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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Energia Rinnovabile</title>
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		<title>Roberto Balzani: Programma della coalizione per le Elezioni Amministrative 2009 nel Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Roberto Balzani IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">sindaco di Roberto Balzani</a></strong></p>
<p><strong>IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI</strong></p>
<p>In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e futuro alla nostra città.</p>
<p>L’attuale crisi non è solo finanziaria, ma anche morale e sociale. Per questo, l’amministrazione che verrà dovrà lavorare insieme e per i cittadini. I metodi che intendiamo utilizzare sono la trasparenza, la partecipazione e l’informazione.</p>
<p>I progetti saranno accessibili attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, come ad esempio il portale web del comun, perché ciascuno possa contribuire con proprie proposte e controllare i risultati. Partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, verificare.<span id="more-3755"></span></p>
<p>Ci impegniamo a ricercare e sostenere nuove e più avanzate possibilità di lavoro, partendo da una nuova economia che sfrutti le potenzialità dell’innovazione, della ricerca, e sappia recuperare e salvaguardare quelle tradizionali.</p>
<p>In questo contesto è necessario un mutamento anche della politica, che sappia dimostrare di rappresentare con chiarezza gli ideali e gli interessi della collettività contrapposti a quelli particolari, riconquistando alla partecipazione tante persone apatiche e deluse. La politica locale deve partire da un maggiore coinvolgimento dei cittadini dal basso. Occorre che i cittadini partecipino, decidano e poi verifichino, Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto.</p>
<p>Il comune, inoltre, deve assumere un compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i muti alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte.</p>
<p><strong>ASCOLTO, PARTECIPAZIONE, DECISIONE, VERIFICA, TRASPARENZA</strong><br />
<strong>Il cambiamento facciamolo insieme</strong></p>
<p>La democrazia partecipata è il metodo con il quale la coalizioni si propone di governare nel prossimo quinquennio la città e il territorio. Ciò non significa svilire il ruolo e lo spazio della legittima rappresentanza dei cittadini, ma incrementare la fascia delle persone coinvolte nei processi decisionali. Per raggiungere tale ambizioso obiettivo, è tuttavia necessario partire dal vertice. Passione, competenza, spirito di servizio, capacità di fare squadra sono le caratteristiche accomunano le donne e gli uomini della nuova coalizione. Ne fanno parte tante persone libere, disinteressate, dotate di forti principi morali e democratici, che non intendono tramutarsi in professionisti della politica, servizio al quale promettono di dedicare non più di due mandati.</p>
<p><strong>Un obiettivo e un impegno assoluti: la trasparenza</strong><br />
1.Gli eletti debbono dar prova di estrema trasparenza, dando massima visibilità ai propri redditi per non creare dubbi sul servizio reso alla comunità. L’anagrafe degli eletti può implementare quanto già previsto dalla vigente normativa comunale, così come l’applicazione del Codice etico europeo, sottoscritto da eletti e amministratori, anche attraverso la diffusione trasparente degli ambiti di interesse privato che eventualmente riguardino gli amministratori. Occorre affermare la parità di genere per aumentare la presenza femminile, includere giovani e individui selezionati sulla base del merito, costituire una squadra di persone appassionate e perbene.<br />
2.La nomina dei rappresentanti comunali nelle società partecipate deve avvenire sulla base di bandi che selezionino i candidati sulla base di specifici profili di competenza. Limite dei due mandati ed eliminazione del cumulo degli incarichi sono i principi ai quali intendiamo rigorosamente attenerci.<br />
3.In apertura di mandato, il sindaco verificherà insieme con il consiglio comunale la condizione delle Società partecipate, per valutarne l’apporto offerto al pubblico interesse, la struttura della governance, le possibilità di ulteriori semplificazioni e risparmi, dopo quelli già operati nella passata legislatura. Dell’intero sistema delle partecipate si renderà conto alla cittadinanza in pubbliche riunioni, in modo che siano chiare impegni ed obiettivi dell’amministrazione.</p>
<p><strong>Il confronto è il nostro metodo, insieme il nostro motto</strong></p>
<p>La coalizione s’impegna, indipendentemente dall’esito delle consultazioni e dai risultati conseguiti dalle singole liste, a promuovere periodiche riunioni di maggioranza, affinché il progetto politico comune sia affermato nelle istituzioni e nelle città. Nello stesso tempo, propone di diffondere, utilizzando in primo luogo la comunicazione elettronica, iniziative ed idee emerse in sede di civica rappresentanza, in modo da rendere effettivo il protagonismo del consiglio e più chiara la sua funzione d’indirizzo e di cuore della democrazia forlivese.</p>
<p>La partecipazione, inoltre, va promossa e spinta a livello territoriale, da un lato dotando di maggiori risorse le circoscrizioni per gl’interventi più immediati, dall’altro, rispondendo tempestivamente alle domande dei quartieri. La legittimazione dei livelli di democrazia decentrata sono fondamentali per accrescere la capacità di ascolto dell’amministrazione. Non solo. Occorre utilizzare lo strumento già ampiamente sperimentato di assemblee di cittadini su singoli temi, rapide e ben organizzate affinché siano chiari temi e proposte – sia nei territori sia in città – può divenire, insieme col potenziamento della rete civica, un veicolo efficace di coinvolgimento, con immediati riscontri sull’azione amministrativa.</p>
<p>Le presenza dei rappresentanti eletti degli studenti universitari nella civica assemblea, costituisce un valore cui il prossimo consiglio comunale darà adeguata risposta.</p>
<p>La verifica dei risultati, infine, viene assunta come garanzia degl’impegni nei confronti della cittadinanza. Il pubblico monitoraggio di ciò che sta avvenendo (con rapporti periodici trasferiti in rete), a livello dei progetti maggior rilievo, offre agli elettori e ai cittadini l’opportunità di rendersi conto in tempo reale delle capacità gestionali dell’amministrazione e anche della complessità dei problemi o degli ostacoli presentatisi in corso d’opera. Il bilancio partecipato costituisce un logico punto d’arrivo per questo processo, che s’intende realizzare entro il secondo esercizio di questa amministrazione.</p>
<p><strong>UN NUOVO RUOLO PER FORLI’</strong></p>
<p>Forlì è una città di medie dimensioni, connotata da un buon livello di vita, da un elevato standard di servizi sociali, da un ottimo livello di offerta formativa, da una lunga tradizione di collaborazione fra i vari attori economici, sociali e istituzionali e da una vivace cultura associativa. Tale profilo, sicuramente alto rispetto a tante altre realtà del nostro paese si deve alla coesione, al senso civico e al lavoro dei suoi cittadini, oltre che alla solidità delle amministrazioni di sinistra e di centro-sinistra, che hanno assicurato nel corso di molti decenni un costante incremento del proprio capitale umano e sociale. </p>
<p>Una delle caratteristiche più originali tanto della realtà urbana quanto del mondo rurale è costituita da un solido e coeso tessuto sociale, favorita da politiche inclusive da parte degli attori pubblici, sostenuti da un diffuso consenso a livello d’individui e di sodalizi. In questa dinamica culturale consiste un valore assolutamente qualificante, che intendiamo rivendicare con orgoglio contro l’egoismo, la frantumazione dei legami di prossimità e la sollecitazione, spesso latente, dell’odio xenofobo praticati da gran parte della destra. La responsabilità della nuova coalizione consiste, dunque, da un lato nella riaffermazione di un’idea di amministrazione pubblica locale storicamente vocata all’integrazione sociale, all’eliminazione progressiva delle disuguaglianze e alla protezione dei più deboli, senza distinzioni; dall’altro nella proposta di un rinnovato protagonismo forlivese, declinato non in senso municipalistico, ma in funzione di più solidi ed estesi legami territoriali.</p>
<p><strong>Forlì deve tornare ad essere capoluogo</strong></p>
<p>Forlì, nel contesto del comprensorio e in accordo con gli altri centri romagnoli, può e deve esercitare un ruolo significativo, fungendo da propulsore delle comunità di più esigue dimensioni, per quanto attiene l’organizzazione di taluni servizi qualificati, l’elaborazione di politiche comuni da tradurre in regolamenti condivisi, la programmazione territoriale, la sollecitazione al compimento di alcune basilari reti infrastrutturali (a partire dalle rete di comunicazione evolute). </p>
<p>E, d’altro canto, costruendo con le altre principali città romagnole una reale politica di sistema, inevitabile per risolvere le grandi questioni infrastrutturali (porti, aeroporti, grandi direttrici, snodi logistici, ecc.), ponendo l’accendo sulla complementarietà delle funzioni ed evitando sprechi, per dar seguito alle politiche di area vasta (nel settore della sanità, dei trasporti, ecc.) promosse dalla Regione.</p>
<p> V’è la consapevolezza, tuttavia, che tale ruolo sarà effettivo solo se sarà infranto il muro del municipalismo deteriore e le relazioni inter-comunali saranno caratterizzate da una cultura progettuale comune. Dovrà essere affrontato e risolto il problema del dualismo fra i due maggiori centri urbani della provincia, superando una divisione antica che produce costi e duplicazioni di servizi e di strutture e che limita la capacità di programmazione. Della qual cosa saremo strenui sostenitori all’interno del contesto romagnolo. </p>
<p>Come? Attraverso un esame periodico e regolare delle questioni aperte e delle prospettive d’azione fra gli amministratori locali che saranno eletti nella tornata di giugno. Poiché la nuova coalizione possiede una politica del territorio ed è in grado di governarla, lo scambio di esperienze e la comune progettualità risalterà come indicazione di una nuova qualità della politica in Romagna.</p>
<p><strong>Diamo risposte concrete alla crisi: aiutiamo le famiglie, proteggiamo il lavoro</strong></p>
<p>Gli effetti della pesante crisi mondiale sono assai visibili anche in un territorio connotato da un’imprenditoria diffusa come il nostro. La contrazione della domanda e le difficoltà connesse all’accesso al credito hanno messo in difficoltà numerose aziende di media e piccola dimensione, con riflessi durissimi sul piano dell’occupazione. E’ chiaro che l’amministrazione comunale, nel prossimo quinquennio, dovrà dedicare il massimo appoggio ai soggetti travolti da questa temperie: i lavoratori e le imprese da una parte e le famiglie dall’altra.</p>
<p>Circa i primi, è necessaria una politica straordinaria di aiuto, in grado di mettere a disposizione risorse crescenti per attuare una politica di sgravi nelle tariffe (mense scolastiche, trasporti, trasporti scolastici, ecc.) a immediato vantaggio delle famiglie dei lavoratori in difficoltà. Ulteriori interventi devono riguardare il potenziamento di strumenti già disponibili, a sollievo del costo delle utenze e degli affitti destinando a tal fine  in maniera progressiva parte dei dividendi di Hera. Si tratterà di valutare nei prossimi mesi, se questi interventi saranno sufficienti, oppure se occorrerà pensare ad interventi aggiuntivi o di natura diversa evitando di disperdere risorse in servizi che non sono più efficaci a sanare i nuovi bisogni, ripensando agli interventi in modo da corrispondere adeguatamente alle necessità emergenti e allo stesso tempo riorganizzando i contributi economici, creando una frequenza maggiore nella verifica delle fasce di reddito in mode da intercettare immediatamente i cambiamenti economici delle famiglie.</p>
<p><strong>Il nostro sostegno alle imprese</strong><br />
Circa le imprese, occorre osservare che le istituzioni locali si sono mosse tempestivamente sul versante del rafforzamento dei Consorzi Fidi. E’ tuttavia di vitale importanza offrire il massimo supporto affinché la congiuntura non produca una drastica contrazione del nostro patrimonio imprenditoriale. </p>
<p>La competizione si affronta con interventi intensivi., sostenendo la ricerca e l&#8217;innovazione, favorendo chi sperimenta nuove produzioni e attività, che producono risparmio energetico e rispetto ambientale. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) delle nuove tecnologie. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’Università deve essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il Polo tecnologico aeronautico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Semplifichiamo la vita ai cittadini, rendiamo amica la pubblica amministrazione</strong><br />
A questo proposito, l’offerta dell’amministrazione può interessare vari settori:</p>
<p>Una decisa opera di semplificazione e di sburocratizzazione, attraverso una revisione delle procedere ed una riorganizzazione dei servizi amministrativi (anche ai fini di assicurare tempi certi nelle autorizzazioni amministrative), nell’ovvio rispetto delle legislazione vigente e in base ad una valorizzazione rigorosamente meritocratica delle grandi risorse umane interne. L’efficienza e la rapidità della risposta amministrativa sono una priorità per tutti i cittadini. </p>
<p>Riteniamo indispensabile, inoltre, contrastare il processo puramente demagogico che alimenta la convinzione che la pubblica amministrazione sia sempre e comunque una macchina burocratica e farraginosa, investendo sulla valorizzazione delle competenze interne, riducendo le consulenze esterne, verificando non solo forme di coordinamento o di radicale ristrutturazione del livello dirigenziale (direttore generale, city manager, ecc.), ma introducendo anche approfondimenti intermedi che favoriscano la soluzione delle criticità, cercando nel contempo formule di rilancio dell’immagine della pubblica amministrazione.   </p>
<p>Inoltre, in questo momento di ristrettezze economiche, una migliore ed oculata destinazione dei mezzi finanziari e l’impiego dell&#8217;innovazione tecnologica potrebbero liberare delle importanti risorse a favore della collettività. </p>
