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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; protesta</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>RT @disinformatico: Protesta m&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 18:34:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[RT @disinformatico: Protesta mondiale online causa dietrofront sulle leggi USA ammazza-Internet.Schermaglia vinta ma meglio stare vigili &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RT @disinformatico: Protesta mondiale online causa dietrofront sulle leggi USA ammazza-Internet.Schermaglia vinta ma meglio stare vigili &#8230;</p>
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		<title>Protesta per salvare i blog: h&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 17:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Protesta per salvare i blog: http://2tu.us/2ihm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Protesta per salvare i blog: http://2tu.us/2ihm</p>
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		<title>Il presidente dei Verdi ricoverato d&#8217;urgenza</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 10:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 01 MAR (Velino) &#8211; Il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che da 33 giorni e&#8217; in sciopero della fame contro la censura sui temi ambientali da parte dei programmi televisivi e contro la violazione del pluralismo politico e&#8217; stato ricoverato d&#8217;urgenza in un ospedale del litorale romano. Le condizioni fisiche del leader dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Roma, 01 MAR (Velino) &#8211; Il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che da 33 giorni e&#8217; in sciopero della fame contro la censura sui temi ambientali da parte dei programmi televisivi e contro la violazione del pluralismo politico e&#8217; stato ricoverato d&#8217;urgenza in un ospedale del litorale romano. Le condizioni fisiche del leader dei Verdi che da oltre un mese non si nutre e che ha perso oltre 15 chili, dall&#8217;inizio della protesta, sono fortemente peggiorate a causa di problemi renali. Proprio i problemi renali e la presenza di sangue nelle urine hanno spinto i sanitari che seguono Bonelli a disporre un ricovero immediato. Lo rende noto un comunicato dell&#8217;Ufficio stampa della Federazione dei<br />
Verdi. (com/gda)</p></blockquote>
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		<title>Internet Uccide la Democrazia.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 21:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio essere chiaro, io penso che la rete abbia enormi potenzialità anche nel migliorare il rapporto dei cittadini con la politica. Da anni il principale scopo del mio tempo libero sul web è proprio l&#8217;attivismo. Per questo avrei dovuto aggiungere un &#8220;per adesso, purtroppo&#8221; nel titolo. Il problema che voglio affrontare riguarda invece l&#8217;uso che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio essere chiaro, io penso che la rete abbia enormi potenzialità anche nel migliorare il rapporto dei cittadini con la politica. Da anni il principale scopo del mio tempo libero sul web è proprio l&#8217;attivismo.</p>
<p>Per questo avrei dovuto aggiungere un &#8220;per adesso, purtroppo&#8221; nel titolo.</p>
<p>Il problema che voglio affrontare riguarda invece l&#8217;uso che gli utenti oggi fanno di internet per questioni politiche, e <strong>della fede irrazionale verso i nuovi strumenti come portatori di nuova e migliore democrazia.</strong><br />
Del resto la situazione  attuale dimostra che da quanto internet esiste non è affatto aumentata la partecipazione, o la tutela degli interessi dei cittadini, e non tutti i paesi dove il web è più utilizzato sono esempi di democrazie aperte e partecipate.</p>
<p>L&#8217;aumento dell&#8217;uso di internet sarà una componente essenziale della democrazia che mi immagino in futuro, ma di certo non è sufficiente.<span id="more-4048"></span></p>
<p><strong>Oggi la partecipazione politica su web, purtroppo, non ha aumentato il peso delle nostre azioni, ma l&#8217;ha circoscritto.</strong> La protesta è stata come inserita nel piccolo (quanto crescente) spazio che si è ritagliata nel web, finora senza influenza nella vita reale. Basta pensare al peso che i candidati maggiormente sostenuti dagli internettiani hanno poi nelle competizioni elettorali.</p>
<p>Basta aprire ogni giorno <strong>Facebook</strong> per capire di cosa parlo: migliaia di gruppi, di petizioni, di sondaggi, <strong>che non hanno assolutamente nessuna ricaduta nella società.</strong></p>
<p>Non è colpa del web, ma nostra: internet ha reso più facile per tutti fare queste cose, e queste cose sono diventate talmente facili e diffuse da diventare <strong>inutili</strong>.</p>
<p>Una volta una raccolta firme era una operazione complessa, che richiedeva un impegno di mesi. Oggi basta qualche minuto per farla partire, e se è abbastanza demagogica ed emotivamente coinvolgente il successo (in termini numerici) è assicurato.</p>
<p>Ma il numero di queste petizioni, come dimostra l&#8217;esempio della raccolta di firme settimanali di Repubblica, ne ha completamente azzerato l&#8217;importanza.</p>
<p>Il numero di messaggi, di temi che ci raggiungono ogni giorno è talmente elevato che l&#8217;attenzione che rivolgiamo a questi dura pochi istanti. Siamo preoccupati per un minuto della strage di animali in Nepal, poi un altro minuto per la fame nel Mondo, uno sulla violenza contro le donne ed immediatamente dopo ci sentiamo appagati del nostro impegno sociale. Detto fatto, tutto nascosto nel cassetto delle migliaia di cose importanti, pronti per la prima serata con la De Filippi.</p>
<p>Io credo che si debba fare un passo in avanti. Forse l&#8217;evoluzione avverrà naturalmente, forse dovremo dargli una spinta.<br />
<strong>Tutti sanno tirare un sassolino nello stagno, in pochi riescono a tenere duro spingendo una roccia pesante.</strong></p>
<p><strong>Questa roccia è piena di responsabilità ed impegno</strong>. Finché le nostre azioni saranno prive di responsabilità ed impegno personali, come l&#8217;adesione al nuovo gruppo di Facebook contro la violenza sulle cimici della Nuova Zelanda, sarà solo tempo perso. Al limite metterà pace nelle nostre coscienze, limitando così la necessità di un impegno concreto.</p>
<p>Quando finalmente inizieremo a metterci la faccia, sudando un po&#8217; per costruire consenso su questioni non universali, quando inizieremo a rischiare su questioni spinose e prese di posizioni scomode, allora avremo fatto questo passo.</p>
<p>Finché l&#8217;attivismo politico sul web sarà semplice, di convenienza, quasi inesistente nella sua comodità, allora internet non sarà affatto uno strumento utile per la democrazia. Per questo guardo con attenzione alla manifestazione contro Berlusconi, anche se non mi piace la solita demagogia del &#8220;noi siamo altro&#8221; per slegarsi da ogni responsabilità pregressa e futura di chi potrebbe condividere lo stesso pezzo di strada.</p>
<p>Per carità, venga pure anche dell&#8217;altro, ma creare venti movimenti nuovi l&#8217;anno (con durata annuale) per cercare di raccogliere più gente non ha nessun senso.</p>
<p>Se e quando questo diventerà pesante, se saremo capaci di spostare finalmente qualche roccia, allora forse si apriranno strade finora inesplorate e probabilmente molto utili.</p>
