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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; OGM</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Gli italiani ed il nuovo che avanza</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 17:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono proprio curioso di sapere quanto durerà il colpo di fulmine che oggi hanno gli italiani nei confronti del neopremier Monti. E&#8217; vero, tolto B. tutto il resto purché sia. Però come si fa ad essere contenti a prescindere? E&#8217; abbastanza facile: oggi tutti pensano che i sacrifici toccheranno ad altri. E quando si parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono proprio curioso di sapere quanto durerà il colpo di fulmine che oggi hanno gli italiani nei confronti del neopremier Monti.<br />
E&#8217; vero, tolto B. tutto il resto purché sia. </p>
<p>Però  come si fa ad essere contenti a prescindere? E&#8217; abbastanza facile: <strong>oggi tutti pensano che i sacrifici toccheranno ad altri</strong>. E quando si parla di equità, trovandosi ovviamente sempre dalla parte del giusto, ogni italiano pensa che finalmente il Governo darà loro (o toglierà agli altri) il giusto.</p>
<p>Non è una difficile previsione, quella della futura delusione collettiva.</p>
<p>Del resto è bastato che si uscisse per un momento dal vago, entrando nel merito di nucleare ed ogm, per scatenare le giuste critiche.</p>
<p>Perché i tecnici possono pur essere bravissimi tecnici, ma la direzione che devono prendere deve essere dettata dalla politica, non viceversa. E la politica deve prendere in considerazione la scienza ma anche sapere quali sono i suoi limiti.</p>
<p>Volevo ricordare solo un minimo dettaglio: i migliori economisti tecnici del Mondo non hanno mai messo in dubbio una crescita continua, e prendendolo come dogma non sono mai riusciti a prevedere nessuna crisi con anticipo. Semplicemente ogni modello di analisi si basa su astrazioni necessarie per gestire la complessità dei sistemi, e spesso queste semplificazioni si portano dietro enormi errori sui risultati. </p>
<p>Oggi proprio queste persone dovrebbero scegliere per noi come dobbiamo uscire dalla crisi?</p>
<p>Un tecnico meccanico potrebbe dirmi che non ha senso rincorrere dietro ai problemi dell&#8217;auto del nonno, sempre più frequenti e sempre più costosi. Ciò nonostante potrei voler mantenere quel mezzo perché è diventato storico, o più semplicemente perché la mia felicità dipende anche dagli affetti, e non soltanto dai calcoli matematici di convenienza economica.</p>
<p>Per questo spero che questa fase duri lo stretto necessario, e poi <strong>si torni a ragionare di politica</strong>, di critica al PIL come indicatore di obiettivi ed ai limiti di questo sistema, di come cambiare per distribuire maggiore equità, di cosa fare per rendere questo pezzo di Pianeta abitabile anche per i nostri figli.</p>
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		<title>A me la patata piace BIO</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 14:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdiforlicesena.org/2010/a-noi-la-patata-piace-bio-sabato-mattina-in-piazza-dante-distribuiremo-patate-biologiche-nostrate-al-mercato-di-piazza-dante/"></a><a href="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/03/t_shirt_patata_OGM.jpg"><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/03/t_shirt_patata_OGM-140x150.jpg" alt="t shirt patata OGM 140x150 A me la patata piace BIO" title="A me la patata piace BIO" width="140" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-4143" /></a></p>
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		<title>Sugli OGM pronti a presentare il referendum</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2010/sugli-ogm-pronti-a-presentare-il-referendum/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 19:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Commissione UE ha autorizzato la coltivazione della patata OGM Amflora della Bayer. I Verdi sono pronti a presentare un referedum contro gli OGM in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione UE ha autorizzato la coltivazione della patata OGM Amflora della Bayer.<br />
I Verdi sono pronti a presentare un <a href="http://www.verdiforlicesena.org/2010/ogm-verdi-grave-decisione-bruxelles-pronti-a-referendum-depositeremo-quesito-gia-la-prossima-settimana/">referedum</a> contro gli OGM in Italia.</p>
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		<title>Io non ti vedo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 08:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come tutti gli anni in questo periodo assistiamo al tentativo di montare polemiche su San Remo, che cercano di donare un minimo interesse all&#8217;evento. Così quest&#8217;anno è il turno del Principe che canta, di Carla Bruni che va e non va più, di quello che fumano o sniffano i cantanti, e così via. Una valanga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutti gli anni in questo periodo assistiamo al tentativo di montare polemiche su San Remo, che cercano di donare un minimo interesse all&#8217;evento.<br />
Così quest&#8217;anno è il turno del Principe che canta, di Carla Bruni che va e non va più, di quello che fumano o sniffano i cantanti, e così via.<br />
<strong>Una valanga di stronzate.</strong></p>
<p><em>The Show Must Go On.</em></p>
<p>Nel frattempo c&#8217;è un <a href="http://baseverde.org/2010/tv-verdi-bonelli-a-5-giorni-di-sciopero-fame-ma-solo-7-italiani-lo-sa/">uomo che da più di una settimana fa lo sciopero della fame contro l&#8217;oscuramento dei problemi ambientali dai media</a>, e nessuno lo sa.<br />
Nessuno viene messo in condizione di sapere che stanno introducendo gli <strong>OGM</strong> in Italia. Nessuno ha saputo cosa stanno combinando sul <strong>nucleare</strong>.</p>
<p><em>The show must go on, yeah </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stasera al Cinema Saffi Religiolus</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 12:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 27 Aprile alle ore 20.45 ed in replica alle ore 22.30 si terrà presso il cinema Saffi d’essai in Viale dell’Appennino 480 a Forlì la proiezione del film Religiolous in collaborazione con il circolo l’UAAR di Forlì-Cesena. Viaggio nel mondo delle superstizioni religiose viste con lo sguardo dissacrante del comico americano Bill Maher, uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.uaarforlicesena.org/wp-content/uploads/2009/04/religiolus-150x150.jpg"><img src="http://www.uaarforlicesena.org/wp-content/uploads/2009/04/religiolus-150x150.jpg" title="foto Stasera al Cinema Saffi Religiolus " alt="religiolus 150x150 Stasera al Cinema Saffi Religiolus" /></a>Lunedì 27 Aprile alle ore 20.45 ed in replica alle ore 22.30 si terrà presso il cinema Saffi d’essai in Viale dell’Appennino 480 a Forlì la proiezione del film Religiolous in collaborazione con il circolo l’UAAR di Forlì-Cesena.</p>