<p>In questa situazione occorre attivare, motivandola adeguatamente, ogni risorsa umana disponibile all&#8217;interno dell’amministrazione comunale per costruire un più efficiente modello di gestione dei servizi  comunali. </p>
<p><strong>Qualità e sicurezza degli insediamenti, innovazione negli impianti, riduzione dei costi energetici</strong></p>
<p>L’individuazione di un’offerta insediativa di qualità, con alte dotazioni tecnologiche, bassi impatti ambientali, alta efficienza energetica. La qualificazione dello sviluppo rappresenta una sfida nella transizione da un epoca connotata da alti consumi (di energia e di territorio) ad una dominata da una logica di risparmio (dalle risorse ai rifiuti). L’amministrazione comunale può fungere da battistrada, stimolando apposite politiche d’incoraggiamento e di sperimentazione d’impianti destinati alla produzione delle energie rinnovabili, utilizzando il proprio patrimonio, collegandosi all’esperienza di altri comuni del territorio, contribuendo all’abbattimento della bolletta energetica pubblica. </p>
<p><strong>Valorizziamo il sapere e mettiamo in rete la conoscenza</strong></p>
<p>C’è inoltre l’esigenza di rafforzare le infrastrutture immateriali del nostro territorio anche in termini di relazioni e scambi di conoscenza e tecnologia tra il mondo economico e l’insediamento universitario. Alcune iniziative sono già state assunte, ma l’esigenza di raccordare meglio il patrimonio di saperi prodotto dall’Università con la quotidiana esperienza dei cittadini e delle imprese è un’esigenza percepita e diffusa. Anche in questo caso, l’amministrazione, con interventi mirati e a costi contenuti indirizzati ai laureati più brillanti, può testimoniare la praticabilità di un percorso di progressivo arricchimento qualitativo dello sviluppo locale (dal settore dell’intercettazione di risorse di finanziamento internazionale a quello della progettazione delle pratiche di partecipazione e di concertazione; dallo stimolo al ridisegno della città alle politiche ambientali). </p>
<p><strong>Il nostro progetto è il sistema Romagna</strong></p>
<p>La costruzione del sistema romagnolo non può prescindere da alcune fondamentali visioni dello sviluppo infrastrutturale, particolarmente importanti in una fase di ripensamento e di riorganizzazione degli assetti produttivi. I perni di questa politica di area vasta, peraltro ancora declinata a livello di governance, sono tradizionalmente rappresentati dall’integrazione fra il porto di Ravenna, l’aeroporto di Forlì (del quale è avviato il processo di privatizzazione), l’interporto di Cesena e lo scalo merci di Villa Selva il potenziamento della Cervese fino al raccordo con l’E-45, la connessione fra Forlì e Cesena, la riorganizzazione del sistema fieristico, la collocazione del capoluogo fra i grandi assi del nord-est e il centro Italia (Toscana, attraverso la SS 67/valle del Tevere). Lo strumento di questa integrazione sarà l’attuazione di quanto già previsto dagli studi scientifici multidisciplinari come il progetto SISTEMA, che coniuga trasporto pubblico ed opere necessarie. E’ chiaro che, coerentemente con l’impostazione fin ad ora espressa, tanto più queste opere avranno una prospettiva di connessione armonica con il territorio, quanto minore sarà il loro impatto ambientale.<br />
Ciò significa, in altri termini, che esse non possono non essere calate all’interno di un processo volto da un lato all’agevolazione delle funzioni produttive, dall’altro alla difesa di alti standard di qualità della vita. Il  recupero della via Emilia storica – contestuale alla connessione fra Forlì e Cesena e alla risoluzione della questione del flusso del traffico pesante – a mezzi pubblici innovativi e a percorsi ciclabili, ben testimonia lo stretto rapporto, oggi non solo praticabile, ma necessario fra qualità dello sviluppo e qualità ambientale. </p>
<p><strong>IL CENTRO STORICO: IL LUOGO DELLA NOSTRA IDENTITÀ</strong><br />
Un luogo di abitazioni, di commerci, di cultura </p>
<p>Anni di riflessioni e di tentativi hanno posto in evidenza un dato: la questione del centro storico di Forlì, che pure interessa direttamente circa un decimo della popolazione residente, ma che riveste un grande significato identitario, culturale ed economico-sociale, si può affrontare attraverso una visione progettuale che tenga insieme salvaguardia, tutela del suo tessuto, valorizzazione della sua qualità ambientale e garanzia di una accessibilità determinata dalle sue caratteristiche, promozione di un qualificato reinsediamento di attività commerciali e artigianali, il recupero – mercé incoraggiamenti e agevolazioni &#8211; della sua funzione abitativa. </p>
<p>Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità: a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato (che entro la legislatura dobbiamo portare per estensione al livello medio degli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna), connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’inclusione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile.<br />
Un luogo a misura di bambino</p>
<p>La soluzione della questione della viabilità pesante attraverso il completamento della tangenziale consente di ripensare la vita del centro secondo nuove prospettive. L’idea che esso possa diventare uno spazio adeguato ai tempi più lenti delle persone e delle biciclette, a misura di bambino, vocato alla socialità, all’incontro e insieme ad un commercio di qualità e di nicchia, pare ormai una visione diffusa. L’immagine di un medio centro nord-europeo, dotato di servizi pubblici efficienti e nello stesso tempo in grado di rispondere alle domande dei residenti così come di coloro che vi accedono per lavoro o per loisir, rappresenta un obiettivo ragionevolmente perseguibile. </p>
<p><strong>Un luogo di qualità connesso al territorio</strong></p>
<p>Il modello delle “isole ambientali” pare un progetto concretamente perseguibile. Come? A. Attraverso un progressivo allargamento delle zone pedonali, delle ZTL, delle vie a traffico veicolare assai rallentato, con conseguente promozione di attività sociali e ricreative negli spazi pubblici; B. Con una politica dei parcheggi capaci di liberare ampi spazi dal traffico veicolare e dalla sosta; C. Rendendo fluido e attraente il trasporto pubblico mercé corsie dedicate; D. Sviluppando percorsi ciclabili assai ampi e interconnessi, che dal cuore di Forlì possano poi espandersi verso il territorio e intersecare le periferie e la campagna, seguendo itinerari anche in parte diversi dalle vie a maggiore scorrimento; E. Intervenendo, come già hanno fatto il comune la Fondazione della Cassa dei Risparmi, su alcuni immobili o isolati, per favorirne il recupero e il riuso. E’ chiaro che, per tenere insieme questi obiettivi, e soprattutto per sincronizzarli, rendendoli plausibili, occorre un approccio ben congegnato e ben spiegato, al quale potrebbero contribuire – oltre agli uffici – anche i dipartimenti universitari e gli ordini professionali del settore, che potrebbero trovare – dopo una fase di adeguato rodaggio – in un urban center un luogo di coagulo e di confronto. Una volta testimoniata la scelta esplicita a favore di una riqualificazione reale del centro, non episodica ma strutturale, è verosimile pensare che tante risorse anche private rifluirebbero sul centro storico.</p>
<p><strong>Uno spazio per la cultura</strong></p>
<p>Il centro storico è anche sinonimo di vita culturale, giacché contiene la maggior parte del patrimonio forlivese ed è sede di musei prestigiosi come il San Domenico, del Teatro “Diego Fabbri”, della Biblioteca “Saffi”, delle Raccolte Piancastelli, ecc. E’ vero che, in un’epoca di tagli e di contrazione della spesa, la cultura tende a subire gli effetti peggiori. E’ vero anche, tuttavia, che, da una parte, l’investimento sul San Domenico, supportato e “lanciato” dalla politica delle “grandi mostre” della Fondazione della Cassa dei Risparmi, esige comunque un impegno pubblico e una progettualità alla quale l’amministrazione non può sottrarsi, rendendo il luogo perno della “vocazione culturale” cittadina. Dall’altro, non va trascurata la necessità di conservare i nostri beni culturali &#8211;  partire da Palazzo Gaddi e dal Palazzo del Merenda -, esercitando la tutela prevista dall’ordinamento e soprattutto la loro restituzione alla città.<br />
In particolare va portato a compimento il completamento del San Domenico, recuperando il rapporto con gli spazi urbani circostanti, demolendo il parcheggio attuale e riconfigurando l&#8217;intera area entro la legislatura. Dovrà essere acquisito alla città l&#8217;ex Eridania, mettendola dapprima in sicurezza e prevedendone un recupero in linea con le funzioni culturali riservate dalla legge ad un immobile vincolato. Nel corso della legislatura, si dovrà inoltre provvedere alla destinazione di straordinari complessi di pregio come la Rocca di Caterina Sforza e l’adiacente cittadella, il convento di Santa Maria della Ripa, salvaguardandone l’interesse pubblico e la funzione all’interno della maglia del centro. Dovrà inoltre essere recuperata a funzioni culturali l&#8217;ex fornace Maceri Malta, connettendola col parco urbano.</p>
<p><strong>Un luogo aperto, di incontri e integrazione</strong></p>
<p>E ancora: aprire la città, facendo diventare ogni sua parte un luogo di incontro, di conoscenza, di vita collettiva. Essere e vivere insieme e non isolati deve essere l&#8217;obiettivo di una nuova città più vivibile e sicura. Organizzare e formare volontari che rendano sicuro l&#8217;attraversamento delle strade, l&#8217;uscita dalle scuole, i percorsi casa scuola, contrastando la maggiore minaccia per la sicurezza dei cittadini rappresentata dal traffico.<br />
Favorire la conoscenza reciproca dei cittadini, a cominciare da quelli che provengono da altri territori o paesi, al fine di far conoscere l&#8217;identità, i costumi, i caratteri, le consuetudini , la storia e le regole comuni che caratterizzano la realtà locale.<br />
Promuovere esposizioni, manifestazioni, incontri sportivi, culturali e gastronomici, raccolte di storie e testimonianze come momenti di reciproca conoscenza e anche di integrazione.</p>
<p>In generale, l’idea che gli spazi aperti del cuore della città possano tornare ad essere vissuti, partecipati, resi attivi dai giovani e dai cittadini, rappresenta una grande scommessa per il centro-sinistra.<br />
Occorre pensare più organicamente alla funzione culturale come ponte sociale per l’integrazione della dimensione folklorico-dialettale, della dimensione nazionale (umanistica e scientifica) e della dimensione propria dei migranti. La coesistenza e l’incontro fra queste tre culture – alle quali può contribuire il diffuso e vivace associazionismo cittadino &#8211; rappresenta un obiettivo della nuova amministrazione. A queste va aggiunta, comune a tutte, il sostegno alla cultura musicale, alla cui salvaguardia e promozione l’amministrazione deve dedicarsi.</p>
<p><strong>L’elemento simbolo del più vasto e prezioso paesaggio forlivese</strong></p>
<p>Forlì ha scoperto da poco, anche grazie alle “grandi mostre”, una vocazione turistica che va potenziata e incoraggiata attraverso la valorizzazione non solo del nostro patrimonio culturale, ma anche dei beni paesaggistici e di quelli più legati alla tradizione (sotto questo profilo, la gastronomia potrebbe essere utilizzata come una straordinaria opportunità di connessione e d’incontro fra le diverse culture presenti in città). Il territorio, le colline, i siti di pregio sotto il profilo geologico e preistorico debbono essere prima di tutti riscoperti dai cittadini, e poi “cuciti” attraverso percorsi appropriati, all’interno di una trama che spinga poi in direzione degli altri comuni, delle vallate, dell’Appennino da un lato e del mare, dall’altro. Gli argini dei fiumi Ronco e Montone già prefigurano percorsi cicloturistici assai affascinanti, capaci di connettere ambienti desueti e di restituire un’immagine della Romagna in molti purtroppo offuscata.</p>
<p><strong>LE TRE SICUREZZE: NELLE STRADE, SUL LAVORO, NELLE CASE</strong></p>
<p><strong>Proteggiamo la vita di tutti</strong><br />
Prendiamo poi un altro impegno. Il nostro obiettivo è ridurre a zero i morti sulle strade e combattere la piaga inaccettabile per un paese civile degli incidenti sul lavoro.<br />
L&#8217;insicurezza nelle strade e nel lavoro non sono problemi senza soluzioni, da ritenere inevitabili ed inaffrontabili. Il comune deve porsi come obiettivo quello di arrivare a zero morti sulle strade e nei cantieri. In entrambi i casi la sicurezza si ottiene con controlli più efficaci. Nella mobilità occorre incentivare e tutelare la mobilità alternativa all&#8217;automobile e ridurre le vetture circolanti a vantaggio di una migliore fruibilità di tutti. Occorre creare corsie preferenziali per i mezzi pubblici, aumentare e ricucire le piste ciclabili le ZTL e zone pedonali, creare isole ambientali anche fuori dal centro storico in zone dove è necessaria maggiore sicurezza, attivare sistemi di logistica per le merci onde evitare l&#8217;inutile circolazione di mezzi pesanti ed inquinanti.<br />
Mettiamo in sicurezza il nostro patrimonio edilizio<br />
Intendiamo portare a compimento la messa in sicurezza antisismica di tutti gli edifici strategici del comune di Forlì (scuole, ospedali, caserme, uffici pubblici) ed avviare in collaborazione con le professioni tecniche la valutazione delle condizioni vulnerabilità del patrimonio edilizio residenziale e produttivo al fine di indirizzare gli interventi che assicurino la riduzione dei rischi e la sicurezza dei cittadini in ogni luogo dove  essi si trovino ad operare e vivere.</p>
<p><strong>WELFARE,  SANITÀ, FORMAZIONE</strong><br />
<strong>Proteggiamo i più deboli e non lasciamo solo chi ha bisogno</strong></p>