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		<title>Caccia: Riproposto a sorpresa il fucile ai sedicenni</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 07:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi ha seguito la mia battaglia contro il DDL Orsi conosce bene la storia: questo Governo sta tentando di sventrare la legge che regola la caccia togliendo molti dei vincoli. Grazie anche al movimento di protesta che era scaturito e le quasi 16&#8217;000 firme raccolte alcune di queste proposte erano state ritirate dalla stessa maggioranza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/05/bambino_fucile-108x150.jpg" alt="bambino fucile 108x150 Caccia: Riproposto a sorpresa il fucile ai sedicenni" title="bambino_fucile" width="108" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-3823" />Chi ha seguito la mia battaglia contro il <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/senatore-orsi-propone-distruggere-tutela-animali/">DDL Orsi</a> conosce bene la storia: questo Governo sta tentando di sventrare la legge che regola la caccia togliendo molti dei vincoli. Grazie anche al <a href="http://www.baseverde.org/petizioni/petizione-bozza-legge-orsi-caccia/">movimento di protesta </a> che era scaturito e le quasi 16&#8217;000 firme raccolte alcune di queste proposte erano state ritirate dalla stessa maggioranza.</p>
<p><strong>Non definitivamente, a quanto pare.</strong></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/ambiente/caccia-libera/blitz-lega/blitz-lega.html">Caccia senza limiti, blitz della Lega riproposte in Aula le norme bocciate. I parlamentari del Carroccio ripropongono a sorpresa la possibilità di sparare ai migratori e il fucile ai sedicenni </a></p>
<p>Attenzione: queste proposte non sono condivise solo dalla Lega, ma inizialmente sono state proposte dal PDL, poi preoccupato per il calo di consensi che avrebbe portato. In occhio!!</p>
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		<title>Staminali embrionali: s&#236; &#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 08:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Staminali embrionali: s&#236; di Obama, il Vaticano protesta http://ff.im/-1ulf3</p>
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		<title>Referendum, election day, furbizie e demagogie.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 13:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho seguito un po&#8217; il dibattito sulle accuse alla Lega Nord per quanto riguarda l&#8217;election day e lo spreco di denaro pubblico che avremmo se scegliessimo date diverse per elezioni amministrative, europee e referendum. La cosa mi stupisce un po&#8217;, dal momento che per altri referendum la scelta è stata (a mio parere illogicalmente) diversa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho seguito un po&#8217; il dibattito sulle accuse alla Lega Nord per quanto riguarda l&#8217;<strong>election day</strong> e lo <strong>spreco di denaro pubblico</strong> che avremmo se scegliessimo date diverse per elezioni amministrative, europee e referendum.<br />
La cosa mi stupisce un po&#8217;, dal momento che per altri referendum la scelta è stata (a mio parere illogicalmente) diversa.</p>
<p>Prendiamo quello sulla <strong>procrazione assistita</strong>, con la Chiesa ed i partiti cattolici a favore dell&#8217;astensione: data 12-13 Giugno 2005. Pochi mesi prima c&#8217;erano state le europee (3-4 Aprile), l&#8217;anno dopo le politiche.<br />
<strong>Però non una sola delle voci che si alzano oggi si espresse a favore dell&#8217;accorpamento delle date.</strong></p>
<p>Io sono favorevole all&#8217;election day ed all&#8217;accorpamento di diverse votazioni per evitare sprechi di denaro pubblico, <strong>a patto che ci sia una norma che valga sempre</strong>, e non solo quando l&#8217;astensione avvantaggia chi è in maggioranza in Parlamento. Basterebbe dire che i referendum vanno SEMPRE accorpati ad altre elezioni, ed eviteremmo anche di accorpare sempre il voto degli indifferenti a quello dei sostenitori del NO.<span id="more-3655"></span></p>
<p>Oggi chi protesta contro questo spreco lo fa in maniera strumentale (ogni elezione ha un costo), perché l&#8217;astensione punirebbe i promotori del referendum. Il referendum premia la lista più forte della maggioranza e punisce gli alleati, e questo significherebbe premiare PD e PDL (guardacaso entrambi favorevoli, oggi).</p>
<p>Oggi alla radio un senatore PD commentava negativamente il rischio del ritorno della frammentazione (tolto il politichese significa: se non alziamo i quorum perdiamo voti). Lo stesso dicasi per i rimborsi elettorali delle elezioni europee: ho sentito la proposta di eliminare quelli alle formazioni che non raggiungono il 4% per destinare questi soldi alle misure contro la crisi.</p>
<p>Ecco che torna la demagogia spicciola: si nasconde il vero obiettivo, che è zittire le voci alternative, tramite il ricorso a temi certamente importanti e toccanti, ma violentati dalla strumentalizzazione politica.</p>
<p>Oggi sia il referendum sia la questione dei rimborsi elettorali sono strumenti per chiudere, una volta per tutte, le porte ai partiti minori.<br />
<strong>Questo significa anche che non ci saranno MAI PIU&#8217; nuovi partiti e nuove iniziative politiche</strong>, che ovviamente alle prime tornate elettorali non otterrebbero percentuali a 2 cifre.</p>
<p>Se queste norme fossero state introdotte vent&#8217;anni fa, l&#8217;Italia dei Valori, i Verdi, la Lega Nord, Alleanza Nazionale &#8211; tanto per fare qualche esempio &#8211; non sarebbero mai esistite.</p>
<p>Riflettiamoci un attimo, prima di pensare che questa &#8220;<strong>semplificazione</strong>&#8221; non nasconda semplicemente una <strong>volontà egemonica  ed antidemocratica.</strong></p>
<p>Altrimenti andiamo fino in fondo, eliminiamo il diritto di voto oppure presentiamo una sola lista alle elezioni.  </p>
<p>Del resto le dittature sono i sistemi di governo più semplici.</p>
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		<title>Se un Ministro impedisse alle carceri di &#8220;ospitare&#8221; un assassino&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 19:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;probabilmente tutti si sarebbero scandalizzati. Un assassino X giudicato colpevole a tutti i livelli possibili di giudizio. Se un Ministro della Giustizia avesse ordinato a tutte le carceri nazionali ed a tutti gli istituti di detenzione di non far entrare l&#8217;assassino X nelle proprie sedi, e dare corso alle sentenze, forse oggi il Governo sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;probabilmente tutti si sarebbero scandalizzati. Un assassino X giudicato colpevole a tutti i livelli possibili di giudizio. Se un Ministro della Giustizia avesse ordinato a tutte le carceri nazionali ed a tutti gli istituti di detenzione di <strong>non far entrare l&#8217;assassino X nelle proprie sedi</strong>, e dare corso alle sentenze, forse oggi il Governo sarebbe caduto per le proteste interne ed esterne alla maggioranza.<br />
Basta cambiare la prospettiva, ed un <a rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-5/sacconi-indagato/sacconi-indagato.html">Ministro del Welfare</a> può ordinare a tutti gli ospedali d&#8217;Italia di non dare corso ad una sentenza definitiva, con relativamente poco scalpore, e nessuna protesta nemmeno da chi si propone giustizialista.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questo blog non è un prodotto editoriale</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 13:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;Ottobre 2007 il DDL Levi-Prodi minacciò la rete e la libertà di espressione, prevedendo l&#8217;obbligo per tutti i blog di registrarsi presso il Registro degli Operatori di Comunicazione. Allora l&#8217;enorme protesta fermò quel progetto. Oggi si ritenta con un nuovo progetto, che potrebbe definitivamente zittire tutte le voci fastidiose su internet, ponendole nel bivio stampa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;Ottobre 2007 il DDL Levi-Prodi minacciò la rete e la libertà di espressione, prevedendo l&#8217;obbligo per tutti i blog di registrarsi presso il Registro degli Operatori di Comunicazione. Allora l&#8217;enorme protesta fermò quel progetto.</p>
