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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Tecnologia</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>KDS, tecnologia italiana per r&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 13:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[KDS, tecnologia italiana per risparmiare benzina? http://t.co/RwslciKX]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>KDS, tecnologia italiana per risparmiare benzina? http://t.co/RwslciKX</p>
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		<title>Jobs Santo Subito</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 19:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi spiace per Jobs, ma i commenti di questi giorni mi sembrano un tantino su di giri. Jobs ha realizzato, tramite la sua azienda, enormi profitti vendendo in passato computer e di recente oggetti di design. Un design che univa una buona progettazione estetica alla semplicità d&#8217;uso dei device, più vicini alle persone che ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi spiace per Jobs, ma i commenti di questi giorni mi sembrano un tantino su di giri.<br />
Jobs ha realizzato, tramite la sua azienda, enormi profitti vendendo in passato computer e di recente oggetti di design. Un design che univa una buona progettazione estetica alla semplicità d&#8217;uso dei device, più vicini alle <strong>persone</strong> che ai programmatori.</p>
<p>Però, però.</p>
<p>I suoi prodotti dialogavano quasi esclusivamente con gli altri prodotti della stessa azienda. Fosse stato per lui, la tecnologia personal sarebbe stata monomarca.</p>
<p>I suoi prodotti erano diventati uno status symbol a tal punto che troppe persone si sono spesso private di necessità maggiori per riuscire a sfoggiare l&#8217;ultima versione di un iQualcosa, spesso per utilizzarlo solo come ostentazione di lusso.</p>
<p><a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&#038;cod=15826">Come dice Stallman</a>, la prigione per gli utenti di Jobs era &#8220;<em>cool</em>&#8220;, a differenza di quella passata di moda creata da Microsoft.<br />
Per mettere un altro mattoncino di questa prigione in troppi hanno fatto la fila fuori dai negozi per precedere gli altri futuri felici possessori.</p>
<p>Jobs non ha inventato l&#8217;mp3, ha utilizzato questa invenzione a fini commerciali, e del resto non sembra nemmeno così importante: nessuno, parlando di diffusione digitale dei media, sa chi sono i veri inventori delle tecnologie che ci hanno aiutato in questo.</p>
<p>Jobs non ha inventato i personal computer, o gli smartphone.</p>
<p>Era certamente un formidabile <strong>uomo brand</strong>, capace di far crescere o calare i profitti di un gruppo multinazionale semplicemente presentandosi al talk di presentazione commerciale di un nuovo prodotto.</p>
<p><a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/423694/">Ma non esageriamo</a>, <strong>Steve Jobs non ha cambiato il Mondo, e per fortuna non l&#8217;ha cambiato come avrebbe voluto lui.</strong></p>
<p>Ci sono elenchi di persone che più di lui hanno cambiato la storia dell&#8217;informatica ed hanno permesso quello che abbiamo oggi e quello che verrà domani, ma nessuno al di fuori degli addetti ai lavori li ricorderà mai. </p>
<p>Diamo loro un po&#8217; dello spazio dedicato in questi anni alla pubblicità gratuita che in questi anni abbiamo fatto alla Apple.</p>
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		<title>Demagogia cartacea</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 12:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La recente e sterile polemica sul fronte della presunta fornitura di iPad ai parlamentari europei mi riporta alla mente un calcolo che feci, nel 2004, appena diventato consigliere comunale. Dovete sapere che i consiglieri comunali ricevono tanto di quel materiale cartaceo da far impallidire di paura una foresta: tutte le delibere, le bozze, i documenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La recente e sterile polemica sul fronte della presunta fornitura di iPad ai parlamentari europei mi riporta alla mente un calcolo che feci, nel 2004, appena diventato consigliere comunale.</p>
<p>Dovete sapere che i consiglieri comunali ricevono tanto di quel materiale cartaceo da far impallidire di paura una foresta: tutte le delibere, le bozze, i documenti a corredo, le convocazioni, etc.</p>
<p>E&#8217; chiaro e giustificato il motivo: senza i documenti ricevuti sia in forma preliminare per le commissioni prima del Consiglio sia nella convocazione dello stesso le riunioni non avrebbero nemmeno senso.</p>
<p>Tra l&#8217;altro non tutto viene inviato: le mappe dei piani urbanistici, ad esempio, sono a disposizione ma non vengono copiate per i consiglieri.</p>
<p>Feci, quindi, un rapido calcolo di quanto spendeva l&#8217;amministrazione per tagliare alberi necessari a questo processo democratico: una enormità. Alla quale andava aggiunta anche la spesa per la consegna a domicilio, ovviamente. <span id="more-4193"></span></p>
<p>E proposi, quindi, di investire nella dotazione di portatili per i consiglieri sprovvisti del mezzo, a patto che rifiutassero la versione cartacea.</p>
<p>Avrebbe permesso un risparmio di decine di migliaia di euro, nella durata del mandato, e qualche cosa in più in termini di funzionalità: ad esempio i consiglieri avrebbero potuto inoltrare la documentazione completa ai loro esperti,<strong> pubblicarla in anticipo per farla conoscere ai cittadini.</strong></p>
<p>Tutto questo, forse proprio per quest&#8217;ultimo motivo, non fu possibile, perché di fatto la fruizione delle versioni elettroniche era impedita o resa particolarmente macchinosa dalla tecnologia utilizzata.</p>
<p>Fino all&#8217;ultimo anno, ad esempio, le 40 delibere di cui era composto un consiglio comunale erano da scaricare singolarmente. Il pdf unico, spedito via posta elettronica, è stata una concessione dell&#8217;ultimo momento permessa grazie alla buona volontà  dei dipendenti comunali.</p>
<p>Questo per dire che se ci fermiamo al primo step, che consiste nella dotazione di un iPad o di un portatile alla persona che svolge il ruolo politico, perdiamo un grosso pezzo del puzzle.</p>
<p>Se questo rappresenta solo un regalo o un benefit destinato a rimanere sotto il tavolo a far  spessore, allora non è cosa buona.</p>
<p>Ma se servisse a portare avanti il processo di digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti amministrativi e politici, allora tutti ne guadagneremmo un po&#8217;: <strong>in trasparenza, in CO2, in alberi non tagliati, in spesa corrente evitata, in energia  non consumata.</strong></p>
<p>Quindi, invece di essere invidiosi, potremmo semplicemente accettare che un progetto di questo tipo potrebbe esserci utile, ed indirizzare meglio la nostra arrabbiatura verso le tonnellate di carta che sprechiamo ogni anno.</p>
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		<title>Stop agli occhiali 3d</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 07:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una decisione del Consiglio Superiore di Sanità vieta gli occhiali non monouso. Questo significa, in sostanza, che gli unici occhiali 3D a poter essere utilizzati saranno quelli passivi, che provocano più fastidi di quelli attivi. Se il problema da risolvere era quello delle possibili trasmissioni di batteri, non bastava prendere una decisione sull&#8217;effetto da ottenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/15/news/stop_occhiali_3d-2681652/">decisione del Consiglio Superiore di Sanità vieta gli occhiali non monouso</a>. Questo significa, in sostanza, che gli unici occhiali 3D a poter essere utilizzati saranno quelli passivi, che provocano più fastidi di quelli attivi.</p>
<p>Se il problema da risolvere era quello delle possibili trasmissioni di batteri, non bastava prendere una decisione sull&#8217;effetto da ottenere (zero batteri) piuttosto che decidere la tecnologia utilizzabile? Chi ha fatto decine di migliaia di euro di investimenti nelle tecnologie migliori, avrebbe semplicemente potuto sterilizzare gli occhiali, come fa il barbiere con le lamette.</p>
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		<title>Internet funziona finché è distribuita</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 16:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rete funziona perché non è centralizzata. E&#8217; nata per questo. Quindi quando decidiamo di affidare le nostre informazioni ad un solo servizio, di terzi, dobbiamo ricordarci che potrebbe sparire per qualsiasi motivo, temporaneamente, come successo oggi a twitter, o definitivamente, facendoci perdere contatti, dati ed eventualemente tutte le opportunità che ne derivano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rete funziona perché non è centralizzata. </p>
<p>E&#8217; nata per questo.</p>
<p>Quindi quando decidiamo di affidare le nostre informazioni ad un solo servizio,<strong> di terzi</strong>, dobbiamo ricordarci che potrebbe sparire per qualsiasi motivo, temporaneamente, <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/tecnologia/twitter/twitter-tilt/twitter-tilt.html">come successo oggi a twitter</a>, o definitivamente, facendoci perdere contatti, dati ed eventualemente tutte le opportunità che ne derivano.</p>
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		<title>Roberto Balzani: Programma della coalizione per le Elezioni Amministrative 2009 nel Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Roberto Balzani IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuova alleanza negli anni del cambiamento. Programma della coalizione di centro-sinistra a sostegno della candidatura a <strong><a href="http://www.alessandroronchi.net/2009/roberto-balzani-candidato-sindaco-forli/">sindaco di Roberto Balzani</a></strong></p>
<p><strong>IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PER USCIRE DALLA CRISI</strong></p>
<p>In questa epoca, caratterizzata da paura, chiusure e timori per il futuro, noi intendiamo dare una risposta di cambiamento, d’innovazione, di coinvolgimento per dare speranza e futuro alla nostra città.</p>
<p>L’attuale crisi non è solo finanziaria, ma anche morale e sociale. Per questo, l’amministrazione che verrà dovrà lavorare insieme e per i cittadini. I metodi che intendiamo utilizzare sono la trasparenza, la partecipazione e l’informazione.</p>
<p>I progetti saranno accessibili attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, come ad esempio il portale web del comun, perché ciascuno possa contribuire con proprie proposte e controllare i risultati. Partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, verificare.<span id="more-3755"></span></p>
<p>Ci impegniamo a ricercare e sostenere nuove e più avanzate possibilità di lavoro, partendo da una nuova economia che sfrutti le potenzialità dell’innovazione, della ricerca, e sappia recuperare e salvaguardare quelle tradizionali.</p>
<p>In questo contesto è necessario un mutamento anche della politica, che sappia dimostrare di rappresentare con chiarezza gli ideali e gli interessi della collettività contrapposti a quelli particolari, riconquistando alla partecipazione tante persone apatiche e deluse. La politica locale deve partire da un maggiore coinvolgimento dei cittadini dal basso. Occorre che i cittadini partecipino, decidano e poi verifichino, Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto.</p>
<p>Il comune, inoltre, deve assumere un compito civico difensivo; deve proteggere la sua comunità in un momento difficile; deve monitorare le condizioni di disagio e pretendere che su questioni delicate – i muti alle famiglie e alle piccole imprese, ad esempio – il sistema economico locale faccia la sua parte.</p>
<p><strong>ASCOLTO, PARTECIPAZIONE, DECISIONE, VERIFICA, TRASPARENZA</strong><br />
<strong>Il cambiamento facciamolo insieme</strong></p>
<p>La democrazia partecipata è il metodo con il quale la coalizioni si propone di governare nel prossimo quinquennio la città e il territorio. Ciò non significa svilire il ruolo e lo spazio della legittima rappresentanza dei cittadini, ma incrementare la fascia delle persone coinvolte nei processi decisionali. Per raggiungere tale ambizioso obiettivo, è tuttavia necessario partire dal vertice. Passione, competenza, spirito di servizio, capacità di fare squadra sono le caratteristiche accomunano le donne e gli uomini della nuova coalizione. Ne fanno parte tante persone libere, disinteressate, dotate di forti principi morali e democratici, che non intendono tramutarsi in professionisti della politica, servizio al quale promettono di dedicare non più di due mandati.</p>
<p><strong>Un obiettivo e un impegno assoluti: la trasparenza</strong><br />
1.Gli eletti debbono dar prova di estrema trasparenza, dando massima visibilità ai propri redditi per non creare dubbi sul servizio reso alla comunità. L’anagrafe degli eletti può implementare quanto già previsto dalla vigente normativa comunale, così come l’applicazione del Codice etico europeo, sottoscritto da eletti e amministratori, anche attraverso la diffusione trasparente degli ambiti di interesse privato che eventualmente riguardino gli amministratori. Occorre affermare la parità di genere per aumentare la presenza femminile, includere giovani e individui selezionati sulla base del merito, costituire una squadra di persone appassionate e perbene.<br />
2.La nomina dei rappresentanti comunali nelle società partecipate deve avvenire sulla base di bandi che selezionino i candidati sulla base di specifici profili di competenza. Limite dei due mandati ed eliminazione del cumulo degli incarichi sono i principi ai quali intendiamo rigorosamente attenerci.<br />
3.In apertura di mandato, il sindaco verificherà insieme con il consiglio comunale la condizione delle Società partecipate, per valutarne l’apporto offerto al pubblico interesse, la struttura della governance, le possibilità di ulteriori semplificazioni e risparmi, dopo quelli già operati nella passata legislatura. Dell’intero sistema delle partecipate si renderà conto alla cittadinanza in pubbliche riunioni, in modo che siano chiare impegni ed obiettivi dell’amministrazione.</p>
<p><strong>Il confronto è il nostro metodo, insieme il nostro motto</strong></p>
<p>La coalizione s’impegna, indipendentemente dall’esito delle consultazioni e dai risultati conseguiti dalle singole liste, a promuovere periodiche riunioni di maggioranza, affinché il progetto politico comune sia affermato nelle istituzioni e nelle città. Nello stesso tempo, propone di diffondere, utilizzando in primo luogo la comunicazione elettronica, iniziative ed idee emerse in sede di civica rappresentanza, in modo da rendere effettivo il protagonismo del consiglio e più chiara la sua funzione d’indirizzo e di cuore della democrazia forlivese.</p>
<p>La partecipazione, inoltre, va promossa e spinta a livello territoriale, da un lato dotando di maggiori risorse le circoscrizioni per gl’interventi più immediati, dall’altro, rispondendo tempestivamente alle domande dei quartieri. La legittimazione dei livelli di democrazia decentrata sono fondamentali per accrescere la capacità di ascolto dell’amministrazione. Non solo. Occorre utilizzare lo strumento già ampiamente sperimentato di assemblee di cittadini su singoli temi, rapide e ben organizzate affinché siano chiari temi e proposte – sia nei territori sia in città – può divenire, insieme col potenziamento della rete civica, un veicolo efficace di coinvolgimento, con immediati riscontri sull’azione amministrativa.</p>
