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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Diritti</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Idee per una manovra</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 18:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La maxi manovra del Governo è stata presentata. Non tutta ancora è di pubblico dominio, immagino che i dettagli &#8220;migliori&#8221; verranno snocciolati durante le vacanze estive degli italiani. In nome della produttività, vengono smantellati alcuni diritti acquisiti in tanti anni. Conquiste importanti che servivano a bilanciare l&#8217;enorme potere sulla persona posseduto dal datore di lavoro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La maxi manovra del Governo è stata presentata. Non tutta ancora è di pubblico dominio, immagino che i dettagli &#8220;migliori&#8221; verranno snocciolati durante le vacanze estive degli italiani. In nome della produttività, vengono smantellati alcuni diritti acquisiti in tanti anni. Conquiste importanti che servivano a bilanciare l&#8217;enorme potere sulla persona posseduto dal datore di lavoro. </p>
<p>Tutto questo porterà ad una nuova crescita? Penso di no.<br />
Del resto, sinceramente, della crescita cinese faccio volentieri a meno, se il prezzo da pagare è lo stile di vita delle persone che la abitano.</p>
<p>Però non basta, bisognerebbe portare qualche idea diversa, ed io qualcuna ce l&#8217;avrei.</p>
<p>Tanto per cominciare, sui costi della politica ragionerei in maniera molto diversa dal PD, che propone di dimezzare i parlamentari. Questa idea, proposta anche da &#8220;<em>illustri</em>&#8221; anticasta come Stella e Rizzo, serve a mio parere solo a diminuire il potere già ridicolo della politica nei confronti dell&#8217;economia e dei veri poteri forti. Tanto per citare una controindicazione forte, <strong>verrebbe dimezzato il costo per comprare la maggioranza in Parlamento.</strong> <span id="more-4448"></span></p>
<p>I costi della politica veri sono quelli che ricadono dalle scelte fatte dalle istituzioni. Se sostituissimo i parlamentari con un piccione, facendogli scegliere del nostro futuro, avremmo risparmiato veramente? La soluzione vera, a mio parere, sarebbe una revisione giusta delle leggi elettorali a tutti i livelli, che premino le persone giuste e smantellino le decisioni antidemocratiche come la nomina dei parlamentari e l&#8217;acquisto delle poltrone.</p>
<p>Poi adeguerei veramente gli stipendi ed i benefit a quelli degli altri paesi europei simili a noi. Senza demagogie, che fanno male più dei privilegi.</p>
<p>Nei consigli comunali, costa di più stipendiare un consigliere, oppure lasciare fare tutti i controlli a funzionari e macchina amministrativa? Di questo non si parla mai, ma se la politica viene fatta come hobby serale, come vorrebbe anche Grillo, poi comprarne il voto diventa più facile, ed evitare che il politico studi e si impegni una prassi. Altrimenti le decisioni verranno prese in altre sedi rispetto a quelle democratiche, ed i Consigli si riempiranno di disoccupati e pensionati.</p>
<p>Altro punto importante è quello della lotta alla criminalità organizzata ed all&#8217;evasione fiscale.<br />
Una misura necessaria sarebbe quella di limitare l&#8217;uso del denaro contante. Oltre all&#8217;evasione, permetterebbe di controllare pizzo e tangenti, tanto per iniziare.<br />
Un&#8217;altra potrebbe essere la <strong>legalizzazione delle droghe leggere</strong>: abbiamo provato con la repressione, ma abbiamo solo riempito le carceri senza diminuire il numero di chi ne fa uso. Gli USA sono tra gli stati più intransigenti, eppure il numero di fruitori è tra i più alti.<br />
Legalizzandole si potrebbero controllare, <strong>tassare come il tabacco</strong> (che ricordiamoci fa morire) e l&#8217;alcol, e si potrebbero utilizzare in modo diverso i tribunali e le forze dell&#8217;ordine che oggi a questo si dedicano.<br />
E togliere una fetta di mercato alla criminalità, che male non fa.</p>
<p>Poi bisognerebbe mettere in contrapposizione gli interessi di chi acquista e chi vende: se entrambi hanno un vantaggio nell&#8217;acquisto senz&#8217;Iva e senza tasse, il rischio del nero è sempre alle porte. Un esempio l&#8217;abbiamo avuto: con le detrazioni del 55% per le ristrutturazioni energetiche, tutti i lavori effettuati erano regolarmente contabilizzati. Si potrebbe fare qualcosa di simile in tanti settori, e mantenere operazioni di quel tipo in edilizia per ridurre la nostra dipendenza energetica dall&#8217;estero in cambio di manovalanza locale (che è totalmente positivo).</p>
<p>Invece di facilitare chiusura ed apertura di aziende, cosa che porta ad un gran numero di abusi, licenziamenti, fatture non pagate, e così via, si potrebbe pensare a sostenere le aziende che resistono ed assumono. Le nuove iniziative vanno sostenute, ma si può ridimensionare il fenomeno delle convenienze varie e poco nobili.<br />
La cassa integrazione sostiene chi lascia a casa la gente. Perché non dare ossigeno a chi invece la fa lavorare?<br />
Un contratto a tempo indeterminato deve costare meno all&#8217;impresa di quello a progetto, altrimenti si userà sempre quest&#8217;ultimo anche per coprire necessità strutturali e continue, non solo come eccezione.</p>
<p>Sui lavoratori, poi, bisognerebbe obbligare ad un registro delle presenze, elettronico o cartaceo, che contenga gli orari dei dipendenti il giorno prima, ed ingressi ed uscite in tempo reale. Troppo diffusa la prassi di assumere a mezza giornata persone che lavorano tutto il giorno, guardacaso sempre presenti alle visite degli ispettori.</p>
<p>Incentiverei poi la produzione a Km 0, favorendo l&#8217;acquisto di prodotti locali anche con sgravi. Poi obbligherei l&#8217;indicazione di provenienza di ogni prodotto. Il mercato sia libero, così come la possibilità di scegliere di evitare i pomodori cinesi. Se non smettiamo di acquistare tutto dall&#8217;estero, come pensiamo di sopravvivere nel lungo termine?</p>
<p>Investimenti pubblici: stiamo tagliando la ristrutturazione delle scuole, la manutenzione delle strade, l&#8217;acquisto di mezzi pubblici per fare opere inutili che investimenti non sono, perché non hanno ricadute adeguate per l&#8217;economia locale e nazionale. Si spende non per necessità, ma perché si deve spendere, ed oggi non possiamo più permettercelo. Facciamo invece quello che serve, distribuendo anche contemporaneamente il denaro pubblico a molte più imprese e molti più lavoratori.</p>
<p>Per non farla più lunga di così, la mia idea è un po&#8217; questa: per migliorare i conti dobbiamo inseguire la legalità, rendondola però percorribile. Per le aziende, imposizioni giuste e sostenibili e controlli severi, sulle persone meno ipocrisia, sugli investimenti pubblici un occhio di riguardo in più: meglio tante piccole opere necessarie piuttosto che grandi ed inutili piramidi, che accentrano il denaro pubblico sulle mani di pochi.</p>
<p>Ma oggi si decide di tagliare, di tassare, di eliminare diritti, usando la crisi anche come pretesto.</p>
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		<title>Bioviva: Giochi in scatola ecologici</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 21:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/12/bioviva.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4301" title="bioviva" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/12/bioviva.jpg" alt="bioviva Bioviva: Giochi in scatola ecologici" width="196" height="176" /></a>C&#8217;è una azienda francese produttrice di giochi che ha fatto della <strong>sostenibilità</strong> dei suoi prodotti un principio. Si chiama <strong><a href="http://hobbygiochi.com/brand/bioviva/">Bioviva</a></strong>, e comprende giochi di abilità e giochi da tavolo per i bambini più piccoli (a partire dai 4 anni).</p>
<p>Alcuni dei grandi vantaggi dei giochi da tavolo sono il legame che crea tra i giocatori, il diversivo rispetto ai videogiochi ed alla TV, la bellezza di trovarsi con gli amici o con la famiglia, la capacità di far funzionare il cervello.</p>
<p>A queste cose questi giochi uniscono qualcosa in più: sono prodotti riducendo al massimo l&#8217;impatto di CO2, utilizzando <strong>materiali naturali</strong>, <strong>certificati</strong>, <strong>riciclati</strong> e <strong>riciclabili</strong>, con particolare attenzione ai diritti dei lavoratori che li fabbricano ed ai (di solito piccoli) giocatori che li useranno.</p>
<p>Rispetto alla media degli altri giochi, per produrre questi:</p>
<ol>
<li>E&#8217; stata emessa 1/12 di CO2</li>
<li>E&#8217; stata consumata 1/9 di acqua</li>
<li>E&#8217; stata ridotto di una volta e mezzo l&#8217;utilizzo di energia</li>
<li>Sono state emesse 1 decimo delle sostanze volatili nell&#8217;aria.</li>
<li>Sono state rispettate le raccomandazioni internazionali sul lavoro</li>
</ol>
<p>Se volete fare un regalo attento all&#8217;ambiente, questo Natale, fateci un pensiero.</p>
<p>Se proseguite nella lettura dell&#8217;articolo trovate una breve recensione dei prodotti <a href="http://hobbygiochi.com/brand/bioviva/"><strong>Bioviva</strong></a> che vendiamo sul sito <a href="http://hobbygiochi.com/brand/bioviva/" target="_blank">hobbygiochi.com</a> (clicca sull&#8217;immagine per andare alla pagina del prodotto) e <a href="http://hobbygiochi.com/blog/n/28/hobby-giochi-natale-fiera/" target="_blank">questo week-end in fiera a Ravenna.</a><span id="more-4294"></span></p>
<p><a href="http://hobbygiochi.com/product/the-fantastic-forest-edizione-italiana/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-4295" title="fantastic-forest" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/12/fantastic-forest.jpg" alt="fantastic forest Bioviva: Giochi in scatola ecologici" width="280" height="242" /></a>The Fantastic Forest è un gioco cooperativo (si gioca insieme, non contro) in cui i giocatori sono gli animali della foresta che tentano di aiutare il Mago nella creazione di una pozione. Da 4 anni.</p>
<p><a href="http://hobbygiochi.com/product/crokitoo-edizione-italiana/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-4296" title="crokitoo" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/12/crokitoo.jpg" alt="crokitoo Bioviva: Giochi in scatola ecologici" width="280" height="212" /></a>Vengono disposti al centro del tavolo i cibi preferiti da vari animali: una mela, una banana, un uovo, due fagioli e una carota. A turno i giocatori tireranno il dado che indicherà un animale. Tutti i giocatori dovranno cercare di afferrare prima degli altri il cibo preferito di quell’animale. se ci riescono, riusciranno ad accapparrarsi il gettone cibo corrispondente. Da 5 anni.</p>
<p><a href="http://hobbygiochi.com/product/tip-tops/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-4297" title="tip_tops" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/12/tip_tops.jpg" alt="tip tops Bioviva: Giochi in scatola ecologici" width="150" height="147" /></a>I giocatori dovranno mettere le stelle sulle trottole cercando di ottenere la combinazione riportata sulla carta. Il primo giocatore ad ottenere la combinazione giusta, sarà il vincitore! Da 6 anni</p>
<p><a href="http://hobbygiochi.com/product/agil-up-edizione-italiana/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-4298" title="agil-up" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/12/agil-up.jpg" alt="agil up Bioviva: Giochi in scatola ecologici" width="280" height="230" /></a>Agil’Up è un gioco di abilità in cui i giocatori si devono cimentare nella costruzione della torre più alta. La durata del gioco è scandita dalla trottola: quando la trottola si ferma i giocatori controllano l’altezza delle torri scoprendo il vincitore della manche. Da 5 anni.</p>
