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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Porta a Porta</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>La raccolta differenziata costa meno</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 08:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni, con la partenza del sistema porta a porta per la raccolta dei rifiuti in alcune zone di Forlì, si dice che la tariffa aumenterà per far fronte ai maggiori costi del sistema. A parte la considerazione, scontata, che non sempre la cosa più economica è anche la più conveniente (a lungo termine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni, con la partenza del sistema porta a porta per la raccolta dei rifiuti in alcune zone di Forlì, si dice che la tariffa aumenterà per far fronte ai maggiori costi del sistema.</p>
<p>A parte la considerazione, scontata, che non sempre la cosa più economica è anche la più conveniente (a lungo termine e per la salute), questo messaggio che viene passato è <strong>FALSO</strong>.</p>
<p><a href="http://alessandroronchi.net/2005/la-raccolta-differenziata-costa-meno/">Ne scrivevo già nel 2005</a>, e vi invito a rileggere quelle righe.<br />
In estrema sintesi, basta guardare quanto pagano i cittadini dei comuni che fanno il porta a porta da anni, per capire che la storia della tariffa è una bufala costruita per disincentivare l&#8217;adozione del sistema, osteggiato dal gestore del servizio (Hera).</p>
<p>Un secondo modo per dimostrare che questa cosa è una bufala è un ragionamento molto semplice: se fosse vera,  Hera guadagnerebbe di più grazie ai maggiori costi. Ma non avrebbe molto senso osteggiarla, in questo caso, non credete?</p>
<p>La stessa Federambiente, che non è una associazione ambientalista ma un gruppo di aziende che fanno smaltimento rifiuti, scriveva in un suo rapporto che superando il 50% di raccolta differenziata si otteneva un risparmio con il porta a porta rispetto alla soluzione dei cassonetti + inceneritore + discarica (perché le tre cose sono legate).</p>
<p>In realtà il porta a porta costa di più nella raccolta, per via dei posti di lavoro in più che crea, e meno nello smaltimento nell&#8217;inceneritore ed in discarica. <strong>Si sposta la spesa negli stipendi</strong>, che producono anche ricchezza per il territorio, rispetto al mettere dentro un buco o vaporizzare nell&#8217;aria che respiriamo la spazzatura.</p>
<p>Quando Hera decise di realizzare l&#8217;inceneritore nuovo, da decine di milioni di euro, non pubblicizzò così tanto l&#8217;aumento di costi che ne sarebbe derivato per i cittadini. Oggi invece che facciamo girare delle persone, troviamo una rinnovata attenzione per la nostra spesa, utilizzata come minaccia.</p>
<p>Quello che dobbiamo fare è <strong>contrastare questa bufala</strong>, diffondere una informazione corretta e pretendere che i minori costi reali ricadano in sconti per i cittadini, mentre l&#8217;investimento sbagliato dell&#8217;inceneritore venga sostenuto dalla società privata che lo ha costruito. </p>
<p>La tariffa che verrà applicata dipenderà dalla nostra attenzione alle decisioni che verranno effettuate: se il costo del servizio verrà lasciato decidere a chi il servizio lo vende, potete ben immaginare come finirà la storia.</p>
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		<title>Elezioni: La gelosia delle idee</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 19:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io sinceramente non capisco tutta questa rabbia di chi ha sempre sostenuto alcune idee ed oggi le vede condivise da avversari politici. Alcune delle idee per le quali ho lavorato per anni quasi in solitudine oggi sono patrimonio comune, come ad esempio l&#8217;uso del software libero. Se l&#8217;obiettivo è il cambiamento, e non il proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sinceramente non capisco tutta questa <strong>rabbia</strong> di chi ha sempre sostenuto alcune idee ed oggi le vede condivise da avversari politici. Alcune delle idee per le quali ho lavorato per anni quasi in solitudine oggi sono patrimonio comune, come ad esempio l&#8217;uso del software libero. Se l&#8217;obiettivo è il <strong>cambiamento</strong>, e non il proprio timbro, <strong>quando una battaglia fa cambiare idea agli altri è già mezza vinta.</strong></p>
<p>Se nel 2004 ci fossero stati più sostenitori del porta a porta, e più voti a chi lo chiedeva, oggi non avremmo un nuovo inceneritore. Questo è un dato oggettivo. Ma oggi, che senso ha arrabbiarsi se altri hanno cambiato idea?</p>
<p>Qualcuno arriva ad accusare di ipocrisia <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Balzani</a> perché da mesi si è impegnato su questo tema. Per queste persone sarebbe stato forse meglio che il candidato con più probabilità di essere eletto sindaco non si impegnasse su questo fronte? Mi pare una follia.</p>
<p>Non a caso <strong>Bulbi</strong> e <strong>Lucchi</strong>, candidati come presidente in Provincia e Sindaco a Cesena, non l&#8217;hanno inserito nel proprio programma. Perché il programma è un impegno e gli impegni non rispettati si pagano. Semplicemente loro non lo vogliono fare. Infatti, per coerenza, i Verdi in questi due casi hanno deciso di presentarsi fuori dalle coalizioni che li sostengono.</p>
<p>Che senso ha questa lotta così affannata contro l&#8217;unico che si avvicina alle proprie idee, e la quasi totale indifferenza verso chi invece ha autorizzato veramente l&#8217;inceneritore o chi si candida senza voler migliorare la gestione dei rifiuti?</p>
<p><em>Chi riceve un&#8217;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia; come chi accende la sua candela con la mia riceve luce senza lasciarmi al buio. (T. Jefferson)</em></p>
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		<title>Elezioni Forlì: L&#8217;innovazione fa paura, ma occorre cambiare e smaltire le cattive pratiche.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 08:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Capisco la preoccupazione di Andrea Ragazzini sul porta a porta, i cambiamenti e l&#8217;innovazione fanno sempre un po&#8217; paura a chi non è disposto a confrontarsi con le nuove tecnologie. Le stesse frasi fatte, probabilmente diffuse ad arte da chi aveva interessi in ballo, si sentivano anche a Forlimpopoli prima dell&#8217;avvio di questo sistema. Dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capisco la preoccupazione di Andrea Ragazzini sul porta a porta, i cambiamenti e l&#8217;innovazione fanno sempre un po&#8217; paura a chi non è disposto a confrontarsi con le nuove tecnologie.</p>
<p>Le stesse frasi fatte, probabilmente diffuse ad arte da chi aveva interessi in ballo, si sentivano anche a Forlimpopoli prima dell&#8217;avvio di questo sistema. Dopo 2 mesi l&#8217;opinione pubblica si è ribaltata, come accade ogni volta, ed oggi il più del 90% dei cittadini non tornerebbe indietro.</p>
<p>Se lo scenario apocalittico che descrive Ragazzini, simile a quello ipotizzato inizialmente da Hera, fosse realistico, siamo sicuri che il consenso sarebbe questo?<span id="more-3824"></span></p>
<p>Il porta a porta non è una utopia dei Verdi, che lo hanno proposto sul nostro territorio per primi , ma un sistema già diffuso in tutto il Mondo, con esempi che vanno dai piccoli comuni virtuosi come Ponte nelle Alpi alle metropoli ed i monolocali di Tokyo.</p>
<p>Nel Veneto è una realtà da anni, chiunque lo abbia visitato non ha visto città immerse dai rifiuti, come invece è accaduto in altre realtà che non fanno raccolta differenziata, ma strade finalmente libere e pulite, una maggiore attenzione ai beni comuni ed un amore per l&#8217;ambiente che si traduce positivamente anche nell&#8217;economia locale.</p>
<p>Tutti gli studi scientifici confermano che i cassonetti non permettono livelli elevati di raccolta differenziata, indipendentemente dalla buona volontà dei cittadini: grazie ai cassoni senza padrone è possibile smaltire rifiuti anche pericolosi per la salute in pieno anonimato. Inoltre basta un comportamento sbagliato per compromettere gli sforzi di tutto un quartiere.</p>
<p>Dato che il territorio è finito e non possiamo riempire di discariche le campagne e di cenere la nostra aria, occorre puntare a ridurre la quantità di rifiuti fino a tendere allo zero.</p>
<p>Sono sicuro che anche Andrea cambierà idea se i Verdi e <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Balzani</a> avranno un buon risultato e riusciranno ad innovare la raccolta differenziata, esattamente come accaduto a Forlimpopoli ed in tutti i Comuni dove è stato applicato questo sistema.</p>
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		<title>Elezioni Forlì: Ogni voto ha un significato</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 14:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo articolo su Comune Aperto ho scritto che i politici non sono tutti uguali. Non per fare contro-demagogia, ma per cercare di restituire un significato importante al voto. Sembra quasi, infatti, che il suo valore si sia perso, tanto da giustificare la scelta di rifiutare le schede come scusa per non assumersi una responsabilità. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo articolo su Comune Aperto ho scritto che <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/comune-aperto-an-se-tot-precis-non-siamo-tutti-uguali/">i politici non sono tutti uguali</a>.</strong> Non per fare contro-demagogia, ma per cercare di restituire un <strong>significato</strong> importante al voto.</p>
<p>Sembra quasi, infatti, che il suo valore si sia perso, tanto da giustificare la scelta di rifiutare le schede come scusa per non assumersi una responsabilità.</p>
<p>Le cose stanno così: finché abbiamo la possibilità di scegliere, <strong>dobbiamo scegliere cosa riteniamo più utile</strong> e più giusto per il nostro futuro e cercare di difendere questo diritto che non è affatto scontato.</p>
<p>Purtroppo le cose non sono sempre così semplici come vorremmo, la politica è un argomento difficile se preso con serietà, con ragione e non per &#8220;fede&#8221;.</p>
<p>Ogni scelta è legittima, ma bisogna sapere cosa comporta.<span id="more-3817"></span></p>
<p>A Forlì abbiamo 2 candidati sindaci che hanno la reale possibilità di essere eletti. <strong>Alessandro Rondoni</strong>, sostenuto da PDL, UDC e Lega Nord, e <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Roberto Balzani</a></strong>, sostenuto da 7 liste tra le quali i Verdi.</p>
<p>Le altre liste sostengono candidati sindaci che non hanno la reale possibilità di essere eletti, e se non raggiungeranno il 3% non eleggeranno nemmeno un consigliere. <strong>I voti dati alle liste che non raggiungeranno questo limite saranno dispersi, avranno lo stesso valore delle schede bianche e di quelle nulle.</strong></p>
<p>Bisogna saperlo, per dare un significato al proprio voto. Anche alle ultime elezioni c&#8217;è chi ha preferito <a href="http://www.alessandroronchi.net/2008/rifiutare-la-scheda-occhio-alle-bufale-elettorali/">rifiutare la scheda</a> pensando che facesse notizia o che servisse a qualcosa. </p>
<p>Roberto Balzani ha dimostrato con i fatti di rappresentare un rinnovamento del modo di concepire la politica nella nostra città. Non ha avuto problemi ad ammettere gli errori compiuti in passato dal suo partito ed a elogiare quanto di buono è stato fatto.</p>
<p><strong> Questo rinnovamento però non è indipendente dai voti, ed i voti dati alle 7 liste che lo sostengono non hanno tutti lo stesso significato.</strong><br />
Sono i cittadini a scegliere, con il voto alle singole liste e le preferenze ai candidati, la composizione del Consiglio. </p>
<p>Per questo è necessario riflettere sulla preferenza e sulla lista da votare, partendo dalla conoscenza del sistema elettorale e del quorum minimo. Se <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Balzani</a> andrà al ballottaggio perderà forza la linea del rinnovamento, se i Verdi non otterranno un buon risultato verrà a mancare l&#8217;energia di questo cambiamento, quella che inascoltata 5 anni fa proponeva alcune delle cose che oggi sono nel programma della coalizione (come il porta a porta, ad esempio).</p>
<p>Ogni voto ha un significato e delle conseguenze sul nostro futuro e quello della nostra città.<br />
Cerchiamo di difenderlo.</p>
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		<title>Forl&#236;, elezioni. Balzani:&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 16:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Forl&#236;, elezioni. Balzani: &#8220;Raccolta porta a porta in tutta la citt&#224;&#8221; http://ff.im/-2P58Y</p>
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		<title>Elezioni, Ambiente: 13 MAGGIO &#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 18:48:46 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Elezioni, Ambiente: 13 MAGGIO Una citt&#224; responsabile i perch&#232; del porta a porta http://ff.im/-2NtV9</p>
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		<title>Elezioni Forlì: 13 MAGGIO Una città responsabile i perchè del porta a porta</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 18:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 13 maggio 2009 &#8211; ore 20,45 Taverna Verde di Ospedaletto via Somalia 2, Forlì Roberto Balzani Candidato Sindaco di Forlì presenta il suo programma in tema ambientale Natale Belosi esperto Ecoistituto Faenza mette a confronto le migliori esperienze sul tema rifiuti Seguirà dibattito nel quale i cittadini possono intervenire con domande,proposte,idee. Saranno presenti componenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/05/kuba_crystal_earth_recycle-141x150.png" alt="kuba crystal earth recycle 141x150 Elezioni Forlì: 13 MAGGIO Una città responsabile i perchè del porta a porta" title="kuba_crystal_earth_recycle" width="141" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3808" />Mercoledì 13 maggio 2009 &#8211; ore 20,45 Taverna Verde di Ospedaletto via Somalia 2, Forlì <strong>Roberto Balzani</strong>  Candidato Sindaco di Forlì presenta il suo programma in tema ambientale</p>
<p>Natale Belosi esperto Ecoistituto Faenza mette a confronto le migliori esperienze sul tema rifiuti</p>
<p>Seguirà dibattito nel quale i cittadini possono intervenire con domande,proposte,idee.</p>
<p>Saranno presenti componenti di tutte le liste della coalizione che sostengono Balzani Sindaco</p>
<p>Scarica e diffondi il volantino dell&#8217;iniziativa:<br />
<a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/05/docmerc13maggiolow.pdf'>Volantino 13 Maggio 2009 &#8211; Una città responsabile: i perché del porta a porta</a></p>
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		<title>Roberto Balzani: Programma della coalizione per le Elezioni Amministrative 2009 nel Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:29:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Roberto Balzani IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">sindaco di Roberto Balzani</a></strong></p>
<p><strong>IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI</strong></p>
<p>In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e futuro alla nostra città.</p>