<p>Le presenza dei rappresentanti eletti degli studenti universitari nella civica assemblea, costituisce un valore cui il prossimo consiglio comunale darà adeguata risposta.</p>
<p>La verifica dei risultati, infine, viene assunta come garanzia degl’impegni nei confronti della cittadinanza. Il pubblico monitoraggio di ciò che sta avvenendo (con rapporti periodici trasferiti in rete), a livello dei progetti maggior rilievo, offre agli elettori e ai cittadini l’opportunità di rendersi conto in tempo reale delle capacità gestionali dell’amministrazione e anche della complessità dei problemi o degli ostacoli presentatisi in corso d’opera. Il bilancio partecipato costituisce un logico punto d’arrivo per questo processo, che s’intende realizzare entro il secondo esercizio di questa amministrazione.</p>
<p><strong>UN NUOVO RUOLO PER FORLI’</strong></p>
<p>Forlì è una città di medie dimensioni, connotata da un buon livello di vita, da un elevato standard di servizi sociali, da un ottimo livello di offerta formativa, da una lunga tradizione di collaborazione fra i vari attori economici, sociali e istituzionali e da una vivace cultura associativa. Tale profilo, sicuramente alto rispetto a tante altre realtà del nostro paese si deve alla coesione, al senso civico e al lavoro dei suoi cittadini, oltre che alla solidità delle amministrazioni di sinistra e di centro-sinistra, che hanno assicurato nel corso di molti decenni un costante incremento del proprio capitale umano e sociale. </p>
<p>Una delle caratteristiche più originali tanto della realtà urbana quanto del mondo rurale è costituita da un solido e coeso tessuto sociale, favorita da politiche inclusive da parte degli attori pubblici, sostenuti da un diffuso consenso a livello d’individui e di sodalizi. In questa dinamica culturale consiste un valore assolutamente qualificante, che intendiamo rivendicare con orgoglio contro l’egoismo, la frantumazione dei legami di prossimità e la sollecitazione, spesso latente, dell’odio xenofobo praticati da gran parte della destra. La responsabilità della nuova coalizione consiste, dunque, da un lato nella riaffermazione di un’idea di amministrazione pubblica locale storicamente vocata all’integrazione sociale, all’eliminazione progressiva delle disuguaglianze e alla protezione dei più deboli, senza distinzioni; dall’altro nella proposta di un rinnovato protagonismo forlivese, declinato non in senso municipalistico, ma in funzione di più solidi ed estesi legami territoriali.</p>
<p><strong>Forlì deve tornare ad essere capoluogo</strong></p>
<p>Forlì, nel contesto del comprensorio e in accordo con gli altri centri romagnoli, può e deve esercitare un ruolo significativo, fungendo da propulsore delle comunità di più esigue dimensioni, per quanto attiene l’organizzazione di taluni servizi qualificati, l’elaborazione di politiche comuni da tradurre in regolamenti condivisi, la programmazione territoriale, la sollecitazione al compimento di alcune basilari reti infrastrutturali (a partire dalle rete di comunicazione evolute). </p>
<p>E, d’altro canto, costruendo con le altre principali città romagnole una reale politica di sistema, inevitabile per risolvere le grandi questioni infrastrutturali (porti, aeroporti, grandi direttrici, snodi logistici, ecc.), ponendo l’accendo sulla complementarietà delle funzioni ed evitando sprechi, per dar seguito alle politiche di area vasta (nel settore della sanità, dei trasporti, ecc.) promosse dalla Regione.</p>
<p> V’è la consapevolezza, tuttavia, che tale ruolo sarà effettivo solo se sarà infranto il muro del municipalismo deteriore e le relazioni inter-comunali saranno caratterizzate da una cultura progettuale comune. Dovrà essere affrontato e risolto il problema del dualismo fra i due maggiori centri urbani della provincia, superando una divisione antica che produce costi e duplicazioni di servizi e di strutture e che limita la capacità di programmazione. Della qual cosa saremo strenui sostenitori all’interno del contesto romagnolo. </p>
<p>Come? Attraverso un esame periodico e regolare delle questioni aperte e delle prospettive d’azione fra gli amministratori locali che saranno eletti nella tornata di giugno. Poiché la nuova coalizione possiede una politica del territorio ed è in grado di governarla, lo scambio di esperienze e la comune progettualità risalterà come indicazione di una nuova qualità della politica in Romagna.</p>
<p><strong>Diamo risposte concrete alla crisi: aiutiamo le famiglie, proteggiamo il lavoro</strong></p>
<p>Gli effetti della pesante crisi mondiale sono assai visibili anche in un territorio connotato da un’imprenditoria diffusa come il nostro. La contrazione della domanda e le difficoltà connesse all’accesso al credito hanno messo in difficoltà numerose aziende di media e piccola dimensione, con riflessi durissimi sul piano dell’occupazione. E’ chiaro che l’amministrazione comunale, nel prossimo quinquennio, dovrà dedicare il massimo appoggio ai soggetti travolti da questa temperie: i lavoratori e le imprese da una parte e le famiglie dall’altra.</p>
<p>Circa i primi, è necessaria una politica straordinaria di aiuto, in grado di mettere a disposizione risorse crescenti per attuare una politica di sgravi nelle tariffe (mense scolastiche, trasporti, trasporti scolastici, ecc.) a immediato vantaggio delle famiglie dei lavoratori in difficoltà. Ulteriori interventi devono riguardare il potenziamento di strumenti già disponibili, a sollievo del costo delle utenze e degli affitti destinando a tal fine  in maniera progressiva parte dei dividendi di Hera. Si tratterà di valutare nei prossimi mesi, se questi interventi saranno sufficienti, oppure se occorrerà pensare ad interventi aggiuntivi o di natura diversa evitando di disperdere risorse in servizi che non sono più efficaci a sanare i nuovi bisogni, ripensando agli interventi in modo da corrispondere adeguatamente alle necessità emergenti e allo stesso tempo riorganizzando i contributi economici, creando una frequenza maggiore nella verifica delle fasce di reddito in mode da intercettare immediatamente i cambiamenti economici delle famiglie.</p>
<p><strong>Il nostro sostegno alle imprese</strong><br />
Circa le imprese, occorre osservare che le istituzioni locali si sono mosse tempestivamente sul versante del rafforzamento dei Consorzi Fidi. E’ tuttavia di vitale importanza offrire il massimo supporto affinché la congiuntura non produca una drastica contrazione del nostro patrimonio imprenditoriale. </p>
<p>La competizione si affronta con interventi intensivi., sostenendo la ricerca e l&#8217;innovazione, favorendo chi sperimenta nuove produzioni e attività, che producono risparmio energetico e rispetto ambientale. Da una parte, sfruttando tutte le potenzialità (già presenti a livelli d’infrastrutture) delle nuove tecnologie. L’applicazione su vasta scala di tali tecnologie può consentire la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali. Dall’altra, l’asse con l’Università deve essere una priorità dell’Amministrazione. Ne abbiamo bisogno per potenziare il Polo tecnologico aeronautico, nel quale abbiamo investito milioni di euro, e anche per favorire il trasferimento tecnologico e diffondere standard di più elevata qualità anche presso le piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Semplifichiamo la vita ai cittadini, rendiamo amica la pubblica amministrazione</strong><br />
A questo proposito, l’offerta dell’amministrazione può interessare vari settori:</p>
<p>Una decisa opera di semplificazione e di sburocratizzazione, attraverso una revisione delle procedere ed una riorganizzazione dei servizi amministrativi (anche ai fini di assicurare tempi certi nelle autorizzazioni amministrative), nell’ovvio rispetto delle legislazione vigente e in base ad una valorizzazione rigorosamente meritocratica delle grandi risorse umane interne. L’efficienza e la rapidità della risposta amministrativa sono una priorità per tutti i cittadini. </p>
<p>Riteniamo indispensabile, inoltre, contrastare il processo puramente demagogico che alimenta la convinzione che la pubblica amministrazione sia sempre e comunque una macchina burocratica e farraginosa, investendo sulla valorizzazione delle competenze interne, riducendo le consulenze esterne, verificando non solo forme di coordinamento o di radicale ristrutturazione del livello dirigenziale (direttore generale, city manager, ecc.), ma introducendo anche approfondimenti intermedi che favoriscano la soluzione delle criticità, cercando nel contempo formule di rilancio dell’immagine della pubblica amministrazione.   </p>
<p>Inoltre, in questo momento di ristrettezze economiche, una migliore ed oculata destinazione dei mezzi finanziari e l’impiego dell&#8217;innovazione tecnologica potrebbero liberare delle importanti risorse a favore della collettività. </p>
<p>In questa situazione occorre attivare, motivandola adeguatamente, ogni risorsa umana disponibile all&#8217;interno dell’amministrazione comunale per costruire un più efficiente modello di gestione dei servizi  comunali. </p>
<p><strong>Qualità e sicurezza degli insediamenti, innovazione negli impianti, riduzione dei costi energetici</strong></p>
<p>L’individuazione di un’offerta insediativa di qualità, con alte dotazioni tecnologiche, bassi impatti ambientali, alta efficienza energetica. La qualificazione dello sviluppo rappresenta una sfida nella transizione da un epoca connotata da alti consumi (di energia e di territorio) ad una dominata da una logica di risparmio (dalle risorse ai rifiuti). L’amministrazione comunale può fungere da battistrada, stimolando apposite politiche d’incoraggiamento e di sperimentazione d’impianti destinati alla produzione delle energie rinnovabili, utilizzando il proprio patrimonio, collegandosi all’esperienza di altri comuni del territorio, contribuendo all’abbattimento della bolletta energetica pubblica. </p>
<p><strong>Valorizziamo il sapere e mettiamo in rete la conoscenza</strong></p>
<p>C’è inoltre l’esigenza di rafforzare le infrastrutture immateriali del nostro territorio anche in termini di relazioni e scambi di conoscenza e tecnologia tra il mondo economico e l’insediamento universitario. Alcune iniziative sono già state assunte, ma l’esigenza di raccordare meglio il patrimonio di saperi prodotto dall’Università con la quotidiana esperienza dei cittadini e delle imprese è un’esigenza percepita e diffusa. Anche in questo caso, l’amministrazione, con interventi mirati e a costi contenuti indirizzati ai laureati più brillanti, può testimoniare la praticabilità di un percorso di progressivo arricchimento qualitativo dello sviluppo locale (dal settore dell’intercettazione di risorse di finanziamento internazionale a quello della progettazione delle pratiche di partecipazione e di concertazione; dallo stimolo al ridisegno della città alle politiche ambientali). </p>
<p><strong>Il nostro progetto è il sistema Romagna</strong></p>
<p>La costruzione del sistema romagnolo non può prescindere da alcune fondamentali visioni dello sviluppo infrastrutturale, particolarmente importanti in una fase di ripensamento e di riorganizzazione degli assetti produttivi. I perni di questa politica di area vasta, peraltro ancora declinata a livello di governance, sono tradizionalmente rappresentati dall’integrazione fra il porto di Ravenna, l’aeroporto di Forlì (del quale è avviato il processo di privatizzazione), l’interporto di Cesena e lo scalo merci di Villa Selva il potenziamento della Cervese fino al raccordo con l’E-45, la connessione fra Forlì e Cesena, la riorganizzazione del sistema fieristico, la collocazione del capoluogo fra i grandi assi del nord-est e il centro Italia (Toscana, attraverso la SS 67/valle del Tevere). Lo strumento di questa integrazione sarà l’attuazione di quanto già previsto dagli studi scientifici multidisciplinari come il progetto SISTEMA, che coniuga trasporto pubblico ed opere necessarie. E’ chiaro che, coerentemente con l’impostazione fin ad ora espressa, tanto più queste opere avranno una prospettiva di connessione armonica con il territorio, quanto minore sarà il loro impatto ambientale.<br />
Ciò significa, in altri termini, che esse non possono non essere calate all’interno di un processo volto da un lato all’agevolazione delle funzioni produttive, dall’altro alla difesa di alti standard di qualità della vita. Il  recupero della via Emilia storica – contestuale alla connessione fra Forlì e Cesena e alla risoluzione della questione del flusso del traffico pesante – a mezzi pubblici innovativi e a percorsi ciclabili, ben testimonia lo stretto rapporto, oggi non solo praticabile, ma necessario fra qualità dello sviluppo e qualità ambientale. </p>
<p><strong>IL CENTRO STORICO: IL LUOGO DELLA NOSTRA IDENTITÀ</strong><br />
Un luogo di abitazioni, di commerci, di cultura </p>
<p>Anni di riflessioni e di tentativi hanno posto in evidenza un dato: la questione del centro storico di Forlì, che pure interessa direttamente circa un decimo della popolazione residente, ma che riveste un grande significato identitario, culturale ed economico-sociale, si può affrontare attraverso una visione progettuale che tenga insieme salvaguardia, tutela del suo tessuto, valorizzazione della sua qualità ambientale e garanzia di una accessibilità determinata dalle sue caratteristiche, promozione di un qualificato reinsediamento di attività commerciali e artigianali, il recupero – mercé incoraggiamenti e agevolazioni &#8211; della sua funzione abitativa. </p>
<p>Abbiamo bisogno di sviluppare le arterie che uniscono la nostra comunità: a partire, nel centro, da un allargamento delle zone pedonali o a traffico limitato (che entro la legislatura dobbiamo portare per estensione al livello medio degli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna), connesse con le aree esterne da una viabilità che renda generalizzati i percorsi ciclabili (anche in profondità, fin dentro la campagna, fino alle frazioni, spesso immerse in ambienti naturali da riscoprire) e consenta un efficiente servizio pubblico. Dobbiamo mettere in sicurezza tali percorsi per i nostri ragazzi, per gli anziani, per tutti coloro che intendono recuperare non solo il centro, ma tutto l’ambiente comunale ad una dimensione aggregativa, d’inclusione e di interrelazione: la sola strada che abbiamo per vincere davvero le paure e affermare un senso di piena legalità ovunque. Nello stesso tempo, i residenti e coloro che frequentano i negozi del centro devono poter disporre di un sistema di comodi parcheggi, il meno appariscente ed invasivo possibile.<br />
Un luogo a misura di bambino</p>
<p>La soluzione della questione della viabilità pesante attraverso il completamento della tangenziale consente di ripensare la vita del centro secondo nuove prospettive. L’idea che esso possa diventare uno spazio adeguato ai tempi più lenti delle persone e delle biciclette, a misura di bambino, vocato alla socialità, all’incontro e insieme ad un commercio di qualità e di nicchia, pare ormai una visione diffusa. L’immagine di un medio centro nord-europeo, dotato di servizi pubblici efficienti e nello stesso tempo in grado di rispondere alle domande dei residenti così come di coloro che vi accedono per lavoro o per loisir, rappresenta un obiettivo ragionevolmente perseguibile. </p>
