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	<title>Il blog di Alessandro Ronchi &#187; Telecom</title>
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	<description>Chi riceve un&#039;idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
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		<title>Mentana cambia gli equilibri dei tg</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 06:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Terremoto tg: l’ingresso in campo di un nuovo concorrente altamente competitivo, come il TgLa7 di Enrico Mentana, cambia gli equilibri nell’informazione tv. Nella sua prima settimana, la testata giornalistica Telecom ha raggiunto almeno cinque risultati. via Mentana cambia gli equilibri dei tg &#8211; Corriere della Sera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Terremoto tg: l’ingresso in campo di un nuovo concorrente altamente competitivo, come il TgLa7 di Enrico Mentana, cambia gli equilibri nell’informazione tv. Nella sua prima settimana, la testata giornalistica Telecom ha raggiunto almeno cinque risultati.</p>
<p>via <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/10_settembre_06/grasso_464e7e10-b979-11df-90df-00144f02aabe.shtml">Mentana cambia gli equilibri dei tg &#8211; Corriere della Sera</a>.</p></blockquote>
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		<title>IPTV</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 08:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre alla chiavetta che permetterà agli utenti sky di vedere i canali del digitale terrestre, compresi quelli che la RAI aveva ritirato dal satellite rifiutando 60 milioni di euro, vedo sul retro di Wired la pubblicità di un&#8217;altra alternativa: il decoder IPTV di Telecom che con 3 euro al mese dice di offrire Sky, Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre alla <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/21/perche-masi-dovrebbe-andare-a-casa-subito/">chiavetta</a> che permetterà agli utenti sky di vedere i canali del digitale terrestre, compresi quelli che la RAI aveva ritirato dal satellite rifiutando 60 milioni di euro, vedo sul retro di Wired la pubblicità di un&#8217;altra alternativa: il decoder IPTV di Telecom che con 3 euro al mese dice di offrire Sky, Il digitale terrestre, i video on demand.</p>
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		<title>Una analisi delle società partecipate a partire dal Comune di Forlì</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 13:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri in Consiglio Comunale abbiamo discusso (senza voto) sul ruolo delle società partecipate del Comune di Forlì. Queste società tolgono in generale potere decisionale dalle mani del Consiglio, e quindi dal controllo elettorale dei cittadini, e servono ad uno scopo ben preciso: conseguire l&#8217;oggetto sociale su indirizzo dell&#8217;amministrazione. Non sempre questo avviene, e la gran [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri in Consiglio Comunale abbiamo discusso (senza voto) sul ruolo delle società partecipate del Comune di Forlì. Queste società tolgono in generale potere decisionale dalle mani del Consiglio, e quindi dal controllo elettorale dei cittadini, e servono ad uno scopo ben preciso: conseguire l&#8217;oggetto sociale su indirizzo dell&#8217;amministrazione.<br />
Non sempre questo avviene, e <strong>la gran parte dei problemi deriva non tanto dagli indirizzi che l&#8217;amministrazione cerca di imporre, ma dalla struttura societaria</strong>. Una S.P.A. come Hera, anche se a maggioranza pubblica, cercherà di perseguire come scopo il maggior dividendo possibile, altrimenti le sue quotazioni in borsa perderanno valore.<span id="more-3552"></span><br />
In questi giorni si è parlato tanto della crisi finanziaria di <strong>Sapro</strong>, che deriva dalla mancata vendita dei terreni a disposizione (sulla stampa si parla di circa 100 mln di euro di debiti). In questo caso il problema è aggravato dai conflitti d&#8217;interessi tra chi programma l&#8217;uso del territorio (il Comune, la Provincia), chi ha bisogno di aree (i privati) e Sapro (che è di proprietà delle amministrazioni locali).<br />