<p><a href="http://hobbygiochi.com/product/delugio-edizione-italiana/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-4299" title="delugio" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/12/delugio.jpg" alt="delugio Bioviva: Giochi in scatola ecologici" width="280" height="246" /></a>Il livello delle acque sta aumentando!<br />
I giocatori dovranno dare prova di destrezza e velocità salvando più specie possibili, posizionando le figure di legno sulla passerella, prima che la trottola smetta di girare! Da 6 anni.</p>
<p><a href="http://hobbygiochi.com/product/hot-cocot-edizione-italiana/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-4300" title="hot-cocot" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/12/hot-cocot.jpg" alt="hot cocot Bioviva: Giochi in scatola ecologici" width="280" height="238" /></a>Hot&#8217; Cocot è un gioco di abilità e destrezza in cui i giocatori dovranno utilizzare le bacchette per mettere le uova sui portauova. Il gioco si svolge in varie manche: ad ogni manche un avversario verrà eliminato dal gioco fino alla contesa finale tra i due migliori giocatori! Da 6 anni</p>
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		<title>La strada sbagliata</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 12:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi abbiamo 2 strade. La prima è quella di tagliare costi e diritti fino a diventare lavoratori cinesi per competere con i lavoratori cinesi sul fronte dei diritti e dei costi. La seconda è quella di capire che qualcosina, in questi ultimi 20 anni, abbiamo sbagliato. E&#8217; più difficile, ma in fondo si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi abbiamo 2 strade.</p>
<p>La prima è quella di tagliare costi e diritti fino a diventare lavoratori cinesi per competere con i lavoratori cinesi sul fronte dei diritti e dei costi.</p>
<p>La seconda è quella di capire che qualcosina, in questi ultimi 20 anni, abbiamo sbagliato.</p>
<p>E&#8217; più difficile, ma in fondo si tratta di capire che non possiamo fare a meno del mare e possiamo fare a meno del petrolio nell&#8217;acqua, che non possiamo fare a meno dell&#8217;acqua e che possiamo fare a meno delle bottiglie di plastica, che possiamo fare a meno delle tette rifatte ma non possiamo fare a meno di curare le persone malate.</p>
<p>Purtroppo stiamo percorrendo la prima, felici e contenti.</p>
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		<title>L&#8217;Italia si svende ai saldi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 08:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il federalismo demaniale il Governo adotta un provvedimento storico per i danni al bene pubblico che può provocare. Si trasferiscono le proprietà demaniali alle regioni, allo scopo di fare cassa. Si annuncia come la più colossale svendita di Stato che sia stata mai concepita. Altro che privatizzazioni all&#8217;inglese, modello Thatcher o Blair. Qui siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il federalismo demaniale il Governo adotta un provvedimento storico per i danni al bene pubblico che può provocare. Si trasferiscono le <strong>proprietà demaniali </strong>alle regioni, allo scopo di fare cassa.</p>
<blockquote><p>Si annuncia come la più colossale svendita di Stato che sia stata mai concepita. Altro che privatizzazioni all&#8217;inglese, modello Thatcher o Blair. Qui siamo alla liquidazione totale del demanio statale.Si svende un enorme patrimonio pubblico che appartiene a tutti i cittadini: settentrionali e meridionali, ricchi e poveri, di destra e di sinistra. Il decreto legislativo sul cosiddetto &#8220;federalismo demaniale&#8221;, varato dal Consiglio dei ministri alla vigilia di Natale e rimesso ora all&#8217;esame delle competenti Commissioni parlamentari, prevede il trasferimento dei beni statali a Comuni, Province e Regioni, con la dismissione in massa di edifici pubblici, caserme e altre installazioni militari, terreni, spiagge, fiumi, laghi, torrenti, sorgenti, ghiacciai, acquedotti, porti e aeroporti.</p>
<p>via <a href="http://baseverde.org/2010/caserme-castelli-spiagge-saldi-di-stato-sul-territorio/">Caserme, castelli, spiagge saldi di Stato sul territorio</a>.</p></blockquote>
<p>Da Wikipedia:</p>
<blockquote><p>secondo quanto previsto dal Codice Civile art.822 e seguenti, il demanio è costituito dai seguenti beni:<strong> il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque</strong> definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale.<br />
Fanno allo stesso modo parte del demanio pubblico, ma solamente se appartengono allo Stato, le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi; gli acquedotti; <strong>gli immobili riconosciuti d&#8217;interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia</strong>; le raccolte dei <strong>musei</strong>, delle <strong>pinacoteche</strong>, degli archivi, delle biblioteche; e infine gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico.</p>
<p>La principale caratteristica dei beni che fanno parte del demanio pubblico è la loro <strong>inalienabilità</strong>. Essi non possono essere venduti (se non in forza di una specifica nuova legge) e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Combattere l&#8217;anonimato degli autori delle leggi</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 00:23:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; interessante che la bozza di legge contro l&#8217;anonimato della Carlucci sia stata scritta senza firma dal Presidente di Univideo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; interessante che la bozza di legge contro l&#8217;anonimato della Carlucci sia stata scritta <strong>senza firma</strong> dal Presidente di Univideo.</p>
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		<title>Statuto Comunale: cambio delle regole ad un minuto dal fischio finale</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 08:43:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A meno di un mese dallo scioglimento del Consiglio l&#8217;ufficio di presidenza ci chiede una revisione dello Statuto e del Regolamento Comunale. La proposta portata in commissione dal Presidente e dal Vice, rispettivamente PD e Forza Italia, contiene diversi aspetti controversi, come l&#8217;abolizione dei gruppi con un solo consigliere, l&#8217;ipotesi di rendere segrete le commissioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A meno di un mese dallo scioglimento del Consiglio l&#8217;ufficio di presidenza ci chiede una revisione dello Statuto e del Regolamento Comunale.<br />
La proposta portata in commissione dal Presidente e dal Vice, rispettivamente PD e Forza Italia, contiene diversi aspetti controversi, come l&#8217;abolizione dei gruppi con un solo consigliere, l&#8217;ipotesi di rendere segrete le commissioni, l&#8217;eliminazione della quota di membri esperti con pari diritti dei consiglieri eletti dalle commissioni verifiche procedure amministrative e pari opportunità.<br />
In mancanza di tempo per una discussione approfondita i Verdi hanno chiesto un<strong> rinvio della discussione a dopo le elezioni</strong>, che è stato però rigettato.<br />
Se questo dibattito andrà avanti, quindi, <strong>occorrerà eliminare tutte gli aspetti non condivisi unanimemente</strong>, e cogliere l&#8217;occasione per introdurre novità positive.<br />
Sulla <strong>partecipazione</strong> dei cittadini, ad esempio, si può fare molto di più.<br />
I referendum comunali oggi si possono indire solo chiedendo la firma del 5% degli aventi diritto al voto, 5 volte maggiore alla percentuale richiesta per i referendum nazionali.<br />
Occorre quindi abbassare questa quota almeno al 3%, per permettere la consultazione dei cittadini sulle questioni più importanti che riguardano la città.<br />
Si possono inoltre fissare nelle regole altri strumenti di partecipazione, che riavvicinino le persone all&#8217;attività politica della nostra amministrazione, e rigettare tutte le proposte di riduzione del potere di indirizzo e di controllo degli organi elettivi, che sono uno strumento necessario per il buon governo della città.</p>
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		<title>I diritti violati dell&#8217;i&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 23:53:19 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>I diritti violati dell&#8217;indifendibile romeno http://ff.im/-1rng0</p>
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		<title>La legge della Carlucci scritta dal presidente di Univideo?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 09:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La proposta di legge della Carlucci sui diritti e doveri di internet che propone di abolire l&#8217;anonimato in rete sembra sia stata scritta con il computer di Davide Rossi, presidente di Univideo (Unione Italiana Editoria Audiovisiva), associazione di Categoria aderente a Confindustria. In rete già tutti si scandalizzano. Suvvia, può capitare di andare dall&#8217;amico perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La proposta di legge della Carlucci sui diritti e doveri di internet che propone di abolire l&#8217;anonimato in rete <a href="http://www.mantellini.it/?p=6474">sembra</a> sia stata scritta con il computer di Davide Rossi, presidente di Univideo (Unione Italiana Editoria Audiovisiva), associazione di Categoria aderente a Confindustria.</p>
<p>In rete già tutti si <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=623">scandalizzano</a>. Suvvia, può capitare di andare dall&#8217;amico perché il proprio computer è bloccato dai pirati informatici, no?</p>
<p>Oggi quindi sappiamo chi sono gli amici di chi scrive le leggi italiane di questo Governo su internet, e cosa ne pensano: ”internet non serve all’umanità e non serve al mondo!” </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Carlucci: stop all&#8217;anonimato in rete</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 12:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho già parlato male delle idee di Gabriella Carlucci sul diritto d&#8217;autore e su internet, ma pare che questa volta si sia superata. Dopo i 4 anni di prigione a chi viola il copyright , la stampa clandestina per chi tiene un blog, la censura sul web proposta da D&#8217;Alia, ora arriva anche il divieto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho già parlato male delle <a href="http://www.alessandroronchi.net/2008/i-conti-dei-pirati-informatici-della-carlucci/">idee di Gabriella Carlucci</a> sul diritto d&#8217;autore e su internet, ma pare che questa volta si sia superata.<br />
Dopo i <a href="http://www.alessandroronchi.net/2004/diritto-di-repressione-dautore/">4 anni di prigione a chi viola il copyright </a>, la stampa clandestina per chi tiene un blog, la <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/facebook-concilia/">censura sul web proposta da D&#8217;Alia</a>, ora arriva anche il <strong><a href="http://www.mantellini.it/?p=6382">divieto</a> di <a href="http://blog.quintarelli.it/blog/2009/02/disegno-di-legge-carlucci-per-la-tutela-della-legalit%C3%A0-nella-rete-internet.html">anonimato</a>.</strong></p>
<p>Sia chiaro, in questo caso non si tratta di perseguire chi commette reati, ma impedire qualsiasi tentativo di pubblicare i contenuti in forma anonima. Così verrebbero a sparire, ad esempio, tutte le denunce fatte dai cittadini che per qualsiasi motivo non possono rendere pubblica la loro identità (ad esempio chi ha paura di perdere il proprio lavoro, ma vuole denunciare la violazione di norme sulla sicurezza).</p>
