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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Storia</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Super Farmer: un gioco da tavolo per Natale</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 10:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se dovete fare un regalo per Natale ad un bambino che ha più di 6 anni, vi consiglio Super Farmer. Questo gioco da tavolo ha un costo abbastanza contenuto, è molto divertente ed è nato anche per insegnare la matematica, inoltre ha una storia bellissima. Il gioco è stato progettato dal famoso matematico Karol Borsuk [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hobbygiochi.com/product/super-farmer/"><img src="http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2011/12/super_farmer1-294x300.jpg" alt="super farmer1 294x300 Super Farmer: un gioco da tavolo per Natale" title="super_farmer" width="294" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-4527" /></a>Se dovete fare un regalo per Natale ad un bambino che ha più di 6 anni, vi consiglio <strong><a href="http://hobbygiochi.com/product/super-farmer/">Super Farmer</a></strong>. Questo gioco da tavolo ha un costo abbastanza contenuto, è molto divertente ed è nato anche per insegnare la matematica, inoltre ha una storia bellissima.</p>
<p>Il gioco è stato progettato dal famoso matematico Karol Borsuk e da sua moglie durante la seconda guerra mondiale nella Polonia occupata. Proprio in quel  periodo buio il gioco diventò molto popolare. Dopo tanti anni un editore polacco ha ristampato il gioco, e da qualche anno è disponibile una versione in Italiano.</p>
<p>Il gioco è consigliato anche perché può essere giocato con i bambini in famiglia ed è divertente anche per i genitori, ed abitua i più piccoli a fare piccoli calcoli come somma, divisioni, ecc.</p>
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		<title>Bella figura di Vendola sulla &#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 22:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bella figura di Vendola sulla storia dell&#8217;ospedale privato con Don Verz&#232; #report]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella figura di Vendola sulla storia dell&#8217;ospedale privato con Don Verz&#232; #report</p>
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		<title>Jobs Santo Subito</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 19:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi spiace per Jobs, ma i commenti di questi giorni mi sembrano un tantino su di giri. Jobs ha realizzato, tramite la sua azienda, enormi profitti vendendo in passato computer e di recente oggetti di design. Un design che univa una buona progettazione estetica alla semplicità d&#8217;uso dei device, più vicini alle persone che ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi spiace per Jobs, ma i commenti di questi giorni mi sembrano un tantino su di giri.<br />
Jobs ha realizzato, tramite la sua azienda, enormi profitti vendendo in passato computer e di recente oggetti di design. Un design che univa una buona progettazione estetica alla semplicità d&#8217;uso dei device, più vicini alle <strong>persone</strong> che ai programmatori.</p>
<p>Però, però.</p>
<p>I suoi prodotti dialogavano quasi esclusivamente con gli altri prodotti della stessa azienda. Fosse stato per lui, la tecnologia personal sarebbe stata monomarca.</p>
<p>I suoi prodotti erano diventati uno status symbol a tal punto che troppe persone si sono spesso private di necessità maggiori per riuscire a sfoggiare l&#8217;ultima versione di un iQualcosa, spesso per utilizzarlo solo come ostentazione di lusso.</p>
<p><a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&#038;cod=15826">Come dice Stallman</a>, la prigione per gli utenti di Jobs era &#8220;<em>cool</em>&#8220;, a differenza di quella passata di moda creata da Microsoft.<br />
Per mettere un altro mattoncino di questa prigione in troppi hanno fatto la fila fuori dai negozi per precedere gli altri futuri felici possessori.</p>
<p>Jobs non ha inventato l&#8217;mp3, ha utilizzato questa invenzione a fini commerciali, e del resto non sembra nemmeno così importante: nessuno, parlando di diffusione digitale dei media, sa chi sono i veri inventori delle tecnologie che ci hanno aiutato in questo.</p>
<p>Jobs non ha inventato i personal computer, o gli smartphone.</p>
<p>Era certamente un formidabile <strong>uomo brand</strong>, capace di far crescere o calare i profitti di un gruppo multinazionale semplicemente presentandosi al talk di presentazione commerciale di un nuovo prodotto.</p>
<p><a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/423694/">Ma non esageriamo</a>, <strong>Steve Jobs non ha cambiato il Mondo, e per fortuna non l&#8217;ha cambiato come avrebbe voluto lui.</strong></p>
<p>Ci sono elenchi di persone che più di lui hanno cambiato la storia dell&#8217;informatica ed hanno permesso quello che abbiamo oggi e quello che verrà domani, ma nessuno al di fuori degli addetti ai lavori li ricorderà mai. </p>
<p>Diamo loro un po&#8217; dello spazio dedicato in questi anni alla pubblicità gratuita che in questi anni abbiamo fatto alla Apple.</p>
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		<title>Speriamo che viene Hitler</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 08:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando studiavo storia a scuola mi chiedevo come fosse stato possibile arrivare all&#8217;olocausto. Proprio non riuscivo a comprendere come facessero così tante persone a seguire un progetto di sterminio di quel tipo. Perché la favola dello scaricabarile, delle decisioni dall&#8217;alto, dei comandi incontrastabili, è ovviamente una storiella raccontata per evitare di ammettere che certe opinioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando studiavo storia a scuola mi chiedevo come fosse stato possibile arrivare all&#8217;olocausto. </p>
<p>Proprio non riuscivo a comprendere come facessero così tante persone a seguire un progetto di sterminio di quel tipo.</p>
<p>Perché la favola dello scaricabarile, delle decisioni dall&#8217;alto, dei comandi incontrastabili, è ovviamente una storiella raccontata per evitare di ammettere che certe opinioni erano diffuse e condivise. Che le piazze erano piene di persone che urlavano e sostenevano un leader (*), che il cancro era diffuso.</p>
<p>15-20 anni fa c&#8217;erano senza dubbio persone razziste, ma a differenza di oggi si <strong>vergognavano</strong> nell&#8217;esprimere le loro opinioni di fronte a persone che non conoscevano.</p>
<p><a href="http://tv.repubblica.it/edizione/bari/controllori-di-razza-il-video-shock/67726?video">Oggi non si vergognano più</a>, <strong>ed augurano i forni crematori con molta tranquillità, in pubblico, durante il lavoro.</strong></p>
<p>Io spero che un giorno tornino a vergognarsi, perché l&#8217;altra direzione non solo è sbagliata, ma pure pericolosa.</p>
<p>(*) a proposito di leader. Sono l&#8217;unico che non sente il bisogno di qualcuno che agiti le folle, ragionando al posto di tutti i singoli che lo sostengono? </p>
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		<title>Attivissimo su Facebook Mail</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 08:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensateci bene. “Immaginate che Facebook abbia tutta la storia delle vostre conversazioni con il vostro ragazzo o la vostra ragazza. Tutto, da &#8216;Ehi, ti va di prendere un caffè più tardi?&#8217; fino a &#8216;Devi passare tu a prendere i bambini all&#8217;allenamento di calcio&#8217;. Mia nonna l&#8217;aveva e non la dava da leggere a una società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensateci bene.</p>
<blockquote><p>
“Immaginate che Facebook abbia tutta la storia delle vostre conversazioni con il vostro ragazzo o la vostra ragazza. Tutto, da &#8216;Ehi, ti va di prendere un caffè più tardi?&#8217; fino a &#8216;Devi passare tu a prendere i bambini all&#8217;allenamento di calcio&#8217;. Mia nonna l&#8217;aveva e non la dava da leggere a una società commerciale che ne faceva analisi statistiche da rivendere ai pubblicitari: era una scatola di lettere.”</p>
<p>via<a href="http://attivissimo.blogspot.com/2010/11/facebook-accorpa-mail-sms-chat.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Disinformatico+%28Il+Disinformatico%29&amp;utm_content=Google+Reader"> Facebook accorperà mail, SMS, chat</a>.</p></blockquote>
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		<title>Ecco, non diventerò mai uomo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 19:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 10 giugno su «Sette» è uscito un articolo che raccontava la storia di Massimiliano De Cinque, un ragazzo di 39 anni che «resuscita» computer per poi regalarli a chi ne ha bisogno (www.progettonuovavita.it). Il limite superiore di anni sotto il quale rientra la definizione di ragazzo aumenta più velocemente della mia età. Fonte: xy2.corriere.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il 10 giugno su «Sette» è uscito un articolo che raccontava la storia di Massimiliano De Cinque, un <strong>ragazzo di 39 anni</strong> che «resuscita» computer per poi regalarli a chi ne ha bisogno (www.progettonuovavita.it).</p></blockquote>
<p>Il limite superiore di anni sotto il quale rientra la definizione di ragazzo aumenta più velocemente della mia età.</p>
