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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; pericolo</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Speriamo che viene Hitler</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 08:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando studiavo storia a scuola mi chiedevo come fosse stato possibile arrivare all&#8217;olocausto. Proprio non riuscivo a comprendere come facessero così tante persone a seguire un progetto di sterminio di quel tipo. Perché la favola dello scaricabarile, delle decisioni dall&#8217;alto, dei comandi incontrastabili, è ovviamente una storiella raccontata per evitare di ammettere che certe opinioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando studiavo storia a scuola mi chiedevo come fosse stato possibile arrivare all&#8217;olocausto. </p>
<p>Proprio non riuscivo a comprendere come facessero così tante persone a seguire un progetto di sterminio di quel tipo.</p>
<p>Perché la favola dello scaricabarile, delle decisioni dall&#8217;alto, dei comandi incontrastabili, è ovviamente una storiella raccontata per evitare di ammettere che certe opinioni erano diffuse e condivise. Che le piazze erano piene di persone che urlavano e sostenevano un leader (*), che il cancro era diffuso.</p>
<p>15-20 anni fa c&#8217;erano senza dubbio persone razziste, ma a differenza di oggi si <strong>vergognavano</strong> nell&#8217;esprimere le loro opinioni di fronte a persone che non conoscevano.</p>
<p><a href="http://tv.repubblica.it/edizione/bari/controllori-di-razza-il-video-shock/67726?video">Oggi non si vergognano più</a>, <strong>ed augurano i forni crematori con molta tranquillità, in pubblico, durante il lavoro.</strong></p>
<p>Io spero che un giorno tornino a vergognarsi, perché l&#8217;altra direzione non solo è sbagliata, ma pure pericolosa.</p>
<p>(*) a proposito di leader. Sono l&#8217;unico che non sente il bisogno di qualcuno che agiti le folle, ragionando al posto di tutti i singoli che lo sostengono? </p>
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		<title>Il rischio per la salute dei body scanner</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 14:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni non si fa altro che parlare della proposta di sostituire i metal detector degli aeroporti con i body scanner, dei dispositivi che sbirciano sotto i vestiti alla ricerca di materiale nascosto e potenzialmente pericoloso. Si è detto tanto sulla privacy, che tutto ad un tratto è meno importante della sicurezza e poco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni non si fa altro che parlare della proposta di sostituire i metal detector degli aeroporti con i body scanner, dei dispositivi che sbirciano sotto i vestiti alla ricerca di materiale nascosto e potenzialmente pericoloso. Si è detto tanto sulla <strong>privacy</strong>, che tutto ad un tratto è meno importante della sicurezza e poco importa, evidentemente, che le stesse voci pochi mesi fa hanno affermato l&#8217;esatto contrario sulle <strong>intercettazioni telefoniche.</strong></p>
<p>Poco è stato detto, invece, sui potenziali rischi per la salute di queste macchine, e quel poco è quantomeno approssimativo. Dopo aver sentito ad un tg nazionale che sarebbero 10&#8217;000 volte meno impattanti di un cellulare, ho chiesto a Gianni, un esperto, nei commenti ad un altro <a href="http://alessandroronchi.net/2010/anche-io-ho-firmato-per-salvare-lispra/" rel="nofollow">thread</a>. </p>
<p>Le conclusioni sono abbastanza importanti ed ho deciso di farne un articolo, che vi prego di divulgare.</p>
<blockquote><p>Dal sito di un produttore di <strong>body scanner</strong> (http://www.xscann.com/xscann_safety.htm) scopro che una scansione sottopone ad una dose pari a 0,0053 mSv (lasciamo perdere che è un dato inverosimilmente basso, teniamocelo…)<br />
ho cercato un po’ di statistica su quante persone viaggiano in aereo tutti i giorni nel mondo. trovato dato pari a 1,5-2 milioni in stati uniti e 4,5 milioni nel mondo. le fonti non sono autorevolissime, ma stiamo sull’idea di un ordine di grandezza di 1 milione di passeggeri al giorno, ipotizzando che i body scanner diventino una prassi mondiale.<br />
Ricordando che il rischio di incidenza patogena letale da esposizione a raggi x è di 5/100.000 per ogni mSv, abbiamo:<br />
0,0053 x 5/100.000 x 1.000.000 = 0,265 morti/giorno (nella vita per patologia radioindotta dalla singola scansione), ovvero (facendo l’inverso) circa un morto ogni quattro giorni, <strong>ovvero 97 morti l’anno</strong> (di più nei bisestili). </p>
<p>Questo è il conto che va fatto e questo è il dato che va confrontato con la mortalità dovuta a eventi terroristici.</p>
<p>Teniamo conto che:<br />
1. l’ipotesi che tutti i passeggeri del mondo vadano sotto body scanner è descrittiva delle intenzioni, mi auguro non dei fatti<br />
2. quando si parla di morti, si intende numero di persone di cui non si garantisce la sopravvivenza, ovvero il dato è cautelativo, come SI FA sempre in radioprotezione (ex legge)<br />
3. ciò di cui non si parla mai quando si dice che danno pochissima dose è che la si darà a tantissima gente<br />
4. la dose che assorbira un ciccione, uno smilzo, un vecchio, un bimbo o una donna incinta (e quindi il feto) sono mooolto diverse e impossibile da rappresentarsi con quello squallido 0,0053.. ah, per inciso, le radiazioni sono ovviamente impietose nei confronti di bimbi e feti.<br />
per capirsi e per dare autorevolezza a quanto appena scritto, in pratica a questo serve il mio lavoro.</p></blockquote>
<p>Questo, tra le altre cose, smentisce la dichiarazione che confrontava con i cellulari: se fosse vera, con 3 telefonate al cellulare <a href="http://alessandroronchi.net/2010/anche-io-ho-firmato-per-salvare-lispra/#comment-33430" rel="nofollow">saremmo</a> tutti temporaneamente <strong>sterili</strong>.</p>
<p>Considerazione personale: se anche prendessimo per buoni i dati dell&#8217;azienda produttrice, cosa ovviamente tutta da verificare, avremmo una incidenza di mortalità di un centinaio di persone l&#8217;anno.</p>
<p>Quindi la proposta dei body scanner non vale nemmeno col <strong>pretesto della tanto millantata maggiore sicurezza</strong>, dal momento che per pareggiare i conti i terroristi dovrebbero far esplodere almeno un aereo tutti gli anni.</p>
<p>Per non parlare, poi, delle <strong>patologie meno gravi</strong> delle quali non abbiamo nemmeno tentato un rapido calcolo.</p>
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		<title>Sulla nave dei Veleni</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 07:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra che la nave dei veleni, affondata con fusti e scheletri umani nel mare del cosentino, non sia quella alla quale il pentito si riferiva. Questo però significa che se il pentito dice il vero, la nave c&#8217;è e non sappiamo dove. Inoltre non è detto che questa sia meno pericolosa Il fatto di non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_27/nave-veleni-cetraro-prestigiacomo_fa76990e-c2ee-11de-9afa-00144f02aabc.shtml">Sembra</a> che la nave dei veleni, affondata con fusti e scheletri umani nel mare del cosentino, non sia quella alla quale il pentito si riferiva.<br />
Questo però significa che se il pentito dice il vero, la nave c&#8217;è e non sappiamo dove. Inoltre non è detto che questa sia meno pericolosa</p>
<p>Il fatto di non vedere dove sono stati affondati i veri rifiuti radioattivi è una pessima notizia, e se vogliamo tutelare la nostra credibilità come paese produttore di <strong>specialità alimentari</strong> e patria del <strong>turismo</strong> dobbiamo affrontare subito questo problema, invece di mantenerlo in coda ai TG tra la rubrica del gossip e quella dei video buffi dal web.</p>
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		<title>Curare è meglio che prevenire</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 22:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi è un giorno triste, a causa della tragedia di Messina. Per rendere giustizia alle vittime ed a chi ha perso tutto dobbiamo però ricordare. Per esempio che a causa della manovra demagogica di pochi mesi fa che ha tolto l&#8217;ICI ai più ricchi il Governo ha tagliato milioni di euro dedicati alla protezione contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è un giorno triste, a causa della tragedia di <a rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/maltempo-previsioni/messina-sindaco/messina-sindaco.html">Messina</a>.<br />
Per rendere giustizia alle vittime ed a chi ha perso tutto dobbiamo però <strong>ricordare</strong>.</p>
<p>Per esempio che a causa della manovra demagogica di pochi mesi fa che ha tolto l&#8217;ICI ai più ricchi <a href="http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2009/aprile/manifesto_500_milioni_tolti_alla_sicurezza">il Governo ha tagliato milioni di euro dedicati alla protezione contro terremoti e dissesto idrogeologico</a>. </p>
<p>-4,5 milioni di euro destinati da Prodi al monitoraggio antisismico, -240 milioni alla difesa del suolo , -151 milioni di euro dedicati alla prevenzione e difesa del suolo per la Calabria e la Sicilia, -22,8 milioni tolti dalla Gelmini dall&#8217;adeguamento antisismico delle scuole.</p>
<p>Questo per ricordare che questa tragedia è anche un po&#8217; colpa nostra.<br />
<strong>Noi che preferiamo curare invece che prevenire.</strong><br />
Cementificare in posizioni pericolose piuttosto che pianificare.<br />
Ricostruire piangendo piuttosto che anticipare. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Influenza suina: cifre a caso</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 07:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno, mi pare al TG1, hanno detto che la mortalità della nuova influenza H1N1 è dell&#8217;1% (fonte World Health Organization) Sparata così, è una cifra impressionante. Ogni 100 abitanti colpiti uno non riuscirebbe a cavarsela. In realtà, calcolando i dati europei, il tasso di mortalità registrato fino a questo momento, senza vaccini, è dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/09/800px-Swine_Flu_Masked_Train_Passengers_in_Mexico_City.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/09/800px-Swine_Flu_Masked_Train_Passengers_in_Mexico_City-300x200.jpg" alt="800px Swine Flu Masked Train Passengers in Mexico City 300x200 Influenza suina: cifre a caso" title="800px-Swine_Flu_Masked_Train_Passengers_in_Mexico_City" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-3970" /></a>L&#8217;altro giorno, mi pare al TG1, hanno detto che la mortalità della nuova influenza H1N1 è dell&#8217;1% (fonte <a href="http://www.who.int/csr/don/2009_08_21/en/index.html">World Health Organization</a>)<br />
Sparata così, è una cifra impressionante. Ogni 100 abitanti colpiti uno non riuscirebbe a cavarsela.</p>
<p>In realtà, calcolando i dati europei, il tasso di mortalità registrato fino a questo momento, senza vaccini, è dello 0.16%, quindi quasi 10 volte meno di quello dichiarato alla tv del servizio pubblico.</p>
<p>Per avere un confronto, l&#8217;influenza stagionale ha un tasso dell&#8217;1 per mille circa (0.1%).<br />
Immagino che i due dati si allineeranno non appena sarà migliore la diagnosi e saranno vaccinati i soggetti più a rischio.</p>
<p>Rimane da sapere il perché di questa leggerezza nella divulgazione di dati così importanti e sensibili per la popolazione, che rischiano di causare più danni di quelli dell&#8217;influenza (la paura può scatenare reazioni irragionevoli e pericolose).</p>
<p>Nella migliore delle ipotesi è un meme ricorrente, come quello dei cani aggressivi, che ogni tanto è bene rispolverare per riempire gli spazi informativi.<br />