<p><strong>Un luogo di qualità connesso al territorio</strong></p>
<p>Il modello delle “isole ambientali” pare un progetto concretamente perseguibile. Come? A. Attraverso un progressivo allargamento delle zone pedonali, delle ZTL, delle vie a traffico veicolare assai rallentato, con conseguente promozione di attività sociali e ricreative negli spazi pubblici; B. Con una politica dei parcheggi capaci di liberare ampi spazi dal traffico veicolare e dalla sosta; C. Rendendo fluido e attraente il trasporto pubblico mercé corsie dedicate; D. Sviluppando percorsi ciclabili assai ampi e interconnessi, che dal cuore di Forlì possano poi espandersi verso il territorio e intersecare le periferie e la campagna, seguendo itinerari anche in parte diversi dalle vie a maggiore scorrimento; E. Intervenendo, come già hanno fatto il comune la Fondazione della Cassa dei Risparmi, su alcuni immobili o isolati, per favorirne il recupero e il riuso. E’ chiaro che, per tenere insieme questi obiettivi, e soprattutto per sincronizzarli, rendendoli plausibili, occorre un approccio ben congegnato e ben spiegato, al quale potrebbero contribuire – oltre agli uffici – anche i dipartimenti universitari e gli ordini professionali del settore, che potrebbero trovare – dopo una fase di adeguato rodaggio – in un urban center un luogo di coagulo e di confronto. Una volta testimoniata la scelta esplicita a favore di una riqualificazione reale del centro, non episodica ma strutturale, è verosimile pensare che tante risorse anche private rifluirebbero sul centro storico.</p>
<p><strong>Uno spazio per la cultura</strong></p>
<p>Il centro storico è anche sinonimo di vita culturale, giacché contiene la maggior parte del patrimonio forlivese ed è sede di musei prestigiosi come il San Domenico, del Teatro “Diego Fabbri”, della Biblioteca “Saffi”, delle Raccolte Piancastelli, ecc. E’ vero che, in un’epoca di tagli e di contrazione della spesa, la cultura tende a subire gli effetti peggiori. E’ vero anche, tuttavia, che, da una parte, l’investimento sul San Domenico, supportato e “lanciato” dalla politica delle “grandi mostre” della Fondazione della Cassa dei Risparmi, esige comunque un impegno pubblico e una progettualità alla quale l’amministrazione non può sottrarsi, rendendo il luogo perno della “vocazione culturale” cittadina. Dall’altro, non va trascurata la necessità di conservare i nostri beni culturali &#8211;  partire da Palazzo Gaddi e dal Palazzo del Merenda -, esercitando la tutela prevista dall’ordinamento e soprattutto la loro restituzione alla città.<br />
In particolare va portato a compimento il completamento del San Domenico, recuperando il rapporto con gli spazi urbani circostanti, demolendo il parcheggio attuale e riconfigurando l&#8217;intera area entro la legislatura. Dovrà essere acquisito alla città l&#8217;ex Eridania, mettendola dapprima in sicurezza e prevedendone un recupero in linea con le funzioni culturali riservate dalla legge ad un immobile vincolato. Nel corso della legislatura, si dovrà inoltre provvedere alla destinazione di straordinari complessi di pregio come la Rocca di Caterina Sforza e l’adiacente cittadella, il convento di Santa Maria della Ripa, salvaguardandone l’interesse pubblico e la funzione all’interno della maglia del centro. Dovrà inoltre essere recuperata a funzioni culturali l&#8217;ex fornace Maceri Malta, connettendola col parco urbano.</p>
<p><strong>Un luogo aperto, di incontri e integrazione</strong></p>
<p>E ancora: aprire la città, facendo diventare ogni sua parte un luogo di incontro, di conoscenza, di vita collettiva. Essere e vivere insieme e non isolati deve essere l&#8217;obiettivo di una nuova città più vivibile e sicura. Organizzare e formare volontari che rendano sicuro l&#8217;attraversamento delle strade, l&#8217;uscita dalle scuole, i percorsi casa scuola, contrastando la maggiore minaccia per la sicurezza dei cittadini rappresentata dal traffico.<br />
Favorire la conoscenza reciproca dei cittadini, a cominciare da quelli che provengono da altri territori o paesi, al fine di far conoscere l&#8217;identità, i costumi, i caratteri, le consuetudini , la storia e le regole comuni che caratterizzano la realtà locale.<br />
Promuovere esposizioni, manifestazioni, incontri sportivi, culturali e gastronomici, raccolte di storie e testimonianze come momenti di reciproca conoscenza e anche di integrazione.</p>
<p>In generale, l’idea che gli spazi aperti del cuore della città possano tornare ad essere vissuti, partecipati, resi attivi dai giovani e dai cittadini, rappresenta una grande scommessa per il centro-sinistra.<br />
Occorre pensare più organicamente alla funzione culturale come ponte sociale per l’integrazione della dimensione folklorico-dialettale, della dimensione nazionale (umanistica e scientifica) e della dimensione propria dei migranti. La coesistenza e l’incontro fra queste tre culture – alle quali può contribuire il diffuso e vivace associazionismo cittadino &#8211; rappresenta un obiettivo della nuova amministrazione. A queste va aggiunta, comune a tutte, il sostegno alla cultura musicale, alla cui salvaguardia e promozione l’amministrazione deve dedicarsi.</p>
<p><strong>L’elemento simbolo del più vasto e prezioso paesaggio forlivese</strong></p>
<p>Forlì ha scoperto da poco, anche grazie alle “grandi mostre”, una vocazione turistica che va potenziata e incoraggiata attraverso la valorizzazione non solo del nostro patrimonio culturale, ma anche dei beni paesaggistici e di quelli più legati alla tradizione (sotto questo profilo, la gastronomia potrebbe essere utilizzata come una straordinaria opportunità di connessione e d’incontro fra le diverse culture presenti in città). Il territorio, le colline, i siti di pregio sotto il profilo geologico e preistorico debbono essere prima di tutti riscoperti dai cittadini, e poi “cuciti” attraverso percorsi appropriati, all’interno di una trama che spinga poi in direzione degli altri comuni, delle vallate, dell’Appennino da un lato e del mare, dall’altro. Gli argini dei fiumi Ronco e Montone già prefigurano percorsi cicloturistici assai affascinanti, capaci di connettere ambienti desueti e di restituire un’immagine della Romagna in molti purtroppo offuscata.</p>
<p><strong>LE TRE SICUREZZE: NELLE STRADE, SUL LAVORO, NELLE CASE</strong></p>
<p><strong>Proteggiamo la vita di tutti</strong><br />
Prendiamo poi un altro impegno. Il nostro obiettivo è ridurre a zero i morti sulle strade e combattere la piaga inaccettabile per un paese civile degli incidenti sul lavoro.<br />
L&#8217;insicurezza nelle strade e nel lavoro non sono problemi senza soluzioni, da ritenere inevitabili ed inaffrontabili. Il comune deve porsi come obiettivo quello di arrivare a zero morti sulle strade e nei cantieri. In entrambi i casi la sicurezza si ottiene con controlli più efficaci. Nella mobilità occorre incentivare e tutelare la mobilità alternativa all&#8217;automobile e ridurre le vetture circolanti a vantaggio di una migliore fruibilità di tutti. Occorre creare corsie preferenziali per i mezzi pubblici, aumentare e ricucire le piste ciclabili le ZTL e zone pedonali, creare isole ambientali anche fuori dal centro storico in zone dove è necessaria maggiore sicurezza, attivare sistemi di logistica per le merci onde evitare l&#8217;inutile circolazione di mezzi pesanti ed inquinanti.<br />
Mettiamo in sicurezza il nostro patrimonio edilizio<br />
Intendiamo portare a compimento la messa in sicurezza antisismica di tutti gli edifici strategici del comune di Forlì (scuole, ospedali, caserme, uffici pubblici) ed avviare in collaborazione con le professioni tecniche la valutazione delle condizioni vulnerabilità del patrimonio edilizio residenziale e produttivo al fine di indirizzare gli interventi che assicurino la riduzione dei rischi e la sicurezza dei cittadini in ogni luogo dove  essi si trovino ad operare e vivere.</p>
<p><strong>WELFARE,  SANITÀ, FORMAZIONE</strong><br />
<strong>Proteggiamo i più deboli e non lasciamo solo chi ha bisogno</strong></p>
<p>Il livello di welfare, nel territorio forlivese, è assai elevato. La copertura del sistema, pubblico e privato, in genere ben integrato, assicura livelli di assistenza notevoli, tanto nella fascia della popolazione anziana, quanto in quella della prima infanzia. I principali problemi che il futuro riserverà riguardano: A. I vincoli di spesa, data la contrazione delle risorse. L’amministrazione promuoverà ogni azione politica per sostenere l’ alta protezione sociale da sempre assicurata dal centro-sinistra, sia pure in quadro finanziario compromesso a causa della crisi, anche ripensando la riorganizzazione dei servizi. B. L’accentuazione di alcuni elementi strutturali, come l’incremento della quota di popolazione ultra-sessantacinquenne, tende a produrre un’alterazione della domanda, fino ad ora soddisfatta dalle strutture del sistema locale. In questo caso, la proposta è quella di attivare politiche di coinvolgimento sociale per gli anziani delle coorti più recenti ancora in piena attività a favore dell’infanzia, del monitoraggio delle condizioni di vita nei quartieri, della promozione culturale, riservando maggiori risorse – com’è logico – ai grandi anziani (ultra-settantacinquenni). </p>
<p><strong>Aiutiamo e difendiamo la famiglia</strong></p>
<p>La difesa della famiglia e quindi il sostegno attivo, in termini di aiuti e di servizi, ai nuclei con figli,  partire da quelli  numerosi, senza distinzioni di sorta. D. La continuazione delle politiche d’integrazione riservata ai migranti, curando, da un lato, la diffusione delle lingua italiana e degli elementari principi della cittadinanza democratica e, dall’altro, guardando con favore la realizzazione di luoghi di ritrovo e di libero incontro, aperti anche alla cittadinanza. E. La necessità di un piano per eliminare progressivamente le barriere architettoniche e favorire la realizzazione di un tessuto urbana pienamente fruibile da parte dei disabili. F. Un rilancio della politica della casa che veda aumentare la dotazione di edilizia sociale e agevolata attraverso nuovi investimenti pubblici così come attraverso il coinvolgimento del privato sociale, della cooperazione, della Fondazione.</p>
<p><strong>Offriamo ancora più alti standard di qualità nel nostro sistema sanitario</strong></p>
<p>Circa la sanità, è bene sottolineare la qualità dell’offerta forlivese, a partire dall’Ospedale Civile e dall’Irst (il cui riconosciuto livello – nel contesto regionale e nazionale – è testimoniato dalla trasformazione in Ircs). D’altro canto, a partire dai Nuclei di cura primaria, i presidi sanitari territoriali si sono moltiplicati, così come i dispositivi per intercettare una quota dei pazienti prima dell’accesso diretto alla struttura ospedaliera. Esistono tuttora difficoltà a livello di gestione della liste d’attesa e del pronto soccorso: l’amministrazione s’impegna a premere sulla direzione generale dell’AUSL, affinché – anche sotto questo profilo – il già alto consenso assicurato dalla cittadinanza alla nostra sanità risulti pienamente acquisito.<br />
L’interesse prioritario del centro-sinistra va in due direzioni principali: la conservazione, nella costituenda area vasta, dei livelli di qualità  raggiunti dal sistema sanitario locale, a partire dalla selezione di specialisti e ricercatori sulla base esclusiva del merito clinico e scientifico; la difesa, a livello di territorio, delle fondamentali azioni di prevenzione diffusa, tanto attraverso opportune campagne informative, quanto attraverso servizi resi direttamente alla cittadinanza, assumendo un atteggiamento culturale che si pone di fronte ai problemi del cittadino  prevedendo quanto può danneggiarlo e ponendo  attenzione  a tutto ciò che può migliorare  la  qualità della sua vita.</p>
<p><strong>La formazione e l’istruzione siano le fondamenta della crescita civile ed economica della nostra popolazione</strong></p>
<p>La formazione, infine, vede la nostra città collocata ai primi posti nazionali. La fascia pre-scolare è storicamente fra i vanti del nostro comune (i bisogni crescenti determinati dall’incremento di  queste coorti di bambini costituiranno una priorità); quella elementare e media vede l’abnegazione di una classe d’insegnanti dotati di capacità e di spirito di servizio, cui spetta far fronte alla prima integrazione dei giovani migranti e al disagio sociale di molti adolescenti con risorse sempre più scarse; quella superiore può contare su strutture talora eccellenti. Occorre un impegno sostanziale dell’amministrazione per completare e integrare le ore di sostegno e/o compresenza in affiancamento agli insegnanti di sostegno alle disabilità con operatori qualificati. Quanto alla scuola non statale, l’integrazione col pubblico – nel nostro comune – è da considerarsi acquisita. Certo, l’attuazione della cosiddetta “riforma Gelmini”, promossa dalla destra, sta colpendo duramente l’intero sistema formativo del paese, riducendo il monte ore, eliminando il tempo pieno, costringendo gli istituti a far i conti con risorse sempre più scarse. E’ necessario, da parte dell’amministrazione, provvedere da un lato alla valorizzazione sociale del corpo insegnante, ingiustamente colpito dalle politiche governative; e, dall’altro, alla dotazione di supporti, possibilmente utilizzabili da parte di più istituti per ovvie ragioni di economia, per assicurare il mantenimento degli attuali standard formativi.</p>
<p><strong>Consolidamento e rilancio della presenza universitaria</strong></p>
<p>L’insediamento universitario forlivese, infine, va considerato fra i casi di successo del decentramento bolognese. Le Facoltà sono in genere di medio-alta qualità, ben radicate e con un buon numero di studenti. La realizzazione del campus, da parte dell’Alma Mater, porterà alla creazione di un’autentica cittadella del sapere, destinata a rivitalizzare un’area intera del centro storico. Bisogna considerare che i tagli portati al bilancio delle Università italiane, nel 2009-10 e nel 2010-11, genereranno una contrazione dell’offerta formativa ed una condizione di maggiore difficoltà, soprattutto per le realtà di più recente consolidamento. In questo quadro, pensare ad un’espansione dell’insediamento attraverso l’arrivo di nuove Facoltà o Corsi di Laurea, è pura illusione. Ciò che è materialmente praticabile pare, piuttosto: A. Il completamento della filiera formativa, con la piena acquisizione di dottorati e di scuole di specializzazione; B. La realizzazione di strutture di ricerca e di laboratori, a partire da quelli che interessano il Polo Tecnologico-Aeronautico, in connessione col tessuto delle imprese. Si potrebbe pensare – data la presenza di ricercatori nella nostra sede – a linee di studio dedicate alle energie rinnovabili e alle loro tecnologie; C. L’implementazione dell’internazionalizzazione, già molto elevata a Forlì, tanto per ciò che riguarda la mobilità degli studenti, quanto per ciò che riguarda docenti e gruppi di ricerca. D. La progressiva integrazione dei Poli di Forlì e di Cesena, ai fini di una gestione razionale delle risorse e del decentramento. Il comune, tanto attraverso Ser.in.Ar, quanto direttamente, nei propri rapporti con il Polo, il pro-rettore alle Romagne e il Rettorato, s’impegna ad appoggiare questa politica.</p>
