese è un’esigenza percepita e diffusa. Anche in questo caso, l’amministrazione, con interventi mirati e a costi contenuti indirizzati ai laureati più brillanti, può testimoniare la praticabilità di un percorso di progressivo arricchimento qualitativo dello sviluppo locale (dal settore dell’intercettazione di risorse di finanziamento internazionale a quello della progettazione delle pratiche di partecipazione e di concertazione; dallo stimolo al ridisegno della città alle politiche ambientali). </p>
<p><strong>Il nostro progetto è il sistema Romagna</strong></p>
<p>La costruzione del sistema romagnolo non può prescindere da alcune fondamentali visioni dello sviluppo infrastrutturale, particolarmente importanti in una fase di ripensamento e di riorganizzazione degli assetti produttivi. I perni di questa politica di area vasta, peraltro ancora declinata a livello di governance, sono tradizionalmente rappresentati dall’integrazione fra il porto di Ravenna, l’aeroporto di Forlì (del quale è avviato il processo di privatizzazione), l’interporto di Cesena e lo scalo merci di Villa Selva il potenziamento della Cervese fino al raccordo con l’E-45, la connessione fra Forlì e Cesena, la riorganizzazione del sistema fieristico, la collocazione del capoluogo fra i grandi assi del nord-est e il centro Italia (Toscana, attraverso la SS 67/valle del Tevere). Lo strumento di questa integrazione sarà l’attuazione di quanto già previsto dagli studi scientifici multidisciplinari come il progetto SISTEMA, che coniuga trasporto pubblico ed opere necessarie. E’ chiaro che, coerentemente con l’impostazione fin ad ora espressa, tanto più queste opere avranno una prospettiva di connessione armonica con il territorio, quanto minore sarà il loro impatto ambientale.<br />
Ciò significa, in altri termini, che esse non possono non essere calate all’interno di un processo volto da un lato all’agevolazione delle funzioni produttive, dall’altro alla difesa di alti standard di qualità della vita. Il  recupero della via Emilia storica – contestuale alla connessione fra Forlì e Cesena e alla risoluzione della questione del flusso del traffico pesante – a mezzi pubblici innovativi e a percorsi ciclabili, ben testimonia lo stretto rapporto, oggi non solo praticabile, ma necessario fra qualità dello sviluppo e qualità ambientale. </p>
<p><strong>IL CENTRO STORICO: IL LUOGO DELLA NOSTRA IDENTITÀ</strong><br />
Un luogo di abitazioni, di commerci, di cultura </p>
<p>Anni di riflessioni e di tentativi hanno posto in evidenza un dato: la questione del centro storico di Forlì, che pure interessa direttamente circa un decimo della popolazione residente, ma che riveste un grande significato identitario, culturale ed economico-sociale, si può affrontare attraverso una visione progettuale che tenga insieme salvaguardia, tutela del suo tessuto, valorizzazione della sua qualità ambientale e garanzia di una accessibilità determinata dalle sue caratteristiche, promozione di un qualificato reinsediamento di attività commerciali e artigianali, il recupero – mercé incoraggiamenti e agevolazioni &#8211; della sua funzione abitativa. </p>
<p>Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità: a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato (che entro la legislatura dobbiamo portare per estensione al livello medio degli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna), connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’inclusione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile.<br />
Un luogo a misura di bambino</p>
<p>La soluzione della questione della viabilità pesante attraverso il completamento della tangenziale consente di ripensare la vita del centro secondo nuove prospettive. L’idea che esso possa diventare uno spazio adeguato ai tempi più lenti delle persone e delle biciclette, a misura di bambino, vocato alla socialità, all’incontro e insieme ad un commercio di qualità e di nicchia, pare ormai una visione diffusa. L’immagine di un medio centro nord-europeo, dotato di servizi pubblici efficienti e nello stesso tempo in grado di rispondere alle domande dei residenti così come di coloro che vi accedono per lavoro o per loisir, rappresenta un obiettivo ragionevolmente perseguibile. </p>
<p><strong>Un luogo di qualità connesso al territorio</strong></p>
<p>Il modello delle “isole ambientali” pare un progetto concretamente perseguibile. Come? A. Attraverso un progressivo allargamento delle zone pedonali, delle ZTL, delle vie a traffico veicolare assai rallentato, con conseguente promozione di attività sociali e ricreative negli spazi pubblici; B. Con una politica dei parcheggi capaci di liberare ampi spazi dal traffico veicolare e dalla sosta; C. Rendendo fluido e attraente il trasporto pubblico mercé corsie dedicate; D. Sviluppando percorsi ciclabili assai ampi e interconnessi, che dal cuore di Forlì possano poi espandersi verso il territorio e intersecare le periferie e la campagna, seguendo itinerari anche in parte diversi dalle vie a maggiore scorrimento; E. Intervenendo, come già hanno fatto il comune la Fondazione della Cassa dei Risparmi, su alcuni immobili o isolati, per favorirne il recupero e il riuso. E’ chiaro che, per tenere insieme questi obiettivi, e soprattutto per sincronizzarli, rendendoli plausibili, occorre un approccio ben congegnato e ben spiegato, al quale potrebbero contribuire – oltre agli uffici – anche i dipartimenti universitari e gli ordini professionali del settore, che potrebbero trovare – dopo una fase di adeguato rodaggio – in un urban center un luogo di coagulo e di confronto. Una volta testimoniata la scelta esplicita a favore di una riqualificazione reale del centro, non episodica ma strutturale, è verosimile pensare che tante risorse anche private rifluirebbero sul centro storico.</p>
<p><strong>Uno spazio per la cultura</strong></p>
<p>Il centro storico è anche sinonimo di vita culturale, giacché contiene la maggior parte del patrimonio forlivese ed è sede di musei prestigiosi come il San Domenico, del Teatro “Diego Fabbri”, della Biblioteca “Saffi”, delle Raccolte Piancastelli, ecc. E’ vero che, in un’epoca di tagli e di contrazione della spesa, la cultura tende a subire gli effetti peggiori. E’ vero anche, tuttavia, che, da una parte, l’investimento sul San Domenico, supportato e “lanciato” dalla politica delle “grandi mostre” della Fondazione della Cassa dei Risparmi, esige comunque un impegno pubblico e una progettualità alla quale l’amministrazione non può sottrarsi, rendendo il luogo perno della “vocazione culturale” cittadina. Dall’altro, non va trascurata la necessità di conservare i nostri beni culturali &#8211;  partire da Palazzo Gaddi e dal Palazzo del Merenda -, esercitando la tutela prevista dall’ordinamento e soprattutto la loro restituzione alla città.<br />
In particolare va portato a compimento il completamento del San Domenico, recuperando il rapporto con gli spazi urbani circostanti, demolendo il parcheggio attuale e riconfigurando l&#8217;intera area entro la legislatura. Dovrà essere acquisito alla città l&#8217;ex Eridania, mettendola dapprima in sicurezza e prevedendone un recupero in linea con le funzioni culturali riservate dalla legge ad un immobile vincolato. Nel corso della legislatura, si dovrà inoltre provvedere alla destinazione di straordinari complessi di pregio come la Rocca di Caterina Sforza e l’adiacente cittadella, il convento di Santa Maria della Ripa, salvaguardandone l’interesse pubblico e la funzione all’interno della maglia del centro. Dovrà inoltre essere recuperata a funzioni culturali l&#8217;ex fornace Maceri Malta, connettendola col parco urbano.</p>
<p><strong>Un luogo aperto, di incontri e integrazione</strong></p>
<p>E ancora: aprire la città, facendo diventare ogni sua parte un luogo di incontro, di conoscenza, di vita collettiva. Essere e vivere insieme e non isolati deve essere l&#8217;obiettivo di una nuova città più vivibile e sicura. Organizzare e formare volontari che rendano sicuro l&#8217;attraversamento delle strade, l&#8217;uscita dalle scuole, i percorsi casa scuola, contrastando la maggiore minaccia per la sicurezza dei cittadini rappresentata dal traffico.<br />
Favorire la conoscenza reciproca dei cittadini, a cominciare da quelli che provengono da altri territori o paesi, al fine di far conoscere l&#8217;identità, i costumi, i caratteri, le consuetudini , la storia e le regole comuni che caratterizzano la realtà locale.<br />
Promuovere esposizioni, manifestazioni, incontri sportivi, culturali e gastronomici, raccolte di storie e testimonianze come momenti di reciproca conoscenza e anche di integrazione.</p>
<p>In generale, l’idea che gli spazi aperti del cuore della città possano tornare ad essere vissuti, partecipati, resi attivi dai giovani e dai cittadini, rappresenta una grande scommessa per il centro-sinistra.<br />
Occorre pensare più organicamente alla funzione culturale come ponte sociale per l’integrazione della dimensione folklorico-dialettale, della dimensione nazionale (umanistica e scientifica) e della dimensione propria dei migranti. La coesistenza e l’incontro fra queste tre culture – alle quali può contribuire il diffuso e vivace associazionismo cittadino &#8211; rappresenta un obiettivo della nuova amministrazione. A queste va aggiunta, comune a tutte, il sostegno alla cultura musicale, alla cui salvaguardia e promozione l’amministrazione deve dedicarsi.</p>
<p><strong>L’elemento simbolo del più vasto e prezioso paesaggio forlivese</strong></p>
<p>Forlì ha scoperto da poco, anche grazie alle “grandi mostre”, una vocazione turistica che va potenziata e incoraggiata attraverso la valorizzazione non solo del nostro patrimonio culturale, ma anche dei beni paesaggistici e di quelli più legati alla tradizione (sotto questo profilo, la gastronomia potrebbe essere utilizzata come una straordinaria opportunità di connessione e d’incontro fra le diverse culture presenti in città). Il territorio, le colline, i siti di pregio sotto il profilo geologico e preistorico debbono essere prima di tutti riscoperti dai cittadini, e poi “cuciti” attraverso percorsi appropriati, all’interno di una trama che spinga poi in direzione degli altri comuni, delle vallate, dell’Appennino da un lato e del mare, dall’altro. Gli argini dei fiumi Ronco e Montone già prefigurano percorsi cicloturistici assai affascinanti, capaci di connettere ambienti desueti e di restituire un’immagine della Romagna in molti purtroppo offuscata.</p>
<p><strong>LE TRE SICUREZZE: NELLE STRADE, SUL LAVORO, NELLE CASE</strong></p>
<p><strong>Proteggiamo la vita di tutti</strong><br />
Prendiamo poi un altro impegno. Il nostro obiettivo è ridurre a zero i morti sulle strade e combattere la piaga inaccettabile per un paese civile degli incidenti sul lavoro.<br />
L&#8217;insicurezza nelle strade e nel lavoro non sono problemi senza soluzioni, da ritenere inevitabili ed inaffrontabili. Il comune deve porsi come obiettivo quello di arrivare a zero morti sulle strade e nei cantieri. In entrambi i casi la sicurezza si ottiene con controlli più efficaci. Nella mobilità occorre incentivare e tutelare la mobilità alternativa all&#8217;automobile e ridurre le vetture circolanti a vantaggio di una migliore fruibilità di tutti. Occorre creare corsie preferenziali per i mezzi pubblici, aumentare e ricucire le piste ciclabili le ZTL e zone pedonali, creare isole ambientali anche fuori dal centro storico in zone dove è necessaria maggiore sicurezza, attivare sistemi di logistica per le merci onde evitare l&#8217;inutile circolazione di mezzi pesanti ed inquinanti.<br />