Nella peggiore, e forse più probabile, c&#8217;è qualcuno che ci guadagna che ha più strumenti di chi non vuole verificare le fonti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elezioni Forlì: Seminar male in campagna elettorale</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 09:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In queste settimane di campagna elettorale abbiamo visto che alcune liste, per ottenere visibilità, hanno utilizzato qualsiasi mezzo. Un esempio sono le pubblicità fuori dagli spazi: se visibili dalla strada devono avere l&#8217;autorizzazione preventiva dell&#8217;ente proprietario. In campagna elettorale i camion vela potrebbero quindi solamente circolare, senza sosta, inquinando la nostra città senza lo scopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In queste settimane di campagna elettorale abbiamo visto che alcune liste,  per ottenere visibilità, hanno utilizzato <strong>qualsiasi mezzo.</strong></p>
<p>Un esempio sono le pubblicità fuori dagli spazi: se visibili dalla strada devono avere l&#8217;autorizzazione preventiva dell&#8217;ente proprietario.<br />
In campagna elettorale i camion vela potrebbero quindi solamente circolare, senza sosta, <strong>inquinando la nostra città senza lo scopo di spostare persone o materiale ma solo quello di farsi vedere.</strong><span id="more-3845"></span></p>
<p>La prefettura ha dato una interpretazione più larga, consentendo la sosta negli spazi permessi, quindi non pericolosi e fuori dai divieti di sosta, per al massimo un&#8217;ora. Questo chiaramente non riduce l&#8217;inquinamento di questi mezzi pesanti e rende più difficile il controllo del rispetto dei limiti imposti.</p>
<p>Infatti ne abbiamo già viste di tutti i colori: soste selvagge, pericolose e durature.</p>
<p>Nel 2005 fui promotore di un ordine del giorno che invitava l&#8217;amministrazione ad una maggiore attenzione sulle pubblicità abusive, che sono un danno per chi segue le regole.</p>
<p>Ritengo però che chi si candida ad amministrare la città, specie chi fa giustamente leva in una maggiore legalità, debba per primo rispettare le regole, ed in particolar modo quelle che tutelano la salute e la sicurezza dei cittadini.</p>
<p>Quello che si è visto purtroppo non è un bell&#8217;esempio, ma si può sempre migliorare: invito tutti i candidati e tutte le liste a limitarsi ad una diffusione corretta delle proprie idee.</p>
<p><em>Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero, e tra mezzo e fine vi è esattamente lo stesso inviolabile nesso che c&#8217;è tra seme e albero</em>,  diceva Gandhi.</p>
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		<title>Elezioni Forlì: L&#8217;innovazione fa paura, ma occorre cambiare e smaltire le cattive pratiche.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 08:30:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Capisco la preoccupazione di Andrea Ragazzini sul porta a porta, i cambiamenti e l&#8217;innovazione fanno sempre un po&#8217; paura a chi non è disposto a confrontarsi con le nuove tecnologie. Le stesse frasi fatte, probabilmente diffuse ad arte da chi aveva interessi in ballo, si sentivano anche a Forlimpopoli prima dell&#8217;avvio di questo sistema. Dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capisco la preoccupazione di Andrea Ragazzini sul porta a porta, i cambiamenti e l&#8217;innovazione fanno sempre un po&#8217; paura a chi non è disposto a confrontarsi con le nuove tecnologie.</p>
<p>Le stesse frasi fatte, probabilmente diffuse ad arte da chi aveva interessi in ballo, si sentivano anche a Forlimpopoli prima dell&#8217;avvio di questo sistema. Dopo 2 mesi l&#8217;opinione pubblica si è ribaltata, come accade ogni volta, ed oggi il più del 90% dei cittadini non tornerebbe indietro.</p>
<p>Se lo scenario apocalittico che descrive Ragazzini, simile a quello ipotizzato inizialmente da Hera, fosse realistico, siamo sicuri che il consenso sarebbe questo?<span id="more-3824"></span></p>
<p>Il porta a porta non è una utopia dei Verdi, che lo hanno proposto sul nostro territorio per primi , ma un sistema già diffuso in tutto il Mondo, con esempi che vanno dai piccoli comuni virtuosi come Ponte nelle Alpi alle metropoli ed i monolocali di Tokyo.</p>
<p>Nel Veneto è una realtà da anni, chiunque lo abbia visitato non ha visto città immerse dai rifiuti, come invece è accaduto in altre realtà che non fanno raccolta differenziata, ma strade finalmente libere e pulite, una maggiore attenzione ai beni comuni ed un amore per l&#8217;ambiente che si traduce positivamente anche nell&#8217;economia locale.</p>
<p>Tutti gli studi scientifici confermano che i cassonetti non permettono livelli elevati di raccolta differenziata, indipendentemente dalla buona volontà dei cittadini: grazie ai cassoni senza padrone è possibile smaltire rifiuti anche pericolosi per la salute in pieno anonimato. Inoltre basta un comportamento sbagliato per compromettere gli sforzi di tutto un quartiere.</p>
<p>Dato che il territorio è finito e non possiamo riempire di discariche le campagne e di cenere la nostra aria, occorre puntare a ridurre la quantità di rifiuti fino a tendere allo zero.</p>
<p>Sono sicuro che anche Andrea cambierà idea se i Verdi e <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Balzani</a> avranno un buon risultato e riusciranno ad innovare la raccolta differenziata, esattamente come accaduto a Forlimpopoli ed in tutti i Comuni dove è stato applicato questo sistema.</p>
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		<title>Crocchette alla melamina: ecco il nome della marca</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 20:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero della salute con un comunicato ha finalmente reso noto il nome della marca delle crocchette per cani alla melamina invitando i cittadini a sospenderne l&#8217;uso. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con il comunicato n. 78 del 27 febbraio 2009, pubblicato oggi sul sito www.ministerosalute.it, ha finalmente reso nota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero della salute con un comunicato ha finalmente reso noto il nome della marca delle <strong>crocchette per cani alla melamina invitando i cittadini a sospenderne l&#8217;uso.</strong><span id="more-3654"></span></p>
<blockquote><p>Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con il comunicato n. 78 del 27  febbraio 2009, pubblicato oggi sul sito www.ministerosalute.it, ha finalmente reso nota la marca e l&#8217;azienda produttrice delle crocchette contenenti la sostanza tossica conosciuta con il nome di melamina.<br />
Nel comunicato viene riportato testualmente: &#8220;Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, a seguito della conferma ufficiale ricevuta in data odierna, della presenza di melamina nel mangime Duck &#038; Barley con lotto 099, e nel Mangime C1 con lotto 094, prodotti dalla ditta Diusapet Srl sita in Marzano (PV), informa i cittadini e in particolare gli allevatori di cani, eventualmente in possesso di tali mangimi nei lotti indicati, di sospenderne o evitarne, a titolo precauzionale, la somministrazione ai propri animali. Si precisa inoltre che si sta provvedendo al ritiro dei quantitativi di tali mangimi eventualmente ancora presenti sul circuito commerciale.&#8221; Andrea Zanoni presidente della LAC Lega Abolizione della caccia del Veneto ha cosi&#8217; commentato l&#8217;iniziativa del Ministero: &#8220;Finalmente, dopo ben 10 giorni dalle nostre richieste di rendere nota la marca delle crocchette alla melamina, il ministero della Salute ha provveduto ad allertare i cittadini facendo finalmente il nome. Considerata la pericolosità che detto cibo costituiva per i nostri amici a quattro zampe resta incomprensibile il motivo per il quale le Autorità non abbiano allertato da subito i cittadini. Riteniamo pertanto questo ritardo molto grave e causa anche di possibili danni<br />
ai cani che nel frattempo sono stati nutriti con queste crocchette. Comunque siamo soddisfatti perché il nostro impegno affinché venisse fatto il nome dell&#8217;azienda è stato premiato. Di questa vicenda avevamo interessato anche Striscia la notizia che giovedì 26 febbraio è venuta a Treviso per indagare sulla morte dei cani di una signora. Ora informeremo le circa 400 persone che in questi giorni giustamente ed insistentemente ci avevano chiesto di scovare il nome della marca delle crocchette.&#8221;</p>
<p>LAC Lega Abolizione Caccia &#8211; Sez. Veneto &#8211; Via Cadore, n.15/C int.1 31100<br />
TREVISO &#8211; E-mail: lacveneto@ecorete.it, Web: www.lacveneto.it, Cell.347 9385856.</p></blockquote>
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		<title>Facebook, concilia?</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 09:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tornerò sul merito dei filtri per censurare internet, sulla loro inefficacia e sulla loro pericolosità. L&#8217;aspetto che più mi incuriosisce è come pensano di multare l&#8217;azienda americana che fa capo a Facebook. Faremo processi internazionali per chiedere che questa paghi il dovuto? Oppure, più semplicemente, filtreremo totalmente i siti stranieri (come avvenuto per il poker) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tornerò sul merito dei <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&#038;ID_articolo=5719&#038;ID_sezione=38&#038;sezione=News"> filtri per censurare internet</a>, sulla loro inefficacia e sulla loro pericolosità. L&#8217;aspetto che più mi incuriosisce è come pensano di multare l&#8217;azienda americana che fa capo a Facebook. Faremo processi internazionali per chiedere che questa paghi il dovuto? Oppure, più semplicemente, filtreremo totalmente i siti stranieri (come avvenuto per il poker) che non applicheranno la norma? Tasseremo solo le aziende che permetteranno violenza in lingua italiana oppure <strong>puniremo tutti i neo-nazisti in tutte le lingue</strong> che sul web sono accessibili anche in Italia (e lo sono tutti)?</p>
<p>Ma chi ha scritto questa legge, sa come funziona internet? Lo ha mai usato oppure ne ha solo sentito parlare a &#8220;Studio Aperto&#8221;?</p>
<p>Aggiornamento: leggendo<a href="http://punto-informatico.it/2543670/PI/News/italia-liberta-filtrate.aspx"> punto-informatico </a>scopro che sono i provider, e non i proprietari dei siti, a dover filtrare i messaggi fuorilegge, pena corresponsabilità. Spero che, come al solito, non se ne faccia nulla, perché inserire bei filtroni su tutto il traffico che passa potrebbe diventare molto oneroso ed ancora più pericoloso che censurare singoli siti web inadempienti.</p>
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		<title>Buone Feste, ma senza il botto</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 13:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2007/12/petardi.thumbnail.jpg " title="foto Buone Feste, ma senza il botto " alt=" Buone Feste, ma senza il botto" />Rinnovo l&#8217;invito che faccio praticamente tutti gli anni, in occasione delle festività. Non acquistate petardi. Spendete in maniera diversa i vostri soldi.<br />
Al di là della pericolosità e dell&#8217;inutilità di questi rischi, bisogna sapere che gli animali (ed in particolare i cani) soffrono molto più di noi i famosi botti.<br />
Loro hanno un udito più sensibile del nostro e per loro il rumore dei petardi è tremendo. Per la paura ed il panico a volte si gettano dai balconi o tentano la fuga strozzandosi con il collare o rischiando di venire investiti.</p>
<p>L&#8217;ufficio diritti animali del comune di Roma, in collaborazione con l&#8217;Associazione volontari canile Porta Portese, ha redatto un decalogo per prevenire il più possibile questo problema, anche se la soluzione ovviamente sarebbe quella di ridurre al minimo la fonte.<span id="more-3507"></span></p>
<p>1) Non mostrarsi troppo protettivi verso gli animali e non guardarli negli occhi quando scoppiano i petardi, si aumenterebbe la loro paura;</p>