<p><strong>LE FRONTIERE DELLA LEGALITÀ</strong><br />
Legalità e integrazione: due condizioni per la sicurezza</p>
<p>La questione della legalità ingloba il tema della sicurezza e lo rende parte di un progetto più generale. Proprio l’amministrazione, col proprio esempio di trasparenza, di comunicazione e di efficienza, si colloca al centro di una nuova  cultura della legalità. A partire da qui, possono essere intraprese importanti iniziative volte all’incentivazione e alla diffusione di questo messaggio: A. Attraverso la scuola (senza che ciò si traduca in una sottrazione di ore, già scarne, alle discipline curriculari, ma mercé la proposta di elementi di civismo declinabili a seconda delle materie più appropriate); B. La pratica sportiva, da incoraggiare nelle giovani generazioni come mezzo di formazione ai sani principi di solidarietà e di responsabilità; C. Le politiche d’integrazione sociale e culturali nel rispetto della lettera e dello spirito della carta costituzionale, nonché della Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione.</p>
<p><strong>Sicurezza: rendiamola percepibile ai cittadini</strong></p>
<p>Quanto al tema più specifico della sicurezza, dopo aver sottolineato il dato – fornito da fonti ufficiali – di una condizione forlivese in linea con le realtà meno preoccupanti del paese e della regione, va rilevata la necessità di una forte visibilità del ruolo dell’amministrazione a fianco dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e delle forze di Polizia Nazionali. Si tratta di una funzione tutt’altro che accessoria, che i cittadini debbono avere ben chiara. Quanto alle iniziative più concrete, si propone: A. Il potenziamento del servizio di Polizia Municipale, attraverso una riorganizzazione interna che veda la compressione dei carichi di lavoro puramente amministrativi e la parallela riduzione di funzioni esclusivamente di rappresentanza. B. L’aumento della presenza di agenti della Polizia Municipale sulle strade. C. La realizzazione della nuova sede.</p>
<p><strong>Più agenti, più cittadini, più attività nelle strade e nelle piazze</strong></p>
<p>Il centro-sinistra rigetta completamente, invece, la proposta populista di dar vita a ronde di cittadini in funzione di appoggio agli agenti. Noi crediamo che questa iniziativa, oltre a nascondere un preciso progetto xenofobo e ad affermare principi di destra inaccettabili e del tutto opposti agli sforzi compiuti in direzione dell’inclusione e dell’integrazione sociale, rischi di creare confusione e di distogliere paradossalmente una quota delle forze preposte alla sicurezza dal precipuo obiettivo di controllare il contesto urbano. Noi ci schieriamo apertamente a favore delle forze dell’ordine e del loro continuo lavoro di monitoraggio del territorio.<br />
L’esperienza degli assistenti civici, contrariamente al modello populista delle ronde, peraltro già sperimentata nel nostro comune, può inoltre costituire un elemento di aiuto e di supporto a chi è istituzionalmente preposto a tutelare la sicurezza.<br />
Ciò che è augurabile, semmai, è la presenza di liberi cittadini per strada, ossia il ripristino, mercé apposite iniziative, incoraggiate ad esempio da una revisione della pubblica illuminazione (magari alimentata da energia rinnovabile), di una vivace vita serale nello spazio pubblico, autentico antidoto contro i rischi della micro-criminalità, da un lato, e, dall’altro, della politicizzazione squadrista delle città. </p>
<p><strong>UNA POLITICA PUBBLICA PER L’AMBIENTE</strong></p>
<p><strong>Territorio e risorse naturali sono beni finiti e non riproducibili</strong></p>
<p>La politica ambientale è un punto qualificante di questo programma. Crediamo che spazio per uno sviluppo essenzialmente estensivo, imperniato sul primato immobiliare/edilizio, non sia riproponibile  come nei tempi trascorsi. In primo luogo, perché il territorio è un bene finito, e quindi va amministrato con parsimonia; in secondo luogo, perché la crisi ha alzato l’asticella della sfida, facendo giustizia di tutte le comode scorciatoie indirizzate verso l’Eldorado di una facile moltiplicazione della ricchezza.</p>
<p><strong>Una città bella</strong></p>
<p>Per la Forlì del futuro sono necessari la definizione dei limiti della città, magari attraverso un’ampia cintura verde, l’uso appropriato ed eccezionale della pratica delle varianti e la subordinazione di nuove espansioni alla completa attuazione delle attuali previsioni di sviluppo urbanistico, produttivo ed industriale. </p>
<p><strong>Una città responsabile</strong></p>
<p>Già la passata amministrazione ha compiuto progressi nella raccolta differenziata. La futura amministrazione procederà immediatamente lungo questa strada, attraverso la realizzazione  del sistema di raccolta differenziata porta a porta sull’intero territorio comunale. Perché? In primo luogo, perché in questo modo si spingono i cittadini a ridurre la produzione dei rifiuti e a praticare una disciplina fondata sul rispetto ambientale, che ha un valore civico ed educativo. In secondo luogo, perché – se collegata all’esperienza di altri comuni – la differenziata spinta può generare attività economiche legate al riciclo, anche a livello locale. Si tratta, quindi, di promuovere anche l’insediamento di nuove attività economiche. In terzo luogo, perché, aumentando la raccolta differenziata, sarà possibile battersi con maggior forza per ridurre la quota di rifiuti destinati all’inceneritore. Per ciò che riguarda la parte indifferenziata destinata all’incenerimento, occorre rendere effettiva la pre-selezione secco/umido, per la quale sono previsti appositi procedimenti a tutt’oggi non effettuati.</p>
<p><strong>Una città monitorata</strong></p>
<p>Accanto a questo obiettivo, si colloca poi un’attenzione decisamente forte per il monitoraggio delle emissioni, effettuato da autorità indipendenti, a partire da quelle degl’inceneritori e per una campagna costante d’informazione e di sollecitazione della mobilitazione collettiva intorno alla questione ambientale dando seguito alle indicazioni contenute nel PPGR e alla costituzione di autonomi comitati di controllo composti da cittadini per la verifica della tracciabilità e del suo corretto percorso di differenziazione.</p>
<p><strong>Una città che non accresce l’effetto serra</strong></p>
<p>Il centro-sinistra è consapevole che la maggior parte delle emissioni di anidride carbonica dipendono dal traffico veicolare e dal riscaldamento degli edifici. Per questo, l’impostazione di una nuova politica della mobilità &#8211;  a partire dal centro storico – e di una applicazione graduale ma sistematica di fonti di produzione energetica rinnovabile contribuiscono a disegnare il profilo di una Forlì moderna, orientata verso una gestione delle risorse non riproducibili (a partire dai terreni e dai combustibili) attenta e sempre più prudente, e però decisa a sperimentare tecnologie innovative e a creare opportunità di crescita economica e di lavoro. </p>
<p><strong>Una città con servizi economici ed efficienti</strong></p>
<p>D’altro canto, proprio questa consapevolezza indica la via di una ferma pressione sulle aziende multiutility, affinché esse cooperino con questa impostazione, sempre più diffusa in Italia e in Occidente: e dunque l’amministrazione, attraverso un’ampia campagna di coinvolgimento dell’opinione pubblica, intende esercitare fino in fondo il proprio ruolo di difensore dei cittadini utenti (dal controllo tariffario alla qualità dei servizi, ecc.) assai più che quello di azionista pubblico. Così come giustamente pretendono, del resto, non solo i singoli, ma anche molte imprese del territorio. Il primato delle interesse pubblico va riaffermato in generale anche nel caso di tutte le partecipate, assicurando ai cittadini il controllo sulle risorse essenziali alla comunità.</p>
<p><strong>L’acqua: un bene pubblico prezioso</strong></p>
<p>L’acqua è un bene essenziale per tutti i cittadini: per questo è fondamentale che impianti e reti rimangano saldamente in mano pubblica. Ciò, peraltro, impone di migliorare la qualità della risorsa distribuita, di razionalizzare l’uso di fonti e impianti, di avere maggiore attenzione per i problemi ambientali ed energetici, d’indirizzarsi verso una politica tariffaria che penalizzi gli elevati consumi e gli sprechi e nello stesso tempo favorisca le famiglie numerose.</p>
<p><strong>Una città con una cintura verde</strong></p>
<p>I boschi di Ladino e Farrazzano, i parchi fluviali del Montone e del Ronco, i siti di pregio paesaggistico e ambientale come i Sabbioni, i percorsi lungo gli argini e la rete dei canali di Schiavonia e di Ravaldino, la prima fascia collinare rappresentano parti di una cintura verde, della quale partecipa la nostra campagna, la cui tutela è importante per il benessere della cittadinanza e per la vivibilità dello spazio comunale. Si tratta di “patrimonio”, secondo la definizione del Piano territoriale della Regione. Ebbene, questa patrimonio va tutelato alla stregua dei beni culturali tradizionali, e tanto più per i rischi che corre e per la sua irriproducibilità. Il centro-sinistra è consapevole che questa posizione non significa affatto opposizione allo sviluppo: significa, piuttosto, declinare e qualificare lo sviluppo economico, rendendolo ordinato, innovativo, ambientalmente compatibile. Non si tratta di un sogno: è quanto accade in molte realtà europee, e non da oggi.</p>
<p><strong>Una città dall’alto senso civico e amica degli animali</strong></p>
<p>Forlì ha saputo affrontare per tempo &#8211; anche e soprattutto grazie al contributo delle associazioni protezioniste &#8211; il dilagante problema del randagismo animale con l&#8217;avvio di politiche e strutture di servizio per la sua gestione. Consapevoli che ciò non basta, ci impegniamo a rilanciare la nostra azione per prevenire e contrastare gli abbandoni sul territorio per favorire e consolidare una pacifica e serena convivenza uomo-animale. Sarà evidente il salto di qualità verso politiche virtuose che &#8211; coinvolgendo l&#8217;associazionismo attivo anche attraverso formazione ad hoc &#8211; potranno produrre una sostanziale riduzione dei costi sostenuti oggi da tutti i cittadini per l&#8217;incivile comportamento di pochi, liberando così risorse importanti che saranno reinvestite nel benessere animale e, di conseguenza, della collettività.</p>
<p><strong>LA GENERAZIONE DEL FUTURO</strong><br />
<strong>I giovani protagonisti oggi </strong><br />
E chiaro che una Forlì “europea”, aperta, integrata, solidale, una Forlì in cui sia piacevole vivere e lavorare, rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato in particolare alla generazioni più giovani. Saranno esse a completare, se lo vorranno, il disegno qui abbozzato. Ciò comporta alcune conseguenze. Anzitutto, l’assunzione, da parte dell’amministrazione, non già della “questione giovanile” come tema fra gli altri (ma lo steso potrebbe dirsi della “questione femminile”, naturalmente), quanto dell’elemento generazionale – così come quello di genere – quale veicolo, interprete privilegiato del cambiamento. Il che significa, da una parte, riconoscere la rilevanza di taluni nodi ancora irrisolti (i luoghi dell’aggregazione diffusa, di stampo associativo formale o informale, musicale o ricreativo; la mensa universitaria; lo stimolo di attività commerciali in linea con i tempi della generazione – serali e notturni). Dall’altro, osservare il tanto che si è fatto – sotto il profilo delle pratiche sportive, ad esempio; ma anche del recupero di luoghi importanti, come la Fabbrica delle Candele, attraverso al quale promuovere il libero sviluppo della creatività dei giovani. Dall’altro ancora, la preoccupazione per il crescente disagio degli adolescenti, in misura preoccupante soggetti a forme di rifiuto sistematico dell’offerta formativa ma anche estranei del tutto al civismo, ai vincoli di socialità. E’ questo un ambito che deve attrarre l’analisi e la ricerca dell’amministrazione. Perché, oltre che gestire, occorre anche studiare e capire.</p>
<p><strong>Due gemme : l’associazionismo e il volontariato</strong><br />
Siamo certi che riceveremo un grande aiuto da una risorsa formidabile della nostra città; l’associazionismo. Esso rappresenta, in moltissimi, campi, un formidabile aiuto per l’amministrazione pubblica. Ebbene, associazionismo e volontariato, dall’ambito sociale a quello della protezione civile, passando per i tanti altri contesti della vita cittadina, costituiscono i naturali interlocutori di un’amministrazione di centro-sinistra: ad essi andranno le cure della giunta e dei consiglieri, i quali assicurano fin d’ora piena disponibilità all’ascolto e fattiva collaborazione.<br />
Un aspetto importante, tanto dell’associazionismo quanto della vita sociale locale, caro a tutte le generazioni ma in particolare alle più giovani, è la pratica sportiva. Forlì può vantare una notevole dotazione d’impianti, ottimi livelli di partecipazione da parte della cittadinanza e squadre di rilievo nazionale in diverse discipline. A questa esperienza, che va custodita e alimentata come un tesoro particolarmente prezioso, il centro-sinistra riserverà risorse ed energie, consapevole del valore morale, civico, fisico che essa produce. Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi crescano forti e sani e che i nostri cittadini si mantengono in forma in età matura: tutta la comunità ne trarrà giovamento.</p>
<p><strong>Non una sfida, ma un progetto nell’interesse di tutti per il futuro della nostra comunità</strong><br />
Abbiamo cercato di scrivere un programma leggibile e di mettere nero su bianco impegni anche ambiziosi, ma – riteniamo &#8211; alla portata degli anni difficili che ci aspettano. Il nostro compito, del resto, è quello di proporre un progetto della Forlì futura e di passarlo a giovani cui spetterà un compito arduo e forse più difficile del nostro. Il centro-sinistra, nella nostra città, è convinto di potersi mettere al servizio della comunità per questo grande obiettivo, che oggi appare profondamente controcorrente, tanto lontana è la politica nazionale governativa dai nostri valori e dai nostri propositi. Eppure, forse anche per questo, val la pena di raccogliere la sfida.</p>
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		<title>Il Digitale terrestre &#232; u&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 13:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Digitale terrestre &#232; una tecnologia costosa, limitata, gi&#224; obsoleta http://ff.im/QLXz</p>
