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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Europa</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Un bel 150°</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 12:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo le amministrative è utile fare qualche ragionamento. Il primo che mi è venuto in mente, è che si tratta di un bel regalo all&#8217;Italia per il suo anniversario. Penso che siano risultati importanti, senza esagerare nei festeggiamenti, perché smantellano un fatto che ha retto il berlusconismo tutti questi anni: B. poggia tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno dopo le amministrative è utile fare qualche ragionamento. Il primo che mi è venuto in mente, è che si tratta di un bel regalo all&#8217;Italia per il suo anniversario.</p>
<p>Penso che siano risultati importanti, senza esagerare nei festeggiamenti, perché smantellano un fatto che ha retto il berlusconismo tutti questi anni: <strong>B. poggia tutta la sua politica e la sua immagine sull&#8217;idea di essere un vincente</strong>. Quando ha perso, in questi anni, hanno sempre perso gli altri.</p>
<p>Questa volta l&#8217;anziano ha sfidato la città di Milano, chiedendo ai cittadini un referendum sulla sua persona, non sulla sua coalizione. I suoi strateghi della comunicazione elettorale hanno spinto l&#8217;acceleratore della volgarità, dello scontro più duro. Una delle campagne elettorali peggiori che io abbia mai visto, senza discussioni sui temi concreti e molti cori da peggiori ultras.<br />
Ma come in ogni sport, quando ci cerca lo scontro duro e si perde, la caduta è più dolorosa. </p>
<p>Prima della sua sconfitta <strong>si rideva alle barzellette dell&#8217;anziano perché, come contraccambio, si stava sul carro del vincitore</strong> e si raccoglieva qualche briciola del suo pasto.</p>
<p>Tutta questa ciurma, che non si sosteneva certo per comunanza di idee, rimarrà solidamente attaccata al carro del perdente?</p>
<p>Un altro dato interessante è che <strong>i sondaggi non servono ad un cazzo. </strong><br />
Da qualche tornata elettorale il partito di Grillo viene dato ad un punto e mezzo, tanto per fare un esempio.<br />
Si dovrebbero seguire un po&#8217; di più cuore e ragione, perché è col cuore e con la ragione che poi la gente vota.</p>
<p>Inoltre oggi l&#8217;aderenza ad un partito è molto meno solida del passato. Il passaggio di voti da una lista all&#8217;altra è più frequente, per fortuna, ed un candidato credibile sposta più della base dei suoi partiti, così come un candidato incredibile riesce a sottrarre, anziché attrarre, voti all&#8217;elenco delle liste che lo sostengono.</p>
<p>Cosa succede oggi? Succede che <strong>oggi sappiamo che non in Politica non è già tutto deciso</strong>, come in molti credevano. Nonostante le forze immense somministrate da chi aveva disponibilità economiche enormi per le campagne elettorali, <strong>le persone hanno fatto la differenza.</strong></p>
<p>Tra 15 giorni, forti della possibilità di fare la differenza, la speranza di farcela dovrebbe muovere ancora di più tutte le forze che si oppongono al berlusconismo.<br />
I risultati dimostrano che la vittoria non si ottiene facendone una cattiva imitazione o ignorandone il problema, ma facendo qualcosa di diverso.</p>
<p>L&#8217;Italia merità di più e di meglio ed il tempo è quello giusto.</p>
<p><a href="http://www.costituentecologista.it/convention-costituente-21-22-maggio-2011.html" class="broken_link" rel="nofollow">Sabato e Domenica tanti ecologisti si troveranno a Roma per costruire qualcosa di nuovo, di europeo, di ancora migliore</a>, che sappia confrontarsi con quello che verrà dopo.<br />
Finito il berlusconismo, ci sarà bisogno di riportare sul tavolo con competenza e serietà, senza strumentalizzazioni, alcuni temi che il Parlamento in questi anni ha distrutto. </p>
<p>La speranza di una Italia finalmente fuori dall&#8217;anomalia e vicina agli esempi del resto dell&#8217;Europa moderna si potrà allora dire soddisfatta.</p>
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		<title>Io cambio</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 13:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Noi che amiamo profondamente l’Italia e abbiamo a cuore il futuro dell’Europa e dell’intero nostro Pianeta, riteniamo necessario impegnarci per dare una risposta al degrado politico, morale e ambientale ed ai gravi problemi economici e sociali che segnano il nostro tempo. Firma l&#8217;Appello per una costituente ecologista, civica e democratica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.costituentecologista.it"><img class="alignnone size-full wp-image-4257" title="costituentecologista" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/09/costituentecologista.jpg" alt="costituentecologista Io cambio" width="220" height="153" /></a></p>
<p>Noi che amiamo profondamente l’Italia e abbiamo a cuore il futuro dell’Europa e dell’intero nostro Pianeta, riteniamo necessario impegnarci per dare una risposta al degrado politico, morale e ambientale ed ai gravi problemi economici e sociali che segnano il nostro tempo.</p>
<p>Firma l&#8217;<a href="http://www.costituentecologista.it"><strong>Appello per una costituente ecologista, civica e democratica</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>#unfuturoecologista Boato elen&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 11:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[#unfuturoecologista Boato elenca i successi in Europa dei Verdi, indicando che il futuro degli ecologisti non &#232; affatto tetro e disastroso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>#unfuturoecologista Boato elenca i successi in Europa dei Verdi, indicando che il futuro degli ecologisti non &#232; affatto tetro e disastroso</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rinviato l&#8217;investimento sulla rete</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto che prevedeva un investimento di 800 milioni di euro per la banda larga in tutto il nostro Paese è stato rimandato a &#8220;dopo la crisi&#8221;. Così tocca ricordare, ancora una volta, che internet oggi non è un optional, ma uno strumento necessario non solo per la crescita culturale del paese ma proprio per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto che prevedeva un investimento di 800 milioni di euro per la banda larga in tutto il nostro Paese è stato rimandato a &#8220;dopo la crisi&#8221;.<br />
Così tocca ricordare, ancora una volta, che internet oggi non è un optional, <strong>ma uno strumento necessario</strong> non solo per la crescita culturale del paese ma proprio per la nostra economia fatta di piccole e medie imprese che hanno bisogno della rete per lavorare insieme.</p>
<p>Un sarebbe stato un investimento non a fondo perduto, quindi, ma un passo necessario per il rilancio dell&#8217;economia e per l&#8217;uscita dalla crisi.</p>
<blockquote><p>L&#8217;Europa ha stimato che la banda larga porterà un milione di posti di lavoro fino al 2015 e una crescita dell&#8217;economia europea di 850 miliardi di euro.</p></blockquote>
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		<title>Assistenza legale per Report</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 23:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La televisione pubblica ha fino ad oggi garantito un servizio pubblico di grande qualità ed utilità: Report. Tutto questo anche grazie alla garanzia di una copertura legale per la trasmissione, che fino ad ora non ha perso una causa. Siccome questo evidentemente infastidisce chi avrebbe gli strumenti economici per muovere avvocati (anche senza la ragione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La televisione pubblica ha fino ad oggi garantito un servizio pubblico di grande qualità ed utilità: <strong><a href="http://www.report.rai.it/">Report</a></strong>.<br />
Tutto questo anche grazie alla garanzia di una copertura legale per la trasmissione, che fino ad ora non ha perso una causa.</p>
<p>Siccome questo evidentemente infastidisce chi avrebbe gli strumenti economici per muovere avvocati (anche senza la ragione dalla propria), sembra che la RAI voglia <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200909articoli/47144girata.asp">toglierla</a>.</p>
<p>Così finalmente l&#8217;anno prossimo potremo scendere ancora dalla<a href="http://www.corriere.it/esteri/09_aprile_30/stampa_liberta_italia_ca7191e6-35c7-11de-92cb-00144f02aabc.shtml"> lista dei paesi senza libertà di stampa</a>, dall&#8217;attuale &#8220;pregevole&#8221; ultimo posto in Europa.</p>
<p>Guarda caso, tra le cause del nostro punteggio così basso in quella lista c&#8217;è proprio:</p>
<blockquote><p> l’abuso di denunce per diffamazione contro i giornalisti e l’escalation di intimidazioni fisiche da parte del crimine organizzato.</p></blockquote>
<p>La scelta della RAI quindi sarebbe un messaggio molto chiaro agli intimidatori con la denuncia facile: <strong>prego accomodatevi.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Italia è ultima in UE per l&#8217;utilizzo di Internet</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 09:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fatto che l&#8217;Italia sia Ultima in Europa per l&#8217;utilizzo di Internet e prima per l&#8217;utilizzo dei telefoni cellulari deve far riflettere: ovviamente il motivo non sono i costi, visto che il web costa meno dei telefonini. Forse i telefoni sono più semplici da usare? Quali sono le cause, secondo voi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://feedproxy.google.com/~r/mantellini/feed/~3/yIZXaffc6Ao/">fatto</a> che l&#8217;Italia sia <strong>Ultima</strong> in Europa per l&#8217;utilizzo di Internet e <strong>prima</strong> per l&#8217;utilizzo dei telefoni cellulari deve far riflettere: ovviamente il motivo non sono i costi, visto che il web costa meno dei telefonini. Forse i telefoni sono più semplici da usare? </p>