Mettiamo in sicurezza il nostro patrimonio edilizio<br />
Intendiamo portare a compimento la messa in sicurezza antisismica di tutti gli edifici strategici del comune di Forlì (scuole, ospedali, caserme, uffici pubblici) ed avviare in collaborazione con le professioni tecniche la valutazione delle condizioni vulnerabilità del patrimonio edilizio residenziale e produttivo al fine di indirizzare gli interventi che assicurino la riduzione dei rischi e la sicurezza dei cittadini in ogni luogo dove  essi si trovino ad operare e vivere.</p>
<p><strong>WELFARE,  SANITÀ, FORMAZIONE</strong><br />
<strong>Proteggiamo i più deboli e non lasciamo solo chi ha bisogno</strong></p>
<p>Il livello di welfare, nel territorio forlivese, è assai elevato. La copertura del sistema, pubblico e privato, in genere ben integrato, assicura livelli di assistenza notevoli, tanto nella fascia della popolazione anziana, quanto in quella della prima infanzia. I principali problemi che il futuro riserverà riguardano: A. I vincoli di spesa, data la contrazione delle risorse. L’amministrazione promuoverà ogni azione politica per sostenere l’ alta protezione sociale da sempre assicurata dal centro-sinistra, sia pure in quadro finanziario compromesso a causa della crisi, anche ripensando la riorganizzazione dei servizi. B. L’accentuazione di alcuni elementi strutturali, come l’incremento della quota di popolazione ultra-sessantacinquenne, tende a produrre un’alterazione della domanda, fino ad ora soddisfatta dalle strutture del sistema locale. In questo caso, la proposta è quella di attivare politiche di coinvolgimento sociale per gli anziani delle coorti più recenti ancora in piena attività a favore dell’infanzia, del monitoraggio delle condizioni di vita nei quartieri, della promozione culturale, riservando maggiori risorse – com’è logico – ai grandi anziani (ultra-settantacinquenni). </p>
<p><strong>Aiutiamo e difendiamo la famiglia</strong></p>
<p>La difesa della famiglia e quindi il sostegno attivo, in termini di aiuti e di servizi, ai nuclei con figli,  partire da quelli  numerosi, senza distinzioni di sorta. D. La continuazione delle politiche d’integrazione riservata ai migranti, curando, da un lato, la diffusione delle lingua italiana e degli elementari principi della cittadinanza democratica e, dall’altro, guardando con favore la realizzazione di luoghi di ritrovo e di libero incontro, aperti anche alla cittadinanza. E. La necessità di un piano per eliminare progressivamente le barriere architettoniche e favorire la realizzazione di un tessuto urbana pienamente fruibile da parte dei disabili. F. Un rilancio della politica della casa che veda aumentare la dotazione di edilizia sociale e agevolata attraverso nuovi investimenti pubblici così come attraverso il coinvolgimento del privato sociale, della cooperazione, della Fondazione.</p>
<p><strong>Offriamo ancora più alti standard di qualità nel nostro sistema sanitario</strong></p>
<p>Circa la sanità, è bene sottolineare la qualità dell’offerta forlivese, a partire dall’Ospedale Civile e dall’Irst (il cui riconosciuto livello – nel contesto regionale e nazionale – è testimoniato dalla trasformazione in Ircs). D’altro canto, a partire dai Nuclei di cura primaria, i presidi sanitari territoriali si sono moltiplicati, così come i dispositivi per intercettare una quota dei pazienti prima dell’accesso diretto alla struttura ospedaliera. Esistono tuttora difficoltà a livello di gestione della liste d’attesa e del pronto soccorso: l’amministrazione s’impegna a premere sulla direzione generale dell’AUSL, affinché – anche sotto questo profilo – il già alto consenso assicurato dalla cittadinanza alla nostra sanità risulti pienamente acquisito.<br />
L’interesse prioritario del centro-sinistra va in due direzioni principali: la conservazione, nella costituenda area vasta, dei livelli di qualità  raggiunti dal sistema sanitario locale, a partire dalla selezione di specialisti e ricercatori sulla base esclusiva del merito clinico e scientifico; la difesa, a livello di territorio, delle fondamentali azioni di prevenzione diffusa, tanto attraverso opportune campagne informative, quanto attraverso servizi resi direttamente alla cittadinanza, assumendo un atteggiamento culturale che si pone di fronte ai problemi del cittadino  prevedendo quanto può danneggiarlo e ponendo  attenzione  a tutto ciò che può migliorare  la  qualità della sua vita.</p>
<p><strong>La formazione e l’istruzione siano le fondamenta della crescita civile ed economica della nostra popolazione</strong></p>
<p>La formazione, infine, vede la nostra città collocata ai primi posti nazionali. La fascia pre-scolare è storicamente fra i vanti del nostro comune (i bisogni crescenti determinati dall’incremento di  queste coorti di bambini costituiranno una priorità); quella elementare e media vede l’abnegazione di una classe d’insegnanti dotati di capacità e di spirito di servizio, cui spetta far fronte alla prima integrazione dei giovani migranti e al disagio sociale di molti adolescenti con risorse sempre più scarse; quella superiore può contare su strutture talora eccellenti. Occorre un impegno sostanziale dell’amministrazione per completare e integrare le ore di sostegno e/o compresenza in affiancamento agli insegnanti di sostegno alle disabilità con operatori qualificati. Quanto alla scuola non statale, l’integrazione col pubblico – nel nostro comune – è da considerarsi acquisita. Certo, l’attuazione della cosiddetta “riforma Gelmini”, promossa dalla destra, sta colpendo duramente l’intero sistema formativo del paese, riducendo il monte ore, eliminando il tempo pieno, costringendo gli istituti a far i conti con risorse sempre più scarse. E’ necessario, da parte dell’amministrazione, provvedere da un lato alla valorizzazione sociale del corpo insegnante, ingiustamente colpito dalle politiche governative; e, dall’altro, alla dotazione di supporti, possibilmente utilizzabili da parte di più istituti per ovvie ragioni di economia, per assicurare il mantenimento degli attuali standard formativi.</p>
<p><strong>Consolidamento e rilancio della presenza universitaria</strong></p>
<p>L’insediamento universitario forlivese, infine, va considerato fra i casi di successo del decentramento bolognese. Le Facoltà sono in genere di medio-alta qualità, ben radicate e con un buon numero di studenti. La realizzazione del campus, da parte dell’Alma Mater, porterà alla creazione di un’autentica cittadella del sapere, destinata a rivitalizzare un’area intera del centro storico. Bisogna considerare che i tagli portati al bilancio delle Università italiane, nel 2009-10 e nel 2010-11, genereranno una contrazione dell’offerta formativa ed una condizione di maggiore difficoltà, soprattutto per le realtà di più recente consolidamento. In questo quadro, pensare ad un’espansione dell’insediamento attraverso l’arrivo di nuove Facoltà o Corsi di Laurea, è pura illusione. Ciò che è materialmente praticabile pare, piuttosto: A. Il completamento della filiera formativa, con la piena acquisizione di dottorati e di scuole di specializzazione; B. La realizzazione di strutture di ricerca e di laboratori, a partire da quelli che interessano il Polo Tecnologico-Aeronautico, in connessione col tessuto delle imprese. Si potrebbe pensare – data la presenza di ricercatori nella nostra sede – a linee di studio dedicate alle energie rinnovabili e alle loro tecnologie; C. L’implementazione dell’internazionalizzazione, già molto elevata a Forlì, tanto per ciò che riguarda la mobilità degli studenti, quanto per ciò che riguarda docenti e gruppi di ricerca. D. La progressiva integrazione dei Poli di Forlì e di Cesena, ai fini di una gestione razionale delle risorse e del decentramento. Il comune, tanto attraverso Ser.in.Ar, quanto direttamente, nei propri rapporti con il Polo, il pro-rettore alle Romagne e il Rettorato, s’impegna ad appoggiare questa politica.</p>
<p><strong>LE FRONTIERE DELLA LEGALITÀ</strong><br />
Legalità e integrazione: due condizioni per la sicurezza</p>
<p>La questione della legalità ingloba il tema della sicurezza e lo rende parte di un progetto più generale. Proprio l’amministrazione, col proprio esempio di trasparenza, di comunicazione e di efficienza, si colloca al centro di una nuova  cultura della legalità. A partire da qui, possono essere intraprese importanti iniziative volte all’incentivazione e alla diffusione di questo messaggio: A. Attraverso la scuola (senza che ciò si traduca in una sottrazione di ore, già scarne, alle discipline curriculari, ma mercé la proposta di elementi di civismo declinabili a seconda delle materie più appropriate); B. La pratica sportiva, da incoraggiare nelle giovani generazioni come mezzo di formazione ai sani principi di solidarietà e di responsabilità; C. Le politiche d’integrazione sociale e culturali nel rispetto della lettera e dello spirito della carta costituzionale, nonché della Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione.</p>
<p><strong>Sicurezza: rendiamola percepibile ai cittadini</strong></p>
<p>Quanto al tema più specifico della sicurezza, dopo aver sottolineato il dato – fornito da fonti ufficiali – di una condizione forlivese in linea con le realtà meno preoccupanti del paese e della regione, va rilevata la necessità di una forte visibilità del ruolo dell’amministrazione a fianco dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e delle forze di Polizia Nazionali. Si tratta di una funzione tutt’altro che accessoria, che i cittadini debbono avere ben chiara. Quanto alle iniziative più concrete, si propone: A. Il potenziamento del servizio di Polizia Municipale, attraverso una riorganizzazione interna che veda la compressione dei carichi di lavoro puramente amministrativi e la parallela riduzione di funzioni esclusivamente di rappresentanza. B. L’aumento della presenza di agenti della Polizia Municipale sulle strade. C. La realizzazione della nuova sede.</p>
<p><strong>Più agenti, più cittadini, più attività nelle strade e nelle piazze</strong></p>
<p>Il centro-sinistra rigetta completamente, invece, la proposta populista di dar vita a ronde di cittadini in funzione di appoggio agli agenti. Noi crediamo che questa iniziativa, oltre a nascondere un preciso progetto xenofobo e ad affermare principi di destra inaccettabili e del tutto opposti agli sforzi compiuti in direzione dell’inclusione e dell’integrazione sociale, rischi di creare confusione e di distogliere paradossalmente una quota delle forze preposte alla sicurezza dal precipuo obiettivo di controllare il contesto urbano. Noi ci schieriamo apertamente a favore delle forze dell’ordine e del loro continuo lavoro di monitoraggio del territorio.<br />
L’esperienza degli assistenti civici, contrariamente al modello populista delle ronde, peraltro già sperimentata nel nostro comune, può inoltre costituire un elemento di aiuto e di supporto a chi è istituzionalmente preposto a tutelare la sicurezza.<br />
