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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Cultura Libera</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Petizione per libri di testo generici distribuiti con licenza FDL</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 08:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho creato una raccolta firme che ha lo scopo di raccogliere consenso per proporre l&#8217;adozione di libri di testo scolastici con licenza FDL (Licenza per Documentazione Libera GNU), la stessa di Wikipedia, che porterebbe enormi risparmi per le famiglie con figli a scuola. Firmate e fate firmare: Questo è il testo che vi invitiamo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho creato una raccolta firme che ha lo scopo di raccogliere consenso per proporre l&#8217;adozione di libri di testo scolastici con<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GNU_Free_Documentation_License"> licenza FDL (Licenza per Documentazione Libera GNU)</a>, la stessa di Wikipedia, che porterebbe enormi risparmi per le famiglie con figli a scuola. Firmate e fate firmare:<span id="more-3027"></span></p>
<p>Questo è il testo che vi invitiamo a sottoscrivere, inserendo i vostri dati in calce:</p>
<p>[[petition-1]]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cultura libera: firma per la promozione istituzionale</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 08:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>

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		<description><![CDATA[In tutte le campagne contro la pirateria non viene mai spiegato che l&#8217;atto in sé del copiare un&#8217;opera non significa commettere un reato. Se l&#8217;opera è libera o di pubblico dominio la copia non solo è legale, ma rappresenta un atto di diffusione e di condivisione auspicato dallo stesso autore. Quindi se quello che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tutte le campagne contro la pirateria non viene mai spiegato che l&#8217;atto in sé del copiare un&#8217;opera non significa commettere un reato.<br />
Se l&#8217;opera è libera o di pubblico dominio la copia non solo è legale, ma rappresenta un atto di diffusione e di condivisione auspicato dallo stesso autore.<br />
Quindi se quello che si copia è libero, non si sta commettendo nessun illecito, né civile, né penale. </p>
<p>La libera circolazione della cultura cresce nella condivisione, firma la petizione:<br />
<a rel="nofollow" href="http://www.petitiononline.com/libcult/petition.html">http://www.petitiononline.com/libcult/petition.html</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Focus Group su Free &amp; Open Source Software</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 08:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi parteciperò in Regione ad un FOCUS GROUP dal titolo IMPRESE E FREE/OPEN SOURCE SOFTWARE &#8211; COME SI CREA VALORE A PARTIRE DA UN BENE COLLETTIVO Il focus group è dedicato a come le imprese di software possano fare business a partire dal codice e dalle conoscenze creati dalla comunità degli sviluppatori Free/Open Source (FOSS) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi parteciperò in Regione ad un FOCUS GROUP dal titolo IMPRESE E FREE/OPEN SOURCE SOFTWARE &#8211; COME SI CREA VALORE A PARTIRE DA UN BENE COLLETTIVO<br />
Il focus group è dedicato a come le imprese di software possano fare business a partire dal codice e dalle conoscenze creati dalla comunità degli sviluppatori Free/Open Source (FOSS) e resi disponibili a tutti tramite la rete Internet.<br />
Sono convinto che la Regione potrebbe fare molto, catalizzando risorse oggi destinate dagli enti alle licenze ed investendo in progetti che permettano in futuro di avere prodotti liberi che non vincolino le pubbliche amministrazioni a singoli fornitori.<br />
Alcuni investimenti in questo campo si ripagherebbero immediatamente, e darebbero lavoro ad aziende locali, invece di spostare risorse e capitali verso altri continenti. Ma servono alcuni cambiamenti, soprattutto nella gestione dei bandi e dello scambio di esperienze tra amministrazioni diverse.<br />
Nel software la riproduzione è immateriale e quindi potenzialmente senza costi, le PA potrebbero sfruttare questo vantaggio investendo in <strong>persone</strong> anziché fogli di carta di licenze.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libri di testo open source</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 06:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2004 proponevo di finanziare la redazione e la pubblicazione di libri di testo open source, che fossero a disposizione degli studenti in formato elettronico gratuitamente ed in formato cartaceo al migliore prezzo in assoluta concorrenza tra copisterie e tipografie. Con un sistema di questo tipo non si dovrebbero seguire gli aumenti ingiustificati per libri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/2004/07/06/pi-contrappunti-zaini-piu-pesanti/">Nel 2004 proponevo di finanziare la redazione e la pubblicazione di libri di testo open source</a>, che fossero a disposizione degli studenti in formato elettronico gratuitamente ed in formato cartaceo al migliore prezzo in assoluta concorrenza tra copisterie e tipografie.</p>
<p>Con un sistema di questo tipo non si dovrebbero seguire gli aumenti ingiustificati per libri di testo che sono invariati o quasi negli anni.<span id="more-2299"></span></p>
<p>Oggi rilancio l&#8217;idea, a 3 anni di distanza e <a href="http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial950568.html" class="broken_link" rel="nofollow">dopo le notizie degli ultimi rincari</a>, e ricordo che lo strumento per scrivere libri di testo con licenza libera esiste già ed è molto comodo: <a href="http://it.wikibooks.org/wiki/Wikibooks:Perché_contribuire_ad_un_libro_di_testo_open_source">Wikibooks</a>.<br />
Purtroppo non ha ancora avuto il successo di wikipedia, opera della stessa famiglia, credo per la necessità di un gruppo di autori più specializzati, ma con una iniezione di fondi si potrebbe lanciare veramente il progetto e distribuire gratuitamente libri di testo generici, contribuuendo certamente ad un abbassamento dei costi di tutti gli altri realizzati con sistemi redazionali classici.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PI: Roma, due speranze per il diritto d&#8217;autore</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 07:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto d'autore]]></category>

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		<description><![CDATA[Punto Informatico intervista il senatore Mauro Bulgarelli dei Verdi, promotore di due proposte di legge su fair use e libertà di panorama, quella senza la quale l&#8217;architettura moderna italiana è a rischio sulla Rete: PI: Roma, due speranze per il diritto d&#8217;autore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Punto Informatico intervista il senatore Mauro Bulgarelli dei Verdi, promotore di due proposte di legge su fair use e libertà di panorama, quella senza la quale l&#8217;architettura moderna italiana è a rischio sulla Rete:</p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2035112">PI: Roma, due speranze per il diritto d&#8217;autore</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mozione sull&#8217;accesso pubblico al Sapere</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2007 11:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>

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		<description><![CDATA[Allego il testo della mia mozione a favore del software libero ed alla cultura libera. A differenza delle altre presentate in Italia c&#8217;è un riferimento importante anche alle opere finanziate con denaro pubblico, per le quali si richiede la pubblicazione con licenza libera in formato elettronico su un sito predisposto dal Comune. Verrà discussa prossimamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.alessandroronchi.net/2007/06/25/mozione-sullaccesso-pubblico-al-sapere/copyleft/' rel='attachment wp-att-2199' title='Copyleft'><img src='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/06/110px-copyleftsvg.png' alt="110px copyleftsvg Mozione sullaccesso pubblico al Sapere"  title="foto Mozione sullaccesso pubblico al Sapere " /></a>Allego il testo della mia mozione a favore del software libero ed alla cultura libera. A differenza delle altre presentate in Italia c&#8217;è un riferimento importante anche alle opere finanziate con denaro pubblico, per le quali si richiede la pubblicazione con licenza libera in formato elettronico su un sito predisposto dal Comune. Verrà discussa prossimamente in Consiglio Comunale, vi terrò aggiornati sulla data probabile e sull&#8217;esito del dibattito.<span id="more-2198"></span></p>