<p>Internet è un mezzo che dovremmo imparare a considerare come la stampa, che protegge le proprie fonti. Gli strumenti per bloccare eventuali reati ci sono, indipendentemente dalla forma con la quale vengono inseriti negli spazi pubblici.</p>
<blockquote><p>Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.<em>(Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo)</em></p></blockquote>
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		<title>NUOVO APPELLO PER LA COSTITUZIONE</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 12:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo gli attacchi del Presidente del Consiglio alla Carta costituzionale e difronte al tentativo di aprire un conflitto istituzionale nei confronti del Presidente della Repubblica da parte del Presidente del Consiglio, il COMITATO SALVIAMO LA COSTITUZIONE di Forlì, ha riconvocato la manifestazione in difesa della Costituzione in solidarietà con il Capo dello Stato aggredito in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo gli attacchi del Presidente del Consiglio alla Carta costituzionale e difronte al tentativo di aprire un conflitto istituzionale nei confronti del Presidente della Repubblica da parte del Presidente del Consiglio, il COMITATO SALVIAMO LA COSTITUZIONE di Forlì, ha riconvocato la manifestazione in difesa della Costituzione in solidarietà con il Capo dello Stato aggredito in questi giorni come mai prima d&#8217;ora era accaduto nella storia della Repubblica. </p>
<p>Invitiamo la cittadinanza ,le associazioni e tutti coloro che hanno a cuore la Costituzione ,ad unirsi a noi , ognuno con una copia della Costituzione in mano </p>
<p>Di fronte alla Prefettura di Forlì con la Costituzione in mano LUNEDI&#8217; 16 FEBBRAIO 2009  ORE 18,00</p>
]]></content:encoded>
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		<title>al cimitero indiano MANIFESTAZIONE NONVIOLENTA E SILENZIOSA per i diritti inviolabili dell&#8217;uomo.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 20:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[invitiamo tutti i cittadini, le associazioni e le forze politiche a compiere un gesto di condanna alla barbara aggressione a Navtej Singh Sidhue rendendo omaggio ai suoi concittadini che si immolarono per la nostra libertà. A Forlì, in via Ravegnana, c&#8217;è il cimitero che commemora la caduta di centinaia di cittadini indiani di diverse etnie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/chidorian/20821341/" class="external"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/02/20821341_65703a0fb7_m.jpg" alt="20821341 65703a0fb7 m al cimitero indiano MANIFESTAZIONE NONVIOLENTA E SILENZIOSA per i diritti inviolabili delluomo. " title="Candle night @ chidorian" width="240" height="180" class="alignnone size-full wp-image-3609" /></a>invitiamo tutti i cittadini, le associazioni e le forze politiche a compiere un gesto di condanna alla barbara aggressione a Navtej Singh Sidhue rendendo<br />
omaggio ai suoi concittadini che si immolarono per la nostra libertà.</p>
<p>A Forlì, in via Ravegnana, c&#8217;è il cimitero che commemora la caduta di centinaia di cittadini indiani di diverse etnie e religioni, fra loro molti Sikh che morirono durante la liberazione dell&#8217;Italia e della Romagna inquadrati nell&#8217;Ottava Armata Britannica. Nulla sanno di tutto ciò quei delinquenti di Nettuno che a distanza di pochi anni da quegli eventi invece di essere riconoscenti a quei ragazzi che persero a vita ed al  loro popolo, hanno aggredito Navtej Singh Sidhue, tentando di<br />
ucciderlo con il fuoco.<span id="more-3607"></span></p>
<p>Questi episodi di violenza sono la punta di un iceberg di una cultura dell&#8217;intolleranza, che sfocia persino in festeggiamenti e battute indecenti sul<br />
male inferto ad una persona. Purtroppo notiamo che questa incultura si manifesta anche quando la TV, invece di chiamare la persona aggredita con il suo nome, utilizza il termine &#8220;indiano&#8221; , dando alla parola la stessa accezione negativa di &#8220;ebreo&#8221;, &#8220;negro&#8221; &#8220;rom&#8221;.</p>
<p>Il nostro gesto simbolico intende anche dare una risposta ai contenuti razzisti e discriminatori del cosiddetto pacchetto sicurezza messo a punto dal<br />
Governo in questi giorni. Per contrastarli e mostrare la nostra vergogna per quanto sta accadendo a partire da <strong>MARTEDI&#8217; 10 Febbraio alle ore 17.45</strong>,  porteremo delle candele al cimitero di via Ravegnana.</p>
<p>Cercheremo, per qualche giorno, di ricordare che i cittadini italiani non sono questo, che esiste un rispetto per la persona che non conosce distinzioni, che la Costituzione Italiana ha ancora un valore e riconosce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>al cimitero indiano manifestaz&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 20:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>al cimitero indiano manifestazione nonviolenta e silenziosa per i diritti inviolabili dell&#8217;uomo. http://ff.im/WVes</p>
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		<title>Roberto Balzani: Il programma delle primarie</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 17:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cara Elettrice, Caro Elettore, ti presento una rassegna delle mie idee programmatiche, frutto di una campagna d’ascolto molto ricca e vivace e dei tanti contributi di tanti volonterosi amici e compagni di strada. Non sono tutte, ovviamente. Sono quelle sulle quali potrai misurare la differenza rispetto ad altri candidati e ad altri modo d’impostare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Elettrice, Caro Elettore, </p>
<p>ti presento una rassegna delle mie idee programmatiche, frutto di una campagna d’ascolto molto ricca e vivace e dei tanti contributi di tanti volonterosi amici e compagni di strada. Non sono tutte, ovviamente. Sono quelle sulle quali potrai misurare la <em><strong>differenza</strong></em> rispetto ad altri candidati e ad altri modo d’impostare la politica locale. Spero ti persuaderanno. In ogni caso, anche se così non fosse, spero apprezzerai l’onestà intellettuale che le ispira. In un mondo di ipocrisie e di luoghi comuni e di slogan, già il solo riconoscersi sinceri non mi pare poco. <span id="more-3720"></span></p>
<p><strong>Metodo </strong></p>
<p>Parto dal metodo. La politica, così come si presente oggi in Italia, dal centro giù giù a cascata fino alle città e ai paesi, secondo me non funziona. I cittadini sono sempre più sudditi (ormai è tolta loro anche la possibilità di scegliere una faccia da votare: ecco perché è prezioso l’esempio delle primarie!), mentre la distanza fra i centri del potere reale e l’esperienza quotidiana delle persone è stata approfondita dalla crisi economica. Io credo che il Pd avrà la possibilità di affermarsi, in Italia, solo se saprà far funzionare la macchina della <strong>partecipazione dal basso.</strong> Ma non in senso demagogico: occorre che i cittadini partecipino, decidano, e poi verifichino. Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto. Quindi, per i politici: limite delle due legislature, parità di genere per affermare una presenza femminile più di quanto oggi sia avvenuto, inclusione di giovani e di individui selezionati sulla base del merito. Essi dovranno rendere pubblici i loro redditi attraverso un’<strong>apposita anagrafe degli eletti</strong>. Dovranno inoltre – almeno così sarà, se diventerò Sindaco – documentare attraverso strumenti di comunicazione accessibili (penso ad Internet) l’esito dei principali progetti varati dall’amministrazione, perché ciascuno possa rendersi rapidamente conto di quanto si è speso e di come lo si è speso. Ma ci sono doveri anche per i cittadini: partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il Comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, controllare. La libertà ha un prezzo che dobbiamo pagare tutti. </p>
<p><strong>Cosa farò io </strong></p>
<p>I politici dicono sempre quello che debbono fare gli altri. Vorrei dirti quello che farò io. Se sarò eletto, dedicherò a questa avventura tutto il mio tempo e le mie energie per 10 anni al massimo. Dopodiché, riprenderò a fare il mio mestiere, che è quello di professore universitario. Tornerò ai miei colleghi, ai miei studenti e ai miei studi. Se perderò le primarie, tornerò subito alla mia professione e non assumerò alcun incarico pubblico di tipo politico o amministrativo. Mi batterò, da semplice cittadino, perché altri portino avanti le idee nelle quali ho creduto: se possibile, una nuova generazione di giovani, di donne, di persone appassionate e perbene.</p>
<p><strong>Cosa farò fare agli altri </strong></p>
<p>I tempi sono duri, e forse il peggio deve ancora venire. Per affrontare il peggio, ci vuole un gruppo di persone libere, disinteressate e dotate di forti principi morali e democratici.</p>
<p>Occorre dare un esempio. Fra i primi, ci sarà la revisione di tutte le società partecipate, di tutte le strutture con consigli d’amministrazione ecc. che ruotano intorno al Comune. Vedremo se funzionano, se servono davvero, se possono essere accorpate o se debbono essere chiuse. Abbasseremo drasticamente compensi e prebende, in modo che ogni euro risparmiato in questo modo vada restituito ai cittadini rafforzando e difendendo i servizi alla persona, dall’assistenza alla scuola. Ci sono settori – penso al nido – in cui c’è ancora tanto da fare per aiutare le donne, soprattutto se lavorano o vogliono lavorare; così come occorre creare, con le associazioni dei consumatori, un centro di ascolto e di supporto materiale per orientare famiglie, anziani soli, immigrati nella giungla delle tariffe e dei servizi, in modo da far valere reclami e diritti. Il Comune deve assumersi questo compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i mutui alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte. </p>
<p><strong>Oltre la paura: un patto per il futuro </strong></p>
<p>Caro Elettrice, caro Elettore, parliamoci chiaro: abbiamo paura del futuro, perché non riusciamo a vederlo, non capiamo che cosa potrà riservarci. Ebbene, ti propongo questo patto, che è difensivo e insieme offensivo. Difensivo, perché vuol salvaguardare quel tanto di buono che abbiamo: penso al nostro Ospedale pubblico, che è un servizio irrinunciabile alla comunità e che non può essere privato delle risorse necessarie al suo sviluppo; penso alle tante istituzioni, pubbliche o semi-pubbliche, che aiutano il cittadino nei suoi bisogni, che sono sane finanziariamente, e che perciò dobbiamo rispettare nella loro integrità. Penso alla nostra scuola, nella quale il Comune investe da quasi 150 anni e che è davvero di qualità elevata. Gli esempi potrebbero continuare. E poi c’è la parte offensiva, la sfida al “grande nulla” che ci si para di fronte. Io credo che il “grande nulla” sia il frutto della nostra incapacità di batterci uniti come comunità: e ti dirò ora come penso di farlo. </p>
<p><strong>Unire il territorio, alzare il livello della sfida </strong></p>