Ciò che è augurabile, semmai, è la presenza di liberi cittadini per strada, ossia il ripristino, mercé apposite iniziative, incoraggiate ad esempio da una revisione della pubblica illuminazione (magari alimentata da energia rinnovabile), di una vivace vita serale nello spazio pubblico, autentico antidoto contro i rischi della micro-criminalità, da un lato, e, dall’altro, della politicizzazione squadrista delle città. </p>
<p><strong>UNA POLITICA PUBBLICA PER L’AMBIENTE</strong></p>
<p><strong>Territorio e risorse naturali sono beni finiti e non riproducibili</strong></p>
<p>La politica ambientale è un punto qualificante di questo programma. Crediamo che spazio per uno sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile  come nei tempi trascorsi. In primo luogo, perché il territorio è un bene finito, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza.</p>
<p><strong>Una città bella</strong></p>
<p>Per la Forlì del futuro sono necessari la definizione dei limiti della città, magari attraverso un’ampia cintura verde, l’uso appropriato ed eccezionale della pratica delle varianti e la subordinazione di nuove espansioni alla completa attuazione delle attuali previsioni di sviluppo urbanistico, produttivo ed industriale. </p>
<p><strong>Una città responsabile</strong></p>
<p>Già la passata amministrazione ha compiuto progressi nella raccolta differenziata. La futura amministrazione procederà immediatamente lungo questa strada, attraverso la realizzazione  del sistema di raccolta differenziata porta a porta sull’intero territorio comunale. Perché? In primo luogo, perché in questo modo si spingono i cittadini a ridurre la produzione dei rifiuti e a praticare una disciplina fondata sul rispetto ambientale, che ha un valore civico ed educativo. In secondo luogo, perché – se collegata all’esperienza di altri comuni – la differenziata spinta può generare attività economiche legate al riciclo, anche a livello locale. Si tratta, quindi, di promuovere anche l’insediamento di nuove attività economiche. In terzo luogo, perché, aumentando la raccolta differenziata, sarà possibile battersi con maggior forza per ridurre la quota di rifiuti destinati all’inceneritore. Per ciò che riguarda la parte indifferenziata destinata all’incenerimento, occorre rendere effettiva la pre-selezione secco/umido, per la quale sono previsti appositi procedimenti a tutt’oggi non effettuati.</p>
<p><strong>Una città monitorata</strong></p>
<p>Accanto a questo obiettivo, si colloca poi un’attenzione decisamente forte per il monitoraggio delle emissioni, effettuato da autorità indipendenti, a partire da quelle degl’inceneritori e per una campagna costante d’informazione e di sollecitazione della mobilitazione collettiva intorno alla questione ambientale dando seguito alle indicazioni contenute nel PPGR e alla costituzione di autonomi comitati di controllo composti da cittadini per la verifica della tracciabilità e del suo corretto percorso di differenziazione.</p>
<p><strong>Una città che non accresce l’effetto serra</strong></p>
<p>Il centro-sinistra è consapevole che la maggior parte delle emissioni di anidride carbonica dipendono dal traffico veicolare e dal riscaldamento degli edifici. Per questo, l’impostazione di una nuova politica della mobilità &#8211;  a partire dal centro storico – e di una applicazione graduale ma sistematica di fonti di produzione energetica rinnovabile contribuiscono a disegnare il profilo di una Forlì moderna, orientata verso una gestione delle risorse non riproducibili (a partire dai terreni e dai combustibili) attenta e sempre più prudente, e però decisa a sperimentare tecnologie innovative e a creare opportunità di crescita economica e di lavoro. </p>
<p><strong>Una città con servizi economici ed efficienti</strong></p>
<p>D’altro canto, proprio questa consapevolezza indica la via di una ferma pressione sulle aziende multiutility, affinché esse cooperino con questa impostazione, sempre più diffusa in Italia e in Occidente: e dunque l’amministrazione, attraverso un’ampia campagna di coinvolgimento dell’opinione pubblica, intende esercitare fino in fondo il proprio ruolo di difensore dei cittadini utenti (dal controllo tariffario alla qualità dei servizi, ecc.) assai più che quello di azionista pubblico. Così come giustamente pretendono, del resto, non solo i singoli, ma anche molte imprese del territorio. Il primato delle interesse pubblico va riaffermato in generale anche nel caso di tutte le partecipate, assicurando ai cittadini il controllo sulle risorse essenziali alla comunità.</p>
<p><strong>L’acqua: un bene pubblico prezioso</strong></p>
<p>L’acqua è un bene essenziale per tutti i cittadini: per questo è fondamentale che impianti e reti rimangano saldamente in mano pubblica. Ciò, peraltro, impone di migliorare la qualità della risorsa distribuita, di razionalizzare l’uso di fonti e impianti, di avere maggiore attenzione per i problemi ambientali ed energetici, d’indirizzarsi verso una politica tariffaria che penalizzi gli elevati consumi e gli sprechi e nello stesso tempo favorisca le famiglie numerose.</p>
<p><strong>Una città con una cintura verde</strong></p>
<p>I boschi di Ladino e Farrazzano, i parchi fluviali del Montone e del Ronco, i siti di pregio paesaggistico e ambientale come i Sabbioni, i percorsi lungo gli argini e la rete dei canali di Schiavonia e di Ravaldino, la prima fascia collinare rappresentano parti di una cintura verde, della quale partecipa la nostra campagna, la cui tutela è importante per il benessere della cittadinanza e per la vivibilità dello spazio comunale. Si tratta di “patrimonio”, secondo la definizione del Piano territoriale della Regione. Ebbene, questa patrimonio va tutelato alla stregua dei beni culturali tradizionali, e tanto più per i rischi che corre e per la sua irriproducibilità. Il centro-sinistra è consapevole che questa posizione non significa affatto opposizione allo sviluppo: significa, piuttosto, declinare e qualificare lo sviluppo economico, rendendolo ordinato, innovativo, ambientalmente compatibile. Non si tratta di un sogno: è quanto accade in molte realtà europee, e non da oggi.</p>
<p><strong>Una città dall’alto senso civico e amica degli animali</strong></p>
<p>Forlì ha saputo affrontare per tempo &#8211; anche e soprattutto grazie al contributo delle associazioni protezioniste &#8211; il dilagante problema del randagismo animale con l&#8217;avvio di politiche e strutture di servizio per la sua gestione. Consapevoli che ciò non basta, ci impegniamo a rilanciare la nostra azione per prevenire e contrastare gli abbandoni sul territorio per favorire e consolidare una pacifica e serena convivenza uomo-animale. Sarà evidente il salto di qualità verso politiche virtuose che &#8211; coinvolgendo l&#8217;associazionismo attivo anche attraverso formazione ad hoc &#8211; potranno produrre una sostanziale riduzione dei costi sostenuti oggi da tutti i cittadini per l&#8217;incivile comportamento di pochi, liberando così risorse importanti che saranno reinvestite nel benessere animale e, di conseguenza, della collettività.</p>
<p><strong>LA GENERAZIONE DEL FUTURO</strong><br />
<strong>I giovani protagonisti oggi </strong><br />
E chiaro che una Forlì “europea”, aperta, integrata, solidale, una Forlì in cui sia piacevole vivere e lavorare, rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato in particolare alla generazioni più giovani. Saranno esse a completare, se lo vorranno, il disegno qui abbozzato. Ciò comporta alcune conseguenze. Anzitutto, l’assunzione, da parte dell’amministrazione, non già della “questione giovanile” come tema fra gli altri (ma lo steso potrebbe dirsi della “questione femminile”, naturalmente), quanto dell’elemento generazionale – così come quello di genere – quale veicolo, interprete privilegiato del cambiamento. Il che significa, da una parte, riconoscere la rilevanza di taluni nodi ancora irrisolti (i luoghi dell’aggregazione diffusa, di stampo associativo formale o informale, musicale o ricreativo; la mensa universitaria; lo stimolo di attività commerciali in linea con i tempi della generazione – serali e notturni). Dall’altro, osservare il tanto che si è fatto – sotto il profilo delle pratiche sportive, ad esempio; ma anche del recupero di luoghi importanti, come la Fabbrica delle Candele, attraverso al quale promuovere il libero sviluppo della creatività dei giovani. Dall’altro ancora, la preoccupazione per il crescente disagio degli adolescenti, in misura preoccupante soggetti a forme di rifiuto sistematico dell’offerta formativa ma anche estranei del tutto al civismo, ai vincoli di socialità. E’ questo un ambito che deve attrarre l’analisi e la ricerca dell’amministrazione. Perché, oltre che gestire, occorre anche studiare e capire.</p>
<p><strong>Due gemme : l’associazionismo e il volontariato</strong><br />
Siamo certi che riceveremo un grande aiuto da una risorsa formidabile della nostra città; l’associazionismo. Esso rappresenta, in moltissimi, campi, un formidabile aiuto per l’amministrazione pubblica. Ebbene, associazionismo e volontariato, dall’ambito sociale a quello della protezione civile, passando per i tanti altri contesti della vita cittadina, costituiscono i naturali interlocutori di un’amministrazione di centro-sinistra: ad essi andranno le cure della giunta e dei consiglieri, i quali assicurano fin d’ora piena disponibilità all’ascolto e fattiva collaborazione.<br />
Un aspetto importante, tanto dell’associazionismo quanto della vita sociale locale, caro a tutte le generazioni ma in particolare alle più giovani, è la pratica sportiva. Forlì può vantare una notevole dotazione d’impianti, ottimi livelli di partecipazione da parte della cittadinanza e squadre di rilievo nazionale in diverse discipline. A questa esperienza, che va custodita e alimentata come un tesoro particolarmente prezioso, il centro-sinistra riserverà risorse ed energie, consapevole del valore morale, civico, fisico che essa produce. Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi crescano forti e sani e che i nostri cittadini si mantengono in forma in età matura: tutta la comunità ne trarrà giovamento.</p>
<p><strong>Non una sfida, ma un progetto nell’interesse di tutti per il futuro della nostra comunità</strong><br />
Abbiamo cercato di scrivere un programma leggibile e di mettere nero su bianco impegni anche ambiziosi, ma – riteniamo &#8211; alla portata degli anni difficili che ci aspettano. Il nostro compito, del resto, è quello di proporre un progetto della Forlì futura e di passarlo a giovani cui spetterà un compito arduo e forse più difficile del nostro. Il centro-sinistra, nella nostra città, è convinto di potersi mettere al servizio della comunità per questo grande obiettivo, che oggi appare profondamente controcorrente, tanto lontana è la politica nazionale governativa dai nostri valori e dai nostri propositi. Eppure, forse anche per questo, val la pena di raccogliere la sfida.</p>
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		<title>Comune Aperto: an sè tot precis ( non siamo tutti uguali )</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 08:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico anche qui l&#8217;ultimo articolo scritto per Comune Aperto, il bollettino informativo dell&#8217;amministrazione Forlivese:</p>
