SestoPotere: Inceneritore, tensione tra i Verdi

Questa mattina i Verdi di Forlì-Cesena hanno indetto una conferenza stampa per parlare del piano provinciale dei rifiuti e del rapporto con l’Assessore dei Verdi in Giunta Provinciale, Roberto Riguzzi.

Sestopotere – Inceneritore, tensione tra i Verdi Turroni e Riguzzi.

(30/5/2005 15:05) | INCENERITORE, TENSIONE TRA I VERDI TURRONI E RIGUZZI
(Sesto Potere) – Forlì – 30 maggio 2005 – Il dibattito sull’ inceneritore che dovrebbe sorgere nella frazione di Coriano incomincia ad avere ripercussioni “pesanti” anche all’interno dei Verdi di Forlì-Cesena.
Ma, andiamo per gradi.
Primo aspetto: il partito del ‘sole che ride’, dopo aver riunito il Consiglio Federale e l’Esecutivo (rispettivamente in aprile e pochi giorni fa, ndr) ha voluto prendere una posizione ben precisa nei riguardi dell’impianto, opponendosi fermamente alla sua costruzione.
Secondo punto del problema.
I documenti specifici coi quali si stabiliva l’orientamento dei Verdi però non sarebbero stati firmati dall’Assessore Provinciale Roberto Riguzzi, un atto contestatogli dal vertice del partito.
Tanto che il Senatore Sauro Turroni ha convocato una conferenza stampa per spiegare che: “Stare in una Giunta e rappresentare i Verdi da un lato garantisce autonomia ma dall’altro implica l’adeguamento alla politica del partito che si rappresenta”.
L’ ‘autonomista’ Riguzzi invece avrebbe agito con eccessiva indipendenza, rifiutando la linea guida dettata anche dal Presidente Nazionale Alfonso Pecoraro Scanio, una linea che come è noto si oppone agli inceneritori e sostiene invece i sistemi alternativi utilizzabili per risolvere il problema rifiuti: riciclaggio e compostaggio tra questi.
“La situazione in Provincia è critica – continua Turroni – perché i dati mostrano come il livello dei rifiuti pro-capite nel periodo 1997-2004 sia aumentato ( tra il 50 e il 60% dicono i dati). Creare un impianto di incenerimento avrebbe inoltre effetti deleteri sulla qualità dell’aria, già afflitta dal problema delle Pm10”.
Andrebbe insomma rivisto il piano di gestione dei rifiuti nella sua interezza, dicono gli ambientalisti, proprio perché è sbagliata la prospettiva di partenza: i problemi non si risolvono con gli inceneritori: lo stesso impianto di Forlì andrebbe ridimensionato.
“L’Assessore – continua Turroni (che non nomina mai Riguzzi, ndr) – si è forse immedesimato troppo nel suo ruolo, perdendo di vista le priorità del partito, che sono quelle della salvaguardia della natura e della salute dei cittadini”.
Saranno però gli organi di partito, che si riuniranno entro la fine della settimana, a decidere della sorte di Riguzzi.
“Al momento, conclude Turroni, non sappiamo come gestire la situazione dato che rappresenta un caso anomalo per la nostra provincia. Cercheremo comunque di mantenere l’unità politica”.

Come dire: o rientro “nei ranghi” o volontarie dimissioni dal partito, visto che di espulsione Turroni non vuol sentir parlare.

Interrogato sulla vicenda l’assessore Riguzzi a proposito delle affermazioni di Turroni ha dichiarato: “Sono frasi che non hanno fondamento, parlano gli atti e non le opinioni”.

Riguzzi, che ha preso atto ufficialmente soltanto oggi della netta presa di posizione del vertice del partito nei suoi confronti, ammette che in realtà aveva già “intuito qualcosa da alcuni giorni”.
Bl.De.

Brevetti Software: come strangolare definitivamente le Piccole e medie imprese italiane

Entro la metà di Luglio, approfittando della generale disattenzione estiva, l’Unione Europea potrebbe (purtroppo con una elevata probabilità), approvare una pessima direttiva che punta a rendere il software brevettabile: per le piccole e medie imprese italiane del settore ICT (ma non solo) sarebbe l’inizio della fine.

Questa problematica è molto complessa dal punto di vista tecnico ed è attualmente poco conoscosciuta, sebbene sia di notevole importanza per le conseguenze che potrebbe avere a livello nazionale e locale. Molte piccole e medie imprese non possono permettersi gli elevatissimi costi di una eventuale azione legale riguardante brevetti software, che si aggirano sui 250 milioni di euro. Data l’evidenza di questo limite, solo poche multinazionali riescono a fare valere i loro diritti sul campo della brevettabilità del software, anche nei casi in cui non siano loro i reali innovatori sul campo del brevetto contestato.

Questo tipo di tutela, già applicata negli stati uniti, ha notevolmente frenato l’innovazione da parte delle piccole e medie imprese, che spesso si sono trovate obbligate a vendere i loro prodotti alle aziende più grosse perché impossibilitate a difendere la loro ricerca.

I Verdi di Forlì nei prossimi giorni distribuiranno un volantino prodotto dalla FFII (Fondazione Europea per una libera infrastruttura dell’informazione, che conta più di 400 membri, 1000 aziende e 60’000 sostenitori), per cercare di aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’ennesimo tentativo di strangolare le piccole e medie imprese italiane.

Volantino contro i brevetti software