<p>MOZIONE SULL’ACCESSO PUBBLICO AL SAPERE E LA LIBERA FRUIZIONE DELLE OPERE DELL’INGEGNO. </p>
<p>Il Consigliere comunale Alessandro Ronchi del Gruppo consiliare Verdi, ha presentato in data 12 giugno 2007, la mozione nel testo di seguito riportato:</p>
<p><strong>Premesso che</strong></p>
<p>    * L’accesso pubblico al sapere e la libera fruizione delle opere dell’ingegno rappresentano un minimo comune denominatore per iniziative tra loro diverse (Open Access, Free / Open Content, Free Open Source Software – Sofftware libero, web Accessibility, No Trusted Computing), che si occupano di problemi diversi, ma che trovano una base condivisa nello sviluppo “aperto” della società della Conoscenza;<br />
    * Le pubbliche Amministrazioni hanno la possibilità di incentivare la produzione di opere dell’ingegno ed aumentare la loro distribuzione sul territorio, incrementandone i benefici per la popolazione, semplicemente utilizzando licenze d’uso diverse da quelle attuali e privilegiando le opere liberamente fruibili;<br />
    * Il Cittadino, per mantenere il rapporto di fiducia verso la Pubblica Amministrazione, ha il diritto di poter liberamente accedere alle informazioni pubbliche e pertanto la codifica di tali dati non deve essere legata ad un singolo proprietario;</p>
<p><strong>Considerato che</strong></p>
<p>    * La diffusione delle tecnologie informatiche nella società e nel mondo del lavoro e delle professioni è alla base di quella che viene definita oggi come e-democracy e costituisce uno strumento ormai imprescindibile per garantire a tutti i cittadini il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero (art. 21 Costituzione), per rendere effettiva la libertà dell’arte, della scienza e del loro insegnamento (art. 33 Costituzione) e per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la loro effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3 Costituzione);<br />
    * Nelle Linee guida del Governo per lo sviluppo della società dell’informazione, si dichiara il software libero (open source), vantaggioso in termini di contenimento dei prezzi, trasparenza (e quindi sicurezza), non dipendenza da un singolo fornitore, elevata riusabilità, accessibilità per le piccole realtà di sviluppo (economie locali).<br />
    * Il Software libero risponde all’esigenza di dare concreta attuazione, soprattutto da parte delle pubbliche amministrazioni  (Stato, Regioni, Province, Comuni, Università, Scuole,&#8230;..), ai principi di buon andamento, economicità, partecipazione, libertà di manifestazione del pensiero, libertà scientifica e libertà di insegnamento, pluralismo informatico;<br />
    * Il software non libero o proprietario, attualmente molto diffuso, limita l’esercizio delle libertà fondamentali degli utenti e degli operatori professionali, favorisce la posizione dominante di pochi produttori e fornitori monopolistici e comporta restrizioni alla concorrenza ed al mercato dei diversi settori informatici;<br />
    * La sempre maggiore necessità di migliorare l’efficienza e l’efficacia degli investimenti, anche nel campo delle tecnologie dell’informazione, da parte degli enti pubblici, impone alle amministrazioni la ricerca delle possibilità di riuso delle soluzioni già realizzate, in un’ottica di positivo scambio di esperienze e di ottimizzazione delle risorse, come indicato tra le principali linee strategiche del CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica  nella Pubblica Amministrazione). Il software libero e le opere liberamente ridistribuibili in quest’ottica permette un notevole incremento delle opportunità di riuso del materiale già acquistato da altre amministrazioni, ed in un’ottica di coordinamento dei diversi enti garantisce un notevole risparmio di risorse pubbliche;</p>
<p><strong>impegna</strong></p>
<p>Il Sindaco e la Giunta comunale</p>
<p>    * A svolgere un’indagine conoscitiva sull’impegno delle risorse informatiche all’interno degli uffici comunali, tesa a verificare ed attuare le possibilità di introdurre e/o diffondere l’utilizzo del software libero all’interno dell’Amministrazione, alla luce dei benefici rilevabili in termini economici, di funzionalità e di promozione delle libertà fondamentali;<br />
    * Ad impegnarsi per adottare formati aperti e gli standard disponibili sull’accessibilità per le comunicazioni con i cittadini; a promuovere il riuso dei beni immateriali acquistati (software, documentazione, corsi online, ecc.) collaborando con altri enti locali, per migliorare l’offerta dei servizi e l’efficacia dell’impiego delle risorse;<br />
    * A distribuire tutti i beni immateriali culturali finanziati interamente o con una partecipazione dell’Amministrazione Comunale o delle società con una partecipazione del Comune con quota superiore al 30%, sotto una forma che permetta:<br />
         1. la pubblica, libera e legale accessibilità e fruibilità, in particolare attraverso Internet<br />
         2. la completa accessibilità, includendo quindi tutte le tecnologie per garantire l’utilizzo da parte dei diversamente abili<br />
         3. una qualità idonea a garantire una buona fruibilità<br />
    * Ad obbligare gli autori dei beni immateriali culturali di cui sopra a rilasciare le loro opere con licenze d’uso Copyright che permettono dopo un anno al massimo dalla loro pubblicazione:<br />
   1. La possibilità di riprodurre e ridistribuire liberamente e senza oneri l’opera<br />
   2. la loro persistente indipendenza da eventuali diritti ulteriori connessi all’esercizio del diritto d’autore<br />
   3. la loro piena disponibilità libera da misure tecnologiche di protezione dalla produzione.</p>
<p>    * A pubblicare dopo un anno al massimo dalla pubblicazione le opere di cui sopra sul sito web del Comune, ovvero un nuovo sito predisposto dall’Amministrazione, per distribuire i beni immateriali culturali finanziati totalmente o parzialmente, direttamente o indirettamente dall’Ente.</p>
<p>Firmato<br />
Alessandro Ronchi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rinnoviamo la cultura</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jan 2007 23:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scopro attraverso Mantellini dell&#8217;esistenza di una petizione che ha lo scopo di difendere chi utilizza immagini digitali di pittori protette dall&#8217;azione legale della SIAE. L&#8217;ho sottoscritta, anche se ritengo necessario modificare la legge che permette una interpretazione così severa dei diritti d&#8217;autore, senza distinzione tra fini didattici e scopo di lucro. Dobbiamo mettere mano alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scopro attraverso <a href="http://www.mantellini.it/2007_01_28_archivio.htm#117019207853725175" class="broken_link" rel="nofollow">Mantellini</a> dell&#8217;esistenza di una <a href="http://www.anitel.it/petizione/index.php" class="broken_link" rel="nofollow">petizione che ha lo scopo di difendere chi utilizza immagini digitali di pittori protette dall&#8217;azione legale della SIAE</a>. L&#8217;ho sottoscritta, anche se ritengo necessario modificare la legge che permette una interpretazione così severa dei diritti d&#8217;autore, senza distinzione tra fini didattici e scopo di lucro.<br />
Dobbiamo mettere mano alle leggi sul Copyright, per due motivi molto semplici:<br />
- nel 1941 la situazione era palesemente diversa ed il concetto stesso di diritto d&#8217;autore, una volta molto netto, oggi si compone di un arcipelago di situazioni complesse che vanno analizzate caso per caso, senza eccessive leggerezze o punizioni una-tantum.<br />
- chi l&#8217;ha adeguata, nel 2004, non aveva la minima idea di cosa stava facendo, o se ce l&#8217;aveva era troppo soffocato sulle posizioni di una industria, quella della vendita di beni di consumo culturali, che probabilmente oggi dovrebbe essere più matura, alla luce dei cambiamenti di questo ultimo triennio. Altrimenti merita un inevitabile declino che faccia spazio ai soggetti, anche economici, più lungimiranti.<span id="more-1918"></span></p>
<p>Segue il testo della <a href="http://www.anitel.it/petizione/index.php" class="broken_link" rel="nofollow">petizione:</a></p>
<blockquote><p>Alla luce delle recenti denunce dalla Siae a siti didattici e culturali non profit per l&#8217;utilizzo di immagini digitali di pittori protette dai diritti d&#8217;autore, con richiesta di ingenti somme pecuniarie, esprimiamo all&#8217;opinione pubblica  le nostre preoccupazioni di educatori e formatori.<br />