<p>Il livello di welfare, nel territorio forlivese, è assai elevato. La copertura del sistema, pubblico e privato, in genere ben integrato, assicura livelli di assistenza notevoli, tanto nella fascia della popolazione anziana, quanto in quella della prima infanzia. I principali problemi che il futuro riserverà riguardano: A. I vincoli di spesa, data la contrazione delle risorse. L’amministrazione promuoverà ogni azione politica per sostenere l’ alta protezione sociale da sempre assicurata dal centro-sinistra, sia pure in quadro finanziario compromesso a causa della crisi, anche ripensando la riorganizzazione dei servizi. B. L’accentuazione di alcuni elementi strutturali, come l’incremento della quota di popolazione ultra-sessantacinquenne, tende a produrre un’alterazione della domanda, fino ad ora soddisfatta dalle strutture del sistema locale. In questo caso, la proposta è quella di attivare politiche di coinvolgimento sociale per gli anziani delle coorti più recenti ancora in piena attività a favore dell’infanzia, del monitoraggio delle condizioni di vita nei quartieri, della promozione culturale, riservando maggiori risorse – com’è logico – ai grandi anziani (ultra-settantacinquenni). </p>
<p><strong>Aiutiamo e difendiamo la famiglia</strong></p>
<p>La difesa della famiglia e quindi il sostegno attivo, in termini di aiuti e di servizi, ai nuclei con figli,  partire da quelli  numerosi, senza distinzioni di sorta. D. La continuazione delle politiche d’integrazione riservata ai migranti, curando, da un lato, la diffusione delle lingua italiana e degli elementari principi della cittadinanza democratica e, dall’altro, guardando con favore la realizzazione di luoghi di ritrovo e di libero incontro, aperti anche alla cittadinanza. E. La necessità di un piano per eliminare progressivamente le barriere architettoniche e favorire la realizzazione di un tessuto urbana pienamente fruibile da parte dei disabili. F. Un rilancio della politica della casa che veda aumentare la dotazione di edilizia sociale e agevolata attraverso nuovi investimenti pubblici così come attraverso il coinvolgimento del privato sociale, della cooperazione, della Fondazione.</p>
<p><strong>Offriamo ancora più alti standard di qualità nel nostro sistema sanitario</strong></p>
<p>Circa la sanità, è bene sottolineare la qualità dell’offerta forlivese, a partire dall’Ospedale Civile e dall’Irst (il cui riconosciuto livello – nel contesto regionale e nazionale – è testimoniato dalla trasformazione in Ircs). D’altro canto, a partire dai Nuclei di cura primaria, i presidi sanitari territoriali si sono moltiplicati, così come i dispositivi per intercettare una quota dei pazienti prima dell’accesso diretto alla struttura ospedaliera. Esistono tuttora difficoltà a livello di gestione della liste d’attesa e del pronto soccorso: l’amministrazione s’impegna a premere sulla direzione generale dell’AUSL, affinché – anche sotto questo profilo – il già alto consenso assicurato dalla cittadinanza alla nostra sanità risulti pienamente acquisito.<br />
L’interesse prioritario del centro-sinistra va in due direzioni principali: la conservazione, nella costituenda area vasta, dei livelli di qualità  raggiunti dal sistema sanitario locale, a partire dalla selezione di specialisti e ricercatori sulla base esclusiva del merito clinico e scientifico; la difesa, a livello di territorio, delle fondamentali azioni di prevenzione diffusa, tanto attraverso opportune campagne informative, quanto attraverso servizi resi direttamente alla cittadinanza, assumendo un atteggiamento culturale che si pone di fronte ai problemi del cittadino  prevedendo quanto può danneggiarlo e ponendo  attenzione  a tutto ciò che può migliorare  la  qualità della sua vita.</p>
<p><strong>La formazione e l’istruzione siano le fondamenta della crescita civile ed economica della nostra popolazione</strong></p>
<p>La formazione, infine, vede la nostra città collocata ai primi posti nazionali. La fascia pre-scolare è storicamente fra i vanti del nostro comune (i bisogni crescenti determinati dall’incremento di  queste coorti di bambini costituiranno una priorità); quella elementare e media vede l’abnegazione di una classe d’insegnanti dotati di capacità e di spirito di servizio, cui spetta far fronte alla prima integrazione dei giovani migranti e al disagio sociale di molti adolescenti con risorse sempre più scarse; quella superiore può contare su strutture talora eccellenti. Occorre un impegno sostanziale dell’amministrazione per completare e integrare le ore di sostegno e/o compresenza in affiancamento agli insegnanti di sostegno alle disabilità con operatori qualificati. Quanto alla scuola non statale, l’integrazione col pubblico – nel nostro comune – è da considerarsi acquisita. Certo, l’attuazione della cosiddetta “riforma Gelmini”, promossa dalla destra, sta colpendo duramente l’intero sistema formativo del paese, riducendo il monte ore, eliminando il tempo pieno, costringendo gli istituti a far i conti con risorse sempre più scarse. E’ necessario, da parte dell’amministrazione, provvedere da un lato alla valorizzazione sociale del corpo insegnante, ingiustamente colpito dalle politiche governative; e, dall’altro, alla dotazione di supporti, possibilmente utilizzabili da parte di più istituti per ovvie ragioni di economia, per assicurare il mantenimento degli attuali standard formativi.</p>
<p><strong>Consolidamento e rilancio della presenza universitaria</strong></p>
<p>L’insediamento universitario forlivese, infine, va considerato fra i casi di successo del decentramento bolognese. Le Facoltà sono in genere di medio-alta qualità, ben radicate e con un buon numero di studenti. La realizzazione del campus, da parte dell’Alma Mater, porterà alla creazione di un’autentica cittadella del sapere, destinata a rivitalizzare un’area intera del centro storico. Bisogna considerare che i tagli portati al bilancio delle Università italiane, nel 2009-10 e nel 2010-11, genereranno una contrazione dell’offerta formativa ed una condizione di maggiore difficoltà, soprattutto per le realtà di più recente consolidamento. In questo quadro, pensare ad un’espansione dell’insediamento attraverso l’arrivo di nuove Facoltà o Corsi di Laurea, è pura illusione. Ciò che è materialmente praticabile pare, piuttosto: A. Il completamento della filiera formativa, con la piena acquisizione di dottorati e di scuole di specializzazione; B. La realizzazione di strutture di ricerca e di laboratori, a partire da quelli che interessano il Polo Tecnologico-Aeronautico, in connessione col tessuto delle imprese. Si potrebbe pensare – data la presenza di ricercatori nella nostra sede – a linee di studio dedicate alle energie rinnovabili e alle loro tecnologie; C. L’implementazione dell’internazionalizzazione, già molto elevata a Forlì, tanto per ciò che riguarda la mobilità degli studenti, quanto per ciò che riguarda docenti e gruppi di ricerca. D. La progressiva integrazione dei Poli di Forlì e di Cesena, ai fini di una gestione razionale delle risorse e del decentramento. Il comune, tanto attraverso Ser.in.Ar, quanto direttamente, nei propri rapporti con il Polo, il pro-rettore alle Romagne e il Rettorato, s’impegna ad appoggiare questa politica.</p>
<p><strong>LE FRONTIERE DELLA LEGALITÀ</strong><br />
Legalità e integrazione: due condizioni per la sicurezza</p>
<p>La questione della legalità ingloba il tema della sicurezza e lo rende parte di un progetto più generale. Proprio l’amministrazione, col proprio esempio di trasparenza, di comunicazione e di efficienza, si colloca al centro di una nuova  cultura della legalità. A partire da qui, possono essere intraprese importanti iniziative volte all’incentivazione e alla diffusione di questo messaggio: A. Attraverso la scuola (senza che ciò si traduca in una sottrazione di ore, già scarne, alle discipline curriculari, ma mercé la proposta di elementi di civismo declinabili a seconda delle materie più appropriate); B. La pratica sportiva, da incoraggiare nelle giovani generazioni come mezzo di formazione ai sani principi di solidarietà e di responsabilità; C. Le politiche d’integrazione sociale e culturali nel rispetto della lettera e dello spirito della carta costituzionale, nonché della Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione.</p>
<p><strong>Sicurezza: rendiamola percepibile ai cittadini</strong></p>
<p>Quanto al tema più specifico della sicurezza, dopo aver sottolineato il dato – fornito da fonti ufficiali – di una condizione forlivese in linea con le realtà meno preoccupanti del paese e della regione, va rilevata la necessità di una forte visibilità del ruolo dell’amministrazione a fianco dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e delle forze di Polizia Nazionali. Si tratta di una funzione tutt’altro che accessoria, che i cittadini debbono avere ben chiara. Quanto alle iniziative più concrete, si propone: A. Il potenziamento del servizio di Polizia Municipale, attraverso una riorganizzazione interna che veda la compressione dei carichi di lavoro puramente amministrativi e la parallela riduzione di funzioni esclusivamente di rappresentanza. B. L’aumento della presenza di agenti della Polizia Municipale sulle strade. C. La realizzazione della nuova sede.</p>
<p><strong>Più agenti, più cittadini, più attività nelle strade e nelle piazze</strong></p>
<p>Il centro-sinistra rigetta completamente, invece, la proposta populista di dar vita a ronde di cittadini in funzione di appoggio agli agenti. Noi crediamo che questa iniziativa, oltre a nascondere un preciso progetto xenofobo e ad affermare principi di destra inaccettabili e del tutto opposti agli sforzi compiuti in direzione dell’inclusione e dell’integrazione sociale, rischi di creare confusione e di distogliere paradossalmente una quota delle forze preposte alla sicurezza dal precipuo obiettivo di controllare il contesto urbano. Noi ci schieriamo apertamente a favore delle forze dell’ordine e del loro continuo lavoro di monitoraggio del territorio.<br />
L’esperienza degli assistenti civici, contrariamente al modello populista delle ronde, peraltro già sperimentata nel nostro comune, può inoltre costituire un elemento di aiuto e di supporto a chi è istituzionalmente preposto a tutelare la sicurezza.<br />
Ciò che è augurabile, semmai, è la presenza di liberi cittadini per strada, ossia il ripristino, mercé apposite iniziative, incoraggiate ad esempio da una revisione della pubblica illuminazione (magari alimentata da energia rinnovabile), di una vivace vita serale nello spazio pubblico, autentico antidoto contro i rischi della micro-criminalità, da un lato, e, dall’altro, della politicizzazione squadrista delle città. </p>
<p><strong>UNA POLITICA PUBBLICA PER L’AMBIENTE</strong></p>
<p><strong>Territorio e risorse naturali sono beni finiti e non riproducibili</strong></p>
<p>La politica ambientale è un punto qualificante di questo programma. Crediamo che spazio per uno sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile  come nei tempi trascorsi. In primo luogo, perché il territorio è un bene finito, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza.</p>
<p><strong>Una città bella</strong></p>
<p>Per la Forlì del futuro sono necessari la definizione dei limiti della città, magari attraverso un’ampia cintura verde, l’uso appropriato ed eccezionale della pratica delle varianti e la subordinazione di nuove espansioni alla completa attuazione delle attuali previsioni di sviluppo urbanistico, produttivo ed industriale. </p>
<p><strong>Una città responsabile</strong></p>
<p>Già la passata amministrazione ha compiuto progressi nella raccolta differenziata. La futura amministrazione procederà immediatamente lungo questa strada, attraverso la realizzazione  del sistema di raccolta differenziata porta a porta sull’intero territorio comunale. Perché? In primo luogo, perché in questo modo si spingono i cittadini a ridurre la produzione dei rifiuti e a praticare una disciplina fondata sul rispetto ambientale, che ha un valore civico ed educativo. In secondo luogo, perché – se collegata all’esperienza di altri comuni – la differenziata spinta può generare attività economiche legate al riciclo, anche a livello locale. Si tratta, quindi, di promuovere anche l’insediamento di nuove attività economiche. In terzo luogo, perché, aumentando la raccolta differenziata, sarà possibile battersi con maggior forza per ridurre la quota di rifiuti destinati all’inceneritore. Per ciò che riguarda la parte indifferenziata destinata all’incenerimento, occorre rendere effettiva la pre-selezione secco/umido, per la quale sono previsti appositi procedimenti a tutt’oggi non effettuati.</p>
<p><strong>Una città monitorata</strong></p>
<p>Accanto a questo obiettivo, si colloca poi un’attenzione decisamente forte per il monitoraggio delle emissioni, effettuato da autorità indipendenti, a partire da quelle degl’inceneritori e per una campagna costante d’informazione e di sollecitazione della mobilitazione collettiva intorno alla questione ambientale dando seguito alle indicazioni contenute nel PPGR e alla costituzione di autonomi comitati di controllo composti da cittadini per la verifica della tracciabilità e del suo corretto percorso di differenziazione.</p>
<p><strong>Una città che non accresce l’effetto serra</strong></p>
<p>Il centro-sinistra è consapevole che la maggior parte delle emissioni di anidride carbonica dipendono dal traffico veicolare e dal riscaldamento degli edifici. Per questo, l’impostazione di una nuova politica della mobilità &#8211;  a partire dal centro storico – e di una applicazione graduale ma sistematica di fonti di produzione energetica rinnovabile contribuiscono a disegnare il profilo di una Forlì moderna, orientata verso una gestione delle risorse non riproducibili (a partire dai terreni e dai combustibili) attenta e sempre più prudente, e però decisa a sperimentare tecnologie innovative e a creare opportunità di crescita economica e di lavoro. </p>
<p><strong>Una città con servizi economici ed efficienti</strong></p>
<p>D’altro canto, proprio questa consapevolezza indica la via di una ferma pressione sulle aziende multiutility, affinché esse cooperino con questa impostazione, sempre più diffusa in Italia e in Occidente: e dunque l’amministrazione, attraverso un’ampia campagna di coinvolgimento dell’opinione pubblica, intende esercitare fino in fondo il proprio ruolo di difensore dei cittadini utenti (dal controllo tariffario alla qualità dei servizi, ecc.) assai più che quello di azionista pubblico. Così come giustamente pretendono, del resto, non solo i singoli, ma anche molte imprese del territorio. Il primato delle interesse pubblico va riaffermato in generale anche nel caso di tutte le partecipate, assicurando ai cittadini il controllo sulle risorse essenziali alla comunità.</p>