<p>Siamo in campagna elettorale. Il dibattito è già scaduto in toni propagandistici e spot pubblicitari, ma io non utilizzerò questo ultimo spazio per urlare più forte degli altri. Le proposte si giudicano con i fatti, non con le parole.</p>
<p>Cercherò, invece, di fare un breve bilancio di questa esperienza, di quanto è stato fatto e di quanto è naturalmente ancora da fare.</p>
<p>Ricordo, nel discorso di apertura dell&#8217;attuale Consiglio Comunale di 5 anni fa, la mia voce emozionata e la grande voglia di fare qualcosa per la mia città.</p>
<p>Pensavo, e penso ancora, che una buona azione potesse portare ad un miglioramento del nostro benessere, e che una Politica seria dovesse cercare di superare le demagogie del “son tutti uguali”.</p>
<p>Chi cerca di ingannarvi con questa storia compie un atto gravissimo: complica la vita ai politici onesti e la facilita a quelli che hanno secondi fini.</p>
<p>Pensavo, erroneamente, che il ruolo del consigliere fosse relativamente semplice, che bastasse dire cose giuste o avere il consenso dei cittadini per far valere le proprie idee. La possibilità dei cittadini di cambiare le cose è molto più grande di quello che si vuole far credere, e si realizza attraverso il  dare il proprio voto alle persone serie, il proprio impegno, il proprio aiuto concreto a chi fa la cosa giusta.<span id="more-3751"></span></p>
<p>Ricordo ancora la conferenza stampa di presentazione del sito web che avevo aperto come strumento di trasparenza, per raccogliere le idee dei cittadini e confrontarmi con loro senza intermediari. Non venne nessun giornalista.</p>
<p>Ho bene in mente i discorsi che facevo sulle nuove tecnologie ed il software libero, sulla filiera corta, sui gruppi di acquisto solidale, su una nuova economia verde basata su una giusta misura e sulle energie rinnovabili.</p>
<p>Oggi avere un blog per comunicare la politica è diventato uno standard, nel 2004 eravano 3 in tutta Italia. Oggi non è uno scandalo sentire ripetere ad Obama gli stessi discorsi sul risparmio energetico o sul New Green Deal che facevano urlare all&#8217;estremismo dei Verdi. La stessa visione conservatrice e poco lungimirante si scagliava contro l&#8217;agricoltura biologica o contro le proposte di tutela del nostro San Domenico, ed oggi cerca di attribuirsene impropriamente tutti gli onori.</p>
<p>Gli stessi che cercano di sminuire i Verdi cercando di farli vedere come un movimento capace solo di dire no, in realtà hanno rifiutato molte più proposte innovative di chiunque altro.</p>
<p>In Consiglio Comunale sono uno dei pochi che non ha mai alzato la voce, nemmeno nei momenti di rabbia e forte dissenso. Sapevo che le proposte costruttive di un ventiquattrenne ecologista erano dure da digerire in un ambiente sostanzialmente privo di rinnovamento.</p>
<p>Forlì ha bisogno, come tutte le città, di un po&#8217; di coraggio. Di evolvere, innovarsi, anche cambiare abitudini se è necessario per la nostra salute e la nostra qualità della vita.</p>
<p>Qualunque sia la vostra opinione, date una mano concreta a chi ritenete abbia fatto un lavoro serio ed onesto, con la trasparenza negli obiettivi e concretezza nelle proposte.</p>
<p><em>Anche se il nostro maggio, ha fatto a meno del vostro coraggio, se la paura di guardare, vi ha fatto chinare il mento, se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento, anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti. (De Andrè)<br />
</em></p>
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		<title>Istruzioni di Voto per i comuni medio piccoli fino a 15&#8217;000 abitanti</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 19:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver spiegato come funziona il sistema elettorale per i comuni di grandi dimensioni, ora passo al sistema per i comuni con meno di 15&#8217;000 abitanti, che è completamente diverso. Invece del proporzionale si vota con sistema maggioritario. Ogni sindaco ha una sola lista di supporto, solitamente corrispondente alla coalizione ed all&#8217;insieme dei partiti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver spiegato come funziona il sistema elettorale per i comuni di grandi dimensioni, ora passo al sistema per i comuni con meno di 15&#8217;000 abitanti, che è completamente diverso.</p>
<p>Invece del proporzionale si vota con sistema maggioritario. Ogni sindaco ha una sola lista di supporto, solitamente corrispondente alla coalizione ed all&#8217;insieme dei partiti e realtà cittadine che lo sostengono.</p>
<p>Si vota quindi selezionando la lista ed il sindaco, ed indicando eventualmente la preferenza per il candidato in Consiglio Comunale. Come al solito consiglio sempre di utilizzare la possibilità di esprimere le preferenze, per poter scegliere con più attenzione chi verrà eletto in Consiglio. Trattandosi di un sistema maggioritario, le preferenze a candidati diversi, spesso indicano anche idee differenti di città, perché provenienti da partiti o da associazioni diverse che stanno nella coalizione. </p>
<p>Non è possibile, a differenza dei comuni grandi, il voto disgiunto: la preferenza si può dare solo ad un candidato della lista scelta.</p>
<p>Per maggiori dettagli dovete leggere l&#8217;articolo 71 del testo unico degli enti locali. Come al solito, disponibile per qualsiasi domanda o chiarimento. Prossime puntate: elezioni provinciali ed europee.</p>
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		<title>I Verdi : grazie a noi il Comune di Forlì è libero dal Nucleare, ora scriviamolo sui cartelli.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 07:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio Comunale di lunedì, dopo un ampio dibattito, ha approvato due ordini del giorno presentati dal Gruppo dei Verdi, il primo sul nucleare, il secondo sull&#8217;adesione al manifesto per l&#8217;acqua ed al conseguente impegno al mantenimento di questo bene comune in mani pubbliche. Che i verdi non siano più in Parlamento si vede : [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/comune_forli_libero_nucleare.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/comune_forli_libero_nucleare-222x300.jpg" alt="comune forli libero nucleare 222x300 I Verdi : grazie a noi il Comune di Forlì è libero dal Nucleare, ora scriviamolo sui cartelli." title="comune_forli_libero_nucleare" width="222" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-3707" /></a>Il Consiglio Comunale di lunedì, dopo un ampio dibattito, ha approvato due ordini del giorno presentati dal Gruppo dei Verdi, il primo sul <strong>nucleare</strong>, il secondo sull&#8217;adesione al <strong>manifesto per l&#8217;acqua</strong> ed al conseguente impegno al mantenimento di questo bene comune in mani pubbliche.</p>
<p>Che i verdi non siano più in Parlamento si vede : in pochi mesi si sono visti clamorosi dietrofront bipartisan sulla scelta democratica dei cittadini che con il referendum hanno votato contro l&#8217;energia nucleare e nell&#8217;indifferenza generale è stato votato un articolo di legge che sancisce la <strong>trasformazione dell&#8217;acqua da bene pubblico a merce gestita da privati.</strong></p>
<p>Il Consiglio Comunale di Forlì, grazie ai Verdi, si è però impegnato con una ampia maggioranza sia nei confronti dell&#8217;acqua come bene pubblico sia dichiarando il territorio comunale “Libero dal Nucleare”, vietandone l&#8217;installazione di centrali che sfruttino l&#8217;energia atomica.<span id="more-3706"></span></p>
<p>Purtroppo la maggioranza dei consiglieri ha deciso di non apporre questa decisione ai cartelli della città, quasi vergognandosi di aver fatto una cosa giusta. Per questo motivo i Verdi hanno deciso di creare ed affiggere un cartello simbolico all&#8217;entrata di Forlì.</p>
<p>Con colpevoli ritardi di anni cominciano ad essere rese note ricerche che dimostrano che nei territori limitrofi alle centrali nucleari francesi, spacciate come all&#8217;avanguardia, sono <strong>quadruplicati i casi di malattie molto gravi</strong> come tumori e leucemie. Una conferma che non sono altamente pericolosi solo i disastri atomici ma anche l&#8217;ordinaria attività di funzionamento delle centrali, <strong>con &#8220;normali&#8221;  fuoriuscite di radioattività durante l&#8217;esercizio dell&#8217;impianto.</strong></p>
<p>Al contrario di quanto viene spesso affermato il nucleare non rappresenta una soluzione alla dipendenza dall’estero, ed i paesi che possiedono più centrali sono gli stessi a consumarne le quantità maggiori pro capite. Anche il combustibile nucleare è un fossile, come il petrolio ed il gas è limitato e, a differenza di questi, non disponibile neanche in piccole quantità in Italia.</p>
<p>In Germania, paese all&#8217;avanguardia sulle energie rinnovabili, nel 2002 il Governo grazie ad una forte presenza dei Verdi ha scelto di chiudere progressivamente le 19 centrali nucleari e sviluppare le fonti alternative. I sondaggi hanno dimostrato il consenso dei cittadini ed il Governo successivo della Merkel non ha modificato questa scelta. Cosa ancora più importante, nel paese tedesco grazie all&#8217;economia verde sono stati creati quasi due milioni di posti di lavoro ed il settore prevede 500&#8217;000 nuove assunzioni a dispetto della crisi.</p>
<p>Al contrario In Italia, il Governo ha ceduto alla lobby nuclearista francese  ed ha cancellato tutte le politiche positive messe in atto in favore del solare e delle fonti rinnovabili pulite stabilite grazie ai Verdi nel Governo precedente. Mentre anche gli USA compiono una coraggiosa inversione di rotta per i cambiamenti climatici nel nostro paese si aprono conflitti a livello europeo per consentire a sistemi produttivi obsoleti di continuare ad inquinare il pianeta impunemente.</p>
<p><strong>Il Mondo è cambiato, rispetto al secolo scorso</strong>. Siamo sicuri che prima o poi anche i più nostalgici se ne renderanno conto ed entreranno finalmente nel nuovo millennio.</p>
<p>Questi sono i due ordini del giorno approvati:<br />
<a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/odg-manifesto-acqua-pubblica.pdf'>odg-manifesto-acqua-pubblica</a><br />
<a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/forli_comune_libero_dal_nucleare.pdf'>forli_comune_libero_dal_nucleare</a></p>
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		<title>In cambio dell&#8217;Iper il Comune si fa carico dell&#8217;Oliveti</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 08:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In consiglio comunale i Verdi hanno motivato le ragioni del loro no all&#8217;ampliamento dell&#8217;ipermercato, voluto ancora prima della sua costruzione, esprimendo forti perplessità sul merito e  sulla tempistica, che lega le mani alla nuova amministrazione su un tema così importante. Forse uno sgarbo a chi ha vinto le primarie?<br />
Abbiamo inoltre criticato la volontà di inserire nel testo anche un riferimento all&#8217;istituto professionale Ivo Oliveti, che nulla ha apparentemente a che fare con l&#8217;ipermercato.<br />
L&#8217;istituto è pieno di amianto ed è di competenza della Provincia, che deve bonificarlo o ricostruirlo.<br />