Nella delibera che ci è stata presentata ieri <strong>Sapro viene individuata tra le società che si occupano di servizi di interesse generale a libero mercato</strong>. Questo però non combacia con le richieste fatte dalla società di coprire con una lettera di patronage (una garanzia) l&#8217;indebitamento con le Banche.</p>
<p><strong>Quale società nel libero mercato può godere delle stesse garanzie?</strong><br />
Il ruolo del Comune nei confronti della sua società, al di là del patronage,<strong> è particolarmente complesso</strong>. Quando il Comune programma il territorio, modificando la destinazione d&#8217;uso dei terreni, va ad incidere sul bilancio di Sapro.</p>
<p>Uno schema per chiarire:<br />
- Gli enti pubblici dettano gli indirizzi e fanno la programmazione del territorio.<br />
- Sapro ed altri privati realizzano questi indirizzi, anche con accordi di programma fuori dalle previsioni.<br />
- Gli enti pubblici sono proprietari di Sapro.</p>
<p>Nell&#8217;accordo di programma Querzoli-Ferretti, ad esempio, la scelta politica di fare un accordo di programma ha permesso alle aziende di non utilizzare i terreni di Sapro. Se non lo avesse fatto probabilmente le aziende si sarebbero rivolte a questa società, che avrebbe migliorato i suoi bilanci (ed essendo partecipata anche quelli dei suoi proprietari, tra i quali il Comune). In ogni caso queste scelte politiche incidono, in un verso o nell&#8217;altro, sul mercato e sui bilanci.</p>
<p><strong>Gli accordi di programma</strong> e le continue varianti permettono di superare qualsiasi programmazione, sulla base di un interesse pubblico difficilmente dimostrabile. </p>
<p>Tornando ad Hera, qui i problemi di gestione e governance si moltiplicano:<br />
- Il Comune dovrebbe impostare gli indirizzi<br />
- l&#8217;ATO, che raduna tutti i comuni, dovrebbe gestire le tariffe<br />
- Hera ha in affidamento i servizi pubblici<br />
- Il Comune ha una partecipazione in Hera</p>
<p>I problemi sono ben facili da individuare in questo ciclo chiuso: senza fare una gara d&#8217;appalto, in questi anni ATO è stata costretta ad accettare le tariffe richieste da Hera. I guadagni di Hera sono anche i guadagni del Comune e degli enti che fanno parte di ATO (quindi paradossalmente <strong> il committente è proprietario del fornitore</strong>).<br />
I guadagni di Hera sono i guadagni degli enti proprietari, che dovrebbero fare gli indirizzi (inceneritore sì, inceneritore no, porta a porta no).</p>
<p>La scarsa percentuale di partecipazione ha fatto perdere agli enti qualsiasi capacità di indirizzo: il 2.15% del comune di Forlì in Hera certamente non sposta nulla nel CDA.</p>
<p>Si aggiunga poi che il Comune è proprietario di Romagna Acque, che vende l&#8217;acqua ad Hera, o che Hera è proprietaria di parte di Agess, che scrive i piani energetici del Comune (che include ad esempio il teleriscaldamento di Hera). Si possono individuare molti altri problemi che certamente rendono più complicata la guida e la gestione dei servizi pubbilci.</p>
<p>Sul teleriscaldamento si gioca un&#8217;altra partita complicata e sottovalutata: le reti dell&#8217;acqua e del gas, per fortuna, sono pubbliche. Il teleriscaldamento invece è totalmente di proprietà del gestore, che è proprietario anche delle reti: in futuro se un&#8217;altra ditta vorrà fornire il servizio dovrà sfruttare le reti di Hera, che come concorrente ha la possibilità di impedirlo.</p>
<p><strong>Non è una ipotesi assurda, se pensiamo a quanto è avvenuto sulla telefonia, sia fissa sia mobile.</strong> Per quella fissa abbiamo liberalizzato il mercato vendendo le reti (il doppino è di telecom). In questo modo telecom ha sempre avuto il controllo, che porta le nostre bande larghe per internet tra le più care d&#8217;Europa.<br />
La proprietà privata delle reti di telefonia mobile, invece, hanno moltiplicato il numero di antenne per i cellulari: ogni gestore ha le sue. E questo difficilmente può essere considerato un bene.</p>
<p>Bisognerebbe fare quindi una riflessione approfondita sul ruolo delle società partecipate, sulla loro necessità e sulle modalità per recuperare trasparenza, governance e credibilità.</p>
<p>Sono molto curioso di sapere in quanti hanno letto fino alla fine questo lungo articolo, ed hanno una loro opinione in merito, penso che il tema sia uno dei più importanti per una amministrazione pubblica.</p>