<p><strong>L’acqua: un bene pubblico prezioso</strong></p>
<p>L’acqua è un bene essenziale per tutti i cittadini: per questo è fondamentale che impianti e reti rimangano saldamente in mano pubblica. Ciò, peraltro, impone di migliorare la qualità della risorsa distribuita, di razionalizzare l’uso di fonti e impianti, di avere maggiore attenzione per i problemi ambientali ed energetici, d’indirizzarsi verso una politica tariffaria che penalizzi gli elevati consumi e gli sprechi e nello stesso tempo favorisca le famiglie numerose.</p>
<p><strong>Una città con una cintura verde</strong></p>
<p>I boschi di Ladino e Farrazzano, i parchi fluviali del Montone e del Ronco, i siti di pregio paesaggistico e ambientale come i Sabbioni, i percorsi lungo gli argini e la rete dei canali di Schiavonia e di Ravaldino, la prima fascia collinare rappresentano parti di una cintura verde, della quale partecipa la nostra campagna, la cui tutela è importante per il benessere della cittadinanza e per la vivibilità dello spazio comunale. Si tratta di “patrimonio”, secondo la definizione del Piano territoriale della Regione. Ebbene, questa patrimonio va tutelato alla stregua dei beni culturali tradizionali, e tanto più per i rischi che corre e per la sua irriproducibilità. Il centro-sinistra è consapevole che questa posizione non significa affatto opposizione allo sviluppo: significa, piuttosto, declinare e qualificare lo sviluppo economico, rendendolo ordinato, innovativo, ambientalmente compatibile. Non si tratta di un sogno: è quanto accade in molte realtà europee, e non da oggi.</p>
<p><strong>Una città dall’alto senso civico e amica degli animali</strong></p>
<p>Forlì ha saputo affrontare per tempo &#8211; anche e soprattutto grazie al contributo delle associazioni protezioniste &#8211; il dilagante problema del randagismo animale con l&#8217;avvio di politiche e strutture di servizio per la sua gestione. Consapevoli che ciò non basta, ci impegniamo a rilanciare la nostra azione per prevenire e contrastare gli abbandoni sul territorio per favorire e consolidare una pacifica e serena convivenza uomo-animale. Sarà evidente il salto di qualità verso politiche virtuose che &#8211; coinvolgendo l&#8217;associazionismo attivo anche attraverso formazione ad hoc &#8211; potranno produrre una sostanziale riduzione dei costi sostenuti oggi da tutti i cittadini per l&#8217;incivile comportamento di pochi, liberando così risorse importanti che saranno reinvestite nel benessere animale e, di conseguenza, della collettività.</p>
<p><strong>LA GENERAZIONE DEL FUTURO</strong><br />
<strong>I giovani protagonisti oggi </strong><br />
E chiaro che una Forlì “europea”, aperta, integrata, solidale, una Forlì in cui sia piacevole vivere e lavorare, rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato in particolare alla generazioni più giovani. Saranno esse a completare, se lo vorranno, il disegno qui abbozzato. Ciò comporta alcune conseguenze. Anzitutto, l’assunzione, da parte dell’amministrazione, non già della “questione giovanile” come tema fra gli altri (ma lo steso potrebbe dirsi della “questione femminile”, naturalmente), quanto dell’elemento generazionale – così come quello di genere – quale veicolo, interprete privilegiato del cambiamento. Il che significa, da una parte, riconoscere la rilevanza di taluni nodi ancora irrisolti (i luoghi dell’aggregazione diffusa, di stampo associativo formale o informale, musicale o ricreativo; la mensa universitaria; lo stimolo di attività commerciali in linea con i tempi della generazione – serali e notturni). Dall’altro, osservare il tanto che si è fatto – sotto il profilo delle pratiche sportive, ad esempio; ma anche del recupero di luoghi importanti, come la Fabbrica delle Candele, attraverso al quale promuovere il libero sviluppo della creatività dei giovani. Dall’altro ancora, la preoccupazione per il crescente disagio degli adolescenti, in misura preoccupante soggetti a forme di rifiuto sistematico dell’offerta formativa ma anche estranei del tutto al civismo, ai vincoli di socialità. E’ questo un ambito che deve attrarre l’analisi e la ricerca dell’amministrazione. Perché, oltre che gestire, occorre anche studiare e capire.</p>
<p><strong>Due gemme : l’associazionismo e il volontariato</strong><br />
Siamo certi che riceveremo un grande aiuto da una risorsa formidabile della nostra città; l’associazionismo. Esso rappresenta, in moltissimi, campi, un formidabile aiuto per l’amministrazione pubblica. Ebbene, associazionismo e volontariato, dall’ambito sociale a quello della protezione civile, passando per i tanti altri contesti della vita cittadina, costituiscono i naturali interlocutori di un’amministrazione di centro-sinistra: ad essi andranno le cure della giunta e dei consiglieri, i quali assicurano fin d’ora piena disponibilità all’ascolto e fattiva collaborazione.<br />
Un aspetto importante, tanto dell’associazionismo quanto della vita sociale locale, caro a tutte le generazioni ma in particolare alle più giovani, è la pratica sportiva. Forlì può vantare una notevole dotazione d’impianti, ottimi livelli di partecipazione da parte della cittadinanza e squadre di rilievo nazionale in diverse discipline. A questa esperienza, che va custodita e alimentata come un tesoro particolarmente prezioso, il centro-sinistra riserverà risorse ed energie, consapevole del valore morale, civico, fisico che essa produce. Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi crescano forti e sani e che i nostri cittadini si mantengono in forma in età matura: tutta la comunità ne trarrà giovamento.</p>
<p><strong>Non una sfida, ma un progetto nell’interesse di tutti per il futuro della nostra comunità</strong><br />
Abbiamo cercato di scrivere un programma leggibile e di mettere nero su bianco impegni anche ambiziosi, ma – riteniamo &#8211; alla portata degli anni difficili che ci aspettano. Il nostro compito, del resto, è quello di proporre un progetto della Forlì futura e di passarlo a giovani cui spetterà un compito arduo e forse più difficile del nostro. Il centro-sinistra, nella nostra città, è convinto di potersi mettere al servizio della comunità per questo grande obiettivo, che oggi appare profondamente controcorrente, tanto lontana è la politica nazionale governativa dai nostri valori e dai nostri propositi. Eppure, forse anche per questo, val la pena di raccogliere la sfida.</p>
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		<title>Better Place: Auto elettriche + Energia Rinnovabile + Tecnologia Batterie</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 07:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Better Place è un progetto che punta a creare una rete per la mobilità elettrica, per ottenere l&#8217;indipendenza energetica globale e libertà dal petrolio. L&#8217;azienda punta a risolvere la domanda: &#8220;Cosa faresti per trasformare il Mondo in un posto migliore?&#8221; Via Simone Brunozzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.betterplace.com/"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3025" title="Better place: auto elettriche + Energia Rinnovabile + Tecnologia Batterie" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/08/bpl9156_betterplacelogo-150x150.jpg" alt="bpl9156 betterplacelogo 150x150 Better Place: Auto elettriche + Energia Rinnovabile + Tecnologia Batterie" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.betterplace.com/">Better Place</a> è un progetto che punta a creare una rete per la mobilità elettrica, per ottenere l&#8217;indipendenza energetica globale e libertà dal petrolio. L&#8217;azienda punta a risolvere la domanda: <em>&#8220;Cosa faresti per trasformare il Mondo in un posto migliore?&#8221;</em></p>
<p>Via <a href="http://www.brunozzi.it/2008/08/29/un-posto-migliore/" class="broken_link" rel="nofollow">Simone Brunozzi</a></p>
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		<title>L’anno delle rinnovabili: +51% eolico +500% Fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 07:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2007 è stato l’anno della svolta per le energie pulite e rinnovabili. L’eolico è cresciuto del 51%, pari a 634 megawatt installati in un anno (il 2007). E’ il suo record. Ancora più imponente la crescita (in percentuale) del fotovoltaico: 500%, pari a 60 megawatt installati. Peccato che questi dati non vengano diffusi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2007 è stato l’anno della svolta per le energie pulite e rinnovabili. L’eolico è cresciuto del 51%, pari a 634 megawatt installati in un anno (il 2007). E’ il suo record. Ancora più imponente la crescita (in percentuale) del fotovoltaico:  500%, pari a 60 megawatt installati.<br />
Peccato che questi dati non vengano diffusi in maniera adeguata, mi pare siano la dimostrazione pratica che si può cambiare tendenza, quando c&#8217;è una volontà politica (e magari qualche voto in più a sostegno).</p>
<p>Ne parlano giustamente <a href="http://lab.nova100.ilsole24ore.com/emissione_zero/">Caravita</a> e <a href="http://www.marcellosaponaro.it/blog/2008/01/25/lanno-delle-rinnovabili-il-2007-qualcuno-puo-dirlo-a-quelli-che-hanno-fatto-cadere-il-governo/" class="broken_link" rel="nofollow">Marcello Saponaro</a>.</p>
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		<title>Eurozev: trasformare una vecchia 500 in veicolo elettrico</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 00:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mitico Pietro Cambi è riuscito a trovare di nuovo spazio sul sito di Repubblica.it con il suo progetto di trasformazione di una vecchia 500 in una auto elettrica a zero emissioni. Il retrofit elettrico, questo il nome dell&#8217;operazione, permetterebbe di riciclare un numero elevato di vetture e traformare un parco veicolare da rottamare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mitico Pietro Cambi è riuscito a trovare di nuovo spazio sul <a rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/2008/01/motori/motori-gennaio-2008/motori-500-elettrica/motori-500-elettrica.html?ref=mothpstr5">sito di Repubblica.it</a> con il suo progetto di trasformazione di una vecchia 500 in una auto elettrica a zero emissioni.<br />
Il retrofit elettrico, questo il nome dell&#8217;operazione, permetterebbe di riciclare un numero elevato di vetture e traformare un parco veicolare da rottamare in perfetti strumenti di mobilità cittadina. <span id="more-2610"></span></p>
<p>Purtroppo la legge italiana ancora non consente l&#8217;immatricolazione, se non con un passaggio attraverso il TUV e la Germania, e <a rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/2007/05/motori/motori-maggio-2007/motori-fiat-500-elettrica/motori-fiat-500-elettrica.html"> l&#8217;emendamento a firma dei Verdi non è passato in Parlamento.</a><br />
Complimenti ancora a Pietro ed alla sua associazione:<br />
<a href="http://www.eurozev.org">www.eurozev.org</a></p>
<p>Trasformare una vecchio cinquino in una efficientissima auto elettrica a zero emissioni? Niente di più facile. E basta fare qualche click nel sito www. eurozev. org, per avere anche un paio di consigli su come aggirare gli ostacoli che si frappongono alla sua omologazione e messa su strada. </p>
<p>Eurozev è infatti un&#8217;associazione senza scopo di lucro nata per promuovere la conversione dei veicoli con motori endotermici in veicoli elettrici, in modo particolare veicoli euro zero. Dopo tante battaglie &#8211; fra cui quella di sei mesi fa quando espose davanti a Montecitorio mentre si discuteva l&#8217;emendamento per la &#8220;liberalizzazione della conversione alla trazione elettrica dei veicoli circolanti&#8221;, una vecchia Cinquecento blu trasformata in un auto elettrica, &#8211; ha deciso di pubblicare sulle proprie pagine web una sorta di vademecum alla realizzazione dell&#8217;opera.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cip6: 91 milioni di euro non dovuti andranno restituiti</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 19:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Cip6]]></category>
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		<category><![CDATA[fonti rinnovabili]]></category>

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		<description><![CDATA[Una agenzia ANSA, che riporto, rivela che sono stati rilevati 91 milioni di euro indebitamente sottratti alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Secondo l&#8217;Authority vanno restituiti. La mia opinione è che questa cifra potrebbe essere utilizzata per contribuire ulteriormente allo sviluppo delle vere energie rinnovabili sul territorio nazionale. Spalmata nelle bollette, invece, diventerebbe un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una agenzia ANSA, che riporto, rivela che sono stati rilevati 91 milioni di euro indebitamente sottratti alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Secondo l&#8217;Authority vanno restituiti. La mia opinione è che questa cifra potrebbe essere utilizzata per contribuire ulteriormente allo sviluppo delle vere energie rinnovabili sul territorio nazionale. Spalmata nelle bollette, invece, diventerebbe un contributo irrisorio ed invisibile al consumo di energia elettrica. <span id="more-2592"></span></p>
<blockquote><p>*Incentivi Cip 6, l&#8217;Authority scopre 91 milioni di euro non dovuti.<br />
Vanno restituiti ai consumatori*</p>
<p>Milano, 14 gennaio &#8211; Novantuno milioni di euro di incentivi indebitamente percepiti da restituire nelle bollette dei consumatori. E&#8217; questo il risultato dei controlli che l&#8217;Autorità per l&#8217;energia elettrica e il gas ha effettuato nel biennio 2006-2007 sugli operatori attivi nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate. Dei 91 milioni di euro, 27 sono stati già restituiti, per gli altri sono in corso le operazioni di recupero.<br />
Le violazioni accertate sono il frutto delle quasi 100 ispezioni effettuate dall&#8217;Autorità, in collaborazione con la Cassa conguaglio per il settore elettrico (CCSE), sugli impianti che usufruiscono degli incentivi &#8220;Cip 6&#8243; per la produzione da fonti rinnovabili, assimilate e<br />
da cogenerazione.<br />