<p>L’attuale crisi non è solo finanziaria, ma anche morale e sociale. Per questo, l’amministrazione che verrà dovrà lavorare insieme e per i cittadini. I metodi che intendiamo utilizzare sono la trasparenza, la partecipazione e l’informazione.</p>
<p>I progetti saranno accessibili attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, come ad esempio il portale web del comun, perché ciascuno possa contribuire con proprie proposte e controllare i risultati. Partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, verificare.<span id="more-3755"></span></p>
<p>Ci impegniamo a ricercare e sostenere nuove e più avanzate possibilità di lavoro, partendo da una nuova economia che sfrutti le potenzialità dell’innovazione, della ricerca, e sappia recuperare e salvaguardare quelle tradizionali.</p>
<p>In questo contesto è necessario un mutamento anche della politica, che sappia dimostrare di rappresentare con chiarezza gli ideali e gli interessi della collettività contrapposti a quelli particolari, riconquistando alla partecipazione tante persone apatiche e deluse. La politica locale deve partire da un maggiore coinvolgimento dei cittadini dal basso. Occorre che i cittadini partecipino, decidano e poi verifichino, Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto.</p>
<p>Il comune, inoltre, deve assumere un compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i muti alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte.</p>
<p><strong>ASCOLTO, PARTECIPAZIONE, DECISIONE, VERIFICA, TRASPARENZA</strong><br />
<strong>Il cambiamento facciamolo insieme</strong></p>
<p>La democrazia partecipata è il metodo con il quale la coalizioni si propone di governare nel prossimo quinquennio la città e il territorio. Ciò non significa svilire il ruolo e lo spazio della legittima rappresentanza dei cittadini, ma incrementare la fascia delle persone coinvolte nei processi decisionali. Per raggiungere tale ambizioso obiettivo, è tuttavia necessario partire dal vertice. Passione, competenza, spirito di servizio, capacità di fare squadra sono le caratteristiche accomunano le donne e gli uomini della nuova coalizione. Ne fanno parte tante persone libere, disinteressate, dotate di forti principi morali e democratici, che non intendono tramutarsi in professionisti della politica, servizio al quale promettono di dedicare non più di due mandati.</p>
<p><strong>Un obiettivo e un impegno assoluti: la trasparenza</strong><br />
1.Gli eletti debbono dar prova di estrema trasparenza, dando massima visibilità ai propri redditi per non creare dubbi sul servizio reso alla comunità. L’anagrafe degli eletti può implementare quanto già previsto dalla vigente normativa comunale, così come l’applicazione del Codice etico europeo, sottoscritto da eletti e amministratori, anche attraverso la diffusione trasparente degli ambiti di interesse privato che eventualmente riguardino gli amministratori. Occorre affermare la parità di genere per aumentare la presenza femminile, includere giovani e individui selezionati sulla base del merito, costituire una squadra di persone appassionate e perbene.<br />
2.La nomina dei rappresentanti comunali nelle società partecipate deve avvenire sulla base di bandi che selezionino i candidati sulla base di specifici profili di competenza. Limite dei due mandati ed eliminazione del cumulo degli incarichi sono i principi ai quali intendiamo rigorosamente attenerci.<br />
3.In apertura di mandato, il sindaco verificherà insieme con il consiglio comunale la condizione delle Società partecipate, per valutarne l’apporto offerto al pubblico interesse, la struttura della governance, le possibilità di ulteriori semplificazioni e risparmi, dopo quelli già operati nella passata legislatura. Dell’intero sistema delle partecipate si renderà conto alla cittadinanza in pubbliche riunioni, in modo che siano chiare impegni ed obiettivi dell’amministrazione.</p>
<p><strong>Il confronto è il nostro metodo, insieme il nostro motto</strong></p>
<p>La coalizione s’impegna, indipendentemente dall’esito delle consultazioni e dai risultati conseguiti dalle singole liste, a promuovere periodiche riunioni di maggioranza, affinché il progetto politico comune sia affermato nelle istituzioni e nelle città. Nello stesso tempo, propone di diffondere, utilizzando in primo luogo la comunicazione elettronica, iniziative ed idee emerse in sede di civica rappresentanza, in modo da rendere effettivo il protagonismo del consiglio e più chiara la sua funzione d’indirizzo e di cuore della democrazia forlivese.</p>
<p>La partecipazione, inoltre, va promossa e spinta a livello territoriale, da un lato dotando di maggiori risorse le circoscrizioni per gl’interventi più immediati, dall’altro, rispondendo tempestivamente alle domande dei quartieri. La legittimazione dei livelli di democrazia decentrata sono fondamentali per accrescere la capacità di ascolto dell’amministrazione. Non solo. Occorre utilizzare lo strumento già ampiamente sperimentato di assemblee di cittadini su singoli temi, rapide e ben organizzate affinché siano chiari temi e proposte – sia nei territori sia in città – può divenire, insieme col potenziamento della rete civica, un veicolo efficace di coinvolgimento, con immediati riscontri sull’azione amministrativa.</p>
<p>Le presenza dei rappresentanti eletti degli studenti universitari nella civica assemblea, costituisce un valore cui il prossimo consiglio comunale darà adeguata risposta.</p>
<p>La verifica dei risultati, infine, viene assunta come garanzia degl’impegni nei confronti della cittadinanza. Il pubblico monitoraggio di ciò che sta avvenendo (con rapporti periodici trasferiti in rete), a livello dei progetti maggior rilievo, offre agli elettori e ai cittadini l’opportunità di rendersi conto in tempo reale delle capacità gestionali dell’amministrazione e anche della complessità dei problemi o degli ostacoli presentatisi in corso d’opera. Il bilancio partecipato costituisce un logico punto d’arrivo per questo processo, che s’intende realizzare entro il secondo esercizio di questa amministrazione.</p>
<p><strong>UN NUOVO RUOLO PER FORLI’</strong></p>
<p>Forlì è una città di medie dimensioni, connotata da un buon livello di vita, da un elevato standard di servizi sociali, da un ottimo livello di offerta formativa, da una lunga tradizione di collaborazione fra i vari attori economici, sociali e istituzionali e da una vivace cultura associativa. Tale profilo, sicuramente alto rispetto a tante altre realtà del nostro paese si deve alla coesione, al senso civico e al lavoro dei suoi cittadini, oltre che alla solidità delle amministrazioni di sinistra e di centro-sinistra, che hanno assicurato nel corso di molti decenni un costante incremento del proprio capitale umano e sociale. </p>
<p>Una delle caratteristiche più originali tanto della realtà urbana quanto del mondo rurale è costituita da un solido e coeso tessuto sociale, favorita da politiche inclusive da parte degli attori pubblici, sostenuti da un diffuso consenso a livello d’individui e di sodalizi. In questa dinamica culturale consiste un valore assolutamente qualificante, che intendiamo rivendicare con orgoglio contro l’egoismo, la frantumazione dei legami di prossimità e la sollecitazione, spesso latente, dell’odio xenofobo praticati da gran parte della destra. La responsabilità della nuova coalizione consiste, dunque, da un lato nella riaffermazione di un’idea di amministrazione pubblica locale storicamente vocata all’integrazione sociale, all’eliminazione progressiva delle disuguaglianze e alla protezione dei più deboli, senza distinzioni; dall’altro nella proposta di un rinnovato protagonismo forlivese, declinato non in senso municipalistico, ma in funzione di più solidi ed estesi legami territoriali.</p>
<p><strong>Forlì deve tornare ad essere capoluogo</strong></p>
<p>Forlì, nel contesto del comprensorio e in accordo con gli altri centri romagnoli, può e deve esercitare un ruolo significativo, fungendo da propulsore delle comunità di più esigue dimensioni, per quanto attiene l’organizzazione di taluni servizi qualificati, l’elaborazione di politiche comuni da tradurre in regolamenti condivisi, la programmazione territoriale, la sollecitazione al compimento di alcune basilari reti infrastrutturali (a partire dalle rete di comunicazione evolute). </p>
<p>E, d’altro canto, costruendo con le altre principali città romagnole una reale politica di sistema, inevitabile per risolvere le grandi questioni infrastrutturali (porti, aeroporti, grandi direttrici, snodi logistici, ecc.), ponendo l’accendo sulla complementarietà delle funzioni ed evitando sprechi, per dar seguito alle politiche di area vasta (nel settore della sanità, dei trasporti, ecc.) promosse dalla Regione.</p>
<p> V’è la consapevolezza, tuttavia, che tale ruolo sarà effettivo solo se sarà infranto il muro del municipalismo deteriore e le relazioni inter-comunali saranno caratterizzate da una cultura progettuale comune. Dovrà essere affrontato e risolto il problema del dualismo fra i due maggiori centri urbani della provincia, superando una divisione antica che produce costi e duplicazioni di servizi e di strutture e che limita la capacità di programmazione. Della qual cosa saremo strenui sostenitori all’interno del contesto romagnolo. </p>
<p>Come? Attraverso un esame periodico e regolare delle questioni aperte e delle prospettive d’azione fra gli amministratori locali che saranno eletti nella tornata di giugno. Poiché la nuova coalizione possiede una politica del territorio ed è in grado di governarla, lo scambio di esperienze e la comune progettualità risalterà come indicazione di una nuova qualità della politica in Romagna.</p>
<p><strong>Diamo risposte concrete alla crisi: aiutiamo le famiglie, proteggiamo il lavoro</strong></p>
<p>Gli effetti della pesante crisi mondiale sono assai visibili anche in un territorio connotato da un’imprenditoria diffusa come il nostro. La contrazione della domanda e le difficoltà connesse all’accesso al credito hanno messo in difficoltà numerose aziende di media e piccola dimensione, con riflessi durissimi sul piano dell’occupazione. E’ chiaro che l’amministrazione comunale, nel prossimo quinquennio, dovrà dedicare il massimo appoggio ai soggetti travolti da questa temperie: i lavoratori e le imprese da una parte e le famiglie dall’altra.</p>
<p>Circa i primi, è necessaria una politica straordinaria di aiuto, in grado di mettere a disposizione risorse crescenti per attuare una politica di sgravi nelle tariffe (mense scolastiche, trasporti, trasporti scolastici, ecc.) a immediato vantaggio delle famiglie dei lavoratori in difficoltà. Ulteriori interventi devono riguardare il potenziamento di strumenti già disponibili, a sollievo del costo delle utenze e degli affitti destinando a tal fine  in maniera progressiva parte dei dividendi di Hera. Si tratterà di valutare nei prossimi mesi, se questi interventi saranno sufficienti, oppure se occorrerà pensare ad interventi aggiuntivi o di natura diversa evitando di disperdere risorse in servizi che non sono più efficaci a sanare i nuovi bisogni, ripensando agli interventi in modo da corrispondere adeguatamente alle necessità emergenti e allo stesso tempo riorganizzando i contributi economici, creando una frequenza maggiore nella verifica delle fasce di reddito in mode da intercettare immediatamente i cambiamenti economici delle famiglie.</p>
<p><strong>Il nostro sostegno alle imprese</strong><br />
Circa le imprese, occorre osservare che le istituzioni locali si sono mosse tempestivamente sul versante del rafforzamento dei Consorzi Fidi. E’ tuttavia di vitale importanza offrire il massimo supporto affinché la congiuntura non produca una drastica contrazione del nostro patrimonio imprenditoriale. </p>
<p>La competizione si affronta con interventi intensivi., sostenendo la ricerca e l&#8217;innovazione, favorendo chi sperimenta nuove produzioni e attività, che producono risparmio energetico e rispetto ambientale. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) delle nuove tecnologie. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’Università deve essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il Polo tecnologico aeronautico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Semplifichiamo la vita ai cittadini, rendiamo amica la pubblica amministrazione</strong><br />
A questo proposito, l’offerta dell’amministrazione può interessare vari settori:</p>
<p>Una decisa opera di semplificazione e di sburocratizzazione, attraverso una revisione delle procedere ed una riorganizzazione dei servizi amministrativi (anche ai fini di assicurare tempi certi nelle autorizzazioni amministrative), nell’ovvio rispetto delle legislazione vigente e in base ad una valorizzazione rigorosamente meritocratica delle grandi risorse umane interne. L’efficienza e la rapidità della risposta amministrativa sono una priorità per tutti i cittadini. </p>
<p>Riteniamo indispensabile, inoltre, contrastare il processo puramente demagogico che alimenta la convinzione che la pubblica amministrazione sia sempre e comunque una macchina burocratica e farraginosa, investendo sulla valorizzazione delle competenze interne, riducendo le consulenze esterne, verificando non solo forme di coordinamento o di radicale ristrutturazione del livello dirigenziale (direttore generale, city manager, ecc.), ma introducendo anche approfondimenti intermedi che favoriscano la soluzione delle criticità, cercando nel contempo formule di rilancio dell’immagine della pubblica amministrazione.   </p>
<p>Inoltre, in questo momento di ristrettezze economiche, una migliore ed oculata destinazione dei mezzi finanziari e l’impiego dell&#8217;innovazione tecnologica potrebbero liberare delle importanti risorse a favore della collettività. </p>
<p>In questa situazione occorre attivare, motivandola adeguatamente, ogni risorsa umana disponibile all&#8217;interno dell’amministrazione comunale per costruire un più efficiente modello di gestione dei servizi  comunali. </p>
<p><strong>Qualità e sicurezza degli insediamenti, innovazione negli impianti, riduzione dei costi energetici</strong></p>
<p>L’individuazione di un’offerta insediativa di qualità, con alte dotazioni tecnologiche, bassi impatti ambientali, alta efficienza energetica. La qualificazione dello sviluppo rappresenta una sfida nella transizione da un epoca connotata da alti consumi (di energia e di territorio) ad una dominata da una logica di risparmio (dalle risorse ai rifiuti). L’amministrazione comunale può fungere da battistrada, stimolando apposite politiche d’incoraggiamento e di sperimentazione d’impianti destinati alla produzione delle energie rinnovabili, utilizzando il proprio patrimonio, collegandosi all’esperienza di altri comuni del territorio, contribuendo all’abbattimento della bolletta energetica pubblica. </p>
<p><strong>Valorizziamo il sapere e mettiamo in rete la conoscenza</strong></p>