<p>Viaggio nel mondo delle superstizioni religiose viste con lo sguardo dissacrante del comico americano Bill Maher, uno dei più noti protagonisti del late night shows americano. Maher rivolge gran parte dei suoi monologhi verso una totale demitizzazione dei dogmi delle varie religioni del Mondo, attraverso lo strumento dell’ironia, vittime sacrificali delle sue caustiche punchlines. Compie un viaggio intorno al Mondo intervistando vari esponenti di numerose religioni, da quelle più assurde che si annidano nell’entroterra americano, fino ai credo più istituzionalizzati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Forlì territorio libero da OGM, approvato ordine del giorno in Consiglio</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 08:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri il consiglio comunale ha votato (dopo un anno dalla mia presentazione) l&#8217;ordine del giorno contro gli OGM. Allego il testo. ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD UN IMPEGNO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE PRODUZIONI TIPICHE DAI POSSIBILI EFFETTI NEGATIVI CONNESSI ALL&#8217;IMPIEGO DI O.G.M.. Il Consigliere comunale Alessandro Ronchi, ha presentato in data 13 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/11/ogm-150x150.gif" alt="ogm 150x150 Forlì territorio libero da OGM, approvato ordine del giorno in Consiglio" title="cibo ogm? No grazie" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3458" />Ieri il consiglio comunale ha votato (dopo un anno dalla mia presentazione) l&#8217;ordine del giorno contro gli OGM. Allego il testo.</p>
<p>ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD UN IMPEGNO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE PRODUZIONI TIPICHE DAI POSSIBILI EFFETTI NEGATIVI CONNESSI ALL&#8217;IMPIEGO DI O.G.M..<br />
Il Consigliere comunale Alessandro Ronchi, ha presentato in data 13 novembre 2007, l’Ordine del giorno nel testo di seguito riportato: “Considerato<span id="more-3457"></span></p>
<p>1) CHE la Coalizione ITALIAEUROPA &#8211; LIBERI DA OGM, costituita dalle Organizzazioni di rappresentanza dell&#8217;agricoltura; dell&#8217;artigianato, della piccola e media industria, del commercio e della grande distribuzione agroalimentare; del consumerismo, dell&#8217;ambientalismo e della cooperazione internazionale, ha promosso un Dibattito nazionale, dal 15 settembre al 15 novembre 2007, al fine del pronunciamento diretto dei cittadini perché l&#8217;agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo del Paese, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile, innovativo e libero da ogm;</p>
<p>2) CHE l&#8217;applicazione del principio di precauzione comporta l&#8217;adozione di decisioni cautelative allorquando, in presenza di rischi gravi o irreversibili, non sia ancora possibile stabilire con certezza, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, un&#8217;esatta relazione tra causa ed effetto;</p>
<p>3) CHE l&#8217;introduzione nell&#8217;ambiente di organismi modificati legata, soprattutto, all&#8217;utilizzazione in agricoltura di sementi e varietà vegetali connesse a forme di sfruttamento intensivo, facendo largo impiego di mezzi tecnici, quali insetticidi, diserbanti e fitofarmaci in genere, può avere effetti negativi sulla diversità biologica delle forme viventi, per la riduzione della capacità di adattarsi e resistere al processo, graduale e continuo, di evoluzione naturale;</p>
<p>4) CHE il rapporto del Centro Comune di Ricerche della UE ha evidenziato l&#8217;impossibilità di far convivere agricoltura transgenica e agricoltura biologica e convenzionale, affermando che l&#8217;agricoltura biologica sarebbe irreversibilmente compromessa dalla contaminazione da OGM e paventando, inoltre, forti rischi di perdita di competitivita per l&#8217;agricoltura convenzionale; </p>
<p>5) CHE la presenza sul territorio di coltivazioni transgeniche può comportare il rischio di contaminazione genetica, con conseguente gravissimo danno all&#8217;ambiente, alle risorse naturali ed alle coltivazioni<br />
convenzionali e biologiche, anche in relazione all&#8217;irreversibilità delle ricadute sull&#8217;ambiente e sull&#8217;ecosistema;</p>
<p>6) CHE il territorio regionale/provinciale/comunale vanta un variegatissimo e prezioso patrimonio alimentare, caratterizzato da una forte identità territoriale, tradizionale e culturale della produzione agricola e che non si può consentire la perdita di queste ricchezze, a causa dell&#8217;ingegnerizzazione dei<br />
prodotti tipici e naturali e della commistione di geni di diversa origine, che avrebbero evidenti ripercussioni negative sulla specificità delle nostre coltivazioni e sulla loro distribuzione territoriale;</p>
<p>7) CHE è indispensabile evitare che in un territorio destinato alla produzione di qualità vengano inserite piante geneticamente modificate, dal momento che la loro interazione ridurrebbe irrimediabilmente il valore della specificità, e che l&#8217;identità storica di ciascun prodotto finirebbe con il venir meno, risultando compromesse le vocazioni colturali di alcune aree produttive;</p>
<p>8) CHE l&#8217;attenzione e l&#8217;informazione sulla qualità dei prodotti e sulla tracciabilità dei cibi rappresentano il motore dello sviluppo dei sistemi locali e consentono di incrementare la competitivita merceologica ed il valore aggiunto in agricoltura;</p>
<p>9) CHE la riforma della P.A.C, prevede un particolare impegno per il rispetto agro ambientale e per la produzione di alimenti di alta qualità e che pertanto è importante garantire, promuovere e conservare un modello di agricoltura basato sul rispetto dell&#8217;ambiente ed in grado di valorizzare le produzioni di origine e tradizionali;</p>
<p>10) CHE tra i compiti della Regione/Provincia/Comune vi è anche l&#8217;attuazione di una politica per la difesa del suolo, la tutela e valorizzazione dell&#8217;ambiente e delle risorse naturali e la prevenzione delle calamità;</p>
<p>RITENENDO OPPORTUNO UN IMPEGNO RIVOLTO<br />
- alla tutela del territorio e delle produzioni tipiche dai possibili effetti negativi connessi all&#8217;impiego ed alla coltivazione di organismi geneticamente modificati;</p>
<p>- all&#8217;attività di informazione e di educazione alimentare;<br />
- al recupero di metodologie, sia agronomiche che di trasformazione, specifiche e tradizionali;<br />
- al rilancio dei prodotti legati al territorio ed all&#8217;identità culturale dei luoghi, ottenuti nel rispetto dei parametri dei disciplinari </p>
<p>IL CONSIGLIO IMPEGNA LA GIUNTA<br />
1) a dichiarare il territorio regionale/provinciale/comunale libero da OGM, nel rispetto del principio di precauzione e nelle more della messa a punto di idonei protocolli di sicurezza che, sulla base degli indirizzi comunitari, disponga la valutazione, su scala locale, dei rischi relativi all&#8217;impatto dell&#8217;emissione deliberata nell&#8217;ambiente di organismi geneticamente modificati e dei rischi relativi all&#8217;impatto sui sistemi agrari e naturali;</p>
