Il bilancio 2005

Ho atteso qualche giorno, prima di scrivere qualcosa sul bilancio preventivo sul quale stiamo lavorando in questi giorni in Comune.

Il Consiglio Comunale ed i Gruppi politici che lo compongono non hanno ancora potuto vedere le cifre in dettaglio ed i documenti completi relativi al bilancio, materiale indispensabile per fare considerazioni puntuali, ma abbiamo discusso in linea generale le politiche che dovranno portare alla loro stesura (compito della Giunta).

Alcuni dati sono già pubblici e noti da tempo: la nuova finanziaria ridurrà in maniera sostanziale il trasferimento di fondi ai Comuni.
La legge finanziaria non è ancora stata approvata definitivamente al Senato, ma è ragionevole pensare che non verranno mutate radicalmente alcune sue caratteristiche, come quella del finanziamento agli enti locali.

I Comuni sono gli enti che maggiormente influiscono sugli investimenti pubblici (47% del totale), sulle politiche sociali e di sostegno alle fasce più deboli di cittadini, ed il Governo con la sua politica economica sceglie di caricare il peso della stabilità economica proprio su queste voci.

Lunedì 15, in Consiglio Comunale, il Sindaco ha fatto un ampio resoconto della relazione, che potete leggere sintetizzato sul sito del Comune, seguito da un dibattito e dall’approvazione di un documento programmatico firmato dalla maggioranza.

I Comuni, per fare quadrare i loro bilanci, possono fare due cose, come ogni impresa: diminuire le spese o aumentare le entrate. Da queste due ipotesi, non si scappa.
Tenendo conto che il 75% delle spese a bilancio per un Comune sono fisse, perché derivano dai costi del personale e dei servizi non modificabili (Scuole, Politiche Sociali, etc), capite che il quadro è alquanto complicato. Se considerate, inoltre, che a fronte dei rinnovi contrattuali firmati dal Governo non sono seguiti i finanziamenti relativi alle amministrazioni locali, scaricando totalmente il peso finanziario su queste ultime, potete capire ancora meglio la situazione.
Per quanto riguarda le entrate, l’autonomia del Comune si basa su due sole possibilità: ICI ed IRPEF. L’autonomia degli enti locali sull’IRPEF è bloccata dalla legge finanziaria che sta per essere approvata, come pure la possibilità di fare verifiche catastali per permettere un riequilibrio delle entrate ICI senza toccare le percentuali di contribuzione.

Quest’ultima possibilità sarebbe stata uno strumento di equità sociale importante per i Comuni, che avrebbero potuto incrementare queste entrate facendo leva solamente su coloro che in questo momento, illegalmente, pagano meno del dovuto. Politicamente, l’adozione di questo strumento avrebbe giovato alle entrate ed all’immagine delle amministrazioni locali, che sono in questo momento prevalentemente di Centro-Sinistra, e per questo motivo sono state bloccate dal Governo.

La razionalizzazione delle spese delle amministrazioni, già in atto da diversi anni, spesso necessita di investimenti importanti, che in questo momento non ci sono. Per questo motivo, anche questo processo realisticamente non potrà portare alla copertura totale dei finanziamenti che mancano (anche se è una delle voci più importanti).

La scelta di tagliare le spese dei servizi, prevalentemente con carattere di sostegno sociale, non è ammissibile: non si migliora la qualità della vita facendo leva sui portatori di handicap o sul sostegno per gli anziani non autosufficienti.

Per questo, nel documento politico di indirizzo firmato dalla maggioranza del Consiglio, i punti cardine sono, in ordine di importanza: proseguimento da parte dell’Amministrazione dell’attività di razionalizzazione per l’ottenimento di ulteriore miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza ; ridefinizione degli schemi tariffari (che consenta la salvaguardia delle fasce più deboli con principi di equità); attività di ulteriore recupero sull’evasione e sulla riscossione dei ruoli coatti; mantenimento del livello qualitativo dei servizi e delle politiche educative.

In questi mesi ho visto un impegno impressionante da parte del Sindaco e della Giunta finalizzato alla costruzione di un bilancio che non incida sulle fasce più deboli della popolazione locale. Al contrario, anche in un momento come questo di crisi dell’economia, questo continuo ed intenso lavoro ha fermo l’obiettivo di mantenere la qualità dei servizi di sostegno ed incrementare l’aiuto alle famiglie che hanno più problemi.

Per quello che mi compete, nei prossimi mesi farò tutto il possibile perché questo indirizzo sia mantenuto, dando il mio contributo per procedere nell’ulteriore razionalizzazione delle spese e dell’efficacia delle risorse distribuite sul territorio.

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