<p>2) Tenerli in appartamento, meglio se in una stanza lontana dai rumori e in penombra, con un rifugio magari sotto al letto;</p>
<p>3) Minimizzare l&#8217;impatto dei botti accendendo radio o tv;</p>
<p>4) Non lasciarli soli in giardino o in balcone, potrebbero farsi male, scappare o buttarsi di sotto. Togliere dagli esterni gabbie di uccelli, roditori e altri animali;</p>
<p>5) Non tenere i cani legati a catena, potrebbero strozzarsi;</p>
<p>6) Passeggiare col cane saldamente al guinzaglio. Nei casi più gravi, chiedere al veterinario se tranquillizzarli con un blando sedativo o rimedi di erboristeria;</p>
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		<title>Rosa, giovane simil Pastore Te&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 11:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Rosa, giovane simil Pastore Tedesco in pericolo http://ff.im/kqHu</p>
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		<title>Da dove vengono le diossine negli alimenti? Cosa le produce?</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 00:25:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico un comunicato di medicina democratica, che vi consiglio di leggere. Nei giorni scorsi si è parlato di Diossina negli animali da allevamento, ma non si è detto che la Diossina viene prodotta principalmente dalle combustioni: Le diossine, come classe di composti, sono sostanze cancerogene, persistenti, non biodegradabili, facilmente accumulabili nella catena alimentare. Reazioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico un comunicato di medicina democratica, che vi consiglio di leggere. Nei giorni scorsi si è parlato di Diossina negli animali da allevamento, ma non si è detto che la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diossina">Diossina</a> viene prodotta principalmente  dalle combustioni: </p>
<blockquote><p>Le diossine, come classe di composti, sono sostanze cancerogene, persistenti, non biodegradabili, facilmente accumulabili nella catena alimentare. Reazioni di ossidazione come quelle che avvengono negli inceneritori, nelle acciaierie di seconda fusione ed in altri processi di combustione civile ed industriale, sono i principali produttori di diossine. (Wikipedia)</p></blockquote>
<p><span id="more-3499"></span></p>
<blockquote><p>Da dove viene la diossina nella carne? Ci dicono dai mangimi. E nei mangimi come ci arriva? Solo, &#8220;accidentalmente&#8221; da olii contaminati? E gli animali contaminati dove vanno a finire? Chi ci assicura che non diventeranno nuovi mangimi direttamente o ancor più con l&#8217;incenerimento? La notizia che anche questa volta non è stata data nella vicenda dei &#8220;maiali (e non solo) alla diossina&#8221; è che la diossina proviene per la maggior parte dall&#8217;incenerimento di rifiuti urbani, ospedalieri ed industriali.</p>
<p>Da qui la follia di di volere costruire nuovi inceneritori ed ampliare quelli esistenti con la inevitabile conseguenza di aumentare la diossina che va a finire nei nostri piatti.</p>
<p>Medicina Democratica ribadisce la sua assoluta contrarietà a questi impianti nocivi, costosi ed assolutamente inutili</p>
<p>Medicina Democratica denuncia, inoltre, come pericoloso il consumo di alimenti di qualsiasi tipogià contaminati essendo la diossina un contaminante persistente che si accumula nei viventi.</p>
<p>In particolare non esiste una esposizione &#8220;accettabile&#8221; alle diossine o ad altri inquinanti cancerogeni al di sotto della quale non vi sia rischio per le persone.</p>
<p>Il Comitato Direttivo di Medicina Democratica<br />
Firenze 14 dicembre 2008</p>
<p><a href="www.medicinademocratica.org">www.medicinademocratica.org</a></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Donald, cucciolo di Collie pur&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 13:28:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Donald, cucciolo di Collie puro di 2 mesi in grave pericolo http://ff.im/iyDj]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Donald, cucciolo di Collie puro di 2 mesi in grave pericolo http://ff.im/iyDj</p>
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		<title>H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 08:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Compagnia teatrale ITINERARIA presenta &#8220;H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221; (200 repliche in due anni) Lunedì 27 Ottobre 2008 ore 20.45 alla Sala San Luigi, in via L. Nenni 12 &#8211; FORLI&#8217;- INGRESSO GRATUITO organizzato dall&#8217;Associazione SORRISI DAL MONDO Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi Interpreti: Fabrizio De Giovanni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Compagnia teatrale ITINERARIA presenta &#8220;<strong>H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità</strong>&#8221; (200 repliche in due anni)  Lunedì 27 Ottobre 2008 ore 20.45 alla Sala San Luigi, in via L. Nenni 12 &#8211; FORLI&#8217;-</p>
<p>INGRESSO GRATUITO</p>
<p>organizzato dall&#8217;Associazione SORRISI DAL MONDO</p>
<p>Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi<span id="more-3239"></span></p>
<p>Interpreti: Fabrizio De Giovanni e Lorella De Luca<br />
Regia: Emiliano Viscardi<br />
Musiche originali: Augusto Ripari<br />
Allestimenti tecnici e scenografici: Maria Chiara Di Marco<br />
Datore Luci e macchinista: Eliel Ferreira<br />
Assistente alla regia: Aldo Bianchi<br />
Light designer: Giorgio Romano<br />
Contributi video: Dario Barezzi<br />
Operatore video: Sergio Cavandoli<br />
Post-produzione video: Franco Valtellina<br />
Testo: Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni</p>
<p>Con la partecipazione di: Roberto Carusi che ha prestato la voce per i video.</p>
<p>Per informazioni:<br />
Associazione Culturale e Teatrale Itineraria – Cologno Monzese (MI)<br />
Tel. 02/25396361- 335.8393331<br />
e-mail itinerariateatro@gmail.com<br />
sito internet www.itineraria.it</p>
<p>(cliccando sul logo &#8220;H2Oro&#8221; è possibile scaricare tutto il materiale relativo allo spettacolo)</p>
<p>H2Oro<br />
  L&#8217;acqua un diritto dell&#8217;umanità</p>
<p>Da un progetto di Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara Di Marco nasce questo spettacolo di teatro-documento per sostenere il diritto all&#8217;acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del &#8220;Bel Paese&#8221;, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti.</p>
<p>L&#8217;acqua non deve diventare &#8220;l&#8217;oro blu&#8221; del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato &#8220;l&#8217;oro nero&#8221; del secolo XX. L&#8217;acqua deve invece essere considerata come bene comune, patrimonio dell&#8217;umanità. L&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l&#8217;acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell&#8217;area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future. Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi della privatizzazione dell&#8217;acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell&#8217;acqua, delle guerre dell&#8217;acqua e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione dell&#8217;acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della necessità di contrastare e invertire l&#8217;indirizzo di mercificazione e privatizzazione. Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all&#8217;insegna del denaro, ma della dignità umana.</p>
<p>Spettacolo premiato  nel 2006 con una targa d&#8217;argento dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Realizzato con il Patrocinio del &#8220;Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull&#8217;Acqua&#8221; e del &#8220;Centro Nuovo Modello di Sviluppo&#8221; di Vecchiano, ha ricevuto in seguito il Patrocinio del Ministero delle Politiche agricole e forestali, del Ministero della Pubblica Istruzione Università e Ricerca, della Presidenza della Regione Lombardia e della Provincia di Lodi.</p>
<p>GOLIA E&#8217; NUDO</p>
<p>&#8220;H2Oro – l&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221; è una produzione dell&#8217;Associazione Culturale e Teatrale ITINERARIA in forma di teatro-documento.</p>
<p>Essa si pone in quel filone di testimonianze civili, portate attraverso il teatro, che questa Associazione propone – da oltre dieci anni – ai suoi soci e a un pubblico, indistintamente, di cittadini, studenti, frequentatori di biblioteche e organizzazioni di volontariato.</p>
<p>Fabrizio De Giovanni è, con Lorella De Luca, interprete dello spettacolo che si è – per così dire – &#8220;cucito addosso&#8221; affinché le sconvolgenti verità di cui si fa portavoce acquistino (ancorché ampiamente ed autorevolmente documentate) un&#8217;ulteriore credibilità anche in versione scenica.</p>
<p>L&#8217;attore/autore si è avvalso della collaborazione dello storico Ercole Ongaro, già felicemente autore di altre due produzioni teatrali di Itineraria (l&#8217;una sulla Costituzione, l&#8217;altra sui diritti dei bambini) che tuttora si replicano, ma anche di Emiliano Viscardi per la regia, di Maria Chiara Di Marco per l&#8217;apparato scenico, di Dario Barezzi per i contributi filmati. E non a caso: la varietà dei linguaggi e degli strumenti non è tanto una moda in voga nel teatro attuale quanto, piuttosto, una scelta di necessità. Affrontando infatti temi di urgente attualità quale, tra gli altri, è quello dell&#8217;acqua e mettendosi (come amava dire Don Milani) &#8220;dalla parte dell&#8217;ultimo&#8221;, imprescindibile è l&#8217;esigenza di volgere a buon fine quegli stessi accattivanti mezzi di comunicazione che quotidianamente aggrediscono la società contemporanea ed in particolare le giovani generazioni.</p>
<p>Itineraria – nella convinzione di poter contribuire alla consapevolizzazione degli spettatori sui problemi determinanti per il futuro dell&#8217;umanità – è particolarmente orgogliosa del fatto che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi abbia concesso allo spettacolo &#8220;H2Oro&#8221; una targa d&#8217;argento (come, a suo tempo, allo spettacolo sulla Costituzione e a quello sui diritti dell&#8217;infanzia).</p>
<p>&#8220;Che fare?&#8221;: è l&#8217;interrogativo che tormenta spesso gli spettatori degli spettacoli di Itineraria sui temi dell&#8217; odierna mondialità, ma anche sui nodi più aggrovigliati di un recente passato per non dimenticare: la Shoah, la Resistenza, l&#8217;esodo del popolo palestinese.</p>
<p>Sentirsi interrogati è prendere coscienza della realtà dei molti &#8220;senza voce&#8221; cui può dar voce la gente di teatro. È scoprire – con il bimbo della famosa fiaba di Andersen – che l&#8217;imperatore è nudo. È capire che la piccola fionda di Davide può, alla lunga, abbattere i molti Golia del potere che opprime. </p>
<p>Roberto Carusi<br />
(presidente di Itineraria)</p>
<p>SCALETTA dello spettacolo:</p>
<p>&#8220;H2ORO &#8211; L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221;</p>
<p>-        Filmato di apertura<br />
-        monologo sulla scarsità dell&#8217;acqua<br />
-        monologo sull&#8217;acqua come diritto e non come bene economico<br />
-        monologo su mercificazione dell&#8217;acqua e Manifesto Contratto Mondiale<br />
-        introduzione alla Rivolta di Cochabamba<br />
-        filmato: &#8220;Cochabamba: Suor Antonietta Potente&#8221;<br />
-        monologo su Coca Cola nel mondo e caso inglese<br />
-        lettura: La Coca Cola è fuorilegge?<br />
-        filmato: &#8220;progetto fondamentalista della Coca-Cola&#8221;<br />
-        monologo su Le guerre per l&#8217;acqua e L&#8217;acqua in Palestina/Israele<br />
-        monologo su Le guerre per i fiumi<br />
-        monologo su Le dighe nel mondo<br />
-        conclusione prima parte citazione don Milani e Gandhi<br />
-        poesia Nando Dalla Chiesa musicata<br />
