La giunta provinciale e l’inceneritore

Questa sera si è chiusa la seduta della giunta provinciale che doveva decidere sul progetto di via del termovalorizzatore di Hera. Nonostante il NO del Comune e dell’AUSL in conclusione della conferenza di servizi, la giunta ha votato quasi all’unanimità il progetto, che di fatto pone un’altro mattone per la costruzione del nuovo impianto.

Senza tenere in considerazione il rifiuto secco di Hera di adeguarsi alle prescrizioni attuative che erano state richieste, tra le quali ad esempio l’invarianza delle emissioni e la preselezione dei rifiuti.

In parole povere, Hera potrà emettere più inquinanti di ora, in una zona che vede già l’inceneritore dei rifiuti ospedalieri di Mengozzi (che ha da poco raddoppiato l’impianto), e che in futuro vedrà anche un ipermercato ed una tangenziale.

Da anni la zona è considerata a rischio per la salute, e dopo aver speso mezzo miliardo di lire di fondi europei ed aver tenuto sotto continuo controllo la zona per cercare di migliorare la situazione, si è deciso di dare il via alla strada che porterà ad un nuovo notevole peggioramento delle condizioni ambientali.

Con l’assicurazione, da parte di Hera, che il nuovo camino sputerà gli inquinanti più in alto e con un raggio di ampio, diffondendo meglio per tutta la città i residui della combustione, che già con il vecchio raggiungevano i 12 Km di distanza dall’impianto.

Chi pensa, quindi, che non sarà un suo problema, se abita a Forlì e nelle vicinanze, si sbaglia.

L’unico NO della giunta è venuto dai Verdi, secondo le prime indiscrezioni, quindi anche Rifondazione Comunista pare abbia cambiato idea, dopo la minaccia di ritiro delle deleghe agli assessori che rifiutavano il proprio assenso.

Tutto questo dopo un silenzio di qualche giorno, nel quale si è cercato continuamente con gli altri componenti della maggioranza un dialogo che, come potete immaginare, è stato più volte rifiutato.

Chi ha vinto questa partita? Di certo non i cittadini.

Da questo momento alla effettiva costruzione, ancora possiamo fare qualcosa, ma serve l’aiuto di tutti. Firmate la petizione del Clan – Destino (lo trovate anche al Visus Vita, in corso Diaz) e parlatene, è di fondamentale importanza.

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