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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; preferenze</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Preferenze sempre, ma sempre dopo le dirigenze</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 09:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spiace vedere che i grillini bolognesi abbiano cambiato idea sull&#8217;importanza del voto di preferenza dato dagli elettori. Dopo aver a lungo (e giustamente) criticato il sistema elettorale del Parlamento che fa nominare gli eletti dalla dirigenza dei partiti, hanno fatto scattare con un tecnicismo il primo eletto a Modena, per far eleggere un secondo bolognese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spiace vedere che i grillini bolognesi abbiano <strong>cambiato idea</strong> sull&#8217;importanza del voto di preferenza dato dagli elettori. Dopo aver a lungo (e giustamente) criticato il sistema elettorale del Parlamento che fa nominare gli eletti dalla dirigenza dei partiti, hanno fatto scattare con un tecnicismo il primo eletto a Modena, per far eleggere un secondo bolognese in consiglio regionale sul numero di voti personali.</p>
<p>Chiedere agli altri il rispetto di un principio è più facile che farlo proprio.</p>
<p>Quindi si è ignorata la decisione degli elettori, che hanno preferito l&#8217;attivista modenese, ma un gruppo di 40 &#8220;grandi elettori&#8221;, con uno <a target="_blank" href="http://www.telesanterno.com/i-%E2%80%9Cgrillini%E2%80%9D-hanno-scelto-sul-web-il-secondo-consigliere-sara-andrea-de-franceschi-ad-affiancare-favia-in-regione-critiche-dall%E2%80%99idv-per-l%E2%80%99esclusione-di-sandra-poppi-0410.html">degli strattagemmi della peggiore politica.</a></p>
<p>Favia, nel giustificarsi, ha rincarato la dose dicendo che nel suo movimento non si litiga sui posti, e quando avviene <strong>&#8220;provvediamo senza esitazione ad allontanare chi è fuori dai binari&#8221;.</strong> Veramente uno strano concetto di democrazia, visto che i posti sono parte integrante delle scelte politiche e che le discussioni, legittime, vanno tutelate e non soppresse.</p>
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		<title>Elezioni Forlì: Ogni voto ha un significato</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 14:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo articolo su Comune Aperto ho scritto che i politici non sono tutti uguali. Non per fare contro-demagogia, ma per cercare di restituire un significato importante al voto. Sembra quasi, infatti, che il suo valore si sia perso, tanto da giustificare la scelta di rifiutare le schede come scusa per non assumersi una responsabilità. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo articolo su Comune Aperto ho scritto che <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/comune-aperto-an-se-tot-precis-non-siamo-tutti-uguali/">i politici non sono tutti uguali</a>.</strong> Non per fare contro-demagogia, ma per cercare di restituire un <strong>significato</strong> importante al voto.</p>
<p>Sembra quasi, infatti, che il suo valore si sia perso, tanto da giustificare la scelta di rifiutare le schede come scusa per non assumersi una responsabilità.</p>
<p>Le cose stanno così: finché abbiamo la possibilità di scegliere, <strong>dobbiamo scegliere cosa riteniamo più utile</strong> e più giusto per il nostro futuro e cercare di difendere questo diritto che non è affatto scontato.</p>
<p>Purtroppo le cose non sono sempre così semplici come vorremmo, la politica è un argomento difficile se preso con serietà, con ragione e non per &#8220;fede&#8221;.</p>
<p>Ogni scelta è legittima, ma bisogna sapere cosa comporta.<span id="more-3817"></span></p>
<p>A Forlì abbiamo 2 candidati sindaci che hanno la reale possibilità di essere eletti. <strong>Alessandro Rondoni</strong>, sostenuto da PDL, UDC e Lega Nord, e <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Roberto Balzani</a></strong>, sostenuto da 7 liste tra le quali i Verdi.</p>
<p>Le altre liste sostengono candidati sindaci che non hanno la reale possibilità di essere eletti, e se non raggiungeranno il 3% non eleggeranno nemmeno un consigliere. <strong>I voti dati alle liste che non raggiungeranno questo limite saranno dispersi, avranno lo stesso valore delle schede bianche e di quelle nulle.</strong></p>
<p>Bisogna saperlo, per dare un significato al proprio voto. Anche alle ultime elezioni c&#8217;è chi ha preferito <a href="http://www.alessandroronchi.net/2008/rifiutare-la-scheda-occhio-alle-bufale-elettorali/">rifiutare la scheda</a> pensando che facesse notizia o che servisse a qualcosa. </p>
<p>Roberto Balzani ha dimostrato con i fatti di rappresentare un rinnovamento del modo di concepire la politica nella nostra città. Non ha avuto problemi ad ammettere gli errori compiuti in passato dal suo partito ed a elogiare quanto di buono è stato fatto.</p>