-        monologo su L&#8217;Italia e l&#8217;acqua minerale<br />
-        monologo su Parametri: acqua potabile/acqua minerale<br />
-        monologo su Le multinazionali dell&#8217;acqua minerale e le concessioni<br />
-        monologo su &#8220;Mineracqua&#8221; e il ricatto pubblicitario<br />
-        filmato: &#8220;Trasparenza: le analisi invisibili&#8221;<br />
-        filmato: &#8220;Vox populi&#8221;<br />
-        monologo su L&#8217;informazione indipendente e il consumo critico<br />
-        monologo su La mafia e l&#8217;acqua<br />
-        monologo su il miracolo di Agrigento, Sanpellegrino/Nestlè<br />
-        monologo su Gli sprechi strutturali<br />
-        monologo su Gli scempi con caso Mugello/TAV<br />
-        monologo su Il caso Milano<br />
-        monologo su Cosa fare noi-qui-ora<br />
-        filmato: &#8220;Jacopo Fo: risparmiare l&#8217;acqua nel quotidiano&#8221;<br />
-        monologo su L&#8217;acquedotto pugliese e Petrella ex presidente<br />
-        monologo su La Toscana e la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua<br />
-        monologo su Napoli e Padre Alex Zanotelli<br />
-        monologo su S. Giuliano M.se &#8220;Fontane con le bollicine&#8221;<br />
-        monologo su Bagnacavallo &#8220;Riduttori di flusso&#8221;<br />
-        conclusione spettacolo, citazione Gesualdi/Sara Ongaro<br />
-        montaggio poetico/finale</p>
<p>[Durata totale 90 minuti circa]</p>
<p>Articolo tratto da &#8220;Peacereporter&#8221;</p>
<p>Un palcoscenico sull&#8217;acqua<br />
Uno spettacolo racconta i problemi legati allo sfruttamento dell&#8217;acqua<br />
di Dolores Carnemolla<br />
La scena è nuda: un leggìo da una parte, uno sgabello dall&#8217;altra, al centro uno schermo, dapprima spento. Poi si accendono immagini di battaglie prese in prestito dal cinema: conflitti dall&#8217;età della pietra ai nostri giorni. Un uomo sale sul palcoscenico rivolgendosi agli spettatori: senza preamboli comincia a parlare dei problemi relativi alla scarsità dell&#8217;acqua, di questioni che hanno generato aspre ostilità a causa dell&#8217;oro blu. È un attore? Non sembra stia &#8220;recitando&#8221;: il suo tono, benché impostato, è di una autenticità disarmante. L&#8217;argomento che sta esponendo è cosa di tutti i giorni,  quello che dovrebbe essere un monologo è in realtà l&#8217;inizio di un dialogo tra la sua voce che ci informa sui fatti e le coscienze di chi sta ad ascoltare.</p>
<p>Così comincia &#8220;H2oro-l&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221;: produzione dell&#8217;Associazione Culturale e Teatrale Itineraria, sui palcoscenici alternativi di tutta Italia da marzo ad ottobre.<br />
La forma è quella del  teatro-documento, lo scopo è quello di rendere consapevole la società civile del fatto che l&#8217;acqua è un bene comune e  averne accesso è un diritto fondamentale. Fabrizio De Giovanni è, con Lorella De Luca, autore-attore di questo spettacolo scritto con la collaborazione di Ercole Onagro. La rappresentazione si avvale di linguaggi e contributi diversi (letture di documenti, video) ben amalgamati dalla regia di Emiliano Viscardi e dall&#8217;apparato scenico di Maria Chiara Di Marco.</p>
<p>Come si apprende dal libro di Vandana Shiva, &#8220;Le guerre dell&#8217;acqua&#8221; (Fabrizio De Giovanni ne legge qualche passo significativo) l&#8217;acqua è insufficiente in Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana  e Stati Uniti e le guerre dell&#8217;acqua non sono un evento del futuro: sono già in atto veri e propri conflitti in ogni società. Che si tratti del Punjab o della Palestina, spesso la violenza politica nasce dalla competizione per appropriarsi delle scarse e vitali risorse idriche. Molti di questi conflitti politici sono celati: chi controlla il potere maschera le guerre dell&#8217;acqua, facendole apparire come scontri etnici o religiosi.</p>
<p>Ogni giorno 30.000 persone muoiono per cause connesse alla scarsità di acqua o alla sua cattiva qualità o igiene. La Comunità Internazionale continua a rifiutare il concetto che l&#8217;acqua è un diritto di tutti, preferendo trattarla come un bene economico, soggetto alle leggi del mercato e accessibile solo a chi può permetterselo. Il programma per lo sviluppo delle nazioni Unite ha dimostrato che l&#8217;obiettivo di rendere accessibile l&#8217;acqua all&#8217;intera umanità è economicamente realizzabile. Non sono le tecnologie né le risorse che mancano, dipende dalla volontà di chi compie scelte politiche ed economiche: negando ai poveri l&#8217;accesso all&#8217;acqua, privatizzandone la distribuzione e inquinando pozzi e fiumi. La pretesa di vendere l&#8217;acqua è pari a quella di vendere l&#8217;aria: rivendicare il diritto alla disponibilità di acqua potabile significa difendere il diritto di vivere per tutti gli esseri viventi.</p>
<p>In 70 minuti di spettacolo si apprendono tante scomode verità, ma anche indicazioni utili a capire il problema e quindi ad assumere gli atteggiamenti giusti, anche nelle abitudini quotidiane: rifiutare, ad esempio, il ricatto delle pubblicità che inducono all&#8217;acquisto dell&#8217;acqua in bottiglia o evitare gli sprechi giorno dopo giorno.<br />
L&#8217;invito di H2oro è quello di collaborare insieme per creare &#8220;democrazie dell&#8217;acqua&#8221;.<br />
Come scrive Vandana Shiva, &#8220;se costruiamo la democrazia, costruiamo la pace&#8221;.</p>
<p>H2Oro, il teatro-documento che mancava</p>
<p>di Barbara D&#8217;Amico 15/10/2007</p>
<p>&#8220;Uno spettacolo teatrale per sostenere il diritto all&#8217;acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del &#8216;Bel Paese&#8217;, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti&#8221;, recita l&#8217;introduzione sulla locandina di questo spettacolo quasi del tutto sconosciuto, fino a ieri. E non servirebbero altre descrizioni se non fosse che H2Oro, più che un semplice spettacolo, è una vera e propria impresa. L&#8217;acqua come bene comune, come diritto inalienabile dell&#8217;uomo, la sua fragilità e la gravissima crisi che rischia di portarci ad un&#8217;ulteriore serie di conflitti per il predominio di questa risorsa principe: non è facile tradurre un messaggio così complesso in esperienza da palcoscenico, eppure la Compagnia Itineraria di Roberto Carusi ci riesce inaugurando un nuovo genere teatrale, quello del Teatro- Documento appunto, a metà strada tra la commedia e l&#8217;inchiesta &#8211; diversa dalla satira &#8211; in cui &#8220;l&#8217;acqua&#8221; è solo l&#8217;ultima arrivata dopo esperimenti scenici sui diritti dell&#8217;infanzia, sulla Shoàh e sulla Costituzione.</p>
<p>Il progetto nasce in modo travagliato. E&#8217; Fabrizio De Giovanni &#8211; scuola di Dario Fo e Franca Rame nonché protagonista di H2Oro &#8211; ad abbozzare l&#8217;idea dello spettacolo. &#8220;Ogni qualvolta ci siamo scontrati con i diritti umani questi, in qualche modo, erano e sono connessi all&#8217;acqua&#8221;, ha dichiarato in una recente intervista. E sono proprio le connessioni tra diritti umani e crisi idrica che lo spingono a documentarsi verso la fine degli anni Novanta facendogli scoprire un mondo parallelo, fatto di quelle che definisce assurdità e negazioni di un bene fondamentale. &#8220;E&#8217; pazzesco! Lo sapevate che i parametri di qualità per l&#8217;acqua potabile sono più restrittivi di quelli previsti per l&#8217;acqua in bottiglia? O che con 1 euro le multinazionali acquistano 100 mila litri d&#8217;acqua potabile che poi rivendono in bottiglia a un prezzo enorme?&#8221;, denuncia anche fuori dal teatro. Il materiale è mastodontico, il tema scomodo, ma dopo anni di tentativi la Compagnia, con la decisiva collaborazione della scenografa Maria Chiara di Marco, riesce a dargli forma.</p>
<p>De Giovanni porta, così, in scena un monologo di quasi due ore intervallato sapientemente dai filmati di Dario Barezzi e dalle testimonianze scritte di giornalisti, studiosi e premi Nobel sulla carenza dell&#8217;acqua e sulla speculazione dell&#8217;imbottigliamento delle risorse idriche. E&#8217; questo, infatti, uno dei temi centrali della pièce che punta il dito contro la privatizzazione delle acque potabili da parte delle multinazionali e contro l&#8217;Italia, prima consumatrice al mondo &#8211; anche prima degli Stati Uniti &#8211; di acqua in bottiglia. Esilaranti le interviste alle persone comuni che dichiarano di bere &#8220;acqua normale&#8221; &#8211; cioè in bottiglia &#8211; anziché &#8220;strana&#8221; come quella del rubinetto. Come ilare è il tentativo del protagonista di capire cosa debba fare per ottenere l&#8217;analisi dell&#8217;acqua che beve: un&#8217;odissea infinita fatta di rimpalli tra uffici comunali, asl e telefoni chiusi in faccia .</p>
<p>Il messaggio è chiaro: bevete acqua del rubinetto. A provarne l&#8217;assoluta sicurezza sono dati scientifici e studi che, con un colossale lavoro di ricerca, De Giovanni ha saputo raccogliere e sistematizzare. Da Giuseppe Altamore a Riccardo Petrella &#8211; studioso della &#8220;petrolizzazione&#8221; dell&#8217;acqua &#8211; le fonti si dimostrano eccellenti e trasformano H2Oro in una vera e propria inchiesta dall&#8217;alto contenuto informativo ma dai toni scomodi. Talmente scomodi da renderne invisa la replica nei principali teatri italiani. Fatta eccezione per Milano e Firenze, dopo ben 122 repliche ed una targa d&#8217;argento rilasciata da Carlo Azeglio Ciampi, H2Oro non riesce ad approdare a Roma. &#8220;Teatri pieni&#8221;, pare abbia risposto l&#8217;assessorato alla cultura della capitale. In realtà &#8220;rischiamo denunce e querele ad ogni spettacolo ormai&#8221;, dichiara De Giovanni alla platea alla fine della replica dello scorso 6 ottobre proprio a Firenze, mentre distribuisce etichette auto-prodotte da incollare sulle bottiglie di plastica. Il marchio recita &#8220;Acqua S.Rubinetto &#8211; L&#8217;acqua che non pesa sulla spesa&#8221; ed è il modo più efficace, secondo Itineraria, per riuscire a bere acqua potabile dando uno smacco alle multinazionali. H2Oro è allora un piccolo grande terremoto che si inserisce in quella battaglia coraggiosamente condotta già da padre Alex Zanotelli. Perché l&#8217;acqua è un bene fondamentale, non una merce.</p>
<p>Fabrizio De Giovanni (Milano, 1967)</p>
<p>Nel 1991 prende parte con la Compagnia teatrale di Dario Fo e Franca Rame a Parliamo di donne e nel 1998 a Marino libero! Marino è innocente!, spettacolo per la riapertura del &#8220;Caso Sofri&#8221;.</p>
<p>E&#8217; tra i fondatori della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi con la quale ha preso parte, dal 1994, a tutti gli spettacoli prodotti. Dal 2000 presta la voce alle marionette della storica Compagnia Carlo Colla e figli di Milano. </p>
<p>Nel 2005 ha preso parte alle registrazioni della trasmissione di Raidue &#8220;Il teatro in Italia&#8221; con Dario Fo e Giorgio Albertazzi. Da allora ha preso parte a tutte le nuove produzioni di Dario Fo.</p>
<p>Dal 1992 opera anche nell&#8217;ambito della promozione della lettura con incontri rivolti sia ai bambini che agli adulti, in collaborazione con biblioteche e scuole. Dal 1995 collabora alla produzione di audio libri e audiovisivi scolastici per gli Editori: Fabbri, Giunti, Sedes, Loescher, Lang, Petrini, RCS, Cideb e  Salani (Roal Dahl).</p>
<p>Associazione Culturale e Teatrale Itineraria &#8211; Cologno Monzese (Mi) via Goldoni, 18</p>
<p>tel. 02.25396361 &#8211; 02.2538451- 335.8713663 &#8211; h2oro@itineraria.it &#8211; www.itineraria.it</p>
<p>INTERVISTA A ERCOLE ONGARO (co-autore del testo)</p>
<p>Perché ha scritto questo testo?</p>