La Siae infatti, applicando &#8220;alla lettera&#8221; una legge le cui origini risalgono all&#8217;anteguerra (legge del 22/4/1941, n. 633 e successivamente adeguata con la legge 22 maggio 2004, n. 128) e non individuando alcuna  differenza tra uso didattico-formativo-istituzionale e uso commerciale, pretende il pagamento di diritti d&#8217;autore su opere protette. In particolare  essa sostiene che l&#8217;utilizzazione, anche parziale, di un&#8217;opera costituisce lesione del diritto morale dell&#8217;autore e che la riproduzione non autorizzata  delle opere in questione lede gli esclusivi diritti patrimoniali che la legge riconosce agli stessi.</p>
<p>Ecco solo alcune delle innumerevoli conseguenze dirette che si verificano rispettando la norma:<br />
1- qualsiasi sito scolastico o blog didattico che utilizza per puro scopo didattico file sonori, immagini protette, citazioni d&#8217;autore, rischia  ingenti sanzioni e quindi la chiusura immediata<br />
2- le rappresentazioni teatrali, i saggi di fine anno caratterizzati da sottofondi musicali alla presenza di pubblico o dei genitori sono  insostenibili dal punto di vista economico<br />
3- la realizzazione di cd rom didattici e la creazione di ipertesti sono estremamente costose<br />
4- la libertà didattica e le specifiche competenze professionali degli insegnanti ne risultano condizionate</p>
<p>Questo comportamento limita fortemente la funzione formativa della Scuola e la libertà didattica degli insegnanti!</p>
<p>Chiediamo quindi al Ministero della Giustizia, al Ministero della Pubblica Istruzione, al Ministero dei Beni Culturali che la Scuola, nell&#8217;ambito della propria e specifica funzione educativa, formativa e didattica, sia esentata  dal COPYRIGHT in situazioni non profit e che gli insegnanti vengano  equiparati alle categorie che possono beneficiare gratuitamente di opere artistiche nel contesto professionale, senza fini di lucro. Chiediamo inoltre che le richieste vengano estese a produttori di cultura off /on line a livello gratuito e che operano nello spirito del Cooperative Learning, quali associazioni e community non profit.  </p>
<p>La sottoscrizione è iniziata il 28 Gennaio 2007</p></blockquote>
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		<title>Materiale dei talk del Linux Day</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Nov 2006 08:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblico qui e sul sito del FoLUG le slide che ho utilizzato per i miei due talk al Linux Day: WordPress ed i blog La diffusione libera della cultura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico qui e sul <a href="http://www.folug.org/linuxday">sito del FoLUG</a> le slide che ho utilizzato per i miei due talk al Linux Day:</p>
<p> <a id="p1765" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/11/wordpress-ed-i-blog.pdf">WordPress ed i blog</a><br />
<a id="p1767" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/11/la-diffusione-libera-della-cultura.pdf">La diffusione libera della cultura</a></p>
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		<title>Wikipedia ed i misteriosi 100MLN di dollari</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2006 08:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[software libero]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggendo un articolo in rete che chiede al padre di Wikipedia di riconsiderare l&#8217;offerta di 100 milioni di dollari per uno spazio pubblicitario sulla famosa enciclopedia libera, ho iniziato a riflettere sulla opportunità o meno che questo avvenisse, ed i vantaggi che potrebbero derivarne. Io credo che i banner su wikipedia potrebbero essere utili, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo un <a href="http://www.calacanis.com/2006/10/28/wikipedia-leaves-100m-on-the-table-or-please-jimbo-reconsider/">articolo in rete che chiede al padre di <a href="http://www.wikipedia.org">Wikipedia</a> di riconsiderare l&#8217;offerta di 100 milioni di dollari per uno spazio pubblicitario</a> sulla famosa enciclopedia libera, ho iniziato a riflettere sulla opportunità o meno che questo avvenisse, ed i vantaggi che potrebbero derivarne.</p>
<p>Io credo che i banner su <a href="http://www.wikipedia.org">wikipedia</a> potrebbero essere utili, a patto:<br />
- che non modifichino in nessun modo i contenuti<br />
- che ci sia un&#8217;asta pubblica per lo spazio, trasparente<br />
- che i soldi vadano allo sviluppo di software libero oppure allo sviluppo di contenuti liberi finora non ottenuto con <a href="http://www.wikipedia.org">wikipedia</a> (ad esempio libri di testo liberi)<br />
- che mai <a href="http://www.wikipedia.org">wikipedia</a> sia venduta ad una azienda<br />
<del datetime="2006-10-31T12:51:49+00:00">- che sia possibile scaricare tutto il database di <a href="http://www.wikipedia.org">wikipedia</a> per assicurarsi che mai venga perso il prezioso materiale</del> &#8211;> E&#8217; già possibile, attraverso la pagina<br />
<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Database_download">http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Database_download</a></p>
<p><span id="more-1746"></span><br />
Poi mi sono ricordato di un altro articolo letto qualche tempo fa, dove<br />
Tra l&#8217;altro mi ero dimenticato di un a<a href="http://slashdot.org/articles/06/10/22/215238.shtml">rticolo che avevo letto poco tempo fa, dove Jimmy Wales chiedeva alla comunità</a> di <a href="http://www.wikipedia.org">Wikipedia</a> cosa avrebbero voluto fare con 100 MLN di dollari, investendoli su materiale coperto da Copyright che verrebbe in questo modo liberato.</p>
<p>Capite che le due notizie hanno molto più senso se collegate tra loro, e questo segnale potrebbe delineare quantomeno la volontà di parlarne. Certamente potrebbe essere un passaggio fondamentale per lo sviluppo libero della cultura, nel bene o nel male. Io credo che sia una opportunità, piuttosto che un pericolo, sempre che vengano rispettate le regole che ho appena citato.</p>
<p>Riferimenti:<br />
<a href="http://www.calacanis.com/2006/10/28/wikipedia-leaves-100m-on-the-table-or-please-jimbo-reconsider/">1) Un banner su wikipedia potrebbe valere 100 mln di dollari</a><br />
<a href="http://slashdot.org/articles/06/10/22/215238.shtml">2) Quali diritti di opere coperte da copyright da liberare comprereste con 100 mln di dollari?</a></p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
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		<title>Adotta un pinguino: Grillo predica male e razzola peggio</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 09:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[Beppe Grillo ha scritto un post sul suo blog intitolato &#8220;Adotta un Pinguino&#8221;. Il riferimento è al software libero ed a Linux, che ha come mascotte proprio un pinguino con i piedi da papera. Purtroppo, come accade spesso quando si parla di quello che non si conosce, in poche righe commette diversi errori molto gravi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image1738" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/10/tux-sw.miniatura.gif" alt="tux sw.miniatura Adotta un pinguino: Grillo predica male e razzola peggio"  title="foto Adotta un pinguino: Grillo predica male e razzola peggio " />Beppe Grillo ha scritto un post sul suo blog intitolato <a href="http://www.beppegrillo.it/2006/10/adotta_un_pinguino.html#comments">&#8220;Adotta un Pinguino&#8221;.</a> Il riferimento è al <a href="http://www.soasi.com/softwarelibero">software libero</a> ed a <a href="http://www.soasi.com/linux">Linux</a>, che ha come mascotte proprio un pinguino con i piedi da papera. Purtroppo, come accade spesso quando si parla di quello che non si conosce, in poche righe commette diversi errori molto gravi, tanto che rimane di buono solo il fatto che ne faccia parlare.<span id="more-1737"></span></p>
<p>Intanto fa una grande confusione tra Linux, software libero e software gratuito. Linux è un software libero, un sistema operativo (come Windows e MacOSX), la base sulla quale girano tutti gli altri programmi per computer. Passare a Linux significa cambiare molti programmi, oppure scaricare le versioni per Linux di quelli che già si hanno nel proprio pc. Ma il software libero non è solo Linux, e spesso è consigliabile passare a programmi per il sistema operativo che si usa già (Windows o MacOSX), per facilitare poi l&#8217;eventuale passaggio al sistema operativo completamente libero (Linux).</p>
<p>Alcuni di questi software sono famosissimi e molto diffusi, e molti dei loro utilizzatori non conoscono nemmeno la filosofia che ha portato al loro sviluppo. <a href="http://www.openoffice.org">OpenOffice.org</a>, <a href="http://www.mozilla.org">Firefox, ThunderBird</a>, sono solo alcuni esempi. Chi non sa cosa sia il software libero e non ha mai visto questi software, dovrebbe scaricarli: <strong>il download è gratuito.</strong><br />