<p>Fonte: <a href="http://xy2.corriere.it/2010/08/una_bella_storia.html">xy2.corriere.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stefano Montanari vs Beppe Grillo</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 19:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;altra puntata della serie Montanari vs Grillo: Stefano Montanari scrive a Beppe Grillo Qualunque sia la verità, questa storia ci insegni a non cercare bacchette magiche, paladini della giustizia o della Scienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;altra puntata della serie Montanari vs Grillo:</p>
<p><a href="http://wingbeatman.blogspot.com/2010/08/stefano-montanari-scrive-beppe-grillo.html">Stefano Montanari scrive a Beppe Grillo</a></p>
<p>Qualunque sia la verità, questa storia ci insegni a non cercare bacchette magiche, paladini della giustizia o della Scienza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I &#8216;Testimoni&#8217; di Paolo Cortesi&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 08:43:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I &#8216;Testimoni&#8217; di Paolo Cortesi in onda su Rai Storia http://ff.im/dOpTb]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I &#8216;Testimoni&#8217; di Paolo Cortesi in onda su Rai Storia http://ff.im/dOpTb</p>
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		<title>Conferenza: LA SINDONE. UN FALSO MISTERO, UN MISTERIOSO FALSO</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 06:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GIOVEDI&#8217; 29 OTTOBRE ALLE ORE 20,45 presso la Sala Avis di Via Giacomo della Torre 14 Forlì, Paolo Cortesi terrà la conferenza &#8220;LA SINDONE. UN FALSO MISTERO, UN MISTERIOSO FALSO&#8221;. La Sindone è forse la reliquia più famosa e più sbalorditiva della cristianità. La datazione al carbonio14 ha definitivamente stabilito che si tratta di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GIOVEDI&#8217; 29 OTTOBRE ALLE ORE 20,45 presso la Sala Avis di Via Giacomo della Torre 14 Forlì, Paolo Cortesi terrà la conferenza &#8220;LA SINDONE. UN FALSO MISTERO, UN MISTERIOSO FALSO&#8221;. </p>
<p>La Sindone è forse la reliquia più famosa e più sbalorditiva della cristianità. La datazione al carbonio14 ha definitivamente stabilito che si tratta di un manufatto medievale, ma ancora oggi molti devoti non accettano il verdetto della scienza e suggeriscono svariate ipotesi alternative per inficiare la datazione di laboratorio e continuare a credere che il telo di Torino abbia davvero avvolto il cadavere di Gesù. </p>
<p>La conferenza esporrà le fonti documentarie originali, le prime che danno testimonianza della Sindone, e che raccontano la sua storia, svelandone molti elementi decisivi. Fonti medievali, sulle quali anche i credenti non nutrono riserve.</p>
<p>Inoltre, verrà indicata una nuova ipotesi che suggerisce i motivi per cui la Sindone, e proprio questa, venne realizzata in un tale momento storico. La conferenza è organizzata dal circolo Forlì-Cesena dell&#8217;UAAR. Ingresso libero.</p>
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		<title>Stefano Montanari ed i dubbi s&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 13:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stefano Montanari ed i dubbi sulla storia del microscopio elettronico http://ff.im/-7JWZO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano Montanari ed i dubbi sulla storia del microscopio elettronico http://ff.im/-7JWZO</p>
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		<title>Stefano Montanari ed i dubbi sulla storia del microscopio elettronico</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 13:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti di voi conosceranno la storia della raccolta di fondi, partita grazie a Beppe Grillo, per l&#8217;acquisto di un microscopio elettronico che permettesse a Stefano Montanari e sua moglie, la dottoressa Gatti, di fare ricerche sulle nanoparticelle. Pare, da un articolo scritto su &#8220;Il Ponente&#8221;, che Montanari abbia millantato false referenze, spacciandosi per “consulente del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti di voi conosceranno la storia della raccolta di fondi, partita grazie a Beppe Grillo, per l&#8217;acquisto di un microscopio elettronico che permettesse a Stefano Montanari e sua moglie, la dottoressa Gatti, di fare ricerche sulle nanoparticelle.</p>
<p>Pare, da un <a href="http://95.211.14.139/?p=17727">articolo scritto su &#8220;Il Ponente&#8221;</a>, che Montanari abbia millantato false referenze, spacciandosi per  “consulente del progetto Nanopathology” della CE, cosa smentita dall&#8217;ufficio stampa della stessa CE.</p>
<p>Pare che il microscopio in questi anni sia stato utilizzato a scopo di lucro dalla società di Montanari e moglie, e che il primo microscopio (quello che era stato tolto dalle sue mani perché persona scomoda ai potenti) sia in realtà ancora in uso alla dottoressa Gatti per le sue ricerche.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che era stata loro vietata era l&#8217;uso privato di questo bene dell&#8217;università.<span id="more-3974"></span></p>
<p>Una serie di circostanze che hanno portato la Onlus Carlo Bortolani, che ha raccolto i fondi per l&#8217;acquisto del 2° microscopio, a donare lo strumento all&#8217;università di Urbino e pare anche a <a href="http://www.bortolanionlus.it/2009/09/04/caso-micrscopio-aggiornamento/" class="broken_link" rel="nofollow">preparare una denuncia</a> nei confronti di Stefano Montanari.</p>
<p>La Onlus scrive sul proprio sito:</p>
<blockquote><p>
Non ci stupiscono le reazioni e illazioni del dott. Montanari nei confronti della decisione della nostra Onlus di allargare la ricerca, ma a noi ciò che preme è il rispetto della legge e dei benefattori, i risultati scientifici e quindi la salute dei cittadini, non i bilanci di una società a scopo di lucro quale è la Nanodiagnostics srl dei dottori Montanari e Gatti.</p>
<p>E’ evidente che falsità e ulteriori illazioni ci vedranno costretti a difendere la nostra immagine e onorabilità nelle dovute sedi legali”.</p></blockquote>
<p>Se queste accuse si dimostrassero fondate, dovranno essere d&#8217;insegnamento per tutti coloro che hanno strumentalizzato e venerato la sua figura di paladino della giustizia in questi anni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; morto Maitani</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 02:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Yoshihisa Maitani è morto il 30 Luglio. Ha fatto la storia della fotografia dando alla luce alcune delle migliori macchine fotografiche del secolo scorso, alcune delle quali, nonostante l&#8217;età, uso ancora oggi. Fonte: clickblog]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/08/800px-Olympus_XA_camera_and_film.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/08/800px-Olympus_XA_camera_and_film-150x112.jpg" alt="800px Olympus XA camera and film 150x112 E morto Maitani" title="Olympus XA" width="150" height="112" class="alignleft size-thumbnail wp-image-3949" /></a>Yoshihisa Maitani è morto il 30 Luglio. Ha fatto la storia della fotografia dando alla luce alcune delle migliori macchine fotografiche del secolo scorso, alcune delle quali, nonostante l&#8217;età, uso ancora oggi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.clickblog.it/post/5838/yoshihisa-maitani-deceduto-a-76-anni">clickblog</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La mandorla e le scimmie di Dio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 10:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è la 4° di copertina del nuovo romanzo di Ferdinando Borroni, &#8220;La mandorla e le scimmie di Dio&#8221;, che si trova anche presso la Botteghina del Libro di via Giorgio Regnoli 48 Forlì. Un anziano professore tedesco di zoologia viene trovato morto nella sua villa, sulle colline intorno a Firenze. Gli esperimenti sulle scimmie, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la 4° di copertina del nuovo romanzo di Ferdinando Borroni, &#8220;La mandorla e le scimmie di Dio&#8221;, che si trova anche presso la Botteghina del Libro di via Giorgio Regnoli 48 Forlì.</p>
<blockquote><p>Un anziano professore tedesco di zoologia viene trovato morto nella sua villa, sulle colline intorno a Firenze. Gli esperimenti sulle scimmie, al limite della legalità e del rispetto per la sofferenza animale che là si svolgevano, sembrano essere la chiave per arrivare alla identificazione del colpevole.</p>
<p>Nel bicentenario della nascita di Darwin il racconto presenta una Firenze cosmopolita, culla di cultura, frequentata da studiosi famosi e colti turisti stranieri, ma anche da gente semplice e alla buona, fra i quali si nasconde lo sfuggente assassino. Qui gli studi sui macachi paiono confermare in tutti, anche a livello delle strutture cerebrali, la comune origine evolutiva.</p>
<p>Questi esperimenti, intorno ai quali ruota la vicenda, sembrano però anche ipotizzare che non sono solo le strutture nervose primitive, quelle maggiormente condivise, ad essere in causa nell&#8217;espressione dell&#8217;aggressività.</p>
<p>Ma normalmente, nelle specie animali superiori, ai vari livelli di progresso evolutivo, anche aeree cerebrali recenti, quelle più sviluppate e determinanti le funzioni cosiddette superiori, paiono essere in gioco nella regolazione dell&#8217;aggressività, che si conferma così fondo oscuro e diffuso del comportamento, anche di quello più evoluto e superbo di una specie civilizzata come è l&#8217; umana.
