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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Maggioranza</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Idee per una manovra</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 18:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La maxi manovra del Governo è stata presentata. Non tutta ancora è di pubblico dominio, immagino che i dettagli &#8220;migliori&#8221; verranno snocciolati durante le vacanze estive degli italiani. In nome della produttività, vengono smantellati alcuni diritti acquisiti in tanti anni. Conquiste importanti che servivano a bilanciare l&#8217;enorme potere sulla persona posseduto dal datore di lavoro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La maxi manovra del Governo è stata presentata. Non tutta ancora è di pubblico dominio, immagino che i dettagli &#8220;migliori&#8221; verranno snocciolati durante le vacanze estive degli italiani. In nome della produttività, vengono smantellati alcuni diritti acquisiti in tanti anni. Conquiste importanti che servivano a bilanciare l&#8217;enorme potere sulla persona posseduto dal datore di lavoro. </p>
<p>Tutto questo porterà ad una nuova crescita? Penso di no.<br />
Del resto, sinceramente, della crescita cinese faccio volentieri a meno, se il prezzo da pagare è lo stile di vita delle persone che la abitano.</p>
<p>Però non basta, bisognerebbe portare qualche idea diversa, ed io qualcuna ce l&#8217;avrei.</p>
<p>Tanto per cominciare, sui costi della politica ragionerei in maniera molto diversa dal PD, che propone di dimezzare i parlamentari. Questa idea, proposta anche da &#8220;<em>illustri</em>&#8221; anticasta come Stella e Rizzo, serve a mio parere solo a diminuire il potere già ridicolo della politica nei confronti dell&#8217;economia e dei veri poteri forti. Tanto per citare una controindicazione forte, <strong>verrebbe dimezzato il costo per comprare la maggioranza in Parlamento.</strong> <span id="more-4448"></span></p>
<p>I costi della politica veri sono quelli che ricadono dalle scelte fatte dalle istituzioni. Se sostituissimo i parlamentari con un piccione, facendogli scegliere del nostro futuro, avremmo risparmiato veramente? La soluzione vera, a mio parere, sarebbe una revisione giusta delle leggi elettorali a tutti i livelli, che premino le persone giuste e smantellino le decisioni antidemocratiche come la nomina dei parlamentari e l&#8217;acquisto delle poltrone.</p>
<p>Poi adeguerei veramente gli stipendi ed i benefit a quelli degli altri paesi europei simili a noi. Senza demagogie, che fanno male più dei privilegi.</p>
<p>Nei consigli comunali, costa di più stipendiare un consigliere, oppure lasciare fare tutti i controlli a funzionari e macchina amministrativa? Di questo non si parla mai, ma se la politica viene fatta come hobby serale, come vorrebbe anche Grillo, poi comprarne il voto diventa più facile, ed evitare che il politico studi e si impegni una prassi. Altrimenti le decisioni verranno prese in altre sedi rispetto a quelle democratiche, ed i Consigli si riempiranno di disoccupati e pensionati.</p>
<p>Altro punto importante è quello della lotta alla criminalità organizzata ed all&#8217;evasione fiscale.<br />
Una misura necessaria sarebbe quella di limitare l&#8217;uso del denaro contante. Oltre all&#8217;evasione, permetterebbe di controllare pizzo e tangenti, tanto per iniziare.<br />
Un&#8217;altra potrebbe essere la <strong>legalizzazione delle droghe leggere</strong>: abbiamo provato con la repressione, ma abbiamo solo riempito le carceri senza diminuire il numero di chi ne fa uso. Gli USA sono tra gli stati più intransigenti, eppure il numero di fruitori è tra i più alti.<br />
Legalizzandole si potrebbero controllare, <strong>tassare come il tabacco</strong> (che ricordiamoci fa morire) e l&#8217;alcol, e si potrebbero utilizzare in modo diverso i tribunali e le forze dell&#8217;ordine che oggi a questo si dedicano.<br />
E togliere una fetta di mercato alla criminalità, che male non fa.</p>
<p>Poi bisognerebbe mettere in contrapposizione gli interessi di chi acquista e chi vende: se entrambi hanno un vantaggio nell&#8217;acquisto senz&#8217;Iva e senza tasse, il rischio del nero è sempre alle porte. Un esempio l&#8217;abbiamo avuto: con le detrazioni del 55% per le ristrutturazioni energetiche, tutti i lavori effettuati erano regolarmente contabilizzati. Si potrebbe fare qualcosa di simile in tanti settori, e mantenere operazioni di quel tipo in edilizia per ridurre la nostra dipendenza energetica dall&#8217;estero in cambio di manovalanza locale (che è totalmente positivo).</p>
<p>Invece di facilitare chiusura ed apertura di aziende, cosa che porta ad un gran numero di abusi, licenziamenti, fatture non pagate, e così via, si potrebbe pensare a sostenere le aziende che resistono ed assumono. Le nuove iniziative vanno sostenute, ma si può ridimensionare il fenomeno delle convenienze varie e poco nobili.<br />
La cassa integrazione sostiene chi lascia a casa la gente. Perché non dare ossigeno a chi invece la fa lavorare?<br />
Un contratto a tempo indeterminato deve costare meno all&#8217;impresa di quello a progetto, altrimenti si userà sempre quest&#8217;ultimo anche per coprire necessità strutturali e continue, non solo come eccezione.</p>
<p>Sui lavoratori, poi, bisognerebbe obbligare ad un registro delle presenze, elettronico o cartaceo, che contenga gli orari dei dipendenti il giorno prima, ed ingressi ed uscite in tempo reale. Troppo diffusa la prassi di assumere a mezza giornata persone che lavorano tutto il giorno, guardacaso sempre presenti alle visite degli ispettori.</p>
<p>Incentiverei poi la produzione a Km 0, favorendo l&#8217;acquisto di prodotti locali anche con sgravi. Poi obbligherei l&#8217;indicazione di provenienza di ogni prodotto. Il mercato sia libero, così come la possibilità di scegliere di evitare i pomodori cinesi. Se non smettiamo di acquistare tutto dall&#8217;estero, come pensiamo di sopravvivere nel lungo termine?</p>
<p>Investimenti pubblici: stiamo tagliando la ristrutturazione delle scuole, la manutenzione delle strade, l&#8217;acquisto di mezzi pubblici per fare opere inutili che investimenti non sono, perché non hanno ricadute adeguate per l&#8217;economia locale e nazionale. Si spende non per necessità, ma perché si deve spendere, ed oggi non possiamo più permettercelo. Facciamo invece quello che serve, distribuendo anche contemporaneamente il denaro pubblico a molte più imprese e molti più lavoratori.</p>
<p>Per non farla più lunga di così, la mia idea è un po&#8217; questa: per migliorare i conti dobbiamo inseguire la legalità, rendondola però percorribile. Per le aziende, imposizioni giuste e sostenibili e controlli severi, sulle persone meno ipocrisia, sugli investimenti pubblici un occhio di riguardo in più: meglio tante piccole opere necessarie piuttosto che grandi ed inutili piramidi, che accentrano il denaro pubblico sulle mani di pochi.</p>
<p>Ma oggi si decide di tagliare, di tassare, di eliminare diritti, usando la crisi anche come pretesto.</p>
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		<title>Una persona più uguale degli altri</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 06:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto mediatico di distruzione di Fini è quantomeno interessante, nella sua volgarità.<br />
Portato avanti dai suoi colleghi di partito ed attuale maggioranza, cosa vogliono dimostrare?<br />
Che una delle più alte cariche dello Stato ed il secondo dirigente del PDL non è una persona onesta?<br />
E se fosse vero, vorrebbero farci credere che ha perso la sua verginità, precedentemente intatta, solamente dopo i disaccordi con Berlusconi?<br />
E tutti questi scoop non dovevano comunque venire fuori prima, invece che rimanere chiusi in un cassetto, pronti ad essere minacciati e pubblicati una volta rotto il rapporto politico?</p>
<p>Il messaggio che vogliono trasmettere è uno solo, sempre lo stesso, dalla presa facile: <strong>&#8220;sono tutti uguali&#8221;.</strong><br />
Purtroppo abbiamo ormai assimilato che <strong>esiste una persona più uguale degli altri</strong>, che mette tutto il suo impegno politico per annullare con la legge i propri processi in corso. L&#8217;abbiamo talmente metabolizzato che non è più una notizia, non è più uno scandalo e non interessa quasi più.</p>
<p>Però l&#8217;inseguimento dei suoi alfieri mediatici risulta, in questo contesto, piuttosto patetico.<br />
Farebbe ridere, se fosse un film.</p>
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		<title>Analisi fredde ed opache</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 12:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le elezioni le hanno vinte Bossi e Berlusconi. Inutile farci tanti giri attorno. Il primo ha ottenuto percentuali assurde, il secondo ha tenuto nonostante tutto quello che ha fatto. Questo è il dato: cosa deve fare qualcuno per perdere le elezioni, oltre alle leggi salvaprocessi (propri) e salvalista, le telefonate censorie per la TV, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le elezioni le hanno vinte Bossi e Berlusconi. Inutile farci tanti giri attorno. Il primo ha ottenuto percentuali assurde, il secondo ha tenuto nonostante tutto quello che ha fatto. Questo è il dato: cosa deve fare qualcuno per perdere le elezioni, oltre alle leggi salvaprocessi (propri) e salvalista, le telefonate censorie per la TV, i comizi fuori norma, veder prescritto il proprio corrotto, e così via?</p>
<p>Ha vinto nonostante tutto questo, e questo per me è un dato interessante. Evidentemente, e non è la prima volta, agli italiani <strong>va bene</strong> così. Non solo, io credo che gli italiani, in gran parte se non in maggioranza, <strong>siano</strong> così. Per noi le regole sono un optional non richiesto, nel bene (quando si parla di creatività) e nel male (quando si parla di giustizia).</p>
<p>Ed è giusto che questa maggioranza di Governo li rappresenti, se è questo che vogliono.</p>
<p>Un bel segnale, nonostante tutto, è che il <strong>bipartitismo è completamente fallito alle urne</strong>. Se vorranno imporlo, dovranno farlo con la forza cambiando le leggi elettorali (cosa che ovviamente non si può escludere), facendo fuori quasi la metà degli elettori italiani (a proposito di tutela del voto). Le liste alternative ai 2 big, infatti, sono quasi tutte cresciute cannibalizzandone le perdite.<span id="more-4160"></span></p>
<p>Dicono, ovunque, che alla sinistra manca un leader. Per me, invece, è il progetto che è sbagliato. A parte i temi politici, che ognuno costruisce come vuole e confronta con l&#8217;elettorato, pensare di ottenere un qualche vantaggio eliminando gli alleati è stato un grave errore.</p>
<p>Un errore che ha falciato decine di migliaia di militanti che si occupavano onestamente di politica, che ha mozzato la testa al pluralismo ed aumentato l&#8217;astensionismo.</p>
<p>Pensateci bene. Tra amici, quante opinioni diverse si trovano su ogni cavolata? Perché dovrebbero esserci, al contrario, solo 2 visioni complessive di futuro, convergenti tra loro per contendersi i voti degli indecisi?</p>
<p>In ogni sistema bipartitico cala l&#8217;affluenza. E quando cala l&#8217;affluenza la democrazia rappresenta meno i cittadini.</p>
<p>Se c&#8217;è una cosa che continuo a rimproverare ai segretari PD che si sono succeduti a livello nazionale, è proprio questa volontà di crescere sopra i possibili alleati.</p>
<p>Fidatevi, i voti di chi ragiona non si possono coagulare con i &#8220;<strong>ma anche</strong>&#8220;. Quindi, se non volete perdere tutte le elezioni finché campate, un consiglio: smettete di prendere accordi con la maggioranza sulle regole che decapitano i vostri alleati (in TV, sulle leggi elettorali, sulle campagne elettorali).</p>
<p>L&#8217;alternativa si costruisce mettendo insieme tanti mattoni. I prefabbricati funzionano solo con gli altri.</p>
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		<title>Qualcuno dovr&#224; spiegarmi &#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno dovr&#224; spiegarmi perch&#233; sono quasi sempre con la maggioranza dei sondaggi sul web e sempre in una risicata&#8230; http://ff.im/b4ijF</p>
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		<title>Non ritirare le schede per il referendum del 21 e 22 Giugno</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 16:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come immagino abbiate letto in questi giorni io sono fermamente contrario ai primi 2 quesiti del referendum del 21 e 22 Giugno. Invece di eliminare la legge elettorale porcata di Calderoli, la peggiorano. Il modo più sicuro per evitare di trasformare la nostra democrazia in un sistema bipartitico (obiettivo della loggia massonica P2) simile a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come immagino abbiate letto in questi giorni<strong> io sono fermamente contrario ai primi 2 quesiti del referendum del 21 e 22 Giugno.</strong><br />
Invece di eliminare la legge elettorale porcata di Calderoli, la peggiorano.</p>
<p>Il modo più sicuro per evitare di trasformare la nostra democrazia in un <strong>sistema bipartitico</strong> (obiettivo della loggia massonica P2) simile a quello prodotto dalla Legge Acerbo di Mussolini è non andare a votare. Come sempre l&#8217;astensione è di fatto un voto, ed in questo caso si vota <strong>contro</strong> la modifica peggiorativa.</p>
<p>Per chi, come me, deve votare alle amministrative la soluzione è di non ritirare le schede dei primi 2 quesiti del referendum: quelli sul premio di maggioranza, e ritirare al limite solo il 3°, relativo al divieto di candidatura in più collegi. Se si ritira la scheda si contribuisce al raggiungimento del quorum, e dal momento che molti cittadini contrari sceglieranno l&#8217;astensione, <strong>anche con la scheda bianca o nulla si aumentano le probabilità che questa riforma passi.</strong> </p>
<p>Io non sarò complice dell&#8217;avvicinamento al <a rel="nofollow"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica">piano di rinascita democratica della P2.</a><span id="more-3892"></span></p>
<p>E&#8217; una questione di democrazia: sarebbe assurdo che questo fosse il <a rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_in_Italia">primo referendum dal 1995 a superare il quorum</a>, aiutando i due partiti attualmente più forti a raggiungere da soli, con una minoranza del sostegno, la maggioranza necessaria a governare. Una democrazia che permette ad un partito del 30% di ottenere il 60% dei seggi e governare contro il 70% dei cittadini non è una democrazia.</p>
