Il numero chiuso all’università è sbagliato

La proposta di rendere le iscrizioni alla Facoltà di Scienze Politiche di Forlì a numero chiuso, limitando quindi la quantità di studenti che potranno accedere ai corsi in maniera preventiva, è priva di qualsiasi motivazione didattica.
La riforma universitaria, con l’introduzione delle lauree specialistiche, ha aumentato il numero di studenti interessati a conseguire i due titoli di laurea offerti, grazie alla gradualità dell’impegno. Senza un aumento di risorse, strutture e numero di docenti, è chiara la necessità di limitare il numero di studenti frequentatori alla massima capacità possibile. Questa necessità, però, andrebbe tradotta in un aumento della qualità della didattica, in una selezione dei laureati in base alle capacità ed ai risultati conseguiti negli anni, non nella ghigliottina del numero chiuso. Dove è stato introdotto, infatti, il numero chiuso non è stato capace di selezionare gli studenti migliori e con il tempo ha favorito la nascita di dubbi meccanismi che hanno impedito a studenti capaci, ma sostenuti solo dalle proprie gambe, di frequentare i corsi e laurearsi con merito.
Tra i vari meccanismi senza senso introdotti dalle recenti riforme, è presente anche la distribuzione delle risorse in base al numero di iscritti e frequentatori,  piuttosto che sulla qualità e capacità di trovare un vero lavoro dei laureati: questo ha inevitabilmente prodotto una caccia allo studente, di cui ora vediamo chiare le conseguenze.
Sono quindi a fianco degli studenti che stanno protestando, compatti, contro questa ipotesi che non porterebbe nessun giovamento all’università forlivese.
Ripristiniamo una buona qualità della didattica, senza usare questo pretesto per inserire il numero chiuso, che toglie ai docenti la responsabilità di selezionare le migliori capacità.

Una risposta a “Il numero chiuso all’università è sbagliato”

  1. certo ke il numero chiuso è sbagliato!con questo sistema non si fa altro che violare il diritto allo studio!!!!!!non sarà di certo un test ministeriale,con domande,alcune delle quali poco pertinenti,(tra le altre cose),al corso di laurea che si vorrebbe intraprendere,a pregiudicare il futuro di uno studente!non si possono porre sbarramenti di questo tipo,solo per fare SELEZIONE.La selezione è ben diversa….la selezione è ben altro!Questo è un sistema per agevolare il business dei cosiddetti corsi preparatori,i quali non ti danno certezza alcuna di essere ammesso!Ha perfettamente ragione chi afferma che l’università e il DIRITTO allo studio sn diventati ELITARI,xkè cn sicurezza ancor minore si va ad affrontare un test di ammissione senza aver frequentato almeno uno dei suddetti corsi;piochè la scuola superiore (liceo o istituto tecnico),se pur fatta con coscienza,non può garantire la preparazione richiesta nel test.
    infatti,oltre alle domande poco pertinenti,al candidato,vengono somministrate una serie di domande sin troppo specifiche…domande a cui una risposta,anche approssimativa,può essere data solo dopo aver acquisito una determinata padronanza di alcune tra le materie basilari.Padronanza che non può essere acquisita nè con un corso trimestrale di preparazione,nè con una istruzione,seppur adeguata,delle scuole superiori.La selezione è basilare,in primo luogo xkè questa viene adoperata persino in natura. Ma ci sono ben altri metodi ugualmente efficaci,uno di questi sarebbe quello di rendere + seri gli esami di profitto. tutti hanno il diritto di provare, “di metterci le mani dentro”,ma non tutti hanno uguale diritto di andare avanti..un metodo molto costruttivo potrebbe essere quello di stabilire un numero predefinito di volte,in cui uno studente possa provare a dare sempre lo stesso esame. e non “abbonare” un 18 politico anche a chi non lo merita!!!perchè in facoltà,quali la medicina,la veterinaria ecc…..in cui si ha a ke fare cn la vita di esseri viventi,non possono esistere professionisti,se considerati tali,con carenze e lacune professionali.Un buon medico si deve formare sulla base dell’esperienza e dell’impegno,e se non merita di proseguire il suo corso di laurea, è perchè una volta DENTRO non viene ritenuto idoneo…bisogna promuovere le selezioni INTERNE…soprattutto durante il primo anno accademico….e da lì in poi sempre!!!!!!!!!!!!!!!Sì alle materie che devono essere guadagnate dallo studente cn i propri sforzi e la propria intelligenza,e NO alle materie che diventeno GUADAGNO…..per chi LE DA MOOOOOOOLTO FACILMENTE!!!30 minuti di test nn possono pregiudicare la carriera di una vita!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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