</p></blockquote>
<p><span id="more-3941"></span><br />
Citazione in epigrafe:</p>
<blockquote><p>&#8220;Tutte le torture, i patimenti, i terrori imperdonabili inflitti agli animali appartengono legittimamente al dolore infinito della storia e ne modificano il senso, se ne abbia uno.</p>
<p>Appena appena, la memoria scritta ricorda le bestie di cui Roma spopolò la sua Africa; i bisonti sterminati dai pionieri insieme agli Indiani; biasimi pochi.</p>
<p>Gli storici, e perfino i veggenti, di quest&#8217;immane urlo che ci fiocina e attraversa tutta la vicenda umana, imprimendosi gravemente sulla legge cosmica del castigo, non tengono nessun conto.</p>
<p>Guido Ceronetti</p></blockquote>
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		<title>La salute attraverso il cibo &#8211; Martedì 26 Maggio ore 19</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 16:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 26 Maggio ore 20.30 si terrà all&#8217;Hotel della Città un incontro aperto al Pubblico organizzato dalla lista Verdi per Balzani con il Dottor Paolo Giordo, autore del libro &#8220;Alimentazione Terapeutica&#8221;, nel quale il medico nutrizionista accompagnerà i presenti in un percorso lungo la storia dell&#8217;alimentazione a fini terapeutici dalla più remota antichità fino ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/05/la_salute_attraverso_cibo.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/05/la_salute_attraverso_cibo-200x300.jpg" alt="la salute attraverso cibo 200x300 La salute attraverso il cibo   Martedì 26 Maggio ore 19" title="La salute attraverso il cibo" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3847" /></a>Martedì 26 Maggio ore 20.30 si terrà all&#8217;Hotel della Città un incontro aperto al Pubblico organizzato dalla lista Verdi per <a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">Balzani</a> con il Dottor Paolo Giordo, autore del libro &#8220;Alimentazione Terapeutica&#8221;, nel quale il medico nutrizionista accompagnerà i presenti in un percorso lungo la storia dell&#8217;alimentazione a fini terapeutici dalla più remota<br />
antichità fino ai giorni nostri. Mostrerà l&#8217;evoluzione del concetto di cibo per curare e dei presupposti filosofici e scientifici che ne stanno alla base, dalla teoria umorale alle moderne concezioni caloriche.</p>
<p>Una serata utile per approfondire, attraverso la conoscenza ragionata delle nostre radici culturali alimentari, una coscienza alimentare quanto più possibile indipendente dalle mode dietetiche moderne, strumento, questo, di fondamentale importanza per ogni individuo che si ponga domande sulla propria salute.</p>
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		<title>Comune Aperto: an sè tot precis ( non siamo tutti uguali )</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 08:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico anche qui l&#8217;ultimo articolo scritto per Comune Aperto, il bollettino informativo dell&#8217;amministrazione Forlivese: Siamo in campagna elettorale. Il dibattito è già scaduto in toni propagandistici e spot pubblicitari, ma io non utilizzerò questo ultimo spazio per urlare più forte degli altri. Le proposte si giudicano con i fatti, non con le parole. Cercherò, invece, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico anche qui l&#8217;ultimo articolo scritto per Comune Aperto, il bollettino informativo dell&#8217;amministrazione Forlivese:</p>
<p>Siamo in campagna elettorale. Il dibattito è già scaduto in toni propagandistici e spot pubblicitari, ma io non utilizzerò questo ultimo spazio per urlare più forte degli altri. Le proposte si giudicano con i fatti, non con le parole.</p>
<p>Cercherò, invece, di fare un breve bilancio di questa esperienza, di quanto è stato fatto e di quanto è naturalmente ancora da fare.</p>
<p>Ricordo, nel discorso di apertura dell&#8217;attuale Consiglio Comunale di 5 anni fa, la mia voce emozionata e la grande voglia di fare qualcosa per la mia città.</p>
<p>Pensavo, e penso ancora, che una buona azione potesse portare ad un miglioramento del nostro benessere, e che una Politica seria dovesse cercare di superare le demagogie del “son tutti uguali”.</p>
<p>Chi cerca di ingannarvi con questa storia compie un atto gravissimo: complica la vita ai politici onesti e la facilita a quelli che hanno secondi fini.</p>
<p>Pensavo, erroneamente, che il ruolo del consigliere fosse relativamente semplice, che bastasse dire cose giuste o avere il consenso dei cittadini per far valere le proprie idee. La possibilità dei cittadini di cambiare le cose è molto più grande di quello che si vuole far credere, e si realizza attraverso il  dare il proprio voto alle persone serie, il proprio impegno, il proprio aiuto concreto a chi fa la cosa giusta.<span id="more-3751"></span></p>
<p>Ricordo ancora la conferenza stampa di presentazione del sito web che avevo aperto come strumento di trasparenza, per raccogliere le idee dei cittadini e confrontarmi con loro senza intermediari. Non venne nessun giornalista.</p>
<p>Ho bene in mente i discorsi che facevo sulle nuove tecnologie ed il software libero, sulla filiera corta, sui gruppi di acquisto solidale, su una nuova economia verde basata su una giusta misura e sulle energie rinnovabili.</p>
<p>Oggi avere un blog per comunicare la politica è diventato uno standard, nel 2004 eravano 3 in tutta Italia. Oggi non è uno scandalo sentire ripetere ad Obama gli stessi discorsi sul risparmio energetico o sul New Green Deal che facevano urlare all&#8217;estremismo dei Verdi. La stessa visione conservatrice e poco lungimirante si scagliava contro l&#8217;agricoltura biologica o contro le proposte di tutela del nostro San Domenico, ed oggi cerca di attribuirsene impropriamente tutti gli onori.</p>
<p>Gli stessi che cercano di sminuire i Verdi cercando di farli vedere come un movimento capace solo di dire no, in realtà hanno rifiutato molte più proposte innovative di chiunque altro.</p>
<p>In Consiglio Comunale sono uno dei pochi che non ha mai alzato la voce, nemmeno nei momenti di rabbia e forte dissenso. Sapevo che le proposte costruttive di un ventiquattrenne ecologista erano dure da digerire in un ambiente sostanzialmente privo di rinnovamento.</p>
<p>Forlì ha bisogno, come tutte le città, di un po&#8217; di coraggio. Di evolvere, innovarsi, anche cambiare abitudini se è necessario per la nostra salute e la nostra qualità della vita.</p>
<p>Qualunque sia la vostra opinione, date una mano concreta a chi ritenete abbia fatto un lavoro serio ed onesto, con la trasparenza negli obiettivi e concretezza nelle proposte.</p>
<p><em>Anche se il nostro maggio, ha fatto a meno del vostro coraggio, se la paura di guardare, vi ha fatto chinare il mento, se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento, anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti. (De Andrè)<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roberto Balzani sindaco per Forlì</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 08:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roberto Balzani ha vinto in Dicembre le primarie del PD, grazie ad una enorme partecipazione da parte dei cittadini e ad un entusiasmo che nella nostra città non si è mai visto. Roberto Balzani, 47 anni, forlivese, è sposato ed ha due figli. Fin da bambino ha una passione: la storia. Dal Liceo classico G.B. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/aronchi/3591051747/" title="Inizia davvero un bel film di Alessandro Ronchi, su Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3363/3591051747_bb211ab03d_m.jpg" width="240" height="160" alt="3591051747 bb211ab03d m Roberto Balzani sindaco per Forlì"  title="foto Roberto Balzani sindaco per Forlì " /></a><strong>Roberto Balzani</strong> ha vinto in Dicembre le primarie del PD, grazie ad una enorme partecipazione da parte dei cittadini e ad un entusiasmo che nella nostra città non si è mai visto.</p>
<p><strong>Roberto Balzani</strong>, 47 anni, forlivese, è sposato ed ha due figli. Fin da bambino ha una passione: la storia. Dal Liceo classico G.B. Morgagni passa alla Facoltà di Scienze Politiche di Firenze e da qui all’Istituto Universitario Europeo. Ricercatore di Storia contemporanea a Firenze, divenuto professore ordinario all&#8217;Università degli Studi di Bologna, continua il proprio percorso presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali con sede a Ravenna. Nel luglio 2008 è eletto Preside della Facoltà che, grazie al suo impegno, è intanto divenuta una delle più apprezzate del polo universitario romagnolo. </p>