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		<title>Braccialetto elettronico? 400 in sconto ad 11 milioni di euro l&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 07:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visto che si parla di braccialetto elettronico, per cercare di svuotare le carceri, vi consiglio di leggere questo articolo pubblicato dall&#8217;Espresso. Questo gioiello &#8211; visti i costi non si può chiamare diversamente &#8211; ci è costato 11 milioni di euro l&#8217;anno, per 400 unità. La &#8220;sperimentazione&#8221; con Telecom è partita nel 2003 e finirà nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che si parla di braccialetto elettronico, per cercare di svuotare le carceri, vi consiglio di leggere <a href="http://www.spreconi.it/2008/09/il-braccialetto.html">questo articolo pubblicato dall&#8217;Espresso.</a><br />
Questo <strong>gioiello</strong> &#8211; visti i costi non si può chiamare diversamente &#8211; ci è costato <strong>11 milioni di euro l&#8217;anno, per 400 unità</strong>. La &#8220;sperimentazione&#8221; con Telecom è partita nel 2003 e finirà nel 2011, ma <strong>dopo 2 anni si è deciso di fermare tutto perché semplicemente non funziona.</strong><br />
Se il <strong>detenuto va in cantina si perde il segnale</strong>, ed anche nelle migliori condizioni non supera un raggio di <strong>100-200 metri.</strong></p>
<p>La cosa interessante è che il contratto con Telecom non permette di provare altri dispositivi. </p>
<p>Un bell&#8217;affare.</p>
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		<title>Interessante il contratto con &#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 18:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Interessante il contratto con Telecom per il braccialetto elettronico 11 Milioni l&#8217;anno per non funzionare. http://tinyurl.com/62q2ec]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante il contratto con Telecom per il braccialetto elettronico 11 Milioni l&#8217;anno per non funzionare. http://tinyurl.com/62q2ec</p>
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		<title>MOZIONE SULLA DISPONIBILITÀ SERVIZIO INTERNET A BANDA LARGA ADSL NELLE FRAZIONI DI FORLÌ</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2004 12:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL CONSIGLIO COMUNALE PREMESSO che diverse zone del territorio comunale sono tuttora prive della possibilità di accesso ad Internet tramite connessioni ADSL nonostante numerosi cittadini abbiano segnalato di averne richiesto la copertura, più volte e secondo le procedure previste, come riportato negli ultimi tempi anche da organi di stampa locali; che gruppi di cittadini hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL CONSIGLIO COMUNALE</p>
<p>PREMESSO</p>
<p>che diverse zone del territorio comunale sono tuttora prive della possibilità di accesso ad Internet tramite connessioni ADSL nonostante numerosi cittadini abbiano segnalato di averne richiesto la copertura, più volte e secondo le procedure previste, come riportato negli ultimi tempi anche da organi di stampa locali;</p>
<p>che gruppi di cittadini hanno dato il via a diverse raccolte di firme per richiedere al gestore del servizio l&#8217;attivazione di questo servizio anche nelle frazioni attualmente non coperte;</p>
<p>CONSIDERATO</p>
<p>che la diffusione delle tecnologie informatiche e in particolare dell&#8217;accesso alla rete Internet costituisce uno strumento ormai imprescindibile per garantire a tutti i cittadini significative opportunità di lavoro, studio, informazione, svago, libera manifestazione del proprio pensiero (art. 21 Costituzione), effettiva partecipazione all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3 Costituzione);</p>
<p>che nel mondo del lavoro e delle professioni essa rappresenta una risorsa strategica per competere in un mercato sempre più globalizzato;</p>
<p>che la pluralità dei servizi e dei contenuti offerti sulla rete Internet richiede sempre più spesso connessioni stabili, veloci ed economiche, ed il servizio ADSL rappresenta una ottima soluzione per il positivo rapporto tra qualità e costi;</p>
<p>che la possibilità di accesso ADSL è subordinata alla copertura da parte di Telecom Italia della zona interessata con adeguati impianti;</p>