<p>2) a mettere in atto ogni intervento di competenza dell’amministrazione sul controllo di qualità degli alimenti agricolo-forestali e di allevamento prodotti nel territorio;</p>
<p>3) a realizzare iniziative finalizzate allo sviluppo, alla promozione ed alla valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari del territorio ed alla certificazione delle produzioni locali;</p>
<p>4) a creare un tavolo di intesa tra produttori, industrie di trasformazione e di distribuzione del settore alimentare al fine di valorizzare i prodotti tipici, tradizionali e a denominazione protetta;</p>
<p>5) a selezionare tra le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense pubbliche (includendo quindi le mense scolastiche) soltanto quelle che garantiscano il non utilizzo di alimenti contenenti O.G.M. ed a prevedere l&#8217;inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso in occasione delle prossime<br />
gare d&#8217;appalto di ogni mensa pubblica.</p>
<p>6) ad aderire e sottoscrivere i contenuti del Dibattito nazionale promosso dalla Coalizione  ITALIAEUROPA &#8211; LIBERI DA OGM che coniuga gli obiettivi economici di sostenibilità del made in italy agroalimentare con il valore della ricoesione sociale: elementi essenziali di un Paese che, insieme,<br />
voglia tornare ad essere protagonista in Europa e nel mondo.</p>
<p>Firmato<br />
Alessandro Ronchi.</p>
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		<title>La fame nel Mondo secondo me</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 20:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi c&#8217;è stato il vertice della FAO a Roma sul problema dell&#8217;aumento dei costi del cibo e del rischio carestia nel Mondo. Se il premier iraniano non avesse avuto il primo piano tutto il giorno, probabilmente qualche media avrebbe avuto il tempo di approfondire un po&#8217; la questione. Non credo che il problema di oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi c&#8217;è stato il vertice della FAO a Roma sul problema dell&#8217;aumento dei costi del cibo e del rischio carestia nel Mondo. Se il premier iraniano non avesse avuto il primo piano tutto il giorno, probabilmente qualche media avrebbe avuto il tempo di approfondire un po&#8217; la questione.</p>
<p>Non credo che il problema di oggi sia dovuto ai biocarburanti, ancora poco diffusi per mettere in crisi il mercato dei beni alimentari (ma già abbastanza diffusi per mettere in guardia sulle conseguenze).</p>
<p>Oggi gran parte del problema risiede nelle speculazioni internazionali di borsa, che dal mattone dopo la crisi dei mutui americani si sono spostate alle materie prime, cibo compreso.</p>
<p>Al vertice sono state proposte misure di sostegno, ma <strong>la carità in questo caso ha un effetto temporaneo e non risolve il problema</strong>.<span id="more-2853"></span></p>
<p>La proposta di Berlusconi è quindi a mio parere completamente inutile ed anzi pericolosa: togliere fondi dal bilancio europeo per mettere soldi in container da spedire al terzo Mondo come supporto può anche portare a disastri come quello della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Missione_Arcobaleno">missione arcobaleno</a>, che spero non sia stato dimenticato.</p>
<p>Nessun TG ha avuto l&#8217;idea geniale di intervistare un professore o un esperto in materia, purtroppo.</p>
<p>Invece di proporre la detrazione degli aiuti, partirei con strumenti di difesa del cibo dalle speculazioni di borsa, <strong>dalla messa al bando dei brevetti e delle sementi ogm</strong> fatte per morire dopo un raccolto (1), <strong>privilegerei con un sistema di tassazione ed incentivi che favorisca la produzione di cereali rispetto a quella della carne</strong> (2), eliminerei tutti gli incentivi per la dismissione delle culture (ed il conseguenze innalzamento dei prezzi) dell&#8217;Unione Europea, per spostarli sull&#8217;incentivazione di filiera corta di qualità (così smettiamo di importare cibo da paesi come Cina ed India, ad esempio).</p>
<p>(1) chi non conoscesse il problema legga il <a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=1741958">libro di Vandana Shiva, il Mondo sotto brevetto.</a><br />
(2) per produrre un chilo di carne occorre una quantità di acqua 13 volte superiore rispetto a quella che serve per produrre un chilo di grano, e per ogni KG di carne servono circa 16 KG di cereali.</p>
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		<title>Iniziative di Sabato 10 in centro storico</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 23:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 10 pomeriggio inaugurerà la nuova gestione del bar Tazza D&#8217;Oro, sotto il portico del Palazzo del Municipio in Piazza Saffi, e sempre in Piazza Saffi dalle 16.30 ci saranno degustazioni di vino novello organizzato dalle associazioni CNA, Coldiretti, Cia e Confcooperative. Le offerte per gli assaggi andranno a favore del progetto Villaggio Mafalda tramite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 10 pomeriggio inaugurerà la nuova gestione del bar Tazza D&#8217;Oro, sotto il portico del Palazzo del Municipio in Piazza Saffi, e sempre in Piazza Saffi dalle 16.30 ci saranno degustazioni di vino novello organizzato dalle associazioni CNA, Coldiretti, Cia e Confcooperative. Le offerte per gli assaggi andranno a favore del progetto Villaggio Mafalda tramite il quale la Cooperativa Paolo Babini sta realizzando a Forlì una struttura per accogliere  persone in situazioni di disagio.</p>
<p>Sempre nel pomeriggio i Verdi raccoglieranno voti per la consultazione nazionale contro gli OGM, nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa <a rel="nofollow" href="http://www.liberidaogm.org">Liberi da OGM</a></p>
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		<title>Convegno sul codice del consumo ed i diritti dei consumatori</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 22:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comune di Forlì &#8211; Assessorato ai diritti dei consumatori ha organizzato un convegno sul tema IL CODICE DEL CONSUMO E I DIRITTI DEI CONSUMATORI per GIOVEDI’ 18 ottobre 2007 alle Ore 15 Sala Randi – Comune di Forlì. Nell&#8217;occasione si potrà firmare contro gli OGM. Segue il programma. Programma Inizio lavori ore 15.00 Saluto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Forlì &#8211; Assessorato ai diritti dei consumatori ha organizzato un convegno sul tema<br />
IL CODICE DEL CONSUMO E I DIRITTI DEI CONSUMATORI per GIOVEDI’ 18 ottobre 2007 alle Ore 15 Sala Randi – Comune di Forlì. <strong>Nell&#8217;occasione si potrà firmare contro gli OGM.</strong></p>
<p>Segue il programma.<span id="more-2389"></span></p>
<p>Programma</p>
<p>Inizio lavori ore 15.00<br />
Saluto del Sindaco di Forlì – On. Nadia Masini<br />
Presentazione lavori – Ass.re Sandra Morelli<br />
Dott.ssa ANNA BARTOLINI</p>
<p>I dieci diritti dei consumatori ed evoluzione recente.<br />
Libro verde della Commissione per la modifica della normativa a tutela dei consumatori.<br />
Modifica del Codice del Consumo<br />
