Pensiero di Natale di Marco Paci

Ricevo ed inoltro una lettera di Marco Paci, del WWF di Forlì:

NATALE BIODEGRADABILE
Rigetta l’usa e getta: piccole strategie per riorientare produzioni e consumi
In un periodo come il Natale, che definire critico per ciò che riguarda il nostro rapporto con gli oggetti e le nostre debolezze consumistiche è dir poco, ho pensato: cosa regalerei se mi ponessi il problema di essere un po’ originale, lanciando al contempo un piccolo eco-messaggio? Ma, in definitiva, il regalo più gradito potrebbe anche essere immateriale, e cioè una dritta intelligente, un’idea sulla quale la persona che riceve potrebbe divertirsi a lavorare sviluppandola, declinandola, articolandola, etc.

Proviamo a cominciare: le pile ricaricabili, un tempo pressoché introvabili, ora cominciano a diffondersi, perché necessarie a cordless, camere digitali e strumenti affini, e possono essere usate per alimentare un bel radio-walkman come quello che uso io, sintonizzato pressoché costantemente sui 99.6 MHz di RadioTre, stazione che mi fornisce programmi stupendi e preziosissimi spunti di riflessione durante i miei itinerari in bici.

A chi ha anche pochi metri quadri di giardino regalerei un contratto di comodato gratuito con Hera, per l’adozione di un composter. In questo modo si può praticare l’arte del compostaggio domestico, e gli scarti da cucina, invece di andare nei cassonetti, andranno a produrre humus fertile; forse pochi sanno che, eliminando dal sacco dell’indifferenziato la frazione organica, i rifiuti si riducono del 30%; oggi, facendo quel po’ di raccolta differenziata (carta, vetro, un po’ di plastica e un po’ di metalli) che è stata avviata, si recupera il 22% appena del rifiuto; se si cominciasse a fare sul serio anche con l’organico, si arriverebbe al 50% e oltre; rimarrebbero comunque ancora un bel po’ di imballi di plastica da smaltire.

A tal proposito, guardando un qualsiasi carrellone pieno, vagante in un supermercato, noteremmo che gran parte del volume è occupato da bottiglie in PET, che contengono acqua o bibite. Per quanto riguarda l’acqua si potrebbe regalare una brocca con sistema di filtraggio a carboni attivi, in grado di trasformare l’acqua del rubinetto in una equivalente alla minerale (Aquaselect – c/o “Anima Bio”- C.so Garibaldi 58 – Forlì), dopodiché, per sostituire le bibite, con la nuova base acquosa si possono preparare ottime tisane, da servire calde o fredde (in generale le erboristerie forlivesi sono ben fornite); per chi vuole la comodità del sistema a filtro, alcuni produttori di tisane riescono a confezionarle in filtri privi persino dei punti metallici, in modo tale che, gettati nel composter, si decompongano completamente senza lasciar tracce (Vagheggi,Vicenza -www.erbe.it/gberici; Viropa, Bressanone – www.viropa.it; Baule Volante, Bologna – www.baulevolante.it).

Un regalo più “classico”? un prodotto di cancelleria (quaderno, agenda) realizzato in carta riciclata: se continuiamo a chiederli ai cartolai, anche se non ce li hanno perché dicono che costa troppo, forse si svegliano un po’.

Potremmo poi cominciare a spacciare a pioggia ‘set’ di buste di cotone o juta, e sacchetti in mater B (www.novamont.com), materiale ricavato dall’amido di mais e biodegradabile, in cui introdurre i rifiuti. In questo modo ci affrancheremmo dalle ubiquitarie ‘sportine’.

Sempre per sfuggire alla morsa degli imballi (esempio: le incredibili vaschette di polistirolo…), per approvvigionarci di verdure e frutta potremmo costituire un gruppo di acquisto, per comperare collettivamente e direttamente da una fattoria biologica: tramite la vendita diretta si risparmia senza rinunciare alla qualità (biologica, appunto), instaurando in più un legame di fiducia, con chi produce gli alimenti che mangiamo: a Forlì esiste un GAS (gruppo d’acquisto solidale – gasfo@inventati.org, collegato alla Fattoria Rivalta, di v. Lughese 118).