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		<title>Forlì, Elezioni: l&#8217;importanza del vostro consenso</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra 3 giorni scade il mio mandato come Consigliere Comunale. Sono stati 5 anni intensi, pieni di imprevisti e di grandi temi da affrontare. Ho cercato di comunicare con tutti i mezzi che avevo, a partire da questo blog, ogni mia decisione importante, coinvolgendo le persone che erano interessate a partecipare. La bacheca di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/06/elezioni-2009-vota-ronchi.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/06/elezioni-2009-vota-ronchi-275x300.jpg" alt="elezioni 2009 vota ronchi 275x300 Forlì, Elezioni: limportanza del vostro consenso" title="elezioni-2009-vota-ronchi" width="275" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3872" /></a>Tra 3 giorni scade il mio mandato come Consigliere Comunale. Sono stati 5 anni intensi, pieni di imprevisti e di grandi temi da affrontare. Ho cercato di comunicare con tutti i mezzi che avevo, a partire da questo blog, ogni mia decisione importante, coinvolgendo le persone che erano interessate a partecipare.</p>
<p>La bacheca di questo blog mi segnala 2,727 articoli e circa 7000 commenti. Questo non per autocompiacimento, ma per avere qualche dato sullo sforzo che tutto questo ha comportato in questi anni.</p>
<p>Quasi tutti gli altri consiglieri hanno avuto un ruolo più facile del mio. Prima in maggioranza, poi all&#8217;opposizione, per mantenere una posizione coerente con le proposte che avevamo fatto ai cittadini. <strong>Le strade dritte incontrano le montagne</strong>: in Politica c&#8217;è chi continua la sua direzione faticando nella scalata, chi torna indietro per non dover salire e chi cerca di affiancarle per trovarsi più o meno vicino alla meta.</p>
<p>In questa campagna elettorale ho avuto il piacere di conoscere molte persone che non avevo mai visto, ma con le quali avevo un rapporto &#8220;elettronico&#8221;: si aggiornavano tramite questo sito, leggevano i miei articoli su Comune Aperto, mi chiedevano informazioni via email. </p>
<p>Spesso, in questi anni, sono servito quasi come un ufficio dell&#8217;amministrazione per reperire informazioni velocemente. Forse molto più uno strumento utile che un politico.</p>
<p>Questo però ha creato in molti l&#8217;<strong>idea che tutto questo fosse non solo dovuto, ma quasi scontato.</strong><span id="more-3871"></span></p>
<p>Il mio mandato scade tra 3 giorni. Finalmente si torna al giudizio delle persone, che devono decidere se tutti questi sforzi sono stati utili e <strong>meritevoli di una continuità</strong>, pur nel miglioramento dovuto ad una esperienza che 5 anni fa non avevo.</p>
<p>In Parlamento i Verdi non hanno ottenuto seggi forse anche perché si riteneva, sbagliando, che le loro idee fossero finalmente patrimonio comune, inglobate nel finto nuovo che avanzava. Abbiamo visto in questi mesi di nuovo Parlamento quanto sbagliata fosse quella valutazione, con un dietro-front di anni in diversi aspetti dell&#8217;innovazione legislativa legata alla nuova economia verde (a tal proposito vi consiglio di <a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1085598,00.html" class="broken_link" rel="nofollow">guardare il pezzo sul risparmio energetico dell&#8217;ultima puntata di Report</a>).</p>
<p>Così in Comune: senza i Verdi mancherebbe una tutela su certi temi che troppo spesso diamo per scontati, come la salute e la salvaguardia dei beni comuni, che certamente non lo sono.</p>
<p>Poche volte ho chiesto una mano, ma questo è certamente un momento di svolta per la nostra città ed ho bisogno del vostro aiuto.<br />
<strong>Mi piacerebbe poter seminare in un terreno finalmente fertile tutte le proposte che ripetiamo da anni</strong>, come l&#8217;innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione, i nuovi diritti per gli utenti della rete, il software libero, il risparmio energetico, le energie rinnovabili, la filiera corta e così via, potrei continuare per ore.</p>
<p><strong>Ma senza un sostegno di chi ha apprezzato e sostiene queste idee tutto ciò non sarà possibile.</strong></p>
<p>Parlate con gli amici e confrontatevi sulla vostra scelta di voto, dalla discussione nasce un miglioramento reciproco, inviate loro il materiale che ho pubblicato o questo stesso appello. Se ritenete che io la abbia meritata, datemi la vostra preferenza e presentatemi ad altre persone di vostra conoscenza, magari più distratte o meno partecipi di voi alla vita politica della nostra città.</p>
<p>Stampate questo fac simile con le indicazioni per comune, circoscrizioni e provincia o inoltratelo in forma elettronica:<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/06/fac-simile-comune-3-schede-alessandro-ronchi-forli2.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/06/fac-simile-comune-3-schede-alessandro-ronchi-forli_small.jpg" alt="fac simile comune 3 schede alessandro ronchi forli small Forlì, Elezioni: limportanza del vostro consenso" title="fac-simile-comune-3-schede-alessandro-ronchi-forli_small" width="500" height="73" class="alignleft size-full wp-image-3867" /></a><br />
<br clear="all" /></p>
<p>Io vi ringrazio sin d&#8217;ora e prometto che nel caso di una mia riconferma mi presterò sempre con lo stesso impegno mostrato in questi 5 anni.</p>
<p><strong>5 anni fa sono stato eletto per un solo voto</strong>, considerate ognuno di questi come quello decisivo e non date per scontato che altri faranno come voi. </p>
<p>Gli altri non fanno mai nulla da soli,<strong>l&#8217;impegno e la partecipazione sono sempre svolti insieme ed in gruppo.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caccia: Riproposto a sorpresa il fucile ai sedicenni</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 07:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi ha seguito la mia battaglia contro il DDL Orsi conosce bene la storia: questo Governo sta tentando di sventrare la legge che regola la caccia togliendo molti dei vincoli. Grazie anche al movimento di protesta che era scaturito e le quasi 16&#8217;000 firme raccolte alcune di queste proposte erano state ritirate dalla stessa maggioranza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/05/bambino_fucile-108x150.jpg" alt="bambino fucile 108x150 Caccia: Riproposto a sorpresa il fucile ai sedicenni" title="bambino_fucile" width="108" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-3823" />Chi ha seguito la mia battaglia contro il <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/senatore-orsi-propone-distruggere-tutela-animali/">DDL Orsi</a> conosce bene la storia: questo Governo sta tentando di sventrare la legge che regola la caccia togliendo molti dei vincoli. Grazie anche al <a href="http://www.baseverde.org/petizioni/petizione-bozza-legge-orsi-caccia/">movimento di protesta </a> che era scaturito e le quasi 16&#8217;000 firme raccolte alcune di queste proposte erano state ritirate dalla stessa maggioranza.</p>
<p><strong>Non definitivamente, a quanto pare.</strong></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/ambiente/caccia-libera/blitz-lega/blitz-lega.html">Caccia senza limiti, blitz della Lega riproposte in Aula le norme bocciate. I parlamentari del Carroccio ripropongono a sorpresa la possibilità di sparare ai migratori e il fucile ai sedicenni </a></p>
<p>Attenzione: queste proposte non sono condivise solo dalla Lega, ma inizialmente sono state proposte dal PDL, poi preoccupato per il calo di consensi che avrebbe portato. In occhio!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Referendum: se vincono i sì nessuna nuova legge</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 08:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi dice che una vittoria del referendum sulla legge elettorale porterà ad una nuova legge, con la cancellazione del Porcellum, dice una falsità. Anche Di Pietro ha cambiato idea, probabilmente ha finalmente capito che una vittoria dei sì peggiorerebbe la legge, lasciando inalterate tutte le storture (niente preferenze, premio di maggioranza per regione al Senato) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi dice che una vittoria del <strong>referendum sulla legge elettorale</strong> porterà ad una nuova legge, con la cancellazione del Porcellum, dice una <strong>falsità</strong>. Anche Di Pietro ha cambiato idea, probabilmente ha finalmente capito che <strong>una vittoria dei sì peggiorerebbe la legge</strong>, lasciando inalterate tutte le storture (niente <strong>preferenze</strong>, <strong>premio di maggioranza</strong> per regione al Senato) ed <strong>aggiungendo la possibilità di governare con una </strong><strong>minoranza</strong> dei voti.</p>
<blockquote><p>Un sì al referendum senza una corretta revisione della legge elettorale consegnerebbe le chiavi del sistema Paese ad un partito unico di matrice fascista. (DI Pietro)</p></blockquote>
<p>Peccato che Di Pietro sia uno dei firmatari del referendum in questione, ed un <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/04/21/il-promotore-guzzetta-il-referendum-non-divide-destra-e-sinistra-ma-innovatori-e-conservatori/">promotore fino al 21 Aprile scorso</a> !!!</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.businessonline.it/news/4406/raggiunte-firme-referendum-legge-elettorale.html">Dichiarava</a>, al raggiungimento del numero necessario di firme:</p>
<blockquote><p> &#8220;Mentre le cicale della politica parlata continuano a cincischiare sul da farsi noi dell&#8217;Italia dei valori, formiche operaie del referendum, contribuendo fattivamente alla raccolta delle firme, abbiamo lanciato il cuore oltre il nostro partito accettando anche di morire politicamente pur di far rivivere la governabilità del Paese e la supremazia delle istituzioni&#8221;
</p></blockquote>
<p>Quando si dice la coerenza!</p>
<p><span id="more-3792"></span></p>
<p>Tornando alla possibilità di una nuova legge, per evitare dubbi ad esplicita domanda sia Capezzone (portavoce PDL) sia Chiti (Vice Presidente del Senato)<a rel="nofollow" href="http://http://www.asca.it/news-REFERENDUM__CHITI__CON_VITTORIA_SI__IMPOSSIBILE_NUOVA_LEGGE_ELETTORALE-828427-ORA-.html" class="broken_link"> hanno seccamente smentito la possibilità di una nuova legge dopo la vittoria del referendum.</a></p>
<p>Ora, quindi, le carte in tavola sono scoperte.<br />
Sappiamo cosa <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/cosa-dice-referendum-legge-elettorale/">chiedono i quesiti del referendum</a>, <a href="http://http://www.alessandroronchi.net/2009/italia-compie-passo-verso-bipartitismo-piano-p2/" class="broken_link" rel="nofollow">sappiamo cosa vogliono i promotori</a>, sappiamo cosa succederà se vinceranno i sì.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Berlusconi e Franceschini d&#8217;accordo sul referendum</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 11:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre sulle televisioni si finge una contrapposizione, sulle questioni per loro veramente interessanti i due leader del PD e del PDL sembrano andare molto d&#8217;accordo. Come nell&#8217;innalzamento del quorum per le elezioni europee, ad esempio, dove gli screzi sono stati accantonati in nome del (loro) interesse comune. Con le dichiarazioni di Berlusconi a favore del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre sulle televisioni si finge una contrapposizione, sulle questioni per loro veramente interessanti i due leader del PD e del PDL sembrano andare molto d&#8217;accordo. Come nell&#8217;innalzamento del quorum per le elezioni europee, ad esempio, dove gli screzi sono stati accantonati in nome del (loro) interesse comune.</p>
<p>Con le dichiarazioni di Berlusconi a favore del referendum e del premio per legge al suo partito, anche sulla riforma delle regole elettorali si sono trovati d&#8217;accordo.</p>
<p>Tra l&#8217;altro mentre il PDL ammette di essere favorevole perché ne trae un vantaggio, <strong>Franceschini mente quando dice che il referendum chiede l&#8217;abrogazione del Porcellum, l&#8217;attuale legge</strong>. Il referendum del 21 di Giugno peggiora l&#8217;attuale sistema, non reintroduce le preferenze, cambia solo il premio di maggioranza <strong>a vantaggio dei due maggiori partiti. Punto.</strong> Basta leggere i quesiti (le domande alle quali si risponde, con il voto, sì o no) pubblicati dagli stessi promotori, per capire l&#8217;inganno.</p>
<p>Forse ritengono gli italiani poco intelligenti, e pensano di poterli portare al voto facendo finta che i contenuti siano diversi. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roberto Balzani: Programma della coalizione per le Elezioni Amministrative 2009 nel Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Roberto Balzani IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">sindaco di Roberto Balzani</a></strong></p>
<p><strong>IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI</strong></p>
<p>In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e futuro alla nostra città.</p>
<p>L’attuale crisi non è solo finanziaria, ma anche morale e sociale. Per questo, l’amministrazione che verrà dovrà lavorare insieme e per i cittadini. I metodi che intendiamo utilizzare sono la trasparenza, la partecipazione e l’informazione.</p>
<p>I progetti saranno accessibili attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, come ad esempio il portale web del comun, perché ciascuno possa contribuire con proprie proposte e controllare i risultati. Partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, verificare.<span id="more-3755"></span></p>
<p>Ci impegniamo a ricercare e sostenere nuove e più avanzate possibilità di lavoro, partendo da una nuova economia che sfrutti le potenzialità dell’innovazione, della ricerca, e sappia recuperare e salvaguardare quelle tradizionali.</p>
<p>In questo contesto è necessario un mutamento anche della politica, che sappia dimostrare di rappresentare con chiarezza gli ideali e gli interessi della collettività contrapposti a quelli particolari, riconquistando alla partecipazione tante persone apatiche e deluse. La politica locale deve partire da un maggiore coinvolgimento dei cittadini dal basso. Occorre che i cittadini partecipino, decidano e poi verifichino, Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto.</p>
<p>Il comune, inoltre, deve assumere un compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i muti alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte.</p>
<p><strong>ASCOLTO, PARTECIPAZIONE, DECISIONE, VERIFICA, TRASPARENZA</strong><br />
<strong>Il cambiamento facciamolo insieme</strong></p>
<p>La democrazia partecipata è il metodo con il quale la coalizioni si propone di governare nel prossimo quinquennio la città e il territorio. Ciò non significa svilire il ruolo e lo spazio della legittima rappresentanza dei cittadini, ma incrementare la fascia delle persone coinvolte nei processi decisionali. Per raggiungere tale ambizioso obiettivo, è tuttavia necessario partire dal vertice. Passione, competenza, spirito di servizio, capacità di fare squadra sono le caratteristiche accomunano le donne e gli uomini della nuova coalizione. Ne fanno parte tante persone libere, disinteressate, dotate di forti principi morali e democratici, che non intendono tramutarsi in professionisti della politica, servizio al quale promettono di dedicare non più di due mandati.</p>
<p><strong>Un obiettivo e un impegno assoluti: la trasparenza</strong><br />