<strong>Il fatto che si possano scaricare liberamente dal web non significa che non abbiano nessun costo.</strong> Introdurre un software in una azienda spesso significa fare <strong>formazione</strong>, ad esempio, e quindi pagare qualcuno che insegni ad utilizzarli. Il vantaggio economico del software libero sta nel fatto che <strong>chiunque ne abbia le competenze può lavorarci sopra</strong>, adattare il programma alle proprie esigenze, modificandolo dall&#8217;interno.</p>
<p>Chi non ha mai programmato fatica a capirne così il funzionamento. Io spesso ricorro all&#8217;esempio di una <strong>torta</strong>. Il software proprietario (non libero) è come la torta che si acquista dal pasticcere. Si acquista la torta, la si mangia così com&#8217;è e se va bene la prossima volta dovremo acquistarne un&#8217;altra dallo stesso pasticcere, se ci ha soddisfatto. Il <strong>freeware</strong>, software gratuito, diverso dal <strong>free software</strong> (software libero) è come una torta che ci viene regalata. Se ci ha soddisfatto possiamo chiedere che ce ne venga regalata un&#8217;altra, oppure acquistarne una dopo che il produttore ci ha convinto della sua qualità. Lo <strong>shareware</strong> è una torta gratuita con qualche limitazione. Possiamo mangiarla solo per 10 minuti, oppure possiamo mangiarne solo la panna. Anche qui, se vuoi la torta completa devi pagare qualcosa. Il <strong>software libero</strong> è una torta di cui ci viene fornita la ricetta, con l&#8217;obbligo di dare la ricetta a chiunque riceva la torta o una torta fatta con quella ricetta (qualsiasi modifica o sperimentazione facciamo sulla ricetta). Non è scritto da nessuna parte che la torta sia gratis, anche se spesso lo è. <strong>Libertà e gratuità sono due qualità distinte, unite solo dalla parola <em>free</em> inglese, che crea molta confusione</strong>. <em>&#8220;Free as in speech, not free as a beer&#8221;</em> è la frase che spiega la differenza (la libertà di parola è diversa dalla birra gratis). Per questo è stato introdotto il termine Open Source, che ne crea meno ma non mette l&#8217;accento sulla libertà.<br />
<strong>Tornando alla nostra torta libera, qualsiasi sia la modalità con la quale riceviamo la torta veniamo in possesso della ricetta.</strong> La ricetta è il sorgente della torta, che ci permette di <strong>replicarla</strong> e <strong>modificarla</strong>. Questa è la forza del software libero: è un accordo tra produttore e cliente che permette al cliente di replicare quello che ha acquistato e di modificarlo secondo le proprie esigenze, oppure ricorrendo a concorrenti che abbiano la capacità di fare quello che il produttore originario ci fa pagare troppo oppure non è più in grado di fare, perché magari è fallito.</p>
<p>Internet ha dato una grande mano al software libero: distribuire le ricette e le torte se sono digitali non costa praticamente nulla, in rete. Ognuno contribuisce al miglioramento delle ricette, così che la torta è sempre migliore.<br />
Questo funziona sia con i volontari che lo fanno per passione, sia con le aziende che ci lavorano.<br />
Siccome c&#8217;è un sacco di concorrenza, i prezzi sono bassi e la qualità è alta.</p>
<p>Qualche commento superficiale e stupido nel post di Grillo parla di <strong>costi nascosti per il software libero</strong>. Di costi nascosti proprio non ce ne sono: <strong>qualsiasi software si può provare, aprire, controllare prima di decidere di investirci qualcosa sopra</strong> (se non va bene così com&#8217;è). Tutto è alla luce del sole: ti serve una mano? La paghi. Se ti serve una consulenza vai dal migliore offerente, senza nessuna limitazione. </p>
<p>I costi nascosti sono nel software proprietario, invece, perché non si ha la libertà di scegliere il proprio fornitore. Quando lavoravo per una scuola scoprii che tempo fa ci fu una azienda che regalò alle scuole un programma gestionale. Molte lo installarono, convinte finalmente di avere un programma gratis. Dopo qualche tempo l&#8217;azienda iniziò a chiedere <strong>500 mila lire per ogni ora di assistenza</strong> fuori dal contratto standard, comunque costoso. Queste scuole erano piegate dal fornitore: non potevano cambiare perché altrimenti avrebbero perso tutti i dati. <strong>Se quel software fosse stato libero, avrebbero semplicemente fatto un altro bando.</strong></p>
<p><strong>Il software libero sarebbe un bene da sviluppare anche con contributi statali</strong>: se si pensa al risparmio che avrebbe lo Stato investendo dei soldi per realizzare un software libero e distribuirlo gratuitamente a tutti gli Enti distribuiti sul territorio si capisce quale importanza potrebbe avere. Ma il software libero viene utilizzato poco dalle amministrazioni perché nonostante non sia una novità pochi ne comprendono il funzionamento, anche tra gli addetti ai lavori. Figuriamoci Grillo o i parlamentari, che si occupano di tutt&#8217;altro. Forse contribuisce alla sua difficoltà di diffusione all&#8217;interno delle pubbliche amministrazioni il fatto che ci sia una concorrenza perfetta: spesso i bandi sono studiati e ritagliati per una specifica azienda, piuttosto che su un risultato che si vuole ottenere.</p>
<p>Grillo ha perso un&#8217;altra occasione: poteva chiedere ad un esperto qualunque, oppure ad un gruppo di esperti, di scrivere un articolo a sostegno del software libero. Io lo avrei fatto gratis, e come me molti altri che lavorano nel settore o sono semplici appassionati. Ma ha deciso di non farlo, di dire la sua in maniera demagogica ed imprecisa, portandosi dietro tutto il gregge dei commentatori del suo blog (il 99% ha scritto senza sapere di cosa stava parlando).</p>
<p>Ma l&#8217;errore di Grillo non sta solo sui contenuti del suo articolo. <strong>Lui che fa il predicatore potrebbe dare il buon esempio</strong>: utilizzando un software libero per il proprio blog, o per i propri forum. I suoi &#8220;seguaci&#8221; spendono fior di quattrini ogni mese per poter utilizzare un sistema che è poco più di un forum con agenda condivisa. Se si riunissero le forze e le spese di questi meetup si potrebbe pagare una ditta per fare tutto quello con software libero, finalmente in italiano, fatto da gente italiana, risparmiando soldi e dando un ottimo esempio. Invece anche lui si affida ad una azienda straniera, probabilmente multinazionale.</p>
<p>Ma questo è il modo di fare dei predicatori: parlano parlano parlano senza sapere quello che dicono, spesso cercando di avvicinarsi solo a quello che la maggior parte della gente vuole sentire, invece di cercare una propria verità. <strong>Grillo è peggio dei politici che tanto disprezza</strong>: loro sanno dire e fare anche cose impopolari, seguendo una propria visione coerente della società. </p>
<p>Grillo invece ha acquisito solo la loro capacità di comunicare, senza avere nessuna responsabilità di quello che dice anche quando potrebbe farlo, come in questo caso, nel suo piccolo.</p>
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		<title>Linux Day 2006 a Forlì</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2006 06:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[software libero]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 28 Ottobre si terrà la sesta edizione del Linux Day, evento nazionale dedicato GNU/Linux e al software libero. In tutte le principali città d&#8217;Italia si articola una serie di eventi che concorrono alla buona riuscita della manifestazione nazionale, promossa dall&#8217;Italian Linux Society (ILS) con lo scopo di promuovere Linux, il software libero e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 28 Ottobre si terrà la sesta edizione del Linux Day, evento nazionale dedicato GNU/Linux e al software libero.</p>
<p>In tutte le principali città d&#8217;Italia si articola una serie di eventi che concorrono alla buona riuscita della manifestazione nazionale, promossa dall&#8217;Italian Linux Society (ILS) con lo scopo di promuovere Linux, il software libero e le forme di diffusione libera della cultura.</p>
<p>A Forlì anche quest&#8217;anno ad organizzare l&#8217;evento è l&#8217;associazione culturale di promozione sociale FoLUG, una delle prime nate sul tema in Italia, in collaborazione con il Comune ed il Polo Scientifico didattico di Forlì. L&#8217;evento si terrà dalle<strong> ore 10 alle ore 18</strong> presso la sede della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, in via Oberdan n° 2.</p>
