Clima: facciamo una rivoluzione energetica

Prima che torni l’estate, quando tutti si ricordano dei problemi energetici, conviene discuterne per trovare una soluzione.
E’ sempre facile dire “apriamo nuove centrali” oppure “chiudiamo quelle vecchie”, e a volte anche le proteste contro le centrali nuove che vengono progettate non sono molto ecologiste.
C’è chi ritiene, infatti, che un maggior numero di centrali di piccole dimensioni permetta una maggiore razionalizzazione delle risorse ed una maggiore produttività di energia a parità di materiali primi.
Ovviamente, non è nemmeno il caso di dirlo, bisogna guardare con un occhio a progetti di vasta scala, come possono essere l’introduzione di nuove direttive europee sulla gestione dell’energia, sia al caso particolare, perché non sempre si possono devastare i territori per creare centrali che non servono.

Il WWF Italia, sezione Lombarda, pubblica un documento che cerca di sensibilizzarci sulla gestione dell’energia, piuttosto che sulla quantità.
Il rendimento delle nostre centrali termiche è ridotto rispetto alle possibilità, ma anche il cittadino potrebbe fare molto con una gestione sensata delle caldaie e dell’illuminazione.
Quasi sempre uno studio del rendimento dei nostri impianti di riscaldamento e di illuminazione porta ad un notevole risparmio economico, oltre alla questione etica di ridurre l’impatto ambientale.

E proprio su questo, secondo me, bisogna cercare di fare leva. Se si riescono ad informare i cittadini che stanno lavorando delle ore al mese per pagare un certo tipo di lampadina piuttosto che un’altro, che permetterebbe un risparmio a parità di servizio, allora probabilmente anche questa soluzione diventerebbe di massa.

Forse in primis il settore dei servizi pubblici e le aziende medio-grosse dovrebbero pensare a risparmiare sui costi relativi all’energia, sfruttando figure professionali adatte, oppure affidandosi ad aziende che lucrino sul risparmio energetico.
Si può fare: se io ti faccio risparmiare 10’000 euro l’anno, e ti chiedo di pagare il mio servizio 5’000 euro, allora ci guadagnamo entrambi, oltre all’ambiente.
Siccome questo tipo di soluzioni richiede un investimento iniziale che si ammortizza in un certo periodo, e poi mostra i suoi frutti, alle spalle di aziende sul risparmio energetico potrebbero investire istituti bancari o fondi etici.

In questo modo di creano nuovi posti di lavoro e figure professionali, e si incentiverebbe un tipo di sviluppo ecologicamente sostenibile.

Una risposta a “Clima: facciamo una rivoluzione energetica”

  1. amici
    sono oriundo nel paese del nucleare gaullista e dà qui le schermaglie degli italiani che rifiutono l’energia nucleare per poi comprarla alla Francia
    ci fanno prendere in giro da questo lato delle alpi ,come dare torto ai galletti che aspettano l’ultima frittata alitalia per farla rosolare sulla griglia partigiana
    per quello che mi pare di capire tra 20 anni all’italia non mancherà solo l’energia ma anche l’acqua ,se tutti i ghiacciai delle alpi scompariranno allora il riso piemontese se lo faranno i norvegesi e ci tocchera comprare la polenta islandese
    La vostra rivoluzione ha già una generazione di rittardo ,quella dell’aria pura he non c’è piu,l’ecologia come un cerotto alla nostra follia assomiglia ai treni calabresi che si sognano di arrivare à Salerno.
    Adesso basta colle parole il pianeta pende ,o i nostri figli non vedranno piu nè torre nè futuro
    Sergio nello smog parigino

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