Effetti sul consumatore e sul mondo produttivo<br />
I centri europei dei consumatori</p>
<p>Dibattito ore 16.30</p>
<p>E’ previsto un intervento di </p>
<p>GIANFRANCO MONTALETTI<br />
Coordinatore per la Provincia di Forlì-Cesena del Comitato “Italia Europa liberi da o.g.m.”</p>
<p>Conclusione lavori ore 17.30</p>
<p><strong>Nell’occasione sarà predisposta la raccolta firme contro gli OGM</strong></p>
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		<title>L&#8217;equita&#8217; in mostra ad Ancona</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2003 16:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eco&#38;Equo nasce il 20 novembre prossimo ad Ancona. Si parla e si esponde sul tema dell&#8217;equità dello sviluppo e del commercio insieme alla diffusione di pratiche e politiche meno insostenibili per il nostro pianeta. Numerosi i convegni di rilievo, non ancora ad oggi presenti sul sito della fiera. Vi svelo in anteprima (ne sono coinvolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecoandequo.it">Eco&amp;Equo </a>nasce il 20 novembre prossimo ad Ancona. Si parla e si esponde sul tema dell&#8217;equità dello sviluppo e del commercio insieme alla diffusione di pratiche e politiche meno insostenibili per il nostro pianeta. </p>
<p>Numerosi i convegni di rilievo, non ancora ad oggi presenti sul sito della fiera. Vi svelo in anteprima (ne sono coinvolto in prima persona) i temi: acqua, petrolio, commercio equo, OGM, agricoltura biologica.</p>
<p>Chi vuole visitare la fiera ha tutti gli elementi sul sito e l&#8217;ingresso libero a richiesta. Mandate pure un email o lasciate un commento con un vostro recapito telematico ;-) Sponsor: <a href="http://www.wwf.it/marche">WWF Italia</a>.</p>
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		<title>L&#8217;economia del nobile sentiero: ripensare alla globalizzazione/1</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2003 15:25:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso fine settimana si è tenuto a Rimini un ricco appuntamento di wokshop sul tema di un economia in grado di rispondere meglio alla globalizzazione e ai suoi molteplici effetti. Economisti, scienziati, politologi si sono confrontati su questo tema, dando luogo a dibattiti, anche accesi, molto stimolanti e coinvolgenti. Il primo workshop della mattina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso fine settimana si è tenuto a Rimini un ricco appuntamento di wokshop sul tema di un economia in grado di rispondere meglio alla globalizzazione e ai suoi molteplici effetti.<br />
Economisti, scienziati, politologi si sono confrontati su questo tema, dando luogo a dibattiti, anche accesi, molto stimolanti e coinvolgenti.</p>
<p>Il primo workshop della mattina del 18 ha visto un confronto allarma bianca tra Jean <a href="http://italy.indymedia.org/news/2003/10/398648.php">Ziegler </a>e Dominick <a href="http://www.area.trieste.it/nobel/klein/salvatore_curriculum.htm" class="broken_link" rel="nofollow">Salvatore</a>, il primo (autore de <a href="http://tecalibri.altervista.org/Z/ZIEGLER-J_mondo-b.htm">La privatizzazione del mondo</a>) molto critico, il secondo estremamente ottimista sugli effetti benefici della globalizzazione per i paesi poveri.</p>
<p>Ziegler, fresco fresco dalla presentazione del Rapporto ONU sulla fame nel mondo, ha introdotto il tema spiegando dove nasce la mondializzazione fino a poi snocciolare una serie impressionante di dati ufficiali a dimostrazione del fallimento dellattuale modello di sviluppo.<br />
I 225 patrimoni privati maggiori del mondo controllavano nel 2002 1200 miliardi di dollari, ovvero lequivalente del 43,8% della popolazione mondiale (circa 2,6 miliardi di persone).<br />
Le 200 maggiori società globali sempre nel 2002 possedevano il 23,8% delle ricchezze del pianeta.<br />
Ziegler ha sfatato indirettamente il falso mito che gli OGM servirebbero anche a sfamare il pianeta. Palesemente falso perché, dati ONU 2003, con lattuale produzione alimentare si potrebbe garantire la razione minima giornaliere di 2700 Kcalorie a 12 miliardi di persone.</p>
<p>Salvatore, economista italiano da più di 40 anni residente negli USA, ha fatto affermazioni condivisibili nellanalisi ma non nelle soluzioni. È certamente vero che la globalizzazione è efficienza e non si può arrestare, frutto dello sviluppo delle telecomunicazioni e dei trasporti e che si sviluppi su tre livelli principali: quella dei gusti (Gillette con il Mach3 ha fatto lo stesso spot in tutto il mondo con più di un miliardo di profitti annui; Ford produce la Mondeo, uguale su tutti i mercati dove viene venduta per il 95% dei componenti), quella della produzione e quella del mercato del lavoro. Secondo Salvatore, da dati della Banca Mondiale si evincerebbe che i paesi che si sono aperti alla globalizzazione sono quelli che, rispetto agli altri, hanno più beneficiato di questo processo.</p>
<p>Ziegler e gli altri relatori hanno duramente contestato questi dati e il mondo in cui sono stati aggregati, smentendo questa aura buona e positivista delleconomia globalizzata come anche di chi crede che leconomia (la mano invisibile) sia governata da leggi naturali.<br />
Ziegler, il più lucido ed appassionato dei presenti, ha raccontato al termine un paio di aneddoti a dimostrazione delle sue tesi. <br />
Riguardo ai rapporti della famiglia Bin Laden col potere economico e politico occidentale, Ziegler racconta che Isam Bin Laden, invitato prima dell11 settembre 2001 alla presentazione a Ginevra dei risultati del Fondo dinvestimento USA <a href="http://www.brianzapopolare.it/sezioni/mondo/20030322_binladen_bush_carlyle.htm">Carlyle </a>(che investe in tecnologie militari), ad aprile 2002 si vede rifiutare lingresso nellHotel dove si svolge la presentazione. <br />
Laltro aneddoto riguarda una conversazione di Ziegler con un banchiere svizzero tra i più intelligenti e aperti. Di fronte alla richiesta di Ziegler di aprire i conti dei terroristi per bloccare i fondi dei traffici illeciti, il banchiere risponde con tutta linnocenza del caso non posso intervenire nei flussi di capitali come se questo fosse una violazione di una legge naturale incontrovertibile.</p>
<p>Altri relatori hanno dato un prezioso contributo ma per mancanza di tempo non riporto i loro interventi. Il <a href="http://www.piomanzu.com">Centro Pio Manzu </a>realizzerà comunque una raccolta degli atti.</p>
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		<title>L&#8217;agricoltura al Vertice</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2003 12:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I negoziati portano a galla la questione del doppio standard: i paesi del Nord, Usa in testa,si dichiarano liberisti ma sovvenzionano i propri agricoltori. E per di più quelli del Sud devono fare i conti anche con l&#8217;invasione del transgenico Il diario di Legambiente da Cancùn Emanuele Profumi Dopo la morte del sindacalista sudcoreano Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>I negoziati portano a galla la questione del doppio standard: i paesi del Nord, Usa in testa,si dichiarano liberisti ma sovvenzionano i propri agricoltori. E per di più quelli del Sud devono fare i conti anche con l&#8217;invasione del transgenico<br />