<p>Da sola Forlì non ha molte speranze: è una città medio-piccola, circondata da altre città, in genere piuttosto dinamiche. In questi anni, ha pagato duramente il suo isolamento: abbiamo un aeroporto in affanno, una fiera senza futuro, una logistica che, su scala municipale, non ha senso. Forlì deve recuperare anzitutto il suo ruolo di “capoluogo”, dialogando con i Comuni del comprensorio, risolvendo insieme una parte dei problemi comuni, organizzando il territorio secondo i principi di sviluppo di qualità e di rispetto dell’ambiente. In secondo luogo, deve aprire un grande confronto su scala romagnola per unire i territori, per farli dialogare sulle grandi questioni comuni (infrastrutture materiali e immateriali, in primo luogo). Per far ciò, ci vogliono persone che abbiano una visione, che non si fermino al campanile, che sappiano discutere ovunque, in Romagna e oltre. Il mio sogno è semplice unire province, r<strong>isparmiare sui costi della politica, restituire quello che si risparmia ai cittadini in qualità del vivere, facilità di movimento, sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale.</strong> Questa cosa si può fare da subito: basta volerla. Dammi una mano per mettere in piedi l’unico, vero laboratorio di trasformazione territoriale capace di andare contro la logica oggi imperante: aumentare le divisioni e i livelli di governo e moltiplicare i costi.</p>
<p><strong>Una visione della città</strong></p>
<p>Abbiamo tutti bisogno di una visione della città. Forlì ha già individuato i suoi poli di crescita, ma è venuta su in modo poco coordinato, sull’onda delle spinte dell’industria edilizia. Il centro storico manca d’identità è resta una ferita aperta; i quartieri non sono ben collegati al cuore pulsante della realtà urbana; i passaggi fra i diversi spazi – residenziali, produttivi, o dedicati ai servizi – paiono poco fluidi. Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità:<strong> a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato, connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili</strong> (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’integrazione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile. Ma la legalità, che significa anche, quando è necessario, repressione dei comportamenti devianti, non si può imporre solo affidandosi alle forze di pubblica sicurezza. Sono proprio loro, anzi, a chiedere che la legalità rappresenti una modalità applicata in modo coerente, dai comportamenti degli amministratori, ai concorsi pubblici, all’educazione dei giovani, alle diverse forme di responsabilità individuale e collettiva. Fra queste, segnalo il passaggio culturale della raccolta indifferenziata, destinata allo smaltimento nell’inceneritore, <strong>alla raccolta differenziata, nella prospettiva di giungere al sistema porta a porta</strong>. Là dove la prima postula l’irresponsabilità e un approccio produttivistico al rifiuto, là seconda implica risparmio, riciclo, atteggiamento sobrio e solidale. Si tratta davvero di un modo diverso d’impostare il nostro modo di essere comunità. </p>
<p><strong>Sviluppo di qualità </strong></p>
<p>Ed ecco la grande questione: lo sviluppo. Io credo che lo spazio per un sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile come nei tempi trascorsi. <strong>In primo luogo, perché il territorio è un bene finito</strong>, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza. La competizione si affronta con interventi intensivi. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) <strong>delle nuove tecnologie</strong>, a partire dalle fibre ottiche. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’università deve tornare ad essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il polo tecnologicoaeronaiutico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p>Il Comune deve approfittare dell’Università per aprirsi, per imitare quanto di meglio si fa in Europa, per invitare i giovani brillanti a confrontare le loro idee con il nostro territorio, per apprendere, per costruire, per destinare spazi e risorse a iniziative originali e importanti. In questo senso, il senso di responsabilità ambientale non è per me un vincolo e un limite: maggiore è il livello di qualità che pretenderemo dalla nostra comunità, maggiore sarà la qualità che sapremo chiedere agli imprenditori e le possibilità di agganciarci al carro della crescita vera. Dunque, un patto decennale con l’Università per rafforzare l’insediamento e, d’altro canto, un utilizzo sapiente delle risorse umane prodotto dall’Ateneo. Fino ad oggi non siamo riusciti in questo progetto, che è decisivo per il nostro futuro.<br />
<strong><br />
Insieme </strong></p>
<p>Di una cosa, cara Elettrice, caro Elettore, puoi star certo: tutto quello che farò non sarà deciso fra pochi, nel chiuso di una stanza o nello studio di un professionista: sarà adottato con un processo partecipativo limpido e trasparente. Così sarà per le politiche giovanili, per quelle culturale, per le tante cose di cui non riesco a parlare in queste poche frasi per non annoiarti troppo. Mi batterò al tuo fianco contro i monopoli dei servizi, per tagliare il vincolo perverso che li lega alla politica locale; ti verrò a cercare per chiederti che cosa pensi, che cosa vuoi; ti farò proposte perché tu possa scegliere. Voglio dare a Forlì la speranza di un futuro: proprio adesso, nell’ora più buia. So che tutto è più difficile, che le difficoltà sono immense, che la vita nostra, pubblica e privata, sarà dura e complicata nei prossimi mesi. Proprio per questo, quando le speranze vacillano è giusto che le persone di buona volontà si diano una mano e, per una volta, battano un colpo, dimostrando la loro forza e la loro volontà di cambiamento. Aiutami e, insieme, ce la faremo. </p>
<p>Grazie.<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Roberto Balzani</a></p>
<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-programma-sindaco-2009-forli/">Leggi anche il programma della coalizione che sostiene Roberto Balzani come candidato sindaco!</a></p>
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		<title>Milk: Il nuovo film di Gus Van Sant</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 12:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera ho visto Milk, l&#8217;ultimo film di Gus Van Sant, con uno strepitoso Sean Penn. All&#8217;uscita mi sono reso conto di aver visto l&#8217;unico film, da qualche anno a questa parte, che parla con speranza (ed amarezza) della politica fatta per far valere diritti. Per una sera finalmente ho sentito la storia di qualcuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/02/milk.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/02/milk.jpg" alt="milk Milk: Il nuovo film di Gus Van Sant" title="milk" width="150" height="214" class="alignnone size-full wp-image-3600" /></a>Ieri sera ho visto <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=55535">Milk</a>, l&#8217;ultimo film di Gus Van Sant, con uno strepitoso Sean Penn. All&#8217;uscita mi sono reso conto di aver visto l&#8217;unico film, da qualche anno a questa parte, che parla con speranza (ed amarezza) della <strong>politica fatta per far valere diritti</strong>. Per una sera finalmente ho sentito la storia di qualcuno che ha creduto, ed ottenuto, che fosse possibile partecipare attivamente alle decisioni sui diritti civili. Il film meriterebbe anche solo per questo suo messaggio positivo.</p>
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		<title>La censura su Facebook ed i proprietari dei nostri dati</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 01:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La polemica scaturita per la decisione di Facebook di censurare utenti che pubblicavano foto di allattamenti è interessante. Mi ricorda l&#8217;intervento che ho fatto al Nanosocial#2, durante il quale la sostanza molto riassunta del dibattito con i presenti era che in casa d&#8217;altri si rispettano le regole degli altri. Non tutti, aprendo un account su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La polemica scaturita per la decisione di Facebook di censurare utenti che pubblicavano foto di allattamenti è interessante. Mi ricorda <a href="http://www.alessandroronchi.net/2008/di-chi-sono-i-miei-dati/">l&#8217;intervento che ho fatto al Nanosocial#2</a>, durante il quale la sostanza molto riassunta del dibattito con i presenti era che <strong>in casa d&#8217;altri si rispettano le regole degli altri</strong>.  Non tutti, aprendo un account su facebook, si rendono conto di inserire materiale in <strong>uno spazio che non è il loro</strong>, e che per questo semplice motivo perdono gran parte dei diritti che sarebbe normale  esercitare in uno spazio proprio.<br />
Facebook non fa pagare un canone per il suo servizio, ed in cambio di questa gratuità impone la sottoscrizione di un <strong>patto che toglie spazio.</strong></p>
<p>L&#8217;impossibilità di pubblicare un seno che allatta è solo una delle possibili controindicazioni nell&#8217;uso di Facebook come spazio primario per le proprie attività online, e forse una delle meno gravi. Oggi non si può fare questo, domani &#8211; <u>soprattutto se dipenderemo più di oggi da questa piattaforma</u> &#8211; <strong>queste limitazioni potrebbero essere ben peggiori.</strong><span id="more-3539"></span></p>
<p>Per questo motivo consiglio a tutti una attenta riflessione: usate Facebook come una rubrica, un punto d&#8217;uscita dei vostri contenuti, un modo per contattare più persone, ed <strong>aprite un vostro spazio sul web con un vostro dominio.</strong></p>
<p>Internet è nata per essere decentralizzata, spostando tutti i nostri contenuti su una piattaforma di una azienda monopolista perderemo il più grande dei vantaggi della web: la rete.</p>
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		<title>Buone Feste, ma senza il botto</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 13:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rinnovo l&#8217;invito che faccio praticamente tutti gli anni, in occasione delle festività. Non acquistate petardi. Spendete in maniera diversa i vostri soldi. Al di là della pericolosità e dell&#8217;inutilità di questi rischi, bisogna sapere che gli animali (ed in particolare i cani) soffrono molto più di noi i famosi botti. Loro hanno un udito più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2007/12/petardi.thumbnail.jpg " title="foto Buone Feste, ma senza il botto " alt=" Buone Feste, ma senza il botto" />Rinnovo l&#8217;invito che faccio praticamente tutti gli anni, in occasione delle festività. Non acquistate petardi. Spendete in maniera diversa i vostri soldi.<br />
Al di là della pericolosità e dell&#8217;inutilità di questi rischi, bisogna sapere che gli animali (ed in particolare i cani) soffrono molto più di noi i famosi botti.<br />
Loro hanno un udito più sensibile del nostro e per loro il rumore dei petardi è tremendo. Per la paura ed il panico a volte si gettano dai balconi o tentano la fuga strozzandosi con il collare o rischiando di venire investiti.</p>
<p>L&#8217;ufficio diritti animali del comune di Roma, in collaborazione con l&#8217;Associazione volontari canile Porta Portese, ha redatto un decalogo per prevenire il più possibile questo problema, anche se la soluzione ovviamente sarebbe quella di ridurre al minimo la fonte.<span id="more-3507"></span></p>
<p>1) Non mostrarsi troppo protettivi verso gli animali e non guardarli negli occhi quando scoppiano i petardi, si aumenterebbe la loro paura;</p>
<p>2) Tenerli in appartamento, meglio se in una stanza lontana dai rumori e in penombra, con un rifugio magari sotto al letto;</p>
<p>3) Minimizzare l&#8217;impatto dei botti accendendo radio o tv;</p>
<p>4) Non lasciarli soli in giardino o in balcone, potrebbero farsi male, scappare o buttarsi di sotto. Togliere dagli esterni gabbie di uccelli, roditori e altri animali;</p>
<p>5) Non tenere i cani legati a catena, potrebbero strozzarsi;</p>
<p>6) Passeggiare col cane saldamente al guinzaglio. Nei casi più gravi, chiedere al veterinario se tranquillizzarli con un blando sedativo o rimedi di erboristeria;</p>
