Che cosa non è un wiki

Grazie ad un commento di Stefano, scopro che Grillo ha aperto un suo wiki. Subito immagino le potenzialità che uno strumento come questo, dato in mano alle migliaia di persone che seguono il personaggio, potesse far nascere qualcosa di buono sul fronte del giornalismo d’indagine.
Vado sul wiki, provo ad aggiungere una frase in un articolo, e scopro la prima incongruenza: gli articoli sono firmati dai rispettivi autori, e sono immodificabili. In un wiki, inteso non come strumento informatico ma come strumento di scrittura collaborativa, gli articoli non sono di “proprietà” di nessuno, e questo implica un continuo miglioramento della forma e della sostanza. Se firmo un articolo, non voglio che le modifiche passino con il mio nome, e quindi ne impedisco ogni cambiamento che non sia prodotto da me.
Provo quindi a scrivere un nuovo articolo, ma anche questo è impedito: per aggiungere qualcosa, bisogna scriverla via email.
Che differenza c’è, quindi, rispetto ad un portale normalissimo o un blog? Nessuna.

Quindi leggo l’introduzione, con il sorriso tra le labbra:

Si potrebbe credere allora, che, a causa di atti di vandalismo, le discussioni vengano presto rovinati. Invece non è così, perché non vale proprio la pena danneggiare Grillopedia. Infatti vengono conservate tutte le vecchie versioni di tutte le pagine e quindi ci sarà sempre qualcuno che prontamente riparerà il danno.

Sono loro i primi a non credere che questo sia possibile, impedendo ogni intervento, ed a non capire il contenuto di quello che scrivono sulla presentazione.

Il wiki ha pochi giorni, speriamo che capiscano in fretta come si usa e quali vantaggi porta questo strumento.

AGGIORNAMENTO: Il blog non è di Beppe Grillo e l’iniziativa non è partita da lui, a quanto pare. Le considerazioni sullo strumento e sul portale rimangono le stesse, ma la colpa non è la sua ;)

5 risposte a “Che cosa non è un wiki”

  1. Io trovo Grillopedia una buonissima idea, e penso che, il fatto che bisogna loggarsi per scrivere commenti lo trovo giusto. Chi scrive non puo’ rimanere anonimo, e poi è una difesa contro il vandalismo e da quelle persone che non vogliono che si sappia la verità, quindi meglio proteggere certe pagine!

    Io ho già pronto qualche articolo per Grillopedia e presto li spedirò.

    È finita l’era della false verità

  2. Non credo che grillopedia sia la soluzione finale per la verità, detto sinceramente.

    Registrarsi al sito non basta per poter scrivere un articolo, bisogna inviarlo via email. Questo non è un wiki. Non ho detto che sia giusto o sbagliato, ho analizzato solamente l’uso non corretto dello strumento wiki, che è ben altro (dai un’occhiata a wikipedia, e dimmi se è pieno di vandali che cancellano).

  3. Ho commentato qui la risposta del team:
    http://digitaldivide.garuti.it/2005/06/16/grillopedia-si-presenta/

    Credo che sia una bella iniziativa, che però mantiene i difetti che avevo citato nel mio articolo.

    Aggiunto a questi, anche la mancanza di una presentazione e l’ambiguità di fondo che tende a nascondere la natura non ufficiale del wiki: meglio chiamarlo con un altro nome e darsi una presentazione seria, visto che i contenuti per qualcosa di interessante ci sono tutti.

    PS: non concordo sui vandali, io ho diversi wiki da mesi e nessuno di questi è stato modificato pesantemente, grazie a banali accorgimenti (anche la necessità di registrazione è solitamente sufficiente).

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