<p>Quali sono le cause, secondo voi?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Che brutta politica</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 22:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I cori beceri di Salvini non sono la cosa peggiore, di questi tempi. Purtroppo questa politica rappresenta un degrado della società che non accenna a rallentare. E quello che mi rattrista non è tanto la sceneggiata di questo Parlamentare, Europarlamentare e consigliere Comunale di Milano, una goccia in un mare già grosso e turbolento. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200907articoli/45315girata.asp">cori beceri di Salvini</a> non sono la cosa peggiore, di questi tempi. Purtroppo questa politica rappresenta un degrado della società che non accenna a rallentare. E quello che mi rattrista non è tanto la sceneggiata di questo Parlamentare, Europarlamentare e consigliere Comunale di Milano, una goccia in un mare già grosso e turbolento.</p>
<p>Ma il fatto che se si rivotasse domani questa persona raccoglierebbe più voti di ieri.</p>
<p>E, an passant, anche il fatto che nessuno fino ad oggi si fosse scandalizzato per le <strong>tre elezioni contemporanee</strong>, ad sottolineare che in giro non c&#8217;è evidentemente nulla di meglio da presentare agli elettori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rinviata ancora la class-action</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2009/rinviata-ancora-la-class-action/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 14:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Class action: ulteriore rinvio, rischiamo di diventare la barzelletta d&#8217;Europa Fonte: Altroconsumo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altroconsumo.it/giustizia/class-action-ulteriore-rinvio-rischiamo-di-diventare-la-barzelletta-d-europa-s230953/nm-newsletter-p250293/prm_id_c/3091.htm" class="broken_link" rel="nofollow">Class action: ulteriore rinvio, rischiamo di diventare la barzelletta d&#8217;Europa</a></p>
<p>Fonte: Altroconsumo</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ecco perché non sono stato eletto</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2009/ecco-perche-non-sono-stato-eletto/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 19:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Accidenti, perché non ci ho pensato prima io? PS: Lui oggi è un nostro europarlamentare. PPS: Dico sul serio! PPPS: Se non mi credi leggi qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accidenti, perché non ci ho pensato prima io?<br />
<object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QQBOaen60Yc&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/QQBOaen60Yc&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p>PS: Lui oggi è un nostro europarlamentare.<br />
PPS: Dico sul serio!<br />
PPPS: Se non mi credi leggi <a href="http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/2/21622/Tiziano_Motti_%C3%A8_stato_eletto:_sar%C3%A0_parlamentare_a_Strasburgo.html">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roberto Balzani: Il programma delle primarie</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2009/programma-primarie-roberto-balzani/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 17:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cara Elettrice, Caro Elettore, ti presento una rassegna delle mie idee programmatiche, frutto di una campagna d’ascolto molto ricca e vivace e dei tanti contributi di tanti volonterosi amici e compagni di strada. Non sono tutte, ovviamente. Sono quelle sulle quali potrai misurare la differenza rispetto ad altri candidati e ad altri modo d’impostare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Elettrice, Caro Elettore, </p>
<p>ti presento una rassegna delle mie idee programmatiche, frutto di una campagna d’ascolto molto ricca e vivace e dei tanti contributi di tanti volonterosi amici e compagni di strada. Non sono tutte, ovviamente. Sono quelle sulle quali potrai misurare la <em><strong>differenza</strong></em> rispetto ad altri candidati e ad altri modo d’impostare la politica locale. Spero ti persuaderanno. In ogni caso, anche se così non fosse, spero apprezzerai l’onestà intellettuale che le ispira. In un mondo di ipocrisie e di luoghi comuni e di slogan, già il solo riconoscersi sinceri non mi pare poco. <span id="more-3720"></span></p>
<p><strong>Metodo </strong></p>
<p>Parto dal metodo. La politica, così come si presente oggi in Italia, dal centro giù giù a cascata fino alle città e ai paesi, secondo me non funziona. I cittadini sono sempre più sudditi (ormai è tolta loro anche la possibilità di scegliere una faccia da votare: ecco perché è prezioso l’esempio delle primarie!), mentre la distanza fra i centri del potere reale e l’esperienza quotidiana delle persone è stata approfondita dalla crisi economica. Io credo che il Pd avrà la possibilità di affermarsi, in Italia, solo se saprà far funzionare la macchina della <strong>partecipazione dal basso.</strong> Ma non in senso demagogico: occorre che i cittadini partecipino, decidano, e poi verifichino. Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto. Quindi, per i politici: limite delle due legislature, parità di genere per affermare una presenza femminile più di quanto oggi sia avvenuto, inclusione di giovani e di individui selezionati sulla base del merito. Essi dovranno rendere pubblici i loro redditi attraverso un’<strong>apposita anagrafe degli eletti</strong>. Dovranno inoltre – almeno così sarà, se diventerò Sindaco – documentare attraverso strumenti di comunicazione accessibili (penso ad Internet) l’esito dei principali progetti varati dall’amministrazione, perché ciascuno possa rendersi rapidamente conto di quanto si è speso e di come lo si è speso. Ma ci sono doveri anche per i cittadini: partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il Comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, controllare. La libertà ha un prezzo che dobbiamo pagare tutti. </p>
<p><strong>Cosa farò io </strong></p>
<p>I politici dicono sempre quello che debbono fare gli altri. Vorrei dirti quello che farò io. Se sarò eletto, dedicherò a questa avventura tutto il mio tempo e le mie energie per 10 anni al massimo. Dopodiché, riprenderò a fare il mio mestiere, che è quello di professore universitario. Tornerò ai miei colleghi, ai miei studenti e ai miei studi. Se perderò le primarie, tornerò subito alla mia professione e non assumerò alcun incarico pubblico di tipo politico o amministrativo. Mi batterò, da semplice cittadino, perché altri portino avanti le idee nelle quali ho creduto: se possibile, una nuova generazione di giovani, di donne, di persone appassionate e perbene.</p>
<p><strong>Cosa farò fare agli altri </strong></p>
<p>I tempi sono duri, e forse il peggio deve ancora venire. Per affrontare il peggio, ci vuole un gruppo di persone libere, disinteressate e dotate di forti principi morali e democratici.</p>
<p>Occorre dare un esempio. Fra i primi, ci sarà la revisione di tutte le società partecipate, di tutte le strutture con consigli d’amministrazione ecc. che ruotano intorno al Comune. Vedremo se funzionano, se servono davvero, se possono essere accorpate o se debbono essere chiuse. Abbasseremo drasticamente compensi e prebende, in modo che ogni euro risparmiato in questo modo vada restituito ai cittadini rafforzando e difendendo i servizi alla persona, dall’assistenza alla scuola. Ci sono settori – penso al nido – in cui c’è ancora tanto da fare per aiutare le donne, soprattutto se lavorano o vogliono lavorare; così come occorre creare, con le associazioni dei consumatori, un centro di ascolto e di supporto materiale per orientare famiglie, anziani soli, immigrati nella giungla delle tariffe e dei servizi, in modo da far valere reclami e diritti. Il Comune deve assumersi questo compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i mutui alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte. </p>
<p><strong>Oltre la paura: un patto per il futuro </strong></p>
<p>Caro Elettrice, caro Elettore, parliamoci chiaro: abbiamo paura del futuro, perché non riusciamo a vederlo, non capiamo che cosa potrà riservarci. Ebbene, ti propongo questo patto, che è difensivo e insieme offensivo. Difensivo, perché vuol salvaguardare quel tanto di buono che abbiamo: penso al nostro Ospedale pubblico, che è un servizio irrinunciabile alla comunità e che non può essere privato delle risorse necessarie al suo sviluppo; penso alle tante istituzioni, pubbliche o semi-pubbliche, che aiutano il cittadino nei suoi bisogni, che sono sane finanziariamente, e che perciò dobbiamo rispettare nella loro integrità. Penso alla nostra scuola, nella quale il Comune investe da quasi 150 anni e che è davvero di qualità elevata. Gli esempi potrebbero continuare. E poi c’è la parte offensiva, la sfida al “grande nulla” che ci si para di fronte. Io credo che il “grande nulla” sia il frutto della nostra incapacità di batterci uniti come comunità: e ti dirò ora come penso di farlo. </p>
<p><strong>Unire il territorio, alzare il livello della sfida </strong></p>