1.Gli eletti debbono dar prova di estrema trasparenza, dando massima visibilità ai propri redditi per non creare dubbi sul servizio reso alla comunità. L’anagrafe degli eletti può implementare quanto già previsto dalla vigente normativa comunale, così come l’applicazione del Codice etico europeo, sottoscritto da eletti e amministratori, anche attraverso la diffusione trasparente degli ambiti di interesse privato che eventualmente riguardino gli amministratori. Occorre affermare la parità di genere per aumentare la presenza femminile, includere giovani e individui selezionati sulla base del merito, costituire una squadra di persone appassionate e perbene.<br />
2.La nomina dei rappresentanti comunali nelle società partecipate deve avvenire sulla base di bandi che selezionino i candidati sulla base di specifici profili di competenza. Limite dei due mandati ed eliminazione del cumulo degli incarichi sono i principi ai quali intendiamo rigorosamente attenerci.<br />
3.In apertura di mandato, il sindaco verificherà insieme con il consiglio comunale la condizione delle Società partecipate, per valutarne l’apporto offerto al pubblico interesse, la struttura della governance, le possibilità di ulteriori semplificazioni e risparmi, dopo quelli già operati nella passata legislatura. Dell’intero sistema delle partecipate si renderà conto alla cittadinanza in pubbliche riunioni, in modo che siano chiare impegni ed obiettivi dell’amministrazione.</p>
<p><strong>Il confronto è il nostro metodo, insieme il nostro motto</strong></p>
<p>La coalizione s’impegna, indipendentemente dall’esito delle consultazioni e dai risultati conseguiti dalle singole liste, a promuovere periodiche riunioni di maggioranza, affinché il progetto politico comune sia affermato nelle istituzioni e nelle città. Nello stesso tempo, propone di diffondere, utilizzando in primo luogo la comunicazione elettronica, iniziative ed idee emerse in sede di civica rappresentanza, in modo da rendere effettivo il protagonismo del consiglio e più chiara la sua funzione d’indirizzo e di cuore della democrazia forlivese.</p>
<p>La partecipazione, inoltre, va promossa e spinta a livello territoriale, da un lato dotando di maggiori risorse le circoscrizioni per gl’interventi più immediati, dall’altro, rispondendo tempestivamente alle domande dei quartieri. La legittimazione dei livelli di democrazia decentrata sono fondamentali per accrescere la capacità di ascolto dell’amministrazione. Non solo. Occorre utilizzare lo strumento già ampiamente sperimentato di assemblee di cittadini su singoli temi, rapide e ben organizzate affinché siano chiari temi e proposte – sia nei territori sia in città – può divenire, insieme col potenziamento della rete civica, un veicolo efficace di coinvolgimento, con immediati riscontri sull’azione amministrativa.</p>
<p>Le presenza dei rappresentanti eletti degli studenti universitari nella civica assemblea, costituisce un valore cui il prossimo consiglio comunale darà adeguata risposta.</p>
<p>La verifica dei risultati, infine, viene assunta come garanzia degl’impegni nei confronti della cittadinanza. Il pubblico monitoraggio di ciò che sta avvenendo (con rapporti periodici trasferiti in rete), a livello dei progetti maggior rilievo, offre agli elettori e ai cittadini l’opportunità di rendersi conto in tempo reale delle capacità gestionali dell’amministrazione e anche della complessità dei problemi o degli ostacoli presentatisi in corso d’opera. Il bilancio partecipato costituisce un logico punto d’arrivo per questo processo, che s’intende realizzare entro il secondo esercizio di questa amministrazione.</p>
<p><strong>UN NUOVO RUOLO PER FORLI’</strong></p>
<p>Forlì è una città di medie dimensioni, connotata da un buon livello di vita, da un elevato standard di servizi sociali, da un ottimo livello di offerta formativa, da una lunga tradizione di collaborazione fra i vari attori economici, sociali e istituzionali e da una vivace cultura associativa. Tale profilo, sicuramente alto rispetto a tante altre realtà del nostro paese si deve alla coesione, al senso civico e al lavoro dei suoi cittadini, oltre che alla solidità delle amministrazioni di sinistra e di centro-sinistra, che hanno assicurato nel corso di molti decenni un costante incremento del proprio capitale umano e sociale. </p>
<p>Una delle caratteristiche più originali tanto della realtà urbana quanto del mondo rurale è costituita da un solido e coeso tessuto sociale, favorita da politiche inclusive da parte degli attori pubblici, sostenuti da un diffuso consenso a livello d’individui e di sodalizi. In questa dinamica culturale consiste un valore assolutamente qualificante, che intendiamo rivendicare con orgoglio contro l’egoismo, la frantumazione dei legami di prossimità e la sollecitazione, spesso latente, dell’odio xenofobo praticati da gran parte della destra. La responsabilità della nuova coalizione consiste, dunque, da un lato nella riaffermazione di un’idea di amministrazione pubblica locale storicamente vocata all’integrazione sociale, all’eliminazione progressiva delle disuguaglianze e alla protezione dei più deboli, senza distinzioni; dall’altro nella proposta di un rinnovato protagonismo forlivese, declinato non in senso municipalistico, ma in funzione di più solidi ed estesi legami territoriali.</p>
<p><strong>Forlì deve tornare ad essere capoluogo</strong></p>
<p>Forlì, nel contesto del comprensorio e in accordo con gli altri centri romagnoli, può e deve esercitare un ruolo significativo, fungendo da propulsore delle comunità di più esigue dimensioni, per quanto attiene l’organizzazione di taluni servizi qualificati, l’elaborazione di politiche comuni da tradurre in regolamenti condivisi, la programmazione territoriale, la sollecitazione al compimento di alcune basilari reti infrastrutturali (a partire dalle rete di comunicazione evolute). </p>
<p>E, d’altro canto, costruendo con le altre principali città romagnole una reale politica di sistema, inevitabile per risolvere le grandi questioni infrastrutturali (porti, aeroporti, grandi direttrici, snodi logistici, ecc.), ponendo l’accendo sulla complementarietà delle funzioni ed evitando sprechi, per dar seguito alle politiche di area vasta (nel settore della sanità, dei trasporti, ecc.) promosse dalla Regione.</p>
<p> V’è la consapevolezza, tuttavia, che tale ruolo sarà effettivo solo se sarà infranto il muro del municipalismo deteriore e le relazioni inter-comunali saranno caratterizzate da una cultura progettuale comune. Dovrà essere affrontato e risolto il problema del dualismo fra i due maggiori centri urbani della provincia, superando una divisione antica che produce costi e duplicazioni di servizi e di strutture e che limita la capacità di programmazione. Della qual cosa saremo strenui sostenitori all’interno del contesto romagnolo. </p>
<p>Come? Attraverso un esame periodico e regolare delle questioni aperte e delle prospettive d’azione fra gli amministratori locali che saranno eletti nella tornata di giugno. Poiché la nuova coalizione possiede una politica del territorio ed è in grado di governarla, lo scambio di esperienze e la comune progettualità risalterà come indicazione di una nuova qualità della politica in Romagna.</p>
<p><strong>Diamo risposte concrete alla crisi: aiutiamo le famiglie, proteggiamo il lavoro</strong></p>
<p>Gli effetti della pesante crisi mondiale sono assai visibili anche in un territorio connotato da un’imprenditoria diffusa come il nostro. La contrazione della domanda e le difficoltà connesse all’accesso al credito hanno messo in difficoltà numerose aziende di media e piccola dimensione, con riflessi durissimi sul piano dell’occupazione. E’ chiaro che l’amministrazione comunale, nel prossimo quinquennio, dovrà dedicare il massimo appoggio ai soggetti travolti da questa temperie: i lavoratori e le imprese da una parte e le famiglie dall’altra.</p>
<p>Circa i primi, è necessaria una politica straordinaria di aiuto, in grado di mettere a disposizione risorse crescenti per attuare una politica di sgravi nelle tariffe (mense scolastiche, trasporti, trasporti scolastici, ecc.) a immediato vantaggio delle famiglie dei lavoratori in difficoltà. Ulteriori interventi devono riguardare il potenziamento di strumenti già disponibili, a sollievo del costo delle utenze e degli affitti destinando a tal fine  in maniera progressiva parte dei dividendi di Hera. Si tratterà di valutare nei prossimi mesi, se questi interventi saranno sufficienti, oppure se occorrerà pensare ad interventi aggiuntivi o di natura diversa evitando di disperdere risorse in servizi che non sono più efficaci a sanare i nuovi bisogni, ripensando agli interventi in modo da corrispondere adeguatamente alle necessità emergenti e allo stesso tempo riorganizzando i contributi economici, creando una frequenza maggiore nella verifica delle fasce di reddito in mode da intercettare immediatamente i cambiamenti economici delle famiglie.</p>
<p><strong>Il nostro sostegno alle imprese</strong><br />
Circa le imprese, occorre osservare che le istituzioni locali si sono mosse tempestivamente sul versante del rafforzamento dei Consorzi Fidi. E’ tuttavia di vitale importanza offrire il massimo supporto affinché la congiuntura non produca una drastica contrazione del nostro patrimonio imprenditoriale. </p>
<p>La competizione si affronta con interventi intensivi., sostenendo la ricerca e l&#8217;innovazione, favorendo chi sperimenta nuove produzioni e attività, che producono risparmio energetico e rispetto ambientale. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) delle nuove tecnologie. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’Università deve essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il Polo tecnologico aeronautico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Semplifichiamo la vita ai cittadini, rendiamo amica la pubblica amministrazione</strong><br />
A questo proposito, l’offerta dell’amministrazione può interessare vari settori:</p>
<p>Una decisa opera di semplificazione e di sburocratizzazione, attraverso una revisione delle procedere ed una riorganizzazione dei servizi amministrativi (anche ai fini di assicurare tempi certi nelle autorizzazioni amministrative), nell’ovvio rispetto delle legislazione vigente e in base ad una valorizzazione rigorosamente meritocratica delle grandi risorse umane interne. L’efficienza e la rapidità della risposta amministrativa sono una priorità per tutti i cittadini. </p>
<p>Riteniamo indispensabile, inoltre, contrastare il processo puramente demagogico che alimenta la convinzione che la pubblica amministrazione sia sempre e comunque una macchina burocratica e farraginosa, investendo sulla valorizzazione delle competenze interne, riducendo le consulenze esterne, verificando non solo forme di coordinamento o di radicale ristrutturazione del livello dirigenziale (direttore generale, city manager, ecc.), ma introducendo anche approfondimenti intermedi che favoriscano la soluzione delle criticità, cercando nel contempo formule di rilancio dell’immagine della pubblica amministrazione.   </p>
<p>Inoltre, in questo momento di ristrettezze economiche, una migliore ed oculata destinazione dei mezzi finanziari e l’impiego dell&#8217;innovazione tecnologica potrebbero liberare delle importanti risorse a favore della collettività. </p>
<p>In questa situazione occorre attivare, motivandola adeguatamente, ogni risorsa umana disponibile all&#8217;interno dell’amministrazione comunale per costruire un più efficiente modello di gestione dei servizi  comunali. </p>
<p><strong>Qualità e sicurezza degli insediamenti, innovazione negli impianti, riduzione dei costi energetici</strong></p>
<p>L’individuazione di un’offerta insediativa di qualità, con alte dotazioni tecnologiche, bassi impatti ambientali, alta efficienza energetica. La qualificazione dello sviluppo rappresenta una sfida nella transizione da un epoca connotata da alti consumi (di energia e di territorio) ad una dominata da una logica di risparmio (dalle risorse ai rifiuti). L’amministrazione comunale può fungere da battistrada, stimolando apposite politiche d’incoraggiamento e di sperimentazione d’impianti destinati alla produzione delle energie rinnovabili, utilizzando il proprio patrimonio, collegandosi all’esperienza di altri comuni del territorio, contribuendo all’abbattimento della bolletta energetica pubblica. </p>
<p><strong>Valorizziamo il sapere e mettiamo in rete la conoscenza</strong></p>
<p>C’è inoltre l’esigenza di rafforzare le infrastrutture immateriali del nostro territorio anche in termini di relazioni e scambi di conoscenza e tecnologia tra il mondo economico e l’insediamento universitario. Alcune iniziative sono già state assunte, ma l’esigenza di raccordare meglio il patrimonio di saperi prodotto dall’Università con la quotidiana esperienza dei cittadini e delle imprese è un’esigenza percepita e diffusa. Anche in questo caso, l’amministrazione, con interventi mirati e a costi contenuti indirizzati ai laureati più brillanti, può testimoniare la praticabilità di un percorso di progressivo arricchimento qualitativo dello sviluppo locale (dal settore dell’intercettazione di risorse di finanziamento internazionale a quello della progettazione delle pratiche di partecipazione e di concertazione; dallo stimolo al ridisegno della città alle politiche ambientali). </p>
<p><strong>Il nostro progetto è il sistema Romagna</strong></p>
<p>La costruzione del sistema romagnolo non può prescindere da alcune fondamentali visioni dello sviluppo infrastrutturale, particolarmente importanti in una fase di ripensamento e di riorganizzazione degli assetti produttivi. I perni di questa politica di area vasta, peraltro ancora declinata a livello di governance, sono tradizionalmente rappresentati dall’integrazione fra il porto di Ravenna, l’aeroporto di Forlì (del quale è avviato il processo di privatizzazione), l’interporto di Cesena e lo scalo merci di Villa Selva il potenziamento della Cervese fino al raccordo con l’E-45, la connessione fra Forlì e Cesena, la riorganizzazione del sistema fieristico, la collocazione del capoluogo fra i grandi assi del nord-est e il centro Italia (Toscana, attraverso la SS 67/valle del Tevere). Lo strumento di questa integrazione sarà l’attuazione di quanto già previsto dagli studi scientifici multidisciplinari come il progetto SISTEMA, che coniuga trasporto pubblico ed opere necessarie. E’ chiaro che, coerentemente con l’impostazione fin ad ora espressa, tanto più queste opere avranno una prospettiva di connessione armonica con il territorio, quanto minore sarà il loro impatto ambientale.<br />
Ciò significa, in altri termini, che esse non possono non essere calate all’interno di un processo volto da un lato all’agevolazione delle funzioni produttive, dall’altro alla difesa di alti standard di qualità della vita. Il  recupero della via Emilia storica – contestuale alla connessione fra Forlì e Cesena e alla risoluzione della questione del flusso del traffico pesante – a mezzi pubblici innovativi e a percorsi ciclabili, ben testimonia lo stretto rapporto, oggi non solo praticabile, ma necessario fra qualità dello sviluppo e qualità ambientale. </p>
<p><strong>IL CENTRO STORICO: IL LUOGO DELLA NOSTRA IDENTITÀ</strong><br />
Un luogo di abitazioni, di commerci, di cultura </p>
