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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Rifiuti</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Il decreto Salva Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 19:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il decreto di Monti è il 5° in ordine di tempo per quest&#8217;anno. Siccome le prime 4 ce le siamo già dimenticate, le rielenco: Decreto Sviluppo 2011 Manovra Correttiva 2011 (40 miliardi) Manovra Bis di Ferragosto Legge di Stabilità 2012 (Legge Finanziaria 2012) Fonte: Fisco e Tasse Quindi la 5° manovra di Monti, sarà forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il decreto di Monti è il 5° in ordine di tempo per quest&#8217;anno. Siccome le prime 4 ce le siamo già dimenticate, le rielenco:</p>
<ol>
<li>Decreto Sviluppo 2011</li>
<li>Manovra Correttiva 2011 (40 miliardi)</li>
<li>Manovra Bis di Ferragosto</li>
<li>Legge di Stabilità 2012 (Legge Finanziaria 2012)</li>
</ol>
<p><a href="http://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/10592-tutte-le-manovre-2011-un-riepilogo-per-non-perdersi.html">Fonte: Fisco e Tasse</a></p>
<p>Quindi la 5° manovra di Monti, sarà forse essenziale per entità, ma sicuramente non obbligata nelle misure. Scegliere di colpire questo o quel settore è una scelta politica, non tecnica. Volete un esempio? La TAV Torino Lione costa circa 20 miliardi (molto probabilmente sottostimati). I nuovi caccia F35 pare costeranno 16 miliardi di euro. Il costo dell&#8217;esenzione dell&#8217;ICI sugli immobili della Chiesa circa mezzo miliardo l&#8217;anno, mentre 1,5 miliardi l&#8217;anno costa l&#8217;insegnamento della religione cattolica nelle scuole. La Fornero dice che si possono fare modifiche: non si sa come, visto che il decreto è già stato votato e temporaneamente è già valido e già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Alla conversione in legge, tra 60 giorni, si tornerà indietro su alcuni tagli già fatti? Inoltre chiedono che eventuali modifiche siano in pareggio sui conti, ma non ci dicono la portata delle singole iniziative, quindi è impossibile.</p>
<p>Detto questo, ho notato che in molti hanno commentato positivamente o negativamente la manovra sulla base di indiscrezioni, sciocchezze, sulla capacità oratoria di Monti o sulle lacrime della Fornero. In pochi, anche vista la complessità, hanno letto il testo del decreto almeno in parte, ed <strong>in pochi hanno commentato il metodo utilizzato per salvare l&#8217;Italia</strong>: un decreto legge.</p>
<p>I decreti legge sono provvisori e vanno convertiti in legge in Parlamento. Ora, si potrebbe discutere sull&#8217;urgenza nella quale ci troviamo, ma alcune misure intraprese sono talmente strutturali ed importanti da rendere l&#8217;uso del Decreto un precedente pericoloso.</p>
<p>Al di là della sostanza, i decreti vengono sovrautilizzati per evitare il voto del Parlamento. Ma il Parlamento è l&#8217;organo Istituzionale che più ci rappresenta, quello che abbiamo votato. La Costituzione mette nelle mani del Parlamento la responsabilità di rappresentarci, e proprio per questo non votiamo direttamente il Presidente del Consiglio.<span id="more-4513"></span></p>
<p>Ora, anche dando per scontato che Monti ed i suoi Ministri siano la persone più oneste del Mondo, con questo Governo e questo decreto abbiamo visto scavalcare ancora una volta la Costituzione. Possiamo essere d&#8217;accordo con le misure o no, ma questo non cambia il fatto che la democrazia abbia delle regole. Quando queste non vengono rispettate, si toglie un pezzo di democrazia. Quando agiva in questo modo Berlusconi in molti, giustamente, lo criticavano. La mano è cambiata, ma quello che era sbagliato prima è sbagliato ancora, <strong>con l&#8217;aggravante che nessuno ha mai votato per Monti, in Italia.</strong></p>
<p>Del resto la manovra contiene tutte misure assolutamente discutibili: nel senso che si possono accettare, convidere o contestare, ma nessuna delle quali è obbligatoria.</p>
<p>La complessità delle modifiche è tale che l&#8217;informazione è assolutamente parziale e gli approfondimenti che ho visto non scalfiscono nemmeno la pelle delle misure. I giudizi seri si fanno conoscendo le materie, lo diamo per scontato oppure giochiamo anche oggi al bar sport, facendo tutti gli allenatori?</p>
<p>Faccio 3 esempi:</p>
<p>- La manovra tocca il numero di consiglieri provinciali. Non tocca il numero dei componenti della Giunta. Così a fronte di un massimo di 10 consiglieri (che vengono eletti direttamente) avremo giunte di 15-20 componenti, nominati dal Presidente provinciale. <strong>Questo è molto peggio della soppressione dell&#8217;Ente, perché si toglie ai cittadini la possibilità di scegliere quali saranno i loro rappresentanti</strong>, aumentando la percentuale minima per l&#8217;elezione di un componente e riducendo le capacità di controllo dei cittadini nei confronti dell&#8217;amministrazione.</p>
<p>- <strong>il taglio dell&#8217;indicizzazione Istat delle pensioni colpisce in particolar modo le pensioni medio-basse</strong>. Vengono salvate quelle fino a 950€. Quelle tra 3 volte e 5 volte il minimo erano già indicizzate al 70%, mentre quelle sopra le 5 volte già prima del decreto erano state de-indicizzate. Quindi la manovra Monti toglie, per il prossimo anno,  il 2,6% (previsionale indice Istat per il 2012) a chi prende dai 950€ ai 1443€, l&#8217;1,82% dai 1443 ai 2405€, 20€ in tutto a chi prende più di quella cifra. Quindi chi colpisce maggiormente? Non i più ricchi, come ci viene raccontato.</p>
<p>- Nel decreto si cambia la tariffa dei rifiuti. Verrà calcolata sulla base della superficie dell&#8217;immobile, e non si dice come faranno i comuni che applicano già la tariffa puntuale (si paga in base ai rifiuti realmente prodotti) e quelli che intendono farlo. In più, la tariffa ricoprirà per una quota &#8220;gli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti&#8221;. Questo è esattamente il contrario di quello che hanno chiesto i cittadini, per l&#8217;acqua, nel referendum votato a Giugno 2011 (non molto tempo fa, ricordate?), che chiedeva l&#8217;eliminazione del recupero tramite tariffa del capitale investito.<br />
<strong>Significa, in buona sostanza, che se il gestore dei rifiuti decide di costruire un inceneritore, il suo costo andrà in tariffa e noi lo pagheremo anche se nemmeno un chilogrammo di rifiuti ci andrà a finire</strong>. Che è l&#8217;esatto contrario del principio delle privatizzazioni e del libero mercato: le aziende assumono un rischio d&#8217;impresa per fornire un servizio, il cui costo unitario va in concorrenza con quello di altre aziende.</p>
<p>- Con il sistema contributivo non sarebbe necessario mettere limiti minimi di età o di anni di lavoro alla pensione. Se ho versato abbastanza, con un calcolo della aspettativa media di vita ed una rivalutazione del capitale contribuito, potrei andare in pensione anche dopo 10 anni. Ovviamente la misura sarebbe commisurata alla contribuzione, e probabilmente non sarebbe sufficiente, ma dovrebbero lasciare al singolo la decisione, e limitare i vincoli minimi alla fruizione della pensione minima. Ogni altra norma sarebbe solo utile a far cassa, e sarebbe aggiuntivo rispetto ad un sistema esclusivamente previdenziale. Tra l&#8217;altro obbligare al lavoro chi potrebbe andare in pensione, limita i posti di lavoro ed accentra la ricchezza su pochi invece di distribuirla: uno che ha guadagnato 4 volte la media potrebbe decidere di andare in pensione dopo 10 anni e prendere 1/4 di quello che prenderebbe lavorando 40 anni, avere comunque un entrata sufficiente per vivere e lasciando spazio ad altri. Non sarebbe questa la libertà? Quella libertà di cui parlano tutti e che tanti partiti mettono nei propri simboli e nei propri discorsi?</p>
<p><strong>Questo per dire che nel merito se ne possono dire tantissime, e sarebbe giusto farlo.</strong> Dovrebbero farlo soprattutto i nostri Parlamentari, eventualmente anche dando un limite massimo ai tempi necessari per la discussione. Invece diamo per buono il tutto, alcuni addirittura &#8220;senza se e senza ma&#8221;.</p>
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		<title>Chi abbandona i rifiuti è tre volte coglione&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 07:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbandoni i rifiuti? Sei tre volte coglione. via Chi abbandona i rifiuti è tre volte coglione&#8230;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/11049/chi-abbandona-i-rifiuti-e-tre-volte-coglione?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+ecoblog%2Fit+%28ecoblog%29&amp;utm_content=FriendFeed+Bot"><img src='http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/08/abbandonorifiuti.jpg' alt="abbandonorifiuti Chi abbandona i rifiuti è tre volte coglione..."  title="foto Chi abbandona i rifiuti è tre volte coglione... " /></a></p>
<p>Abbandoni i rifiuti? Sei tre volte coglione.</p>
<p>via <a href="http://www.ecoblog.it/post/11049/chi-abbandona-i-rifiuti-e-tre-volte-coglione?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+ecoblog%2Fit+%28ecoblog%29&amp;utm_content=FriendFeed+Bot">Chi abbandona i rifiuti è tre volte coglione&#8230;</a>.</p>
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		<title>Buona la seconda</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 12:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; vero che la prima volta non si scorda mai, però mi fa schifo che dei rifiuti di Palermo (e di quelli nuovi di Napoli) si parli molto meno di quanto sia avvenuto in passato. Il motivo è sempre lo stesso, non si può rovinare il &#8220;fiore all&#8217;occhiello&#8221; del Governo, anche se è un fiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/06/pa_03_672-458_resize.jpg"><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2010/06/pa_03_672-458_resize-300x182.jpg" alt="pa 03 672 458 resize 300x182 Buona la seconda" title="pa_03_672-458_resize" width="300" height="182" class="alignnone size-medium wp-image-4209" /></a>E&#8217; vero che la prima volta non si scorda mai, però mi fa schifo che dei <a href="http://www.corriere.it/gallery/cronache/06-2010/palermo/1/palermo-strade-invase-rifiuti_57a5ae00-7e31-11df-a575-00144f02aabe.shtml#3">rifiuti di Palermo</a> (e di quelli nuovi di Napoli) si parli molto meno di quanto sia avvenuto in passato.</p>
<p>Il motivo è sempre lo stesso, non si può rovinare il &#8220;fiore all&#8217;occhiello&#8221; del Governo, anche se è un fiore finto.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/gallery/cronache/06-2010/palermo/1/palermo-strade-invase-rifiuti_57a5ae00-7e31-11df-a575-00144f02aabe.shtml#3">Corriere.it</a></p>
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		<title>Le emergenze rifiuti non sono tutte uguali</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 13:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricordo ancora il tam tam mediatico esploso giustamente durante l&#8217;emergenza rifiuti di Napoli. Quella di Palermo, iniziata pochi mesi dopo, è pressoché sconosciuta al grande pubblico. La differenza? Allora si doveva far cadere un Governo, oggi bisogna cercare di nasconderne i problemi. Purtroppo ci siamo talmente abituati a questa manipolazione televisiva delle informazioni che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo ancora il tam tam mediatico esploso giustamente durante l&#8217;emergenza rifiuti di Napoli. Quella di <a rel="nofollow" href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_13/emergenza_rifiuti_sindaci_piazza_palermo_30834860-d039-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">Palermo</a>, iniziata pochi mesi dopo, è pressoché sconosciuta al grande pubblico. </p>
<p>La differenza? Allora si doveva far cadere un Governo, oggi bisogna cercare di nasconderne i problemi.</p>
<p>Purtroppo ci siamo talmente abituati a questa manipolazione televisiva delle informazioni che non ce ne lamentiamo nemmeno più. Il piano di rinascita democratica era mano di esperti, evidentemente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sulla nave dei Veleni</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 07:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra che la nave dei veleni, affondata con fusti e scheletri umani nel mare del cosentino, non sia quella alla quale il pentito si riferiva. Questo però significa che se il pentito dice il vero, la nave c&#8217;è e non sappiamo dove. Inoltre non è detto che questa sia meno pericolosa Il fatto di non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_27/nave-veleni-cetraro-prestigiacomo_fa76990e-c2ee-11de-9afa-00144f02aabc.shtml">Sembra</a> che la nave dei veleni, affondata con fusti e scheletri umani nel mare del cosentino, non sia quella alla quale il pentito si riferiva.<br />
Questo però significa che se il pentito dice il vero, la nave c&#8217;è e non sappiamo dove. Inoltre non è detto che questa sia meno pericolosa</p>
<p>Il fatto di non vedere dove sono stati affondati i veri rifiuti radioattivi è una pessima notizia, e se vogliamo tutelare la nostra credibilità come paese produttore di <strong>specialità alimentari</strong> e patria del <strong>turismo</strong> dobbiamo affrontare subito questo problema, invece di mantenerlo in coda ai TG tra la rubrica del gossip e quella dei video buffi dal web.</p>
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		<title>Briblo: Gestione dei rifuiti nucleari in Francia, e da noi?</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2009/briblo-gestione-dei-rifuiti-nucleari-in-francia-e-da-noi/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 23:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia sta rimbalzando su tutti i blog tra cui Petrolio, Vogliaditerra, LorenzoC: i francesi hanno stoccato loro rifiuti radioattivi provenienti dalle centrali nucleari in Siberia a cielo aperto. Tralasciando il fatto che sono anche rifiuti nostri, visto che compriamo l&#8217;energia dai cugini d&#8217;oltralpe e che ENI ed EDF sono soci, vi passa minimamente in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La notizia sta rimbalzando su tutti i blog tra cui Petrolio, Vogliaditerra, LorenzoC: i francesi hanno stoccato loro rifiuti radioattivi provenienti dalle centrali nucleari in Siberia a cielo aperto. Tralasciando il fatto che sono anche rifiuti nostri, visto che compriamo l&#8217;energia dai cugini d&#8217;oltralpe e che ENI ed EDF sono soci, vi passa minimamente in testa cosa potrebbero fare i mafiosi se veramente aprissimo centrali nucleari qui da noi? Tutto documentato da una video-inchiesta.<br />
Ma non finisce qui! Pare che altro materiale radioattivo sia stato utilizzato come materia prima nelle infrastrutture. </p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.bricke.net/blog/2009/10/gestione-dei-rifuiti-nucleari-in.html">Briblo: Gestione dei rifuiti nucleari in Francia, e da noi?</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elezioni: La gelosia delle idee</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 19:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io sinceramente non capisco tutta questa rabbia di chi ha sempre sostenuto alcune idee ed oggi le vede condivise da avversari politici. Alcune delle idee per le quali ho lavorato per anni quasi in solitudine oggi sono patrimonio comune, come ad esempio l&#8217;uso del software libero. Se l&#8217;obiettivo è il cambiamento, e non il proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sinceramente non capisco tutta questa <strong>rabbia</strong> di chi ha sempre sostenuto alcune idee ed oggi le vede condivise da avversari politici. Alcune delle idee per le quali ho lavorato per anni quasi in solitudine oggi sono patrimonio comune, come ad esempio l&#8217;uso del software libero. Se l&#8217;obiettivo è il <strong>cambiamento</strong>, e non il proprio timbro, <strong>quando una battaglia fa cambiare idea agli altri è già mezza vinta.</strong></p>