Il diario di Legambiente</strong></p>
<p>da Cancùn<br />
Emanuele Profumi</p>
<p>Dopo la morte del sindacalista sudcoreano Il movimento ha ripreso le attività assembleari con il segno del lutto al braccio. Tutti si chiedono se dopo le dichiarazioni del G21 (l&#8217;unione dei paesi poveri che ha rifiutato le proposte di Usa e Ue), i negoziati sull&#8217;agricoltura siano a un punto morto. Ieri mattina<br />
Cancun, il corteo<br />
alla fine della conferenza stampa dei G9 &#8211; gruppo formato da alcuni paesi del Nord del mondo (come Israele e Svizzera) e da alcuni paesi poveri (come la Bulgaria) &#8211; Joseph Deiss, delegato del governo svizzero e coordinatore del gruppo, ci spiega: «La maggiore differenza tra noi e il gruppo del G21 riguarda le questioni delle riduzioni tariffarie e dell&#8217;accesso al mercato. Per noi, per esempio, nelle trattative è centrale la questione degli standard ambientali. Tuttavia siamo completamente d&#8217;accordo sulla loro posizione in merito alla liberalizzazione delle esportazioni: i governi non devono sovvenzionarle con i sussidi». Confermando così le divisioni profonde tra i 146 paesi che partecipano al Wto rispetto alle regole per il governo mondiale del mercato agricolo.</p>
<p>A fine mattinata invece, alcuni paesi africani (Benin, Burkina Faso, Ciad e Mali) hanno tenuto una conferenza stampa sul problema specifico del cotone: le loro economie, fortemente sostenute da quest&#8217;attività, sono in crisi a causa delle sovvenzioni del governo Usa alle proprie piantagioni, che ammontano a una cifra pari al Pil di tutti i paesi africani produttori di cotone. Oltre 10 milioni di persone che in Africa occidentale dipendono dalla questa coltivazione pagano le conseguenze di questa situazione. David Casablanca, portavoce spagnolo di Oxfam, l&#8217;associazione di Ong impegnata nel chiedere un cambiamento delle politiche e delle relazioni internazionali nel segno dell&#8217;equità, ritiene che «quello che accade tra gli Usa e le quattro nazioni africane è il termometro di quello che potrà avvenire più in generale nei negoziati agricoli». Per adesso i paesi africani e la Oxfam stanno esercitando la propria pressione sulla presidenza del Wto affinché convinca gli Usa a ridurre o eliminare le proprie sovvenzioni. Ma la superpotenza fa orecchie da mercante e nella conferenza stampa pomeridiana non lancia alcun segnale di apertura.</p>
<p>Ma proprio in quella sede un gruppo di attivisti di Greenpeace ha interrotto la conferenza leggendo un documento che confermava l&#8217;entrata in vigore del protocollo di Cartagena sulla &#8220;biosafety&#8221;, la biosicurezza, che impedisce ai paesi che la sottoscrivono esportare prodotti transgenici. Il blitz, concluso con un pugno di mais messicano &#8220;ogm free&#8221; lanciato sul tavolo della conferenza, è servito anche a denunciare la &#8220;biopirateria&#8221; della multinazionale del biotech Monsanto, che impone la vendita di mais modificato al Messico. Sul tema degli organismi geneticamente manipolati ai negoziati di Cancun si sta fra l&#8217;altro consumando una nuova puntata dello scontro Usa-Unione Europea. Gli Sati uniti infatti hanno denunciato lŽUe al Wto perché la scelta di Bruxelles di applicare il principio di precauzione impedisce di fatto la vendita di prodotti Usa.
</p></blockquote>
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		<title>Ogm, nuove norme sulla biosicurezza</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2003 12:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le nazioni che intendono trasportare organismi transgenici «dovranno darne notifica al paese che li importa». Questa la prescrizione principale del protocollo di Cartagena, in vigore da ieri L&#8217;Unione europea più protetta dai rischi che l&#8217;ambiente e la salute umana possono correre per l&#8217;uso di Organismi geneticamente modificati. È entrata in vigore ieri una normativa internazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
<b>Le nazioni che intendono trasportare organismi transgenici «dovranno darne notifica al paese che li importa». Questa la prescrizione principale del protocollo di Cartagena, in vigore da ieri</b></p>
<p>L&#8217;Unione europea più protetta dai rischi che l&#8217;ambiente e la salute umana possono correre per l&#8217;uso di Organismi geneticamente modificati. È entrata in vigore ieri una normativa internazionale sulla biosicurezza, il protocollo di Cartagena, che offre un quadro legale per il trasporto transfrontaliero di Ogm.</p>
<p>Le nazioni che intendono trasportare<br />
Biotech: contestazioni a Bionova<br />
organismi transgenici «dovranno darne notifica al paese che li importa», con lo scopo &#8211; secondo quanto riporta un comunicato della Commissione Ue &#8211; di «fornire informazioni necessarie a permettere allo stato importatore di prendere decisioni adeguate» al riguardo.</p>
<p>«Il protocollo di Cartagena stabilisce un insieme di regole internazionali fondamentali sugli Ogm» ha spiegato il commissario Ue per l&#8217;ambiente, Margot Wallstrom. Anche i paesi in via di sviluppo ne trarranno vantaggio, «dato che spesso &#8211; ha concluso il commissario &#8211; non hanno le risorse per valutare i rischi legati alle biotecnologie&#8221;.</p>
<p>Sono 57 gli stati che hanno aderito finora e l&#8217;Italia non ha ancora ratificato l&#8217;accordo. «Chiediamo al governo di ratificarlo al più presto &#8211; riferisce Federica Ferrario di Greenpace &#8211; augurandoci che la questione Ogm non rientri dalla finestra a Cancun, visto che l&#8217;agricoltura è il tema dominante dei negoziati».</p>
<p>Il Wto non è secondo Greenpeace l&#8217;istituzione appropriata per giudicare sugli accordi internazionali e non dovrebbe allargare le sue competenze. «Il Wto promuove il libero commercio a tutti i costi ignorando la protezione dell&#8217;ambiente &#8211; prosegue Ferrario &#8211; Ogni discussione sulle relazioni tra ambiente e commercio all&#8217;interno dei negoziati può finire solo con l&#8217;ambiente subordinato ai principi neoliberisti».</p>
<p>12 settembre 2003<br />
Raffaele Lupoli
</p></blockquote>
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		<title>La carica delle biocittà</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2003 11:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nasce al Sana di Bologna l&#8217;Associazione delle città del bio. Fra le prime ad aderire: Roma, Napoli, Ancona e Siracua Ci sono le città del vino, dell&#8217;olio e adesso anche del biologico. In occasione di Sana, la fiera del bio che apre oggi a Bologna, l&#8217;Aiab (Associazione Italiana per l&#8217;Agricoltura Biologica) presenta l&#8217;Associazione delle città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
