Alessandro Ronchi

La raccolta “porta a porta” arriva a Parma.

Il consorzio Priula che ha realizzato una delle prime esperienze di raccolta “porta a porta” nel Trevigiano con percentuali di raccolta differenziata stabilmente superiore al 70% e con costi confrontabili con i sistemi di raccolta tradizionali è “sbarcato” a Parma.
Alcuni giorni or sono la città sede dell’Agenzia Europea per l’Alimentazione sana ( 156.000 abitanti) ha approvato il piano di raccolta differenziata porta a porta che coinvolgerà l’intera città. Con questa esperienza sono messi a tacere tutte le voci che vogliono far credere che il porta aporta non sia realizzabile in centri urbani complessi.
La settimana scorsa il consorzio Priula è stato sentito dalla Commissione del Parlamento siciliano che deve esprimere il proprio parere sul piano rifiuti siciliano che prevede la realizzazione di quattro megainceneritori con la capacità di trattare tutti i rifiuti siciliani ( 2,4 milioni di tonnellate).
Questo incontro è una prima vittoria del comitato antiinceneritore di Aragona che ha strappato al presidente Cuffaro la sospensione di tre mesi e l’audizione alla commissione.
Nel corso della audizione, durata oltre tre ore e seguita con attenzione da tutti i parlamentari che per la prima volta hanno sentito che gli inceneritori non sono l’innovazione che gli si vuol far credere, si è fatto presente che se la Sicilia adottasse il metodo Priula la quantità di rifiuti indifferenziati da smaltire si ridurrebbero a mezzo milione di tonnellate, facilmente gestibili con quattro impianti di bio-ossidazione e messa a discarica degli inerti residuali. Un sogno ancora di pochi, ma Parma potrebbe essere l’inizio della rivoluzione culturale italiana nella gestione dei materiali post consumo.

La raccolta “porta a porta” arriva a Parma.
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