<p>C’è inoltre l’esigenza di rafforzare le infrastrutture immateriali del nostro territorio anche in termini di relazioni e scambi di conoscenza e tecnologia tra il mondo economico e l’insediamento universitario. Alcune iniziative sono già state assunte, ma l’esigenza di raccordare meglio il patrimonio di saperi prodotto dall’Università con la quotidiana esperienza dei cittadini e delle imprese è un’esigenza percepita e diffusa. Anche in questo caso, l’amministrazione, con interventi mirati e a costi contenuti indirizzati ai laureati più brillanti, può testimoniare la praticabilità di un percorso di progressivo arricchimento qualitativo dello sviluppo locale (dal settore dell’intercettazione di risorse di finanziamento internazionale a quello della progettazione delle pratiche di partecipazione e di concertazione; dallo stimolo al ridisegno della città alle politiche ambientali). </p>
<p><strong>Il nostro progetto è il sistema Romagna</strong></p>
<p>La costruzione del sistema romagnolo non può prescindere da alcune fondamentali visioni dello sviluppo infrastrutturale, particolarmente importanti in una fase di ripensamento e di riorganizzazione degli assetti produttivi. I perni di questa politica di area vasta, peraltro ancora declinata a livello di governance, sono tradizionalmente rappresentati dall’integrazione fra il porto di Ravenna, l’aeroporto di Forlì (del quale è avviato il processo di privatizzazione), l’interporto di Cesena e lo scalo merci di Villa Selva il potenziamento della Cervese fino al raccordo con l’E-45, la connessione fra Forlì e Cesena, la riorganizzazione del sistema fieristico, la collocazione del capoluogo fra i grandi assi del nord-est e il centro Italia (Toscana, attraverso la SS 67/valle del Tevere). Lo strumento di questa integrazione sarà l’attuazione di quanto già previsto dagli studi scientifici multidisciplinari come il progetto SISTEMA, che coniuga trasporto pubblico ed opere necessarie. E’ chiaro che, coerentemente con l’impostazione fin ad ora espressa, tanto più queste opere avranno una prospettiva di connessione armonica con il territorio, quanto minore sarà il loro impatto ambientale.<br />
Ciò significa, in altri termini, che esse non possono non essere calate all’interno di un processo volto da un lato all’agevolazione delle funzioni produttive, dall’altro alla difesa di alti standard di qualità della vita. Il  recupero della via Emilia storica – contestuale alla connessione fra Forlì e Cesena e alla risoluzione della questione del flusso del traffico pesante – a mezzi pubblici innovativi e a percorsi ciclabili, ben testimonia lo stretto rapporto, oggi non solo praticabile, ma necessario fra qualità dello sviluppo e qualità ambientale. </p>
<p><strong>IL CENTRO STORICO: IL LUOGO DELLA NOSTRA IDENTITÀ</strong><br />
Un luogo di abitazioni, di commerci, di cultura </p>
<p>Anni di riflessioni e di tentativi hanno posto in evidenza un dato: la questione del centro storico di Forlì, che pure interessa direttamente circa un decimo della popolazione residente, ma che riveste un grande significato identitario, culturale ed economico-sociale, si può affrontare attraverso una visione progettuale che tenga insieme salvaguardia, tutela del suo tessuto, valorizzazione della sua qualità ambientale e garanzia di una accessibilità determinata dalle sue caratteristiche, promozione di un qualificato reinsediamento di attività commerciali e artigianali, il recupero – mercé incoraggiamenti e agevolazioni &#8211; della sua funzione abitativa. </p>
<p>Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità: a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato (che entro la legislatura dobbiamo portare per estensione al livello medio degli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna), connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’inclusione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile.<br />
Un luogo a misura di bambino</p>
<p>La soluzione della questione della viabilità pesante attraverso il completamento della tangenziale consente di ripensare la vita del centro secondo nuove prospettive. L’idea che esso possa diventare uno spazio adeguato ai tempi più lenti delle persone e delle biciclette, a misura di bambino, vocato alla socialità, all’incontro e insieme ad un commercio di qualità e di nicchia, pare ormai una visione diffusa. L’immagine di un medio centro nord-europeo, dotato di servizi pubblici efficienti e nello stesso tempo in grado di rispondere alle domande dei residenti così come di coloro che vi accedono per lavoro o per loisir, rappresenta un obiettivo ragionevolmente perseguibile. </p>
<p><strong>Un luogo di qualità connesso al territorio</strong></p>
<p>Il modello delle “isole ambientali” pare un progetto concretamente perseguibile. Come? A. Attraverso un progressivo allargamento delle zone pedonali, delle ZTL, delle vie a traffico veicolare assai rallentato, con conseguente promozione di attività sociali e ricreative negli spazi pubblici; B. Con una politica dei parcheggi capaci di liberare ampi spazi dal traffico veicolare e dalla sosta; C. Rendendo fluido e attraente il trasporto pubblico mercé corsie dedicate; D. Sviluppando percorsi ciclabili assai ampi e interconnessi, che dal cuore di Forlì possano poi espandersi verso il territorio e intersecare le periferie e la campagna, seguendo itinerari anche in parte diversi dalle vie a maggiore scorrimento; E. Intervenendo, come già hanno fatto il comune la Fondazione della Cassa dei Risparmi, su alcuni immobili o isolati, per favorirne il recupero e il riuso. E’ chiaro che, per tenere insieme questi obiettivi, e soprattutto per sincronizzarli, rendendoli plausibili, occorre un approccio ben congegnato e ben spiegato, al quale potrebbero contribuire – oltre agli uffici – anche i dipartimenti universitari e gli ordini professionali del settore, che potrebbero trovare – dopo una fase di adeguato rodaggio – in un urban center un luogo di coagulo e di confronto. Una volta testimoniata la scelta esplicita a favore di una riqualificazione reale del centro, non episodica ma strutturale, è verosimile pensare che tante risorse anche private rifluirebbero sul centro storico.</p>
<p><strong>Uno spazio per la cultura</strong></p>
<p>Il centro storico è anche sinonimo di vita culturale, giacché contiene la maggior parte del patrimonio forlivese ed è sede di musei prestigiosi come il San Domenico, del Teatro “Diego Fabbri”, della Biblioteca “Saffi”, delle Raccolte Piancastelli, ecc. E’ vero che, in un’epoca di tagli e di contrazione della spesa, la cultura tende a subire gli effetti peggiori. E’ vero anche, tuttavia, che, da una parte, l’investimento sul San Domenico, supportato e “lanciato” dalla politica delle “grandi mostre” della Fondazione della Cassa dei Risparmi, esige comunque un impegno pubblico e una progettualità alla quale l’amministrazione non può sottrarsi, rendendo il luogo perno della “vocazione culturale” cittadina. Dall’altro, non va trascurata la necessità di conservare i nostri beni culturali &#8211;  partire da Palazzo Gaddi e dal Palazzo del Merenda -, esercitando la tutela prevista dall’ordinamento e soprattutto la loro restituzione alla città.<br />
In particolare va portato a compimento il completamento del San Domenico, recuperando il rapporto con gli spazi urbani circostanti, demolendo il parcheggio attuale e riconfigurando l&#8217;intera area entro la legislatura. Dovrà essere acquisito alla città l&#8217;ex Eridania, mettendola dapprima in sicurezza e prevedendone un recupero in linea con le funzioni culturali riservate dalla legge ad un immobile vincolato. Nel corso della legislatura, si dovrà inoltre provvedere alla destinazione di straordinari complessi di pregio come la Rocca di Caterina Sforza e l’adiacente cittadella, il convento di Santa Maria della Ripa, salvaguardandone l’interesse pubblico e la funzione all’interno della maglia del centro. Dovrà inoltre essere recuperata a funzioni culturali l&#8217;ex fornace Maceri Malta, connettendola col parco urbano.</p>
<p><strong>Un luogo aperto, di incontri e integrazione</strong></p>
<p>E ancora: aprire la città, facendo diventare ogni sua parte un luogo di incontro, di conoscenza, di vita collettiva. Essere e vivere insieme e non isolati deve essere l&#8217;obiettivo di una nuova città più vivibile e sicura. Organizzare e formare volontari che rendano sicuro l&#8217;attraversamento delle strade, l&#8217;uscita dalle scuole, i percorsi casa scuola, contrastando la maggiore minaccia per la sicurezza dei cittadini rappresentata dal traffico.<br />
Favorire la conoscenza reciproca dei cittadini, a cominciare da quelli che provengono da altri territori o paesi, al fine di far conoscere l&#8217;identità, i costumi, i caratteri, le consuetudini , la storia e le regole comuni che caratterizzano la realtà locale.<br />
Promuovere esposizioni, manifestazioni, incontri sportivi, culturali e gastronomici, raccolte di storie e testimonianze come momenti di reciproca conoscenza e anche di integrazione.</p>
<p>In generale, l’idea che gli spazi aperti del cuore della città possano tornare ad essere vissuti, partecipati, resi attivi dai giovani e dai cittadini, rappresenta una grande scommessa per il centro-sinistra.<br />
Occorre pensare più organicamente alla funzione culturale come ponte sociale per l’integrazione della dimensione folklorico-dialettale, della dimensione nazionale (umanistica e scientifica) e della dimensione propria dei migranti. La coesistenza e l’incontro fra queste tre culture – alle quali può contribuire il diffuso e vivace associazionismo cittadino &#8211; rappresenta un obiettivo della nuova amministrazione. A queste va aggiunta, comune a tutte, il sostegno alla cultura musicale, alla cui salvaguardia e promozione l’amministrazione deve dedicarsi.</p>
<p><strong>L’elemento simbolo del più vasto e prezioso paesaggio forlivese</strong></p>
<p>Forlì ha scoperto da poco, anche grazie alle “grandi mostre”, una vocazione turistica che va potenziata e incoraggiata attraverso la valorizzazione non solo del nostro patrimonio culturale, ma anche dei beni paesaggistici e di quelli più legati alla tradizione (sotto questo profilo, la gastronomia potrebbe essere utilizzata come una straordinaria opportunità di connessione e d’incontro fra le diverse culture presenti in città). Il territorio, le colline, i siti di pregio sotto il profilo geologico e preistorico debbono essere prima di tutti riscoperti dai cittadini, e poi “cuciti” attraverso percorsi appropriati, all’interno di una trama che spinga poi in direzione degli altri comuni, delle vallate, dell’Appennino da un lato e del mare, dall’altro. Gli argini dei fiumi Ronco e Montone già prefigurano percorsi cicloturistici assai affascinanti, capaci di connettere ambienti desueti e di restituire un’immagine della Romagna in molti purtroppo offuscata.</p>
<p><strong>LE TRE SICUREZZE: NELLE STRADE, SUL LAVORO, NELLE CASE</strong></p>
<p><strong>Proteggiamo la vita di tutti</strong><br />
Prendiamo poi un altro impegno. Il nostro obiettivo è ridurre a zero i morti sulle strade e combattere la piaga inaccettabile per un paese civile degli incidenti sul lavoro.<br />
L&#8217;insicurezza nelle strade e nel lavoro non sono problemi senza soluzioni, da ritenere inevitabili ed inaffrontabili. Il comune deve porsi come obiettivo quello di arrivare a zero morti sulle strade e nei cantieri. In entrambi i casi la sicurezza si ottiene con controlli più efficaci. Nella mobilità occorre incentivare e tutelare la mobilità alternativa all&#8217;automobile e ridurre le vetture circolanti a vantaggio di una migliore fruibilità di tutti. Occorre creare corsie preferenziali per i mezzi pubblici, aumentare e ricucire le piste ciclabili le ZTL e zone pedonali, creare isole ambientali anche fuori dal centro storico in zone dove è necessaria maggiore sicurezza, attivare sistemi di logistica per le merci onde evitare l&#8217;inutile circolazione di mezzi pesanti ed inquinanti.<br />
Mettiamo in sicurezza il nostro patrimonio edilizio<br />
Intendiamo portare a compimento la messa in sicurezza antisismica di tutti gli edifici strategici del comune di Forlì (scuole, ospedali, caserme, uffici pubblici) ed avviare in collaborazione con le professioni tecniche la valutazione delle condizioni vulnerabilità del patrimonio edilizio residenziale e produttivo al fine di indirizzare gli interventi che assicurino la riduzione dei rischi e la sicurezza dei cittadini in ogni luogo dove  essi si trovino ad operare e vivere.</p>
<p><strong>WELFARE,  SANITÀ, FORMAZIONE</strong><br />
<strong>Proteggiamo i più deboli e non lasciamo solo chi ha bisogno</strong></p>
<p>Il livello di welfare, nel territorio forlivese, è assai elevato. La copertura del sistema, pubblico e privato, in genere ben integrato, assicura livelli di assistenza notevoli, tanto nella fascia della popolazione anziana, quanto in quella della prima infanzia. I principali problemi che il futuro riserverà riguardano: A. I vincoli di spesa, data la contrazione delle risorse. L’amministrazione promuoverà ogni azione politica per sostenere l’ alta protezione sociale da sempre assicurata dal centro-sinistra, sia pure in quadro finanziario compromesso a causa della crisi, anche ripensando la riorganizzazione dei servizi. B. L’accentuazione di alcuni elementi strutturali, come l’incremento della quota di popolazione ultra-sessantacinquenne, tende a produrre un’alterazione della domanda, fino ad ora soddisfatta dalle strutture del sistema locale. In questo caso, la proposta è quella di attivare politiche di coinvolgimento sociale per gli anziani delle coorti più recenti ancora in piena attività a favore dell’infanzia, del monitoraggio delle condizioni di vita nei quartieri, della promozione culturale, riservando maggiori risorse – com’è logico – ai grandi anziani (ultra-settantacinquenni). </p>
<p><strong>Aiutiamo e difendiamo la famiglia</strong></p>
<p>La difesa della famiglia e quindi il sostegno attivo, in termini di aiuti e di servizi, ai nuclei con figli,  partire da quelli  numerosi, senza distinzioni di sorta. D. La continuazione delle politiche d’integrazione riservata ai migranti, curando, da un lato, la diffusione delle lingua italiana e degli elementari principi della cittadinanza democratica e, dall’altro, guardando con favore la realizzazione di luoghi di ritrovo e di libero incontro, aperti anche alla cittadinanza. E. La necessità di un piano per eliminare progressivamente le barriere architettoniche e favorire la realizzazione di un tessuto urbana pienamente fruibile da parte dei disabili. F. Un rilancio della politica della casa che veda aumentare la dotazione di edilizia sociale e agevolata attraverso nuovi investimenti pubblici così come attraverso il coinvolgimento del privato sociale, della cooperazione, della Fondazione.</p>
<p><strong>Offriamo ancora più alti standard di qualità nel nostro sistema sanitario</strong></p>
<p>Circa la sanità, è bene sottolineare la qualità dell’offerta forlivese, a partire dall’Ospedale Civile e dall’Irst (il cui riconosciuto livello – nel contesto regionale e nazionale – è testimoniato dalla trasformazione in Ircs). D’altro canto, a partire dai Nuclei di cura primaria, i presidi sanitari territoriali si sono moltiplicati, così come i dispositivi per intercettare una quota dei pazienti prima dell’accesso diretto alla struttura ospedaliera. Esistono tuttora difficoltà a livello di gestione della liste d’attesa e del pronto soccorso: l’amministrazione s’impegna a premere sulla direzione generale dell’AUSL, affinché – anche sotto questo profilo – il già alto consenso assicurato dalla cittadinanza alla nostra sanità risulti pienamente acquisito.<br />