<b>Nasce al Sana di Bologna l&#8217;Associazione delle città del bio. Fra le prime ad aderire: Roma, Napoli, Ancona e Siracua</b></p>
<p>Ci sono le città del vino, dell&#8217;olio e adesso anche del biologico. In occasione di Sana, la fiera del bio che apre oggi a Bologna, l&#8217;Aiab (Associazione Italiana per l&#8217;Agricoltura Biologica) presenta l&#8217;Associazione delle città del bio, quelle maggiormente impegnate in progetti come la ristorazione biologica, l&#8217;informazione e l&#8217;orientamento dei cittadini verso un consumo etico e consapevole, la promozione di uno sviluppo ecosostenibile, l&#8217;impiego di tecniche e di prodotti ecocompatibili.</p>
<p>Prime adesioni: Roma, Napoli, Ancona, Siracusa, Grugliasco (To), Borgaro Torinese, Alessandria, Varese Ligure (Sp), S. Casciano Val di Pesa (Fi), Marsicovetere (Pz). Fra degustazioni, laboratori didattici e sfilate di moda &#8216;tutta canapa&#8217;, il biologico alimenta anche qualche polemica.</p>
<p>La Coldiretti aveva parlato di un settore biologico che per la prima volta nel 2002 ha perso colpi, con la riduzione di produttori e superfici. Replica la Cia: il biologico nel nostro Paese non è in crisi, anzi continua a mostrare evidenti segni di consolidamento. La Confederazione italiana agricoltori guidata da Massimo Pacetti parla di settore in buona salute: Nei primi otto mesi del 2003 è aumentato il numero delle aziende e degli ettari coltivati nel Centro e Nord Italia e sono in crescita sia i consumi delle famiglie che l&#8217;industria di trasformazione e la distribuzione.<br />
Resta il fatto che, anche secondo dati ministeriali, il numero dei produttori e gli ettari coltivati l&#8217;anno scorso sono calati. E Aiab conferma il trend anche in Emilia Romagna dove nel 2002 si sono perse circa 180 aziende bio (-3,5%), soprattutto per la mancanza di finanziamenti regionali adeguati e di sostegno ai costi di certificazione, sopportati per intero dalle aziende.</p>
<p>Cia e Anabio ammettono la contrazione, che però sarebbe dovuta sostanzialmente al fatto che sono uscite dal sistema di controllo e certificazione quelle imprese che non sono riuscite a trovare, per collocazione marginale o per scarsità di produzione, un loro mercato.<br />
Tra l&#8217;altro, queste aziende, insiste la Cia, pur uscendo dal sistema nel 90 per cento dei casi continuano a praticare l&#8217;agricoltura biologica. E questo perché il sistema di controllo è oneroso e totalmente a carico dell&#8217;impresa. Anche Consortium (Consorzio biologico di Pavia al quale aderiscono 60 imprese del settore) contesta l&#8217;immagine di un settore che arretra: Anzi, gli italiani  preoccupati per gli Ogm e la sicurezza alimentare, stanno acquistando sempre più prodotti biologici. Quanto al calo delle aziende  sostiene Consortium  sarebbe limitato a Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia. Nella altre regioni si registra un sostanziale saldo positivo sia per le aziende di trasformazione che per quelle agricole e zootecniche.
</p></blockquote>
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		<title>Ogm: Corte Ue, Stato può sospendere vendita</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2003 19:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da vita.it:</p>
<blockquote><p>
<em>Se uno Stato ha motivi fondati per sospettare l&#8217;esistenza di un rischio, puo&#8217; limitare provvisoriamente o sospendere la commercializzazione e l&#8217;utilizzo sul suo territorio</em></p>
<p>La semplice presenza di residui di proteine transgeniche in nuovi prodotti alimentari non impedisce la loro immissione in commercio, mediante una procedura semplificata, se non vi sono rischi per la salute umana. Tuttavia, se uno Stato membro ha motivi fondati per sospettare l&#8217;esistenza di un simile rischio, puo&#8217; limitare provvisoriamente o sospendere la commercializzazione e l&#8217;utilizzo sul suo territorio. Questa la sentenza della Corte di giustizia Ue del Lussemburgo nella causa che opponeva la Monsanto ed altre imprese attive nel settore della biotecnologia all&#8217;Italia per aver vietato l&#8217;immissione sul mercato di alcuni prodotti alimentari con granturco geneticamente modificato. Il decreto con cui l&#8217;Italia aveva stabilito una sospensione preventiva della commercializzazione e dell&#8217;utilizzo di prodotti provenienti da granturco geneticamente modificato risale al 2000. In seguito a quel provvedimento, Monsanto ed altre aziende del settore hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio ritenendolo contrario al diritto comunitario. Nel 1997 e 1998 le aziende avevano informato la Commissione Ue, nell&#8217;ambito di una &#8221;procedura semplificata&#8221;, per la quale e&#8217; necessaria solo una notifica all&#8217;esecutivo europeo, la loro intenzione di commercializzare prodotti provenienti da granturco geneticamente modificato, quali la farina. Tra l&#8217;altro, Monsanto Europe e altre imprese avevano gia&#8217; ottenuto in Francia e in Gran Bretagna l&#8217;autorizzazione all&#8217;immissione in commercio di alcuni chicchi di mais Ogm per la sua resistenza a insetti ed erbicidi. In Italia, invece, il governo, dopo aver sentito pareri di diversi organi scientifici, ha avuto dubbi sull&#8217;innocuita&#8217; di questi prodotti con la conseguente emissione del decreto del 8 agosto 2000. Nella sua sentenza la Corte Ue, a cui si era rivolto il Tar del Lazio, ricorda che il regolamento comunitario sui nuovi prodotti alimentari ha la finalita&#8217; duplice di garantire il funzionamento del mercato interno di questi prodotti e di tutelare la salute pubblica. Lo stesso regolamento, si sottolinea, &#8221;qualifica come sostanzialmente equivalenti a prodotti o ingredienti alimentari esistenti quelli che presentano differenze di composizione, ma che non hanno effetti negativi per la salute&#8221;. La Corte rileva inoltre che la &#8221;procedura semplificata&#8221; non deve in alcun caso trasformarsi in un indebolimento delle norme di sicurezza che devono essere rispettate dai nuovi alimenti e che talune differenze di composizione di questi ultimi, rispetto a quelli tradizionali, devono essere specificatamente menzionate nell&#8217;etichettatura. In virtu&#8217; della cosiddetta &#8221;clausola di salvaguardia&#8221;, spiega ancora la Corte Ue, uno Stato membro &#8221;puo&#8217; a titolo preventivo limitare provvisoriamente o sospendere la commercializzazione del prodotto sul suo territorio&#8221;. La dimostrazione dell&#8217;esistenza di rischi per la salute, secondo i giudici del Lussemburgo, puo&#8217; giustificare &#8221;l&#8217;adozione di una tale misura, ma in tal caso il rischio non deve essere puramente ipotetico, ne&#8217; risultare fondato su semplici supposizioni non ancora fondate. Lo Stato deve basarsi su indizi precisi e non su ragioni aventi un carattere generico&#8221;. Alcuni aspetti di questa vicenda appaiono tuttavia attualmente ormai superati dopo che nel luglio scorso l&#8217; Unione europea ha adottato nuove regole sull&#8217;etichettatura e sulla tracciabilita&#8217; degli Ogm.