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		<title>Ero forestiero e mi avete ospitato&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 20:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli, l&#8217;avete fatto a me (Vangelo secondo Matteo) Non mi sono convertito, però oggi discutendo sulle modifiche al regolamento per l&#8217;assegnazione degli alloggi popolari non ho potuto fare a meno di pensare a quanto &#8220;Cristiani&#8221; siano i gruppi politici che oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8230;Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli, l&#8217;avete fatto a me</em> (Vangelo secondo Matteo)<br />
Non mi sono convertito, però oggi discutendo sulle modifiche al regolamento per l&#8217;assegnazione degli alloggi popolari non ho potuto fare a meno di pensare a quanto &#8220;Cristiani&#8221; siano i gruppi politici che oggi rincorrono sulla discriminazione dei migranti (non solo stranieri) la Lega Nord. Almeno -pensavo- la Lega non pretende di essere un partito cattolico.</p>
<p>Oggi in Consiglio Comunale il PD assieme al consigliere Tavoletti (Rosa Bianca, ex Udeur) ha inserito come criterio per ottenere un punteggio aggiuntivo per l&#8217;assegnazione delle case popolari a Forlì l&#8217;anzianità di residenza.</p>
<p>Ho condiviso una proposta di emendamento, bocciata dalla maggioranza, che sostituiva gli anni di residenza con gli anni di richiesta dell&#8217;alloggio: se da 10 anni chiedi un alloggio popolare devi almeno lavorare a Forlì, visto che è un requisito di base.<span id="more-3491"></span></p>
<p>Durante il dibattito ho sostenuto questo criterio per un motivo molto semplice: se da anni chiedi l&#8217;alloggio e non ti è mai stato assegnato, evidentemente hai più bisogno di uno che ne fa richiesta per il primo anno a parità di altre condizioni. <u><strong>Chi è stato milionario fino a 3-4 anni fa e poi si è giocato tutto al Casinò</strong>, secondo questo criterio di assoluto buon senso avrebbe avuto meno diritto di una persona che ha i requisiti per fare richiesta ma non è mai stato soddisfatto.</u></p>
<p>Inoltre introdurre l&#8217;anzianità di residenza nel Comune esclude tutte le persone più sfortunate che abitano nelle frazioni a metà tra due comuni. Gli abitanti del Comune di Ravenna che abitano a Casemurate e che possono fare richiesta a Forlì perché lavorano nella nostra città avranno meno diritti del loro vicino di casa che abita a meno di 200 metri ma risiede di fatto nel Comune di Forlì.</p>
<p>Poi ho parlato anche della necessità di studiare a fondo i criteri per la valutazione del reddito e del nucleo familiare. Un motivo di premio oggi è l&#8217;essersi separato ed aver dovuto lasciar casa. Questo però comporta la possibilità di fare separazioni finte per acquisire il diritto all&#8217;alloggio. Lo stesso vale per il reddito, calcolato sul valore ISEE: ci sono coppie che si dividono o non si sposano perché perderebbero punti per l&#8217;assegnazione di posti all&#8217;asilo nido o alloggi pubblici.</p>
<p>Il problema semmai è un altro. Questi criteri erano stati approvati dal Consiglio nel Dicembre 2006. Cosa è cambiato da allora? Oggi è stato sdoganato il razzismo nei confronti degli stranieri, e con questa delibera il PD voleva strizzare l&#8217;occhio a questo elettorato, in vista delle prossime elezioni amministrative.</p>
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		<title>La Giusta Misura per uscire dalla Crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 09:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo clima di crisi economica i furbetti tentano di sfruttare il panico per fare, come al solito, i propri interessi, seguiti da chi, al governo del territorio o del nostro Paese, si trova a dover proporre soluzioni per uscirne. Recentemente il Governo ha limitato le possibilità per i privati e le imprese di ottenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo clima di crisi economica i <strong>furbetti</strong> tentano di sfruttare il panico per fare, come al solito, i propri interessi, seguiti da chi, al governo del territorio o del nostro Paese, si trova a dover proporre soluzioni per uscirne.</p>
<p>Recentemente il Governo ha <strong>limitato le possibilità</strong> per i privati e le imprese di ottenere incentivi e detrazioni sugli interventi per il <strong>risparmio energetico.</strong></p>
<p>Nello stesso tempo ha parlato della necessità di <strong>aumentare i consumi</strong>, senza parlare di cosa e come si debba consumare in una società sostenibile economicamente ed ecologicamente tentando, invano, di tornare ad un sistema che strutturalmente non si regge in piedi.</p>
<p>Dalla concorrenza al ribasso su prezzi e diritti di chi lavora, alla rincorsa alla disoccupazione, allo sfruttamento di tutte le risorse come se fossero infinite ed a costo zero.<span id="more-3481"></span></p>
<p>Se c&#8217;è un insegnamento che dovremmo trarre da questa situazione è proprio il segnale chiaro della necessità di regole sensate ed uguali per tutti, di una economia che si basa sulle reali necessità e disponibilità del territorio, di risparmio nell&#8217;uso delle risorse che sono finite e non rinnovabili.</p>
<p>E&#8217; per questo che il taglio agli incentivi alle energie alternative ed al risparmio energetico è una iniziativa gravissima e stupida: se c&#8217;è una cosa che deve crescere, in tutto il Pianeta, è proprio il lavoro che porta alle famose tre sostenibilità: sociale, economica ed ambientale.</p>
<p>Lo stesso vale per il contesto locale, nel quale la crisi rischia di diventare il pretesto con il quale concedere sfruttamento del territorio senza regole ed in maniera discrezionale, non uguale per tutti.</p>
<p>In questo momento devono essere date possibilità di crescita alle aziende che intendono investire sul territorio, ma allo stesso tempo si deve fare molta attenzione alla speculazione, che è una delle cause del crollo dei mercati finanziari.</p>
<p>Il passato recente dimostra che i nostri dubbi erano fondati, che costruire più del necessario non porta solo problemi ambientali e sociali ma alimentano anche bolle che, allo scoppio, mettono in crisi soprattutto i più deboli.</p>
<p>Oggi chi crede che l&#8217;ambiente sia un costo da tagliare in momenti di ristrettezze economiche, purtroppo non ha compreso le grandi occasioni che abbiamo perso e stiamo perdendo.<br />
Se avessimo lavorato di più in passato sul risparmio energetico avremmo creato posti di lavoro non delocalizzabili in Cina, pagati senza continui sostegni pubblici ma con il taglio dei consumi di fonti fossili provenienti quasi esclusivamente dall&#8217;estero, ed allo stesso tempo migliorando la qualità del nostro Paese. </p>
<p>Il Sole ed il Vento non salgono di prezzo da un anno all&#8217;altro, al contrario del Petrolio.<br />
Lo stesso ragionamento si può fare per l&#8217;acqua, che da bene comune si vuole trasformare in risorsa privata, per i rifiuti che gettiamo e bruciamo e che rappresentano uno spreco continuo di materie prime che importiamo dall&#8217;estero.</p>
<p>Purtroppo questa concezione di una economia nuova, di cui ha recentemente trattato un bell&#8217;articolo sul Sole 24 Ore (non proprio un quotidiano ecologicamente estremista) e che ha giustamente riempito la campagna elettorale di Obama, è totalmente sconosciuto a tutti i partiti oggi presenti nel nostro Parlamento. </p>
<p>Mentre sulle sciocchezze si possono inscenare teatrini, sul ritorno al nucleare, sulle opere inutili e su tante altre questioni che oggi dovrebbero prendere una strada diversa assistiamo a continui inciuci e strette di mano sottobanco.<br />
Oggi più che mai è necessario un cambiamento, un passaggio verso la giusta misura delle cose, non ad una crescita fine a sè stessa dei consumi. Altrimenti non usciremo dalla crisi, ed a questa continueranno a seguirne ciclicamente altre.</p>
<p>Aggiornamento: potete leggere dettagli sull&#8217;iniziativa del Governo su <a href="http://www.senamion.it/2008/12/01/detrazioni-55-per-risparmio-energetico-affossate/">Senamion</a></p>
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		<title>Il Diritto alla vita non è un dovere ad ogni costo</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 13:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; chiaro che qui non si fa il tifo per la morte di nessuno. Però credo che si debba discutere in maniera molto laica sulla vicenda di Eluana Englaro, perché questo caso specifico apre un <strong>dibattito sui diritti </strong>che è necessario affrontare e generalizzare.</p>
<p>La morte di Eluana <strong>poteva essere totalmente indolore</strong> e priva di attenzioni mediatiche. Bastava trovare una struttura consenziente: siamo in Italia e le leggi sono semplici indicazioni di massima. Questa battaglia intrapresa dal padre di Eluana è invece una<strong> battaglia sul diritto</strong>: se la sua intenzione fosse stata quella di disfarsi del problema, avrebbe trovato altre scorciatoie.</p>
<p>16 anni di battaglie legali, chissà quali sofferenze personali e quanti soldi spesi in avvocati.<br />
Pensate a quanto è estenuante un percorso di questo tipo.</p>
<p>La <strong>giusta misura</strong> sarebbe stata la possibilità per Eluana di scrivere nel proprio testamento biologico la volontà di non rimanere in stato vegetativo permanente (e lo avrebbe fatto). A quel punto, trascorso un tempo ragionevole, <strong>i medici avrebbero potuto porre fine alla sua vita con metodi certamente migliori.</strong><span id="more-3471"></span></p>
<p>Questa possibilità è stata negata anche per le pressioni molto forti nei confronti delle istituzioni chiamate a decidere. Così si è dovuta trovare la <em>scappatoia</em> della sospensione della somministrazione di acqua e cibo.</p>
<p>Ritengo quindi che ci sia un po&#8217; di ipocrisia in tutta la battaglia contro la decisione della cassazione, oggi appesa alle modalità della morte di Eluana. Ognuno dovrebbe poter decidere per sè, nel rispetto dei diritti degli altri, oppure si smetta di parlare di libertà (parola molto utile solo quando ci sono interessi economici).</p>
<p>Un&#8217;altra ipocrisia sta nelle spese e nelle doppie misure. Siamo sicuri che la <strong>giusta misura</strong> sia tenere in vita la Englaro contro la sua volontà, piuttosto che destinare quelle migliaia di euro l&#8217;anno per il suo mantenimento a paesi dove con 1€ al giorno un bambino riesce a mangiare?<br />
La vita di Eluana in questo stato è più importante di quella delle persone che muoiono al lavoro per mantenere il nostro stato di vita?<br />
Perché lo stesso accanimento non si vede quando si parla delle missioni di Guerra?</p>
<p>Siamo sicuri che tutto questo sia dovuto veramente all&#8217;amore per la vita? Non c&#8217;è forse il dubbio che un po&#8217; di questa forza derivi dalla gestione di gran parte delle strutture private nelle quali queste persone sono mantenute?</p>
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		<title>PER USCIRE DALLA CRISI  CON I  VERDI IN  EUROPA  NELLE CITTA&#8217; NEL PAESE</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 08:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DOMENICA 23 NOVEMBRE 2008, ORE 10 &#8211; 17 BOLOGNA, SALA SILENTIUM QUARTIERE SAN VITALE vicolo Bolognetti, 2 (dalla stazione ferroviaria autobus n° 32 Porta San Vitale) Scarica l&#8217;invito e mandalo agli amici! Economia, diritti, informazione confronto aperto per IL PROGETTO ECOLOGISTA con molti &#8220;se&#8221; e molti &#8220;ma&#8221; Alle ore 13/13,30 pranzo con piatti a base [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DOMENICA 23 NOVEMBRE 2008, ORE 10 &#8211; 17</strong><br />
<strong>BOLOGNA,  SALA SILENTIUM QUARTIERE SAN VITALE</strong><br />
vicolo Bolognetti, 2<br />
(dalla stazione ferroviaria autobus n° 32 Porta San Vitale)</p>