<p>Oggi si ritenta con un nuovo <a href="http://punto-informatico.it/2468674/PI/News/camera-manda-avanti-ddl-anti-blog.aspx">progetto</a>, che potrebbe definitivamente zittire tutte le voci fastidiose su internet, ponendole nel bivio stampa clandestina e diffamazione a mezzo stampa.</p>
<p><strong>Questa cosa colpisce tutti</strong>, non solo chi scrive oggi su internet. Domani potrebbe diventare impossibile scrivere di quanto ci accade attorno, spesso l&#8217;unica maniera per far emergere informazioni altrimenti taciute dai media (finanziati spesso da chi dovrebbero accusare).</p>
<p>Un piccolo passo per il Governo, un grande passo per l&#8217;umanità.</p>
<p>L&#8217;ennesima dimostrazione di quanto poco conoscano la libertà i personaggi che si attaccano al petto la spilletta del &#8220;suo&#8221; popolo.</p>
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		<title>La strumentalizzazione delle assenze</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 12:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La strumentalizzazione delle proteste ha oltrepassato il limite della decenza. Oggi non solo si mettono cappelli sopra le legittime proteste di studenti, insegnanti e genitori contro la riforma Gelmini, ma qualcuno cerca di attribuirsi persino il consenso di chi sta a casa e non protesta. Minutillo, segretario locale de La Destra vice commissario di Forza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La strumentalizzazione delle proteste ha oltrepassato il limite della decenza. Oggi non solo si mettono cappelli sopra le legittime proteste di studenti, insegnanti e genitori contro la riforma <strong>Gelmini</strong>, ma qualcuno cerca di attribuirsi persino il consenso di chi sta a casa e non protesta.<br />
Minutillo, <del datetime="2008-12-28T15:54:50+00:00">segretario locale de La Destra</del> <ins datetime="2008-12-28T15:54:50+00:00">vice commissario di Forza Italia Giovani</ins>, ricopia lo strumento utilizzato da Berlusconi per screditare il movimento, ed afferma pubblicamente che ci sono tanti studenti che la pensano come lui ma non si espongono per paura.<br />
In Politica contano i numeri veri, quindi invece di arrampicarsi sugli specchi si faccia promotore di iniziative a sostegno della Gelmini e si faccia contare, nessuno verrà a minacciare chi scende in piazza e ci mette la propria faccia.<br />
Smettiamola però di strumentalizzare le assenze, altrimenti di questo passo finiremo per dire che la maggioranza dei cittadini italiani è contraria alla liberazione semplicemente perché non scende in piazza tutti gli anni il 25 Aprile per festeggiarla.</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong>: corretto il riferimento grazie alla segnalazione di Francesco Minutillo.</p>
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		<title>Pamplona: la protesta degli animalisti</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 06:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardate la galleria di questa singolare &#8211; quanto giustificata &#8211; protesta contro la corsa dei tori:<a href="http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&amp;pm=4&amp;IDmsezione=59&amp;IDalbum=10728&amp;tipo=FOTOGALLERY#mpos"><img class="alignnone size-medium wp-image-2891" title="Pamplona" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/07/03pamplona-300x216.jpg" alt="03pamplona 300x216 Pamplona: la protesta degli animalisti" width="300" height="216" /></a></p>
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		<title>L&#8217;italiano che protesta se Berlusconi fa il Berlusconi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 17:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Certo è difficile non essere schifati dai primi provvedimenti di questo Governo. Stiamo rincorrendo, ancora una volta, gli affari privati del Premier intorno ai quali pare ruoti tutto il nostro arco istituzionale. Dopo aver discusso così tanto dell&#8217;indulto in campagna elettorale (un bello slogan di chi ha vinto le elezioni) vediamo approvata una norma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo è difficile non essere schifati dai primi provvedimenti di questo Governo. Stiamo rincorrendo, ancora una volta, gli affari privati del Premier intorno ai quali pare ruoti tutto il nostro arco istituzionale.</p>
<p>Dopo aver discusso così tanto dell&#8217;<strong>indulto</strong> in campagna elettorale (un bello slogan di chi ha vinto le elezioni) vediamo approvata una norma che sospende tutti i processi, in attesa che il Governo cambi le regole e ponga fine per legge a tutti i guai del Premier. Poi &#8211; forse &#8211; la Giustizia italiana potrà ripartire.</p>
<p>In tutto questo non c&#8217;è da stupirsi, non c&#8217;è nulla di nuovo. Mi stupisce piuttosto lo stupore del Partito Democratico, costretto all&#8217;altalena tra le trattative per bloccare la democrazia italiana nel <strong>bipartitismo</strong> e la rincorsa ad un <strong>minimo sindacale di opposizione.</strong><span id="more-2884"></span></p>
<p>E mi stupiscono gli italiani, che hanno votato questo Governo o le finte alternative, ed oggi si trovano con una democrazia parziale. <strong>Che senso ha protestare in Piazza a 2-3 mesi dalle elezioni?</strong> Il potere &#8220;contrattuale&#8221; lo avevamo prima, non adesso. Adesso dobbiamo aspettarci 5 begli anni di stabile <em>&#8220;faccio quello che mi pare&#8221;</em>. <em>&#8220;Così vuole la gente&#8221;</em>: difficile fare obiezioni.</p>
<p>E poi mi stupiscono gli italiani che hanno votato o non hanno votato poco importa, oggi sono al culmine dell&#8217;indifferenza. Per loro se casca o meno la nostra Costituzione, chissenefrega.</p>
<p>Abbiamo perso, a mio parere, la <strong>capacità di fare un ragionamento critico</strong>. Imbarbagliati da una monocultura televisiva monoproprietaria, ci limitiamo a seguire l&#8217;onda.</p>
<p><strong>Oppure seguiamo un&#8217;onda uguale ma contraria</strong>, fatta della stessa incapacità di ragionamento critico, che viene da chi alza la voce contro i potenti ma che utilizza, nella sostanza, i loro <strong>stessi metodi </strong>per evitarci lo sforzo di dover ragionare.</p>
<p>Poco importa, basta cambiare allenatore -ma non gioco e squadra- per vedere soddisfatta la nostra voglia di qualcosa di nuovo.</p>
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		<title>L&#8217;incertezza della pena porta alle colpe di classe</title>
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		<pubDate>Sat, 24 May 2008 10:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni si parla tanto di sicurezza. Trattare questo tema è e rimarrà molto difficile, in Italia, finché non riusciremo a cambiare un po&#8217; la nostra mentalità. Lascio perdere le considerazioni su rom, immigrati clandestini e punk a bestia: al di là del modo di vestire, credo sia importante punire i reati piuttosto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni si parla tanto di <strong>sicurezza</strong>. Trattare questo tema è e rimarrà molto difficile, in Italia, finché non riusciremo a cambiare un po&#8217; la nostra mentalità.<br />