<p><strong> Questo rinnovamento però non è indipendente dai voti, ed i voti dati alle 7 liste che lo sostengono non hanno tutti lo stesso significato.</strong><br />
Sono i cittadini a scegliere, con il voto alle singole liste e le preferenze ai candidati, la composizione del Consiglio. </p>
<p>Per questo è necessario riflettere sulla preferenza e sulla lista da votare, partendo dalla conoscenza del sistema elettorale e del quorum minimo. Se <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Balzani</a> andrà al ballottaggio perderà forza la linea del rinnovamento, se i Verdi non otterranno un buon risultato verrà a mancare l&#8217;energia di questo cambiamento, quella che inascoltata 5 anni fa proponeva alcune delle cose che oggi sono nel programma della coalizione (come il porta a porta, ad esempio).</p>
<p>Ogni voto ha un significato e delle conseguenze sul nostro futuro e quello della nostra città.<br />
Cerchiamo di difenderlo.</p>
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		<title>Referendum: se vincono i sì nessuna nuova legge</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 08:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi dice che una vittoria del referendum sulla legge elettorale porterà ad una nuova legge, con la cancellazione del Porcellum, dice una falsità. Anche Di Pietro ha cambiato idea, probabilmente ha finalmente capito che una vittoria dei sì peggiorerebbe la legge, lasciando inalterate tutte le storture (niente preferenze, premio di maggioranza per regione al Senato) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi dice che una vittoria del <strong>referendum sulla legge elettorale</strong> porterà ad una nuova legge, con la cancellazione del Porcellum, dice una <strong>falsità</strong>. Anche Di Pietro ha cambiato idea, probabilmente ha finalmente capito che <strong>una vittoria dei sì peggiorerebbe la legge</strong>, lasciando inalterate tutte le storture (niente <strong>preferenze</strong>, <strong>premio di maggioranza</strong> per regione al Senato) ed <strong>aggiungendo la possibilità di governare con una </strong><strong>minoranza</strong> dei voti.</p>
<blockquote><p>Un sì al referendum senza una corretta revisione della legge elettorale consegnerebbe le chiavi del sistema Paese ad un partito unico di matrice fascista. (DI Pietro)</p></blockquote>
<p>Peccato che Di Pietro sia uno dei firmatari del referendum in questione, ed un <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/04/21/il-promotore-guzzetta-il-referendum-non-divide-destra-e-sinistra-ma-innovatori-e-conservatori/">promotore fino al 21 Aprile scorso</a> !!!</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.businessonline.it/news/4406/raggiunte-firme-referendum-legge-elettorale.html">Dichiarava</a>, al raggiungimento del numero necessario di firme:</p>
<blockquote><p> &#8220;Mentre le cicale della politica parlata continuano a cincischiare sul da farsi noi dell&#8217;Italia dei valori, formiche operaie del referendum, contribuendo fattivamente alla raccolta delle firme, abbiamo lanciato il cuore oltre il nostro partito accettando anche di morire politicamente pur di far rivivere la governabilità del Paese e la supremazia delle istituzioni&#8221;
</p></blockquote>
<p>Quando si dice la coerenza!</p>
<p><span id="more-3792"></span></p>
<p>Tornando alla possibilità di una nuova legge, per evitare dubbi ad esplicita domanda sia Capezzone (portavoce PDL) sia Chiti (Vice Presidente del Senato)<a rel="nofollow" href="http://http://www.asca.it/news-REFERENDUM__CHITI__CON_VITTORIA_SI__IMPOSSIBILE_NUOVA_LEGGE_ELETTORALE-828427-ORA-.html" class="broken_link"> hanno seccamente smentito la possibilità di una nuova legge dopo la vittoria del referendum.</a></p>
<p>Ora, quindi, le carte in tavola sono scoperte.<br />
Sappiamo cosa <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/cosa-dice-referendum-legge-elettorale/">chiedono i quesiti del referendum</a>, <a href="http://http://www.alessandroronchi.net/2009/italia-compie-passo-verso-bipartitismo-piano-p2/" class="broken_link" rel="nofollow">sappiamo cosa vogliono i promotori</a>, sappiamo cosa succederà se vinceranno i sì.</p>