<p>Da sola Forlì non ha molte speranze: è una città medio-piccola, circondata da altre città, in genere piuttosto dinamiche. In questi anni, ha pagato duramente il suo isolamento: abbiamo un aeroporto in affanno, una fiera senza futuro, una logistica che, su scala municipale, non ha senso. Forlì deve recuperare anzitutto il suo ruolo di “capoluogo”, dialogando con i Comuni del comprensorio, risolvendo insieme una parte dei problemi comuni, organizzando il territorio secondo i principi di sviluppo di qualità e di rispetto dell’ambiente. In secondo luogo, deve aprire un grande confronto su scala romagnola per unire i territori, per farli dialogare sulle grandi questioni comuni (infrastrutture materiali e immateriali, in primo luogo). Per far ciò, ci vogliono persone che abbiano una visione, che non si fermino al campanile, che sappiano discutere ovunque, in Romagna e oltre. Il mio sogno è semplice unire province, r<strong>isparmiare sui costi della politica, restituire quello che si risparmia ai cittadini in qualità del vivere, facilità di movimento, sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale.</strong> Questa cosa si può fare da subito: basta volerla. Dammi una mano per mettere in piedi l’unico, vero laboratorio di trasformazione territoriale capace di andare contro la logica oggi imperante: aumentare le divisioni e i livelli di governo e moltiplicare i costi.</p>
<p><strong>Una visione della città</strong></p>
<p>Abbiamo tutti bisogno di una visione della città. Forlì ha già individuato i suoi poli di crescita, ma è venuta su in modo poco coordinato, sull’onda delle spinte dell’industria edilizia. Il centro storico manca d’identità è resta una ferita aperta; i quartieri non sono ben collegati al cuore pulsante della realtà urbana; i passaggi fra i diversi spazi – residenziali, produttivi, o dedicati ai servizi – paiono poco fluidi. Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità:<strong> a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato, connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili</strong> (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’integrazione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile. Ma la legalità, che significa anche, quando è necessario, repressione dei comportamenti devianti, non si può imporre solo affidandosi alle forze di pubblica sicurezza. Sono proprio loro, anzi, a chiedere che la legalità rappresenti una modalità applicata in modo coerente, dai comportamenti degli amministratori, ai concorsi pubblici, all’educazione dei giovani, alle diverse forme di responsabilità individuale e collettiva. Fra queste, segnalo il passaggio culturale della raccolta indifferenziata, destinata allo smaltimento nell’inceneritore, <strong>alla raccolta differenziata, nella prospettiva di giungere al sistema porta a porta</strong>. Là dove la prima postula l’irresponsabilità e un approccio produttivistico al rifiuto, là seconda implica risparmio, riciclo, atteggiamento sobrio e solidale. Si tratta davvero di un modo diverso d’impostare il nostro modo di essere comunità. </p>
<p><strong>Sviluppo di qualità </strong></p>
<p>Ed ecco la grande questione: lo sviluppo. Io credo che lo spazio per un sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile come nei tempi trascorsi. <strong>In primo luogo, perché il territorio è un bene finito</strong>, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza. La competizione si affronta con interventi intensivi. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) <strong>delle nuove tecnologie</strong>, a partire dalle fibre ottiche. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’università deve tornare ad essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il polo tecnologicoaeronaiutico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p>Il Comune deve approfittare dell’Università per aprirsi, per imitare quanto di meglio si fa in Europa, per invitare i giovani brillanti a confrontare le loro idee con il nostro territorio, per apprendere, per costruire, per destinare spazi e risorse a iniziative originali e importanti. In questo senso, il senso di responsabilità ambientale non è per me un vincolo e un limite: maggiore è il livello di qualità che pretenderemo dalla nostra comunità, maggiore sarà la qualità che sapremo chiedere agli imprenditori e le possibilità di agganciarci al carro della crescita vera. Dunque, un patto decennale con l’Università per rafforzare l’insediamento e, d’altro canto, un utilizzo sapiente delle risorse umane prodotto dall’Ateneo. Fino ad oggi non siamo riusciti in questo progetto, che è decisivo per il nostro futuro.<br />
<strong><br />
Insieme </strong></p>
<p>Di una cosa, cara Elettrice, caro Elettore, puoi star certo: tutto quello che farò non sarà deciso fra pochi, nel chiuso di una stanza o nello studio di un professionista: sarà adottato con un processo partecipativo limpido e trasparente. Così sarà per le politiche giovanili, per quelle culturale, per le tante cose di cui non riesco a parlare in queste poche frasi per non annoiarti troppo. Mi batterò al tuo fianco contro i monopoli dei servizi, per tagliare il vincolo perverso che li lega alla politica locale; ti verrò a cercare per chiederti che cosa pensi, che cosa vuoi; ti farò proposte perché tu possa scegliere. Voglio dare a Forlì la speranza di un futuro: proprio adesso, nell’ora più buia. So che tutto è più difficile, che le difficoltà sono immense, che la vita nostra, pubblica e privata, sarà dura e complicata nei prossimi mesi. Proprio per questo, quando le speranze vacillano è giusto che le persone di buona volontà si diano una mano e, per una volta, battano un colpo, dimostrando la loro forza e la loro volontà di cambiamento. Aiutami e, insieme, ce la faremo. </p>
<p>Grazie.<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Roberto Balzani</a></p>
<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-programma-sindaco-2009-forli/">Leggi anche il programma della coalizione che sostiene Roberto Balzani come candidato sindaco!</a></p>
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		<title>Firma la petizione: IN EUROPA &#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 13:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<title>Firma la petizione: IN EUROPA CON I VERDI!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 13:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su Baseverde stiamo raccogliendo firme per la petizione a sostegno della presentazione autonoma dei Verdi alle ELEZIONI EUROPEE. Bastano pochi secondi per aderire ed aiutarci nella raccolta di firme virtuale, che verranno poi consegnate ai dirigenti nazionali prima della decisione, che avverrà a breve. Ti preghiamo quindi di firmare ed inoltrare questa richiesta a tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.baseverde.org">Baseverde</a> stiamo raccogliendo firme per la <a href="http://www.baseverde.org/petizioni/in-europa-con-i-verdi/">petizione a sostegno della presentazione autonoma dei Verdi alle ELEZIONI EUROPEE</a>. Bastano pochi secondi per aderire ed aiutarci nella raccolta di firme virtuale, che verranno poi consegnate ai dirigenti nazionali prima della decisione, che avverrà a breve. Ti preghiamo quindi di firmare ed inoltrare questa richiesta a tutti i tuoi conoscenti ed amici!</p>
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		<title>PER USCIRE DALLA CRISI  CON I  VERDI IN  EUROPA  NELLE CITTA&#8217; NEL PAESE</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 08:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DOMENICA 23 NOVEMBRE 2008, ORE 10 &#8211; 17 BOLOGNA, SALA SILENTIUM QUARTIERE SAN VITALE vicolo Bolognetti, 2 (dalla stazione ferroviaria autobus n° 32 Porta San Vitale) Scarica l&#8217;invito e mandalo agli amici! Economia, diritti, informazione confronto aperto per IL PROGETTO ECOLOGISTA con molti &#8220;se&#8221; e molti &#8220;ma&#8221; Alle ore 13/13,30 pranzo con piatti a base [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DOMENICA 23 NOVEMBRE 2008, ORE 10 &#8211; 17</strong><br />
<strong>BOLOGNA,  SALA SILENTIUM QUARTIERE SAN VITALE</strong><br />
vicolo Bolognetti, 2<br />
(dalla stazione ferroviaria autobus n° 32 Porta San Vitale)</p>
<p><a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/11/per_uscire_dalla_crisi_con_verdi_bologna.pdf'>Scarica l&#8217;invito e mandalo agli amici!</a></p>
<p><strong>Economia, diritti, informazione</strong></p>
<p><strong>confronto aperto per IL PROGETTO ECOLOGISTA  con molti &#8220;se&#8221; e molti &#8220;ma&#8221;</strong></p>
<p>Alle ore 13/13,30 pranzo con piatti a base di ingredienti biologici; il costo di un menù completo è tra i 10 e i 15 euro.<br />
Chi intende usufruire del pranzo è pregato di comunicarlo via email a pamela.meier@alice.it</p>
<p><strong><a href="http://www.baseverde.org/manifesto-per-uscire-dalla-crisi/">LEGGI E FIRMA IL MANIFESTO DI CONVOCAZIONE E PRIMI FIRMATARI</a></strong></p>
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		<title>Forlì territorio libero da OGM, approvato ordine del giorno in Consiglio</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 08:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri il consiglio comunale ha votato (dopo un anno dalla mia presentazione) l&#8217;ordine del giorno contro gli OGM. Allego il testo. ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD UN IMPEGNO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE PRODUZIONI TIPICHE DAI POSSIBILI EFFETTI NEGATIVI CONNESSI ALL&#8217;IMPIEGO DI O.G.M.. Il Consigliere comunale Alessandro Ronchi, ha presentato in data 13 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/11/ogm-150x150.gif" alt="ogm 150x150 Forlì territorio libero da OGM, approvato ordine del giorno in Consiglio" title="cibo ogm? No grazie" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3458" />Ieri il consiglio comunale ha votato (dopo un anno dalla mia presentazione) l&#8217;ordine del giorno contro gli OGM. Allego il testo.</p>
<p>ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD UN IMPEGNO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE PRODUZIONI TIPICHE DAI POSSIBILI EFFETTI NEGATIVI CONNESSI ALL&#8217;IMPIEGO DI O.G.M..<br />
Il Consigliere comunale Alessandro Ronchi, ha presentato in data 13 novembre 2007, l’Ordine del giorno nel testo di seguito riportato: “Considerato<span id="more-3457"></span></p>