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		<title>Il Digitale terrestre è una tecnologia costosa, limitata, già obsoleta</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 13:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho scritto più volte in tempi non sospetti, che il digitale terrestre è una tecnologia inutile. Di solito si cambiano le abitudini (e gli elettrodomestici) per andare verso sistemi migliori, mentre il digitale terrestre non è altro che un tentativo di mantenere lo status quo della comunicazione radio-televisiva (pochissime reti in mano a pochissime aziende). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto più volte in <a href="http://www.alessandroronchi.net/2006/informazione-di-qualita/">tempi</a> <a href="http://www.alessandroronchi.net/2004/150-euro-per-il-digitale-terrestre/">non sospetti</a>, che il digitale terrestre è una tecnologia inutile. Di solito si cambiano le abitudini (e gli elettrodomestici) per andare verso sistemi migliori, mentre il digitale terrestre non è altro che un tentativo di mantenere lo<strong> status quo della comunicazione radio-televisiva</strong> (pochissime reti in mano a pochissime aziende).<br />
Oggi si potrebbe fare molto altro, a partire dal satellitare in chiaro per finire alle <strong> web TV</strong>.</p>
<p>Una cosa positiva è che finalmente anche qualche grosso quotidiano inizia a mettere in dubbio questa tecnologia:</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/economia/09_gennaio_30/grasso_433b436a-eea1-11dd-ba39-00144f02aabc.shtml">Digitale terrestre, prime sconfitte &#8211; Corriere della Sera</a></p>
<blockquote><p>per mantenere molti trasmettitori attivi ci vuole l&#8217;energia che illuminerebbe una città<br />
Gli esperti tv: «Tecnologia costosa, limitata, obsoleta» Esperienza difficile in Sardegna. E si guarda al satellite</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Tecnologia &#8211; iBoobs per il tuo&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 02:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Tecnologia &#8211; iBoobs per il tuo videofonino http://ff.im/rzUv</p>
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		<title>Curriculum Vitae</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 12:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Informazioni personali Stato civile: Celibe Nazionalità: Italiana Data di nascita: 12/04/1980 Luogo di nascita: Forlì Istruzione 1994 -1999 : Diploma di Maturità scientifica conseguita presso il Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci Di Calcoli di Forlì, FC, con la seguente votazione complessiva: 93/100 2005: Laurea Vecchio Ordinamento in Scienze dell&#8217;Informazione presso la Facoltà di Scienze matematiche Fisiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>
        
    </p>
</p>
<h3>
        Informazioni personali<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                Stato civile: Celibe
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Nazionalità: Italiana
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Data di nascita: 12/04/1980
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Luogo di nascita: Forlì</p>
</li>
</ul>
<h3>
        Istruzione<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                1994 -1999 : Diploma di Maturità scientifica conseguita presso il Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci Di Calcoli di Forlì, FC, con la seguente<br />
                votazione complessiva: 93/100
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2005: Laurea Vecchio Ordinamento in Scienze dell&#8217;Informazione presso la Facoltà di Scienze matematiche Fisiche e Naturali dell&#8217;Università di<br />
                Bologna, con sede a Cesena, con la seguente valutazione finale: 107/110.</p>
</li>
</ul>
<h3>
        Lavoro di tesi<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                <b>Gestione del versioning in sistemi di data warehouse: </b><br />
                analisi, progettazione ed implementazione di un prototipo per il DW engineering attraverso grafi ciclici che supporta il versioning, realizzato<br />
                su tecnologia java/swing/XML. Il progetto di tesi è stato successivamente presentato all&#8217;International Conference on Data Engineering del 2007<br />
                tenutosi ad Istanbul.</p>
</li>
</ul>
<h3>
        Interessi lavorativi<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                Analisi e specifica dei requisiti
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Ingegneria del software e sistemi informativi
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Progettazione Database e Business Intelligence
            </p>
</li>
<li>
<p>
                Applicazioni Web complesse</p>
</li>
</ul>
<h3>
        Lingue straniere<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                Ottima conoscenza dell&#8217;inglese</p>
</li>
</ul>
<h3>
        Esperienze di lavoro<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                2001: Docente di un corso di informatica riservato a studenti universitari.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2001: Collaborazione con il Quotidiano &#8220;La Voce&#8221;
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2001- 2002: Liceo Scientifico Paulucci di Calcoli, Forlì (FC): Amministratore della rete e tecnico di laboratorio.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2002-2003: Rivista &#8220;Inter.net&#8221;: Collaborazione con la rivista nazionale dedicata alle tecnologie della rete.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2002: Collaborazione per lo sviluppo del catalogo prodotti online per una ditta metallurgica.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2003: ITAER Forlì: Docente di un corso di Linux per professori
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2003-2005: ITAER Forlì: Docente di tre corsi su Linux per studenti
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2003: EgoCreanet: Docente di un corso Linux di Base per professionisti
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2003: Yacme SRL: Analisi e realizzazione di un applicativo java/XML client/server per la gestione di flussi di dati aziendali
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2004: Tutor corsi ForTIC livello C per la provincia di Forlì-Cesena
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2005-2011: SOASI Sviluppo Software e Sistemi Open Source, presso la quale sono stati seguiti, tra gli altri, progetti relativi a:
            </p>
<ul>
<li>
<p>
                        Sviluppo di sistemi informativi per pubbliche amministrazioni
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Analisi, Progettazione e Sviluppo di applicazioni informative complesse basate su interfaccia WEB per amministrazioni pubbliche ed<br />
                        aziende private
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Corsi di formazione per l&#8217;ottimizzazione degli strumenti web per i motori di ricerca (Search Engine Optimization)
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Monitoraggio online di impianti di produzione energetica fotovoltaica
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Progettazione e realizzazione di piattaforme e-commerce, con gestione automatizzata dei riordini presso fornitori, alimentazione<br />
                        database prodotti da molteplici fonti, gestione dei flussi documentali amministrativi
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Web Services
                    </p>
</li>
<li>
<p>
                        Gestione di applicazioni web geografiche</p>
<p>
                    </p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h3>
        Attività extralavorative<br />
    </h3>
</p>
<ul>
<li>
<p>
                1997-2004: Fondatore e presidente dalla data di registrazione del Forlì Linux User Group, associazione nata nel 1997 senza scopo di lucro con<br />
                l&#8217;obiettivo di diffondere l&#8217;informatica ed il software libero.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2000 – 2004: Rappresentante degli studenti nel consiglio di corso di Laurea di Scienze dell&#8217;informazione di Bologna, sede di Cesena.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2002-2004: Rappresentante degli studenti nel Consiglio Studentesco dell&#8217;università di Bologna e della Facoltà SSMMFFNN Unibo.
            </p>
</li>
<li>
<p>
                2004-2009: Consigliere Comunale a Forlì.
            </p>
</li>
</ul>
<p>
</div>
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		<title>RomagnaCamp &#8211; Un barcamp in romagna</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Aug 2007 17:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal sito del RavennaLug: Si avvicina l’appuntamento con il RomagnaCamp, il barcamp romagnolo organizzato in collaborazione con Free Software Alliance e RavennaLUG. Il RomagnaCamp si svolgerà presso il BocaBarranca il 7, 8 e 9 settembre 2007. I barcamp sono ottime situazioni di scambio culturale durante le quali si possono incontrare decine di appasssionati di tecnologia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="70%" src='http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2007/08/barcamp.png' alt="barcamp RomagnaCamp   Un barcamp in romagna"  title="foto RomagnaCamp   Un barcamp in romagna " /><br class="clear" /><br />
<a rel="nofollow" href="http://www.ravennalug.org/2007/08/22/romagnacamp-un-barcamp-in-romagna/" class="broken_link">Dal sito del RavennaLug:</a></p>
<blockquote><p>
Si avvicina l’appuntamento con il RomagnaCamp, il barcamp romagnolo organizzato in collaborazione con <a rel="nofollow"  href="http://www.freesoftwarealliance.it/">Free Software Alliance</a> e <a rel="nofollow" href="http://www.ravennalug.org/">RavennaLUG</a>.</p>
<p>Il RomagnaCamp si svolgerà presso il <a href="http://www.bocabarranca.it/">BocaBarranca</a> il 7, 8 e 9 settembre 2007.</p></blockquote>
<p><span id="more-2297"></span><br />
<blockquote>
I barcamp sono ottime situazioni di scambio culturale durante le quali si possono incontrare decine di appasssionati di tecnologia, nuovi media, comunicazione, informatica e Internet. Sono eventi pubblici e aperti. Tutti i partecipanti sono invitati a partecipare in modo attivo. Si può scegliere se presentare un argomento e/o prendere parte alle conversazioni scaturite dalle presentazioni degli altri partecipanti. A nessuno è concesso il lusso di essere uno spettatore passivo.</p>
<p>Attualmente sono annunciati più di cento partecipanti e sono destinati ad aumentare. Per registrarsi all’evento e prenotare il proprio badge di partecipazione è molto semplice, basta inserire il proprio nome sulla pagine ufficiale del RomagnaCamp.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.barcamp.org/RomagnaCamp">Iscriviti anche tu e partecipa al RomagnaCamp.</a></p></blockquote>
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		<title>Patto per il clima: la lista dei partecipanti al convegno di Forlì</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2007 13:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico la lista delle persone che interverranno al convegno sul patto per il clima il 15 di Giugno a Forlì, presso l’Auditorium della Cassa dei Risparmi in via Flavio Biondo ore 15. (Convegno e Mostra di esempi pratici di una economia basata sul rispetto per l’ambiente) Coordina: Sen. Sauro Turroni Questo è l&#8217;elenco dei partecipanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico la lista delle persone che interverranno al convegno sul <a href="http://www.verdiforlicesena.org/patto-clima/" class="broken_link" rel="nofollow">patto per il clima il 15 di Giugno a Forlì</a>, presso l’Auditorium della Cassa dei Risparmi in via Flavio Biondo ore 15. (Convegno e Mostra di esempi pratici di una economia basata sul rispetto per l’ambiente) <span id="more-2147"></span></p>
<p><strong>Coordina: Sen. Sauro Turroni</strong></p>
<p>Questo è l&#8217;elenco dei partecipanti al convegno:<br />
<strong>Rocco Ronchi</strong> Ordinario di filosofia teoretica/Univ.tà dell&#8217;Aquila<br />
<strong>Vincenzo Balzani</strong> Professore di chimica all&#8217;Università di Bologna specializzato in nanotecnologia<br />
<strong>Grazia Francescato</strong> Deputata Verde<br />
<strong>Loredana De Petris</strong> Senatrice Verdi e membro Commissione Ambiente Senato<br />
<strong>Enrico Rubboli </strong> Econaturale/artigiano-falegname<br />
<strong>Franco Falletta</strong> Ditta Falletta Sistemi alternativi riscaldaldamento<br />
<strong>Mauro Marconi</strong> Ecosfera/Raccolta diff.ta porta a porta Forlimpopoli<br />
<strong>Giovanni Dominici</strong>  Biogas Energia srl<br />
<strong>Ennio Gianpreti</strong> Soems/turbine elettriche<br />
<strong>Erica Cortesi</strong> Ing.- Cclg- pannelli fotovoltaici<br />
<strong>Renato Mariotti</strong> Pres. prov.le-Cna <a rel="nofollow" href="http://www.econaturale.it/">Econaturale</a><br />
<strong>Lino Goffredo</strong> Ditta Pirrini Paola S.r.l. Energie rinnovabili<br />
<strong>Renzo Ricci</strong> Dir. tecnico &#8211; E.s.co.cre srl efficienza energetica edifici (ESCO)<br />
<strong>Michele Mordenti </strong>- Presidente <a href="http://www.folug.org">FoLUG</a> &#8211; Software libero nel Comune di Imola<br />
<strong>Max Barzanti</strong> &#8211; Impianti solari termici<br />
<strong>Romeo Giunchi</strong> &#8211; Gruppi di acquisto solidale<br />
<strong>Massimo Dall&#8217;Aglio</strong> Dir. soc. E-gas- e Florgas impianti conversione gpl<br />
<strong>Graziano Rinaldini</strong> Presidente <a rel="nofollow" href="http://www.formulaservizi.it/">Formula Servizi</a><br />
<strong>Maurizio Faeti</strong> Tecnoservizi snc<br />
<strong>Alberto Nadiani</strong> <a rel="nofollow" href="http://www.agenziacasaclima.it">Agenzia Casa Clima Bolzano</a><br />
<strong>Luca Pantieri</strong><a rel="nofollow" href="http://www.fasenet.it/"> Fase Engineering</a><br />
<strong><a rel="nofollow" href="http://www.greenlinemobility.it/">Green line mobility</a></strong> Bici elettriche e altri mezzi ecologici<br />
<strong>Paolo Petracci</strong> <a rel="nofollow" href="http://www.bioplanet.it/">Bioplanet &#8211; strategie di controllo biologico </a>(allevamento di insetti utili)<br />
<strong>Barbara Martini</strong> <a rel="nofollow"  href="http://mizcesena.blogspot.com">Movimento Impatto Zero (MIZ) Cesena</a><br />
<strong>Aldo Frulla</strong> <a rel="nofollow"  href="http://www.ecoverdesrl.com">Ecoverde S.r.l.</a> Raccolta, separazione, lavorazione e riciclaggio dei rifiuti solidi urbani<br />
<strong>Sandro Brina</strong> LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli Clima e biodiversità.<br />
<strong>Jin  Han  Qun</strong> per SHUN TAI &#8211; Energia Solare<br />
<strong>Daniele Guardigli</strong>Due Ruote, Scooter Elettrici </p>
<p>Se desideri partecipare ad un prossimo evento con una tua esperienza <a href="http://www.verdiforlicesena.org/contatti">contattaci</a>.</p>
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		<title>Folug alla Grande Fiera dell’Elettronica</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2007 06:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Folug alla Grande Fiera dell’Elettronica Anche quest’anno il FoLUG sarà presente anche per l’edizione primaverile della “Grande Fiera dell’elettronica“. L’appuntamento è sabato 5 e domenica 6 maggio al palafiera di Forlì dalle 9:00 alle 18:00. Gli attivisti dell&#8217;associazione saranno disponibili tutte le due giornate per rispondere alle vostre domande su GNU/Linux e sul software libero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.folug.org/2007/04/16/folug-alla-grande-fiera-dellelettronica/" class="broken_link" rel="nofollow">Folug alla Grande Fiera dell’Elettronica</a></p>