<p>che la mancata disponibilità di questo servizio impedisce a numerosi cittadini l&#8217;accesso ed il godimento di importanti opportunità e servizi determinando di fatto una discriminazione tra chi risiede nelle zone in oggetto e chi ha domicilio in aree meglio servite;</p>
<p>che questa discriminazione impedisce l&#8217;instaurazione sui territori in oggetto di nuove realtà imprenditoriali operanti in particolare nel terziario avanzato e limita fortemente le possibilità di accesso alle nuove tecnologie e di innovazione per le imprese esistenti;</p>
<p>ESPRIME</p>
<p>la propria insoddisfazione per l&#8217;attuale situazione e sollecita l&#8217;operatore telefonico a considerare prioritaria l&#8217;estensione del servizio alle frazioni in oggetto;</p>
<p>IMPEGNA</p>
<p>Il Presidente del Consiglio Comunale a trasmettere questo Ordine del Giorno all&#8217;operatore telefonico competente;</p>
<p>la Giunta Comunale a farsi promotore presso le sedi idonee, e in particolare presso Telecom Italia, di forme di sollecitazione e pressione e a riferire nelle forme che riterrà più opportune dell&#8217;esito di tali contatti;<br />
la Giunta Comunale a verificare ogni possibile iniziativa per favorire la diffusione dell&#8217;accesso alla connettività a banda larga su tutto il territorio comunale;</p>
<p>I Firmatari:</p>
<p>Alessandro Ronchi, capogruppo Verdi Consiglio Comunale Forlì </p>
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		<title>L&#8217;economia del nobile sentiero: ripensare alla globalizzazione/1</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2003 15:25:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso fine settimana si è tenuto a Rimini un ricco appuntamento di wokshop sul tema di un economia in grado di rispondere meglio alla globalizzazione e ai suoi molteplici effetti. Economisti, scienziati, politologi si sono confrontati su questo tema, dando luogo a dibattiti, anche accesi, molto stimolanti e coinvolgenti. Il primo workshop della mattina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso fine settimana si è tenuto a Rimini un ricco appuntamento di wokshop sul tema di un economia in grado di rispondere meglio alla globalizzazione e ai suoi molteplici effetti.<br />
Economisti, scienziati, politologi si sono confrontati su questo tema, dando luogo a dibattiti, anche accesi, molto stimolanti e coinvolgenti.</p>
<p>Il primo workshop della mattina del 18 ha visto un confronto allarma bianca tra Jean <a href="http://italy.indymedia.org/news/2003/10/398648.php">Ziegler </a>e Dominick <a href="http://www.area.trieste.it/nobel/klein/salvatore_curriculum.htm" class="broken_link" rel="nofollow">Salvatore</a>, il primo (autore de <a href="http://tecalibri.altervista.org/Z/ZIEGLER-J_mondo-b.htm">La privatizzazione del mondo</a>) molto critico, il secondo estremamente ottimista sugli effetti benefici della globalizzazione per i paesi poveri.</p>
<p>Ziegler, fresco fresco dalla presentazione del Rapporto ONU sulla fame nel mondo, ha introdotto il tema spiegando dove nasce la mondializzazione fino a poi snocciolare una serie impressionante di dati ufficiali a dimostrazione del fallimento dellattuale modello di sviluppo.<br />
I 225 patrimoni privati maggiori del mondo controllavano nel 2002 1200 miliardi di dollari, ovvero lequivalente del 43,8% della popolazione mondiale (circa 2,6 miliardi di persone).<br />
Le 200 maggiori società globali sempre nel 2002 possedevano il 23,8% delle ricchezze del pianeta.<br />
Ziegler ha sfatato indirettamente il falso mito che gli OGM servirebbero anche a sfamare il pianeta. Palesemente falso perché, dati ONU 2003, con lattuale produzione alimentare si potrebbe garantire la razione minima giornaliere di 2700 Kcalorie a 12 miliardi di persone.</p>
<p>Salvatore, economista italiano da più di 40 anni residente negli USA, ha fatto affermazioni condivisibili nellanalisi ma non nelle soluzioni. È certamente vero che la globalizzazione è efficienza e non si può arrestare, frutto dello sviluppo delle telecomunicazioni e dei trasporti e che si sviluppi su tre livelli principali: quella dei gusti (Gillette con il Mach3 ha fatto lo stesso spot in tutto il mondo con più di un miliardo di profitti annui; Ford produce la Mondeo, uguale su tutti i mercati dove viene venduta per il 95% dei componenti), quella della produzione e quella del mercato del lavoro. Secondo Salvatore, da dati della Banca Mondiale si evincerebbe che i paesi che si sono aperti alla globalizzazione sono quelli che, rispetto agli altri, hanno più beneficiato di questo processo.</p>
