L’ambiente corre pericoli seri in parlamento

Dal WWF Italia un comunicato stampa su quanto sta per succedere oggi alla Camera. Ne parla ANSA.

“UN RISCHIO ALTISSIMO PER L’AMBIENTE”

Si vuole diminuire la tutela dell’ambiente e del paesaggio, rimettendo in discussione quanto acquisito in Europa e in Italia negli ultimi 30 anni

Gli ottant’anni di dibattiti parlamentari sulla legge sui parchi, i venticinque anni di normative sulle acque, leggi frutto di decenni di lavoro parlamentare e di pressioni ambientaliste rischiano di diventare “tabula rasa”. E’ quanto denuncia il WWF commentando l’accelerazione annunciata della Legge Delega sull’Ambiente (oggi in calendario alla Camera). La legge intende affidare ad una commissione di 24 tecnici la riscrittura delle leggi sull’ambiente riguardo a temi delicatissimi quali l’acqua, difesa del suolo, gestione dei rifiuti, inquinamento atmosferico, sicurezza idrogeologica, valutazione di impatto ambientale, parchi. Su tutto cio il Parlamento potra dare solo un parere non determinante, anche se e’ stato ripristinato il doppio parere della Commissione Ambiente di Camera e Senato.

“Dietro la condivisibile esigenza di semplificazione normativa si cela in realta una vera deregulation – denuncia Gaetano Benedetto, Segretario Aggiunto WWF – Ad esempio e’ a rischio la legge sulla difesa del suolo, una delle piu avanzate, o la normativa sui rifiuti, gia oggi minacciata dal tentativo di semplificare procedure, controlli e sanzioni. Anche i parchi sono a rischio “riclassificazione”, il che vuol dire che si chiameranno in altro modo per poter consentire, ad esempio, la caccia o l’espansione edilizia. Assistiamo ad una vera e propria accelerazione di una vera e propria strategia contro i principi ed i valori della tutela: non e’ solo la legge delega, ma anche il Decreto Legge sul condono edilizio, che contiene un attacco al demanio, e il nuovo Codice dei Beni Culturali, che stravolgerebbe tutta la legge sulla tutela del paesaggio”.

Gli ambientalisti avevano proposto un testo alternativo per limitare l’ambito della delega, limitare l’esclusione del Parlamento, stralciare le norme immediatamente efficaci. Tra queste ultime: la concessione in sanatoria in aree vincolate quale strumento ordinario, l’incenerimento indiscriminato dei rifiuti solidi urbani anche in cementifici e impianti di cogenerazione elettrica, il riutilizzo nelle acciaierie dei rottami ferrosi come materia seconda, senza tener conto del fiorente mercato illegale, piu’ volte segnalato dalle forze di polizia, di scarti metallurgici anche contaminati.

Da mesi quattordici associazioni ambientaliste e di tutela riunite dal WWF stanno dando battaglia: da Italia Nostra a Legambiente, dal FAI a Marevivo, dall’INU alla Lipu, da Bianchi Bandinelli a Greenpeace, al Comitato per la Bellezza. Questa legge ha attirato anche le critiche della CEI, la Conferenza Episcopale italiana, definendola “una scelta puramente tecnica che non tiene conto del bene comune”.

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