<p>Anche quest’anno il FoLUG sarà presente anche per l’edizione primaverile della “Grande Fiera dell’elettronica“. L’appuntamento è sabato 5 e domenica 6 maggio al palafiera di Forlì dalle 9:00 alle 18:00.</p>
<p>Gli attivisti dell&#8217;associazione saranno disponibili tutte le due giornate per rispondere alle vostre domande su GNU/Linux e sul software libero, che potrete provare direttamente sui pc che verranno messi a disposizione dei visitatori.</p>
<p>Per maggiori informazioni sulla fiera e per scaricare il biglietto ridotto potete consultare il sito di <a href="http://www.blunautilus.it/">blunautilus</a>.</p>
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		<title>Aboliamo i costi di ricarica dei cellulari</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2007/aboliamo-i-costi-di-ricarica-dei-cellulari/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Bersani annuncia: presto stop ai costi di ricarica dei telefonini. Bene, ma si poteva fare prima, dicendo sì a una proposta dei Verdi La decisione annunciata dal governo di &#8220;abolire il ricco balzello&#8221; a favore delle società della telefonia mobile relativo al costo delle ricariche, è per i Verdi una “notizia positiva”. Lo sottolineano il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bersani annuncia: presto stop ai costi di ricarica dei telefonini. Bene, ma si poteva fare prima, dicendo sì a una proposta dei Verdi</em></p>
<p>La decisione annunciata dal governo di &#8220;abolire il ricco balzello&#8221; a favore delle società della telefonia mobile relativo al costo delle ricariche, è per i Verdi una “notizia positiva”. </p>
<p>Lo sottolineano il senatore Natale Ripamonti e il deputato Roberto Poletti, che si chiedono però perché il governo non abbia deciso di anticipare la misura dando l’ok a un emendamento alla finanziaria proposto dai Verdi sia al Senato che alla Camera. <span id="more-1870"></span></p>
<p>“Il governo ha cambiato idea, dal momento che poche settimane fa si era opposto con motivazioni contraddittorie a un emendamento alla finanziaria che prevedeva esattamente la stessa misura”, ha osservato Ripamonti, che aggiunge: “Quando si fanno gli interessi dei consumatori, garantendo una sana concorrenza tra gli operatori, si fa bene e si realizzano quelle riforme vere che i cittadini si aspettano dal nostro governo&#8221;.</p>
<p>Poletti, membro della Commissione cultura della Camera, sottolinea che “saremmo potuti arrivare al medesimo risultato molto prima. Mi auguro che finalmente si arrivi alla soppressione di questa odiosa gabella”. </p>
<p>Poletti ricorda anche come a sostegno dell’abolizione dei costi di ricarica siano già state raccolte ben ottocentomila firme in calce a una petizione sostenuta dai Verdi e promossa da Andrea D’Ambra, studente ischitano che ha creato il sito che ospita la petizione. L’iniziativa ha già ottenuto come obiettivo l&#8217;interessamento della Commissione europea, dell&#8217;Authority Antitrust e dell’Agcom.</p>
<p>“Dispiace – dice ancora Poletti &#8211; che il ministro Bersani, nel fare propria questa iniziativa, abbia omesso di menzionare chi da tempo conduce tale battaglia. Ora mi auguro che, finalmente, si arrivi a dei risultati concreti e che gli annunci si traducano presto in fatti”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>DVB-H: la normativa italiana è inadeguata</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2006/dvb-h-la-normativa-italiana-e-inadeguata/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Dec 2006 08:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico integralmente alcune considerazioni scritte dall&#8217;Ing. Annino, membro esperto della seconda commissione consiliare del Comune di Forlì, sulla tecnologia DVB-H per la trasmissione di onde radio, comprese quelle televisive in digitale e sugli effetti che potrebbe avere sulla salute se non venisse adeguata la normativa vigente. Considerazioni sulla applicabilità della attuale Normativa italiana alla tecnologia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico integralmente alcune considerazioni scritte dall&#8217;Ing. Annino, membro esperto della seconda commissione consiliare del Comune di Forlì, sulla tecnologia DVB-H per la trasmissione di onde radio, comprese quelle televisive in digitale e sugli effetti che potrebbe avere sulla salute se non venisse adeguata la normativa vigente.</p>
<p>Considerazioni sulla applicabilità della attuale Normativa italiana alla tecnologia DVB-H </p>
<p>DVB-H  è l’acronimo di “Digital Video Broadcasting – Handheld “. DVB-H è la specifica di un sistema che consente di portare sui cellulari servizi di trasmissione per onde radio, incluse le trasmissioni televisive in digitale. Lo standard definito da DVB-H è stato adottato nel novembre 2004.<br />
DVB-H trasmette in “ Banda Larga “ ( impegnando molte frequenze       contemporaneamente ) nelle seguenti “Bande “ di frequenza : 174-230 MgHz, 470-830 MgHz, 1452-2452 MgHz . La telefonia mobile invece trasmette in Banda Stretta. Inoltre la trasmissione DVB-H avviene per impulsi “ burst “, creando – presumbilmente &#8211; armoniche anche in bassa frequenza.<span id="more-1838"></span></p>
<p>Occorre ricordare che il solo effetto biologico che oggi &#8211;  secondo la Legge Italiana e in generale secondo le Leggi Europee &#8211; è considerato esistente  è il cosiddetto “ effetto termico “ (riscaldamento dei tessuti ); non vengono invece considerati esistenti gli effetti biologici a lungo termine ( diversi tipi di interazioni cellulari ). Il parametro che  fa da riferimento, in un certo sito con presenza umana prolungata, per la definizione del limite di radiazione da non superare in modo da  non avere “ effetto termico “ potenzialmente dannoso è la  “ densità di potenza “ ( espresso in Watt/ m2 ) dell’onda elettromagnetica  nel sito in considerazione. </p>
<p>Nel caso di trasmissione in bada stretta e nel caso di sito non vicinissimo alle antenne ( lontano più di 1 metro dalle antenne )  ovvero in  “ campo  libero “  e in zona priva di ostacoli  e in aria secca,  la teoria delle onde elettromagnetiche stabilisce che il valore del campo elettrico ( espresso in Volt/metro ) sia correlato alla densità di potenza a meno di un fattore costante. Poiché la misura del campo elettrico è  più facile della misura  della densità di potenza, si usa esprimere  il limite di densità di potenza in termini di campo elettrico equivalente. </p>
<p>Nel caso di trasmissione in banda stretta, in area priva di ostacoli, lontano oltre 1 metro dalle antenne, in aria secca, la densità di potenza assunta come valore limite dalle Norme è                             0,0106 Watt/m2, e tale valore corrisponde al più noto 6 Volt/metro.     </p>
<p>Ma la correlazione fra densità di potenza e campo elettrico di cui sopra non vale più nel caso di onde in Banda Larga; in tale caso ai 6 Volt/metro potrebbe corrisponde un valore  della associata  densità di potenza  superiore ai 0.0106 Watt/m2:  i 6 Volt/metro non possono quindi essere assunti come parametro di riferimento nel caso degli impianti DVB-H.<br />
La Normativa e le necessarie Norme attuative vigenti in Italia non paiono quindi al momento aggiornate al punto da consentire la valutazione  dell’impatto  sulla salute  di una stazione DVB-H. </p>
<p>A questa considerazione dirimente si possono aggiungere le seguenti altre, da ritenere accessorie in quanto non possono essere assunte come dirimenti in termini legali, ma che hanno un peso e che, se non altro,  impattano  sui comportamenti e sulle scelte personali nell’uso dei cellulari. </p>
<p>E’ infatti opportuno fare una considerazione più specifica sulle attuali conoscenze in relazione agli effetti a lungo termine delle onde elettromagnetiche che, come detto, sono considerati inesistenti dalle attuali normative. Gli effetti a lungo termine sono quelli che si potrebbero manifestare per esposizione prolungata a livelli di densità di potenza assai più bassi del limite stabilito in base ai soli  effetti termici, e dipendono anche molto dalle frequenze delle onde elettromagnetiche in gioco.  </p>
<p>Questi effetti si hanno a livello cellulare e sono di diversa natura; questo fatto è assodato scientificamente. Sulla pericolosità di questi effetti a lungo termine invece non c’è  ancora  accordo fra i ricercatori: i ricercatori si accusano fra loro.  Da una parte alcuni dicono che  non esistono ancora sufficienti dati epidemiologici che confermino la pericolosità di questi effetti; dall’altra parte si dice che i dati epidemiologici ci sono e  che esiste invece un conflitto di interessi dei  ricercatori che negano la pericolosità degli effetti a lungo termine, perché le loro ricerche sono sponsorizzate dai Gestori e quindi i  risultati delle loro ricerche possono essere non oggettivi.    </p>
<p>In una situazione come questa sembrerebbe opportuno applicare il principio di precauzione. Ciò significherebbe in pratica utilizzare come limite  non superabile un valore del campo elettrico ( rappresentativo della densità di potenza limite ) più basso di quello attualmente in vigore.<br />
Ebbene a maggior ragione ciò sarebbe necessario per le tecnologie DVB-H, in relazione alla molteplicità delle frequenze delle onde elettromagnetiche utilizzate. </p>
<p>Una ulteriore osservazione va fatta in relazione all’uso dei cellulari. Un cellulare acceso, a seconda della marca, presenta alla sua superficie campi elettrici variabili da 5 a 20 Volt/metro. Questi valori scendono velocemente con la distanza, riducendosi anche di un fattore 5 ad 1 metro di distanza. Ma questi valori NON sono confrontabili con il limite di normativa di 6 Volt/metro:  infatti alla  superficie di un cellulare  si è in regione di “ campo vicino “ e il rapporto costante fra campo elettrico e densità di potenza non vale più, nemmeno per la telefonia mobile.</p>
<p>La situazione nel caso della tecnologia DVB-H peggiora in relazione all’uso della banda larga, e in relazione ad un uso del terminale  che sarà presumibilmente più prolungato nel tempo.<br />
In altri termini niente di preciso al momento si  può dire in base alla normativa in relazione alla pericolosità dell’uso prolungato di un cellulare per telefonia mobile, in particolare se usato senza auricolare.</p>
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		<title>Un cellulare che dia meno fastidio possibile (2)</title>
		<link>http://alessandroronchi.net/2006/un-cellulare-che-dia-meno-fastidio-possibile-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 13:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Elettrosmog]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Quasi tre anni fa ho scritto un articolo sul SAR: Un cellulare che dia meno fastidio possibile Il SAR è il tasso di assorbimento specifico delle onde elettromagnetiche prodotte da un cellulare. Indica, in parole povere, quanti watt di potenza delle onde vengono assorbite dal nostro corpo (ed in particolare dal nostro cervello). Esiste un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi tre anni fa ho scritto un articolo sul <strong>SAR:</strong><br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net/2004/02/09/un-cellulare-che-dia-meno-fastidio-possibile/"><br />
Un cellulare che dia meno fastidio possibile</a></p>
<p>Il SAR è il tasso di assorbimento specifico delle onde elettromagnetiche prodotte da un cellulare.<br />
<strong>Indica, in parole povere, quanti watt di potenza delle onde vengono assorbite dal nostro corpo</strong> (ed in particolare dal nostro cervello).<br />
Esiste un valore massimo indicato dall&#8217;Unione Europea, che come al solito è abbastanza più alto della media di quelli raggiunti: 2 watt per chilogrammo.</p>
<p>Quasi nessuno si informa su questo valore quando acquista un cellulare, ma è obbligatorio per i produttori indicarlo nei libretti di istruzione. Così scegliamo il modello di telefono a seconda delle funzioni (telecamera sì/NO, memoria, etc) e non sulla base del danno che potrebbe farci.<br />
Se qualcuno mette in dubbio la nocività dei telefoni cellulari, nessuno può smentire che <strong>ad minore potenza assorbita corrisponde un minor rischio per la salute.</strong><span id="more-1819"></span></p>
<p>Bisognerebbe che questo valore fosse indicato nei cartellini dei telefoni esposti e nelle scatole, con dimensioni minime come il &#8220;Nuoce Gravemente alla Salute&#8221; dei pacchetti di sigarette. Così tutti sarebbero a conoscenza dei rischi e sceglierebbero di conseguenza, magari spostando il mercato verso i cellulari SAR più basso.</p>
<p>Siccome questo non è ancora possibile, vi consiglio di leggere questa tabella, con i modelli di cellulari ordinati per SAR. Confrontate questi valori con quelli delle istruzioni del vostro cellulare: potrebbe valere la pena acquistare un cellulare da pochi euro con SAR più basso, forse l&#8217;unica ragione per cambiare un telefono vecchio che funziona.</p>
<p>Nokia ha una pagina dedicata alla ricerca di questi valori: <a href="http://sar.nokia.com/sar/index.jsp">http://sar.nokia.com/sar/index.jsp</a></p>
<p>Fonti tabelle SAR: <a href="http://www.de.o2.com/ext/standard/index?page_id=867&#038;state=online&#038;style=standard">O2 SAR Werte</a></p>
<p>Ecco la tabella ordinata per SAR crescente aggiornata a Novembre 2006:<br />
<a id="p1818" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/12/sar-cellulari-novembre-2006.html">tabella cellulari ordinati per SAR crescente Novembre 2006</a></p>
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		<title>Gmail mail Fetcher</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Dec 2006 11:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scopro da questo articolo di essere uno dei pochi &#8220;fortunati&#8221; ad avere nella propria casella di posta gmail una nuova funzione, chiamata gmail mail fetcher. Permette di inviare la posta da Gmail, il noto servizio di email di google, attraverso altri account di posta, e di ricevere su questa casella anche le email di altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scopro da <a href="http://oknotizie.alice.it/go.php?us=28a01241f32b7451">questo articolo</a> di essere uno dei pochi &#8220;fortunati&#8221; ad avere nella propria casella di posta gmail una nuova funzione, chiamata gmail mail fetcher.<br />
Permette di inviare la posta da Gmail, il noto servizio di email di google, attraverso altri account di posta, e di ricevere su questa casella anche le email di altri vostri indirizzi di posta.</p>
<p>Pubblico gli screenshot di questa funzione, per chi non l&#8217;ha ancora abilitata:</p>
<p><a class="imagelink" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/12/schermata1.png" title="Gmail Mail Fetcher in Italiano"><img id="image1806" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/12/schermata1.miniatura.png" alt="schermata1.miniatura Gmail mail Fetcher"  title="foto Gmail mail Fetcher " /></a> <a class="imagelink" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/12/schermata3.png" title="Gmail Mail Fetcher in Italiano"><img id="image1808" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/12/schermata3.miniatura.png" alt="schermata3.miniatura Gmail mail Fetcher"  title="foto Gmail mail Fetcher " /></a> <a class="imagelink" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/12/schermata2.png" title="Gmail Mail Fetcher in Italiano"><img id="image1807" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/12/schermata2.miniatura.png" alt="schermata2.miniatura Gmail mail Fetcher"  title="foto Gmail mail Fetcher " /></a> <a class="imagelink" href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/12/schermata4.png" title="Gmail Mail Fetcher in Italiano"><img id="image1809" src="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2006/12/schermata4.miniatura.png" alt="schermata4.miniatura Gmail mail Fetcher"  title="foto Gmail mail Fetcher " /></a><br />