Dal testo della delibera appare chiaro che la Provincia ha dato un suo assenso all&#8217;avvio della procedura dell&#8217;Ipermercato &#8220;anche alla luce del dichiarato assenso del Comune a farsi carico di individuare soluzioni tecnico-urbanistiche, condivise con la Provincia, idonee a favorire l&#8217;espressa necessità di costruire il nuovo istituto scolastico Ivo Oliveti&#8221;.<br />
Appare abbastanza evidente, quindi, che la Provincia ha dato il suo sì all&#8217;iper solo dopo aver avuto<strong> la promessa dal Comune di farsi carico della soluzione dell&#8217;istituto professionale, la cui spesa in teoria non spetterebbe alla nostra amministrazione.</strong><span id="more-3693"></span><br />
Evidentemente il contenuto della proposta non era così condivisibile, se il Comune ha dovuto promettere un impegno, e quindi una spesa, non dovuto per chiedere a Piazza Morgagni di portarla avanti.<br />
<strong>Il Comune di Forlì, quindi, probabilmente spenderà più di quello che è stato dichiarato lunedì in Consiglio per avere il &#8220;suo&#8221; ampliamento dell&#8217;ipermercato, prelevando fondi da altri investimenti.</strong><br />
Sarebbe stato corretto che la Giunta ed il Sindaco avessero presentato una lista delle spese necessarie all&#8217;iper, dando la possibilità ai cittadini di valutare veramente se vale la pena investire così tanti soldi pubblici su opere di questa portata.</p>
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		<title>Commissione sulla revisione del regolamento</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 22:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi abbiamo avuto l&#8217;ennesima commissione sulla revisione del regolamento comunale. Ho chiesto ed ottenuto che si tornasse alla versione originaria sulle commissioni, che rimarranno pubbliche, mentre quella sulle pari opportunità e quella sulle verifiche delle procedure amministrative manterranno gli esperti. Un punto sul quale non c&#8217;è stato accordo è la questione della regolamentazione delle presenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi abbiamo avuto l&#8217;ennesima commissione sulla revisione del regolamento comunale. Ho chiesto ed ottenuto che si tornasse alla versione originaria sulle commissioni, che rimarranno pubbliche, mentre quella sulle pari opportunità e quella sulle verifiche delle procedure amministrative manterranno gli esperti.<br />
Un punto sul quale non c&#8217;è stato accordo è la questione della regolamentazione delle presenze dei consiglieri comunali.<br />
La proposta dell&#8217;ufficio di presidenza è di vincolare l&#8217;attestazione di presenza, e quindi anche il gettone, ai consiglieri che votano più del 40% dei punti all&#8217;ordine del giorno e sono presenti alla stessa percentuale di argomenti nelle commissioni.<br />
Questa ipotesi, giusta nel principio se lo scopo è quello di mantenere il decoro dell&#8217;istutuzione, <strong>nella pratica si presta a tante piccole storture che complicano il problema invece di risolverlo.</strong></p>
<p>Un esempio è venuto da una collega della maggioranza, che lunedì si è assentata per allattare il figlio dopo 4 ore di consiglio. In quelle 4 ore abbiamo discusso praticamente solo di un argomento, mentre gli altri punti sono stati fatti in pochi minuti. Secondo il conto dei voti, quindi, lei non avrebbe avuto diritto al gettone di presenza, nonostante avesse partecipato al 95% del tempo del consiglio.<span id="more-3692"></span></p>
<p>Un altro caso che è stato portato è quello dei consiglieri silenti. Eletti che in 5 anni di mandato sono intervenuti in tutto 2 o 3 volte, o anche meno. La loro presenza silente non verrebbe penalizzata dal provvedimento.</p>
<p>Un terzo esempio è quello delle commissioni, che spesso partono in ritardo per l&#8217;assenza dei consiglieri dei gruppi più grandi (un solo consigliere PD, ad oggi, determina il raggiungimento del numero legale e la validità della seduta). Al contrario, l&#8217;assenza di un consigliere di un gruppo piccolo non pregiudica la partenza della commissione, con il risultato che <strong>a parità di tempo dedicato</strong>, è probabile che il consigliere del gruppo maggiore abbia la possibilità di seguire tutti i punti mentre quello del gruppo più piccolo arrivi 15 minuti in ritardo con 3-4 argomenti già trattati, e conseguente penalizzazione <strong>non solo economica, ma anche statistica </strong>(i dati delle presenze vengono resi pubblici ogni anno come dato per misurare l&#8217;attività del consigliere).</p>
<p>Ho proposto che si valutasse l&#8217;idea di obbligare ad una maggiore presenza i consiglieri con una maggiore trasparenza, utilizzando lo strumento dei video delle sedute come deterrente: <strong>chi non interviene, è assente, parla al telefono o legge il giornale sarà semplicemente giudicato dall&#8217;elettorato, come è giusto che sia.<br />
</strong><br />
L&#8217;idea che l&#8217;unico metro di giudizio dell&#8217;efficacia politica sia <strong>la temperatura della sedia</strong>, e non l&#8217;attività svolta, è demagogica ed inutile.</p>
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		<title>Ipermercato di Forlì: dibattito in consiglio comunale</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 22:27:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri in Consiglio Comunale abbiamo affrontato un lungo dibattito sull&#8217;Ipermercato e sulla richiesta di ampliamento, che era stata bloccata con il sequestro a causa degli abusi edilizi . Nel mio intervento ho fatto presente che la proposta di votare un orientamento su questo argomento era sbagliata nel metodo, oltre che nel merito. A due consigli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri in Consiglio Comunale abbiamo affrontato un lungo dibattito sull&#8217;Ipermercato e sulla richiesta di ampliamento, che <a href="http://www.romagnaoggi.it/forli/2007/9/24/66639/">era stata bloccata con il sequestro a causa degli abusi edilizi </a>.<br />
Nel mio intervento ho fatto presente che la proposta di votare un orientamento su questo argomento era sbagliata nel metodo, oltre che nel merito. A due consigli comunali dal termine del mandato del Sindaco, ho sottolineato che sarebbe stato giusto lasciare alla nuova amministrazione il compito di disegnare la Forlì del futuro, e non mettere un tassello così importante prima delle elezioni.</p>
<p>Ho criticato l&#8217;idea dell&#8217;abuso degli accordi di programma, che permettono trasformazioni urbanistiche in cambio di opere pubbliche, che però spesso sono necessarie alla realizzazione dell&#8217;intervento: si utilizza come compensazione qualcosa che in realtà senza la variante al Piano Regolatore non sarebbe necessario.<span id="more-3691"></span></p>
<p>Lo stesso avvenne per l&#8217;accordo Querzoli-Ferretti, dove tra le opere di compensazione comparivano le rotonde della nuova area industriale ed il collegamento ferroviario, a solo uso e consumo dell&#8217;insediamento.</p>
<p>Ho detto che il &#8220;contentino&#8221; del parcheggio Montegrappa, già previsto nel piano degli investimenti, richiesto come compensazione per il centro storico non sarà d&#8217;aiuto al suo rilancio: esistono già diversi parcheggi sottoutilizzati nell&#8217;area realizzati da pochi mesi. L&#8217;idea che il centro-storico debba e possa competere con gli ipermercati con le stesse armi, a suon di posti auto, prodotti sottocosto e stress è piuttosto antiquata e superata.</p>
<p>L&#8217;attuale crisi economica doveva far riflettere sull&#8217;opportunità di continuare sulla strada dell&#8217;ampliamento della grande distribuzione, che favorisce l&#8217;importazione di prodotti a scapito della filiera corta, della giusta misura del commercio.</p>
<p>Ho chiesto inoltre di stralciare dalla proposta di delibera la parte riguardante l&#8217;IVO Oliveti, che con l&#8217;ipermercato non c&#8217;entra nulla e sulla quale potevamo votare a favore di un accordo per la ricostruzione (la struttura attuale è piena di <strong>amianto</strong> e quindi va bonificata).</p>
<p>Non è stato concesso nemmeno questo.</p>
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		<title>Forlì, politica: La commissione sul porta a porta</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 09:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì in Commissione abbiamo discusso un progetto per l&#8217;introduzione della raccolta porta a porta nel Comune di Forlì, nei quartieri Ronco e San Leonardo.<br />
La mia posizione, che non è cambiata di una virgola da quando abbiamo iniziato a parlarne, è che il sistema porta a porta possa e debba essere attivato ovunque, e che questo andasse fatto prima della costruzione di nuovi impianti di incenerimento. Facendolo nel 2004 avremmo costruito forse altri impianti per il recupero di materia ed il riciclo, per il compostaggio ed avremmo risparmiato milioni di euro.<br />
Faccio un riepilogo delle puntate precedenti nel nostro Comune.<span id="more-3631"></span></p>
<p>- il <a href="http://www.alessandroronchi.net/files/documento_capigruppi_maggioranza_per_rifiuti.pdf">29 Settembre 2004</a> sono stato promotore di un documento firmato dai capigruppo di maggioranza del nostro comune affinché si subordinasse ogni decisione sui rifiuti al potenziamento della raccolta differenziata<br />
- Nel 2005 eravamo presenti alle assemblee in tutte le circoscrizioni,<a href="http://www.alessandroronchi.net/2005/assemblea-pubblica-e-documento-congiunto-per-una-corretta-politica-dei-rifiuti/"> proponendo scelte diverse da quelle della Giunta.</a><br />
- Nel <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/raccolta-differenziata-porta-a-porta-anche-a-forli/">gennaio 2007</a> i Verdi hanno presentato un ordine del giorno nella circoscrizione 4 per fare il porta a porta in tutto il suo territorio, e nei giorni successivi tutte le circoscrizioni tranne la 2 (dove i Verdi non sono presenti) hanno fatto altrettanto.<br />
- nel <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/i-dubbi-sullordine-del-giorno-sul-porta-a-porta/">Giugno</a> <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/porta-a-porta-approvato-ordine-del-giorno-in-consiglio-comunale/">2007</a> i Verdi il Consiglio Comunale ha votato l&#8217;ordine del giorno che ho presentato per iniziare anche nel nostro Comune<br />
- <a href="http://www.alessandroronchi.net/2008/ordini-del-giorno-sul-porta-a-porta/">nel gennaio 2008 </a>Ho presentato un ordine del giorno per estendere il porta a porta a tutto il Comune introducendo la tariffa puntuale, che ho votato in completo isolamento, ed ho votato il documento della maggioranza a favore dell&#8217;introduzione del porta a porta in alcuni quartieri entro l&#8217;estate 2008 (perché comunque era meglio di niente)</p>
<p>E&#8217; indubbio che questa Giunta si sia mossa tardivamente, e non sembra casuale che si inizi a discuterne oggi che l&#8217;inceneritore nuovo è attivo e funzionante.<br />
Si è scelto di fare il contrario di quello che è previsto dalla legge: Riduzione -> Riuso -> Riciclo -> Recupero Energetico.</p>
<p>Se oggi dico che <strong>finalmente</strong> discutiamo di un progetto concreto, <strong>non canto vittoria: la strada è ancora lunga e difficile</strong>. Nel mezzo ci saranno le elezioni amministrative, e chiunque abbia a cuore questo tema ha modo di scegliere le persone ed i partiti che hanno avuto una posizione chiara, in modo da dare loro la forza di incidere sulle scelte che verranno fatte nella prossima amministrazione.</p>