Lascio perdere le considerazioni su rom, immigrati clandestini e punk a bestia: al di là del modo di vestire, credo sia importante punire i reati piuttosto che selezionare categorie (leggi spesso razze) da perseguitare più di altre.<br />
Il problema vero, a mio parere, è che in italia il reato non è reato, e le leggi non sono leggi ma consigli (e come tali si possono seguire o meno).</p>
<p><strong>Ed il finto pugno duro di questi giorni deriva direttamente dalla nostra incapacità di punire chi sbaglia.</strong><br />
<span id="more-2841"></span></p>
<p>Questo deriva anche dalla nostra impostazione cattolica, che ci porta anche incosciamente a pensare che qualunque sbaglio esista un perdono, che per alcuni rimane la confessione. Appare molto evidente nel caso dei ragazzini che hanno ucciso a Niscemi: uno di questi dopo aver confessato l&#8217;omicidio ha chiesto se per questo poteva tornare a casa.</p>
<p>Altri paesi influenzati dall&#8217;etica protestante vivono con maggiore responsabilità il prorio impegno nel Mondo.</p>
<p>Cassano si comporta male? Puniamolo severamente, così cambierà atteggiamento! Salvo poi dire due giorni dopo che in fondo quello è il suo carattere, che siccome gioca bene non importa cosa fa fuori ed a lato del campo.</p>
<p>Il nostro rapporto con la classe politica non è differente: <strong>indignazione immediata e preventiva</strong>, quando ancora non è accertata la colpa, dimenticatoio e perdono altrettanto veloce ed <strong>assoluta indifferenza</strong> una volta confermata l&#8217;accusa nei tre gradi di giudizio.</p>
<p>Guardando Gomorra riflettevo sul fatto che il primo problema da risolvere non è tanto la delinquenza in alcune aree del nostro Paese, ma <strong>l&#8217;assoluta connessione tra questa e l&#8217;etica diffusa nello strato sociale</strong>: il ragazzino protagonista si avvicina al clan più per voglia di diventare qualcuno, di &#8220;crescere&#8221;, che per reale necessità. In un <strong>Paese normale chi vuole crescere studia o si impegna in qualcosa che lo porterà ad ottenere risultati.</strong></p>
<p>In un Paese nel quale i <strong>risultati</strong> non si ottengono attraverso il <strong>merito</strong> e l&#8217;<strong>impegno</strong> e gli errori non si pagano, è chiaro che la <strong>delinquenza</strong> trova molto più spazio.</p>
<p>Così tornando al discorso iniziale, io preferirei che si tornasse a riutilizzare il termine &#8220;<strong>giustizia</strong>&#8220;.</p>
<p>Perché la percezione di sicurezza è più forte quando si vede che l&#8217;errore non viene <strong>perdonato</strong>, ma <strong>punito</strong>.</p>
<p>Quando chi uccide 4-5 persone perché ubriaco al volante viene condannato e non ottiene la nuova patente &#8211; sempre che gli venga tolta &#8211; dopo pochi mesi.<br />
Quando chi parcheggia la propria auto in divieto di sosta paga la sua multa come chi ha il biglietto scaduto delle righe blu.<br />
Quando chi pesta un compagno di classe per noia viene costretto a fare servizio civile e ripagare con il sudore il proprio errore.<br />
Quando chi acquista le frequenze di una rete televisiva può utilizzarle e non vedersi il proprio spazio occupato irregolarmente.</p>
<p>Con <strong>punizione</strong> ovviamente non intendo il sistema per il quale i poveracci vanno in galera senza scampo ed i più ricchi, colpevoli di reati ancora più gravi, stanno tranquilli nelle loro ville.</p>
<p>Per essere un minimo più severi persone più esperte di me consigliano di riscrivere il <strong>codice penale</strong>, troppo vecchio e ferraginoso, introducendo pene alternative al carcere per reati minori.</p>
<p>E chiaramente andrebbero <strong>semplificate un po&#8217; le norme</strong>, senza che questo significhi creare strade e corsie preferenziali. In sostanza si può semplificare la legge solo se con questo non si lasciano passare reati e non si fanno sconti, come voleva fare Veltroni abolendo la Valutazione d&#8217;Impatto ambientale e come vuole fare Bersani con le sue semplificazioni che alleggeriscono le responsabilità d&#8217;impresa.</p>
<p><strong>Proprio l&#8217;impossibilità, o la non volontà, di punire tutti i reati porta all&#8217;individuazione delle colpe per razza o classe sociale. </strong></p>
<p><strong>Visto che non puoi/vuoi selezionare chi sbaglia, si usano i diversi</strong> (per <strong>orientamento sessuale, per razza, per religione, per capacità fisiche</strong>, ecc.) <strong>per dimostrare il proprio pugno duro e tutelare l&#8217;immagine di severità che deve apparire all&#8217;elettorato.</strong></p>
<p><strong>Mi spiace, finché non si smetterà di tentare tutti i santi giorni l&#8217;approvazione di leggi ad personam per evitare guai giudiziari ai più forti, questa severità farà semplicemente ridere.</strong></p>
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		<title>Allargamento ZTL e piano della sosta</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2007 12:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni si stanno presentando le proposte attuative del piano del traffico relativamente al centro storico, all&#8217;allargamento della ZTL ed al piano della sosta. Vorrei fare alcune considerazioni su quanto appare sulla stampa e su tutto quello che non appare. Prima di tutto vorrei partire dalle domande principali che dovremmo porci: Perché? Come? Negli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/primeroz/501890782/"><img id="image2101" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/05/501890782_713c442bf1.miniatura.jpg" alt="501890782 713c442bf1.miniatura Allargamento ZTL e piano della sosta"  title="foto Allargamento ZTL e piano della sosta " /></a>In questi giorni si stanno presentando le proposte attuative del piano del traffico relativamente al centro storico, all&#8217;allargamento della ZTL ed al piano della sosta.<br />
Vorrei fare alcune considerazioni su quanto appare sulla stampa e su tutto quello che non appare.</p>
<p>Prima di tutto vorrei partire dalle domande principali che dovremmo porci: Perché? Come?<span id="more-2100"></span><br />
Negli ultimi anni, ogni volta che si parlava di inceneritori e di altri impianti industriali, ed io ed altri verdi puntavamo il dito ai danni dell&#8217;inquinamento, si rispondeva che l&#8217;inquinamento maggiore proviene dal traffico. Certamente questa considerazione è vera, ma il ragionamento porta comunque a qualche inevitabile conclusione. <strong>La prima è che ogni fonte di possibili rischi per la salute deve essere ridotta, proporzionalmente al suo impatto ed alla possibilità di trovare alternative.</strong> La seconda è che tutti siamo responsabili dei rischi per la nostra salute, e quindi <strong>questa responsabilità va gestita, non esternalizzata</strong>. A fronte di un piccolo sacrificio personale distribuito su tutti si ottiene spesso un grande beneficio collettivo.</p>
<p>Così dobbiamo da un lato continuare a proporre le alternative agli inceneritori, che esistono e sono economiche, e dall&#8217;altro pensare anche a tutte le altre fonti a partire dal traffico.</p>
<p>La mancata gestione del problema del traffico è stata per Forlì un problema: oggi siamo una delle città con più auto per abitante ed una delle città con più inquinamento veicolare. <strong>Le alternative vengono sottoutilizzate perché soffocate da un unico mezzo.</strong> E&#8217; necessario, pertanto, procedere con politiche diverse, che permettano di ridurre il traffico dei mezzi privati ad esclusione di quelli ad emissioni zero. Tante altre città, più avanti di Forlì su questi temi, hanno già fatto scelte analoghe ed ora ne apprezzano i benefici risultati.</p>