</p></blockquote>
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		<title>Ogm: sentenza Ue, le reazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2003 19:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da vita.it:</p>
<blockquote><p>Per l&#8217;Ue &#8221;la salute dei suoi cittadini e la tutela ambientale vengono prima delle liberta&#8217; commerciali&#8221;. Questo il commento di Legambiente al pronunciamento della Corte di Giustizia europea sulla causa fra la Monsanto e altre due multinazionali del biotech e il nostro Paese, responsabile del divieto di importazione di alcuni alimenti contenenti tracce di proteine ogm. Un pronunciamento con il quale &#8221;e&#8217; stata garantita la sovranita&#8217; alimentare e la sicurezza dei consumatori&#8221;. &#8221;La Corte &#8211; afferma il portavoce nazionale di Legambiente, Roberto Della Seta &#8211; riconosce agli stati membri il loro diritto di garantire la salute dei cittadini, un diritto che prevale nettamente sui principi della liberta&#8217; del commercio. E&#8217; una decisione che sembrerebbe scontata ma che non lo e&#8217; di questi tempi, e della quale dunque ci rallegriamo. Tanto piu&#8217; importante &#8211; aggiunge Della Seta &#8211; perche&#8217; arriva in coincidenza dell&#8217;apertura del vertice di Cancun, in cui, seppure esclusi dall&#8217;agenda, gli ogm rischiano di avere un ruolo importante&#8221;. Non e&#8217; irragionevole pensare, rileva ancora il portavoce nazionale di Legambiente, che gli Stati Uniti potrebbero avanzare pretese nei confronti della moratoria europea in cambio di concessioni sulla lista dei 41 prodotti tipici portata a Cancun. &#8221;Questa sentenza &#8211; conclude quindi Della Seta &#8211; e&#8217; anche un monito: non c&#8217;e&#8217; liberta&#8217; di mercato ne&#8217; Monsanto che tenga di fronte alla salute dei cittadini e alla tutela dell&#8217;ambiente. Ma all&#8217;Unione, coinvolta appunto a Cancun nei negoziati per riscrivere piu&#8217; equamente le regole del commercio mondiale chiediamo coerenza: se questi diritti valgono per i cittadini europei, allora devono valere anche per quelli dei paesi piu&#8217; poveri, che troppo spesso invece vengono sacrificati in nome del liberismo a senso unico dell&#8217;Occidente&#8221;<br />
La sentenza della corte Ue sui quattro mais ogm e&#8217; legittima: e&#8217; quanto afferma in una nota Ivan Verga, vice presidente dell&#8217;associazione Verdi Ambiente e Societa&#8217; (VAS) secono il quale &#8221;con il pronunciamento odierno la Corte di Giustizia ha di fatto posto fine ad un contenzioso che oppone da tre anni la multinazionale Monsanto al governo del nostro Paese e al sacrosanto diritto di uno Stato membro di impugnare la commercializzazione di alimenti transgenici non sottoposti ad alcuna valutazione di sicurezza d&#8217;uso&#8221;. Secondo Verga con la sentenza di oggi la Corte &#8221;inizia a ristabilire il diritto su di una materia che la lobby delle multinazionali del biotech ha governato per anni, facendo prevalere un regime di discrezionalita&#8217;, rispondente ai propri interessi di parte e a discapito degli interessi collettivi di sicurezza. Quanto invece alle precisazioni della Corte in relazione alla &#8216;sostanziale equivalenza&#8217; dei prodotti transgenici, si tratta di osservazioni poco piu&#8217; che superflue, poiche&#8217; i nuovi Regolamenti UE sull&#8217;etichettatura e la tracciabilita&#8217; degli OGM negli alimenti hanno opportunamente cancellato qualsiasi riferimento a procedure semplificate di autorizzazione. E questo ci consente di poter dire che mai piu&#8217; alcun OGM potra&#8217; essere autorizzato sul territorio UE senza essere sottoposto ad una meticolosa valutazione sulla propria sicurezza d&#8217;uso. Insomma, il tempo in cui bastava una semplice notifica basata sull&#8217;autocertificazione di conformita&#8217; prodotta dalle multinazionali produttrici appare definitivamente tramontato. Con estrema soddisfazione dei cittadini europei e con buona pace delle multinazionali che ritenevano di poter considerare i consumatori come tante cavie di una tecnologia transgenica inaffidabile e non gradita dall&#8217;opinione pubblica&#8221;. </p></blockquote>
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		<title>Ogm, il mais va distrutto</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2003 09:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Respinto il ricorso delle multinazionali contro l&#8217;eliminazione delle coltivazioni transgeniche. La Regione avvia la procedura per rivalersi dei danni con i responsabili della diffusione delle sementi biotech<br />
Il Tar del Piemonte ha respinto ieri la richiesta di sospensione del provvedimento con cui la Regione Piemonte ha ordinato la distruzione del mais geneticamente modificato coltivato illegalmente sul proprio territorio. Si tratta del secondo pronunciamento del Tribunale contro i ricorsi presentati dalle multinazionali delle sementi e da alcuni agricoltori.<br />
Campi Ogm<br />
Una terza udienza è stata fissata per dicembre.</p>
<p>Nel primo caso, in luglio, il Tar aveva deciso per la non urgenza della richiesta avanzata dalle multinazionali. Ieri ha stabilito di non applicare alcuna sospensiva, considerato anche il fatto che la distruzione del mais ogm è comunque già avvenuta. In dicembre entrerà nel merito della decisione presa dal presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo, quando ha ordinato la distruzione del mais ogm.</p>
<p>Nel frattempo a ricorrere contro la Regione sono rimaste le sole multinazionali. Gli agricoltori, ha sottolineato il direttore della Sanità pubblica del Piemonte Mario Valpreda, si sono ritirati dopo che la Regione ha stanziato le somme necessarie a rimborsare i danni da loro subiti.</p>
<p>L&#8217;8 agosto scorso la Regione Piemonte ha infatti deliberato di indennizzare i coltivatori che hanno dovuto fare distruggere i raccolti. Per i rimborsi sono stati stanziati 500 mila euro,<br />
equivalenti a circa 1250 euro per ogni ettaro estirpato. Nel frattempo, ha detto Valpreda, la Regione sta avviando la procedura per rivalersi dei danni direttamente con i responsabili della diffusione delle sementi di mais geneticamente modificato.