<p>Come cittadino mi sono sentito interpellato dai processi in atto di mercificazione e privatizzazione dell&#8217;acqua e ho pensato che anche con la forma teatrale potevo contribuire a far prendere coscienza della pericolosità di quanto sta avvenendo in questo settore. Il primo segnale per il risveglio della mia coscienza civica mi è venuto dalla rivolta dell&#8217;acqua dei poveri di Cochabamba: quell&#8217;episodio non soltanto mi ha confermato che noi Paesi ricchi del Nord del mondo siamo causa dei disastri del Sud, del loro impoverimento nel caso specifico della privatizzazione della loro acqua, ma anche mi ha fatto intuire dove noi stiamo andando: verso un futuro che consegna beni comuni fondamentali al dominio di ristretti gruppi finanziari, permettendo loro di farli diventare una potente macchina di profitti.<br />
Su cosa si è fondato per costruire il testo?</p>
<p>Mi sono documentato, allo stesso modo nel quale mi documento per il mio lavoro di ricerca storica: ho letto molta bibliografia sull&#8217;argomento, ho studiato i documenti che il variegato movimento di resistenza alla mercificazione dell&#8217;acqua ha prodotto in diverse situazioni locali e poi ho costruito un percorso narrativo semplice ma efficace. Quanto accade a livello locale, la microstoria, è solitamente l&#8217;elemento determinante che aiuta a capire i processi generali, mondiali, e che porta al coinvolgimento personale. Il confronto con Fabrizio De Giovanni ha poi arricchito la mia ricerca e dato un ritmo al testo in vista della sua realizzazione scenica.</p>
<p>Ma un movimento dal basso, locale, può incidere su processi che hanno il loro contesto nella globalizzazione mondiale?</p>
<p>Penso proprio di sì. Può sembrare impossibile, ma proprio nel caso dell&#8217;acqua si è visto realizzato l&#8217;obiettivo per il quale il movimento di base ha lottato: dove il movimento ha saputo mantenere la mobilitazione, ci sono state inversioni di rotta impensabili fino a qualche tempo prima, si sono interrotti processi di privatizzazione già molto avanzati, si sono stracciati impegni già presi. Io stesso, che faccio parte della Rete di Lilliput di Lodi ho potuto constatarlo per quanto riguarda Lodi e il Lodigiano, dove si è passati da un orientamento privatizzatore a uno che garantisce l&#8217;acqua come bene comune. Resistere a ogni tentativo di espropriazione dei beni comuni significa salvare le basi su cui si fonda una società democratica. Mi auguro che anche attraverso questo spettacolo cresca la presa di coscienza tra i cittadini e li spinga a interessarsi alla difesa dei beni comuni in generale e dell&#8217;acqua in particolare.</p>
<p>Quale lezione possiamo trarre dai risultati finora raggiunti?</p>
<p>La certezza che la storia non è finita, che non dobbiamo farci convincere che non ci resta che la sconfitta. Sarebbe la più grande, e definitiva, vittoria delle multinazionali e del potere finanziario. Se è stato possibile invertire il vento della privatizzazione dell&#8217;acqua, vuol dire che è possibile proporsi cambiamenti di più vasta portata. E comunque è fondamentale tenere insieme i due livelli: il cambiamento delle strutture e il cambiamento del proprio comportamento, delle proprie scelte personali. Non scindere, ma coniugare i due livelli, tenendo fermo lo sguardo e la direzione del cammino verso l&#8217;utopia di una società che progetta il proprio futuro non all&#8217;insegna del denaro ma della dignità di tutti gli uomini.</p>
<p>LA COMPAGNIA TEATRALE ITINERARIA</p>
<p>Costituita da una quindicina di attori e tecnici, realizza rappresentazioni nei diversi settori dello spettacolo, potendo contare su competenze molteplici. Ne fanno parte infatti attori e attrici, musicisti, doppiatori, tecnici, registi, scenografi, artisti di strada, animatori. La gamma di proposte spettacolari è quindi estremamente varia e, non di rado, supportata da incontri con interpreti, autori, critici. Ciò consente al pubblico che segue i lavori della Compagnia di approfondire il proprio rapporto con il teatro, o di accostarvisi per la prima volta, con la garanzia di una elevata qualità culturale, sempre sostenuta tuttavia dalla piacevolezza dell&#8217;interesse e dello svago.</p>
<p>Nella rassegna di spettacoli di Teatro-documento &#8220;Per non dimenticare&#8221; Itineraria propone anche &#8220;Bambini esclusi&#8221; sulla condizione dell&#8217;infanzia nel mondo, &#8220;Voci dalla Shoah&#8221; dalle testimonianze di tre sopravvissuti ad Auschwitz, &#8220;Dove è nata la nostra Costituzione&#8221;, &#8220;La vergogna e la memoria&#8221; sulla Resistenza e &#8220;Mia terra, patria mia&#8221; sulla situazione palestinese.</p>
<p>Itineraria si occupa costantemente anche di promozione della lettura, dando vita ad incontri per bambini e ragazzi mirati a comunicare il &#8220;piacere della lettura&#8221; e recital letterari che accostino o riavvicinino gli adulti al piacere del libro.</p>
<p>L&#8217;ASSOCIAZIONE CULTURALE E TEATRALE ITINERARIA</p>
<p>ITINERARIA è un&#8217;associazione culturale e teatrale sorta 12 anni fa a Cologno Monzese (dove ha sede in via Goldoni 18) e svolge attività nel campo dello spettacolo.</p>
<p>In collaborazione con molte biblioteche civiche, ITINERARIA svolge un&#8217;intensa attività di promozione della lettura, destinata – ovviamente con diverse modalità e distinti momenti – sia agli adulti sia ai bambini. Ha ideato, organizzato e condotto per anni, un concorso nazionale di cabaret, finalizzato alla scoperta e alla valorizzazione di autori e interpreti &#8220;intelligenti&#8221;, con ampio consenso di pubblico e di critica. L&#8217;Associazione svolge incontri e corsi formativi, prevalentemente per la lettura ad alta voce, nell&#8217;ambito di Scuole ed Enti locali.</p>
<p>Nel &#8220;teatro da camera&#8221; della propria sede, ITINERARIA organizza serate, con periodicità settimanale, in cui si rappresentano produzioni della Compagnia Stabile dell&#8217;Associazione (che si avvale dell&#8217;apporto di professionisti e volontari) si organizzano cineforum e incontri con personalità del mondo dello spettacolo, si presentano spettacoli ospiti.</p>
<p>Da anni l&#8217;Associazione propone agli iscritti lo sconto su biglietti per gli spettacoli in scena a Milano, ma anche e soprattutto un orientamento critico degli spettatori.</p>
<p>Le letture sceniche predisposte e realizzate dalla Compagnia teatrale ITINERARIA si avvalgono di montaggi di testi di carattere letterario, teatrale, documentario. In quest&#8217;ultimo settore degne di nota sono le letture che trattano della Resistenza, della Shoah, della Costituzione, della situazione palestinese, dei Diritti dei bambini (lavoro realizzato in collaborazione con l&#8217;Unicef) e la più recente sul tema dell&#8217;acqua patrimonio dell&#8217;umanità.</p>
<p>Vanno infine ricordate le letture sceniche commissionate a ITINERARIA dai Servi di Maria per commemorare David Maria Turoldo con le rappresentazioni di due suoi testi, nonché la collaborazione con la Pro Civitate Christiana di Assisi.</p>
<p>Da alcuni anni ITINERARIA coordina una scuola di teatro in cui sono docenti esperti delle varie competenze teatrali. Può vantare inoltre frequenti momenti di animazione per i più piccoli con gruppi specializzati di clown ed educatrici qualificate.</p>
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		<title>La Pazzia di Aldo Moro ed i messaggi cifrati allo Stato</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 07:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sto leggendo &#8220;La Pazzia di Aldo Moro&#8221; di Marco Clementi, e mi è venuto qualche dubbio. Pensando alla sua situazione di rapito, nella possibilità di scrivere lettere all&#8217;esterno e nell&#8217;indubbio vantaggio derivante dal divario culturale con i rapitori, cerco di immedesimarmi in lui. Chiunque nella sua situazione avrebbe cercato di mandare segnali sul luogo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/06/aldo_moro_br.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2875" title="Aldo Moro, foto della prigionia BR" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/06/aldo_moro_br-150x150.jpg" alt="aldo moro br 150x150 La Pazzia di Aldo Moro ed i messaggi cifrati allo Stato" width="150" height="150" /></a>Sto leggendo <a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978881702070.html;jsessionid=EF3BFDA8CE0713FB62064918DDFA8E49">&#8220;La Pazzia di Aldo Moro&#8221; di Marco Clementi</a>, e mi è venuto qualche dubbio.<br />
Pensando alla sua situazione di rapito, nella possibilità di scrivere lettere all&#8217;esterno e nell&#8217;indubbio vantaggio derivante dal divario culturale con i rapitori, cerco di immedesimarmi in lui.<br />
<strong>Chiunque nella sua situazione avrebbe cercato di mandare segnali sul luogo della sua prigionia.</strong></p>
<p>Eppure a parte qualche raro caso, come ad esempio nelle analisi fatte da Leonardo Sciascia (riportate nella sua <a href="http://www.itccapitini.it/archivio/caso_moro.htm#5">relazione alla commissione parlamentare</a>), le sue lettere non sono state studiate sotto questa lente, per cercare di capire se contenessero messaggi cifrati.</p>
<p>Sciascia riporta una sua frase, nella sua prima lettera indirizzata a Cossiga: <strong>&#8220;mi trovo sotto un dominio pieno ed incontrollato&#8221;</strong>, leggendola col significato &#8220;mi trovo in un condominio molto abitato e non ancora controllato dalla polizia&#8221;.<span id="more-2874"></span></p>
<p>Questa frase, apparentemente senza un significato preciso, può contenere un messaggio cifrato di Moro?<br />
E se Moro avesse utilizzato anche qualche riferimento <strong>latino</strong>, lingua con la quale certamente doveva avere una ottima dimestichezza avendo il diploma di maturità classica e la laurea in giurisprudenza?<br />
E se avesse cercato qualche riferimento alle <strong>sacre scritture</strong>, dal momento che i rapitori certamente ne erano digiuni? Tra l&#8217;altro si era appena fatto consegnare una copia della <strong>Bibbia</strong>.</p>
<p><strong>Fossi stato in lui avrei utilizzato tutti gli strumenti che segnavano un divario tra il prigioniero ed i rapitori</strong>, avendo il tempo e la capacità di nascondere riferimenti utili per la polizia ed i servizi segreti, ed avrei cercato con sinonimi, ambiguità e parole stonate per chi ha la mia stessa sensibilità di far capire che c&#8217;era<strong> un senso ed una connessione tra questi segnali.</strong></p>
<p>Subito dopo quella famosa frase scrive <em>&#8220;sono in questo stato avendo tutte le conoscenze e sensibilità che derivano dalla lunga esperienza, con il rischio di essere chiamato o indotto a parlare in maniera che potrebbe essere sgradevole e pericolosa in determinate situazioni&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;interpretazione comune e dei media dell&#8217;epoca era che questa fosse una minaccia alla DC sulla rivelazione di segreti scomodi. Ma se andasse letta con un doppio significato, leggendo nell&#8217;esperienza e nella sensibilità <strong>i riferimenti culturali ed ideologici con i quali decifrare potenziali messaggi</strong>? E se il rischio ed il pericolo non fosse quello di spifferare qualcosa (1° lettura) ma di essere scoperto nel suo modo di parlare?</p>
<p>Anche i rapitori dissero che scrisse più e più volte, limando alla lettera il testo di questa prima missiva. Certamente doveva soppesare le conseguenze delle sue parole sulla politica e l&#8217;opinione pubblica, ma probabilmente stava riflettendo anche sui messaggi da inviare.</p>
<p>Allora la fantasia corre, ed aprendo il dizionario di latino della scuola provo a dare significati diversi alle parole che stonano rispetto al resto.<br />
Ricordando che <strong>la prigione era situata in un <a href="http://cristinatagliabue.nova100.ilsole24ore.com/2008/01/1978-2008-via-m.html">palazzo quasi signorile</a> nel quartiere della Magliana</strong>, che è sotto il livello del fiume ed a rischio inondazione, rileggo così la frase di prima pensando a possibili assonanze con parole latine:<br />