<p>Anni di riflessioni e di tentativi hanno posto in evidenza un dato: la questione del centro storico di Forlì, che pure interessa direttamente circa un decimo della popolazione residente, ma che riveste un grande significato identitario, culturale ed economico-sociale, si può affrontare attraverso una visione progettuale che tenga insieme salvaguardia, tutela del suo tessuto, valorizzazione della sua qualità ambientale e garanzia di una accessibilità determinata dalle sue caratteristiche, promozione di un qualificato reinsediamento di attività commerciali e artigianali, il recupero – mercé incoraggiamenti e agevolazioni &#8211; della sua funzione abitativa. </p>
<p>Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità: a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato (che entro la legislatura dobbiamo portare per estensione al livello medio degli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna), connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’inclusione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile.<br />
Un luogo a misura di bambino</p>
<p>La soluzione della questione della viabilità pesante attraverso il completamento della tangenziale consente di ripensare la vita del centro secondo nuove prospettive. L’idea che esso possa diventare uno spazio adeguato ai tempi più lenti delle persone e delle biciclette, a misura di bambino, vocato alla socialità, all’incontro e insieme ad un commercio di qualità e di nicchia, pare ormai una visione diffusa. L’immagine di un medio centro nord-europeo, dotato di servizi pubblici efficienti e nello stesso tempo in grado di rispondere alle domande dei residenti così come di coloro che vi accedono per lavoro o per loisir, rappresenta un obiettivo ragionevolmente perseguibile. </p>
<p><strong>Un luogo di qualità connesso al territorio</strong></p>
<p>Il modello delle “isole ambientali” pare un progetto concretamente perseguibile. Come? A. Attraverso un progressivo allargamento delle zone pedonali, delle ZTL, delle vie a traffico veicolare assai rallentato, con conseguente promozione di attività sociali e ricreative negli spazi pubblici; B. Con una politica dei parcheggi capaci di liberare ampi spazi dal traffico veicolare e dalla sosta; C. Rendendo fluido e attraente il trasporto pubblico mercé corsie dedicate; D. Sviluppando percorsi ciclabili assai ampi e interconnessi, che dal cuore di Forlì possano poi espandersi verso il territorio e intersecare le periferie e la campagna, seguendo itinerari anche in parte diversi dalle vie a maggiore scorrimento; E. Intervenendo, come già hanno fatto il comune la Fondazione della Cassa dei Risparmi, su alcuni immobili o isolati, per favorirne il recupero e il riuso. E’ chiaro che, per tenere insieme questi obiettivi, e soprattutto per sincronizzarli, rendendoli plausibili, occorre un approccio ben congegnato e ben spiegato, al quale potrebbero contribuire – oltre agli uffici – anche i dipartimenti universitari e gli ordini professionali del settore, che potrebbero trovare – dopo una fase di adeguato rodaggio – in un urban center un luogo di coagulo e di confronto. Una volta testimoniata la scelta esplicita a favore di una riqualificazione reale del centro, non episodica ma strutturale, è verosimile pensare che tante risorse anche private rifluirebbero sul centro storico.</p>
<p><strong>Uno spazio per la cultura</strong></p>
<p>Il centro storico è anche sinonimo di vita culturale, giacché contiene la maggior parte del patrimonio forlivese ed è sede di musei prestigiosi come il San Domenico, del Teatro “Diego Fabbri”, della Biblioteca “Saffi”, delle Raccolte Piancastelli, ecc. E’ vero che, in un’epoca di tagli e di contrazione della spesa, la cultura tende a subire gli effetti peggiori. E’ vero anche, tuttavia, che, da una parte, l’investimento sul San Domenico, supportato e “lanciato” dalla politica delle “grandi mostre” della Fondazione della Cassa dei Risparmi, esige comunque un impegno pubblico e una progettualità alla quale l’amministrazione non può sottrarsi, rendendo il luogo perno della “vocazione culturale” cittadina. Dall’altro, non va trascurata la necessità di conservare i nostri beni culturali &#8211;  partire da Palazzo Gaddi e dal Palazzo del Merenda -, esercitando la tutela prevista dall’ordinamento e soprattutto la loro restituzione alla città.<br />
In particolare va portato a compimento il completamento del San Domenico, recuperando il rapporto con gli spazi urbani circostanti, demolendo il parcheggio attuale e riconfigurando l&#8217;intera area entro la legislatura. Dovrà essere acquisito alla città l&#8217;ex Eridania, mettendola dapprima in sicurezza e prevedendone un recupero in linea con le funzioni culturali riservate dalla legge ad un immobile vincolato. Nel corso della legislatura, si dovrà inoltre provvedere alla destinazione di straordinari complessi di pregio come la Rocca di Caterina Sforza e l’adiacente cittadella, il convento di Santa Maria della Ripa, salvaguardandone l’interesse pubblico e la funzione all’interno della maglia del centro. Dovrà inoltre essere recuperata a funzioni culturali l&#8217;ex fornace Maceri Malta, connettendola col parco urbano.</p>
<p><strong>Un luogo aperto, di incontri e integrazione</strong></p>
<p>E ancora: aprire la città, facendo diventare ogni sua parte un luogo di incontro, di conoscenza, di vita collettiva. Essere e vivere insieme e non isolati deve essere l&#8217;obiettivo di una nuova città più vivibile e sicura. Organizzare e formare volontari che rendano sicuro l&#8217;attraversamento delle strade, l&#8217;uscita dalle scuole, i percorsi casa scuola, contrastando la maggiore minaccia per la sicurezza dei cittadini rappresentata dal traffico.<br />
Favorire la conoscenza reciproca dei cittadini, a cominciare da quelli che provengono da altri territori o paesi, al fine di far conoscere l&#8217;identità, i costumi, i caratteri, le consuetudini , la storia e le regole comuni che caratterizzano la realtà locale.<br />
Promuovere esposizioni, manifestazioni, incontri sportivi, culturali e gastronomici, raccolte di storie e testimonianze come momenti di reciproca conoscenza e anche di integrazione.</p>
<p>In generale, l’idea che gli spazi aperti del cuore della città possano tornare ad essere vissuti, partecipati, resi attivi dai giovani e dai cittadini, rappresenta una grande scommessa per il centro-sinistra.<br />
Occorre pensare più organicamente alla funzione culturale come ponte sociale per l’integrazione della dimensione folklorico-dialettale, della dimensione nazionale (umanistica e scientifica) e della dimensione propria dei migranti. La coesistenza e l’incontro fra queste tre culture – alle quali può contribuire il diffuso e vivace associazionismo cittadino &#8211; rappresenta un obiettivo della nuova amministrazione. A queste va aggiunta, comune a tutte, il sostegno alla cultura musicale, alla cui salvaguardia e promozione l’amministrazione deve dedicarsi.</p>
<p><strong>L’elemento simbolo del più vasto e prezioso paesaggio forlivese</strong></p>
<p>Forlì ha scoperto da poco, anche grazie alle “grandi mostre”, una vocazione turistica che va potenziata e incoraggiata attraverso la valorizzazione non solo del nostro patrimonio culturale, ma anche dei beni paesaggistici e di quelli più legati alla tradizione (sotto questo profilo, la gastronomia potrebbe essere utilizzata come una straordinaria opportunità di connessione e d’incontro fra le diverse culture presenti in città). Il territorio, le colline, i siti di pregio sotto il profilo geologico e preistorico debbono essere prima di tutti riscoperti dai cittadini, e poi “cuciti” attraverso percorsi appropriati, all’interno di una trama che spinga poi in direzione degli altri comuni, delle vallate, dell’Appennino da un lato e del mare, dall’altro. Gli argini dei fiumi Ronco e Montone già prefigurano percorsi cicloturistici assai affascinanti, capaci di connettere ambienti desueti e di restituire un’immagine della Romagna in molti purtroppo offuscata.</p>
<p><strong>LE TRE SICUREZZE: NELLE STRADE, SUL LAVORO, NELLE CASE</strong></p>
<p><strong>Proteggiamo la vita di tutti</strong><br />
Prendiamo poi un altro impegno. Il nostro obiettivo è ridurre a zero i morti sulle strade e combattere la piaga inaccettabile per un paese civile degli incidenti sul lavoro.<br />
L&#8217;insicurezza nelle strade e nel lavoro non sono problemi senza soluzioni, da ritenere inevitabili ed inaffrontabili. Il comune deve porsi come obiettivo quello di arrivare a zero morti sulle strade e nei cantieri. In entrambi i casi la sicurezza si ottiene con controlli più efficaci. Nella mobilità occorre incentivare e tutelare la mobilità alternativa all&#8217;automobile e ridurre le vetture circolanti a vantaggio di una migliore fruibilità di tutti. Occorre creare corsie preferenziali per i mezzi pubblici, aumentare e ricucire le piste ciclabili le ZTL e zone pedonali, creare isole ambientali anche fuori dal centro storico in zone dove è necessaria maggiore sicurezza, attivare sistemi di logistica per le merci onde evitare l&#8217;inutile circolazione di mezzi pesanti ed inquinanti.<br />
Mettiamo in sicurezza il nostro patrimonio edilizio<br />
Intendiamo portare a compimento la messa in sicurezza antisismica di tutti gli edifici strategici del comune di Forlì (scuole, ospedali, caserme, uffici pubblici) ed avviare in collaborazione con le professioni tecniche la valutazione delle condizioni vulnerabilità del patrimonio edilizio residenziale e produttivo al fine di indirizzare gli interventi che assicurino la riduzione dei rischi e la sicurezza dei cittadini in ogni luogo dove  essi si trovino ad operare e vivere.</p>
<p><strong>WELFARE,  SANITÀ, FORMAZIONE</strong><br />
<strong>Proteggiamo i più deboli e non lasciamo solo chi ha bisogno</strong></p>
<p>Il livello di welfare, nel territorio forlivese, è assai elevato. La copertura del sistema, pubblico e privato, in genere ben integrato, assicura livelli di assistenza notevoli, tanto nella fascia della popolazione anziana, quanto in quella della prima infanzia. I principali problemi che il futuro riserverà riguardano: A. I vincoli di spesa, data la contrazione delle risorse. L’amministrazione promuoverà ogni azione politica per sostenere l’ alta protezione sociale da sempre assicurata dal centro-sinistra, sia pure in quadro finanziario compromesso a causa della crisi, anche ripensando la riorganizzazione dei servizi. B. L’accentuazione di alcuni elementi strutturali, come l’incremento della quota di popolazione ultra-sessantacinquenne, tende a produrre un’alterazione della domanda, fino ad ora soddisfatta dalle strutture del sistema locale. In questo caso, la proposta è quella di attivare politiche di coinvolgimento sociale per gli anziani delle coorti più recenti ancora in piena attività a favore dell’infanzia, del monitoraggio delle condizioni di vita nei quartieri, della promozione culturale, riservando maggiori risorse – com’è logico – ai grandi anziani (ultra-settantacinquenni). </p>
<p><strong>Aiutiamo e difendiamo la famiglia</strong></p>
<p>La difesa della famiglia e quindi il sostegno attivo, in termini di aiuti e di servizi, ai nuclei con figli,  partire da quelli  numerosi, senza distinzioni di sorta. D. La continuazione delle politiche d’integrazione riservata ai migranti, curando, da un lato, la diffusione delle lingua italiana e degli elementari principi della cittadinanza democratica e, dall’altro, guardando con favore la realizzazione di luoghi di ritrovo e di libero incontro, aperti anche alla cittadinanza. E. La necessità di un piano per eliminare progressivamente le barriere architettoniche e favorire la realizzazione di un tessuto urbana pienamente fruibile da parte dei disabili. F. Un rilancio della politica della casa che veda aumentare la dotazione di edilizia sociale e agevolata attraverso nuovi investimenti pubblici così come attraverso il coinvolgimento del privato sociale, della cooperazione, della Fondazione.</p>
<p><strong>Offriamo ancora più alti standard di qualità nel nostro sistema sanitario</strong></p>
<p>Circa la sanità, è bene sottolineare la qualità dell’offerta forlivese, a partire dall’Ospedale Civile e dall’Irst (il cui riconosciuto livello – nel contesto regionale e nazionale – è testimoniato dalla trasformazione in Ircs). D’altro canto, a partire dai Nuclei di cura primaria, i presidi sanitari territoriali si sono moltiplicati, così come i dispositivi per intercettare una quota dei pazienti prima dell’accesso diretto alla struttura ospedaliera. Esistono tuttora difficoltà a livello di gestione della liste d’attesa e del pronto soccorso: l’amministrazione s’impegna a premere sulla direzione generale dell’AUSL, affinché – anche sotto questo profilo – il già alto consenso assicurato dalla cittadinanza alla nostra sanità risulti pienamente acquisito.<br />
L’interesse prioritario del centro-sinistra va in due direzioni principali: la conservazione, nella costituenda area vasta, dei livelli di qualità  raggiunti dal sistema sanitario locale, a partire dalla selezione di specialisti e ricercatori sulla base esclusiva del merito clinico e scientifico; la difesa, a livello di territorio, delle fondamentali azioni di prevenzione diffusa, tanto attraverso opportune campagne informative, quanto attraverso servizi resi direttamente alla cittadinanza, assumendo un atteggiamento culturale che si pone di fronte ai problemi del cittadino  prevedendo quanto può danneggiarlo e ponendo  attenzione  a tutto ciò che può migliorare  la  qualità della sua vita.</p>
<p><strong>La formazione e l’istruzione siano le fondamenta della crescita civile ed economica della nostra popolazione</strong></p>
<p>La formazione, infine, vede la nostra città collocata ai primi posti nazionali. La fascia pre-scolare è storicamente fra i vanti del nostro comune (i bisogni crescenti determinati dall’incremento di  queste coorti di bambini costituiranno una priorità); quella elementare e media vede l’abnegazione di una classe d’insegnanti dotati di capacità e di spirito di servizio, cui spetta far fronte alla prima integrazione dei giovani migranti e al disagio sociale di molti adolescenti con risorse sempre più scarse; quella superiore può contare su strutture talora eccellenti. Occorre un impegno sostanziale dell’amministrazione per completare e integrare le ore di sostegno e/o compresenza in affiancamento agli insegnanti di sostegno alle disabilità con operatori qualificati. Quanto alla scuola non statale, l’integrazione col pubblico – nel nostro comune – è da considerarsi acquisita. Certo, l’attuazione della cosiddetta “riforma Gelmini”, promossa dalla destra, sta colpendo duramente l’intero sistema formativo del paese, riducendo il monte ore, eliminando il tempo pieno, costringendo gli istituti a far i conti con risorse sempre più scarse. E’ necessario, da parte dell’amministrazione, provvedere da un lato alla valorizzazione sociale del corpo insegnante, ingiustamente colpito dalle politiche governative; e, dall’altro, alla dotazione di supporti, possibilmente utilizzabili da parte di più istituti per ovvie ragioni di economia, per assicurare il mantenimento degli attuali standard formativi.</p>