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		<title>Berlusconi e Franceschini d&#8217;accordo sul referendum</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2009/berlusconi-franceschini-accordo-referendum/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 11:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre sulle televisioni si finge una contrapposizione, sulle questioni per loro veramente interessanti i due leader del PD e del PDL sembrano andare molto d&#8217;accordo. Come nell&#8217;innalzamento del quorum per le elezioni europee, ad esempio, dove gli screzi sono stati accantonati in nome del (loro) interesse comune. Con le dichiarazioni di Berlusconi a favore del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre sulle televisioni si finge una contrapposizione, sulle questioni per loro veramente interessanti i due leader del PD e del PDL sembrano andare molto d&#8217;accordo. Come nell&#8217;innalzamento del quorum per le elezioni europee, ad esempio, dove gli screzi sono stati accantonati in nome del (loro) interesse comune.</p>
<p>Con le dichiarazioni di Berlusconi a favore del referendum e del premio per legge al suo partito, anche sulla riforma delle regole elettorali si sono trovati d&#8217;accordo.</p>
<p>Tra l&#8217;altro mentre il PDL ammette di essere favorevole perché ne trae un vantaggio, <strong>Franceschini mente quando dice che il referendum chiede l&#8217;abrogazione del Porcellum, l&#8217;attuale legge</strong>. Il referendum del 21 di Giugno peggiora l&#8217;attuale sistema, non reintroduce le preferenze, cambia solo il premio di maggioranza <strong>a vantaggio dei due maggiori partiti. Punto.</strong> Basta leggere i quesiti (le domande alle quali si risponde, con il voto, sì o no) pubblicati dagli stessi promotori, per capire l&#8217;inganno.</p>
<p>Forse ritengono gli italiani poco intelligenti, e pensano di poterli portare al voto facendo finta che i contenuti siano diversi. </p>
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		<title>Istruzioni di Voto per i comuni medio piccoli fino a 15&#8217;000 abitanti</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 19:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver spiegato come funziona il sistema elettorale per i comuni di grandi dimensioni, ora passo al sistema per i comuni con meno di 15&#8217;000 abitanti, che è completamente diverso. Invece del proporzionale si vota con sistema maggioritario. Ogni sindaco ha una sola lista di supporto, solitamente corrispondente alla coalizione ed all&#8217;insieme dei partiti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver spiegato come funziona il sistema elettorale per i comuni di grandi dimensioni, ora passo al sistema per i comuni con meno di 15&#8217;000 abitanti, che è completamente diverso.</p>
<p>Invece del proporzionale si vota con sistema maggioritario. Ogni sindaco ha una sola lista di supporto, solitamente corrispondente alla coalizione ed all&#8217;insieme dei partiti e realtà cittadine che lo sostengono.</p>
<p>Si vota quindi selezionando la lista ed il sindaco, ed indicando eventualmente la preferenza per il candidato in Consiglio Comunale. Come al solito consiglio sempre di utilizzare la possibilità di esprimere le preferenze, per poter scegliere con più attenzione chi verrà eletto in Consiglio. Trattandosi di un sistema maggioritario, le preferenze a candidati diversi, spesso indicano anche idee differenti di città, perché provenienti da partiti o da associazioni diverse che stanno nella coalizione. </p>
<p>Non è possibile, a differenza dei comuni grandi, il voto disgiunto: la preferenza si può dare solo ad un candidato della lista scelta.</p>
<p>Per maggiori dettagli dovete leggere l&#8217;articolo 71 del testo unico degli enti locali. Come al solito, disponibile per qualsiasi domanda o chiarimento. Prossime puntate: elezioni provinciali ed europee.</p>
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		<title>Fuori le preferenze anche dalle elezioni europee</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 08:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La legge elettorale per le Europee al vaglio della Camera dei Deputati prevede lo sbarramento al 5% e l&#8217;abolizione delle preferenze. Uno schifo, vediamo perché. Nelle elezioni europee esistono partiti molto radicati in piccoli territori, che superano quindi nella loro zona il 5% di sbarramento, ed altri che raccolgono un consenso diffuso in maniera trasversale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La legge elettorale per le Europee al vaglio della Camera dei Deputati prevede <strong>lo sbarramento al 5% e l&#8217;abolizione delle preferenze</strong>.<strong> Uno schifo, vediamo perché.</strong></p>
<p>Nelle elezioni europee esistono partiti molto radicati in piccoli territori, che superano quindi nella loro zona il 5% di sbarramento, ed altri che raccolgono un consenso diffuso in maniera trasversale ai vari stati, non superando ovunque il 5%.</p>
<p>Uno sbarramento elevato è antidemocratico perché impedisce a chi ha lo stesso numero di voti di essere presente in Parlamento alla pari di chi supera il 5% in una zona ristretta. il 5% degli italiani significa 3 milioni di persone, che equivale allo 0,5% di tutta l&#8217;Unione Europea.<br />