<p>1) CHE la Coalizione ITALIAEUROPA &#8211; LIBERI DA OGM, costituita dalle Organizzazioni di rappresentanza dell&#8217;agricoltura; dell&#8217;artigianato, della piccola e media industria, del commercio e della grande distribuzione agroalimentare; del consumerismo, dell&#8217;ambientalismo e della cooperazione internazionale, ha promosso un Dibattito nazionale, dal 15 settembre al 15 novembre 2007, al fine del pronunciamento diretto dei cittadini perché l&#8217;agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo del Paese, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile, innovativo e libero da ogm;</p>
<p>2) CHE l&#8217;applicazione del principio di precauzione comporta l&#8217;adozione di decisioni cautelative allorquando, in presenza di rischi gravi o irreversibili, non sia ancora possibile stabilire con certezza, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, un&#8217;esatta relazione tra causa ed effetto;</p>
<p>3) CHE l&#8217;introduzione nell&#8217;ambiente di organismi modificati legata, soprattutto, all&#8217;utilizzazione in agricoltura di sementi e varietà vegetali connesse a forme di sfruttamento intensivo, facendo largo impiego di mezzi tecnici, quali insetticidi, diserbanti e fitofarmaci in genere, può avere effetti negativi sulla diversità biologica delle forme viventi, per la riduzione della capacità di adattarsi e resistere al processo, graduale e continuo, di evoluzione naturale;</p>
<p>4) CHE il rapporto del Centro Comune di Ricerche della UE ha evidenziato l&#8217;impossibilità di far convivere agricoltura transgenica e agricoltura biologica e convenzionale, affermando che l&#8217;agricoltura biologica sarebbe irreversibilmente compromessa dalla contaminazione da OGM e paventando, inoltre, forti rischi di perdita di competitivita per l&#8217;agricoltura convenzionale; </p>
<p>5) CHE la presenza sul territorio di coltivazioni transgeniche può comportare il rischio di contaminazione genetica, con conseguente gravissimo danno all&#8217;ambiente, alle risorse naturali ed alle coltivazioni<br />
convenzionali e biologiche, anche in relazione all&#8217;irreversibilità delle ricadute sull&#8217;ambiente e sull&#8217;ecosistema;</p>
<p>6) CHE il territorio regionale/provinciale/comunale vanta un variegatissimo e prezioso patrimonio alimentare, caratterizzato da una forte identità territoriale, tradizionale e culturale della produzione agricola e che non si può consentire la perdita di queste ricchezze, a causa dell&#8217;ingegnerizzazione dei<br />
prodotti tipici e naturali e della commistione di geni di diversa origine, che avrebbero evidenti ripercussioni negative sulla specificità delle nostre coltivazioni e sulla loro distribuzione territoriale;</p>
<p>7) CHE è indispensabile evitare che in un territorio destinato alla produzione di qualità vengano inserite piante geneticamente modificate, dal momento che la loro interazione ridurrebbe irrimediabilmente il valore della specificità, e che l&#8217;identità storica di ciascun prodotto finirebbe con il venir meno, risultando compromesse le vocazioni colturali di alcune aree produttive;</p>
<p>8) CHE l&#8217;attenzione e l&#8217;informazione sulla qualità dei prodotti e sulla tracciabilità dei cibi rappresentano il motore dello sviluppo dei sistemi locali e consentono di incrementare la competitivita merceologica ed il valore aggiunto in agricoltura;</p>
<p>9) CHE la riforma della P.A.C, prevede un particolare impegno per il rispetto agro ambientale e per la produzione di alimenti di alta qualità e che pertanto è importante garantire, promuovere e conservare un modello di agricoltura basato sul rispetto dell&#8217;ambiente ed in grado di valorizzare le produzioni di origine e tradizionali;</p>
<p>10) CHE tra i compiti della Regione/Provincia/Comune vi è anche l&#8217;attuazione di una politica per la difesa del suolo, la tutela e valorizzazione dell&#8217;ambiente e delle risorse naturali e la prevenzione delle calamità;</p>
<p>RITENENDO OPPORTUNO UN IMPEGNO RIVOLTO<br />
- alla tutela del territorio e delle produzioni tipiche dai possibili effetti negativi connessi all&#8217;impiego ed alla coltivazione di organismi geneticamente modificati;</p>
<p>- all&#8217;attività di informazione e di educazione alimentare;<br />
- al recupero di metodologie, sia agronomiche che di trasformazione, specifiche e tradizionali;<br />
- al rilancio dei prodotti legati al territorio ed all&#8217;identità culturale dei luoghi, ottenuti nel rispetto dei parametri dei disciplinari </p>
<p>IL CONSIGLIO IMPEGNA LA GIUNTA<br />
1) a dichiarare il territorio regionale/provinciale/comunale libero da OGM, nel rispetto del principio di precauzione e nelle more della messa a punto di idonei protocolli di sicurezza che, sulla base degli indirizzi comunitari, disponga la valutazione, su scala locale, dei rischi relativi all&#8217;impatto dell&#8217;emissione deliberata nell&#8217;ambiente di organismi geneticamente modificati e dei rischi relativi all&#8217;impatto sui sistemi agrari e naturali;</p>
<p>2) a mettere in atto ogni intervento di competenza dell’amministrazione sul controllo di qualità degli alimenti agricolo-forestali e di allevamento prodotti nel territorio;</p>
<p>3) a realizzare iniziative finalizzate allo sviluppo, alla promozione ed alla valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari del territorio ed alla certificazione delle produzioni locali;</p>
<p>4) a creare un tavolo di intesa tra produttori, industrie di trasformazione e di distribuzione del settore alimentare al fine di valorizzare i prodotti tipici, tradizionali e a denominazione protetta;</p>
<p>5) a selezionare tra le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense pubbliche (includendo quindi le mense scolastiche) soltanto quelle che garantiscano il non utilizzo di alimenti contenenti O.G.M. ed a prevedere l&#8217;inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso in occasione delle prossime<br />
gare d&#8217;appalto di ogni mensa pubblica.</p>
<p>6) ad aderire e sottoscrivere i contenuti del Dibattito nazionale promosso dalla Coalizione  ITALIAEUROPA &#8211; LIBERI DA OGM che coniuga gli obiettivi economici di sostenibilità del made in italy agroalimentare con il valore della ricoesione sociale: elementi essenziali di un Paese che, insieme,<br />
voglia tornare ad essere protagonista in Europa e nel mondo.</p>
<p>Firmato<br />
Alessandro Ronchi.</p>
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		<title>In Europa con i Verdi</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 13:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se pensi, come me, che alle prossime elezioni europee i Verdi debbano presentarsi con il loro simbolo, evitando quindi tutte le combinazioni possibili di apparentamenti con partiti e liste che non condividono i valori fondanti che ne hanno determinato la nascita, firma qui: http://www.baseverde.org/in-europa-con-i-verdi/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.baseverde.org/in-europa-con-i-verdi/"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/09/firma-150x150.gif" alt="firma 150x150 In Europa con i Verdi" title="Firma l&#039;appello!" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3171" /></a>Se pensi, come me, che alle prossime elezioni europee i Verdi debbano presentarsi con il loro simbolo, evitando quindi tutte le combinazioni possibili di apparentamenti con partiti e liste che non condividono i valori fondanti che ne hanno determinato la nascita, <strong>firma qui</strong>:</p>
<p><a href="http://www.baseverde.org/in-europa-con-i-verdi/">http://www.baseverde.org/in-europa-con-i-verdi/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Convegno sul codice del consumo ed i diritti dei consumatori</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 22:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comune di Forlì &#8211; Assessorato ai diritti dei consumatori ha organizzato un convegno sul tema IL CODICE DEL CONSUMO E I DIRITTI DEI CONSUMATORI per GIOVEDI’ 18 ottobre 2007 alle Ore 15 Sala Randi – Comune di Forlì. Nell&#8217;occasione si potrà firmare contro gli OGM. Segue il programma. Programma Inizio lavori ore 15.00 Saluto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Forlì &#8211; Assessorato ai diritti dei consumatori ha organizzato un convegno sul tema<br />
IL CODICE DEL CONSUMO E I DIRITTI DEI CONSUMATORI per GIOVEDI’ 18 ottobre 2007 alle Ore 15 Sala Randi – Comune di Forlì. <strong>Nell&#8217;occasione si potrà firmare contro gli OGM.</strong></p>
<p>Segue il programma.<span id="more-2389"></span></p>
<p>Programma</p>
<p>Inizio lavori ore 15.00<br />
Saluto del Sindaco di Forlì – On. Nadia Masini<br />
Presentazione lavori – Ass.re Sandra Morelli<br />
Dott.ssa ANNA BARTOLINI</p>
<p>I dieci diritti dei consumatori ed evoluzione recente.<br />
Libro verde della Commissione per la modifica della normativa a tutela dei consumatori.<br />
Modifica del Codice del Consumo<br />
Effetti sul consumatore e sul mondo produttivo<br />
I centri europei dei consumatori</p>
<p>Dibattito ore 16.30</p>
<p>E’ previsto un intervento di </p>
<p>GIANFRANCO MONTALETTI<br />
Coordinatore per la Provincia di Forlì-Cesena del Comitato “Italia Europa liberi da o.g.m.”</p>
<p>Conclusione lavori ore 17.30</p>
<p><strong>Nell’occasione sarà predisposta la raccolta firme contro gli OGM</strong></p>
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		<title>Unione Europea &#8211; Il Consiglio Comunale approva Ordine del Giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 12:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo è l&#8217;ordine del giorno votato all&#8217;unanimità ieri per l&#8217;occasione del cinquantenario dei trattati di Roma: “IL CONSIGLIO COMUNALE PREMESSO Che sono trascorsi 50 anni dal 25 marzo 1957 quando a Roma furono firmati i trattati CEE ed EURATOM con i quali si posero le basi per la costruzione dell’UNIONE EUROPEA. Che la pausa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è l&#8217;ordine del giorno votato all&#8217;unanimità ieri per l&#8217;occasione del cinquantenario dei trattati di Roma:</p>