<p>Riducendo l&#8217;uso del mezzo privato si aumenta la fruizione della città. E&#8217; un dato di fatto, dimostrato da mille esperienze in tutto il Mondo. Parlando del centro storico, ad esempio, abbiamo già alcuni esempi: non è un caso che le vie più frequentate da chi vuole fare una passeggiata siano Corso Garibaldi e via delle Torri. Quando si propose l&#8217;allontanamento delle auto in quelle vie ci furono aspre contestazioni. Oggi le stesse persone non tornerebbero indietro, chiaramente. Un altro esempio viene dai giorni di mercato, quando in centro c&#8217;è più gente: in quei giorni si utilizzano di più biciclette, mezzi pubblici e parcheggi lontani, perché è l&#8217;unico modo che consente a grandi quantità di persone di raggiungere contemporaneamente uno stesso punto.</p>
<p><strong>Se fosse vero il contrario, cioè che aumentare le auto in centro significherebbe aumentare le entrate dei commercianti, oggi non avremmo negozi chiusi e sfitti in corso della Repubblica, corso Diaz, via G.Regnoli</strong>. Basta utilizzare un po&#8217; di logica e di buon senso. </p>
<p>Finora non ho parlato di sicurezza, credo sia superfluo dire che deve essere il primo obiettivo di una amministrazione comunale.</p>
<p>Per ottenere un miglioramento della fruizione del centro storico vengono proposte queste iniziative:<br />
- <strong>Allargamento della ZTL</strong>: Dopo anni di immobilismo l&#8217;entrata dei Verdi nell&#8217;amministrazione comunale sta portando ad un progressivo allargamento della Zona a Traffico Limitato, che cambierà in positivo il centro di Forlì.<br />
- <strong>Piano della sosta</strong>: la gestione della sosta permette di modificare l&#8217;uso che viene fatto del mezzo privato, anche in positivo. La scelta di destinare i corsi principali ad una sosta breve, spostando la sosta lunga e parassitaria per il commercio nei parcheggi lunga sosta, va nella direzione di permettere a chi vuole entrare in centro per andare in un negozio o usufruire di un servizio pubblico di trovare immediatamente il posto nelle vicinanze.<br />
- <strong>Lavori pubblici sulla mobilità</strong>: Forlì oggi è un cantiere aperto. Le rotonde e gli interventi importanti per le piste ciclabili sono numerosi, e numerosi altri sono previsti. Penso sia superfluo anche qui dire quali benefici porteranno in termini di sicurezza e di migliore mobilità.</p>
<p>Un&#8217;ultima cosa: il raggio del centro di Forlì è di circa 800 metri. Questo significa che parcheggiando nel posto più lontano la propria automobile al massimo si devono compiere 800 metri per arrivare in Piazza Saffi. Quando andiamo all&#8217;ipermercato camminiamo all&#8217;interno per 2 o 3 chilometri, senza lamentarci della lontananza del parcheggio. Perché? La risposta è semplice: dentro gli iper si cammina in assoluta sicurezza, non ci si deve preoccupare delle auto che attraversano senza guardare chi passa, non si devono controllare i bambini che corrono e si divertono, ci sono belle vetrine da guardare.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/merkur/217787701/"><img id="image2102" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/05/217787701_b41ff4b566.miniatura.jpg" alt="217787701 b41ff4b566.miniatura Allargamento ZTL e piano della sosta"  title="foto Allargamento ZTL e piano della sosta " /></a>Oggi ricreiamo fuori dal centro storico quello che dovrebbe essere il centro storico: un bel posto dove passeggiare in sicurezza, fare acquisti ed usufruire di servizi, respirare aria libera da veleni, sedersi nei tavolini di un bar in mezzo alla piazza, con in più la luce naturale del sole.</p>
<p>Non mi stupisce, quindi, che ci sia qualcuno preoccupato dei cambiamenti: <strong>tutti i cambiamenti si portano dietro critiche dettate spesso dalla paura e dalla mancanza di un opportuno approfondimento di quanto sta accadendo</strong>. I quotidiani, in questo, dovrebbero fare la loro parte, mentre invece stanno diventando lo strumento di protesta dei pochi scontenti, che alzano la voce più dei molti cittadini silenziosi che aspettano che qualcosa cambi veramente.</p>
<p>C&#8217;è chi pensa sia opportuno rimanere nell&#8217;immobilismo e non fare nulla, continuare a vedere incidenti mortali e nuovi casi di allergie e tumori, continui danni per le tasche oltre che per la propria salute, nascondere dietro a <strong>finti progressi</strong> tecnologici la volontà di ridurre gli impatti negativi. </p>
<p>Io credo che la strada sia molto diversa e sono sicuro che i fatti lo dimostreranno.</p>
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		<title>Diritto (di Repressione) d&#8217;Autore.</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2004 15:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;informatica e le persone che indirettamente ne fanno uso ricorderanno a lungo la data del 18 Maggio 2004. In Italia ed in Europa questa data potrebbe significare un enorme cambiamento dell&#8217;insieme delle norme che regolano il diritto d&#8217;autore ed il modo di lavorare nel campo dei calcolatori elettronici.<br />
Nello stesso giorno, coincidenza forse non totalmente casuale, è stato convertito in legge il Decreto Urbani ed è stata approvata una direttiva che introduce i brevetti sul software anche in Europa. Proprio su queste pagine sono state discusse le motivazioni che rendono entrambi i provvedimenti inutili dal punto di vista della riduzione degli illeciti, iniqui nell&#8217;applicazione delle sanzioni, semplicemente anacronistici ed insensati se guardati nell&#8217;ottica di ridiscutere la proprietà intellettuale tenendo conto dei nuovi mezzi di trasmissione delle informazioni.<br />
Partiamo dalla legge Urbani, che con un colpo di mano dell&#8217;ultimo momento introduce sanzioni che arrivano a 4 anni di reclusione.<br />
Queste pene esagerate possono essere la &#8220;giusta&#8221; sanzione per chi trae profitto dallo scambio illecito di materiale coperto da diritto d&#8217;autore, come cd musicali oppure video. Tutti coloro che stanno protestando contro questa legge, e sono tanti, sono assolutamente convinti della necessità di riconoscere agli autori il giusto valore, economico e morale. Quella che viene altrettanto fermamente contestata è invece l&#8217;iniquità della pena. Una gran parte dei problemi derivanti direttamente da questa legge è inclusa nella definizione giuridica di &#8220;trarre profitto&#8221;, apparentemente molto simile al &#8220;fine di lucro&#8221;. Il profitto è un qualsiasi vantaggio o beneficio intellettuale, ed include per esempio anche l&#8217;ascolto di un&#8217;opera. Il lucro, viceversa, è un guadagno di natura esclusivamente economica. Quando la legge è stata scritta per la prima volta, includeva solamente il fine di lucro. Per fare un esempio, chi masterizzava cd per la vendita rischiava la galera, ma chi li usava per scopi personali non correva questo rischio (ma solo sanzioni amministrative già previste dalla legge). Con questa piccola modifica, ottenuta semplicemente sostituendo nell&#8217;Articolo 1 le parole &#8220;a fine di lucro&#8221; con &#8220;a scopo di trarne profitto&#8221;, si cambia totalmente registro. Chiunque abbia una sola canzone non originale, secondo la legge ora rischia 4 anni di galera. Per fare un paragone, chi ruba miliardi evadendo il fisco con il falso in bilancio rischia solamente una multa e nessuna sanzione penale, mentre chi maltratta un bambino o un componente della propria famiglia, chi compie violenza privata e chi scambia una sola canzone su internet senza scopo di lucro (al limite anche senza ascoltarla nemmeno una volta), viene punito alla stessa maniera, con 4 anni di carcere. Semplicemente insensato, come il fatto che a discutere di questa legge, tra le altre personalità di &#8220;elevato spessore&#8221;che decidono del nostro futuro senza capirlo, ci fosse Gabriella Carlucci.<br />