<p>Ha sempre coltivato la passione civica nel mondo dell’associazionismo culturale e mutualistico, e questo in varie forme: dall’impegno nella ricerca (a partire da quella sulla Romagna sociale, storica ed economica), l’organizzazione di incontri e manifestazioni, anche nazionali, e soprattutto attraverso la costante opera di divulgazione dei valori della Costituzione nata dalla Resistenza. Il suo impegno è volto all’incontro tra i valori della sinistra laica e democratica e quelli del solidarismo cristiano, entro i nuovi orizzonti della responsabilità civile e sociale, declinati in senso ambientalista. </p>
<p>I <strong>Verdi</strong> a Forlì sostengono la sua candidatura a Sindaco con la lista <strong>VERDI PER BALZANI</strong></p>
<p>Clicca qui, manda agli amici e stampa le istruzioni per il voto per le 3 schede delle elezioni amministrative nel comune di Forlì (Comune = Scheda Azzurra, Circoscrizione Scheda Rosa, Provincia Scheda Gialla):<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/06/fac-simile-comune-3-schede-alessandro-ronchi-forli2.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/06/fac-simile-comune-3-schede-alessandro-ronchi-forli_small.jpg" alt="fac simile comune 3 schede alessandro ronchi forli small Roberto Balzani sindaco per Forlì" title="fac-simile-comune-3-schede-alessandro-ronchi-forli_small" width="500" height="73" class="alignleft size-full wp-image-3867" /></a><br />
<br clear="all" /></p>
<p>I <strong>Verdi</strong> sono con <strong>Roberto Balzani</strong> perché gli riconoscono il merito di avere affrontato i problemi del <strong>cambiamento</strong> della politica forlivese attraverso le primarie e un<br />
programma di qualità straordinaria a cui i Verdi hanno dato il loro significativo contributo. La nuova coalizione ha fatto propri i valori e i contenuti che da sempre i<br />
Verdi hanno posto a fondamento della loro azione politica.<strong> I Verdi sono l’energia di questo cambiamento</strong>, fatto di proposte concrete, che abbiamo favorito e responsabilmente anteposto ad obbiettivi elettorali, a false autonomie ed a posizioni pregiudiziali ed ideologiche. I Verdi sono l’unico voto utile per realizzare una città più amica della natura, più solidale, più vivibile, più sana e più bella.</p>
<p>Consulta il programma della coalizione a sostegno di Balzani:<br />
<strong><a rel="nofollow" href="http://www.verdiforlicesena.org/2009/balzani-roberto-sindaco-programma-coalizione/">Programma Roberto Balzani</a></strong></p>
<p>Consulta il programma dei Verdi per Forlì:<br />
<strong><a rel="nofollow" href='http://www.verdiforlicesena.org/wp-content/uploads/2009/05/programma-forli-citta-del-sole.pdf'>Forlì Città del Sole &#8211; Programma Verdi amministrative 2009</a></strong></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.verdiforlicesena.org/elezioni-amministrative-comune-di-forli-2009/" class="broken_link">Consulta L&#8217;elenco dei candidati per Comune e Circoscrizioni</a></p>
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		<title>La giustizia dei forconi, la laicità dello Stato ed i tentativi di golpe</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 11:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io credo che un Paese normale abbia bisogno di una giustizia indipendente dalla politica, e di una politica che rispetta le regole. L&#8217;annuncio di Di Pietro sul voto favorevole al tentativo di colpo di Stato di Berlusconi, che sovverte le decisioni della giustizia sul caso Englaro, è significativo: tutti gli appelli fatti nei mesi scorsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che un Paese normale abbia bisogno di una giustizia indipendente dalla politica, e di una politica che rispetta le regole. L&#8217;annuncio di Di Pietro sul voto favorevole al tentativo di colpo di Stato di Berlusconi, che sovverte le decisioni della giustizia sul caso Englaro, è significativo: tutti gli appelli fatti nei mesi scorsi perdono improvvisamente di valore. <strong>La giustizia di Di Pietro non è quella dei tribunali, della corte di cassazione, della Costituzione</strong>, ma quella dei forconi. Una giustizia a doppia velocità, forte con i deboli e debole con i poteri forti.</p>
<p>L&#8217;indecisione di Veltroni sulla vicenda, sulla quale dice che non è tempo di uno scontro tra laici e cattolici ma quello della coesione dei valori, è palesemente priva di senso. Tutti i cittadini, tutti i partiti, devono esprimere la loro opinione: in democrazia si discute e si prende una decisione. Invece la scelta, anche questa volta, è a doppio binario: la Binetti vola a Lourdes per sostenere il progetto di Golpe del Governo e le anime laiche del partito sostengono timidamente il Presidente della Repubblica. Ma chi vota per questo partito, senza le preferenze, quale delle due strade avrebbe voluto sostenere?<br />
<strong><br />
I partiti senza posizione non servono certo a rappresentare le idee dei cittadini</strong> (visto che non è richiesto loro di esprimersi sulle scelte precise, ma di votare sulla pettinatura del leader). </p>
<p>Così ci troviamo, oggi, in una situazione gravissima. Da un lato viene attaccata la giustizia, l&#8217;indipendenza del potere giudiziario da quello legislativo (che sono alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Separazione_dei_poteri"><strong>base dello stato di diritto</strong></a>, un concetto datato fine 1700), dall&#8217;altro le forze politiche in Parlamento sono tutte indifferenti sostenitrici di questo &#8220;ME NE FREGO&#8221; della Costituzione berlusconiano.</p>
<p>Io penso che i cittadini italiani debbano svegliarsi e muoversi con uno scatto d&#8217;orgoglio che<strong> impedisca nuovi passi in questa direzione</strong>: abbiamo già sperimentato una volta dove portano queste scale e la<strong> nostra Costituzione è lì per impedire che la storia si ripeta.</strong></p>
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		<title>Milk: Il nuovo film di Gus Van Sant</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 12:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera ho visto Milk, l&#8217;ultimo film di Gus Van Sant, con uno strepitoso Sean Penn. All&#8217;uscita mi sono reso conto di aver visto l&#8217;unico film, da qualche anno a questa parte, che parla con speranza (ed amarezza) della politica fatta per far valere diritti. Per una sera finalmente ho sentito la storia di qualcuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/02/milk.jpg"><img src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2009/02/milk.jpg" alt="milk Milk: Il nuovo film di Gus Van Sant" title="milk" width="150" height="214" class="alignnone size-full wp-image-3600" /></a>Ieri sera ho visto <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=55535">Milk</a>, l&#8217;ultimo film di Gus Van Sant, con uno strepitoso Sean Penn. All&#8217;uscita mi sono reso conto di aver visto l&#8217;unico film, da qualche anno a questa parte, che parla con speranza (ed amarezza) della <strong>politica fatta per far valere diritti</strong>. Per una sera finalmente ho sentito la storia di qualcuno che ha creduto, ed ottenuto, che fosse possibile partecipare attivamente alle decisioni sui diritti civili. Il film meriterebbe anche solo per questo suo messaggio positivo.</p>
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		<title>Berlusconi e pay tv: una stori&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 08:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Berlusconi e pay tv: una storia del &#8216;91 http://ff.im/bWZw</p>
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		<title>H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 08:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Compagnia teatrale ITINERARIA presenta &#8220;H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221; (200 repliche in due anni) Lunedì 27 Ottobre 2008 ore 20.45 alla Sala San Luigi, in via L. Nenni 12 &#8211; FORLI&#8217;- INGRESSO GRATUITO organizzato dall&#8217;Associazione SORRISI DAL MONDO Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi Interpreti: Fabrizio De Giovanni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Compagnia teatrale ITINERARIA presenta &#8220;<strong>H2Oro – L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità</strong>&#8221; (200 repliche in due anni)  Lunedì 27 Ottobre 2008 ore 20.45 alla Sala San Luigi, in via L. Nenni 12 &#8211; FORLI&#8217;-</p>
<p>INGRESSO GRATUITO</p>
<p>organizzato dall&#8217;Associazione SORRISI DAL MONDO</p>
<p>Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi<span id="more-3239"></span></p>
<p>Interpreti: Fabrizio De Giovanni e Lorella De Luca<br />
Regia: Emiliano Viscardi<br />
Musiche originali: Augusto Ripari<br />
Allestimenti tecnici e scenografici: Maria Chiara Di Marco<br />
Datore Luci e macchinista: Eliel Ferreira<br />
Assistente alla regia: Aldo Bianchi<br />
Light designer: Giorgio Romano<br />
Contributi video: Dario Barezzi<br />
Operatore video: Sergio Cavandoli<br />
Post-produzione video: Franco Valtellina<br />