<p><strong>Consolidamento e rilancio della presenza universitaria</strong></p>
<p>L’insediamento universitario forlivese, infine, va considerato fra i casi di successo del decentramento bolognese. Le Facoltà sono in genere di medio-alta qualità, ben radicate e con un buon numero di studenti. La realizzazione del campus, da parte dell’Alma Mater, porterà alla creazione di un’autentica cittadella del sapere, destinata a rivitalizzare un’area intera del centro storico. Bisogna considerare che i tagli portati al bilancio delle Università italiane, nel 2009-10 e nel 2010-11, genereranno una contrazione dell’offerta formativa ed una condizione di maggiore difficoltà, soprattutto per le realtà di più recente consolidamento. In questo quadro, pensare ad un’espansione dell’insediamento attraverso l’arrivo di nuove Facoltà o Corsi di Laurea, è pura illusione. Ciò che è materialmente praticabile pare, piuttosto: A. Il completamento della filiera formativa, con la piena acquisizione di dottorati e di scuole di specializzazione; B. La realizzazione di strutture di ricerca e di laboratori, a partire da quelli che interessano il Polo Tecnologico-Aeronautico, in connessione col tessuto delle imprese. Si potrebbe pensare – data la presenza di ricercatori nella nostra sede – a linee di studio dedicate alle energie rinnovabili e alle loro tecnologie; C. L’implementazione dell’internazionalizzazione, già molto elevata a Forlì, tanto per ciò che riguarda la mobilità degli studenti, quanto per ciò che riguarda docenti e gruppi di ricerca. D. La progressiva integrazione dei Poli di Forlì e di Cesena, ai fini di una gestione razionale delle risorse e del decentramento. Il comune, tanto attraverso Ser.in.Ar, quanto direttamente, nei propri rapporti con il Polo, il pro-rettore alle Romagne e il Rettorato, s’impegna ad appoggiare questa politica.</p>
<p><strong>LE FRONTIERE DELLA LEGALITÀ</strong><br />
Legalità e integrazione: due condizioni per la sicurezza</p>
<p>La questione della legalità ingloba il tema della sicurezza e lo rende parte di un progetto più generale. Proprio l’amministrazione, col proprio esempio di trasparenza, di comunicazione e di efficienza, si colloca al centro di una nuova  cultura della legalità. A partire da qui, possono essere intraprese importanti iniziative volte all’incentivazione e alla diffusione di questo messaggio: A. Attraverso la scuola (senza che ciò si traduca in una sottrazione di ore, già scarne, alle discipline curriculari, ma mercé la proposta di elementi di civismo declinabili a seconda delle materie più appropriate); B. La pratica sportiva, da incoraggiare nelle giovani generazioni come mezzo di formazione ai sani principi di solidarietà e di responsabilità; C. Le politiche d’integrazione sociale e culturali nel rispetto della lettera e dello spirito della carta costituzionale, nonché della Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione.</p>
<p><strong>Sicurezza: rendiamola percepibile ai cittadini</strong></p>
<p>Quanto al tema più specifico della sicurezza, dopo aver sottolineato il dato – fornito da fonti ufficiali – di una condizione forlivese in linea con le realtà meno preoccupanti del paese e della regione, va rilevata la necessità di una forte visibilità del ruolo dell’amministrazione a fianco dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e delle forze di Polizia Nazionali. Si tratta di una funzione tutt’altro che accessoria, che i cittadini debbono avere ben chiara. Quanto alle iniziative più concrete, si propone: A. Il potenziamento del servizio di Polizia Municipale, attraverso una riorganizzazione interna che veda la compressione dei carichi di lavoro puramente amministrativi e la parallela riduzione di funzioni esclusivamente di rappresentanza. B. L’aumento della presenza di agenti della Polizia Municipale sulle strade. C. La realizzazione della nuova sede.</p>
<p><strong>Più agenti, più cittadini, più attività nelle strade e nelle piazze</strong></p>
<p>Il centro-sinistra rigetta completamente, invece, la proposta populista di dar vita a ronde di cittadini in funzione di appoggio agli agenti. Noi crediamo che questa iniziativa, oltre a nascondere un preciso progetto xenofobo e ad affermare principi di destra inaccettabili e del tutto opposti agli sforzi compiuti in direzione dell’inclusione e dell’integrazione sociale, rischi di creare confusione e di distogliere paradossalmente una quota delle forze preposte alla sicurezza dal precipuo obiettivo di controllare il contesto urbano. Noi ci schieriamo apertamente a favore delle forze dell’ordine e del loro continuo lavoro di monitoraggio del territorio.<br />
L’esperienza degli assistenti civici, contrariamente al modello populista delle ronde, peraltro già sperimentata nel nostro comune, può inoltre costituire un elemento di aiuto e di supporto a chi è istituzionalmente preposto a tutelare la sicurezza.<br />
Ciò che è augurabile, semmai, è la presenza di liberi cittadini per strada, ossia il ripristino, mercé apposite iniziative, incoraggiate ad esempio da una revisione della pubblica illuminazione (magari alimentata da energia rinnovabile), di una vivace vita serale nello spazio pubblico, autentico antidoto contro i rischi della micro-criminalità, da un lato, e, dall’altro, della politicizzazione squadrista delle città. </p>
<p><strong>UNA POLITICA PUBBLICA PER L’AMBIENTE</strong></p>
<p><strong>Territorio e risorse naturali sono beni finiti e non riproducibili</strong></p>
<p>La politica ambientale è un punto qualificante di questo programma. Crediamo che spazio per uno sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile  come nei tempi trascorsi. In primo luogo, perché il territorio è un bene finito, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza.</p>
<p><strong>Una città bella</strong></p>
<p>Per la Forlì del futuro sono necessari la definizione dei limiti della città, magari attraverso un’ampia cintura verde, l’uso appropriato ed eccezionale della pratica delle varianti e la subordinazione di nuove espansioni alla completa attuazione delle attuali previsioni di sviluppo urbanistico, produttivo ed industriale. </p>
<p><strong>Una città responsabile</strong></p>
<p>Già la passata amministrazione ha compiuto progressi nella raccolta differenziata. La futura amministrazione procederà immediatamente lungo questa strada, attraverso la realizzazione  del sistema di raccolta differenziata porta a porta sull’intero territorio comunale. Perché? In primo luogo, perché in questo modo si spingono i cittadini a ridurre la produzione dei rifiuti e a praticare una disciplina fondata sul rispetto ambientale, che ha un valore civico ed educativo. In secondo luogo, perché – se collegata all’esperienza di altri comuni – la differenziata spinta può generare attività economiche legate al riciclo, anche a livello locale. Si tratta, quindi, di promuovere anche l’insediamento di nuove attività economiche. In terzo luogo, perché, aumentando la raccolta differenziata, sarà possibile battersi con maggior forza per ridurre la quota di rifiuti destinati all’inceneritore. Per ciò che riguarda la parte indifferenziata destinata all’incenerimento, occorre rendere effettiva la pre-selezione secco/umido, per la quale sono previsti appositi procedimenti a tutt’oggi non effettuati.</p>
<p><strong>Una città monitorata</strong></p>
<p>Accanto a questo obiettivo, si colloca poi un’attenzione decisamente forte per il monitoraggio delle emissioni, effettuato da autorità indipendenti, a partire da quelle degl’inceneritori e per una campagna costante d’informazione e di sollecitazione della mobilitazione collettiva intorno alla questione ambientale dando seguito alle indicazioni contenute nel PPGR e alla costituzione di autonomi comitati di controllo composti da cittadini per la verifica della tracciabilità e del suo corretto percorso di differenziazione.</p>
<p><strong>Una città che non accresce l’effetto serra</strong></p>
<p>Il centro-sinistra è consapevole che la maggior parte delle emissioni di anidride carbonica dipendono dal traffico veicolare e dal riscaldamento degli edifici. Per questo, l’impostazione di una nuova politica della mobilità &#8211;  a partire dal centro storico – e di una applicazione graduale ma sistematica di fonti di produzione energetica rinnovabile contribuiscono a disegnare il profilo di una Forlì moderna, orientata verso una gestione delle risorse non riproducibili (a partire dai terreni e dai combustibili) attenta e sempre più prudente, e però decisa a sperimentare tecnologie innovative e a creare opportunità di crescita economica e di lavoro. </p>
<p><strong>Una città con servizi economici ed efficienti</strong></p>
<p>D’altro canto, proprio questa consapevolezza indica la via di una ferma pressione sulle aziende multiutility, affinché esse cooperino con questa impostazione, sempre più diffusa in Italia e in Occidente: e dunque l’amministrazione, attraverso un’ampia campagna di coinvolgimento dell’opinione pubblica, intende esercitare fino in fondo il proprio ruolo di difensore dei cittadini utenti (dal controllo tariffario alla qualità dei servizi, ecc.) assai più che quello di azionista pubblico. Così come giustamente pretendono, del resto, non solo i singoli, ma anche molte imprese del territorio. Il primato delle interesse pubblico va riaffermato in generale anche nel caso di tutte le partecipate, assicurando ai cittadini il controllo sulle risorse essenziali alla comunità.</p>
<p><strong>L’acqua: un bene pubblico prezioso</strong></p>
<p>L’acqua è un bene essenziale per tutti i cittadini: per questo è fondamentale che impianti e reti rimangano saldamente in mano pubblica. Ciò, peraltro, impone di migliorare la qualità della risorsa distribuita, di razionalizzare l’uso di fonti e impianti, di avere maggiore attenzione per i problemi ambientali ed energetici, d’indirizzarsi verso una politica tariffaria che penalizzi gli elevati consumi e gli sprechi e nello stesso tempo favorisca le famiglie numerose.</p>
<p><strong>Una città con una cintura verde</strong></p>
<p>I boschi di Ladino e Farrazzano, i parchi fluviali del Montone e del Ronco, i siti di pregio paesaggistico e ambientale come i Sabbioni, i percorsi lungo gli argini e la rete dei canali di Schiavonia e di Ravaldino, la prima fascia collinare rappresentano parti di una cintura verde, della quale partecipa la nostra campagna, la cui tutela è importante per il benessere della cittadinanza e per la vivibilità dello spazio comunale. Si tratta di “patrimonio”, secondo la definizione del Piano territoriale della Regione. Ebbene, questa patrimonio va tutelato alla stregua dei beni culturali tradizionali, e tanto più per i rischi che corre e per la sua irriproducibilità. Il centro-sinistra è consapevole che questa posizione non significa affatto opposizione allo sviluppo: significa, piuttosto, declinare e qualificare lo sviluppo economico, rendendolo ordinato, innovativo, ambientalmente compatibile. Non si tratta di un sogno: è quanto accade in molte realtà europee, e non da oggi.</p>
<p><strong>Una città dall’alto senso civico e amica degli animali</strong></p>
<p>Forlì ha saputo affrontare per tempo &#8211; anche e soprattutto grazie al contributo delle associazioni protezioniste &#8211; il dilagante problema del randagismo animale con l&#8217;avvio di politiche e strutture di servizio per la sua gestione. Consapevoli che ciò non basta, ci impegniamo a rilanciare la nostra azione per prevenire e contrastare gli abbandoni sul territorio per favorire e consolidare una pacifica e serena convivenza uomo-animale. Sarà evidente il salto di qualità verso politiche virtuose che &#8211; coinvolgendo l&#8217;associazionismo attivo anche attraverso formazione ad hoc &#8211; potranno produrre una sostanziale riduzione dei costi sostenuti oggi da tutti i cittadini per l&#8217;incivile comportamento di pochi, liberando così risorse importanti che saranno reinvestite nel benessere animale e, di conseguenza, della collettività.</p>
<p><strong>LA GENERAZIONE DEL FUTURO</strong><br />
<strong>I giovani protagonisti oggi </strong><br />
E chiaro che una Forlì “europea”, aperta, integrata, solidale, una Forlì in cui sia piacevole vivere e lavorare, rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato in particolare alla generazioni più giovani. Saranno esse a completare, se lo vorranno, il disegno qui abbozzato. Ciò comporta alcune conseguenze. Anzitutto, l’assunzione, da parte dell’amministrazione, non già della “questione giovanile” come tema fra gli altri (ma lo steso potrebbe dirsi della “questione femminile”, naturalmente), quanto dell’elemento generazionale – così come quello di genere – quale veicolo, interprete privilegiato del cambiamento. Il che significa, da una parte, riconoscere la rilevanza di taluni nodi ancora irrisolti (i luoghi dell’aggregazione diffusa, di stampo associativo formale o informale, musicale o ricreativo; la mensa universitaria; lo stimolo di attività commerciali in linea con i tempi della generazione – serali e notturni). Dall’altro, osservare il tanto che si è fatto – sotto il profilo delle pratiche sportive, ad esempio; ma anche del recupero di luoghi importanti, come la Fabbrica delle Candele, attraverso al quale promuovere il libero sviluppo della creatività dei giovani. Dall’altro ancora, la preoccupazione per il crescente disagio degli adolescenti, in misura preoccupante soggetti a forme di rifiuto sistematico dell’offerta formativa ma anche estranei del tutto al civismo, ai vincoli di socialità. E’ questo un ambito che deve attrarre l’analisi e la ricerca dell’amministrazione. Perché, oltre che gestire, occorre anche studiare e capire.</p>
<p><strong>Due gemme : l’associazionismo e il volontariato</strong><br />
Siamo certi che riceveremo un grande aiuto da una risorsa formidabile della nostra città; l’associazionismo. Esso rappresenta, in moltissimi, campi, un formidabile aiuto per l’amministrazione pubblica. Ebbene, associazionismo e volontariato, dall’ambito sociale a quello della protezione civile, passando per i tanti altri contesti della vita cittadina, costituiscono i naturali interlocutori di un’amministrazione di centro-sinistra: ad essi andranno le cure della giunta e dei consiglieri, i quali assicurano fin d’ora piena disponibilità all’ascolto e fattiva collaborazione.<br />
Un aspetto importante, tanto dell’associazionismo quanto della vita sociale locale, caro a tutte le generazioni ma in particolare alle più giovani, è la pratica sportiva. Forlì può vantare una notevole dotazione d’impianti, ottimi livelli di partecipazione da parte della cittadinanza e squadre di rilievo nazionale in diverse discipline. A questa esperienza, che va custodita e alimentata come un tesoro particolarmente prezioso, il centro-sinistra riserverà risorse ed energie, consapevole del valore morale, civico, fisico che essa produce. Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi crescano forti e sani e che i nostri cittadini si mantengono in forma in età matura: tutta la comunità ne trarrà giovamento.</p>
<p><strong>Non una sfida, ma un progetto nell’interesse di tutti per il futuro della nostra comunità</strong><br />