Il gioco del rigetta l’usa e getta può continuare: prendiamo i pannolini per i bimbi, quanto di più usa-getta possa esistere; un gradito regalo per le neomamme e neopapà, sensibili al problema ambientale potrebbe essere costituito dai pannolini lavabili, senza gel superassorbenti, causa più frequente di dermatiti, in puro cotone 100% biologico (www.newbabyberry.com – Firenze).

Oppure potrei decidere di presentarmi a un amico con una confezione di maxirotoli di carta igienica riciclata (www.lucart.it), oggi non ancora abbastanza diffusa, spiegandogli che magari, per quanto la carta igienica assolva ad una nobile funzione, forse non è altrettanto nobile fabbricarla con pura ovatta di cellulosa vergine.

E poi, come non sperimentare un bel capo di vestiario di canapa/cotone/lana bio? Abbiamo mai pensato che un vestito sintetico, oltre a non essere molto salutare, quando viene buttato è un rifiuto non degradabile? (www.cotonneriebiologique.com, www.fattidicanapa.it, www.oticbiotex.it).

Secondo un buon principio che ho sentito di recente, i cosmetici e i detergenti, non testati su animali e a base interamente naturale, dovrebbero essere costituiti a partire da ingredienti commestibili: mai sentito parlare di saponi all’olio di oliva? Se ne trovano di ottimi sfornati dalla ditta “Sadisapone” (www.sadisapone.com), grintosi catanesi che fabbricano tranci di sapone partendo dalle olive e mescolandole con rosmarino, lavanda, carruba, arancia, mandorla, camomilla. A Forlì si possono trovare da “Nectar” (C.so Repubblica, 161/a) mentre se vogliamo cimentarci nella ricerca di prodotti privi del Sodium Laureth Sulphate (SLS), ingrediente schiumogeno aggressivo presente in tutti i detergenti in commercio, ne possiamo trovare di ottimi, anche fra i dentifrici, a “Terra d’incanto”, v.le II Giugno 66.

Per chi ha appena traslocato e deve imbiancarsi il nuovo riparo, nulla di più azzeccato di un bel secchione di tempera naturale che, oltre ad essere atossica, è anche balsamica perché fatta con oli essenziali, resine vegetali e cera d’api (www.solasnet.it, Lecco, reperibile a Forlì c/o “Ki Art”, v. Ribolle 2, oppure www.atria.it, Trapani – vernici eco fabbricate con i prodotti commestibili della Sicilia).

Alcuni si chiederanno che tipo di ricerca ho svolto per trovare questi produttori: a loro regalo il consiglio di abbonarsi alla rivista “AAM Terra Nuova”, edita a Firenze (aam = alimentazione, ambiente, medicina – www.aamterranuova.it), che sta diffondendo in modo esemplare i concetti del consumo consapevole e dalla quale ho tratto e sperimentato gran parte dei consigli che trovate in questo articoletto. Così come, a Forlì, abbiamo la “Distilleria – Ecoeditoria” (V.le Libertà 54, www.biobank.it), che edita gli annuari “Tutto Eco” e “Tutto Bio”, sforzi encomiabili per mantenere e ampliare le reti fra i produttori bio-etici dell’Italia e dell’Europa. Proprio per discriminare fra chi ben produce e chi no, si potrebbe sfogliare la “Guida al Consumo Critico”, reperibile presso la Bottega del Mondo (C.so Diaz, 72), pioniera nella diffusione dei prodotti equi e solidali.

Per concludere, potrei firmare i miei biglietti d’auguri con una bella penna stilografica, boicottando allegramente le biro usa-getta: allora, si tratta di comprare una stilo con un aspiratore, in modo che non serva più nemmeno una cartuccia di plastica a perdere, e si ricarichi la penna attingendo da una boccettina di vetro colma di inchiostro (La Nuova Stilografica – C.so Repubblica 165, Forlì).

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