Testo: Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni</p>
<p>Con la partecipazione di: Roberto Carusi che ha prestato la voce per i video.</p>
<p>Per informazioni:<br />
Associazione Culturale e Teatrale Itineraria – Cologno Monzese (MI)<br />
Tel. 02/25396361- 335.8393331<br />
e-mail itinerariateatro@gmail.com<br />
sito internet www.itineraria.it</p>
<p>(cliccando sul logo &#8220;H2Oro&#8221; è possibile scaricare tutto il materiale relativo allo spettacolo)</p>
<p>H2Oro<br />
  L&#8217;acqua un diritto dell&#8217;umanità</p>
<p>Da un progetto di Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara Di Marco nasce questo spettacolo di teatro-documento per sostenere il diritto all&#8217;acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del &#8220;Bel Paese&#8221;, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti.</p>
<p>L&#8217;acqua non deve diventare &#8220;l&#8217;oro blu&#8221; del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato &#8220;l&#8217;oro nero&#8221; del secolo XX. L&#8217;acqua deve invece essere considerata come bene comune, patrimonio dell&#8217;umanità. L&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l&#8217;acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell&#8217;area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future. Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi della privatizzazione dell&#8217;acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell&#8217;acqua, delle guerre dell&#8217;acqua e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione dell&#8217;acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della necessità di contrastare e invertire l&#8217;indirizzo di mercificazione e privatizzazione. Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all&#8217;insegna del denaro, ma della dignità umana.</p>
<p>Spettacolo premiato  nel 2006 con una targa d&#8217;argento dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Realizzato con il Patrocinio del &#8220;Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull&#8217;Acqua&#8221; e del &#8220;Centro Nuovo Modello di Sviluppo&#8221; di Vecchiano, ha ricevuto in seguito il Patrocinio del Ministero delle Politiche agricole e forestali, del Ministero della Pubblica Istruzione Università e Ricerca, della Presidenza della Regione Lombardia e della Provincia di Lodi.</p>
<p>GOLIA E&#8217; NUDO</p>
<p>&#8220;H2Oro – l&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221; è una produzione dell&#8217;Associazione Culturale e Teatrale ITINERARIA in forma di teatro-documento.</p>
<p>Essa si pone in quel filone di testimonianze civili, portate attraverso il teatro, che questa Associazione propone – da oltre dieci anni – ai suoi soci e a un pubblico, indistintamente, di cittadini, studenti, frequentatori di biblioteche e organizzazioni di volontariato.</p>
<p>Fabrizio De Giovanni è, con Lorella De Luca, interprete dello spettacolo che si è – per così dire – &#8220;cucito addosso&#8221; affinché le sconvolgenti verità di cui si fa portavoce acquistino (ancorché ampiamente ed autorevolmente documentate) un&#8217;ulteriore credibilità anche in versione scenica.</p>
<p>L&#8217;attore/autore si è avvalso della collaborazione dello storico Ercole Ongaro, già felicemente autore di altre due produzioni teatrali di Itineraria (l&#8217;una sulla Costituzione, l&#8217;altra sui diritti dei bambini) che tuttora si replicano, ma anche di Emiliano Viscardi per la regia, di Maria Chiara Di Marco per l&#8217;apparato scenico, di Dario Barezzi per i contributi filmati. E non a caso: la varietà dei linguaggi e degli strumenti non è tanto una moda in voga nel teatro attuale quanto, piuttosto, una scelta di necessità. Affrontando infatti temi di urgente attualità quale, tra gli altri, è quello dell&#8217;acqua e mettendosi (come amava dire Don Milani) &#8220;dalla parte dell&#8217;ultimo&#8221;, imprescindibile è l&#8217;esigenza di volgere a buon fine quegli stessi accattivanti mezzi di comunicazione che quotidianamente aggrediscono la società contemporanea ed in particolare le giovani generazioni.</p>
<p>Itineraria – nella convinzione di poter contribuire alla consapevolizzazione degli spettatori sui problemi determinanti per il futuro dell&#8217;umanità – è particolarmente orgogliosa del fatto che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi abbia concesso allo spettacolo &#8220;H2Oro&#8221; una targa d&#8217;argento (come, a suo tempo, allo spettacolo sulla Costituzione e a quello sui diritti dell&#8217;infanzia).</p>
<p>&#8220;Che fare?&#8221;: è l&#8217;interrogativo che tormenta spesso gli spettatori degli spettacoli di Itineraria sui temi dell&#8217; odierna mondialità, ma anche sui nodi più aggrovigliati di un recente passato per non dimenticare: la Shoah, la Resistenza, l&#8217;esodo del popolo palestinese.</p>
<p>Sentirsi interrogati è prendere coscienza della realtà dei molti &#8220;senza voce&#8221; cui può dar voce la gente di teatro. È scoprire – con il bimbo della famosa fiaba di Andersen – che l&#8217;imperatore è nudo. È capire che la piccola fionda di Davide può, alla lunga, abbattere i molti Golia del potere che opprime. </p>
<p>Roberto Carusi<br />
(presidente di Itineraria)</p>
<p>SCALETTA dello spettacolo:</p>
<p>&#8220;H2ORO &#8211; L&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221;</p>
<p>-        Filmato di apertura<br />
-        monologo sulla scarsità dell&#8217;acqua<br />
-        monologo sull&#8217;acqua come diritto e non come bene economico<br />
-        monologo su mercificazione dell&#8217;acqua e Manifesto Contratto Mondiale<br />
-        introduzione alla Rivolta di Cochabamba<br />
-        filmato: &#8220;Cochabamba: Suor Antonietta Potente&#8221;<br />
-        monologo su Coca Cola nel mondo e caso inglese<br />
-        lettura: La Coca Cola è fuorilegge?<br />
-        filmato: &#8220;progetto fondamentalista della Coca-Cola&#8221;<br />
-        monologo su Le guerre per l&#8217;acqua e L&#8217;acqua in Palestina/Israele<br />
-        monologo su Le guerre per i fiumi<br />
-        monologo su Le dighe nel mondo<br />
-        conclusione prima parte citazione don Milani e Gandhi<br />
-        poesia Nando Dalla Chiesa musicata<br />
-        monologo su L&#8217;Italia e l&#8217;acqua minerale<br />
-        monologo su Parametri: acqua potabile/acqua minerale<br />
-        monologo su Le multinazionali dell&#8217;acqua minerale e le concessioni<br />
-        monologo su &#8220;Mineracqua&#8221; e il ricatto pubblicitario<br />
-        filmato: &#8220;Trasparenza: le analisi invisibili&#8221;<br />
-        filmato: &#8220;Vox populi&#8221;<br />
-        monologo su L&#8217;informazione indipendente e il consumo critico<br />
-        monologo su La mafia e l&#8217;acqua<br />
-        monologo su il miracolo di Agrigento, Sanpellegrino/Nestlè<br />
-        monologo su Gli sprechi strutturali<br />
-        monologo su Gli scempi con caso Mugello/TAV<br />
-        monologo su Il caso Milano<br />
-        monologo su Cosa fare noi-qui-ora<br />
-        filmato: &#8220;Jacopo Fo: risparmiare l&#8217;acqua nel quotidiano&#8221;<br />
-        monologo su L&#8217;acquedotto pugliese e Petrella ex presidente<br />
-        monologo su La Toscana e la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua<br />
-        monologo su Napoli e Padre Alex Zanotelli<br />
-        monologo su S. Giuliano M.se &#8220;Fontane con le bollicine&#8221;<br />
-        monologo su Bagnacavallo &#8220;Riduttori di flusso&#8221;<br />
-        conclusione spettacolo, citazione Gesualdi/Sara Ongaro<br />
-        montaggio poetico/finale</p>
<p>[Durata totale 90 minuti circa]</p>
<p>Articolo tratto da &#8220;Peacereporter&#8221;</p>
<p>Un palcoscenico sull&#8217;acqua<br />
Uno spettacolo racconta i problemi legati allo sfruttamento dell&#8217;acqua<br />
di Dolores Carnemolla<br />
La scena è nuda: un leggìo da una parte, uno sgabello dall&#8217;altra, al centro uno schermo, dapprima spento. Poi si accendono immagini di battaglie prese in prestito dal cinema: conflitti dall&#8217;età della pietra ai nostri giorni. Un uomo sale sul palcoscenico rivolgendosi agli spettatori: senza preamboli comincia a parlare dei problemi relativi alla scarsità dell&#8217;acqua, di questioni che hanno generato aspre ostilità a causa dell&#8217;oro blu. È un attore? Non sembra stia &#8220;recitando&#8221;: il suo tono, benché impostato, è di una autenticità disarmante. L&#8217;argomento che sta esponendo è cosa di tutti i giorni,  quello che dovrebbe essere un monologo è in realtà l&#8217;inizio di un dialogo tra la sua voce che ci informa sui fatti e le coscienze di chi sta ad ascoltare.</p>
<p>Così comincia &#8220;H2oro-l&#8217;acqua, un diritto dell&#8217;umanità&#8221;: produzione dell&#8217;Associazione Culturale e Teatrale Itineraria, sui palcoscenici alternativi di tutta Italia da marzo ad ottobre.<br />