Il programma di ispezioni proseguirà per tutto il 2008 e prevede di arrivare a un totale di circa 150 verifiche. Sul totale dei 91 milioni di euro, 59 circa sono relativi ad importi<br />
indebitamente percepiti da impianti &#8220;assimilati&#8221; e 32 relativi all&#8217;obbligo di acquisto dei &#8216;certificati verdi&#8217;, per impianti che non rispettavano le norme della cogenerazione.<br />
Nel dettaglio, gli accertamenti finora conclusi hanno coinvolto 97 impianti, per una potenza installata complessiva di circa 6,900 MW, di cui il 54% circa costituita da produzione da fonti assimilate. Questa attività ha consentito di incassare subito, con conseguente alleggerimento del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate (componente A3 della bolletta), circa 27 milioni di euro, relativi ad incentivazioni indebitamente percepite da impianti  &#8220;assimilati&#8221; nell&#8217;ambito del provvedimento Cip n. 6/92.<br />
I recuperi sono destinati a produrre effetti anche con riferimento alle produzioni dei prossimi anni, contribuendo a ridurre per il futuro il fabbisogno del conto A3.<br />
Oltre ai recuperi amministrativi, la campagna di ispezioni ha innescato un circolo virtuoso, spingendo gli operatori a svolgere verifiche interne ed a rispettare le norme.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;energia che conviene &#8211; convegno a Cesena</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/lenergia-che-conviene-convegno-a-cesena/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 11:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Rinnovabile]]></category>
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		<category><![CDATA[Risparmio Energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa sera al quartiere fieristico di Cesena si tiene un a cesena al quartiere fieristico si tiene un convegno dal titolo &#8220;l&#8217;energia che conviene&#8221; che spiega i benefici ottenibili sia tecnicamente che economicamente (recupero irpef e simili) praticando risparmio energetico. Il convegno è tenuto dal dott. Roberto Zecchini della ausl di forli Ecco l&#8217;invito: cna_invito_enrg_che_conviene_ce_.pdf [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa sera al quartiere fieristico di Cesena si tiene un a cesena al quartiere fieristico si tiene un convegno dal titolo<br />
&#8220;l&#8217;energia che conviene&#8221; che spiega i benefici ottenibili sia tecnicamente che economicamente (recupero irpef e simili) praticando<br />
risparmio energetico. Il convegno è tenuto dal dott. Roberto Zecchini della ausl di forli</p>
<p>Ecco l&#8217;invito:<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/10/cna_invito_enrg_che_conviene_ce_.pdf" class="attachmentlink">cna_invito_enrg_che_conviene_ce_.pdf</a> (ringrazio per il file <a href="http://www.ilpassatore.it/2007/10/21/seminario-sul-risparmio-energetico-a-cesena-il-25-ottobre/" rel="nofollow">Il Passatore</a> )</p>
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		<title>Raddoppiato il fotovoltaico anche grazie al conto Energia</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 19:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Rinnovabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tanto serve qualche dato che ci riporti alla realtà, che ci faccia ben sperare per il futuro e che ci mostri che non è vero che sono tutti uguali. Anche grazie al Conto Energia, fortemente voluto dai Verdi, in un anno c&#8217;è stato un raddoppio della potenzialità di pannelli fotovoltaici installati in Italia, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto serve qualche dato che ci riporti alla realtà, che ci faccia ben sperare per il futuro e che ci mostri che non è vero che sono tutti uguali.<br />
Anche grazie al Conto Energia, fortemente voluto dai Verdi, in un anno c&#8217;è stato<strong> un raddoppio della potenzialità di pannelli fotovoltaici installati in Italia</strong>,<a href="http://www.verdi.it/apps/econews.php?id=16595"> che sono passati da 51MW a circa 100.</a><br />
Stiamo parlando di cifre ancora basse se confrontate con le produzioni delle altre fonti, ma è il primo importante passo per un cambiamento che in altri paesi con meno sole di noi, come la Germania, hanno fatto qualche anno fa. Con l&#8217;aumento dell&#8217;installato aumentano le imprese che lavorano nel settore, diminuiscono i prezzi degli impianti, si mostra una buona pratica a tutti i vicini, si crea nuova occupazione.</p>
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		<title>Domande Frequenti sul fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2007 07:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie al blog &#8220;Il Passatore&#8221; ho scoperto una pagina pagina web dove sono scritte le risposte a tante domande frequenti sul fotovoltaico e sul Conto Energia recentemente modificato dal Governo, inclusi i modelli di presentazione delle richieste per gli incentivi per la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica dal sole: http://www.grtn.it/ita/faqfotovoltaico/faq.asp]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.alessandroronchi.net/2007/06/25/domande-frequenti-sul-fotovoltaico/photovoltaic-by-schwarzerkater/' rel='attachment wp-att-2200' title='Photovoltaic by Schwarzerkater'><img src='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/06/151969001_54271bde92.thumbnail.jpg' alt="151969001 54271bde92.thumbnail Domande Frequenti sul fotovoltaico"  title="foto Domande Frequenti sul fotovoltaico " /></a>Grazie <a rel="nofollow" href="http://www.ilpassatore.it/?p=632">al blog &#8220;Il Passatore&#8221;</a> ho scoperto<a href="http://www.grtn.it/ita/faqfotovoltaico/faq.asp" class="broken_link" rel="nofollow"> una pagina pagina web dove sono scritte le risposte a tante domande frequenti sul fotovoltaico e sul Conto Energia</a> recentemente modificato dal Governo, inclusi i modelli di presentazione delle richieste per gli incentivi per la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica dal sole:</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.grtn.it/ita/faqfotovoltaico/faq.asp" class="broken_link">http://www.grtn.it/ita/faqfotovoltaico/faq.asp</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quali possibili fonti energetiche alternative?</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 00:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricevo ed inoltro questo annuncio da Stefano Rubboli, che sta organizzando una pregevole iniziativa: Venerdi 22 giugno 2007 ore 21 a S.Zaccaria (RA) presso l&#8217;aula polivalente della Scuola Primaria (via Dismano 464) conferenza pubblica sul tema: Quali possibili fonti energetiche alternative? Fotovoltaico, solare termico, eolico, geotermico, biomasse. Interverranno: Lino Goffredo, Paolo Magnani e Luca Pantieri. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo ed inoltro questo annuncio da Stefano Rubboli, che sta organizzando una pregevole iniziativa:</p>
<p>Venerdi 22 giugno 2007 ore 21 a S.Zaccaria (RA) presso l&#8217;aula polivalente della Scuola Primaria (via Dismano 464) conferenza pubblica sul tema: Quali possibili fonti energetiche alternative? Fotovoltaico, solare termico, eolico, geotermico, biomasse.<br />
Interverranno: Lino Goffredo, Paolo Magnani e Luca Pantieri. Moderatore: Renato Mariotti<br />
La cittadinanza è invitata.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chiedi gratuitamente il Green Kit!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2007 08:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Energia Rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio Energetico]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiedi gratuitamente il Green Kit! Il Green Kit è pronto! È ricco di materiale divertente e di informazioni preziose per una vita eco-sostenibile. Il Green Kit arriverà direttamente a casa tua, gratis. Per riceverlo basta compilare il form che trovi qui. Nel Green Kit troverai: * l&#8217;Inquinometro: scopri quanto inquini e cosa puoi fare per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdi.it/elezioni-amministrative-2007/blog.html" class="broken_link" rel="nofollow">Chiedi gratuitamente il Green Kit!</a></p>
<p>Il Green Kit è pronto! È ricco di materiale divertente e di informazioni preziose per una vita eco-sostenibile. Il Green Kit arriverà direttamente a casa tua, gratis. Per riceverlo basta compilare il form che trovi <a href="http://www.verdi.it/elezioni-amministrative-2007/blog.html" class="broken_link" rel="nofollow">qui.</a></p>
<p>Nel Green Kit troverai:</p>
<p>    * l&#8217;Inquinometro: scopri quanto inquini e cosa puoi fare per inquinare meno;<br />
    * &#8220;Bella Dieta&#8221;: la guida per ridurre le tue emissioni di anidride carbonica;<br />
    * &#8220;Belli Pannelli&#8221;: tutte le informazioni per passare all&#8217;energia solare;<br />
    * &#8220;Belli Freschi&#8221;: come rinfrescare la tua estate senza scaldare il pianeta;<br />
    * tanto materiale esclusivo dei Verdi: cartoline, segnalibri, locandina etc.</p>
<p><a href="http://www.verdi.it/elezioni-amministrative-2007/blog.html" class="broken_link" rel="nofollow">Compilate il form!</a></p>
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		<title>Concessione in gestione della piscina comunale</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/concessione-in-gestione-della-piscina-comunale/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 16:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi in Terza Commissione consiliare abbiamo visto le modifiche e le integrazioni alla deliberazione consiliare sulla concessione in gestione della Piscina Comunale. La modifica che è stata apportata è significativa, perché prevede la realizzazione degli interventi necessari per il recupero del calore ed il risparmio energetico, destinando al progetto migliore per i lavori di risparmio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi in Terza Commissione consiliare abbiamo visto le modifiche e le integrazioni alla deliberazione consiliare sulla concessione in gestione della Piscina Comunale. La modifica che è stata apportata è significativa, perché prevede la realizzazione degli interventi necessari per il recupero del calore ed il risparmio energetico, destinando al progetto migliore per i lavori di risparmio energetico fino a  70 punti nel bando di gara.<br />
Così facendo, con un investimento il cui recupero economico è stimato in 3-4 anni, si ottiene:<br />
- il recupero del calore dell&#8217;acqua di rinnovo (= meno energia sprecata)<br />
- il riutilizzo parziale dell&#8217;acqua di rinnovo per scopi sanitari (= meno acqua sprecata)<br />
- il recupero di calore dalle acque sanitarie  (= meno sprechi)<br />
- cogenerazione di calore con impianto solare termico (= meno combustibile fossile consumato e meno C02 in atmosfera)</p>
<p>Vista l&#8217;entità dell&#8217;energia utilizzata dalla piscina nel suo complesso, questa modifica è un bel passo in avanti per la diminuzione della nostra dipendenza dai combustibili fossili, ed un esempio sul risparmio energetico che si può attivare in molte altre gare d&#8217;appalto ed edifici pubblici.</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong>: Questa è la bozza del progetto per il risparmio energetico nella piscina comunale di Forlì<br />
<a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/06/progetto-di-risparmio-energetico-piscina-comunale-di-forli.pdf' title='Progetto di Risparmio Energetico Piscina Comunale di Forlì'>Progetto di Risparmio Energetico Piscina Comunale di Forlì</a></p>
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		<title>Cosa sono i cip6? Pubblicato un dossier</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/cosa-sono-i-cip6-pubblicato-un-dossier/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2007 09:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Inceneritori]]></category>
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		<description><![CDATA[Per chi non ha seguito da vicino i fatti relativi agli incentivi pubblici destinati alle energie rinnovabili e dirottati immoralmente agli inceneritori di rifiuti ed ai residui più sporchi del petrolio, la federazione nazionale dei Verdi ha pubblicato un dossier sul caso: Dossier Cip6 I Verdi intanto hanno ottenuto che gli impianti non ancora autorizzati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi non ha seguito da vicino i fatti relativi agli incentivi pubblici destinati alle energie rinnovabili e dirottati immoralmente agli inceneritori di rifiuti ed ai residui più sporchi del petrolio, la federazione nazionale dei Verdi ha pubblicato un dossier sul caso:<br />
<a href="http://www.verdi.it/apps/risorse.php?pagina=dossiercip6" class="broken_link" rel="nofollow">Dossier Cip6</a></p>
<p>I Verdi intanto hanno ottenuto che gli impianti non ancora autorizzati, dal 1° Gennaio 2007 non godano di questi benefici. Centinaia di inceneritori futuri, quindi, sono stati bloccati grazie al nostro impegno, ed anche gli impianti non ancora realizzati sarebbero fuori da questi vantaggi se il resto della maggioranza al Governo avesse rispettato gli accordi sulla finanziaria. <strong>Non è ancora finita</strong>, perché si sta lavorando per evitare il finanziamento anche agli impianti autorizzati ma non ancora realizzati  (l&#8217;inceneritore di Hera è tra questi).</p>
<p>Scrivete lettere ai parlamentari che sono contrari a questa proposta per sollecitarli a cambiare rotta!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Energia rinnovabile per le Piccole e Medie Imprese</title>
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		<comments>http://alessandroronchi.net/2007/energia-rinnovabile-per-le-piccole-e-medie-imprese/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 07:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Energia rinnovabile per le Piccole e Medie Imprese Ecco i risultati del bando &#8211; emanato dal Ministero dell&#8217;Ambiente &#8211; rivolto alle Piccole e Medie Imprese per la promozione delle fonti rinnovabili. 1117 richieste di contributo di cui:887 per il fotovoltaico, pari al 79% delle domande ricevute, 115 per l’eolico pari al 10% delle domande, 85 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pecoraroscanio.it/index.php?mod=blog&#038;func=comments&#038;id=150&#038;from=rss">Energia rinnovabile per le Piccole e Medie Imprese</a><br />