<p><span id="more-1728"></span>  Durante la giornata verranno effettuate dimostrazioni pratiche e presentazioni tematiche, il cui programma è pubblicato sul sito <a href="http://www.folug.org">www.folug.org,</a> e verrà fornita assistenza gratuita per l&#8217;installazione e la configurazione di software libero a chi porterà il proprio computer.</p>
<p>Tra gli argomenti che verranno trattati durante la giornata ci saranno sicurezza, utilizzo di software libero come sistema multimediale centralizzato, I blog con WordPress, le licenze d&#8217;uso Creative Commons, Wikipedia, etc.</p>
<p>Il software libero è diventato uno strumento di uso comune, spesso sfruttato senza comprenderne filosofia e modalità di produzione. In realtà metodi e filosofia del software libero sono insieme strumenti di promozione sociale, capaci di cambiare la abitudini delle persone e contribuire al miglioramento della qualità della vita, grazie ai contributi che possono fornire alla libertà di comunicazione e decentralizzazione delle fonti di informazione.</p>
<p>Ai visitatori verranno distribuiti gratuitamente, fino ad saurimento scorte, materiale informativo e CD-Rom con software libero realizzati dal Comune di Forlì. Per qualsiasi informazione è possibile contattare l&#8217;associazione tramite l&#8217;indirizzo email folug-cons@lists.linux.it.</p>
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		<title>Via il compenso dalle rassegne stampa</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Oct 2006 07:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata finalmente eliminato l&#8217;articolo 32 del decreto legge n. 262. che prevedeva un compenso anche per chi riproduceva parzialmente articoli provenienti da qualsiasi media (stampa, internet, etc), che di fatto poneva seri problemi a tutti coloro che effettuano qualsiasi tipo di rassegne stampa (dal momento che non è facile nemmeno pagare il compenso, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata finalmente eliminato l&#8217;articolo 32 del decreto legge n. 262. che prevedeva un compenso anche per chi riproduceva parzialmente articoli provenienti da qualsiasi media (stampa, internet, etc), che di fatto poneva seri problemi a tutti coloro che effettuano qualsiasi tipo di rassegne stampa (dal momento che non è facile nemmeno pagare il compenso, si sarebbero ostacolate completamente).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Su CopyRight e proprietà intellettuale</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Sep 2006 22:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[software]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi sulla musica scaricata illegalmente da internet se ne sono dette di tutti i colori. Roberto Maroni ha dichiarato di usufruirne abitualmente, per portare la questione in Parlamento. Bisogna però ricordare che l&#8217;ex Ministro era al Governo quando è stata approvata la legge Urbani, che prevede sanzioni penali per chi condivide i file [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi sulla musica scaricata illegalmente da internet <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1647201">se ne sono dette di tutti i colori. </a>Roberto Maroni ha dichiarato di usufruirne abitualmente, per portare la questione in Parlamento.<br />
Bisogna però ricordare che l&#8217;ex Ministro era al Governo quando è stata approvata la legge Urbani, che prevede sanzioni penali per chi condivide i file con altri utenti (quindi tutti i fruitori di musica illegale ottenuta attraverso sistemi peer to peer). </p>
<p>Visto che allora non disse nulla, nonostante le proteste levatesi da ogni parte del mondo senziente, io sarei per fare provare a lui per primo il risultato di quanto ha contribuito ad approvare, procedendo con il processo penale nei suoi confronti.<span id="more-1670"></span></p>
<p>Immediatamente Bobo Craxi si è alzato dalla sedia per gridare che si tratta di un furto. Bene, se siamo d&#8217;accordo, iniziamo con il sostituire tutte le copie senza licenza dei software utilizzati dalle pubbliche amministrazioni di tutt&#8217;Italia, partendo da quelli che si potrebbero sostituire dall&#8217;oggi al domani (come ad esempio OpenOffice.org). Purtroppo si continua a paragonare le mele con le pere: se scarico una canzone il cui costo è di 1€ o rubo un chilo di frutta, non è la stessa cosa.<br />
Le case discografiche potrebbero abbattere il download illecito semplicemente vendendo a prezzi ragionevoli (non 1 € a canzone, ma 20 centesimi, dal momento che il costo di produzione e ri-produzione è molto basso) le canzoni scaricate in maniera legale.</p>
<p>Non si può cambiare tono quando l&#8217;illegalità favorisce le multinazionali, che hanno tutto l&#8217;interesse nel mantenere il monopolio nonostante l&#8217;irregolarità diffusa nelle licenze, ed essere duri solo quando gli illeciti sono un vantaggio solo per i piccoli utenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Petizione per liberare l&#8217;archivio della RAI</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Mar 2006 00:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
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		<description><![CDATA[Scopro oggi, con un po&#8217; di ritardo, che esiste una petizione promossa da Arcoiris.TV per liberare l&#8217;archivio della RAI e permettere agli utenti della televisione pubblica di accedere attraverso internet ai contenuti, quando e come vogliono. Un po&#8217; come ha già fatto la BBC, quindi nulla di improponibile, ma assolutamente innovativo per l&#8217;Italia. Vi chiedo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.arcoiris.tv"><img alt="arcoiris Petizione per liberare l&#8217;archivio della RAI" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/03/arcoiris.gif" title="foto Petizione per liberare l&#8217;archivio della RAI " /></a>Scopro oggi, con un po&#8217; di ritardo, che esiste una petizione promossa da<a href="http://www.arcoiris.tv"> Arcoiris.TV</a> per liberare l&#8217;archivio della RAI e permettere agli utenti della televisione pubblica di accedere attraverso internet ai contenuti, quando e come vogliono.</p>
<p>Un po&#8217; come ha già fatto la BBC, quindi nulla di improponibile, ma assolutamente innovativo per l&#8217;Italia.<br />
<a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=petizione">Vi chiedo di firmarla.</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Wikimentario, il documentario su Wikipedia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2006 01:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo e pubblico volentieri questo messaggio che mi è giunto in privato, che descrive la nascita di un documentario della durata di dieci minuti con interviste ai primi fondatori di Wikipedia e diversi appassionati intervenuti al Wikimania 2005. Globalvision ha prodotto recentemente il primo Wikimentary, un documentario su Wikipedia, la libera enciclopedia on line. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo e pubblico volentieri questo messaggio che mi è giunto in privato, che descrive la nascita di un documentario della durata di dieci minuti con interviste ai primi fondatori di Wikipedia e diversi appassionati intervenuti al Wikimania 2005.</p>
<blockquote><p><a href="http://www.globalvision.org">Globalvision</a> ha prodotto recentemente il primo Wikimentary, un documentario su Wikipedia, la libera enciclopedia on line.</p>
<p>Il documentario, della durata di dieci minuti, decrive il nuovo modo di diffondere la conoscenza sulla rete attraverso interviste ai primi fondatori di Wikipedia e ai numerosi wikimaniacs presenti a Francoforte l’agosto scorso per il primo convegno sul tema, Wikimania 2005 &#8211; The First International Wikimedia Conference.<br />
<span id="more-1620"></span><br />
Costo del video? Lo stesso costo della nostra linea internet. Si,  perché il documentario di Rory O’Connor, presidente e cofondatore della Globalvision Inc.,  è reperibile su internet all’indirizzo http://www.archive.org/search.php?query=wikimedia e ad esso è applicata la Creative Commons license, vale a dire la possibilità di utilizzare liberamente il materiale offerto sulla rete, secondo il principio delle copyleft licenses proprie di tutto il materiale wiki. </p>
<p>L&#8217;iniziativa segue dunque in pieno la “filosofia wiki” ed apre nuovi orizzonti per la libera enciclopedia creata nel 2003 dalla Wikimedia Foundation Inc., l’organizzazione madre di Wikipedia. Dopo Wiktionary, Wikiquote, Wikibooks, Wikisource, Wikinews, Commons, Wikispecies e Nupedia, si apre l’era dei Wikimentaries, documentari di cui viene reso disponibile non solo il montato, ma anche tutto il materiale girato. </p>
