Landolfi e l’Italia seconda nelle tecnologie inutili

Oggi il Ministro Landolfi è riuscito nella difficile operazione di dimostrarsi peggiore del suo predecessore Gasparri.
Ha dichiarato tutto contento, in occasione di un importante incontro europeo sulla regolamentazione del mercato delle telecomunicazioni, che l’Italia è tra i primi posti nelle tecnologie ICT, fornendo come dati a supporto di questa tesi la seconda posizione italiana (dopo la Gran Bretagna) nella diffusione della banda larga e nella telefonia di terza generazione UMTS (dopo il Giappone).
Come dire: siamo i primi nelle inutilità.

Dichiarazione che è stata ridicolizzata anche dall’intervista allo SMAU di Bill Gates, che ha dichiarato che “tra dieci anni tutto passerà da internet”, e che quindi la televisione digitale, ancora in via di diffusione, è completamente inutile.
Landolfi, tutto impettito, risponde che “la politica ha tempi più lunghi”, frase sulla quale certamente concordo. Questo non significa, però, che i cittadini prenderanno con leggerezza tutti i miliardi spesi per la diffusione di tecnologie inutili ed invasive. Soprattutto nel campo della telefonia, che sta obbligando i gestori a moltiplicare le antenne senza ottenere come riscontro un reale utilizzo dei servizi multimediali, con proteste dei cittadini e dei comitati locali praticamente ovunque.

Non sarebbe meglio impegnarsi con maggiore forza nel favorire la concorrenza tra i fornitori di banda larga, per la quale siamo tra gli ultimi in Europa, ed abbassare contestualmente le tariffe per l’accesso ad una rete più veloce, per la quale abbiamo le tariffe più alte di tutta l’UE?

Sulla connettività di tutto il paese, sulla lotta al digital divide e sui servizi online ci giochiamo gran parte della nostra futura competitività economica: realizzare le infrastrutture necessarie e studiare una regolamentazione più seria porterebbero insieme indiscutibili vantaggi economici, anche a breve e medio termine.

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