Ecco i risultati del bando &#8211; emanato dal Ministero dell&#8217;Ambiente &#8211; rivolto alle Piccole e Medie Imprese  per la promozione delle fonti rinnovabili. 1117 richieste di contributo di cui:887 per il fotovoltaico, pari al 79% delle domande ricevute, 115 per l’eolico pari al 10% delle domande, 85 per il solare termico pari all’8% delle domande e 30 per le biomasse pari al 3% delle domande.</p>
<p>Il contributo totale richiesto ammonta a € 81.342.066 per un investimento complessivo di circa 215 milioni di Euro. I progetti presentati prevedono una producibilità attesa complessiva pari a    55.048.166 kWh/a, che determinerebbe un riduzione di CO2 pari a 420.931 ton/anno, corrispondenti alla quantità di CO2 catturata da circa 600.000 alberi.</p>
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		<title>Il Tavolo delle associazioni con Alfonso Pecoraro Scanio all&#8217;AGROFER</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 14:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho registrato l&#8217;intervento di Michela Nanni, in rappresentanza del tavolo delle associazioni, che ha consegnato durante la fiera per le fonti di Energia Rinnovabili AGROFER un documento al Ministro dell&#8217;Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio con un riassunto di quanto è stato fatto a Forlì sull&#8217;inceneritore ed una serie di richieste importanti. Tra queste richiesta c&#8217;è quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho registrato l&#8217;intervento di Michela Nanni, in rappresentanza del tavolo delle associazioni, che ha consegnato durante la <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/03/28/pecoraro-a-cesena-alla-fiera-agrofer/">fiera per le fonti di Energia Rinnovabili AGROFER</a> un documento al Ministro dell&#8217;Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio con un riassunto di quanto è stato fatto a Forlì sull&#8217;inceneritore ed una serie di richieste importanti. Tra queste richiesta c&#8217;è quella di continuare il difficile lavoro per l&#8217;eliminazione dei contributi Cip6 per le energie non rinnovabili, l&#8217;uso dell&#8217;autosufficienza territoriale e quindi il divieto di importare rifiuti dalle altre regioni, in particolare quelli ospedalieri per i quali smaltiamo a Forlì circa il 40% della produzione nazionale, e la richiesta di fare il possibile per bloccare il nuovo inceneritore di Hera.<br />
E&#8217; intervenuto successivamente anche un rappresentante dell&#8217;associazione ISDE Medici per l&#8217;ambiente, e poi in conclusione Pecoraro ha risposto in maniera molto chiara e netta alle richieste delle associazioni. Aggiungo anche che analoghe considerazioni sono state riportate anche in una intervista del TG3, andata in onda oggi all&#8217;ora di pranzo.</p>
<p><strong>Aggiornamento:</strong> questo è il file della lettera consegnata al Ministro:<a id="p2048" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/04/ministro-dellambiente-pecoraro-scanio.pdf">ministro-dellambiente-pecoraro-scanio.pdf</a></p>
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		<title>Sull&#8217;impianto di digestione anaerobica da biomassa di S. Pietro in Campiano</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 11:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Energia Rinnovabile]]></category>
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		<description><![CDATA[Martedì sera sono stato all&#8217;assemblea pubblica organizzata in occasione della realizzazione dell&#8217;impianto di digestione anaerobica da biomassa in costruzione a S.Pietro in Campiano (nel ravennate), in via Erbosa 25. La proprietà dell&#8217;impianto è AGRIENERGY a.r.l., la stessa che ha presentato il famoso impianto a biomasse di cui abbiamo parlato diverse volte, anche all&#8217;assemblea pubblica a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/03/digestore_anaerobico_s_pietro_campiano_ravenna.JPG" title="Digestore Anaerobico S. Pietro in Campiano (Ravenna)"><img id="image2042" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/03/digestore_anaerobico_s_pietro_campiano_ravenna.miniatura.JPG" alt=" Sullimpianto di digestione anaerobica da biomassa di S. Pietro in Campiano"  title="foto Sullimpianto di digestione anaerobica da biomassa di S. Pietro in Campiano " /></a>Martedì sera sono stato all&#8217;assemblea pubblica organizzata in occasione della realizzazione dell&#8217;impianto di digestione anaerobica da biomassa in costruzione a S.Pietro in Campiano (nel ravennate), in via Erbosa 25.</p>
<p>La proprietà dell&#8217;impianto è AGRIENERGY a.r.l., la stessa che ha presentato il famoso impianto a biomasse di cui abbiamo parlato diverse volte, anche all&#8217;<a href="http://www.alessandroronchi.net/2006/04/01/rifiuti-e-biomasse-energie-rinnovabili/">assemblea pubblica a Pievequinta.</a></p>
<p>Va detto che i digestori anaerobici non sono inceneritori. Non hanno un camino e non bruciano rifiuti. Incamerano scarti vegetali e deiezioni animali per produrre biogas, che viene poi utilizzato da un motore che produce calore ed energia elettrica.<span id="more-2043"></span><br />
Sono impianti di piccole dimensioni, sotto il megawatt di potenza (la centrale di cui sopra era decine di volte più potente), che <em>possono</em> essere la soluzione ottimale per chiudere un ciclo energetico: gli allevamenti e le coltivazioni producono biomassa come scarto di lavorazione e necessitano di riscaldamento, energia elettrica e concime, il risultato della digestione anaerobica.</p>
<p>L&#8217;impianto di S.Pietro in Campiano, però, soffre di diverse problematiche.<br />
Prima di tutto, vista la sua piccola dimensione in termini di potenza non ha bisogno di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) o di Screening. Dal punto di vista autorizzativo necessita solo del via libera di ARPA ed USL e della dichiarazione di inizio attività per quanto riguarda l&#8217;autorizzazione a costruire. Quella zona, infatti, a ridosso di case e vicino ad una scuola, è indicata dal Piano Regolatore come zona industriale. Su questo probabilmente si sarebbero dovute fare osservazioni all&#8217;approvazione del PRG. Per la mancanza di V.I.A. ed autorizzazioni edilizie non è passato niente in consiglio di Circoscrizione ed in Consiglio Comunale a Ravenna, ed i cittadini non sono potuti intervenire attraverso i loro rappresentanti (tra i quali, è giusto ricordare, non è stato eletto nessun candidato dei Verdi alle ultime elezioni).</p>
<p>Questo è stato accompagnato anche dalla mancanza di informazione da parte del proprietario nei confronti del paese e del vicinato. Anche se non dovuto per legge, una lettera che spiegava cosa si andava a realizzare avrebbe contribuito a sbollire gli animi.</p>
<p>I cittadini, una volta partiti i lavori, non hanno ricevuto le informazioni che chiedevano, e la richiesta di una assemblea è stata soddisfatta dopo mesi dall&#8217;inizio lavori.</p>
<p>Sono intervenuto all&#8217;assemblea esponendo, queste ed altre perplessità, che riassumo brevemente:</p>
<p>l&#8217;ingegnere del proponente ha parlato di impianto simile a quello di trattamento dei fanghi di depurazione (quello che finisce nelle nostre fogne), cercando di tranquillizzare i cittadini sulla non pericolosità dell&#8217;impianto. Purtroppo il paragone non è particolarmente azzeccato, visti i problemi sui controlli e sulla gestione dello spandimento dei fanghi che ha coinvolto la provincia di Forlì-Cesena nel 2004.</p>
<p>Ho chiesto da quale raggio chilometrico si è ipotizzato di far provenire i materiali per il digestore. 65 tonnellate al giorno di materiale, di cui 10 di liquami, non sono pochi e bisognerebbe stare attenti sul bilancio energetico, che potrebbe diventare negativo qualora i camion consumassero più energia di quella prodotta dall&#8217;impianto.</p>
<p>Ho chiesto coerenza. Nella serata di martedì è stato ripetuto continuamente, in particolar modo dai responsabili di ARPA ed USL, che non è un impianto pericoloso come gli inceneritori o le centrali a biomasse. Ho chiesto che la stessa cosa venisse ripetuta anche nelle assemblee pubbliche su inceneritori e centrali a biomasse, nelle quali i tecnici di ARPA ed USL cercano spesso di convincere i cittadini che questi impianti non sono affatto pericolosi (delle due l&#8217;una).</p>
<p>Ho chiesto una programmazione: visto che questi impianti di fatto non subiscono gli iter autorizzativi giustamente complessi degli impianti di produzione più grossi e degli impianti per la gestione dei rifiuti, bisogna controllare che non spuntino come funghi incontrollati e fuori programmazione, cosa che ridurrebbe la possibilità di utilizzare gli scarti locali ed indurrebbe i proprietari ad importare biomasse dall&#8217;esterno, cosa inutile dal punto di vista energetico.</p>
<p>Dobbiamo stare attenti che le misure per la produzione di energia da biomasse non diventino un modo per consumare più energia di quella che producono, sostenuta solo dai pesanti incentivi pubblici (l&#8217;impianto di S.Pietro in Campiano ha ricevuto 600&#8217;000€ dalla regione).</p>
<p>Ho chiesto inoltre la possibilità di installare sistemi per il monitoraggio in continuo delle emissioni (NOx in particolare). Visto che l&#8217;impianto non dovrebbe avere problemi di emissioni, non c&#8217;è nessun problema a dimostrarlo ed a tranquillizzare i cittadini.</p>
<p>I cittadini ora chiedono una &#8220;attenta, seria e puntuale azione di controllo&#8221; da parte degli enti preposti per vigilare sull&#8217;attività dell&#8217;impianto, ed una piantumazione di siepi ad alto fusto nei confini. Sono richieste sensate e condivisibili, che il proprietario farebbe bene a soddisfare per riacquisire un po&#8217; di quella fiducia che ha perso. </p>
<p>Sugli enti di controllo ci sarebbe da fare un discorso più ampio ed approfondito, a partire dalla gestione economica che li sostiene ed i conflitti di interesse che portano i realizzatori di consulenze e piani di gestione a fare anche i controllori. </p>
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		<title>Pecoraro a Cesena alla Fiera Agrofer</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 07:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministro dell&#8217;Ambiente e Presidente Nazionale dei Verdi sarà a Cesena all&#8217;Agrofer, la fiera delle agroenergie, del risparmio energetico e della bioedilizia, alla fine della mattinata di Giovedì 29. Io sfrutterò l&#8217;occasione per visitare anche la fiera, ed invito tutti i lettori a partecipare, sarà una bella occasione per sostenere il risparmio energetico e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministro dell&#8217;Ambiente e Presidente Nazionale dei Verdi sarà a Cesena all&#8217;<a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/03/24/agrofer-2007-salone-delle-agroenergie-risparmio-energetico-bioedilizia/">Agrofer, la fiera delle agroenergie, del risparmio energetico e della bioedilizia</a>, alla fine della mattinata di Giovedì 29.</p>
<p>Io sfrutterò l&#8217;occasione per visitare anche la fiera, ed invito tutti i lettori a partecipare, sarà una bella occasione per sostenere il risparmio energetico e le fonti di energia veramente rinnovabili, e rilanciare con forza la necessità di eliminare anche gli impianti di incenerimento non ancora realizzati (compreso quello di Forlì) dall&#8217;elenco di quelli che godranno dei contributi per le energie pulite.</p>
<p>Accorrete numerosi e passate parola!</p>
<p>Per approfondimenti:<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/01/31/cip6-verso-la-soluzione/">Cip6 Verso la soluzione</a><br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/03/24/agrofer-2007-salone-delle-agroenergie-risparmio-energetico-bioedilizia/">AGROFER 2007 &#8211; Salone delle Agroenergie, Risparmio energetico, Bioedilizia</a></p>
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		<title>ASPO-Italia: Fotovoltaico contro biomassa, chi vince?</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/aspo-italia-fotovoltaico-contro-biomassa-chi-vince/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 08:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo articolo preso da Aspo-Italia è molto interessante. Si confronta l&#8217;efficienza delle biomasse e quella del fotovoltaico per la conversione dell&#8217;energia solare, e si ottiene come risultato una netta vittoria del secondo. ASPO-Italia: Fotovoltaico contro biomassa, chi vince? Esce su www.aspoitalia.net un articolo di Giulio De Simon dove si confrontano pannelli fotovoltaici e energia da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo preso da Aspo-Italia è molto interessante. Si confronta l&#8217;efficienza delle biomasse e quella del fotovoltaico per la conversione dell&#8217;energia solare, e si ottiene come risultato una netta vittoria del secondo.</p>
<blockquote><p><a href="http://aspoitalia.blogspot.com/2007/02/fotovoltaico-contro-biomassa-chi-vince.html">ASPO-Italia: Fotovoltaico contro biomassa, chi vince?</a></p>
<p>Esce su www.aspoitalia.net un articolo di Giulio De Simon dove si confrontano pannelli fotovoltaici e energia da biomassa in termini di efficienza di conversione della luce solare.</p>
<p>Per chi si intende di queste cose, è abbastanza noto che che il fotovoltaico è più efficiente della biomassa. Tuttavia, il risultato finale di De Simon sarà probabilmente sorprendente per molti di noi. Per culture energetiche tipiche come, per esempio Salix, Populus, Alnus, Eucalyptus o Miscanthus, il vantaggio del fotovoltaico è di oltre un fattore 60 . Se volessimo utilizzare la biomassa per sostituire i combustibili fossili in Italia, avremmo bisogno del 128% della superficie coltivata italiana.</p></blockquote>
<p><span id="more-2002"></span></p>
<p><!--more-->La scarsa efficienza della biomassa nella conversione della luce solare è dovuta ai limiti intrinseci del processo fotosintetico che si realizza nelle piante. In pratica, la biomassa come fonte di energia è adatta solo per applicazioni di nicchia o come ausilio allo smaltimento di rifiuti. Se facessimo lerrore di affidarci alla biomassa per cercare di sostituire i combustibili fossili, otterremmo soltanto di danneggiare la produzione alimentare agricola senza risolvere il problema.</p>
<p>Link allarticolo completo</p>