</p></blockquote>
<p>Ecco il link alla notizia su http://www.lanuovaecologia.it/ <a href="http://www.lanuovaecologia.it/iniziative/fiere/2025.php" class="broken_link" rel="nofollow">http://www.lanuovaecologia.it/iniziative/fiere/2025.php</a></p>
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		<title>Ogm: scienziato denuncia, provocano il cancro</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2003 21:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ripreso da Vita: vita Secondo uno studioso americano, che in un libro denuncia i pericoli degli organismi geneticamente modificati (Ogm), un centinaio di persone sono morte e tra 5.000 e 10.000 si sono ammalate a causa di un integratore alimentare geneticamente modificato. Il latte prodotto con ormoni geneticamente modificati, secondo Jeffrey M. Smith, ha aumentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ripreso da Vita: <a href="http://www.vita.it">vita</a></p>
<blockquote><p>Secondo uno studioso americano, che in un libro denuncia i pericoli degli organismi geneticamente modificati (Ogm), un centinaio di persone sono morte e tra 5.000 e 10.000 si sono ammalate a causa di un integratore alimentare geneticamente modificato. Il latte prodotto con ormoni geneticamente modificati, secondo Jeffrey M. Smith, ha aumentato in modo significativo i casi di cancro alla prostata e alla mammella.<br />
In Gran Bretagna, secondo lui, le allergie cutanee sono cresciute del 50% a causa della soia geneticamente modificata importata dagli Usa.</p>
<p>Secondo Smith, i cibi Ogm provocano intossicazioni, allergie e possono causare anche il cancro. Lo studioso e ricercatore americano sostiene di essersi basato su dati scientifici e denuncia i rischi taciuti per anni, negli Stati Uniti, da pressioni, inganni e manovre per camuffare la verità a vantaggio dell&#8217;industria biotecnologica.<br />
Quello che sul mercato viene presentato come un cibo senza effetto sulla salute, in realtà, avrebbe provocato almeno un centinaio di morti e tra i 5 e i 10 mila malati gravi per l&#8217;assunzione di L-triptofano, un aminoacido usato come supplemento negli alimenti geneticamente modificati.</p>
<p>Sulle pagine del libro &#8220;Seeds of deception&#8221; (Semi dell&#8217;inganno), che la prossima settimana verrà sottoposto anche all&#8217;attenzione della riunione ministeriale della Wto (l&#8217;Organizzazione per il Commercio Mondiale) a Cancun, in Messico, Smith rivela anche come, nel processo per la creazione dei cibi Ogm, sia possibile il trasferimento negli organi umani di una categoria di geni, i cosiddetti promotori, che permettono di attivare il trans-gene.<br />
Questi geni sono considerati responsabili di imprevedibili effetti sulla salute, compresa la potenziale crescita di cellule pre-cancerogene. In particolare, il latte di mucche cresciute con un ormone geneticamente modificato contiene una quantità eccessiva di un ormone (Igf-1), che costituisce uno dei più alti fattori di rischio nella possibilità di contrarre cancro al seno e alla prostata.<br />
Nonostante persino l&#8217;Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) abbia dimostrato la preoccupazione che gli Ogm possano provocare malattie immuni agli antibiotici, gli Stati Uniti hanno per anni taciuto, facendoli passare per cibi sicuri, ha spiegato Smith. L&#8217;esperto americano sostiene che molti studi sono stati distorti e gli scienziati che hanno provato a denunciare i problemi alla salute provocati dagli Ogm sono spesso stati privati di responsabilità o addirittura licenziati.
</p></blockquote>
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		<title>Il WTO e gli organismi geneticamente modificati</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2003 16:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo americano con Bush in testa sta cercando di fare pressioni tramite il WTO affinché l&#8217;Europa liberalizzi l&#8217;utilizzo degli OGM, gli organismi geneticamente modificati. Il WTO è un organo internazionale utile solo per le multinazionali, che in questo caso stanno cercando di obbligarci a mangiare ciò che non vogliamo. Le aziende non possono, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo americano con Bush in testa sta cercando di fare pressioni tramite il WTO affinché l&#8217;Europa liberalizzi l&#8217;utilizzo degli OGM, gli organismi geneticamente modificati.</p>
<p>Il WTO è un organo internazionale utile solo per le multinazionali, che in questo caso stanno cercando di obbligarci a mangiare ciò che non vogliamo.<br />
Le aziende non possono, con la mentalità attuale di massimizzare i profitti riducendo i costi di produzione anche a scapito della sicurezza, obbligarci ad importare gli OGM.</p>
<p><img src="images/ogmbush.png" align="left" hspace="4" vspace="4" title="foto Il WTO e gli organismi geneticamente modificati " alt="ogmbush Il WTO e gli organismi geneticamente modificati" />Se gli americani vogliono rischiare, facciano pure, personalmente voglio cercare di essere il più informato possibile sui rischi che sto correndo, e decidere se ne vale veramente la pena.</p>
<p>La percentuale di OGM che è presente nel nostro mercato (principalmente sui mangimi) è già troppo elevata.</p>
<p>Greenpeace ha preparato un&#8217;azione online per protestare contro questa politica.<br />
Il filmato in flash è anche molto carino.</p>
<p>Firmate la petizione:<br />
<a href="http://act.greenpeace.org/ecs/s2?i=863&amp;sk=std">http://act.greenpeace.org/ecs/s2?i=863&amp;sk=std</a><br /></p>
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