<p>Nel caso del documentario su Wikipedia parliamo di oltre tredici ore di immagini, con tanto di trascrizioni delle interviste su file di testo” afferma il regista. &#8220;Chiunque può scaricare del tutto o in parte le immagini, aggiungerne eventualmente di proprie e montare altri film sullo stesso tema”. L’iniziativa di Rory O’Connor incoraggia così la crescita e lo sviluppo di progetti open content e la diffusione gratuita di materiale su internet.</p></blockquote>
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		<title>Disponibile &#8216;The Open CD 3.0&#8242; per Windows</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2006 08:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; uscita la versione 3.0 del famoso cd contenente software libero per Windows. Questa versione contiene, tra gli altri software, OpenOffice.org 2.0 e Firefox 1.5, è scaricabile gratuitamente ed è liberamente ridistribuibile. Fatene qualche copia per gli amici! The Open CD 3.0 Download]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uscita <a href="http://goemon.polito.it/ileana.php">la versione 3.0 del famoso cd contenente software libero per Windows</a>. Questa versione contiene, tra gli altri software, OpenOffice.org 2.0 e Firefox 1.5, è <a href="http://goemon.polito.it/download.php?iso=TOCD-it">scaricabile gratuitamente</a> ed è liberamente ridistribuibile. Fatene qualche copia per gli amici!</p>
<p><a href="http://goemon.polito.it/download.php?iso=TOCD-it">The Open CD 3.0 Download</a></p>
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		<title>Liberiamo la musica</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 19:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 16 dicembre Liber Liber, che da 11 anni distribuisce gratuitamente capolavori della letteratura, inizierà a liberare anche la musica. Utilizzando incisioni precedenti il 1954 (e perciò fuori diritti), inizierà a distribuire gratuitamente l&#8217;immenso patrimonio di musica classica, jazz, popolare libera da copyright. Naturalmente gli ostacoli saranno numerosi; sia per la quantità di lavoro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 16 dicembre Liber Liber, che da 11 anni distribuisce gratuitamente capolavori della letteratura, inizierà a liberare anche la musica.</p>
<p>Utilizzando incisioni precedenti il 1954 (e perciò fuori diritti), inizierà a distribuire gratuitamente l&#8217;immenso patrimonio di musica classica, jazz, popolare libera da copyright.</p>
<p>Naturalmente gli ostacoli saranno numerosi; sia per la quantità di lavoro che dovranno affrontare, sia perché il tema del copyright in ambito musicale è più controverso che mai.</p>
<p>Per questo motivo il 16 dicembre sarà un giorno in cui non solo verrà presentato il progetto, ma nel quale verrà chiesto l&#8217;aiuto di chiunque ami la musica.</p>
<p>Ricevo ed inoltro molto volentieri:</p>
<blockquote><p>
Dateci una mano! Ci serve un po&#8217; di volantinaggio all&#8217;università, un collezionista di dischi in vinile con incisioni precedenti il 1954 (l&#8217;ideale sarebbe avere già qualcosa di digitalizzato per il 16; non è indispensabile, ma certo sarebbe tutto più efficace se riusciamo a far vedere qualche esempio), oltre che aiuto con l&#8217;ufficio stampa. </p>
<p>Se avete 1-2 ore libere, chiamateci allo 06/59.14.940 o scriveteci.</p></blockquote>
<p><span id="more-1606"></span><br />
Ecco intanto le coordinate del convegno:</p>
<p>Venerdì 16 dicembre 2005, ore 09:30<br />
Auditorium della Discoteca di Stato e Museo dell&#8217;Audiovisivo<br />
via Michelangelo Caetani, 32<br />
00186 Roma</p>
<p>Programma del convegno (v1.0)</p>
<p>* ore 09:30: Apertura dei lavori e registrazione degli iscritti</p>
<p>* ore 09:45: Saluti di benvenuto ed intervento di Massimo<br />
    Pistacchi &#8211; Presidente della Discoteca di Stato e Museo<br />
    dell&#8217;Audiovisivo</p>
<p>* ore 10:00: Tavola rotonda &#8220;Liberiamo la musica&#8221; &#8211; realizzare<br />
    un&#8217;audioteca digitale</p>
<p>* ore 12:45: Dibattito aperto al pubblico</p>
<p>Modera: Ernesto Assante, giornalista de &#8220;La Repubblica&#8221;</p>
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		<title>Internet. Cortiana: per una dichiarazione dei diritti della rete dell&#8217;ONU</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2005 13:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Con l&#8217;appello &#8216;Tunisi mon amour&#8217;, vogliamo costruire un grande movimento affinchè le Nazioni Unite avviino la costruzione di una carta dei diritti della rete, a partire dal World summit on information society, previsto a Tunisi a novembre&#8221;, ha dichiarato il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, delegato al Wsis dell&#8217;Onu per il Senato, nel corso della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Con l&#8217;appello &#8216;Tunisi mon amour&#8217;, vogliamo costruire un grande movimento affinchè le Nazioni Unite avviino la costruzione di una carta dei diritti della rete, a partire dal World summit on information society, previsto a Tunisi a novembre&#8221;, ha dichiarato il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, delegato al Wsis dell&#8217;Onu per il Senato, nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri presso la Fondazione Basso. &#8220;Sono quotidiane &#8211; ha proseguito l&#8217;esponente del &#8216;sole che ride&#8217; &#8211; le lesioni di quelli che ormai sono diritti universali e come tali devono essere normati: dal diritto a scrivere e esprimere, anche attraverso internet, il proprio punto di vista al diritto di non essere spiati da grandi fratelli elettronici; dal diritto ad avere accesso alla rete e alla conoscenza al diritto di al sapere come benecomune. Quello che avviene tutti giorni, in Cina, a Cuba, in Tunisia, in cento altri paesi del globo è inaccettabile. <span id="more-1572"></span>La Carta dei diritti della rete è un obiettivo ambizioso, ma il fronte di chi sta costruendo questa battaglia, da Gianni Puglisi, della rappresentanza italiana all&#8217;Unesco al sindaco di Roma Walter Veltroni, e l&#8217;impegno ottenuto dal Governo italiano, ci da grande speranza.&#8221; &#8220;Coloro che sostengono questo appello &#8211; ha concluso il prof. Stefano Rodotà, primo firmatario ed estensore del documento &#8211; non sono nomi semplicemente autorevoli, ma sono persone che stanno costruendo questo futuro di liberta&#8217;: come Gilberto Gil, ministro della cultura brasiliana, che ha portato il Brasile ad un esperimento interessantissimo nell&#8217;uso di software libero e di uso delle tecnologie per la partecipazione, o come Lawrence Lessig, il teorico delle creative commons, l&#8217;unico giurista citato dal Times nella selezione dei 100 intellettuali più<br />
autorevoli del globo, o come Richard Stallman, il creatore del software libero.&#8221;</p>
<p>Per aderire all&#8217;appello potete scrivere direttamente a <a href="mailto:f.cortiana@senato.it">f.cortiana@senato.it,</a> per vedere la lista dei personaggi più famosi che hanno aderito, potete leggere la prima pagina del <a href="http://web.fiorellocortiana.it/html/" class="broken_link" rel="nofollow">sito web di Cortiana</a></p>
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		<title>Lettera aperta al popolo della rete</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2005 15:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alfonso Pecoraro Scanio Oggi la rete e il sistema delle comunicazioni sociali che si sviluppa attraverso questo sistema incide positivamente anche sulla politica. Ma questo spazio aperto e libero troppo spesso rischia di diventare un enorme supermarket nelle mani dei soliti noti: dall’accanimento del ministro Urbani contro il peer to peer (tale da prevedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Alfonso Pecoraro Scanio</strong></p>
<p>Oggi la rete e il sistema delle comunicazioni sociali che si sviluppa attraverso questo sistema incide positivamente anche sulla politica.</p>
<p>Ma questo spazio aperto e libero troppo spesso rischia di diventare un enorme supermarket nelle mani dei soliti noti: dall’accanimento del ministro Urbani contro il peer to peer (tale da prevedere un reato penale per la condivisione di contenuti in rete) fino all’esasperazione di chi vuole conservare per anni copia delle e-mail dei cittadini, assistiamo ad un vero e proprio assalto alle libertà digitali.<br />
<span id="more-1569"></span><br />