<p>http://www.aspoitalia.net/images/stories/desimon/desimonfvbiomasse.pdf</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Linee guida per la progettazione di impianti eolici</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/linee-guida-per-la-progettazione-di-impianti-eolici/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Rinnovabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla newsletter del Governo: Linee guida per la progettazione di impianti eolici Il crescente sviluppo dell’energia eolica negli ultimi anni ha posto la necessità di una valutazione paesaggistica dei progetti di installazione degli impianti. Tale necessita è frutto non solo del crescente impegno per uno sviluppo sostenibile ma anche di politiche più generali volte a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla newsletter del Governo:</p>
<p><a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/eolico/index.html"><br />
Linee guida per la progettazione di impianti eolici</a></p>
<p>Il crescente sviluppo dell’energia eolica negli ultimi anni ha posto la necessità di una valutazione paesaggistica dei progetti di installazione degli impianti. Tale necessita è frutto non solo del crescente impegno per uno sviluppo sostenibile ma anche di politiche più generali volte a garantire una qualità paesaggistica diffusa, coerentemente con i principi sanciti dalla Convenzione Europea del Paesaggio, ratificata dal Governo italiano con la legge 14 del gennaio 2006. E’ in questo quadro che s’inserisce il manuale, curato dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, sulla progettazione e la valutazione degli impianti eolici. <span id="more-1990"></span>Le linee guida,da una parte, si rivolgono ai progettisti che si applicano ad un nuovo progetto di realizzazione di un impianto eolico di qualsiasi dimensione, perché prendano coscienza dell&#8217;opportunità di un&#8217;integrazione del punto di vista paesaggistico, a partire dalle prime fasi di progettazione. Ma sono rivolte anche ai valutatori, ai quali spetta il compito di verificare le compatibilità degli interventi dal punto di vista paesaggistico, perché abbiano gli strumenti necessari ad una valutazione ponderata, nel merito delle proposte progettuali.<br />
<a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/eolico/index.html"><br />
Linee guida per la progettazione di impianti eolici</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Who killed the electric car?</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/who-killed-the-electric-car/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Feb 2007 07:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Rinnovabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so chi di voi ha già visto il film-documentario &#8220;Who killed the electric car?&#8221;, disponibile solo in inglese. Io l&#8217;ho visto sottotitolato in inglese, ed ho pensato immediatamente che sarebbe stato opportuno tradurre almeno i sottotitoli per fare in modo che anche i meno bravi in inglese potessero guardarlo. Parla di come l&#8217;auto elettrica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Who_Killed_the_Electric_Car%3F"><img id="image1972" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/02/b000i5y8fu01_aa240_sclzzzzzzz_.jpg" alt="b000i5y8fu01 aa240 sclzzzzzzz  Who killed the electric car?"  title="foto Who killed the electric car? " /></a>Non so chi di voi ha già visto il film-documentario &#8220;Who killed the electric car?&#8221;, disponibile solo in inglese.<br />
Io l&#8217;ho visto sottotitolato in inglese, ed ho pensato immediatamente che sarebbe stato opportuno tradurre almeno i sottotitoli per fare in modo che anche i meno bravi in inglese potessero guardarlo.<span id="more-1973"></span></p>
<p>Parla di come l&#8217;auto elettrica, con il riferimento particolare alla EV1 della General Motors, sia stata ostacolata anche dai suoi stessi produttori, oltre che dall&#8217;industria del petrolio, del Governo della California che inizialmente aveva introdotto una legislazione d&#8217;avanguardia (subito ritirata a causa delle lobby) e dal Governo Federale USA.</p>
<p>A tal punto che i proprietari dell&#8217;auto, contenti del prodotto, si sono visti ritirare le loro vetture, e non hanno avuto modo di riscattarle, nemmeno con in mano un assegno da 1.8 milioni di dollari (!!!).</p>
<p>Ho deciso così di creare una pagina sul mio wiki per tradurre i sottotitoli. Chiunque mi volesse aiutare può andare <a href="http://www.alessandroronchi.net/wiki/WhoKilledTheElectricCarIT">nella pagina di traduzione</a>, dove sono presenti anche le istruzioni (oltre ai sottotitoli inglesi):<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/wiki/WhoKilledTheElectricCarIT">Who killed the electric car? Sottotitoli in italiano</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Approvato il nuovo decreto &#8220;conto energia&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 07:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 15 Febbraio 2007 è stato approvato il nuovo decreto conto energia, che contiene le misure per la promozione delle fonti di energia rinnovabile. L&#8217;ufficio del programma dei Verdi lo ha commentato ed interpretato, rendendo pubblico il risultato di questo lavoro di analisi. Leggetelo e commentatelo: Decreto conto energia 15 Febbraio 2007 commentato dall&#8217;ufficio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 15 Febbraio 2007 è stato approvato il nuovo decreto conto energia, che contiene le misure per la promozione delle fonti di energia rinnovabile. L&#8217;ufficio del programma dei Verdi lo ha commentato ed interpretato, rendendo pubblico il risultato di questo lavoro di analisi.</p>
<p>Leggetelo e commentatelo:<br />
<a id="p1959" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/02/decreto-fv-150207-uffprogverdi.pdf">Decreto conto energia 15 Febbraio 2007 commentato dall&#8217;ufficio del programma dei Verdi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Voto unanime del Consiglio dei Ministri sul Cip6</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/voto-unanime-del-consiglio-dei-ministri-sul-cip6/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2007 13:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal blog di Pecoraro Scanio: Governo unanime sui Cip6 Voi tutti sapete che, sulla questione dei Cip6, preferivo la strada del decreto legge, per ripristinare il testo frutto dell&#8217;accordo raggiunto al Senato. Comunque sia l&#8217;approvazione del disegno di legge &#8211; da parte del Consiglio dei Ministri di oggi &#8211; e&#8217; un passo avanti. Confido ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pecoraroscanio.it/index.php?mod=blog&#038;func=comments&#038;id=91&#038;from=rss">Dal blog di Pecoraro Scanio: Governo unanime sui Cip6</a></p>
<blockquote><p>Voi tutti sapete che, sulla questione dei Cip6, preferivo la strada del decreto legge, per ripristinare il testo frutto dell&#8217;accordo raggiunto al Senato. Comunque sia l&#8217;approvazione del disegno di legge &#8211; da parte del Consiglio dei Ministri di oggi &#8211; e&#8217; un passo avanti. Confido ora  in una rapida approvazione parlamentare del provvedimento. Nel video qui sopra potete ascoltare le parole del sottosegretario Letta, nella conferenza stampa di questa sera: il voto del Governo è stato unanime e questo fa ben sperare che si riescano a superare le resistenze emerse in Parlamento. E&#8217; evidente che dobbiamo mettere la parola fine all&#8217;aggiramento delle norme comunitarie e della truffa ai danni delle fonti rinnovabili.  </p></blockquote>
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		<title>Il risparmio energetico nella finanziaria 2007</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2007 07:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;assessorato regionale alle attività produttive dell&#8217;Emilia Romagna ha prodotto un riassunto degli interventi della Finanziaria 2007 a favore del risparmio energetico, della cui importanza ho scritto molto recentemente. Scaricatelo, è molto interessante: La finanziaria 2007 per il risparmio energetico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;assessorato regionale alle attività produttive dell&#8217;Emilia Romagna ha prodotto un riassunto degli interventi della Finanziaria 2007 a favore del risparmio energetico, della cui importanza<a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/02/05/trasformiamo-i-costi-energetici-in-lavoro/"> ho scritto molto recentemente.</a></p>
<p>Scaricatelo, è molto interessante:</p>
<p><a id="p1939" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/02/la-finanziaria-2007-per-il-risparmio-energetico.pdf">La finanziaria 2007 per il risparmio energetico</a></p>
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		<title>Cip6 verso la soluzione</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jan 2007 23:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricevo da Sauro Turroni una serie di agenzie che contengono le dichiarazioni del Ministro Pecoraro Scanio, che ha presentato il decreto che ripristina l&#8217;emendamento originario sui finanziamenti alle fonti di energia rinnovabili, che come sa chi ha seguito queste pagine fino all&#8217;anno scorso erano destinate per la maggior parte a chi inceneriva rifiuti. Chi non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo da Sauro Turroni una serie di agenzie che contengono le dichiarazioni del Ministro Pecoraro Scanio, che ha presentato il decreto che ripristina l&#8217;emendamento originario sui finanziamenti alle fonti di energia rinnovabili, che come sa chi ha seguito queste pagine fino all&#8217;anno scorso erano destinate per la maggior parte a chi inceneriva rifiuti.<br />
Chi non ha seguito la vicenda, può fare una ricerca sul blog con la parola <a href="http://www.alessandroronchi.net/tag/incentivi/">cip6</a> o <a href="http://www.alessandroronchi.net/tag/inceneritore/">inceneritori</a>.</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong>: <a href="http://www.pecoraroscanio.it/index.php?mod=blog&#038;func=comments&#038;id=81&#038;from=rss">Pecoraro Scanio ha scritto un articolo sul suo blog sull&#8217;argomento.</a><br />
<span id="more-1917"></span></p>
<p>ENERGIA. CASO CIP6 VERSO SOLUZIONE: PECORARO PRESENTA DECRETO FORSE GIA&#8217; ALL&#8217;ODG DEL PROSSIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI </p>
<p>(DIRE) Roma, 30 gen. &#8211; Il ministro dell&#8217;Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio presenta un decreto sui Cip6. Con un provvedimento di questa natura, potrebbe quindi chiudersi il giallo sui contributi alle fonti assimilate. Il testo che, a quanto si apprende, viene depositato in queste ore a Palazzo Chigi, potrebbe essere gia&#8217; discusso nel Consiglio dei ministri di questa settimana (al massimo sara&#8217;, comunque, all&#8217;esame del Cdm successivo).<br />
Il decreto targato Pecoraro ripristina, sempre a quanto si apprende, esattamente il testo dell&#8217;emendamento governativo alla Comunitaria che gli uffici della presidenza della Camera sembra stiano per dichiarare inammissibile per estraneita&#8217; della materia.<br />
(Val/ Dire) 18:49 30-01-07 </p>
<p>ENERGIA. CASO CIP6 VERSO SOLUZIONE: PECORARO PRESENTA DECRETO -2-<br />
(DIRE) Roma, 30 gen. &#8211; Forse ad una svolta il &#8216;pasticcio&#8217; delle sovvenzioni alle centrali elettriche Cip6 che dovrebbero generare energia verde ma in realta&#8217; bruciano quasi per intero combustibili tutt&#8217;altro che ecologici, spinte da un&#8217;addizionale del 10% sulle bollette elettriche italiane. La svolta dovrebbe arrivare dunque con il decreto targato Pecoraro e depositato oggi pomeriggio a Palazzo Chigi.<br />
Il giallo Cip6, ricordiamo, si apre con la Finanziaria 2007 dove, all&#8217;ultimo momento, appare una clausola che garantisce sovvenzioni anche ai nuovi impianti a fonti &#8220;assimilate&#8221;.<br />
Insorgono, praticamente in tempo reale, Verdi e Rifondazione: occorre ripristinare quanto deciso di comune accordo e contenuto nella prima bozza della Finanziaria e cioè via libera alle sovvenzioni solo per le energie davvero verdi e stop assoluto a nuovi aiuti alle assimilate (come ci dice la Ue). Tutto sembra risolto con un Cdm di fine anno &#8216;chiarificatore&#8217;. Cosi&#8217; pero&#8217; non e&#8217;. E in queste ore, l&#8217;ufficio di presidenza della Camera sembra essere in procinto di dichiarare inammissibili gli emendamenti (governo e maggioranza) alla Comunitaria. Gli stessi emendamenti che avrebbero dovuto risolvere la partita Cip6. Serve una nuova manovra. E il presidente della commissione Ambiente del Senato Tommaso Sodano e&#8217; esplicito: il ministro dell&#8217;Ambiente presenti un decreto ad hoc. Decreto arrivato.</p>
<p>ENERGIA. CIP6, PECORARO: CHI VUOLE INCENERITORI SE LI PAGHI<br />
PROVINCE E REGIONI LASCINO STARE FONDI VERDI E CESSINO PRESSIONI </p>
<p>(DIRE) Roma, 30 gen. &#8211; &#8220;I fondi delle rinnovabili lautamente versati dai cittadini con la bolletta elettrica vadano alle rinnovabili, e se qualche amministratore locale vuole un inceneritore, lascino stare i soldi per le energie pulite e cessino le pressioni&#8221;. E&#8217; fermo nella sua posizione sullo stop ai contestatissimi contributi Cip6 alle fonti &#8216;assimilate&#8217; il ministro dell&#8217;Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. &#8220;Se alcune province o alcune regioni hanno interesse a fare alcuni impianti- dice a Montecitorio il ministro- almeno non chiediano siano sostenuti col danaro delle energie rinnovabili&#8221;.<br />
Ma c&#8217;e&#8217; chi sui fondi Cip6 gia&#8217; faceva affidamento, sulla base di progetti semplicemente autorizzati, niente piu&#8217;, e ora si parla di crisi del sistema rifiuti in alcune province, per la chiusura dei rubinetti del Cip6. Naturale che vi sia- o si tenti- quindi un&#8217;azione di lobby in corso. E allora, &#8220;lo dico con chiarezza- sottolinea Pecoraro- la finiscano con questa pressione indebita, i fondi per le rinnovabili vadano alle rinnovabili. E&#8217; evidente- conclude- che la vicenda delle assimilate deve finire, come questi tentativi surrettizi&#8221; di riallargare le maglie dei contributi.</p>
<p>(Ran/ Dire) 14:35 30-01-07<br />
ENERGIA: PECORARO, INVIA BOZZA DECRETO SU CIP 6 A PALAZZO CHIGI  INCENTIVI SOLO A IMPIANTI GIA&#8217; AVVIATI </p>
