Ancora sulla questione della Querzoli

Lasciando stare la Ferretti, che in questa vicenda è presente solo come giustificazione per tutto il resto dell’operazione, ho ancora da aggiungere qualcosa a tutto quello che si è detto su questo discusso accordo di programma (per non ripetere, rimando agli articoli precedenti).

– Nel parco fluviale del Ronco interessato dall’accordo di programma è presente anche la zona dell’ex depuratore della Mangelli, che sarà quindi da bonificare a spese del Comune.

– I dirigenti di SAPRO in questi giorni hanno dichiarato che non sono mai stati contattati dalla Querzoli per una richiesta di spazi dove costruire i nuovi insediamenti industriali, come invece questa ha dichiarato sulla stampa sempre nello stesso giorno.

– Sapro aveva le aree necessarie, ma non è mai stata contattata, perché costa molto meno cambiare destinazione d’uso dei terreni agricoli vincolati piuttosto che acquistare terreni già destinati agli insediamenti industriali.

– I piani industriali delle due aziende non prevedono le assunzioni ipotizzate nell’accordo di programma (anche se in quest’ultimo si usa il condizionale, per non vincolare le due imprese al numero di assunzioni previste), ma un numero molto inferiore.

La questione, quindi, è molto complessa ed andava trattata con maggiore attenzione: chi ha votato a favore di questa delibera era consapevole di tutti questi aspetti e non aveva argomentazioni che giustificassero queste incongruenze. Si è semplicemente nascosto dietro alla semplicistica argomentazione sullo sviluppo del territorio, facendo credere che questo era l’unico modo con il quale poteva essere gestito questo progetto di espansione.

Per fortuna non è così e nonostante, documenti alla mano, i Verdi abbiano dimostrato che esistevano diverse localizzazioni alternative, le nostre argomentazioni sono rimaste inascoltate.

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