<br clear="all" /></p>
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		<title>Wikipedia ed i misteriosi 100MLN di dollari</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2006 08:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggendo un articolo in rete che chiede al padre di Wikipedia di riconsiderare l&#8217;offerta di 100 milioni di dollari per uno spazio pubblicitario sulla famosa enciclopedia libera, ho iniziato a riflettere sulla opportunità o meno che questo avvenisse, ed i vantaggi che potrebbero derivarne. Io credo che i banner su wikipedia potrebbero essere utili, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo un <a href="http://www.calacanis.com/2006/10/28/wikipedia-leaves-100m-on-the-table-or-please-jimbo-reconsider/">articolo in rete che chiede al padre di <a href="http://www.wikipedia.org">Wikipedia</a> di riconsiderare l&#8217;offerta di 100 milioni di dollari per uno spazio pubblicitario</a> sulla famosa enciclopedia libera, ho iniziato a riflettere sulla opportunità o meno che questo avvenisse, ed i vantaggi che potrebbero derivarne.</p>
<p>Io credo che i banner su <a href="http://www.wikipedia.org">wikipedia</a> potrebbero essere utili, a patto:<br />
- che non modifichino in nessun modo i contenuti<br />
- che ci sia un&#8217;asta pubblica per lo spazio, trasparente<br />
- che i soldi vadano allo sviluppo di software libero oppure allo sviluppo di contenuti liberi finora non ottenuto con <a href="http://www.wikipedia.org">wikipedia</a> (ad esempio libri di testo liberi)<br />
- che mai <a href="http://www.wikipedia.org">wikipedia</a> sia venduta ad una azienda<br />
<del datetime="2006-10-31T12:51:49+00:00">- che sia possibile scaricare tutto il database di <a href="http://www.wikipedia.org">wikipedia</a> per assicurarsi che mai venga perso il prezioso materiale</del> &#8211;> E&#8217; già possibile, attraverso la pagina<br />
<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Database_download">http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Database_download</a></p>
<p><span id="more-1746"></span><br />
Poi mi sono ricordato di un altro articolo letto qualche tempo fa, dove<br />
Tra l&#8217;altro mi ero dimenticato di un a<a href="http://slashdot.org/articles/06/10/22/215238.shtml">rticolo che avevo letto poco tempo fa, dove Jimmy Wales chiedeva alla comunità</a> di <a href="http://www.wikipedia.org">Wikipedia</a> cosa avrebbero voluto fare con 100 MLN di dollari, investendoli su materiale coperto da Copyright che verrebbe in questo modo liberato.</p>
<p>Capite che le due notizie hanno molto più senso se collegate tra loro, e questo segnale potrebbe delineare quantomeno la volontà di parlarne. Certamente potrebbe essere un passaggio fondamentale per lo sviluppo libero della cultura, nel bene o nel male. Io credo che sia una opportunità, piuttosto che un pericolo, sempre che vengano rispettate le regole che ho appena citato.</p>
<p>Riferimenti:<br />
<a href="http://www.calacanis.com/2006/10/28/wikipedia-leaves-100m-on-the-table-or-please-jimbo-reconsider/">1) Un banner su wikipedia potrebbe valere 100 mln di dollari</a><br />
<a href="http://slashdot.org/articles/06/10/22/215238.shtml">2) Quali diritti di opere coperte da copyright da liberare comprereste con 100 mln di dollari?</a></p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
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		<title>Last.fm &#8211; Scoprire musica che potrebbe piacerti</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Oct 2006 16:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche se in ritardo rispetto a molti altri sul web voglio segnalare un software libero, Last.fm, che permette di ascoltare musica cercandola attraverso parole chiave e generi musicali. Dopo un po&#8217; che si usa il programma e si segnalano le proprie canzoni preferite il programma segnala i propri &#8220;vicini&#8221;, gente che condivide più o meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se in ritardo rispetto a molti altri sul web voglio segnalare un software libero, <a href="http://www.last.fm">Last.fm</a>, che permette di ascoltare musica cercandola attraverso parole chiave e generi musicali. Dopo un po&#8217; che si usa il programma e si segnalano le proprie canzoni preferite il programma segnala i propri &#8220;vicini&#8221;, gente che condivide più o meno le nostre stesse passioni musicali e certamente potrebbe consigliare qualcosa di interessante. Oltre a questo per ogni brano che si ascolta vengono segnalati i gruppi simili e le parole chiave che lo contraddistinguono, permettendo all&#8217;utente di scoprire gruppi sconosciuti ma aderenti ai propri gusti. Da provare.</p>
<p>Se volete aggiungermi come amico, il mio nome utente è <a href="http://www.last.fm/user/aronchi/">aronchi</a> ed il mio profilo è disponibile all&#8217;indirizzo <a href="http://www.last.fm/user/aronchi/">http://www.last.fm/user/aronchi/</a></p>
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		<title>Stampare il proprio libro e venderlo senza investimento</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Oct 2006 09:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Matteo Raggi mi ha segnalato Lulu.com, un servizio che permette a chiunque di pubblicare un proprio libro, semplicemente inviando il file pdf e la copertina da stampare, scegliendo il formato ed il costo per il cliente finale. Il libro verrà stampato su ordinazione, quindi se nessuno deciderà di acquistarlo non ci sono spese. Sarebbe interessante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Matteo Raggi mi ha segnalato <a href="http://www.lulu.com/it">Lulu.com</a>, un servizio che permette a chiunque di pubblicare un proprio libro, semplicemente inviando il file pdf e la copertina da stampare, scegliendo il formato ed il costo per il cliente finale. Il libro verrà stampato su ordinazione, quindi se nessuno deciderà di acquistarlo non ci sono spese.<br />
Sarebbe interessante se esistessero tipografie decentrate che stampassero libri non diffusi nel mondo su richiesta, riducendo le spese di spedizione per piccoli quantitativi. Questo permetterebbe a chiunque di vendere un proprio libro in tutto il mondo, e stamparlo a richiesta anche se fuori produzione.<br />
Tutto questo diventerebbe immediatamente inutile se fosse possibile avere dei lettori di libri elettronici decenti, portabili e di qualità: in questo caso basterebbe solamente avere il file elettronico per poter visualizzare qualsiasi tipo di contenuto, con la possibilità di aggiornare i testi anche ogni minuto.</p>
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		<title>Inaugurazione Linux Lab presso l&#8217;ITC Matteucci di Forlì</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2005 09:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 4 giugno 2005 alle ore 11:00 è stato inaugurato il laboratorio informatico Linux (Linux Lab) allestito dal FoLUG presso l&#8217;istituto tecnico commerciale &#8220;Matteucci&#8221; di Forli&#8217;. Il progetto si avvale della tecnologia LTSP che permette il recupero di computer dismessi. In questo modo è possibile riutilizzare pc dismessi dalle aziende e restituire loro nuova vita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 4 giugno 2005 alle ore 11:00 è stato inaugurato il laboratorio informatico Linux (Linux Lab) allestito dal <a href="http://www.folug.org">FoLUG</a> presso<a href="http://www.itcmatteucci.net"> l&#8217;istituto tecnico commerciale &#8220;Matteucci&#8221; di Forli&#8217;.</a><br />
Il progetto si avvale della tecnologia <a href="http://www.ltsp.org">LTSP</a> che permette il recupero di computer dismessi. In questo modo è possibile riutilizzare pc dismessi dalle aziende e restituire loro nuova vita, rendendoli perfettamente utilizzabili per un qualsiasi laboratorio multimediale e per la programmazione.<br />
Grazie a Linux ed al <a href="http://www.alessandroronchi.net/wiki/ArtIlSoftwareComeUnaTorta">software libero</a> è quindi possibile evitare di mandare in discarica computer che possono avere ancora un ruolo importante all&#8217;interno delle aziende e delle scuole.</p>
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		<title>A Forlì non esiste un problema per l&#8217;elettrosmog. O quasi.</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2005 09:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo delle leggi nazionali che impongono dei limiti per le emissioni di onde elettromagnetiche da parte delle antenne, i controlli dicono che questi limiti sono ampiamente rispettati, ma questo non significa che la preoccupazione dei cittadini nei confronti delle nuove installazioni sia immotivato. Prima di tutto bisogna proteggere dalle emissioni gli asili nido e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo delle leggi nazionali che impongono dei limiti per le emissioni di onde elettromagnetiche da parte delle antenne, i controlli dicono che questi limiti sono ampiamente rispettati, ma questo non significa che la preoccupazione dei cittadini nei confronti delle nuove installazioni sia immotivato.<br />
Prima di tutto bisogna proteggere dalle emissioni gli asili nido e le scuole materne, ma anche i parchi gioco e tutti gli altri luoghi di accesso per l&#8217;infanzia, per proteggere i bambini da eventuali rischi, dato che per loro il rischio è più elevato.<span id="more-3376"></span><br />
Poi bisogna riappropriarsi della capacità di programmazione delle installazioni, per discutere insieme con i cittadini, senza ipocrisie, le zone più adatte per costruire nuove antenne se ne hanno la necessità. Le richieste fatte dai cittadini sono più che legittime: è necessaria una maggiore informazione sulle nuove installazioni, affinché si possa conoscere la programmazione dei gestori e fare proposte di modifica.<br />
E&#8217; semplicemente folle che per legge gestori diversi non possano condividere le stesse antenne, con la naturale conseguenza della moltiplicazione degli impianti. Se questo fosse possibile, allo stato attuale potremmo avere ⅓ o Œ delle antenne esistenti.<br />
La tecnologia UMTS, quella della videocomunicazione, obbliga ad un aumento del numero degli impianti, a causa delle diverse frequenze con le quali lavora.<br />
L&#8217;organizzazione mondiale della sanità ad oggi non riesce a fornire informazioni adeguate sull&#8217;impatto a lungo termine che questo tipo di onde ha sulla nostra salute, ma esperimenti sui topi hanno dimostrato un aumento dell&#8217;incidenza del cancro con l&#8217;esposizione ravvicinata ad una antenna trasmittente. Non esiste, in pratica, un limite minimo di emissioni che eviti con certezza problemi per la salute.Sappiamo per certo che l&#8217;esposizione ad una fonte di elettrosmog provoca un riscaldamento dei tessuti, e per un telefono cellulare significa un riscaldamento del cervello.<br />
Il cervello è estremamente sensibile alle differenze di temperatura, anche minime, ed anche se esistono studi contrastanti sugli effetti, possiamo pensare con ragionevole certezza che questo riscaldamento non faccia bene alle nostre cellule grigie. Per questo motivo è consigliabile tenere il cellulare lontano dalle orecchie, tramite vivavoce o auricolari, soprattutto quando questo inizia la chiamata (è il momento di maggiore intensità delle onde).<br />
Questo non significa che si debba aver paura solo dei cellulari: le onde elettromagnetiche sono prodotte anche dagli elettrodomestici (televisori, radiosveglie, computer, lavatrici) e dagli elettrodotti, per fare solo qualche esempio importante, quindi dovremmo fare attenzione a tutto quello che incide sull&#8217;elettrosmog.<br />
L&#8217;impatto emotivo che provoca l&#8217;installazione di una antenna è molto più forte a causa della visibilità dell&#8217;impianto e dalla preoccupazione verso una tecnologia che è molto recente. A volte capita che non venga accettata una nuova installazione nei pressi di un edificio, per precauzione, ma allo stesso tempo non si hanno problemi ad edificare nuove strutture nei pressi di una antenna, come se la preesistenza di questa modificasse la sua presunta pericolosità.<br />
Dovremmo affrontare questo problema in maniera più rigorosa, mettendo sempre al primo piano la nostra salute, rispetto ai vantaggi economici delle grandi aziende della comunicazione.<br />
Non tutti sanno che al diminuire del segnale, il cellulare aumenta le sue emissioni per migliorare la ricezione. E&#8217; quindi molto peggio avere in tasca un cellulare senza campo (in questi casi è meglio spegnerlo), piuttosto che una antenna a qualche centinaio di metri.<br />
Il limite di legge per le emissioni dei cellulari, infatti, è molto più permissivo rispetto a quello delle antenne: circa 30 V/m contro 6 V/m.<br />
Cerchiamo di agire in maniera più prudente: un bambino di 10 anni non ha bisogno di un telefono cellulare, soprattutto se rappresenta un rischio per la sua salute.<br />
Infine sarebbe opportuno scegliere telefoni che abbiano la minore emissione possibile, anche per dare un segnale al mercato: esiste un metodo per misurarla e viene indicato con l&#8217;acronimo SAR, ed ogni produttore è obbligato ad allegare i livelli di emissione al manuale del cellulare.<br />
La paura, da sempre, è un meccanismo di autodifesa eccezionale.<br />
Una maggiore consapevolezza, però, non può che aiutarci a calibrare meglio i nostri timori sui pericoli più importanti.</p>
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		<title>Il problema della mela: leggende urbane sul fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2005 23:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ripropongo qui un articolo scritto da Ugo Bardi, presidente di Aspo Italia e docente di Chimica dell&#8217;Università di Firenze, che ritengo molto interessante. IL PROBLEMA DELLA MELA: LEGGENDE URBANE SULL&#8217;ENERGIA FOTOVOLTAICA Di Ugo Bardi &#8211; Febbraio 2005 www.aspoitalia.net bardi@unifi.it &#8220;Se un uomo vuole disperatamente una mela, magari la pagherà 10 Euro, forse 100 Euro, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ripropongo qui un articolo scritto da <strong>Ugo Bardi</strong>, presidente di Aspo Italia e docente di Chimica dell&#8217;Università di Firenze, che ritengo molto interessante.</p>
<p>IL PROBLEMA DELLA MELA: LEGGENDE URBANE SULL&#8217;ENERGIA FOTOVOLTAICA</p>
<p>Di Ugo Bardi &#8211; Febbraio 2005<br />
<a href="http://www.aspoitalia.net">www.aspoitalia.net</a><br />
bardi@unifi.it</p>
<p>&#8220;Se un uomo vuole disperatamente una mela, magari la pagherà 10 Euro, forse  100 Euro, ma non la pagherà mai due mele&#8221; (Franco Battaglia)</p>