L’interesse prioritario del centro-sinistra va in due direzioni principali: la conservazione, nella costituenda area vasta, dei livelli di qualità  raggiunti dal sistema sanitario locale, a partire dalla selezione di specialisti e ricercatori sulla base esclusiva del merito clinico e scientifico; la difesa, a livello di territorio, delle fondamentali azioni di prevenzione diffusa, tanto attraverso opportune campagne informative, quanto attraverso servizi resi direttamente alla cittadinanza, assumendo un atteggiamento culturale che si pone di fronte ai problemi del cittadino  prevedendo quanto può danneggiarlo e ponendo  attenzione  a tutto ciò che può migliorare  la  qualità della sua vita.</p>
<p><strong>La formazione e l’istruzione siano le fondamenta della crescita civile ed economica della nostra popolazione</strong></p>
<p>La formazione, infine, vede la nostra città collocata ai primi posti nazionali. La fascia pre-scolare è storicamente fra i vanti del nostro comune (i bisogni crescenti determinati dall’incremento di  queste coorti di bambini costituiranno una priorità); quella elementare e media vede l’abnegazione di una classe d’insegnanti dotati di capacità e di spirito di servizio, cui spetta far fronte alla prima integrazione dei giovani migranti e al disagio sociale di molti adolescenti con risorse sempre più scarse; quella superiore può contare su strutture talora eccellenti. Occorre un impegno sostanziale dell’amministrazione per completare e integrare le ore di sostegno e/o compresenza in affiancamento agli insegnanti di sostegno alle disabilità con operatori qualificati. Quanto alla scuola non statale, l’integrazione col pubblico – nel nostro comune – è da considerarsi acquisita. Certo, l’attuazione della cosiddetta “riforma Gelmini”, promossa dalla destra, sta colpendo duramente l’intero sistema formativo del paese, riducendo il monte ore, eliminando il tempo pieno, costringendo gli istituti a far i conti con risorse sempre più scarse. E’ necessario, da parte dell’amministrazione, provvedere da un lato alla valorizzazione sociale del corpo insegnante, ingiustamente colpito dalle politiche governative; e, dall’altro, alla dotazione di supporti, possibilmente utilizzabili da parte di più istituti per ovvie ragioni di economia, per assicurare il mantenimento degli attuali standard formativi.</p>
<p><strong>Consolidamento e rilancio della presenza universitaria</strong></p>
<p>L’insediamento universitario forlivese, infine, va considerato fra i casi di successo del decentramento bolognese. Le Facoltà sono in genere di medio-alta qualità, ben radicate e con un buon numero di studenti. La realizzazione del campus, da parte dell’Alma Mater, porterà alla creazione di un’autentica cittadella del sapere, destinata a rivitalizzare un’area intera del centro storico. Bisogna considerare che i tagli portati al bilancio delle Università italiane, nel 2009-10 e nel 2010-11, genereranno una contrazione dell’offerta formativa ed una condizione di maggiore difficoltà, soprattutto per le realtà di più recente consolidamento. In questo quadro, pensare ad un’espansione dell’insediamento attraverso l’arrivo di nuove Facoltà o Corsi di Laurea, è pura illusione. Ciò che è materialmente praticabile pare, piuttosto: A. Il completamento della filiera formativa, con la piena acquisizione di dottorati e di scuole di specializzazione; B. La realizzazione di strutture di ricerca e di laboratori, a partire da quelli che interessano il Polo Tecnologico-Aeronautico, in connessione col tessuto delle imprese. Si potrebbe pensare – data la presenza di ricercatori nella nostra sede – a linee di studio dedicate alle energie rinnovabili e alle loro tecnologie; C. L’implementazione dell’internazionalizzazione, già molto elevata a Forlì, tanto per ciò che riguarda la mobilità degli studenti, quanto per ciò che riguarda docenti e gruppi di ricerca. D. La progressiva integrazione dei Poli di Forlì e di Cesena, ai fini di una gestione razionale delle risorse e del decentramento. Il comune, tanto attraverso Ser.in.Ar, quanto direttamente, nei propri rapporti con il Polo, il pro-rettore alle Romagne e il Rettorato, s’impegna ad appoggiare questa politica.</p>
<p><strong>LE FRONTIERE DELLA LEGALITÀ</strong><br />
Legalità e integrazione: due condizioni per la sicurezza</p>
<p>La questione della legalità ingloba il tema della sicurezza e lo rende parte di un progetto più generale. Proprio l’amministrazione, col proprio esempio di trasparenza, di comunicazione e di efficienza, si colloca al centro di una nuova  cultura della legalità. A partire da qui, possono essere intraprese importanti iniziative volte all’incentivazione e alla diffusione di questo messaggio: A. Attraverso la scuola (senza che ciò si traduca in una sottrazione di ore, già scarne, alle discipline curriculari, ma mercé la proposta di elementi di civismo declinabili a seconda delle materie più appropriate); B. La pratica sportiva, da incoraggiare nelle giovani generazioni come mezzo di formazione ai sani principi di solidarietà e di responsabilità; C. Le politiche d’integrazione sociale e culturali nel rispetto della lettera e dello spirito della carta costituzionale, nonché della Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione.</p>
<p><strong>Sicurezza: rendiamola percepibile ai cittadini</strong></p>
<p>Quanto al tema più specifico della sicurezza, dopo aver sottolineato il dato – fornito da fonti ufficiali – di una condizione forlivese in linea con le realtà meno preoccupanti del paese e della regione, va rilevata la necessità di una forte visibilità del ruolo dell’amministrazione a fianco dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e delle forze di Polizia Nazionali. Si tratta di una funzione tutt’altro che accessoria, che i cittadini debbono avere ben chiara. Quanto alle iniziative più concrete, si propone: A. Il potenziamento del servizio di Polizia Municipale, attraverso una riorganizzazione interna che veda la compressione dei carichi di lavoro puramente amministrativi e la parallela riduzione di funzioni esclusivamente di rappresentanza. B. L’aumento della presenza di agenti della Polizia Municipale sulle strade. C. La realizzazione della nuova sede.</p>
<p><strong>Più agenti, più cittadini, più attività nelle strade e nelle piazze</strong></p>
<p>Il centro-sinistra rigetta completamente, invece, la proposta populista di dar vita a ronde di cittadini in funzione di appoggio agli agenti. Noi crediamo che questa iniziativa, oltre a nascondere un preciso progetto xenofobo e ad affermare principi di destra inaccettabili e del tutto opposti agli sforzi compiuti in direzione dell’inclusione e dell’integrazione sociale, rischi di creare confusione e di distogliere paradossalmente una quota delle forze preposte alla sicurezza dal precipuo obiettivo di controllare il contesto urbano. Noi ci schieriamo apertamente a favore delle forze dell’ordine e del loro continuo lavoro di monitoraggio del territorio.<br />
L’esperienza degli assistenti civici, contrariamente al modello populista delle ronde, peraltro già sperimentata nel nostro comune, può inoltre costituire un elemento di aiuto e di supporto a chi è istituzionalmente preposto a tutelare la sicurezza.<br />
Ciò che è augurabile, semmai, è la presenza di liberi cittadini per strada, ossia il ripristino, mercé apposite iniziative, incoraggiate ad esempio da una revisione della pubblica illuminazione (magari alimentata da energia rinnovabile), di una vivace vita serale nello spazio pubblico, autentico antidoto contro i rischi della micro-criminalità, da un lato, e, dall’altro, della politicizzazione squadrista delle città. </p>
<p><strong>UNA POLITICA PUBBLICA PER L’AMBIENTE</strong></p>
<p><strong>Territorio e risorse naturali sono beni finiti e non riproducibili</strong></p>
<p>La politica ambientale è un punto qualificante di questo programma. Crediamo che spazio per uno sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile  come nei tempi trascorsi. In primo luogo, perché il territorio è un bene finito, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza.</p>
<p><strong>Una città bella</strong></p>
<p>Per la Forlì del futuro sono necessari la definizione dei limiti della città, magari attraverso un’ampia cintura verde, l’uso appropriato ed eccezionale della pratica delle varianti e la subordinazione di nuove espansioni alla completa attuazione delle attuali previsioni di sviluppo urbanistico, produttivo ed industriale. </p>
<p><strong>Una città responsabile</strong></p>
<p>Già la passata amministrazione ha compiuto progressi nella raccolta differenziata. La futura amministrazione procederà immediatamente lungo questa strada, attraverso la realizzazione  del sistema di raccolta differenziata porta a porta sull’intero territorio comunale. Perché? In primo luogo, perché in questo modo si spingono i cittadini a ridurre la produzione dei rifiuti e a praticare una disciplina fondata sul rispetto ambientale, che ha un valore civico ed educativo. In secondo luogo, perché – se collegata all’esperienza di altri comuni – la differenziata spinta può generare attività economiche legate al riciclo, anche a livello locale. Si tratta, quindi, di promuovere anche l’insediamento di nuove attività economiche. In terzo luogo, perché, aumentando la raccolta differenziata, sarà possibile battersi con maggior forza per ridurre la quota di rifiuti destinati all’inceneritore. Per ciò che riguarda la parte indifferenziata destinata all’incenerimento, occorre rendere effettiva la pre-selezione secco/umido, per la quale sono previsti appositi procedimenti a tutt’oggi non effettuati.</p>
<p><strong>Una città monitorata</strong></p>
<p>Accanto a questo obiettivo, si colloca poi un’attenzione decisamente forte per il monitoraggio delle emissioni, effettuato da autorità indipendenti, a partire da quelle degl’inceneritori e per una campagna costante d’informazione e di sollecitazione della mobilitazione collettiva intorno alla questione ambientale dando seguito alle indicazioni contenute nel PPGR e alla costituzione di autonomi comitati di controllo composti da cittadini per la verifica della tracciabilità e del suo corretto percorso di differenziazione.</p>
<p><strong>Una città che non accresce l’effetto serra</strong></p>
<p>Il centro-sinistra è consapevole che la maggior parte delle emissioni di anidride carbonica dipendono dal traffico veicolare e dal riscaldamento degli edifici. Per questo, l’impostazione di una nuova politica della mobilità &#8211;  a partire dal centro storico – e di una applicazione graduale ma sistematica di fonti di produzione energetica rinnovabile contribuiscono a disegnare il profilo di una Forlì moderna, orientata verso una gestione delle risorse non riproducibili (a partire dai terreni e dai combustibili) attenta e sempre più prudente, e però decisa a sperimentare tecnologie innovative e a creare opportunità di crescita economica e di lavoro. </p>
<p><strong>Una città con servizi economici ed efficienti</strong></p>
<p>D’altro canto, proprio questa consapevolezza indica la via di una ferma pressione sulle aziende multiutility, affinché esse cooperino con questa impostazione, sempre più diffusa in Italia e in Occidente: e dunque l’amministrazione, attraverso un’ampia campagna di coinvolgimento dell’opinione pubblica, intende esercitare fino in fondo il proprio ruolo di difensore dei cittadini utenti (dal controllo tariffario alla qualità dei servizi, ecc.) assai più che quello di azionista pubblico. Così come giustamente pretendono, del resto, non solo i singoli, ma anche molte imprese del territorio. Il primato delle interesse pubblico va riaffermato in generale anche nel caso di tutte le partecipate, assicurando ai cittadini il controllo sulle risorse essenziali alla comunità.</p>
<p><strong>L’acqua: un bene pubblico prezioso</strong></p>
<p>L’acqua è un bene essenziale per tutti i cittadini: per questo è fondamentale che impianti e reti rimangano saldamente in mano pubblica. Ciò, peraltro, impone di migliorare la qualità della risorsa distribuita, di razionalizzare l’uso di fonti e impianti, di avere maggiore attenzione per i problemi ambientali ed energetici, d’indirizzarsi verso una politica tariffaria che penalizzi gli elevati consumi e gli sprechi e nello stesso tempo favorisca le famiglie numerose.</p>
<p><strong>Una città con una cintura verde</strong></p>
<p>I boschi di Ladino e Farrazzano, i parchi fluviali del Montone e del Ronco, i siti di pregio paesaggistico e ambientale come i Sabbioni, i percorsi lungo gli argini e la rete dei canali di Schiavonia e di Ravaldino, la prima fascia collinare rappresentano parti di una cintura verde, della quale partecipa la nostra campagna, la cui tutela è importante per il benessere della cittadinanza e per la vivibilità dello spazio comunale. Si tratta di “patrimonio”, secondo la definizione del Piano territoriale della Regione. Ebbene, questa patrimonio va tutelato alla stregua dei beni culturali tradizionali, e tanto più per i rischi che corre e per la sua irriproducibilità. Il centro-sinistra è consapevole che questa posizione non significa affatto opposizione allo sviluppo: significa, piuttosto, declinare e qualificare lo sviluppo economico, rendendolo ordinato, innovativo, ambientalmente compatibile. Non si tratta di un sogno: è quanto accade in molte realtà europee, e non da oggi.</p>
<p><strong>Una città dall’alto senso civico e amica degli animali</strong></p>
<p>Forlì ha saputo affrontare per tempo &#8211; anche e soprattutto grazie al contributo delle associazioni protezioniste &#8211; il dilagante problema del randagismo animale con l&#8217;avvio di politiche e strutture di servizio per la sua gestione. Consapevoli che ciò non basta, ci impegniamo a rilanciare la nostra azione per prevenire e contrastare gli abbandoni sul territorio per favorire e consolidare una pacifica e serena convivenza uomo-animale. Sarà evidente il salto di qualità verso politiche virtuose che &#8211; coinvolgendo l&#8217;associazionismo attivo anche attraverso formazione ad hoc &#8211; potranno produrre una sostanziale riduzione dei costi sostenuti oggi da tutti i cittadini per l&#8217;incivile comportamento di pochi, liberando così risorse importanti che saranno reinvestite nel benessere animale e, di conseguenza, della collettività.</p>
<p><strong>LA GENERAZIONE DEL FUTURO</strong><br />
<strong>I giovani protagonisti oggi </strong><br />