Come se non bastasse questa brutta notizia, dall&#8217;Unione Europea nello stesso giorno giunge notizia dell&#8217;introduzione dei brevetti software, che il parlamento europeo aveva già bocciato in una precedente seduta. I rappresentanti italiani in commissione avevano dichiarato di essere contrari, per una lunghissima lista di motivi, ma alla fine si sono astenuti.<br />
Come dire, non è nostra la colpa, non possiamo fare nulla, e di nascosto fare l&#8217;occhiolino alle multinazionali americane. Le stesse grosse aziende statunitensi che hanno pagato fior di quattrini per sponsorizzare l&#8217;attuale presidenza irlandese (http://www.eu2004.ie/sitetools/sponsorship.asp) che guarda caso si è applicata con straordinario impegno in questa direttiva europea.<br />
In conclusione, vorrei soffermarmi su quella che sembra essere la linea generale dei nostri governi moderni, quelli che amiamo chiamare &#8220;democratici&#8221;. I cittadini vengono sempre di più sovraccaricati del peso del mantenimento della società e dei lussi di pochi imprenditori, che ottengono questi benefici impedendo loro il libero pensiero, obbligandoli a consumare materiale che a loro non serve, ingozzandoli come maiali da ingrasso di finta cultura non voluta, usa e getta e a buon mercato.<br />
Musica, letteratura, cinematografia che da arte diventa prodotto, e da prodotto diventa un oggetto che non ti è permesso rifiutare. Se qualcuno ha qualcosa in contrario, si paga la stesura di una legge (pare che ora sia a buon mercato) che impedisca ogni tentativo di uscire da questa morsa.<br />
Una battaglia è stata persa, ma la guerra è ancora in atto, grazie anche a politici che si stanno mobilitando contro queste insensatezze, con il senatore Cortiana e l&#8217;europarlamentare Cappato in testa.<br />
Da parte nostra, dovremmo iniziare a dire di no partendo dalle piccole cose. I nostri 22 euro, invece che spenderli per il cd di Tiziano Ferro, che si ascolta forse una volta e si butta nel dimenticatoio, dovremmo pagarli al piccolo gruppo che suona su un palco, che mette veramente sudore, passione ed intenso lavoro. Che rischia di andare in galera se non paga il suo tributo alla SIAE per ottenere diritti che non arriveranno mai, e che rimane l&#8217;unico vero motivo per il quale possiamo ancora considerare la musica un&#8217;arte che possa servire all&#8217;umanità.<br />
Una, dieci, cento leggi di questo tipo non aumenteranno il nostro consumo di cd musicali, al contrario rischiano di produrre un rigetto simile a quello provato per la carne dai vegetariani.</p>
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		<title>Di chi sono le idee?</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2004 15:29:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei mesi scorsi si è molto discusso sui problemi di proprietà intellettuale, di come essa vada tutelata dalle leggi, di come realizzare un giusto equilibrio che permetta ai cittadini di rispettarle e trarne giovamento. La comunità europea si è quindi messa al lavoro sulla regolamentazione dei brevetti, con particolare attenzione a quelli riguardanti il software, una delle poche parti non brevettabili secondo le leggi vigenti. Il motivo di questo improvviso interesse si può ricercare nella continua pressione di grosse multinazionali americane, che vogliono creare una uniformità di trattamento tra l&#8217;Europa e gli Stati Uniti. Negli States, infatti, è possibile brevettare il software, mentre in Europa è stato espressamente vietato dalla convenzione di Monaco del &#8217;73, e c&#8217;è stata una forte attività di lobbying per cercare di espandere questa possibilità anche nel vecchio continente. <!-- more --></p>
<p>Questa decisione porta considerazioni economiche, culturali, politiche ed etiche, ed una trattazione seria di tutto l&#8217;argomento richiederebbe una letteratura molto più vasta di un solo articolo, per questo motivo mi limiterò a dare un mio giudizio sulle questioni etiche che stanno alla base del problema dei brevetti sul software, perché lo ritengo particolarmente interessante.</p>
<p>Il software altro non è che l&#8217;applicazione pratica di algoritmi e metodi matematici. Partire da un&#8217;idea diversa è sbagliato, e potrebbe trarci in inganno. Tutto quello che vediamo, dai programmi di videoscrittura ai programmi per la navigazione, sono dirette o indirette applicazioni di algoritmi matematici e paradigmi di statistica e matematica discreta. A volte lo sono indirettamente, quando il programmatore non ha realizzato l&#8217;opera utilizzando formule ed espressioni matematiche, ma in questo caso il suo lavoro poggia su quello di altri, che hanno creato le basi per facilitare il suo compito. Tutto questo è necessario per capire il motivo per il quale non è possibile brevettare il software, ma solamente proteggerlo con il copyright. </p>
<p>I brevetti servono per proteggere le innovazioni tecniche, dove per innovazione viene inteso un miglioramento dello stato dell&#8217;arte di un settore finalizzato alla produzione. Se invento un modo per produrre energia dall&#8217;acqua, posso proteggerla tramite un brevetto. I brevetti sul software, così come sono intesi in America, sono invece brevetti sulle idee. Un esempio può essere l&#8217;idea di barra di scorrimento, quella che utilizziamo per vedere le pagine successive di un documento, oppure l&#8217;idea di utilizzare un pulsante che richiami una funzione. Dietro questo tipo di idee non c&#8217;è una innovazione che porti alla produzione, soprattutto quando quello che si vorrebbe brevettare riguarda unicamente l&#8217;interfaccia con la quale gestiamo alcune delle caratteristiche dei computer.</p>
<p>Molte associazioni, tra le quali anche il Forlì Linux User Group, hanno protestato con tutti i mezzi a loro disposizione contro l&#8217;introduzione dei brevetti sul software, non con l&#8217;obiettivo di liberalizzare la copia dei programmi, già protetta ad hoc dal Copyright, ma con la viva preoccupazione che si potessero brevettare anche nel nostro paese le idee alla base dell&#8217;utilizzo dell&#8217;informatica.</p>
<p>Sembrerebbe folle il solo pensiero di brevettare l&#8217;idea di un volante per automobili, cosa che impedirebbe ai cittadini di cambiare automobile nel corso degli anni, ma gli analoghi riferimenti nel campo dell&#8217;informatica, forse perché ancora lontani dalla cultura popolare, non destano altrettanta preoccupazione.</p>
<p>E&#8217; difficile esprimere un giudizio su chi sia il proprietario di un&#8217;idea, e se questa proprietà vada tutelata per incentivare l&#8217;innovazione. In America i brevetti sul software non hanno funzionato, incentivando direttamente la nascita di monopoli settoriali, a causa delle enormi spese giuridiche alle quali sono continuamente sottoposte le ditte produttrici di software (con una media di 500&#8217;000 dollari a causa, per essere precisi).</p>
<p>Le idee sono il frutto di un&#8217;opera collettiva, nascono e si riproducono grazie allo scambio di informazioni e all&#8217;interazione di idee diverse, che ne procreano altre che saranno alla base delle prossime. Il teorema di Pitagora non è mai stato brevettato, ma non si può dire che la diffusione di questa idea non abbia portato innovazione. Per questo l&#8217;impossibilità del libero scambio delle idee non funziona come incentivo alla loro produzione, e quasi sempre accade l&#8217;esatto contrario, che queste derivino direttamente dalla possibilità di comunicazione.</p>