<p>Se nel 2004 ci fossero stati più sostenitori del porta a porta, e più voti a chi lo chiedeva, oggi non avremmo un nuovo inceneritore. Questo è un dato oggettivo. Ma oggi, che senso ha arrabbiarsi se altri hanno cambiato idea?</p>
<p>Qualcuno arriva ad accusare di ipocrisia <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Balzani</a> perché da mesi si è impegnato su questo tema. Per queste persone sarebbe stato forse meglio che il candidato con più probabilità di essere eletto sindaco non si impegnasse su questo fronte? Mi pare una follia.</p>
<p>Non a caso <strong>Bulbi</strong> e <strong>Lucchi</strong>, candidati come presidente in Provincia e Sindaco a Cesena, non l&#8217;hanno inserito nel proprio programma. Perché il programma è un impegno e gli impegni non rispettati si pagano. Semplicemente loro non lo vogliono fare. Infatti, per coerenza, i Verdi in questi due casi hanno deciso di presentarsi fuori dalle coalizioni che li sostengono.</p>
<p>Che senso ha questa lotta così affannata contro l&#8217;unico che si avvicina alle proprie idee, e la quasi totale indifferenza verso chi invece ha autorizzato veramente l&#8217;inceneritore o chi si candida senza voler migliorare la gestione dei rifiuti?</p>
<p><em>Chi riceve un&#8217;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia; come chi accende la sua candela con la mia riceve luce senza lasciarmi al buio. (T. Jefferson)</em></p>
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		<title>Elezioni Forlì: L&#8217;innovazione fa paura, ma occorre cambiare e smaltire le cattive pratiche.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 08:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Capisco la preoccupazione di Andrea Ragazzini sul porta a porta, i cambiamenti e l&#8217;innovazione fanno sempre un po&#8217; paura a chi non è disposto a confrontarsi con le nuove tecnologie.</p>
<p>Le stesse frasi fatte, probabilmente diffuse ad arte da chi aveva interessi in ballo, si sentivano anche a Forlimpopoli prima dell&#8217;avvio di questo sistema. Dopo 2 mesi l&#8217;opinione pubblica si è ribaltata, come accade ogni volta, ed oggi il più del 90% dei cittadini non tornerebbe indietro.</p>
<p>Se lo scenario apocalittico che descrive Ragazzini, simile a quello ipotizzato inizialmente da Hera, fosse realistico, siamo sicuri che il consenso sarebbe questo?<span id="more-3824"></span></p>
<p>Il porta a porta non è una utopia dei Verdi, che lo hanno proposto sul nostro territorio per primi , ma un sistema già diffuso in tutto il Mondo, con esempi che vanno dai piccoli comuni virtuosi come Ponte nelle Alpi alle metropoli ed i monolocali di Tokyo.</p>
<p>Nel Veneto è una realtà da anni, chiunque lo abbia visitato non ha visto città immerse dai rifiuti, come invece è accaduto in altre realtà che non fanno raccolta differenziata, ma strade finalmente libere e pulite, una maggiore attenzione ai beni comuni ed un amore per l&#8217;ambiente che si traduce positivamente anche nell&#8217;economia locale.</p>
<p>Tutti gli studi scientifici confermano che i cassonetti non permettono livelli elevati di raccolta differenziata, indipendentemente dalla buona volontà dei cittadini: grazie ai cassoni senza padrone è possibile smaltire rifiuti anche pericolosi per la salute in pieno anonimato. Inoltre basta un comportamento sbagliato per compromettere gli sforzi di tutto un quartiere.</p>
<p>Dato che il territorio è finito e non possiamo riempire di discariche le campagne e di cenere la nostra aria, occorre puntare a ridurre la quantità di rifiuti fino a tendere allo zero.</p>
<p>Sono sicuro che anche Andrea cambierà idea se i Verdi e <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Balzani</a> avranno un buon risultato e riusciranno ad innovare la raccolta differenziata, esattamente come accaduto a Forlimpopoli ed in tutti i Comuni dove è stato applicato questo sistema.</p>
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		<title>Elezioni Forlì: 13 MAGGIO Una città responsabile i perchè del porta a porta</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 18:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 13 maggio 2009 &#8211; ore 20,45 Taverna Verde di Ospedaletto via Somalia 2, Forlì Roberto Balzani Candidato Sindaco di Forlì presenta il suo programma in tema ambientale Natale Belosi esperto Ecoistituto Faenza mette a confronto le migliori esperienze sul tema rifiuti Seguirà dibattito nel quale i cittadini possono intervenire con domande,proposte,idee. Saranno presenti componenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/05/kuba_crystal_earth_recycle-141x150.png" alt="kuba crystal earth recycle 141x150 Elezioni Forlì: 13 MAGGIO Una città responsabile i perchè del porta a porta" title="kuba_crystal_earth_recycle" width="141" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3808" />Mercoledì 13 maggio 2009 &#8211; ore 20,45 Taverna Verde di Ospedaletto via Somalia 2, Forlì <strong>Roberto Balzani</strong>  Candidato Sindaco di Forlì presenta il suo programma in tema ambientale</p>
<p>Natale Belosi esperto Ecoistituto Faenza mette a confronto le migliori esperienze sul tema rifiuti</p>
<p>Seguirà dibattito nel quale i cittadini possono intervenire con domande,proposte,idee.</p>
<p>Saranno presenti componenti di tutte le liste della coalizione che sostengono Balzani Sindaco</p>
<p>Scarica e diffondi il volantino dell&#8217;iniziativa:<br />
<a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/05/docmerc13maggiolow.pdf'>Volantino 13 Maggio 2009 &#8211; Una città responsabile: i perché del porta a porta</a></p>
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		<title>Discariche abusive fiume Bidente &#8211; Zona Via Maglianella 21- 23/B</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 11:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da tempo nella zona di Magliano, lungo la strada bianca che costeggia il fiume Ronco (accessibile dalla via Maglianella, civici 21-23b, dopo circa 20-30 metri ci sono almeno due punti, individuabili da uno spiazzo dove è possibile accostare un&#8217;autovettura), si nota la presenza costante di rifiuti di ogni genere: urbani, speciali, ingombranti, abbandonati lungo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Da tempo nella zona di Magliano, lungo la strada bianca che costeggia il fiume Ronco (accessibile dalla via Maglianella, civici 21-23b, dopo circa 20-30 metri ci sono almeno due punti, individuabili da uno spiazzo dove è possibile accostare un&#8217;autovettura), si nota la presenza costante di rifiuti di ogni genere: urbani, speciali, ingombranti, abbandonati lungo la sponda del fiume in diversi punti.</p>
<p>Nelle foto che alleghiamo si notano, fra le varie tipologie di rifiuto, un divano, macerie, pallets di legno, secchi e flaconi di sostanze chimiche, sacchi di cemento, etc.</p>
<p>In una circostanza è stata rilevato addirittura l&#8217;abbandono di un&#8217;auto, a pochi passi dall&#8217;acqua!</p></blockquote>
<p><span id="more-3782"></span><br />
<blockquote>
<p>Ricordiamo che la zona di Magliano è classificata come &#8220;Sito di Importanza Comunitaria (SIC)&#8221; ai sensi della Direttiva Europea &#8220;Habitat&#8221; del 1992.</p>
<p>In questi ambienti si trovano importanti siti di sosta e riproduzione di specie faunistiche protette, per la cui tutela dalle varie forme di disturbo e contaminazione ambientale (fra le quali una è appunto l&#8217;abbandono di rifiuti) sono delegati gli enti locali.</p>
<p>Riteniamo pertanto necessario che gli Enti preposti prevedano opportuni servizi di monitoraggio e sorveglianza su queste aree sensibili, avvalendosi anche della collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, per identificare e perseguire a norma di legge gli inquinatori.</p>
<p>Il problema dei rifiuti e delle discariche abusive è un fenomeno che colpisce tutto il nostro paese e anche il nostro comune non fa eccezione.</p>
<p>WWF Forlì
</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Roberto Balzani: Programma della coalizione per le Elezioni Amministrative 2009 nel Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Roberto Balzani IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">sindaco di Roberto Balzani</a></strong></p>
<p><strong>IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI</strong></p>
<p>In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e futuro alla nostra città.</p>
<p>L’attuale crisi non è solo finanziaria, ma anche morale e sociale. Per questo, l’amministrazione che verrà dovrà lavorare insieme e per i cittadini. I metodi che intendiamo utilizzare sono la trasparenza, la partecipazione e l’informazione.</p>
<p>I progetti saranno accessibili attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, come ad esempio il portale web del comun, perché ciascuno possa contribuire con proprie proposte e controllare i risultati. Partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, verificare.<span id="more-3755"></span></p>
<p>Ci impegniamo a ricercare e sostenere nuove e più avanzate possibilità di lavoro, partendo da una nuova economia che sfrutti le potenzialità dell’innovazione, della ricerca, e sappia recuperare e salvaguardare quelle tradizionali.</p>
<p>In questo contesto è necessario un mutamento anche della politica, che sappia dimostrare di rappresentare con chiarezza gli ideali e gli interessi della collettività contrapposti a quelli particolari, riconquistando alla partecipazione tante persone apatiche e deluse. La politica locale deve partire da un maggiore coinvolgimento dei cittadini dal basso. Occorre che i cittadini partecipino, decidano e poi verifichino, Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto.</p>
<p>Il comune, inoltre, deve assumere un compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i muti alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte.</p>
<p><strong>ASCOLTO, PARTECIPAZIONE, DECISIONE, VERIFICA, TRASPARENZA</strong><br />
<strong>Il cambiamento facciamolo insieme</strong></p>
<p>La democrazia partecipata è il metodo con il quale la coalizioni si propone di governare nel prossimo quinquennio la città e il territorio. Ciò non significa svilire il ruolo e lo spazio della legittima rappresentanza dei cittadini, ma incrementare la fascia delle persone coinvolte nei processi decisionali. Per raggiungere tale ambizioso obiettivo, è tuttavia necessario partire dal vertice. Passione, competenza, spirito di servizio, capacità di fare squadra sono le caratteristiche accomunano le donne e gli uomini della nuova coalizione. Ne fanno parte tante persone libere, disinteressate, dotate di forti principi morali e democratici, che non intendono tramutarsi in professionisti della politica, servizio al quale promettono di dedicare non più di due mandati.</p>
<p><strong>Un obiettivo e un impegno assoluti: la trasparenza</strong><br />
1.Gli eletti debbono dar prova di estrema trasparenza, dando massima visibilità ai propri redditi per non creare dubbi sul servizio reso alla comunità. L’anagrafe degli eletti può implementare quanto già previsto dalla vigente normativa comunale, così come l’applicazione del Codice etico europeo, sottoscritto da eletti e amministratori, anche attraverso la diffusione trasparente degli ambiti di interesse privato che eventualmente riguardino gli amministratori. Occorre affermare la parità di genere per aumentare la presenza femminile, includere giovani e individui selezionati sulla base del merito, costituire una squadra di persone appassionate e perbene.<br />
2.La nomina dei rappresentanti comunali nelle società partecipate deve avvenire sulla base di bandi che selezionino i candidati sulla base di specifici profili di competenza. Limite dei due mandati ed eliminazione del cumulo degli incarichi sono i principi ai quali intendiamo rigorosamente attenerci.<br />
3.In apertura di mandato, il sindaco verificherà insieme con il consiglio comunale la condizione delle Società partecipate, per valutarne l’apporto offerto al pubblico interesse, la struttura della governance, le possibilità di ulteriori semplificazioni e risparmi, dopo quelli già operati nella passata legislatura. Dell’intero sistema delle partecipate si renderà conto alla cittadinanza in pubbliche riunioni, in modo che siano chiare impegni ed obiettivi dell’amministrazione.</p>
<p><strong>Il confronto è il nostro metodo, insieme il nostro motto</strong></p>
<p>La coalizione s’impegna, indipendentemente dall’esito delle consultazioni e dai risultati conseguiti dalle singole liste, a promuovere periodiche riunioni di maggioranza, affinché il progetto politico comune sia affermato nelle istituzioni e nelle città. Nello stesso tempo, propone di diffondere, utilizzando in primo luogo la comunicazione elettronica, iniziative ed idee emerse in sede di civica rappresentanza, in modo da rendere effettivo il protagonismo del consiglio e più chiara la sua funzione d’indirizzo e di cuore della democrazia forlivese.</p>
<p>La partecipazione, inoltre, va promossa e spinta a livello territoriale, da un lato dotando di maggiori risorse le circoscrizioni per gl’interventi più immediati, dall’altro, rispondendo tempestivamente alle domande dei quartieri. La legittimazione dei livelli di democrazia decentrata sono fondamentali per accrescere la capacità di ascolto dell’amministrazione. Non solo. Occorre utilizzare lo strumento già ampiamente sperimentato di assemblee di cittadini su singoli temi, rapide e ben organizzate affinché siano chiari temi e proposte – sia nei territori sia in città – può divenire, insieme col potenziamento della rete civica, un veicolo efficace di coinvolgimento, con immediati riscontri sull’azione amministrativa.</p>
<p>Le presenza dei rappresentanti eletti degli studenti universitari nella civica assemblea, costituisce un valore cui il prossimo consiglio comunale darà adeguata risposta.</p>
<p>La verifica dei risultati, infine, viene assunta come garanzia degl’impegni nei confronti della cittadinanza. Il pubblico monitoraggio di ciò che sta avvenendo (con rapporti periodici trasferiti in rete), a livello dei progetti maggior rilievo, offre agli elettori e ai cittadini l’opportunità di rendersi conto in tempo reale delle capacità gestionali dell’amministrazione e anche della complessità dei problemi o degli ostacoli presentatisi in corso d’opera. Il bilancio partecipato costituisce un logico punto d’arrivo per questo processo, che s’intende realizzare entro il secondo esercizio di questa amministrazione.</p>
<p><strong>UN NUOVO RUOLO PER FORLI’</strong></p>