<strong>mi trovo sotto un dominio (domo, casa) pieno (plenus, ricco) ed incontrollato (trulleum è anche una conca: in/presso/vicino a una conca).</strong></p>
<p>Non sono ovviamente vicino ad un centesimo della cultura ed alla sensibilità di Moro, quindi qualsiasi speranza di capire eventuali messaggi cifrati per me è sicuramente vana, ma sono dell&#8217;idea che quelle lettere dovessero contenere sicuramente qualche segnale.</p>
<p>Mi pare molto strano che non sia stata presa in esame nemmeno l&#8217;ipotesi della presenza di un messaggio cifrato, <strong>attribuendo ad una sorta di pazzia e disperazione i contenuti delle lettere di un personaggio che fino a pochi giorni prima era considerato uno statista di massimo livello.</strong></p>
<p>Del resto questa non è che una delle tante stranezze che avvolgono questa vicenda, sulla quale <strong>probabilmente non sapremo mai l&#8217;intera verità.</strong></p>
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		<title>La fame nel Mondo secondo me</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 20:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi c&#8217;è stato il vertice della FAO a Roma sul problema dell&#8217;aumento dei costi del cibo e del rischio carestia nel Mondo. Se il premier iraniano non avesse avuto il primo piano tutto il giorno, probabilmente qualche media avrebbe avuto il tempo di approfondire un po&#8217; la questione.</p>
<p>Non credo che il problema di oggi sia dovuto ai biocarburanti, ancora poco diffusi per mettere in crisi il mercato dei beni alimentari (ma già abbastanza diffusi per mettere in guardia sulle conseguenze).</p>
<p>Oggi gran parte del problema risiede nelle speculazioni internazionali di borsa, che dal mattone dopo la crisi dei mutui americani si sono spostate alle materie prime, cibo compreso.</p>
<p>Al vertice sono state proposte misure di sostegno, ma <strong>la carità in questo caso ha un effetto temporaneo e non risolve il problema</strong>.<span id="more-2853"></span></p>
<p>La proposta di Berlusconi è quindi a mio parere completamente inutile ed anzi pericolosa: togliere fondi dal bilancio europeo per mettere soldi in container da spedire al terzo Mondo come supporto può anche portare a disastri come quello della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Missione_Arcobaleno">missione arcobaleno</a>, che spero non sia stato dimenticato.</p>
<p>Nessun TG ha avuto l&#8217;idea geniale di intervistare un professore o un esperto in materia, purtroppo.</p>
<p>Invece di proporre la detrazione degli aiuti, partirei con strumenti di difesa del cibo dalle speculazioni di borsa, <strong>dalla messa al bando dei brevetti e delle sementi ogm</strong> fatte per morire dopo un raccolto (1), <strong>privilegerei con un sistema di tassazione ed incentivi che favorisca la produzione di cereali rispetto a quella della carne</strong> (2), eliminerei tutti gli incentivi per la dismissione delle culture (ed il conseguenze innalzamento dei prezzi) dell&#8217;Unione Europea, per spostarli sull&#8217;incentivazione di filiera corta di qualità (così smettiamo di importare cibo da paesi come Cina ed India, ad esempio).</p>
<p>(1) chi non conoscesse il problema legga il <a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=1741958">libro di Vandana Shiva, il Mondo sotto brevetto.</a><br />
(2) per produrre un chilo di carne occorre una quantità di acqua 13 volte superiore rispetto a quella che serve per produrre un chilo di grano, e per ogni KG di carne servono circa 16 KG di cereali.</p>
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		<title>Devi smaltire amianto? Puoi usare l&#8217;autobus numero 5</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 08:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel sito del Comune, dove spiega come smaltire materiali pericolosi con particolare riferimento all&#8217;Amianto, si indica correttamente il centro di raccolta di Hera. Non c&#8217;è l&#8217;indirizzo, ma l&#8217;indicazione di utilizzare l&#8217;autobus numero cinque, o di parcheggiare nelle zone limitrofe. Limitrofe a cosa? L&#8217;autobus numero 5 passa dalla sede amministrativa di Hera, in via Balzella, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel sito del Comune, <a rel="nofollow" href="http://www.comune.forli.fo.it/servizi/procedimenti/ricerca_fase03.aspx?ID=1429" class="broken_link">dove spiega come smaltire materiali pericolosi con particolare riferimento all&#8217;Amianto</a>, si indica correttamente il centro di raccolta di Hera. Non c&#8217;è l&#8217;indirizzo, ma<strong> l&#8217;indicazione di utilizzare l&#8217;autobus numero cinque</strong>, o di parcheggiare nelle zone limitrofe. Limitrofe a cosa? L&#8217;autobus numero 5 passa dalla sede amministrativa di Hera, in via Balzella, ma immagino che gli uffici non accettino pacchi regalo con 300 kg di Eternit.</p>
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		<title>Buon 2008!</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 14:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/12/petardi.thumbnail.jpg' alt="petardi.thumbnail Buon 2008!"  title="foto Buon 2008! " />Auguro a tutti i visitatori (senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali) un buon 2008.</p>
<p>Tutti gli ospedali d&#8217;Italia si stanno attrezzando per gestire l&#8217;aumento di feriti causati da eccessi di alcool e dai petardi. Mi piacerebbe poter dire, tra una settimana, che si è trattato dell&#8217;ennesimo sperpero inutile di denaro pubblico. Mi raccomando, fate del vostro meglio!</p>
<p>PS: ricordo che i petardi sono molto fastidiosi per gli animali, soprattutto cani e gatti, che hanno un udito molto più acuto del nostro e quindi risentono maggiormente del rumore. </p>
<p><strong>Fate che sia un giorno di festa!!</strong></p>
<p>Trascrivo un po&#8217; di regole d&#8217;oro per ridurre il rischio, se proprio non potete evitare:<br />
<span id="more-2568"></span><br />
    *  acquistare solo presso i negozi autorizzati<br />
    * non raccogliere fuochi inesplosi, contatta il 113 e segnalalo<br />
    * non gettare acqua sui fuochi possono reagire ed esplodere<br />
    * l’uso improprio dei fuochi d’artificio, di qualunque tipo, può comportare gravi conseguenze: ustioni, perdita delle dita, delle mani, della vista e lesioni più gravi;<br />
    * prima di accenderli leggi e segui attentamente le istruzioni. Ancor prima, però, controlla che il prodotto sia in ottimo stato di conservazione ovvero che non presenti segni d’umidità o di danneggiamento e che possono determinare la fuoriuscita di polvere pirica;<br />
    * quando accendi un fuoco d’artificio non indossare indumenti di pile o di fibra sintetica oppure acetati: una scintilla potrebbe incendiarli;<br />
    * se un fuoco d’artificio non si accende subito non ritentare, buttalo via;<br />
    * non tentare di riaccendere botti inesplosi che trovi per strada;<br />
    * usa i fuochi d’artificio consentiti in luoghi aperti, comunque lontano dalle persone e da materiale infiammabile;<br />
    * non unire od accendere contemporaneamente più fuochi;<br />
    * quando qualcuno usa i fuochi d’artificio, mettiti al riparo;<br />
    * nell’accendere quelli consentiti ricordati di: posizionare il fuoco su una superficie piana o, in caso di razzi, perfettamente in verticale, non utilizzando bottiglie di vetro; non tenere mai con le mani razzi, candele o petardi; allontanati immediatamente e non accendere razzi o petardi con la miccia corta, potrebbero esploderti in mano da un momento all’altro; non gettare e non indirizzare mai petardi o razzi verso le persone; non far esplodere mai petardi o razzi in bottiglie o dentro contenitori fragili, perché rompendosi possono produrre pericolose schegge;<br />
    * non cercare di costruire un petardo di dimensioni maggiori utilizzando le polveri di più petardi;<br />
    * evita di trasportare materiale pirotecnico in macchina e di usare fiamme libere (accendini, fiammiferi, sigarette, ecc.) nelle vicinanze.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://lineagoticafight.blogspot.com/2007/12/campagna-no-ai-petardi-pericolosi.html">Grazie a Linea Gotica per l&#8217;immagine della campagna contro i petardi pericolosi.</a></p>
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		<title>Smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. In manette la famiglia Laghi</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 12:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forlì, &#8221;Biodenaro&#8221;: smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. In manette la famiglia Laghi FORLI’ – Associazione per delinquere, finalizzata a traffico illecito di oltre 500 mila tonnellate di rifiuti, fittiziamente declassificati o illecitamente miscelati con altre tipologie di rifiuti, che venivano, poi, smaltiti in discariche non autorizzate dell’Emilia Romagna. In manette sono finiti Giacomo, Raffaele e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=242670&amp;section=news/Prima%20pagina" class="broken_link">Forlì, &#8221;Biodenaro&#8221;: smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. In manette la famiglia Laghi</a></p>
<blockquote><p>FORLI’ – Associazione  per delinquere, finalizzata a traffico illecito di oltre 500 mila tonnellate di rifiuti, fittiziamente declassificati o illecitamente miscelati con altre tipologie di rifiuti,  che venivano, poi, smaltiti in discariche non autorizzate dell’Emilia Romagna. In manette sono finiti Giacomo, Raffaele e Roberto Laghi, dell’omonima impresa. Ai domiciliari l’ex-rappresentante legale della società, Cesare Dall’Ara, e un tecnico di Hera.</p></blockquote>
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		<title>Salviamo la Costituzione</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Aug 2006 08:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 25 e 26 di Giugno si voterà per decidere sulla recente riforma costituzionale, voluta dal precedente governo Berlusconi. Pochi cittadini, purtroppo, conoscono al di là degli slogan demagogici i contenuti di questa riforma e quali saranno le sue gravi implicazioni. Questo referendum sarà di tipo confermativo,come previsto dall&#8217;art.138 della Costituzione che regola la revisione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 e 26 di Giugno si voterà per decidere sulla recente riforma costituzionale, voluta dal precedente governo Berlusconi.<br />
Pochi cittadini, purtroppo, conoscono al di là degli slogan demagogici i contenuti di questa riforma e quali saranno le sue gravi implicazioni. </p>
<p>Questo referendum sarà di tipo confermativo,come previsto dall&#8217;art.138 della Costituzione che regola la revisione costituzionale, e non avrà bisogno di un quorum, a differenza di quanto è avvenuto nei recenti referendum abrogativi. Le leggi costituzionali, infatti, se non sono approvate a larga maggioranza dai due rami del parlamento sono sottoposte ad un referendum popolare confermativo se vengono raccolte 500mila firme di cittadini oppure nel caso ne facciano richiesta cinque Consigli Regionali o un quinto di rappresentanti di una Camera.<br />
Anche se una sola di queste possibilità sarebbe stata sufficiente, in questi mesi sono state utilizzate tutte, per confermare con forza l&#8217;ampia e ferma volontà di bloccare questa pericolosa riforma.</p>
<p>Una riforma dalle ricadute così importanti sulla costituzione e sull&#8217;ordinamento dello Stato dovrebbe essere affrontata ricercando un ampio consenso, portando avanti un dibattito responsabile ed il più possibile libero da demagogia e false illusioni.<br />