La forma è quella del  teatro-documento, lo scopo è quello di rendere consapevole la società civile del fatto che l&#8217;acqua è un bene comune e  averne accesso è un diritto fondamentale. Fabrizio De Giovanni è, con Lorella De Luca, autore-attore di questo spettacolo scritto con la collaborazione di Ercole Onagro. La rappresentazione si avvale di linguaggi e contributi diversi (letture di documenti, video) ben amalgamati dalla regia di Emiliano Viscardi e dall&#8217;apparato scenico di Maria Chiara Di Marco.</p>
<p>Come si apprende dal libro di Vandana Shiva, &#8220;Le guerre dell&#8217;acqua&#8221; (Fabrizio De Giovanni ne legge qualche passo significativo) l&#8217;acqua è insufficiente in Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana  e Stati Uniti e le guerre dell&#8217;acqua non sono un evento del futuro: sono già in atto veri e propri conflitti in ogni società. Che si tratti del Punjab o della Palestina, spesso la violenza politica nasce dalla competizione per appropriarsi delle scarse e vitali risorse idriche. Molti di questi conflitti politici sono celati: chi controlla il potere maschera le guerre dell&#8217;acqua, facendole apparire come scontri etnici o religiosi.</p>
<p>Ogni giorno 30.000 persone muoiono per cause connesse alla scarsità di acqua o alla sua cattiva qualità o igiene. La Comunità Internazionale continua a rifiutare il concetto che l&#8217;acqua è un diritto di tutti, preferendo trattarla come un bene economico, soggetto alle leggi del mercato e accessibile solo a chi può permetterselo. Il programma per lo sviluppo delle nazioni Unite ha dimostrato che l&#8217;obiettivo di rendere accessibile l&#8217;acqua all&#8217;intera umanità è economicamente realizzabile. Non sono le tecnologie né le risorse che mancano, dipende dalla volontà di chi compie scelte politiche ed economiche: negando ai poveri l&#8217;accesso all&#8217;acqua, privatizzandone la distribuzione e inquinando pozzi e fiumi. La pretesa di vendere l&#8217;acqua è pari a quella di vendere l&#8217;aria: rivendicare il diritto alla disponibilità di acqua potabile significa difendere il diritto di vivere per tutti gli esseri viventi.</p>
<p>In 70 minuti di spettacolo si apprendono tante scomode verità, ma anche indicazioni utili a capire il problema e quindi ad assumere gli atteggiamenti giusti, anche nelle abitudini quotidiane: rifiutare, ad esempio, il ricatto delle pubblicità che inducono all&#8217;acquisto dell&#8217;acqua in bottiglia o evitare gli sprechi giorno dopo giorno.<br />
L&#8217;invito di H2oro è quello di collaborare insieme per creare &#8220;democrazie dell&#8217;acqua&#8221;.<br />
Come scrive Vandana Shiva, &#8220;se costruiamo la democrazia, costruiamo la pace&#8221;.</p>
<p>H2Oro, il teatro-documento che mancava</p>
<p>di Barbara D&#8217;Amico 15/10/2007</p>
<p>&#8220;Uno spettacolo teatrale per sostenere il diritto all&#8217;acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del &#8216;Bel Paese&#8217;, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti&#8221;, recita l&#8217;introduzione sulla locandina di questo spettacolo quasi del tutto sconosciuto, fino a ieri. E non servirebbero altre descrizioni se non fosse che H2Oro, più che un semplice spettacolo, è una vera e propria impresa. L&#8217;acqua come bene comune, come diritto inalienabile dell&#8217;uomo, la sua fragilità e la gravissima crisi che rischia di portarci ad un&#8217;ulteriore serie di conflitti per il predominio di questa risorsa principe: non è facile tradurre un messaggio così complesso in esperienza da palcoscenico, eppure la Compagnia Itineraria di Roberto Carusi ci riesce inaugurando un nuovo genere teatrale, quello del Teatro- Documento appunto, a metà strada tra la commedia e l&#8217;inchiesta &#8211; diversa dalla satira &#8211; in cui &#8220;l&#8217;acqua&#8221; è solo l&#8217;ultima arrivata dopo esperimenti scenici sui diritti dell&#8217;infanzia, sulla Shoàh e sulla Costituzione.</p>
<p>Il progetto nasce in modo travagliato. E&#8217; Fabrizio De Giovanni &#8211; scuola di Dario Fo e Franca Rame nonché protagonista di H2Oro &#8211; ad abbozzare l&#8217;idea dello spettacolo. &#8220;Ogni qualvolta ci siamo scontrati con i diritti umani questi, in qualche modo, erano e sono connessi all&#8217;acqua&#8221;, ha dichiarato in una recente intervista. E sono proprio le connessioni tra diritti umani e crisi idrica che lo spingono a documentarsi verso la fine degli anni Novanta facendogli scoprire un mondo parallelo, fatto di quelle che definisce assurdità e negazioni di un bene fondamentale. &#8220;E&#8217; pazzesco! Lo sapevate che i parametri di qualità per l&#8217;acqua potabile sono più restrittivi di quelli previsti per l&#8217;acqua in bottiglia? O che con 1 euro le multinazionali acquistano 100 mila litri d&#8217;acqua potabile che poi rivendono in bottiglia a un prezzo enorme?&#8221;, denuncia anche fuori dal teatro. Il materiale è mastodontico, il tema scomodo, ma dopo anni di tentativi la Compagnia, con la decisiva collaborazione della scenografa Maria Chiara di Marco, riesce a dargli forma.</p>
<p>De Giovanni porta, così, in scena un monologo di quasi due ore intervallato sapientemente dai filmati di Dario Barezzi e dalle testimonianze scritte di giornalisti, studiosi e premi Nobel sulla carenza dell&#8217;acqua e sulla speculazione dell&#8217;imbottigliamento delle risorse idriche. E&#8217; questo, infatti, uno dei temi centrali della pièce che punta il dito contro la privatizzazione delle acque potabili da parte delle multinazionali e contro l&#8217;Italia, prima consumatrice al mondo &#8211; anche prima degli Stati Uniti &#8211; di acqua in bottiglia. Esilaranti le interviste alle persone comuni che dichiarano di bere &#8220;acqua normale&#8221; &#8211; cioè in bottiglia &#8211; anziché &#8220;strana&#8221; come quella del rubinetto. Come ilare è il tentativo del protagonista di capire cosa debba fare per ottenere l&#8217;analisi dell&#8217;acqua che beve: un&#8217;odissea infinita fatta di rimpalli tra uffici comunali, asl e telefoni chiusi in faccia .</p>
<p>Il messaggio è chiaro: bevete acqua del rubinetto. A provarne l&#8217;assoluta sicurezza sono dati scientifici e studi che, con un colossale lavoro di ricerca, De Giovanni ha saputo raccogliere e sistematizzare. Da Giuseppe Altamore a Riccardo Petrella &#8211; studioso della &#8220;petrolizzazione&#8221; dell&#8217;acqua &#8211; le fonti si dimostrano eccellenti e trasformano H2Oro in una vera e propria inchiesta dall&#8217;alto contenuto informativo ma dai toni scomodi. Talmente scomodi da renderne invisa la replica nei principali teatri italiani. Fatta eccezione per Milano e Firenze, dopo ben 122 repliche ed una targa d&#8217;argento rilasciata da Carlo Azeglio Ciampi, H2Oro non riesce ad approdare a Roma. &#8220;Teatri pieni&#8221;, pare abbia risposto l&#8217;assessorato alla cultura della capitale. In realtà &#8220;rischiamo denunce e querele ad ogni spettacolo ormai&#8221;, dichiara De Giovanni alla platea alla fine della replica dello scorso 6 ottobre proprio a Firenze, mentre distribuisce etichette auto-prodotte da incollare sulle bottiglie di plastica. Il marchio recita &#8220;Acqua S.Rubinetto &#8211; L&#8217;acqua che non pesa sulla spesa&#8221; ed è il modo più efficace, secondo Itineraria, per riuscire a bere acqua potabile dando uno smacco alle multinazionali. H2Oro è allora un piccolo grande terremoto che si inserisce in quella battaglia coraggiosamente condotta già da padre Alex Zanotelli. Perché l&#8217;acqua è un bene fondamentale, non una merce.</p>
<p>Fabrizio De Giovanni (Milano, 1967)</p>
<p>Nel 1991 prende parte con la Compagnia teatrale di Dario Fo e Franca Rame a Parliamo di donne e nel 1998 a Marino libero! Marino è innocente!, spettacolo per la riapertura del &#8220;Caso Sofri&#8221;.</p>
<p>E&#8217; tra i fondatori della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi con la quale ha preso parte, dal 1994, a tutti gli spettacoli prodotti. Dal 2000 presta la voce alle marionette della storica Compagnia Carlo Colla e figli di Milano. </p>
<p>Nel 2005 ha preso parte alle registrazioni della trasmissione di Raidue &#8220;Il teatro in Italia&#8221; con Dario Fo e Giorgio Albertazzi. Da allora ha preso parte a tutte le nuove produzioni di Dario Fo.</p>
<p>Dal 1992 opera anche nell&#8217;ambito della promozione della lettura con incontri rivolti sia ai bambini che agli adulti, in collaborazione con biblioteche e scuole. Dal 1995 collabora alla produzione di audio libri e audiovisivi scolastici per gli Editori: Fabbri, Giunti, Sedes, Loescher, Lang, Petrini, RCS, Cideb e  Salani (Roal Dahl).</p>
<p>Associazione Culturale e Teatrale Itineraria &#8211; Cologno Monzese (Mi) via Goldoni, 18</p>