La rete dimostra che questo assalto si può battere: con la crescita, ad esempio, di software liberi come linux che consente una infrastruttura di comunicazione che non dipende dalla multinazionale di turno e che si basa sull&#8217;idea, anche economica, che la libertà e il sapere, e non la mercificazione della conoscenza, possono essere la base della nostra convivenza civile; un&#8217;idea che vogliamo fare nostra, con la scelta di usare come materiale elettorale una distribuzione linux Verde. O, ancora, con lo sviluppo dei contenuti liberi e dell’informazione libera e con la grande e vittoriosa battaglia contro la brevettabilità del software.</p>
<p>Ma perché questi esempi si rafforzino sono necessarie scelte politche: per decidere, ad esempio, se sia meglio che l’accesso alla conoscenza debba essere libero e pubblico (come sta facendo la Francia con le proprie biblioteche) o ceduto in cambio dei propri dati personali a fini commerciali (come sta facendo google con alcune università americane). Spetta alla politica stabilire il confine tra il diritto al sapere e i diritti dell’autore di un opera. Cosi&#8217; come sta alla politica decidere se il sapere e la conoscenza debbano essere brevettati e modificati.</p>
<p>I Verdi hanno una posizione chiara e coerente: come siamo contrari alla brevettabilità della vita e del vivente (dagli OGM alla clonazione umana), cosi&#8217; siamo, in tutto il mondo, per la libertà della conoscenza; dal Brasile dove il ministro verde Gilberto Gil promuove stanze dell’accesso in Amazzonia, all&#8217;Europa dove tutti i partiti verdi europei stanno lavorando perché al World Summit on Information Technology dell&#8217;ONU nasca la carta dei diritti di internet.</p>
<p>La mia candidatura alle primarie del centrosinistra è proprio al servizio di quest’idea: dare piena cittadinanza a questi nuovi diritti &#8211; che crescono con forza – nel programma dell’Unione e che siano al centro dell’azione del prossimo Governo.</p>
<p>Le primarie del 16 ottobre sono infattti un grande momento di partecipazione e possono diventare una concreta opportunità di cambiamento. Non perdiamo questa occasione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Back to basics</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2005 08:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Marcello Cosenza ha pubblicato con licenza CC Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 il suo ultimo lavoro musicale (back to basics) realizzato in home studio a Los Angeles, dove ha vissuto di musica negli ultimi 15 anni. Questo significa che potete scaricare gratuitamente il lavoro, ma non potete farne opere derivate o un utilizzo commerciale. Se avete voglia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marcello Cosenza ha pubblicato con licenza  CC <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/">Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5</a> il suo ultimo lavoro musicale (<a href="http://www.archive.org/audio/audio-details-db.php?collection=opensource_audio&amp;collectionid=MarcelloCosenzaBackToBasics">back to basics</a>) realizzato in home studio a Los Angeles, dove<br />
ha vissuto di musica negli ultimi 15 anni.</p>
<p>Questo significa che potete scaricare gratuitamente il lavoro, ma non potete farne opere derivate o un utilizzo commerciale.<br />
Se avete voglia di sentirli, li trovate per ora solo su <a href="http://www.archive.org">www.archive.org</a><br />
al seguente indirizzo:<br />
<a href="http://www.archive.org/audio/audio-details-db.php?collection=opensource_audio&amp;collectionid=MarcelloCosenzaBackToBasics">Back to Basics</a></p>
<p>Mi pare un lavoro degno di nota, buon ascolto!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Monica Frassoni: Parlamento europeo e brevettabilità del software</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2005/monica-frassoni-parlamento-europeo-e-brevettabilita-del-software/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2005 11:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico volentieri la lettera di Monica Frassoni, copresidente dei Verdi europei, sulla vittoria ottenuta nel campo dei brevetti software. Care amiche, cari amici, ieri abbiamo celebrato una vittoria importante: il Parlamento europeo ha respinto la proposta di direttiva della Commissione e del Consiglio sulla brevettabilità del software. Un risultato dovuto soprattutto al fatto che siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico volentieri la lettera di Monica Frassoni, copresidente dei Verdi europei, sulla vittoria ottenuta nel campo dei brevetti software.</p>
<blockquote><p>
Care amiche, cari amici,</p>
<p>ieri abbiamo celebrato una vittoria importante: il Parlamento europeo ha respinto la proposta di direttiva della Commissione e del Consiglio sulla brevettabilità del software. Un risultato dovuto soprattutto al fatto che siamo riusciti a costruire una maggioranza alternativa e i difensori della brevettabilità del software e degli interessi delle grandi majors del software si sono resi conto di non avere più la maggioranza che avevano ottenuto in commissione giuridica e hanno quindi deciso di unirsi a noi. Col voto di ieri abbiamo dimostrato che libertà di creare, innovazione e sviluppo vero dell&#8217;economia possono e devono andare di pari passo.<span id="more-1517"></span></p>
<p>&#8220;Chi è causa del suo mal, pianga se stesso&#8221; dice il proverbio, e davvero Commissione e Consiglio non possono che prendersela con se stessi per aver cercato in tutti i modi di ignorare le prese di posizione del Parlamento, rigettandone la prima lettura e cercando di imporre una direttiva che, dietro il paravento di un divieto di brevettabilità del software &#8220;puro&#8221;, avrebbe invece aperto proprio la possibilità di brevettare il software tout court. Come Verdi/ALE abbiamo sempre sostenuto che piuttosto che avere una direttiva come questa, era meglio non averne alcuna. Speriamo che la Commissione ed il Consiglio abbiano imparato la lezione e che in futuro tengano in maggiore considerazione le posizioni delle persone elette direttamente dai cittadini europei. Noi, ad ogni modo, terremo gli occhi ben aperti, attrezzandoci per sventare eventuali ulteriori tentativi di raggiro da parte dell&#8217;esecutivo dell&#8217;Unione europea. </p>
<p>Credo di non esagerare se dico che quella di oggi ricorda la vittoria di Davide contro Golia, perché gli sforzi profusi dalle majors del software &#8211; Microsoft in testa, ma anche diverse altre &#8211; sono stati davvero ingenti: lettere, fax, visite, telefonate all&#8217;indirizzo di tutti i parlamentari da parte di lobbisti ben addestrati, che negli ultimi giorni non hanno dato tregua. La cosa non può finire qui: il sistema che regola l&#8217;accesso al Parlamento da parte dei lobbisti deve essere più trasparente e deve essere più chiaro chi fa lobbying per quale azienda, con quali fondi e con quali interessi. Per questo abbiamo rivolto un appello al Commissario per gli affari amministrativi, Siim Kallas, affinché indaghi su queste questioni e formuli una proposta. Così come bisogna rivedere le regole che consentono attualmente agli europarlamentari che lavorano presso studi legali specializzati nei brevetti o presso aziende di software di influire pesantemente nel processo legislativo. Una particolare nota di tristezza viene poi pensando al ruolo giocato da Confindustria, che è riuscita a far cambiare idea al nostro governo che inizialmente aveva una posizione neutrale ed ha tradito così gli interessi delle piccole e medie imprese.  </p>
<p>C&#8217;è ancora molto da fare, naturalmente, soprattutto per quello che riguarda la brevettabilità in generale. Ma almeno l&#8217;ufficio europeo brevetti non ha più scusanti per il rilascio di brevetti surrettizi. Intanto bisognerà giungere ad una normativa europea in fatto di brevetti che sia efficace e chiara per tutti.<br />
Vorrei chiudere con un ringraziamento a tutte e a tutti quelli che si sono spesi per questo grande successo, inviando mail agli altri parlamentari europei, facendoci pervenire materiale utilissimo per argomentare le ragioni del no alla brevettabilità, sensibilizzando le proprie realtà locali sul tema. Grazie davvero.</p>
<p>Un caro saluto<br />
Monica<br />
<a href="http://www.monicafrassoni.it"><br />
www.monicafrassoni.it</a></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cortiana: Una vittoria su tutta la linea per garantire la libertà</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2005 15:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[UE: Software, Pecoraro e Cortiana:&#8221;Una vittoria su tutta la linea per garantire la liberta&#8217; &#8220; &#8220;Sono stati tre anni di battaglia lunga, con centinaia di appelli contro la brevettabilità del software, decine di mozioni promosse dai Verdi nei Parlamenti nazionali, e quella che non esiteremmo a definire una delle piu&#8217; grandi mobilitazioni della storia europea. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UE: Software, Pecoraro e Cortiana:&#8221;Una vittoria su tutta la linea per garantire la liberta&#8217; &#8220;</p>