<p>Roma, 30 gen. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Il ministero dell&#8217;Ambiente scende in campo per correggere i rischi di distorsioni negli incentivi alle fonti rinnovabili. Il ministro dell&#8217;Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha messo a punto una bozza di decreto sugli incentivi Cip 6 alle fonti rinnovabili e assimilate che sarebbe stata inviata a Palazzo Chigi. A quanto si apprende, il provvedimento ripristina quanto previsto dall&#8217;accordo stato raggiunto in seno al Governo nel consiglio dei Ministri del 27 dicembre: in quell&#8217;occasione era stata decisa l&#8217;eliminazione degli incentivi Cip agli impianti non ancora avviati ma semplicemente autorizzati.</p>
<p>La norma &#8216;riparatrice&#8217; avrebbe dovuto essere inserita in un successivo provvedimento ma, secondo alcune indiscrezioni, gli Uffici di presidenza della Camera si appresterebbero a dichiararla inammissibile per estraneita&#8217; della materia. Il ministro Pecoraro con tutta probabilita&#8217; chiedera&#8217; che il testo del decreto sia messo all&#8217;ordine del giorno in uno dei prossimi consigli dei Ministri.</p>
<p>(Ccr/Pn/Adnkronos) 30-GEN-07 19:40</p>
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		<title>Peak oil – ovvero la verità dietro le guerre</title>
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		<pubDate>Fri, 12 May 2006 08:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come tutti certamente saprete in questi giorni il costo del petrolio è salito sopra i 70 dollari al barile. La spiegazione, si dice nei comunicati stampa, è semplice: la crisi con l&#8217;Iran causa tensioni che aumentano i costi di questa materia prima. Ma è veramente così? I costi del petrolio, sempre in aumento da diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutti certamente saprete in questi giorni il costo del petrolio è salito sopra i 70 dollari al barile. La spiegazione, si dice nei comunicati stampa, è semplice: la crisi con l&#8217;Iran causa tensioni che aumentano i costi di questa materia prima.</p>
<p>Ma è veramente così? I costi del petrolio, sempre in aumento da diversi anni, sono sempre causati da tensioni internazionali? Oppure i conflitti e gli inasprimenti dei rapporti tra gli stati produttori ed i maggiori consumatori sono causati dagli aumenti strutturali del costo del petrolio?<span id="more-3359"></span></p>
<p>In questo articolo voglio introdurre uno studio, ormai diventato storico, ed una proposta concreta per risparmiare energia, denaro e risorse ambientali.</p>
<p>Nel 1957 un geologo americano, M. K. Hubbert, elaborò un modello matematico per studiare la produzione USA del petrolio. Questo modello prevedeva nel 1970 il momento nel quale la produzione del petrolio americana avrebbe avuto il picco, per poi scendere in quantità e qualità dell&#8217;estrazione e salire in termini di costi.</p>
<p>Nessuno gli credette, fino al 1971, anno in cui i petrolieri texani scoprirono che l&#8217;estrazione era si faceva sempre più difficile, fino a fermarsi a causa dell&#8217;aumento repentino dei costi che non la rendeva economicamente equivalente. Nella seconda immagine vediamo le tre ipotesi sulle quantità di petrolio prodotte in funzione del tempo. Se la produzione crescesse al ritmo degli ultimi anni, avremmo l&#8217;ipotesi A, con un crollo vertiginoso dovuto alla fine delle scorte.</p>
<p>Se la produzione rimanesse costante nel tempo, senza aumenti, avremmo l&#8217;ipotesi B, altrettanto drammatica per le conseguenze che la linea verticale avrebbe sull&#8217;economia mondiale. Hubbert ipotizzò invece un andamento descritto dalla linea C, dove una volta superato un certo limite la produzione sarebbe diminuita gradualmente, a causa dell&#8217;aumentare dei costi e della difficoltà di reperimento del greggio.</p>
<p>Il Peak oil è quel limite, il momento del grafico della produzione annuale del petrolio nella quale l&#8217;estrazione è al suo massimo livello. La crescita continua della domanda richiede un aumento della produzione, che non può essere continua a causa dell&#8217;esauribilità della fonte. Dopo il picco si produrrà sempre meno petrolio ed i costi aumentano a causa della domanda che non scende dello stesso tasso della produzione.<br />
Il fatto che la decrescita della produzione sia graduale e dolce nel grafico non deve però trarre in inganno: gli effetti sull&#8217;economia e sui nostri stili di vita saranno sicuramente importanti e netti, a meno che non ci si prepari adeguatamente per limitare la nostra dipendenza da questa fonte energetica non rinnovabile.</p>
<p>Cosa ci aspetterà dopo il picco? Le conseguenze sono abbastanza prevedibili: un innalzamento dei prezzi delle merci e del trasporto, instabilità politica, recessione economica, guerre per le risorse. Di fatto nulla di particolarmente diverso rispetto alla situazione degli ultimi anni, ma sicuramente ci sarà un peggioramento di tutti questi problemi.</p>
<p>Un geologo irlandese, Colin Campbell, ha fondato un&#8217;Associazione per lo studio del Picco Petrolifero (Aspo), che tiene sotto controllo la<br />
il grafico di Hubbert a livello globale e studia numerose alternative energetiche per prevenire la crisi successiva al raggiungimento del picco.</p>
<p>Anche in Italia ne esiste una sezione, di cui sono socio, che vanta numerosi e prestigiosi esperti. Il presidente è Ugo Bardi, docente universitario del dipartimento di Chimica dell&#8217;Università di Firenze, ed il comitato scientifico è formato da professori, ricercatori, esperti indipendenti ed autori di testi autorevoli sulle energie rinnovabili.</p>
<p>Secondo questi esperti il picco di produzione del petrolio “pulito” (area puntata della terza immagine) sarà nel 2007, mentre gli altri tipi più difficili da raffinare sposteranno il picco poco più avanti, ma con conseguenze pesanti sull&#8217;impatto ambientale.</p>
<p>I metodi per uscire da questa crisi imminente ci sono, ma bisogna investire subito (o meglio da ieri, come hanno fatto altri stati con Governi più lungimiranti) su alternative credibili, efficienti ed economiche.</p>
<p>Il presidente di ASPO ha pubblicato tra gli altri una serie di articoli sulla mobilità elettrica, facendo particolare attenzione agli scooter elettrici. Quasi inesistenti come numero di veicoli immatricolati questi scooter hanno una autonomia di 40-50 km (Il lepton della Oxygen, l&#8217;EVT 4000e o l&#8217;EVT 168) a 45-50 km/h, fanno 100km con meno di un euro di elettricità, hanno emissioni zero e si ricaricano mentre frenano o vanno in discesa. Niente di futuribile, a Firenze ne esistono già circa 3000 totalmente funzionanti, grazie anche alla diffusione delle colonnine di ricarica ed agli incentivi per l&#8217;acquisto.<br />
Questi scooter si ripagano dopo un paio di anni, costano dai 1200€ ai 3000€ a seconda dei modelli e fatto un cambio di batterie anche i modelli usati sono come nuovi (perché hanno meno parti consumabili messe sotto sforzo). Il costo maggiore, quindi, diventa quello della sostituzione delle batterie, da fare ogni 3 anni circa con i modelli attuali al Piombo. Anche includendo questo, siamo ad 1/10 circa delle spese di viaggio di una utilitaria a benzina.</p>
<p>Se facciamo un paragone con la mobilità a petrolio possiamo pensare ad uno scooter elettrico come un mezzo che fa 90 chilometri con un litro, grazie ad una migliore efficienza del mezzo.<br />
Ma questo non è il solo ed unico vantaggio che hanno, e non è solo per questo che ASPO cerca di diffonderne l&#8217;utilizzo assieme all&#8217;uso delle rinnovabili. Le fonti di energia rinnovabile soffrono di un problema abbastanza pesante: sono discontinue. Alternano tempi di abbondanza e di scarsità nell&#8217;arco di una stessa giornata e variano in quantità considerevoli nell&#8217;arco dei mesi dell&#8217;anno.<br />
E&#8217; chiaro, quindi, che da un lato si debba cercare di produrre da fonti diverse, che si completino a vicenda (vento e sole, acqua e geotermia, etc.), e dall&#8217;altro cercare mezzi che permettano di immagazzinarne in grande quantità. L&#8217;idrogeno è un esempio: la produzione di idrogeno attraverso energie rinnovabili ha senso, ma l&#8217;energia sprecata per questo ulteriore passaggio intermedio è tanta e quasi certamente non potremo permettercela a meno di non ricorrere al nucleare.<br />
I mezzi elettrici hanno quindi un doppio vantaggio: l&#8217;investimento ed il mercato di questi va a diretto beneficio della ricerca sulle batterie e sull&#8217;efficienza dell&#8217;immagazzinamento, permettendo allo stesso tempo un immediato ritorno economico.</p>
<p>Con uno scooter elettrico, quindi, si risparmia e si finanzia un mercato che è ancora troppo poco sviluppato a fronte di una grande potenzialità.</p>
<p>Per ultima è necessario fare una considerazione sul nucleare: anche l&#8217;Uranio è alla soglia del picco di produzione. Anche senza pensare a Chernobyl bisogna tener presente che i costi dell&#8217;energia nucleare d&#8217;ora in avanti aumenteranno. Nessuna azienda privata si sognerebbe mai di pensare al nucleare, a meno che non possa escludere dai bilanci i costi ambientali, lo smaltimento delle scorie, le spese militari per difendere un obiettivo sensibile e pericolosissimo.</p>
<p>Il problema del Peak Oil è importante e solo in questi ultimi mesi se ne sente parlare nei quotidiani ed in alcune trasmissioni lungimiranti, come quella di Fazio. Dopo cinquant&#8217;anni di studi teorici che ci avrebbero permesso di prepararci per tempo, ora siamo agli sgoccioli ed i governi continuano a far finta di nulla. Ma anche per questo c&#8217;è una risposta degli studiosi: Misperception of Dynamics, di cui parleremo probabilmente in una prossima puntata.</p>
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		<title>Una bella discussione sul riscaldamento globale</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2005 14:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi inserisco volentieri nel discorso sul riscaldamento globale, iniziato da Luca De Biase e Pandemia. Per iniziare vi consiglio caldamente questo testo di Domenico Coiante, un esperto in materia di fonti di energia rinnovabile: Le nuove fonti di energia rinnovabile. Tecnologie, costi e prospettive Io credo nella discussione, i due Luca abbiano messo il dito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi inserisco volentieri nel discorso sul riscaldamento globale, iniziato da <a href="http://blog.debiase.com/categories/braudel/2005/02/19.html#a237" class="broken_link" rel="nofollow">Luca De Biase</a> e <a href="http://www.pandemia.info/archives/2005/02/la_scienza_cata.html#more" class="broken_link" rel="nofollow">Pandemia</a>.</p>
<p>Per iniziare vi consiglio caldamente questo testo di Domenico Coiante, un esperto in materia di fonti di energia rinnovabile:<br />
<a href="http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/884645877X/Le_nuove_fonti_di_energia_rinnovabile__Tecnologie__costi_e_prospettive.htm">Le nuove fonti di energia rinnovabile. Tecnologie, costi e prospettive</a></p>
<p>Io credo nella discussione, i due Luca abbiano messo il dito sul punto della situazione: l&#8217;allarmismo a volte impedisce di vedere chiaramente il problema, e mette un muro tra il comunicante e la persona che ascolta. La paura non è quasi mai un buon veicolo pubblicitario, soprattutto quando è rivolta ad un problema che non viene percepito chiaramente nel presente.</p>
<p>Esistono dei punti fermi dai quali si può partire, per iniziare un discorso sul riscaldamento della terra generato dall&#8217;uomo.<br />
In trent&#8217;anni l&#8217;uso dei combustibili fossili è aumentato dell&#8217;80% e questo è un dato di fatto che non può essere smentito. Queste fonti di energia aumentano il volume dell&#8217;anidride carbonica di uno 0.90% all&#8217;anno rispetto al totale di quella presente nel mondo. Considerando quindi l&#8217;aumento di popolazione che è ancora esponenziale, l&#8217;aumento della produzione di anidride carbonica aumenterà ancora nei prossimi decenni. L&#8217;anidride carbonica è responsabile del riscaldamento del globo, e discutere sulle possibili quantificazioni del problema credo che sia superfluo, in questo momento (dire che ci sarà un problema tra 40 o 50 anni, non cambia i dubbi sull&#8217;esistenza del problema).</p>
<p>Partendo dalla considerazione che comunque questa produzione ha delle conseguenze forti ed ormai innegabili sul clima del pianeta, bisogna iniziare a pensare a cosa fare per contrastare questa tendenza.</p>
<p>Coiante nel suo libro è molto poco allarmista, e scrive nel dettaglio quali sono le scelte economiche, sociali e politiche che dovremmo adottare proprio per questo motivo.</p>
<p><strong>Lasciando stare il dubbio che sia immminente o no un disastro climatico, credo che dal punto di vista emotivo si abbiano più chances di cambiare le cose con un atteggiamento meno catastrofista, ma allo stesso tempo fermo sulle azioni da intraprendere.</strong><br />
<strong>Il catastrofismo spesso allontana le persone, che semplicemente non accettano una posizione così pessimista. Bisogna ricordare che l&#8217;uomo vede solo all&#8217;oggi, con fatica pensa a cambiare le sue azioni in vista di un domani che viene dipinto in maniera così catastrofica.</strong></p>
<p><ins datetime="2005-02-20T14:58:10-01:00">Questo non significa non prendere in considerazione il problema: semplicemente adottare un metodo diverso dal terrore per diffondere coscienza sul tema.</ins></p>
<p><ins datetime="2005-02-20T14:58:10-01:00"><br />
Bisogna iniziare ad internalizzare i costi ambientali, solo pagando di tasca propria i danni che si fanno all&#8217;ambiente si riuscirà a far percepire il senso di queste iniziative.</ins></p>
<p>Il valore del protocollo di Kyoto per me è ancora maggiore perché finalmente riesce a far entrare una politica ecologica dentro un sistema economico complesso.<br />
Kyoto è un buon inizio, se vogliamo tardivo, ma ora dobbiamo rispettare i vincoli che ci impone, cercare di includere in questo processo tutti i paesi che non hanno aderito, e procedere con nuove azioni politiche ed economiche.</p>
<p>Io credo che questa, ora, sia l&#8217;unica strada per ottenere qualcosa.</p>
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