<p>Forlì è una città di medie dimensioni, connotata da un buon livello di vita, da un elevato standard di servizi sociali, da un ottimo livello di offerta formativa, da una lunga tradizione di collaborazione fra i vari attori economici, sociali e istituzionali e da una vivace cultura associativa. Tale profilo, sicuramente alto rispetto a tante altre realtà del nostro paese si deve alla coesione, al senso civico e al lavoro dei suoi cittadini, oltre che alla solidità delle amministrazioni di sinistra e di centro-sinistra, che hanno assicurato nel corso di molti decenni un costante incremento del proprio capitale umano e sociale. </p>
<p>Una delle caratteristiche più originali tanto della realtà urbana quanto del mondo rurale è costituita da un solido e coeso tessuto sociale, favorita da politiche inclusive da parte degli attori pubblici, sostenuti da un diffuso consenso a livello d’individui e di sodalizi. In questa dinamica culturale consiste un valore assolutamente qualificante, che intendiamo rivendicare con orgoglio contro l’egoismo, la frantumazione dei legami di prossimità e la sollecitazione, spesso latente, dell’odio xenofobo praticati da gran parte della destra. La responsabilità della nuova coalizione consiste, dunque, da un lato nella riaffermazione di un’idea di amministrazione pubblica locale storicamente vocata all’integrazione sociale, all’eliminazione progressiva delle disuguaglianze e alla protezione dei più deboli, senza distinzioni; dall’altro nella proposta di un rinnovato protagonismo forlivese, declinato non in senso municipalistico, ma in funzione di più solidi ed estesi legami territoriali.</p>
<p><strong>Forlì deve tornare ad essere capoluogo</strong></p>
<p>Forlì, nel contesto del comprensorio e in accordo con gli altri centri romagnoli, può e deve esercitare un ruolo significativo, fungendo da propulsore delle comunità di più esigue dimensioni, per quanto attiene l’organizzazione di taluni servizi qualificati, l’elaborazione di politiche comuni da tradurre in regolamenti condivisi, la programmazione territoriale, la sollecitazione al compimento di alcune basilari reti infrastrutturali (a partire dalle rete di comunicazione evolute). </p>
<p>E, d’altro canto, costruendo con le altre principali città romagnole una reale politica di sistema, inevitabile per risolvere le grandi questioni infrastrutturali (porti, aeroporti, grandi direttrici, snodi logistici, ecc.), ponendo l’accendo sulla complementarietà delle funzioni ed evitando sprechi, per dar seguito alle politiche di area vasta (nel settore della sanità, dei trasporti, ecc.) promosse dalla Regione.</p>
<p> V’è la consapevolezza, tuttavia, che tale ruolo sarà effettivo solo se sarà infranto il muro del municipalismo deteriore e le relazioni inter-comunali saranno caratterizzate da una cultura progettuale comune. Dovrà essere affrontato e risolto il problema del dualismo fra i due maggiori centri urbani della provincia, superando una divisione antica che produce costi e duplicazioni di servizi e di strutture e che limita la capacità di programmazione. Della qual cosa saremo strenui sostenitori all’interno del contesto romagnolo. </p>
<p>Come? Attraverso un esame periodico e regolare delle questioni aperte e delle prospettive d’azione fra gli amministratori locali che saranno eletti nella tornata di giugno. Poiché la nuova coalizione possiede una politica del territorio ed è in grado di governarla, lo scambio di esperienze e la comune progettualità risalterà come indicazione di una nuova qualità della politica in Romagna.</p>
<p><strong>Diamo risposte concrete alla crisi: aiutiamo le famiglie, proteggiamo il lavoro</strong></p>
<p>Gli effetti della pesante crisi mondiale sono assai visibili anche in un territorio connotato da un’imprenditoria diffusa come il nostro. La contrazione della domanda e le difficoltà connesse all’accesso al credito hanno messo in difficoltà numerose aziende di media e piccola dimensione, con riflessi durissimi sul piano dell’occupazione. E’ chiaro che l’amministrazione comunale, nel prossimo quinquennio, dovrà dedicare il massimo appoggio ai soggetti travolti da questa temperie: i lavoratori e le imprese da una parte e le famiglie dall’altra.</p>
<p>Circa i primi, è necessaria una politica straordinaria di aiuto, in grado di mettere a disposizione risorse crescenti per attuare una politica di sgravi nelle tariffe (mense scolastiche, trasporti, trasporti scolastici, ecc.) a immediato vantaggio delle famiglie dei lavoratori in difficoltà. Ulteriori interventi devono riguardare il potenziamento di strumenti già disponibili, a sollievo del costo delle utenze e degli affitti destinando a tal fine  in maniera progressiva parte dei dividendi di Hera. Si tratterà di valutare nei prossimi mesi, se questi interventi saranno sufficienti, oppure se occorrerà pensare ad interventi aggiuntivi o di natura diversa evitando di disperdere risorse in servizi che non sono più efficaci a sanare i nuovi bisogni, ripensando agli interventi in modo da corrispondere adeguatamente alle necessità emergenti e allo stesso tempo riorganizzando i contributi economici, creando una frequenza maggiore nella verifica delle fasce di reddito in mode da intercettare immediatamente i cambiamenti economici delle famiglie.</p>
<p><strong>Il nostro sostegno alle imprese</strong><br />
Circa le imprese, occorre osservare che le istituzioni locali si sono mosse tempestivamente sul versante del rafforzamento dei Consorzi Fidi. E’ tuttavia di vitale importanza offrire il massimo supporto affinché la congiuntura non produca una drastica contrazione del nostro patrimonio imprenditoriale. </p>
<p>La competizione si affronta con interventi intensivi., sostenendo la ricerca e l&#8217;innovazione, favorendo chi sperimenta nuove produzioni e attività, che producono risparmio energetico e rispetto ambientale. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) delle nuove tecnologie. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’Università deve essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il Polo tecnologico aeronautico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Semplifichiamo la vita ai cittadini, rendiamo amica la pubblica amministrazione</strong><br />
A questo proposito, l’offerta dell’amministrazione può interessare vari settori:</p>
<p>Una decisa opera di semplificazione e di sburocratizzazione, attraverso una revisione delle procedere ed una riorganizzazione dei servizi amministrativi (anche ai fini di assicurare tempi certi nelle autorizzazioni amministrative), nell’ovvio rispetto delle legislazione vigente e in base ad una valorizzazione rigorosamente meritocratica delle grandi risorse umane interne. L’efficienza e la rapidità della risposta amministrativa sono una priorità per tutti i cittadini. </p>
<p>Riteniamo indispensabile, inoltre, contrastare il processo puramente demagogico che alimenta la convinzione che la pubblica amministrazione sia sempre e comunque una macchina burocratica e farraginosa, investendo sulla valorizzazione delle competenze interne, riducendo le consulenze esterne, verificando non solo forme di coordinamento o di radicale ristrutturazione del livello dirigenziale (direttore generale, city manager, ecc.), ma introducendo anche approfondimenti intermedi che favoriscano la soluzione delle criticità, cercando nel contempo formule di rilancio dell’immagine della pubblica amministrazione.   </p>
<p>Inoltre, in questo momento di ristrettezze economiche, una migliore ed oculata destinazione dei mezzi finanziari e l’impiego dell&#8217;innovazione tecnologica potrebbero liberare delle importanti risorse a favore della collettività. </p>
<p>In questa situazione occorre attivare, motivandola adeguatamente, ogni risorsa umana disponibile all&#8217;interno dell’amministrazione comunale per costruire un più efficiente modello di gestione dei servizi  comunali. </p>
<p><strong>Qualità e sicurezza degli insediamenti, innovazione negli impianti, riduzione dei costi energetici</strong></p>
<p>L’individuazione di un’offerta insediativa di qualità, con alte dotazioni tecnologiche, bassi impatti ambientali, alta efficienza energetica. La qualificazione dello sviluppo rappresenta una sfida nella transizione da un epoca connotata da alti consumi (di energia e di territorio) ad una dominata da una logica di risparmio (dalle risorse ai rifiuti). L’amministrazione comunale può fungere da battistrada, stimolando apposite politiche d’incoraggiamento e di sperimentazione d’impianti destinati alla produzione delle energie rinnovabili, utilizzando il proprio patrimonio, collegandosi all’esperienza di altri comuni del territorio, contribuendo all’abbattimento della bolletta energetica pubblica. </p>
<p><strong>Valorizziamo il sapere e mettiamo in rete la conoscenza</strong></p>
<p>C’è inoltre l’esigenza di rafforzare le infrastrutture immateriali del nostro territorio anche in termini di relazioni e scambi di conoscenza e tecnologia tra il mondo economico e l’insediamento universitario. Alcune iniziative sono già state assunte, ma l’esigenza di raccordare meglio il patrimonio di saperi prodotto dall’Università con la quotidiana esperienza dei cittadini e delle imprese è un’esigenza percepita e diffusa. Anche in questo caso, l’amministrazione, con interventi mirati e a costi contenuti indirizzati ai laureati più brillanti, può testimoniare la praticabilità di un percorso di progressivo arricchimento qualitativo dello sviluppo locale (dal settore dell’intercettazione di risorse di finanziamento internazionale a quello della progettazione delle pratiche di partecipazione e di concertazione; dallo stimolo al ridisegno della città alle politiche ambientali). </p>
<p><strong>Il nostro progetto è il sistema Romagna</strong></p>
<p>La costruzione del sistema romagnolo non può prescindere da alcune fondamentali visioni dello sviluppo infrastrutturale, particolarmente importanti in una fase di ripensamento e di riorganizzazione degli assetti produttivi. I perni di questa politica di area vasta, peraltro ancora declinata a livello di governance, sono tradizionalmente rappresentati dall’integrazione fra il porto di Ravenna, l’aeroporto di Forlì (del quale è avviato il processo di privatizzazione), l’interporto di Cesena e lo scalo merci di Villa Selva il potenziamento della Cervese fino al raccordo con l’E-45, la connessione fra Forlì e Cesena, la riorganizzazione del sistema fieristico, la collocazione del capoluogo fra i grandi assi del nord-est e il centro Italia (Toscana, attraverso la SS 67/valle del Tevere). Lo strumento di questa integrazione sarà l’attuazione di quanto già previsto dagli studi scientifici multidisciplinari come il progetto SISTEMA, che coniuga trasporto pubblico ed opere necessarie. E’ chiaro che, coerentemente con l’impostazione fin ad ora espressa, tanto più queste opere avranno una prospettiva di connessione armonica con il territorio, quanto minore sarà il loro impatto ambientale.<br />
Ciò significa, in altri termini, che esse non possono non essere calate all’interno di un processo volto da un lato all’agevolazione delle funzioni produttive, dall’altro alla difesa di alti standard di qualità della vita. Il  recupero della via Emilia storica – contestuale alla connessione fra Forlì e Cesena e alla risoluzione della questione del flusso del traffico pesante – a mezzi pubblici innovativi e a percorsi ciclabili, ben testimonia lo stretto rapporto, oggi non solo praticabile, ma necessario fra qualità dello sviluppo e qualità ambientale. </p>
<p><strong>IL CENTRO STORICO: IL LUOGO DELLA NOSTRA IDENTITÀ</strong><br />
Un luogo di abitazioni, di commerci, di cultura </p>
<p>Anni di riflessioni e di tentativi hanno posto in evidenza un dato: la questione del centro storico di Forlì, che pure interessa direttamente circa un decimo della popolazione residente, ma che riveste un grande significato identitario, culturale ed economico-sociale, si può affrontare attraverso una visione progettuale che tenga insieme salvaguardia, tutela del suo tessuto, valorizzazione della sua qualità ambientale e garanzia di una accessibilità determinata dalle sue caratteristiche, promozione di un qualificato reinsediamento di attività commerciali e artigianali, il recupero – mercé incoraggiamenti e agevolazioni &#8211; della sua funzione abitativa. </p>
<p>Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità: a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato (che entro la legislatura dobbiamo portare per estensione al livello medio degli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna), connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’inclusione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile.<br />
Un luogo a misura di bambino</p>
<p>La soluzione della questione della viabilità pesante attraverso il completamento della tangenziale consente di ripensare la vita del centro secondo nuove prospettive. L’idea che esso possa diventare uno spazio adeguato ai tempi più lenti delle persone e delle biciclette, a misura di bambino, vocato alla socialità, all’incontro e insieme ad un commercio di qualità e di nicchia, pare ormai una visione diffusa. L’immagine di un medio centro nord-europeo, dotato di servizi pubblici efficienti e nello stesso tempo in grado di rispondere alle domande dei residenti così come di coloro che vi accedono per lavoro o per loisir, rappresenta un obiettivo ragionevolmente perseguibile. </p>
<p><strong>Un luogo di qualità connesso al territorio</strong></p>
<p>Il modello delle “isole ambientali” pare un progetto concretamente perseguibile. Come? A. Attraverso un progressivo allargamento delle zone pedonali, delle ZTL, delle vie a traffico veicolare assai rallentato, con conseguente promozione di attività sociali e ricreative negli spazi pubblici; B. Con una politica dei parcheggi capaci di liberare ampi spazi dal traffico veicolare e dalla sosta; C. Rendendo fluido e attraente il trasporto pubblico mercé corsie dedicate; D. Sviluppando percorsi ciclabili assai ampi e interconnessi, che dal cuore di Forlì possano poi espandersi verso il territorio e intersecare le periferie e la campagna, seguendo itinerari anche in parte diversi dalle vie a maggiore scorrimento; E. Intervenendo, come già hanno fatto il comune la Fondazione della Cassa dei Risparmi, su alcuni immobili o isolati, per favorirne il recupero e il riuso. E’ chiaro che, per tenere insieme questi obiettivi, e soprattutto per sincronizzarli, rendendoli plausibili, occorre un approccio ben congegnato e ben spiegato, al quale potrebbero contribuire – oltre agli uffici – anche i dipartimenti universitari e gli ordini professionali del settore, che potrebbero trovare – dopo una fase di adeguato rodaggio – in un urban center un luogo di coagulo e di confronto. Una volta testimoniata la scelta esplicita a favore di una riqualificazione reale del centro, non episodica ma strutturale, è verosimile pensare che tante risorse anche private rifluirebbero sul centro storico.</p>
<p><strong>Uno spazio per la cultura</strong></p>
<p>Il centro storico è anche sinonimo di vita culturale, giacché contiene la maggior parte del patrimonio forlivese ed è sede di musei prestigiosi come il San Domenico, del Teatro “Diego Fabbri”, della Biblioteca “Saffi”, delle Raccolte Piancastelli, ecc. E’ vero che, in un’epoca di tagli e di contrazione della spesa, la cultura tende a subire gli effetti peggiori. E’ vero anche, tuttavia, che, da una parte, l’investimento sul San Domenico, supportato e “lanciato” dalla politica delle “grandi mostre” della Fondazione della Cassa dei Risparmi, esige comunque un impegno pubblico e una progettualità alla quale l’amministrazione non può sottrarsi, rendendo il luogo perno della “vocazione culturale” cittadina. Dall’altro, non va trascurata la necessità di conservare i nostri beni culturali &#8211;  partire da Palazzo Gaddi e dal Palazzo del Merenda -, esercitando la tutela prevista dall’ordinamento e soprattutto la loro restituzione alla città.<br />