<p>“IL CONSIGLIO COMUNALE</p>
<p>PREMESSO<br />
Che sono trascorsi 50 anni dal 25 marzo 1957 quando a Roma furono firmati i trattati CEE ed EURATOM  con i quali si posero le basi per la costruzione dell’UNIONE EUROPEA.<br />
Che la pausa di riflessione in cui si trova attualmente la ratifica del Trattato Costituzionale, per effetto del voto negativo espresso nei referendum di Francia e Olanda, non deve fare dimenticare che 18 dei 27 Stati membri hanno ratificato il Trattato in rappresentanza di 275  milioni di cittadini, i quali attendono, assieme ad altre decine di milioni di europei, che si trovi rapidamente una soluzione condivisa per il completamento della nuova architettura istituzionale dell’Unione.<span id="more-2035"></span></p>
<p>CONSIDERATO<br />
Che l’Unione Europea, grazie al processo di allargamento a 27 Paesi, sta compiendo passi decisivi per realizzare l’unità storica di tutti i popoli d’Europa, per la prima volta riuniti da un progetto politico liberamente accettato e non subito attraverso atti di forza.<br />
Che diventa oggi prioritario, dopo le consolidate intese sul piano economico, monetario e commerciale,  rinnovare la forma politica dell’Unione, per dare risposte efficaci a problemi importanti quali i diritti umani, i diritti sociali e del lavoro, la tutela ambientale e il fabbisogno energetico, la giustizia e la sicurezza, la politica estera e la difesa comune ormai non più gestibili a livelli nazionali.</p>
<p>AUSPICA<br />
Che il Governo Italiano e i singoli governi europei riprendano con determinazione il percorso di un approfondimento politico sui processi di riforma dei poteri del Parlamento e della Commissione Europea, rivolti a conferire all’Unione Europea un sistema istituzionale adeguato alla sua nuova dimensione e alle sue maggiori responsabilità sul piano internazionale, per contribuire al mantenimento della pace, allo sviluppo delle libertà e  per intrattenere forti rapporti di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.</p>
<p>AUSPICA ALTRESÌ<br />
Che tale impegno consenta per le elezioni del 2009 di rendere pienamente operante il Trattato Costituzionale, alle cui  fondamenta ci sia l’idea di un’Europa capace di integrare la grande ricchezza delle sue diversità, consapevole delle proprie tradizioni di civiltà, quella idea di Europa unita che 50 anni fa fu alla base del Trattato di Roma, frutto del coraggio e del profondo convincimento di grandi europeisti, tra i quali Altiero Spinelli, Alcide De Gasperi, Robert Schuman, Konrad Adenauer.”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;incenerimento dei rifiuti non è recupero di energia</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2007 07:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Parlamento europeo ha adottato oggi, in prima lettura, il rapporto della deputata Caroline Jackson (Regno Unito, popolari) sulla proposta di nuova direttiva quadro sui rifiuti. Sono stati adottati una serie di emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi che, insieme a quelli presentati dal gruppo socialista e dalla sinistra unitaria europea, rafforzano la prevenzione, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Parlamento europeo ha adottato oggi, in prima lettura, il rapporto della deputata Caroline Jackson (Regno Unito, popolari) sulla proposta di nuova direttiva quadro sui rifiuti. Sono stati adottati una serie di emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi che, insieme a quelli presentati dal gruppo socialista e dalla sinistra unitaria europea, rafforzano la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti.</p>
<p>In particolare l&#8217;incenerimento dei rifiuti non può più essere considerato un recupero, evitando quindi di fare passare questa pratica come un processo virtuoso che permette di recuperare energia e poter quindi accedere, come accade ancora in vari Stati membri tra i quali anche l&#8217;Italia, a soldi e incentivi che dovrebbero essere destinati alle vere energie rinnovabili.</p>
<p>Di fondamentale importanza è inoltre l&#8217;adozione di una gerarchia di 5 livelli chiaramente distinti l&#8217;uno dall&#8217;altro e con un ordine di priorità ben preciso, all&#8217;interno del quale gli Stati membri devono impegnarsi prima di tutto per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, poi il riutilizzo, poi il riciclaggio e altre forme di recupero e solo infine per lo smaltimento (naturalmente sicuro ed ecologico) dei rifiuti.<span id="more-1944"></span></p>
<p>Molto importante infine è l&#8217;aver stabilito che tutti gli Stati membri dovranno adottare tutte le misure necessarie per stabilizzare la propria produzione globale di rifiuti entro il 2012 rispetto alla propria produzione annuale di rifiuti del 2008. Un primo passo concreto per ridurre la montagna di rifiuti che ogni anno si produce nel nostro continente (534 kg di rifiuti domestici per ogni europeo in un anno!).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Unione Europea: Nuova direttiva quadro sui rifiuti</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 19:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Monica Frassoni: L&#8217;incenerimento non potrà essere definito &#8216;recupero&#8217; A commento del voto di oggi sulla proposta di direttiva quadro sui rifiuti in commissione ambiente al Parlamento europeo, Monica Frassoni, presidente del gruppo Verdi/ALE, ha dichiarato: &#8220;Il voto di oggi rappresenta un fatto positivo in vista della revisione della normativa UE sui rifiuti. La commissione ambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Monica Frassoni: L&#8217;incenerimento non potrà essere definito &#8216;recupero&#8217; </p>
<p>A commento del voto di oggi sulla proposta di direttiva quadro sui rifiuti in commissione ambiente al Parlamento europeo, Monica Frassoni, presidente del gruppo Verdi/ALE, ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il voto di oggi rappresenta un fatto positivo in vista della revisione della normativa UE sui rifiuti. La commissione ambiente raccomanda infatti di stabilizzare entro il 2012 il livello di produzione dei rifiuti a quello del 2008. La riduzione dei rifiuti resta ovviamente l&#8217;obiettivo principale, ma è comunque importante prevenire che in futuro se ne producano quantità ancora maggiori a quelle attuali.</p></blockquote>
<p><span id="more-1793"></span></p>
<blockquote><p>La commissione ambiente è stata anche molto chiara sul fatto che l&#8217;incenerimento deve restare l&#8217;ultima delle opzioni, mentre la priorità va data a alla riduzione, al riutilizzo ed al riciclo. Bene ha fatto quindi la commissione ad impedire che l&#8217;incenerimento potesse essere eufemisticamente definito anche &#8220;recupero&#8221; e ad introdurre parametri molto severi sul piano dell&#8217;efficienza ed a cui gli inceneritori dovranno adeguarsi. </p>
<p>Un&#8217;altra proposta importante riguarda l&#8217;introduzione di criteri di tracciabilità per i rifiuti pericolosi e l&#8217;obbligo di autorizzazione per tutti gli impianti che li trattano. Gli sforzi del gruppo Verdi/ALE sono ora rivolti alla conferma di questo voto positivo anche in occasione del voto in plenaria, previsto per gennaio. &#8221; </p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Rotonda con Attraversamento Ciclabile</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Sep 2006 09:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Forlì è stata realizzata la prima rotonda con attraversamento ciclabile. Si tratta di un esperimento per migliorare la sicurezza dell&#8217;utenza debole di questo tipo di intersezioni, già in uso in altri paesi d&#8217;Europa. Ecco alcune foto della rotonda, per le quali ringrazio Miguel A questo proposito pubblico il commento dell&#8217;associazione FIAB &#8211; Amici della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Forlì è stata realizzata la prima rotonda con attraversamento ciclabile. Si tratta di un esperimento per migliorare la sicurezza dell&#8217;utenza debole di questo tipo di intersezioni, già in uso in altri paesi d&#8217;Europa. </p>
<p>Ecco alcune foto della rotonda, per le quali ringrazio <a href="http://mm40.splinder.com">Miguel</a><br />
<a class="imagelink" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/09/cicl4.jpg" title="Rotonda Decio Raggi - Via Bolognesi Forlì #4"><img id="image1676" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/09/cicl4.miniatura.jpg" alt="cicl4.miniatura Rotonda con Attraversamento Ciclabile"  title="foto Rotonda con Attraversamento Ciclabile " /></a><a class="imagelink" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/09/cicl3.jpg" title="Rotonda Decio Raggi - Via Bolognesi Forlì #3"><img id="image1675" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/09/cicl3.miniatura.jpg" alt="cicl3.miniatura Rotonda con Attraversamento Ciclabile"  title="foto Rotonda con Attraversamento Ciclabile " /></a><a class="imagelink" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/09/cicl2.jpg" title="Rotonda Decio Raggi - Via Bolognesi Forlì #2"><img id="image1674" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/09/cicl2.miniatura.jpg" alt="cicl2.miniatura Rotonda con Attraversamento Ciclabile"  title="foto Rotonda con Attraversamento Ciclabile " /></a><a class="imagelink" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/09/cicl1.jpg" title="Rotonda Decio Raggi - Via Bolognesi Forlì"><img id="image1673" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/09/cicl1.miniatura.jpg" alt="cicl1.miniatura Rotonda con Attraversamento Ciclabile"  title="foto Rotonda con Attraversamento Ciclabile " /></a><br />