Le liste che ottengono l&#8217;1% in tutti gli Stati avrebbero il doppio dei voti di chi supera il 5% in Italia, ma non eleggerebbero nessuno.</p>
<p>Le elezioni europee dovrebbero prevedere un <strong>sistema elettorale omogeneo in tutta l&#8217;Unione, </strong>proporzionale al numero dei voti raccolti. <strong>E gli sbarramenti dovrebbero essere nel totale dell&#8217;UE, magari dello 0,5%, non nei singoli collegi </strong>(un po&#8217; come accade con il sistema porcellum delle politiche italiane, dove gli sbarramenti in Senato sono per Regione e non nel totale dei voti in Italia).<span id="more-3336"></span></p>
<p>Questa proposta di legge serve principalmente ai partiti di questa maggioranza ed a quelli di finta opposizione, che comunque ne traggono un beneficio importante dato dall&#8217;esclusione di tutti i concorrenti. Se Berlusconi rade al suolo ogni alternativa al PDL ed alla Lega Nord, il PD non farà battaglie campali perché &#8211; di fatto &#8211; ci guadagna (non a caso <a rel="nofollow" href="http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgxMDI3MTYyMTU2LnhtbCI7fQ==">Marini</a> cita solo la questione delle preferenze, in un suo comunicato stampa).<br />
Del resto tutto il dibattito è partito da una <a href="http://www.polisblog.it/post/791/europee-la-proposta-di-franceschini-alziammo-la-soglia-di-sbarramento">proposta di Dario Franceschini, che ha invocato a gran voce l&#8217;innalzamento dello sbarramento anche alle europee</a> (in modo da guadagnare con il suo partito i voti che non verrebbero dati al PD).</p>
<p>Sull&#8217;eliminazione delle preferenze non ho molto da aggiungere: non hanno una motivazione diversa dall&#8217;aumento della centralizzazione del potere a scapito dell&#8217;espressione democratica dei cittadini.</p>
<p>Forse su questo aspetto si potrà fare un passo indietro, accontentando magari l&#8217;UDC, <strong>in cambio di un sistema antidemocratico equivalente</strong> che preveda l&#8217;uso mirato dei collegi per lasciare comunque a chi decide le candidature di collegio (sempre i segretari) la possibilità o meno di essere eletto.</p>
<p>La legge elettorale è alla base della democrazia, e più diventa difficile da capire meno rispecchia la volontà degli elettori. Il continuo cambiamento delle regole a maggioranza da parte di chi viene eletto è una degenerazione che porta al collasso, perché chi viene eletto da un sistema iniquo cercherà di renderlo ancora più ingiusto e favorevole ai suoi stessi interessi.</p>
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		<title>Fuori le preferenze anche dall&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fuori le preferenze anche dalle Elezioni Europee http://tinyurl.com/65y5wc]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fuori le preferenze anche dalle Elezioni Europee http://tinyurl.com/65y5wc</p>
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		<title>Vita, blog e politica. Bilancio di una esperienza</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jan 2007 11:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia esperienza con i blog inizia nel 2003. Allora ero un rappresentante nel Consiglio Studentesco dell&#8217;Università degli Studi di Bologna, iscritto a Scienze dell&#8217;Informazione, un corso di laurea di informatica.<br />
Una delle prime cose che feci, appena eletto rappresentante degli studenti del mio corso, nel 2000, fu quello di ottenere, vincendo molte resistenze, l&#8217;apertura di un forum su internet per le discussioni sui problemi del corso di laurea, a partire da quelli più banali, come la cronica mancanza di carta nelle stampanti.<span id="more-3380"></span><br />
Era una idea poco innovativa e molto semplice, alla quale però quasi nessuno aveva mai pensato. Chi aveva avuto questa idea prima di me non era riuscito a portarla avanti, per le troppe resistenze di un ambiente poco propenso ad accettare critiche.<br />
Questo strumento, che vive ancora oggi, mi permise di ottenere una certa visibilità nella politica studentesca, per il semplice fatto di essere riuscito a dare voce ai problemi che prima venivano solo sussurrati attraverso il passaparola. La partecipazione politica degli studenti era praticamente nulla, e questo strumento permetteva ai meno svogliati di seguire cosa accadeva, proporre soluzioni ed impegnarsi in prima persona spendendo veramente poco tempo, con la possibilità di evitare grazie al filtro dello strumento eventuali ripercussioni sulla carriera universitaria, paura infondata ma diffusa.<br />
Nel Giugno del 2003 installai il mio primo blog. Lo utilizzavo, più che altro, per parlare di software libero e del rapporto tra nuovi strumenti di comunicazione informatica e partecipazione politica.<br />
