Incontro con Borghi e la Masini

Borghi è arrivato puntuale, nella Multipla bipower riconvertita ad idrogeno. Chiaccherando con lui ed il responsabile del progetto Sandro Ghelardi, sono saltate fuori diverse cose interessanti:
– Il costo dell’impianto ad idrogeno per quell’auto è di circa 3000 euro da aggiungere al costo di listino. Il prezzo quindi è tutto sommato ragionevole, se viene accompagnato da un risparmio sul carburante.
– L’auto ha una autonomia di 150 chilometri, ancora troppo pochi per essere utilizzabile, ed un pieno costa 18 euro. Questo significa che ancora non ha nessun vantaggio economico rispetto alle auto normali, che sommato alla scarsa disponibilità di distributori rende ancora impensabile l’utilizzo.
– In Italia è illegale, perché non ci sono regole per omologarla. Ghelardi ci ha riferito che la tecnologia è vecchia di venti anni, ma non sono mai riusciti a farla regolarizzare. In Germania, invece, in 3 mesi l’avevano omologata.
– L’azienda che la produce sta pensando di creare un’azienda con sede in Germania o in un’altro paese europeo, dove sia legale, e venderla in Italia. Tutto questo mi fa pensare che non si faccia il minimo necessario per incentivare alcuni settori che potrebbero essere di giovamento sia all’economia, che alla nostra salute.

Nadia Masini, presente alla dimostrazione, si è dimostrata sinceramente interessata, ma allo stato attuale anche un Comune particolarmente innovativo, non potrebbe adottare questa tecnologia nemmeno per una singola auto di prova.

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