<p>Ziegler e gli altri relatori hanno duramente contestato questi dati e il mondo in cui sono stati aggregati, smentendo questa aura buona e positivista delleconomia globalizzata come anche di chi crede che leconomia (la mano invisibile) sia governata da leggi naturali.<br />
Ziegler, il più lucido ed appassionato dei presenti, ha raccontato al termine un paio di aneddoti a dimostrazione delle sue tesi. <br />
Riguardo ai rapporti della famiglia Bin Laden col potere economico e politico occidentale, Ziegler racconta che Isam Bin Laden, invitato prima dell11 settembre 2001 alla presentazione a Ginevra dei risultati del Fondo dinvestimento USA <a href="http://www.brianzapopolare.it/sezioni/mondo/20030322_binladen_bush_carlyle.htm">Carlyle </a>(che investe in tecnologie militari), ad aprile 2002 si vede rifiutare lingresso nellHotel dove si svolge la presentazione. <br />
Laltro aneddoto riguarda una conversazione di Ziegler con un banchiere svizzero tra i più intelligenti e aperti. Di fronte alla richiesta di Ziegler di aprire i conti dei terroristi per bloccare i fondi dei traffici illeciti, il banchiere risponde con tutta linnocenza del caso non posso intervenire nei flussi di capitali come se questo fosse una violazione di una legge naturale incontrovertibile.</p>
<p>Altri relatori hanno dato un prezioso contributo ma per mancanza di tempo non riporto i loro interventi. Il <a href="http://www.piomanzu.com">Centro Pio Manzu </a>realizzerà comunque una raccolta degli atti.</p>
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		<title>Articolo sul Sito del Cordis sul problema dei brevetti software</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2003 20:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco la news, che si trova all&#8217;indirizzo: news Secondo alcuni manifestanti, la brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici soffocherà l&#8217;innovazione [Data: 2003-08-29] Il 27 agosto, i sostenitori di una &#8220;Europa libera senza brevetti sul software&#8221; si sono riuniti davanti al Parlamento europeo per protestare contro la proposta della Commissione sulla brevettabilità delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la news, che si trova all&#8217;indirizzo:<br />
<a href="http://dbs.cordis.lu/cgi-bin/srchidadb?CALLER=NHP_IT_NEWS&amp;ACTION=D&amp;SESSION=&amp;RCN=EN_RCN_ID:20801&amp;TBL=IT_NEWS" class="broken_link" rel="nofollow">news</a></p>
<blockquote><p>
<b>Secondo alcuni manifestanti, la brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici soffocherà l&#8217;innovazione</b><br />
[Data: 2003-08-29]</p>
<p>Il 27 agosto, i sostenitori di una &#8220;Europa libera senza brevetti sul software&#8221; si sono riuniti davanti al Parlamento europeo per protestare contro la proposta della Commissione sulla brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici. </p>
<p>La proposta, che sarà inviata al Parlamento europeo il 1° settembre per la discussione plenaria e la relativa decisione, è stata inizialmente elaborata nell&#8217;intento di eliminare le ambiguità nella gestione dei brevetti sui software e le differenze nell&#8217;interpretazione dei singoli brevetti da parte degli Stati membri dell&#8217;UE. </p>
<p>Da allora, la proposta è passata al vaglio di tre diverse commissioni parlamentari, le quali hanno apportato una serie di emendamenti volti a migliorare la definizione del tipo di invenzioni che saranno regolamentate dalla direttiva. In particolare, è stato modificato il termine &#8220;invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici&#8221;, affinché non includa i programmi per elaboratore in quanto tali, ma solo i dispositivi come i telefoni cellulari, gli elettrodomestici intelligenti, i dispositivi di comando dei motori, le macchine utensili e le invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici. </p>