<p><a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/11/per_uscire_dalla_crisi_con_verdi_bologna.pdf'>Scarica l&#8217;invito e mandalo agli amici!</a></p>
<p><strong>Economia, diritti, informazione</strong></p>
<p><strong>confronto aperto per IL PROGETTO ECOLOGISTA  con molti &#8220;se&#8221; e molti &#8220;ma&#8221;</strong></p>
<p>Alle ore 13/13,30 pranzo con piatti a base di ingredienti biologici; il costo di un menù completo è tra i 10 e i 15 euro.<br />
Chi intende usufruire del pranzo è pregato di comunicarlo via email a pamela.meier@alice.it</p>
<p><strong><a href="http://www.baseverde.org/manifesto-per-uscire-dalla-crisi/">LEGGI E FIRMA IL MANIFESTO DI CONVOCAZIONE E PRIMI FIRMATARI</a></strong></p>
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		<title>H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 08:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Compagnia teatrale ITINERARIA presenta &#8220;H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221; (200 repliche in due anni) Lunedì 27 Ottobre 2008 ore 20.45 alla Sala San Luigi, in via L. Nenni 12 &#8211; FORLI&#8217;- INGRESSO GRATUITO organizzato dall&#8217;Associazione SORRISI DAL MONDO Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi Interpreti: Fabrizio De Giovanni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Compagnia teatrale ITINERARIA presenta &#8220;<strong>H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità</strong>&#8221; (200 repliche in due anni)  Lunedì 27 Ottobre 2008 ore 20.45 alla Sala San Luigi, in via L. Nenni 12 &#8211; FORLI&#8217;-</p>
<p>INGRESSO GRATUITO</p>
<p>organizzato dall&#8217;Associazione SORRISI DAL MONDO</p>
<p>Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi<span id="more-3239"></span></p>
<p>Interpreti: Fabrizio De Giovanni e Lorella De Luca<br />
Regia: Emiliano Viscardi<br />
Musiche originali: Augusto Ripari<br />
Allestimenti tecnici e scenografici: Maria Chiara Di Marco<br />
Datore Luci e macchinista: Eliel Ferreira<br />
Assistente alla regia: Aldo Bianchi<br />
Light designer: Giorgio Romano<br />
Contributi video: Dario Barezzi<br />
Operatore video: Sergio Cavandoli<br />
Post-produzione video: Franco Valtellina<br />
Testo: Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni</p>
<p>Con la partecipazione di: Roberto Carusi che ha prestato la voce per i video.</p>
<p>Per informazioni:<br />
Associazione Culturale e Teatrale Itineraria – Cologno Monzese (MI)<br />
Tel. 02/25396361- 335.8393331<br />
e-mail itinerariateatro@gmail.com<br />
sito internet www.itineraria.it</p>
<p>(cliccando sul logo &#8220;H2Oro&#8221; è possibile scaricare tutto il materiale relativo allo spettacolo)</p>
<p>H2Oro<br />
  L&#8217;acqua un diritto dell&#8217;umanità</p>
<p>Da un progetto di Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara Di Marco nasce questo spettacolo di teatro-documento per sostenere il diritto all&#8217;acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del &#8220;Bel Paese&#8221;, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti.</p>
<p>L&#8217;acqua non deve diventare &#8220;l&#8217;oro blu&#8221; del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato &#8220;l&#8217;oro nero&#8221; del secolo XX. L&#8217;acqua deve invece essere considerata come bene comune, patrimonio dell&#8217;umanità. L&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l&#8217;acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell&#8217;area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future. Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi della privatizzazione dell&#8217;acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell&#8217;acqua, delle guerre dell&#8217;acqua e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione dell&#8217;acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della necessità di contrastare e invertire l&#8217;indirizzo di mercificazione e privatizzazione. Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all&#8217;insegna del denaro, ma della dignità umana.</p>
<p>Spettacolo premiato  nel 2006 con una targa d&#8217;argento dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Realizzato con il Patrocinio del &#8220;Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull&#8217;Acqua&#8221; e del &#8220;Centro Nuovo Modello di Sviluppo&#8221; di Vecchiano, ha ricevuto in seguito il Patrocinio del Ministero delle Politiche agricole e forestali, del Ministero della Pubblica Istruzione Università e Ricerca, della Presidenza della Regione Lombardia e della Provincia di Lodi.</p>
<p>GOLIA E&#8217; NUDO</p>
<p>&#8220;H2Oro – l&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221; è una produzione dell&#8217;Associazione Culturale e Teatrale ITINERARIA in forma di teatro-documento.</p>
<p>Essa si pone in quel filone di testimonianze civili, portate attraverso il teatro, che questa Associazione propone – da oltre dieci anni – ai suoi soci e a un pubblico, indistintamente, di cittadini, studenti, frequentatori di biblioteche e organizzazioni di volontariato.</p>
<p>Fabrizio De Giovanni è, con Lorella De Luca, interprete dello spettacolo che si è – per così dire – &#8220;cucito addosso&#8221; affinché le sconvolgenti verità di cui si fa portavoce acquistino (ancorché ampiamente ed autorevolmente documentate) un&#8217;ulteriore credibilità anche in versione scenica.</p>
<p>L&#8217;attore/autore si è avvalso della collaborazione dello storico Ercole Ongaro, già felicemente autore di altre due produzioni teatrali di Itineraria (l&#8217;una sulla Costituzione, l&#8217;altra sui diritti dei bambini) che tuttora si replicano, ma anche di Emiliano Viscardi per la regia, di Maria Chiara Di Marco per l&#8217;apparato scenico, di Dario Barezzi per i contributi filmati. E non a caso: la varietà dei linguaggi e degli strumenti non è tanto una moda in voga nel teatro attuale quanto, piuttosto, una scelta di necessità. Affrontando infatti temi di urgente attualità quale, tra gli altri, è quello dell&#8217;acqua e mettendosi (come amava dire Don Milani) &#8220;dalla parte dell&#8217;ultimo&#8221;, imprescindibile è l&#8217;esigenza di volgere a buon fine quegli stessi accattivanti mezzi di comunicazione che quotidianamente aggrediscono la società contemporanea ed in particolare le giovani generazioni.</p>
<p>Itineraria – nella convinzione di poter contribuire alla consapevolizzazione degli spettatori sui problemi determinanti per il futuro dell&#8217;umanità – è particolarmente orgogliosa del fatto che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi abbia concesso allo spettacolo &#8220;H2Oro&#8221; una targa d&#8217;argento (come, a suo tempo, allo spettacolo sulla Costituzione e a quello sui diritti dell&#8217;infanzia).</p>
<p>&#8220;Che fare?&#8221;: è l&#8217;interrogativo che tormenta spesso gli spettatori degli spettacoli di Itineraria sui temi dell&#8217; odierna mondialità, ma anche sui nodi più aggrovigliati di un recente passato per non dimenticare: la Shoah, la Resistenza, l&#8217;esodo del popolo palestinese.</p>
<p>Sentirsi interrogati è prendere coscienza della realtà dei molti &#8220;senza voce&#8221; cui può dar voce la gente di teatro. È scoprire – con il bimbo della famosa fiaba di Andersen – che l&#8217;imperatore è nudo. È capire che la piccola fionda di Davide può, alla lunga, abbattere i molti Golia del potere che opprime. </p>
<p>Roberto Carusi<br />
(presidente di Itineraria)</p>
<p>SCALETTA dello spettacolo:</p>
<p>&#8220;H2ORO &#8211; L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221;</p>
<p>-        Filmato di apertura<br />
-        monologo sulla scarsità dell&#8217;acqua<br />
-        monologo sull&#8217;acqua come diritto e non come bene economico<br />
-        monologo su mercificazione dell&#8217;acqua e Manifesto Contratto Mondiale<br />
-        introduzione alla Rivolta di Cochabamba<br />
-        filmato: &#8220;Cochabamba: Suor Antonietta Potente&#8221;<br />
-        monologo su Coca Cola nel mondo e caso inglese<br />
-        lettura: La Coca Cola è fuorilegge?<br />
-        filmato: &#8220;progetto fondamentalista della Coca-Cola&#8221;<br />
-        monologo su Le guerre per l&#8217;acqua e L&#8217;acqua in Palestina/Israele<br />
-        monologo su Le guerre per i fiumi<br />
-        monologo su Le dighe nel mondo<br />
-        conclusione prima parte citazione don Milani e Gandhi<br />
-        poesia Nando Dalla Chiesa musicata<br />
-        monologo su L&#8217;Italia e l&#8217;acqua minerale<br />
-        monologo su Parametri: acqua potabile/acqua minerale<br />
-        monologo su Le multinazionali dell&#8217;acqua minerale e le concessioni<br />
-        monologo su &#8220;Mineracqua&#8221; e il ricatto pubblicitario<br />
-        filmato: &#8220;Trasparenza: le analisi invisibili&#8221;<br />
-        filmato: &#8220;Vox populi&#8221;<br />
-        monologo su L&#8217;informazione indipendente e il consumo critico<br />
-        monologo su La mafia e l&#8217;acqua<br />
-        monologo su il miracolo di Agrigento, Sanpellegrino/Nestlè<br />
-        monologo su Gli sprechi strutturali<br />
-        monologo su Gli scempi con caso Mugello/TAV<br />
-        monologo su Il caso Milano<br />
-        monologo su Cosa fare noi-qui-ora<br />
-        filmato: &#8220;Jacopo Fo: risparmiare l&#8217;acqua nel quotidiano&#8221;<br />
-        monologo su L&#8217;acquedotto pugliese e Petrella ex presidente<br />
-        monologo su La Toscana e la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua<br />
-        monologo su Napoli e Padre Alex Zanotelli<br />
-        monologo su S. Giuliano M.se &#8220;Fontane con le bollicine&#8221;<br />
-        monologo su Bagnacavallo &#8220;Riduttori di flusso&#8221;<br />
-        conclusione spettacolo, citazione Gesualdi/Sara Ongaro<br />
-        montaggio poetico/finale</p>
<p>[Durata totale 90 minuti circa]</p>
<p>Articolo tratto da &#8220;Peacereporter&#8221;</p>
<p>Un palcoscenico sull&#8217;acqua<br />
Uno spettacolo racconta i problemi legati allo sfruttamento dell&#8217;acqua<br />
di Dolores Carnemolla<br />
La scena è nuda: un leggìo da una parte, uno sgabello dall&#8217;altra, al centro uno schermo, dapprima spento. Poi si accendono immagini di battaglie prese in prestito dal cinema: conflitti dall&#8217;età della pietra ai nostri giorni. Un uomo sale sul palcoscenico rivolgendosi agli spettatori: senza preamboli comincia a parlare dei problemi relativi alla scarsità dell&#8217;acqua, di questioni che hanno generato aspre ostilità a causa dell&#8217;oro blu. È un attore? Non sembra stia &#8220;recitando&#8221;: il suo tono, benché impostato, è di una autenticità disarmante. L&#8217;argomento che sta esponendo è cosa di tutti i giorni,  quello che dovrebbe essere un monologo è in realtà l&#8217;inizio di un dialogo tra la sua voce che ci informa sui fatti e le coscienze di chi sta ad ascoltare.</p>
<p>Così comincia &#8220;H2oro-l&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221;: produzione dell&#8217;Associazione Culturale e Teatrale Itineraria, sui palcoscenici alternativi di tutta Italia da marzo ad ottobre.<br />
La forma è quella del  teatro-documento, lo scopo è quello di rendere consapevole la società civile del fatto che l&#8217;acqua è un bene comune e  averne accesso è un diritto fondamentale. Fabrizio De Giovanni è, con Lorella De Luca, autore-attore di questo spettacolo scritto con la collaborazione di Ercole Onagro. La rappresentazione si avvale di linguaggi e contributi diversi (letture di documenti, video) ben amalgamati dalla regia di Emiliano Viscardi e dall&#8217;apparato scenico di Maria Chiara Di Marco.</p>
