La lentezza

C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità ed oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto, cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi, invece, vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo.

Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio.

(Milan Kundera, la lentezza)

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Una risposta a “La lentezza”

  1. Bravo Alessandro a tornare con le parole e la lucidità di Kundera sul tema della lentezza. Tema caro agli ecologisti, termine chiave della filosofia langeriana che in associazione con quello della profondità e della dolcezza dovrebbe essere strumento di ridefinizione dei rapporti tra individui e con la natura.
    Il punto vero però è che la società contemporanea considera disvalori l’essere lenti, profondi e dolci; o meglio, non li considera degni di attenzione perchè non immediatamente spendibiili sul mercato delle relazioni. Purtroppo credo che la velocità, la superficialità e la violenza, siano molto presenti anche tra noi ecologisti, perchè il processo di estraneazione è duro e perchè non sempre siamo in gardo di gestire tutto al meglio, anche perchè molto non dipende da noi.
    Resta il fatto però che valori come quello della lentezza vadano scoperti e riscoperti quotidianamente, approfonditi, sperimentati e condivisi, iniziando così a contaminare i tanti piccoli microcosmi in cui siamo inseriti.

    Ciao, fabio

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