<p>&#8220;Sono stati tre anni di battaglia lunga, con centinaia di appelli contro la brevettabilità del software, decine di mozioni promosse dai Verdi nei Parlamenti nazionali, e quella che non esiteremmo a definire una delle piu&#8217; grandi mobilitazioni della storia europea.  Oggi, grazie all&#8217;emendamento che abbiamo presentato insieme ad altri gruppi il Parlamento Europeo ha rigettato l&#8217;intera direttiva per la brevettabilità del software. Hanno vinto la dignità del Parlamento Europeo e la partecipazione intensa delle nostre università, delle nostre imprese, dei nostri cittadini contro pochi grandi gruppi che volevano drogare il mercato e mercificare la conoscenza.&#8221; Dichiarano il sen. Fiorello Cortiana, delegato italiano al WSIS dell&#8217;ONU e il Presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio<br />
<span id="more-1516"></span><br />
&#8220;Quello di oggi e&#8217; un risultato enorme, frutto di un intenso lavoro per la liberta&#8217; e per costruire la società della condivisione della conoscenza, ma va capitalizzato con un aspetto propositivo che raccolga le opportunità imprenditoriali , sociali e civiche del digitale e della sua connessione in rete: dopo questa vitale vittoria, che da&#8217; fiato al nostro sistema delle imprese, dobbiamo avviare il processo che porta alla costruzione di una direttiva che valorizzi il software libero, le creative commons e la libera condivisione del sapere&#8221; prosegue il sen. Cortiana. </p>
<p>&#8220;Questo voto e&#8217; un buon viatico per il nostro intento di porre la questione dell&#8217;innovazione come strategica nel programma dell&#8217;Unione a partire dalle primarie dove questi temi di liberta&#8217; sono incarnati dai Verdi e dalla mia candidatura.&#8221; Conclude il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Olivero Toscani risponde a Faletti</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2005/olivero-toscani-risponde-a-faletti/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2005 13:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi ricordate l&#8217;articolo-intervista a Faletti su La Stampa? Immagino proprio di sì. In una intervista &#8220;esclusiva&#8221; a scarichiamoli.org Oliviero Toscani risponde a Faletti, parla di Lessig, delle licenze open content (a incominciare dalle Creative Commons) e della sua visione della libera circolazione della cultura. A breve una trascrizione di queste dichiarazioni verrà pubblicata sulla sezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate<a href="http://www.alessandroronchi.net/index.php/archives/2005/06/20/nulla-di-vero-tranne-gli-occhi/"> l&#8217;articolo-intervista a Faletti</a> su La Stampa? Immagino proprio di sì. </p>
<p>In una intervista &#8220;esclusiva&#8221; a <a href="http://scarichiamoli.org/">scarichiamoli.org</a> Oliviero Toscani risponde a Faletti, parla di <a href="http://www.lessig.org">Lessig,</a> delle licenze open content (a incominciare dalle <a href="http://www.creativecommons.org">Creative Commons</a>) e della sua visione della libera circolazione della cultura.</p>
<p>A breve una trascrizione di queste dichiarazioni verrà pubblicata sulla <a href="http://scarichiamoli.org/main.php?page=interviste">sezione delle interviste di scarichiamoli.org</a>.</p>
<p><strong>Aggiornamento:</strong> La trascrizione è stata pubblicata:<br />
<a href="http://www.scarichiamoli.org/main.php?page=interviste/toscani">Il copiare come negazione della creatività: intervista a Oliviero Toscani.</a></p>
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		<title>Popolari e liberali danneggiano le PMI e l&#8217;innovazione</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2005 11:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi a Bruxelles i Verdi Europei hanno diramato un comunicato stampa sui brevetti software, dopo il recente voto sulla direttiva tenutosi ieri nella commissione giuridica del Parlamento europeo. COMUNICATO STAMPA GRUPPO DEI VERDI/ALE &#8211; Bruxelles, 21 giugno 2005 Brevetti software: Verdi: Popolari e liberali danneggiano le PMI e l&#8217;innovazione A commento del voto sulla direttiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Bruxelles i Verdi Europei hanno diramato un comunicato stampa sui brevetti software, dopo il recente voto sulla direttiva tenutosi ieri nella commissione giuridica del Parlamento europeo.</p>
<blockquote><p>COMUNICATO STAMPA<br />
GRUPPO DEI VERDI/ALE &#8211; Bruxelles, 21 giugno 2005</p>
<p>Brevetti software:<br />
Verdi: Popolari e liberali danneggiano le PMI e l&#8217;innovazione<br />
<span id="more-1502"></span><br />
A commento del voto sulla direttiva per la brevettabilità del software tenutosi ieri nella commissione giuridica (JURI) del Parlamento europeo, Monica Frassoni, presidente del Gruppo Verdi/ALE, ed Eva Lichtenberger, relatrice ombra sulla materia per il gruppo Verdi/ALE, hanno dichiarato:<br />
<!--adsense--><br />
&#8220;Con questo voto si aprono le porte del mercato europeo ai giganti del software. Insieme, i deputati popolari e liberali, hanno votato l&#8217;adozione degli emendamenti meno significativi, contribuendo così alla redazione di un testo debole ed estremamente ambiguo sotto il profilo legale. In questo modo le multinazionali, con l&#8217;aiuto di studi legali specializzati e ben remunerati, avranno la possibilità di prendersi tutto il mercato europeo, lasciando le imprese più piccole senza possibilità di sopravvivenza.&#8221;</p>
<p>&#8220;Anche se tutti i gruppi politici affermano di voler escludere il software &#8220;puro&#8221;dalla direttiva, la maggioranza pro-business della commissione giuridica è riuscita ad approvare un testo che presenta delle falle molto pericolose. Nel definire la differenza tra &#8216;software&#8217; e &#8216;tecnica&#8217;, per esempio, si dice che il software può essere considerato il tratto innovativo di un&#8217;invenzione, rendendolo così brevettabile.&#8221;</p>
<p>&#8220;Anche sul piano dell&#8217;interoperabilità, uno dei fattori più importanti per consumatori e clienti, una maggioranza composta da popolari e liberali ha scelto la definizione più favorevole alla Nokia, dando così alla casa finlandese la possibilità di guadagnare qualche soldo extra sui brevetti nel caso in cui qualcuno decida di realizzare un cellulare interoperabile.&#8221;</p>
<p>&#8220;Questo voto colpisce gravemente le piccole e medie imprese. I popolari e i liberali non dicano che non sapevano che cosa stavano facendo. Oltre al danno si aggiunge, ahinoi, la beffa: attraverso alcuni emendamenti infatti gli stessi deputati hanno promosso la creazione di un fondo e di una commissione a tutela delle PMI citate in giudizio per questioni di brevetto: insomma, un po&#8217; come spezzare una gamba a qualcuno per offrigli dell&#8217;analgesico subito dopo.&#8221;</p>
<p>&#8220;Non siamo riusciti a difendere il software libero e le PMI d&#8217;Europa in questo primo voto. Ma faremo di tutto per vincere nel voto decisivo della sessione plenaria di luglio. La posta in gioco è veramente molto alta. Corriamo il rischio di perdere la nostra capacità di aiutare le PMI e di vedere la parte più innovativa dell&#8217;economia europea completamente colonizzata da Microsoft e altri colossi dell&#8217;IT.&#8221;
</p></blockquote>
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		<title>La diffusione delle Creative Commons</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2005 11:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Libera]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa immagine, pubblicata sul blog di Lawrence Lessig, mostra i paesi nei quali il progetto delle Creative Commons è stato avviato. Il Verde indica gli stati nei quali è stato avviato, il giallo dove sono stati chiusi, il rosso i paesi ancora da liberare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/files/CCspread.gif"><img src='http://www.alessandroronchi.net/files/ccspreadthumb.gif' alt="ccspreadthumb La diffusione delle Creative Commons"  title="foto La diffusione delle Creative Commons " /></a>Questa immagine, <a href="http://www.lessig.org/blog/archives/002952.shtml" class="broken_link" rel="nofollow">pubblicata sul blog di Lawrence Lessig</a>, mostra i paesi nei quali il progetto delle Creative Commons è stato avviato.<br />
Il Verde indica gli stati nei quali è stato avviato, il giallo dove sono stati chiusi, il rosso i paesi ancora da liberare.</p>
<p></p>
]]></content:encoded>
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