<p>Come si apprende dal libro di Vandana Shiva, &#8220;Le guerre dell&#8217;acqua&#8221; (Fabrizio De Giovanni ne legge qualche passo significativo) l&#8217;acqua è insufficiente in Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana  e Stati Uniti e le guerre dell&#8217;acqua non sono un evento del futuro: sono già in atto veri e propri conflitti in ogni società. Che si tratti del Punjab o della Palestina, spesso la violenza politica nasce dalla competizione per appropriarsi delle scarse e vitali risorse idriche. Molti di questi conflitti politici sono celati: chi controlla il potere maschera le guerre dell&#8217;acqua, facendole apparire come scontri etnici o religiosi.</p>
<p>Ogni giorno 30.000 persone muoiono per cause connesse alla scarsità di acqua o alla sua cattiva qualità o igiene. La Comunità Internazionale continua a rifiutare il concetto che l&#8217;acqua è un diritto di tutti, preferendo trattarla come un bene economico, soggetto alle leggi del mercato e accessibile solo a chi può permetterselo. Il programma per lo sviluppo delle nazioni Unite ha dimostrato che l&#8217;obiettivo di rendere accessibile l&#8217;acqua all&#8217;intera umanità è economicamente realizzabile. Non sono le tecnologie né le risorse che mancano, dipende dalla volontà di chi compie scelte politiche ed economiche: negando ai poveri l&#8217;accesso all&#8217;acqua, privatizzandone la distribuzione e inquinando pozzi e fiumi. La pretesa di vendere l&#8217;acqua è pari a quella di vendere l&#8217;aria: rivendicare il diritto alla disponibilità di acqua potabile significa difendere il diritto di vivere per tutti gli esseri viventi.</p>
<p>In 70 minuti di spettacolo si apprendono tante scomode verità, ma anche indicazioni utili a capire il problema e quindi ad assumere gli atteggiamenti giusti, anche nelle abitudini quotidiane: rifiutare, ad esempio, il ricatto delle pubblicità che inducono all&#8217;acquisto dell&#8217;acqua in bottiglia o evitare gli sprechi giorno dopo giorno.<br />
L&#8217;invito di H2oro è quello di collaborare insieme per creare &#8220;democrazie dell&#8217;acqua&#8221;.<br />
Come scrive Vandana Shiva, &#8220;se costruiamo la democrazia, costruiamo la pace&#8221;.</p>
<p>H2Oro, il teatro-documento che mancava</p>
<p>di Barbara D&#8217;Amico 15/10/2007</p>
<p>&#8220;Uno spettacolo teatrale per sostenere il diritto all&#8217;acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del &#8216;Bel Paese&#8217;, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti&#8221;, recita l&#8217;introduzione sulla locandina di questo spettacolo quasi del tutto sconosciuto, fino a ieri. E non servirebbero altre descrizioni se non fosse che H2Oro, più che un semplice spettacolo, è una vera e propria impresa. L&#8217;acqua come bene comune, come diritto inalienabile dell&#8217;uomo, la sua fragilità e la gravissima crisi che rischia di portarci ad un&#8217;ulteriore serie di conflitti per il predominio di questa risorsa principe: non è facile tradurre un messaggio così complesso in esperienza da palcoscenico, eppure la Compagnia Itineraria di Roberto Carusi ci riesce inaugurando un nuovo genere teatrale, quello del Teatro- Documento appunto, a metà strada tra la commedia e l&#8217;inchiesta &#8211; diversa dalla satira &#8211; in cui &#8220;l&#8217;acqua&#8221; è solo l&#8217;ultima arrivata dopo esperimenti scenici sui diritti dell&#8217;infanzia, sulla Shoàh e sulla Costituzione.</p>
<p>Il progetto nasce in modo travagliato. E&#8217; Fabrizio De Giovanni &#8211; scuola di Dario Fo e Franca Rame nonché protagonista di H2Oro &#8211; ad abbozzare l&#8217;idea dello spettacolo. &#8220;Ogni qualvolta ci siamo scontrati con i diritti umani questi, in qualche modo, erano e sono connessi all&#8217;acqua&#8221;, ha dichiarato in una recente intervista. E sono proprio le connessioni tra diritti umani e crisi idrica che lo spingono a documentarsi verso la fine degli anni Novanta facendogli scoprire un mondo parallelo, fatto di quelle che definisce assurdità e negazioni di un bene fondamentale. &#8220;E&#8217; pazzesco! Lo sapevate che i parametri di qualità per l&#8217;acqua potabile sono più restrittivi di quelli previsti per l&#8217;acqua in bottiglia? O che con 1 euro le multinazionali acquistano 100 mila litri d&#8217;acqua potabile che poi rivendono in bottiglia a un prezzo enorme?&#8221;, denuncia anche fuori dal teatro. Il materiale è mastodontico, il tema scomodo, ma dopo anni di tentativi la Compagnia, con la decisiva collaborazione della scenografa Maria Chiara di Marco, riesce a dargli forma.</p>
<p>De Giovanni porta, così, in scena un monologo di quasi due ore intervallato sapientemente dai filmati di Dario Barezzi e dalle testimonianze scritte di giornalisti, studiosi e premi Nobel sulla carenza dell&#8217;acqua e sulla speculazione dell&#8217;imbottigliamento delle risorse idriche. E&#8217; questo, infatti, uno dei temi centrali della pièce che punta il dito contro la privatizzazione delle acque potabili da parte delle multinazionali e contro l&#8217;Italia, prima consumatrice al mondo &#8211; anche prima degli Stati Uniti &#8211; di acqua in bottiglia. Esilaranti le interviste alle persone comuni che dichiarano di bere &#8220;acqua normale&#8221; &#8211; cioè in bottiglia &#8211; anziché &#8220;strana&#8221; come quella del rubinetto. Come ilare è il tentativo del protagonista di capire cosa debba fare per ottenere l&#8217;analisi dell&#8217;acqua che beve: un&#8217;odissea infinita fatta di rimpalli tra uffici comunali, asl e telefoni chiusi in faccia .</p>
<p>Il messaggio è chiaro: bevete acqua del rubinetto. A provarne l&#8217;assoluta sicurezza sono dati scientifici e studi che, con un colossale lavoro di ricerca, De Giovanni ha saputo raccogliere e sistematizzare. Da Giuseppe Altamore a Riccardo Petrella &#8211; studioso della &#8220;petrolizzazione&#8221; dell&#8217;acqua &#8211; le fonti si dimostrano eccellenti e trasformano H2Oro in una vera e propria inchiesta dall&#8217;alto contenuto informativo ma dai toni scomodi. Talmente scomodi da renderne invisa la replica nei principali teatri italiani. Fatta eccezione per Milano e Firenze, dopo ben 122 repliche ed una targa d&#8217;argento rilasciata da Carlo Azeglio Ciampi, H2Oro non riesce ad approdare a Roma. &#8220;Teatri pieni&#8221;, pare abbia risposto l&#8217;assessorato alla cultura della capitale. In realtà &#8220;rischiamo denunce e querele ad ogni spettacolo ormai&#8221;, dichiara De Giovanni alla platea alla fine della replica dello scorso 6 ottobre proprio a Firenze, mentre distribuisce etichette auto-prodotte da incollare sulle bottiglie di plastica. Il marchio recita &#8220;Acqua S.Rubinetto &#8211; L&#8217;acqua che non pesa sulla spesa&#8221; ed è il modo più efficace, secondo Itineraria, per riuscire a bere acqua potabile dando uno smacco alle multinazionali. H2Oro è allora un piccolo grande terremoto che si inserisce in quella battaglia coraggiosamente condotta già da padre Alex Zanotelli. Perché l&#8217;acqua è un bene fondamentale, non una merce.</p>
<p>Fabrizio De Giovanni (Milano, 1967)</p>
<p>Nel 1991 prende parte con la Compagnia teatrale di Dario Fo e Franca Rame a Parliamo di donne e nel 1998 a Marino libero! Marino è innocente!, spettacolo per la riapertura del &#8220;Caso Sofri&#8221;.</p>
<p>E&#8217; tra i fondatori della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi con la quale ha preso parte, dal 1994, a tutti gli spettacoli prodotti. Dal 2000 presta la voce alle marionette della storica Compagnia Carlo Colla e figli di Milano. </p>
<p>Nel 2005 ha preso parte alle registrazioni della trasmissione di Raidue &#8220;Il teatro in Italia&#8221; con Dario Fo e Giorgio Albertazzi. Da allora ha preso parte a tutte le nuove produzioni di Dario Fo.</p>
<p>Dal 1992 opera anche nell&#8217;ambito della promozione della lettura con incontri rivolti sia ai bambini che agli adulti, in collaborazione con biblioteche e scuole. Dal 1995 collabora alla produzione di audio libri e audiovisivi scolastici per gli Editori: Fabbri, Giunti, Sedes, Loescher, Lang, Petrini, RCS, Cideb e  Salani (Roal Dahl).</p>
<p>Associazione Culturale e Teatrale Itineraria &#8211; Cologno Monzese (Mi) via Goldoni, 18</p>
<p>tel. 02.25396361 &#8211; 02.2538451- 335.8713663 &#8211; h2oro@itineraria.it &#8211; www.itineraria.it</p>
<p>INTERVISTA A ERCOLE ONGARO (co-autore del testo)</p>
<p>Perché ha scritto questo testo?</p>
<p>Come cittadino mi sono sentito interpellato dai processi in atto di mercificazione e privatizzazione dell&#8217;acqua e ho pensato che anche con la forma teatrale potevo contribuire a far prendere coscienza della pericolosità di quanto sta avvenendo in questo settore. Il primo segnale per il risveglio della mia coscienza civica mi è venuto dalla rivolta dell&#8217;acqua dei poveri di Cochabamba: quell&#8217;episodio non soltanto mi ha confermato che noi Paesi ricchi del Nord del mondo siamo causa dei disastri del Sud, del loro impoverimento nel caso specifico della privatizzazione della loro acqua, ma anche mi ha fatto intuire dove noi stiamo andando: verso un futuro che consegna beni comuni fondamentali al dominio di ristretti gruppi finanziari, permettendo loro di farli diventare una potente macchina di profitti.<br />
Su cosa si è fondato per costruire il testo?</p>
<p>Mi sono documentato, allo stesso modo nel quale mi documento per il mio lavoro di ricerca storica: ho letto molta bibliografia sull&#8217;argomento, ho studiato i documenti che il variegato movimento di resistenza alla mercificazione dell&#8217;acqua ha prodotto in diverse situazioni locali e poi ho costruito un percorso narrativo semplice ma efficace. Quanto accade a livello locale, la microstoria, è solitamente l&#8217;elemento determinante che aiuta a capire i processi generali, mondiali, e che porta al coinvolgimento personale. Il confronto con Fabrizio De Giovanni ha poi arricchito la mia ricerca e dato un ritmo al testo in vista della sua realizzazione scenica.</p>
<p>Ma un movimento dal basso, locale, può incidere su processi che hanno il loro contesto nella globalizzazione mondiale?</p>
<p>Penso proprio di sì. Può sembrare impossibile, ma proprio nel caso dell&#8217;acqua si è visto realizzato l&#8217;obiettivo per il quale il movimento di base ha lottato: dove il movimento ha saputo mantenere la mobilitazione, ci sono state inversioni di rotta impensabili fino a qualche tempo prima, si sono interrotti processi di privatizzazione già molto avanzati, si sono stracciati impegni già presi. Io stesso, che faccio parte della Rete di Lilliput di Lodi ho potuto constatarlo per quanto riguarda Lodi e il Lodigiano, dove si è passati da un orientamento privatizzatore a uno che garantisce l&#8217;acqua come bene comune. Resistere a ogni tentativo di espropriazione dei beni comuni significa salvare le basi su cui si fonda una società democratica. Mi auguro che anche attraverso questo spettacolo cresca la presa di coscienza tra i cittadini e li spinga a interessarsi alla difesa dei beni comuni in generale e dell&#8217;acqua in particolare.</p>
<p>Quale lezione possiamo trarre dai risultati finora raggiunti?</p>
<p>La certezza che la storia non è finita, che non dobbiamo farci convincere che non ci resta che la sconfitta. Sarebbe la più grande, e definitiva, vittoria delle multinazionali e del potere finanziario. Se è stato possibile invertire il vento della privatizzazione dell&#8217;acqua, vuol dire che è possibile proporsi cambiamenti di più vasta portata. E comunque è fondamentale tenere insieme i due livelli: il cambiamento delle strutture e il cambiamento del proprio comportamento, delle proprie scelte personali. Non scindere, ma coniugare i due livelli, tenendo fermo lo sguardo e la direzione del cammino verso l&#8217;utopia di una società che progetta il proprio futuro non all&#8217;insegna del denaro ma della dignità di tutti gli uomini.</p>