E chiaro che una Forlì “europea”, aperta, integrata, solidale, una Forlì in cui sia piacevole vivere e lavorare, rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato in particolare alla generazioni più giovani. Saranno esse a completare, se lo vorranno, il disegno qui abbozzato. Ciò comporta alcune conseguenze. Anzitutto, l’assunzione, da parte dell’amministrazione, non già della “questione giovanile” come tema fra gli altri (ma lo steso potrebbe dirsi della “questione femminile”, naturalmente), quanto dell’elemento generazionale – così come quello di genere – quale veicolo, interprete privilegiato del cambiamento. Il che significa, da una parte, riconoscere la rilevanza di taluni nodi ancora irrisolti (i luoghi dell’aggregazione diffusa, di stampo associativo formale o informale, musicale o ricreativo; la mensa universitaria; lo stimolo di attività commerciali in linea con i tempi della generazione – serali e notturni). Dall’altro, osservare il tanto che si è fatto – sotto il profilo delle pratiche sportive, ad esempio; ma anche del recupero di luoghi importanti, come la Fabbrica delle Candele, attraverso al quale promuovere il libero sviluppo della creatività dei giovani. Dall’altro ancora, la preoccupazione per il crescente disagio degli adolescenti, in misura preoccupante soggetti a forme di rifiuto sistematico dell’offerta formativa ma anche estranei del tutto al civismo, ai vincoli di socialità. E’ questo un ambito che deve attrarre l’analisi e la ricerca dell’amministrazione. Perché, oltre che gestire, occorre anche studiare e capire.</p>
<p><strong>Due gemme : l’associazionismo e il volontariato</strong><br />
Siamo certi che riceveremo un grande aiuto da una risorsa formidabile della nostra città; l’associazionismo. Esso rappresenta, in moltissimi, campi, un formidabile aiuto per l’amministrazione pubblica. Ebbene, associazionismo e volontariato, dall’ambito sociale a quello della protezione civile, passando per i tanti altri contesti della vita cittadina, costituiscono i naturali interlocutori di un’amministrazione di centro-sinistra: ad essi andranno le cure della giunta e dei consiglieri, i quali assicurano fin d’ora piena disponibilità all’ascolto e fattiva collaborazione.<br />
Un aspetto importante, tanto dell’associazionismo quanto della vita sociale locale, caro a tutte le generazioni ma in particolare alle più giovani, è la pratica sportiva. Forlì può vantare una notevole dotazione d’impianti, ottimi livelli di partecipazione da parte della cittadinanza e squadre di rilievo nazionale in diverse discipline. A questa esperienza, che va custodita e alimentata come un tesoro particolarmente prezioso, il centro-sinistra riserverà risorse ed energie, consapevole del valore morale, civico, fisico che essa produce. Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi crescano forti e sani e che i nostri cittadini si mantengono in forma in età matura: tutta la comunità ne trarrà giovamento.</p>
<p><strong>Non una sfida, ma un progetto nell’interesse di tutti per il futuro della nostra comunità</strong><br />
Abbiamo cercato di scrivere un programma leggibile e di mettere nero su bianco impegni anche ambiziosi, ma – riteniamo &#8211; alla portata degli anni difficili che ci aspettano. Il nostro compito, del resto, è quello di proporre un progetto della Forlì futura e di passarlo a giovani cui spetterà un compito arduo e forse più difficile del nostro. Il centro-sinistra, nella nostra città, è convinto di potersi mettere al servizio della comunità per questo grande obiettivo, che oggi appare profondamente controcorrente, tanto lontana è la politica nazionale governativa dai nostri valori e dai nostri propositi. Eppure, forse anche per questo, val la pena di raccogliere la sfida.</p>
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		<title>Prevenire è meglio che ricostruire</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 07:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad ogni tragedia deve seguire un tempo per l&#8217;<strong>analisi</strong>, che ci aiuti a ridurre le possibilità che questo accada di nuovo. Una considerazione generica da fare è che la politica degli spot televisivi è inadeguata a rispondere ad una primaria esigenza: la <strong>prevenzione</strong>.</p>
<p>Mentre tutti oggi fanno a gara per apparire e cercare di fare sciacallaggio politico sul terremoto, dovremmo riflettere quanto questa esposizione dell&#8217;emergenza faccia bene soprattutto a chi queste emergenze non cerca di evitarle. Lo stesso è accaduto a Napoli, dove per anni non si è fatto nulla e non si è cercato di uscire dal commissariamento, tutt&#8217;ora in piedi.</p>
<p>Le emergenze costano alla  collettività molto di più della loro prevenzione, ma <strong>la prevenzione è invisibile per l&#8217;elettorato</strong> e quindi alla selezione della classe dirigente del nostro Paese. Non viene premiato, ad esempio, un investimento per una scuola che già c&#8217;era per la sua messa in sicurezza. Meglio creare una nuova grande opera e sperare che nulla accada. O sotto sotto sperare che accada per sfruttare la ricostruzione.</p>
<p>Così, senza che nessuno alzasse la voce, anche questo Governo ha tagliato i fondi contro il dissesto idrogeologico, <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo436523.shtml">quelli alla protezione civile</a> e pochi mesi fa con il <strong>testo della Gelmini<a href="http://scuoleinpiazza.wordpress.com/2008/11/26/da-cittadinanzaattiva-i-tagli-della-gelmini-sui-fondi-per-la-sicurezza-degli-edifici/"> sono stati dimezzati i fondi per gli adeguamenti antisismici delle scuole. </a></strong><span id="more-3735"></span></p>
<p>Ieri sera Di Pietro, a porta a porta, sembrava non avere mai fatto il ministro per le infrastrutture, e chiedeva di spostare soldi da queste alla messa in sicurezza degli edifici pubblici. Vorrei chiedergli, molto umilmente, perché avanza ora questa proposta e non quando aveva la delega al Governo e la possibilità di realizzarla.</p>
<p>Lo stesso per i comuni, che <strong>troppo spesso nei loro piani investimenti vedono rimandati gli interventi per la sicurezza rispetto ad opere più visibili</strong>, più elettoralmente soddisfacenti.</p>
<p>Poi viene la <strong>ricostruzione</strong>.</p>
<p>Berlusconi, secondo il ministro La Russa, avrebbe già individuato l&#8217;area dove far sorgere <strong>L&#8217;Aquila 2.</strong><br />
Invece di ricostruire la città, il rischio concreto è quello che si sfrutti la tragedia per ignorare ancora una volta la storia e l&#8217;urbanistica, creando casermoni popolari fuori dal tessuto  esistente ed ottenendo un doppio risultato: <strong>l&#8217;abbandono della città storica e la creazione di nuove aree a rischio degrado.</strong></p>
<p>Forse sarebbe meglio aiutare la ricostruzione dei privati, piuttosto che pensare ai grandi appalti che rischiano di lievitare costi e tempi. </p>
<p>Il<strong> rifiuto degli aiuti internazionali</strong>, probabilmente solo una facciata per mostrare i muscoli di fronte alla comunità internazionale &#8211; quando invece sarebbe opportuno sfruttare la solidarietà di chi cerca di contribuire -, è doppiamente grave.</p>
<p>Primo, perché <strong>non possiamo permetterci di rifiutare risorse importanti</strong> da destinare ad un territorio che ha subito miliardi di danni. Tra qualche mese queste proposte d&#8217;aiuto verranno a mancare, per la disattenzione dei media internazionali.</p>
<p>Secondo, perché i finanziamenti internazionali permetterebbero forse <strong>un occhio in più sopra i percorsi della ricostruzione</strong>, evitando sprechi e lungaggini, e richiederebbero quella maggiore trasparenza utile ad evitare le infiltrazioni degli sciacalli.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che non serve all&#8217;Abruzzo, ora, è l&#8217;ennesima dimostrazione del modo tutto italiano di saper sfruttare le emergenze per i guadagni di pochi. </p>
<p>Il rischio delle deleghe in bianco che vengono chieste col pretesto di diminuire i tempi è proprio quello di saltare i percorsi democratici a tutela della trasparenza, di promuovere gare d&#8217;appalto furbette, di fare della crisi lo strumenti di spot elettorali e guadagni personali.</p>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 08:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<title>Porta a Porta a Forlì, sperimentazione votata in Giunta</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 08:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni è stata data notizia dell&#8217;approvazione della Giunta del progetto sul porta a porta nel quartiere Ronco e San Leonardo di Forlì. Sul progetto, presentato in commissione in Febbraio, ho già scritto qui e vi invito a rileggere le considerazioni ed il riassunto delle puntate precedenti che avevo fatto. Finalmente si inizia a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni è stata data notizia dell&#8217;approvazione della Giunta del progetto sul porta a porta nel quartiere Ronco e San Leonardo di Forlì.<br />
Sul progetto, presentato in commissione in Febbraio, ho già scritto<a href="/2009/la-commissione-sul-porta-a-porta/"> qui e vi invito a rileggere le considerazioni ed il riassunto delle puntate precedenti che avevo fatto.</a></p>
<p>Finalmente si inizia a discutere, purtroppo ancora senza di dettagli implementativi. Il progetto sarà quindi demandato alla prossima Giunta. Per questo motivo oggi è importante fare in modo che nei programmi elettorali ci sia l&#8217;<strong>estensione del porta a porta in tutta la città</strong>, in modo che non ci siano vicini di casa con sistemi diversi ed in modo che si riescano a raggiungere economie di scala per ridurre i costi.</p>
<p>I Verdi propongono, da anni, che si faccia in tutta la provincia, in modo che ci sia una notevole riduzione del rifiuto destinato ad inceneritori e discariche.</p>
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		<title>La commissione sul porta a por&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 09:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La commissione sul porta a porta http://ff.im/13jnH</p>
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		<title>Forlì, politica: La commissione sul porta a porta</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 09:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì in Commissione abbiamo discusso un progetto per l&#8217;introduzione della raccolta porta a porta nel Comune di Forlì, nei quartieri Ronco e San Leonardo.<br />
La mia posizione, che non è cambiata di una virgola da quando abbiamo iniziato a parlarne, è che il sistema porta a porta possa e debba essere attivato ovunque, e che questo andasse fatto prima della costruzione di nuovi impianti di incenerimento. Facendolo nel 2004 avremmo costruito forse altri impianti per il recupero di materia ed il riciclo, per il compostaggio ed avremmo risparmiato milioni di euro.<br />
Faccio un riepilogo delle puntate precedenti nel nostro Comune.<span id="more-3631"></span></p>
<p>- il <a href="http://www.alessandroronchi.net/files/documento_capigruppi_maggioranza_per_rifiuti.pdf">29 Settembre 2004</a> sono stato promotore di un documento firmato dai capigruppo di maggioranza del nostro comune affinché si subordinasse ogni decisione sui rifiuti al potenziamento della raccolta differenziata<br />
- Nel 2005 eravamo presenti alle assemblee in tutte le circoscrizioni,<a href="http://www.alessandroronchi.net/2005/assemblea-pubblica-e-documento-congiunto-per-una-corretta-politica-dei-rifiuti/"> proponendo scelte diverse da quelle della Giunta.</a><br />
- Nel <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/raccolta-differenziata-porta-a-porta-anche-a-forli/">gennaio 2007</a> i Verdi hanno presentato un ordine del giorno nella circoscrizione 4 per fare il porta a porta in tutto il suo territorio, e nei giorni successivi tutte le circoscrizioni tranne la 2 (dove i Verdi non sono presenti) hanno fatto altrettanto.<br />
- nel <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/i-dubbi-sullordine-del-giorno-sul-porta-a-porta/">Giugno</a> <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/porta-a-porta-approvato-ordine-del-giorno-in-consiglio-comunale/">2007</a> i Verdi il Consiglio Comunale ha votato l&#8217;ordine del giorno che ho presentato per iniziare anche nel nostro Comune<br />
- <a href="http://www.alessandroronchi.net/2008/ordini-del-giorno-sul-porta-a-porta/">nel gennaio 2008 </a>Ho presentato un ordine del giorno per estendere il porta a porta a tutto il Comune introducendo la tariffa puntuale, che ho votato in completo isolamento, ed ho votato il documento della maggioranza a favore dell&#8217;introduzione del porta a porta in alcuni quartieri entro l&#8217;estate 2008 (perché comunque era meglio di niente)</p>
<p>E&#8217; indubbio che questa Giunta si sia mossa tardivamente, e non sembra casuale che si inizi a discuterne oggi che l&#8217;inceneritore nuovo è attivo e funzionante.<br />
Si è scelto di fare il contrario di quello che è previsto dalla legge: Riduzione -> Riuso -> Riciclo -> Recupero Energetico.</p>
<p>Se oggi dico che <strong>finalmente</strong> discutiamo di un progetto concreto, <strong>non canto vittoria: la strada è ancora lunga e difficile</strong>. Nel mezzo ci saranno le elezioni amministrative, e chiunque abbia a cuore questo tema ha modo di scegliere le persone ed i partiti che hanno avuto una posizione chiara, in modo da dare loro la forza di incidere sulle scelte che verranno fatte nella prossima amministrazione.</p>
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		<title>Politica Forlì: Bilancio 2009 del Comune</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 17:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico il mio intervento sul bilancio preventivo del Comune per il 2009. Questo è l&#8217;ultimo bilancio preventivo sul quale questo Consiglio Comunale è chiamato ad esprimersi. Non si può evitare, quindi, di soppesarne il contenuto in funzione anche della stesura di un bilancio complessivo dell&#8217;operato di questa amministrazione. Nel 2004, alla mia prima esperienza in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico il mio intervento sul bilancio preventivo del Comune per il 2009.</p>
<p>Questo è l&#8217;ultimo bilancio preventivo sul quale questo Consiglio Comunale è chiamato ad esprimersi.</p>
<p>Non si può evitare, quindi, di soppesarne il contenuto in funzione anche della stesura di un <strong>bilancio complessivo</strong> dell&#8217;operato di questa amministrazione.</p>
<p>Nel 2004, alla mia prima esperienza in una istituzione, i Verdi erano nella coalizione di centro-sinistra che aveva eletto la maggioranza di questo consiglio.</p>
<p>Nel <a href="http://www.alessandroronchi.net/2004/consiglio-comunale-19-07-2004/">mio primo discorso</a>, che sono andato a rileggere in questio giorni con curiosità, dichiaravo che il mio gruppo sarebbe stato<strong> leale alla coalizione, ma mai subalterno.</strong></p>
<p>Questa promessa è stata mantenuta, nonostante le difficoltà di coniugare il meglio per la città mantenendo una doverosa (ma a quanto pare non scontata ) <strong>coerenza</strong>.<span id="more-3612"></span></p>
<p>Nei giorni scorsi, sulla stampa, qualcuno ci ha accusato di aver compiuto un errore nell&#8217;uscire dalla Giunta, quando questa si rifiutava di portare avanti il programma che la coalizione aveva presentato alla cittadinanza, e sulla quale avevamo chiesto il voto.</p>
<p>Io penso, piuttosto, che la subalternità di alcuni gruppi sottointenda <strong>una piena condivisione delle scelte</strong>, oppure una <strong>insensata paura di lasciare la propria poltrona</strong>: non so quale sia peggio. </p>