<br clear="all"/>A questo proposito pubblico il commento dell&#8217;associazione FIAB &#8211; Amici della bicicletta di Forlì:<br />
<span id="more-1671"></span></p>
<blockquote><p>
E’ stata realizzata la prima rotonda con attraversamento ciclabile sull’incrocio via Decio Raggi &#8211; via Bolognesi!</p>
<p>L’associazione “Fiab-Amici della Bicicletta di Forlì” ringrazia il Comune di Forlì per questa prima sperimentazione perché la considera un buon risultato conseguito per la sicurezza dei ciclisti e per una maggiore moderazione del traffico sulla rotatoria.</p>
<p>Il percorso riservato ai ciclisti sul margine destro dell’anello rappresenta non solo un diritto della bicicletta alla precedenza su tutto l’anello, ma costituisce anche un dovere da parte del ciclista di mantenere la destra della corsia. Solo se i diritti e i doveri saranno rispettati si potrà raggiungere una coesistenza pacifica tra utenti forti e deboli della strada!</p>
<p>Altrettanto positivo è il tratto di corsia preferenziale per gli autobus che, oltre a favorire il mezzo pubblico sposta l’asse dei flussi di traffico verso l’epicentro della rotonda e crea un ulteriore fattore di moderazione della velocità.</p>
<p>La Fiab-Forlì si augura che i Vigili Urbani effettuino dei controlli affinché il comportamento degli utenti (automobilisti, motociclisti e ciclisti) sia corretto e che l’esempio della rotonda in oggetto possa essere imitato, se non ulteriormente perfezionato!</p>
<p>Presidente Fiab-Forlì<br />
Antonio Morgagni</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Informazione di qualità</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 08:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni Fassino assicura attraverso una intervista che le nomine della futura RAI saranno basate sulla competenza e sulla professionalità, ricordandoci e ricordandosi che non si sceglie un direttore di tg o di rete in base all&#8217;appartenenza politica. Questa presa di posizione è molto importante, anche se forse non sufficiente, soprattutto alla luce di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni Fassino assicura attraverso una intervista che le nomine della futura RAI saranno basate sulla competenza e sulla professionalità, ricordandoci e ricordandosi che non si sceglie un direttore di tg o di rete in base all&#8217;appartenenza politica.</p>
<p>Questa presa di posizione è molto importante, anche se forse non sufficiente, soprattutto alla luce di quanto è successo con il Governo precedente, che ha coscienziosamente epurato i personaggi scomodi. Così con il tristemente famoso editto bulgaro l&#8217;ex Presidente del Consiglio ha “ripulito” i nostri schermi da Santoro, Luttazzi ed Enzo Biagi.<span id="more-3354"></span></p>
<p>Con i precedenti governi le diverse posizioni in Rai erano stabilite sulla base di equilibri politici, ma mai con così tanta veemenza erano state rimosse idee critiche nei confronti di un Governo, che oltretutto in questo caso aveva a disposizione altre tre televisioni private di propaganda. Non pago di questo risultato con la legge Gasparri sulle telecomunicazioni si è voluto dare un altro calcio alla pluralità dell&#8217;informazione, aggiungendo la farsa del digitale terrestre, finanziando con denaro pubblico i decoder, in gran parte venduti da Mediaset per la visione di contenuti Mediaset. Con leggi ad personam si è scavalcato quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, che aveva deciso che Rete 4 doveva smettere all&#8217;inizio del 2004 di occupare irregolarmente le frequenze di proprietà di Europa 7 e trasmettere sul satellite.</p>
<p>Sebbene i nuovi mezzi di comunicazione, internet in primis, conquistino ogni anno uno spazio sempre più rilevante, a livello internazionale stiamo perdendo sempre più quota rispetto agli altri paesi, a causa di politiche non sempre lungimiranti. Incentivare il digitale terrestre quando attraverso internet sarebbe possibile guardare programmi a richiesta dove e quando vuole l&#8217;utente è solo un modo per rimandare una rivoluzione già in atto, rimanendo pericolosamente arretrati nel campo dell&#8217;informazione rispetto al resto del mondo. Per preoccuparsi basta pensare alla diffusione della banda larga in Italia, posseduta solo dal 13% delle famiglie contro l&#8217;80% del Nord Europa, o alla percentuale di famiglie che usano la rete, quasi la metà di quanto accade in Danimarca. Del resto scontiamo il peso di una rete di aziende di telecomunicazioni che non hanno interesse nell&#8217;investire in questo settore, preferendo mezzi più costosi, e di una legislazione che permette di avere in Italia costi per la connessione quadruplicati rispetto alle vicine Germania e Francia.<br />
Se questo può sembrare a priva vista un problema limitato e settoriale, bisogna ricordare che il lavoro oggi dipende fortemente dalla capacità di fare, recepire e soprattutto comunicare informazioni. Qualsiasi battaglia politica, per quanto importante, risulta persa senza una adeguata conoscenza del problema e la mancanza di pluralità di informazione è un problema causa di altri mali in molte delle democrazie occidentali. La possibilità di votare, ad esempio, è un diritto fortemente limitato se l&#8217;informazione è gestita da una sola persona, perché si instaura un regime basato sulla mobilitazione mediatica.</p>
<p>I Verdi a livello nazionale ed a livello locale hanno sostenuto la proposta di legge di iniziativa popolare Per Un&#8217;altra TV e continueranno a raccogliere firme fino alla fine di Giugno.<br />
Lo scopo di questa proposta è sanare la duplice anomalia italiana nel campo dei mezzi di comunicazione audiovisivi, oggi la prima priorità italiana: da una parte, il duopolio Rai-Mediaset che impedisce l&#8217;emergere di nuovi attori e limita il pluralismo; dall&#8217;altra, il controllo politico esercitato sul servizio pubblico radiotelevisivo, che non ha pari nel mondo democratico. Questa legge si basa sul sistema tedesco, che garantisce l&#8217;assoluta indipendenza editoriale dei canali pubblici, quindi non sarebbe una rivoluzione senza precedenti.</p>
<p>Mancano pochi giorni alla scadenza della raccolta di firme, quindi invitiamo tutti i cittadini a firmare la proposta. Per informazioni sui banchetti potete chiedere ai Verdi in Comune oppure controllare su Comitato Forlivese Per Un&#8217;altra TV∞</p>
<p>Alessandro Ronchi, capogruppo dei Verdi In Consiglio Comunale a Forlì</p>
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		<title>Energia Eolica, notevole aumento dell&#8217;installato</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2005 00:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Energia Eolica: Installati 8,000 MW nel 2004, un aumento del 20%<br />
<a href="http://ecquologia.it/sito/pag89.map" class="broken_link" rel="nofollow">http://ecquologia.it/sito/pag89.map</a></p>
<p>Secondo le stime del Global Wind Energy Council (GWEC), l&#8217;industria mondiale dell&#8217;energia eolica ha installato 7,976 megawatt (MW) in piu&#8217; nel 2004, un aumento del 20% della potenza installata totale, che ha raggiunto cosi&#8217; i 47,317 MW. I paesi con maggiore potenza installata sono Germania (16,629 MW), Spagna (8,263 MW), USA (6,740 MW), Danimarca (3,117 MW) e India (3,000 MW). Diversi paesi, compresi Italia, Olanda, Giappone e Gran Bretagna sono al di sopra della soglia dei 1,000 MW. L&#8217;Europa continua a dominare il mercato globale avendo costruito il 72.4% delle nuove installazioni (5,774 MW); mentre il 15.9% e&#8217; stato costruito in Asia (1,269 MW), seguita dal Nord America (6.4%; 512 MW) e il Pacifico (4.1%; 325 MW). L&#8217;America Latina (49 MW) e l&#8217;Africa (47 MW) avevano lo 0.6% del mercato.<br />
&#8220;L&#8217;Europa rimane il leader mondiale dell&#8217;energia eolica, ma stiamo assistendo alla globalizzazione dei mercati eolici. In Europa, il mercato ha avuto una crescita media annua del 22% negli ultimi 6 anni; tuttavia, l&#8217;ulteriore rapido progresso che l&#8217;industria e&#8217; capace di attuare e&#8217; ristretto da barriere come l&#8217;accesso alla rete elettrica e le pratiche burocratiche&#8221;, ha detto il presidente dell&#8217;EWEA (European Wind Energy Association). &#8220;Il rinnovamento delle iniziative politiche del G8 potrebbero dare un&#8217;ulteriore spinta all&#8217;energia eolica; l&#8217;industria e&#8217; ben posizionata e pronta per espandersi se ci saranno i segnali politici adeguati.&#8221;<br />
La crescita del mercato Statunitense e&#8217; stata lenta come ci si aspettava a causa del ritardo nell&#8217;estensione del credito fiscale per la produzione eolica, che era scaduto nel Dicembre del 2003 ed e&#8217; stato esteso solo nell&#8217;Ottobre 2004. I progetti proposti stanno andando avanti e ci si aspetta che nel 2005 saranno installati 2,000 MW. L&#8217;incertezza continua a incombere sul mercato Statunitense perche&#8217; il credito fiscale scadra&#8217; di nuovo nel Dicembre 2005 a meno che il Congresso non si muova subito per estendere la misura. L&#8217;industria eolica Americana sta chiedendo un&#8217;estensione di lungo termine. </p>
<p><strong>Fonte: GWEC<br />
Traduzione di Fabio Quattrocchi fabiocchi@gmail.com </strong></p>
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		<title>Il problema della mela: leggende urbane sul fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2005 23:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ripropongo qui un articolo scritto da Ugo Bardi, presidente di Aspo Italia e docente di Chimica dell&#8217;Università di Firenze, che ritengo molto interessante. IL PROBLEMA DELLA MELA: LEGGENDE URBANE SULL&#8217;ENERGIA FOTOVOLTAICA Di Ugo Bardi &#8211; Febbraio 2005 www.aspoitalia.net bardi@unifi.it &#8220;Se un uomo vuole disperatamente una mela, magari la pagherà 10 Euro, forse 100 Euro, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ripropongo qui un articolo scritto da <strong>Ugo Bardi</strong>, presidente di Aspo Italia e docente di Chimica dell&#8217;Università di Firenze, che ritengo molto interessante.</p>