Nel 2004 ne aprii un secondo, dedicato esclusivamente alla mia candidatura politica all&#8217;interno del partito dei Verdi. L&#8217;esperienza politica universitaria era terminata e, forte di questo lavoro, volevo cercare di proseguire il mio esperimento di partecipazione informatica anche nella politica locale.</p>
<p>L&#8217;esperimento: il lancio della candidatura via blog<br />
Ricordo che fu la prima tornata elettorale, in Italia, che vide un primo timido utilizzo dei blog: i candidati che ne avevano uno erano veramente pochi. Oltre a me ed a Beppe Caravita, che non venne eletto, non ricordo nessun altro nome. Posso dire quindi di essere stato il secondo candidato blogger in Italia, ed il primo ad essere eletto, seppure in un contesto locale.<br />
Questo, per chi lo volesse leggere, l&#8217;annuncio della mia candidatura:</p>
<p>http://www.alessandroronchi.net/2004/04/21/esperimento-ronchi/∞</p>
<p>L&#8217;esperienza di quell&#8217;anno, e quelle successive, dimostrarono che non bastava un blog per essere eletti. Il grande sforzo in termini di tempo non veniva ripagato in consensi elettorali, conveniva ancora investire su volantini, manifesti ed annunci sui quotidiani. La mia elezione è stata influenzata poco dal blog in termini assoluti, ma senza il blog non sarei stato eletto. Se avessi ottenuto due sole preferenze in meno nelle elezioni del 2004, infatti, non sarei diventato un Consigliere Comunale.<br />
In campagna elettorale proposi la stesura di un programma su wiki che permettesse a tutti di partecipare, chiaramente all&#8217;interno del programma della coalizione ed il partito per il quale mi presentavo.<br />
Non partecipò quasi nessuno, anche per la mancanza di una conoscenza diffusa di questi strumenti oggi molto più famosi grazie a Wikipedia, ma una bozza di programma venne scritto e pubblicato e su quelle linee guida mi muovo ancora, chiaramente con l&#8217;enorme gap di esperienza tra quel momento ed oggi, a quasi tre anni di attività politica locale.<br />
Da qui viene la prima considerazione importante: un blog, così come qualsiasi sito internet, ha bisogno di tempo per ottenere consenso ed un insieme di affezionati lettori / partecipanti. I blog aperti un mese prima delle elezioni, quindi, sono totalmente inutili, così come quelli chiusi il giorno dopo, perché rappresentano un tradimento delle aspettative di comunicazione tanto sottolineate in campagna elettorale.<br />
Questa regola non è ancora chiara a molti dei quali hanno utilizzato i blog per scopi elettorali fino alle ultime elezioni politiche, dove quasi ogni candidato ne aveva uno. Molti di questi oggi hanno blog lasciati in disuso, che probabilmente riapriranno un giorno prima delle prossime elezioni. Fatto in questo modo questo lavoro è totalmente inutile. La visibilità che si ottiene con questi strumenti è nulla, e le visite dipendono solamente dalle persone che già conoscono il candidato e vogliono approfondirne le proposte prima delle elezioni. Per queste cose basta un unico file con i dettagli che non si riescono ad inserire nei manifesti elettorali.<br />
Dalla mia elezione il numero dei blog gestiti da me è variato molto: ne avevo già due, uno politico ed uno personale, e ne aprii altri due, uno tecnico informatico e l&#8217;altro per consigli pratici sulla riduzione del nostro impatto ambientale.</p>
<p>Le statistiche<br />
Nel settembre del 2006 ho deciso che il tempo necessario per l&#8217;aggiornamento e la difficoltà di separare discussioni personali, tecniche e politiche fossero troppo elevate, ed ho fuso i miei 4 blog nel contenitore attuale, www.alessandroronchi.net, importando tutti i vecchi articoli.<br />
E&#8217; difficile, quindi, fare valutazioni sul successo in termini di visite del mio blog politico: ad oggi ricevo circa 400-500 visite giornaliere, in leggero aumento nel tempo, calate drasticamente per ragioni tecniche al momento del cambiamento di indirizzo. Nel Novembre del 2006 ho ricevuto 12&#8217;000 visite.<br />
In termini assoluti, quindi, il numero di persone che riesco a raggiungere con il mio blog è inferiore a quello della stampa locale: ogni giorno vengono letti circa 10&#8217;000-15&#8217;000 quotidiani nella mia città, tra bar, rassegne stampa ed edicole.<br />
Bisogna inoltre considerare che le visite di un sito italiano hanno una provenienza sparsa per tutta la penisola, che un centinaio di persone ricevono tutti i miei aggiornamenti via email tramite newsletter e feed RSS, e qualcuna di più i miei messaggi nelle varie mailing list alle quali sono iscritto. Un&#8217;altra differenza importante tra visite su web e lettori della carta stampata è che i primi solitamente leggono quello che cercano e quindi sono più interessati, mentre i secondi leggono in maniera spesso poco approfondita le notizie del giorno, principalmente di cronaca.<br />