<p>Saranno gli elettori ad esprimersi su quanto è stato fatto da ogni gruppo, ma dubito che i Verdi possano essere elencati tra coloro che hanno svolto un ruolo ininfluente nella politica di questi 5 anni. C&#8217;è chi ritiene, infatti, che i Verdi abbiano fatto anche troppo, e <strong>di questo vado sinceramente fiero.</strong></p>
<p>Errani, nel suo discorso di ieri, ha cercato di giustificare la scomunica del Sindaco Masini da parte del suo partito e la vittoria di Balzani, come un segno di continuità con il buon operato fatto in questi anni.</p>
<p>Il cambio del candidato rende evidente che lo stesso Partito Democratico non ritiene positivo tutto quello che è stato fatto, altrimenti avrebbe rinnovato la sua fiducia nei confronti di chi ha guidato, pur nelle difficoltà, questa amministrazione.</p>
<p>Sarebbe ingiusto e poco credibile addossare tutte le colpe al Sindaco e sollevare tutti gli altri livelli che l&#8217;hanno affiancato da ogni responsabilità.</p>
<p>La sconfitta alle elezioni primarie del PD si spiega, a nostro parere, anche analizzando alcune scelte che hanno creato la frattura di questa amministrazione con i Verdi. Non a caso, nella sua campagna elettorale, alcuni di questi temi sono stati proposti come linea di un <strong>nuovo corso</strong>: <strong>i rifiuti, la partecipazione, lo sfruttamento del territorio, la mobilità.</strong></p>
<p>Partiamo dalla gestione dei rifiuti.</p>
<p>Ad oggi il programma del Sindaco non ha raggiunto l&#8217;obiettivo che si era posto, e la quota del 50% di raccolta differenziata non si riuscirà ad ottenere nemmeno con i <strong>trucchi contabili</strong>, come la farsa della <strong>raccolta multimateriale.</strong></p>
<p>Il 12 di Febbraio avremo la prima commissione che discuterà dell&#8217;introduzione del porta a porta in un quartiere di Forlì. Difficilmente si riuscirà a partire seriamente prima della scadenza di questo mandato, ed il tentativo di fare di corsa potrebbe rivelarsi controproducente: con la fretta rischieremmo di fare quegli errori che <strong>Hera non vede l&#8217;ora di rinfaccarci.</strong></p>
<p>In questi 5 anni non siamo intervenuti sempre e su tutti gli argomenti. Nessuno può pretendere di avere una soluzione per ogni problema. Ma quando siamo stati sicuri di una cosa abbiamo sempre avuto la conferma, col tempo, di avere avuto ragione.</p>
<p>Ritenevamo che l&#8217;accordo di programma della <strong>Querzoli-Ferretti</strong> non avrebbe portato occupazione alla nostra città, impoverendone il territorio.</p>
<p>Pensavamo che il <strong>parcheggio gratuito in centro</strong> non portasse nuovi clienti ma ostacolasse il commercio, e quest&#8217;anno l&#8217;assessore, con una onestà fuori dal comune, ha dichiarato di avere sbagliato.</p>
<p>Ritenevamo che il <strong>porta a porta</strong> costasse meno dei cassonetti di prossimità, e giudicavamo sbagliato consegnare la sperimentazione di questo nuovo sistema al gestore che voleva ostacolarlo. I fatti hanno dimostrato l&#8217;una e l&#8217;altra cosa.</p>
<p>Facendo un bilancio complessivo di questa amministrazione, il problema a mio parere più evidente è stata la <strong>mancanza di coraggio.</strong></p>
<p>Quelle precedenti, pur nelle contrapposizioni fortissime che allontanavano i Verdi ad alcune delle scelte compiute, una scelta l&#8217;avevano fatta. <strong>Era una visibile, concreta, e discutibile idea di città.</strong></p>
<p>Il programma elettorale di questa maggioranza dava una forte idea di città, che però non è stata concretizzata.</p>
<p>Per il rilancio del <strong>centro-storico</strong> sono state spese centinaia di migliaia di euro per progettare una agenzia, rispetto alla quale qualsiasi piano è stato temporaneamente bloccato, per poi scoprire che questa agenzia non s&#8217;ha da fare.</p>
<p>Il <strong>piano del traffico</strong> è stato bloccato per questioni di principio, per paura di un confronto con le voci meno innovatrici, per poi scoprire che i catastrofismi sulla sua attuazione erano privi di fondamento, e che molto probabilmente i suoi effetti sarebbero stati positivi sul commercio.</p>
<p>Sulla gestione stessa dei rifiuti abbiamo perso l&#8217;occasione di essere i primi, invidiati da tutta la regione, invece di arrivare dopo Forlimpopoli ed il suo 96% di consenso.</p>
<p>Trovate un altro tema che raccolta il <strong>96% del consenso</strong>. Non ce ne sono tanti e spetta alla politica coglierli ed attuarli.</p>
<p>Questa è una risposta a chi ci accusa di essere il partito del NO: <strong>a Forlì siamo usciti dalla Giunta per i nostri SI&#8217;.</strong></p>
<p>Un&#8217;altra scelta politica che ci è stata rifiutata è stata quella della <strong>sicurezza stradale.</strong></p>
<p>In tutte le città del Mondo si rende automatico il controllo delle violazioni del codice della strada, per liberare le forze dell&#8217;ordine dalle loro postazioni fisse e garantire un maggiore controllo del territorio.</p>
<p>A Forlì, per scelta, si fa l&#8217;esatto contrario: abbiamo il record di telecamere che non vengono utilizzate, rifiutiamo i controlli automatici e teniamo bloccata la vigilanza nei punti insicuri.</p>
<p>Questa scelta non paga, né dal punto di vista del bilancio né da quello della riduzione degli incidenti gravi e meno gravi.</p>
<p>Non a caso abbiamo il numero di vetture pro capite tra i più alti d&#8217;Europa ed un numero più elevato di incidenti stradali, ma siamo al penultimo posto come proventi dalle sanzioni. Qualcosa non quadra.</p>
<p>Sempre sul fronte della sicurezza stradale bisogna notare lo spostamento, chiesto con gli emendamenti al piano degli investimenti, delle opere pubbliche di competenza circoscrizionale dagli Oneri di urbanizzazione alle alienazioni, rendendole meno probabili.</p>
<p>Se c&#8217;è un settore dove la <strong>partecipazione</strong> ed il <strong>decentramento</strong> potrebbero dare un contributo importante è proprio sugli interventi per la sicurezza stradale e sulle piccole opere pubbliche delle quali solo le circoscrizioni ed i quartieri riescono ad avvertire necessità ed urgenza.</p>
<p>Bene ha fatto la Giunta a rimandare la climatizzazione della Sala del Consiglio: di questi tempi sarebbe stato un intervento incomprensibile.</p>
<p>Bene il rinnovo degli impegni sul <strong>San Domenico</strong>, che è un investimento per la città, per il suo prestigio, per il suo turismo e per il suo commercio. Speriamo che la città si accorga presto della sua importanza, ed inizi ad investire nei servizi ad esso strettamente collegati, ancora sottosviluppati.</p>
<p>In quest&#8217;ottica è poco comprensibile la riduzione che viene in bilancio dei servizi turistici, anche se parliamo di cifre già ridotte all&#8217;osso.</p>
<p>Nelle spese in conto capitale vediamo la dimostrazione che l&#8217;assenza dei Verdi si fa notare: Per il settore dei <strong>Parchi ed i servizi di tutela ambientale</strong> nel 2007 spendevamo 4&#8217;160&#8217;000€, nel 2008 3&#8217;200&#8217;000€, nel 2009 prevediamo 2&#8217;460&#8217;000€. con un calo del 25% annuo.</p>
<p>Non sarebbe credibile, però, un commento totalmente negativo sulla nostra città. Come in parte anticipavo prima alcune cose fatte sono state positive, come l&#8217;apertura del S.Domenico ed il rilancio degli investimenti sulla struttura, come gli investimenti sul futuro campus universitario, come la messa in sicurezza di alcuni punti critici della nostra viabilità.</p>
<p>Su altri, è mancato il coraggio di intervenire, per paura probabilmente di incrinare un consenso stabile e radicato nel territorio.</p>
<p><strong>I cittadini, però, hanno dimostrato una maggiore disponibilità alle innovazioni positive</strong>, e speriamo che chiunque venga eletto alle prossime amministrative dimostri di saper essere all&#8217;altezza delle aspettative.</p>
<p>Questo è un bilancio per forza di cose di passaggio, privo di punte particolarmente negative e slanci positivi. Per questo motivo il voto del nostro gruppo sarà di astensione.</p>
<p>Cinque anni fa dichiaravo che i Verdi sanno essere una forza innovativa, un valore aggiunto con proposte concrete, che oggi vengono attuate da chi, un tempo, le ridicolizzava.</p>
<p>Il <strong>New Green Deal di Obama</strong> è una sfida che può veramente aiutarci ad uscire dalla crisi economica, e rischia di essere l&#8217;unica carta che possiamo giocare.</p>
<p>Economia locale, filiera corta e rispetto per l&#8217;ambiente. Su questo eravamo innovativi vent&#8217;anni fa. Oggi si tratta solo di mettere in pratica i buoni consigli e le migliori esperienze, copiando dalle città che hanno saputo mettersi in discussione e reinventarsi un nuovo volto.</p>
<p>Speriamo di trovare il coraggio di fare qualcosa di innovativo, che per una volta tutt&#8217;Italia ci invidi.</p>
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		<title>Roberto Balzani: Il programma delle primarie</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 17:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cara Elettrice, Caro Elettore, ti presento una rassegna delle mie idee programmatiche, frutto di una campagna d’ascolto molto ricca e vivace e dei tanti contributi di tanti volonterosi amici e compagni di strada. Non sono tutte, ovviamente. Sono quelle sulle quali potrai misurare la differenza rispetto ad altri candidati e ad altri modo d’impostare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Elettrice, Caro Elettore, </p>
<p>ti presento una rassegna delle mie idee programmatiche, frutto di una campagna d’ascolto molto ricca e vivace e dei tanti contributi di tanti volonterosi amici e compagni di strada. Non sono tutte, ovviamente. Sono quelle sulle quali potrai misurare la <em><strong>differenza</strong></em> rispetto ad altri candidati e ad altri modo d’impostare la politica locale. Spero ti persuaderanno. In ogni caso, anche se così non fosse, spero apprezzerai l’onestà intellettuale che le ispira. In un mondo di ipocrisie e di luoghi comuni e di slogan, già il solo riconoscersi sinceri non mi pare poco. <span id="more-3720"></span></p>
<p><strong>Metodo </strong></p>
<p>Parto dal metodo. La politica, così come si presente oggi in Italia, dal centro giù giù a cascata fino alle città e ai paesi, secondo me non funziona. I cittadini sono sempre più sudditi (ormai è tolta loro anche la possibilità di scegliere una faccia da votare: ecco perché è prezioso l’esempio delle primarie!), mentre la distanza fra i centri del potere reale e l’esperienza quotidiana delle persone è stata approfondita dalla crisi economica. Io credo che il Pd avrà la possibilità di affermarsi, in Italia, solo se saprà far funzionare la macchina della <strong>partecipazione dal basso.</strong> Ma non in senso demagogico: occorre che i cittadini partecipino, decidano, e poi verifichino. Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto. Quindi, per i politici: limite delle due legislature, parità di genere per affermare una presenza femminile più di quanto oggi sia avvenuto, inclusione di giovani e di individui selezionati sulla base del merito. Essi dovranno rendere pubblici i loro redditi attraverso un’<strong>apposita anagrafe degli eletti</strong>. Dovranno inoltre – almeno così sarà, se diventerò Sindaco – documentare attraverso strumenti di comunicazione accessibili (penso ad Internet) l’esito dei principali progetti varati dall’amministrazione, perché ciascuno possa rendersi rapidamente conto di quanto si è speso e di come lo si è speso. Ma ci sono doveri anche per i cittadini: partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il Comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, controllare. La libertà ha un prezzo che dobbiamo pagare tutti. </p>
<p><strong>Cosa farò io </strong></p>
<p>I politici dicono sempre quello che debbono fare gli altri. Vorrei dirti quello che farò io. Se sarò eletto, dedicherò a questa avventura tutto il mio tempo e le mie energie per 10 anni al massimo. Dopodiché, riprenderò a fare il mio mestiere, che è quello di professore universitario. Tornerò ai miei colleghi, ai miei studenti e ai miei studi. Se perderò le primarie, tornerò subito alla mia professione e non assumerò alcun incarico pubblico di tipo politico o amministrativo. Mi batterò, da semplice cittadino, perché altri portino avanti le idee nelle quali ho creduto: se possibile, una nuova generazione di giovani, di donne, di persone appassionate e perbene.</p>
<p><strong>Cosa farò fare agli altri </strong></p>
<p>I tempi sono duri, e forse il peggio deve ancora venire. Per affrontare il peggio, ci vuole un gruppo di persone libere, disinteressate e dotate di forti principi morali e democratici.</p>
<p>Occorre dare un esempio. Fra i primi, ci sarà la revisione di tutte le società partecipate, di tutte le strutture con consigli d’amministrazione ecc. che ruotano intorno al Comune. Vedremo se funzionano, se servono davvero, se possono essere accorpate o se debbono essere chiuse. Abbasseremo drasticamente compensi e prebende, in modo che ogni euro risparmiato in questo modo vada restituito ai cittadini rafforzando e difendendo i servizi alla persona, dall’assistenza alla scuola. Ci sono settori – penso al nido – in cui c’è ancora tanto da fare per aiutare le donne, soprattutto se lavorano o vogliono lavorare; così come occorre creare, con le associazioni dei consumatori, un centro di ascolto e di supporto materiale per orientare famiglie, anziani soli, immigrati nella giungla delle tariffe e dei servizi, in modo da far valere reclami e diritti. Il Comune deve assumersi questo compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i mutui alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte. </p>
<p><strong>Oltre la paura: un patto per il futuro </strong></p>
<p>Caro Elettrice, caro Elettore, parliamoci chiaro: abbiamo paura del futuro, perché non riusciamo a vederlo, non capiamo che cosa potrà riservarci. Ebbene, ti propongo questo patto, che è difensivo e insieme offensivo. Difensivo, perché vuol salvaguardare quel tanto di buono che abbiamo: penso al nostro Ospedale pubblico, che è un servizio irrinunciabile alla comunità e che non può essere privato delle risorse necessarie al suo sviluppo; penso alle tante istituzioni, pubbliche o semi-pubbliche, che aiutano il cittadino nei suoi bisogni, che sono sane finanziariamente, e che perciò dobbiamo rispettare nella loro integrità. Penso alla nostra scuola, nella quale il Comune investe da quasi 150 anni e che è davvero di qualità elevata. Gli esempi potrebbero continuare. E poi c’è la parte offensiva, la sfida al “grande nulla” che ci si para di fronte. Io credo che il “grande nulla” sia il frutto della nostra incapacità di batterci uniti come comunità: e ti dirò ora come penso di farlo. </p>
<p><strong>Unire il territorio, alzare il livello della sfida </strong></p>
