Brevetti sul software, votarli per forza?

Sembra che la maggior parte dei gruppi parlamentari europei stiano lavorando a degli emendamenti per il decreto sulla brevettabilità del software. Pare, in via non ufficiale, che il voto non si terrà il 1° Settembre, ma verrà rimandato alla seconda riunione plenaria (dal 22 al 25 Settembre), per permettere le modifiche al decreto.
Questa cosa mi spaventa ancora di più della notizia del voto del 1°, perché significa che i nostri parlamentari sono favorevoli alla proposta, a meno di qualche modifica al testo.

Il problema sta proprio qui: i brevetti sul software non devono essere possibili in nessuna variante, come non è possibile brevettare l’idea di scrivere su un foglio di carta, così non può essere proprietà privata l’idea di scrivere sul web con un blog, o quella di una barra di scorrimento per “voltare le pagine” su internet. E’ un grosso pericolo per tutti, volutamente ignorato dai media (che sono stati contattati, ma eventualmente ritengono più vantaggioso non informare i cittadini che non potranno più utilizzare l’informatica come hanno fatto finora).

Non c’è nessun vantaggio nell’introduzione della possibilità di brevettare.
Questo non lo dico io, lo hanno detto il 95% dei professionisti del settore, ed almeno 160’000 persone che hanno firmato la petizione online.

Siamo veramente in democrazia? Oppure il fatto di votare una volta ogni 5 anni è un contentino per allontanarci dai problemi reali, sui quali non abbiamo voce in capitolo?
I sondaggi servono solo quando sono a favore di una proposta? Il 95% non è una percentuale abbastanza elevata da far ripensare alla validità del decreto?

Sono allibito.

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