<p>IL PROBLEMA DELLA MELA: LEGGENDE URBANE SULL&#8217;ENERGIA FOTOVOLTAICA</p>
<p>Di Ugo Bardi &#8211; Febbraio 2005<br />
<a href="http://www.aspoitalia.net">www.aspoitalia.net</a><br />
bardi@unifi.it</p>
<p>&#8220;Se un uomo vuole disperatamente una mela, magari la pagherà 10 Euro, forse  100 Euro, ma non la pagherà mai due mele&#8221; (Franco Battaglia)</p>
<p>Ci sono interi libri che raccolgono leggende urbane e siti internet che le aggiornano continuamente. Dai coccodrilli nelle fogne di New York allle cure miracolose contro l&#8217;impotenza, la credulità umana sembra aver bisogno solo di un piccolo incoraggiamento per poi lanciarsi nell&#8217;infinito della fantasia.</p>
<p>Anche nel campo dell&#8217;energia, le leggende abbondano. Abbiamo leggende ingenue, come quella diffusa negli Appennini Toscani che vuole che la siccità sia dovuto all&#8217;effetto delle eliche degli aerogeneratori che &#8220;spingono via le nuvole&#8221;. Abbiamo poi leggende piuttosto aggressive, come<br />
quella che vuole che gli alti prezzi del petrolio siano dovuti a un complotto delle compagnie petrolifere che tengono nascosto che il petrolio si riforma continuamente nelle viscere della terra e che le riserve sono, pertanto, infinite.</p>
<p>Per i pannelli fotovoltaici, la leggenda pervicace è quella che ci voglia più energia per costruirli di quanta ne possano ridare nel corso della loro vita attiva. La leggenda prende anche la forma di una domanda: &#8220;Chi può indicare una fabbrica di pannelli fotovoltaici che sia azionata da pannelli<br />
fotovoltaici?&#8221;</p>
<p>E&#8217; il problema di una mela che costa due mele. Ancora peggio di quanto costava la mela dell&#8217;albero del bene e del male al tempo di Adamo ed Eva (notoriamente, un&#8217;iradiddio).  Se questo fosse il caso del fotovoltaico, tutta la crescità tumultuosa del mercato negli ultimi anni (oltre il 30%<br />
all&#8217;anno a livello mondiale), tutte i megawatt installati in Europa, sarebbe tutto un errore, una distorsione del mercato causata dai  sussidi statali e dalla follia di un gruppetto di ambientalisti fanatici.</p>
<p>Per fortuna, non è vero. Diciamolo meglio: è una leggenda. Diciamolo ancora meglio: è una bufala lustrata a festa e col fiocco rosso. Vediamo di spiegare perché.</p>
<p>Analizzeremo questa bufala con il metodo dell&#8217;encomiabile <a href="http://www.attivissimo.net/">Paolo Attivissimo </a>, ovvero partendo dall&#8217;analisi storica. Le leggende hanno tutte un origine, a volte un fondo di verità. Anche la leggenda del basso ritorno energetico delle celle fotovoltaiche ha un origine che va indietro a un lavoro di Howard T. Odum<br />
&#8220;Environmental and Energy Accounting&#8221; pubblicato nel 1996, del quale si trova un estratto a http://dieoff.com/pv.htm Odum aveva sviluppato una teoria del rendimento energetico basata sul concetto di &#8220;Emergia&#8221; (proprio così, con la &#8220;m&#8221;) che è correlata alla quantità di energia necessaria per fabbricare un certo oggetto. Se il termine emergia è un po&#8217; arcano, le unità di misura utilizzate (&#8220;solar emergy-joules&#8221;) lo sono ancora di più. Ma non importa le astruserie; si tratta in fin dei conti di sommare tutti i componenti dell&#8217;energia necessaria per fabbricare una cella fotovoltaica e poi dividere il risultato per l&#8217;energia prodotta dalla cella stessa. Così facendo, Odum trovava una resa totale di 0,48, ovvero che una mela fotovoltaica costava quasi esattamente due mele!</p>
<p>I conti di Odum sono stati rifatti ampiamente negli anni successivi. Pochi utilizzano l&#8217;arcano concetto di emergia, preferendo il piu semplice &#8220;Ritorno Energetico&#8221; (EROEI dalle iniziali del termine in inglese). A parte i dettagli del metodo, i lavori più recenti indicano che la resa energetica<br />
delle celle fotovoltaiche è maggiore di uno, in quasi tutti i casi molto maggiore di uno. Non è qui questione di una contrapposizione fra due opinioni di ugual peso: ci sono letteralmente decine di lavori su riviste scientifiche internazionali tutte in accordo ad affermare la buona resa<br />
energetica del fotovoltaico. Fino a un paio di anni fa, l&#8217;accordo era che la resa EROEI era circa sette, ovvero piantando una mela si ottenevano sette mele. Negli ultimi tempi, la resa sembra essere aumentata fino a nove (nove mele per una mela). Certi sviluppi recenti promettono valori anche<br />
più grandi. Non c&#8217;è nessuna ragione fisica che impedisca alle celle fotovoltaiche di avere efficienze anche 5 volte superiori a quelle attuali e questo si potrà tradurre nel futuro in aumenti corrispondenti dell&#8217;EROEI. </p>
<p>Volendo, già oggi si potrebbe benissimo costruire una fabbrica di pannelli fotovoltaici azionata da pannelli fotovoltaici.</p>
<p>Non sembra che Odum abbia mai ammesso esplicitamente che i suoi calcoli erano diventati obsoleti, ma analizzando il suo lavoro vediamo che ci sono due errori principali: il primo è quello di avere enormemente sopravvalutato i &#8220;costi amministrativi&#8221; che nel calcolo originale sono veramente uno sproposito: la voce energetica più importante di tutte. Il secondo errore è di avere ampiamente sottovalutato la resa energetica di una cella fotovoltaica. Odum si era basato su dati piuttosto anziani, sembra sulla resa di un pannello installato nel 1991. Da allora, la tecnologia è &#8211; ovviamente &#8211; molto migliorata.</p>
<p>Sfortunatamente, tutto quello che ha a che fare con l&#8217;energia acquisisce in breve un significato emozionale e politico. Le celle fotovoltaiche hanno dei detrattori arrabbiati che proprio non riescono a digerire l&#8217;idea che si possa ottenere energia &#8211; gratis &#8211; dal sole. Per questa ragione, l&#8217;internet è impestato di pagine dove i calcoli di Odum sono dati come un &#8220;ipse dixit&#8221; papale, di valore poco meno assoluto del vangelo. Inoltre, quello che succede è che le stime serie più recenti della resa fotovoltaica sono poco visibile, seppellite nelle riviste scientifiche che non accessibili via internet a chi non ha un abbonamento oppure accesso a una biblioteca universitaria. Questo è uno dei grandi misteri del nostro mondo: il fatto che i lavori fatti da scienziati pagati con i soldi delle tasse del<br />
pubblico non siano liberamente accessibili al pubblico, ma questo è un altro argomento. Comunque, se non avete accesso a questi documenti ma volete in ogni caso prova sicura che quanto detto qui corrisponde a verità, procuratevi l&#8217;eccellente libro di Domenico Coiante &#8220;Le nuove fonti di<br />
energia rinnovabile&#8221; (Franco Angeli, 2004) dove tutte queste cose sono spiegate rigorosamente e in italiano.</p>
<p>Quindi, nessuna preoccupazione: le celle fotovoltaiche sono sistemi efficienti per la trasformazione dell&#8217;energia solare in energia elettrica e le possiamo tranquillamente installare senza pensare che stiamo in realtà pagando due mele per una mela. Certo, le celle FV sono ancora più costose<br />
dell&#8217;energia che viene dal petrolio e dagli altri fossili. Questo avviene sia per le distorsioni del mercato dovuti agli interventi statali, sia per gli investimenti pregressi fatti sui combustibili fossili. </p>
<p>Con il progresso della tecnologia, tuttavia, i costi del FV sono destinati a scendere e non ci sono dubbi che l&#8217;energia fotovoltaica sia una strada da percorrere verso un mondo pulito e sostenibile.</p>
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		<title>Diritto (di Repressione) d&#8217;Autore.</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2004 15:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;informatica e le persone che indirettamente ne fanno uso ricorderanno a lungo la data del 18 Maggio 2004. In Italia ed in Europa questa data potrebbe significare un enorme cambiamento dell&#8217;insieme delle norme che regolano il diritto d&#8217;autore ed il modo di lavorare nel campo dei calcolatori elettronici. Nello stesso giorno, coincidenza forse non totalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;informatica e le persone che indirettamente ne fanno uso ricorderanno a lungo la data del 18 Maggio 2004. In Italia ed in Europa questa data potrebbe significare un enorme cambiamento dell&#8217;insieme delle norme che regolano il diritto d&#8217;autore ed il modo di lavorare nel campo dei calcolatori elettronici.<br />
Nello stesso giorno, coincidenza forse non totalmente casuale, è stato convertito in legge il Decreto Urbani ed è stata approvata una direttiva che introduce i brevetti sul software anche in Europa. Proprio su queste pagine sono state discusse le motivazioni che rendono entrambi i provvedimenti inutili dal punto di vista della riduzione degli illeciti, iniqui nell&#8217;applicazione delle sanzioni, semplicemente anacronistici ed insensati se guardati nell&#8217;ottica di ridiscutere la proprietà intellettuale tenendo conto dei nuovi mezzi di trasmissione delle informazioni.<br />
Partiamo dalla legge Urbani, che con un colpo di mano dell&#8217;ultimo momento introduce sanzioni che arrivano a 4 anni di reclusione.<br />