In particolare va portato a compimento il completamento del San Domenico, recuperando il rapporto con gli spazi urbani circostanti, demolendo il parcheggio attuale e riconfigurando l&#8217;intera area entro la legislatura. Dovrà essere acquisito alla città l&#8217;ex Eridania, mettendola dapprima in sicurezza e prevedendone un recupero in linea con le funzioni culturali riservate dalla legge ad un immobile vincolato. Nel corso della legislatura, si dovrà inoltre provvedere alla destinazione di straordinari complessi di pregio come la Rocca di Caterina Sforza e l’adiacente cittadella, il convento di Santa Maria della Ripa, salvaguardandone l’interesse pubblico e la funzione all’interno della maglia del centro. Dovrà inoltre essere recuperata a funzioni culturali l&#8217;ex fornace Maceri Malta, connettendola col parco urbano.</p>
<p><strong>Un luogo aperto, di incontri e integrazione</strong></p>
<p>E ancora: aprire la città, facendo diventare ogni sua parte un luogo di incontro, di conoscenza, di vita collettiva. Essere e vivere insieme e non isolati deve essere l&#8217;obiettivo di una nuova città più vivibile e sicura. Organizzare e formare volontari che rendano sicuro l&#8217;attraversamento delle strade, l&#8217;uscita dalle scuole, i percorsi casa scuola, contrastando la maggiore minaccia per la sicurezza dei cittadini rappresentata dal traffico.<br />
Favorire la conoscenza reciproca dei cittadini, a cominciare da quelli che provengono da altri territori o paesi, al fine di far conoscere l&#8217;identità, i costumi, i caratteri, le consuetudini , la storia e le regole comuni che caratterizzano la realtà locale.<br />
Promuovere esposizioni, manifestazioni, incontri sportivi, culturali e gastronomici, raccolte di storie e testimonianze come momenti di reciproca conoscenza e anche di integrazione.</p>
<p>In generale, l’idea che gli spazi aperti del cuore della città possano tornare ad essere vissuti, partecipati, resi attivi dai giovani e dai cittadini, rappresenta una grande scommessa per il centro-sinistra.<br />
Occorre pensare più organicamente alla funzione culturale come ponte sociale per l’integrazione della dimensione folklorico-dialettale, della dimensione nazionale (umanistica e scientifica) e della dimensione propria dei migranti. La coesistenza e l’incontro fra queste tre culture – alle quali può contribuire il diffuso e vivace associazionismo cittadino &#8211; rappresenta un obiettivo della nuova amministrazione. A queste va aggiunta, comune a tutte, il sostegno alla cultura musicale, alla cui salvaguardia e promozione l’amministrazione deve dedicarsi.</p>
<p><strong>L’elemento simbolo del più vasto e prezioso paesaggio forlivese</strong></p>
<p>Forlì ha scoperto da poco, anche grazie alle “grandi mostre”, una vocazione turistica che va potenziata e incoraggiata attraverso la valorizzazione non solo del nostro patrimonio culturale, ma anche dei beni paesaggistici e di quelli più legati alla tradizione (sotto questo profilo, la gastronomia potrebbe essere utilizzata come una straordinaria opportunità di connessione e d’incontro fra le diverse culture presenti in città). Il territorio, le colline, i siti di pregio sotto il profilo geologico e preistorico debbono essere prima di tutti riscoperti dai cittadini, e poi “cuciti” attraverso percorsi appropriati, all’interno di una trama che spinga poi in direzione degli altri comuni, delle vallate, dell’Appennino da un lato e del mare, dall’altro. Gli argini dei fiumi Ronco e Montone già prefigurano percorsi cicloturistici assai affascinanti, capaci di connettere ambienti desueti e di restituire un’immagine della Romagna in molti purtroppo offuscata.</p>
<p><strong>LE TRE SICUREZZE: NELLE STRADE, SUL LAVORO, NELLE CASE</strong></p>
<p><strong>Proteggiamo la vita di tutti</strong><br />
Prendiamo poi un altro impegno. Il nostro obiettivo è ridurre a zero i morti sulle strade e combattere la piaga inaccettabile per un paese civile degli incidenti sul lavoro.<br />
L&#8217;insicurezza nelle strade e nel lavoro non sono problemi senza soluzioni, da ritenere inevitabili ed inaffrontabili. Il comune deve porsi come obiettivo quello di arrivare a zero morti sulle strade e nei cantieri. In entrambi i casi la sicurezza si ottiene con controlli più efficaci. Nella mobilità occorre incentivare e tutelare la mobilità alternativa all&#8217;automobile e ridurre le vetture circolanti a vantaggio di una migliore fruibilità di tutti. Occorre creare corsie preferenziali per i mezzi pubblici, aumentare e ricucire le piste ciclabili le ZTL e zone pedonali, creare isole ambientali anche fuori dal centro storico in zone dove è necessaria maggiore sicurezza, attivare sistemi di logistica per le merci onde evitare l&#8217;inutile circolazione di mezzi pesanti ed inquinanti.<br />
Mettiamo in sicurezza il nostro patrimonio edilizio<br />
Intendiamo portare a compimento la messa in sicurezza antisismica di tutti gli edifici strategici del comune di Forlì (scuole, ospedali, caserme, uffici pubblici) ed avviare in collaborazione con le professioni tecniche la valutazione delle condizioni vulnerabilità del patrimonio edilizio residenziale e produttivo al fine di indirizzare gli interventi che assicurino la riduzione dei rischi e la sicurezza dei cittadini in ogni luogo dove  essi si trovino ad operare e vivere.</p>
<p><strong>WELFARE,  SANITÀ, FORMAZIONE</strong><br />
<strong>Proteggiamo i più deboli e non lasciamo solo chi ha bisogno</strong></p>
<p>Il livello di welfare, nel territorio forlivese, è assai elevato. La copertura del sistema, pubblico e privato, in genere ben integrato, assicura livelli di assistenza notevoli, tanto nella fascia della popolazione anziana, quanto in quella della prima infanzia. I principali problemi che il futuro riserverà riguardano: A. I vincoli di spesa, data la contrazione delle risorse. L’amministrazione promuoverà ogni azione politica per sostenere l’ alta protezione sociale da sempre assicurata dal centro-sinistra, sia pure in quadro finanziario compromesso a causa della crisi, anche ripensando la riorganizzazione dei servizi. B. L’accentuazione di alcuni elementi strutturali, come l’incremento della quota di popolazione ultra-sessantacinquenne, tende a produrre un’alterazione della domanda, fino ad ora soddisfatta dalle strutture del sistema locale. In questo caso, la proposta è quella di attivare politiche di coinvolgimento sociale per gli anziani delle coorti più recenti ancora in piena attività a favore dell’infanzia, del monitoraggio delle condizioni di vita nei quartieri, della promozione culturale, riservando maggiori risorse – com’è logico – ai grandi anziani (ultra-settantacinquenni). </p>
<p><strong>Aiutiamo e difendiamo la famiglia</strong></p>
<p>La difesa della famiglia e quindi il sostegno attivo, in termini di aiuti e di servizi, ai nuclei con figli,  partire da quelli  numerosi, senza distinzioni di sorta. D. La continuazione delle politiche d’integrazione riservata ai migranti, curando, da un lato, la diffusione delle lingua italiana e degli elementari principi della cittadinanza democratica e, dall’altro, guardando con favore la realizzazione di luoghi di ritrovo e di libero incontro, aperti anche alla cittadinanza. E. La necessità di un piano per eliminare progressivamente le barriere architettoniche e favorire la realizzazione di un tessuto urbana pienamente fruibile da parte dei disabili. F. Un rilancio della politica della casa che veda aumentare la dotazione di edilizia sociale e agevolata attraverso nuovi investimenti pubblici così come attraverso il coinvolgimento del privato sociale, della cooperazione, della Fondazione.</p>
<p><strong>Offriamo ancora più alti standard di qualità nel nostro sistema sanitario</strong></p>
<p>Circa la sanità, è bene sottolineare la qualità dell’offerta forlivese, a partire dall’Ospedale Civile e dall’Irst (il cui riconosciuto livello – nel contesto regionale e nazionale – è testimoniato dalla trasformazione in Ircs). D’altro canto, a partire dai Nuclei di cura primaria, i presidi sanitari territoriali si sono moltiplicati, così come i dispositivi per intercettare una quota dei pazienti prima dell’accesso diretto alla struttura ospedaliera. Esistono tuttora difficoltà a livello di gestione della liste d’attesa e del pronto soccorso: l’amministrazione s’impegna a premere sulla direzione generale dell’AUSL, affinché – anche sotto questo profilo – il già alto consenso assicurato dalla cittadinanza alla nostra sanità risulti pienamente acquisito.<br />
L’interesse prioritario del centro-sinistra va in due direzioni principali: la conservazione, nella costituenda area vasta, dei livelli di qualità  raggiunti dal sistema sanitario locale, a partire dalla selezione di specialisti e ricercatori sulla base esclusiva del merito clinico e scientifico; la difesa, a livello di territorio, delle fondamentali azioni di prevenzione diffusa, tanto attraverso opportune campagne informative, quanto attraverso servizi resi direttamente alla cittadinanza, assumendo un atteggiamento culturale che si pone di fronte ai problemi del cittadino  prevedendo quanto può danneggiarlo e ponendo  attenzione  a tutto ciò che può migliorare  la  qualità della sua vita.</p>
<p><strong>La formazione e l’istruzione siano le fondamenta della crescita civile ed economica della nostra popolazione</strong></p>
<p>La formazione, infine, vede la nostra città collocata ai primi posti nazionali. La fascia pre-scolare è storicamente fra i vanti del nostro comune (i bisogni crescenti determinati dall’incremento di  queste coorti di bambini costituiranno una priorità); quella elementare e media vede l’abnegazione di una classe d’insegnanti dotati di capacità e di spirito di servizio, cui spetta far fronte alla prima integrazione dei giovani migranti e al disagio sociale di molti adolescenti con risorse sempre più scarse; quella superiore può contare su strutture talora eccellenti. Occorre un impegno sostanziale dell’amministrazione per completare e integrare le ore di sostegno e/o compresenza in affiancamento agli insegnanti di sostegno alle disabilità con operatori qualificati. Quanto alla scuola non statale, l’integrazione col pubblico – nel nostro comune – è da considerarsi acquisita. Certo, l’attuazione della cosiddetta “riforma Gelmini”, promossa dalla destra, sta colpendo duramente l’intero sistema formativo del paese, riducendo il monte ore, eliminando il tempo pieno, costringendo gli istituti a far i conti con risorse sempre più scarse. E’ necessario, da parte dell’amministrazione, provvedere da un lato alla valorizzazione sociale del corpo insegnante, ingiustamente colpito dalle politiche governative; e, dall’altro, alla dotazione di supporti, possibilmente utilizzabili da parte di più istituti per ovvie ragioni di economia, per assicurare il mantenimento degli attuali standard formativi.</p>
<p><strong>Consolidamento e rilancio della presenza universitaria</strong></p>
<p>L’insediamento universitario forlivese, infine, va considerato fra i casi di successo del decentramento bolognese. Le Facoltà sono in genere di medio-alta qualità, ben radicate e con un buon numero di studenti. La realizzazione del campus, da parte dell’Alma Mater, porterà alla creazione di un’autentica cittadella del sapere, destinata a rivitalizzare un’area intera del centro storico. Bisogna considerare che i tagli portati al bilancio delle Università italiane, nel 2009-10 e nel 2010-11, genereranno una contrazione dell’offerta formativa ed una condizione di maggiore difficoltà, soprattutto per le realtà di più recente consolidamento. In questo quadro, pensare ad un’espansione dell’insediamento attraverso l’arrivo di nuove Facoltà o Corsi di Laurea, è pura illusione. Ciò che è materialmente praticabile pare, piuttosto: A. Il completamento della filiera formativa, con la piena acquisizione di dottorati e di scuole di specializzazione; B. La realizzazione di strutture di ricerca e di laboratori, a partire da quelli che interessano il Polo Tecnologico-Aeronautico, in connessione col tessuto delle imprese. Si potrebbe pensare – data la presenza di ricercatori nella nostra sede – a linee di studio dedicate alle energie rinnovabili e alle loro tecnologie; C. L’implementazione dell’internazionalizzazione, già molto elevata a Forlì, tanto per ciò che riguarda la mobilità degli studenti, quanto per ciò che riguarda docenti e gruppi di ricerca. D. La progressiva integrazione dei Poli di Forlì e di Cesena, ai fini di una gestione razionale delle risorse e del decentramento. Il comune, tanto attraverso Ser.in.Ar, quanto direttamente, nei propri rapporti con il Polo, il pro-rettore alle Romagne e il Rettorato, s’impegna ad appoggiare questa politica.</p>
<p><strong>LE FRONTIERE DELLA LEGALITÀ</strong><br />
Legalità e integrazione: due condizioni per la sicurezza</p>
<p>La questione della legalità ingloba il tema della sicurezza e lo rende parte di un progetto più generale. Proprio l’amministrazione, col proprio esempio di trasparenza, di comunicazione e di efficienza, si colloca al centro di una nuova  cultura della legalità. A partire da qui, possono essere intraprese importanti iniziative volte all’incentivazione e alla diffusione di questo messaggio: A. Attraverso la scuola (senza che ciò si traduca in una sottrazione di ore, già scarne, alle discipline curriculari, ma mercé la proposta di elementi di civismo declinabili a seconda delle materie più appropriate); B. La pratica sportiva, da incoraggiare nelle giovani generazioni come mezzo di formazione ai sani principi di solidarietà e di responsabilità; C. Le politiche d’integrazione sociale e culturali nel rispetto della lettera e dello spirito della carta costituzionale, nonché della Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione.</p>
<p><strong>Sicurezza: rendiamola percepibile ai cittadini</strong></p>
<p>Quanto al tema più specifico della sicurezza, dopo aver sottolineato il dato – fornito da fonti ufficiali – di una condizione forlivese in linea con le realtà meno preoccupanti del paese e della regione, va rilevata la necessità di una forte visibilità del ruolo dell’amministrazione a fianco dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e delle forze di Polizia Nazionali. Si tratta di una funzione tutt’altro che accessoria, che i cittadini debbono avere ben chiara. Quanto alle iniziative più concrete, si propone: A. Il potenziamento del servizio di Polizia Municipale, attraverso una riorganizzazione interna che veda la compressione dei carichi di lavoro puramente amministrativi e la parallela riduzione di funzioni esclusivamente di rappresentanza. B. L’aumento della presenza di agenti della Polizia Municipale sulle strade. C. La realizzazione della nuova sede.</p>
<p><strong>Più agenti, più cittadini, più attività nelle strade e nelle piazze</strong></p>