<p>LA COMPAGNIA TEATRALE ITINERARIA</p>
<p>Costituita da una quindicina di attori e tecnici, realizza rappresentazioni nei diversi settori dello spettacolo, potendo contare su competenze molteplici. Ne fanno parte infatti attori e attrici, musicisti, doppiatori, tecnici, registi, scenografi, artisti di strada, animatori. La gamma di proposte spettacolari è quindi estremamente varia e, non di rado, supportata da incontri con interpreti, autori, critici. Ciò consente al pubblico che segue i lavori della Compagnia di approfondire il proprio rapporto con il teatro, o di accostarvisi per la prima volta, con la garanzia di una elevata qualità culturale, sempre sostenuta tuttavia dalla piacevolezza dell&#8217;interesse e dello svago.</p>
<p>Nella rassegna di spettacoli di Teatro-documento &#8220;Per non dimenticare&#8221; Itineraria propone anche &#8220;Bambini esclusi&#8221; sulla condizione dell&#8217;infanzia nel mondo, &#8220;Voci dalla Shoah&#8221; dalle testimonianze di tre sopravvissuti ad Auschwitz, &#8220;Dove è nata la nostra Costituzione&#8221;, &#8220;La vergogna e la memoria&#8221; sulla Resistenza e &#8220;Mia terra, patria mia&#8221; sulla situazione palestinese.</p>
<p>Itineraria si occupa costantemente anche di promozione della lettura, dando vita ad incontri per bambini e ragazzi mirati a comunicare il &#8220;piacere della lettura&#8221; e recital letterari che accostino o riavvicinino gli adulti al piacere del libro.</p>
<p>L&#8217;ASSOCIAZIONE CULTURALE E TEATRALE ITINERARIA</p>
<p>ITINERARIA è un&#8217;associazione culturale e teatrale sorta 12 anni fa a Cologno Monzese (dove ha sede in via Goldoni 18) e svolge attività nel campo dello spettacolo.</p>
<p>In collaborazione con molte biblioteche civiche, ITINERARIA svolge un&#8217;intensa attività di promozione della lettura, destinata – ovviamente con diverse modalità e distinti momenti – sia agli adulti sia ai bambini. Ha ideato, organizzato e condotto per anni, un concorso nazionale di cabaret, finalizzato alla scoperta e alla valorizzazione di autori e interpreti &#8220;intelligenti&#8221;, con ampio consenso di pubblico e di critica. L&#8217;Associazione svolge incontri e corsi formativi, prevalentemente per la lettura ad alta voce, nell&#8217;ambito di Scuole ed Enti locali.</p>
<p>Nel &#8220;teatro da camera&#8221; della propria sede, ITINERARIA organizza serate, con periodicità settimanale, in cui si rappresentano produzioni della Compagnia Stabile dell&#8217;Associazione (che si avvale dell&#8217;apporto di professionisti e volontari) si organizzano cineforum e incontri con personalità del mondo dello spettacolo, si presentano spettacoli ospiti.</p>
<p>Da anni l&#8217;Associazione propone agli iscritti lo sconto su biglietti per gli spettacoli in scena a Milano, ma anche e soprattutto un orientamento critico degli spettatori.</p>
<p>Le letture sceniche predisposte e realizzate dalla Compagnia teatrale ITINERARIA si avvalgono di montaggi di testi di carattere letterario, teatrale, documentario. In quest&#8217;ultimo settore degne di nota sono le letture che trattano della Resistenza, della Shoah, della Costituzione, della situazione palestinese, dei Diritti dei bambini (lavoro realizzato in collaborazione con l&#8217;Unicef) e la più recente sul tema dell&#8217;acqua patrimonio dell&#8217;umanità.</p>
<p>Vanno infine ricordate le letture sceniche commissionate a ITINERARIA dai Servi di Maria per commemorare David Maria Turoldo con le rappresentazioni di due suoi testi, nonché la collaborazione con la Pro Civitate Christiana di Assisi.</p>
<p>Da alcuni anni ITINERARIA coordina una scuola di teatro in cui sono docenti esperti delle varie competenze teatrali. Può vantare inoltre frequenti momenti di animazione per i più piccoli con gruppi specializzati di clown ed educatrici qualificate.</p>
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		<title>Boicottare la presenza di un torturatore di animali alla Biennale del centro america</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 10:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pare che Vargas debba rappresentare il proprio paese alla Biennal Central America Honduras 2008, forte della sua &#8220;opera d&#8217;arte&#8221; con il cane legato fatto morire di fame. Con una petizione online si cerca di impedirlo, firmate: boicottiamo Guillermo Habacuc Vargas! Per la cronaca non si sa se la storia della morte del cane sia o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pare che Vargas debba rappresentare il proprio paese alla Biennal Central America Honduras 2008, forte della sua <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/11/05/guillermo-habacuc-vargas/">&#8220;opera d&#8217;arte&#8221;  con il cane legato fatto morire di fame</a>. Con una petizione online si cerca di impedirlo, firmate: <a href="http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html">boicottiamo Guillermo Habacuc Vargas!</a></p>
<p>Per la cronaca <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2007/11/antibufala-cane-lasciato-morire-per.html">non si sa se la storia della morte del cane sia o meno una bufala.</a></p>
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		<title>LA SINISTRA ARCOBALENO INVADE IL PARCO URBANO di Forlì</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 07:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà una invasione pacifica e colorata quella organizzata dalla Sinistra Arcobaleno al Parco Urbano di Forlì per domenica 30 Marzo. Dalle ore 10.00 e per tutta la giornata diversi gazebo spunteranno nell&#8217;area verde forlivese e attorno a questi prenderà vita un nutrito programma di iniziative intitolato &#8220;Invadiamo il Parco e riapropriamoci del nostro territorio come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà una invasione pacifica e colorata quella organizzata dalla Sinistra Arcobaleno al Parco Urbano di Forlì per domenica 30 Marzo.<br />
Dalle ore 10.00 e per tutta la giornata diversi gazebo spunteranno nell&#8217;area verde forlivese e attorno a questi prenderà vita un nutrito programma di iniziative intitolato &#8220;Invadiamo il Parco e riapropriamoci del nostro territorio come bene comune&#8221;.<br />
Ogni gazebo sarà dedicato a un tema specifico. Ci sarà quello dedicato a &#8220;Energia e Territorio&#8221;, quello in cui sarà possibile approfondire il tema della &#8220;Dignità e Diritti del Lavoro&#8221; e poi quello sui &#8220;Diritti di cittadinanza, pace e disarmo&#8221;. Un&#8217;altro ancora sarà dedicato al &#8220;Diritto alla Salute e alle Politiche Sociali&#8221;. <span id="more-2740"></span>Sotto ogni gazebo sarà possibile incontrare esperti con cui aprofondire i diversi argomenti e conoscere le proposte de la Sinistra l&#8217;Arcobaleno.<br />
La giornata sarà arricchita da momenti culturali e ludici come letture teatrali, giochi degli scacchi e altro ancora.<br />
Sarà inoltre esposta una interessante e divertente collezione di giochi dell&#8217;oca a tema politico. Alcuni di questi giochi sono molto rari e antichi e per l&#8217;occasione sarà possibile non solo ammirarli, ma anche poterci giocare tuffandosi nel clima politico della della cosiddetta prima repubblica e anche più indietro.<br />
L&#8217;invasione del parco urbano sarà ripetuta domenica 6 aprile con altre iniziative in programma tra cui un pranzo di sottoscrizione con la presenza dei candidati forlivesi e dell&#8217;On. Lorella Mungo. Per chi fosse interessato le prenotazioni si ricevono sino al 4 aprile telefonando al 328.0358450.</p>
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		<title>GIORNI E NUVOLE:  IL PRECARIATO VISTO DA SILVIO SOLDINI (</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 22:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 15 marzo alle ore17.00 al Cinema Apollo a Forlì &#8211; Secondo appuntamento con la rassegna &#8220;Diritti, Lavoro, Ambiente&#8221; proposta da &#8220;la Sinistra l&#8217;Arcobaleno&#8221; &#8211; Ingresso Libero Elsa e Michele sono felicemente sposati, hanno una figlia e una splendida casa dove coltivano il loro amore e ricevono amici affettuosi. Elsa si è appena laureata in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 15 marzo alle ore17.00 al Cinema Apollo a Forlì &#8211; Secondo appuntamento con la rassegna &#8220;Diritti, Lavoro, Ambiente&#8221; proposta da &#8220;la Sinistra l&#8217;Arcobaleno&#8221; &#8211; <strong>Ingresso Libero</strong></p>
<p>Elsa e Michele sono felicemente sposati, hanno una figlia e una splendida casa dove coltivano il loro amore e ricevono amici affettuosi. Elsa si è appena laureata in Storia dell&#8217;Arte e lavora al recupero di un affresco attribuito al Boniforti, Michele è stato invece estromesso dall&#8217;azienda dai suoi stessi soci, che ritenevano la sua gestione poco competitiva. Dopo la confessione del licenziamento, Elsa e Michele sono costretti a riconsiderare e ridimensionare il loro (alto) tenore di vita.<span id="more-2710"></span> A quarant&#8217;anni si confronteranno drammaticamente col mutato mercato del lavoro.<br />
In questo recentissimo film (uscito nelle sale in prima visione nell&#8217;ottobre 2007) Soldini dimostra ancora una volta l&#8217;originalità dello sguardo e una straordinaria capacità di sapere tradurre questioni esistenziali in metafore estetiche.<br />
Silvio Soldini con Giorni e nuvole ha fatto un film bello che per la prima volta analizza nel profondo, negli effetti sulla personalità smarrita, nel dolore individuale, quella mancanza di lavoro divenuta per tanti una forma nominalistica, un problema che riguarda gli altri: e offre ad Antonio Albanese e a Margherita Buy la migliore occasione della loro vita di bravi attori, còlta benissimo.<br />
Il film sarà proiettato alle ore 17.00 al cinema Apollo a Forlì nell&#8217;ambito della rassegna &#8220;Diritti, Lavoro, Ambiente&#8221; proposta da &#8220;la Sinistra l&#8217;Arcobaleno&#8221;. L&#8217;ingresso è gratuito.<br />
L&#8217;ultimo appuntamento della rassegna è previsto per sabato 29 marzo con la proiezione di &#8220;Una scomoda verità&#8221; il film documentario di Al Gore sui cambiamenti climatici del Pianeta</p>
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		<title>Sinistra Arcobaleno come Zapatero in Spagna</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 15:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Condivido quanto dice Pecoraro sul fatto che gli italiani vogliano una lista che faccia come Zapatero in Spagna: innovazioni, diritti, laicità, riforme ed una economia basata sul rispetto per l&#8217;ambiente. Spero veramente che questo progetto decolli ed innovi il panorama politico italiano, dimostrando che non siamo costretti ad avere solo conservatori alla guida dell&#8217;Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido <a href="http://www.sinistraarcobaleno.org/2008/02/08/sinistra-arcobaleno-corre-sola-e-arriva-al-15-lo-dice-pecoraro-scanio-clandestinoweb-sondaggi-politici-elettorali-il-sondaggio-politico-elettorale-che-fa-opinione/" class="broken_link" rel="nofollow">quanto dice Pecoraro</a> sul fatto che gli italiani vogliano una lista che faccia come Zapatero in Spagna: innovazioni, diritti, laicità, riforme ed una economia basata sul rispetto per l&#8217;ambiente.<br />
Spero veramente che questo progetto decolli ed innovi il panorama politico italiano, dimostrando che non siamo costretti ad avere solo conservatori alla guida dell&#8217;Italia.</p>
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