Bush toglie il freno alle emissioni

A quando la condanna di Bush per crimini contro l’umanità? Se uccidi le persone nei campi di concentramento, sei un pazzo criminale, se li uccidi con le industrie, sei un ottimo politico-imprenditore….

Le industrie in funzione prima dell’approvazione, nel 1977, del Clean air act erano esentate dagli adeguamenti per la riduzione degli inquinanti a patto che non ampliassero la loro capacità produttiva. Ora gli impianti potranno essere potenziati senza l’obbligo di acquistare filtri.

L’Epa, l’agenzia di protezione dell’ambiente statunitense, ha reso più facile la vita delle industrie inquinanti con più di 26 anni di età che vogliano ampliare la loro attività. Il New York Times – unitamente a esponenti de partito democratico e ambientalista – accusa il presidente George W. Bush di aver ceduto alle pressioni degli industriali, che
George W. Bush
da due anni spingono per ottenere esenzioni dalle regole anti-inquinamento. Regole che i vecchi impianti non sono in grado di rispettare, a meno di grossi investimenti.

Una volta varato, il nuovo provvedimento permetterà a migliaia di impianti energetici (oltre 17.000 centrali che spesso funzionano a carbone), raffinerie petrolifere e gigantesche fabbriche, in funzione da prima che entrasse in vigore la legge “sull’aria pulita”, di ampliarsi o ammodernarsi senza installare i costosi dispositivi per limitare l’inquinamento atmosferico. «È la più grande marcia indietro nella storia della Clean Air Act», ha commentato il senatore democratico Joe Lieberman, che accusa l’amministrazione Bush di una «vergognosa azione di abbandono delle protezioni ambientali».

Per gli industriali, che applaudono all’iniziativa, il quale ha bisogno di appoggi e finanziamenti perla prossima campagna elettorale, si tratterà di un grosso risparmio. Il Times è convinto che l’approvazione avverrà prima dell’insediamento, previsto nei prossimi giorni, del nuovo responsabile dell’Epa – l’equivalente negli Usa del nostro ministero dell’Ambiente – Michael Leavitt, per non metterlo in difficoltà sin dall’inizio. L’ex governatore dell’Utah è già contestato aspramente per il suo via libera a un nuovo tratto di autostrada che attraversa il Lago Salato. Il per il momento è stato bloccato dalla locale Corte Suprema.

Il Clean air act resisteva infatti dal 1977 e prevedeva che le norme approvate non fossero applicabili alle centrali già attive, soprattutto a carbone, a patto che queste non aumentassero la loro capacità produttiva. Ora questo vincolo salterà, e chi vorrà potenziare le centrali a carbone potrà farlo liberamente senza l’obbligo di dover acquistare filtri e impianti per la riduzione delle emissioni di gas serra.

Un ulteriore effetto dell’abrogazione della legge è la riduzione delle cause di risarcimento nei confronti delle aziende inquinatrici. Molti si chiedono che ne sarà delle cause per infrazione delle norme cominciate durante l’amministrazione precedente verso aziende che non rispettavano la legge: in teoria andranno avanti, perché le nuove norme non sono retroattive, ma molti si aspettano che siano archiviate.

1 settembre 2003

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