<p>tel. 02.25396361 &#8211; 02.2538451- 335.8713663 &#8211; h2oro@itineraria.it &#8211; www.itineraria.it</p>
<p>INTERVISTA A ERCOLE ONGARO (co-autore del testo)</p>
<p>Perché ha scritto questo testo?</p>
<p>Come cittadino mi sono sentito interpellato dai processi in atto di mercificazione e privatizzazione dell&#8217;acqua e ho pensato che anche con la forma teatrale potevo contribuire a far prendere coscienza della pericolosità di quanto sta avvenendo in questo settore. Il primo segnale per il risveglio della mia coscienza civica mi è venuto dalla rivolta dell&#8217;acqua dei poveri di Cochabamba: quell&#8217;episodio non soltanto mi ha confermato che noi Paesi ricchi del Nord del mondo siamo causa dei disastri del Sud, del loro impoverimento nel caso specifico della privatizzazione della loro acqua, ma anche mi ha fatto intuire dove noi stiamo andando: verso un futuro che consegna beni comuni fondamentali al dominio di ristretti gruppi finanziari, permettendo loro di farli diventare una potente macchina di profitti.<br />
Su cosa si è fondato per costruire il testo?</p>
<p>Mi sono documentato, allo stesso modo nel quale mi documento per il mio lavoro di ricerca storica: ho letto molta bibliografia sull&#8217;argomento, ho studiato i documenti che il variegato movimento di resistenza alla mercificazione dell&#8217;acqua ha prodotto in diverse situazioni locali e poi ho costruito un percorso narrativo semplice ma efficace. Quanto accade a livello locale, la microstoria, è solitamente l&#8217;elemento determinante che aiuta a capire i processi generali, mondiali, e che porta al coinvolgimento personale. Il confronto con Fabrizio De Giovanni ha poi arricchito la mia ricerca e dato un ritmo al testo in vista della sua realizzazione scenica.</p>
<p>Ma un movimento dal basso, locale, può incidere su processi che hanno il loro contesto nella globalizzazione mondiale?</p>
<p>Penso proprio di sì. Può sembrare impossibile, ma proprio nel caso dell&#8217;acqua si è visto realizzato l&#8217;obiettivo per il quale il movimento di base ha lottato: dove il movimento ha saputo mantenere la mobilitazione, ci sono state inversioni di rotta impensabili fino a qualche tempo prima, si sono interrotti processi di privatizzazione già molto avanzati, si sono stracciati impegni già presi. Io stesso, che faccio parte della Rete di Lilliput di Lodi ho potuto constatarlo per quanto riguarda Lodi e il Lodigiano, dove si è passati da un orientamento privatizzatore a uno che garantisce l&#8217;acqua come bene comune. Resistere a ogni tentativo di espropriazione dei beni comuni significa salvare le basi su cui si fonda una società democratica. Mi auguro che anche attraverso questo spettacolo cresca la presa di coscienza tra i cittadini e li spinga a interessarsi alla difesa dei beni comuni in generale e dell&#8217;acqua in particolare.</p>
<p>Quale lezione possiamo trarre dai risultati finora raggiunti?</p>
<p>La certezza che la storia non è finita, che non dobbiamo farci convincere che non ci resta che la sconfitta. Sarebbe la più grande, e definitiva, vittoria delle multinazionali e del potere finanziario. Se è stato possibile invertire il vento della privatizzazione dell&#8217;acqua, vuol dire che è possibile proporsi cambiamenti di più vasta portata. E comunque è fondamentale tenere insieme i due livelli: il cambiamento delle strutture e il cambiamento del proprio comportamento, delle proprie scelte personali. Non scindere, ma coniugare i due livelli, tenendo fermo lo sguardo e la direzione del cammino verso l&#8217;utopia di una società che progetta il proprio futuro non all&#8217;insegna del denaro ma della dignità di tutti gli uomini.</p>
<p>LA COMPAGNIA TEATRALE ITINERARIA</p>
<p>Costituita da una quindicina di attori e tecnici, realizza rappresentazioni nei diversi settori dello spettacolo, potendo contare su competenze molteplici. Ne fanno parte infatti attori e attrici, musicisti, doppiatori, tecnici, registi, scenografi, artisti di strada, animatori. La gamma di proposte spettacolari è quindi estremamente varia e, non di rado, supportata da incontri con interpreti, autori, critici. Ciò consente al pubblico che segue i lavori della Compagnia di approfondire il proprio rapporto con il teatro, o di accostarvisi per la prima volta, con la garanzia di una elevata qualità culturale, sempre sostenuta tuttavia dalla piacevolezza dell&#8217;interesse e dello svago.</p>
<p>Nella rassegna di spettacoli di Teatro-documento &#8220;Per non dimenticare&#8221; Itineraria propone anche &#8220;Bambini esclusi&#8221; sulla condizione dell&#8217;infanzia nel mondo, &#8220;Voci dalla Shoah&#8221; dalle testimonianze di tre sopravvissuti ad Auschwitz, &#8220;Dove è nata la nostra Costituzione&#8221;, &#8220;La vergogna e la memoria&#8221; sulla Resistenza e &#8220;Mia terra, patria mia&#8221; sulla situazione palestinese.</p>
<p>Itineraria si occupa costantemente anche di promozione della lettura, dando vita ad incontri per bambini e ragazzi mirati a comunicare il &#8220;piacere della lettura&#8221; e recital letterari che accostino o riavvicinino gli adulti al piacere del libro.</p>
<p>L&#8217;ASSOCIAZIONE CULTURALE E TEATRALE ITINERARIA</p>
<p>ITINERARIA è un&#8217;associazione culturale e teatrale sorta 12 anni fa a Cologno Monzese (dove ha sede in via Goldoni 18) e svolge attività nel campo dello spettacolo.</p>
<p>In collaborazione con molte biblioteche civiche, ITINERARIA svolge un&#8217;intensa attività di promozione della lettura, destinata – ovviamente con diverse modalità e distinti momenti – sia agli adulti sia ai bambini. Ha ideato, organizzato e condotto per anni, un concorso nazionale di cabaret, finalizzato alla scoperta e alla valorizzazione di autori e interpreti &#8220;intelligenti&#8221;, con ampio consenso di pubblico e di critica. L&#8217;Associazione svolge incontri e corsi formativi, prevalentemente per la lettura ad alta voce, nell&#8217;ambito di Scuole ed Enti locali.</p>
<p>Nel &#8220;teatro da camera&#8221; della propria sede, ITINERARIA organizza serate, con periodicità settimanale, in cui si rappresentano produzioni della Compagnia Stabile dell&#8217;Associazione (che si avvale dell&#8217;apporto di professionisti e volontari) si organizzano cineforum e incontri con personalità del mondo dello spettacolo, si presentano spettacoli ospiti.</p>
<p>Da anni l&#8217;Associazione propone agli iscritti lo sconto su biglietti per gli spettacoli in scena a Milano, ma anche e soprattutto un orientamento critico degli spettatori.</p>
<p>Le letture sceniche predisposte e realizzate dalla Compagnia teatrale ITINERARIA si avvalgono di montaggi di testi di carattere letterario, teatrale, documentario. In quest&#8217;ultimo settore degne di nota sono le letture che trattano della Resistenza, della Shoah, della Costituzione, della situazione palestinese, dei Diritti dei bambini (lavoro realizzato in collaborazione con l&#8217;Unicef) e la più recente sul tema dell&#8217;acqua patrimonio dell&#8217;umanità.</p>
<p>Vanno infine ricordate le letture sceniche commissionate a ITINERARIA dai Servi di Maria per commemorare David Maria Turoldo con le rappresentazioni di due suoi testi, nonché la collaborazione con la Pro Civitate Christiana di Assisi.</p>
<p>Da alcuni anni ITINERARIA coordina una scuola di teatro in cui sono docenti esperti delle varie competenze teatrali. Può vantare inoltre frequenti momenti di animazione per i più piccoli con gruppi specializzati di clown ed educatrici qualificate.</p>
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		<title>con tutte i casi umani che ci &#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 13:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<title>Scopre che il primo calcolator&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 23:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<title>GIORNI E NUVOLE:  IL PRECARIATO VISTO DA SILVIO SOLDINI (</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 22:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 15 marzo alle ore17.00 al Cinema Apollo a Forlì &#8211; Secondo appuntamento con la rassegna &#8220;Diritti, Lavoro, Ambiente&#8221; proposta da &#8220;la Sinistra l&#8217;Arcobaleno&#8221; &#8211; <strong>Ingresso Libero</strong></p>
<p>Elsa e Michele sono felicemente sposati, hanno una figlia e una splendida casa dove coltivano il loro amore e ricevono amici affettuosi. Elsa si è appena laureata in Storia dell&#8217;Arte e lavora al recupero di un affresco attribuito al Boniforti, Michele è stato invece estromesso dall&#8217;azienda dai suoi stessi soci, che ritenevano la sua gestione poco competitiva. Dopo la confessione del licenziamento, Elsa e Michele sono costretti a riconsiderare e ridimensionare il loro (alto) tenore di vita.<span id="more-2710"></span> A quarant&#8217;anni si confronteranno drammaticamente col mutato mercato del lavoro.<br />