<p>Ci sono interi libri che raccolgono leggende urbane e siti internet che le aggiornano continuamente. Dai coccodrilli nelle fogne di New York allle cure miracolose contro l&#8217;impotenza, la credulità umana sembra aver bisogno solo di un piccolo incoraggiamento per poi lanciarsi nell&#8217;infinito della fantasia.</p>
<p>Anche nel campo dell&#8217;energia, le leggende abbondano. Abbiamo leggende ingenue, come quella diffusa negli Appennini Toscani che vuole che la siccità sia dovuto all&#8217;effetto delle eliche degli aerogeneratori che &#8220;spingono via le nuvole&#8221;. Abbiamo poi leggende piuttosto aggressive, come<br />
quella che vuole che gli alti prezzi del petrolio siano dovuti a un complotto delle compagnie petrolifere che tengono nascosto che il petrolio si riforma continuamente nelle viscere della terra e che le riserve sono, pertanto, infinite.</p>
<p>Per i pannelli fotovoltaici, la leggenda pervicace è quella che ci voglia più energia per costruirli di quanta ne possano ridare nel corso della loro vita attiva. La leggenda prende anche la forma di una domanda: &#8220;Chi può indicare una fabbrica di pannelli fotovoltaici che sia azionata da pannelli<br />
fotovoltaici?&#8221;</p>
<p>E&#8217; il problema di una mela che costa due mele. Ancora peggio di quanto costava la mela dell&#8217;albero del bene e del male al tempo di Adamo ed Eva (notoriamente, un&#8217;iradiddio).  Se questo fosse il caso del fotovoltaico, tutta la crescità tumultuosa del mercato negli ultimi anni (oltre il 30%<br />
all&#8217;anno a livello mondiale), tutte i megawatt installati in Europa, sarebbe tutto un errore, una distorsione del mercato causata dai  sussidi statali e dalla follia di un gruppetto di ambientalisti fanatici.</p>
<p>Per fortuna, non è vero. Diciamolo meglio: è una leggenda. Diciamolo ancora meglio: è una bufala lustrata a festa e col fiocco rosso. Vediamo di spiegare perché.</p>
<p>Analizzeremo questa bufala con il metodo dell&#8217;encomiabile <a href="http://www.attivissimo.net/">Paolo Attivissimo </a>, ovvero partendo dall&#8217;analisi storica. Le leggende hanno tutte un origine, a volte un fondo di verità. Anche la leggenda del basso ritorno energetico delle celle fotovoltaiche ha un origine che va indietro a un lavoro di Howard T. Odum<br />
&#8220;Environmental and Energy Accounting&#8221; pubblicato nel 1996, del quale si trova un estratto a http://dieoff.com/pv.htm Odum aveva sviluppato una teoria del rendimento energetico basata sul concetto di &#8220;Emergia&#8221; (proprio così, con la &#8220;m&#8221;) che è correlata alla quantità di energia necessaria per fabbricare un certo oggetto. Se il termine emergia è un po&#8217; arcano, le unità di misura utilizzate (&#8220;solar emergy-joules&#8221;) lo sono ancora di più. Ma non importa le astruserie; si tratta in fin dei conti di sommare tutti i componenti dell&#8217;energia necessaria per fabbricare una cella fotovoltaica e poi dividere il risultato per l&#8217;energia prodotta dalla cella stessa. Così facendo, Odum trovava una resa totale di 0,48, ovvero che una mela fotovoltaica costava quasi esattamente due mele!</p>
<p>I conti di Odum sono stati rifatti ampiamente negli anni successivi. Pochi utilizzano l&#8217;arcano concetto di emergia, preferendo il piu semplice &#8220;Ritorno Energetico&#8221; (EROEI dalle iniziali del termine in inglese). A parte i dettagli del metodo, i lavori più recenti indicano che la resa energetica<br />
delle celle fotovoltaiche è maggiore di uno, in quasi tutti i casi molto maggiore di uno. Non è qui questione di una contrapposizione fra due opinioni di ugual peso: ci sono letteralmente decine di lavori su riviste scientifiche internazionali tutte in accordo ad affermare la buona resa<br />
energetica del fotovoltaico. Fino a un paio di anni fa, l&#8217;accordo era che la resa EROEI era circa sette, ovvero piantando una mela si ottenevano sette mele. Negli ultimi tempi, la resa sembra essere aumentata fino a nove (nove mele per una mela). Certi sviluppi recenti promettono valori anche<br />
più grandi. Non c&#8217;è nessuna ragione fisica che impedisca alle celle fotovoltaiche di avere efficienze anche 5 volte superiori a quelle attuali e questo si potrà tradurre nel futuro in aumenti corrispondenti dell&#8217;EROEI. </p>
<p>Volendo, già oggi si potrebbe benissimo costruire una fabbrica di pannelli fotovoltaici azionata da pannelli fotovoltaici.</p>
<p>Non sembra che Odum abbia mai ammesso esplicitamente che i suoi calcoli erano diventati obsoleti, ma analizzando il suo lavoro vediamo che ci sono due errori principali: il primo è quello di avere enormemente sopravvalutato i &#8220;costi amministrativi&#8221; che nel calcolo originale sono veramente uno sproposito: la voce energetica più importante di tutte. Il secondo errore è di avere ampiamente sottovalutato la resa energetica di una cella fotovoltaica. Odum si era basato su dati piuttosto anziani, sembra sulla resa di un pannello installato nel 1991. Da allora, la tecnologia è &#8211; ovviamente &#8211; molto migliorata.</p>
<p>Sfortunatamente, tutto quello che ha a che fare con l&#8217;energia acquisisce in breve un significato emozionale e politico. Le celle fotovoltaiche hanno dei detrattori arrabbiati che proprio non riescono a digerire l&#8217;idea che si possa ottenere energia &#8211; gratis &#8211; dal sole. Per questa ragione, l&#8217;internet è impestato di pagine dove i calcoli di Odum sono dati come un &#8220;ipse dixit&#8221; papale, di valore poco meno assoluto del vangelo. Inoltre, quello che succede è che le stime serie più recenti della resa fotovoltaica sono poco visibile, seppellite nelle riviste scientifiche che non accessibili via internet a chi non ha un abbonamento oppure accesso a una biblioteca universitaria. Questo è uno dei grandi misteri del nostro mondo: il fatto che i lavori fatti da scienziati pagati con i soldi delle tasse del<br />
pubblico non siano liberamente accessibili al pubblico, ma questo è un altro argomento. Comunque, se non avete accesso a questi documenti ma volete in ogni caso prova sicura che quanto detto qui corrisponde a verità, procuratevi l&#8217;eccellente libro di Domenico Coiante &#8220;Le nuove fonti di<br />
energia rinnovabile&#8221; (Franco Angeli, 2004) dove tutte queste cose sono spiegate rigorosamente e in italiano.</p>
<p>Quindi, nessuna preoccupazione: le celle fotovoltaiche sono sistemi efficienti per la trasformazione dell&#8217;energia solare in energia elettrica e le possiamo tranquillamente installare senza pensare che stiamo in realtà pagando due mele per una mela. Certo, le celle FV sono ancora più costose<br />
dell&#8217;energia che viene dal petrolio e dagli altri fossili. Questo avviene sia per le distorsioni del mercato dovuti agli interventi statali, sia per gli investimenti pregressi fatti sui combustibili fossili. </p>
<p>Con il progresso della tecnologia, tuttavia, i costi del FV sono destinati a scendere e non ci sono dubbi che l&#8217;energia fotovoltaica sia una strada da percorrere verso un mondo pulito e sostenibile.</p>
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		<title>Ogm: Corte Ue, Stato può sospendere vendita</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2003 19:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da vita.it:</p>
<blockquote><p>
<em>Se uno Stato ha motivi fondati per sospettare l&#8217;esistenza di un rischio, puo&#8217; limitare provvisoriamente o sospendere la commercializzazione e l&#8217;utilizzo sul suo territorio</em></p>
<p>La semplice presenza di residui di proteine transgeniche in nuovi prodotti alimentari non impedisce la loro immissione in commercio, mediante una procedura semplificata, se non vi sono rischi per la salute umana. Tuttavia, se uno Stato membro ha motivi fondati per sospettare l&#8217;esistenza di un simile rischio, puo&#8217; limitare provvisoriamente o sospendere la commercializzazione e l&#8217;utilizzo sul suo territorio. Questa la sentenza della Corte di giustizia Ue del Lussemburgo nella causa che opponeva la Monsanto ed altre imprese attive nel settore della biotecnologia all&#8217;Italia per aver vietato l&#8217;immissione sul mercato di alcuni prodotti alimentari con granturco geneticamente modificato. Il decreto con cui l&#8217;Italia aveva stabilito una sospensione preventiva della commercializzazione e dell&#8217;utilizzo di prodotti provenienti da granturco geneticamente modificato risale al 2000. In seguito a quel provvedimento, Monsanto ed altre aziende del settore hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio ritenendolo contrario al diritto comunitario. Nel 1997 e 1998 le aziende avevano informato la Commissione Ue, nell&#8217;ambito di una &#8221;procedura semplificata&#8221;, per la quale e&#8217; necessaria solo una notifica all&#8217;esecutivo europeo, la loro intenzione di commercializzare prodotti provenienti da granturco geneticamente modificato, quali la farina. Tra l&#8217;altro, Monsanto Europe e altre imprese avevano gia&#8217; ottenuto in Francia e in Gran Bretagna l&#8217;autorizzazione all&#8217;immissione in commercio di alcuni chicchi di mais Ogm per la sua resistenza a insetti ed erbicidi. In Italia, invece, il governo, dopo aver sentito pareri di diversi organi scientifici, ha avuto dubbi sull&#8217;innocuita&#8217; di questi prodotti con la conseguente emissione del decreto del 8 agosto 2000. Nella sua sentenza la Corte Ue, a cui si era rivolto il Tar del Lazio, ricorda che il regolamento comunitario sui nuovi prodotti alimentari ha la finalita&#8217; duplice di garantire il funzionamento del mercato interno di questi prodotti e di tutelare la salute pubblica. Lo stesso regolamento, si sottolinea, &#8221;qualifica come sostanzialmente equivalenti a prodotti o ingredienti alimentari esistenti quelli che presentano differenze di composizione, ma che non hanno effetti negativi per la salute&#8221;. La Corte rileva inoltre che la &#8221;procedura semplificata&#8221; non deve in alcun caso trasformarsi in un indebolimento delle norme di sicurezza che devono essere rispettate dai nuovi alimenti e che talune differenze di composizione di questi ultimi, rispetto a quelli tradizionali, devono essere specificatamente menzionate nell&#8217;etichettatura. In virtu&#8217; della cosiddetta &#8221;clausola di salvaguardia&#8221;, spiega ancora la Corte Ue, uno Stato membro &#8221;puo&#8217; a titolo preventivo limitare provvisoriamente o sospendere la commercializzazione del prodotto sul suo territorio&#8221;. La dimostrazione dell&#8217;esistenza di rischi per la salute, secondo i giudici del Lussemburgo, puo&#8217; giustificare &#8221;l&#8217;adozione di una tale misura, ma in tal caso il rischio non deve essere puramente ipotetico, ne&#8217; risultare fondato su semplici supposizioni non ancora fondate. Lo Stato deve basarsi su indizi precisi e non su ragioni aventi un carattere generico&#8221;. Alcuni aspetti di questa vicenda appaiono tuttavia attualmente ormai superati dopo che nel luglio scorso l&#8217; Unione europea ha adottato nuove regole sull&#8217;etichettatura e sulla tracciabilita&#8217; degli Ogm.
</p></blockquote>
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		<title>Ogm: sentenza Ue, le reazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2003 19:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da vita.it:</p>
<blockquote><p>Per l&#8217;Ue &#8221;la salute dei suoi cittadini e la tutela ambientale vengono prima delle liberta&#8217; commerciali&#8221;. Questo il commento di Legambiente al pronunciamento della Corte di Giustizia europea sulla causa fra la Monsanto e altre due multinazionali del biotech e il nostro Paese, responsabile del divieto di importazione di alcuni alimenti contenenti tracce di proteine ogm. Un pronunciamento con il quale &#8221;e&#8217; stata garantita la sovranita&#8217; alimentare e la sicurezza dei consumatori&#8221;. &#8221;La Corte &#8211; afferma il portavoce nazionale di Legambiente, Roberto Della Seta &#8211; riconosce agli stati membri il loro diritto di garantire la salute dei cittadini, un diritto che prevale nettamente sui principi della liberta&#8217; del commercio. E&#8217; una decisione che sembrerebbe scontata ma che non lo e&#8217; di questi tempi, e della quale dunque ci rallegriamo. Tanto piu&#8217; importante &#8211; aggiunge Della Seta &#8211; perche&#8217; arriva in coincidenza dell&#8217;apertura del vertice di Cancun, in cui, seppure esclusi dall&#8217;agenda, gli ogm rischiano di avere un ruolo importante&#8221;. Non e&#8217; irragionevole pensare, rileva ancora il portavoce nazionale di Legambiente, che gli Stati Uniti potrebbero avanzare pretese nei confronti della moratoria europea in cambio di concessioni sulla lista dei 41 prodotti tipici portata a Cancun. &#8221;Questa sentenza &#8211; conclude quindi Della Seta &#8211; e&#8217; anche un monito: non c&#8217;e&#8217; liberta&#8217; di mercato ne&#8217; Monsanto che tenga di fronte alla salute dei cittadini e alla tutela dell&#8217;ambiente. Ma all&#8217;Unione, coinvolta appunto a Cancun nei negoziati per riscrivere piu&#8217; equamente le regole del commercio mondiale chiediamo coerenza: se questi diritti valgono per i cittadini europei, allora devono valere anche per quelli dei paesi piu&#8217; poveri, che troppo spesso invece vengono sacrificati in nome del liberismo a senso unico dell&#8217;Occidente&#8221;<br />
La sentenza della corte Ue sui quattro mais ogm e&#8217; legittima: e&#8217; quanto afferma in una nota Ivan Verga, vice presidente dell&#8217;associazione Verdi Ambiente e Societa&#8217; (VAS) secono il quale &#8221;con il pronunciamento odierno la Corte di Giustizia ha di fatto posto fine ad un contenzioso che oppone da tre anni la multinazionale Monsanto al governo del nostro Paese e al sacrosanto diritto di uno Stato membro di impugnare la commercializzazione di alimenti transgenici non sottoposti ad alcuna valutazione di sicurezza d&#8217;uso&#8221;. Secondo Verga con la sentenza di oggi la Corte &#8221;inizia a ristabilire il diritto su di una materia che la lobby delle multinazionali del biotech ha governato per anni, facendo prevalere un regime di discrezionalita&#8217;, rispondente ai propri interessi di parte e a discapito degli interessi collettivi di sicurezza. Quanto invece alle precisazioni della Corte in relazione alla &#8216;sostanziale equivalenza&#8217; dei prodotti transgenici, si tratta di osservazioni poco piu&#8217; che superflue, poiche&#8217; i nuovi Regolamenti UE sull&#8217;etichettatura e la tracciabilita&#8217; degli OGM negli alimenti hanno opportunamente cancellato qualsiasi riferimento a procedure semplificate di autorizzazione. E questo ci consente di poter dire che mai piu&#8217; alcun OGM potra&#8217; essere autorizzato sul territorio UE senza essere sottoposto ad una meticolosa valutazione sulla propria sicurezza d&#8217;uso. Insomma, il tempo in cui bastava una semplice notifica basata sull&#8217;autocertificazione di conformita&#8217; prodotta dalle multinazionali produttrici appare definitivamente tramontato. Con estrema soddisfazione dei cittadini europei e con buona pace delle multinazionali che ritenevano di poter considerare i consumatori come tante cavie di una tecnologia transgenica inaffidabile e non gradita dall&#8217;opinione pubblica&#8221;. </p></blockquote>
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