Abbiamo cercato di scrivere un programma leggibile e di mettere nero su bianco impegni anche ambiziosi, ma – riteniamo &#8211; alla portata degli anni difficili che ci aspettano. Il nostro compito, del resto, è quello di proporre un progetto della Forlì futura e di passarlo a giovani cui spetterà un compito arduo e forse più difficile del nostro. Il centro-sinistra, nella nostra città, è convinto di potersi mettere al servizio della comunità per questo grande obiettivo, che oggi appare profondamente controcorrente, tanto lontana è la politica nazionale governativa dai nostri valori e dai nostri propositi. Eppure, forse anche per questo, val la pena di raccogliere la sfida.</p>
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		<title>L’energia del cambiamento: la lista del Sole</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 11:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3859-small/' title='img_3859-small'><img width="100" height="150" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3859-small-100x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3859 small 100x150 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3859-small" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3860-small/' title='img_3860-small'><img width="150" height="100" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3860-small-150x100.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3860 small 150x100 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3860-small" /></a>
I Verdi di Forlì costituiranno nella nuova coalizione che si presenta per il governo della città di Forlì una novità che sottolinea come il profondo e radicale cambiamento messo in atto da <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Roberto BALZANI</a> stia offrendo prospettive nuove per la politica forlivese. </p>
<p>In questi anni si è verificato anche nella ns. città una crisi profonda sia economica che di valori allontanando i cittadini dalla politica che  è percepita non come  servizio per la   comunità ma come  qualcosa di spregevole nel quale tutti sono accumunati indipendentemente da ciò che fanno. </p>
<p>Riteniamo che la ventata di cambiamento rappresentata da <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">BALZANI</a> sia stata favorita da rigoroso comportamento dei Verdi che si sono assunti pienamente le responsabilità della politica, prima nel governo della città, poi nell’impossibilità di attuare quanto promesso ai cittadini con l’uscita dalla maggioranza.  <span id="more-3739"></span></p>
<p>Questa responsabilità è stata tradotta in progetti qualificanti per la nostra città e in comportamenti rigorosi nei confronti della legalità, della salute, dell’uguaglianza dei cittadini e dell’ambiente.  </p>
<p>Se noi Verdi ci riconosciamo nella ventata di cambiamento che <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">BALZANI</a> ha messo in atto nella politica della nostra città, nello stesso tempo riteniamo che la nuova coalizione abbia fatto propri i valori e i contenuti che da sempre i Verdi hanno posto a fondamento della loro azione politica. </p>
<p>Il metodo utilizzato per la scelta del candidato, per la formazione del programma e per la costituzione dell’alleanza sono stati del tutti innovativi per una città finora incapace di rinnovarsi. </p>
<p>Noi riconosciamo a <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Roberto BALZANI</a> il merito di avere affrontato i problemi del cambiamento della politica forlivese attraverso lo strumento delle primarie e  di un programma di qualità straordinaria a cui i Verdi hanno dato il loro contributo e di cui condividono ogni punto. </p>
<p>La scelta di condividere il percorso di cambiamento deriva dal confronto nel merito delle proposte che abbiamo favorito e responsabilmente anteposto ad obbiettivi elettorali, a false autonomie ed a posizioni pregiudiziali ed ideologiche.<br />
<strong><br />
La sorpresa pasquale è costituita dall’ENERGIA DEL CAMBIAMENTO, rinnovata e rinnovabile, finalmente alimentata dalla LISTA DEL SOLE.  </strong>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3860-small/' title='img_3860-small'><img width="150" height="100" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3860-small-150x100.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3860 small 150x100 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3860-small" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3859-small/' title='img_3859-small'><img width="100" height="150" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3859-small-100x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3859 small 100x150 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3859-small" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3858-small/' title='img_3858-small'><img width="100" height="150" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3858-small-100x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3858 small 100x150 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3858-small" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3856-small/' title='img_3856-small'><img width="100" height="150" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3856-small-100x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3856 small 100x150 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3856-small" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3848-small/' title='img_3848-small'><img width="150" height="100" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3848-small-150x100.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3848 small 150x100 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3848-small" /></a>
<a href='http://alessandroronchi.net/2009/energia-del-cambiamento-lista-del-sole/img_3844-small/' title='img_3844-small'><img width="100" height="150" src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/img_3844-small-100x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="img 3844 small 100x150 L’energia del cambiamento: la lista del Sole" title="img_3844-small" /></a>
</p>
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		<title>Istruzioni per il voto alle Elezioni Comunali per il Sindaco ed il Consiglio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 12:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I sistemi elettorali sono piuttosto complicati, e penso che sia necessario avere molto chiare le regole per capire come orientarsi per il voto. Nei comuni sopra i 15&#8217;000 abitanti i cittadini chiamati alle elezioni amministrative scelgono il Sindaco ed i Consiglieri Comunali. Gli assessori sono nominati dal Sindaco eletto. La scheda per il Sindaco ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I sistemi elettorali sono piuttosto complicati, e penso che sia necessario avere molto chiare le regole per capire come orientarsi per il voto. Nei comuni sopra i 15&#8217;000 abitanti i cittadini chiamati alle elezioni amministrative scelgono il Sindaco ed i Consiglieri Comunali. Gli assessori sono nominati dal Sindaco eletto.</p>
<p>La scheda per il Sindaco ed i Consiglieri Comunali è la stessa. Questi ultimi sono raggruppati in liste, ed ogni lista sostiene un solo candidato Sindaco. Nella scheda il riquadro del Sindaco contiene tutte le liste che lo sostengono.</p>
<p>Nel caso una lista o un gruppo di liste collegate in una coalizione non elegga il sindaco, <strong>il candidato sindaco è il primo dei consiglieri comunali eletti</strong> in caso si raggiunga il numero sufficiente di voti, <strong>e comunque non inferiore al 3%.</strong> Per le liste all&#8217;interno della coalizione che elegge il sindaco questa soglia non c&#8217;è, ed i seggi si dividono in proporzione ai voti.<span id="more-3712"></span></p>
<p>Ciascun elettore di norma fa una croce sul simbolo della lista che vuole sostenere, ed automaticamente il suo voto va anche al candidato sindaco della lista. Può però votare un sindaco diverso da quello sostenuto dalla lista, con il voto disgiunto.</p>
<p><strong>Accanto alla croce sul simbolo può (ed a mio parere dovrebbe sempre) indicare la preferenza per il candidato consigliere comunale.</strong> Verranno eletti i consiglieri in proporzione ai voti della lista, con un sistema proporzionale. Più voti ha la lista, più consiglieri elegge, e questi sono ordinati ed eletti sulla base delle preferenze.</p>
<p>Se al primo turno il candidato sindaco non raccoglie la maggioranza assoluta dei voti due candidati che hanno ottenuto più voti vanno al ballottaggio.</p>
<p>Chiudo qui per non creare troppa confusione, altri dettagli si possono trovare sul testo unico per gli enti locali, Articolo 72.</p>
<p>Se avete domande vi prego di farle nei commenti, così ad ognuna potrò rispondere e spero chiarire tutti i dubbi.</p>
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		<title>I Verdi : grazie a noi il Comune di Forlì è libero dal Nucleare, ora scriviamolo sui cartelli.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 07:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio Comunale di lunedì, dopo un ampio dibattito, ha approvato due ordini del giorno presentati dal Gruppo dei Verdi, il primo sul nucleare, il secondo sull&#8217;adesione al manifesto per l&#8217;acqua ed al conseguente impegno al mantenimento di questo bene comune in mani pubbliche. Che i verdi non siano più in Parlamento si vede : [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/comune_forli_libero_nucleare.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/comune_forli_libero_nucleare-222x300.jpg" alt="comune forli libero nucleare 222x300 I Verdi : grazie a noi il Comune di Forlì è libero dal Nucleare, ora scriviamolo sui cartelli." title="comune_forli_libero_nucleare" width="222" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-3707" /></a>Il Consiglio Comunale di lunedì, dopo un ampio dibattito, ha approvato due ordini del giorno presentati dal Gruppo dei Verdi, il primo sul <strong>nucleare</strong>, il secondo sull&#8217;adesione al <strong>manifesto per l&#8217;acqua</strong> ed al conseguente impegno al mantenimento di questo bene comune in mani pubbliche.</p>
<p>Che i verdi non siano più in Parlamento si vede : in pochi mesi si sono visti clamorosi dietrofront bipartisan sulla scelta democratica dei cittadini che con il referendum hanno votato contro l&#8217;energia nucleare e nell&#8217;indifferenza generale è stato votato un articolo di legge che sancisce la <strong>trasformazione dell&#8217;acqua da bene pubblico a merce gestita da privati.</strong></p>
<p>Il Consiglio Comunale di Forlì, grazie ai Verdi, si è però impegnato con una ampia maggioranza sia nei confronti dell&#8217;acqua come bene pubblico sia dichiarando il territorio comunale “Libero dal Nucleare”, vietandone l&#8217;installazione di centrali che sfruttino l&#8217;energia atomica.<span id="more-3706"></span></p>
<p>Purtroppo la maggioranza dei consiglieri ha deciso di non apporre questa decisione ai cartelli della città, quasi vergognandosi di aver fatto una cosa giusta. Per questo motivo i Verdi hanno deciso di creare ed affiggere un cartello simbolico all&#8217;entrata di Forlì.</p>
<p>Con colpevoli ritardi di anni cominciano ad essere rese note ricerche che dimostrano che nei territori limitrofi alle centrali nucleari francesi, spacciate come all&#8217;avanguardia, sono <strong>quadruplicati i casi di malattie molto gravi</strong> come tumori e leucemie. Una conferma che non sono altamente pericolosi solo i disastri atomici ma anche l&#8217;ordinaria attività di funzionamento delle centrali, <strong>con &#8220;normali&#8221;  fuoriuscite di radioattività durante l&#8217;esercizio dell&#8217;impianto.</strong></p>
<p>Al contrario di quanto viene spesso affermato il nucleare non rappresenta una soluzione alla dipendenza dall’estero, ed i paesi che possiedono più centrali sono gli stessi a consumarne le quantità maggiori pro capite. Anche il combustibile nucleare è un fossile, come il petrolio ed il gas è limitato e, a differenza di questi, non disponibile neanche in piccole quantità in Italia.</p>
<p>In Germania, paese all&#8217;avanguardia sulle energie rinnovabili, nel 2002 il Governo grazie ad una forte presenza dei Verdi ha scelto di chiudere progressivamente le 19 centrali nucleari e sviluppare le fonti alternative. I sondaggi hanno dimostrato il consenso dei cittadini ed il Governo successivo della Merkel non ha modificato questa scelta. Cosa ancora più importante, nel paese tedesco grazie all&#8217;economia verde sono stati creati quasi due milioni di posti di lavoro ed il settore prevede 500&#8217;000 nuove assunzioni a dispetto della crisi.</p>
<p>Al contrario In Italia, il Governo ha ceduto alla lobby nuclearista francese  ed ha cancellato tutte le politiche positive messe in atto in favore del solare e delle fonti rinnovabili pulite stabilite grazie ai Verdi nel Governo precedente. Mentre anche gli USA compiono una coraggiosa inversione di rotta per i cambiamenti climatici nel nostro paese si aprono conflitti a livello europeo per consentire a sistemi produttivi obsoleti di continuare ad inquinare il pianeta impunemente.</p>
<p><strong>Il Mondo è cambiato, rispetto al secolo scorso</strong>. Siamo sicuri che prima o poi anche i più nostalgici se ne renderanno conto ed entreranno finalmente nel nuovo millennio.</p>
<p>Questi sono i due ordini del giorno approvati:<br />
<a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/odg-manifesto-acqua-pubblica.pdf'>odg-manifesto-acqua-pubblica</a><br />
<a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/04/forli_comune_libero_dal_nucleare.pdf'>forli_comune_libero_dal_nucleare</a></p>
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		<title>Cosa dice il referendum sulla legge elettorale?</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 08:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre tutti gridano allo scandalo sui costi che avrebbe il referendum, ignorando che i costi potrebbero essere azzerati semplicemente votando una legge elettorale decente in Parlamento, scopro che pochi ne conoscono il contenuto. Ci sono 3 quesiti: i primi due riguardano il premio di maggioranza dato al partito di maggioranza, rispettivamente alla Camera ed al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre tutti gridano allo scandalo sui costi che avrebbe il referendum, ignorando che<strong> i costi potrebbero essere azzerati semplicemente votando una legge elettorale decente</strong> in Parlamento, scopro che pochi ne conoscono il contenuto.</p>
<p>Ci sono 3 quesiti: i primi due riguardano il premio di maggioranza dato al partito di maggioranza, rispettivamente alla Camera ed al Senato. Questo significa che l<strong>a lista che prende più voti prende la maggioranza dei parlamentari, da sola</strong>. Per fare un esempio concreto, <u>probabilmente di qui a vent&#8217;anni avremmo un Parlamento ed un Governo con solo il Partito delle Libertà.</u><br />
Tra vent&#8217;anni potrebbe essere il PD da solo.</p>
<p>In sostanza questa novità porterebbe alla <strong>sparizione delle coalizioni</strong>, alla completa trasformazione del nostro sistema politico in bipartitico come negli Stati Uniti, al governo del paese in mano a chi, virtualmente, può ricevere anche solo il 30% dei consensi.</p>