Queste pene esagerate possono essere la &#8220;giusta&#8221; sanzione per chi trae profitto dallo scambio illecito di materiale coperto da diritto d&#8217;autore, come cd musicali oppure video. Tutti coloro che stanno protestando contro questa legge, e sono tanti, sono assolutamente convinti della necessità di riconoscere agli autori il giusto valore, economico e morale. Quella che viene altrettanto fermamente contestata è invece l&#8217;iniquità della pena. Una gran parte dei problemi derivanti direttamente da questa legge è inclusa nella definizione giuridica di &#8220;trarre profitto&#8221;, apparentemente molto simile al &#8220;fine di lucro&#8221;. Il profitto è un qualsiasi vantaggio o beneficio intellettuale, ed include per esempio anche l&#8217;ascolto di un&#8217;opera. Il lucro, viceversa, è un guadagno di natura esclusivamente economica. Quando la legge è stata scritta per la prima volta, includeva solamente il fine di lucro. Per fare un esempio, chi masterizzava cd per la vendita rischiava la galera, ma chi li usava per scopi personali non correva questo rischio (ma solo sanzioni amministrative già previste dalla legge). Con questa piccola modifica, ottenuta semplicemente sostituendo nell&#8217;Articolo 1 le parole &#8220;a fine di lucro&#8221; con &#8220;a scopo di trarne profitto&#8221;, si cambia totalmente registro. Chiunque abbia una sola canzone non originale, secondo la legge ora rischia 4 anni di galera. Per fare un paragone, chi ruba miliardi evadendo il fisco con il falso in bilancio rischia solamente una multa e nessuna sanzione penale, mentre chi maltratta un bambino o un componente della propria famiglia, chi compie violenza privata e chi scambia una sola canzone su internet senza scopo di lucro (al limite anche senza ascoltarla nemmeno una volta), viene punito alla stessa maniera, con 4 anni di carcere. Semplicemente insensato, come il fatto che a discutere di questa legge, tra le altre personalità di &#8220;elevato spessore&#8221;che decidono del nostro futuro senza capirlo, ci fosse Gabriella Carlucci.<br />
Come se non bastasse questa brutta notizia, dall&#8217;Unione Europea nello stesso giorno giunge notizia dell&#8217;introduzione dei brevetti software, che il parlamento europeo aveva già bocciato in una precedente seduta. I rappresentanti italiani in commissione avevano dichiarato di essere contrari, per una lunghissima lista di motivi, ma alla fine si sono astenuti.<br />
Come dire, non è nostra la colpa, non possiamo fare nulla, e di nascosto fare l&#8217;occhiolino alle multinazionali americane. Le stesse grosse aziende statunitensi che hanno pagato fior di quattrini per sponsorizzare l&#8217;attuale presidenza irlandese (http://www.eu2004.ie/sitetools/sponsorship.asp) che guarda caso si è applicata con straordinario impegno in questa direttiva europea.<br />
In conclusione, vorrei soffermarmi su quella che sembra essere la linea generale dei nostri governi moderni, quelli che amiamo chiamare &#8220;democratici&#8221;. I cittadini vengono sempre di più sovraccaricati del peso del mantenimento della società e dei lussi di pochi imprenditori, che ottengono questi benefici impedendo loro il libero pensiero, obbligandoli a consumare materiale che a loro non serve, ingozzandoli come maiali da ingrasso di finta cultura non voluta, usa e getta e a buon mercato.<br />
Musica, letteratura, cinematografia che da arte diventa prodotto, e da prodotto diventa un oggetto che non ti è permesso rifiutare. Se qualcuno ha qualcosa in contrario, si paga la stesura di una legge (pare che ora sia a buon mercato) che impedisca ogni tentativo di uscire da questa morsa.<br />
Una battaglia è stata persa, ma la guerra è ancora in atto, grazie anche a politici che si stanno mobilitando contro queste insensatezze, con il senatore Cortiana e l&#8217;europarlamentare Cappato in testa.<br />
Da parte nostra, dovremmo iniziare a dire di no partendo dalle piccole cose. I nostri 22 euro, invece che spenderli per il cd di Tiziano Ferro, che si ascolta forse una volta e si butta nel dimenticatoio, dovremmo pagarli al piccolo gruppo che suona su un palco, che mette veramente sudore, passione ed intenso lavoro. Che rischia di andare in galera se non paga il suo tributo alla SIAE per ottenere diritti che non arriveranno mai, e che rimane l&#8217;unico vero motivo per il quale possiamo ancora considerare la musica un&#8217;arte che possa servire all&#8217;umanità.<br />
Una, dieci, cento leggi di questo tipo non aumenteranno il nostro consumo di cd musicali, al contrario rischiano di produrre un rigetto simile a quello provato per la carne dai vegetariani.</p>
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		<title>Di chi sono le idee?</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2004 15:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei mesi scorsi si è molto discusso sui problemi di proprietà intellettuale, di come essa vada tutelata dalle leggi, di come realizzare un giusto equilibrio che permetta ai cittadini di rispettarle e trarne giovamento. La comunità europea si è quindi messa al lavoro sulla regolamentazione dei brevetti, con particolare attenzione a quelli riguardanti il software, una delle poche parti non brevettabili secondo le leggi vigenti. Il motivo di questo improvviso interesse si può ricercare nella continua pressione di grosse multinazionali americane, che vogliono creare una uniformità di trattamento tra l&#8217;Europa e gli Stati Uniti. Negli States, infatti, è possibile brevettare il software, mentre in Europa è stato espressamente vietato dalla convenzione di Monaco del &#8217;73, e c&#8217;è stata una forte attività di lobbying per cercare di espandere questa possibilità anche nel vecchio continente. <!-- more --></p>
<p>Questa decisione porta considerazioni economiche, culturali, politiche ed etiche, ed una trattazione seria di tutto l&#8217;argomento richiederebbe una letteratura molto più vasta di un solo articolo, per questo motivo mi limiterò a dare un mio giudizio sulle questioni etiche che stanno alla base del problema dei brevetti sul software, perché lo ritengo particolarmente interessante.</p>
<p>Il software altro non è che l&#8217;applicazione pratica di algoritmi e metodi matematici. Partire da un&#8217;idea diversa è sbagliato, e potrebbe trarci in inganno. Tutto quello che vediamo, dai programmi di videoscrittura ai programmi per la navigazione, sono dirette o indirette applicazioni di algoritmi matematici e paradigmi di statistica e matematica discreta. A volte lo sono indirettamente, quando il programmatore non ha realizzato l&#8217;opera utilizzando formule ed espressioni matematiche, ma in questo caso il suo lavoro poggia su quello di altri, che hanno creato le basi per facilitare il suo compito. Tutto questo è necessario per capire il motivo per il quale non è possibile brevettare il software, ma solamente proteggerlo con il copyright. </p>
<p>I brevetti servono per proteggere le innovazioni tecniche, dove per innovazione viene inteso un miglioramento dello stato dell&#8217;arte di un settore finalizzato alla produzione. Se invento un modo per produrre energia dall&#8217;acqua, posso proteggerla tramite un brevetto. I brevetti sul software, così come sono intesi in America, sono invece brevetti sulle idee. Un esempio può essere l&#8217;idea di barra di scorrimento, quella che utilizziamo per vedere le pagine successive di un documento, oppure l&#8217;idea di utilizzare un pulsante che richiami una funzione. Dietro questo tipo di idee non c&#8217;è una innovazione che porti alla produzione, soprattutto quando quello che si vorrebbe brevettare riguarda unicamente l&#8217;interfaccia con la quale gestiamo alcune delle caratteristiche dei computer.</p>
<p>Molte associazioni, tra le quali anche il Forlì Linux User Group, hanno protestato con tutti i mezzi a loro disposizione contro l&#8217;introduzione dei brevetti sul software, non con l&#8217;obiettivo di liberalizzare la copia dei programmi, già protetta ad hoc dal Copyright, ma con la viva preoccupazione che si potessero brevettare anche nel nostro paese le idee alla base dell&#8217;utilizzo dell&#8217;informatica.</p>
<p>Sembrerebbe folle il solo pensiero di brevettare l&#8217;idea di un volante per automobili, cosa che impedirebbe ai cittadini di cambiare automobile nel corso degli anni, ma gli analoghi riferimenti nel campo dell&#8217;informatica, forse perché ancora lontani dalla cultura popolare, non destano altrettanta preoccupazione.</p>
<p>E&#8217; difficile esprimere un giudizio su chi sia il proprietario di un&#8217;idea, e se questa proprietà vada tutelata per incentivare l&#8217;innovazione. In America i brevetti sul software non hanno funzionato, incentivando direttamente la nascita di monopoli settoriali, a causa delle enormi spese giuridiche alle quali sono continuamente sottoposte le ditte produttrici di software (con una media di 500&#8217;000 dollari a causa, per essere precisi).</p>
<p>Le idee sono il frutto di un&#8217;opera collettiva, nascono e si riproducono grazie allo scambio di informazioni e all&#8217;interazione di idee diverse, che ne procreano altre che saranno alla base delle prossime. Il teorema di Pitagora non è mai stato brevettato, ma non si può dire che la diffusione di questa idea non abbia portato innovazione. Per questo l&#8217;impossibilità del libero scambio delle idee non funziona come incentivo alla loro produzione, e quasi sempre accade l&#8217;esatto contrario, che queste derivino direttamente dalla possibilità di comunicazione.</p>
<p>Questo è chiaro anche ai legislatori americani, che ora stanno rivalutando il problema, ma che in passato probabilmente hanno pensato più agli interessi di pochi grandi, piuttosto che al bene dei cittadini che dovevano amministrare. In Europa continuiamo a resistere alla tentazione delle grandi multinazionali, impedendo la regolarizzazione dei brevetti software, speriamo che in futuro i cittadini prendano più coscienza e si rendano conto del rischio che corrono quando ignorano questi problemi.</p>
<p>Il rischio di perdere la proprietà e la paternità delle proprie idee.</p>
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