<p>Da sola Forlì non ha molte speranze: è una città medio-piccola, circondata da altre città, in genere piuttosto dinamiche. In questi anni, ha pagato duramente il suo isolamento: abbiamo un aeroporto in affanno, una fiera senza futuro, una logistica che, su scala municipale, non ha senso. Forlì deve recuperare anzitutto il suo ruolo di “capoluogo”, dialogando con i Comuni del comprensorio, risolvendo insieme una parte dei problemi comuni, organizzando il territorio secondo i principi di sviluppo di qualità e di rispetto dell’ambiente. In secondo luogo, deve aprire un grande confronto su scala romagnola per unire i territori, per farli dialogare sulle grandi questioni comuni (infrastrutture materiali e immateriali, in primo luogo). Per far ciò, ci vogliono persone che abbiano una visione, che non si fermino al campanile, che sappiano discutere ovunque, in Romagna e oltre. Il mio sogno è semplice unire province, r<strong>isparmiare sui costi della politica, restituire quello che si risparmia ai cittadini in qualità del vivere, facilità di movimento, sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale.</strong> Questa cosa si può fare da subito: basta volerla. Dammi una mano per mettere in piedi l’unico, vero laboratorio di trasformazione territoriale capace di andare contro la logica oggi imperante: aumentare le divisioni e i livelli di governo e moltiplicare i costi.</p>
<p><strong>Una visione della città</strong></p>
<p>Abbiamo tutti bisogno di una visione della città. Forlì ha già individuato i suoi poli di crescita, ma è venuta su in modo poco coordinato, sull’onda delle spinte dell’industria edilizia. Il centro storico manca d’identità è resta una ferita aperta; i quartieri non sono ben collegati al cuore pulsante della realtà urbana; i passaggi fra i diversi spazi – residenziali, produttivi, o dedicati ai servizi – paiono poco fluidi. Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità:<strong> a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato, connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili</strong> (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’integrazione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile. Ma la legalità, che significa anche, quando è necessario, repressione dei comportamenti devianti, non si può imporre solo affidandosi alle forze di pubblica sicurezza. Sono proprio loro, anzi, a chiedere che la legalità rappresenti una modalità applicata in modo coerente, dai comportamenti degli amministratori, ai concorsi pubblici, all’educazione dei giovani, alle diverse forme di responsabilità individuale e collettiva. Fra queste, segnalo il passaggio culturale della raccolta indifferenziata, destinata allo smaltimento nell’inceneritore, <strong>alla raccolta differenziata, nella prospettiva di giungere al sistema porta a porta</strong>. Là dove la prima postula l’irresponsabilità e un approccio produttivistico al rifiuto, là seconda implica risparmio, riciclo, atteggiamento sobrio e solidale. Si tratta davvero di un modo diverso d’impostare il nostro modo di essere comunità. </p>
<p><strong>Sviluppo di qualità </strong></p>
<p>Ed ecco la grande questione: lo sviluppo. Io credo che lo spazio per un sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile come nei tempi trascorsi. <strong>In primo luogo, perché il territorio è un bene finito</strong>, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza. La competizione si affronta con interventi intensivi. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) <strong>delle nuove tecnologie</strong>, a partire dalle fibre ottiche. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’università deve tornare ad essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il polo tecnologicoaeronaiutico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p>Il Comune deve approfittare dell’Università per aprirsi, per imitare quanto di meglio si fa in Europa, per invitare i giovani brillanti a confrontare le loro idee con il nostro territorio, per apprendere, per costruire, per destinare spazi e risorse a iniziative originali e importanti. In questo senso, il senso di responsabilità ambientale non è per me un vincolo e un limite: maggiore è il livello di qualità che pretenderemo dalla nostra comunità, maggiore sarà la qualità che sapremo chiedere agli imprenditori e le possibilità di agganciarci al carro della crescita vera. Dunque, un patto decennale con l’Università per rafforzare l’insediamento e, d’altro canto, un utilizzo sapiente delle risorse umane prodotto dall’Ateneo. Fino ad oggi non siamo riusciti in questo progetto, che è decisivo per il nostro futuro.<br />
<strong><br />
Insieme </strong></p>
<p>Di una cosa, cara Elettrice, caro Elettore, puoi star certo: tutto quello che farò non sarà deciso fra pochi, nel chiuso di una stanza o nello studio di un professionista: sarà adottato con un processo partecipativo limpido e trasparente. Così sarà per le politiche giovanili, per quelle culturale, per le tante cose di cui non riesco a parlare in queste poche frasi per non annoiarti troppo. Mi batterò al tuo fianco contro i monopoli dei servizi, per tagliare il vincolo perverso che li lega alla politica locale; ti verrò a cercare per chiederti che cosa pensi, che cosa vuoi; ti farò proposte perché tu possa scegliere. Voglio dare a Forlì la speranza di un futuro: proprio adesso, nell’ora più buia. So che tutto è più difficile, che le difficoltà sono immense, che la vita nostra, pubblica e privata, sarà dura e complicata nei prossimi mesi. Proprio per questo, quando le speranze vacillano è giusto che le persone di buona volontà si diano una mano e, per una volta, battano un colpo, dimostrando la loro forza e la loro volontà di cambiamento. Aiutami e, insieme, ce la faremo. </p>
<p>Grazie.<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Roberto Balzani</a></p>
<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-programma-sindaco-2009-forli/">Leggi anche il programma della coalizione che sostiene Roberto Balzani come candidato sindaco!</a></p>
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		<title>Una analisi delle società partecipate a partire dal Comune di Forlì</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2009/analisi-societa-partecipate-comune-forli/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 13:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri in Consiglio Comunale abbiamo discusso (senza voto) sul ruolo delle società partecipate del Comune di Forlì. Queste società tolgono in generale potere decisionale dalle mani del Consiglio, e quindi dal controllo elettorale dei cittadini, e servono ad uno scopo ben preciso: conseguire l&#8217;oggetto sociale su indirizzo dell&#8217;amministrazione.<br />
Non sempre questo avviene, e <strong>la gran parte dei problemi deriva non tanto dagli indirizzi che l&#8217;amministrazione cerca di imporre, ma dalla struttura societaria</strong>. Una S.P.A. come Hera, anche se a maggioranza pubblica, cercherà di perseguire come scopo il maggior dividendo possibile, altrimenti le sue quotazioni in borsa perderanno valore.<span id="more-3552"></span><br />
In questi giorni si è parlato tanto della crisi finanziaria di <strong>Sapro</strong>, che deriva dalla mancata vendita dei terreni a disposizione (sulla stampa si parla di circa 100 mln di euro di debiti). In questo caso il problema è aggravato dai conflitti d&#8217;interessi tra chi programma l&#8217;uso del territorio (il Comune, la Provincia), chi ha bisogno di aree (i privati) e Sapro (che è di proprietà delle amministrazioni locali).<br />
Nella delibera che ci è stata presentata ieri <strong>Sapro viene individuata tra le società che si occupano di servizi di interesse generale a libero mercato</strong>. Questo però non combacia con le richieste fatte dalla società di coprire con una lettera di patronage (una garanzia) l&#8217;indebitamento con le Banche.</p>
<p><strong>Quale società nel libero mercato può godere delle stesse garanzie?</strong><br />
Il ruolo del Comune nei confronti della sua società, al di là del patronage,<strong> è particolarmente complesso</strong>. Quando il Comune programma il territorio, modificando la destinazione d&#8217;uso dei terreni, va ad incidere sul bilancio di Sapro.</p>
<p>Uno schema per chiarire:<br />
- Gli enti pubblici dettano gli indirizzi e fanno la programmazione del territorio.<br />
- Sapro ed altri privati realizzano questi indirizzi, anche con accordi di programma fuori dalle previsioni.<br />
- Gli enti pubblici sono proprietari di Sapro.</p>
<p>Nell&#8217;accordo di programma Querzoli-Ferretti, ad esempio, la scelta politica di fare un accordo di programma ha permesso alle aziende di non utilizzare i terreni di Sapro. Se non lo avesse fatto probabilmente le aziende si sarebbero rivolte a questa società, che avrebbe migliorato i suoi bilanci (ed essendo partecipata anche quelli dei suoi proprietari, tra i quali il Comune). In ogni caso queste scelte politiche incidono, in un verso o nell&#8217;altro, sul mercato e sui bilanci.</p>
<p><strong>Gli accordi di programma</strong> e le continue varianti permettono di superare qualsiasi programmazione, sulla base di un interesse pubblico difficilmente dimostrabile. </p>
<p>Tornando ad Hera, qui i problemi di gestione e governance si moltiplicano:<br />
- Il Comune dovrebbe impostare gli indirizzi<br />
- l&#8217;ATO, che raduna tutti i comuni, dovrebbe gestire le tariffe<br />
- Hera ha in affidamento i servizi pubblici<br />
- Il Comune ha una partecipazione in Hera</p>
<p>I problemi sono ben facili da individuare in questo ciclo chiuso: senza fare una gara d&#8217;appalto, in questi anni ATO è stata costretta ad accettare le tariffe richieste da Hera. I guadagni di Hera sono anche i guadagni del Comune e degli enti che fanno parte di ATO (quindi paradossalmente <strong> il committente è proprietario del fornitore</strong>).<br />
I guadagni di Hera sono i guadagni degli enti proprietari, che dovrebbero fare gli indirizzi (inceneritore sì, inceneritore no, porta a porta no).</p>
<p>La scarsa percentuale di partecipazione ha fatto perdere agli enti qualsiasi capacità di indirizzo: il 2.15% del comune di Forlì in Hera certamente non sposta nulla nel CDA.</p>
<p>Si aggiunga poi che il Comune è proprietario di Romagna Acque, che vende l&#8217;acqua ad Hera, o che Hera è proprietaria di parte di Agess, che scrive i piani energetici del Comune (che include ad esempio il teleriscaldamento di Hera). Si possono individuare molti altri problemi che certamente rendono più complicata la guida e la gestione dei servizi pubbilci.</p>
<p>Sul teleriscaldamento si gioca un&#8217;altra partita complicata e sottovalutata: le reti dell&#8217;acqua e del gas, per fortuna, sono pubbliche. Il teleriscaldamento invece è totalmente di proprietà del gestore, che è proprietario anche delle reti: in futuro se un&#8217;altra ditta vorrà fornire il servizio dovrà sfruttare le reti di Hera, che come concorrente ha la possibilità di impedirlo.</p>
<p><strong>Non è una ipotesi assurda, se pensiamo a quanto è avvenuto sulla telefonia, sia fissa sia mobile.</strong> Per quella fissa abbiamo liberalizzato il mercato vendendo le reti (il doppino è di telecom). In questo modo telecom ha sempre avuto il controllo, che porta le nostre bande larghe per internet tra le più care d&#8217;Europa.<br />
La proprietà privata delle reti di telefonia mobile, invece, hanno moltiplicato il numero di antenne per i cellulari: ogni gestore ha le sue. E questo difficilmente può essere considerato un bene.</p>
<p>Bisognerebbe fare quindi una riflessione approfondita sul ruolo delle società partecipate, sulla loro necessità e sulle modalità per recuperare trasparenza, governance e credibilità.</p>
<p>Sono molto curioso di sapere in quanti hanno letto fino alla fine questo lungo articolo, ed hanno una loro opinione in merito, penso che il tema sia uno dei più importanti per una amministrazione pubblica.</p>
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		<title>Intervista al Resto del Carlino sulla Raccolta Porta a Porta</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 23:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi sono stato intervistato per un articolo sul Resto del Carlino, che potete trovare anche online. Purtroppo rispetto alle mie dichiarazioni l&#8217;articolo contiene qualche imprecisione, e sfrutto l&#8217;occasione per fare qualche chiarimento. Prima di tutto il comitato promotore dei due referendum su rifiuti e mobilità non è formato solo dai Verdi, ma da un gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono stato intervistato per un articolo sul Resto del Carlino, <a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/forli/2008/07/29/108008-tutti_pazzi_porta_porta.shtml">che potete trovare anche online.</a><br />
Purtroppo rispetto alle mie dichiarazioni l&#8217;articolo contiene qualche imprecisione, e sfrutto l&#8217;occasione per fare qualche chiarimento.</p>
<p>Prima di tutto il comitato promotore dei due referendum su rifiuti e mobilità non è formato solo dai Verdi, ma da un gruppo eterogeneo di partiti (Verdi, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, PDCI, Italia dei Valori) associazioni (WWF, Il passatore) e singoli cittadini.<span id="more-2966"></span></p>
<p>Le assemblee di presentazione del progetto di Forlimpopoli erano partecipate e molte persone molto preoccupate, ma ma non ci sono mai state folle di<strong> persone inferocite</strong>. Comunque sia oggi il Sindaco di Forlimpopoli è accolto da applausi anche quando interviene telefonicamente su questi temi, segno che la coerenza paga.</p>
<p>Non ho detto che l&#8217;unico modo per incentivare la raccolta è la tariffa puntuale, ma precisamente che la tariffa puntuale può essere <strong>uno</strong> strumento per farlo, premiando economicamente chi sfrutta di meno inceneritori e discariche a tutto vantaggio della tutela della salute e del territorio.</p>
<p>L&#8217;articolo merita di essere letto, anche solo per le previsioni della tempistica sulle ipotesi di introduzione: fine mese per gli studi di fattibilità, 3 mesi dopo la decisione per l&#8217;avvio. Ricordo benissimo il testo dell&#8217;ordine del giorno votato dalla maggioranza in consiglio comunale, che recava come data ultima per l&#8217;avvio il mese di Giugno di quest&#8217;anno (data che era comunque tardiva rispetto a tutto il resto del piano provinciale, inceneritore compreso).<br />
Oggi siamo in Agosto ed ancora si prende tempo.</p>
<p>Speriamo che quel 92% dei partecipanti al sondaggio, favorevoli al porta a porta, se ne ricordino.</p>
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		<title>Firmate i referendum presso l&#8217;informapiù del Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 06:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presso lo sportello informapiù del Comune di Forlì sono stati depositati i due quesiti referendari sulla raccolta dei rifiuti porta a porta e le isole ambientali. Si può firmare presso lo Sportello Infomapiù del Comune di Forlì durante il seguente orario di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. martedì e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presso lo sportello informapiù del Comune di Forlì sono stati depositati <a href="http://www.alessandroronchi.net/2008/03/17/due-referendum-per-la-citta/">i due quesiti referendari sulla raccolta dei rifiuti porta a porta e le isole ambientali</a>.</p>
<p>Si può firmare presso lo Sportello Infomapiù del Comune di Forlì durante il seguente orario di apertura al pubblico: <strong>dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. martedì e giovedì pomeriggio dalle 16 alle 18</strong></p>
<p>L&#8217;informapiù si trova in Piazza XC Pacifici, 2 &#8211; Forlì:<br />