Questi dati sono importanti: in valore assoluto l&#8217;uso di internet per ottenere informazioni politiche è ancora molto scarso, anche se in continuo aumento. Questo dipende, secondo alcuni autorevoli esperti, dall&#8217;uso che fa di internet il cittadino italiano: solo in piccola parte sostituisce la televisione per la ricerca di informazioni. L&#8217;aumento del numero di connessioni 24 ore su 24 dipende più dalla volontà di scaricare musica e film e di giocare in rete, piuttosto che dalla necessità di avere un canale di comunicazione multidirezionale, di una biblioteca e di una edicola sempre aggiornata e sempre aperta.<br />
Alcuni blog hanno ottenuto certamente un successo notevole, come ha dimostrato Beppe Grillo, ma quando questo porta ad un cambiamento dello stile e dei contenuti di chi pubblica a mio parere perde molto del valore comunicativo: allargando il target spesso diminuisce la qualità e la precisione nel trattare gli argomenti.<br />
E&#8217; dimostrato che la maggior affluenza di visitatori è ottenuta dai siti che vengono aggiornati 2-3 volte al giorno. Le persone, però, non riescono ad occuparsi di un problema ogni 2 ore, e quindi preferiscono leggere siti con notizie leggere e divertenti, il contrario esatto della comunicazione politica. La cosa importante, quindi, è quella di non cadere nell&#8217;errore di trasformare la comunicazione politica da cosa seria ad argomento leggero e divertente, da prendere con superficialità.</p>
<p>La scelta del target<br />
C&#8217;è chi pensa che la comunicazione politica debba adeguarsi alla comunicazione veloce e decide di scrivere 3-4 righe al massimo per ogni argomento, cercando di attirare gente tramite grossi titoli, finti scandali, considerazioni superficiali e perché no, qualche gossip.<br />
Io ho scelto la strada opposta, ho sempre pensato che fosse meglio attirare l&#8217;attenzione di un paio di categorie di persone: quelle che sono interessate nello specifico ad un singolo problema, e cercano quindi informazioni dettagliate sui motori di ricerca e nell&#8217;archivio storico, e quelle che la pensano in maniera simile a me e credono giusto quello che faccio, fino a darmi un sostegno concreto nelle mie attività politiche.<br />
Il mio blog, quindi, non è la sostituzione dei comunicati stampa, dei manifesti elettorali e delle interviste in televisione, ma uno strumento attraverso il quale ottengo l&#8217;attenzione di poche persone, le stesse che potrebbero darmi un voto di preferenza alle elezioni perché sanno cosa ho fatto negli anni precedenti, il mio impegno, e non votano sulla base di un bel sorriso in una pubblicità 2 metri per 3.<br />
Le persone poco interessate alla politica non cercheranno informazioni, a meno che queste non coinvolgano direttamente il loro giardino ed i loro interessi.<br />
Quelle più interessate, invece, hanno solitamente pochi strumenti per informarsi, e quei pochi sono scomodi e disincentivanti.<br />
Fatte queste considerazioni, il bilancio dell&#8217;uso del blog come strumento di partecipazione è estremamente positivo. Ho incontrato diverse persone interessanti, ne ho fatte mettere in comunicazione altre, ho aperto discussioni anche molto vivaci su temi scottanti, dove quasi sempre ha prevalso il buon senso e la civiltà.</p>
<p>L&#8217;archivio storico<br />
Una cosa che ritengo fondamentale è l&#8217;archivio storico delle mie attività e dei documenti politici più importanti. Grazie al motore di ricerca chiunque può cercare informazioni di qualche anno fa sui temi che un giorno, per diversi motivi, possono tornare di interesse.<br />
Faccio un esempio per spiegarmi meglio. Sull&#8217;inceneritore di Forlì il dibattito politico è nato molto tempo fa. Si parla della costruzione del nuovo impianto da almeno dieci anni, se non di più. Dal 2004 il dibattito ha ottenuto una accelerazione, subito dopo le elezioni. Ancora oggi molti cittadini non conoscono i dettagli di questo progetto e delle scelte politiche/economiche ne ne stanno alla base. Alcuni, in ritardo, si stanno interessando ora al tema, e mi chiedono quali sono le alternative o altri dettagli. Queste persone hanno la possibilità, oggi, di ripercorrere le discussioni già fatte, facendomi risparmiare tempo e rendendo più efficaci le ricerche storiche per argomento. Possono sapere, oggi, cosa ho detto e fatto due anni fa, chi si è mosso per primo, e scoprire ad esempio il cambiamento di posizione di alcuni partiti prima e dopo l&#8217;intervento pubblico preoccupato dei medici della mia città.<br />
Questo strumento offre la possibilità di avere un quadro chiaro, sebbene filtrato dalla mia visione dei fatti, e di capire l&#8217;evoluzione delle posizioni, comprese le mie.<br />