<p>Questo è chiaro anche ai legislatori americani, che ora stanno rivalutando il problema, ma che in passato probabilmente hanno pensato più agli interessi di pochi grandi, piuttosto che al bene dei cittadini che dovevano amministrare. In Europa continuiamo a resistere alla tentazione delle grandi multinazionali, impedendo la regolarizzazione dei brevetti software, speriamo che in futuro i cittadini prendano più coscienza e si rendano conto del rischio che corrono quando ignorano questi problemi.</p>
<p>Il rischio di perdere la proprietà e la paternità delle proprie idee.</p>
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		<title>Articolo sul Sito del Cordis sul problema dei brevetti software</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2003 20:51:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco la news, che si trova all&#8217;indirizzo: news Secondo alcuni manifestanti, la brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici soffocherà l&#8217;innovazione [Data: 2003-08-29] Il 27 agosto, i sostenitori di una &#8220;Europa libera senza brevetti sul software&#8221; si sono riuniti davanti al Parlamento europeo per protestare contro la proposta della Commissione sulla brevettabilità delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la news, che si trova all&#8217;indirizzo:<br />
<a href="http://dbs.cordis.lu/cgi-bin/srchidadb?CALLER=NHP_IT_NEWS&amp;ACTION=D&amp;SESSION=&amp;RCN=EN_RCN_ID:20801&amp;TBL=IT_NEWS" class="broken_link" rel="nofollow">news</a></p>
<blockquote><p>
<b>Secondo alcuni manifestanti, la brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici soffocherà l&#8217;innovazione</b><br />
[Data: 2003-08-29]</p>
<p>Il 27 agosto, i sostenitori di una &#8220;Europa libera senza brevetti sul software&#8221; si sono riuniti davanti al Parlamento europeo per protestare contro la proposta della Commissione sulla brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici. </p>
<p>La proposta, che sarà inviata al Parlamento europeo il 1° settembre per la discussione plenaria e la relativa decisione, è stata inizialmente elaborata nell&#8217;intento di eliminare le ambiguità nella gestione dei brevetti sui software e le differenze nell&#8217;interpretazione dei singoli brevetti da parte degli Stati membri dell&#8217;UE. </p>
<p>Da allora, la proposta è passata al vaglio di tre diverse commissioni parlamentari, le quali hanno apportato una serie di emendamenti volti a migliorare la definizione del tipo di invenzioni che saranno regolamentate dalla direttiva. In particolare, è stato modificato il termine &#8220;invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici&#8221;, affinché non includa i programmi per elaboratore in quanto tali, ma solo i dispositivi come i telefoni cellulari, gli elettrodomestici intelligenti, i dispositivi di comando dei motori, le macchine utensili e le invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici. </p>
<p>Tuttavia, gli oppositori della proposta sostengono che gli emendamenti non sono sufficienti e definiscono la direttiva proposta &#8220;un lupo travestito da agnello&#8221;. Uno dei manifestanti, Peter Gerwinski della Fondazione tedesca per una libera infrastruttura dell&#8217;informazione (FFII), ha dichiarato al Notiziario CORDIS che la proposta della Commissione è illusoria. &#8220;Gli estensori del documento stanno cercando di dare l&#8217;impressione di vietare i brevetti sul software, ma in realtà li stanno introducendo&#8221;. </p>
<p>Il dott. Gerwinski ha fatto riferimento alla prima versione della proposta, che forniva la seguente definizione del termine &#8220;invenzione attuata per mezzo di elaboratori elettronici&#8221;: &#8220;Un&#8217;invenzione la cui esecuzione implica l&#8217;uso di un elaboratore, di una rete di elaboratori o di un altro apparecchio programmabile e che presenta una o più caratteristiche che sono realizzate in tutto o in parte per mezzo di uno o più programmi per elaboratore&#8221;. </p>
<p>&#8220;L&#8217;attuale testo della proposta &#8211; ha affermato il dott. Gerwinski &#8211; è stato modificato affinché tale riferimento risultasse molto ben dissimulato, ma il messaggio è lo stesso: i software sono brevettabili&#8221;. </p>
<p>Programmatore di professione, il dott. Gerwinski gestisce una società di sviluppo software in Germania. Egli è fermamente convinto che la proposta della Commissione avrà conseguenze disastrose per l&#8217;innovazione e il futuro delle piccole società di software. &#8220;Quando la brevettabilità del software sarà introdotta in Europa &#8211; così come previsto a lungo termine e come già avviene negli USA &#8211; sarò costretto a chiudere la mia azienda e ad andare a lavorare per una grande società&#8221;, ha affermato il dott. Gerwinski. </p>
<p>Sebbene la direttiva comunitaria vigente (91/250/CEE) escluda il software dalle norme sulla brevettabilità, ben 30.000 brevetti di software sono già stati concessi dall&#8217;Ufficio europeo dei brevetti (UEB). &#8220;Gli attuali brevetti sono già sufficienti ad impedirmi di creare tutti i miei software&#8221;, spiega il dott. Gerwinski, aggiungendo: &#8220;Tecniche di base quali la barra di avanzamento sono già state brevettate, schiacciando le piccole imprese e consentendo alle società più grandi di monopolizzare il mercato&#8221;. </p>
<p>Tuttavia, secondo l&#8217;eurodeputata Arlene McCarthy della commissione per gli affari giuridici del Parlamento europeo, il progetto di risoluzione legislativa tiene conto delle preoccupazioni relative al potenziale impatto esercitato sulle piccole aziende. In uno degli emendamenti al documento, infatti, si chiede alla Commissione di monitorare l&#8217;impatto della legislazione sulle piccole e medie imprese (PMI). </p>
<p>Durante la manifestazione, alcuni gestori di siti web contrari al progetto di legislazione hanno dimostrato le potenziali conseguenze della brevettabilità dei software, impedendo temporaneamente l&#8217;accesso ai propri siti web. &#8220;Abbiamo voluto dimostrare ciò che accadrebbe se un titolare di brevetto impedisse l&#8217;utilizzo di un determinato componente di software: tutti i siti web connessi a quel software si bloccherebbero&#8221;, ha spiegato il dott. Gerwinski. </p>
<p>Oltre 150.000 persone hanno espresso dubbi in merito alla proposta e hanno firmato una petizione a favore di &#8220;un&#8217;Europa libera senza brevetti sui software&#8221;. Fra i sostenitori di quest&#8217;iniziativa figurano circa 2.000 titolari d&#8217;impresa e direttori generali, 2.500 sviluppatori e ingegneri di tutti i settori dell&#8217;industria europea dell&#8217;informazione e delle telecomunicazioni ed oltre 2.000 scienziati e 180 avvocati. A loro avviso, brevetti e software sono incompatibili e il copyright rappresenta la migliore soluzione per tutelare il lavoro degli autori di software. </p>
<p>&#8220;Brevettare il software è come brevettare una cipolla e poi impedirne l&#8217;utilizzo nelle ricette&#8221;, ha spiegato Tinne Van Der Straeten, attivista dei &#8220;Giovani Verdi&#8221; belgi. </p>
<p>Quest&#8217;esempio, conviene il dott. Gerwinski, dimostra efficacemente quanto sia assurdo l&#8217;obiettivo dell&#8217;attuale proposta. La FFII, pertanto, chiede agli eurodeputati di esaminare più approfonditamente la legislazione proposta e di leggere i commenti formulati dalla Fondazione prima di esprimere il loro voto il 1° settembre.