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		<title>Politica Forlì: Bilancio 2009 del Comune</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 17:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico il mio intervento sul bilancio preventivo del Comune per il 2009. Questo è l&#8217;ultimo bilancio preventivo sul quale questo Consiglio Comunale è chiamato ad esprimersi. Non si può evitare, quindi, di soppesarne il contenuto in funzione anche della stesura di un bilancio complessivo dell&#8217;operato di questa amministrazione. Nel 2004, alla mia prima esperienza in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico il mio intervento sul bilancio preventivo del Comune per il 2009.</p>
<p>Questo è l&#8217;ultimo bilancio preventivo sul quale questo Consiglio Comunale è chiamato ad esprimersi.</p>
<p>Non si può evitare, quindi, di soppesarne il contenuto in funzione anche della stesura di un <strong>bilancio complessivo</strong> dell&#8217;operato di questa amministrazione.</p>
<p>Nel 2004, alla mia prima esperienza in una istituzione, i Verdi erano nella coalizione di centro-sinistra che aveva eletto la maggioranza di questo consiglio.</p>
<p>Nel <a href="http://www.alessandroronchi.net/2004/consiglio-comunale-19-07-2004/">mio primo discorso</a>, che sono andato a rileggere in questio giorni con curiosità, dichiaravo che il mio gruppo sarebbe stato<strong> leale alla coalizione, ma mai subalterno.</strong></p>
<p>Questa promessa è stata mantenuta, nonostante le difficoltà di coniugare il meglio per la città mantenendo una doverosa (ma a quanto pare non scontata ) <strong>coerenza</strong>.<span id="more-3612"></span></p>
<p>Nei giorni scorsi, sulla stampa, qualcuno ci ha accusato di aver compiuto un errore nell&#8217;uscire dalla Giunta, quando questa si rifiutava di portare avanti il programma che la coalizione aveva presentato alla cittadinanza, e sulla quale avevamo chiesto il voto.</p>
<p>Io penso, piuttosto, che la subalternità di alcuni gruppi sottointenda <strong>una piena condivisione delle scelte</strong>, oppure una <strong>insensata paura di lasciare la propria poltrona</strong>: non so quale sia peggio. </p>
<p>Saranno gli elettori ad esprimersi su quanto è stato fatto da ogni gruppo, ma dubito che i Verdi possano essere elencati tra coloro che hanno svolto un ruolo ininfluente nella politica di questi 5 anni. C&#8217;è chi ritiene, infatti, che i Verdi abbiano fatto anche troppo, e <strong>di questo vado sinceramente fiero.</strong></p>
<p>Errani, nel suo discorso di ieri, ha cercato di giustificare la scomunica del Sindaco Masini da parte del suo partito e la vittoria di Balzani, come un segno di continuità con il buon operato fatto in questi anni.</p>
<p>Il cambio del candidato rende evidente che lo stesso Partito Democratico non ritiene positivo tutto quello che è stato fatto, altrimenti avrebbe rinnovato la sua fiducia nei confronti di chi ha guidato, pur nelle difficoltà, questa amministrazione.</p>
<p>Sarebbe ingiusto e poco credibile addossare tutte le colpe al Sindaco e sollevare tutti gli altri livelli che l&#8217;hanno affiancato da ogni responsabilità.</p>
<p>La sconfitta alle elezioni primarie del PD si spiega, a nostro parere, anche analizzando alcune scelte che hanno creato la frattura di questa amministrazione con i Verdi. Non a caso, nella sua campagna elettorale, alcuni di questi temi sono stati proposti come linea di un <strong>nuovo corso</strong>: <strong>i rifiuti, la partecipazione, lo sfruttamento del territorio, la mobilità.</strong></p>
<p>Partiamo dalla gestione dei rifiuti.</p>
<p>Ad oggi il programma del Sindaco non ha raggiunto l&#8217;obiettivo che si era posto, e la quota del 50% di raccolta differenziata non si riuscirà ad ottenere nemmeno con i <strong>trucchi contabili</strong>, come la farsa della <strong>raccolta multimateriale.</strong></p>
<p>Il 12 di Febbraio avremo la prima commissione che discuterà dell&#8217;introduzione del porta a porta in un quartiere di Forlì. Difficilmente si riuscirà a partire seriamente prima della scadenza di questo mandato, ed il tentativo di fare di corsa potrebbe rivelarsi controproducente: con la fretta rischieremmo di fare quegli errori che <strong>Hera non vede l&#8217;ora di rinfaccarci.</strong></p>
<p>In questi 5 anni non siamo intervenuti sempre e su tutti gli argomenti. Nessuno può pretendere di avere una soluzione per ogni problema. Ma quando siamo stati sicuri di una cosa abbiamo sempre avuto la conferma, col tempo, di avere avuto ragione.</p>
<p>Ritenevamo che l&#8217;accordo di programma della <strong>Querzoli-Ferretti</strong> non avrebbe portato occupazione alla nostra città, impoverendone il territorio.</p>
<p>Pensavamo che il <strong>parcheggio gratuito in centro</strong> non portasse nuovi clienti ma ostacolasse il commercio, e quest&#8217;anno l&#8217;assessore, con una onestà fuori dal comune, ha dichiarato di avere sbagliato.</p>
<p>Ritenevamo che il <strong>porta a porta</strong> costasse meno dei cassonetti di prossimità, e giudicavamo sbagliato consegnare la sperimentazione di questo nuovo sistema al gestore che voleva ostacolarlo. I fatti hanno dimostrato l&#8217;una e l&#8217;altra cosa.</p>
<p>Facendo un bilancio complessivo di questa amministrazione, il problema a mio parere più evidente è stata la <strong>mancanza di coraggio.</strong></p>
<p>Quelle precedenti, pur nelle contrapposizioni fortissime che allontanavano i Verdi ad alcune delle scelte compiute, una scelta l&#8217;avevano fatta. <strong>Era una visibile, concreta, e discutibile idea di città.</strong></p>
<p>Il programma elettorale di questa maggioranza dava una forte idea di città, che però non è stata concretizzata.</p>
<p>Per il rilancio del <strong>centro-storico</strong> sono state spese centinaia di migliaia di euro per progettare una agenzia, rispetto alla quale qualsiasi piano è stato temporaneamente bloccato, per poi scoprire che questa agenzia non s&#8217;ha da fare.</p>
<p>Il <strong>piano del traffico</strong> è stato bloccato per questioni di principio, per paura di un confronto con le voci meno innovatrici, per poi scoprire che i catastrofismi sulla sua attuazione erano privi di fondamento, e che molto probabilmente i suoi effetti sarebbero stati positivi sul commercio.</p>
<p>Sulla gestione stessa dei rifiuti abbiamo perso l&#8217;occasione di essere i primi, invidiati da tutta la regione, invece di arrivare dopo Forlimpopoli ed il suo 96% di consenso.</p>
<p>Trovate un altro tema che raccolta il <strong>96% del consenso</strong>. Non ce ne sono tanti e spetta alla politica coglierli ed attuarli.</p>
<p>Questa è una risposta a chi ci accusa di essere il partito del NO: <strong>a Forlì siamo usciti dalla Giunta per i nostri SI&#8217;.</strong></p>
<p>Un&#8217;altra scelta politica che ci è stata rifiutata è stata quella della <strong>sicurezza stradale.</strong></p>
<p>In tutte le città del Mondo si rende automatico il controllo delle violazioni del codice della strada, per liberare le forze dell&#8217;ordine dalle loro postazioni fisse e garantire un maggiore controllo del territorio.</p>
<p>A Forlì, per scelta, si fa l&#8217;esatto contrario: abbiamo il record di telecamere che non vengono utilizzate, rifiutiamo i controlli automatici e teniamo bloccata la vigilanza nei punti insicuri.</p>
<p>Questa scelta non paga, né dal punto di vista del bilancio né da quello della riduzione degli incidenti gravi e meno gravi.</p>
<p>Non a caso abbiamo il numero di vetture pro capite tra i più alti d&#8217;Europa ed un numero più elevato di incidenti stradali, ma siamo al penultimo posto come proventi dalle sanzioni. Qualcosa non quadra.</p>
<p>Sempre sul fronte della sicurezza stradale bisogna notare lo spostamento, chiesto con gli emendamenti al piano degli investimenti, delle opere pubbliche di competenza circoscrizionale dagli Oneri di urbanizzazione alle alienazioni, rendendole meno probabili.</p>
<p>Se c&#8217;è un settore dove la <strong>partecipazione</strong> ed il <strong>decentramento</strong> potrebbero dare un contributo importante è proprio sugli interventi per la sicurezza stradale e sulle piccole opere pubbliche delle quali solo le circoscrizioni ed i quartieri riescono ad avvertire necessità ed urgenza.</p>
<p>Bene ha fatto la Giunta a rimandare la climatizzazione della Sala del Consiglio: di questi tempi sarebbe stato un intervento incomprensibile.</p>
<p>Bene il rinnovo degli impegni sul <strong>San Domenico</strong>, che è un investimento per la città, per il suo prestigio, per il suo turismo e per il suo commercio. Speriamo che la città si accorga presto della sua importanza, ed inizi ad investire nei servizi ad esso strettamente collegati, ancora sottosviluppati.</p>
<p>In quest&#8217;ottica è poco comprensibile la riduzione che viene in bilancio dei servizi turistici, anche se parliamo di cifre già ridotte all&#8217;osso.</p>
<p>Nelle spese in conto capitale vediamo la dimostrazione che l&#8217;assenza dei Verdi si fa notare: Per il settore dei <strong>Parchi ed i servizi di tutela ambientale</strong> nel 2007 spendevamo 4&#8217;160&#8217;000€, nel 2008 3&#8217;200&#8217;000€, nel 2009 prevediamo 2&#8217;460&#8217;000€. con un calo del 25% annuo.</p>
<p>Non sarebbe credibile, però, un commento totalmente negativo sulla nostra città. Come in parte anticipavo prima alcune cose fatte sono state positive, come l&#8217;apertura del S.Domenico ed il rilancio degli investimenti sulla struttura, come gli investimenti sul futuro campus universitario, come la messa in sicurezza di alcuni punti critici della nostra viabilità.</p>
<p>Su altri, è mancato il coraggio di intervenire, per paura probabilmente di incrinare un consenso stabile e radicato nel territorio.</p>
<p><strong>I cittadini, però, hanno dimostrato una maggiore disponibilità alle innovazioni positive</strong>, e speriamo che chiunque venga eletto alle prossime amministrative dimostri di saper essere all&#8217;altezza delle aspettative.</p>
<p>Questo è un bilancio per forza di cose di passaggio, privo di punte particolarmente negative e slanci positivi. Per questo motivo il voto del nostro gruppo sarà di astensione.</p>
<p>Cinque anni fa dichiaravo che i Verdi sanno essere una forza innovativa, un valore aggiunto con proposte concrete, che oggi vengono attuate da chi, un tempo, le ridicolizzava.</p>
<p>Il <strong>New Green Deal di Obama</strong> è una sfida che può veramente aiutarci ad uscire dalla crisi economica, e rischia di essere l&#8217;unica carta che possiamo giocare.</p>
<p>Economia locale, filiera corta e rispetto per l&#8217;ambiente. Su questo eravamo innovativi vent&#8217;anni fa. Oggi si tratta solo di mettere in pratica i buoni consigli e le migliori esperienze, copiando dalle città che hanno saputo mettersi in discussione e reinventarsi un nuovo volto.</p>
<p>Speriamo di trovare il coraggio di fare qualcosa di innovativo, che per una volta tutt&#8217;Italia ci invidi.</p>
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		<title>Ordine del giorno per l&#8217;acqua pubblica</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 13:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi presenterò un Ordine del Giorno sull&#8217;Acqua, che a sostegno del bene comune e della pubblicizzazione dell&#8217;acqua. Segue il testo: ODG &#8220;ACQUA BENE COMUNE&#8221;: ADESIONE AL MANIFESTO PER L&#8217;ACQUA E AL COORDINAMENTO ENTI LOCALI PER L&#8217;ACQUA PUBBLICA, IMPEGNI CONSEGUENTI. Il Consiglio Comunale di Forlì PREMESSO che l&#8217;acqua è un bene comune ed è un bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi presenterò un Ordine del Giorno sull&#8217;Acqua, che a sostegno del bene comune e della pubblicizzazione dell&#8217;acqua.</p>
<p>Segue il testo:<span id="more-3569"></span></p>
<p><strong>ODG &#8220;ACQUA BENE COMUNE&#8221;: ADESIONE AL MANIFESTO PER L&#8217;ACQUA E AL COORDINAMENTO ENTI LOCALI PER L&#8217;ACQUA PUBBLICA, IMPEGNI CONSEGUENTI.</strong></p>
<p>Il Consiglio Comunale di Forlì</p>
<p>PREMESSO che<br />
l&#8217;acqua è un bene comune ed è un bene finito indispensabile all&#8217;esistenza di tutti gli esseri viventi;<br />
- la disponibilità e l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile sono diritti umani inalienabili e inviolabili di ciascuno</p>
<p>CONSIDERATO che complessivamente oltre 1 miliardo e 400 milioni di persone che abitano il pianeta non hanno accesso all&#8217;acqua potabile e che per far fronte a questa situazione è stata promossa la campagna mondiale Acqua diritto umano bene comune ed è stato costituito un Comitato Internazionale per un contratto mondiale per l&#8217;acqua;</p>
<p>CONSIDERATO inoltre<br />
che tra le iniziative del Comitato Internazionale per un contratto mondiale per l&#8217;acqua vi è la diffusione del Manifesto dell&#8217;Acqua di cui si chiede la sottoscrizione;<br />
che lo scorso 21 novembre a Roma, nell&#8217;ambito del Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua, si è tenuta la prima Assemblea del Coordinamento nazionale degli Enti Locali per l&#8217;Acqua pubblica</p>
<p>RICORDATO che è stata nuovamente assegnata alla Commissione Ambiente della Camera la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua sulla quel sono state raccolte in tutta Italia nel corso del 2007 oltre 400.000 firme di cittadine e cittadini. La proposta di legge ha l&#8217;obiettivo di sottrarre l&#8217;acqua (reti, gestione ciclo idrico integrato, erogazione) alle leggi del mercato e della concorrenza, garantendone la proprietà e la gestione interamente pubbliche e il controllo diretto da parte della comunità locale; di assicurare una quantità minima vitale di acqua, gratuita, a tutti gli esseri umani;</p>
<p>Il Consiglio Comunale di Forlì</p>
<p>IMPEGNA Sindaco e Giunta</p>
<p>- ad avviare ogni iniziativa utile affinchè il Parlamento approvi la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua;<br />
- a proseguire l&#8217;opera di sensibilizzazione sul tema dell&#8217;acqua e della desertificazione coinvolgendo gli altri Comuni della provincia e la Regione;<br />
- a contrastare ogni forma di politica e di sviluppo che di fatto possa comportare direttamente o indirettamente o un impoverimento quantitativo/qualitativo del patrimonio &#8220;acqua&#8221; o un estendersi dei processi di desertificazione;</p>
<p>a promuovere azioni per</p>
<p>- preservare e salvaguardare le risorse idriche e favorire l&#8217;accesso all&#8217;acqua per tutti, come diritto a partire dal proprio territorio;<br />
- ridurre il consumo e gli sprechi di acqua potabile a livello di comportamenti ed usi quotidiani, privilegiando per bere il consumo di acqua di rubinetto in casa ed a sollecitarne l&#8217;uso nei luoghi pubblici;<br />
- sollecitare i gestori affinchè garantiscano una buona qualità dell&#8217;acqua del rubinetto;<br />
- praticare la riduzione dei consumi domestici e a sollecitare l&#8217;adozione negli edifici pubblici, nelle abitazioni, di tecnologie di riduzione dei consumi (riduttori di flusso);</p>
<p>- sostenere, con tutti i mezzi legittimi, iniziative concrete in difesa dell&#8217;acqua come diritto umano e bene comune da parte delle istituzioni;<br />
- definire le azioni necessarie per garantire una gestione ed un governo pubblico delle risorse idriche del territorio;<br />
- sostenere il finanziamento di progetti che garantiscano l&#8217;accesso all&#8217;acqua nei paesi più poveri. DELIBERA<br />
di sottoscrivere il <a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/01/manifestodellacqua.pdf'>Il MANIFESTO DELL’ACQUA a cura Comitato internazionale per il Contratto Mondiale sull’Acqua</a>, All. A) e di aderire al Coordinamento Enti Locali per l&#8217;Acqua Pubblica;</p>
<p>S&#8217;IMPEGNA</p>
<p>a modificare lo Statuto Comunale introducendo il riconoscimento dell&#8217;acqua come bene comune pubblico e patrimonio dell&#8217;umanità e di tutte le specie viventi e l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile come un diritto umano fondamentale che non deve essere assoggettato a norme di mercato. </p>
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		<title>Una analisi delle società partecipate a partire dal Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 13:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri in Consiglio Comunale abbiamo discusso (senza voto) sul ruolo delle società partecipate del Comune di Forlì. Queste società tolgono in generale potere decisionale dalle mani del Consiglio, e quindi dal controllo elettorale dei cittadini, e servono ad uno scopo ben preciso: conseguire l&#8217;oggetto sociale su indirizzo dell&#8217;amministrazione. Non sempre questo avviene, e la gran [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri in Consiglio Comunale abbiamo discusso (senza voto) sul ruolo delle società partecipate del Comune di Forlì. Queste società tolgono in generale potere decisionale dalle mani del Consiglio, e quindi dal controllo elettorale dei cittadini, e servono ad uno scopo ben preciso: conseguire l&#8217;oggetto sociale su indirizzo dell&#8217;amministrazione.<br />
Non sempre questo avviene, e <strong>la gran parte dei problemi deriva non tanto dagli indirizzi che l&#8217;amministrazione cerca di imporre, ma dalla struttura societaria</strong>. Una S.P.A. come Hera, anche se a maggioranza pubblica, cercherà di perseguire come scopo il maggior dividendo possibile, altrimenti le sue quotazioni in borsa perderanno valore.<span id="more-3552"></span><br />
In questi giorni si è parlato tanto della crisi finanziaria di <strong>Sapro</strong>, che deriva dalla mancata vendita dei terreni a disposizione (sulla stampa si parla di circa 100 mln di euro di debiti). In questo caso il problema è aggravato dai conflitti d&#8217;interessi tra chi programma l&#8217;uso del territorio (il Comune, la Provincia), chi ha bisogno di aree (i privati) e Sapro (che è di proprietà delle amministrazioni locali).<br />
Nella delibera che ci è stata presentata ieri <strong>Sapro viene individuata tra le società che si occupano di servizi di interesse generale a libero mercato</strong>. Questo però non combacia con le richieste fatte dalla società di coprire con una lettera di patronage (una garanzia) l&#8217;indebitamento con le Banche.</p>
<p><strong>Quale società nel libero mercato può godere delle stesse garanzie?</strong><br />
Il ruolo del Comune nei confronti della sua società, al di là del patronage,<strong> è particolarmente complesso</strong>. Quando il Comune programma il territorio, modificando la destinazione d&#8217;uso dei terreni, va ad incidere sul bilancio di Sapro.</p>
<p>Uno schema per chiarire:<br />
- Gli enti pubblici dettano gli indirizzi e fanno la programmazione del territorio.<br />
- Sapro ed altri privati realizzano questi indirizzi, anche con accordi di programma fuori dalle previsioni.<br />
- Gli enti pubblici sono proprietari di Sapro.</p>
<p>Nell&#8217;accordo di programma Querzoli-Ferretti, ad esempio, la scelta politica di fare un accordo di programma ha permesso alle aziende di non utilizzare i terreni di Sapro. Se non lo avesse fatto probabilmente le aziende si sarebbero rivolte a questa società, che avrebbe migliorato i suoi bilanci (ed essendo partecipata anche quelli dei suoi proprietari, tra i quali il Comune). In ogni caso queste scelte politiche incidono, in un verso o nell&#8217;altro, sul mercato e sui bilanci.</p>
<p><strong>Gli accordi di programma</strong> e le continue varianti permettono di superare qualsiasi programmazione, sulla base di un interesse pubblico difficilmente dimostrabile. </p>
<p>Tornando ad Hera, qui i problemi di gestione e governance si moltiplicano:<br />
- Il Comune dovrebbe impostare gli indirizzi<br />
- l&#8217;ATO, che raduna tutti i comuni, dovrebbe gestire le tariffe<br />
- Hera ha in affidamento i servizi pubblici<br />
- Il Comune ha una partecipazione in Hera</p>
<p>I problemi sono ben facili da individuare in questo ciclo chiuso: senza fare una gara d&#8217;appalto, in questi anni ATO è stata costretta ad accettare le tariffe richieste da Hera. I guadagni di Hera sono anche i guadagni del Comune e degli enti che fanno parte di ATO (quindi paradossalmente <strong> il committente è proprietario del fornitore</strong>).<br />
I guadagni di Hera sono i guadagni degli enti proprietari, che dovrebbero fare gli indirizzi (inceneritore sì, inceneritore no, porta a porta no).</p>
<p>La scarsa percentuale di partecipazione ha fatto perdere agli enti qualsiasi capacità di indirizzo: il 2.15% del comune di Forlì in Hera certamente non sposta nulla nel CDA.</p>
<p>Si aggiunga poi che il Comune è proprietario di Romagna Acque, che vende l&#8217;acqua ad Hera, o che Hera è proprietaria di parte di Agess, che scrive i piani energetici del Comune (che include ad esempio il teleriscaldamento di Hera). Si possono individuare molti altri problemi che certamente rendono più complicata la guida e la gestione dei servizi pubbilci.</p>
<p>Sul teleriscaldamento si gioca un&#8217;altra partita complicata e sottovalutata: le reti dell&#8217;acqua e del gas, per fortuna, sono pubbliche. Il teleriscaldamento invece è totalmente di proprietà del gestore, che è proprietario anche delle reti: in futuro se un&#8217;altra ditta vorrà fornire il servizio dovrà sfruttare le reti di Hera, che come concorrente ha la possibilità di impedirlo.</p>
<p><strong>Non è una ipotesi assurda, se pensiamo a quanto è avvenuto sulla telefonia, sia fissa sia mobile.</strong> Per quella fissa abbiamo liberalizzato il mercato vendendo le reti (il doppino è di telecom). In questo modo telecom ha sempre avuto il controllo, che porta le nostre bande larghe per internet tra le più care d&#8217;Europa.<br />
La proprietà privata delle reti di telefonia mobile, invece, hanno moltiplicato il numero di antenne per i cellulari: ogni gestore ha le sue. E questo difficilmente può essere considerato un bene.</p>
<p>Bisognerebbe fare quindi una riflessione approfondita sul ruolo delle società partecipate, sulla loro necessità e sulle modalità per recuperare trasparenza, governance e credibilità.</p>
<p>Sono molto curioso di sapere in quanti hanno letto fino alla fine questo lungo articolo, ed hanno una loro opinione in merito, penso che il tema sia uno dei più importanti per una amministrazione pubblica.</p>
