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Questa volta ha ragione D’Alema

Se cambiassimo la legge elettorale porcata con un sistema uninominale, i cittadini non tornerebbero affatto ad avere una scelta. Non verrebbero ripristinate le preferenze, e saremmo obbligati a scegliere in una scheda tra solo 2 nomi. Bisogna sapere di cosa si parla, soprattutto quando si urla e si spediscono appelli in rete.

Nei sistemi uninominali per ogni collegio c’è un solo vincitore. Cosa significa? Significa che, allo stato attuale, per ogni collegio voteremmo o uno del centrodestra o uno del centrosinistra. Questo sistema tende naturalmente, se non obbliga, al bipartitismo. Non a caso è adottato in Francia, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

Se questa legge è una porcata, il sistema elettorale USA non è certo un obiettivo democratico.

Io preferisco un sistema proporzionale, dove ogni forza presenta le sue idee ed i governi sono fatti da coalizioni formate da gruppi politici che non sono obbligati ad unirsi, ma decidono di coalizzarsi per un programma comune.

Prima di farvi un’idea, vi consiglio comunque di approfondire la questione, perché mi pare che in giro si stia parlando un po’ troppo senza cognizione.

Se D’Alema oggi parla di sistema elettorale tedesco non nasconde di farlo per coalizzarsi con l’UDC, ma ciò non toglie che abbia – questa volta – ragione.

Preferenze sempre, ma sempre dopo le dirigenze

Spiace vedere che i grillini bolognesi abbiano cambiato idea sull’importanza del voto di preferenza dato dagli elettori. Dopo aver a lungo (e giustamente) criticato il sistema elettorale del Parlamento che fa nominare gli eletti dalla dirigenza dei partiti, hanno fatto scattare con un tecnicismo il primo eletto a Modena, per far eleggere un secondo bolognese in consiglio regionale sul numero di voti personali.

Chiedere agli altri il rispetto di un principio è più facile che farlo proprio.

Quindi si è ignorata la decisione degli elettori, che hanno preferito l’attivista modenese, ma un gruppo di 40 “grandi elettori”, con uno degli strattagemmi della peggiore politica.

Favia, nel giustificarsi, ha rincarato la dose dicendo che nel suo movimento non si litiga sui posti, e quando avviene “provvediamo senza esitazione ad allontanare chi è fuori dai binari”. Veramente uno strano concetto di democrazia, visto che i posti sono parte integrante delle scelte politiche e che le discussioni, legittime, vanno tutelate e non soppresse.

Elezioni Forlì: Ogni voto ha un significato

Nell’ultimo articolo su Comune Aperto ho scritto che i politici non sono tutti uguali. Non per fare contro-demagogia, ma per cercare di restituire un significato importante al voto.

Sembra quasi, infatti, che il suo valore si sia perso, tanto da giustificare la scelta di rifiutare le schede come scusa per non assumersi una responsabilità.

Le cose stanno così: finché abbiamo la possibilità di scegliere, dobbiamo scegliere cosa riteniamo più utile e più giusto per il nostro futuro e cercare di difendere questo diritto che non è affatto scontato.

Purtroppo le cose non sono sempre così semplici come vorremmo, la politica è un argomento difficile se preso con serietà, con ragione e non per “fede”.

Ogni scelta è legittima, ma bisogna sapere cosa comporta. Continua a leggere

Sciacalli politici

Utilizzare il terremoto in Abruzzo per portare avanti il bipartitismo, diffondendo dati falsi sui costi e facendo credere che i quesiti servano ad abrogare il porcellum quando invece lo vogliono semplicemente emendare, è una cosa squallida. Da veri e propri sciacalli.

Se il problema fosse quello dei costi il Parlamento potrebbe semplicemente tornare al sistema elettorale precedente con un voto. Ovviamente il vero motivo di tutta questa polemica non sono i costi.

Lo ripeto ancora una volta, lo scopo di tutto questo è la riforma del nostro sistema parlamentare verso il completo bipartitismo, con ogni mezzo e senza alcun ritegno.

Istruzioni di Voto per i comuni medio piccoli fino a 15’000 abitanti

Dopo aver spiegato come funziona il sistema elettorale per i comuni di grandi dimensioni, ora passo al sistema per i comuni con meno di 15’000 abitanti, che è completamente diverso.

Invece del proporzionale si vota con sistema maggioritario. Ogni sindaco ha una sola lista di supporto, solitamente corrispondente alla coalizione ed all’insieme dei partiti e realtà cittadine che lo sostengono.

Si vota quindi selezionando la lista ed il sindaco, ed indicando eventualmente la preferenza per il candidato in Consiglio Comunale. Come al solito consiglio sempre di utilizzare la possibilità di esprimere le preferenze, per poter scegliere con più attenzione chi verrà eletto in Consiglio. Trattandosi di un sistema maggioritario, le preferenze a candidati diversi, spesso indicano anche idee differenti di città, perché provenienti da partiti o da associazioni diverse che stanno nella coalizione.

Non è possibile, a differenza dei comuni grandi, il voto disgiunto: la preferenza si può dare solo ad un candidato della lista scelta.

Per maggiori dettagli dovete leggere l’articolo 71 del testo unico degli enti locali. Come al solito, disponibile per qualsiasi domanda o chiarimento. Prossime puntate: elezioni provinciali ed europee.