</p></blockquote>
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		<title>Il WTO e gli organismi geneticamente modificati</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2003 16:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo americano con Bush in testa sta cercando di fare pressioni tramite il WTO affinché l&#8217;Europa liberalizzi l&#8217;utilizzo degli OGM, gli organismi geneticamente modificati. Il WTO è un organo internazionale utile solo per le multinazionali, che in questo caso stanno cercando di obbligarci a mangiare ciò che non vogliamo. Le aziende non possono, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo americano con Bush in testa sta cercando di fare pressioni tramite il WTO affinché l&#8217;Europa liberalizzi l&#8217;utilizzo degli OGM, gli organismi geneticamente modificati.</p>
<p>Il WTO è un organo internazionale utile solo per le multinazionali, che in questo caso stanno cercando di obbligarci a mangiare ciò che non vogliamo.<br />
Le aziende non possono, con la mentalità attuale di massimizzare i profitti riducendo i costi di produzione anche a scapito della sicurezza, obbligarci ad importare gli OGM.</p>
<p><img src="images/ogmbush.png" align="left" hspace="4" vspace="4" title="foto Il WTO e gli organismi geneticamente modificati " alt="ogmbush Il WTO e gli organismi geneticamente modificati" />Se gli americani vogliono rischiare, facciano pure, personalmente voglio cercare di essere il più informato possibile sui rischi che sto correndo, e decidere se ne vale veramente la pena.</p>
<p>La percentuale di OGM che è presente nel nostro mercato (principalmente sui mangimi) è già troppo elevata.</p>
<p>Greenpeace ha preparato un&#8217;azione online per protestare contro questa politica.<br />
Il filmato in flash è anche molto carino.</p>
<p>Firmate la petizione:<br />
<a href="http://act.greenpeace.org/ecs/s2?i=863&amp;sk=std">http://act.greenpeace.org/ecs/s2?i=863&amp;sk=std</a><br /></p>
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		<title>Abbasso consumi = maggiore vendita auto</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2003 16:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa equazione non necessiterebbe di molte spiegazioni. Eppure sembra non essere così scontata come si pensa. Abbiamo infatti finanziato per anni la rottamazione dei vecchi veicoli, senza considerare attentamente quali nuovi modelli venivano acquistati, chiamando questa operazione &#8220;Ecoincentivi&#8221;. Finiti gli ecoincentivi, ecco che crolla il mercato dell&#8217;auto: non credo sia una cosa assurda, visto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa equazione non necessiterebbe di molte spiegazioni. Eppure sembra non essere così scontata come si pensa.</p>
<p>Abbiamo infatti finanziato per anni la rottamazione dei vecchi veicoli, senza considerare attentamente quali nuovi modelli venivano acquistati, chiamando questa operazione &#8220;Ecoincentivi&#8221;.<br />
Finiti gli ecoincentivi, ecco che crolla il mercato dell&#8217;auto: non credo sia una cosa assurda, visto che da un mese all&#8217;altro il prezzo dell&#8217;auto aumenta di 4000 euro, ed i cittadini non sono poi così stupidi.</p>
<p>Ed ecco che la Fiat dichiara che le proprie vendite sono in calo, e decide di licenziare 10000 lavoratori (all&#8217;estero, così non si rischia nessuna protesta in Italia contro la casa automobilistica).<br />
Beppe Grillo, andato ai cancelli con la Smile, l&#8217;auto di Greenpeace che fa 100 km con 3 litri basata su modifiche alla Renault Twingo, inizia il suo discorso di protesta affermando che per vendere auto bisogna fare auto che consumino poco, che siano finalmente frutto di un progresso tecnologico.</p>
<p>La Fiat, sicuramente senza tenere in considerazione nemmeno per un attimo Grillo, porta a termine lo sviluppo della nuova Punto, il suo asso nella manica per una ripresa economica. Ed in venti giorni raccoglie 32000 prenotazioni in Italia e 70000 in Europa, segno che il modello piace.</p>
<p>Analizzando con attenzione i dati che ci propongono i quotidiani, notiamo che il 35% di questi ordini coinvolge la serie Diesel Multijet a 16V, 1300 di cilindrata, contro il 6% di mercato che aveva totalizzato il diesel nel vecchio modello di Punto.</p>
<p>Perchè di questo incremento?<br />
Basta guardare i dati di consumo di questo gioiellino: 4,5 litri per 100 chilometri contro i 6 che contraddistingono la vecchia Punto.</p>
<p>Può darsi che i consumatori inizino a svegliarsi: il carburante costa caro al portafoglio ed alle vite umane (la guerra in Iraq non è poi così accantonata, se continuano a morire soldati americani, eppure è stata già bollata come terminata&#8230;).</p>
<p>Cara Fiat, continua così: non vogliamo altri SUV, vogliamo auto che ci permettano di arrivare a destinazione nella maniera più sicura possibile, con la spesa economica ed ambientale minore possibile.</p>
<p> Speriamo, inoltre, che i prossimi ecoincentivi vengano rivolti con un occhio particolare a questo tipo di auto a bassa emissione di CO2 e a basso consumo: solo così potrebbero fregiarsi del prefisso &#8220;Eco&#8221;.</p>
<p>Speriamo che la nuova Lancia Ypsilon segua la stessa strada, magari ritoccando ulteriormente i consumi verso il basso.</p>
<p>Speriamo che si arrivi alla produzione dell&#8217;auto che faccia 100km con un litro, le tecnologie ci sarebbero.</p>
<p>Speriamo.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.quattroruote.it/auto/GuidaAcquisto/auto_nuove/marca02.cfm?codmar=8&amp;codmod=3398&amp;ccarqr=V" class="broken_link">La nuova Punto a 5 Porte</a><br /></p>
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