UN’ALTRA TELEVISIONE È POSSIBILE: verso Nowartv macchina immaginativa non omologata

Esiste ormai in Italia una diffusa consapevolezza delle profonde deformazioni subite, specie negli ultimi due decenni, dal sistema della informazione-comunicazione di massa. Deformazioni che ne hanno dilatato oltre limiti accettabili il carattere non democratico, manipolatorio, ideologico, monopolistico; che hanno condotto a violazioni sempre più palesi del diritto della popolazione di essere informata correttamente, e di ricevere una informazione e una comunicazione (intendendosi con ciò l’insieme del flusso d’intrattenimento, pubblicità, formazione, informazione) almeno decente.

In un contesto di questo genere la stessa nozione di “quarto potere” è stata progressivamente modificata in senso antidemocratico. I media hanno assunto un potere sempre più smisurato nella formazione dell’opinione pubblica, ma al contempo sono diventati parte del potere, rinunciando, quindi, sempre di più, alla loro funzione sociale, civile, culturale di controllori esterni dei poteri di una società democratica.

Parliamo di media ma intendiamo – di gran lunga prioritariamente – la televisione. E’ la televisione, è il suo uso da parte del potere, dei poteri, che sta realizzando sempre di più la massima di Thomas Hobbes: “i Pochi controllano i Molti, attraverso l’Opinione”.

Iniziano così gli “Appunti per un Manifesto della nuova televisione”, il cui testo completo si trova qui.

E’ nata una televisione che fornisce i suoi programmi anche in rete, in vari formati a seconda di connessione e programmi a disposizione (qualsiasi sistema operativo abbiate installato).

Date un’occhiata, ne vale la pena. Tra le altre cose, c’è un intervento di Travaglio sul tema “La legge è uguale per tutti -1”:
http://www.nowar.tv

Riprendiamoci l’informazione.

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