Al contrario di ogni buonsenso il Governo Berlusconi ha portato avanti nel novembre 2005 una riforma approvata a colpi di maggioranza, accontentando nelle sue varie parti questo o quel partito della sua coalizione, scambiando fondamenta importanti della nostra struttura democratica come merce da baratto. Il risultato che ne esce è una riforma disomogenea, inorganica ed in parte inapplicabile, frutto degli accordi di solo tre partiti che non sono riusciti a trovare un accordo complessivo sull&#8217;orientamento generale da dare alla nuova costituzione.<span id="more-3358"></span></p>
<p>Questa riforma non ha precedenti nella nostra Repubblica: le precedenti modifiche alla Costituzione si limitavano ad alcune disposizioni costituzionali, mentre in questo caso sono stati coinvolti ben 50 articoli, che modificano completamente i rapporti tra Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica, nonché quelli tra Stato ed Enti locali.</p>
<p>Se la riforma sarà approvata dai cittadini, l&#8217;Italia non sarà più una Repubblica parlamentare, in cui cioè il Parlamento esprime il Governo e può costringerlo alle dimissioni votandogli contro. </p>
<p>Viene rafforzato il ruolo del Primo Ministro, ma in maniera tale da creare una concentrazione di poteri potenzialmente molto pericolosa, se messa nelle mani sbagliate.<br />
Il dibattito politico e le discussioni in parlamento sono una garanzia democratica, non un inutile orpello di cui si può fare eventualmente a meno, per snellire la procedura e semplificare la vita a chi vuole legiferare in una certa direzione. La dittatura è la forma di governo più semplice e snella, ma non per questo preferibile o auspicabile.</p>
<p>Il federalismo o “devolution”, ampiamente sbandierato come una importante vittoria dalla Lega Nord, non fornisce alle regioni i mezzi necessari per mettere in atto le competenze che vengono loro attribuite, ed alcuni articoli sono talmente poco chiari da provocare un continuo conflitto di competenze tra Stato e Regioni.</p>
<p>La riforma costituzionale è una materia complessa e molti cittadini non si sentono all’altezza di darne un giudizio. Visto l&#8217;ampio consenso per il NO nella raccolta di firme e nella lista numerosa di sostenitori di grande spessore, alcuni pensano che il risultato sia scontato e che il singolo voto non sia necessario.<br />
Purtroppo la realtà è diversa, e questi mesi di demagogia mediatica hanno portato al rischio di una diminuzione del vantaggio dei sostenitori del NO.</p>
<p>I Verdi invitano, quindi, a partecipare anche a questa espressione democratica e votare NO, opponendosi al tentativo di demolizione della nostra Repubblica Parlamentare, invitando i conoscenti ad approfondire il tema ed ad esprimersi con coscienza. </p>
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		<title>Metti il coperchio sulle pentole</title>
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		<pubDate>Fri, 12 May 2006 08:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa il Ministro delle Attività Produttive Scajola, per fronteggiare la crisi energetica dovuta al taglio delle forniture del metano da parte della Russia, ha chiesto agli italiani di mettere il coperchio sopra le pentole. Oltre a questo invito ha previsto, con un decreto, la riapertura delle centrali ad olio combustibile, chiuse perché inquinanti, vecchie e costose, ed una riduzione delle temperature dei riscaldamenti a 18 gradi (al posto dei canonici 20).<br />
Questa emergenza ha fatto capire agli italiani che non è stato fatto nulla, in tutti questi anni, per ridurre la nostra dipendenza energetica dalle fonti non rinnovabili importate dall&#8217;estero.<br />
Qualcuno di questi, sull&#8217;onda emotiva degli allarmismi, ha riproposto persino il ricorso al nucleare, tecnologia ormai abbandonata anche da chi lo ha sfruttato negli anni passati.<span id="more-3363"></span><br />
Antieconomico, pericoloso e legato alla disponibilità di Uranio che non è abbondante in forma utilizzabile allo scopo, il nucleare sarebbe l&#8217;ennesima beffa che non risolve il problema.<br />
Nessun governo italiano, fino ad oggi, ha saputo metter mano alla fonte più economica, ecologica ed abbondante nel nostro paese: il risparmio energetico.<br />
In effetti l&#8217;idea non attrae molto l&#8217;attenzione. Non richiama l&#8217;idea di abbondanza, della mitica opulenza di una società “sviluppata”, che non conosce confini alla crescita.<br />
Probabilmente per essere veramente efficace, come concetto, dovrebbe chiamarsi diversamente. Anziché risparmio energetico, quindi, utilizzerò in questo articolo “leggerezza energetica”. Un po&#8217; come le barrette per perdere peso, un metodo per essere felici e meno in colpa verso il prossimo che stiamo inquinando.<br />
Se la pensiamo come fonte, la leggerezza energetica è un bene che stiamo sprecando.<br />
Buttereste dalla finestra centinaia di euro? In realtà in Italia lo stiamo facendo.<br />
Basta fare un confronto tra i consumi energetici degli edifici in Italia, Svezia e Germania. In Svezia lo standard per l’isolamento termico degli edifici non autorizza perdite di calore superiori a 60 kWh al metro quadro all’anno. In Germania le perdite sono mediamente di 200 kWh al metro quadro all’anno. In Italia si raggiungono punte di 500 kWh/m2/anno.<br />
Mentre noi, da anni, teniamo gli occhi chiusi e non guardiamo al di là di ieri, negli altri paesi si stanno attuando politiche che permettono di essere meno inquinanti, meno dipendenti dai combustibili fossili e dai prezzi che gli altri stabiliscono per noi.<br />
Mentre è ridicolo che un Ministro arrivi a discutere dei tappi per le pentole, appare chiaro che, prima o poi, dovremo affrontare il problema con la serietà che merita.<br />
Mentre noi pensiamo a come sfruttare gli incentivi europei per falsificare il mercato della produzione delle energie rinnovabili, c&#8217;è chi pensa a ridurre le necessità di energia a parità di qualità della vita ed al contempo a realizzare veri mercati alternativi per l&#8217;approvvigionamento. Gli esempi da seguire sono sempre gli stessi, non dobbiamo guardare nemmeno troppo lontano. Se investissimo in ricerca sulle rinnovabili, compresa la leggerezza energetica, potremmo risolvere nella maniera adeguata quello che sarà il problema di questo secolo, assieme all&#8217;acqua.<br />
Così come è risibile il provvedimento di Scajola, lo stesso modo di ragionare ci viene di fronte anche dietro casa.<br />
L&#8217;ultima novità è il progetto di un inceneritore di biomasse presentato per Casemurate di Forlì. Poco lontano dal centro del Capoluogo, all&#8217;interno di un centro abitato in mezzo alla campagna, vorrebbero costruire una centrale elettrica che produce energia bruciando 170&#8217;000 tonnellate di biomasse all&#8217;anno.<br />
Per fare un confronto i tre inceneritori attuali di Hera e di Mengozzi di Coriano bruciano insieme 70&#8217;000 tonnellate di rifiuti ogni anno.<br />
Nella categoria delle biomasse rientra quasi di tutto: dalla legna all&#8217;erba, dai fanghi di depurazione alla cacca delle galline.<br />
Siccome non produciamo così tanta “biomassa”, probabilmente dovremmo importarla da fuori Provincia, come è capitato ad Argenta, dove viene importato legname dal Canada.<br />
Anche quelle che sono energie rinnovabili, quindi, rischiano di diventare solo un business legato agli incentivi europei, dal bilancio energetico negativo (entra nel ciclo più energia di quella che esce) e conti economici viziati temporaneamente dai certificati verdi.<br />
Purtroppo di leggero, in quello che facciamo, c&#8217;è solo il modo di pensare.<br />
Prima o poi il sole ci scioglierà le ali.</p>
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		<title>REACH: Un rischio per gli animali</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2005 01:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 ed il 13 Marzo scorso la Lega Anti Vivisezione (LAV) ha aperto la raccolta delle firme per evitare i test sugli animali previsti dalla direttiva europea di prossima emanazione, denominata REACH (da Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals). Questa direttiva punta a definire un nuovo equilibrio normativo sull&#8217;industria chimica europea, inserendo obiettivi di tutela della salute pubblica e della qualità dell&#8217;ambiente dagli effetti potenzialmente dannosi derivanti dalle sostanze chimiche in commercio. Incluso nel pacchetto delle nuove norme è presente l&#8217;obbligo di testare le sostanze chimiche che sono state messe in commercio prima del 1981, data nella quale è stato inserito l&#8217;obbligo di verificare i nuovi composti immessi sul mercato. Circa 30&#8217;000 di queste sostanze, in commercio da più di vent&#8217;annni e mai controllate, verrebbero ora sottoposte a test sugli animali, provocando la tortura e la morte di un numero di animali compreso tra i 12,8 ed i 50 milioni, secondo stime prodotte dall&#8217;Unione Europea.<span id="more-3369"></span><br />
Gli obiettivi del REACH sono estremamente positivi e sicuramente da sostenere, ma allo stesso tempo la LAV chiede con la sua nuova campagna che vengano usati metodi alternativi per sperimentare le sostanze senza uccidere un numero così elevato di animali.<br />
La domanda che tutti si pongono quando vengono affrontate queste tematiche è sempre la stessa: se non sugli animali, su chi? Bisogna quindi fare un minimo di chiarezza, per evitare di affrontare il tema con troppa superficialità.<br />
I test sugli animali non servono a nulla per evitare rischi per la salute umana. Anche il Comitato Scientifico dell&#8217;UE ha chiaramente espresso l&#8217;inadeguatezza di questo tipo di test, indicando la necessità di utilizzare metodi alternativi.<br />
Superando quindi tutte le motivazioni etiche che spingono le persone più sensibili a chiedere di evitare questa violenza, è la scienza a fare il primo passo ed ammettere che questi test non sono utili. Basta pensare che la percentuale di errore delle indicazioni che forniscono è di circa il 50%, quasi la stessa di una moneta lanciata per un testa o croce. Questo significa, inoltre, che una sostanza indicata come innocua da test basati su una specie animale può non esserlo per gli esseri umani. Basta vedere l&#8217;esempio della diossina: letale nell&#8217;uomo, assolutamente innocua per le scimmie e quasi tutti gli altri animali, ad eccezione del porcellino d&#8217;india. Inoltre i test sugli animali non evitano la sperimentazione sull&#8217;uomo, e data l&#8217;inadeguatezza dei loro risultati risultano potenzialmente dannosi anche per gli umani: le sostanze dichiarate innocue ed una volta sperimentate sugli uomini dimostratesi nocive sono innumerevoli e spesso tristemente famose.<br />
Esistono diversi metodi alternativi che permettono migliori risultati, con costi molto inferiori: le ricerche epidemiologiche e gli studi statistici, i test sulle culture in vitro di cellule e materiale biologico di scarto dei nostri ospedali sono solo alcuni esempi reali ed attualmente implementabili.<br />
L&#8217;insieme dei metodi alternativi non include solo questi esempi, ma raggruppa tutte le procedure che conducono alla sostituzione di un esperimento sull&#8217;animale, alla riduzione del numero di animali richiesti, ed all&#8217;ottimizzazione delle procedure sperimentali allo scopo di ridurre la sofferenza delle cavie, secondo la definizione di Russel e Burch delle 3R Replace, Reduce, Refine.<br />
Lo sviluppo dei metodi alternativi è quindi prima di tutto un processo scientifico, voluto con forza anche da comitati di medici che dichiarano i test sugli animali inutili alla stessa causa per la quale sono stati creati: valutare la pericolosità delle sostanze prodotte dall&#8217;uomo.<br />
Per maggiori informazioni potete contattare la delegazione della LAV di Forlì-Cesena (lav_forli_cesena@yahoo.it), oppure consultare il sito nazionale www.infolav.org.<br />
La raccolta delle firme è ancora aperta, e tutti possiamo dare il nostro piccolo contributo per evitare l&#8217;utilizzo di milioni di animali per test inutili e costosi, sostenuti solamente allo scopo di mantenere gli attuali rapporti di forza tra le strutture esistenti nel mondo della ricerca scientifica e farmacologica.</p>
