Dialogo con un’onorevole DS del parlamento UE sui Brevetti

“Mi potrebbe spiegare in maniera chiara perche’ i DS hanno scelto la strada degli emendamenti (che presuppongono un voto favorevole finale, sia pure ad un documento emendato .. ) invece del NO senza compromessi come sembrano intenzionati a sostenere partiti come i Radicali ?”


Caro xxxx, se scegliessimo la via del no saremmo in minoranza nella plenaria del  Parlamento europeo (dove il PPE, con l’UEN e una parte dei Liberali  hanno una forte maggioranza), quindi perderemmo. Il risultato sarebbe che le posizioni della destra passerebbero nella loro versione peggiore e quindi, sia in prima che in seconda lettura, (si tratta di una procedura di co-legisazione PE e Consiglio) ne il PSE, né i Verdi, né la GUE, né i Radicali saranno più in grado di modificare il testo. A volte in politica bisogna scegliere se fare proclami e stare fermi su posizioni assolutiste (anche se giuste a volte) che non possono modificare la realtà e che permettono ad una maggioranza di forti interessi di legiferare indisturbata, o fare lo sforzo di agire nel senso dei propri obiettivi e principi – attraverso compromessi migliorativi – evitando derive peggiori non più modificabili. Noi abbiamo scelto la seconda strada, che, le garantisco, in termini di lavoro, impegno e dialogo, richiede molti più sforzi della prima. 
Siamo coscienti del fatto che di fronte all’elettorato ed ai media non è facile far conoscere e capire le nostre  posizioni, ma siamo
 convinti che questa strada sia la più fruttosa a lungo termine. La ringrazio dell’attenzione.
Cordiali saluti
Santina Bertulessi

On. Fiorella GHILARDOTTI
Parlamento Europeo
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In minoranza nella plenaria del parlamento europeo?
La risposta mi puzza, perché ci sono un sacco di persone che sono contrarie alla proposta, sia a destra che a sinistra (quelle che ascoltano il 95% dei cittadini europei che sono contrari).
Se si facesse una migliore informazione, sicuramente si otterrebbero maggiori consensi, e si riuscirebbe a non far passare questo
decreto, come del resto è accaduto tutti gli anni precedenti (ricordo che tutti gli anni la storia si ripropone, non è certo il primo tentativo). Questa risposta è l’ennesimo tentativo di fare della politica una ragazzata tra due schieramenti: “ne il PSE, né i Verdi, né la GUE, né i Radicali saranno più in grado di modificare il testo” è una cazzata da un milione di dollari: è proprio il PSE che propone questo decreto, non chissà quale altro partito di destra.

Il PSE non ha la maggioranza per votare contro una proposta del PSE, interessante nuova versione della politica europea.

Se i DS voteranno a favore di questa legge, senza nemmeno fare un tentativo di ostacolarla in toto, su internet si scatenerà un polverone che danneggierà i DS e tutti i partiti che si sono trovati d’accordo, anche se su televisioni e quotidiani non ne verrà dato risalto. Io credo che non si abbia la volontà di ostacolarla, e si cerchi la via degli emendamenti solo per addolcire una pillola troppo amara, ed avere l’immagine pulita nei confronti degli elettori.

E’ vero che a volte è bene dialogare per ottenere una mediazione. Purtroppo questa volta la mediazione non esiste, chi propone la legge l’ha scritta in modo tale che passi livellata dagli emendamenti. E’ come quando al mercato si tratta una merce: chi vende chiede 150 per ottenere 100, e chi compra tratta 100 pensando di essere furbo, o sapendo che così fa bella figura.

A me, più che una mediazione, sembra pura vasellina: pare non sia una questione importante, per la quale si debba cercare di lottare.

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