I politici raramente ammettono di aver cambiato idea: questo è a mio parere un segno di debolezza che impedisce una evoluzione del dibattito, alla luce di nuove informazioni. La possibilità di avere un archivio storico pubblico diminuisce la possibilità di mascherare i cambiamenti di opinione, li mette quasi in evidenza, e diminuisce la loro importanza negativa, chiaramente quando avvengono alla luce del sole e con il consenso della propria base elettorale.<br />
Le posizioni dei cittadini cambiano, la rigidità dei rappresentanti dovrebbe smussarsi, mantenendo però ben salda la coerenza, la trasparenza ed il mandato elettorale che hanno ottenuto.</p>
<p>La partecipazione dei cittadini<br />
Questo mi porta ad un&#8217;altra considerazione importante: la partecipazione dei cittadini.<br />
Spesso si sente il lamento di chi pensa di non avere gli strumenti per incidere sui cambiamenti della nostra società. Le stesse persone, con questa idea presa a scusante, mancano completamente all&#8217;appello quando la partecipazione diventa una opportunità. La partecipazione politica richiede essenzialmente quattro cose, in ordine di importanza: voglia, tempo, informazione e strumenti. Chi pensa che siano solo gli strumenti a dare vita a movimenti di partecipazione alla vita pubblica vede solo una piccola porzione del problema. Certamente sono necessarie delle libertà fondamentali, alla base di ogni democrazia: la possibilità effettiva dei cittadini di dare il proprio contributo attivo alle decisioni. Questo, di fatto, in Italia esiste già: i Partiti sono uno strumento aperto, ai quali ci si può iscrivere ed iniziare una propria battaglia. Qualsiasi posizione, se minoritaria, è difficile da promuovere. Sarebbe però sbagliato pensare come positivi strumenti di partecipazione che impongano soluzioni non condivise dalla cittadinanza.<br />
Il problema principale, oggi in Italia, è che i cittadini pensano ai partiti ed alle liste civiche come strumenti estranei alla loro natura, immobili ed immodificabili. Questo pensiero è alla base del problema: se tutti pensassero che è possibile fare qualcosa, a partire dall&#8217;impegno personale, oggi avremmo una situazione politica migliore, una rappresentatività maggiore ed un minore distacco tra istituzioni e vita privata.<br />
Serve, prima di tutto, la voglia di fare. Senza quella, non si sposta nemmeno un granello di sabbia. Poi serve il tempo, che viene diviso secondo le nostre priorità. Tornando al discorso di prima, se ognuno di noi facesse la sua parte attivamente, ne servirebbe una quantità inferiore distribuita più equamente.<br />
E veniamo all&#8217;informazione: senza conoscere e studiare i problemi, non si possono proporre soluzioni decenti. Abbiamo bisogno di qualsiasi tipo di informazione: la divulgazione, che serve per conoscere l&#8217;esistenza di un problema, e l&#8217;approfondimento, che serve per capirlo nel dettaglio.<br />
I blog possono servire l&#8217;una e l&#8217;altra necessità: nella prima difficilmente riescono a scavalcare gli strumenti classici, come televisione e carta stampata, e quando ci riescono lo fanno per la fiducia del lettore nell&#8217;autore.<br />
Ma la seconda necessità di informazione, l&#8217;approfondimento, è la chiave di volta che a mio parere dovrebbe spingere i politici ed i cittadini a dialogare attraverso i blog.<br />
La partecipazione politica viene dopo l&#8217;approfondimento, secondo strumenti vecchi e nuovi: volantinaggio, Agenda 21, discussioni su forum, mailing list e commenti sui blog.<br />
Inoltre permette una diminuzione del distacco tra cittadini e rappresentanti, perché crea un canale di comunicazione diretto.</p>
<p>Approfondimento –> coscienza –> partecipazione<br />
Senza lo sforzo di comprendere i problemi, qualsiasi giudizio diventa pre-giudizio senza effetti positivi nel dibattito politico. Con i pregiudizi si riescono solo a far scontrare la forza dei voti e quella degli interessi economici, non necessariamente gli uni contro gli altri. Quando invece l&#8217;approfondimento permette un giudizio assennato, le posizioni si scontrano sulla base di proposte ragionate, concrete, si possono superare più facilmente i pesi dei grandi attori economici, si può pensare al futuro al di là della prossima scadenza elettorale.<br />
Un blog, da solo, è solamente uno strumento che permette un aggiornamento facile ed immediato. Chi scrive perde tempo solo nello scrivere, non nel mantenere archivi, gestire commenti, spostare pagine.<br />
Ma se il blog viene mantenuto da un lato con dati sempre aggiornati e dall&#8217;altro con riferimenti per approfondimenti e riflessioni che richiedono anche un maggiore sforzo temporale, allora diventa uno strumento di partecipazione che rimane nel tempo.<br />
Questo è il grande vantaggio di internet: i limiti naturali al dibattito vengono superati, richiedendo come uniche necessità tempo e voglia per offrire informazione e partecipazione.<br />