<p>Il centro-sinistra rigetta completamente, invece, la proposta populista di dar vita a ronde di cittadini in funzione di appoggio agli agenti. Noi crediamo che questa iniziativa, oltre a nascondere un preciso progetto xenofobo e ad affermare principi di destra inaccettabili e del tutto opposti agli sforzi compiuti in direzione dell’inclusione e dell’integrazione sociale, rischi di creare confusione e di distogliere paradossalmente una quota delle forze preposte alla sicurezza dal precipuo obiettivo di controllare il contesto urbano. Noi ci schieriamo apertamente a favore delle forze dell’ordine e del loro continuo lavoro di monitoraggio del territorio.<br />
L’esperienza degli assistenti civici, contrariamente al modello populista delle ronde, peraltro già sperimentata nel nostro comune, può inoltre costituire un elemento di aiuto e di supporto a chi è istituzionalmente preposto a tutelare la sicurezza.<br />
Ciò che è augurabile, semmai, è la presenza di liberi cittadini per strada, ossia il ripristino, mercé apposite iniziative, incoraggiate ad esempio da una revisione della pubblica illuminazione (magari alimentata da energia rinnovabile), di una vivace vita serale nello spazio pubblico, autentico antidoto contro i rischi della micro-criminalità, da un lato, e, dall’altro, della politicizzazione squadrista delle città. </p>
<p><strong>UNA POLITICA PUBBLICA PER L’AMBIENTE</strong></p>
<p><strong>Territorio e risorse naturali sono beni finiti e non riproducibili</strong></p>
<p>La politica ambientale è un punto qualificante di questo programma. Crediamo che spazio per uno sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile  come nei tempi trascorsi. In primo luogo, perché il territorio è un bene finito, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza.</p>
<p><strong>Una città bella</strong></p>
<p>Per la Forlì del futuro sono necessari la definizione dei limiti della città, magari attraverso un’ampia cintura verde, l’uso appropriato ed eccezionale della pratica delle varianti e la subordinazione di nuove espansioni alla completa attuazione delle attuali previsioni di sviluppo urbanistico, produttivo ed industriale. </p>
<p><strong>Una città responsabile</strong></p>
<p>Già la passata amministrazione ha compiuto progressi nella raccolta differenziata. La futura amministrazione procederà immediatamente lungo questa strada, attraverso la realizzazione  del sistema di raccolta differenziata porta a porta sull’intero territorio comunale. Perché? In primo luogo, perché in questo modo si spingono i cittadini a ridurre la produzione dei rifiuti e a praticare una disciplina fondata sul rispetto ambientale, che ha un valore civico ed educativo. In secondo luogo, perché – se collegata all’esperienza di altri comuni – la differenziata spinta può generare attività economiche legate al riciclo, anche a livello locale. Si tratta, quindi, di promuovere anche l’insediamento di nuove attività economiche. In terzo luogo, perché, aumentando la raccolta differenziata, sarà possibile battersi con maggior forza per ridurre la quota di rifiuti destinati all’inceneritore. Per ciò che riguarda la parte indifferenziata destinata all’incenerimento, occorre rendere effettiva la pre-selezione secco/umido, per la quale sono previsti appositi procedimenti a tutt’oggi non effettuati.</p>
<p><strong>Una città monitorata</strong></p>
<p>Accanto a questo obiettivo, si colloca poi un’attenzione decisamente forte per il monitoraggio delle emissioni, effettuato da autorità indipendenti, a partire da quelle degl’inceneritori e per una campagna costante d’informazione e di sollecitazione della mobilitazione collettiva intorno alla questione ambientale dando seguito alle indicazioni contenute nel PPGR e alla costituzione di autonomi comitati di controllo composti da cittadini per la verifica della tracciabilità e del suo corretto percorso di differenziazione.</p>
<p><strong>Una città che non accresce l’effetto serra</strong></p>
<p>Il centro-sinistra è consapevole che la maggior parte delle emissioni di anidride carbonica dipendono dal traffico veicolare e dal riscaldamento degli edifici. Per questo, l’impostazione di una nuova politica della mobilità &#8211;  a partire dal centro storico – e di una applicazione graduale ma sistematica di fonti di produzione energetica rinnovabile contribuiscono a disegnare il profilo di una Forlì moderna, orientata verso una gestione delle risorse non riproducibili (a partire dai terreni e dai combustibili) attenta e sempre più prudente, e però decisa a sperimentare tecnologie innovative e a creare opportunità di crescita economica e di lavoro. </p>
<p><strong>Una città con servizi economici ed efficienti</strong></p>
<p>D’altro canto, proprio questa consapevolezza indica la via di una ferma pressione sulle aziende multiutility, affinché esse cooperino con questa impostazione, sempre più diffusa in Italia e in Occidente: e dunque l’amministrazione, attraverso un’ampia campagna di coinvolgimento dell’opinione pubblica, intende esercitare fino in fondo il proprio ruolo di difensore dei cittadini utenti (dal controllo tariffario alla qualità dei servizi, ecc.) assai più che quello di azionista pubblico. Così come giustamente pretendono, del resto, non solo i singoli, ma anche molte imprese del territorio. Il primato delle interesse pubblico va riaffermato in generale anche nel caso di tutte le partecipate, assicurando ai cittadini il controllo sulle risorse essenziali alla comunità.</p>
<p><strong>L’acqua: un bene pubblico prezioso</strong></p>
<p>L’acqua è un bene essenziale per tutti i cittadini: per questo è fondamentale che impianti e reti rimangano saldamente in mano pubblica. Ciò, peraltro, impone di migliorare la qualità della risorsa distribuita, di razionalizzare l’uso di fonti e impianti, di avere maggiore attenzione per i problemi ambientali ed energetici, d’indirizzarsi verso una politica tariffaria che penalizzi gli elevati consumi e gli sprechi e nello stesso tempo favorisca le famiglie numerose.</p>
<p><strong>Una città con una cintura verde</strong></p>
<p>I boschi di Ladino e Farrazzano, i parchi fluviali del Montone e del Ronco, i siti di pregio paesaggistico e ambientale come i Sabbioni, i percorsi lungo gli argini e la rete dei canali di Schiavonia e di Ravaldino, la prima fascia collinare rappresentano parti di una cintura verde, della quale partecipa la nostra campagna, la cui tutela è importante per il benessere della cittadinanza e per la vivibilità dello spazio comunale. Si tratta di “patrimonio”, secondo la definizione del Piano territoriale della Regione. Ebbene, questa patrimonio va tutelato alla stregua dei beni culturali tradizionali, e tanto più per i rischi che corre e per la sua irriproducibilità. Il centro-sinistra è consapevole che questa posizione non significa affatto opposizione allo sviluppo: significa, piuttosto, declinare e qualificare lo sviluppo economico, rendendolo ordinato, innovativo, ambientalmente compatibile. Non si tratta di un sogno: è quanto accade in molte realtà europee, e non da oggi.</p>
<p><strong>Una città dall’alto senso civico e amica degli animali</strong></p>
<p>Forlì ha saputo affrontare per tempo &#8211; anche e soprattutto grazie al contributo delle associazioni protezioniste &#8211; il dilagante problema del randagismo animale con l&#8217;avvio di politiche e strutture di servizio per la sua gestione. Consapevoli che ciò non basta, ci impegniamo a rilanciare la nostra azione per prevenire e contrastare gli abbandoni sul territorio per favorire e consolidare una pacifica e serena convivenza uomo-animale. Sarà evidente il salto di qualità verso politiche virtuose che &#8211; coinvolgendo l&#8217;associazionismo attivo anche attraverso formazione ad hoc &#8211; potranno produrre una sostanziale riduzione dei costi sostenuti oggi da tutti i cittadini per l&#8217;incivile comportamento di pochi, liberando così risorse importanti che saranno reinvestite nel benessere animale e, di conseguenza, della collettività.</p>
<p><strong>LA GENERAZIONE DEL FUTURO</strong><br />
<strong>I giovani protagonisti oggi </strong><br />
E chiaro che una Forlì “europea”, aperta, integrata, solidale, una Forlì in cui sia piacevole vivere e lavorare, rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato in particolare alla generazioni più giovani. Saranno esse a completare, se lo vorranno, il disegno qui abbozzato. Ciò comporta alcune conseguenze. Anzitutto, l’assunzione, da parte dell’amministrazione, non già della “questione giovanile” come tema fra gli altri (ma lo steso potrebbe dirsi della “questione femminile”, naturalmente), quanto dell’elemento generazionale – così come quello di genere – quale veicolo, interprete privilegiato del cambiamento. Il che significa, da una parte, riconoscere la rilevanza di taluni nodi ancora irrisolti (i luoghi dell’aggregazione diffusa, di stampo associativo formale o informale, musicale o ricreativo; la mensa universitaria; lo stimolo di attività commerciali in linea con i tempi della generazione – serali e notturni). Dall’altro, osservare il tanto che si è fatto – sotto il profilo delle pratiche sportive, ad esempio; ma anche del recupero di luoghi importanti, come la Fabbrica delle Candele, attraverso al quale promuovere il libero sviluppo della creatività dei giovani. Dall’altro ancora, la preoccupazione per il crescente disagio degli adolescenti, in misura preoccupante soggetti a forme di rifiuto sistematico dell’offerta formativa ma anche estranei del tutto al civismo, ai vincoli di socialità. E’ questo un ambito che deve attrarre l’analisi e la ricerca dell’amministrazione. Perché, oltre che gestire, occorre anche studiare e capire.</p>
<p><strong>Due gemme : l’associazionismo e il volontariato</strong><br />
Siamo certi che riceveremo un grande aiuto da una risorsa formidabile della nostra città; l’associazionismo. Esso rappresenta, in moltissimi, campi, un formidabile aiuto per l’amministrazione pubblica. Ebbene, associazionismo e volontariato, dall’ambito sociale a quello della protezione civile, passando per i tanti altri contesti della vita cittadina, costituiscono i naturali interlocutori di un’amministrazione di centro-sinistra: ad essi andranno le cure della giunta e dei consiglieri, i quali assicurano fin d’ora piena disponibilità all’ascolto e fattiva collaborazione.<br />
Un aspetto importante, tanto dell’associazionismo quanto della vita sociale locale, caro a tutte le generazioni ma in particolare alle più giovani, è la pratica sportiva. Forlì può vantare una notevole dotazione d’impianti, ottimi livelli di partecipazione da parte della cittadinanza e squadre di rilievo nazionale in diverse discipline. A questa esperienza, che va custodita e alimentata come un tesoro particolarmente prezioso, il centro-sinistra riserverà risorse ed energie, consapevole del valore morale, civico, fisico che essa produce. Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi crescano forti e sani e che i nostri cittadini si mantengono in forma in età matura: tutta la comunità ne trarrà giovamento.</p>
<p><strong>Non una sfida, ma un progetto nell’interesse di tutti per il futuro della nostra comunità</strong><br />
Abbiamo cercato di scrivere un programma leggibile e di mettere nero su bianco impegni anche ambiziosi, ma – riteniamo &#8211; alla portata degli anni difficili che ci aspettano. Il nostro compito, del resto, è quello di proporre un progetto della Forlì futura e di passarlo a giovani cui spetterà un compito arduo e forse più difficile del nostro. Il centro-sinistra, nella nostra città, è convinto di potersi mettere al servizio della comunità per questo grande obiettivo, che oggi appare profondamente controcorrente, tanto lontana è la politica nazionale governativa dai nostri valori e dai nostri propositi. Eppure, forse anche per questo, val la pena di raccogliere la sfida.</p>
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		<title>Rifiuti come risorsa: proposto&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 17:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Rifiuti come risorsa: proposto un centro di riciclo http://ff.im/-1fzQj</p>
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		<title>Forlì, politica: La commissione sul porta a porta</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 09:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì in Commissione abbiamo discusso un progetto per l&#8217;introduzione della raccolta porta a porta nel Comune di Forlì, nei quartieri Ronco e San Leonardo.<br />
La mia posizione, che non è cambiata di una virgola da quando abbiamo iniziato a parlarne, è che il sistema porta a porta possa e debba essere attivato ovunque, e che questo andasse fatto prima della costruzione di nuovi impianti di incenerimento. Facendolo nel 2004 avremmo costruito forse altri impianti per il recupero di materia ed il riciclo, per il compostaggio ed avremmo risparmiato milioni di euro.<br />
Faccio un riepilogo delle puntate precedenti nel nostro Comune.<span id="more-3631"></span></p>
<p>- il <a href="http://www.alessandroronchi.net/files/documento_capigruppi_maggioranza_per_rifiuti.pdf">29 Settembre 2004</a> sono stato promotore di un documento firmato dai capigruppo di maggioranza del nostro comune affinché si subordinasse ogni decisione sui rifiuti al potenziamento della raccolta differenziata<br />
- Nel 2005 eravamo presenti alle assemblee in tutte le circoscrizioni,<a href="http://www.alessandroronchi.net/2005/assemblea-pubblica-e-documento-congiunto-per-una-corretta-politica-dei-rifiuti/"> proponendo scelte diverse da quelle della Giunta.</a><br />
- Nel <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/raccolta-differenziata-porta-a-porta-anche-a-forli/">gennaio 2007</a> i Verdi hanno presentato un ordine del giorno nella circoscrizione 4 per fare il porta a porta in tutto il suo territorio, e nei giorni successivi tutte le circoscrizioni tranne la 2 (dove i Verdi non sono presenti) hanno fatto altrettanto.<br />
- nel <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/i-dubbi-sullordine-del-giorno-sul-porta-a-porta/">Giugno</a> <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/porta-a-porta-approvato-ordine-del-giorno-in-consiglio-comunale/">2007</a> i Verdi il Consiglio Comunale ha votato l&#8217;ordine del giorno che ho presentato per iniziare anche nel nostro Comune<br />
- <a href="http://www.alessandroronchi.net/2008/ordini-del-giorno-sul-porta-a-porta/">nel gennaio 2008 </a>Ho presentato un ordine del giorno per estendere il porta a porta a tutto il Comune introducendo la tariffa puntuale, che ho votato in completo isolamento, ed ho votato il documento della maggioranza a favore dell&#8217;introduzione del porta a porta in alcuni quartieri entro l&#8217;estate 2008 (perché comunque era meglio di niente)</p>
<p>E&#8217; indubbio che questa Giunta si sia mossa tardivamente, e non sembra casuale che si inizi a discuterne oggi che l&#8217;inceneritore nuovo è attivo e funzionante.<br />
Si è scelto di fare il contrario di quello che è previsto dalla legge: Riduzione -> Riuso -> Riciclo -> Recupero Energetico.</p>
<p>Se oggi dico che <strong>finalmente</strong> discutiamo di un progetto concreto, <strong>non canto vittoria: la strada è ancora lunga e difficile</strong>. Nel mezzo ci saranno le elezioni amministrative, e chiunque abbia a cuore questo tema ha modo di scegliere le persone ed i partiti che hanno avuto una posizione chiara, in modo da dare loro la forza di incidere sulle scelte che verranno fatte nella prossima amministrazione.</p>