<p>Tuttavia, gli oppositori della proposta sostengono che gli emendamenti non sono sufficienti e definiscono la direttiva proposta &#8220;un lupo travestito da agnello&#8221;. Uno dei manifestanti, Peter Gerwinski della Fondazione tedesca per una libera infrastruttura dell&#8217;informazione (FFII), ha dichiarato al Notiziario CORDIS che la proposta della Commissione è illusoria. &#8220;Gli estensori del documento stanno cercando di dare l&#8217;impressione di vietare i brevetti sul software, ma in realtà li stanno introducendo&#8221;. </p>
<p>Il dott. Gerwinski ha fatto riferimento alla prima versione della proposta, che forniva la seguente definizione del termine &#8220;invenzione attuata per mezzo di elaboratori elettronici&#8221;: &#8220;Un&#8217;invenzione la cui esecuzione implica l&#8217;uso di un elaboratore, di una rete di elaboratori o di un altro apparecchio programmabile e che presenta una o più caratteristiche che sono realizzate in tutto o in parte per mezzo di uno o più programmi per elaboratore&#8221;. </p>
<p>&#8220;L&#8217;attuale testo della proposta &#8211; ha affermato il dott. Gerwinski &#8211; è stato modificato affinché tale riferimento risultasse molto ben dissimulato, ma il messaggio è lo stesso: i software sono brevettabili&#8221;. </p>
<p>Programmatore di professione, il dott. Gerwinski gestisce una società di sviluppo software in Germania. Egli è fermamente convinto che la proposta della Commissione avrà conseguenze disastrose per l&#8217;innovazione e il futuro delle piccole società di software. &#8220;Quando la brevettabilità del software sarà introdotta in Europa &#8211; così come previsto a lungo termine e come già avviene negli USA &#8211; sarò costretto a chiudere la mia azienda e ad andare a lavorare per una grande società&#8221;, ha affermato il dott. Gerwinski. </p>
<p>Sebbene la direttiva comunitaria vigente (91/250/CEE) escluda il software dalle norme sulla brevettabilità, ben 30.000 brevetti di software sono già stati concessi dall&#8217;Ufficio europeo dei brevetti (UEB). &#8220;Gli attuali brevetti sono già sufficienti ad impedirmi di creare tutti i miei software&#8221;, spiega il dott. Gerwinski, aggiungendo: &#8220;Tecniche di base quali la barra di avanzamento sono già state brevettate, schiacciando le piccole imprese e consentendo alle società più grandi di monopolizzare il mercato&#8221;. </p>
<p>Tuttavia, secondo l&#8217;eurodeputata Arlene McCarthy della commissione per gli affari giuridici del Parlamento europeo, il progetto di risoluzione legislativa tiene conto delle preoccupazioni relative al potenziale impatto esercitato sulle piccole aziende. In uno degli emendamenti al documento, infatti, si chiede alla Commissione di monitorare l&#8217;impatto della legislazione sulle piccole e medie imprese (PMI). </p>
<p>Durante la manifestazione, alcuni gestori di siti web contrari al progetto di legislazione hanno dimostrato le potenziali conseguenze della brevettabilità dei software, impedendo temporaneamente l&#8217;accesso ai propri siti web. &#8220;Abbiamo voluto dimostrare ciò che accadrebbe se un titolare di brevetto impedisse l&#8217;utilizzo di un determinato componente di software: tutti i siti web connessi a quel software si bloccherebbero&#8221;, ha spiegato il dott. Gerwinski. </p>
<p>Oltre 150.000 persone hanno espresso dubbi in merito alla proposta e hanno firmato una petizione a favore di &#8220;un&#8217;Europa libera senza brevetti sui software&#8221;. Fra i sostenitori di quest&#8217;iniziativa figurano circa 2.000 titolari d&#8217;impresa e direttori generali, 2.500 sviluppatori e ingegneri di tutti i settori dell&#8217;industria europea dell&#8217;informazione e delle telecomunicazioni ed oltre 2.000 scienziati e 180 avvocati. A loro avviso, brevetti e software sono incompatibili e il copyright rappresenta la migliore soluzione per tutelare il lavoro degli autori di software. </p>
<p>&#8220;Brevettare il software è come brevettare una cipolla e poi impedirne l&#8217;utilizzo nelle ricette&#8221;, ha spiegato Tinne Van Der Straeten, attivista dei &#8220;Giovani Verdi&#8221; belgi. </p>
<p>Quest&#8217;esempio, conviene il dott. Gerwinski, dimostra efficacemente quanto sia assurdo l&#8217;obiettivo dell&#8217;attuale proposta. La FFII, pertanto, chiede agli eurodeputati di esaminare più approfonditamente la legislazione proposta e di leggere i commenti formulati dalla Fondazione prima di esprimere il loro voto il 1° settembre.
</p></blockquote>
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