<p>Il terzo quesito riguarda invece il divieto di candidarsi in più circoscrizioni, messo forse più come foglia di fico che per reale sostanza.</p>
<p>Ora, prima di inoltrare a tutti i vostri contatti le falsità sullo spreco di denaro pubblico diffuse dal comitato promotore dei referendum, e la bugia che questo cancellerebbe il porcellum, pensateci bene: <strong>quanto spendereste per evitare di regalare i vostri voti a Berlusconi per i prossimi 20 anni?</strong> (di questo si tratta)</p>
<p>Chiedete, inoltre, perché chi sbraita tanto per cercare di far vincere i SI&#8217; non proponga una legge elettorale da paese democratico, che eviterebbe l&#8217;obbligo di ricorrere al referendum.</p>
<p>Se volete approfondire, leggete questo <a target="_blank" class="external" rel="nofollow"  href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/legge-elettorale-13/si-referendum/si-referendum.html">articolo su Repubblica</a> e qualche guida ai sistemi elettorali, il tema merita attenzione. </p>
<p>Questa proposta è molto simile alla <a target="_blank"  class="external" rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Acerbo">Legge Acerbo</a> voluta da Mussolini nel 1923!</p>
<p>Cerchiamo di evitare di votarci la dittatura, per favore. E diffondete anche questa nota, se tenete alla democrazia.</p>
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		<title>Referendum, election day, furbizie e demagogie.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 13:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho seguito un po&#8217; il dibattito sulle accuse alla Lega Nord per quanto riguarda l&#8217;election day e lo spreco di denaro pubblico che avremmo se scegliessimo date diverse per elezioni amministrative, europee e referendum. La cosa mi stupisce un po&#8217;, dal momento che per altri referendum la scelta è stata (a mio parere illogicalmente) diversa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho seguito un po&#8217; il dibattito sulle accuse alla Lega Nord per quanto riguarda l&#8217;<strong>election day</strong> e lo <strong>spreco di denaro pubblico</strong> che avremmo se scegliessimo date diverse per elezioni amministrative, europee e referendum.<br />
La cosa mi stupisce un po&#8217;, dal momento che per altri referendum la scelta è stata (a mio parere illogicalmente) diversa.</p>
<p>Prendiamo quello sulla <strong>procrazione assistita</strong>, con la Chiesa ed i partiti cattolici a favore dell&#8217;astensione: data 12-13 Giugno 2005. Pochi mesi prima c&#8217;erano state le europee (3-4 Aprile), l&#8217;anno dopo le politiche.<br />
<strong>Però non una sola delle voci che si alzano oggi si espresse a favore dell&#8217;accorpamento delle date.</strong></p>
<p>Io sono favorevole all&#8217;election day ed all&#8217;accorpamento di diverse votazioni per evitare sprechi di denaro pubblico, <strong>a patto che ci sia una norma che valga sempre</strong>, e non solo quando l&#8217;astensione avvantaggia chi è in maggioranza in Parlamento. Basterebbe dire che i referendum vanno SEMPRE accorpati ad altre elezioni, ed eviteremmo anche di accorpare sempre il voto degli indifferenti a quello dei sostenitori del NO.<span id="more-3655"></span></p>
<p>Oggi chi protesta contro questo spreco lo fa in maniera strumentale (ogni elezione ha un costo), perché l&#8217;astensione punirebbe i promotori del referendum. Il referendum premia la lista più forte della maggioranza e punisce gli alleati, e questo significherebbe premiare PD e PDL (guardacaso entrambi favorevoli, oggi).</p>
<p>Oggi alla radio un senatore PD commentava negativamente il rischio del ritorno della frammentazione (tolto il politichese significa: se non alziamo i quorum perdiamo voti). Lo stesso dicasi per i rimborsi elettorali delle elezioni europee: ho sentito la proposta di eliminare quelli alle formazioni che non raggiungono il 4% per destinare questi soldi alle misure contro la crisi.</p>
<p>Ecco che torna la demagogia spicciola: si nasconde il vero obiettivo, che è zittire le voci alternative, tramite il ricorso a temi certamente importanti e toccanti, ma violentati dalla strumentalizzazione politica.</p>
<p>Oggi sia il referendum sia la questione dei rimborsi elettorali sono strumenti per chiudere, una volta per tutte, le porte ai partiti minori.<br />
<strong>Questo significa anche che non ci saranno MAI PIU&#8217; nuovi partiti e nuove iniziative politiche</strong>, che ovviamente alle prime tornate elettorali non otterrebbero percentuali a 2 cifre.</p>
<p>Se queste norme fossero state introdotte vent&#8217;anni fa, l&#8217;Italia dei Valori, i Verdi, la Lega Nord, Alleanza Nazionale &#8211; tanto per fare qualche esempio &#8211; non sarebbero mai esistite.</p>
<p>Riflettiamoci un attimo, prima di pensare che questa &#8220;<strong>semplificazione</strong>&#8221; non nasconda semplicemente una <strong>volontà egemonica  ed antidemocratica.</strong></p>
<p>Altrimenti andiamo fino in fondo, eliminiamo il diritto di voto oppure presentiamo una sola lista alle elezioni.  </p>
<p>Del resto le dittature sono i sistemi di governo più semplici.</p>
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		<title>Se un Ministro impedisse alle carceri di &#8220;ospitare&#8221; un assassino&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 19:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;probabilmente tutti si sarebbero scandalizzati. Un assassino X giudicato colpevole a tutti i livelli possibili di giudizio. Se un Ministro della Giustizia avesse ordinato a tutte le carceri nazionali ed a tutti gli istituti di detenzione di non far entrare l&#8217;assassino X nelle proprie sedi, e dare corso alle sentenze, forse oggi il Governo sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;probabilmente tutti si sarebbero scandalizzati. Un assassino X giudicato colpevole a tutti i livelli possibili di giudizio. Se un Ministro della Giustizia avesse ordinato a tutte le carceri nazionali ed a tutti gli istituti di detenzione di <strong>non far entrare l&#8217;assassino X nelle proprie sedi</strong>, e dare corso alle sentenze, forse oggi il Governo sarebbe caduto per le proteste interne ed esterne alla maggioranza.<br />
Basta cambiare la prospettiva, ed un <a rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-5/sacconi-indagato/sacconi-indagato.html">Ministro del Welfare</a> può ordinare a tutti gli ospedali d&#8217;Italia di non dare corso ad una sentenza definitiva, con relativamente poco scalpore, e nessuna protesta nemmeno da chi si propone giustizialista.</p>
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		<title>Mastella &#232; fuori dal Gove&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 20:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mastella &#232; fuori dal Governo. La Maggioranza che ha vinto le elezioni non c&#8217;&#232; pi&#249;.</p>
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		<title>Mastella lascia la maggioranza &#8220;E&#8217; venuto il momento di dire basta&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 18:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Se ci sarà da votare sulla fiducia voteremo contro. L&#8217;esperienza di questo centrosinistra è finita&#8221;. </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/dimissioni-mastella/risoluzione-forza-italia/risoluzione-forza-italia.html">Mastella lascia la maggioranza &#8220;E&#8217; venuto il momento di dire basta&#8221; &#8211; Politica &#8211; Repubblica.it</a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_21/udeur_mastella_basta_53eb369c-c847-11dc-8c83-0003ba99c667.shtml">La stessa notizia sul corriere</a></p>
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		<title>I Verdi escono dalla maggioranza per non tradire il patto con gli elettori</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 13:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il programma elettorale con il quale il Sindaco Nadia Masini e la sua maggioranza si sono presentati ai cittadini oggi è stato stravolto. La sezione centro storico partiva con le tre parole che oggi diventano tabù: diminuzione del traffico. Quando la diminuzione del traffico non è più un obiettivo da perseguire, non si fa un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il programma elettorale con il quale il Sindaco Nadia Masini e la sua maggioranza si sono presentati ai cittadini oggi è stato stravolto. La sezione centro storico partiva con le tre parole che oggi diventano tabù: diminuzione del traffico.</p>
<p>Quando la diminuzione del traffico non è più un obiettivo da perseguire, non si fa un passo indietro solo ripetto al piano del traffico, ma si smentisce il programma elettorale e viene a mancare il rispetto nei confronti dei cittadini che hanno dato il loro voto sulla base di queste promesse. </p>
<p>Le dimissioni irrevocabili dell&#8217;Assessore Sandra Morelli sono accompagnate dall&#8217;azione dei Verdi che coerentemente escono da una maggioranza che non risponde più al programma condiviso ed al patto con gli elettori. </p>
<p>Cogliamo l&#8217;occasione per invitarvi alla conferenza stampa che si terrà nella nostra sede in via <strong>Volturno 11 Venerdì 30 Novembre alle ore 11</strong> durante la quale faremo il punto della situazione e comunicheremo le nostre iniziative future. </p>
<p>Vi allego gli articoli usciti oggi sul Resto del Carlino:<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/11/resto-del-carlino-28-11-07.pdf" class="attachmentlink">Resto del carlino 28-11-07</a></p>
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		<title>Piano del traffico da rilanciare per la tutela della salute</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 10:29:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblico il comunicato stampa della Federazione dei Verdi sul rilancio del piano del traffico. Piano del traffico da rilanciare per la tutela della salute Autobus gratis a Dicembre. Studi autorevoli &#8211; come quello certamente realizzato dalle associazioni di categoria per sondare il gradimento dei cittadini sul piano del traffico – dimostrano che ovunque si chiedano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico il comunicato stampa della Federazione dei Verdi sul rilancio del piano del traffico.</p>
<p><strong>Piano del traffico da rilanciare per la tutela della salute</strong><br />
<em>Autobus gratis a Dicembre. </em></p>
<p>Studi autorevoli &#8211; come quello certamente realizzato dalle associazioni di categoria per sondare il gradimento dei cittadini sul piano del traffico – dimostrano che ovunque si chiedano pareri ai cittadini su questi temi, si verifica che le persone “sondate” si dichiarano favorevoli all’80% circa (meno traffico, meno auto, più bus-bici-pedoni, ecc..) prima dell’attuazione dei provvedimenti; quando questi si realizzano la percentuale dei soddisfatti crolla più o meno al 20% per poi risalire, dopo alcuni mesi, nel favore della stragrande maggioranza degli intervistati. </p>
<p>Questa “curiosa” curva di gradimento – consolidata e confermata da analisi puntuali e anticipata dai Verdi nel corso di un incontro pubblico già nel luglio scorso – pare si stia riproducendo anche nella nostra città a tutta dimostrazione che Forlì è esattamente come le altre città e i forlivesi assolutamente attenti ai cambiamenti. </p>
<p>Al contrario, invece, di quello che affermano Sansavini ed Errani il piano del traffico sta pienamente centrando i suoi obiettivi, primo fra tutti la riduzione del traffico veicolare privato, precondizione per la prevenzione primaria a tutela della salute dei cittadini. <span id="more-2478"></span></p>
<p>Era dagli anni settanta che non veniva fatta una proposta così anacronistica quale quella di richiamare in centro il traffico veicolare privato in una situazione di grande emergenza sanitaria, come dimostrato dalla stima dei dipartimenti di sanità pubblica delle aziende USL di <strong>circa trenta morti l’anno nella nostra città causati solo da PM10. </strong></p>
<p>Loro dimenticano, probabilmente, che siamo costretti a prendere provvedimenti di limitazioni del traffico per il continuo sforamento dei limiti di legge per le polveri sottili. Se dovessimo dare attuazione a queste paradossali proposte ci troveremmo con lo schizofrenico risultato di incentivare il traffico veicolare privato il sabato e gli altri giorni nel tardo pomeriggio e bloccarlo completamente il giovedì. </p>
<p>Una sola cosa è condivisibile tra le proposte dei due capigruppo del Partito Democratico: occorre mettere in campo tutte le azioni necessarie per dare piena attuazione al piano del traffico votato dal Consiglio Comunale. </p>
<p>Se fossero coerenti col programma di governo della città, si batterebbero per proseguire su questa strada, attivare ulteriori strumenti e fare passi in avanti, sostenendo gli investimenti sul trasporto pubblico, sui quali il Sindaco ha sottoscritto impegni importanti attraverso l’accordo sindacale di pochi giorni fa.  </p>
<p><strong>Che questa sia la strada giusta è dimostrato anche dal notevole incremento di circa il 30% degli utenti dei mezzi pubblici.  </strong></p>
<p>Accettino quindi la proposta degli autobus gratis da noi già condivisa con altre forze della sinistra. </p>
<p>Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena</p>
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		<title>ORDINE DEL GIORNO Sul Piano Energetico Ambientale Comunale di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 13:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Vista la delibera in adozione sul PIANO ENERGETICO AMBIENTALE COMUNALE ed in particolare il contenuto della scheda relativa alla promozione della diffusione di impianti solari termici negli edifici; IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA - la II^ Commissione a discutere dell’attuazione del Piano Energetico Ambientale anche attraverso l’adeguamento di tutti i regolamenti coinvolti, a partire dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Vista la delibera in adozione sul PIANO ENERGETICO AMBIENTALE COMUNALE ed in particolare il contenuto della scheda relativa alla promozione della diffusione di impianti solari termici negli edifici;</p>
<p>IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA</p>
<p>- la II^ Commissione a discutere dell’attuazione del Piano Energetico Ambientale anche attraverso l’adeguamento di tutti i regolamenti coinvolti, a partire dal regolamento edilizio;</p>
<p>SOLLECITA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE<br />
- a promuovere sul territorio investimenti volti ad incrementare il risparmio energetico pubblico e privato, anche attraverso accordi con le banche ed i privati per la concessione di finanziamenti agevolati finalizzati agli adeguamenti strutturali degli edifici;</p>
<p>- a partecipare all’iniziativa “mi illumino di meno” promossa dalla trasmissione radiofonica CATERPILLAR (RADIO 2), dal Ministero dell’Ambiente e da quello delle Attività Produttive, riducendo a scopo dimostrativo i consumi energetici del COMUNE nella giornata del 16 Febbraio e promuovendo le azioni utili allo scopo sul territorio.</p>
<p>Firmato</p>