Pensiamo ai dibattiti pubblici. Per partecipare occorre:<br />
non avere impegni: tutte le persone devono trovare il tempo per sincronizzare le altre attività ed avere la stessa disponibilità<br />
spostarsi: richiede tempo, denaro, la vicinanza con il luogo d&#8217;incontro, inquinamento<br />
essere interessato all&#8217;argomento nello stesso istante in cui si dibatte: chi si interessa il giorno dopo, magari per passaparola, è tagliato fuori dalla discussione<br />
Tutto questo, su internet, viene superato. I blog permettono, a chi lo desidera, una partecipazione concreta all&#8217;attività politica attraverso il dibattito, per sfociare nella maggior parte dei casi ad una partecipazione classica attraverso il voto, la raccolta di firme, il sostegno attraverso il tesseramento ad un partito, le discussioni pubbliche.<br />
Gli strumenti di partecipazione su internet, quindi, possono essere un aiuto fondamentale per capire che è possibile partecipare, approfondire i problemi e capire cosa fare per portare avanti la propria posizione.</p>
<p>Il sistema elettorale<br />
La possibilità di entrare in contatto diretto con persone anche lontane permetterebbe oggi il superamento della localizzazione dei candidati da eleggere. La separazione in collegi senza l&#8217;indicazione delle preferenze non favorisce la scelta di candidati del territorio, ma separa i voti di chi potrebbe ottenere consensi sparsi per territori più ampi. Così viene favorita la scelta all&#8217;interno del partito di posizionare i candidati nei collegi sicuri, e disincentivata la possibilità per un candidato di raccogliere voti fuori dal proprio territorio.<br />
Per le elezioni europee, ad esempio, non ha nessun senso che due candidati con lo stesso pacchetto di voti, uno in un unico collegio ed uno per tutto il territorio nazionale, debbano ottenere risultati diversi per la scelta di istituire otto collegi interregionali. Tutto ciò limita notevolmente sia la partecipazione politica dei cittadini, che non possono esprimere il loro consenso al candidato che preferiscono, sia la potenzialità degli strumenti di comunicazione su internet, che permettono un abbattimento delle barriere dovute alla distanza fisica.<br />
Questo è un problema importante, che contribuisce negativamente al desiderio di partecipazione dei cittadini e quindi direttamente pesa anche sulla qualità delle decisioni che vengono prese dalle istituzioni composte su mandato elettorale.</p>
<p>Conclusioni<br />
Nonostante siano ancora poco utilizzati, credo che lo sviluppo di questi strumenti sia inevitabile, come lo è stato per il passaggio dai comizi per strada a quelli in televisione. A differenza del passato, però, questi strumenti non dovrebbero essere solo una riproposizione attraverso nuovi media degli stessi messaggi, come la quasi totalità dei candidati e dei partiti intende ancora oggi, ma un mezzo di comunicazione nuova capace di catalizzare l&#8217;attenzione sui temi e di incrementare la voglia di partecipazione dei cittadini.<br />
Il mio obiettivo, dopo tutto, è non è solo quello di aumentare il consenso che mi sostiene, necessario per portare avanti con forza le idee che propongo, ma di spingere altri a seguire i miei stessi propositi attivamente: se dall&#8217;azione di una persona scaturisce quella di un&#8217;altra, le possibilità di ottenere il risultato saranno almeno raddoppiate.<br />
Se queste azioni vengono spinte dai pregiudizi quasi mai il loro contributo diventa positivo, ma se anche una piccola attività viene mossa dall&#8217;analisi attenta e dalla ragione, allora la situazione cambia notevolmente.<br />
In fondo la cosa importante è che, qualunque sia la persona che lo ottiene, il problema venga risolto nella maniera che ci auspichiamo.</p>
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		<title>Grazie</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2004 02:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Esperimento Ronchi è riuscito: sono il primo dei candidati per preferenze nel comune di Forlì, e sarò consigliere comunale (per un solo voto!). Ho scritto un commento sul mio blog forlivese, che da domani diventerà uno strumento di comunicazione ancora più importante: Vivi un&#8217;altra Forlì]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Esperimento Ronchi è riuscito: sono il primo dei candidati per preferenze nel comune di Forlì, e sarò consigliere comunale (per un solo voto!).<br />
Ho scritto un commento sul mio blog forlivese, che da domani diventerà uno strumento di comunicazione ancora più importante:<br />
<a href="http://alessandroronchi.net/forli">Vivi un&#8217;altra Forlì</a></p>
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