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		<title>CopiaCarbone.org &#8211;  Vivisezione: verità o frode scientifica?</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2005 15:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su CopiaCarbone.org ho pubblicato la prima parte della registrazione del convegno organizzato a Forlì dalla Lega Anti Vivisezione, dal titolo Vivisezione: verità o frode scientifica?. A breve anche altre registrazioni del convegno. Vivisezione: verità o frode scientifica? Questo è il titolo di un seminario organizzato dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) di Forlì-Cesena, suddiviso nelle due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.alessandroronchi.net/files/vivisezioneoscienza.jpg' alt="vivisezioneoscienza CopiaCarbone.org    Vivisezione: verità o frode scientifica?"  title="foto CopiaCarbone.org    Vivisezione: verità o frode scientifica? " />Su CopiaCarbone.org ho pubblicato <a href="http://www.copiacarbone.org/index.php?id=13">la prima parte della registrazione del convegno organizzato a Forlì dalla Lega Anti Vivisezione, dal titolo <strong>Vivisezione: verità o frode scientifica?</strong></a>. A breve anche altre registrazioni del convegno.<br />
<span id="more-405"></span></p>
<blockquote><p>
<strong>Vivisezione: verità o frode scientifica?</strong><br />
Questo è il titolo di un seminario organizzato dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) di Forlì-Cesena, suddiviso nelle due giornate di Sabato 24 e Domenica 25 Settembre, presso l&#8217;Hotel della Città di Forlì. I Relatori sono il Dott. S. Cagno e la Dott.ssa R. Bartocci. Stefano Cagno è laureato in Medicina e Chirurgia e lavora come Dirigente Medico presso il Centro Psico-Sociale di Vimercate (MI). Ha iniziato ad occuparsi di tematiche animaliste nel 1982, membro del Comitato Scientifico Antivivisezionista, della Lega Internazionale Medici per l’Abolizione della Vivisezione (LIMAV) e della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV). Collabora con LEAL, LAV, AVI, UNA, Animalisti Italiani, OIPA, LIMAV, CSA (Equivita), SSNV, Movimento antispecista e VASA, ed è autore dei libri “Gli animali e la ricerca” (Franco Muzzio Editore), “Quando l’uomo si crede Dio” (Alberto Perdisa Editore), “Sperimentazione animale e psiche: un’analisi critica” (Edizioni Cosmopolis) e di oltre 150 pubblicazioni riguardanti la vivisezione, i diritti degli animali, l’ingegneria genetica e la bioetica. Roberta Bartocci è la responsabile LAV settore Vivisezione, Laureata in Scienza Biologiche nel 2001 presso l&#8217;Università degli Studi di Roma La Sapienza, autrice di &quot;Essere vegetariani&quot;, guida pratica di gastronomia e nutrizione vegetariana e vegan. Questo podcast è la registrazione della prima parte del seminario, che spiega come la pratica della vivisezione sia inutile dal punto di vista scientifico nella determinazione della pericolosità per l&#8217;uomo delle sostanze testate. A breve pubblicheremo anche la seconda parte della prima giornata.</p></blockquote>
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		<title>L&#8217;incenerimento del dibattito</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2005 15:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre scrivo questo articolo si è avviato un percorso di confronto con la cittadinanza sul problema dell’incenerimento dei rifiuti e della loro gestione. Un ciclo di assemblee pubbliche che toccano tutte le circoscrizioni sulla questione più discussa in questo primo anno e mezzo di nuova amministrazione.</p>
<p>Questi incontri avvengono dopo la presentazione delle centinaia di firme dei medici di Forlì contrari all’impianto, dopo il dibattito pubblico al Palafiera con Grillo e Fo, e dopo la raccolta di più di 17’000 firme a favore di una diversa gestione dei rifiuti.<span id="more-3093"></span></p>
<p>Mentre in città, quindi, si discuteva e si richiedeva da più fronti uno studio approfondito di tecnologie innovative, l’iter dei nuovi impianti non si è fermato, scavalcando anche un importante documento firmato da tutti i capigruppo di maggioranza, voluto e promosso dal Gruppo Consiliare dei Verdi. Il documento, reso pubblico nel Settembre del 2004, richiedeva una discussione tramite Agenda 21 del piano di gestione dei rifiuti, che doveva essere approvato prima di ogni ulteriore autorizzazione. Come è noto questo non è stato fatto e gli iter autorizzativi sono andati avanti senza un adeguato controllo politico, ignorando il risultato delle assemblee pubbliche effettuate in Provincia.</p>
<p>Allo stesso modo è stato ignorato il parere contrario dell’AUSL e del Comune, dato in sede di Valutazione di Impatto Ambientale, basato sulla considerazione che il nuovo impianto è peggiorativo rispetto al precedente riguardo le emissioni pericolose per la salute dei forlivesi. I paragoni alle automobili catalitiche, quindi, sono assolutamente fuoriluogo e vengono espresse in malafede o nella assoluta ignoranza della documentazione di VIA.</p>
<p>Durante la prima assemblea pubblica è stato presentato un documento congiunto firmato da diverse associazioni e partiti, che chiede di mettere in pausa gli iter dei nuovi impianti di incenerimento, per aprire un vero percorso di partecipazione democratica. Il documento completo si può trovare anche sul mio sito, www.alessandroronchi.net∞, dove mantengo anche tutta la documentazione relativa all’iter dell’impianto di Hera e del Piano dei Rifiuti Provinciale.</p>
<p>Una soluzione a questo problema, quindi, è possibile: visto che non siamo in emergenza rifiuti e non corriamo il rischio di entrarvi, possiamo fermarci sul fronte della costruzione dei nuovi impianti, fare studi di fattibilità seri sui metodi alternativi, aprire un tavolo tecnico e politico di confronto che soddisfi pienamente le pratiche dei processi partecipativi.</p>
<p>Abbiamo vicino a casa la dimostrazione che quello che chiediamo è possibile, anche con Hera: a Monteveglio, un Comune della Provincia di Bologna, a soli tre mesi dall’introduzione del porta a porta si è ridotta del 35% la produzione di rifiuti, arrivando al 62% di raccolta differenziata. Il costo totale dello smaltimento è stato di circa 573 mila euro, contro i 609 mila del sistema dei cassonetti.</p>
<p>Il problema, quindi, non ha solamente aspetti sanitari, certamente fondamentali, ma anche economici ed energetici.<br />
In questo momento di crisi non possiamo considerare rifiuto quello che è ancora materia prima, o arriverà il momento nel quale sarà difficile riprendere in mano il problema e la programmazione.</p>
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		<title>Rischio e Percezione.</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2005 08:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nello scorso numero abbiamo parlato di elettrosmog. In quell&#8217;articolo ricordavo che le persone sono più preoccupate dalle grosse antenne rispetto ai telefoni cellulari, che invece sono più pericolosi per la salute. Le antenne delle reti per computer wireless, hanno una loro emissione di onde elettromagnetiche, ma destano molta meno preoccupazione a causa della loro minore dimensione.<br />
Questa occasione mi ha fatto riflettere sul rapporto tra un rischio reale e la paura dei cittadini, che deriva dalla percezione che hanno del problema. Quasi mai le due cose sono proporzionali: ci si aspetterebbe che la paura aumenti con l&#8217;aumentare del rischio, mentre non è così.<br />
Le persone si preoccupano per quello che vedono, e solitamente osservano con maggiore attenzione quello che viene fatto loro notare.<br />
Esistono centinaia di esempi di questo tipo. Le lavatrici, i televisori, i forni elettrici, nella coscienza comune sono innocui, mentre il forno a microonde è sempre considerato uno strumento del diavolo.<br />
Questo deriva dal fatto che la visibilità di un problema è differente dalla sua reale consistenza. Il discorso, che sembra quasi filosofico, è assolutamente pratico e reale.<br />
Gran parte delle colpe di questo fenomeno è causato dalla mancanza di una adeguata informazione, che spesso è calibrata sulla base di quello che l&#8217;utente vuole sentirsi dire, piuttosto che su dati reali. Alcuni quotidiani, ad esempio, utilizzano civette che fanno pensare a grossi scandali, pubblicano articoli che sono ambigui proprio per stimolare la fantasia dei lettori, oppure rimangono sul vago perché chi legge dia una propria interpretazione, spesso errata o gonfiata, del fatto reale.<br />
Michael Moore, l&#8217;autore del documentario 9/11, accusa i media americani di mostrare spesso persone di colore al centro di episodi di cronaca nera, in percentuale molto maggiore al reale. Moore dice che questo influisce sulla percezione del problema della criminalità molto pesantemente, spingendo i cittadini americani all&#8217;odio ingiustificato contro alcune razze o all&#8217;acquisto di armi per l&#8217;autodifesa. Se i cittadini americani non avessero armi in casa, correrebbero molti meno rischi, perché la percentuale di incidenti casalinghi causati dal possesso di armi è maggiore degli omicidi a scopo di rapina.<br />
Così avviene quotidianamente anche nelle nostre città, attraverso i nostri piccoli media: radio e quotidiani.<br />
Se facessimo un test per chiedere agli esaminati quale pericolo temono maggiormente, sicuramente otterremmo dati molto interessanti. Al centro delle nostre paure, potrei scommetterci, sarebbero presenti in prima fila le violenze ed i borseggi da parte di albanesi, rom ed extracomunitari.<br />
Nessuno direbbe, tra i primi 4-5 posti, la strada di notte, la nebbia, il fumo.<br />
Tutto quello che ci circonda, ogni giorno, contribuisce ad una pubblicità negativa verso alcuni problemi, ed al contempo sminuisce il valore di alcuni rischi molto più gravi.<br />
Già ora l&#8217;informazione gioca un ruolo primario rispetto ad ogni altro, perché è in grado di mutare le nostre necessità sulla base di interessi che non sono i nostri.<br />
Così come riesce a cambiare la percezione del rischio, cambia anche la percezione delle nostre necessità. E&#8217; necessario, per noi, bere, fumare, avere auto di grossa cilindrata, mentre è assolutamente out avere una Panda elettrica, girare in bicicletta, fare un giro con il cane.<br />
Dobbiamo quindi cercare, in ogni modo, di capire il funzionamento di questi strumenti ed imparare a difenderci nel modo migliore che possiamo, per curare l&#8217;interesse comune. E farlo nella maniera migliore possibile, utilizzando l&#8217;informazione per spiegare le cose e cercare di aumentare la conoscenza comune, la cultura condivisa, contro l&#8217;uniformità e la banalità.<br />
Non credo che la soluzione a questo problema stia nell&#8217;utilizzare gli stessi strumenti, per colpire attraverso slogan e frasi ad effetto l&#8217;attenzione ed il cuore della gente. Credo che il mezzo influisca pesantemente sul risultato, ed una informazione vera, diffusa con cattivi strumenti, finisce per diventare una cattiva informazione. A costo di ridurre il target della nostra informazione, credo sia necessario evitare sempre ogni semplificazione strumentale.<br />
La cultura e l&#8217;informazione sono le uniche armi che abbiamo contro gli slogan pubblicitari, che stanno invadendo ogni settore della nostra vita, dalla spesa alla politica.<br />
Per questo motivo credo che dovremmo utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, a partire dai bollettini universitari per arrivare alle radio amatoriali, alle televisioni di strada, ai blog su internet. Se impareremo a diventare parte attiva dei processi di informazione riusciremo veramente ad essere liberi di scegliere e liberi di comprendere.</p>
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