<small><a style="color:#0000FF;text-align:left" href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Piazza++Pacifici+2+Forl%C3%AC&amp;sll=44.220058,12.045546&amp;sspn=0.007258,0.013304&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;ll=44.222691,12.04078&amp;spn=0.002307,0.003219&amp;z=17&amp;iwloc=addr&amp;source=embed">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>I quesiti si potranno inoltre sottoscrivere anche i mercoledì sera, attraverso i banchetti che il comitato organizza in Piazza Saffi.</p>
<p>Diffondete questa notizia, sono necessarie 5000 firme di cittadini forlivesi votanti in 6 mesi!</p>
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		<title>Allontanati dalla Piazza mentre raccoglievamo le firme per i referendum</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 14:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito della Festa dei Popoli in Piazzetta della Misura è partita la raccolta di firme per i due referendum cittadini su rifiuti e traffico, che proseguirà nei prossimi giorni in orario d&#8217;ufficio anche presso l&#8217;Informapiù del Comune, dove sono stati depositati i moduli. Il segretario del PD Alessandro Castagnoli, passando per la piazza, ha criticato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito della Festa dei Popoli in Piazzetta della Misura è <strong>partita la raccolta di firme per i due referendum cittadini su rifiuti e traffico, che proseguirà nei prossimi giorni in orario d&#8217;ufficio anche presso l&#8217;Informapiù del Comune, dove sono stati depositati i moduli.</strong></p>
<p>Il segretario del PD Alessandro Castagnoli, passando per la piazza, ha criticato la nostra presenza con uno degli organizzatori, probabilmente colpevole di averci ospitato.<br />
Non molto tempo più tardi un paio di vigili urbani hanno raggiunto il banchetto di raccolta, identificato il responsabile del tavolo chiedendone i documenti, ed intimato lo sgombero.</p>
<p>Assieme a noi erano presenti sulla Piazza diverse associazioni, con tavoli ed attività proposte ai cittadini, tra le quali Amnesty International, Emergency, il WWF, i Federalisti europei, e molti di questi raccoglievano firme per varie petizioni.</p>
<p>Il nostro banchetto non aveva bandiere, simboli o immagini, solo una plancia con la descrizione dei quesiti per i quali chiedevamo le firme.<br />
Ritenendo legittima la nostra presenza, in un primo momento abbiamo espresso la volontà di rimanere. I vigili si sono allontanati momentaneamente, dopo di che sono tornati rinnovando la richiesta di sgombero, affermando che questa era stata richiesta da un assessore.</p>
<p>Contattata telefonicamente l&#8217;Assessore Zanetti, <strong>con delega alla partecipazione</strong>, ha sostenuto la richiesta giustificandola con problemi di sicurezza che sarebbero stati evidenziati in Giunta ed in Questura.<br />
Chi è passato dalla festa può testimoniare l&#8217;assoluta tranquillità dell&#8217;iniziativa e della raccolta di firme.</p>
<p><strong>Il problema, evidentemente, è politico.</strong><span id="more-2857"></span></p>
<p>Questo “eccesso” di democrazia e partecipazione all&#8217;interno di un evento pubblico deve aver scandalizzato, nonostante dalla base diversi personaggi del Partito Democratico abbiano visto di buon grado, firmato o sostenuto la nostra iniziativa, tra i quali anche il presidente della circoscrizione del centro-storico, che ha autenticato e raccolto le firme. </p>
<p>Prendiamo atto dell&#8217;insicurezza che regna ai vertici della nostra amministrazione cittadina, impaurita da una legittima e sacrosanta &#8211; quanto innocua per  la sicurezza &#8211;  richiesta di partecipazione dei loro cittadini.</p>
<p>Per fortuna questa volontà di soffocare qualsiasi iniziativa di cambiamento non è diffusa ed omogenea, ma la tristezza e l&#8217;importanza di quanto è accaduto pensiamo debbano far riflettere ed impegnare tutti ad una presa di posizione sul merito e sul metodo delle nostre proposte.</p>
<p>Per concludere, vogliamo far sapere a chi in questo momento cerca di ostacolare questa raccolta che<strong> quasi tutti i cittadini che possono firmare si fermano, si informano e sostengono i referendum</strong>: la città su questi temi è sensibile, è ora che questa sensibilità si diffonda anche a chi fino ad occhi cerca di chiudere gli occhi.</p>
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		<title>Parte la raccolta di firme sui referendum porta a porta ed isole ambientali</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 17:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo week-end partirà la raccolta di firme per presentare i referendum sul porta a porta e sulle isole ambientali. In piazzetta della Misura, in occaasione della Festa dei Popoli e del Centro per la Pace Annalena Tonelli , a partire da venerdì alle 18.30. Per gli orari ed il programma della manifestazione consultate il volantino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo week-end partirà la raccolta di firme per presentare i <a href="http://www.alessandroronchi.net/2008/03/27/presentati-i-quesiti-del-referendum-su-mobilita-e-rifiuti-per-forli/">referendum</a> sul porta a porta e sulle isole ambientali.</p>
<p>In piazzetta della Misura, in occaasione della Festa dei Popoli e del Centro per la Pace Annalena Tonelli , a partire da venerdì alle 18.30. Per gli orari ed il programma della manifestazione consultate il volantino dell&#8217;iniziativa:</p>
<p><a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/06/festaperlapace_784_8331.pdf'>Volantino festa dei Popoli</a></p>
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		<title>Capacci sia conseguente alle sue dichiarazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 08:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel Consiglio Comunale di ieri l&#8217;Assessore di Rifondazione Comunista Palmiro Capacci all&#8217;ambiente ha incolpato il presidente della Provincia Bulbi per la mancata realizzazione del progetto di raccolta differenziata nel Comune di Forlì. Bulbi non riesce a capacitarsi degli ottimi risultati di Forlimpopoli e si arrampica sugli specchi nell&#8217;affermare che sono dovuti alla migrazione nei comuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Consiglio Comunale di ieri l&#8217;Assessore di Rifondazione Comunista Palmiro Capacci all&#8217;ambiente ha incolpato il presidente della Provincia Bulbi per la mancata realizzazione del progetto di raccolta differenziata nel Comune di Forlì.<br />
Bulbi non riesce a capacitarsi degli ottimi risultati di Forlimpopoli e si arrampica sugli specchi nell&#8217;affermare che sono dovuti alla migrazione nei comuni limitrofi, cosa peraltro smentita da tutte le analisi. Invece di arrivare alla conclusione che è necessario fare la raccolta differenziata porta a porta in tutta la provincia, preferisce assecondare le non celate volontà del gestore Hera, che recentemente si è sbilanciata persino sulle 800&#8217;000 tonnellate di rifiuti speciali che produciamo in Provincia.<br />
Capacci però non può chiudere qui il suo ragionamento: se il problema è politico e deriva dal presidente che sostiene con il suo partito in Provincia, ne tragga le dovute conseguenze e faccia quello che deve per onestà intellettuale.<br />
L&#8217;assessore ha finora accettato di tutto puntando sul porta a porta: dall&#8217;uscita dei Verdi all&#8217;entrata di Bertaccini, dal rovesciamento del piano del traffico allo svuotamento del bilancio rispetto alle sue deleghe.<br />
Le sue accuse sono coraggiose ed importanti, ma nell&#8217;impossibilità di incidere anche nelle minime cose, sarà dura giustificare il perdurare del suo apporto a questa giunta.</p>
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		<title>Interrogazione: Chi/cosa ostacola il porta a porta?</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 09:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ho presentato questa interrogazione in Consiglio Comunale, per sapere cosa sta ostacolando l&#8217;attivazione della raccolta porta a porta nel Comune di Forlì: INTERROGAZIONE - Richiamata la propria deliberazione n. 89 del 4 giugno 2007 con la quale si auspicava l&#8217;introduzione del sistema di raccolta differenziata porta a porta; - Visti i risultati positivi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/05/raccolta_cassonetti_hera-300x247.jpg" alt="raccolta cassonetti hera 300x247 Interrogazione: Chi/cosa ostacola il porta a porta?" title="I cassonetti sono inefficaci ed antiestetici" width="300" height="247" class="alignnone size-medium wp-image-2812" />Oggi ho presentato questa interrogazione in Consiglio Comunale, per sapere cosa sta ostacolando l&#8217;attivazione della raccolta porta a porta nel Comune di Forlì:</p>
<p>INTERROGAZIONE</p>
<p>- Richiamata la propria deliberazione n. 89 del 4 giugno 2007 con la quale si auspicava l&#8217;introduzione del sistema di raccolta differenziata porta a porta;<span id="more-2808"></span><br />
- Visti i risultati positivi della sperimentazione del sistema di raccolta domiciliare &#8220;porta a porta&#8221; di Forlimpopoli, sia nei risultati sia nei conti economici del Comune;<br />
- Considerato che, rispetto alla sperimentazione di Forlimpopoli, si potrebbero ottenere risultati ancora migliori con l&#8217;applicazione della tariffa puntuale, che premierebbe con riduzioni della bolletta chi si impegna nella raccolta differenziata;<br />
- Visto l&#8217;ordine del giorno approvato dalla maggioranza del Consiglio Comunale che impegnava la Giunta nell&#8217;introduzione del porta a porta a partire da alcuni quartieri della città nel più breve tempo possibile e comunque entro l&#8217;estate del 2008<br />
- Visto che ad oggi non è stata convocata nessuna commissione consiliare, nessuna assemblea pubblica e nessun Consiglio Comunale per presentare il progetto alla città</p>
<p>INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA per conoscere<br />
- lo stato di avanzamento del progetto per l&#8217;introduzione della raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta anche a Forlì;<br />
- la data nella quale si prevede di avviare questo sistema;<br />
- le motivazioni che spingono l&#8217;amministrazione a ritardare la presentazione del progetto e l&#8217;introduzione in tutta la città di Forlì;<br />
- nel caso la contrarietà del gestore Hera sia l&#8217;ostacolo preponderante per l&#8217;attuazione di questa volontà espressa dai cittadini di Forlì e dai loro rappresentanti,<strong> cosa intende fare l&#8217;amministrazione per recuperare governance nei confronti dello strumento Hera o se non ritenga possibile la scelta di un soggetto terzo che garantisca l&#8217;attuazione delle scelte del Consiglio Comunale. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Oggi si vota per il porta a porta a Cesena</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 07:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Inceneritori]]></category>
		<category><![CDATA[Porta a Porta]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolta differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Se siete di Cesena, fatevi un giro in Consiglio Comunale: Movimento Impatto Zero (MIZ): Il 23 aprile si vota in Comune per il porta a porta a Cesena La petizione a favore dell&#8217;avvio della raccolta dei rifiuti porta a porta a Cesena, verrà messa ai voti in consiglio comunale il giorno mercoledì 23 aprile. Aggiornamento: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete di Cesena, fatevi un giro in Consiglio Comunale:<br />
<a href="http://mizcesena.blogspot.com/2008/04/il-23-aprile-si-vota-in-comune-per-il.html">Movimento Impatto Zero (MIZ): Il 23 aprile si vota in Comune per il porta a porta a Cesena</a></p>
<blockquote><p>
La petizione a favore dell&#8217;avvio della raccolta dei rifiuti porta a porta a Cesena, verrà messa ai voti in consiglio comunale il giorno mercoledì 23 aprile.</p></blockquote>
<p><strong>Aggiornamento:</strong> il porta a porta è stato bocciato, ed anche alcuni firmatari della proposta del PD hanno votato contro. Monica Donini, Rifondazione Comunista, pare sia uscita dall&#8217;aula.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Faenza: Porta a porta dei rifiuti, si può fare? No, si DEVE!</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 09:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Poli]]></category>
		<category><![CDATA[ecoistituto]]></category>
		<category><![CDATA[faenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Porta a Porta]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolta differenziata]]></category>
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		<description><![CDATA[Martedì 22 Aprile alle ore 20,30 alla Sala Bigari del Comune di Faenza, in Piazza del Popolo, si terrà questa iniziativa organizzata dall&#8217;Ecoistituto di Faenza: Raccolta differenziata porta a porta, si può fare? &#8230; no, si deve! Relatori: Lorena Franz, osservatorio regionale dei rifiuti &#8211; ARPA Veneto, Carla Poli, centro riciclo Vedelago Treviso Natale Belosi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 22 Aprile alle ore 20,30 alla Sala Bigari del Comune di Faenza, in Piazza del Popolo, si terrà questa iniziativa organizzata dall&#8217;Ecoistituto di Faenza:<br />
<strong>Raccolta differenziata porta a porta, si può fare? &#8230; no, si deve!</strong><br />
Relatori:<br />
<strong>Lorena Franz</strong>, osservatorio regionale dei rifiuti &#8211; ARPA Veneto,<br />
<strong>Carla Poli</strong>, centro riciclo Vedelago Treviso<br />
<strong>Natale Belosi</strong>, Resp. Comitato Scientifico dell&#8217;Eco Istituto d Faenza.<br />
<a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/04/22-aprile.pdf'>Volantino dell\&#8217;iniziativa: Porta a porta dei rifiuti, si può fare? No, si deve!</a></p>
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		<title>Dove sono andati i voti della Sinistra Arcobaleno</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 23:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi a Porta a Porta è stata pubblicata una analisi dei flussi di voto, che ancora non è stata pubblicata su web. Solo 1/4 degli elettori di Verdi, PDCI e PRC hanno votato Sinistra Arcobaleno. Dei voti persi, 1/2 è andato al Partito Democratico, principalmente sulla spinta del voto utile, un 18% si è astenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Porta a Porta è stata pubblicata una analisi dei flussi di voto, che ancora non è stata pubblicata su web.</p>
<p>Solo 1/4 degli elettori di Verdi, PDCI e PRC hanno votato Sinistra Arcobaleno.<br />
Dei voti persi, 1/2 è andato al Partito Democratico, principalmente sulla spinta del voto utile, un 18% si è astenuto ed un 2% alla Lega Nord., al resto scampoli.</p>
<p>Guardando invece il Partito Democratico si scopre che ha preso un 13-14% dei suoi voti totali dalla Sinistra Arcobaleno, 1% da Berlusconi, il resto fa parte del vecchio Ulivo composto da Margherita e DS.<br />
In questo contesto però c&#8217;è stata una perdita di voti verso l&#8217;UDC.</p>
<p>Questo è il risultato di Veltroni. Glielo abbiamo fatto fare.</p>
]]></content:encoded>
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