In questo recentissimo film (uscito nelle sale in prima visione nell&#8217;ottobre 2007) Soldini dimostra ancora una volta l&#8217;originalità dello sguardo e una straordinaria capacità di sapere tradurre questioni esistenziali in metafore estetiche.<br />
Silvio Soldini con Giorni e nuvole ha fatto un film bello che per la prima volta analizza nel profondo, negli effetti sulla personalità smarrita, nel dolore individuale, quella mancanza di lavoro divenuta per tanti una forma nominalistica, un problema che riguarda gli altri: e offre ad Antonio Albanese e a Margherita Buy la migliore occasione della loro vita di bravi attori, còlta benissimo.<br />
Il film sarà proiettato alle ore 17.00 al cinema Apollo a Forlì nell&#8217;ambito della rassegna &#8220;Diritti, Lavoro, Ambiente&#8221; proposta da &#8220;la Sinistra l&#8217;Arcobaleno&#8221;. L&#8217;ingresso è gratuito.<br />
L&#8217;ultimo appuntamento della rassegna è previsto per sabato 29 marzo con la proiezione di &#8220;Una scomoda verità&#8221; il film documentario di Al Gore sui cambiamenti climatici del Pianeta</p>
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		<title>Un grazie a shinystat</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 23:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Shynistat è un servizio di statistiche che utilizzo da qualche anno nella versione gratuita. Non mi permette quindi di andare oltre l&#8217;anno di storia di statistiche e contava al massiomo 1000 pagine viste al giorno. Oggi mi hanno spedito una email molto gradita, per i quali voglio ringraziarli con questo post. Gent.mo aronchi, dopo avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="http://s1.shinystat.com/cgi-bin/shinystatv.cgi?USER=aronchi&#038;L=0&#038;TIPO=26&#038;D0=0&#038;A0=0">Shynistat</a> è un servizio di statistiche che utilizzo da qualche anno nella versione gratuita. Non mi permette quindi di andare oltre l&#8217;anno di storia di statistiche e contava al massiomo 1000 pagine viste al giorno.</p>
<p>Oggi mi hanno spedito una email molto gradita, per i quali voglio ringraziarli con questo post.<span id="more-2401"></span></p>
<blockquote><p>Gent.mo aronchi,<br />
dopo avere visualizzato attentamente i contenuti del vs. sito web,<br />
avendo constatato l&#8217;unicita&#8217; di tali contenuti e la popolarita&#8217;<br />
del vostro sito web, nonche l&#8217;assenza di carattere commerciale dello<br />
stesso, abbiamo deciso, in via del tutto eccezionale, di innalzare il<br />
limite delle visite al vostro account Free.<br />
Riteniamo in tal modo di avervi fatto cosa gradita e vi porgiamo i<br />
nostri piu&#8217; cordiali saluti.</p>
<p>Supporto ShinyStat Free</p></blockquote>
<p>Oltre a loro uso anche google analytics, che è molto buono ma utilizza quasi esclusivamente flash, e mi risulta più scomodo nonostante la miriade di dati forniti.</p>
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		<title>Mio nonno su History Channel</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Aug 2007 07:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera, come avevo preannunciato, History Channel ha mandato in onda un servizio realizzato grazie al contributo di alcune riprese amatoriali inedite dei soccorsi della strage di Bologna del 2 Agosto 1980. Questo video era già presente in rete, ma non ne ero a conoscenza e non lo avevo mai visto. Capirete lo stupore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/08/strage-di-bologna-ronchi-nello3.png' title='Strage di Bologna - Ronchi Nello'><img src='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/08/strage-di-bologna-ronchi-nello3.thumbnail.png' alt="strage di bologna ronchi nello3.thumbnail Mio nonno su History Channel"  title="foto Mio nonno su History Channel " /></a>Ieri sera, come avevo preannunciato, <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/07/31/strage-di-bologna-video-inedito/">History Channel ha mandato in onda un servizio realizzato grazie al contributo di alcune riprese amatoriali inedite dei soccorsi della strage di Bologna del 2 Agosto 1980</a>.<br />
Questo video era già presente in rete, ma non ne ero a conoscenza e non lo avevo mai visto.<br />
Capirete lo stupore di guardarlo per la prima volta e vedere ripreso più volte <strong>mio nonno</strong>, Ronchi Nello, mentre aiuta pompieri e medici. Così, ancora emozionato, credo valga la pena di raccontare una storia, quella della parte della strage vissuta dalla mia famiglia.<span id="more-2283"></span></p>
<p>Io sono nato nel 12 Aprile dello stesso anno. Mio padre e mio nonno lavoravano per le poste italiane. Il primo a Modena, <strong>il secondo nella Stazione di Bologna</strong>. Come ogni mattina, il 2 Agosto 1980 mio padre e mio nonno salgono sul treno delle <strong>05.10</strong> del mattino e partono per Bologna, dove mio padre prenderà la coincidenza del treno per Milano. Così, alle 6 circa, i due si lasciano come al solito nel <strong>primo binario</strong>, quello che verrà sommerso dalle macerie più o meno 4 ore dopo.</p>
<blockquote><p>
La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,<br />
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.</p></blockquote>
<p>Mio nonno si trovò, quindi, sul luogo della strage <strong>prima</strong> di tutti gli altri mezzi di soccorso, assieme alle persone graziate dall&#8217;esplosione che si trovavano in stazione. Senza un graffio esterno, assiste alla scena che oggi, nonostante il distacco della televisione, fatichiamo a guardare nelle riprese.</p>
<p>Queste scene per un paio di anni lo cambieranno completamente, farà fatica a parlare ed a dormire, ed anche con il tempo non riuscirà più a raccontarle, tanto che le poche informazioni che ho le ho raccolte da mio padre, allora <strong>ventiduenne</strong>.</p>
<p>In quel momento, però, con il suo grembiule delle Poste, aiuta i soccorsi come fosse un pompiere.<br />
Mio nonno è sempre stato così, ha sempre fatto quello che era da fare.</p>
<blockquote><p>E poi la gente,<br />
(perchè è la gente che fa la storia)<br />
quando si tratta di scegliere e di andare,<br />
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,<br />
che sanno benissimo cosa fare.</p></blockquote>
<p>Mio padre, ormai lontano da Bologna, non sapeva quello che era accaduto: senza cellulari e computer sulla scrivania le notizie più veloci vengono dalla televisione e dal passaparola. Quando dopo un tempo che sicuramente sarà stato infinito ha chiamato a casa non sapeva ancora nulla. Mia madre, senza dire una parola, sentendo la sua voce si è messa a piangere.<br />
E lui, immediatamente terrorizzato, ha pensato che fosse accaduto qualcosa a suo figlio di tre mesi. Solo Gaetano, l&#8217;altro mio nonno, riuscì a spiegare quello che era successo ed il pianto di gioia provocato dal sentire di nuovo la sua voce. </p>
<p>Quello che la mattina pareva scontato e dovuto, <strong>ora era la più grande gioia del Mondo</strong>.<br />
La mia famiglia, quindi, era stata incredibilmente graziata dalla strage.</p>
<blockquote><p>Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,<br />
la storia entra dentro le stanze, le brucia,<br />
la storia dà torto e dà ragione.</p></blockquote>
<p>In famiglia stiamo decidendo ancora come far sapere del video di History Channel a mio nonno e se mostrarglielo: come potrete immaginare anche dopo tanti anni la questione rimane ancora delicata.</p>
<p>Spesso guardiamo lontano, cercando modelli da imitare. A volte anche troppo, quando ci facciamo influenzare da persone che senza aver mai fatto fatica si trovano su tutte le prime pagine.</p>
<p>Io ho sempre avuto ammirazione per la mia famiglia: di mio padre ventenne che si svegliava alle 4 per andare a lavorare, di mia madre che lavorava e faceva la mamma di due figli, della mia bisnonna, giovane vedova di guerra, che faceva trenta chilometri al giorno di bicicletta per lavorare al sanatorio ora ospedale Pierantoni, del mio nonno che, costretto dalla morte del padre, lascia l&#8217;università di Venezia e torna a casa ad occuparsi della famiglia&#8230;</p>
<blockquote><p>
E poi ti dicono &#8220;Tutti sono uguali,<br />
tutti rubano alla stessa maniera&#8221;.<br />
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.</p></blockquote>
<p>Così oggi mi alzo ogni mattina e <strong>qualsiasi sforzo faccia mi sento in debito</strong>, sperando di avere raccolto tra le tante combinazioni di geni un po&#8217; di quel sangue onesto e lavoratore, del quale sono e sarò sempre fiero.</p>
<blockquote><p>La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,<br />
siamo noi, bella ciao, che partiamo.<br />
(La storia siamo noi, Francesco De Gregori)</p></blockquote>
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