L’Italia in mora per i ritardi sui biocarburanti

Apprendo da Prontoconsumatore.it
che l’Italia è in forte ritardo nell’applicazione della direttiva europea sull’utilizzo dei biocarburanti, ricavati cioè da fonti agricole (etanolo e biodiesel sono solo due esempi). Abbiamo ricevuto, pare, una lettera di costituzione in mora da parte della Commissione Europea per non presentato la documentazione relativa ad una direttiva del 2003, che stabilisce che una percentuale sempre maggiore di diesel e benzina sia costituita da biocarburanti.
Nel 2005 dovrebbe essere il 2%, mentre nel 2010 dovrà passare almeno al 5,75%.

L’aspetto più importante di questi combustibili è quello di contribuire ad un rilancio dell’agricoltura e di renderci indipendenti dalle importazioni di petrolio. Proprio su questo ultimo punto, però, ci sono opinioni molto contrastanti che non ho ancora avuto modo di chiarire. Il bilancio energetico è a favore dei biocarburanti? Oppure per produrli impieghiamo più energia di quella ricavata? Ste dice di no, ed anche io sono molto perplesso: non vorrei che fosse solamente un modo per sovvenzionare a fondo perduto delle tecnologie che non sono altrimenti competitive e non riusciranno ad esserlo in tempo prima del picco di produzione del petrolio.

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