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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Crisi</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Idee per una manovra</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 18:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La maxi manovra del Governo è stata presentata. Non tutta ancora è di pubblico dominio, immagino che i dettagli &#8220;migliori&#8221; verranno snocciolati durante le vacanze estive degli italiani. In nome della produttività, vengono smantellati alcuni diritti acquisiti in tanti anni. Conquiste importanti che servivano a bilanciare l&#8217;enorme potere sulla persona posseduto dal datore di lavoro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La maxi manovra del Governo è stata presentata. Non tutta ancora è di pubblico dominio, immagino che i dettagli &#8220;migliori&#8221; verranno snocciolati durante le vacanze estive degli italiani. In nome della produttività, vengono smantellati alcuni diritti acquisiti in tanti anni. Conquiste importanti che servivano a bilanciare l&#8217;enorme potere sulla persona posseduto dal datore di lavoro. </p>
<p>Tutto questo porterà ad una nuova crescita? Penso di no.<br />
Del resto, sinceramente, della crescita cinese faccio volentieri a meno, se il prezzo da pagare è lo stile di vita delle persone che la abitano.</p>
<p>Però non basta, bisognerebbe portare qualche idea diversa, ed io qualcuna ce l&#8217;avrei.</p>
<p>Tanto per cominciare, sui costi della politica ragionerei in maniera molto diversa dal PD, che propone di dimezzare i parlamentari. Questa idea, proposta anche da &#8220;<em>illustri</em>&#8221; anticasta come Stella e Rizzo, serve a mio parere solo a diminuire il potere già ridicolo della politica nei confronti dell&#8217;economia e dei veri poteri forti. Tanto per citare una controindicazione forte, <strong>verrebbe dimezzato il costo per comprare la maggioranza in Parlamento.</strong> <span id="more-4448"></span></p>
<p>I costi della politica veri sono quelli che ricadono dalle scelte fatte dalle istituzioni. Se sostituissimo i parlamentari con un piccione, facendogli scegliere del nostro futuro, avremmo risparmiato veramente? La soluzione vera, a mio parere, sarebbe una revisione giusta delle leggi elettorali a tutti i livelli, che premino le persone giuste e smantellino le decisioni antidemocratiche come la nomina dei parlamentari e l&#8217;acquisto delle poltrone.</p>
<p>Poi adeguerei veramente gli stipendi ed i benefit a quelli degli altri paesi europei simili a noi. Senza demagogie, che fanno male più dei privilegi.</p>
<p>Nei consigli comunali, costa di più stipendiare un consigliere, oppure lasciare fare tutti i controlli a funzionari e macchina amministrativa? Di questo non si parla mai, ma se la politica viene fatta come hobby serale, come vorrebbe anche Grillo, poi comprarne il voto diventa più facile, ed evitare che il politico studi e si impegni una prassi. Altrimenti le decisioni verranno prese in altre sedi rispetto a quelle democratiche, ed i Consigli si riempiranno di disoccupati e pensionati.</p>
<p>Altro punto importante è quello della lotta alla criminalità organizzata ed all&#8217;evasione fiscale.<br />
Una misura necessaria sarebbe quella di limitare l&#8217;uso del denaro contante. Oltre all&#8217;evasione, permetterebbe di controllare pizzo e tangenti, tanto per iniziare.<br />
Un&#8217;altra potrebbe essere la <strong>legalizzazione delle droghe leggere</strong>: abbiamo provato con la repressione, ma abbiamo solo riempito le carceri senza diminuire il numero di chi ne fa uso. Gli USA sono tra gli stati più intransigenti, eppure il numero di fruitori è tra i più alti.<br />
Legalizzandole si potrebbero controllare, <strong>tassare come il tabacco</strong> (che ricordiamoci fa morire) e l&#8217;alcol, e si potrebbero utilizzare in modo diverso i tribunali e le forze dell&#8217;ordine che oggi a questo si dedicano.<br />
E togliere una fetta di mercato alla criminalità, che male non fa.</p>
<p>Poi bisognerebbe mettere in contrapposizione gli interessi di chi acquista e chi vende: se entrambi hanno un vantaggio nell&#8217;acquisto senz&#8217;Iva e senza tasse, il rischio del nero è sempre alle porte. Un esempio l&#8217;abbiamo avuto: con le detrazioni del 55% per le ristrutturazioni energetiche, tutti i lavori effettuati erano regolarmente contabilizzati. Si potrebbe fare qualcosa di simile in tanti settori, e mantenere operazioni di quel tipo in edilizia per ridurre la nostra dipendenza energetica dall&#8217;estero in cambio di manovalanza locale (che è totalmente positivo).</p>
<p>Invece di facilitare chiusura ed apertura di aziende, cosa che porta ad un gran numero di abusi, licenziamenti, fatture non pagate, e così via, si potrebbe pensare a sostenere le aziende che resistono ed assumono. Le nuove iniziative vanno sostenute, ma si può ridimensionare il fenomeno delle convenienze varie e poco nobili.<br />
La cassa integrazione sostiene chi lascia a casa la gente. Perché non dare ossigeno a chi invece la fa lavorare?<br />
Un contratto a tempo indeterminato deve costare meno all&#8217;impresa di quello a progetto, altrimenti si userà sempre quest&#8217;ultimo anche per coprire necessità strutturali e continue, non solo come eccezione.</p>
<p>Sui lavoratori, poi, bisognerebbe obbligare ad un registro delle presenze, elettronico o cartaceo, che contenga gli orari dei dipendenti il giorno prima, ed ingressi ed uscite in tempo reale. Troppo diffusa la prassi di assumere a mezza giornata persone che lavorano tutto il giorno, guardacaso sempre presenti alle visite degli ispettori.</p>
<p>Incentiverei poi la produzione a Km 0, favorendo l&#8217;acquisto di prodotti locali anche con sgravi. Poi obbligherei l&#8217;indicazione di provenienza di ogni prodotto. Il mercato sia libero, così come la possibilità di scegliere di evitare i pomodori cinesi. Se non smettiamo di acquistare tutto dall&#8217;estero, come pensiamo di sopravvivere nel lungo termine?</p>
<p>Investimenti pubblici: stiamo tagliando la ristrutturazione delle scuole, la manutenzione delle strade, l&#8217;acquisto di mezzi pubblici per fare opere inutili che investimenti non sono, perché non hanno ricadute adeguate per l&#8217;economia locale e nazionale. Si spende non per necessità, ma perché si deve spendere, ed oggi non possiamo più permettercelo. Facciamo invece quello che serve, distribuendo anche contemporaneamente il denaro pubblico a molte più imprese e molti più lavoratori.</p>
<p>Per non farla più lunga di così, la mia idea è un po&#8217; questa: per migliorare i conti dobbiamo inseguire la legalità, rendondola però percorribile. Per le aziende, imposizioni giuste e sostenibili e controlli severi, sulle persone meno ipocrisia, sugli investimenti pubblici un occhio di riguardo in più: meglio tante piccole opere necessarie piuttosto che grandi ed inutili piramidi, che accentrano il denaro pubblico sulle mani di pochi.</p>
<p>Ma oggi si decide di tagliare, di tassare, di eliminare diritti, usando la crisi anche come pretesto.</p>
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		<title>Tocca a noi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 19:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdi.it/referendumnuc.html"><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/03/referednumnuclogo1-150x150.gif" alt="referednumnuclogo1 150x150 Tocca a noi" title="referednumnuclogo1" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-4356" /></a><a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/"><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/03/referednumacqualogo1-150x150.gif" alt="referednumacqualogo1 150x150 Tocca a noi" title="referednumacqualogo1" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-4357" /></a><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/03/referednumlegittimoimpedime-150x150.gif" alt="referednumlegittimoimpedime 150x150 Tocca a noi" title="referednumlegittimoimpedime" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-4358" /><br />
<br clear="all" /><br />
Fa un po&#8217; ridere che gli stessi che usano la crisi libica come incentivo nucleare, accusino di sciacallaggio chi &#8211; da sempre e non da oggi &#8211; è contrario alla costruzione di nuove centrali atomiche.</p>
<p>Al di là della preoccupazione per l&#8217;esplosione giapponese, non ho sentito nessuno commentare il problema della <strong>dipendenza energetica da poche grosse centrali</strong>. Dovendo spegnere le centrali atomiche, il Giappone si trova oggi nella necessità di bloccare con black-out le forniture elettriche. Non è ovviamente il suo maggior problema in questo momento, ma è un dato in più da mettere sulla bilancia per la nostra discussione: una produzione più distribuita limita i rischi del terrorismo e garantisce una maggiore sicurezza complessiva del sistema.</p>
<p>Quello che vorrei dire oggi è che <strong>il 12 Giugno avremo la possibilità di dire la nostra su questa faccenda</strong>, tramite i referendum su nucleare ed acqua pubblica. Qualunque sia la vostra idea, penso sia importante che ognuno faccia la propria parte. Prima, informandosi, e poi andando alle urne.</p>
<p>Se, come purtroppo è capitato spesso ultimamente, sarà il quorum a bloccare la consultazione dei cittadini, sarà solo colpa nostra, e non potremo biasimare nessun altro&#8230;</p>
<p>Perché siamo sempre piuttosto bravi nel lamentarci delle scelte che fanno gli altri, salvo poi disinteressarci quando ci viene messa in mano la possibilità di dire la nostra.</p>
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		<title>E&#8217; assurdo che in questi momen&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 12:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; assurdo che in questi momenti di crisi economica Febbraio continui ad avere 28 giorni, con la connivenza della Confindustria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; assurdo che in questi momenti di crisi economica Febbraio continui ad avere 28 giorni, con la connivenza della Confindustria.</p>
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		<title>C&#8217;è molta crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 06:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla home di questa mattina del Corriere:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla home di questa mattina del Corriere:<br />
<a href="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/04/molta_crisi.jpg"><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/04/molta_crisi-300x290.jpg" alt="molta crisi 300x290 Cè molta crisi" title="molta_crisi" width="300" height="290" class="alignnone size-medium wp-image-4170" /></a></p>
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		<title>#unfuturoecologista Bonelli: B&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 11:20:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>#unfuturoecologista Bonelli: Berlusconi ieri ha citato la Green Economy per uscire dalla crisi ma al Governo fa il contrario su tutto</p>
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		<title>Rinviato l&#8217;investimento sulla rete</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto che prevedeva un investimento di 800 milioni di euro per la banda larga in tutto il nostro Paese è stato rimandato a &#8220;dopo la crisi&#8221;. Così tocca ricordare, ancora una volta, che internet oggi non è un optional, ma uno strumento necessario non solo per la crescita culturale del paese ma proprio per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto che prevedeva un investimento di 800 milioni di euro per la banda larga in tutto il nostro Paese è stato rimandato a &#8220;dopo la crisi&#8221;.<br />
Così tocca ricordare, ancora una volta, che internet oggi non è un optional, <strong>ma uno strumento necessario</strong> non solo per la crescita culturale del paese ma proprio per la nostra economia fatta di piccole e medie imprese che hanno bisogno della rete per lavorare insieme.</p>
<p>Un sarebbe stato un investimento non a fondo perduto, quindi, ma un passo necessario per il rilancio dell&#8217;economia e per l&#8217;uscita dalla crisi.</p>
<blockquote><p>L&#8217;Europa ha stimato che la banda larga porterà un milione di posti di lavoro fino al 2015 e una crescita dell&#8217;economia europea di 850 miliardi di euro.</p></blockquote>
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		<title>INCHIESTA / La crisi Alitalia,&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 13:46:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[INCHIESTA / La crisi Alitalia, gli sprechi e i favori &#8211; Il Sole 24 ORE http://ff.im/-3v3Kv]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>INCHIESTA / La crisi Alitalia, gli sprechi e i favori &#8211; Il Sole 24 ORE http://ff.im/-3v3Kv</p>
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		<title>Elezioni: La gelosia delle idee</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 19:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io sinceramente non capisco tutta questa rabbia di chi ha sempre sostenuto alcune idee ed oggi le vede condivise da avversari politici. Alcune delle idee per le quali ho lavorato per anni quasi in solitudine oggi sono patrimonio comune, come ad esempio l&#8217;uso del software libero. Se l&#8217;obiettivo è il cambiamento, e non il proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sinceramente non capisco tutta questa <strong>rabbia</strong> di chi ha sempre sostenuto alcune idee ed oggi le vede condivise da avversari politici. Alcune delle idee per le quali ho lavorato per anni quasi in solitudine oggi sono patrimonio comune, come ad esempio l&#8217;uso del software libero. Se l&#8217;obiettivo è il <strong>cambiamento</strong>, e non il proprio timbro, <strong>quando una battaglia fa cambiare idea agli altri è già mezza vinta.</strong></p>
<p>Se nel 2004 ci fossero stati più sostenitori del porta a porta, e più voti a chi lo chiedeva, oggi non avremmo un nuovo inceneritore. Questo è un dato oggettivo. Ma oggi, che senso ha arrabbiarsi se altri hanno cambiato idea?</p>
<p>Qualcuno arriva ad accusare di ipocrisia <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Balzani</a> perché da mesi si è impegnato su questo tema. Per queste persone sarebbe stato forse meglio che il candidato con più probabilità di essere eletto sindaco non si impegnasse su questo fronte? Mi pare una follia.</p>
<p>Non a caso <strong>Bulbi</strong> e <strong>Lucchi</strong>, candidati come presidente in Provincia e Sindaco a Cesena, non l&#8217;hanno inserito nel proprio programma. Perché il programma è un impegno e gli impegni non rispettati si pagano. Semplicemente loro non lo vogliono fare. Infatti, per coerenza, i Verdi in questi due casi hanno deciso di presentarsi fuori dalle coalizioni che li sostengono.</p>
<p>Che senso ha questa lotta così affannata contro l&#8217;unico che si avvicina alle proprie idee, e la quasi totale indifferenza verso chi invece ha autorizzato veramente l&#8217;inceneritore o chi si candida senza voler migliorare la gestione dei rifiuti?</p>
<p><em>Chi riceve un&#8217;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia; come chi accende la sua candela con la mia riceve luce senza lasciarmi al buio. (T. Jefferson)</em></p>
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		<title>Giorno della Terra: I Verdi regalano alberelli in Piazza</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 20:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi abbiamo regalato in Piazza degli alberelli locali, per ricordare l&#8217;Earth Day, festività riconosciuta da ben 175 nazioni e celebrata da quasi mezzo miliardo di persone per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. La tutela dell&#8217;ambiente non è una vernice applicabile alla crescita incontrollata e lo spreco dei beni comuni per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi abbiamo regalato in Piazza degli alberelli locali, per ricordare l&#8217;<strong>Earth Day</strong>, festività riconosciuta da ben 175 nazioni e celebrata da quasi mezzo miliardo di persone per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. </p>
<p>La tutela dell&#8217;ambiente non è una vernice applicabile alla crescita incontrollata e lo spreco dei beni comuni per darne un aspetto più gradevole agli occhi, ma è un punto di partenza dal quale può nascere una Nuova Economia Verde, fatta di lavori che rispettano quello che ci circonda. </p>
<p>Anche Obama sta basando i provvedimenti per il superamento della crisi economica sul New Green Deal, proponendo ed applicando dopo decenni quello che i Verdi avevano nel loro DNA alla nascita: nuovi posti di lavoro grazie alle energie rinnovabili, una mobilità diversa ed una maggiore sobrietà negli stili di vita per una sua maggiore qualità. </p>
<p>Il ben-essere riparte da qui, da un nuovo rispetto, da una vera speranza per il futuro, dalla piccola piantina produrrà l&#8217;ossigeno che ci farà respirare aria nuova in futuro. </p>
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		<title>L’energia del cambiamento: la lista del Sole</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 11:12:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>
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<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3848-small/' title='img_3848-small'><img width="150" height="100" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3848-small-150x100.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3848 small 150x100 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3848-small" /></a>
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<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3860-small/' title='img_3860-small'><img width="150" height="100" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3860-small-150x100.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3860 small 150x100 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3860-small" /></a>
I Verdi di Forlì costituiranno nella nuova coalizione che si presenta per il governo della città di Forlì una novità che sottolinea come il profondo e radicale cambiamento messo in atto da <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Roberto BALZANI</a> stia offrendo prospettive nuove per la politica forlivese. </p>
<p>In questi anni si è verificato anche nella ns. città una crisi profonda sia economica che di valori allontanando i cittadini dalla politica che  è percepita non come  servizio per la   comunità ma come  qualcosa di spregevole nel quale tutti sono accumunati indipendentemente da ciò che fanno. </p>
<p>Riteniamo che la ventata di cambiamento rappresentata da <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">BALZANI</a> sia stata favorita da rigoroso comportamento dei Verdi che si sono assunti pienamente le responsabilità della politica, prima nel governo della città, poi nell’impossibilità di attuare quanto promesso ai cittadini con l’uscita dalla maggioranza.  <span id="more-3739"></span></p>
<p>Questa responsabilità è stata tradotta in progetti qualificanti per la nostra città e in comportamenti rigorosi nei confronti della legalità, della salute, dell’uguaglianza dei cittadini e dell’ambiente.  </p>
<p>Se noi Verdi ci riconosciamo nella ventata di cambiamento che <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">BALZANI</a> ha messo in atto nella politica della nostra città, nello stesso tempo riteniamo che la nuova coalizione abbia fatto propri i valori e i contenuti che da sempre i Verdi hanno posto a fondamento della loro azione politica. </p>
<p>Il metodo utilizzato per la scelta del candidato, per la formazione del programma e per la costituzione dell’alleanza sono stati del tutti innovativi per una città finora incapace di rinnovarsi. </p>
<p>Noi riconosciamo a <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Roberto BALZANI</a> il merito di avere affrontato i problemi del cambiamento della politica forlivese attraverso lo strumento delle primarie e  di un programma di qualità straordinaria a cui i Verdi hanno dato il loro contributo e di cui condividono ogni punto. </p>
<p>La scelta di condividere il percorso di cambiamento deriva dal confronto nel merito delle proposte che abbiamo favorito e responsabilmente anteposto ad obbiettivi elettorali, a false autonomie ed a posizioni pregiudiziali ed ideologiche.<br />
<strong><br />
La sorpresa pasquale è costituita dall’ENERGIA DEL CAMBIAMENTO, rinnovata e rinnovabile, finalmente alimentata dalla LISTA DEL SOLE.  </strong>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3860-small/' title='img_3860-small'><img width="150" height="100" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3860-small-150x100.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3860 small 150x100 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3860-small" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3859-small/' title='img_3859-small'><img width="100" height="150" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3859-small-100x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3859 small 100x150 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3859-small" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3858-small/' title='img_3858-small'><img width="100" height="150" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3858-small-100x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3858 small 100x150 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3858-small" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3856-small/' title='img_3856-small'><img width="100" height="150" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3856-small-100x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3856 small 100x150 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3856-small" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3848-small/' title='img_3848-small'><img width="150" height="100" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3848-small-150x100.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3848 small 150x100 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3848-small" /></a>
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</p>
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		<title>Ipermercato di Forlì: dibattito in consiglio comunale</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 22:27:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri in Consiglio Comunale abbiamo affrontato un lungo dibattito sull&#8217;Ipermercato e sulla richiesta di ampliamento, che era stata bloccata con il sequestro a causa degli abusi edilizi . Nel mio intervento ho fatto presente che la proposta di votare un orientamento su questo argomento era sbagliata nel metodo, oltre che nel merito. A due consigli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri in Consiglio Comunale abbiamo affrontato un lungo dibattito sull&#8217;Ipermercato e sulla richiesta di ampliamento, che <a href="http://www.romagnaoggi.it/forli/2007/9/24/66639/">era stata bloccata con il sequestro a causa degli abusi edilizi </a>.<br />
Nel mio intervento ho fatto presente che la proposta di votare un orientamento su questo argomento era sbagliata nel metodo, oltre che nel merito. A due consigli comunali dal termine del mandato del Sindaco, ho sottolineato che sarebbe stato giusto lasciare alla nuova amministrazione il compito di disegnare la Forlì del futuro, e non mettere un tassello così importante prima delle elezioni.</p>
<p>Ho criticato l&#8217;idea dell&#8217;abuso degli accordi di programma, che permettono trasformazioni urbanistiche in cambio di opere pubbliche, che però spesso sono necessarie alla realizzazione dell&#8217;intervento: si utilizza come compensazione qualcosa che in realtà senza la variante al Piano Regolatore non sarebbe necessario.<span id="more-3691"></span></p>
<p>Lo stesso avvenne per l&#8217;accordo Querzoli-Ferretti, dove tra le opere di compensazione comparivano le rotonde della nuova area industriale ed il collegamento ferroviario, a solo uso e consumo dell&#8217;insediamento.</p>
<p>Ho detto che il &#8220;contentino&#8221; del parcheggio Montegrappa, già previsto nel piano degli investimenti, richiesto come compensazione per il centro storico non sarà d&#8217;aiuto al suo rilancio: esistono già diversi parcheggi sottoutilizzati nell&#8217;area realizzati da pochi mesi. L&#8217;idea che il centro-storico debba e possa competere con gli ipermercati con le stesse armi, a suon di posti auto, prodotti sottocosto e stress è piuttosto antiquata e superata.</p>
<p>L&#8217;attuale crisi economica doveva far riflettere sull&#8217;opportunità di continuare sulla strada dell&#8217;ampliamento della grande distribuzione, che favorisce l&#8217;importazione di prodotti a scapito della filiera corta, della giusta misura del commercio.</p>
<p>Ho chiesto inoltre di stralciare dalla proposta di delibera la parte riguardante l&#8217;IVO Oliveti, che con l&#8217;ipermercato non c&#8217;entra nulla e sulla quale potevamo votare a favore di un accordo per la ricostruzione (la struttura attuale è piena di <strong>amianto</strong> e quindi va bonificata).</p>
<p>Non è stato concesso nemmeno questo.</p>
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		<title>VOGLIAMO BATTERE LA CRISI ? FA&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VOGLIAMO BATTERE LA CRISI ? FACCIAMO UN BEL RALLY NEL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI MONTE FALTERONA E&#8230; http://ff.im/-1t2VJ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VOGLIAMO BATTERE LA CRISI ? FACCIAMO UN BEL RALLY NEL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI MONTE FALTERONA E&#8230; http://ff.im/-1t2VJ</p>
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		<title>Pacchetto leggi per l&#8217;ambiente promosso dai blog ecologisti</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 20:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche io aderisco all&#8217;iniziativa lanciata da Kuda e da Jacopo Fo per raccogliere idee per una proposta dei blog ecologisti a favore dell&#8217;ambiente. Sarebbe interessante mettere il tutto su un wiki, affiché anche la redazione sia collaborativa e democratica. Ad ogni modo le prime proposte raccolgono già idee discusse in rete in questi mesi: incentivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io aderisco all&#8217;iniziativa lanciata da Kuda e da Jacopo Fo per raccogliere idee per una proposta dei blog ecologisti a favore dell&#8217;ambiente.<br />
Sarebbe interessante mettere il tutto su un wiki, affiché anche la redazione sia collaborativa e democratica.</p>
<p>Ad ogni modo le prime proposte raccolgono già idee discusse in rete in questi mesi: incentivi per il fotovoltaico, no al nucleare, sostegno alla mobilità ciclabile ed alla raccolta differenziata.</p>
<p>Si potrebbe fare un pacchetto anche per le prossime amministrative, in modo da modificare fin d&#8217;ora i programmi elettorali dei partiti che si candidano a governare, e sostenere le liste che si impegnano pubblicamente su questi punti.<span id="more-3662"></span></p>
<p>Aderiscono:
<ol>
<li><a href="http://blog.libero.it/KudaBlog/6668843.html" target="_blank">ilKuda</a>: http://blog.libero.it/KudaBlog/6668843.html </li>
<li><a href="http://www.jacopofo.com/nucleare_berlusconi_fonti_rinnovabili_catena_suicidio_energetico_energia" target="_blank">Jacopo Fo</a>: http://www.jacopofo.com/nucleare_berlusconi_fonti_rinnovabili_catena_suicidio_energetico_energia</li>
<li><a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2009/03/i-blog-difesa-dellambiente/" target="_blank">Letizia Palmisano</a>: http://www.letiziapalmisano.it/html/2009/03/i-blog-difesa-dellambiente/</li>
<li><a href="http://letiziapalmisano.ilcannocchiale.it/2009/03/10/i_blog_partono_alla_difesa_del.html" target="_blank">I blog alla difesa dell&#8217;ambiente</a>: http://letiziapalmisano.ilcannocchiale.it/2009/03/10/i_blog_partono_alla_difesa_del.html</li>
<li><a href="http://domenicofiniguerra.wordpress.com/2009/03/10/le-proposte-dei-blog-per-salvare-il-clima/" target="_blank">Domenico Finiguerra</a>: http://domenicofiniguerra.wordpress.com/2009/03/10/le-proposte-dei-blog-per-salvare-il-clima/</li>
<li><a href="http://blog.libero.it/rigitans/view.php?nocache=1236728322" target="_blank">Resistenza Civile</a>: http://blog.libero.it/rigitans/view.php?nocache=1236728322</li>
<li><a href="http://fiore.iworks.it/blog/2009/03/10/contro-il-suicidio-energetico-e-nucleare/" target="_blank">Fiore</a>: http://fiore.iworks.it/blog/2009/03/10/contro-il-suicidio-energetico-e-nucleare/</li>
<li><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/2009/03/10/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde-italiana/" target="_blank">Verdi di Ferrara</a>: http://www.verdi.ferrara.it/sito/2009/03/10/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde-italiana/</li>
<li><a href="http://www.francocorleone.it/blog/2009/03/10/blog-incatenati-per-una-svolta-verde/" target="_blank">Franco Corleone</a>: http://www.francocorleone.it/blog/2009/03/10/blog-incatenati-per-una-svolta-verde/</li>
<li><a href="http://blog.libero.it/PDnostro/view.php?nocache=1236728482" target="_blank">Come ti vorrei</a>: http://blog.libero.it/PDnostro/view.php?nocache=1236728482</li>
<li><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/pacchetto-leggi-blog-ambiente/" target="_blank">Alessandro Ronchi</a>: http://www.alessandroronchi.net/2009/pacchetto-leggi-blog-ambiente/</li>
<li><a href="http://www.marcellosaponaro.it/blog/2009/03/10/la-crisi-e-grigia-il-new-deal-e-verde/" target="_blank" class="broken_link" rel="nofollow">Marcello Saponaro</a>: http://www.marcellosaponaro.it/blog/2009/03/10/la-crisi-e-grigia-il-new-deal-e-verde/</li>
<li><a href="http://natura.forpassion.net/2009/03/11/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde-italiana/" target="_blank">Pianeta Verde</a>: http://natura.forpassion.net/2009/03/11/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde-italiana/</li>
<li><a href="http://www.rigeneriamoci.com/i-blogger-per-lambiente/" target="_blank" class="broken_link" rel="nofollow">Rigeneriamoci</a>: http://www.rigeneriamoci.com/i-blogger-per-lambiente/</li>
<li><a href="http://appuntievirgole.blogspot.com/2009/03/possiamo-ancora-sperare-ma-dobbiamo.html" target="_blank">Appunti e Virgole</a>: http://appuntievirgole.blogspot.com/2009/03/possiamo-ancora-sperare-ma-dobbiamo.html</li>
<li><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/" target="_blank">Impianti e pannelli solari</a>: http://www.impiantipannellisolari.eu/</li>
<li><a href="http://www.baseverde.org/2009/pacchetto-leggi-per-l%E2%80%99ambiente-promosso-dai-blog-ecologisti/" target="_blank">Base Verde</a>: http://www.baseverde.org/2009/pacchetto-leggi-per-l%E2%80%99ambiente-promosso-dai-blog-ecologisti/</li>
<li><a href="http://ww3.sciurapina.net/2009/03/11/diamo-una-mano/" target="_blank">Sciura Pina</a>: http://ww3.sciurapina.net/2009/03/11/diamo-una-mano/</li>
<li><a href="http://ladridimarmellate.blogspot.com/2009/03/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde.html" target="_blank">Ladri di marmellate</a>: http://ladridimarmellate.blogspot.com/2009/03/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde.html</li>
<li><a href="http://cernuscotv.wordpress.com/2009/03/11/e-allora-impegnamoci-su-10-punti-chiari/" target="_blank">CernuscoTv</a>: http://cernuscotv.wordpress.com/2009/03/11/e-allora-impegnamoci-su-10-punti-chiari/</li>
<li><a href="http://wwwliberamente.blogspot.com/2009/03/ricevo-e-pubblico.html" target="_blank">Liberamente</a>: http://wwwliberamente.blogspot.com/2009/03/ricevo-e-pubblico.html</li>
<li><a href="http://blog.libero.it/DELUSION/6672794.html" target="_blank">Ma&#8217;pe iabbu</a>: http://blog.libero.it/DELUSION/6672794.html</li>
<li><a href="http://gianlucavisconti.blogspot.com/2009/03/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde.html" target="_blank">Gianluca Viscont</a>i: http://gianlucavisconti.blogspot.com/2009/03/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde.html</li>
<li><a href="http://quottaego.blogspot.com/2009/03/la-rivoluzione-verde-italiana-passa-dai.html" target="_blank">Ego&amp;Quota</a>: http://quottaego.blogspot.com/2009/03/la-rivoluzione-verde-italiana-passa-dai.html</li>
<li><a href="http://informazionesenzafiltro.blogspot.com/2009/03/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde.html" target="_blank">Informazione senza filtro</a>: http://informazionesenzafiltro.blogspot.com/2009/03/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde.html</li>
<li><a href="http://theobserver.splinder.com/" target="_blank">Samie</a>: http://theobserver.splinder.com/</li>
<li><a href="http://pdcilt.wordpress.com/" target="_blank">PdCI Latina</a>: http://pdcilt.wordpress.com/</li>
<li><a href="http://blog.libero.it/vidi/6673860.html" target="_blank">La Parola</a>: http://blog.libero.it/vidi/6673860.html</li>
<li><a href="http://doppiocieco.splinder.com/post/20048797/Diamo+una+spinta+alla+Rivoluzi" target="_blank">Doppiocieco</a>: http://doppiocieco.splinder.com/post/20048797/Diamo+una+spinta+alla+Rivoluzi</li>
<li><a href="http://www.piazza-pulita.org/" target="_blank">Piazza Pulita</a>: http://www.piazza-pulita.org/</li>
<li><a href="http://www.giannisilei.it/?p=4684" target="_blank">Tau2 Zero</a>: http://www.giannisilei.it/?p=4684</li>
<li><a href="http://menteambiente.blog.tiscali.it//Catena_di_blog__le_proposte_dei_blog_per_salvare_il_clima_1974002.shtml" target="_blank">Ambiental&#8230;mente</a>: http://menteambiente.blog.tiscali.it//Catena_di_blog__le_proposte_dei_blog_per_salvare_il_clima_1974002.shtml</li>
<li><a href="http://deamaltea.wordpress.com/2009/03/11/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde-italiana/" target="_blank">DeaMaltea</a>: http://deamaltea.wordpress.com/2009/03/11/diamo-una-spinta-alla-rivoluzione-verde-italiana/</li>
<li><a href="http://www.yourpage.it/2009/03/11/i-blog-partono-alla-difesa-dell%E2%80%99ambiente/" target="_blank" class="broken_link" rel="nofollow">Yourpage</a>: http://www.yourpage.it/2009/03/11/i-blog-partono-alla-difesa-dell%E2%80%99ambiente/</li>
<li><a href="http://viverecernusco.blogspot.com/2009/03/10-punti-per-iniziare-il-new-deal-verde.html" target="_blank">VIVERE Cernusco</a>: http://viverecernusco.blogspot.com/2009/03/10-punti-per-iniziare-il-new-deal-verde.html</li>
<li><a href="http://2piu2uguale5.ilcannocchiale.it/" target="_blank">2 + 2 = 5</a>: http://2piu2uguale5.ilcannocchiale.it/</li>
<li><a href="http://yanfry.wordpress.com/2009/03/11/i-blog-italiani-per-lambiente-e-leconomia/" target="_blank">Yblog</a>: http://yanfry.wordpress.com/2009/03/11/i-blog-italiani-per-lambiente-e-leconomia/</li>
<li><a href="http://www.robertomaviglia.it/IlmioBlog/tabid/59/EntryID/1068/Default.aspx" target="_blank">Roberto Maviglia</a>: http://www.robertomaviglia.it/IlmioBlog/tabid/59/EntryID/1068/Default.aspx</li>
</ol>
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		<title>Referendum, election day, furbizie e demagogie.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 13:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho seguito un po&#8217; il dibattito sulle accuse alla Lega Nord per quanto riguarda l&#8217;election day e lo spreco di denaro pubblico che avremmo se scegliessimo date diverse per elezioni amministrative, europee e referendum. La cosa mi stupisce un po&#8217;, dal momento che per altri referendum la scelta è stata (a mio parere illogicalmente) diversa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho seguito un po&#8217; il dibattito sulle accuse alla Lega Nord per quanto riguarda l&#8217;<strong>election day</strong> e lo <strong>spreco di denaro pubblico</strong> che avremmo se scegliessimo date diverse per elezioni amministrative, europee e referendum.<br />
La cosa mi stupisce un po&#8217;, dal momento che per altri referendum la scelta è stata (a mio parere illogicalmente) diversa.</p>
<p>Prendiamo quello sulla <strong>procrazione assistita</strong>, con la Chiesa ed i partiti cattolici a favore dell&#8217;astensione: data 12-13 Giugno 2005. Pochi mesi prima c&#8217;erano state le europee (3-4 Aprile), l&#8217;anno dopo le politiche.<br />
<strong>Però non una sola delle voci che si alzano oggi si espresse a favore dell&#8217;accorpamento delle date.</strong></p>
<p>Io sono favorevole all&#8217;election day ed all&#8217;accorpamento di diverse votazioni per evitare sprechi di denaro pubblico, <strong>a patto che ci sia una norma che valga sempre</strong>, e non solo quando l&#8217;astensione avvantaggia chi è in maggioranza in Parlamento. Basterebbe dire che i referendum vanno SEMPRE accorpati ad altre elezioni, ed eviteremmo anche di accorpare sempre il voto degli indifferenti a quello dei sostenitori del NO.<span id="more-3655"></span></p>
<p>Oggi chi protesta contro questo spreco lo fa in maniera strumentale (ogni elezione ha un costo), perché l&#8217;astensione punirebbe i promotori del referendum. Il referendum premia la lista più forte della maggioranza e punisce gli alleati, e questo significherebbe premiare PD e PDL (guardacaso entrambi favorevoli, oggi).</p>
<p>Oggi alla radio un senatore PD commentava negativamente il rischio del ritorno della frammentazione (tolto il politichese significa: se non alziamo i quorum perdiamo voti). Lo stesso dicasi per i rimborsi elettorali delle elezioni europee: ho sentito la proposta di eliminare quelli alle formazioni che non raggiungono il 4% per destinare questi soldi alle misure contro la crisi.</p>
<p>Ecco che torna la demagogia spicciola: si nasconde il vero obiettivo, che è zittire le voci alternative, tramite il ricorso a temi certamente importanti e toccanti, ma violentati dalla strumentalizzazione politica.</p>
<p>Oggi sia il referendum sia la questione dei rimborsi elettorali sono strumenti per chiudere, una volta per tutte, le porte ai partiti minori.<br />
<strong>Questo significa anche che non ci saranno MAI PIU&#8217; nuovi partiti e nuove iniziative politiche</strong>, che ovviamente alle prime tornate elettorali non otterrebbero percentuali a 2 cifre.</p>
<p>Se queste norme fossero state introdotte vent&#8217;anni fa, l&#8217;Italia dei Valori, i Verdi, la Lega Nord, Alleanza Nazionale &#8211; tanto per fare qualche esempio &#8211; non sarebbero mai esistite.</p>
<p>Riflettiamoci un attimo, prima di pensare che questa &#8220;<strong>semplificazione</strong>&#8221; non nasconda semplicemente una <strong>volontà egemonica  ed antidemocratica.</strong></p>
<p>Altrimenti andiamo fino in fondo, eliminiamo il diritto di voto oppure presentiamo una sola lista alle elezioni.  </p>
<p>Del resto le dittature sono i sistemi di governo più semplici.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le tante ragioni per non guardare il Festival di Sanremo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 17:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà per il compenso di Bonolis, per la canzone di Povia (*), per la presenza di Apicella, per la scelta dei concorrenti, o per la somma di questi ed altri motivi. Quest&#8217;anno non guarderò un solo minuto di Festival di Sanremo. Se poi Del Noce tuona con il suo &#8220;O arrivano i risultati o è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà per il compenso di Bonolis, per la canzone di <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/i-bambini-fanno-oh/">Povia</a> (*), per la presenza di Apicella, per la scelta dei concorrenti, o per la somma di questi ed altri motivi.</p>
<p><strong>Quest&#8217;anno non guarderò un solo minuto di Festival di Sanremo.</strong></p>
<p>Se poi <a rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/2009/02/speciale/sanremo/servizi/conferenza-del-noce/conferenza-del-noce/conferenza-del-noce.html">Del Noce</a> tuona con il suo &#8220;O arrivano i risultati o è crisi&#8221;, allora gli incentivi diventano davvero troppi.</p>
<p>* che <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/i-bambini-fanno-oh/">pare</a> non abbia devoluto in beneficenza come promesso i proventi della sua prima canzone che venne presentata sul palco del festival fuori concorso contro la prassi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Via le rinnovabili nel decreto milleproroghe</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 07:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo ci riprova ancora ed inserisce nel decreto milleproroghe viene tolto l&#8217;obbligo per i nuovi edifici di avere, almeno in parte, energia prodotta dalle rinnovabili. Questa norma era stata introdotta nell&#8217;ultima finanziaria di Prodi e doveva essere applicata da questo Gennaio. In un momento di crisi per il mondo del Lavoro, investire su questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo ci riprova ancora ed inserisce nel decreto milleproroghe viene tolto l&#8217;obbligo per i nuovi edifici di avere, almeno in parte, energia prodotta dalle rinnovabili. Questa norma era stata introdotta nell&#8217;ultima finanziaria di Prodi e doveva essere applicata da questo Gennaio.</p>
<p>In un momento di crisi per il mondo del Lavoro, investire su questo tipo di interventi significa spostare denaro dagli sprechi energetici (che vanno ad arricchire solo i paesi esteri dai quali importiamo fonti fossili) agli stipendi, avviando quindi un impatto positivo non solo in ambito ambientale.<span id="more-3617"></span></p>
<p><a href="http://blog.libero.it/KudaBlog/6497572.html" target="_blank">ilKuda</a>, <a href="http://cernuscotv.wordpress.com/2009/02/12/nuova-catena-di-blog-per-le-rinnovabili/" target="_blank">CernuscoTV</a>, <a href="http://razzismoitalia.blogspot.com/2009/02/ot-il-blog-aderisce-alla-catena-contro.html" target="_blank">Osservatorio sul Razzismo in Italia</a>, <a href="http://zadig.ilcannocchiale.it/2009/02/12/governo_berlusconi_nuovo_colpo.html" target="_blank">Zadig</a>, <a href="http://follonica.ilcannocchiale.it/2009/02/12/governo_berlusconi_nuovo_colpo.html" target="_blank">Follonica</a>, <a href="http://marcellazappaterra.wordpress.com/2009/02/12/energie-rinnovabili-il-governo-contro-la-difesa-ambientale/" target="_blank">Marcella Zappaterra</a>, <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/via-le-rinnovabili-nel-decreto-milleproroghe/" target="_blank">Alessandro Ronchi</a>, <a href="http://www.verdiforlicesena.org/2009/nuovo-stop-del-governo-alle-energie-rinnovabili/" target="_blank">Verdi Forlì-Cesena</a>, <a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/2009/02/12/nuovo-stop-del-governo-alle-energie-rinnovabili/" target="_blank">Verdi Emilia Romagna</a>, <a href="http://www.baseverde.org/2009/nuovo-stop-del-governo-alle-energie-rinnovabili/" target="_blank">BaseVerde</a>, <a href="http://blog.libero.it/blogdelgiorno/6498405.html" target="_blank">Blog del Giorno</a>, <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2009/02/incateniamocimillepro/" target="_blank">Letizia Palmisano</a>, <a href="http://letiziapalmisano.ilcannocchiale.it/2009/02/12/duro_colpo_alle_rinnovabili_ne.html" target="_blank">LETIZIA&#8217;S BLOG</a>, <a href="http://fiore.iworks.it/blog/2009/02/12/ennesimo-blitz-contro-le-rinnovabili-ennesima-catena/" target="_blank">Fiore Blog</a>, <a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/2009/02/12/tutto-pur-di-bruciare-fossili/" target="_blank">Verdi di Ferrara</a>, <a href="http://ilderviscio.wordpress.com/2009/02/12/e-il-governo-ci-riprova/" target="_blank">il Derviscio</a>, <a href="http://civati.splinder.com/post/19827038" target="_blank">Ciwati</a>, <a href="http://pdcogliate.blogspot.com/2009/02/duro-colpo-alle-rinnovabili-nel.html" target="_blank">PD Cogliate</a>, <a href="http://blog.libero.it/joiyce/6499644.html" target="_blank">Sale del mondo</a>, <a href="http://informazionesenzafiltro.blogspot.com/2009/02/duro-colpo-alle-rinnovabili-nel.html" target="_blank">Informazione senza filtro</a>, <a href="http://ladridimarmellate.blogspot.com/2009/02/milleproroghe-toglie-le-rinnovabili.html" target="_blank">Ladri di marmellate</a>, <a href="http://blog.libero.it/rigitans/6500016.html" target="_blank">Resistenza civile</a>, <a href="http://what-rondy-thinks.blogspot.com/2009/02/milleproroghe-slitta-di-un-anno-la-casa.html" target="_blank">Life in Italy</a>, <a href="http://blog.libero.it/DELUSION/6501594.html" target="_blank">Ma&#8217;pe iabbu</a>, <a href="http://ilbaruffi.blogspot.com/2009/02/contro-le-rinnovabili.html" target="_blank">Maurizio Baruffi</a>, <a href="http://deamaltea.wordpress.com/2009/02/12/nuova-catena-di-blog-per-le-rinnovabili/" target="_blank">Dea Maltea</a>, <a href="http://eco-ecoblog.blogspot.com/2009/02/ritorno-al-medioevo.html" target="_blank">Eco</a>, <a href="http://ww3.sciurapina.net/2009/02/12/ancora-mille/" target="_blank">Sciura Pina</a>, <a href="http://it.spreadrss.com/2009/02/12/duro-colpo-alle-rinnovabili-nel-milleproroghe/" target="_blank" class="broken_link" rel="nofollow">SpreadRSS</a>, <a href="http://www.giannisilei.it/?p=4200" target="_blank">Tau2 Zero</a>, BlogEko, <a href="http://www.marcellosaponaro.it/blog/2009/02/13/una-nuova-catena-solare-perche-ci-riprovano/" target="_blank" class="broken_link" rel="nofollow">Marcello Saponaro</a>, <a href="http://www.amicofragile.org/?p=1368" target="_blank">Amico Fragile</a>, <a href="http://menteambiente.blog.tiscali.it//La_lungimiranza_del_nostro_governo__un_altro_stop_alle_fonti_rinnovabili__1967922.shtml" target="_blank">Ambiental..mente</a>, <a href="http://pdvedano.blogspot.com/2009/02/il-governo-non-rinnova-le-rinnovabili.html" target="_blank">Pd Vedano</a>, <a href="http://blog.libero.it/AltreLatitudini/6058250.html" target="_blank">Writer</a>, <a href="http://voglioilfotovoltaico.blogspot.com/2009/02/comincia-unaltra-battaglia.html" target="_blank">Voglio il fotovoltaico</a>, <a href="http://noturbogaspontinia.blogspot.com/2009/02/salva-il-solare.html" target="_blank">No turbina gas</a>, <a href="http://agorambiente.it/portale/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=313&amp;Itemid=201" target="_blank">agorambiente</a>, <a href="http://lastanzadelbarone.blogspot.com/2009/02/catena-di-blog.html" target="_blank">laStanzaDelBarone</a>, <a href="http://ossessionicompulsioni.blogspot.com/2009/02/catena.html" target="_blank">Opinioni e Benessere</a>, <a href="http://www.ariannascuola.eu/joomla/index.php" target="_blank">il Filo di Arianna</a>, <a href="http://blog.libero.it/maxsoblog/view.php?nocache=1234544008" target="_blank">Maxso&#8217;s blog</a>, <a href="http://jacopofo.com/taglio-obblogo-pannelli-solari-nuovi-edifici-berlusconi-ambiente#comment-10755" target="_blank">Jacopo Fo</a>, <a href="http://evilgenius.splinder.com/post/19840007/Le+Rinnovabili+e+la+%22grande%22+B" target="_blank">Evil Genius</a>, <a href="http://gianlucaaiello.blogspot.com/2009/02/eliminate-le-rinnovabili-dai-progetti.html" target="_blank">Gianluca Aiello</a>, <a href="http://www.yourpage.it/2009/02/13/governo-berlusconi-nuovo-colpo-allo-sviluppo-delle-energie-rinnovabili/" target="_blank" class="broken_link" rel="nofollow">YourPage</a>.</p>
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		<title>Una analisi delle società partecipate a partire dal Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 13:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri in Consiglio Comunale abbiamo discusso (senza voto) sul ruolo delle società partecipate del Comune di Forlì. Queste società tolgono in generale potere decisionale dalle mani del Consiglio, e quindi dal controllo elettorale dei cittadini, e servono ad uno scopo ben preciso: conseguire l&#8217;oggetto sociale su indirizzo dell&#8217;amministrazione.<br />
Non sempre questo avviene, e <strong>la gran parte dei problemi deriva non tanto dagli indirizzi che l&#8217;amministrazione cerca di imporre, ma dalla struttura societaria</strong>. Una S.P.A. come Hera, anche se a maggioranza pubblica, cercherà di perseguire come scopo il maggior dividendo possibile, altrimenti le sue quotazioni in borsa perderanno valore.<span id="more-3552"></span><br />
In questi giorni si è parlato tanto della crisi finanziaria di <strong>Sapro</strong>, che deriva dalla mancata vendita dei terreni a disposizione (sulla stampa si parla di circa 100 mln di euro di debiti). In questo caso il problema è aggravato dai conflitti d&#8217;interessi tra chi programma l&#8217;uso del territorio (il Comune, la Provincia), chi ha bisogno di aree (i privati) e Sapro (che è di proprietà delle amministrazioni locali).<br />
Nella delibera che ci è stata presentata ieri <strong>Sapro viene individuata tra le società che si occupano di servizi di interesse generale a libero mercato</strong>. Questo però non combacia con le richieste fatte dalla società di coprire con una lettera di patronage (una garanzia) l&#8217;indebitamento con le Banche.</p>
<p><strong>Quale società nel libero mercato può godere delle stesse garanzie?</strong><br />
Il ruolo del Comune nei confronti della sua società, al di là del patronage,<strong> è particolarmente complesso</strong>. Quando il Comune programma il territorio, modificando la destinazione d&#8217;uso dei terreni, va ad incidere sul bilancio di Sapro.</p>
<p>Uno schema per chiarire:<br />
- Gli enti pubblici dettano gli indirizzi e fanno la programmazione del territorio.<br />
- Sapro ed altri privati realizzano questi indirizzi, anche con accordi di programma fuori dalle previsioni.<br />
- Gli enti pubblici sono proprietari di Sapro.</p>
<p>Nell&#8217;accordo di programma Querzoli-Ferretti, ad esempio, la scelta politica di fare un accordo di programma ha permesso alle aziende di non utilizzare i terreni di Sapro. Se non lo avesse fatto probabilmente le aziende si sarebbero rivolte a questa società, che avrebbe migliorato i suoi bilanci (ed essendo partecipata anche quelli dei suoi proprietari, tra i quali il Comune). In ogni caso queste scelte politiche incidono, in un verso o nell&#8217;altro, sul mercato e sui bilanci.</p>
<p><strong>Gli accordi di programma</strong> e le continue varianti permettono di superare qualsiasi programmazione, sulla base di un interesse pubblico difficilmente dimostrabile. </p>
<p>Tornando ad Hera, qui i problemi di gestione e governance si moltiplicano:<br />
- Il Comune dovrebbe impostare gli indirizzi<br />
- l&#8217;ATO, che raduna tutti i comuni, dovrebbe gestire le tariffe<br />
- Hera ha in affidamento i servizi pubblici<br />
- Il Comune ha una partecipazione in Hera</p>
<p>I problemi sono ben facili da individuare in questo ciclo chiuso: senza fare una gara d&#8217;appalto, in questi anni ATO è stata costretta ad accettare le tariffe richieste da Hera. I guadagni di Hera sono anche i guadagni del Comune e degli enti che fanno parte di ATO (quindi paradossalmente <strong> il committente è proprietario del fornitore</strong>).<br />
I guadagni di Hera sono i guadagni degli enti proprietari, che dovrebbero fare gli indirizzi (inceneritore sì, inceneritore no, porta a porta no).</p>
<p>La scarsa percentuale di partecipazione ha fatto perdere agli enti qualsiasi capacità di indirizzo: il 2.15% del comune di Forlì in Hera certamente non sposta nulla nel CDA.</p>
<p>Si aggiunga poi che il Comune è proprietario di Romagna Acque, che vende l&#8217;acqua ad Hera, o che Hera è proprietaria di parte di Agess, che scrive i piani energetici del Comune (che include ad esempio il teleriscaldamento di Hera). Si possono individuare molti altri problemi che certamente rendono più complicata la guida e la gestione dei servizi pubbilci.</p>
<p>Sul teleriscaldamento si gioca un&#8217;altra partita complicata e sottovalutata: le reti dell&#8217;acqua e del gas, per fortuna, sono pubbliche. Il teleriscaldamento invece è totalmente di proprietà del gestore, che è proprietario anche delle reti: in futuro se un&#8217;altra ditta vorrà fornire il servizio dovrà sfruttare le reti di Hera, che come concorrente ha la possibilità di impedirlo.</p>
<p><strong>Non è una ipotesi assurda, se pensiamo a quanto è avvenuto sulla telefonia, sia fissa sia mobile.</strong> Per quella fissa abbiamo liberalizzato il mercato vendendo le reti (il doppino è di telecom). In questo modo telecom ha sempre avuto il controllo, che porta le nostre bande larghe per internet tra le più care d&#8217;Europa.<br />
La proprietà privata delle reti di telefonia mobile, invece, hanno moltiplicato il numero di antenne per i cellulari: ogni gestore ha le sue. E questo difficilmente può essere considerato un bene.</p>
<p>Bisognerebbe fare quindi una riflessione approfondita sul ruolo delle società partecipate, sulla loro necessità e sulle modalità per recuperare trasparenza, governance e credibilità.</p>
<p>Sono molto curioso di sapere in quanti hanno letto fino alla fine questo lungo articolo, ed hanno una loro opinione in merito, penso che il tema sia uno dei più importanti per una amministrazione pubblica.</p>
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		<title>La crisi, l&#8217;Euro e la Sterlina</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2008/la-crisi-leuro-e-la-sterlina/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 11:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso si sente ancora parlare di quanto male abbia fatto l&#8217;introduzione dell&#8217;Euro nella nostra economia. C&#8217;è chi si lamenta di quanto siano aumentati i prezzi (dimenticando forse che i prezzi non li fa l&#8217;€ ma chi vende e chi compra), e chi dice che senza la moneta unica oggi staremmo meglio. Quello che sta accadendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso si sente ancora parlare di quanto male abbia fatto l&#8217;introduzione dell&#8217;Euro nella nostra economia. C&#8217;è chi si lamenta di quanto siano aumentati i prezzi (dimenticando forse che i prezzi non li fa l&#8217;€ ma chi vende e chi compra), e chi dice che senza la moneta unica oggi staremmo meglio.</p>
<p>Quello che sta accadendo alla Gran Bretagna, è l&#8217;ennesima dimostrazione del valore della nostra moneta, che ha tenuto. <strong>Il loro potere d&#8217;acquisto in 2 mesi ha perso il 20% e la loro moneta è oggi scambiata alla pari con la nostra.</strong></p>
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		<title>La Giusta Misura per uscire dalla Crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 09:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo clima di crisi economica i furbetti tentano di sfruttare il panico per fare, come al solito, i propri interessi, seguiti da chi, al governo del territorio o del nostro Paese, si trova a dover proporre soluzioni per uscirne. Recentemente il Governo ha limitato le possibilità per i privati e le imprese di ottenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo clima di crisi economica i <strong>furbetti</strong> tentano di sfruttare il panico per fare, come al solito, i propri interessi, seguiti da chi, al governo del territorio o del nostro Paese, si trova a dover proporre soluzioni per uscirne.</p>
<p>Recentemente il Governo ha <strong>limitato le possibilità</strong> per i privati e le imprese di ottenere incentivi e detrazioni sugli interventi per il <strong>risparmio energetico.</strong></p>
<p>Nello stesso tempo ha parlato della necessità di <strong>aumentare i consumi</strong>, senza parlare di cosa e come si debba consumare in una società sostenibile economicamente ed ecologicamente tentando, invano, di tornare ad un sistema che strutturalmente non si regge in piedi.</p>
<p>Dalla concorrenza al ribasso su prezzi e diritti di chi lavora, alla rincorsa alla disoccupazione, allo sfruttamento di tutte le risorse come se fossero infinite ed a costo zero.<span id="more-3481"></span></p>
<p>Se c&#8217;è un insegnamento che dovremmo trarre da questa situazione è proprio il segnale chiaro della necessità di regole sensate ed uguali per tutti, di una economia che si basa sulle reali necessità e disponibilità del territorio, di risparmio nell&#8217;uso delle risorse che sono finite e non rinnovabili.</p>
<p>E&#8217; per questo che il taglio agli incentivi alle energie alternative ed al risparmio energetico è una iniziativa gravissima e stupida: se c&#8217;è una cosa che deve crescere, in tutto il Pianeta, è proprio il lavoro che porta alle famose tre sostenibilità: sociale, economica ed ambientale.</p>
<p>Lo stesso vale per il contesto locale, nel quale la crisi rischia di diventare il pretesto con il quale concedere sfruttamento del territorio senza regole ed in maniera discrezionale, non uguale per tutti.</p>
<p>In questo momento devono essere date possibilità di crescita alle aziende che intendono investire sul territorio, ma allo stesso tempo si deve fare molta attenzione alla speculazione, che è una delle cause del crollo dei mercati finanziari.</p>
<p>Il passato recente dimostra che i nostri dubbi erano fondati, che costruire più del necessario non porta solo problemi ambientali e sociali ma alimentano anche bolle che, allo scoppio, mettono in crisi soprattutto i più deboli.</p>
<p>Oggi chi crede che l&#8217;ambiente sia un costo da tagliare in momenti di ristrettezze economiche, purtroppo non ha compreso le grandi occasioni che abbiamo perso e stiamo perdendo.<br />
Se avessimo lavorato di più in passato sul risparmio energetico avremmo creato posti di lavoro non delocalizzabili in Cina, pagati senza continui sostegni pubblici ma con il taglio dei consumi di fonti fossili provenienti quasi esclusivamente dall&#8217;estero, ed allo stesso tempo migliorando la qualità del nostro Paese. </p>
<p>Il Sole ed il Vento non salgono di prezzo da un anno all&#8217;altro, al contrario del Petrolio.<br />
Lo stesso ragionamento si può fare per l&#8217;acqua, che da bene comune si vuole trasformare in risorsa privata, per i rifiuti che gettiamo e bruciamo e che rappresentano uno spreco continuo di materie prime che importiamo dall&#8217;estero.</p>
<p>Purtroppo questa concezione di una economia nuova, di cui ha recentemente trattato un bell&#8217;articolo sul Sole 24 Ore (non proprio un quotidiano ecologicamente estremista) e che ha giustamente riempito la campagna elettorale di Obama, è totalmente sconosciuto a tutti i partiti oggi presenti nel nostro Parlamento. </p>
<p>Mentre sulle sciocchezze si possono inscenare teatrini, sul ritorno al nucleare, sulle opere inutili e su tante altre questioni che oggi dovrebbero prendere una strada diversa assistiamo a continui inciuci e strette di mano sottobanco.<br />
Oggi più che mai è necessario un cambiamento, un passaggio verso la giusta misura delle cose, non ad una crescita fine a sè stessa dei consumi. Altrimenti non usciremo dalla crisi, ed a questa continueranno a seguirne ciclicamente altre.</p>
<p>Aggiornamento: potete leggere dettagli sull&#8217;iniziativa del Governo su <a href="http://www.senamion.it/2008/12/01/detrazioni-55-per-risparmio-energetico-affossate/">Senamion</a></p>
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		<title>La Giusta Misura per uscire da&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 09:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Giusta Misura per uscire dalla Crisi http://ff.im/bos7</p>
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		<title>Il Diritto alla vita non è un dovere ad ogni costo</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 13:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; chiaro che qui non si fa il tifo per la morte di nessuno. Però credo che si debba discutere in maniera molto laica sulla vicenda di Eluana Englaro, perché questo caso specifico apre un dibattito sui diritti che è necessario affrontare e generalizzare. La morte di Eluana poteva essere totalmente indolore e priva di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; chiaro che qui non si fa il tifo per la morte di nessuno. Però credo che si debba discutere in maniera molto laica sulla vicenda di Eluana Englaro, perché questo caso specifico apre un <strong>dibattito sui diritti </strong>che è necessario affrontare e generalizzare.</p>
<p>La morte di Eluana <strong>poteva essere totalmente indolore</strong> e priva di attenzioni mediatiche. Bastava trovare una struttura consenziente: siamo in Italia e le leggi sono semplici indicazioni di massima. Questa battaglia intrapresa dal padre di Eluana è invece una<strong> battaglia sul diritto</strong>: se la sua intenzione fosse stata quella di disfarsi del problema, avrebbe trovato altre scorciatoie.</p>
<p>16 anni di battaglie legali, chissà quali sofferenze personali e quanti soldi spesi in avvocati.<br />
Pensate a quanto è estenuante un percorso di questo tipo.</p>
<p>La <strong>giusta misura</strong> sarebbe stata la possibilità per Eluana di scrivere nel proprio testamento biologico la volontà di non rimanere in stato vegetativo permanente (e lo avrebbe fatto). A quel punto, trascorso un tempo ragionevole, <strong>i medici avrebbero potuto porre fine alla sua vita con metodi certamente migliori.</strong><span id="more-3471"></span></p>
<p>Questa possibilità è stata negata anche per le pressioni molto forti nei confronti delle istituzioni chiamate a decidere. Così si è dovuta trovare la <em>scappatoia</em> della sospensione della somministrazione di acqua e cibo.</p>
<p>Ritengo quindi che ci sia un po&#8217; di ipocrisia in tutta la battaglia contro la decisione della cassazione, oggi appesa alle modalità della morte di Eluana. Ognuno dovrebbe poter decidere per sè, nel rispetto dei diritti degli altri, oppure si smetta di parlare di libertà (parola molto utile solo quando ci sono interessi economici).</p>
<p>Un&#8217;altra ipocrisia sta nelle spese e nelle doppie misure. Siamo sicuri che la <strong>giusta misura</strong> sia tenere in vita la Englaro contro la sua volontà, piuttosto che destinare quelle migliaia di euro l&#8217;anno per il suo mantenimento a paesi dove con 1€ al giorno un bambino riesce a mangiare?<br />
La vita di Eluana in questo stato è più importante di quella delle persone che muoiono al lavoro per mantenere il nostro stato di vita?<br />
Perché lo stesso accanimento non si vede quando si parla delle missioni di Guerra?</p>
<p>Siamo sicuri che tutto questo sia dovuto veramente all&#8217;amore per la vita? Non c&#8217;è forse il dubbio che un po&#8217; di questa forza derivi dalla gestione di gran parte delle strutture private nelle quali queste persone sono mantenute?</p>
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		<title>PER USCIRE DALLA CRISI  CON I  VERDI IN  EUROPA  NELLE CITTA&#8217; NEL PAESE</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 08:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DOMENICA 23 NOVEMBRE 2008, ORE 10 &#8211; 17 BOLOGNA, SALA SILENTIUM QUARTIERE SAN VITALE vicolo Bolognetti, 2 (dalla stazione ferroviaria autobus n° 32 Porta San Vitale) Scarica l&#8217;invito e mandalo agli amici! Economia, diritti, informazione confronto aperto per IL PROGETTO ECOLOGISTA con molti &#8220;se&#8221; e molti &#8220;ma&#8221; Alle ore 13/13,30 pranzo con piatti a base [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DOMENICA 23 NOVEMBRE 2008, ORE 10 &#8211; 17</strong><br />
<strong>BOLOGNA,  SALA SILENTIUM QUARTIERE SAN VITALE</strong><br />
vicolo Bolognetti, 2<br />
(dalla stazione ferroviaria autobus n° 32 Porta San Vitale)</p>
<p><a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/11/per_uscire_dalla_crisi_con_verdi_bologna.pdf'>Scarica l&#8217;invito e mandalo agli amici!</a></p>
<p><strong>Economia, diritti, informazione</strong></p>
<p><strong>confronto aperto per IL PROGETTO ECOLOGISTA  con molti &#8220;se&#8221; e molti &#8220;ma&#8221;</strong></p>
<p>Alle ore 13/13,30 pranzo con piatti a base di ingredienti biologici; il costo di un menù completo è tra i 10 e i 15 euro.<br />
Chi intende usufruire del pranzo è pregato di comunicarlo via email a pamela.meier@alice.it</p>
<p><strong><a href="http://www.baseverde.org/manifesto-per-uscire-dalla-crisi/">LEGGI E FIRMA IL MANIFESTO DI CONVOCAZIONE E PRIMI FIRMATARI</a></strong></p>
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		<title>No alla legge regionale contro i mercatini dell&#8217;usato</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 07:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi pare che i contenuti della legge regionale sugli hobbysti siano eccessivamente severi. Se Berlusconi può prendere come pretesto la crisi economica per posticipare gli impegni di Kyoto, facciamo altrettanto per allontanare una regolamentazione che colpisce più che altro quelli che non hanno grossi stipendi. In tempi di crisi vogliamo colpire i mercatini dell&#8217;usato? Chiudendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/aronchi/2474414618/" title="J'adore le vintage di Alessandro Ronchi, su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2141/2474414618_a7b619cb38_m.jpg" width="240" height="160" alt="2474414618 a7b619cb38 m No alla legge regionale contro i mercatini dellusato"  title="foto No alla legge regionale contro i mercatini dellusato " /></a>Mi pare che i <a rel="nofollow" href="http://www.ilpassatore.it/2008/10/16/avviata-una-campagna-contro-la-legge-regionale-sui-mercatini-dellusato/">contenuti della legge regionale sugli hobbysti</a> siano eccessivamente severi.<br />
Se Berlusconi può prendere come pretesto la crisi economica per posticipare gli impegni di Kyoto, facciamo altrettanto per allontanare una regolamentazione che colpisce più che altro quelli che non hanno grossi stipendi. In tempi di crisi vogliamo colpire i mercatini dell&#8217;usato?</p>
<p>Chiudendo questi mercatini si mandano più rifiuti in discarica, ed impediamo il riuso e lo scambio degli oggetti che un giorno diventeranno storici.</p>
<p>Per approfondimenti:<br />
<a rel="nofollow"href="http://mizcesena.blogspot.com/2008/09/il-miz-reagisce-alla-legge-regionale.html">Miz &#8211; Movimento Impatto Zero</a></p>
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		<title>H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 08:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Compagnia teatrale ITINERARIA presenta &#8220;H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221; (200 repliche in due anni) Lunedì 27 Ottobre 2008 ore 20.45 alla Sala San Luigi, in via L. Nenni 12 &#8211; FORLI&#8217;- INGRESSO GRATUITO organizzato dall&#8217;Associazione SORRISI DAL MONDO Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi Interpreti: Fabrizio De Giovanni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Compagnia teatrale ITINERARIA presenta &#8220;<strong>H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità</strong>&#8221; (200 repliche in due anni)  Lunedì 27 Ottobre 2008 ore 20.45 alla Sala San Luigi, in via L. Nenni 12 &#8211; FORLI&#8217;-</p>
<p>INGRESSO GRATUITO</p>
<p>organizzato dall&#8217;Associazione SORRISI DAL MONDO</p>
<p>Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi<span id="more-3239"></span></p>
<p>Interpreti: Fabrizio De Giovanni e Lorella De Luca<br />
Regia: Emiliano Viscardi<br />
Musiche originali: Augusto Ripari<br />
Allestimenti tecnici e scenografici: Maria Chiara Di Marco<br />
Datore Luci e macchinista: Eliel Ferreira<br />
Assistente alla regia: Aldo Bianchi<br />
Light designer: Giorgio Romano<br />
Contributi video: Dario Barezzi<br />
Operatore video: Sergio Cavandoli<br />
Post-produzione video: Franco Valtellina<br />
Testo: Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni</p>
<p>Con la partecipazione di: Roberto Carusi che ha prestato la voce per i video.</p>
<p>Per informazioni:<br />
Associazione Culturale e Teatrale Itineraria – Cologno Monzese (MI)<br />
Tel. 02/25396361- 335.8393331<br />
e-mail itinerariateatro@gmail.com<br />
sito internet www.itineraria.it</p>
<p>(cliccando sul logo &#8220;H2Oro&#8221; è possibile scaricare tutto il materiale relativo allo spettacolo)</p>
<p>H2Oro<br />
  L&#8217;acqua un diritto dell&#8217;umanità</p>
<p>Da un progetto di Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara Di Marco nasce questo spettacolo di teatro-documento per sostenere il diritto all&#8217;acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del &#8220;Bel Paese&#8221;, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti.</p>
<p>L&#8217;acqua non deve diventare &#8220;l&#8217;oro blu&#8221; del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato &#8220;l&#8217;oro nero&#8221; del secolo XX. L&#8217;acqua deve invece essere considerata come bene comune, patrimonio dell&#8217;umanità. L&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l&#8217;acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell&#8217;area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future. Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi della privatizzazione dell&#8217;acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell&#8217;acqua, delle guerre dell&#8217;acqua e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione dell&#8217;acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della necessità di contrastare e invertire l&#8217;indirizzo di mercificazione e privatizzazione. Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all&#8217;insegna del denaro, ma della dignità umana.</p>
<p>Spettacolo premiato  nel 2006 con una targa d&#8217;argento dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Realizzato con il Patrocinio del &#8220;Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull&#8217;Acqua&#8221; e del &#8220;Centro Nuovo Modello di Sviluppo&#8221; di Vecchiano, ha ricevuto in seguito il Patrocinio del Ministero delle Politiche agricole e forestali, del Ministero della Pubblica Istruzione Università e Ricerca, della Presidenza della Regione Lombardia e della Provincia di Lodi.</p>
<p>GOLIA E&#8217; NUDO</p>
<p>&#8220;H2Oro – l&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221; è una produzione dell&#8217;Associazione Culturale e Teatrale ITINERARIA in forma di teatro-documento.</p>
<p>Essa si pone in quel filone di testimonianze civili, portate attraverso il teatro, che questa Associazione propone – da oltre dieci anni – ai suoi soci e a un pubblico, indistintamente, di cittadini, studenti, frequentatori di biblioteche e organizzazioni di volontariato.</p>
<p>Fabrizio De Giovanni è, con Lorella De Luca, interprete dello spettacolo che si è – per così dire – &#8220;cucito addosso&#8221; affinché le sconvolgenti verità di cui si fa portavoce acquistino (ancorché ampiamente ed autorevolmente documentate) un&#8217;ulteriore credibilità anche in versione scenica.</p>
<p>L&#8217;attore/autore si è avvalso della collaborazione dello storico Ercole Ongaro, già felicemente autore di altre due produzioni teatrali di Itineraria (l&#8217;una sulla Costituzione, l&#8217;altra sui diritti dei bambini) che tuttora si replicano, ma anche di Emiliano Viscardi per la regia, di Maria Chiara Di Marco per l&#8217;apparato scenico, di Dario Barezzi per i contributi filmati. E non a caso: la varietà dei linguaggi e degli strumenti non è tanto una moda in voga nel teatro attuale quanto, piuttosto, una scelta di necessità. Affrontando infatti temi di urgente attualità quale, tra gli altri, è quello dell&#8217;acqua e mettendosi (come amava dire Don Milani) &#8220;dalla parte dell&#8217;ultimo&#8221;, imprescindibile è l&#8217;esigenza di volgere a buon fine quegli stessi accattivanti mezzi di comunicazione che quotidianamente aggrediscono la società contemporanea ed in particolare le giovani generazioni.</p>
<p>Itineraria – nella convinzione di poter contribuire alla consapevolizzazione degli spettatori sui problemi determinanti per il futuro dell&#8217;umanità – è particolarmente orgogliosa del fatto che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi abbia concesso allo spettacolo &#8220;H2Oro&#8221; una targa d&#8217;argento (come, a suo tempo, allo spettacolo sulla Costituzione e a quello sui diritti dell&#8217;infanzia).</p>
<p>&#8220;Che fare?&#8221;: è l&#8217;interrogativo che tormenta spesso gli spettatori degli spettacoli di Itineraria sui temi dell&#8217; odierna mondialità, ma anche sui nodi più aggrovigliati di un recente passato per non dimenticare: la Shoah, la Resistenza, l&#8217;esodo del popolo palestinese.</p>
<p>Sentirsi interrogati è prendere coscienza della realtà dei molti &#8220;senza voce&#8221; cui può dar voce la gente di teatro. È scoprire – con il bimbo della famosa fiaba di Andersen – che l&#8217;imperatore è nudo. È capire che la piccola fionda di Davide può, alla lunga, abbattere i molti Golia del potere che opprime. </p>
<p>Roberto Carusi<br />
(presidente di Itineraria)</p>
<p>SCALETTA dello spettacolo:</p>
<p>&#8220;H2ORO &#8211; L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221;</p>
<p>-        Filmato di apertura<br />
-        monologo sulla scarsità dell&#8217;acqua<br />
-        monologo sull&#8217;acqua come diritto e non come bene economico<br />
-        monologo su mercificazione dell&#8217;acqua e Manifesto Contratto Mondiale<br />
-        introduzione alla Rivolta di Cochabamba<br />
-        filmato: &#8220;Cochabamba: Suor Antonietta Potente&#8221;<br />
-        monologo su Coca Cola nel mondo e caso inglese<br />
-        lettura: La Coca Cola è fuorilegge?<br />
-        filmato: &#8220;progetto fondamentalista della Coca-Cola&#8221;<br />
-        monologo su Le guerre per l&#8217;acqua e L&#8217;acqua in Palestina/Israele<br />
-        monologo su Le guerre per i fiumi<br />
-        monologo su Le dighe nel mondo<br />
-        conclusione prima parte citazione don Milani e Gandhi<br />
-        poesia Nando Dalla Chiesa musicata<br />
-        monologo su L&#8217;Italia e l&#8217;acqua minerale<br />
-        monologo su Parametri: acqua potabile/acqua minerale<br />
-        monologo su Le multinazionali dell&#8217;acqua minerale e le concessioni<br />
-        monologo su &#8220;Mineracqua&#8221; e il ricatto pubblicitario<br />
-        filmato: &#8220;Trasparenza: le analisi invisibili&#8221;<br />
-        filmato: &#8220;Vox populi&#8221;<br />
-        monologo su L&#8217;informazione indipendente e il consumo critico<br />
-        monologo su La mafia e l&#8217;acqua<br />
-        monologo su il miracolo di Agrigento, Sanpellegrino/Nestlè<br />
-        monologo su Gli sprechi strutturali<br />
-        monologo su Gli scempi con caso Mugello/TAV<br />
-        monologo su Il caso Milano<br />
-        monologo su Cosa fare noi-qui-ora<br />
-        filmato: &#8220;Jacopo Fo: risparmiare l&#8217;acqua nel quotidiano&#8221;<br />
-        monologo su L&#8217;acquedotto pugliese e Petrella ex presidente<br />
-        monologo su La Toscana e la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua<br />
-        monologo su Napoli e Padre Alex Zanotelli<br />
-        monologo su S. Giuliano M.se &#8220;Fontane con le bollicine&#8221;<br />
-        monologo su Bagnacavallo &#8220;Riduttori di flusso&#8221;<br />
-        conclusione spettacolo, citazione Gesualdi/Sara Ongaro<br />
-        montaggio poetico/finale</p>
<p>[Durata totale 90 minuti circa]</p>
<p>Articolo tratto da &#8220;Peacereporter&#8221;</p>
<p>Un palcoscenico sull&#8217;acqua<br />
Uno spettacolo racconta i problemi legati allo sfruttamento dell&#8217;acqua<br />
di Dolores Carnemolla<br />
La scena è nuda: un leggìo da una parte, uno sgabello dall&#8217;altra, al centro uno schermo, dapprima spento. Poi si accendono immagini di battaglie prese in prestito dal cinema: conflitti dall&#8217;età della pietra ai nostri giorni. Un uomo sale sul palcoscenico rivolgendosi agli spettatori: senza preamboli comincia a parlare dei problemi relativi alla scarsità dell&#8217;acqua, di questioni che hanno generato aspre ostilità a causa dell&#8217;oro blu. È un attore? Non sembra stia &#8220;recitando&#8221;: il suo tono, benché impostato, è di una autenticità disarmante. L&#8217;argomento che sta esponendo è cosa di tutti i giorni,  quello che dovrebbe essere un monologo è in realtà l&#8217;inizio di un dialogo tra la sua voce che ci informa sui fatti e le coscienze di chi sta ad ascoltare.</p>
<p>Così comincia &#8220;H2oro-l&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221;: produzione dell&#8217;Associazione Culturale e Teatrale Itineraria, sui palcoscenici alternativi di tutta Italia da marzo ad ottobre.<br />
La forma è quella del  teatro-documento, lo scopo è quello di rendere consapevole la società civile del fatto che l&#8217;acqua è un bene comune e  averne accesso è un diritto fondamentale. Fabrizio De Giovanni è, con Lorella De Luca, autore-attore di questo spettacolo scritto con la collaborazione di Ercole Onagro. La rappresentazione si avvale di linguaggi e contributi diversi (letture di documenti, video) ben amalgamati dalla regia di Emiliano Viscardi e dall&#8217;apparato scenico di Maria Chiara Di Marco.</p>
<p>Come si apprende dal libro di Vandana Shiva, &#8220;Le guerre dell&#8217;acqua&#8221; (Fabrizio De Giovanni ne legge qualche passo significativo) l&#8217;acqua è insufficiente in Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana  e Stati Uniti e le guerre dell&#8217;acqua non sono un evento del futuro: sono già in atto veri e propri conflitti in ogni società. Che si tratti del Punjab o della Palestina, spesso la violenza politica nasce dalla competizione per appropriarsi delle scarse e vitali risorse idriche. Molti di questi conflitti politici sono celati: chi controlla il potere maschera le guerre dell&#8217;acqua, facendole apparire come scontri etnici o religiosi.</p>
<p>Ogni giorno 30.000 persone muoiono per cause connesse alla scarsità di acqua o alla sua cattiva qualità o igiene. La Comunità Internazionale continua a rifiutare il concetto che l&#8217;acqua è un diritto di tutti, preferendo trattarla come un bene economico, soggetto alle leggi del mercato e accessibile solo a chi può permetterselo. Il programma per lo sviluppo delle nazioni Unite ha dimostrato che l&#8217;obiettivo di rendere accessibile l&#8217;acqua all&#8217;intera umanità è economicamente realizzabile. Non sono le tecnologie né le risorse che mancano, dipende dalla volontà di chi compie scelte politiche ed economiche: negando ai poveri l&#8217;accesso all&#8217;acqua, privatizzandone la distribuzione e inquinando pozzi e fiumi. La pretesa di vendere l&#8217;acqua è pari a quella di vendere l&#8217;aria: rivendicare il diritto alla disponibilità di acqua potabile significa difendere il diritto di vivere per tutti gli esseri viventi.</p>
<p>In 70 minuti di spettacolo si apprendono tante scomode verità, ma anche indicazioni utili a capire il problema e quindi ad assumere gli atteggiamenti giusti, anche nelle abitudini quotidiane: rifiutare, ad esempio, il ricatto delle pubblicità che inducono all&#8217;acquisto dell&#8217;acqua in bottiglia o evitare gli sprechi giorno dopo giorno.<br />
L&#8217;invito di H2oro è quello di collaborare insieme per creare &#8220;democrazie dell&#8217;acqua&#8221;.<br />
Come scrive Vandana Shiva, &#8220;se costruiamo la democrazia, costruiamo la pace&#8221;.</p>
<p>H2Oro, il teatro-documento che mancava</p>
<p>di Barbara D&#8217;Amico 15/10/2007</p>
<p>&#8220;Uno spettacolo teatrale per sostenere il diritto all&#8217;acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del &#8216;Bel Paese&#8217;, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti&#8221;, recita l&#8217;introduzione sulla locandina di questo spettacolo quasi del tutto sconosciuto, fino a ieri. E non servirebbero altre descrizioni se non fosse che H2Oro, più che un semplice spettacolo, è una vera e propria impresa. L&#8217;acqua come bene comune, come diritto inalienabile dell&#8217;uomo, la sua fragilità e la gravissima crisi che rischia di portarci ad un&#8217;ulteriore serie di conflitti per il predominio di questa risorsa principe: non è facile tradurre un messaggio così complesso in esperienza da palcoscenico, eppure la Compagnia Itineraria di Roberto Carusi ci riesce inaugurando un nuovo genere teatrale, quello del Teatro- Documento appunto, a metà strada tra la commedia e l&#8217;inchiesta &#8211; diversa dalla satira &#8211; in cui &#8220;l&#8217;acqua&#8221; è solo l&#8217;ultima arrivata dopo esperimenti scenici sui diritti dell&#8217;infanzia, sulla Shoàh e sulla Costituzione.</p>
<p>Il progetto nasce in modo travagliato. E&#8217; Fabrizio De Giovanni &#8211; scuola di Dario Fo e Franca Rame nonché protagonista di H2Oro &#8211; ad abbozzare l&#8217;idea dello spettacolo. &#8220;Ogni qualvolta ci siamo scontrati con i diritti umani questi, in qualche modo, erano e sono connessi all&#8217;acqua&#8221;, ha dichiarato in una recente intervista. E sono proprio le connessioni tra diritti umani e crisi idrica che lo spingono a documentarsi verso la fine degli anni Novanta facendogli scoprire un mondo parallelo, fatto di quelle che definisce assurdità e negazioni di un bene fondamentale. &#8220;E&#8217; pazzesco! Lo sapevate che i parametri di qualità per l&#8217;acqua potabile sono più restrittivi di quelli previsti per l&#8217;acqua in bottiglia? O che con 1 euro le multinazionali acquistano 100 mila litri d&#8217;acqua potabile che poi rivendono in bottiglia a un prezzo enorme?&#8221;, denuncia anche fuori dal teatro. Il materiale è mastodontico, il tema scomodo, ma dopo anni di tentativi la Compagnia, con la decisiva collaborazione della scenografa Maria Chiara di Marco, riesce a dargli forma.</p>
<p>De Giovanni porta, così, in scena un monologo di quasi due ore intervallato sapientemente dai filmati di Dario Barezzi e dalle testimonianze scritte di giornalisti, studiosi e premi Nobel sulla carenza dell&#8217;acqua e sulla speculazione dell&#8217;imbottigliamento delle risorse idriche. E&#8217; questo, infatti, uno dei temi centrali della pièce che punta il dito contro la privatizzazione delle acque potabili da parte delle multinazionali e contro l&#8217;Italia, prima consumatrice al mondo &#8211; anche prima degli Stati Uniti &#8211; di acqua in bottiglia. Esilaranti le interviste alle persone comuni che dichiarano di bere &#8220;acqua normale&#8221; &#8211; cioè in bottiglia &#8211; anziché &#8220;strana&#8221; come quella del rubinetto. Come ilare è il tentativo del protagonista di capire cosa debba fare per ottenere l&#8217;analisi dell&#8217;acqua che beve: un&#8217;odissea infinita fatta di rimpalli tra uffici comunali, asl e telefoni chiusi in faccia .</p>
<p>Il messaggio è chiaro: bevete acqua del rubinetto. A provarne l&#8217;assoluta sicurezza sono dati scientifici e studi che, con un colossale lavoro di ricerca, De Giovanni ha saputo raccogliere e sistematizzare. Da Giuseppe Altamore a Riccardo Petrella &#8211; studioso della &#8220;petrolizzazione&#8221; dell&#8217;acqua &#8211; le fonti si dimostrano eccellenti e trasformano H2Oro in una vera e propria inchiesta dall&#8217;alto contenuto informativo ma dai toni scomodi. Talmente scomodi da renderne invisa la replica nei principali teatri italiani. Fatta eccezione per Milano e Firenze, dopo ben 122 repliche ed una targa d&#8217;argento rilasciata da Carlo Azeglio Ciampi, H2Oro non riesce ad approdare a Roma. &#8220;Teatri pieni&#8221;, pare abbia risposto l&#8217;assessorato alla cultura della capitale. In realtà &#8220;rischiamo denunce e querele ad ogni spettacolo ormai&#8221;, dichiara De Giovanni alla platea alla fine della replica dello scorso 6 ottobre proprio a Firenze, mentre distribuisce etichette auto-prodotte da incollare sulle bottiglie di plastica. Il marchio recita &#8220;Acqua S.Rubinetto &#8211; L&#8217;acqua che non pesa sulla spesa&#8221; ed è il modo più efficace, secondo Itineraria, per riuscire a bere acqua potabile dando uno smacco alle multinazionali. H2Oro è allora un piccolo grande terremoto che si inserisce in quella battaglia coraggiosamente condotta già da padre Alex Zanotelli. Perché l&#8217;acqua è un bene fondamentale, non una merce.</p>
<p>Fabrizio De Giovanni (Milano, 1967)</p>
<p>Nel 1991 prende parte con la Compagnia teatrale di Dario Fo e Franca Rame a Parliamo di donne e nel 1998 a Marino libero! Marino è innocente!, spettacolo per la riapertura del &#8220;Caso Sofri&#8221;.</p>
<p>E&#8217; tra i fondatori della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi con la quale ha preso parte, dal 1994, a tutti gli spettacoli prodotti. Dal 2000 presta la voce alle marionette della storica Compagnia Carlo Colla e figli di Milano. </p>
<p>Nel 2005 ha preso parte alle registrazioni della trasmissione di Raidue &#8220;Il teatro in Italia&#8221; con Dario Fo e Giorgio Albertazzi. Da allora ha preso parte a tutte le nuove produzioni di Dario Fo.</p>
<p>Dal 1992 opera anche nell&#8217;ambito della promozione della lettura con incontri rivolti sia ai bambini che agli adulti, in collaborazione con biblioteche e scuole. Dal 1995 collabora alla produzione di audio libri e audiovisivi scolastici per gli Editori: Fabbri, Giunti, Sedes, Loescher, Lang, Petrini, RCS, Cideb e  Salani (Roal Dahl).</p>
<p>Associazione Culturale e Teatrale Itineraria &#8211; Cologno Monzese (Mi) via Goldoni, 18</p>
<p>tel. 02.25396361 &#8211; 02.2538451- 335.8713663 &#8211; h2oro@itineraria.it &#8211; www.itineraria.it</p>
<p>INTERVISTA A ERCOLE ONGARO (co-autore del testo)</p>
<p>Perché ha scritto questo testo?</p>
<p>Come cittadino mi sono sentito interpellato dai processi in atto di mercificazione e privatizzazione dell&#8217;acqua e ho pensato che anche con la forma teatrale potevo contribuire a far prendere coscienza della pericolosità di quanto sta avvenendo in questo settore. Il primo segnale per il risveglio della mia coscienza civica mi è venuto dalla rivolta dell&#8217;acqua dei poveri di Cochabamba: quell&#8217;episodio non soltanto mi ha confermato che noi Paesi ricchi del Nord del mondo siamo causa dei disastri del Sud, del loro impoverimento nel caso specifico della privatizzazione della loro acqua, ma anche mi ha fatto intuire dove noi stiamo andando: verso un futuro che consegna beni comuni fondamentali al dominio di ristretti gruppi finanziari, permettendo loro di farli diventare una potente macchina di profitti.<br />
Su cosa si è fondato per costruire il testo?</p>
<p>Mi sono documentato, allo stesso modo nel quale mi documento per il mio lavoro di ricerca storica: ho letto molta bibliografia sull&#8217;argomento, ho studiato i documenti che il variegato movimento di resistenza alla mercificazione dell&#8217;acqua ha prodotto in diverse situazioni locali e poi ho costruito un percorso narrativo semplice ma efficace. Quanto accade a livello locale, la microstoria, è solitamente l&#8217;elemento determinante che aiuta a capire i processi generali, mondiali, e che porta al coinvolgimento personale. Il confronto con Fabrizio De Giovanni ha poi arricchito la mia ricerca e dato un ritmo al testo in vista della sua realizzazione scenica.</p>
<p>Ma un movimento dal basso, locale, può incidere su processi che hanno il loro contesto nella globalizzazione mondiale?</p>
<p>Penso proprio di sì. Può sembrare impossibile, ma proprio nel caso dell&#8217;acqua si è visto realizzato l&#8217;obiettivo per il quale il movimento di base ha lottato: dove il movimento ha saputo mantenere la mobilitazione, ci sono state inversioni di rotta impensabili fino a qualche tempo prima, si sono interrotti processi di privatizzazione già molto avanzati, si sono stracciati impegni già presi. Io stesso, che faccio parte della Rete di Lilliput di Lodi ho potuto constatarlo per quanto riguarda Lodi e il Lodigiano, dove si è passati da un orientamento privatizzatore a uno che garantisce l&#8217;acqua come bene comune. Resistere a ogni tentativo di espropriazione dei beni comuni significa salvare le basi su cui si fonda una società democratica. Mi auguro che anche attraverso questo spettacolo cresca la presa di coscienza tra i cittadini e li spinga a interessarsi alla difesa dei beni comuni in generale e dell&#8217;acqua in particolare.</p>
<p>Quale lezione possiamo trarre dai risultati finora raggiunti?</p>
<p>La certezza che la storia non è finita, che non dobbiamo farci convincere che non ci resta che la sconfitta. Sarebbe la più grande, e definitiva, vittoria delle multinazionali e del potere finanziario. Se è stato possibile invertire il vento della privatizzazione dell&#8217;acqua, vuol dire che è possibile proporsi cambiamenti di più vasta portata. E comunque è fondamentale tenere insieme i due livelli: il cambiamento delle strutture e il cambiamento del proprio comportamento, delle proprie scelte personali. Non scindere, ma coniugare i due livelli, tenendo fermo lo sguardo e la direzione del cammino verso l&#8217;utopia di una società che progetta il proprio futuro non all&#8217;insegna del denaro ma della dignità di tutti gli uomini.</p>
<p>LA COMPAGNIA TEATRALE ITINERARIA</p>
<p>Costituita da una quindicina di attori e tecnici, realizza rappresentazioni nei diversi settori dello spettacolo, potendo contare su competenze molteplici. Ne fanno parte infatti attori e attrici, musicisti, doppiatori, tecnici, registi, scenografi, artisti di strada, animatori. La gamma di proposte spettacolari è quindi estremamente varia e, non di rado, supportata da incontri con interpreti, autori, critici. Ciò consente al pubblico che segue i lavori della Compagnia di approfondire il proprio rapporto con il teatro, o di accostarvisi per la prima volta, con la garanzia di una elevata qualità culturale, sempre sostenuta tuttavia dalla piacevolezza dell&#8217;interesse e dello svago.</p>
<p>Nella rassegna di spettacoli di Teatro-documento &#8220;Per non dimenticare&#8221; Itineraria propone anche &#8220;Bambini esclusi&#8221; sulla condizione dell&#8217;infanzia nel mondo, &#8220;Voci dalla Shoah&#8221; dalle testimonianze di tre sopravvissuti ad Auschwitz, &#8220;Dove è nata la nostra Costituzione&#8221;, &#8220;La vergogna e la memoria&#8221; sulla Resistenza e &#8220;Mia terra, patria mia&#8221; sulla situazione palestinese.</p>
<p>Itineraria si occupa costantemente anche di promozione della lettura, dando vita ad incontri per bambini e ragazzi mirati a comunicare il &#8220;piacere della lettura&#8221; e recital letterari che accostino o riavvicinino gli adulti al piacere del libro.</p>
<p>L&#8217;ASSOCIAZIONE CULTURALE E TEATRALE ITINERARIA</p>
<p>ITINERARIA è un&#8217;associazione culturale e teatrale sorta 12 anni fa a Cologno Monzese (dove ha sede in via Goldoni 18) e svolge attività nel campo dello spettacolo.</p>
<p>In collaborazione con molte biblioteche civiche, ITINERARIA svolge un&#8217;intensa attività di promozione della lettura, destinata – ovviamente con diverse modalità e distinti momenti – sia agli adulti sia ai bambini. Ha ideato, organizzato e condotto per anni, un concorso nazionale di cabaret, finalizzato alla scoperta e alla valorizzazione di autori e interpreti &#8220;intelligenti&#8221;, con ampio consenso di pubblico e di critica. L&#8217;Associazione svolge incontri e corsi formativi, prevalentemente per la lettura ad alta voce, nell&#8217;ambito di Scuole ed Enti locali.</p>
<p>Nel &#8220;teatro da camera&#8221; della propria sede, ITINERARIA organizza serate, con periodicità settimanale, in cui si rappresentano produzioni della Compagnia Stabile dell&#8217;Associazione (che si avvale dell&#8217;apporto di professionisti e volontari) si organizzano cineforum e incontri con personalità del mondo dello spettacolo, si presentano spettacoli ospiti.</p>
<p>Da anni l&#8217;Associazione propone agli iscritti lo sconto su biglietti per gli spettacoli in scena a Milano, ma anche e soprattutto un orientamento critico degli spettatori.</p>
<p>Le letture sceniche predisposte e realizzate dalla Compagnia teatrale ITINERARIA si avvalgono di montaggi di testi di carattere letterario, teatrale, documentario. In quest&#8217;ultimo settore degne di nota sono le letture che trattano della Resistenza, della Shoah, della Costituzione, della situazione palestinese, dei Diritti dei bambini (lavoro realizzato in collaborazione con l&#8217;Unicef) e la più recente sul tema dell&#8217;acqua patrimonio dell&#8217;umanità.</p>
<p>Vanno infine ricordate le letture sceniche commissionate a ITINERARIA dai Servi di Maria per commemorare David Maria Turoldo con le rappresentazioni di due suoi testi, nonché la collaborazione con la Pro Civitate Christiana di Assisi.</p>
<p>Da alcuni anni ITINERARIA coordina una scuola di teatro in cui sono docenti esperti delle varie competenze teatrali. Può vantare inoltre frequenti momenti di animazione per i più piccoli con gruppi specializzati di clown ed educatrici qualificate.</p>
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		<title>I quotidiani vendono meno. L&#8217;informazione è ancora viva?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 19:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/10/02/cera-una-volta-ledicola">Gilioli</a> pubblica una interessante tabella che mostra pesanti segni meno sulle vendite di quasi tutti i quotidiani nazionali.  Ci sono un paio di considerazioni da fare. Primo, che l&#8217;agosto 2008 è stato successivo al periodo delle elezioni politiche, che hanno saturato la voglia di sentire parlare di politica e di approfondimenti.<br />
Secondo, è probabilmente vero che oggi la gente <strong>legge di più in rete</strong> e quindi smette di acquistare i quotidiani, ma prima di esultare bisognerebbe capire se <strong>nel passaggio la qualità dell&#8217;informazione recepita aumenta o diminuisce.</strong><br />
In rete si ha estrema libertà di scelta, si possono approfondire i temi preferiti, leggere intere enciclopedie su un singolo problema. La mia impressione, però, è che <strong>in rete la capacità di attenzione diminuisce drasticamente</strong> a causa delle modalità di fruizione (in ufficio, tra una email e l&#8217;altra&#8230;).  </p>
<p>A questo punto dell&#8217;articolo il 90% dei lettori avrà già smesso di leggermi.<strong> Fosse stato in una colonna di un quotidiano, probabilmente la percentuale sarebbe stata maggiore.</strong></p>
<p>In rete quindi passa di più il messaggio immediato, dalle due alle quattro righe, ed è anche per questo che i quotidiani online mettono pochissimi caratteri in prima pagina per ogni articolo, molti meno rispetto alle versioni cartacee.<span id="more-3204"></span></p>
<p>Se un argomento è difficile, anche se interessante, spesso in rete lo si inserisce nei segnalibri e si rimanda &#8211; spesso all&#8217;infinito &#8211; la lettura.</p>
<p>Forse il cambio degli strumenti con i quali leggeremo le pagine web in futuro modificherà ancora questi comportamenti, e <strong>gli ebook reader sapranno coniugare le comodità ed i pregi di entrambi i media informativi.</strong></p>
<p>In questo contesto bisogna anche aggiungere una riflessione sui <strong>contributi all&#8217;editoria</strong>. Oggi vengono pagati in forma di rimborso spese  (ad esempio sulle spese della carta), <strong>mentre penso si dovrebbero applicare come detassazione dei contributi per i giornalisti che ci lavorano.</strong></p>
<p>I contributi così come sono oggi incentivano anche l&#8217;abbattimento di alberi per le copie invendute, mentre la produzione di informazione è indipendente dalla produzione di carta: se pensiamo che il giornalismo d&#8217;inchiesta o quello di approfondimento debba per forza passare per il volontariato, dovremo abituarci a vedere sempre meno informazione di qualità (anche per il rischio sempre maggiore per gli informatori volontari di subire perquisizioni, querele e denunce per stampa clandestina).</p>
<p>L&#8217;ultima riga la dedico a <strong>Grillo</strong>. Dopo la sua battaglia per il Parlamento Pulito ha raddoppiato il numero di inquisiti in Parlamento, dopo quella sulla casta dei giornalisti gli incentivi sono stati ridotti e gli unici a rischiare la chiusura sono i piccoli quotidiani, slegati dai grandi poteri economici.</p>
<p>Dobbiamo esultare del risultato? Il futuro migliore passa da una <strong>informazione sostenuta dai grandi gruppi industriali, piegata dalla pubblicità? </strong></p>
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