UE/Brevetti: Folena, sconfitta la brevettabilità delle idee

“E’ andata bene”. E’ soddisfatto Pietro Folena, deputato DS e promotore del Forum dei parlamentari di opposizione sull’innovazione tecnologica, nei riguardi della votazione al parlamento europeo sulla direttiva che permette i cosiddetti “brevetti software”

“L’idea di brevettare le idee è stata sconfitta” – spiega Folena con un gioco di parole – “grazie all’impegno del PSE, dei Verdi e della sinistra alternativa europea si è riusciti a limitare in modo sostanziale l’applicazione dei brevetti software. Adesso potranno essere brevettati solo apparecchi e non i programmi in esso contenuti. Un risultato importante”

“Il testo originario” – spiega Folena – “era particolarmente pericoloso perché lasciava spazio alla possibilità di brevettare delle procedure informatiche. Questo avrebbe dato la possibilità alle grandi software house di accaparrarsi il monopolio del software per i prossimi 20 anni. Adesso invece, grazie agli emendamenti approvati, alle forti pressioni delle associazioni che si battono per il software libero e a quelle delle piccole imprese informatiche, si ribadisce il principio che il software in sé non è brevettabile e quindi chiunque potrà usare qualunque procedura.”

“E’ un risultato sia in termini di libertà di ricerca” – continua Folena – “sia in termini di tutela della concorrenza. Brevettare il software avrebbe potuto segnare un duro colpo ai sistemi GNU/LINUX e al software libero in generale, che oggi rappresenta la vera alternativa all’oligopolio del software proprietario.”

“Purtroppo però oggi non posso essere del tutto sereno” – conclude polemicamente Folena – “perché il ministro Stanca ha firmato un protocollo di intesa con Microsoft che rischia di divenire fornitore privilegiato dello Stato italiano, con la scusa che questa ci farà vedere un po’ di codice del suo prodotto di punta, ovvero Windows. Il Ministro Stanca mi delude, il suo impegno sul software open source era evidentemente di facciata. In parlamento presenteremo una mozione di indirizzo sul software libero perché non è possibile che nei documenti e nei discorsi ufficiali si dicano delle cose e poi se ne facciano altre”.

Folena, che oggi è in Brasile per un seminario sull’innovazione tecnologica promosso dal presidente Lula e dal Ministro Tarso Genro (ex sindaco di Porto
Alegre), chiede al governo italiano di seguire l’esempio brasiliano: “Qui si adotta il software open-source per rendersi indipendenti dai monopoli.
Perché noi in Italia facciamo l’esatto contrario?”

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