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		<title>Politica Forlì: Bilancio 2009 del Comune</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 17:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico il mio intervento sul bilancio preventivo del Comune per il 2009. Questo è l&#8217;ultimo bilancio preventivo sul quale questo Consiglio Comunale è chiamato ad esprimersi. Non si può evitare, quindi, di soppesarne il contenuto in funzione anche della stesura di un bilancio complessivo dell&#8217;operato di questa amministrazione. Nel 2004, alla mia prima esperienza in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico il mio intervento sul bilancio preventivo del Comune per il 2009.</p>
<p>Questo è l&#8217;ultimo bilancio preventivo sul quale questo Consiglio Comunale è chiamato ad esprimersi.</p>
<p>Non si può evitare, quindi, di soppesarne il contenuto in funzione anche della stesura di un <strong>bilancio complessivo</strong> dell&#8217;operato di questa amministrazione.</p>
<p>Nel 2004, alla mia prima esperienza in una istituzione, i Verdi erano nella coalizione di centro-sinistra che aveva eletto la maggioranza di questo consiglio.</p>
<p>Nel <a href="http://www.alessandroronchi.net/2004/consiglio-comunale-19-07-2004/">mio primo discorso</a>, che sono andato a rileggere in questio giorni con curiosità, dichiaravo che il mio gruppo sarebbe stato<strong> leale alla coalizione, ma mai subalterno.</strong></p>
<p>Questa promessa è stata mantenuta, nonostante le difficoltà di coniugare il meglio per la città mantenendo una doverosa (ma a quanto pare non scontata ) <strong>coerenza</strong>.<span id="more-3612"></span></p>
<p>Nei giorni scorsi, sulla stampa, qualcuno ci ha accusato di aver compiuto un errore nell&#8217;uscire dalla Giunta, quando questa si rifiutava di portare avanti il programma che la coalizione aveva presentato alla cittadinanza, e sulla quale avevamo chiesto il voto.</p>
<p>Io penso, piuttosto, che la subalternità di alcuni gruppi sottointenda <strong>una piena condivisione delle scelte</strong>, oppure una <strong>insensata paura di lasciare la propria poltrona</strong>: non so quale sia peggio. </p>
<p>Saranno gli elettori ad esprimersi su quanto è stato fatto da ogni gruppo, ma dubito che i Verdi possano essere elencati tra coloro che hanno svolto un ruolo ininfluente nella politica di questi 5 anni. C&#8217;è chi ritiene, infatti, che i Verdi abbiano fatto anche troppo, e <strong>di questo vado sinceramente fiero.</strong></p>
<p>Errani, nel suo discorso di ieri, ha cercato di giustificare la scomunica del Sindaco Masini da parte del suo partito e la vittoria di Balzani, come un segno di continuità con il buon operato fatto in questi anni.</p>
<p>Il cambio del candidato rende evidente che lo stesso Partito Democratico non ritiene positivo tutto quello che è stato fatto, altrimenti avrebbe rinnovato la sua fiducia nei confronti di chi ha guidato, pur nelle difficoltà, questa amministrazione.</p>
<p>Sarebbe ingiusto e poco credibile addossare tutte le colpe al Sindaco e sollevare tutti gli altri livelli che l&#8217;hanno affiancato da ogni responsabilità.</p>
<p>La sconfitta alle elezioni primarie del PD si spiega, a nostro parere, anche analizzando alcune scelte che hanno creato la frattura di questa amministrazione con i Verdi. Non a caso, nella sua campagna elettorale, alcuni di questi temi sono stati proposti come linea di un <strong>nuovo corso</strong>: <strong>i rifiuti, la partecipazione, lo sfruttamento del territorio, la mobilità.</strong></p>
<p>Partiamo dalla gestione dei rifiuti.</p>
<p>Ad oggi il programma del Sindaco non ha raggiunto l&#8217;obiettivo che si era posto, e la quota del 50% di raccolta differenziata non si riuscirà ad ottenere nemmeno con i <strong>trucchi contabili</strong>, come la farsa della <strong>raccolta multimateriale.</strong></p>
<p>Il 12 di Febbraio avremo la prima commissione che discuterà dell&#8217;introduzione del porta a porta in un quartiere di Forlì. Difficilmente si riuscirà a partire seriamente prima della scadenza di questo mandato, ed il tentativo di fare di corsa potrebbe rivelarsi controproducente: con la fretta rischieremmo di fare quegli errori che <strong>Hera non vede l&#8217;ora di rinfaccarci.</strong></p>
<p>In questi 5 anni non siamo intervenuti sempre e su tutti gli argomenti. Nessuno può pretendere di avere una soluzione per ogni problema. Ma quando siamo stati sicuri di una cosa abbiamo sempre avuto la conferma, col tempo, di avere avuto ragione.</p>
<p>Ritenevamo che l&#8217;accordo di programma della <strong>Querzoli-Ferretti</strong> non avrebbe portato occupazione alla nostra città, impoverendone il territorio.</p>
<p>Pensavamo che il <strong>parcheggio gratuito in centro</strong> non portasse nuovi clienti ma ostacolasse il commercio, e quest&#8217;anno l&#8217;assessore, con una onestà fuori dal comune, ha dichiarato di avere sbagliato.</p>
<p>Ritenevamo che il <strong>porta a porta</strong> costasse meno dei cassonetti di prossimità, e giudicavamo sbagliato consegnare la sperimentazione di questo nuovo sistema al gestore che voleva ostacolarlo. I fatti hanno dimostrato l&#8217;una e l&#8217;altra cosa.</p>
<p>Facendo un bilancio complessivo di questa amministrazione, il problema a mio parere più evidente è stata la <strong>mancanza di coraggio.</strong></p>
<p>Quelle precedenti, pur nelle contrapposizioni fortissime che allontanavano i Verdi ad alcune delle scelte compiute, una scelta l&#8217;avevano fatta. <strong>Era una visibile, concreta, e discutibile idea di città.</strong></p>
<p>Il programma elettorale di questa maggioranza dava una forte idea di città, che però non è stata concretizzata.</p>
<p>Per il rilancio del <strong>centro-storico</strong> sono state spese centinaia di migliaia di euro per progettare una agenzia, rispetto alla quale qualsiasi piano è stato temporaneamente bloccato, per poi scoprire che questa agenzia non s&#8217;ha da fare.</p>
<p>Il <strong>piano del traffico</strong> è stato bloccato per questioni di principio, per paura di un confronto con le voci meno innovatrici, per poi scoprire che i catastrofismi sulla sua attuazione erano privi di fondamento, e che molto probabilmente i suoi effetti sarebbero stati positivi sul commercio.</p>
<p>Sulla gestione stessa dei rifiuti abbiamo perso l&#8217;occasione di essere i primi, invidiati da tutta la regione, invece di arrivare dopo Forlimpopoli ed il suo 96% di consenso.</p>
<p>Trovate un altro tema che raccolta il <strong>96% del consenso</strong>. Non ce ne sono tanti e spetta alla politica coglierli ed attuarli.</p>
<p>Questa è una risposta a chi ci accusa di essere il partito del NO: <strong>a Forlì siamo usciti dalla Giunta per i nostri SI&#8217;.</strong></p>
<p>Un&#8217;altra scelta politica che ci è stata rifiutata è stata quella della <strong>sicurezza stradale.</strong></p>
<p>In tutte le città del Mondo si rende automatico il controllo delle violazioni del codice della strada, per liberare le forze dell&#8217;ordine dalle loro postazioni fisse e garantire un maggiore controllo del territorio.</p>
<p>A Forlì, per scelta, si fa l&#8217;esatto contrario: abbiamo il record di telecamere che non vengono utilizzate, rifiutiamo i controlli automatici e teniamo bloccata la vigilanza nei punti insicuri.</p>
<p>Questa scelta non paga, né dal punto di vista del bilancio né da quello della riduzione degli incidenti gravi e meno gravi.</p>
<p>Non a caso abbiamo il numero di vetture pro capite tra i più alti d&#8217;Europa ed un numero più elevato di incidenti stradali, ma siamo al penultimo posto come proventi dalle sanzioni. Qualcosa non quadra.</p>
<p>Sempre sul fronte della sicurezza stradale bisogna notare lo spostamento, chiesto con gli emendamenti al piano degli investimenti, delle opere pubbliche di competenza circoscrizionale dagli Oneri di urbanizzazione alle alienazioni, rendendole meno probabili.</p>
<p>Se c&#8217;è un settore dove la <strong>partecipazione</strong> ed il <strong>decentramento</strong> potrebbero dare un contributo importante è proprio sugli interventi per la sicurezza stradale e sulle piccole opere pubbliche delle quali solo le circoscrizioni ed i quartieri riescono ad avvertire necessità ed urgenza.</p>
<p>Bene ha fatto la Giunta a rimandare la climatizzazione della Sala del Consiglio: di questi tempi sarebbe stato un intervento incomprensibile.</p>
<p>Bene il rinnovo degli impegni sul <strong>San Domenico</strong>, che è un investimento per la città, per il suo prestigio, per il suo turismo e per il suo commercio. Speriamo che la città si accorga presto della sua importanza, ed inizi ad investire nei servizi ad esso strettamente collegati, ancora sottosviluppati.</p>
<p>In quest&#8217;ottica è poco comprensibile la riduzione che viene in bilancio dei servizi turistici, anche se parliamo di cifre già ridotte all&#8217;osso.</p>
<p>Nelle spese in conto capitale vediamo la dimostrazione che l&#8217;assenza dei Verdi si fa notare: Per il settore dei <strong>Parchi ed i servizi di tutela ambientale</strong> nel 2007 spendevamo 4&#8217;160&#8217;000€, nel 2008 3&#8217;200&#8217;000€, nel 2009 prevediamo 2&#8217;460&#8217;000€. con un calo del 25% annuo.</p>
<p>Non sarebbe credibile, però, un commento totalmente negativo sulla nostra città. Come in parte anticipavo prima alcune cose fatte sono state positive, come l&#8217;apertura del S.Domenico ed il rilancio degli investimenti sulla struttura, come gli investimenti sul futuro campus universitario, come la messa in sicurezza di alcuni punti critici della nostra viabilità.</p>
<p>Su altri, è mancato il coraggio di intervenire, per paura probabilmente di incrinare un consenso stabile e radicato nel territorio.</p>
<p><strong>I cittadini, però, hanno dimostrato una maggiore disponibilità alle innovazioni positive</strong>, e speriamo che chiunque venga eletto alle prossime amministrative dimostri di saper essere all&#8217;altezza delle aspettative.</p>
<p>Questo è un bilancio per forza di cose di passaggio, privo di punte particolarmente negative e slanci positivi. Per questo motivo il voto del nostro gruppo sarà di astensione.</p>
<p>Cinque anni fa dichiaravo che i Verdi sanno essere una forza innovativa, un valore aggiunto con proposte concrete, che oggi vengono attuate da chi, un tempo, le ridicolizzava.</p>
<p>Il <strong>New Green Deal di Obama</strong> è una sfida che può veramente aiutarci ad uscire dalla crisi economica, e rischia di essere l&#8217;unica carta che possiamo giocare.</p>
<p>Economia locale, filiera corta e rispetto per l&#8217;ambiente. Su questo eravamo innovativi vent&#8217;anni fa. Oggi si tratta solo di mettere in pratica i buoni consigli e le migliori esperienze, copiando dalle città che hanno saputo mettersi in discussione e reinventarsi un nuovo volto.</p>
<p>Speriamo di trovare il coraggio di fare qualcosa di innovativo, che per una volta tutt&#8217;Italia ci invidi.</p>
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		<title>Da dove vengono le diossine negli alimenti? Cosa le produce?</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 00:25:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico un comunicato di medicina democratica, che vi consiglio di leggere. Nei giorni scorsi si è parlato di Diossina negli animali da allevamento, ma non si è detto che la Diossina viene prodotta principalmente dalle combustioni: Le diossine, come classe di composti, sono sostanze cancerogene, persistenti, non biodegradabili, facilmente accumulabili nella catena alimentare. Reazioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico un comunicato di medicina democratica, che vi consiglio di leggere. Nei giorni scorsi si è parlato di Diossina negli animali da allevamento, ma non si è detto che la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diossina">Diossina</a> viene prodotta principalmente  dalle combustioni: </p>
<blockquote><p>Le diossine, come classe di composti, sono sostanze cancerogene, persistenti, non biodegradabili, facilmente accumulabili nella catena alimentare. Reazioni di ossidazione come quelle che avvengono negli inceneritori, nelle acciaierie di seconda fusione ed in altri processi di combustione civile ed industriale, sono i principali produttori di diossine. (Wikipedia)</p></blockquote>
<p><span id="more-3499"></span></p>
<blockquote><p>Da dove viene la diossina nella carne? Ci dicono dai mangimi. E nei mangimi come ci arriva? Solo, &#8220;accidentalmente&#8221; da olii contaminati? E gli animali contaminati dove vanno a finire? Chi ci assicura che non diventeranno nuovi mangimi direttamente o ancor più con l&#8217;incenerimento? La notizia che anche questa volta non è stata data nella vicenda dei &#8220;maiali (e non solo) alla diossina&#8221; è che la diossina proviene per la maggior parte dall&#8217;incenerimento di rifiuti urbani, ospedalieri ed industriali.</p>
<p>Da qui la follia di di volere costruire nuovi inceneritori ed ampliare quelli esistenti con la inevitabile conseguenza di aumentare la diossina che va a finire nei nostri piatti.</p>
<p>Medicina Democratica ribadisce la sua assoluta contrarietà a questi impianti nocivi, costosi ed assolutamente inutili</p>
<p>Medicina Democratica denuncia, inoltre, come pericoloso il consumo di alimenti di qualsiasi tipogià contaminati essendo la diossina un contaminante persistente che si accumula nei viventi.</p>
<p>In particolare non esiste una esposizione &#8220;accettabile&#8221; alle diossine o ad altri inquinanti cancerogeni al di sotto della quale non vi sia rischio per le persone.</p>
<p>Il Comitato Direttivo di Medicina Democratica<br />
Firenze 14 dicembre 2008</p>
<p><a href="www.medicinademocratica.org">www.medicinademocratica.org</a></p></blockquote>
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		<title>La Mano invisibile: un giallo ecologico sulle storie e scorie del peggiore dei mondi possibili</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 08:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nando Borroni, medico iscritto all&#8217;Associazione Medici per l&#8217;Ambiente di Forlì e fra i firmatari del documento contro la costruzione del nuovo inceneritore, ha pubblicato un romanzo sul genere del giallo/thriller ecologico prendendo spunto dalla polemica contro &#8220;poteri istituzionali ed economici in una piccola ed anonima provincia&#8221;. &#8220;Nodo della vicenda è l&#8217;aumento del numero di tumori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/12/la_mano_invisibile_nando_borroni.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/12/la_mano_invisibile_nando_borroni-300x225.jpg" alt="la mano invisibile nando borroni 300x225 La Mano invisibile: un giallo ecologico sulle storie e scorie del peggiore dei mondi possibili" title="la_mano_invisibile_nando_borroni" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-3494" /></a>Nando Borroni, medico iscritto all&#8217;Associazione Medici per l&#8217;Ambiente di Forlì e fra i firmatari del documento contro la costruzione del nuovo inceneritore, ha pubblicato un romanzo sul genere del giallo/thriller ecologico prendendo spunto dalla polemica contro <em>&#8220;poteri istituzionali ed economici in una piccola ed anonima provincia&#8221;.</em></p>
<blockquote><p>&#8220;<u>Nodo della vicenda è l&#8217;aumento del numero di tumori nel quartiere sede dell&#8217;inceneritore</u> e le motivazioni che inducono ad essere pro o contro questa modalità di smaltimento dei rifiuti. Due omicidi complicano la situazione perché, se apparentemente comprensibili presi singolarmente, risultano inspiegabili nel loro probabile collegamento, fino alla chiarificatrice, imprevista, svolta finale.&#8221;</p></blockquote>