<p>Alessandro Ronchi (Gruppo Verdi, primo firmatario).</p>
<p>L’ordine del giorno è stato votato da tutta la maggioranza. </p>
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		<title>Tre punti per la città</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2006 09:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A metà mandato i Verdi di Forlì rilanciano la loro proposta politica: tre punti per una città bella, accogliente, colta, dinamica e solidale.<span id="more-3377"></span></p>
<p>Salute e qualità dell’aria<br />
La tutela della salute dei cittadini parte dall’attenzione per il miglioramento della qualità ambientale. L’innalzamento delle temperature del globo e l’emergenza climatica pongono precise responsabilità anche alle amministrazioni locali. La qualità dell’aria, in particolare, è il principale problema che oggi siamo obbligati ad affrontare: dopo vent’anni persino Blair e Bersani si sono accorti di questa priorità. Tutte le fonti di inquinamento vanno controllate in proporzione al loro contributo negativo. Ad esempio l’inceneritore dei rifiuti non è necessario perché esiste una alternativa più efficace e più conveniente nella raccolta differenziata porta a porta. Lo dimostrano anche i dati della sperimentazione di Forlimpopoli, dove si sono raggiunte percentuali ben oltre il 60% in poche settimane dall’avvio.</p>
<p>Mobilità e sicurezza stradale<br />
Il traffico è la fonte principale di inquinamento e va governato e non subito. E’ necessario investire sulla mobilità collettiva: servizi innovativi a chiamata, autobus piccoli ed ecologici nel centro e per gli orari non di punta, convenzioni con i tassisti, percorsi sicuri per le scuole. I cittadini chiedono più controlli e più sicurezza sulle strade: questo si raggiunge anche utilizzando risorse tecnologiche all’avanguardia, come Sirio, che permettano una presenza più efficace e più distribuita sul territorio dei vigili urbani. L’opposizione pregiudiziale al progresso tecnologico avrebbe impedito, quarant’anni fa, la sostituzione dei vigili al centro degli incroci con i semafori.<br />
Zone 30, aree pedonali, piste ciclabili e corsie preferenziali per il trasporto pubblico sono solo alcuni degli interventi strutturali, che tutti a gran voce richiedono, pronti per essere attuati. “Le piazze tornino ad essere piazze”, luoghi d’incontro piacevoli e sicuri da frequentare dove passeggiare e fare acquisti, a sostegno anche del piccolo commercio. Tavolini e ristoranti all’aperto sostituiscano auto e bidoni della spazzatura: così si valorizzano anche le vie commerciali di pregio.</p>
<p>Gestione del territorio<br />
Il territorio a nostra disposizione è uno solo. Un uso equilibrato ed attento degli spazi è possibile e necessario per garantire che gli interessi dei singoli non scavalchino quelli della comunità. Per mantenere un sistema commerciale equilibrato non vanno introdotti aumenti nelle previsioni del programma per la grande distribuzione. L’adeguamento del PRG alle nuove norme urbanistiche sia lo strumento per introdurre avanzate disposizioni in materia di risparmio energetico, ad incentivo di una economia locale basata sull’efficienza degli edifici.</p>
<p>Anche su questi punti il Sindaco Nadia Masini ha raccolto la sfida importante dell’allargamento della maggioranza ed il consenso dei cittadini, con il nostro apporto. Per noi questa sfida può essere vinta, ma occorre una precisa volontà politica.</p>
<p>Alessandro Ronchi<br />
Capogruppo dei Verdi nel Consiglio Comunale di Forlì</p>
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		<title>Salviamo la Costituzione</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Aug 2006 08:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 25 e 26 di Giugno si voterà per decidere sulla recente riforma costituzionale, voluta dal precedente governo Berlusconi. Pochi cittadini, purtroppo, conoscono al di là degli slogan demagogici i contenuti di questa riforma e quali saranno le sue gravi implicazioni. Questo referendum sarà di tipo confermativo,come previsto dall&#8217;art.138 della Costituzione che regola la revisione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 e 26 di Giugno si voterà per decidere sulla recente riforma costituzionale, voluta dal precedente governo Berlusconi.<br />
Pochi cittadini, purtroppo, conoscono al di là degli slogan demagogici i contenuti di questa riforma e quali saranno le sue gravi implicazioni. </p>
<p>Questo referendum sarà di tipo confermativo,come previsto dall&#8217;art.138 della Costituzione che regola la revisione costituzionale, e non avrà bisogno di un quorum, a differenza di quanto è avvenuto nei recenti referendum abrogativi. Le leggi costituzionali, infatti, se non sono approvate a larga maggioranza dai due rami del parlamento sono sottoposte ad un referendum popolare confermativo se vengono raccolte 500mila firme di cittadini oppure nel caso ne facciano richiesta cinque Consigli Regionali o un quinto di rappresentanti di una Camera.<br />
Anche se una sola di queste possibilità sarebbe stata sufficiente, in questi mesi sono state utilizzate tutte, per confermare con forza l&#8217;ampia e ferma volontà di bloccare questa pericolosa riforma.</p>
<p>Una riforma dalle ricadute così importanti sulla costituzione e sull&#8217;ordinamento dello Stato dovrebbe essere affrontata ricercando un ampio consenso, portando avanti un dibattito responsabile ed il più possibile libero da demagogia e false illusioni.<br />
Al contrario di ogni buonsenso il Governo Berlusconi ha portato avanti nel novembre 2005 una riforma approvata a colpi di maggioranza, accontentando nelle sue varie parti questo o quel partito della sua coalizione, scambiando fondamenta importanti della nostra struttura democratica come merce da baratto. Il risultato che ne esce è una riforma disomogenea, inorganica ed in parte inapplicabile, frutto degli accordi di solo tre partiti che non sono riusciti a trovare un accordo complessivo sull&#8217;orientamento generale da dare alla nuova costituzione.<span id="more-3358"></span></p>
<p>Questa riforma non ha precedenti nella nostra Repubblica: le precedenti modifiche alla Costituzione si limitavano ad alcune disposizioni costituzionali, mentre in questo caso sono stati coinvolti ben 50 articoli, che modificano completamente i rapporti tra Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica, nonché quelli tra Stato ed Enti locali.</p>
<p>Se la riforma sarà approvata dai cittadini, l&#8217;Italia non sarà più una Repubblica parlamentare, in cui cioè il Parlamento esprime il Governo e può costringerlo alle dimissioni votandogli contro. </p>
<p>Viene rafforzato il ruolo del Primo Ministro, ma in maniera tale da creare una concentrazione di poteri potenzialmente molto pericolosa, se messa nelle mani sbagliate.<br />
Il dibattito politico e le discussioni in parlamento sono una garanzia democratica, non un inutile orpello di cui si può fare eventualmente a meno, per snellire la procedura e semplificare la vita a chi vuole legiferare in una certa direzione. La dittatura è la forma di governo più semplice e snella, ma non per questo preferibile o auspicabile.</p>
<p>Il federalismo o “devolution”, ampiamente sbandierato come una importante vittoria dalla Lega Nord, non fornisce alle regioni i mezzi necessari per mettere in atto le competenze che vengono loro attribuite, ed alcuni articoli sono talmente poco chiari da provocare un continuo conflitto di competenze tra Stato e Regioni.</p>
<p>La riforma costituzionale è una materia complessa e molti cittadini non si sentono all’altezza di darne un giudizio. Visto l&#8217;ampio consenso per il NO nella raccolta di firme e nella lista numerosa di sostenitori di grande spessore, alcuni pensano che il risultato sia scontato e che il singolo voto non sia necessario.<br />
Purtroppo la realtà è diversa, e questi mesi di demagogia mediatica hanno portato al rischio di una diminuzione del vantaggio dei sostenitori del NO.</p>
<p>I Verdi invitano, quindi, a partecipare anche a questa espressione democratica e votare NO, opponendosi al tentativo di demolizione della nostra Repubblica Parlamentare, invitando i conoscenti ad approfondire il tema ed ad esprimersi con coscienza. </p>
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		<title>L&#8217;incenerimento del dibattito</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2005 15:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre scrivo questo articolo si è avviato un percorso di confronto con la cittadinanza sul problema dell’incenerimento dei rifiuti e della loro gestione. Un ciclo di assemblee pubbliche che toccano tutte le circoscrizioni sulla questione più discussa in questo primo anno e mezzo di nuova amministrazione.</p>
<p>Questi incontri avvengono dopo la presentazione delle centinaia di firme dei medici di Forlì contrari all’impianto, dopo il dibattito pubblico al Palafiera con Grillo e Fo, e dopo la raccolta di più di 17’000 firme a favore di una diversa gestione dei rifiuti.<span id="more-3093"></span></p>
<p>Mentre in città, quindi, si discuteva e si richiedeva da più fronti uno studio approfondito di tecnologie innovative, l’iter dei nuovi impianti non si è fermato, scavalcando anche un importante documento firmato da tutti i capigruppo di maggioranza, voluto e promosso dal Gruppo Consiliare dei Verdi. Il documento, reso pubblico nel Settembre del 2004, richiedeva una discussione tramite Agenda 21 del piano di gestione dei rifiuti, che doveva essere approvato prima di ogni ulteriore autorizzazione. Come è noto questo non è stato fatto e gli iter autorizzativi sono andati avanti senza un adeguato controllo politico, ignorando il risultato delle assemblee pubbliche effettuate in Provincia.</p>
<p>Allo stesso modo è stato ignorato il parere contrario dell’AUSL e del Comune, dato in sede di Valutazione di Impatto Ambientale, basato sulla considerazione che il nuovo impianto è peggiorativo rispetto al precedente riguardo le emissioni pericolose per la salute dei forlivesi. I paragoni alle automobili catalitiche, quindi, sono assolutamente fuoriluogo e vengono espresse in malafede o nella assoluta ignoranza della documentazione di VIA.</p>
<p>Durante la prima assemblea pubblica è stato presentato un documento congiunto firmato da diverse associazioni e partiti, che chiede di mettere in pausa gli iter dei nuovi impianti di incenerimento, per aprire un vero percorso di partecipazione democratica. Il documento completo si può trovare anche sul mio sito, www.alessandroronchi.net∞, dove mantengo anche tutta la documentazione relativa all’iter dell’impianto di Hera e del Piano dei Rifiuti Provinciale.</p>
<p>Una soluzione a questo problema, quindi, è possibile: visto che non siamo in emergenza rifiuti e non corriamo il rischio di entrarvi, possiamo fermarci sul fronte della costruzione dei nuovi impianti, fare studi di fattibilità seri sui metodi alternativi, aprire un tavolo tecnico e politico di confronto che soddisfi pienamente le pratiche dei processi partecipativi.</p>
<p>Abbiamo vicino a casa la dimostrazione che quello che chiediamo è possibile, anche con Hera: a Monteveglio, un Comune della Provincia di Bologna, a soli tre mesi dall’introduzione del porta a porta si è ridotta del 35% la produzione di rifiuti, arrivando al 62% di raccolta differenziata. Il costo totale dello smaltimento è stato di circa 573 mila euro, contro i 609 mila del sistema dei cassonetti.</p>
<p>Il problema, quindi, non ha solamente aspetti sanitari, certamente fondamentali, ma anche economici ed energetici.<br />
In questo momento di crisi non possiamo considerare rifiuto quello che è ancora materia prima, o arriverà il momento nel quale sarà difficile riprendere in mano il problema e la programmazione.</p>
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		<title>Energie rinnovabili. Utopia esiste e si chiama Friburgo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2003 14:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Friburgo puo vantarsi di essere forse la citta piu ecologica d Europa, ed ha l&#8217;ambizione di ridurre del 25% entro il 2010 la quantità di biossido di azoto immessa nell&#8217;atmosfera. Nella sua area industriale sono localizzate cinquecento aziende attive nel settore della ricerca e della produzione di tecnologie applicate alla fonti rinnovabili. Tetti e facciate sono rivolti a sud e sono attrezzati con pannelli solari, fotovoltaici e schermati, progettati da designer e architetti che hanno raccolto la sfida di trasformarli in oggetti d&#8217;arte, e che d&#8217;inverno catturano il sole e d&#8217;estate lo filtrano per garantire condizioni climatiche ottimali. Le ringhiere dei balconi vi sembrano piu spesse del normale? E perche ci si lava con l&#8217;acqua che scorre al loro interno e si riscalda al sole. Ma il vero monumento di questa citta del sole e la Solarhaus, il simbolo e il prototipo della casa solare: 145 metri quadrati servita da sistemi di riscaldamento, produzione dall&#8217;energia solare di acqua calda e l&#8217;elettricità. La facciata sud è formata da 89 metri quadrati di isolamento opaco che protegge dal calore e serve da sistema solare passivo, in grado di produrre 6000 rwh l&#8217;anno. E&#8217; dotata inoltre di un dispositivo di produzione energetica in grado di dividere l&#8217;idrogeno e l&#8217;ossigeno dall&#8217;acqua mediante elettrolisi, permettendo di impiegare l&#8217;idrogeno come fonte energetica a lungo termine, come combustibile nell&#8217;area cucine e come fonte di riscaldamento ulteriore nei mesi invernali. Ma la Solarhaus non e piu un caso di studio. L&#8217;edilizia ecologica ha trovato applicazione a tutti i livelli. I cittadini possono acquistare quote di un impianto fotovoltaico, pur non essendo proprietari di un tetto solare, permettendo la realizzazione su edifici privati e pubblici di impianti fotovoltaici collegati alla rete per oltre 300 kw. Anche il sistema finanziario collabora erogando incentivi economici per i cittadini che installano impianti solari, termici o fotovoltaici. Inoltre, dal 1999 ogni consumatore di elettricità, anche se non ha installato un proprio impianto contribuisce aderendo alle cooperative solari. Cosi&#8217; un intero quartiere della città è stato progettato e costruito in verde. E il Distretto Vauban, dove la maggior parte degli edifici e&#8217; solare. Esemplare tra tutti il Wohnen und Arbeiten (Vivere e lavorare): conserva l&#8217;85% dell&#8217;energia con un costo maggiorato di appena 7%; l&#8217;impianto di ventilazione recupera l&#8217;82% delle calorie provenienti dall&#8217;impianto di riscaldamento; i gas prodotti dall&#8217;impianto di fognatura servono per cucinare; la maggioranza delle<br />
finestre si affaccia a sud, per recuperare e incamerare la luce solare. Solo meta dei residenti usa l&#8217;auto e la parcheggia fuori da quartiere in un edificio multipiano ricoperto di pannelli, che lascia liberi gli spazi esterni e i giardini. Accanto e sorto Schlierberg, edificato con case a schiera a surplus Energi,in grado cioe&#8217; di rimettere in rete l&#8217;energia in eccesso rispetto a quella consumata.</p>
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