Il mio commento su Fassino a Forlì per il 25 Aprile

Questa mattina ero presente alle celebrazioni del Comune per la giornata della liberazione, ed ho ascoltato con attenzione il comizio dell’Onorevole Fassino. Credo che la scelta di fare intervenire un segretario di partito in una giornata importante come questa, ed in particolare alle celebrazioni organizzate dal Comune e dalla Provincia di Forlì-Cesena sia sbagliata. Il ruolo della politica deve rimanere distinto da quello delle istituzioni, ed un comizio congressuale come quello di oggi non dovrebbe trovare spazio in una giornata che celebra la libertà come valore universale.
E’ chiaro che la liberazione è una festa dai fortissimi tratti politici, ma è altrettanto chiaro che questa festa non sia proprietà di un unico partito della coalizione di centro-sinistra.
Venendo ai contenuti del discorso, invece, non mi è piaciuta la dichiarazione della necessità di un revisionismo costituzionale, argomento assai pericoloso in assenza di un consenso molto ampio e di una informazione ed attenzione adeguata da parte di tutti i cittadini. La dichiarazione della necessità di porre fine ai conflitti armati ed il richiamo all’articolo 11 della costituzione che afferma il ripudio alla guerra sono parole private dai fatti di parte del loro valore, vista la non determinazione con la quale i DS hanno affrontato il discorso dell’intervento in Iraq e la partecipazione alla guerra anche per mano del precedente governo nazionale.
Bene invece i vari richiami all’importanza dell’Europa, del lavoro come principio fondamentale sul quale si fonda la nostra nazione, al tentativo di revisionismo storico che vuole equiparare chi ha lottato per la libertà con chi era al fianco di un dittatore, pur nel rispetto e nella pietà per ogni caduto.

Peccato, avrei voluto che questo discorso venisse fatto in una occasione diversa, slegata dal contesto istituzionale, perché in questo modo è stato inevitabile un assottigliamento dello spessore politico dell’intervento. Allo stesso tempo si è fatto un uso strumentale di un evento che oggi, forse ancora più di ieri, dovrebbe vederci tutti partecipi, in maniera indipendente dai partiti che rappresentiamo.

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