<p>Il romanzo apre con una bella prefazione del dott. <strong>Federico Valerio</strong> dell&#8217;<strong>ISDE</strong> di Genova e <strong>si trova in vendita (€ 10 ) presso la libreria EINAUDI via Lazzaretto 29/A (a fianco del tribunale di Forlì )</strong> e potrebbe essere un bel regalo di Natale. Gli interessati fuori Forlì possono <a href="/contatti/">contattarmi</a> per avere i riferimenti dell&#8217;autore ed acquistarne una o più copie direttamente.</p>
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		<title>La Giusta Misura per uscire dalla Crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 09:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo clima di crisi economica i furbetti tentano di sfruttare il panico per fare, come al solito, i propri interessi, seguiti da chi, al governo del territorio o del nostro Paese, si trova a dover proporre soluzioni per uscirne. Recentemente il Governo ha limitato le possibilità per i privati e le imprese di ottenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo clima di crisi economica i <strong>furbetti</strong> tentano di sfruttare il panico per fare, come al solito, i propri interessi, seguiti da chi, al governo del territorio o del nostro Paese, si trova a dover proporre soluzioni per uscirne.</p>
<p>Recentemente il Governo ha <strong>limitato le possibilità</strong> per i privati e le imprese di ottenere incentivi e detrazioni sugli interventi per il <strong>risparmio energetico.</strong></p>
<p>Nello stesso tempo ha parlato della necessità di <strong>aumentare i consumi</strong>, senza parlare di cosa e come si debba consumare in una società sostenibile economicamente ed ecologicamente tentando, invano, di tornare ad un sistema che strutturalmente non si regge in piedi.</p>
<p>Dalla concorrenza al ribasso su prezzi e diritti di chi lavora, alla rincorsa alla disoccupazione, allo sfruttamento di tutte le risorse come se fossero infinite ed a costo zero.<span id="more-3481"></span></p>
<p>Se c&#8217;è un insegnamento che dovremmo trarre da questa situazione è proprio il segnale chiaro della necessità di regole sensate ed uguali per tutti, di una economia che si basa sulle reali necessità e disponibilità del territorio, di risparmio nell&#8217;uso delle risorse che sono finite e non rinnovabili.</p>
<p>E&#8217; per questo che il taglio agli incentivi alle energie alternative ed al risparmio energetico è una iniziativa gravissima e stupida: se c&#8217;è una cosa che deve crescere, in tutto il Pianeta, è proprio il lavoro che porta alle famose tre sostenibilità: sociale, economica ed ambientale.</p>
<p>Lo stesso vale per il contesto locale, nel quale la crisi rischia di diventare il pretesto con il quale concedere sfruttamento del territorio senza regole ed in maniera discrezionale, non uguale per tutti.</p>
<p>In questo momento devono essere date possibilità di crescita alle aziende che intendono investire sul territorio, ma allo stesso tempo si deve fare molta attenzione alla speculazione, che è una delle cause del crollo dei mercati finanziari.</p>
<p>Il passato recente dimostra che i nostri dubbi erano fondati, che costruire più del necessario non porta solo problemi ambientali e sociali ma alimentano anche bolle che, allo scoppio, mettono in crisi soprattutto i più deboli.</p>
<p>Oggi chi crede che l&#8217;ambiente sia un costo da tagliare in momenti di ristrettezze economiche, purtroppo non ha compreso le grandi occasioni che abbiamo perso e stiamo perdendo.<br />
Se avessimo lavorato di più in passato sul risparmio energetico avremmo creato posti di lavoro non delocalizzabili in Cina, pagati senza continui sostegni pubblici ma con il taglio dei consumi di fonti fossili provenienti quasi esclusivamente dall&#8217;estero, ed allo stesso tempo migliorando la qualità del nostro Paese. </p>
<p>Il Sole ed il Vento non salgono di prezzo da un anno all&#8217;altro, al contrario del Petrolio.<br />
Lo stesso ragionamento si può fare per l&#8217;acqua, che da bene comune si vuole trasformare in risorsa privata, per i rifiuti che gettiamo e bruciamo e che rappresentano uno spreco continuo di materie prime che importiamo dall&#8217;estero.</p>
<p>Purtroppo questa concezione di una economia nuova, di cui ha recentemente trattato un bell&#8217;articolo sul Sole 24 Ore (non proprio un quotidiano ecologicamente estremista) e che ha giustamente riempito la campagna elettorale di Obama, è totalmente sconosciuto a tutti i partiti oggi presenti nel nostro Parlamento. </p>
<p>Mentre sulle sciocchezze si possono inscenare teatrini, sul ritorno al nucleare, sulle opere inutili e su tante altre questioni che oggi dovrebbero prendere una strada diversa assistiamo a continui inciuci e strette di mano sottobanco.<br />
Oggi più che mai è necessario un cambiamento, un passaggio verso la giusta misura delle cose, non ad una crescita fine a sè stessa dei consumi. Altrimenti non usciremo dalla crisi, ed a questa continueranno a seguirne ciclicamente altre.</p>
<p>Aggiornamento: potete leggere dettagli sull&#8217;iniziativa del Governo su <a href="http://www.senamion.it/2008/12/01/detrazioni-55-per-risparmio-energetico-affossate/">Senamion</a></p>
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		<title>L&#8217;Oro di Roma &#8211; Una nuova puntata di Report sulla gestione dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 23:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi non ha visto la puntata di Report sulla discarica di Malagrotta e sulla gestione dei rifiuti a Roma, confrontata con Berlino (che pure non è la punta di diamante, ma certamente è un altro Pianeta), potrà farlo nei prossimi giorni attraverso il sito della trasmissione. Altamente consigliato: Rai.it &#8211; Report PS: mi sono aggiunto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi non ha visto la puntata di Report sulla discarica di Malagrotta e sulla gestione dei rifiuti a Roma, confrontata con Berlino (che pure non è la punta di diamante, ma certamente è un altro Pianeta), potrà farlo nei prossimi giorni attraverso il sito della trasmissione. Altamente consigliato:<br />
<a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1081106,00.html" class="broken_link" rel="nofollow">Rai.it &#8211; Report</a></p>
<p>PS: mi sono aggiunto alla lista dei fan di Report e della <a href="http://www.facebook.com/search_redirect.php?q=gabanelli&amp;fc=0&amp;gc=0&amp;cl=300&amp;rc=12&amp;rank=1&amp;friends=0&amp;sns=0&amp;sf=i&amp;init=s:group&amp;cururl=http%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fs.php%3Fq%3Dgabanelli%26init%3Ds%253Agroup%26k%3D200000010%26n%3D-1%26sid%3D61a65e87317605051d8e526703a065e9&amp;k=8589934608&amp;is_friend=&amp;sid=61a65e87317605051d8e526703a065e9&amp;num_uq=1&amp;id=20255479373&amp;o_type=2&amp;rid=0&amp;ab=X&amp;t=c:name&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fgroup.php%3Fgid%3D20255479373&amp;k=8589934608" class="broken_link" rel="nofollow">Gabanelli su facebook</a>. Non sarà un grosso aiuto, ma sarebbe bello che decine di migliaia di persone sostenessero i bravi giornalisti, invece di sparare nel mucchio.</p>
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		<title>La trasparenza di Arpa e la velocità nelle risposte</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 09:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La direzione regionale di Arpa Emilia-Romagna ha celermente difeso la partecipazione del direttore Scarponi alla presentazione del Sindaco Nadia Masini alle primarie del Partito Democratico. Tutti i più importanti dirigenti delle agenzie e degli enti pubblici locali possono partecipare a qualsiasi manifestazione politica come liberi cittadini, ma il segnale che dà la loro presenza a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a rel="nofollow external" href="http://www.romagnaoggi.it/forli/2008/11/3/107307/">direzione regionale di Arpa Emilia-Romagna ha celermente difeso</a> la partecipazione del direttore Scarponi alla presentazione del Sindaco Nadia Masini alle primarie del Partito Democratico.</p>
<p>Tutti i più importanti dirigenti delle agenzie e degli enti pubblici locali possono partecipare a qualsiasi manifestazione politica come liberi cittadini, ma il segnale che dà la loro presenza a conferenze stampa di parte è ovviamente poco elegante e preoccupante.<br />
Crediamo, inoltre, che queste partecipazioni inaspriscano le accuse dei cittadini che li vedono tifosi di una amministrazione che sono chiamati a controllare con imparzialità.<span id="more-3443"></span></p>
<p>Colgo l&#8217;occasione per sollecitare una risposta di Arpa ad una mia formale richiesta di accesso agli atti, visto che nel loro comunicato ricordano la trasparenza con la quale si può accedere alle loro informazioni.</p>
<p>Il 1 Settembre ho richiesto con documento protocollato presso il Comune di Forlì i risultati delle analisi effettuate durante ed a seguito dei diversi incendi avvenuti nei pressi degli inceneritori di Coriano questa estate. Questi incendi hanno provocato grosse nubi di fumo nero provenienti dagli stabilimenti che trattano tra l&#8217;altro anche rifiuti speciali ospedalieri, ed hanno messo in allarme i cittadini preoccupati per la diffusione di sostanze nocive. </p>
<p>Anche se il primo compito del Sindaco e della amministrazione è la tutela della salute pubblica, Il Comune non aveva i risultati di queste analisi ed ha inoltrato la richiesta ad Arpa. </p>
<p>Ad oggi non è stata data nessuna risposta, ma preferiamo non pensare che questi ridardi siano causati dall&#8217;assenza di comunicati stampa.</p>
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		<title>L&#8217;orgoglio di un sindaco si misura con il consenso dei cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 08:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nadia Masini, intervistata, dice che &#8220;Dobbiamo essere orgogliosi&#8221; del lavoro di questa amministrazione e non a caso evita il verbo &#8220;siamo&#8221;. Iniziando la sua campagna elettorale per ottenere la ricandidatura il Sindaco sente evidentemente la necessità di dire comunque che si è fatto tutto il bene della città, senza ammettere i gravi errori compiuti. Del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nadia Masini, intervistata, dice che &#8220;Dobbiamo essere orgogliosi&#8221; del lavoro di questa amministrazione e non a caso evita il verbo &#8220;siamo&#8221;.<br />
Iniziando la sua campagna elettorale per ottenere la ricandidatura il Sindaco sente evidentemente la necessità di dire comunque che si è fatto tutto il bene della città, senza ammettere i gravi errori<br />
compiuti. Del resto non sembrano altrettanto orgogliosi neppure i due assessori della stessa giunta che hanno già abbandonato la Masini per il nuovo candidato alle primarie del PD.</p>
<p>Sui rifiuti, ad esempio, per raggiungere risultati che si avvicinano alle promesse sono stati modificati i metodi di conteggio, attraverso raccolta differenziata multimateriale e l&#8217;assimilazione dei rifiuti industriali a quelli urbani. Non è un caso che in questi anni la quantità di rifiuti prodotta dai forlivesi sia aumentata<br />
fittiziamente, al contrario di tutti i luoghi dove si è introdotto il porta a porta.<span id="more-3315"></span></p>
<p>Sul commercio, invece di indignarsi per la mancanza dei mercati per la vendita diretta e la filiera corta, continua acriticamente a puntare verso il raddoppio dell&#8217;ipermercato senza pensare alla riduzione dei<br />
consumi dei beni non alimentari dovuta alla crisi.</p>
<p>Il Sindaco cita poi il rapporto Ecosistema Urbano per sostenere quanto la nostra città sia migliorata, dimenticandone tutte le criticitià e la modalità di raccolta dei dati, forniti dalle stesse amministrazioni<br />
che va a giudicare.</p>
<p>Nadia Masini farebbe bene a fare un passo indietro e vedere con occhio più obiettivo la sua città, i suoi umori ed i suoi problemi, modificando le scelte che li hanno provocati. L&#8217;orgoglio di un sindaco si misura con il sostegno dei cittadini e non con il pugno duro contro le loro richieste: la delusione palpabile nella città ed all&#8217;interno del PD dimostra tutto un altro scenario da quello che si vuole far apparire.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tornano Cip6 all&#8217;incenerimento grazie alla Prestigiacomo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 08:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho deciso di ri-pubblicare integralmente l&#8217;ANSA secondo la quale l&#8217;attuale ministro dell&#8217;Ambiente ha fatto approvare il ripristino degli incentivi per le energie rinnovabili agli inceneritori di rifiuti, ed il commento molto approfondito ed intelligente di Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II secondo il quale Verdi e Sinistra Italiana sono stati fatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di ri-pubblicare integralmente l&#8217;ANSA secondo la quale l&#8217;attuale ministro dell&#8217;Ambiente ha fatto approvare il ripristino degli incentivi per le energie rinnovabili agli inceneritori di rifiuti, ed il commento molto approfondito ed intelligente di  <strong>Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II</strong> secondo il quale Verdi e Sinistra Italiana sono stati fatti sparire <strong>anche</strong> a causa del loro intervento su questo immenso affare, che ha recato un enorme danno economico a forti poteri economici, molto legati anche ai media ed alla stampa nazionale. Danni ovviamente solo temporanei, grazie al pronto intervento dell&#8217;Attuale Governo ed alle Promesse di Veltroni sugli inceneritori in campagna elettorale.<span id="more-3222"></span></p>
<blockquote><p>ANSA &#8211; CATANIA, 2 OTT &#8211; Il ministro dell&#8217;Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha presentato un emendamento al collegato alla legge Finanziaria approvata dal Consiglio dei ministri, che riconosce gli incentivi del Cip6 anche per l&#8217;energia elettrica prodotta dagli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti.<br />
L&#8217;emendamento, presentato di concerto col ministro per lo Sviluppo Economico, interviene nella questione relativa agli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate, consistenti in una maggiorazione del prezzo di vendita dell&#8217;energia elettrica (il cosiddetto Cip6) in questo modo prodotta. L&#8217;emendamento riconosce l&#8217;agevolazione anche all&#8217;energia prodotta dalla combustione di rifiuti non organici, quali quelli utilizzati nel ciclo di termovalorizzazione, con riferimento &#8221;agli impianti, costruiti o in costruzione, che si trovano in zone a rischio emergenza rifiuti dichiarata con<br />
provvedimento del presidente del consiglio dei ministri&#8221;. La disposizione, in deroga a quanto stabilito dalla direttiva comunitaria 77/2001 che limita la misura, per le fonti assimilate a quelle rinnovabili, all&#8217;energia prodotta dalla combustione di rifiuti organici, evitera&#8217;, in particolare per la Regione Siciliana , i rischi connessi al possibile blocco della costruzione dei tre termovalorizzatori previsti, essenziali per risolvere in via definitiva la questione smaltimento dei rifiuti.
</p></blockquote>
<blockquote><p>
<strong>Comunisti Italiani, Rifondazione e Verdi: espulsi dal CIP6</strong></p>
<p>Le elezioni di maggio 2008 hanno decretato l´espulsione dal Parlamento Italiano dei partiti della sinistra storica italiana. Oltre al risultato del voto popolare, che c´è dietro? Sembrerà strano, ma ragionando<br />
scientificamente sui dati, si delinea uno scenario al centro del quale si trova il giro di affari connesso ai rifiuti della Campania, o meglio ai consistenti guadagni (provenienti dalle nostre tasche grazie al CIP6) garantiti dall´incenerimento del maggior volume possibile di immondizia. La storia del CIP6 è costellata da interventi &#8220;miracolosi&#8221; che ripetutamente hanno snaturato le originarie intenzioni di finanziare solo la produzione di energia alternativa non inquinante. Il CIP6 è stato introdotto nel 1992 con la delibera<br />
n. 6 del Comitato Interministeriale Prezzi (CIP) e consiste in una maggiorazione del 6% del prezzo dell&#8217;elettricità pagato dai consumatori finali che dal 1992 hanno sborsato mediamente circa 60 euro l&#8217;anno in piu&#8217;. Nel momento in cui si stampava la norma, è avvenuto il primo &#8220;miracolo&#8221; grazie ad una mano che accanto all&#8217;espressione &#8220;energie rinnovabili&#8221; aggiunse &#8220;o assimilate&#8221;. Il secondo miracolo si verificò, dopo la direttiva comunitaria del 2001/77 (relativa a benefici solo per le fonti rinnovabili), con l´emanazione del relativo decreto attuativo (D.Lgs. n°387/2003) che estese i benefici anche alla produzione energetica dai rifiuti. La conseguenza di questi miracoli è stata che gli oltre 40 miliardi di fondi del CIP6 stanziati in questi anni sono serviti per il 76% a finanziare le &#8220;assimilate&#8221;, e solo in minima parte a promuovere le vere &#8220;energie rinnovabili&#8221; (solare, eolico, geotermico, idroelettrico). In tal modo i pubblici denari si sono riversati nelle voraci casse di grandi aziende per produrre energia da fonti non rinnovabili e inquinanti (centrali termoelettriche, produzione di gas e carbone da residui di raffineria, termovalizzatori connessi agli inceneritori di rifiuti). Nell´autunno 2007 è stata approvata<br />
la Finanziaria 2008 che ha interrotto i &#8220;miracoli&#8221; prevedendo l´abolizione del CIP6 per le energie assimilate; l´articolo 30, infatti, prevede che gli incentivi CIP6 (di cui al secondo periodo del comma 1117 della Finanziaria 2007) siano destinati solo agli impianti realizzati e operativi, e non a quelli già<br />
autorizzati ma in costruzione o non ancora costruiti. I nuovi inceneritori, tra cui quello di Acerra (e gli altri 4 previsti in Campania), non avrebbero usufruito dei consistenti e gratuiti contributi statali. Il 10 gennaio 2008 su ordine della magistratura di S. Maria Capua Vetere sono stati arrestati numerosi<br />
esponenti di punta dell´UDEUR campano tra cui la moglie del Ministro Mastella. Sono seguite la crisi e le dimissioni del Governo Prodi. A Camere sciolte e contro la volontà del Parlamento, con un &#8220;colpettino di stato&#8221; passato inosservato e benevolmente accolto da una gran parte dei media che contano, lo &#8220;scadente&#8221; Prodi ha ripreso la serie di miracoli emanando due ordinanze con le quali ha concesso di nuovo il CIP6 all´inceneritore di Acerra e, stravolgendo il parere della Commissione VIA del Ministero dell´Ambiente, ha stabilito che, nel citato impianto, potranno essere bruciati i rifiuti tal quale e non solo i CDR  prodotti secondo i requisiti di legge. Il governo Berlusconi, neoeletto, ha immediatamente ratificato il miracolo di Prodi. Prodi con due ordinanze ha aperto la via per lauti guadagni parassitari secondo le direttive già impartite dall´ABI nel 1998 quando ordinò di non rispettare l´ordinanza del Ministro dell´Interno Napoletano, con delega alla Protezione Civile, che avrebbe evitato gli ultimi 10 anni di scandalo rifiuti in Campania. Napolitano aveva ordinato che entro il 2000 la Campania doveva ridurre del 35% i rifiuti prodotti, che entro il 1998 dovevano essere realizzati gli impianti per la produzione di CDR a norma e che nell´attesa che fossero costruiti gli inceneritori le ecoballe non dovevano essere accumulate ma bruciate a carico dell´affidatario. Nell´autunno 1998, come si legge nel libro Ecoballe di Paolo Rabitti, con l´intervento di ABI (Associazione Bancaria Italiana) tramite il Direttore Generale, si inizia a compiere il &#8220;miracolo&#8221; che farà accumulare vari milioni di tonnellate di rifiuti imballati in discariche inadeguate ubicate sui fertilissimi terreni della piana campana, in attesa di essere bruciate nell´inceneritore di Acerra reso &#8220;amico&#8221; da vari interventi miracolosi in modo da fare incassare il contributo CIP6. E´ evidente che la sinistra italiana, con l´eliminazione del CIP6 dalla finanziaria 2008, ha ostacolato il disegno delle lobbies che contano che hanno investito, da tempo, anche sull´operazione rifiuti in Campania. Ciò deve avere decretato la caduta concordata del Governo Prodi per andare a nuove elezioni con compagini partitiche sostanzialmente amiche delle lobbies che contano per espellere dal parlamento coloro che ancora ostacolavano i facili guadagni parassitari che<br />
proprio nei rifiuti della Campania hanno una sorgente copiosa. Caduta che deve essere stata  concordata perché Prodi, sciolto il suo governo, ha subito fatto grossi favori alle lobbies con le due citate ordinanze a Camere sciolte. La sinistra storica, in parte impegolata, impantanata e annebbiata non ha capito in tempo la strategia lobbystica che, probabilmente, ha ottenuto risultati impensati che stanno trasformando la Campania in terra di facile conquista coloniale, di lauti guadagni parassitari e di sperimentazione per una progressiva riduzione della democrazia tramite l´abuso dei poteri speciali<br />
commissariali. Più di qualsiasi raffinata strategia politica, un efficace intervento lobbystico, basato sulla creazione di una inesistente emergenza rifiuti senza fine, ben sostenuto da una gran parte dei<br />
mass media che contano, servili e velinari, avrebbe fatto &#8220;perire&#8221; di CIP6 la sinistra italiana e fatto scomparire una vera opposizione parlamentare. Brutta fine e preoccupante prospettiva per gli italiani in una nazione comandata, più che mai, dalla lobbycrazia. </p>
<p><strong>Franco Ortolani<br />
Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II</strong><br />
4 ottobre 2008</p></blockquote>
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		<title>Riciclare il tetrapak è possibile? Siamo sicuri?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 06:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una recente campagna pubblicitaria pone l&#8217;accento sulla riciclabilità del tetrapak. Condivido le perplessità di Federico Valerio: la separazione del tetrapak dalla carta avviene a mano, e questo è già una nota negativa, ed il dubbio che invece di spedire tutte queste confezioni all&#8217;unico stabilimento italiano in grado di separare i fogli diversi di carta, alluminio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una recente campagna pubblicitaria pone l&#8217;accento sulla riciclabilità del <strong>tetrapak</strong>. Condivido le perplessità di <a rel="nofollow" href="http://federicovalerio.splinder.com/post/18575050/Riciclo+Tetrapak">Federico Valerio</a>: la separazione del tetrapak dalla carta avviene a mano, e questo è già una nota negativa, ed il dubbio che invece di spedire tutte  queste confezioni all&#8217;unico stabilimento italiano in grado di separare i fogli diversi di carta, alluminio e plastica finisca tutto in un bel camino è molto forte.</p>
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		<title>Sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi in Campania</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 19:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Non ho ancora visto un solo telegiornale che abbia citato la notizia riportata dall&#8217;Espresso e da Gilioli, secondo la quale l&#8217;attuale sottosegretario all&#8217;economia Nicola Consentino sarebbe accusato di aver ricevuto una busta con 50 mila euro, nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine sullo smaltimento illegale di rifiuti speciali, tossici e nocivi in Campania.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho ancora visto un solo telegiornale che abbia citato la notizia riportata dall&#8217;Espresso e da <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/09/18/camorra-e-pdl-opposizione-se-ci-sei-batti-un-colpo/">Gilioli</a>, secondo la quale l&#8217;attuale sottosegretario all&#8217;economia Nicola Consentino sarebbe accusato di aver ricevuto una busta con 50 mila euro, nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine sullo smaltimento illegale di rifiuti speciali, tossici e nocivi in Campania.</p>
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		<title>Recoplastica: i punti Franchising diventeranno sedi di Partito?</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 07:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cercando informazioni su Recoplastica ho trovato un&#8217;ANSA che mi ha stupito parecchio e che termina con: “Non vogliamo che l’iniziativa venga strumentalizzata politicamente, ma nel caso in cui dovessero esserci rimostranze da parte delle amministrazioni comunali, i 320 negozi aperti in franchising diventeranno altrettante sedi di partito, “L’Italia che pensa”, di cui sono segretario nazionale”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cercando informazioni su Recoplastica <a href="http://www.zeroemission.tv/Objects/Pagina.asp?ID=4375">ho trovato un&#8217;ANSA che mi ha stupito parecchio</a> e che termina con:</p>
<blockquote><p>“Non vogliamo che l’iniziativa venga strumentalizzata politicamente, ma nel caso in cui dovessero esserci rimostranze da parte delle amministrazioni comunali, i 320 negozi aperti in franchising diventeranno altrettante sedi di partito, “L’Italia che pensa”, di cui sono segretario nazionale”. L’Italia che pensa è un movimento politico costituitosi a Moncalieri lo scorso 5 giugno.</p></blockquote>
<p>Mi pare che sia un modo molto strano di porsi, e di certo questa ambiguità di fondo sul legame tra  progetto imprenditoriale ed attività politica, fino a questo annuncio pubblico sul franchising di Recoplastica di sicuro non aiuterà nè l&#8217;azione politica nè l&#8217;idea d&#8217;impresa.</p>
<p>Vi invito inoltre a <a href="http://mizcesena.blogspot.com/2008/09/meeting-recoplastica-day-after.html">leggere questo resoconto del MIZ</a>, che era presente all&#8217;appuntamento organizzato per promuovere il franchising.</p>
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		<title>Distributori di latte alla spina: quando potremo aggiungere Forlì a Milk Maps?</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 12:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come forse saprete a Forlimpopoli, a Cesena, Cesenatico, Savignano sul Rubicone esistono dei distributori automatici di latte alla spina. Con 1 euro o meno al litro si può acquistare latte fresco, sicuro, biologico e prodotto localmente, ridurre lo spreco di bottiglie di plastica ed iniziare un percorso di vendita di prodotti sfusi per fare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/09/milkmaps-forli-cesena.jpeg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/09/milkmaps-forli-cesena-300x178.jpg" alt="milkmaps forli cesena 300x178 Distributori di latte alla spina: quando potremo aggiungere Forlì a Milk Maps?" title="milkmaps-forli-cesena" width="300" height="178" class="alignnone size-medium wp-image-3111" /></a>Come forse saprete a Forlimpopoli, a Cesena, Cesenatico, Savignano sul Rubicone esistono dei distributori automatici di latte alla spina. Con 1 euro o meno al litro si può acquistare latte fresco, sicuro, biologico e prodotto localmente, ridurre lo spreco di bottiglie di plastica  ed iniziare un percorso di vendita di prodotti sfusi per fare un altro passo verso l&#8217;obiettivo rifiuti zero.<br />
A Forlì per ora c&#8217;è solo un distributore di Latte di Capra, al Mercato Ortofrutticolo.<br />
Speriamo che i produttori ed i distributori che si sono attivati attorno alla nostra città facciano l&#8217;investimento anche su Forlì!</p>
<p>Guarda la mappa dei distributori di latte su MilkMaps:<br />
<a href="http://www.milkmaps.com/" rel="nofollow">http://www.milkmaps.com/</a></p>
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