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		<title>Il ricambio e le giovani generazioni in politica</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 12:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono state pubblicate le statistiche dell&#8217;età media dei consiglieri comunali e provinciali. Sul sito di RomagnaOggi la notizia è stata accolta con sdegno in alcuni commenti, del tipo &#8220;tanto gli elettori trovano sulla scheda sempre gli stessi nominativi&#8221; e &#8220;Chi è riuscito a &#8220;sedersi&#8221; una volta, senz&#8217;altro vi ha messo un po&#8217; di colla&#8221;. Ve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono state pubblicate le statistiche dell&#8217;<strong>età media dei consiglieri comunali e provinciali</strong>. Sul sito di <a href="http://www.romagnaoggi.it/cesena/2009/1/8/112175/">RomagnaOggi</a> la notizia è stata accolta con sdegno in alcuni commenti, del tipo &#8220;tanto gli elettori trovano sulla scheda sempre gli stessi nominativi&#8221; e &#8220;Chi è riuscito a &#8220;sedersi&#8221; una volta, senz&#8217;altro vi ha messo un po&#8217; di colla&#8221;. Ve lo assicuro, la situazione non è affatto questa. <strong>Nel consiglio comunale ci sono ancora i voti di preferenza</strong>, ed anche per questo motivo le liste di candidati sono sempre molto eterogenee, per sesso ed età. Se il risultato quindi non è uniforme alla distribuzione di genere e di età, questo non è causato dalle dirigenze di partito, che comunque sono elettive e riflettono il parere degli iscritti, ma dal <strong>voto dei cittadini</strong>.</p>
<p>C&#8217;è da chiedersi se un giovane sia meglio a tutti i costi di un uomo maturo, ed ovviamente la risposta è no. La verità è che gli under 30 interessati di politica ed attivi in prima persona sono pochissimi, e scarsa è anche la selezione. Molti meno di quelli che partecipavano attivamente quarant&#8217;anni fa , è un dato di fatto.<span id="more-3548"></span></p>
<p>Oggi la politica, purtroppo, non è più considerata uno strumento per modificare le cose. Ci si sente ingiustamente impotenti, e si utilizza questo pretesto per fare altro (magari volontariato in qualche associazione).</p>
<p>Nel 2004 avevo 24 anni e 4 anni di politica universitaria (fatta in una associazione apartitica) alle spalle. Mi hanno chiesto di presentarmi alle elezioni amministrative come candidato e l&#8217;ho fatto volentieri, facendo campagna elettorale e cercando consenso per me e la mia lista. I pochi giovani che sono nei consigli comunali e provinciali non hanno ricevuto chissà quali investiture dalle gerarchie, ma si sono rimboccati le maniche.</p>
<p>Spesso questi ragazzi sono le ultime foglie di un albero genealogico di politici, e credo che la causa di questo si possa cercare in una cultura politica familiare (i genitori con ogni probabilità impartiranno una diversa cultura sull&#8217;impegno politico ai propri figli), e nella mancanza di nuove leve che si fanno avanti senza la certezza di risultati.</p>
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		<title>Aeroporto di Forlì: Il business plan di SEAF, la società che lo gestisce</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 13:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri in commissione ci è stato presentato il business plan di SEAF. Per modo di dire, visto che il materiale con i non ci è stato consegnato, nemmeno dopo una mia esplicita richiesta. Ci sono stati presentati due scenari: quello conservativo, con circa 40 MLN € di investimenti ed un pareggio di bilancio al 2020 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri in commissione ci è stato presentato il business plan di SEAF. Per modo di dire, visto che il materiale con i non ci è stato consegnato, nemmeno dopo una mia esplicita richiesta. Ci sono stati presentati due scenari: quello conservativo, con circa <strong>40 MLN € di investimenti</strong> ed un pareggio di bilancio al 2020 circa, ed uno più &#8220;aggressivo&#8221;, con <strong>più di 100 MLN € di investimenti</strong>. Ad entrambi vanno aggiunti i passivi annuali, ad oggi tra i 5 ed i 6 MLN di euro l&#8217;anno.<span id="more-3506"></span></p>
<p>E&#8217; stato confermato ancora una volta che tra i costi maggiori per la società che gestisce il nostro aeroporto rientra il <strong>marketing</strong>, appesantito dall&#8217;<strong>acquisto dei biglietti dalle compagnie che viene rivenduto solo per il 65% circa del totale</strong>. Ne consegue che le compagnie low cost, effettuando l&#8217;overbooking, vendono più volte gli stessi biglietti, visto che il pubblico non riesce a distribuire tutte le sue quote.</p>
<p>Si è prospettata quindi l&#8217;ipotesi di aperture verso il privato, per il 60% delle quote. Questa percentuale a mio avviso è un obiettivo sbagliato: meglio vendere tutta (o quasi) la società ai privati oppure una quota di minoranza. Con il 60% privato ed il 40% pubblico avremmo il primo a scegliere le strategie ed il secondo a contribuire economicamente per piani industriali che potrebbe anche non convidivere completamente.</p>
<p>Non un bello scenario, in poche parole, qualsiasi sia la scelta che faranno SEAF ed i suoi soci pubblici.</p>
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		<title>Ero forestiero e mi avete ospitato&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 20:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli, l&#8217;avete fatto a me (Vangelo secondo Matteo) Non mi sono convertito, però oggi discutendo sulle modifiche al regolamento per l&#8217;assegnazione degli alloggi popolari non ho potuto fare a meno di pensare a quanto &#8220;Cristiani&#8221; siano i gruppi politici che oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8230;Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli, l&#8217;avete fatto a me</em> (Vangelo secondo Matteo)<br />
Non mi sono convertito, però oggi discutendo sulle modifiche al regolamento per l&#8217;assegnazione degli alloggi popolari non ho potuto fare a meno di pensare a quanto &#8220;Cristiani&#8221; siano i gruppi politici che oggi rincorrono sulla discriminazione dei migranti (non solo stranieri) la Lega Nord. Almeno -pensavo- la Lega non pretende di essere un partito cattolico.</p>
<p>Oggi in Consiglio Comunale il PD assieme al consigliere Tavoletti (Rosa Bianca, ex Udeur) ha inserito come criterio per ottenere un punteggio aggiuntivo per l&#8217;assegnazione delle case popolari a Forlì l&#8217;anzianità di residenza.</p>
<p>Ho condiviso una proposta di emendamento, bocciata dalla maggioranza, che sostituiva gli anni di residenza con gli anni di richiesta dell&#8217;alloggio: se da 10 anni chiedi un alloggio popolare devi almeno lavorare a Forlì, visto che è un requisito di base.<span id="more-3491"></span></p>
<p>Durante il dibattito ho sostenuto questo criterio per un motivo molto semplice: se da anni chiedi l&#8217;alloggio e non ti è mai stato assegnato, evidentemente hai più bisogno di uno che ne fa richiesta per il primo anno a parità di altre condizioni. <u><strong>Chi è stato milionario fino a 3-4 anni fa e poi si è giocato tutto al Casinò</strong>, secondo questo criterio di assoluto buon senso avrebbe avuto meno diritto di una persona che ha i requisiti per fare richiesta ma non è mai stato soddisfatto.</u></p>
<p>Inoltre introdurre l&#8217;anzianità di residenza nel Comune esclude tutte le persone più sfortunate che abitano nelle frazioni a metà tra due comuni. Gli abitanti del Comune di Ravenna che abitano a Casemurate e che possono fare richiesta a Forlì perché lavorano nella nostra città avranno meno diritti del loro vicino di casa che abita a meno di 200 metri ma risiede di fatto nel Comune di Forlì.</p>
<p>Poi ho parlato anche della necessità di studiare a fondo i criteri per la valutazione del reddito e del nucleo familiare. Un motivo di premio oggi è l&#8217;essersi separato ed aver dovuto lasciar casa. Questo però comporta la possibilità di fare separazioni finte per acquisire il diritto all&#8217;alloggio. Lo stesso vale per il reddito, calcolato sul valore ISEE: ci sono coppie che si dividono o non si sposano perché perderebbero punti per l&#8217;assegnazione di posti all&#8217;asilo nido o alloggi pubblici.</p>
<p>Il problema semmai è un altro. Questi criteri erano stati approvati dal Consiglio nel Dicembre 2006. Cosa è cambiato da allora? Oggi è stato sdoganato il razzismo nei confronti degli stranieri, e con questa delibera il PD voleva strizzare l&#8217;occhio a questo elettorato, in vista delle prossime elezioni amministrative.</p>
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		<title>Oggi il consiglio comunale &amp;#2&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 20:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il consiglio comunale &#232; stato veramente Brutto(TM).</p>
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		<title>Al Parco urbano disinfestazioni non autorizzate e senza precauzioni</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 07:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri in Consiglio Comunale abbiamo appreso che nel parco urbano, a differenza di quanto più volte affermato in questi anni a seguito di indagini ed interrogazioni successive a malori di animali e cittadini, sono state più volte effettuate disinfestazioni senza autorizzazione e senza precauzione. Questo fatto è ovviamente grave, perché le disinfestazioni antizanzare di questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/11/zatox-11-ec-precauzioni.jpeg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/11/zatox-11-ec-precauzioni-300x74.jpg" alt="zatox 11 ec precauzioni 300x74 Al Parco urbano disinfestazioni non autorizzate e senza precauzioni" title="zatox-11-ec-precauzioni" width="300" height="74" class="alignnone size-medium wp-image-3451" /></a>Ieri in Consiglio Comunale abbiamo appreso che nel <strong>parco urbano</strong>, a differenza di quanto più volte affermato in questi anni a seguito di indagini ed interrogazioni successive a malori di animali e cittadini, <strong>sono state più volte effettuate disinfestazioni senza autorizzazione e senza precauzione.</strong><br />
Questo fatto è ovviamente grave, perché le disinfestazioni antizanzare di questa portata hanno delle norme da rispettare, ed il prodotto utilizzato, lo zatox 11 EC, obbliga l&#8217;uso di tute e guanti resistenti alle sostanze chimiche, all&#8217;impiego di maschera tuttofacciale con filtri, in quanto prodotto irritante e pericoloso per l&#8217;ambiente (come potete vedere dalla legenda che ho trovato su internet).<span id="more-3450"></span><br />
Queste operazioni ovviamente obbligavano il parco ad una chiusura precauzionale, per evitare che genitori e bambini venissero a contatto con queste sostanze nebulizzate.<br />
La società Il Parco ha quindi recentemente smentito quanto aveva risposto fino ad oggi, ammettendo che l&#8217;azienda che gestisce il ristorante &#8220;Peter Pan&#8221; in sub-concessione ha eseguito trattamenti (da contratto 6 trattamenti annui, da Maggio a Settembre).<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/11/zatox-11-ec.jpeg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/11/zatox-11-ec-300x105.jpg" alt="zatox 11 ec 300x105 Al Parco urbano disinfestazioni non autorizzate e senza precauzioni" title="zatox-11-ec" width="300" height="105" class="alignnone size-medium wp-image-3452" /></a></p>
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