Faletti, l’Open Source e gli amanuensi

Mantellini e Morelli scrivono i loro commenti su una intervista rilasciata da Giorgio Faletti a “La Stampa”, nella quale dichiara, tra le altre cose:

«Io invece penso che l’open source sia il sistema migliore per precipitare nella barbarie. Certe cose vengono fatte perchè esiste un’industria che le produce e investe senza un ritorno economico. Senza un editore, Hemingway non sarebbe stato scoperto».

Io credo che non sia solamente malafede, è chiaro che i venditori attuali di beni immateriali (e lui è uno di questi), faticano ad adattarsi ad un mondo completamente diverso, dove chiunque può avere una buona idea e distribuirla senza grossi intermediari, dove la distinzione tra il bianco ed il nero, il professionale e l’hobby, il commerciale ed il gratuito, è sempre meno netta.

Faletti, che ha fatto delle sue passioni un lavoro, non può pensare che sia possibile nel 2005 impedire a chiunque di trovare canali alternativi per distribuire la propria idea.

Se una persona qualsiasi avesse scritto “Io uccido” non sarebbe stato pubblicato: serviva un nome-logo per poter vendere.


E’ chiaro, quindi, che questo sistema vada rivoluzionato, a scapito del povero Giorgio, che difficilmente si adatterà ad un mondo competitivo, nel quale un cognome, un reality show o due tette rifatte non siano l’unica chiave per ottere il meritato successo.

Giorgio lo sa, e sa bene che ogni cambiamento nei media che distribuiscono contenuti miete vittime.
La stampa ne fece tra gli amanuensi.
Internet, le creative commons, il copyleft e compagnia bella ne faranno tra i Faletti.

10 risposte a “Faletti, l’Open Source e gli amanuensi”

  1. Faletti fino a poco tempo fa cantava MINCHIA SIGNOR TENENTE.
    Lasciate perdere questi cialtroni,e se potete rassegnatevi alla MORTE degli intellettuali in Italia: non ce ne sono, e Faletti per scrivere libri di sucCesso usa il “parlascrivi”.

  2. Se cliccano sugli annunci di google ci guadagnamo noi e ci perdono loro; sempre che non ci sia qualche matto che decida di comprarsi veramente il libro!!! :)

  3. viva le barbari e viva l’open source,ora corro a comprare i libri di faletti con i soldi dei contribuenti e a dargli fuoco in pubblico!!!!! X-)
    ci vediamo su PI ! ghgghghghghgghghghgh

    dovrebbero denunciarlo per diffamazione!!!!!!!!

  4. “Io invece penso che l’open source sia il sistema migliore per precipitare nella barbarie.”

    L’open source é esattamente il contrario: la circolazione delle idee contro la brevettazione delle idee. Noto che ultimamente lo sport preferito di alcune persone sia dire il contrario della realtá. É solo una mia impressione?

    “Certe cose vengono fatte perchè esiste un’industria che le produce e investe senza un ritorno economico.”

    Nessuna industria produce senza un ritorno economico, neppure tutte le piccole e grandi aziende che operano con OSS investono senza pensare ad un ritorno economico. É il modello che é diverso, si vendono servizi sul sw non il sw stesso e ci si avvantaggia della comunitá per sviluppare un sw migliore.

    “Senza un editore, Hemingway non sarebbe stato scoperto”

    Con Internet l’editore non serve piú. Mi sa che é per questo che certe aziende si agitano tanto :)

  5. Grazie dei complimenti!

    In questi giorni sto preparando un nuovo progetto, che se mi riesce può diventare veramente interessante. Nessun anticipo, vado in vacanza e ne parliamo al ritorno: Stay tuned :)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *